Backup sotto Linux. NETLinK S.a.S. Progettazione e Realizzazione Sistemi Informativi. Introduzione. Backup completi ed incrementali

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1 Backup sotto Linux Introduzione I dati sono il bene più prezioso che abbiamo, perderli in modo definitivo è in genere una cosa irrimediabile. Spesso all interno dei nostri documenti sono contenute le nostre conoscenze, il nostro lavoro ed il nostro tempo, la cosa sicuramente più preziosa. Il backup non è altro che l operazione che mette in salvo una copia di questi dati. Ma perché facciamo un backup? Esistono diverse ragioni per cui i nostri dati possono andare persi: un guasto hardware, un difetto del software, un errore umano o disastri naturali. Tutte queste cause possono insieme essere responsabili della perdita dei nostri dati, basti pensare alla rottura di un hard disk, ad un crash del sistema operativo o di un applicativo, ad una azione di cancellazione errata da parte di un utente o ad un allagamento piuttosto che ad un fulmine. Possiamo comunque dire che nella maggior parte dei casi questi eventi possono essere considerati rari, ma avere una copia dei dati, conservata possibilmente distante dal sistema sui cui sono depositati è un dovere a cui non possiamo mancare. Backup completi ed incrementali In genere un backup completo consente di salvare in un'unica operazione (su uno o più supporti) tutti i dati da porre in sicurezza, e di cui è necessaria una copia. Se i dati sono pochi ed il supporto sufficientemente grande è meglio adottare un backup di tipo completo, facile da gestire, catalogare e recuperare. L unica attenzione da porre è sull utilizzo di supporti differenti da riutilizzare ciclicamente, in modo da avere comunque sempre la copia almeno del giorno precedente la backup. + lento il backup + carico di sistema - costi supporti - più semplice il restore da un unico supporto Nel caso si abbia quantità maggiore di dati da salvare è bene utilizzare una politica di backup ibrida, che si appoggia ai cosiddetti backup incrementali, con cui vengono salvati solo i files che sono stati modificati rispetto alla precedente operazione di backup. Come detto nel caso di questo tipo di backup, il salvataggio dei dati avviene in questo modo: vengono copiati solo quei dati che hanno subito delle modifiche dall'ultimo backup di tipo completo o incrementale. E noto che effettuare i backup di tipo incrementale richiede poco tempo, visto che i file che hanno potuto essere modificati dall esecuzione del precedente backup (incrementale o differenziale) sono in genere pochi. Il difetto è rappresentato dalle operazioni di recupero, che richiedono tutti i supporti che contengono i dati modificati successivamente al backup completo e fino all'ultimo giorno di attività prima del blocco del sistema. Infatti un backup di questo tipo può possedere diversi livelli di incremento, e ad ogni livello (su uno o più supporti diversi per livello) vengono salvati solo i file che hanno subito modifiche rispetto al momento in cui era stato fatto il backup di livello precedente. Questo modo di agire ha il vantaggio di velocizzare al massimo l'operazione di backup, spesso onerosa in termini di carico e sfruttamento di risorse di sistema, ma ha, per contro, lo

2 svantaggio sia di rendere più macchinoso il recupero, sia di avere bisogno di un numero di supporti di backup molto maggiore, aumentano i costi dell operazione. + veloce il ripristino + risparmio di risorse di sistema + costi cassette + complesse operazioni di restore Un backup di tipo differenziale invece applica una logica differente: vengono sempre copiati tutti quei file che sono stati modificati dall'ultimo backup completo, senza tenere conto di quanti backup parziali (di tipo differenziale) sono stati effettuati nel frattempo. Questo porta a salvare più volte anche diversi file che non sono stati utilizzati o modificati recentemente e quindi a occupare un maggiore quantitativo di spazio, rispetto al backup incrementale. Le operazioni di ripristino in questo caso sono però più semplici di quelle che dobbiamo effettuare nel caso del backup incrementale, dato che è necessario disporre solo del supporto contenente il backup completo, più l'ultimo contenente il backup differenziale. + veloce e semplice il ripristino - risparmio di risorse di sistema (rispetto all incrementale) - costi cassette - complesse operazioni di restore Possiamo dire che il backup differenziale e come effettuare un backup di tipo incrementale di livello 1, dove si effettua sempre il backup dei dati modificati rispetto al backup di livello 0, che è quello totale. In genere l obiettivo di un backup consiste nella possibilità di recuperare i dati persi il più possibilmente aggiornati. Diventa quindi importante valutare il tipo di supporto, il tempo impiegato per il ripristino il tipo di assistenza che occorre applicare, tutti elementi che incidono sul piano economico. E da far notare che comunque nessun sistema hardware o software per ridondante che sia sostituisce il backup, strumento comunque assolutamente indispensabile di un corretto piano di Disaster Recovery. Quali dati sottoporre a backup Sarebbero da sottoporre a backup tutti i dati presenti sul sistema, in realtà vista la grande quantità di spazio che possono occupare, viene effettuata una selezione dei dati da sottoporre a questo processo in genere si distinguono due parti: il backup di sistema il backup dei dati utente Il primo comprende quei file necessari a far ripartire e soprattutto a riconfigurare il sistema in caso di crash, mentre il secondo comprende le directory contenenti i dati, sia degli utenti sia ad esempio del file server. Sotto sistemi di tipo Unix/Linux occorre affiancare all'organizzazione del backup anche una corretta pianificazione del filesystem, separando i dati utente dal sistema su partizioni singole. Nel nostro caso è bene effettuare il backup di almeno questi dati: Directory etc con tutte le configurazioni

3 Directory home (dati utente) Directory /var Spesso alcune directory coincidono, come per l esempio sottostante con intere partizioni, di cui verrà effettuato il backup. /dev/sda2 on /home type ext3 (rw,usrquota) /dev/sda3 on /var/lib type ext3 (rw) Diciamo che in genere sarà indispensabile fare sovente il backup dei vostri dati, che vengono modificati con maggiore velocità, invece il backup del sistema è un'operazione che può essere fatta ogni tanto, solo se la configurazione globale viene profondamente modificate. Per quanto ci riguarda il backup del sistema può anche essere evitato, basta avere i file di configurazione più importanti, che renderebbero una sostituzione delle parte di sistema più rapida. Ma questa operazione è oramai abbastanza semplice quello che invece bisogna ricordarsi di copiare con frequenza sono i dati degli utenti, in genere il vero patrimonio delle aziende. Quali supporti utilizzare La scelta del mezzo di backup può variare tra supporti molto diversi tra di loro. Oggi il mercato offre soluzioni molto diverse tra loro, sia per i costi che per le metodologie applicate. In base alle nostre necessità e alla quantità di dati da gestire, della frequenza con cui dobbiamo effettuare i backup e all importanza dei dati, dobbiamo valutare e considerare con attenzione le seguenti caratteristiche: costo affidabilità velocità disponibilità In base queste caratteristiche possiamo distinguere più tipi di supporti, tutti diversi per quel che concerne le caratteristiche sopra elencate: il supporto principale per i backup è sempre stato (ed è ancora) un unità a nastro magnetico, comunemente conosciuta come DAT. Il costo iniziale, in genere alto, viene compensato dai nastri magnetici che sono relativamente economici, indispensabili per tutte le operazioni di backup. Genericamente funzionante su catena SCSI, ha il pregio di essere facilmente gestibile e tutto sommato economico nel costo dei supporti, anche se questo dipende molto dal tipo e dalla capacità del supporto. Le cassette DAT (oggi disponibili fino a 80 GB in formato compresso) sono piccole e di grande capacità, però spesso il recupero dei dati può essere lento in quanto la loro lettura è sequenziale. Per raggiungere un file al fondo di una cassetta occorre leggerla sempre tutta, senza possibilità di salti diretti. Occorre tenere ben presente che in caso si faccia questa scelta, tutte le operazioni di backup, ma anche quelle di recupero, richiederanno un tempo di esecuzione notevole. In più, esiste il rischio concreto di perdita dei dati, poiché basta una minima parte del nastro danneggiata per rendere illeggibili tutti i dati. Per questo motivo è bene sostituire spesso i nastri, compatibilmente con i budget, e archiviare quelli non più utilizzati.

4 Questo sistema risulta comunque ancora indispensabile per l azienda medio-grande, proprio per la capacità dei supporti, mentre per i privati che devono salvare piccole quantità di dati può essere un ottimo sistema utilizzare dei masterizzatori (CDR o CDRW), soluzione comoda e versatile ma con dimensione massima del singolo supporto di ~700 MB. Oramai anche i software per masterizzare integrano funzioni di backup e recupero, rese agevoli dalla velocità e versatilità che la lettura di un disco ottico possiede, Altre unità di backup utilizzabili sono quelle a dischi rigidi rimovibili, come quelle dei dispositivi Jaz o Zip di Iomega. La quantità di dati che queste unità possono contenere non è molto elevato (al massimo pochi GB), ma l impiego di dischi magnetici rende il loro utilizzo molto semplice. Diciamo che come per i CD masterizzati, un sistema di questo tipo è utile specie per le copie dei dati che necessitano di un recupero immediato, anche per operazioni di confronto cronologico tra versioni dello stesso file, e non per tutto l archivio, visto anche gli elevati costi che hanno le cartucce da utilizzare. Un altro sistema di backup, molto utilizzato consiste nell affiancare al disco di sistema, un secondo disco rigido, su cui effettuare una copia dei dati. Sistema semplice da gestire ed efficace e veloce nel ripristino, non consente però di tenere separati il sistema dai dati backuppati, come la logica e le normative impongono. Dobbiamo infatti sempre ricordarci di avere almeno una copia recente dei dati, effettuata con qualsiasi sistema, ma che deve essere: conservata in ambiente sicuro rapidamente accessibile etichettata e catalogata correttamente facilmente recuperabile anche su sistemi differenti da quello di provenienza Strumenti per il Backup Per effettuare backup o anche semplici copie di dati sotto linux è possibile usare molti strumenti diversi tra loro. La cosa migliore è comunque dotarsi di un dispositivo esterno (DAT, masterizzatore o unità zip) in modo da poter separare il sistema dal suo backup. Quelli brevemente descritti su questo documento sono quelli più facilmente fruibili e che non hanno costi in termine di licenza essendo tutti protetti dal licenza GPL. Ne esistono molti altri, sicuramente migliori, ma la loro trattazione non rientra negli scopi di questo documento. TAR Tar (tape archiver) può essere definito come lo strumento principe per archiviare i dati, su tutti i sistemi Unix/Linux. Non è stato progettato specificatamente per il backup, ma per creare degli archivi e manca di funzioni automatiche ad esempio per i backup di tipo incrementale che possono comunque essere effettuati grazie ai suoi molteplici attributi. Per contro un archivio realizzato con il tar è facilmente recuperabile su sistemi operativi differenti, in quanto legge e archivia i dati utilizzando il filesystem

5 Non è interesse elencare come utilizzare tar, per questo basta consultare il man, ma solo mostrare lacune features o metodi di utilizzo un po più raffinati: tar --ignore-failed-read zcf /dev/st0 /home /etc /var/lib/www Abilitando la compattazione lo z (compression) va messo per primo onde evitare di creare un file z sul filesystem. L attributo ignore-failed-read dice a tar di proseguire in caso di file non letti correttamente. E bene ricordare a tal proposito che il tar può essere vorace in termini di risorse di sistema e la compressione stessa effettuata attraverso il programma gzip può rallentare sia le operazioni di backup che quelle di restore. Inoltre archivi compressi sono di gestione ancor più complessa rispetto a quelli per cui la compressione non è prevista. Se il backup non entra in un supporto singolo, va usata l'opzione -multi-volume, o -M: tar -cmf /dev/st0 /home /etc /var/lib/www Quando il primo nastro sarà pieno, verrà chiesto il secondo. Una cosa da far notare e che i nastri ottenuti non contengono un filesystem, ma soltanto dei dati "grezzi", letti direttamente dal filesystem. Questi dispositivi quindi, non possono essere montati, ma devono essere recuperati direttamente con il tar con un operazione di questo tipo tar -xvf /dev/st0 Ogni volta che il supporto è stato recuperato viene questo quello successivo. Nel caso in cui si attivi l opzione M (Multi Volumes) occorre etichettare con cura i supporti onde evitare confusioni nella sequenza cronologica, con cui fornire al sistema le cassette utilizzate. Da notare l'opzione v (verbose), che vi mostra sul video il file che sta archiviando, in modo da farvi vedere cosa stia facendo il programma. Funzioni principali Creazione archivio tar cvf back1.tar /home Append di una directory al fondo di un archivio tar rvf back1.tar /etc Update di un Archivio (only append files that are newer than copy in archive) tar uvf back1.tar /etc Backup Incrementale (.completare) tar -c -g -v -f due.tar /etc Esegue il backup solo dei file modificati nell'ultimo giorno. Vengono escluse le directory intere. tar -c 'find /home -mtime -1! -type d -print' Esempio script #!/bin/sh

6 echo "data backup" /usr/bin/date >/etc/data_backup echo "Esecuzione BACKUP su DAT" tar --ignore-failed-read cf /dev/st0 /etc /home /var/lib/www mail -s "Backup su DAT Effettuato: Sostituire la Cassetta" echo "Espulsione del Nastro" mt -f /dev/st0 offline Questo script effettua le seguenti operazioni scrive la data del backup in un file nella dir /etc esegue il backup su nastro delle dir /etc /home /var/lib/www Invia una all account a operazione effettuata Espelle il nastro tramite il comando mt Risorse cpio Questo programma funziona in modo molto simile a tar, creando archivi e copiando file in e da questi stessi archivi, supportando anche gli archivi generati in formato tar. Funziona in tre modalità di utilizzo: 1. copy-out copia i file in un archivio dal disco(-o) 2. copy-in copia i file da un archivio nel disco (-i) 3. copy-pass mode copia i file da un albero di directory in un altro (-p). Le caratteristiche principali di GNU cpo sono: Consente l accesso a nastri su altri host in rete locale (via TCP/IP) Utilizzando le opzioni -o e -p può copiare i link simbolici sia come tali sia, con -L, come i file a cui puntano, evitando un classico errore che si fa con tar dove invece dei dati si copiano solo link simbolici. l'opzione -i riconosce automaticamente il formato dell'archivio e tenta di recuperare gli archivi eventualmente corrotti. Il modo più comune di utilizzare cpio in copy-out mode è di mandargli in input un elenco di files e directory selezionati con il comando find. In questo modo diventa possibile inserire nell'archivio ad esempio solo i files creati o modificati dopo una determinata data, o eliminarne quelli con particolari estensioni. Il rispetto delle corrette permission va fatta indicando a find l'opzione -depth, che processa il contenuto di una directory prima della directory stessa. La modalità copy-in viene utilizzata invece per estrarre (recuperare) dati da un archivio. E' possibile indicare dei criteri per l'estrazione parziale solo di alcuni file, come succede per tar. La modalità copy-pass è diversa dalle altre, non serve per gestire degli archivi, ma per copiare dei file da una directory ad un'altra, combinando le funzionalità di copy-out e copy-in. Genericamente e' questa che viene usata in genere per i backup.

7 Esempi di utilizzo Ad esempio, per copiare un albero di directory da un dispositivo ad un altro: find /home -print0 cpio -p0umd /backup blocks Utilizzando il comando find si passa cpo l'elenco di tutti i file e sottodirectory della directory corrente. In questo caso cpio poi viene usato in modalità copy-pass (opzione -p), si aspetta che le linee di input siano terminate da un carattere di null (opzione -0), preserva i tempi di modifica dei file (opzione -m) e lascia le directory nel percorso come necessario (opzione -d). L'opzione -u sostituisce tutti i file senza chiedere conferma per la sostituzione. Un altro esempio dell'uso della modalità copy-pass di cpio ci serve se vogliamo fare dei backup incrementali: la prima volta usiamo (livello 0) find /home print cpio -pmdv /backup (effettua il backup completo della directory home) e le volte successive (livello 1) find /home -mtime -1 -print cpio pmdv /backup./home./home/hosts./home/hosts.allow./home/hosts.deny./home/hosts.equiv 4 blocks L'opzione -mtime -1 di find specifica che nell'archivio vanno inseriti solo i file che sono stati modificati o creati nel giorno. In questo modo viene fatta la copia solo di quei file aggiunti o modificati rispetto al backup incrementale. Senza il flag -u (-unconditional), non verranno sovrascritti i file che sono della stessa data di creazione o piu' nuovi. Se si volesse usare cpio per il backup di file di grandi dimensioni si potrebbe abilitare la compressione con gzip: find /home -mtime -1 -print cpio -ovhcrc gzip -v > backup.cpio.gz Rsync (backup remoto in rete) Anche la copia dei dati in remoto può essere una valida alternativa al backup su nastro. Indubbio il vantaggio di poter spostare i dati su di un sistema diverso collegato in rete. In questo modo i dati sono facilmente recuperabili data la loro immediata disponibilità. Questa operazione può essere effettuata con molteplici metodi e sistemi. Quello secondo me più versatile e sicuro prevede l utilizzo di due software in genere sempre disponibili su di un sistema Linux: rsync ssh/scp Il servizio si appoggia su rsync utilizzando la metodologia di copia/sincronizzazione dati che coinvolge due elaboratori differenti.

8 Il primo (rsync) attraverso il secondo (ssh) consente di spostare in modo sicuro dati tra due host, utilizzando un canale cifrato. Per fare questo i due host devono conoscersi e nell host di destinazione è necessario importare la chiave dell host di provenienza (authorized_keys). Si può così riassumere brevemente la procedura per sistemi che utilizzando il software openssh: Generare una coppia di chiavi RSA ssh-keygen -t rsa oppure se si vuole usare DSA come protocollo ssh-keygen -t dsa vengono generati due file id_rsa id_rsa.pub id_rsa.pub è la chiave pubblica Creare un file sotto la dir /root/.ssh (oppure ~user/.ssh) chiamato authorized_keys2 Inserire la chiave nel file con il comando cat id_rsa.pub >> authorized_keys2 A questo punto la connessione avviene per scambio di chiavi senza password In questo modo non ci sarà necessità di utilizzare password per l autenticazione, che avverrà grazie alla chiave che è stata importata. #! /bin/sh # backup Sincro: Version:1.0 - Paolo PAVAN echo "Esegue Sincronizzazione" rsync -apozv -e ssh 1>/root/sincro.log 2>/root/sincro.log rsync -apozv -e ssh 1>>/root/sincro.log 2>>/root/sincro.log echo "Backup Remoto" less /root/sincro.log mail -s "Backup in Remoto" Come si può notare questo scirpt: copia in remoto da un host ad un altro la directory home e poi quella etc redireziona lo standard error verso un file invia il file di log per la verifica ad un account di sistema, avvisando del backup effettuato. Uso di Dump e restore (filesystem ext2/ext3) Dump e restore consentono di fare backup completi ed incrementali di interi filesystem. I backup incrementali vengono fatti basandosi sui livelli di dump, per cui in ciascun livello viene fatto il backup dei file modificati dopo l'ultimo backup di livello inferiore. I backup completi, quindi, possono essere considerati quelli di livello zero. Per poter recuperare i file, al contrario di quanto viene fatto con tar, viene utilizzato un secondo specifico programma, restore, che può recuperare interi filesystem o in alternativa, singoli file e directory. Restore può anche essere utilizzato in modalità interattiva, che permette di visionare i file contenuti in un filesystem o in una directory di cui sia stato fatto il backup per selezionare quelli da recuperare. E un programma disponibile per filesystem di tipo ext2/ext3 ed è molto potente e versatile. Dump ha una metodologia di funzionamento profondamente diversa da quella del tar, infatti legge il filesystem in modalità cruda (raw), senza interpretare la struttura del filesystem. Uno dei vantaggi nella gestione di questo software è che non richiede all utente che sta effettuando il backup di avere i privilegi di accesso a questi file. Bisogna comunque considerare anche il fatto che, proprio per queste sue proprietà, dump è fortemente legato al tipo di formattazione del disco.

9 Questo significa che può essere difficile recuperare un filesystem o dei dati di cui si è fatto backup con dump su un certo tipo di sistema su uno completamente diverso. Come abbiamo già detto Tar non ha questo limite, in quanto legge la struttura dei file passando per il tipo di filesystem. Come si utilizza dump sotto Linux (alcuni esempi): Creare un file di backup (archivio) dump 0a -f backup1.dump /home Creare un backup su DAT (nastro) dump 0a -f /dev/st0 /home Come si utilizza restore sotto Linux per il recupero dati (alcuni esempi): Recupera il backup dall archivio in maniera diretta restore rf backup1.dump Recupera il backup dall archivio in maniera interattiva restore i -f backup1.dump Altri esempi (backup incrementale con dump) Per creare un backup full (di livello zero) si può usare un comando di questo tipo: dump -0ua -f /dev/st0 /home che poi si recupera con restore -rf /dev/st0 il flag u (update) utilizzabile per i backup incrementali vale solo se si effettua il backup di intere partizioni e non se si effettua il backup di directory di singole partizioni. L'opzione -u di dump scrive nel file /var/lib/dumpdates indicando una data per ciascun filesystem di cui si è fatto backup, in modo che le successive operazioni possano essere fatte automaticamente. Una volta che abbiamo il backup di ordine zero, possiamo passare a backup superiori, che copino solo le modifiche fatte dalla data dell'ultima copia; ad esempio: dump -1ua -f /dev/st0 /home Backup incrementale su due dispositivi (2 livelli Settimana Lun-Ven) Caratteristiche Ipotizziamo un backup settimanale per una normale attività lavorativa Lunedì-Venerdì Venerdì sera facciamo il Backup Completo (2 livelli di backup con due dispositivi= cassette necessari) Procedura Backup iniziale (totale su un unico dispositivo o file archivio) il Venerdì notte dump -0ua -f 0.dump /backup Incrementale livello 1 (fino a riempimento nastro) # Tulle le Notti Lun-Gio dump -1ua -f 1.dump /backup #Lunedì Notte dump -1ua -f 1.dump /backup #Martedì Notte

10 dump -1ua -f 1.dump /backup #Mercoledì Notte dump -1ua -f 1.dump /backup #Giovedì Notte Restore Totale restore -r -f 0.dump restore -r -f 1.dump Note In questo caso sul secondo dispositivo o file vengono messi i file modificati o aggiunti dal backup totale iniziale. In questo modo bastano due dispositivi, uno riempito inizialmente con il backup totale e un altro che gradualmente si riempie con i file aggiunti e modificati da quel backup totale. Per il ripristino totale occorrono entrambi i dispositivi (cassette) o entrambi i file archivio (uno.dump+due.dump). Possiamo dire che questo assomiglia ad un backup differenziale, in cui i file di cui viene effettuato il backup successivo, sono sempre tutti quelli modificati o aggiunti dal primo backup totale. Backup incrementale su cinque dispositivi (5 livelli Settimana Lun-Ven) Caratteristiche Ipotizziamo un backup settimanale per una normale attività lavorativa Lunedì-Venerdì Venerdì sera facciamo il Backup Completo (5 livelli di backup con cinque dispositivi = cinque cassette necessarie) Procedura Backup iniziale (totale su un unico dispositivo o file archivio) dump -0ua -f 0.dump /backup # Venerdì notte Incrementali dump -1ua -f 1.dump /backup # Lunedì notte (Incrementale livello 1) dump -2ua -f 2.dump /backup # Martedì notte (Incrementale livello 2) dump -3ua -f 3.dump /backup # Mercoledì notte (Incrementale livello 3) dump -4ua -f 4.dump /backup # Giovedì notte (Incrementale livello 4) Recupero Totale restore -r -f 0.dump restore -r -f 1.dump restore -r -f 2.dump restore -r -f 3.dump restore -r -f 4.dump Note In questo caso sul secondo dispositivo o file vengono messi i file modificati o aggiunti dal backup totale iniziale. Sul terzo dispositivi solo i file modificati dal backup incrementale precedente e così via fino all ultimo. In pratica ad ogni livello incrementale vengono backuppati solo i file modificati dal livello incrementale precedente e non dal backup totale iniziale. Questo consente di gestire politiche di backup per grandi quantità di dati, ma è necessario etichettare con cura i dispositivi e averli tutti a disposizione per un ripristino totale.

11 Note generali I dati vengono restorati nella directory corrente, da cui si esegue il comando restore e vengono create le relative directory. Facendo il backup completo su un primo dispositivo (Cassetta 1) e l incrementale su secondo dispositivo (Cassetta 2), sarà necessario utilizzarli entrambi per il restore completo, nella giusta sequenza Non è possibile salvare sullo stesso dispositivo file o directory appartenenti a partizioni (filesystem) differenti, devono per forza di cose essere salvati su nastri diversi. Dopo il primo restore viene creato un file restoresymtable necessario per il recupero incrementale, questo solo nel caso che si utilizzi il restore automatico e non quello interattivo, per il quale occorre recuperare da ogni cassetta i dati interessati manualmente, sempre nella modalità interattiva. Per poter salvare sullo stesso dispositivo più directory è obbligatorio fare backup totali e non incrementali (solo livello 0 senza il flag u): Dump di più directory su un unico file dump -0a -f uno.dump /home /etc /usr Dump di più directory su un unico dispositivo dump -0a -f /dev/st0 /home /etc /usr E importante notare come il dump di directory diverse può essere effettuato solo se esse appartengono alla stessa partizione (filesystem): dump -0a -f uno.dump /etc /boot DUMP: Date of this level 0 dump: Wed Jan 15 12:21: DUMP: Dumping /dev/hda2 (/ (dir etc)) to uno.dump DUMP: Excluding inode 8 (journal inode) from dump DUMP: Excluding inode 7 (resize inode) from dump DUMP: Label: none DUMP: mapping (Pass I) [regular files] DUMP: Files are not on same file system (/boot). DUMP: The ENTIRE dump is aborted. In caso contrario il dump (backup) non viene effettuato Esempio di procedura di backup con dump Passo 1 - Archiviazione totale (dump livello 0) trip:/backup# dump -0ua -f /dev/st0 /home DUMP: Date of this level 0 dump: Thu Jan 9 17:28: DUMP: Date of last level 0 dump: the epoch DUMP: Dumping /dev/hda3 (/ (dir home)) to /dev/st0 DUMP: Label: none DUMP: mapping (Pass I) [regular files] DUMP: mapping (Pass II) [directories] DUMP: estimated tape blocks on 0.80 tape(s). DUMP: Volume 1 started at: Thu Jan 9 17:28: DUMP: dumping (Pass III) [directories] DUMP: dumping (Pass IV) [regular files] DUMP: Closing /dev/hdc3 DUMP: Volume 1 completed at: Thu Jan 9 17:28: DUMP: Volume 1 took 0:00:10 DUMP: Volume 1 transfer rate: 3103 KB/s

12 DUMP: DUMP: tape blocks on 1 volumes(s) DUMP: finished in 10 seconds, throughput 3103 KBytes/sec DUMP: level 0 dump on Thu Jan 9 17:28: DUMP: DUMP: Date of this level 0 dump: Thu Jan 9 17:28: DUMP: DUMP: Date this dump completed: Thu Jan 9 17:28: DUMP: DUMP: Average transfer rate: 3103 KB/s DUMP: DUMP IS DONE Passo 2 - Archiviazione Incrementale (dump livello 1 N) solo per modifiche trip:/backup# dump -1ua -f /dev/st0 /home DUMP: Date of this level 1 dump: Thu Jan 9 17:30: DUMP: Date of last level 0 dump: Thu Jan 9 17:28: DUMP: Dumping /dev/hda3 (/ (dir home)) to /dev/hdc3 DUMP: Label: none DUMP: mapping (Pass I) [regular files] DUMP: mapping (Pass II) [directories] DUMP: estimated 5105 tape blocks on 0.13 tape(s). DUMP: Volume 1 started at: Thu Jan 9 17:30: DUMP: dumping (Pass III) [directories] DUMP: dumping (Pass IV) [regular files] DUMP: Closing /dev/hdc3 DUMP: Volume 1 completed at: Thu Jan 9 17:30: DUMP: Volume 1 took 0:00:01 DUMP: Volume 1 transfer rate: 5873 KB/s DUMP: DUMP: 5873 tape blocks on 1 volumes(s) DUMP: finished in 1 seconds, throughput 5873 KBytes/sec DUMP: level 1 dump on Thu Jan 9 17:30: DUMP: DUMP: Date of this level 1 dump: Thu Jan 9 17:30: DUMP: DUMP: Date this dump completed: Thu Jan 9 17:30: DUMP: DUMP: Average transfer rate: 5873 KB/s DUMP: DUMP IS DONE N.B. Aggiunge solo i file aggiunti o modificati dal dump precedente Passo 3 -Recupero (restore) Automatico Seguire la procedura descritta: 1. Creare una dir temporanea 2. Restorare i dati dal file archivio (o dal DAT) con il comando 3. restore -r f /dev/st0 (viene creato il file restoresymtable necessario per il backup incrementale) 4. Vengono create le dir contenute nel backup a partire dalla directory corrente Passo 3 (metodo alternativo)- Recupero (restore) Interattivo Primo device (Cassetta1) trip:/backup# restore -i -f /dev/st0 spcl.c_filesys = / (dir home) dirptr = (dir home) dirptr = filesys = / restore > ls.: home/

13 restore > add * restore > extract You have not read any tapes yet. Unless you know which volume your file(s) are on you should start with the last volume and work towards the first. Specify next volume #: 1 Secondo device (Cassetta2) trip:/backup# restore -i -f /dev/st0 spcl.c_filesys = / (dir home) dirptr = (dir home) dirptr = filesys = / restore > ls.: home/ restore > add * restore:./home: File exists restore > extract You have not read any tapes yet. Unless you know which volume your file(s) are on you should start with the last volume and work towards the first. Specify next volume #: 1 La procedura interattiva consente di accedere ad un ambiente (prompt) all interno del quale scorrere i file, identificare quelli da recuperare, aggiungerli alla lista (add file) ed estrarli (extract). Questo metodo, veramente versatile, ci fa capire come questo sia un sistema espressamente progettato per gestire backup incrementali, decisamente più complessi da effettuare e pianificare. SMBTAR Questo programma può essere utilizzato per fare il backup delle postazioni windows da Linux, in modo semplice ed efficace. smbtar -s client01 x documenti -t doc.tar -s pc_da_backuppare -x condivisione da sottoporre a backup -t dispositivo o file su cui dirottare il backup. Nel caso in cui si voglia solo una directory di una specifica condivisione usare d nome_dir: smbtar -s client01 -x C -d Corsi -t corsi.tar Nel caso in cui invece le directory siano protette da password smbtar -s client01 -x C -d Corsi u user p password -t corsi.tar Per effettuare un backup di tipo incrementale invece è possibile usare l opzione i ed eventualmente v (verbose) per stampare a video le operazioni: smbtar -v -s client01 -x C -d Corsi i -t corsi.tar

14 Esempio smbtar -v -i -s client01 -x C -d documenti -t doc.tar server is client01 share is C\documenti tar args is g tape is doc.tar blocksize is added interface ip= bcast= nmask= tarmode is now full, system, hidden, noreset, verbose Got a positive name query response from ( ) ( kb/s) \tmp\new-2.gif ( kb/s) \tmp\astaro.jpg 1027 ( kb/s) \tmp\frunlog.txt 6170 ( kb/s) \tmp\netlog.txt tar: dumped 4 files and directories Total bytes written: Il backup di file a partire da un intervallo di data specifico possono essere fatti in questo modo: creare un file date contenente `date +%Y%m%d%H%M` 1. eseguire il comando 2. smbtar -v -s client01 -x Documenti d ufficio -N date -t ufficio.tar Ripristino Occorre usare l opzione r, facendo attenzione a specificare la directory di livello superiore (in questo caso il disco C), in caso contrario viene creata una directory dentro quella da cui proviene il backup. smbtar -v -r -s client01 -x C -t doc.tar server is client01 share is C\\ tar args is tape is doc.tar blocksize is added interface ip= bcast= nmask= tarmode is now full, system, hidden, noreset, verbose Got a positive name query response from ( ) restore tar file \tmp\new-2.gif of size bytes restore tar file \tmp\astaro.jpg of size bytes restore tar file \tmp\frunlog.txt of size 1027 bytes restore tar file \tmp\netlog.txt of size 6170 bytes tar: restored 4 files and directories Le possibilità di smbtar sono davvero moltepici, esso infatti consente di fare: Backup incrementali usando il bit di archivio per cui è necessario impostare condivisioni in lettura e scrittura, in modo che smbtar possa disabilitarlo. Backup di file specifici che hanno subito modifiche da una specifica data (opzione -N nomefile). Backup completi di tutti i client della rete su di un unico PC (backup server), condividendo i dischi interi (C: o D:). Se non si utilizzando i backup incrementali è meglio impostare le condivisioni appositamente create per il backup in sola lettura, onde evitare di dover impostare le password (che sono in chiaro) negli script.

15 Per chi volesse comprimere gli archivi creati può usare gzip subito dopo aver creato l archivio con smbtar: smbtar -v -s client01 -x C -d documenti t doc.tar; gzip doc.tar Risorse generali Doc: backup_linux.pdf Dott. Paolo PAVAN [Netlink Sas] Data: Novembre 2002 Note finali Il presente documento è a semplice scopo divulgativo L autore non si assume la responsabilità di eventuali danni diretti o indiretti derivanti dall'uso dei programmi, o dall applicazione delle configurazioni menzionate nel seguente articolo L uso o il riutilizzo del presente articolo è liberamente consentito per scopi didattici o informativi previa citazione della fonte Sono possibili errori o imprecisioni, segnalatemele a Chi volesse integrare il presente documento, può scrivere a

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