Settore Ambiente. Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti (L.R.26/2003)

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1 Settore Ambiente Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti (L.R.26/2003) VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA STUDIO DI INCIDENZA SUI SITI DELLA RETE NATURA 2000 Direttiva Habitat (92/43/CEE) Direttiva uccelli (79/409/CEE) Dgr. n. 4345/2001 e Dgr n. VII/14106/2003 NOVEMBRE 2013 Redatto da: Via alla Fontana, Carobbio degli Angeli P.zza G.Grandi 22, Milano

2 INDICE 1. PREMESSA Contenuti della valutazione di incidenza SINTESI DEL PIANO DI GESTIONE DEI RIFIUTI IN PROVINCIA DI MONZA E BRIANZA Premessa Il quadro della gestione dei rifiuti urbani Evoluzione storica della produzione di rifiuti solidi urbani e dei flussi principali delle raccolte Le raccolte differenziate Le modalità organizzative e gestionali dei servizi di raccolta Il sistema impiantistico per il trattamento di recupero e smaltimento dei rifiuti Il destino dei rifiuti urbani prodotti in ambito provinciale I costi di gestione dei rifiuti Il quadro della gestione dei rifiuti speciali La produzione di rifiuti speciali Le attività di recupero e smaltimento di rifiuti speciali Obiettivi del Piano di Gestione dei Rifiuti della Provincia di Monza e Brianza Lo Scenario di Piano della gestione dei rifiuti urbani Le previsioni di piano per l articolazione del servizio delle raccolte differenziate Stima dei fabbisogni impiantistici nelle previsioni di Piano Rappresentazione schematica della gestione dei flussi La proposta di piano per la gestione dei rifiuti speciali Valutazione dei fabbisogni di recupero, trattamento e smaltimento dei rifiuti speciali I criteri localizzativi per l individuazione delle aree non idonee e di quelle potenzialmente idonee alla localizzazione degli impianti di recupero, trattamento e smaltimento rifiuti Premessa metodologica Fase di macrolocalizzazione Fase di microlocalizzazione CARATTERIZZAZIONE DEI SITI NATURA 2000 DELLA PROVINCIA DI MILANO Siti natura 2000 in Provincia di Milano Caratterizzazione dei siti di importanza comunitaria Sintesi dei caratteri generali dei SIC della Provincia di Monza e Brianza Rete Ecologica Regionale Dorsale verde nord Caratterizzazione dei singoli siti Siti natura 2000 confinanti con la Provincia di Monza e Brianza AMBITO DI APPLICAZIONE DELLO STUDIO DI INCIDENZA Stato di fatto: potenziali interferenze tra siti Natura 2000 e impianti esistenti Potenziali interferenze tra Siti Natura 2000 e previsioni localizzative INDIVIDUAZIONE DEI POTENZIALI IMPATTI GENERATI SUI SITI NATURA 2000 DALLE DIVERSE TIPOLOGIE DI IMPIANTO DI GESTIONE RIFIUTI Valutazione di Incidenza Novembre

3 1. PREMESSA In Europa sono le Direttive Habitat (92/42/CEE) e Uccelli (79/409/CEE) ad introdurre il concetto di rete ecologica europea, denominata "Natura 2000". Si tratta di un complesso di siti caratterizzati dalla presenza di habitat e specie animali e vegetali, di interesse comunitario, indicati negli allegati della Direttiva Habitat, la cui funzione è quella di garantire la sopravvivenza futura della biodiversità presente sul nostro continente. La Direttiva 92/42/CEE, individua nell'allegato I una serie di Habitat e nell'allegato II le specie di importanza comunitaria da proteggere, indicandone le priorità; istituisce le Zsc (zone speciali di conservazione), individuate dagli stati membri come SIC, che unitamente alle Zps (zone protezione speciale) individuate ai sensi della Direttiva 79/409/CEE, formano "Rete Natura 2000". Nell ambito della pianificazione territoriale, così come in quella di settore, la salvaguardia della biodiversità attraverso la conservazione e la riqualificazione degli habitat naturali, si è andata affermando sia a livello Comunitario (vedi le direttive sopra citate), sia a livello nazionale (DPR n. 357/1997, di recepimento della DIR92/43CEE sulla conservazione della Rete Natura 2000, recentemente sostituito dal DPR n. 120/2003). Anche la Regione Lombardia, con vari atti amministrativi e normativi, ha inteso adeguarsi al nuovo approccio della pianificazione ambientale, realizzando di concerto con il Ministero dell Ambiente il Progetto Bioitaly, per l individuazione dei Siti da proporre per l inserimento nella Rete Natura In Lombardia sono presenti attualmente 194 Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e 66 Zone di Protezione Speciale per l'avifauna (ZPS). Il numero totale dei siti (che in parte si sovrappongono) è 241. Le Zone protezione speciale (ZPS) sono state individuate e classificate con i seguenti provvedimenti : DM del 03 aprile 2000; DM del 23 maggio 2005 pubblicato sulla GU n. 168 del 21 luglio 2005; DGR n del 15 dicembre 2003; DGR n del 13 febbraio 2004; DGR n del 30 luglio 2004; DGR n del 15 ottobre 2004; DGR n del 18 aprile 2005 DGR n del 25 gennaio 2006 DGR n del 5 aprile 2006 DGR n del 11 maggio 2006 DGR n. 8/3624 del 28 novembre 2006; DGR n. 8/4197 del 28 febbraio 2007 DGR n. 20 febbraio 2008 n. 8/6648. I Siti di Importanza Comunitaria (SIC) sono stati individuati con i seguenti provvedimenti : DGR n del 8 agosto 2003; DGR n del 30 luglio 2004; DGR n del 30 luglio 2004; Valutazione di Incidenza Novembre

4 DGR n. 8/3624 del 28 novembre 2006; L art. 6 della Direttiva 92/43/CEE prevede che siano adottate misure di conservazione che garantiscano il mantenimento in buono stato di conservazione di habitat e specie presenti nei Siti Natura Tali misure di conservazione possono implicare all occorrenza appropriati piani di gestione, specifici o integrati ad altri piani di sviluppo. Il DPR 357/97 e s.m.i. stabilisce che siano le Regioni ad adottare le misure di conservazione, mentre il DM 184/2007 fornisce le minime indicazioni per l adozione delle misure di conservazione delle ZPS e delle ZSC. La Regione Lombardia ha approvato le misure di conservazione delle ZPS con dgr 9275/2009. In vista della trasformazione in ZSC dei SIC, Regione Lombardia ha promosso la redazione, ove gli enti gestori lo ritenessero necessario, dei piani di gestione dei siti, che, avendo il necessario dettaglio rispetto al territorio in esame, ne costituiranno le misure di conservazione (vedi Allegato C al dgr 14106/2003). L approvazione dei piani di gestione, secondo la procedura prevista dalla dgr 1791/2006 è tuttora in corso. Ad oggi (Agosto 2011) sono stati approvati 127 Piani di Gestione; tra di questi sono compresi anche quelli dei SIC direttamente ricadenti nel territorio della Provincia di Monza e Brianza. Un aspetto chiave nella conservazione dei siti, previsto dalla Direttiva Habitat derivante sempre dall Art. 6 Direttiva 92/42/CEE e art. 5 DPR 357/97, è la procedura di valutazione di incidenza avente il compito di tutelare la Rete Natura 2000 dal degrado o comunque da perturbazioni esterne che potrebbero avere ripercussioni negative sui siti che la costituiscono. Sono sottoposti a valutazione di incidenza tutti i piani o progetti non direttamente connessi e necessari alla gestione del siti di Rete Natura 2000 ma che possono avere incidenze significative su di essi (art. 6 comma 3 della Dir. 92/43/CEE). E importante sottolineare che sono sottoposti alla stessa procedura anche i progetti o i piani esterni ai siti ma la cui realizzazione può interferire su di essi. Per quanto riguarda la procedura di approvazione del PPGR, lo Studio di Incidenza è parte integrante di tale strumento e va trasmesso agli Uffici Regionali competenti (DG Qualità dell Ambiente U.O. Parchi Struttura Valorizzazione aree protette e difesa della biodiversità e DG Agricoltura Struttura Sviluppo e Tutela del Territorio Rurale e Montano) ai fini del rilascio della Valutazione di Incidenza, presupposto per l approvazione del PPGR stesso Contenuti della valutazione di incidenza La Valutazione di Incidenza sui diversi livelli di pianificazione viene sempre effettuata dalla Regione - D.G. Qualità dell'ambiente. I contenuti della deliberazione della Giunta Regionale dell'8 agosto 2003, n. 7/14106 sono: Elenco dei psic in Lombardia (allegato A) Individuazione cartografica dei psic Enti gestori dei psic Linee Guida per la gestione dei psic (allegato B) Modalità procedurali per l'applicazione della Valutazione d'incidenza (allegato C) Contenuti minimi dello studio di incidenza (allegato D) Con questa deliberazione la Regione Lombardia ha quindi definito una procedura che consente di adempiere alle prescrizioni della Direttiva Comunitaria ed alla conseguente normativa nazionale Valutazione di Incidenza Novembre

5 per applicare correttamente lo strumento preventivo della valutazione di incidenza su piani e progetti che possono avere effetti negativi sui siti della Rete Natura Essa individua: i diversi soggetti deputati alla realizzazione della procedura di V.I.; i contenuti minimi dello studio di incidenza che compete al soggetto proponente (con rinvio preminente all'allegato G del DPR 357/97); le modalità di presentazione dell'istanza; le modalità e la tempistica di svolgimento della procedura; le modalità di istruttoria, in particolare con riferimento alla possibile richiesta di integrazioni ed alla conclusione del procedimento. Al fine di effettuare la Valutazione di Incidenza, è prevista la predisposizione da parte del proponente di un piano/progetto di uno studio d'incidenza, i cui contenuti minimi sono indicati dalla suddetta deliberazione regionale con prioritario riferimento all'allegato G del DPR 357/97. Secondo tale disposizione, lo studio di incidenza deve contenere tutti gli elementi necessari per individuare e valutare i possibili impatti che l opera ha sulle specie e sugli habitat per cui quel sito è stato designato in particolare deve essere composto da: elementi descrittivi dell intervento ed inquadramento territoriale con evidenziata la sovrapposizione territoriale con i siti di Rete Natura 2000; descrizione quali - quantitativa e localizzazione delle specie faunistiche e floristiche per le quali i siti della zona interessata dall intervento e delle zone limitrofe (analisi di area vasta) sono stati designati e su cui il progetto potrebbe avere effetti indotti; analisi degli impatti diretti ed indiretti che l intervento potrebbe avere sia in fase di cantiere che di regime. L analisi deve fare riferimento al sistema ambientale nel suo complesso considerando quindi le componenti biologiche, abiotiche ed ecologiche. Qualora, poi, siano evidenziati impatti lo studio deve illustrare le misure mitigative che dovranno essere messe in atto per minimizzarli. Valutazione di Incidenza Novembre

6 2. SINTESI DEL PIANO DI GESTIONE DEI RIFIUTI IN PROVINCIA DI MONZA E BRIANZA 2.1. Premessa Il ruolo delle Amministrazioni Provinciali nella pianificazione della gestione dei rifiuti è stato delineato in Lombardia dalla L.R. 21/93, ridefinito poi dalla L.R. 26/03 Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche. In attuazione alla L.R. 26/03, la Regione ha approvato con DGR n. 220 del 27/6/05 il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti; a seguito dell emanazione di tale Piano alle Province compete l aggiornamento della pianificazione provinciale. I contenuti dei Piani Provinciali sono definiti dall art.20 della L.R. 26/03; è prevista l effettuazione della Valutazione Ambientale Provinciale, complementare a quella condotta dalla Regione, in attuazione della Direttiva 2001/42/CE. Durante la conclusione del percorso tecnico di redazione Piano Provinciale, la Giunta Regionale, con D.G.R. n. X/576 del 02/08/2013, ha preso atto della Proposta di Programma Regionale di Gestione dei Rifiuti (P.R.G.R.), per un aggiornamento del Piano Regionale alle disposizioni del D.Lgs.152/2006. La proposta contiene le nuove indicazioni in merito alle pianificazioni provinciali Il quadro della gestione dei rifiuti urbani Evoluzione storica della produzione di rifiuti solidi urbani e dei flussi principali delle raccolte In particolare, relativamente alla produzione totale di rifiuti urbani, in termini assoluti, nel periodo si evidenzia un andamento con una tendenza di base crescente fino al 2008, seguito da un andamento decrescente, con l eccezione dell annualità 2010 che ha registrato un incremento temporaneo rispetto al 2009 per poi ridursi nuovamente a partire dal L andamento decrescente della produzione di rifiuti degli ultimi anni è strettamente connessa alla crisi socio-economica che ha interessato tutto il territorio nazionale, che ha comportato una riduzione dei consumi delle famiglie con conseguente riduzione della produzione di rifiuti. Nell intero periodo considerato, la produzione complessiva è passata da tonnellate nel 2001 a tonnellate nel 2012, con un incremento complessivo dell 1,6% (ossia con 0,14% come tasso medio annuo). La produzione pro capite di rifiuti urbani nella provincia di Monza Brianza risulta essere significativamente inferiore sia rispetto al dato medio della Regione Lombardia che rispetto al dato nazionale. Anche per questi contesti si osserva l andamento decrescente, seppur meno accentuato, a partire dal Nel 2012 la produzione complessiva di rifiuti risulta essere diminuita ulteriormente sia rispetto al 2010 che al 2011, arrivando a t/a, con una variazione rispetto all anno precedente dell'ordine di ben -4,4%. Se si considera poi la produzione pro-capite, si evidenzia una contrazione ancora più marcata del dato, essendo passati da un dato medio di produzione pro-capite di 425,8 kg/abxanno a 410 kg/abxanno; si registra così un ulteriore decremento del -3,7% rispetto al Valutazione di Incidenza Novembre

7 Su queste basi si ritiene che il dato 2012 presenti una dinamica talmente importante rispetto ai valori registrati negli anni precedenti, da non poter essere trascurato nelle valutazioni previsionali dello Scenario di Piano. Le indicazioni che si ricavano dai dati aggiornati ( ), indicano pertanto una contrazione ancora più marcata della produzione dei rifiuti rispetto alle tendenze degli ultimi anni, dato che potrebbe essere considerato di rilievo, in un ottica di riduzione dell'impatto ambientale e dell efficacia delle politiche di riduzione della produzione dei rifiuti urbani, ma che comunque risulta chiaramente connesso ad una situazione contingente di recessione economica che ha portato ad una contrazione dei consumi delle famiglie con conseguente riduzione dei rifiuti. 460 Evoluzione produzione pro-capite RU media Provinciale ( ) kg/abxanno * 2012** Note: *: calcolata rispetto alla popolazione pre-censimento ISTAT Ottobre 2011 **: calcolata rispetto alla popolazione post-censimento ISTAT Ottobre Le raccolte differenziate Il flusso delle raccolte differenziate (compreso il flusso di rifiuti ingombranti avviati a recupero) ha subito un aumento negli anni, passando da ton nel 2001 a ton nel L incremento assoluto nel periodo considerato è stato pari al 21,4% (incremento medio annuo dell 1,8%). In termini di % rispetto alla produzione totale dei rifiuti si è passati dal 51,7% del 2001 al 61,8% conseguito nel Gli obiettivi di legge definiti dal D.Lgs 22/97 sono stati conseguiti con diversi anni di anticipo. Anche l obiettivo del 60%, previsto dalla L. 296/06, risulta essere stato traguardato proprio nel 2011 (anno di riferimento normativo). Valutazione di Incidenza Novembre

8 70% Evoluzione della % di raccolta differenziata in Provincia di Monza Brianza e obiettivi normativi % raccolta differenziata su produzione rifiuti urbani 65% 60% 55% 50% 45% 40% 35% obiettivo D.Lgs. 152/06: 65% di RD al 2012 obiettivo L. 296/06: 60% di RD al 2011 obiettivo L. 296/06: 50% di RD al 2009 obiettivo D.Lgs. 22/97: 35% di RD al % Fonte: elaborazione su dati O.R.SO Nel 2012, sempre a livello medio provinciale, si arriva, quindi, a conseguire il 61,8% di raccolta differenziata (compresi gli rifiuti ingombranti avviati a recupero), ossia 1,6 punti percentuali in più rispetto al dato registrato nel 2011 e quindi in due anni la raccolta differenziata è cresciuta di ben 3,6 punti percentuali (rispetto al 2010). In termini di quantitativi di tonnellate raccolte nel 2012 si ha un dato lievemente in calo, essendo state intercettate tonnellate (dovuto all'importante calo della produzione di rifiuti riscontrato precedentemente), ossia -1,9% rispetto al 2011, a livello medio pro-capite la raccolta differenziata nel 2012 si attesta a 253 kg/abxa. Nel seguente grafico, si riprende il confronto con i dati storici che rende evidente l'andamento di costante crescita della % di RD nel territorio Provinciale, emerge inoltre un accelerazione proprio negli ultimi anni (da 2010). Valutazione di Incidenza Novembre

9 70% Evoluzione % Raccolta Differenziata media Provinciale ( ) 65% 61,8% 60,2% % RD 60% 55% 51,7% 51,8% 53,2% 53,9% 55,4% 56,0% 57,3% 58,0% 58,2% 58,2% 50% 45% 40% Fonte: elaborazione su dati ORSO Si sottolinea poi che, il valore percentuale di RD raggiunto in Provincia (61,8%) risulta significativamente superiore rispetto alla media della Regione Lombardia (51,5%) e ancora di più rispetto ai valori medi nazionali (39,9%). Le principali frazioni che costituiscono le raccolte differenziate sono l organico, la carta e cartone, il verde e il vetro, che compongono oltre il 70% di tutte le RD; se si considerano anche il legno e la raccolta multi materiale si supera il 90% dei quantitativi raccolti. La frazione organica costituisce la frazione maggiormente intercettata tramite raccolta differenziata, con quantitativi annuali pro capite di quasi 71 kg/abxa, seguita dalla carta (circa 46,5 kg/abxa) e dal vetro (circa 39,4 kg/abxa). Analizzando i dati delle principali raccolte negli anni recenti, si osserva un incremento visibile nella raccolta della FORSU che è anche il flusso che contribuisce maggiormente al quantitativo complessivo di raccolta differenziata, seguito dall incremento del vetro; per le altre frazioni si riconfermano sostanzialmente i quantitativi intercettati nel 2010, se non addirittura un lieve calo connesso al forte decremento della produzione di rifiuti. L analisi della diversa rilevanza assunta dalle singole frazioni nel determinare il complesso dei rifiuti differenziati, in funzione del livello complessivo di % di raccolta differenziata, evidenzia come i più elevati livelli di recupero siano conseguiti in presenza di servizi dedicati alla raccolta differenziata di organico e verde particolarmente efficaci Le modalità organizzative e gestionali dei servizi di raccolta La maggior parte dei Comuni risulta aggregata in un numero ridotto di Consorzi o Società che si occupano della gestione e affidamento dei servizi per la gestione integrata dei rifiuti urbani quali: BEA spa: nata come consorzio ora società per azioni a totale capitale pubblico, è costituita da 10 Comuni della Provincia di Monza e Brianza e un Comune in Provincia di Milano, per un totale di abitanti residenti al 2010 in Provincia di Monza; CEM Ambiente spa: società per azioni a totale capitale pubblico costituita da 24 Comuni della Provincia di Monza e Brianza per un totale di abitanti serviti, oltre che da 25 Comuni della Provincia di Milano; Valutazione di Incidenza Novembre

10 Consorzio della Brianza Milanese: costituito da 16 Comuni della Provincia, per un totale di abitanti residenti. Rimangono 5 Comuni collocati nel territorio occidentale della Provincia che non appartengono a nessuno di questi Consorzi/società (per un totale di abitanti). Nonostante questi formali riferimenti amministrativi, la gestione effettiva dei servizi di raccolta/trasporto rifiuti e dello spazzamento stradale appare particolarmente frammentata sul territorio provinciale. La frammentazione dipende anche dal fatto che, in funzione delle tipologie delle raccolte, i vari soggetti gestori affidano a loro volta i servizi specifici a soggetti terzi. L analisi dell articolazione sul territorio delle modalità di servizi di raccolta/trasporto rifiuti e spazzamento evidenzia come il sistema provinciale sia omogeneo. Infatti tutti i Comuni sono interessati da un servizio di raccolta del rifiuto indifferenziato, dal servizio di spazzamento e pulizia strade e dalle principali raccolte differenziate di: organico, verde, carta e cartoni, vetro, legno e rifiuti ingombranti. Molto elevato è anche il grado di copertura per i servizi di raccolta multimateriale (raccolta congiunta di plastica, lattine, metalli e in alcuni casi di tetrapack) con oltre 94% della popolazione interessata. Per la plastica e i metalli si ha una copertura inferiore solo perché gli altri Comuni sono appunto interessati dalla raccolta congiunta (la raccolta multimateriale). Analizzando le modalità di raccolta delle diverse frazioni di rifiuto si evidenzia la prevalenza di servizi di raccolta di tipo domiciliare, sia per la frazione indifferenziata residua che per le principali raccolte differenziate di: organico, carta e cartone, multimateriale, e vetro. Una diffusione di servizi di tipo stradale, ma comunque molto contenuta, si ha infatti solo per il vetro. Valutazione di Incidenza Novembre

11 Il conferimento in piattaforma comunale è di supporto ai sistemi di raccolta domiciliare (per la carta e cartone, vetro, plastica e metalli) oltre che assume importanza per la raccolta di particolari frazioni quali il verde, i rifiuti ingombranti, il legno, i RAEE e i RUP Il sistema impiantistico per il trattamento di recupero e smaltimento dei rifiuti L impiantistica di compostaggio Nel territorio provinciale non esistono impianti per il compostaggio di qualità della frazione organica, ma solamente impianti per la trasferenza di tali flussi di rifiuti per ragioni di ottimizzazione dei trasporti: stazione trasferenza di BEA; stazione trasferenza di CEM. Quindi la totalità del flusso di FORSU raccolta è avviato ad impianti extraprovinciali. Per quanto riguarda invece il compostaggio della sola frazione verde nel territorio Provinciale risultano essere presenti nel territorio almeno 2 impianti (TECNOGARDEN SERVICE di Vimercate e l'impianto di compostaggio del verde nel polo impiantistico BEA di Desio). L impiantistica per il recupero delle frazioni secche da RD L impianto Seruso S.p.A società a capitale interamente pubblico partecipata da SILEA Spa, BEA Spa e CEM Ambiente (per quota marginale), sito in Verderio Inferiore in Provincia di Lecco, seppure situato fuori dal territorio provinciale, ha un ruolo strategico per la gestione dei flussi delle raccolte multimateriali effettuate nei Comuni della Provincia di Monza e Brianza. Serve una popolazione di abitanti residenti nelle Province di Lecco, Monza e Brianza e Milano. Ha una potenzialità autorizzata di t/a, ma attualmente asservendo CEM-BEA e SILEA l impianto tratta circa t/a di rifiuti. L impiantistica di pretrattamento e trattamento meccanico dei RU Indifferenziati Nel territorio è presente un impianto di trattamento dei rifiuti urbani con produzione di sovvallo secco/cdr di proprietà della ditta CORIONI Srl (nel Comune di Monza). Il polo impiantistico è autorizzato ad eseguire le operazioni di messa in riserva (R13), deposito preliminare (D15), e attività di recupero dei rifiuti pericolosi e non pericolosi (R3, R4 e D14). Il quantitativo massimo autorizzato di rifiuti speciali non pericolosi sottoposti alle operazioni di trattamento R3, R4, R12 e D14 è di t/anno (circa 100 ton/gg), ed è riferito a tutte le tipologie di rifiuti autorizzati al trattamento. L'impianto produce un sovvallo secco/cdr che viene avviato ad impianti di termovalorizzazione fuori dal territorio provinciale (in Provincia di Brescia, Como, Pavia, Modena, Bergamo), e possiede un PCI medio di kj/kg. L'impianto ha stipulato un contratto con il Consorzio MB Ambiente per la ricezione e trattamento di t/anno di rifiuti urbani indifferenziati, valido fino al L impiantistica di termovalorizzazione L'impianto di Brianza Energia Ambiente S.p.A. (B.E.A.) nel Comune di Desio è in esercizio dal E strutturato su due linee, ciascuna dotata di un forno a griglia inclinata, i cui fumi, previa depurazione, confluiscono in un unico camino. L'impianto effettua recupero energetico: è dotato di una centrale termica che, sfruttando il calore contenuto nei fumi, produce energia elettrica (per gli autoconsumi e ceduta alla rete di distribuzione pubblica), è inoltre dotato di una centrale di teleriscaldamento e teleraffrescamento Valutazione di Incidenza Novembre

12 consentendo la distribuzione del calore prodotto dalla termodistruzione (alle utenze site nei Comuni di Bovisio Masciago, Desio e Varedo). La potenzialità di trattamento autorizzata (D10) è di circa 210 t/g ( t/a) essendo il carico termico autorizzato di 30 MW. L'impianto è autorizzato a trattare rifiuti urbani indifferenziati, rifiuti assimilabili agli urbani e rifiuti speciali pericolosi e non (rifiuti ospedalieri, cimiteriali, fanghi di depurazione delle acque reflue civili, ecc..). Nel marzo 2012 è stata presentata un'istanza di rinnovo dell'autorizzazione Integrata Ambientale in cui si prospetta un revamping dell'impianto con richiesta di varianti relative ad un aumento della potenzialità di trattamento (R1/D10) passando dai 210 t/g autorizzati ai 276 t/g di RSU e speciali per un carico termico complessivo pari a MJ/h Il destino dei rifiuti urbani prodotti in ambito provinciale Nel 2012 il flusso di rifiuti indifferenziati avviato in impianti provinciali incide per il 65,6% ( t/a) sul totale raccolto. In base alla tipologia di impianto di destino: il 75,8% ( t) è stato avviato direttamente a incenerimento; il 22,5% ( t), risulta essere pretrattato per produrre CDR nell'impianto Provinciale e avviato quindi a incenerimento in impianti extraprovinciali. L'1,7%, è stato avviato a destini finali non caratterizzabili sulla base delle informazioni al momento disponibili (stoccaggi o stazioni di trasferimento di CEM, COLOMBO SPURGHI). Il flusso di FORSU da raccolta differenziata per il 39,3% è stato destinato, in un prima fase, alle stazioni di trasferimento provinciali con successivo avvio a impianti di compostaggio extraprovinciali e per il 60,7% è stato destinate direttamente a impianti extraprovinciali I costi di gestione dei rifiuti Il costo complessivo sostenuto nel 2010 dalla Provincia di Monza Brianza è pari a /a, che corrisponde a un costo medio per abitante di 107,4 /ab e ad un costo medio per tonnellata di rifiuto prodotto di 243,0 /t. Con riferimento ai dati più aggiornati, disponibili in fase ultimazione del Piano, si ha il dato di costo complessivo al 2012 che ammonta a /a (al netto dei ricavi da cessione materia ed energia), si rileva un incremento del +3,1% rispetto all'importo del In termini pro-capite il costo di gestione dei rifiuti nel 2012 ammonta a 110 /ab (+3% rispetto al 2010), rispetto al dato di produzione di rifiuti è di 269,8 /t (+11% rispetto al 2010, incremento marcato dovuta all'importante contrazione del quantitativo di rifiuti prodotti). Classe Costo Costo Costo Comuni Abitanti RSU totali dimensionale totale procapite specifico Abitanti n. n. t /ab /t < ,1 234, ,8 209, ,8 219, ,5 232,1 Comune di Monza ,4 367,1 Totale ,4 243,0 Valutazione di Incidenza Novembre

13 2.3. Il quadro della gestione dei rifiuti speciali La produzione di rifiuti speciali In provincia si evidenzia una produzione di rifiuti speciali nel 2009 pari a t, di cui il 93,9% ( t) sono rifiuti non pericolosi, e il restante 6,1% rifiuti pericolosi ( t). Analizzando la produzione suddivisi nelle 20 macrocategorie CER emerge che i rifiuti da costruzione e demolizione (CER 17) sono quelli che danno il contributo più rilevante, infatti incidono per il 44% sul totale dei rifiuti speciali prodotti nel 2009 ( t) Le attività di recupero e smaltimento di rifiuti speciali A fronte di un dato di produzione pari a t, il complesso del dichiarato come gestito in territorio Provinciale, in termini di attività di recupero o smaltimento, è di t. Lo scarto tra prodotto e gestito non è da assumersi come indicazione immediata di flussi di importazione o esportazione di rifiuti fuori provincia. Le attività di recupero effettuate in provincia coprono una quota maggioritaria del complesso dei rifiuti recuperati/smaltiti, interessando t (ovvero il 68,8% del totale dei rifiuti recuperati/smaltiti). Lo smaltimento interessa invece t (31,2% del totale dei rifiuti recuperati/smaltiti). 100% Recupero e smaltimento di rifiuti speciali in provincia di Monza e Brianza al 2009 per macrocategoria CER 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% Recupero Smaltimento Il quantitativo di rifiuti in ingresso e in uscita dalla provincia è decisamente ragguardevole: si registrano, infatti, complessivamente t di rifiuti in ingresso e t/a di rifiuti in uscita. Il saldo import/export è quindi di un flusso complessivo di esportazione netta per t/a. L analisi per le singole macrocategorie CER evidenzia una significativa diversificazione delle dinamiche di import/export, in particolare, concentrandosi sulle tipologie di rifiuti maggiormente significative, si osserva che: Valutazione di Incidenza Novembre

14 rilevanti flussi netti di esportazione interessano le categorie rifiuti da costruzione e demolizione, rifiuti da impianti di trattamento rifiuti e reflui, e, anche se in forma meno accentuata le categorie rifiuti di lavorazione e trattamento superficiale di metalli e plastica, rifiuti di lavorazione legno e produzione carta, polpa, cartone, pannelli, ecc., "rifiuti inorganici provenienti da processi termici"; rilevanti flussi netti di importazione interessano le categorie rifiuti solidi urbani e assimilabili e "rifiuti non specificati altrimenti nel catalogo"; un sostanziale equilibrio tra flussi di importazione ed esportazione caratterizza invece le categorie " imballaggi, assorbenti, stracci, materiali filtranti e indumenti ", "rifiuti da processi chimici organici", rifiuti inorganici contenenti metalli da trattamento e rivestimento, idrometallurgia non ferrosa", "rifiuti della produzione conciaria e tessile" e altri rifiuti per quantitativi minori Obiettivi del Piano di Gestione dei Rifiuti della Provincia di Monza e Brianza Da quanto premesso, nell intraprendere la stesura del proprio PPGR la Giunta Provinciale individua i seguenti obiettivi da porre alla base del Piano; in conformità ad essi dovranno essere articolati strategia gestionale, azioni e strumenti del Piano stesso. Obiettivi di carattere generale Assicurare le massime garanzie di tutela dell'ambiente e della salute, nonché di salvaguardia dei valori naturali e paesaggistici e delle risorse presenti nel territorio provinciale, anche al fine di avere un impatto sistemico (risparmio di materia vergine, risparmio energetico, minori emissioni di gas serra) coerente con il Protocollo di Kyoto; Conformare la gestione dei rifiuti ai principi di responsabilizzazione e cooperazione di tutti i soggetti coinvolti, perseguendo l economicità, l efficienza e l efficacia delle attività; Massimizzare le politiche di riduzione del rifiuto, soprattutto "alla fonte" e attuare il principio di corresponsabilità sull intero ciclo di vita del bene-rifiuto; Assicurare una gestione unitaria ed integrata dei rifiuti urbani adottando soluzioni innovative, efficaci e sostenibili per le fasi di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani, perseguendo il superamento della frammentazione istituzionale della gestione e favorendo processi di aggregazione e razionalizzazione della gestione tra i Comuni, garantendo così il contenimento dei costi di gestione del sistema integrato di gestione dei rifiuti a scala provinciale; Definire politiche di pianificazione e strategie programmatorie coordinate, favorendo la cooperazione con Regione, Province, Comuni, Unioni di Comuni, Consorzi intercomunali e loro Società attraverso l utilizzazione di strumenti innovativi quali accordi/contratti di programma e protocolli d intesa (art.180 punto c) D.lgs 152/06 così come modificato dall art. 5 del D.lgs 205/2010) con il sistema CONAI e dei Consorzi di filiera, le Associazioni (di categoria, del volontariato, ambientaliste, etc.), gli organismi di controllo, gli Enti di ricerca e le Università; Orientare le scelte dei consumatori verso prodotti e servizi che generano meno rifiuti, perseguendo lo sviluppo di una diffusa cultura ambientale, basata su: attività di comunicazione e formazione e attuando anche programmi di integrazione tra le politiche ambientali e le politiche di impresa. Valutazione di Incidenza Novembre

15 Obiettivi quantitativi Favorire il contenimento della produzione dei rifiuti promuovendo lo sviluppo di azioni atte a contrastare le dinamiche di crescita della produzione dei rifiuti, proseguendo e integrando quelle che sono le iniziative già messe in campo dalla Provincia e Regione nella fase attuativa dei vigenti Piani, perseguendo le indicazioni sulle azioni da intraprendere contenute nell'aggiornamento del P.A.R.R. come riportato nella proposta del nuovo PRGR; Alla luce delle attuali percentuali di RD raggiunte dai comuni della Provincia di Monza e Brianza, garantire il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata delineati dalla normativa nazionale e dalla proposta del nuovo PRGR, pari ad almeno il 65%, agevolando azioni di stimolo verso i Comuni ed i Soggetti gestori che operano in quei territori in cui sono possibili miglioramenti nei recuperi oggi conseguiti. L azione della Provincia nella fase di attuazione del Piano si concretizzerà attraverso strumenti a sostegno dello sviluppo dei servizi di raccolta differenziata; tali strumenti potranno essere sia di tipo tecnico sia di tipo economico ed amministrativo. Obiettivi relativi all impiantistica d ambito Definizione del fabbisogno impiantistico provinciale non in coerenza con il vigente Piano della Provincia di Milano, ma in coerenza con la proposta del Programma Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR) di cui ha preso atto la Giunta Regionale con D.G.R. n. X/576 del 02/08/2013, considerando che il nuovo Piano Regionale mantiene l'obiettivo di autosufficienza impiantistica a livello regionale grazie alla rete impiantistica presente che è in grado soddisfare i fabbisogni regionali; Gli impianti d incenerimento dovranno migliorare le loro performance raggiungendo un maggiore recupero energetico e migliori emissioni in aria (valori guida al 2018 non vincolanti individuati dalla d.g.r. n. 3019/2012). Per l'eventuale realizzazione di nuovi impianti, privilegiare soluzioni tecnologiche innovative, finalizzate in particolare alla prevenzione e riduzione degli impatti ambientali, in linea con le migliori tecniche disponibili (MTD / BAT). Con riferimento all'impiantistica di incenerimento, garantire il rispetto della gerarchia che la proposta del nuovo PRGR definisce per il trattamento; Il conferimento agli inceneritori di Piano di ulteriori frazioni di rifiuti speciali, in caso di capacità autorizzata in esubero è consentito dando priorità al trattamento delle seguenti frazioni ove tecnicamente possibile: 1) rifiuti ospedalieri prodotti in Regione, destinabili a termovalorizzazione; 2) fanghi da depurazione prodotti in Regione, non idonei ad altri tipi di recupero, fatta salva la verifica tecnica della loro possibilità di trattamento nella rete degli impianti di piano e comunque in quota percentuale residuale. Minimizzare fino ad annullare il ricorso alla discarica come sistema di smaltimento finale, favorendo invece per diverse tipologie di rifiuti ricomprese nei flussi di rifiuti provinciali concrete possibilità di recupero energetico, favorendo parallelamente il generarsi di mercati specifici per i materiali recuperati valorizzati (compost, materiali riciclati) e andando a massimizzare anche il recupero dei flussi di rifiuti in uscita dagli inceneritori. Obiettivi specifici per la gestione dei rifiuti speciali Si premette che, per quanto attiene i rifiuti speciali, le relative attività gestionali non possono e non debbono essere disciplinate dall Ente pubblico in modo prescrittivo come quelle relative ai rifiuti urbani. Non è infatti possibile, oltre che in diversi casi tecnicamente non opportuno, definire in Valutazione di Incidenza Novembre

16 modo prescrittivo bacini di utenza ed impianti di riferimento per i rifiuti speciali prodotti in un determinato contesto territoriale. La pianificazione della gestione dei rifiuti speciali assume inoltre, rispetto alla pianificazione dei rifiuti urbani, carattere meno stringente e vincolante in considerazione del fatto che la responsabilità della corretta gestione è in capo innanzitutto ai produttori (in ottemperanza al principio chi inquina paga ). Ciò nonostante, le politiche pianificatorie devono fornire indirizzi affinché, in tutte le fasi della gestione, siano perseguiti obiettivi di tutela ambientale, risparmio di risorse ed ottimizzazione tecnica; in particolare, essendo la gestione dei rifiuti in genere un attività di pubblico interesse per le diverse implicazioni che ne possono derivare, tutte le operazioni di trattamento e smaltimento anche di questi rifiuti devono essere disciplinate, autorizzate e controllate dall'ente pubblico. Ciò premesso, la Provincia intende dotarsi di obiettivi generali della pianificazione, così come anche indicato nella proposta del nuovo PRGR, nel seguito esplicitati. riduzione della produzione e diminuzione della pericolosità in modo che i rifiuti presentino rischi molto limitati per l'ambiente (principio della prevenzione della pericolosità), garantendo la sostenibilità ambientale ed economica; massimizzazione dell invio a recupero e reimmissione della maggior parte dei rifiuti nel ciclo economico (principio della preferenza del recupero); ad esempio migliorare la gestione dei rifiuti, in particolare da parte di piccoli e medi produttori, al fine di effettuare una corretta separazione dei rifiuti alla fonte per consentire l avvio a recupero delle diverse frazioni merceologiche e minimizzare l avvio a smaltimento di un rifiuto indifferenziato (ad esempio i rifiuti speciali da costruzione e demolizione e quelli di origine commerciale dovrebbero essere quindi raccolti in maniera differenziata per poter essere poi in buona parte inviati a recupero in impianti dedicati); ottimizzazione delle fasi di raccolta, trasporto, recupero e smaltimento basato sul principio dello smaltimento sicuro; favorire la realizzazione di un sistema impiantistico territoriale che consenta di ottemperare al principio di prossimità (cioè i rifiuti vengano trattati in punti il più vicino possibile al luogo di produzione); ovvero garantire il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti speciali, per quanto tecnicamente ed economicamente possibile, in prossimità dei luoghi di produzione; perché questo sia possibile bisogna creare le condizioni per aumentare l'accettabilità da parte del territorio provinciale; promozione del riutilizzo dei rifiuti per la produzione di materiali commerciali debitamente certificati e la loro commercializzazione anche a livello locale Lo Scenario di Piano della gestione dei rifiuti urbani La proposta di Piano parte dall analisi dell evoluzione storica illustrata precedentemente, considerando: Evoluzione storica della popolazione e delle proiezioni future sulla base delle previsioni ISTAT (previsione Scenario Centrale individuato a livello regionale e declinata sulla Provincia); Evoluzione della produzione pro-capite dei RU, valutando: o Scenario Inerziale : in cui si stima la produzione di rifiuti urbani senza interventi per una sua contrazione. Tale scenario tiene conto dell analisi dell andamento storico della produzione pro-capite di rifiuti riscontrato negli ultimi anni e pertanto proietta il dato pro-capite 2012 al 2020; Valutazione di Incidenza Novembre

17 o Scenario Obiettivo : in cui si stima la produzione di rifiuti urbani a seguito di azioni orientate al suo contenimento. Tale scenario, a partire dall evoluzione inerziale della produzione dei rifiuti valutata come per il primo Scenario, tiene conto dell attuazione delle politiche in atto e previste dalle direttive comunitarie e politiche nazionali per la riduzione della produzione dei rifiuti e degli interventi che potranno essere attivati anche ad un livello decisionale e regolatorio sovraordinato, considerando puntualmente fattori di riduzione riconducibili a attivazione di sistemi tariffari incentivanti, e attivazione in genere di interventi correlati all adozione di politiche ecosostenibili. La presente proposta di Piano assume come riferimento cui tendere nei prossimi anni appunto lo Scenario Obiettivo; gli scostamenti rispetto allo Scenario inerziale in termini di dimensionamenti impiantistici sono invero molto contenuti; il mancato conseguimento degli obiettivi (fatte salve le stime in merito alla produzione dei rifiuti che dipendono da dinamiche socio economiche non prevedibili), non determinerebbe pertanto ricadute significative sul sistema. La previsione degli andamenti produzione pro-capite nelle due ipotesi sono nel seguito riportate e sintetizzate nei grafici successivi: Scenario Inerziale : produzione pro-capite stazionaria a 410 kg/abxa; Scenario Obiettivo : produzione pro-capite in decremento sino a 386 kg/abxa (decrescita dello -0,7% medio annuo rispetto al 2012, ossia -5,8% sull intero periodo). Nell'ottica della pianificazione lo Scenario cui tendere è appunto lo Scenario Obiettivo. Confronto scenari di proiezione di produzione pro-capite dei rifiuti urbani in Provincia di Monza e Brianza sino al 2020 (t/anno) scenario Inerziale Scenario Obiettivo Scenario Inerziale: t/a Scenario Obiettivo: t/a Valutazione di Incidenza Novembre

18 Le previsioni di piano per l articolazione del servizio delle raccolte differenziate Nella normativa nazionale, si delinea un ipotesi di sviluppo del sistema delle raccolte tale da consentire almeno il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata (come da obiettivo del D.Lgs. 152/06 previsto per il 2012) valutando la possibile evoluzione sino al 2020 che rappresenta l anno di riferimento per la messa a regime del Piano. Tenendo presente che l obiettivo normativo non è stato conseguito nel 2012, si propone il raggiungimento di tale obiettivo con uno slittamento dei tempi; in particolare: al 2015: si prevede il conseguimento dell obiettivo pari al 65% a livello medio provinciale, obiettivo che può essere conseguito dalla maggior parte dei Comuni, con qualche eccezione per i Comuni che attualmente risultano essere più arretrati per ragioni strutturali (ad esempio Monza). Sulla base di queste assunzioni si stima al 2015 il conseguimento dell obiettivo medio di recupero a livello provinciale pari al 66,7%. al 2020: si prevede il conseguimento e superamento dell obiettivo pari al 65% indistintamente da parte di tutti i Comuni; pertanto i Comuni che erano lontani dall'obiettivo sono tenuti al suo raggiungimento; per quelli che hanno già raggiunto l obiettivo normativo sono previste ottimizzazioni gestionali tali da consentire il conseguimento di migliori prestazioni. Sulla base di queste assunzioni si stima al 2020 il conseguimento dell obiettivo medio di recupero a livello provinciale pari al 71,4%. 75% Stima evoluzione % di Raccolta Differenziata media in Provincia di Monza e Brianza Scenario 2020: 71,4% 70% 65% Obiettivo D.Lgs 152/06: 65% al 2012 Scenario 2015: 66,7% 60% RD 2012: 61,8% 55% 50% 45% Al livello Provinciale sul totale del rifiuto differenziato atteso al 2020, emergono in particolare i contributi attesi dalle seguenti frazioni: Valutazione di Incidenza Novembre

19 o organico, con una quota del 26% del totale differenziato; o carta e cartone, con una quota del 20% circa; o vetro con una quota di circa il 14% ciascuno o verde con una quota di circa il 13% ciascuno; o plastica con una quota del 7% circa. Le cinque frazioni sopra elencate rappresentano oltre i ¾ del totale del rifiuto differenziato atteso Stima dei fabbisogni impiantistici nelle previsioni di Piano I fabbisogni impiantistici del territorio della Provincia di Monza e Brianza, legati all evoluzione del sistema delle raccolte come valutato negli Scenari di Piano, possono essere ricondotti alle seguenti tipologie: impiantistica di valorizzazione e recupero delle frazioni secche provenienti dalla raccolta differenziata (carta, vetro, plastica, metalli,...), incluso recupero ingombranti per un flusso di rifiuti annuo dell ordine delle tonnellate stimate al 2020; impiantistica di compostaggio di qualità di organico e verde intercettati con la raccolta differenziata per un flusso di rifiuti annuo dell ordine di circa tonnellate stimate al 2020; impiantistica di trattamento del rifiuto indifferenziato per un flusso di rifiuti annuo dell ordine di circa tonnellate stimate al 2020; impiantistica di valorizzazione e recupero dei rifiuti delle terre da spazzamento strade con recupero di materiali inerti per un flusso di rifiuti annuo dell ordine delle tonnellate stimate al 2020; impiantistica di discarica per lo smaltimento dei residui non più opportunamente valorizzabili come materia o come energia e non più opportunamente avviabili a trattamenti per la riduzione degli impatti legati al successivo smaltimento. Si segnala inoltre il ricorso ad eventuale impiantistica di trattamento finalizzata al recupero di ulteriori specifici flussi di rifiuti (quali scorie da trattamento termico), che potranno consentire un significativo abbattimento dei fabbisogni residuali di smaltimento in discarica. In considerazione del consistente sviluppo del sistema degli operatori del recupero già presente sul territorio provinciale o nelle vicine province si ritiene che l aumento dei quantitativi di frazioni secche da raccolta differenziata e di rifiuti ingombranti da destinarsi a recupero possa essere adeguatamente assorbito dal sistema impiantistico esistente. Il sistema impiantistico provinciale risulta deficitario per la valorizzazione della FORSU. In particolare sono isolati i fabbisogni che derivano dai flussi stimati raccolti nei Comuni appartenenti a CEM (al servizio di abitanti residenti in Provincia), consorzio di Comuni della Provincia di Monza e Brianza e di Milano, che può contare su uno sbocco impiantistico per il compostaggio di qualità (impianto in comune di Masate autorizzato al trattamento dei rifiuti organici originati dai Comuni CEM) ed il complesso di tutti gli altri Comuni della Provincia di Monza e Brianza (per un totale di abitanti residenti in Provincia) che risulta deficitaria per l impiantistica di valorizzazione delle frazioni umide raccolte. Nello Scenario di Piano si ritiene di mantenere il sistema basato sul conferimento diretto dei rifiuti indifferenziati a trattamento termico ai due principali impianti di riferimento per il contesto della Provincia di Monza e Brianza: impianto Provinciale BEA di Desio: impianto che attualmente possiede una potenzialità di trattamento autorizzata che corrisponde a circa t/a, e che attiverà nei prossimi Valutazione di Incidenza Novembre

20 mesi un revamping su Autorizzazione Integrata Ambientale, da consentire l incremento di potenzialità sino a circa 276 t/g, ossia ca t/anno (è autorizzato ad un carico termico nominale massimo di MJ/h). impianto extraprovinciale PRIMA di Trezzo sull Adda: che possiede una potenzialità di trattamento autorizzata di 500 t/g (pari a t/a nell ipotesi di funzionamento 330 gg/a). Pertanto, a fronte delle disponibilità impiantistiche dedicate al trattamento termico e recupero energetico del rifiuto indifferenziato presenti sul territorio provinciale o in ambiti contermini nei quali si è storicamente determinato l attuale sistema dei conferimenti, si ritiene che, nella gestione ottimale di Piano, tutto il rifiuto residuo decadente dai servizi di raccolta sia destinato a tali impianti senza subire pretrattamenti. Ai fabbisogni di trattamento termico si sommano inoltre: i fabbisogni di smaltimento dei rifiuti ingombranti non avviabili a recupero di materia; si considera un tasso di recupero dell'ordine del 40% degli ingombranti totali raccolti al 2020 (al 2012 risultavano essere recuperati solo il 15% circa); gli scarti derivanti dalle operazioni di recupero dei rifiuti intercettati dalle raccolte differenziate (sia per le frazioni secche che per gli scarti dalle operazioni di compostaggio). per gli scarti delle terre da spazzamento strade (il 50% del flusso avviato a trattamento per il recupero di materia inerte), si assume che per la metà vadano a smaltimento in inceneritori e la restante metà a discarica, per l'eventuale criticità connessa a questioni tecniche gestionali a causa della qualità dello scarto (es. tasso di umidità). Sulla base delle previsioni di Piano il fabbisogno complessivo di trattamento dei rifiuti indifferenziati ammonterebbe a t nel 2015 e t al 2020, ossia tonnellate in meno rispetto ai flussi prodotti attualmente (2012). Considerando pertanto le potenzialità degli impianti di riferimento autorizzate (alla luce anche del dato di capacità autorizzata dal revamping di BEA) per il recupero energetico si ritiene che il sistema così delineato sia idoneo alle esigenze future per lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati prodotti in Provincia di Monza e Brianza. Il sistema impiantistico offre inoltre capacità residue di trattamento che, nel rispetto delle indicazioni della pianificazione regionale potranno essere destinate al recupero energetico di altri flussi di rifiuti. La caratterizzazione delle potenzialità termiche degli impianti esistenti di riferimento nello Scenario di Piano per la Provincia di Monza e Brianza (sulla base di quanto verificato gestito negli anni recenti), in relazione alla loro configurazione attuale o a quella prevista con eventuali potenziamenti (in particolare, per l impianto BEA di Desio), è riportata nel seguente riquadro ed è in linea con quanto già indicato in precedenza. Bisogna tenere presente che l'impianto extraprovinciale di riferimento (Prima di Trezzo sull'adda) è necessariamente al servizio anche dei flussi provenienti dal proprio contesto provinciale e pertanto la disponibilità di capacità di trattamento è ovviamente a disposizione per tali flussi oltre a quelli stimati per la Provincia di Monza e Brianza. Valutazione di Incidenza Novembre

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