FIRENZE VIVIBILE. Piano per la qualità e sicurezza urbana

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1 FIRENZE VIVIBILE Piano per la qualità e sicurezza urbana LINEE GUIDA Il Piano Firenze Vivibile coordina tutte le attività del Comune di Firenze, già attivate o che inizieranno a breve, per garantire la maggior vivibilità della città, in termini di qualità urbana, decoro ambientale e sicurezza urbana. Il principio base del Piano è garantire il rispetto della legalità: dietro al senso di insicurezza e di degrado che si può diffondere tra i cittadini, infatti, vi sono comportamenti e azioni illegali, più o meno gravi, a cui si dà contrasto con le seguenti azioni. Gli aspetti fondamentali del Piano sono: 1. Qualità urbana: una città bella e curata in ogni dettaglio aumenta il senso di sicurezza a. programma di illuminazione pubblica: i. ampliare il progetto Luce Amica, individuando angoli e scorci particolarmente sensibili in cui installare luci continue ii. concludere il progetto di sostituzione delle lampade ad incandescenza con luci al LED, che, grazie al risparmio economico garantito, è possibile mantenere accese durante tutte le ore notturne iii. mappatura delle strade cittadine e dei parchi (tra tutti le Cascine); segnalazione delle strade sicure in cui vi è presenza o di un punto Luce Amica o di lampade al LED sempre accese; informare il cittadino sull evoluzione dell implementazione dei progetti b. programma di decoro urbano coordinato: i. proseguire nell installazione di isole ecologiche interrate e intelligenti. Nel 2015 saranno realizzate ulteriori 12 postazioni interrate. Sperimentare il progetto di videosorveglianza delle isole ecologiche per punire gli usi impropri ii. sviluppare il contrasto ai writers che deturpano monumenti, abitazioni e immobili, con l aumento dei controlli e l applicazione delle relative sanzioni. Proseguire nell operazione di collaborazione con writers e artisti di strada per la creazione di appositi spazi destinati alle rappresentazioni artistiche, concordando le modalità degli interventi (Progetto UrbanArt) iii. piano per l introduzione di nuovi bagni pubblici e una miglior comunicazione di quelli esistenti (progetto di segnaletica Camminare a Firenze), utilizzando anche le applicazioni digitali per rendere fruibile le informazioni a tutti i turisti iv. programma per migliorare l utilizzo di biciclette e motorini in città. Progetto per accelerare le rimozioni dei rottami abbandonati e le rimozioni di bici e motorini parcheggiati in aree non consentite, migliorando la comunicazione circa le aree e le forme adeguate per il parcheggio v. incrementare la collaborazione con associazioni, enti e cittadini per sostenere l attività di Quadrifoglio nella pulizia di aree particolarmente degradate

2 c. introduzione di un servizio di city care, con la previsione di uno sportello sicurezza di rapido accesso e un numero verde antidegrado per tutte le segnalazioni relative al decoro, degrado ambientale etc. 2. Sicurezza urbana: collaborare con tutte le forze dell ordine per gli interventi di sicurezza, secondo la divisione dei compiti e obblighi dettata dalla Costituzione e dalla normativa nazionale: a. cooperazione con le altre forze dell ordine in una regia comune con Prefetto e Questore, sancita da un nuovo protocollo per la sicurezza che sarà proposto dall Amministrazione Comunale. Pianificare su base annua gli interventi per ciascuna Forza, con una definizione delle priorità dettate dalla stagionalità, dagli eventi culturali, turistici, politici e istituzionali. b. potenziare l ufficio Città sicura in ambito di programmazione e coordinamento c. destinare, sempre in collaborazione con le altre forze, più uomini possibili alle attività in strada. Questa sarà sempre la misura più efficace per trasmettere rassicurazione. Agenti in divisa, automontati e a piedi, che si muovono per le strade, dialogano e ascoltano, dimostrano tempestività di intervento nelle piccole e grandi cose. Questa misura può avere modalità e numeri diversi a seconda dei luoghi o dei periodi ma deve riguardare tutta la città. Un esempio positivo in tale senso è quanto attuato con il progetto della Polizia Municipale nei borghi del quartiere 4 che, tramite una revisione organizzativa delle forze, ha incrementato il numero dei pattugliamenti nelle zone più a rischio del quartiere. d. lotta all abusivismo, colpendo tutta la filiera che recupera o produce merce contraffatta. La Direzione Sviluppo economico sta realizzando, con la collaborazione degli albergatori e della Camera di Commercio, una campagna informativa a favore dei turisti sui reati da acquisto di prodotti contraffatti. e. attivare un piano di videosorveglianza che sfrutti l innovazione tecnologica in materia e, in particolare, la possibilità di un controllo intelligente di quanto ripreso. Anche dove non è presente una divisa la percezione deve essere che quella zona è controllata, che le autorità potranno controllare e individuare chi commette reati o ha comportamenti dannosi per la comunità. Un piano, progressivo e pianificato, di aumento delle telecamere collegate ai più sofisticati strumenti tecnologici di auto-attivazione nell evenienza di alcuni fatti (urla, assembramenti, sconfinamenti, etc.). Tale attività potrà essere effettuata in collaborazione e coordinamento con l assessorato alla sicurezza della Regione Toscana e, come primo esempio, riguarderà l integrazione delle due reti attualmente esistenti nel Comune di Firenze: quella per il controllo stradale e quella per la sicurezza urbana. f. Rafforzare le misure sulla sicurezza stradale, grazie alla recente costituzione dell Ufficio speciale per la sicurezza stradale presso l Ufficio del Sindaco. Continuerà l implementazione del progetto David e le campagne contro la guida in stato di ebbrezza, per puntare all obiettivo 0 morti sulle strade. 3. Qualità del tessuto commerciale: il sistema del commercio rappresenta un importante forma di controllo del territorio a. organizzazione dello spazio all aperto e commercio su suolo pubblico: i. tetto limite di mq di superficie complessiva dei dehors nel centro storico, incentivando i locali ad utilizzare soluzioni meno impattanti come tavolini e sedie

3 ii. proseguire nell accertamento di edicole chiuse su suolo pubblico e provvedere allo smontaggio per liberare spazi inutilizzati iii. confermare l abolizione dei gonfaloni come mezzo pubblicitario antiestetico per liberare le strade in periferia iv. Introduzione dei banchi architettonici per il commercio su area pubblica nel centro storico di Firenze b. assistiamo con sempre maggior frequenza al proliferare di minimarket e esercizi commerciali il cui business è incentrato quasi esclusivamente alla vendita di grandi quantità di alcolici ai giovani, spesso senza rispettare i limiti per i minori e gli orari di apertura: i. proseguire e ampliare il progetto Giglio2, in collaborazione con il Nucleo antisofisticazioni dell l Arma dei Carabinieri e l ispettorato del lavoro, che ha già portato all erogazione di di sanzioni e la chiusura di 10 locali nel 2015 per diversi reati, tra cui: mancanza di prezzi sugli articoli in vendita, pubblicità abusiva, somministrazione di alcol oltre l orario consentito, lavoro nero, mancanza della lista degli ingredienti dei prodotti alimentari ii. applicare la normativa in deroga alla liberalizzazione commerciale attraverso due strumenti: la tutela del patrimonio culturale, secondo quanto previsto dall art. 52 c.1-bis del Codice dei Beni culturali Decreto legislativo, n 42/2004 e la tutela della salute pubblica, in quanto è stata ripetutamente dimostrata la correlazione tra presenza di attività commerciali per la distribuzione di alcolici e casi salute e sanità pubblica 4. Contrasto alle occupazioni e reinserimento sociale: un aspetto fondamentale di contrasto al senso di illegalità è determinato dalla forza e intensità dell azione pubblica nei confronti di luoghi e abitazioni occupati abusivamente. Dal giugno 2014 abbiamo partecipato a 13 sgomberi stabiliti dal C.O.S.P. A questo si aggiungono però numerosi interventi in ambito sociale: a. a ogni sgombero siamo presenti per la parte dedicata all accoglienza dei minori e delle persone fragili. Il percorso di accoglienza normalmente ha una durata di 6 mesi, nei quali viene effettuato un intervento che indirizza al reinserimento e all autonomia abitativa b. rimuovere gli insediamenti abusivi nei quali oltre al problema del degrado propongono a chi ci vive condizioni igienico sanitarie inaccettabili, con conseguenti problemi di salute c. continuare a promuovere percorsi di inserimento sociale come: i. l impiego di profughi extracomunitari nella gestione del verde e nelle attività di antidegrado degli Angeli del bello ii. proseguire nel piano di prevenzione dell abbandono scolastico per bambini che vivono in situazioni di marginalità, che già vede Firenze fra le prime città in Italia per la frequenza dei bambini Rom nella scuola d. Favorire attraverso agevolazioni su imposte e tasse i proprietari vittime di occupazioni abusive: abbiamo eliminato per il 2015 il pagamento dell IMU per proprietari di immobili occupati ad uso abitativo ed estenderemo la misura anche agli immobili commerciali occupati abusivamente. e. proseguire nel piano di accoglienza diffusa per i profughi concordato a livello regionale, in cui tutti i comuni devono impegnarsi per quanto richiesto, che diminuisce l impatto sulla città dei rifugiati, richiedenti asilo, etc.

4 f. incrementare il sistema delle accoglienze che già oggi permette a 1100 persone di dormire in luoghi dignitosi evitando così che siano per la strada con le problematiche conseguenti. Questa accoglienza aumenta nel periodo invernale con l attivazione dell Emergenza freddo g. continuare nel piano di azioni per l emergenza abitativa che prevede: i. alloggi ERP con nuovi criteri di assegnazione ii. alloggi volano, dove le persone in emergenza abitativa possono vivere temporaneamente iii. apertura Tavolo dei patti territoriali per rimodulare i canoni degli affitti reali e calmierati iv. percorso di collaborazione con Montedomini A.S.P. per l utilizzo di una parte degli alloggi a canone sociale v. Housing sociale: oltre alla Caserma Lupi di Toscana stiamo valutando l utilizzo di alcuni immobili (ex Meyer, Sant Agnese) per forme di housing sociale misto (esempio presenza di anziani e studenti) vi. Casa dei babbi separati in Santo Spirito 5. Piano gestione area UNESCO: il centro storico è nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO dal 1982, per simboleggiare l unicità di valore storico, culturale, architettonico delle nostre vie, palazzi, chiese e musei. Tale riconoscimento non deve essere percepito come un ulteriore aggravio di attività da svolgere nella nostra città, ma come un occasione e possibilità di utilizzare al meglio il centro storico, rendendolo fruibile a tutti i turisti che vorranno visitarlo, ma tutelando e valorizzando il grande valore. Questo è possibile grazie al piano di gestione che ha l obiettivo di garantire l identificazione, la tutela, la conservazione, la valorizzazione e la trasmissione alle future generazioni del sito. Questo strumento individua chiaramente le criticità del sito, ma ne identifica anche le opportunità di sviluppo locale, fino a determinare la gestione dei flussi turistici (Progetto Visitor Management). E quindi fondamentale ampliare la conoscenza di questo strumento e attuarlo pienamente anche nelle parti fino ad oggi meno sviluppate. Le aree di azione dirette sono: a. valorizzare le zone esterne per al centro storico per attrarre la maggior quota possibile di turisti che arrivano in città. Esempi sono la prossima costruzione del Polo della Memoria presso l edificio EX3 in Piazza Bartali a Gavinana e la valorizzazione della rete turistica-culturale su tutta l area metropolitana con l estensione della validità della FirenzeCard ai principali musei della Città Metropolitana. b. introdurre delle linee guida per la valorizzazione dell'immagine della città (arredo urbano, comunicazione) in parte già sviluppate nel progetto SPAZIO PUBBLICO, realizzato in collaborazione con la Facoltà di Architettura c. definire delle linee guida per la prevenzione e manutenzione urbana (facciate e piazze) in parte già sviluppate grazie al progetto HECO, realizzato in collaborazione con la Facoltà di Architettura 6. Cultura: una città sempre più ricca di eventi culturali, sociali e sportivi è una città più sicura e vivibile: a. sviluppare l azione di valorizzazione di aree alternative al centro, per diffondere i flussi della movida, come è stato effettuato con i seguenti spazi: Fosso Bandito, Sferisterio, Teatro dell'opera, Ippodromo Visarno, Ippodromo Mulina, Piazzetta dei Tre re, Giardini Campo di Marte, Sagrati delle chiese, Parco dell'anconella, Giardino Orticultura, Fortezza da Basso b. proseguire nel programma di concerti estivi all aperto nelle principali piazze del centro (Santo Spirito, Santa Maria Novella, Santa Croce, etc.)

5 c. continuare nell azione di presidiare i sagrati delle Chiese del Centro con attività culturali seguite dagli interventi di lavaggio di Quadrifoglio, per scoraggiare la permanenza notturna d. collaborare con le associazioni e i commercianti per il contrasto alla movida molesta per riuscire ad avere nei locali pubblici una rete di persone che contribuisce alla prevenzione. I gestori e dipendenti di alcune tipologie di locali come primi soggetti della prevenzione primaria di comportamenti molesti e di sicurezza per gli avventori e per le persone che vivono e si muovono accanto ai locali. e. valorizzare un programma di politiche giovanili sempre più integrato: programmi formativi di prevenzione del disagio, della tossicodipendenza e della dispersione scolastica; sensibilizzazione su lotta alla mafia; ampliamento dell'offerta bibliotecaria e di spazi di socializzazione; differenziazione dell'utenza, valorizzazione e riqualificazione di spazi aperti, soprattutto sportivi, per favorire l aggregazione e la salute dei giovani 7. Quartieri: l attuazione effettiva di tutte le misure del piano per la vivibilità potrà avvenire solo con un coinvolgimento diretto delle strutture dei cinque Quartieri. All interno di ogni Consiglio di Quartiere sarà individuato un Responsabile per la vivibilità e il decoro urbano, che avrà il compito di lavorare con la Commissione Territoriale di riferimento e coordinarsi con gli uffici amministrativi per dare monitorare l attuazione di tutte le azioni predisposte. Tutti i Consiglieri di quartiere diverranno interlocutori privilegiati per la segnalazione di episodi di degrado e illegalità, così da estendere il raggio d azione dell Amministrazione. I cittadini protagonisti 1) In un ottica sussidiaria saranno promosse e incentivate la nascita di associazioni di cittadini e la messa in rete di quelle esistenti (gli Angeli del Bello o anche i Centri Commerciali Naturali) che hanno un ruolo attivo nella produzione di azioni di rassicurazione. L intento è di avere cittadini, individuabili e accuratamente selezionati, che occupino spazi, incoraggino comportamenti civili e positivi, accolgano turisti e visitatori in alcune aree, forniscano informazioni ai turisti sulla illiceità di alcuni comportamenti, assicurino presenza costante in giardini e aree giochi, producendo con la loro stessa presenza una rassicurazione. Tale iniziativa deve tenere in considerazione i rischi per i partecipanti come, ad esempio, l incolumità nel caso dissuadano dall acquistare merci contraffatte o i falsi mimi dal molestare i visitatori. Per contro il rischio derivato da eccessi di zelo dei volontari che possano rivelarsi invece pericolosi per i venditori o altri. Si tratta di una concreta pratica di empowerment della cittadinanza, di un coinvolgimento più attivo estendibile a diversi settori, come la cura di parchi e giardini o i comitati di strada per la valorizzazione dei luoghi. L idea si svilupperà con la creazione di un gruppo guida intorno a cui riunire i cittadini, le associazioni (in particolar modo carabinieri e poliziotti in pensione), cooperative e organizzazioni che già svolgono iniziative simili di interesse pubblico. Il gruppo guida sarà inserito in un specifico progetto di formazione (attraverso strumenti come il servizio civile, tirocinio, o altro) da realizzare in collaborazione con uno o più enti. Il gruppo guida riceverà così un indennizzo di partecipazione all attività e sarà regolato da un rapporto formale ad uno specifico ufficio dell amministrazione (città sicura, ufficio del sindaco, etc.), che avrà il compito di sovrintendere l operato e formare adeguatamente i partecipanti per evitare rischi e situazioni pericolose.

6 2) A lato di questo si favorisce l adozione di misure di partecipazione attiva come il controllo di vicinato o patto di vicinanza (neighborhood watch), ossia la formazione di vere e proprie reti di reciproco sostegno e di comunicazione per un attenta opera di sorveglianza della zona. Tale tipo di attività, da realizzare in collaborazione con Prefettura e Forze dell ordine (sulla base di altre esperienze già attuate come quella del Comune di Lucca), potrà sviluppare il senso di comunità e socialità in grado di muovere anche piccole azioni di aiuto e sostegno reciproco, fondamentali per il contrasto di episodi come furti, aggressioni, etc. Modifiche regolamentari da attuare: 1. Regolamento Polizia urbana 2. Regolamento per la disciplina e l esercizio del commercio 3. Regolamento Edilizio 4. Regolamento per la disciplina dei servizi di smaltimento dei rifiuti urbani Tempi Agosto: attivazione iter modifiche regolamentari Settembre: approvazione Piano in Giunta Entro la fine del 2015: approvazione del Piano e relative modifiche regolamentari in Consiglio Comunale.

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