PROGETTO CENTRO ANTIVIOLENZA PER DONNE E MINORI. RIMODULAZIONE

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1 PROGETTO CENTRO ANTIVIOLENZA PER DONNE E MINORI. RIMODULAZIONE PAG.1 DI 10

2 INDICE SISTEMATICO 1. OBIETTIVI GENERALI 5 2. OBIETTIVI SPECIFICI 5 3. TEMPI E MODALITÀ DI ATTUAZIONE INFORMAZIONE E SENSIBILIZZAZIONE SUPPORTO E PROTEZIONE DELLE VITTIME SEGRETARIATO SOCIALE: COLLOQUI INDIVIDUALIZZATI GRUPPI DI MUTUO AIUTO FORMAZIONE RICERCA PUBBLICAZIONE 8 4. DESTINATARI E SOGGETTI COINVOLTI DESTINATARI SOGGETTI COINVOLTI 8 5. RISORSE UMANE, STRUTTURALI E FINANZIARIE RISORSE UMANE 8 6. RISORSE STRUTTURALI 9 7. RISORSE FINANZIARIE 9 AREA: Cultura DIRIGENTE: Dr.ssa Maria Collu SETTORE: Servizi Sociali SEDE: Via Paganini, Sanluri (VS) SERVIZIO: Sociale REDATTO DA: Silvia Casalotto TEL.: FAX.: C.F P.I.: PAG.2 DI 10

3 Premessa Nel febbraio 2007, l ISTAT ha presentato i risultati di una nuova indagine (a cui si rimanda per un esame più approfondito) dedicata al fenomeno delle violenze fisiche e sessuali contro le donne, dal titolo La violenza e i maltrattamenti contro le donne dentro e fuori la famiglia Anno L indagine, riferita ad un campione di 25 mila donne tra i 16 e i 70 anni intervistate nel corso del 2006 e dislocate su tutto il territorio nazionale, distingue tre tipi di violenza contro le donne:la violenza fisica, la violenza sessuale, la violenza psicologica. Da tale indagine è emerso che in Italia si stimano a 6 milioni 743 mila le donne che in età compresa tra i 16 e i 70 anni hanno subito nel corso della vita una violenza fisica o sessuale. Tale numero, se rapportato all intera popolazione italiana appartenente alla stessa fascia di età, rileva che il 31,9% delle donne italiane è stata vittima di violenza fisica o sessuale. In Sardegna, si stima che il 27,1% delle donne appartenete alla fascia di età considerata, è stata vittima nel corso della vita di violenza fisica o sessuale. In particolare i dati ISTAT per la Sardegna registrano delle percentuali più alte rispetto all Italia di donne che hanno subito violenza sessuale prima dei 16 anni da parenti (26,3 % della Sardegna contro il 23,8% dell Italia) e conoscenti/uomo che si conosce di vista (32,2% della Sardegna contro il 24,7% dell Italia). In Sardegna le violenze domestiche, ovvero quelle ad opera del partner attuale o dell ex partner, coinvolgono il 11,0% delle donne, mentre quelle fuori le mura domestiche ad opera di un altro uomo (sconosciuto, parente, conoscente, amico, collega etc.) il 20,9%. Per tali ragioni, si propone un Progetto di contrasto alla violenza contro le donne in cui sono state incluse azioni/iniziative riconducibili alle cinque aree d intervento individuate a livello internazionale come maggiormente significative e prioritarie, ovvero azioni di: - informazione e sensibilizzazione; - lavoro con gli aggressori; - formazione ; - ricerca; - supporto e protezione delle vittime; La Provincia del Medio Campidano con il seguente progetto intende promuovere la realizzazione di: 1) una campagna di informazione e di sensibilizzazione. Con tale campagna si vuole distribuire depliant e locandine, su cui stampare un messaggio in 4 lingue diverse: italiano, inglese, francese, spagnolo. Tale materiale verrà distribuito a medici di base, pediatri, scuole, servizi all infanzia, centri famiglie, pronto soccorso e ad altri luoghi che accolgano donne in difficoltà; 2) una serie di iniziative locali per far conoscere le dimensioni del fenomeno della violenza a livello locale, regionale e nazionale, nonché le attività di sostegno ed aiuto praticate alle donne che si rivolgono ai Centri antiviolenza; PAG.3 DI 10

4 3) un corso di formazione rivolto ad operatori sanitari, sociali, forze dell ordine ed operatori del terzo settore che operano con donne che abbiano subito violenza e che si rivolgono ai presidi territoriali; 4) una ricerca per rilevare ed analizzare i dati della Provincia del Medio Campidano relativi alla violenza alle donne; 5) supporto e protezione delle vittime attraverso l attivazione di un centro antiviolenza attivo dal lunedì al venerdì e un numero verde attivo 24 ore su 24; Il presente progetto intende dare continuità al servizio già attivato con fondi propri dalla Provincia a partire dal mese di settembre Come testimoniano i dati precedentemente indicati la violenza contro le donne si delinea come un fenomeno a forte impatto sociale, con un incidenza di sommerso altissima; diversi studi mettono in evidenza che essa si consuma prevalentemente in ambito familiare, e ciò suggerisce che, oltre alle donne, c è un numero elevato di minori che crescono in un ambiente connotato da tale forma di devianza, quando non la subiscono direttamente. Il fenomeno, come dimostrano gli studi condotti a livello nazionale, coinvolge donne di ogni estrazione sociale e livello culturale. Esso si presenta generalmente come combinazione di violenza fisica, sessuale, psicologica ed economica e può essere definito come violenza di genere, ossia una violenza che trova le sue radici nello squilibrio relazionale e nella disparità di potere tra i sessi. Affrontare il problema significa porre in essere interventi lunghi e complessi, di accompagnamento personalizzato, un forte lavoro di rete e un operatività flessibile, con diverse tipologie di intervento. In modo particolare, per far emergere il fenomeno della violenza dal sommerso e comprenderlo in tutte le sue manifestazioni, è necessario produrre cambiamenti nel contesto sociale e culturale. La violenza è un fenomeno trasversale, che coinvolge, donne, uomini e bambini di ogni età, di ogni ambiente sociale, con diversa scolarità e professione. È un grave evento traumatico, un esperienza intollerabile che annienta il senso di integrità personale, provocando conseguenze fisiche, psicologiche, sociali e pesanti ricadute anche a distanza di tempo. Un evento che lede l identità psicologica e fisica della persona, generando stati d ansia, paure e sentimenti di insicurezza. La violenza domestica è un reato perseguibile legalmente e sempre più donne sanno di poter chiedere informazioni rispetto ai loro diritti e alle soluzioni possibili. Si tratta di un fenomeno molto più esteso di quanto si pensi, vissuto nel silenzio, in solitudine, accompagnato da un sentimento di impotenza e rassegnazione. Le donne che chiedono aiuto ai centri antiviolenza, spesso lo fanno con l'obiettivo di affrancarsi dal marito/compagno maltrattante attraverso la separazione, ed è per questa ragione che le prime richieste di aiuto sono formulate come richieste d' informazioni legali rispetto ai propri diritti. La Provincia del Medio Campidano, come detto, ha attivato nel settembre 2008 con propri fondi di bilancio il centro antiviolenza provinciale. PAG.4 DI 10

5 Tenuto conto dell ambito sovra comunale del servizio, inoltre, la Provincia in sede di aggiornamento di PLUS per l anno 2008, è stata individuata come ente capofila per la redazione del progetto di potenziamento del Centro Antiviolenza. In considerazione del fatto che la Provincia ha ottenuto un finanziamento regionale di ,27 per il potenziamento del proprio Centro Antiviolenza, si ritiene utile rimodulare il progetto presentato alla RAS includendovi, con spese a carico della Provincia, anche il servizio di consulenza legale. In sintesi il progetto dell importo complessivo di ,48 risulta così finanziato: ,27 finanziamento regionale; ,82 spese a carico della Provincia (25% non finanziato dalla RAS); ,39 spese per servizio di consulenza legale a carico della Provincia. 1. OBIETTIVI GENERALI Contrastare il fenomeno della violenza e del maltrattamento subito dalle donne e dai minori; Promuovere la cultura della denuncia, abbattendo le barriere culturali che impediscono l emergere delle situazioni di violenza; Promuovere la sensibilizzazione costante della comunità attraverso campagne pubblicitarie e percorsi formativi organizzati anche in collaborazione con il terzo settore; Promuovere sistemi di rete; Promuovere, in un ottica di pari opportunità, modelli di relazione uomo donna rispettosi della dignità di ciascuno; Contribuire alla ricerca diretta e all elaborazione di dati relativi alla violenza perpetrata sui minori e sulle donne. 2. OBIETTIVI SPECIFICI Offrire uno spazio di ascolto per le donne e i minori vittime di violenza; Offrire uno spazio in cui la donna possa esprimere i propri vissuti, raccontare la propria esperienza di violenza e tracciare insieme all operatore un percorso di uscita dalla violenza che affronti aspetti pratici, organizzativi e psicologici; Attivare un servizio che svolga una funzione di filtro rispetto ai servizi territoriali e specialistici del territorio; Attivare un raccordo con i servizi socio sanitari e gli organi preposti alla tutela delle donne e dei minori; PAG.5 DI 10

6 Provvedere alla sensibilizzazione costante della comunità attraverso campagne pubblicitarie, incontri formativi territoriali, percorsi formativi organizzati anche in collaborazione con il terzo settore; Offrire informazioni sul diritto di famiglia; Offrire una consulenza e supporto legale durante l iter giuridico; Offrire supporto, orientamento, accompagnamento ai servizi preposti alla protezione e all assistenza delle persone vittime di violenza; Contrastare il fenomeno della violenza e del maltrattamento. 3. TEMPI E MODALITÀ DI ATTUAZIONE Si prevede una durata di dodici mesi del progetto ripartito nelle seguenti fasi temporali: 1) Informazione e sensibilizzazione; 2) Supporto e protezione delle vittime; 3) Interventi di sostegno, consulenza e gruppi di mutuo auto aiuto; 4) Formazione; 5) Ricerca; 6) Pubblicazione dei risultati della ricerca, anche sul sito istituzionale della Provincia del Medio Campidano INFORMAZIONE E SENSIBILIZZAZIONE In questa fase verranno attivate una serie di iniziative per far conoscere le dimensioni del fenomeno della violenza a livello locale, regionale e nazionale, nonché le attività di sostegno ed aiuto praticate alle donne nei Centri antiviolenza. Verranno inoltre individuate le sedi riservate e attivato un numero verde attivo 24 ore su 24 con relativo servizio di segreteria telefonica SUPPORTO E PROTEZIONE DELLE VITTIME Interventi di sostegno e consulenza alle vittime attraverso un attività di: SEGRETARIATO SOCIALE: Accoglienza telefonica da parte di un operatore, specializzato e con esperienza, che opererà tutti i giorni della settimana, esclusi il sabato e la domenica, per la raccolta delle richieste di aiuto rispondendo ad un apposito numero verde. Il contatto telefonico consente : - Un primo ascolto e analisi della domanda; PAG.6 DI 10

7 - La valutazione di eventuali emergenze; - La trasmissione di informazioni utili che consentano alla donna l acquisizione della consapevolezza dei propri diritti COLLOQUI INDIVIDUALIZZATI Il colloquio verrà fissato su appuntamento dall operatore dell accoglienza telefonica. Il colloquio di accoglienza diretta consente di: Avere informazioni ed indicazioni sull attività del Centro; Valutare insieme i bisogni in termini di urgenza e di priorità; Definire quale altra consulenza tecnica può essere opportuna ( legale, psicologica, sociale); Costruire un percorso di aiuto per uscire dalla situazione di disagio, maltrattamento, violenza; Supportare e orientare le vittime di violenza nell accesso ai servizi socio sanitari e/o del privato sociale, nelle strutture di accoglienza (case-rifugio) e comunque in tutti quei servizi preposti alla protezione e all assistenza delle vittime di violenza; Fornire una prima consulenza legale e supportare le vittime durante l iter burocratico GRUPPI DI MUTUO AIUTO Il gruppo di mutuo aiuto, inteso come supporto che può interrompere la logica e il perpetuarsi di dinamiche patogene, offre alle vittime di violenza la possibilità di uscire dall isolamento e dalla solitudine concorrendo a prevenire e contenere i numerosi fattori di rischio insiti nella violenza domestica ed extradomestica 3.3. FORMAZIONE Verranno progettati e gestiti corsi di formazione sul tema della violenza e della relazione di aiuto alle vittime, rivolti in modo particolare a: - Scuole; - Forze dell Ordine; - Servizi Sociali; - Operatori sociale e dell accoglienza; - Terzo settore. Inoltre verranno organizzate iniziative culturali per sensibilizzare l opinione pubblica sul tema della violenza RICERCA In questa fase verranno attivati i seguenti interventi: PAG.7 DI 10

8 - Ricerca sul fenomeno della violenza anche in collaborazione con l Osservatorio Welfare della Provincia; - Una messa in rete dei centri antiviolenza attivati nel territorio della Provincia del Medio campidano, con l associazione alla rete dei centri antiviolenza italiani PUBBLICAZIONE Pubblicazione finale di un rapporto sul fenomeno della violenza delle donne nella Provincia del Medio Campidano anche sul sito istituzionale della Provincia del Medio Campidano. 4. DESTINATARI E SOGGETTI COINVOLTI 4.1. DESTINATARI Il servizio è rivolto a tutte le donne che subiscono violenza fisica, sessuale, psicologica, costrizione economica, e che sono minacciate o esposte a maltrattamenti all interno o all esterno dell ambito familiare e ai minori vittime di violenza SOGGETTI COINVOLTI - Provincia del Medio Campidano; - Comuni del Distretto di Sanluri; - Comuni del distretto di Guspini; - Asl n. 6; - Forze dell ordine; - Scuole. 5. RISORSE UMANE, STRUTTURALI E FINANZIARIE 5.1. RISORSE UMANE L equipe professionale dei centri è composta dalle seguenti figure professionali: n. 2 psicologi clinici con competenza specifica nelle tecniche di relazione d aiuto ed esperienza documentata di almeno 12 mesi maturata preferibilmente in servizi attinenti alle problematiche dell abuso e del maltrattamento; n. 2 assistenti sociali; n. 1 avvocato con particolare esperienza in diritto di famiglia maturata preferibilmente in servizi attinenti alle problematiche dell abuso e del maltrattamento. PAG.8 DI 10

9 I professionisti su elencati dovranno essere di sesso femminile e in possesso degli specifici titoli di studio ed iscrizioni ai relativi albi. Detti professionisti dovranno garantire un attività minima di front office, come di seguito specificato: - 3 giorni la settimana per distretto da parte degli Psicologi; - 2 giorni la settimana per distretto da parte dell assistente sociale; - 1 giorno la settimana per distretto da parte del consulente legale. 6. RISORSE STRUTTURALI I Comuni metteranno a disposizione sedi riservate ed attrezzate. 7. RISORSE FINANZIARIE Spese per il personale: OPERATORI ORE PAGA ORARIA TOTALE N. 2 psicoterapeuti (uno per distretto , ,00 per circa 25 ore settimanali) N. 2 assistenti sociali (uno per distretto , ,00 per circa 10 ore settimanali) N. 1 avvocato (1 gg la sett. per , ,00 distretto) Totale complessivo ,00 Spese generali: SPESE GENERALI COSTO Spese di Gestione: Spese di manutenzione ordinaria: (pulizie, spese elettriche ecc sono a carico dei comuni che mettono a disposizione la sede) Spese d indizione gara (a carico della Provincia del Medio Campidano, 2.100,48 Attivazione e gestione numero verde ,00 Documentazione e monitoraggio: Spese per ricerche Spese per seminari e conferenze Spese per pubblicazioni e diffusione dei risultati Spese per attività di sensibilizzazione ,00 Totale ,48 Totale complessivo: FINANZIAMENTO REGIONALE SPESE A CARICO DELLA PROVINCIA (25% non finanziate dalla ras) SPESE A CARICO DELLA PROVINCIA PERSERVIZIO DI CONSULENZA LEGALE E D APPALTO TOTALE PAG.9 DI 10

10 , , , ,48 PAG.10 DI 10

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