Visto l'articolo 2 dello "Statuto d'autonomia della Lombardia" approvato con L.R. statutaria 30 agosto 2008, n. 1;

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1 Deliberazione Giunta Regionale 8 maggio 2014 n. 10/1766 Determinazioni in ordine al recepimento delle intese tra il Governo, le Regioni, le Province autonome di Trento e Bolzano e le autonomie locali del 2 febbraio 2012 n. 24/CU e del 19 aprile 2012 n. 48/CU in merito al riparto della quota del fondo per le politiche della famiglia da destinare al finanziamento di servizi ed interventi a favore delle famiglie. (Lombardia, BUR 15 maggio 2014, n. 20) LA GIUNTA REGIONALE Visto l'articolo 2 dello "Statuto d'autonomia della Lombardia" approvato con L.R. statutaria 30 agosto 2008, n. 1; Viste le seguenti leggi regionali: - 6 dicembre 1999, n. 23 "Politiche regionali per la famiglia"; - 14 dicembre 2004, n. 34 "Politiche regionali per i minori"; - 12 marzo 2008 n. 3 "Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario"; Visto il "Piano Socio Sanitario Regionale " approvato con Delib.C.R. n. IX/88 del 17 novembre 2010; Richiamata la Delib.C.R. 9 luglio 2013, n. 78 "Programma Regionale di Sviluppo della X Legislatura" (PRS) - capitolo "Diritti sociali, politiche sociali e famiglia" - in cui si prevede di: - proseguire col riordino del welfare regionale, conciliando il nuovo sistema dei bisogni con la programmazione e l'organizzazione di risposte appropriate; - promuovere una rete di unità di offerta qualificata; - rafforzare gli interventi e i servizi per l'infanzia; - potenziare gli interventi domiciliari a favore delle persone anziane e delle persone con disabilità; - razionalizzare la distribuzione delle risorse regionali, nazionali e comunitarie; Richiamati inoltre i seguenti provvedimenti regionali: - Delib.G.R. 14 maggio 2013, n. 116 "Determinazioni in ordine all'istituzione del fondo regionale a sostegno della famiglia e dei suoi componenti fragili: atto d'indirizzo" che prevede di tutelare il benessere di tutti i componenti della famiglia, agevolando e sostenendo armoniose relazioni familiari, pur in presenza di problematiche complesse, derivanti da situazioni di fragilità; - Delib.G.R. 27 giugno 2013, n. 326 "Determinazioni in ordine alla ripartizione delle risorse del Fondo Sociale Regionale 2013" che ha previsto, quale declinazione attuativa del principio di integrazione tra i diversi livelli istituzionali nei processi di analisi e di risposta al bisogno evitando duplicazioni e frammentazione nell'utilizzo delle risorse e nell'erogazione degli interventi, e contestualmente garantendo appropriatezza nella risposta, la costituzione di una specifica cabina di regia integrata tra ASL e Comuni;

2 Visto l'art. 1, commi 1250, 1251 e 1254, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e successive modifiche e integrazioni, concernente la disciplina del Fondo per le politiche della famiglia; Visto in particolare l'art. 1 comma 1252 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e successive modifiche e integrazioni, dove si stabilisce che il Fondo per le politiche della famiglia è ripartito d'intesa con la Conferenza Unificata; Richiamate le seguenti Intese sancite in Conferenza Unificata: - il 20 settembre 2007, in materia di interventi, iniziative ed azioni finalizzate alla realizzazione delle misure di cui ai commi 1250 ed alle lettere b) e c) del comma 1251 dell'art. 1 della legge n. 296 del 2006; - il 26 settembre 2007, in materia di servizi educativi per la prima infanzia ai sensi del comma 1259 del predetto articolo 1; - il 14 febbraio 2008, per l'attuazione dei commi 630, 1250, 1251 e 1259 del sopra richiamato articolo 1 della legge n. 296 del 2006; - il 29 aprile 2010, in materia di servizi socio-educativi per la prima infanzia e di altri interventi a favore delle famiglie; Vista l'intesa sancita in sede di Conferenza Unificata in data 2 febbraio 2012 n. 24/CU in merito alla ripartizione del Fondo per le politiche della famiglia che destina alle Regioni e alle Province Autonome di Trento e Bolzano, per l'anno 2012, complessivamente 25 milioni di euro per interventi a favore della famiglia relativi ai compiti ed attività di competenza regionale e degli Enti locali; Considerato che, in sede di Conferenza Unificata, è stata approvata, nella seduta del 2 febbraio 2012, l'intesa tra il Governo, le Regioni, le Province Autonome e le Autonomie Locali, ai sensi dell'art. 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, in merito al riparto della quota del Fondo per le politiche della famiglia a favore di interventi rivolti alla famiglia, che sancisce: - art. 1: le risorse ripartite sono destinate al concorso finanziario per la realizzazione di azioni a favore della famiglia; - art. 2: le risorse sono ripartite secondo i criteri di riparto già previsti per il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali anno 2011; - art. 3: le risorse ripartite sono finalizzate al finanziamento di azioni in materia di servizi socio-educativi per la prima infanzia e di assistenza domiciliare integrata, per la componente sociale, individuate dalle Regioni in accordo con le Autonomie Locali; - art. 3: il Dipartimento per le politiche della famiglia trasferisce le risorse alle Regioni a seguito di specifica richiesta nella quale sono indicate le azioni da finanziare nel rispetto delle finalità sopra evidenziate; - art. 4: le modalità per il monitoraggio degli interventi; Dato atto che le risorse statali disponibili per la Regione Lombardia, per l'attuazione dell'intesa del 2 febbraio 2012, per effetto dell'applicazione dei criteri previsti, ammontano complessivamente a euro ,00 e verranno iscritte nel bilancio regionale 2014, sul capitolo di spesa e sul collegato capitolo di entrata successivamente all'acquisizione delle risorse statali, a seguito della presentazione del Programma di Intervento; Vista inoltre l'intesa sancita in sede di Conferenza Unificata in data 19 aprile 2012 n. 48/CU in merito alla ripartizione del Fondo per le politiche della famiglia che destina alle Regioni e alle Province Autonome di Trento e Bolzano, per l'anno 2012, complessivamente 45 milioni di euro per servizi ed interventi a favore della famiglia relativi ai compiti ed attività di competenza regionale e degli Enti locali;

3 Considerato che, in sede di Conferenza Unificata, è stata approvata, nella seduta del 19 aprile 2012, l'intesa tra il Governo, le Regioni, le Province Autonome e le Autonomie Locali, ai sensi dell'art. 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, in merito al riparto della quota del Fondo per le politiche della famiglia a favore di interventi rivolti alla famiglia che sancisce: - art. 1: le risorse ripartite sono destinate al finanziamento di servizi socio-educativi per la prima infanzia e di azioni a favore degli anziani e della famiglia. Le Regioni concorreranno ai finanziamenti secondo le rispettive disponibilità; - art. 2: le risorse sono ripartite secondo i criteri di riparto già previsti per il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali anno 2011; - art. 3: il Dipartimento per le politiche della famiglia trasferisce le risorse alle Regioni a seguito di un accordo, della durata di 24 mesi, nel quale sono indicati i servizi socio-educativi e le azioni da finanziare a favore degli anziani e della famiglia, individuate dalle Regioni in accordo con le Autonomie Locali. Le risorse ripartite sono destinate: a) sia al proseguimento dello sviluppo e al consolidamento del sistema integrato di servizi socio-educativi per la prima infanzia - anche ai fini del raggiungimento degli obiettivi di servizio di cui alla delibera del CIPE n. 82 del 3 agosto e potranno essere utilizzate per: l'attivazione di nuovi posti; sostenere i costi di gestione dei posti esistenti; migliorare l'offerta qualitativa; b) sia al perseguimento di una delle seguenti finalità a favore degli anziani e della famiglia, per la componente sociale: promozione e sostegno della persona anziana; promozione e supporto alla permanenza della persona anziana presso il proprio domicilio; partecipazione degli anziani alla società; promozione di una vita indipendente e sana; promozione del rapporto tra le generazioni attraverso la solidarietà, il dialogo e la trasmissione delle esperienze; promozione di progetti per il superamento del di vario digitale. - art. 3: l'erogazione del 60% del totale spettante a ciascuna Regione sarà effettuata a seguito della sottoscrizione dell'accordo sopra citato, mentre la restante quota di finanziamento, pari al 40%, sarà invece erogata a seguito della presentazione della relazione intermedia sull'utilizzo delle risorse, redatta non oltre i primi 12 mesi di durata dell'accordo sottoscritto; - art. 4: le modalità per il monitoraggio degli interventi; Dato atto che le risorse statali disponibili per la Regione Lombardia, per l'attuazione dell'intesa del 19 aprile 2012, per effetto dell'applicazione dei criteri previsti, ammontano complessivamente a euro ,00 e verranno iscritte nel bilancio regionale 2014, sul capitolo di spesa e sul collegato capitolo di entrata successivamente all'acquisizione delle risorse statali, a seguito della sottoscrizione dell'accordo con i ministeri competenti;

4 Visti i decreti del Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 9 maggio 2012, con i quali viene ripartito alla Regione Lombardia il finanziamento statale per l'anno 2012 pari a euro ,00 e il finanziamento statale per l'anno 2012 di euro ,00 che verranno erogati secondo le modalità stabilite dalle Intese del 2 febbraio 2012 n. 24/CU e del 19 aprile 2012 n. 48/CU; Valutata l'opportunità, offerta dalle Intese 2012 n. 24/CU e n. 48/CU, di finalizzare le risorse assegnate a Regione Lombardia al consolidamento ed allo sviluppo della rete dei servizi e degli interventi sociali a favore della famiglia, al fine di integrare le risorse statali e regionali, evitandone la frammentazione sul territorio; Ritenuto opportuno, quindi, di integrare le quote assegnate con il Fondo Sociale Regionale che, nel corso del 2014, sarà assegnato da Regione Lombardia in modo indistinto per il finanziamento delle unità di offerta sociali pubbliche e/o private rivolte alla prima infanzia, ai minori allontanati dal nucleo familiare di origine, alle persone con disabilità e agli anziani, con particolare riferimento ai seguenti servizi: - Servizi socio-educativi per la prima infanzia; - Servizi di assistenza domiciliare per le persone con disabilità; - Servizi di assistenza domiciliare per gli anziani; Valutato che la proposta di Programma di Intervento, di cui all'allegato al presente provvedimento, predisposta d'intesa con la Struttura Risorse Economico Finanziarie della D.G. Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato, risulta essere coerente con le finalità indicate nelle Intese del 2 febbraio 2012 e del 19 aprile 2012 e con la programmazione regionale; Dato atto inoltre che l'impostazione del sopra citato Programma di Intervento è stata condivisa con ANCI Lombardia che, con nota del 5 marzo 2014, ha espresso parere favorevole alla proposta; Vista altresì la nota del Dipartimento per le politiche della famiglia del 25 marzo 2014 con cui si esprime parere favorevole alla sopra richiamata proposta di Programma di Intervento di Regione Lombardia; Ritenuto pertanto di procedere all'approvazione del Programma di Intervento di cui all'allegato 1 che costituisce parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, per l'attuazione delle finalità previste all'art. 3 dell'intesa del 2 febbraio 2012 n. 24/CU e all'art. 3 dell'intesa 19 aprile 2012 n. 48/CU; Considerato che si rende necessario sottoscrivere un accordo con il Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri per l'attuazione delle iniziative previste dall'art. 3 dell'intesa del 19 aprile 2012 al fine anche del riconoscimento effettivo delle risorse; Visto lo schema di accordo definito in attuazione dell'intesa sancita in Conferenza Unificata in data 19 aprile 2012, n. 48/CU; Ritenuto di dare mandato al Direttore Generale della Direzione Generale Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato, di firmare il citato accordo tra il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Regione Lombardia ai fini dell'attuazione dell'intesa del 19 aprile 2012; Ritenuto altresì di rinviare a successivi provvedimenti la definizione delle procedure per l'attuazione delle linee programmatiche di cui all'allegato 1; Richiamate la L.R. 20/2008 e le dd.g.r. relative all'assetto Organizzativo della Giunta Regionale; Ritenuto di disporre la pubblicazione del presente atto sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia; A voti unanimi espressi nei modi e nelle forme di legge; Delibera

5 per quanto in premessa esplicitato: 1. di prendere atto dell'intesa approvata nella seduta del 2 febbraio 2012 in sede di Conferenza Unificata n. 24/CU e dell'intesa approvata nella seduta del 19 aprile 2012 n. 48/CU tra il Governo, le Regioni, le Province Autonome di Trento e Bolzano e le Autonomie Locali, in merito al riparto delle quote del Fondo per le politiche della famiglia per la realizzazione di azioni ed interventi a favore delle famiglie; 2. di approvare il Programma di Intervento di cui all'allegato 1 che costituisce parte integrante e sostanziale del presente atto, per l'attuazione delle finalità previste all'art. 3 dell'intesa del 2 febbraio 2012 n. 24/CU e delle finalità previste all'art. 3 dell'intesa del 19 aprile 2012 n. 48/CU; 3. di dare atto che le risorse statali, disponibili per la Regione Lombardia, per l'attuazione dell'intesa del 2 febbraio 2012 ammontano complessivamente a euro ,00 e verranno iscritte nel bilancio regionale 2014, sul capitolo di spesa e sul collegato capitolo di entrata successivamente all'acquisizione delle risorse statali, a seguito dell'approvazione del presente provvedimento; 4. di dare atto che le risorse statali, disponibili per la Regione Lombardia, per l'attuazione dell'intesa del 19 aprile 2012 ammontano complessivamente a euro ,00 e verranno iscritte nel bilancio regionale 2014, sul capitolo di spesa e sul collegato capitolo di entrata successivamente all'acquisizione delle risorse statali, a seguito della sottoscrizione dell'accordo con il Dipartimento per le politiche della famiglia; 5. di dare mandato al Direttore Generale della Direzione Generale Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato di inviare al Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri il presente atto, nonché di sottoscrivere i conseguenti provvedimenti necessari per l'effettivo riconoscimento delle risorse in attuazione dell'intesa del 19 aprile 2012; 6. di rinviare a successivi provvedimenti la definizione delle procedure per l'attuazione delle linee programmatiche di cui all'allegato 1, parte integrante e sostanziale del presente atto; 7. di pubblicare il presente provvedimento sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia. Allegato 1 Programma di intervento - Intese stato regioni 2012 Politiche per la Famiglia 18 febbraio 2014 Intesa tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano e le Autonomie Locali, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003 n. 131, concernente l'utilizzo di risorse da destinare al finanziamento di azioni per le politiche a favore della famiglia - sottoscritta in data 2 febbraio 2012 RISORSE ASSEGNATE Risorse complessivamente assegnate euro ,00 Risorse assegnate a Regione Lombardia euro ,00 FINALITÀ DELL'INTESA Finanziamento di azioni in materia di servizi socio-educativi per la prima infanzia e di assistenza domiciliare integrata, per la componente sociale, individuate dalle Regioni in accordo con le Autonomie Locali.

6 Intesa tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano e le Autonomie Locali, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003 n. 131, concernente l'utilizzo di risorse da destinare al finanziamento di servizi socio-educativi per la prima infanzia ed azioni a favore degli anziani e della famiglia - sottoscritta in data 19 aprile 2012 RISORSE ASSEGNATE Risorse complessivamente assegnate euro ,00 Risorse assegnate a Regione Lombardia euro ,00 FINALITÀ DELL'INTESA Le risorse ripartite sono destinate: a) sia al proseguimento dello sviluppo e al consolidamento del sistema integrato di servizi socio-educativi per la prima infanzia - anche ai fini del raggiungimento degli obiettivi di servizio di cui alla delibera del CIPE n. 82 del 3 agosto e potranno essere utilizzate per: - l'attivazione di nuovi posti; - sostenere i costi di gestione dei posti esistenti; - migliorare l'offerta qualitativa; b) sia al perseguimento di una delle seguenti finalità a favore degli anziani e della famiglia, per la componente sociale: - promozione e sostegno della persona anziana; - promozione e supporto alla permanenza della persona anziana presso il proprio domicilio; - partecipazione degli anziani alla società; - promozione di una vita indipendente e sana; - promozione del rapporto tra le generazioni attraverso la solidarietà, il dialogo e la trasmissione delle esperienze; - promozione di progetti per il superamento del divario digitale. PREMESSA Il presente Programma di Intervento si inserisce in un percorso di sviluppo e di consolidamento della rete delle unità di offerta sociali rivolte alla famiglia che Regione Lombardia sta portando avanti, con l'obiettivo di migliorare la qualità dell'offerta e renderla più flessibile alle esigenze espresse dalle famiglie che, sempre più, si trovano in difficoltà nei compiti di cura e assistenza dei propri familiari, in particolare in questo periodo contrassegnato da incertezze del mercato del lavoro e da una grave crisi economica. In tale direzione, Regione Lombardia, cogliendo l'opportunità offerta dalle Intese Famiglia 2012, intende finalizzare le risorse assegnate al consolidamento ed allo sviluppo della rete dei servizi e degli interventi sociali a favore della famiglia, al fine di integrare le risorse statali e regionali, evitandone la frammentazione sul territorio. Le risorse delle Intese Famiglia 2012 saranno integrate con il Fondo Sociale Regionale che, nel corso del 2014, sarà assegnato da Regione Lombardia in modo indistinto per il finanziamento delle unità di offerta

7 sociali pubbliche e/o private rivolte alla prima infanzia, ai minori allontanati dal nucleo familiare di origine, alle persone con disabilità e agli anziani. In particolare, le risorse dell'intesa saranno destinate a sostenere i: - Servizi socio-educativi per la prima infanzia; - Servizi di assistenza domiciliare per le persone con disabilità; - Servizi di assistenza domiciliare per gli anziani. I criteri di erogazione delle risorse, le modalità operative e gli strumenti di monitoraggio per l'attuazione delle Intese Famiglia 2012 saranno quelli adottati per il Fondo Sociale Regionale Sviluppo e consolidamento della rete dei Servizi per la Prima Infanzia in Lombardia Al 1 gennaio 2013 la popolazione residente in Lombardia con età 0-36 mesi è pari a minori e rappresenta il 2,9% della popolazione lombarda. La rete dei servizi socio-educativi per la prima infanzia è rappresentata da circa 2515 strutture, pubbliche e private, caratterizzate dalle seguenti tipologie: Tipologia Unità di Offerta Numero strutture Numero posti autorizzati Asili Nido Micro Nidi Nidi Famiglia Centri Prima Infanzia Totale Regione Lombardia Fonte: Anagrafica DG Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato - anno 2013 Per quanto riguarda le risorse destinate in questi anni all'area della prima infanzia, emerge l'esigenza di integrare le diverse fonti di finanziamento affinché si possano orientare in modo efficace e continuativo le politiche a favore delle famiglie. Si evidenziano di seguito le iniziative promosse da Regione Lombardia con assegnazioni statali e con risorse proprie: Il Piano Straordinario Nidi (euro ,00 assegnati con l'intesa Stato Regioni del 2008): risorse destinate all'acquisto, da parte del sistema pubblico, di posti nelle unità di offerta del sistema privato (Asili Nido, Micronidi, Nidi Famiglia e Centri Prima Infanzia), al fine di soddisfare le famiglie in liste di attesa createsi nelle strutture pubbliche; Intesa Famiglia 2010 (euro ,00): risorse destinate all'erogazione di voucher alle famiglie con figli 0-36 mesi frequentanti un servizio per la prima infanzia e all'erogazione di voucher alle famiglie con figli 0-13 anni frequentanti i servizi integrativi scolastici durante l'anno scolastico Il Fondo Sociale Regionale rappresenta il finanziamento che storicamente Regione Lombardia assegna ogni anno per il sostegno della rete dei servizi e degli interventi sociali a favore della famiglia, tra i quali anche i servizi socio-educativi per la prima infanzia: Asili Nido, Micronidi, Nidi Famiglia e Centri Prima Infanzia. Per l'anno 2014 sono stati stanziati sul bilancio regionale euro ,00. Nel 2013 sono stati assegnati dagli Uffici di Piano agli Enti gestori pubblici e privati, che ne hanno presentato domanda, euro ,00 pari al 19,3% del Fondo Sociale Regionale anno 2013 pari a euro ,00. Di seguito sono evidenziati i dati, rendicontati a consuntivo 2012 dagli Uffici di Piano su

8 riparto Fondo Sociale Regionale 2013, relativi ai servizi per la prima infanzia interessati dal contributo regionale. Tipologia Unità di Offerta Numero strutture pubbliche Numero strutture private TOTALE Numero strutture Numero posti Numero posti autorizzati in autorizzati in strutture strutture pubbliche private TOTALE Numero posti autorizzati Asilo Nido Micronido Nido Famiglia Centro Prima Infanzia Totale Fonte: Rendicontazione consuntivo 2012 su Fondo Sociale Regionale anno 2013 (non sono presenti i dati del Comune di Milano) La possibilità di integrare il Fondo Sociale Regionale con l'assegnazione delle Intese Famiglia 2012 rappresenta, dunque, un'opportunità per sostenere la rete dei servizi, dove Enti gestori da una parte e le famiglie, dall'altra, faticano a sostenere i costi gestionali e le rette. 2. Sviluppo e consolidamento della rete dei Servizi di Assistenza Domiciliare in Lombardia In Lombardia ci sono oltre 2 milioni di anziani con più di 65 anni, le persone con più di 75 anni sono e rappresentano il 10% della popolazione lombarda che conta di abitanti. Si può stimare che le persone anziane (maggiori di 65 anni) non autosufficienti e/o fragili siano circa I cambiamenti del contesto sociale ed economico, avvenuti in questi ultimi anni, hanno prodotto una maggiore vulnerabilità sociale, soprattutto delle famiglie al cui interno vi sono soggetti in condizione di fragilità, o per disabilità o per non autosufficienza e cronicità, o soggetti minori con problematiche familiari, tutte persone a rischio di emarginazione ed esclusione sociale. Diventa, pertanto, una priorità delle politiche regionali di welfare sostenere la rete dei servizi sociali e sociosanitari rivolti alle persone e alle famiglie con fragilità affinché possano essere date risposte adeguate e flessibili ai bisogni reali delle famiglie. La rete dei Servizi di Assistenza Domiciliare rivolti agli anziani ed alle persone con disabilità, tradizionalmente erogati dai Comuni in forma singola o associata, svolgono un ruolo centrale nel supportare la famiglia nei compiti di cura e nel favorire la permanenza a casa della persona in situazione di fragilità. Regione Lombardia, in questi anni, ha sostenuto e continua a sostenere l'assistenza domiciliare con il Fondo Sociale Regionale ed un'integrazione con le risorse assegnate dalle Intese Famiglia 2012 permetterebbe di raggiungere più persone in situazione di bisogno. Dalla rendicontazione consuntivo 2012 (2) su Fondo Sociale Regionale anno 2013, risulta che le risorse destinate dagli Ambiti Territoriali ai Servizi di Assistenza Domiciliare per gli anziani e le persone con disabilità rappresentano il 22,1% del Fondo, distribuite come segue: euro ,00 per il SAD Anziani che ha seguito complessivamente utenti euro ,00 per il SADH Disabili che ha seguito complessivamente utenti Anche per questa area di intervento, come per i servizi socio-educativi per la prima infanzia, le risorse dell'intesa Famiglia 2012 saranno erogate con gli stessi criteri e modalità di attuazione previsti per l'erogazione del Fondo Sociale Regionale Cofinanziamento Regione Lombardia

9 Come richiesto dall'intesa Famiglia sottoscritta il 19 aprile 2012, Regione Lombardia garantisce un cofinanziamento per l'attuazione delle seguenti azioni: Azione 1 Sviluppo e consolidamento del sistema integrato di servizi socio-educativi per la prima infanzia; Azione 2 Promozione e supporto alla permanenza della persona anziana presso il proprio domicilio. Il cofinanziamento sarà garantito nell'ambito delle risorse che ogni Ambito Territoriale destinerà alle due azioni con il piano di riparto dei contributi previsto per l'erogazione del Fondo Sociale Regionale stanziato sul bilancio regionale 2014, integrato con le risorse delle Intese Famiglia L'importo del cofinanziamento sarà comunicato al Dipartimento per le politiche della famiglia nella relazione intermedia, presentata secondo le modalità previste dall'articolo 4 dell'accordo, a seguito del recepimento e dell'analisi dei piani di riparto approvati dagli Ambiti Territoriali. PROGRAMMA DI INTERVENTO INTESA FAMIGLIA SOTTOSCRITTO IL 2 FEBBRAIO 2012 RISORSE ASSEGNATE euro ,00 AZIONE 1 Sviluppo e consolidamento del sistema integrato di servizi socio-educativi per la prima infanzia OBIETTIVI INTERVENTI E AZIONI MODALITÀ DI ATTUAZIONE Proseguire il processo di sviluppo e consolidamento della rete dei servizi socioeducativi per la prima infanzia pubblici e privati: Asili Nido, Micronidi, Centri per la prima infanzia e Nidi Famiglia in regolare esercizio ai sensi della normativa vigente. Migliorare l'offerta qualitativa dei servizi per la prima infanzia. Sostenere le famiglie con minori 0-36 mesi garantendo pari opportunità di accesso alla rete dei servizi, contribuendo alla riduzione delle rette e introducendo la flessibilità oraria del servizio in considerazione delle esigenze espresse dalle famiglie. Sostenere i costi gestionali dei servizi per la prima infanzia attraverso l'integrazione delle risorse regionali e delle risorse dell'intesa Stato Regioni. Assegnazione di contributi agli Enti gestori dei servizi socio-educativi per la prima infanzia pubblici e privati (Nidi, Micronidi, Nidi Famiglia, Centri per la Prima Infanzia) tramite le Aziende Sanitarie Locali e gli Uffici di Piano degli Ambiti Territoriali secondo i criteri stabiliti per l'erogazione del Fondo Sociale Regionale. Gli Uffici di Piano: Definiscono in accordo con l'azienda Sanitaria Locale e con deliberazione dell'assemblea distrettuale dei Sindaci - contestualmente all'approvazione del piano di riparto delle risorse del Fondo Sociale Regionale relativo all'esercizio finanziario anche i criteri di utilizzo delle risorse dell'intesa Stato Regioni nel rispetto delle finalità sopra descritte. Informano gli Enti gestori e ricevono le domande di contributo; Esaminano le richieste di contributo

10 RISORSE FINANZIARIE MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE ED EROGAZIONE DELLE RISORSE DEBITO INFORMATIVO pervenutee procedono all'assegnazione ed all'erogazione dei finanziamenti derivanti dall'applicazione dei criteri determinati dall'assemblea. Le Aziende Sanitarie Locali hanno il compito di validare il piano di assegnazione dei contributi e del debito informativo, seguendo le stesse modalità utilizzate per l'erogazione del Fondo Sociale Regionale euro ,00 (60% dell'assegnazione) Le risorse saranno ripartite agli Ambiti Territoriali per quota capitaria, calcolata sulla popolazione residente con età 0-36 mesi Le risorse saranno assegnate alle Aziende Sanitarie Locali che erogheranno agli Ambiti Territoriali la quota prevista da Regione, su presentazione di apposite schede già in uso per l'erogazione del Fondo Sociale Regionale L'erogazione agli Ambiti seguirà le seguenti modalità: L'80% dell'assegnazione spettante al ricevimento delle quote ripartite dalla Regione; Il 20% a saldo a seguito di presentazione del piano di assegnazione dei contributi che evidenzi l'utilizzo di questa assegnazione Il debito informativo è costituito dalle schede analitiche e di sintesi riferite ai servizi socioeducativi per la prima infanzia ammessi al contributo e dal piano di assegnazione dei contributi, strumenti già in uso per l'erogazione del Fondo Sociale Regionale, che l'ufficio di Piano trasmette all'azienda Sanitaria Locale territorialmente competente AZIONE 2 Promozione e supporto alla permanenza della persona in condizione di non autosufficienza presso il proprio domicilio OBIETTIVI INTERVENTI E AZIONI MODALITÀ DI ATTUAZIONE Proseguire il processo di sviluppo e consolidamento della rete dei Servizi di Assistenza Domiciliare per le persone che si trovano in condizione di non autosufficienza: SAD e SADH. Migliorare l'offerta qualitativa del Servizio di Assistenza Domiciliare anche in termini di flessibilità ed estensione oraria del servizio nelle fasce tradizionalmente non coperte (orari serali, sabati e festivi) Favorire l'autonomia e la permanenza a domicilio delle persone in condizione di non autosufficienza, sollevando la famiglia per un congruo numero di ore dai compiti di assistenza e cura Favorire la reale integrazione dei servizi sociali e socio-sanitari per l'assistenza domiciliare, attraverso l'integrazione delle risorse. Sostenere i costi gestionali dei Servizi di Assistenza Domiciliare SAD e SADH attraverso l'integrazione delle risorse regionali e delle risorse dell'intesa Stato Regioni. Assegnazione di contributi agli Enti gestori dei servizi di Assistenza Domiciliare SAD e SADH tramite le Aziende Sanitarie Locali e gli Uffici di Piano degli Ambiti Territoriali secondo i criteri stabiliti per l'erogazione del Fondo Sociale Regionale. Gli Uffici di Piano: Definiscono in accordo con l'azienda Sanitaria Locale e con

11 RISORSE FINANZIARIE MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE ED EROGAZIONE DELLE RISORSE DEBITO INFORMATIVO deliberazione dell'assemblea distrettuale dei Sindaci contestualmente all'approvazione del piano di riparto delle risorse del Fondo Sociale Regionale relativo all'esercizio finanziario anche i criteri di utilizzo delle risorse dell'intesa Stato Regioni nel rispetto delle finalità sopra descritte Informano gli Enti gestori e ricevono le domande di contributo; Esaminano le richieste di contributo pervenute e procedono all'assegnazione ed all'erogazione dei finanziamenti derivanti dall'applicazione dei criteri determinati dall'assemblea. Le Aziende Sanitarie Locali hanno il compito di validare il piano di assegnazione dei contributi e del debito informativo, seguendo le stesse modalità utilizzate per l'erogazione del Fondo Sociale Regionale euro ,00 (40% dell'assegnazione) Le risorse saranno ripartite agli Ambiti Territoriali per quota capitaria, calcolata sulla popolazione residente di età pari o superiore a 75 anni. Le risorse saranno assegnate alle Aziende Sanitarie Locali che erogheranno agli Ambiti Territoriali la quota prevista da Regione, su presentazione di apposite schede già in uso per l'erogazione del Fondo Sociale Regionale. L'erogazione agli Ambiti seguirà le seguenti modalità: L'80% dell'assegnazione spettante al ricevimento delle quote ripartite dalla Regione; Il 20% a saldo a seguito di presentazione del piano di assegnazione dei contributi che evidenzi l'utilizzo di questa assegnazione Il debito informativo è costituito dalle schede relative ai Servizi di Assistenza Domiciliare SAD e SADH ammessi al contributo e dal piano di assegnazione dei contributi, strumenti già in uso per l'erogazione del Fondo Sociale Regionale, che l'ufficio di Piano trasmette all'azienda Sanitaria Locale territorialmente competente. PROGRAMMA DI INTERVENTO INTESA FAMIGLIA SOTTOSCRITTA IL 19 APRILE 2012 RISORSE ASSEGNATE euro ,00 AZIONE 1 Sviluppo e consolidamento del sistema integrato di servizi socio-educativi per la prima infanzia OBIETTIVI INTERVENTI E AZIONI Proseguire il processo di sviluppo e consolidamento della rete dei servizi socio-educativi per la prima infanzia pubblici e privati: Asili Nido, Micronidi, Centri per la prima infanzia e Nidi Famiglia in regolare esercizio ai sensi della normativa vigente. Migliorare l'offerta qualitativa dei servizi per la prima infanzia. Sostenere le famiglie con minori 0-36 mesi garantendo pari opportunità di accesso alla rete dei servizi, contribuendo alla riduzione delle rette e introducendo la flessibilità oraria del servizio in considerazione delle esigenze espresse dalle famiglie. Sostenere i costi gestionali dei servizi per la prima infanzia attraverso l'integrazione delle risorse regionali e delle risorse dell'intesa Stato Regioni. Assegnazione di contributi agli Enti gestori dei servizi socioeducativi per la prima infanzia pubblici e privati (Nidi, Micronidi, Nidi Famiglia, Centri per la Prima Infanzia) tramite le Aziende Sanitarie Locali e gli Uffici di Piano degli Ambiti Territoriali

12 MODALITÀ DI ATTUAZIONE RISORSE FINANZIARIE COFINANZIAMENTO REGIONALE MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE ED EROGAZIONE DELLE RISORSE DEBITO INFORMATIVO secondo i criteri stabiliti per l'erogazione del Fondo Sociale Regionale. Gli Uffici di Piano: Definiscono in accordo con l'azienda Sanitaria Locale e con deliberazione dell'assemblea distrettuale dei Sindaci - contestualmente all'approvazione del piano di riparto delle risorse del Fondo Sociale Regionale relativo all'esercizio finanziario anche i criteri di utilizzo delle risorse dell'intesa Stato Regioni nel rispetto delle finalità sopra descritte Informano gli Enti gestori e ricevono le domande di contributo; Esaminano le richieste di contributo pervenute e procedono all'assegnazione ed all'erogazione dei finanziamenti derivanti dall'applicazione dei criteri determinati dall'assemblea. Le Aziende Sanitarie Locali hanno il compito di validare il piano di assegnazione dei contributi e del debito informativo, seguendo le stesse modalità utilizzate per l'erogazione del Fondo Sociale Regionale. euro ,00 (60% dell'assegnazione) L'importo del cofinanziamento sarà comunicato al Dipartimento per le politiche della famiglia nella relazione intermedia, presentata secondo le modalità previste dall'articolo 4 dell'accordo, a seguito del recepimento dei piani di riparto approvati dagli Ambiti Territoriali Le risorse saranno ripartite agli Ambiti Territoriali per quota capitaria, calcolata sulla popolazione residente con età 0-36 mesi. Le risorse saranno assegnate alle Aziende Sanitarie Locali che erogheranno agli Ambiti Territoriali la quota prevista da Regione, su presentazione di apposite schede già in uso per l'erogazione del Fondo Sociale Regionale. L'erogazione agli Ambiti seguirà le seguenti modalità: Il 60% dell'assegnazione spettante al ricevimento delle quote ripartite dalla Regione; Il 40% a saldo a seguito di presentazione del piano di assegnazione dei contributi che evidenzi l'utilizzo di questa assegnazione. Il debito informativo è costituito dalle schede analitiche e di sintesi riferite ai servizi socio-educativi per la prima infanzia ammessi al contributo e dal piano di assegnazione dei contributi, strumenti già in uso per l'erogazione del Fondo Sociale Regionale, che l'ufficio di Piano trasmette all'azienda Sanitaria Locale territorialmente competente. AZIONE 2 Promozione e supporto alla permanenza della persona anziana presso il proprio domicilio OBIETTIVI INTERVENTI E AZIONI Proseguire il processo di sviluppo e consolidamento della rete dei Servizi di Assistenza Domiciliare per le persone anziane. Migliorare l'offerta qualitativa del Servizio di Assistenza Domiciliare anche in termini di flessibilità ed estensione oraria del servizio nelle fasce tradizionalmente non coperte (orari serali, sabati e festivi). Favorire l'autonomia e la permanenza a domicilio delle persone in condizione di non autosufficienza, sollevando la famiglia per un congruo numero di ore dai compiti di assistenza e cura. Sostenere i costi gestionali dei Servizi di Assistenza Domiciliare per le persone anziane attraverso l'integrazione delle risorse regionali e delle risorse dell'intesa Stato Regioni. Assegnazione di contributi agli Enti gestori dei servizi di

13 MODALITÀ DI ATTUAZIONE RISORSE FINANZIARIE COFINANZIAMENTO REGIONALE MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE ED EROGAZIONE DELLE RISORSE DEBITO INFORMATIVO Assistenza Domiciliare tramite le Aziende Sanitarie Locali e gli Uffici di Piano degli Ambiti Territoriali secondo i criteri stabiliti per l'erogazione del Fondo Sociale Regionale. Gli Uffici di Piano: Definiscono in accordo con l'azienda Sanitaria Locale e con deliberazione dell'assemblea distrettuale dei Sindaci - contestualmente all'approvazione del piano di riparto delle risorse del Fondo Sociale Regionale relativo all'esercizio finanziario anche i criteri di utilizzo delle risorse dell'intesa Stato Regioni nel rispetto delle finalità sopra descritte Informano gli Enti gestori e ricevono le domande di contributo; Esaminano le richieste di contributo pervenute e procedono all'assegnazione ed all'erogazione dei finanziamenti derivanti dall'applicazione dei criteri determinati dall'assemblea. Le Aziende Sanitarie Locali hanno il compito di validare il piano di assegnazione dei contributi e del debito informativo, seguendo le stesse modalità utilizzate per l'erogazione del Fondo Sociale Regionale. euro ,00 (40% dell'assegnazione) L'importo del cofinanziamento sarà comunicato al Dipartimento per le politiche della famiglia nella relazione intermedia, presentata secondo le modalità previste dall'articolo 4 dell'accordo, a seguito del recepimento dei piani di riparto approvati dagli Ambiti Territoriali. Le risorse saranno ripartite agli ambiti Territoriali per quota capitaria, calcolata sulla popolazione residente di età pari o superiore a 75 anni. Le risorse saranno assegnate alle Aziende Sanitarie Locali che erogheranno agli Ambiti Territoriali la quota prevista da Regione, su presentazione di apposite schede già in uso per l'erogazione del Fondo Sociale Regionale. L'erogazione agli Ambiti seguirà le seguenti modalità: Il 60% dell'assegnazione spettante al ricevimento delle quote ripartite dalla Regione; Il 40% a saldo a seguito di presentazione del piano di assegnazione dei contributi che evidenzi l'utilizzo di questa assegnazione. Il debito informativo è costituito dalle schede relative ai Servizi di Assistenza Domiciliare ammessi al contributo e dal piano di assegnazione dei contributi, strumenti già in uso per l'erogazione del Fondo Sociale Regionale, che l'ufficio di Piano trasmette all'azienda Sanitaria Locale territorialmente competente. (2) Non sono compresi i dati del Comune di Milano

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