Visto l'articolo 2 dello "Statuto d'autonomia della Lombardia" approvato con L.R. statutaria 30 agosto 2008, n. 1;

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Visto l'articolo 2 dello "Statuto d'autonomia della Lombardia" approvato con L.R. statutaria 30 agosto 2008, n. 1;"

Transcript

1 Deliberazione Giunta Regionale 8 maggio 2014 n. 10/1766 Determinazioni in ordine al recepimento delle intese tra il Governo, le Regioni, le Province autonome di Trento e Bolzano e le autonomie locali del 2 febbraio 2012 n. 24/CU e del 19 aprile 2012 n. 48/CU in merito al riparto della quota del fondo per le politiche della famiglia da destinare al finanziamento di servizi ed interventi a favore delle famiglie. (Lombardia, BUR 15 maggio 2014, n. 20) LA GIUNTA REGIONALE Visto l'articolo 2 dello "Statuto d'autonomia della Lombardia" approvato con L.R. statutaria 30 agosto 2008, n. 1; Viste le seguenti leggi regionali: - 6 dicembre 1999, n. 23 "Politiche regionali per la famiglia"; - 14 dicembre 2004, n. 34 "Politiche regionali per i minori"; - 12 marzo 2008 n. 3 "Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario"; Visto il "Piano Socio Sanitario Regionale " approvato con Delib.C.R. n. IX/88 del 17 novembre 2010; Richiamata la Delib.C.R. 9 luglio 2013, n. 78 "Programma Regionale di Sviluppo della X Legislatura" (PRS) - capitolo "Diritti sociali, politiche sociali e famiglia" - in cui si prevede di: - proseguire col riordino del welfare regionale, conciliando il nuovo sistema dei bisogni con la programmazione e l'organizzazione di risposte appropriate; - promuovere una rete di unità di offerta qualificata; - rafforzare gli interventi e i servizi per l'infanzia; - potenziare gli interventi domiciliari a favore delle persone anziane e delle persone con disabilità; - razionalizzare la distribuzione delle risorse regionali, nazionali e comunitarie; Richiamati inoltre i seguenti provvedimenti regionali: - Delib.G.R. 14 maggio 2013, n. 116 "Determinazioni in ordine all'istituzione del fondo regionale a sostegno della famiglia e dei suoi componenti fragili: atto d'indirizzo" che prevede di tutelare il benessere di tutti i componenti della famiglia, agevolando e sostenendo armoniose relazioni familiari, pur in presenza di problematiche complesse, derivanti da situazioni di fragilità; - Delib.G.R. 27 giugno 2013, n. 326 "Determinazioni in ordine alla ripartizione delle risorse del Fondo Sociale Regionale 2013" che ha previsto, quale declinazione attuativa del principio di integrazione tra i diversi livelli istituzionali nei processi di analisi e di risposta al bisogno evitando duplicazioni e frammentazione nell'utilizzo delle risorse e nell'erogazione degli interventi, e contestualmente garantendo appropriatezza nella risposta, la costituzione di una specifica cabina di regia integrata tra ASL e Comuni;

2 Visto l'art. 1, commi 1250, 1251 e 1254, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e successive modifiche e integrazioni, concernente la disciplina del Fondo per le politiche della famiglia; Visto in particolare l'art. 1 comma 1252 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e successive modifiche e integrazioni, dove si stabilisce che il Fondo per le politiche della famiglia è ripartito d'intesa con la Conferenza Unificata; Richiamate le seguenti Intese sancite in Conferenza Unificata: - il 20 settembre 2007, in materia di interventi, iniziative ed azioni finalizzate alla realizzazione delle misure di cui ai commi 1250 ed alle lettere b) e c) del comma 1251 dell'art. 1 della legge n. 296 del 2006; - il 26 settembre 2007, in materia di servizi educativi per la prima infanzia ai sensi del comma 1259 del predetto articolo 1; - il 14 febbraio 2008, per l'attuazione dei commi 630, 1250, 1251 e 1259 del sopra richiamato articolo 1 della legge n. 296 del 2006; - il 29 aprile 2010, in materia di servizi socio-educativi per la prima infanzia e di altri interventi a favore delle famiglie; Vista l'intesa sancita in sede di Conferenza Unificata in data 2 febbraio 2012 n. 24/CU in merito alla ripartizione del Fondo per le politiche della famiglia che destina alle Regioni e alle Province Autonome di Trento e Bolzano, per l'anno 2012, complessivamente 25 milioni di euro per interventi a favore della famiglia relativi ai compiti ed attività di competenza regionale e degli Enti locali; Considerato che, in sede di Conferenza Unificata, è stata approvata, nella seduta del 2 febbraio 2012, l'intesa tra il Governo, le Regioni, le Province Autonome e le Autonomie Locali, ai sensi dell'art. 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, in merito al riparto della quota del Fondo per le politiche della famiglia a favore di interventi rivolti alla famiglia, che sancisce: - art. 1: le risorse ripartite sono destinate al concorso finanziario per la realizzazione di azioni a favore della famiglia; - art. 2: le risorse sono ripartite secondo i criteri di riparto già previsti per il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali anno 2011; - art. 3: le risorse ripartite sono finalizzate al finanziamento di azioni in materia di servizi socio-educativi per la prima infanzia e di assistenza domiciliare integrata, per la componente sociale, individuate dalle Regioni in accordo con le Autonomie Locali; - art. 3: il Dipartimento per le politiche della famiglia trasferisce le risorse alle Regioni a seguito di specifica richiesta nella quale sono indicate le azioni da finanziare nel rispetto delle finalità sopra evidenziate; - art. 4: le modalità per il monitoraggio degli interventi; Dato atto che le risorse statali disponibili per la Regione Lombardia, per l'attuazione dell'intesa del 2 febbraio 2012, per effetto dell'applicazione dei criteri previsti, ammontano complessivamente a euro ,00 e verranno iscritte nel bilancio regionale 2014, sul capitolo di spesa e sul collegato capitolo di entrata successivamente all'acquisizione delle risorse statali, a seguito della presentazione del Programma di Intervento; Vista inoltre l'intesa sancita in sede di Conferenza Unificata in data 19 aprile 2012 n. 48/CU in merito alla ripartizione del Fondo per le politiche della famiglia che destina alle Regioni e alle Province Autonome di Trento e Bolzano, per l'anno 2012, complessivamente 45 milioni di euro per servizi ed interventi a favore della famiglia relativi ai compiti ed attività di competenza regionale e degli Enti locali;

3 Considerato che, in sede di Conferenza Unificata, è stata approvata, nella seduta del 19 aprile 2012, l'intesa tra il Governo, le Regioni, le Province Autonome e le Autonomie Locali, ai sensi dell'art. 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, in merito al riparto della quota del Fondo per le politiche della famiglia a favore di interventi rivolti alla famiglia che sancisce: - art. 1: le risorse ripartite sono destinate al finanziamento di servizi socio-educativi per la prima infanzia e di azioni a favore degli anziani e della famiglia. Le Regioni concorreranno ai finanziamenti secondo le rispettive disponibilità; - art. 2: le risorse sono ripartite secondo i criteri di riparto già previsti per il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali anno 2011; - art. 3: il Dipartimento per le politiche della famiglia trasferisce le risorse alle Regioni a seguito di un accordo, della durata di 24 mesi, nel quale sono indicati i servizi socio-educativi e le azioni da finanziare a favore degli anziani e della famiglia, individuate dalle Regioni in accordo con le Autonomie Locali. Le risorse ripartite sono destinate: a) sia al proseguimento dello sviluppo e al consolidamento del sistema integrato di servizi socio-educativi per la prima infanzia - anche ai fini del raggiungimento degli obiettivi di servizio di cui alla delibera del CIPE n. 82 del 3 agosto e potranno essere utilizzate per: l'attivazione di nuovi posti; sostenere i costi di gestione dei posti esistenti; migliorare l'offerta qualitativa; b) sia al perseguimento di una delle seguenti finalità a favore degli anziani e della famiglia, per la componente sociale: promozione e sostegno della persona anziana; promozione e supporto alla permanenza della persona anziana presso il proprio domicilio; partecipazione degli anziani alla società; promozione di una vita indipendente e sana; promozione del rapporto tra le generazioni attraverso la solidarietà, il dialogo e la trasmissione delle esperienze; promozione di progetti per il superamento del di vario digitale. - art. 3: l'erogazione del 60% del totale spettante a ciascuna Regione sarà effettuata a seguito della sottoscrizione dell'accordo sopra citato, mentre la restante quota di finanziamento, pari al 40%, sarà invece erogata a seguito della presentazione della relazione intermedia sull'utilizzo delle risorse, redatta non oltre i primi 12 mesi di durata dell'accordo sottoscritto; - art. 4: le modalità per il monitoraggio degli interventi; Dato atto che le risorse statali disponibili per la Regione Lombardia, per l'attuazione dell'intesa del 19 aprile 2012, per effetto dell'applicazione dei criteri previsti, ammontano complessivamente a euro ,00 e verranno iscritte nel bilancio regionale 2014, sul capitolo di spesa e sul collegato capitolo di entrata successivamente all'acquisizione delle risorse statali, a seguito della sottoscrizione dell'accordo con i ministeri competenti;

4 Visti i decreti del Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 9 maggio 2012, con i quali viene ripartito alla Regione Lombardia il finanziamento statale per l'anno 2012 pari a euro ,00 e il finanziamento statale per l'anno 2012 di euro ,00 che verranno erogati secondo le modalità stabilite dalle Intese del 2 febbraio 2012 n. 24/CU e del 19 aprile 2012 n. 48/CU; Valutata l'opportunità, offerta dalle Intese 2012 n. 24/CU e n. 48/CU, di finalizzare le risorse assegnate a Regione Lombardia al consolidamento ed allo sviluppo della rete dei servizi e degli interventi sociali a favore della famiglia, al fine di integrare le risorse statali e regionali, evitandone la frammentazione sul territorio; Ritenuto opportuno, quindi, di integrare le quote assegnate con il Fondo Sociale Regionale che, nel corso del 2014, sarà assegnato da Regione Lombardia in modo indistinto per il finanziamento delle unità di offerta sociali pubbliche e/o private rivolte alla prima infanzia, ai minori allontanati dal nucleo familiare di origine, alle persone con disabilità e agli anziani, con particolare riferimento ai seguenti servizi: - Servizi socio-educativi per la prima infanzia; - Servizi di assistenza domiciliare per le persone con disabilità; - Servizi di assistenza domiciliare per gli anziani; Valutato che la proposta di Programma di Intervento, di cui all'allegato al presente provvedimento, predisposta d'intesa con la Struttura Risorse Economico Finanziarie della D.G. Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato, risulta essere coerente con le finalità indicate nelle Intese del 2 febbraio 2012 e del 19 aprile 2012 e con la programmazione regionale; Dato atto inoltre che l'impostazione del sopra citato Programma di Intervento è stata condivisa con ANCI Lombardia che, con nota del 5 marzo 2014, ha espresso parere favorevole alla proposta; Vista altresì la nota del Dipartimento per le politiche della famiglia del 25 marzo 2014 con cui si esprime parere favorevole alla sopra richiamata proposta di Programma di Intervento di Regione Lombardia; Ritenuto pertanto di procedere all'approvazione del Programma di Intervento di cui all'allegato 1 che costituisce parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, per l'attuazione delle finalità previste all'art. 3 dell'intesa del 2 febbraio 2012 n. 24/CU e all'art. 3 dell'intesa 19 aprile 2012 n. 48/CU; Considerato che si rende necessario sottoscrivere un accordo con il Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri per l'attuazione delle iniziative previste dall'art. 3 dell'intesa del 19 aprile 2012 al fine anche del riconoscimento effettivo delle risorse; Visto lo schema di accordo definito in attuazione dell'intesa sancita in Conferenza Unificata in data 19 aprile 2012, n. 48/CU; Ritenuto di dare mandato al Direttore Generale della Direzione Generale Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato, di firmare il citato accordo tra il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Regione Lombardia ai fini dell'attuazione dell'intesa del 19 aprile 2012; Ritenuto altresì di rinviare a successivi provvedimenti la definizione delle procedure per l'attuazione delle linee programmatiche di cui all'allegato 1; Richiamate la L.R. 20/2008 e le dd.g.r. relative all'assetto Organizzativo della Giunta Regionale; Ritenuto di disporre la pubblicazione del presente atto sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia; A voti unanimi espressi nei modi e nelle forme di legge; Delibera

5 per quanto in premessa esplicitato: 1. di prendere atto dell'intesa approvata nella seduta del 2 febbraio 2012 in sede di Conferenza Unificata n. 24/CU e dell'intesa approvata nella seduta del 19 aprile 2012 n. 48/CU tra il Governo, le Regioni, le Province Autonome di Trento e Bolzano e le Autonomie Locali, in merito al riparto delle quote del Fondo per le politiche della famiglia per la realizzazione di azioni ed interventi a favore delle famiglie; 2. di approvare il Programma di Intervento di cui all'allegato 1 che costituisce parte integrante e sostanziale del presente atto, per l'attuazione delle finalità previste all'art. 3 dell'intesa del 2 febbraio 2012 n. 24/CU e delle finalità previste all'art. 3 dell'intesa del 19 aprile 2012 n. 48/CU; 3. di dare atto che le risorse statali, disponibili per la Regione Lombardia, per l'attuazione dell'intesa del 2 febbraio 2012 ammontano complessivamente a euro ,00 e verranno iscritte nel bilancio regionale 2014, sul capitolo di spesa e sul collegato capitolo di entrata successivamente all'acquisizione delle risorse statali, a seguito dell'approvazione del presente provvedimento; 4. di dare atto che le risorse statali, disponibili per la Regione Lombardia, per l'attuazione dell'intesa del 19 aprile 2012 ammontano complessivamente a euro ,00 e verranno iscritte nel bilancio regionale 2014, sul capitolo di spesa e sul collegato capitolo di entrata successivamente all'acquisizione delle risorse statali, a seguito della sottoscrizione dell'accordo con il Dipartimento per le politiche della famiglia; 5. di dare mandato al Direttore Generale della Direzione Generale Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato di inviare al Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri il presente atto, nonché di sottoscrivere i conseguenti provvedimenti necessari per l'effettivo riconoscimento delle risorse in attuazione dell'intesa del 19 aprile 2012; 6. di rinviare a successivi provvedimenti la definizione delle procedure per l'attuazione delle linee programmatiche di cui all'allegato 1, parte integrante e sostanziale del presente atto; 7. di pubblicare il presente provvedimento sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia. Allegato 1 Programma di intervento - Intese stato regioni 2012 Politiche per la Famiglia 18 febbraio 2014 Intesa tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano e le Autonomie Locali, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003 n. 131, concernente l'utilizzo di risorse da destinare al finanziamento di azioni per le politiche a favore della famiglia - sottoscritta in data 2 febbraio 2012 RISORSE ASSEGNATE Risorse complessivamente assegnate euro ,00 Risorse assegnate a Regione Lombardia euro ,00 FINALITÀ DELL'INTESA Finanziamento di azioni in materia di servizi socio-educativi per la prima infanzia e di assistenza domiciliare integrata, per la componente sociale, individuate dalle Regioni in accordo con le Autonomie Locali.

6 Intesa tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano e le Autonomie Locali, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003 n. 131, concernente l'utilizzo di risorse da destinare al finanziamento di servizi socio-educativi per la prima infanzia ed azioni a favore degli anziani e della famiglia - sottoscritta in data 19 aprile 2012 RISORSE ASSEGNATE Risorse complessivamente assegnate euro ,00 Risorse assegnate a Regione Lombardia euro ,00 FINALITÀ DELL'INTESA Le risorse ripartite sono destinate: a) sia al proseguimento dello sviluppo e al consolidamento del sistema integrato di servizi socio-educativi per la prima infanzia - anche ai fini del raggiungimento degli obiettivi di servizio di cui alla delibera del CIPE n. 82 del 3 agosto e potranno essere utilizzate per: - l'attivazione di nuovi posti; - sostenere i costi di gestione dei posti esistenti; - migliorare l'offerta qualitativa; b) sia al perseguimento di una delle seguenti finalità a favore degli anziani e della famiglia, per la componente sociale: - promozione e sostegno della persona anziana; - promozione e supporto alla permanenza della persona anziana presso il proprio domicilio; - partecipazione degli anziani alla società; - promozione di una vita indipendente e sana; - promozione del rapporto tra le generazioni attraverso la solidarietà, il dialogo e la trasmissione delle esperienze; - promozione di progetti per il superamento del divario digitale. PREMESSA Il presente Programma di Intervento si inserisce in un percorso di sviluppo e di consolidamento della rete delle unità di offerta sociali rivolte alla famiglia che Regione Lombardia sta portando avanti, con l'obiettivo di migliorare la qualità dell'offerta e renderla più flessibile alle esigenze espresse dalle famiglie che, sempre più, si trovano in difficoltà nei compiti di cura e assistenza dei propri familiari, in particolare in questo periodo contrassegnato da incertezze del mercato del lavoro e da una grave crisi economica. In tale direzione, Regione Lombardia, cogliendo l'opportunità offerta dalle Intese Famiglia 2012, intende finalizzare le risorse assegnate al consolidamento ed allo sviluppo della rete dei servizi e degli interventi sociali a favore della famiglia, al fine di integrare le risorse statali e regionali, evitandone la frammentazione sul territorio. Le risorse delle Intese Famiglia 2012 saranno integrate con il Fondo Sociale Regionale che, nel corso del 2014, sarà assegnato da Regione Lombardia in modo indistinto per il finanziamento delle unità di offerta

7 sociali pubbliche e/o private rivolte alla prima infanzia, ai minori allontanati dal nucleo familiare di origine, alle persone con disabilità e agli anziani. In particolare, le risorse dell'intesa saranno destinate a sostenere i: - Servizi socio-educativi per la prima infanzia; - Servizi di assistenza domiciliare per le persone con disabilità; - Servizi di assistenza domiciliare per gli anziani. I criteri di erogazione delle risorse, le modalità operative e gli strumenti di monitoraggio per l'attuazione delle Intese Famiglia 2012 saranno quelli adottati per il Fondo Sociale Regionale Sviluppo e consolidamento della rete dei Servizi per la Prima Infanzia in Lombardia Al 1 gennaio 2013 la popolazione residente in Lombardia con età 0-36 mesi è pari a minori e rappresenta il 2,9% della popolazione lombarda. La rete dei servizi socio-educativi per la prima infanzia è rappresentata da circa 2515 strutture, pubbliche e private, caratterizzate dalle seguenti tipologie: Tipologia Unità di Offerta Numero strutture Numero posti autorizzati Asili Nido Micro Nidi Nidi Famiglia Centri Prima Infanzia Totale Regione Lombardia Fonte: Anagrafica DG Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato - anno 2013 Per quanto riguarda le risorse destinate in questi anni all'area della prima infanzia, emerge l'esigenza di integrare le diverse fonti di finanziamento affinché si possano orientare in modo efficace e continuativo le politiche a favore delle famiglie. Si evidenziano di seguito le iniziative promosse da Regione Lombardia con assegnazioni statali e con risorse proprie: Il Piano Straordinario Nidi (euro ,00 assegnati con l'intesa Stato Regioni del 2008): risorse destinate all'acquisto, da parte del sistema pubblico, di posti nelle unità di offerta del sistema privato (Asili Nido, Micronidi, Nidi Famiglia e Centri Prima Infanzia), al fine di soddisfare le famiglie in liste di attesa createsi nelle strutture pubbliche; Intesa Famiglia 2010 (euro ,00): risorse destinate all'erogazione di voucher alle famiglie con figli 0-36 mesi frequentanti un servizio per la prima infanzia e all'erogazione di voucher alle famiglie con figli 0-13 anni frequentanti i servizi integrativi scolastici durante l'anno scolastico Il Fondo Sociale Regionale rappresenta il finanziamento che storicamente Regione Lombardia assegna ogni anno per il sostegno della rete dei servizi e degli interventi sociali a favore della famiglia, tra i quali anche i servizi socio-educativi per la prima infanzia: Asili Nido, Micronidi, Nidi Famiglia e Centri Prima Infanzia. Per l'anno 2014 sono stati stanziati sul bilancio regionale euro ,00. Nel 2013 sono stati assegnati dagli Uffici di Piano agli Enti gestori pubblici e privati, che ne hanno presentato domanda, euro ,00 pari al 19,3% del Fondo Sociale Regionale anno 2013 pari a euro ,00. Di seguito sono evidenziati i dati, rendicontati a consuntivo 2012 dagli Uffici di Piano su

8 riparto Fondo Sociale Regionale 2013, relativi ai servizi per la prima infanzia interessati dal contributo regionale. Tipologia Unità di Offerta Numero strutture pubbliche Numero strutture private TOTALE Numero strutture Numero posti Numero posti autorizzati in autorizzati in strutture strutture pubbliche private TOTALE Numero posti autorizzati Asilo Nido Micronido Nido Famiglia Centro Prima Infanzia Totale Fonte: Rendicontazione consuntivo 2012 su Fondo Sociale Regionale anno 2013 (non sono presenti i dati del Comune di Milano) La possibilità di integrare il Fondo Sociale Regionale con l'assegnazione delle Intese Famiglia 2012 rappresenta, dunque, un'opportunità per sostenere la rete dei servizi, dove Enti gestori da una parte e le famiglie, dall'altra, faticano a sostenere i costi gestionali e le rette. 2. Sviluppo e consolidamento della rete dei Servizi di Assistenza Domiciliare in Lombardia In Lombardia ci sono oltre 2 milioni di anziani con più di 65 anni, le persone con più di 75 anni sono e rappresentano il 10% della popolazione lombarda che conta di abitanti. Si può stimare che le persone anziane (maggiori di 65 anni) non autosufficienti e/o fragili siano circa I cambiamenti del contesto sociale ed economico, avvenuti in questi ultimi anni, hanno prodotto una maggiore vulnerabilità sociale, soprattutto delle famiglie al cui interno vi sono soggetti in condizione di fragilità, o per disabilità o per non autosufficienza e cronicità, o soggetti minori con problematiche familiari, tutte persone a rischio di emarginazione ed esclusione sociale. Diventa, pertanto, una priorità delle politiche regionali di welfare sostenere la rete dei servizi sociali e sociosanitari rivolti alle persone e alle famiglie con fragilità affinché possano essere date risposte adeguate e flessibili ai bisogni reali delle famiglie. La rete dei Servizi di Assistenza Domiciliare rivolti agli anziani ed alle persone con disabilità, tradizionalmente erogati dai Comuni in forma singola o associata, svolgono un ruolo centrale nel supportare la famiglia nei compiti di cura e nel favorire la permanenza a casa della persona in situazione di fragilità. Regione Lombardia, in questi anni, ha sostenuto e continua a sostenere l'assistenza domiciliare con il Fondo Sociale Regionale ed un'integrazione con le risorse assegnate dalle Intese Famiglia 2012 permetterebbe di raggiungere più persone in situazione di bisogno. Dalla rendicontazione consuntivo 2012 (2) su Fondo Sociale Regionale anno 2013, risulta che le risorse destinate dagli Ambiti Territoriali ai Servizi di Assistenza Domiciliare per gli anziani e le persone con disabilità rappresentano il 22,1% del Fondo, distribuite come segue: euro ,00 per il SAD Anziani che ha seguito complessivamente utenti euro ,00 per il SADH Disabili che ha seguito complessivamente utenti Anche per questa area di intervento, come per i servizi socio-educativi per la prima infanzia, le risorse dell'intesa Famiglia 2012 saranno erogate con gli stessi criteri e modalità di attuazione previsti per l'erogazione del Fondo Sociale Regionale Cofinanziamento Regione Lombardia

9 Come richiesto dall'intesa Famiglia sottoscritta il 19 aprile 2012, Regione Lombardia garantisce un cofinanziamento per l'attuazione delle seguenti azioni: Azione 1 Sviluppo e consolidamento del sistema integrato di servizi socio-educativi per la prima infanzia; Azione 2 Promozione e supporto alla permanenza della persona anziana presso il proprio domicilio. Il cofinanziamento sarà garantito nell'ambito delle risorse che ogni Ambito Territoriale destinerà alle due azioni con il piano di riparto dei contributi previsto per l'erogazione del Fondo Sociale Regionale stanziato sul bilancio regionale 2014, integrato con le risorse delle Intese Famiglia L'importo del cofinanziamento sarà comunicato al Dipartimento per le politiche della famiglia nella relazione intermedia, presentata secondo le modalità previste dall'articolo 4 dell'accordo, a seguito del recepimento e dell'analisi dei piani di riparto approvati dagli Ambiti Territoriali. PROGRAMMA DI INTERVENTO INTESA FAMIGLIA SOTTOSCRITTO IL 2 FEBBRAIO 2012 RISORSE ASSEGNATE euro ,00 AZIONE 1 Sviluppo e consolidamento del sistema integrato di servizi socio-educativi per la prima infanzia OBIETTIVI INTERVENTI E AZIONI MODALITÀ DI ATTUAZIONE Proseguire il processo di sviluppo e consolidamento della rete dei servizi socioeducativi per la prima infanzia pubblici e privati: Asili Nido, Micronidi, Centri per la prima infanzia e Nidi Famiglia in regolare esercizio ai sensi della normativa vigente. Migliorare l'offerta qualitativa dei servizi per la prima infanzia. Sostenere le famiglie con minori 0-36 mesi garantendo pari opportunità di accesso alla rete dei servizi, contribuendo alla riduzione delle rette e introducendo la flessibilità oraria del servizio in considerazione delle esigenze espresse dalle famiglie. Sostenere i costi gestionali dei servizi per la prima infanzia attraverso l'integrazione delle risorse regionali e delle risorse dell'intesa Stato Regioni. Assegnazione di contributi agli Enti gestori dei servizi socio-educativi per la prima infanzia pubblici e privati (Nidi, Micronidi, Nidi Famiglia, Centri per la Prima Infanzia) tramite le Aziende Sanitarie Locali e gli Uffici di Piano degli Ambiti Territoriali secondo i criteri stabiliti per l'erogazione del Fondo Sociale Regionale. Gli Uffici di Piano: Definiscono in accordo con l'azienda Sanitaria Locale e con deliberazione dell'assemblea distrettuale dei Sindaci - contestualmente all'approvazione del piano di riparto delle risorse del Fondo Sociale Regionale relativo all'esercizio finanziario anche i criteri di utilizzo delle risorse dell'intesa Stato Regioni nel rispetto delle finalità sopra descritte. Informano gli Enti gestori e ricevono le domande di contributo; Esaminano le richieste di contributo

10 RISORSE FINANZIARIE MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE ED EROGAZIONE DELLE RISORSE DEBITO INFORMATIVO pervenutee procedono all'assegnazione ed all'erogazione dei finanziamenti derivanti dall'applicazione dei criteri determinati dall'assemblea. Le Aziende Sanitarie Locali hanno il compito di validare il piano di assegnazione dei contributi e del debito informativo, seguendo le stesse modalità utilizzate per l'erogazione del Fondo Sociale Regionale euro ,00 (60% dell'assegnazione) Le risorse saranno ripartite agli Ambiti Territoriali per quota capitaria, calcolata sulla popolazione residente con età 0-36 mesi Le risorse saranno assegnate alle Aziende Sanitarie Locali che erogheranno agli Ambiti Territoriali la quota prevista da Regione, su presentazione di apposite schede già in uso per l'erogazione del Fondo Sociale Regionale L'erogazione agli Ambiti seguirà le seguenti modalità: L'80% dell'assegnazione spettante al ricevimento delle quote ripartite dalla Regione; Il 20% a saldo a seguito di presentazione del piano di assegnazione dei contributi che evidenzi l'utilizzo di questa assegnazione Il debito informativo è costituito dalle schede analitiche e di sintesi riferite ai servizi socioeducativi per la prima infanzia ammessi al contributo e dal piano di assegnazione dei contributi, strumenti già in uso per l'erogazione del Fondo Sociale Regionale, che l'ufficio di Piano trasmette all'azienda Sanitaria Locale territorialmente competente AZIONE 2 Promozione e supporto alla permanenza della persona in condizione di non autosufficienza presso il proprio domicilio OBIETTIVI INTERVENTI E AZIONI MODALITÀ DI ATTUAZIONE Proseguire il processo di sviluppo e consolidamento della rete dei Servizi di Assistenza Domiciliare per le persone che si trovano in condizione di non autosufficienza: SAD e SADH. Migliorare l'offerta qualitativa del Servizio di Assistenza Domiciliare anche in termini di flessibilità ed estensione oraria del servizio nelle fasce tradizionalmente non coperte (orari serali, sabati e festivi) Favorire l'autonomia e la permanenza a domicilio delle persone in condizione di non autosufficienza, sollevando la famiglia per un congruo numero di ore dai compiti di assistenza e cura Favorire la reale integrazione dei servizi sociali e socio-sanitari per l'assistenza domiciliare, attraverso l'integrazione delle risorse. Sostenere i costi gestionali dei Servizi di Assistenza Domiciliare SAD e SADH attraverso l'integrazione delle risorse regionali e delle risorse dell'intesa Stato Regioni. Assegnazione di contributi agli Enti gestori dei servizi di Assistenza Domiciliare SAD e SADH tramite le Aziende Sanitarie Locali e gli Uffici di Piano degli Ambiti Territoriali secondo i criteri stabiliti per l'erogazione del Fondo Sociale Regionale. Gli Uffici di Piano: Definiscono in accordo con l'azienda Sanitaria Locale e con

11 RISORSE FINANZIARIE MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE ED EROGAZIONE DELLE RISORSE DEBITO INFORMATIVO deliberazione dell'assemblea distrettuale dei Sindaci contestualmente all'approvazione del piano di riparto delle risorse del Fondo Sociale Regionale relativo all'esercizio finanziario anche i criteri di utilizzo delle risorse dell'intesa Stato Regioni nel rispetto delle finalità sopra descritte Informano gli Enti gestori e ricevono le domande di contributo; Esaminano le richieste di contributo pervenute e procedono all'assegnazione ed all'erogazione dei finanziamenti derivanti dall'applicazione dei criteri determinati dall'assemblea. Le Aziende Sanitarie Locali hanno il compito di validare il piano di assegnazione dei contributi e del debito informativo, seguendo le stesse modalità utilizzate per l'erogazione del Fondo Sociale Regionale euro ,00 (40% dell'assegnazione) Le risorse saranno ripartite agli Ambiti Territoriali per quota capitaria, calcolata sulla popolazione residente di età pari o superiore a 75 anni. Le risorse saranno assegnate alle Aziende Sanitarie Locali che erogheranno agli Ambiti Territoriali la quota prevista da Regione, su presentazione di apposite schede già in uso per l'erogazione del Fondo Sociale Regionale. L'erogazione agli Ambiti seguirà le seguenti modalità: L'80% dell'assegnazione spettante al ricevimento delle quote ripartite dalla Regione; Il 20% a saldo a seguito di presentazione del piano di assegnazione dei contributi che evidenzi l'utilizzo di questa assegnazione Il debito informativo è costituito dalle schede relative ai Servizi di Assistenza Domiciliare SAD e SADH ammessi al contributo e dal piano di assegnazione dei contributi, strumenti già in uso per l'erogazione del Fondo Sociale Regionale, che l'ufficio di Piano trasmette all'azienda Sanitaria Locale territorialmente competente. PROGRAMMA DI INTERVENTO INTESA FAMIGLIA SOTTOSCRITTA IL 19 APRILE 2012 RISORSE ASSEGNATE euro ,00 AZIONE 1 Sviluppo e consolidamento del sistema integrato di servizi socio-educativi per la prima infanzia OBIETTIVI INTERVENTI E AZIONI Proseguire il processo di sviluppo e consolidamento della rete dei servizi socio-educativi per la prima infanzia pubblici e privati: Asili Nido, Micronidi, Centri per la prima infanzia e Nidi Famiglia in regolare esercizio ai sensi della normativa vigente. Migliorare l'offerta qualitativa dei servizi per la prima infanzia. Sostenere le famiglie con minori 0-36 mesi garantendo pari opportunità di accesso alla rete dei servizi, contribuendo alla riduzione delle rette e introducendo la flessibilità oraria del servizio in considerazione delle esigenze espresse dalle famiglie. Sostenere i costi gestionali dei servizi per la prima infanzia attraverso l'integrazione delle risorse regionali e delle risorse dell'intesa Stato Regioni. Assegnazione di contributi agli Enti gestori dei servizi socioeducativi per la prima infanzia pubblici e privati (Nidi, Micronidi, Nidi Famiglia, Centri per la Prima Infanzia) tramite le Aziende Sanitarie Locali e gli Uffici di Piano degli Ambiti Territoriali

12 MODALITÀ DI ATTUAZIONE RISORSE FINANZIARIE COFINANZIAMENTO REGIONALE MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE ED EROGAZIONE DELLE RISORSE DEBITO INFORMATIVO secondo i criteri stabiliti per l'erogazione del Fondo Sociale Regionale. Gli Uffici di Piano: Definiscono in accordo con l'azienda Sanitaria Locale e con deliberazione dell'assemblea distrettuale dei Sindaci - contestualmente all'approvazione del piano di riparto delle risorse del Fondo Sociale Regionale relativo all'esercizio finanziario anche i criteri di utilizzo delle risorse dell'intesa Stato Regioni nel rispetto delle finalità sopra descritte Informano gli Enti gestori e ricevono le domande di contributo; Esaminano le richieste di contributo pervenute e procedono all'assegnazione ed all'erogazione dei finanziamenti derivanti dall'applicazione dei criteri determinati dall'assemblea. Le Aziende Sanitarie Locali hanno il compito di validare il piano di assegnazione dei contributi e del debito informativo, seguendo le stesse modalità utilizzate per l'erogazione del Fondo Sociale Regionale. euro ,00 (60% dell'assegnazione) L'importo del cofinanziamento sarà comunicato al Dipartimento per le politiche della famiglia nella relazione intermedia, presentata secondo le modalità previste dall'articolo 4 dell'accordo, a seguito del recepimento dei piani di riparto approvati dagli Ambiti Territoriali Le risorse saranno ripartite agli Ambiti Territoriali per quota capitaria, calcolata sulla popolazione residente con età 0-36 mesi. Le risorse saranno assegnate alle Aziende Sanitarie Locali che erogheranno agli Ambiti Territoriali la quota prevista da Regione, su presentazione di apposite schede già in uso per l'erogazione del Fondo Sociale Regionale. L'erogazione agli Ambiti seguirà le seguenti modalità: Il 60% dell'assegnazione spettante al ricevimento delle quote ripartite dalla Regione; Il 40% a saldo a seguito di presentazione del piano di assegnazione dei contributi che evidenzi l'utilizzo di questa assegnazione. Il debito informativo è costituito dalle schede analitiche e di sintesi riferite ai servizi socio-educativi per la prima infanzia ammessi al contributo e dal piano di assegnazione dei contributi, strumenti già in uso per l'erogazione del Fondo Sociale Regionale, che l'ufficio di Piano trasmette all'azienda Sanitaria Locale territorialmente competente. AZIONE 2 Promozione e supporto alla permanenza della persona anziana presso il proprio domicilio OBIETTIVI INTERVENTI E AZIONI Proseguire il processo di sviluppo e consolidamento della rete dei Servizi di Assistenza Domiciliare per le persone anziane. Migliorare l'offerta qualitativa del Servizio di Assistenza Domiciliare anche in termini di flessibilità ed estensione oraria del servizio nelle fasce tradizionalmente non coperte (orari serali, sabati e festivi). Favorire l'autonomia e la permanenza a domicilio delle persone in condizione di non autosufficienza, sollevando la famiglia per un congruo numero di ore dai compiti di assistenza e cura. Sostenere i costi gestionali dei Servizi di Assistenza Domiciliare per le persone anziane attraverso l'integrazione delle risorse regionali e delle risorse dell'intesa Stato Regioni. Assegnazione di contributi agli Enti gestori dei servizi di

13 MODALITÀ DI ATTUAZIONE RISORSE FINANZIARIE COFINANZIAMENTO REGIONALE MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE ED EROGAZIONE DELLE RISORSE DEBITO INFORMATIVO Assistenza Domiciliare tramite le Aziende Sanitarie Locali e gli Uffici di Piano degli Ambiti Territoriali secondo i criteri stabiliti per l'erogazione del Fondo Sociale Regionale. Gli Uffici di Piano: Definiscono in accordo con l'azienda Sanitaria Locale e con deliberazione dell'assemblea distrettuale dei Sindaci - contestualmente all'approvazione del piano di riparto delle risorse del Fondo Sociale Regionale relativo all'esercizio finanziario anche i criteri di utilizzo delle risorse dell'intesa Stato Regioni nel rispetto delle finalità sopra descritte Informano gli Enti gestori e ricevono le domande di contributo; Esaminano le richieste di contributo pervenute e procedono all'assegnazione ed all'erogazione dei finanziamenti derivanti dall'applicazione dei criteri determinati dall'assemblea. Le Aziende Sanitarie Locali hanno il compito di validare il piano di assegnazione dei contributi e del debito informativo, seguendo le stesse modalità utilizzate per l'erogazione del Fondo Sociale Regionale. euro ,00 (40% dell'assegnazione) L'importo del cofinanziamento sarà comunicato al Dipartimento per le politiche della famiglia nella relazione intermedia, presentata secondo le modalità previste dall'articolo 4 dell'accordo, a seguito del recepimento dei piani di riparto approvati dagli Ambiti Territoriali. Le risorse saranno ripartite agli ambiti Territoriali per quota capitaria, calcolata sulla popolazione residente di età pari o superiore a 75 anni. Le risorse saranno assegnate alle Aziende Sanitarie Locali che erogheranno agli Ambiti Territoriali la quota prevista da Regione, su presentazione di apposite schede già in uso per l'erogazione del Fondo Sociale Regionale. L'erogazione agli Ambiti seguirà le seguenti modalità: Il 60% dell'assegnazione spettante al ricevimento delle quote ripartite dalla Regione; Il 40% a saldo a seguito di presentazione del piano di assegnazione dei contributi che evidenzi l'utilizzo di questa assegnazione. Il debito informativo è costituito dalle schede relative ai Servizi di Assistenza Domiciliare ammessi al contributo e dal piano di assegnazione dei contributi, strumenti già in uso per l'erogazione del Fondo Sociale Regionale, che l'ufficio di Piano trasmette all'azienda Sanitaria Locale territorialmente competente. (2) Non sono compresi i dati del Comune di Milano

Legge Regionale 23 Novembre 2006, n. 20. Istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza. (BUR N. 34 del 9 dicembre 2006)

Legge Regionale 23 Novembre 2006, n. 20. Istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza. (BUR N. 34 del 9 dicembre 2006) Legge Regionale 23 Novembre 2006, n. 20. Istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza. (BUR N. 34 del 9 dicembre 2006) Art.1 (Oggetto e finalità) 1. La Regione con la presente legge, in armonia

Dettagli

Testo non ufficiale. La sola stampa del bollettino ufficiale ha carattere legale

Testo non ufficiale. La sola stampa del bollettino ufficiale ha carattere legale 1 1 LEGGE REGIONALE 24 giugno 2002, n. 12 #LR-ER-2002-12# INTERVENTI REGIONALI PER LA COOPERAZIONE CON I PAESI IN VIA DI SVILUPPO E I PAESI IN VIA DI TRANSIZIONE, LA SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE E LA PROMOZIONE

Dettagli

LA CONFERENZA UNIFICATA

LA CONFERENZA UNIFICATA Intesa tra il Governo e le Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano e gli Enti locali sulla ripartizione del Fondo nazionale per le politiche giovanili di cui all art. 19, comma 2, del decreto legge

Dettagli

Norme varie relative al Nucleo di Valutazione e alle sue funzioni

Norme varie relative al Nucleo di Valutazione e alle sue funzioni Norme varie relative al Nucleo di Valutazione e alle sue funzioni! Statuto del Politecnico di Torino TITOLO 2 - ORGANI DI GOVERNO DEL POLITECNICO Art. 2.3 - Senato Accademico 1. Il Senato Accademico è

Dettagli

La legge sul Volontariato della Regione Lazio

La legge sul Volontariato della Regione Lazio La legge sul Volontariato della Regione Lazio Legge 29 del 1993 Art. 2 Attività ed organizzazioni di volontariato 1. Ai sensi dell'art. 2 della legge n. 266 del 1991: a) l'attività di volontariato disciplinata

Dettagli

REGIONE LIGURIA. IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA promulga la seguente legge regionale: TITOLO I NORME GENERALI

REGIONE LIGURIA. IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA promulga la seguente legge regionale: TITOLO I NORME GENERALI REGIONE LIGURIA Legge Regionale 24 maggio 2006 n. 12, Promozione del sistema integrato di servizi sociali e sociosanitari (BUR n. 8 del 31/05/2006). IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA promulga la seguente legge

Dettagli

COSA OFFRONO I SERVIZI SOCIALI DI UN COMUNE AI CITTADINI? A cura di Paola Bottazzi

COSA OFFRONO I SERVIZI SOCIALI DI UN COMUNE AI CITTADINI? A cura di Paola Bottazzi COSA OFFRONO I SERVIZI SOCIALI DI UN COMUNE AI CITTADINI? A cura di Paola Bottazzi Questo documento vuole essere una sintetica descrizione dei servizi e delle opportunità che i servizi sociali del Comune-tipo

Dettagli

DECRETO N. 1921 Del 12/03/2015

DECRETO N. 1921 Del 12/03/2015 DECRETO N. 1921 Del 12/03/2015 Identificativo Atto n. 191 DIREZIONE GENERALE ISTRUZIONE, FORMAZIONE E LAVORO Oggetto APPROVAZIONE DELL AVVISO FORMAZIONE CONTINUA COMPETITIVITA EXPO E L'atto si compone

Dettagli

(Lombardia, BUR 18 novembre 2014, n. 47) LA GIUNTA REGIONALE

(Lombardia, BUR 18 novembre 2014, n. 47) LA GIUNTA REGIONALE Deliberazione Giunta Regionale 14 novembre 2014 n. 10/2637 Determinazioni in ordine a: "Promozione e coordinamento dell'utilizzo del patrimonio mobiliare dismesso dalle strutture sanitarie e sociosanitarie

Dettagli

NORME GENERALI SULL'ORGANIZZAZIONE ED IL FUNZIONAMENTO DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE

NORME GENERALI SULL'ORGANIZZAZIONE ED IL FUNZIONAMENTO DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE 1 1 LEGGE REGIONALE 23 dicembre 2004, n. 29 #LR-ER-2004-29# NORME GENERALI SULL'ORGANIZZAZIONE ED IL FUNZIONAMENTO DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE Testo coordinato con le modifiche apportate da: L.R.

Dettagli

DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo.

DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo. DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo. Consiglio dei Ministri: 05/04/2007 Proponenti: Esteri ART. 1 (Finalità

Dettagli

Regolamento dell Ateneo per i servizi agli studenti disabili

Regolamento dell Ateneo per i servizi agli studenti disabili Regolamento dell Ateneo per i servizi agli studenti disabili TITOLO I - PRINCIPI GENERALI Art. 1 Oggetto e ambito di applicazione Art. 2 Principi normativi Art. 3 Finalità Art. 4 Destinatari degli interventi

Dettagli

Gazzetta Ufficiale N. 45 del 23 Febbraio 2006 CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO

Gazzetta Ufficiale N. 45 del 23 Febbraio 2006 CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO Gazzetta Ufficiale N. 45 del 23 Febbraio 2006 CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PROVVEDIMENTO 26 gennaio 2006 Accordo Stato, regioni

Dettagli

Visti gli articoli 1, 4, comma 4, e 6 della legge 15 marzo 1997, n. 59, come modificati dall'articolo 7 della legge 15 maggio 1997, n.

Visti gli articoli 1, 4, comma 4, e 6 della legge 15 marzo 1997, n. 59, come modificati dall'articolo 7 della legge 15 maggio 1997, n. Decreto legislativo 19 novembre 1997, n.422 Conferimento alle regioni ed agli enti locali di funzioni e compiti in materia di trasporto pubblico locale, a norma dell'articolo 4, comma 4, della legge 15

Dettagli

Codice Unico di Progetto degli Investimenti pubblici CUP

Codice Unico di Progetto degli Investimenti pubblici CUP Codice Unico di Progetto degli Investimenti pubblici CUP CHE COS E IL CUP Il CUP (CODICE UNICO DI PROGETTO) è un'etichetta stabile che identifica e accompagna un progetto d'investimento pubblico, sin dalla

Dettagli

PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE Diritto all apprendimento permanente

PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE Diritto all apprendimento permanente PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE Diritto all apprendimento permanente Articolo 1 (Principi generali) 1. Ogni persona ha diritto all apprendimento permanente. 2. Per apprendimento permanente si

Dettagli

PREMESSA QUADRO NORMATIVO

PREMESSA QUADRO NORMATIVO RACCORDI TRA I PERCORSI DEGLI ISTITUTI PROFESSIONALI E I PERCORSI DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE: L ACCORDO IN SEDE DI CONFERENZA UNIFICATA DEL 16 DICEMBRE 2010 PREMESSA Il 16 dicembre scorso

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 30 OTTOBRE 2013

LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 30 OTTOBRE 2013 LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 30 OTTOBRE 2013 DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RAZIONALIZZAZIONE DELLE SOCIETA PARTECIPATE DALLA REGIONE CAMPANIA DEL POLO SVILUPPO, RICERCA E I.C.T. IL CONSIGLIO REGIONALE ha approvato

Dettagli

Ministero dell Interno

Ministero dell Interno Ministero dell Economia e delle Finanze DIPARTIMENTO DELLA RAGIONERIA GENERALE DELLO STATO di concerto con il Ministero dell Interno DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI INTERNI E TERRITORIALI VISTO il decreto

Dettagli

Legge 15 marzo 2010, n. 38. Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. (G.U. 19 marzo 2010, n.

Legge 15 marzo 2010, n. 38. Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. (G.U. 19 marzo 2010, n. Legge 15 marzo 2010, n. 38 Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore (G.U. 19 marzo 2010, n. 65) Art. 1. (Finalità) 1. La presente legge tutela il diritto del

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 20 DEL 08 AGOSTO 2014

LEGGE REGIONALE N. 20 DEL 08 AGOSTO 2014 LEGGE REGIONALE N. 20 DEL 08 AGOSTO 2014 RICONOSCIMENTO E COSTITUZIONE DEI DISTRETTI RURALI, DEI DISTRETTI AGROALIMENTARI DI QUALITÀ E DEI DISTRETTI DI FILIERA IL CONSIGLIO REGIONALE Ha approvato IL PRESIDENTE

Dettagli

Ministero dello Sviluppo Economico

Ministero dello Sviluppo Economico VISTO il Decreto Legge 12 settembre 2014, n. 133 convertito con modificazioni dalla Legge 11 novembre 2014, n. 164 recante Misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche,

Dettagli

B.U. 13 novembre 1998, n. 45, III Suppl. Straord. d.g.r. 2 novembre 1998, n. VI/39305. Adeguamento della V.I.A. Regionale alle Direttive Comunitarie

B.U. 13 novembre 1998, n. 45, III Suppl. Straord. d.g.r. 2 novembre 1998, n. VI/39305. Adeguamento della V.I.A. Regionale alle Direttive Comunitarie B.U. 13 novembre 1998, n. 45, III Suppl. Straord. d.g.r. 2 novembre 1998, n. VI/39305 Adeguamento della V.I.A. Regionale alle Direttive Comunitarie LA GIUNTA REGIONALE Premesso: che con D.P.R. 12 aprile

Dettagli

Schema di disegno di legge recante norme relative alle persone non autosufficienti, alle politiche sociali e alla famiglia

Schema di disegno di legge recante norme relative alle persone non autosufficienti, alle politiche sociali e alla famiglia Schema di disegno di legge recante norme relative alle persone non autosufficienti, alle politiche sociali e alla famiglia Art. 1 (Delega al Governo in materia di protezione sociale e cura delle persone

Dettagli

Regolamento Centri di Aggregazione Sociale/Ludoteche

Regolamento Centri di Aggregazione Sociale/Ludoteche COMUNE di ORISTANO Provincia di Oristano Assessorato ai Servizi Sociali Regolamento Centri di Aggregazione Sociale/Ludoteche Approvato con Delibera di C.C. n. 38 del 20.05.2014 1 INDICE TITOLO I DISPOSIZIONI

Dettagli

dello dei E DEI Stato Sta tale dell per CF Mini e dei cotra Via 69, per delle che , con zzetta dest 63, ), ha per 147, che dest per il euro che

dello dei E DEI Stato Sta tale dell per CF Mini e dei cotra Via 69, per delle che , con zzetta dest 63, ), ha per 147, che dest per il euro che A LLEGATO Min nistero delle Infrastrutture e dei Trasporti DIPARTIMENTO PER LE INFRASTRUTTURE, I SERVIZI INFORMATIVI E STATISTICI DIREZIONE GENERALE EDILIZIA STATALE E INTERVENTI SPECIALI CONVENZIONE TRA

Dettagli

DOCUMENTO INFORMATIVO RELATIVO AD OPERAZIONI DI MAGGIORE RILEVANZA CON PARTI CORRELATE

DOCUMENTO INFORMATIVO RELATIVO AD OPERAZIONI DI MAGGIORE RILEVANZA CON PARTI CORRELATE DOCUMENTO INFORMATIVO RELATIVO AD OPERAZIONI DI MAGGIORE RILEVANZA CON PARTI CORRELATE ai sensi dell'art. 2 e dell'art. 6 delle disposizioni AIM Italia in tema di Parti Correlate del maggio 2012, nonché

Dettagli

Regolamento per gli interventi e servizi sociali del Comune di Milano

Regolamento per gli interventi e servizi sociali del Comune di Milano Regolamento per gli interventi e servizi sociali del Comune di Milano approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 19 del 6 febbraio 2006 e rettificato con deliberazione del Consiglio Comunale

Dettagli

Il MERCATO. del LAVORO in LOMBARDIA

Il MERCATO. del LAVORO in LOMBARDIA Il MERCATO Dipartimento Mercato del Lavoro del LAVORO in LOMBARDIA Legge Regionale 22 approvata il 19 settembre 2006 dal Consiglio Regionale Lombardo ll nuovo testo è migliore rispetto al precedente su

Dettagli

in collaborazione con BANDO 2015 UN NIDO PER OGNI BAMBINO

in collaborazione con BANDO 2015 UN NIDO PER OGNI BAMBINO in collaborazione con Il contesto di riferimento BANDO 2015 UN NIDO PER OGNI BAMBINO L obiettivo fissato dall Unione Europea che si prefiggeva di raggiungere una ricettività del 33% dei nidi e in generale

Dettagli

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA E I RAPPRESENTANTI DEI GOVERNI DEGLI STATI MEMBRI, I. INTRODUZIONE

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA E I RAPPRESENTANTI DEI GOVERNI DEGLI STATI MEMBRI, I. INTRODUZIONE C 183/12 IT Gazzetta ufficiale dell'unione europea 14.6.2014 Risoluzione del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, del 21 maggio 2014, sul piano di

Dettagli

Titolo I - PRINCIPI GENERALI DELLA PIANIFICAZIONE

Titolo I - PRINCIPI GENERALI DELLA PIANIFICAZIONE 1 1 LEGGE REGIONALE 24 marzo 2000, n. 20#LR-ER-2000-20# DISCIPLINA GENERALE SULLA TUTELA E L'USO DEL TERRITORIO Testo coordinato con le modifiche apportate da: L.R. 16 novembre 2000 n. 34 L.R. 21 dicembre

Dettagli

3a Territorio e urbanistica l.r. 10/2010 1

3a Territorio e urbanistica l.r. 10/2010 1 3a Territorio e urbanistica l.r. 10/2010 1 Legge regionale 12 febbraio 2010, n. 10 Norme in materia di valutazione ambientale strategica (VAS), di valutazione di impatto ambientale (VIA) e di valutazione

Dettagli

Disegnato il percorso di riforma dell'adi per il 2012

Disegnato il percorso di riforma dell'adi per il 2012 Disegnato il percorso di riforma dell'adi per il 2012 martedì, 17 gennaio, 2012 http://www.lombardiasociale.it/2012/01/17/disegnato-il-percorso-di-riforma-delladi-per-il-2012/ L'analisi del Contesto E

Dettagli

Ministero dello Sviluppo Economico

Ministero dello Sviluppo Economico Ministero dello Sviluppo Economico DIREZIONE GENERALE PER LE POLITICHE DI INTERNAZIONALIZZAZIONE E LA PROMOZIONE DEGLI SCAMBI IL DIRETTORE GENERALE Visto l articolo 30 del Decreto Legge 12 settembre 2014,

Dettagli

COOPERATIVA LOMBARDA F.A.I. Societa Cooperativa Sociale - Onlus. Carta. dei Servizi. Famiglie Anziani Infanzia

COOPERATIVA LOMBARDA F.A.I. Societa Cooperativa Sociale - Onlus. Carta. dei Servizi. Famiglie Anziani Infanzia COOPERATIVA LOMBARDA F.A.I. Societa Cooperativa Sociale - Onlus Carta dei Servizi Famiglie Anziani Infanzia Indice di revisione n. 1 del 1/3/2014 3 INDICE CHI SIAMO IDENTITA E VALORI 4 5 COSA FACCIAMO

Dettagli

Avviso Pubblico Giovani Attivi

Avviso Pubblico Giovani Attivi All. A Avviso Pubblico Giovani Attivi P.O.R. Campania FSE 2007-2013 Asse III Obiettivo Specifico: g) Sviluppare percorsi di integrazione e migliorare il (re)inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati

Dettagli

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 8 novembre 2013

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 8 novembre 2013 DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 8 novembre 2013 Modalita' per la pubblicazione dello scadenzario contenente l'indicazione delle date di efficacia dei nuovi obblighi amministrativi introdotti,

Dettagli

REGIONE CALABRIA. n. 66 del 7 Maggio 2012

REGIONE CALABRIA. n. 66 del 7 Maggio 2012 REGIONE CALABRIA DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE (nella qualita di Commissario ad acta per l'attuazione del piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario della Regione Calabria nominato

Dettagli

Titolo I - PRINCIPI GENERALI DELLA PIANIFICAZIONE

Titolo I - PRINCIPI GENERALI DELLA PIANIFICAZIONE 1 1 LEGGE REGIONALE 24 marzo 2000, n. 20 #LR-ER-2000-20# DISCIPLINA GENERALE SULLA TUTELA E L'USO DEL TERRITORIO Testo coordinato con le modifiche apportate da: L.R. 16 novembre 2000 n. 34 L.R. 21 dicembre

Dettagli

DELIBERAZIONE N X / 825 Seduta del 25/10/2013

DELIBERAZIONE N X / 825 Seduta del 25/10/2013 DELIBERAZIONE N X / 825 Seduta del 25/10/2013 Presidente ROBERTO MARONI Assessori regionali MARIO MANTOVANI Vice Presidente VALENTINA APREA VIVIANA BECCALOSSI SIMONA BORDONALI PAOLA BULBARELLI MARIA CRISTINA

Dettagli

LEGGI REGIONALI SUL DIRITTO ALLO STUDIO

LEGGI REGIONALI SUL DIRITTO ALLO STUDIO LEGGI REGIONALI SUL DIRITTO ALLO STUDIO INDICE VENETO pag. 1 PUGLIA pag. 4 LIGURIA pag. 24 FRIULI VENEZIA GIULIA pag. 67 EMILIA ROMAGNA pag. 77 LOMBARDIA pag. 85 UMBRIA pag. 95 VALLE D AOSTA pag. 103 CAMPANIA

Dettagli

1. Anagrafica. 1. Qual è la ragione sociale della sua organizzazione? 2. In quale territorio è situata la sua organizzazione?

1. Anagrafica. 1. Qual è la ragione sociale della sua organizzazione? 2. In quale territorio è situata la sua organizzazione? 1. Anagrafica 1. Qual è la ragione sociale della sua organizzazione? Cooperativa Sociale Comune Consorzio Sociale ASL Azienda Servizi alla persona Organizzazione di volontariato Azienda Speciale Comunità

Dettagli

DECRETO n. 375 del 11/07/2014

DECRETO n. 375 del 11/07/2014 ASL di Brescia Sede Legale: viale Duca degli Abruzzi, 15 25124 Brescia Tel. 030.38381 Fax 030.3838233 - www.aslbrescia.it - informa@aslbrescia.it Posta certificata: servizioprotocollo@pec.aslbrescia.it

Dettagli

02/05/2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 35. Regione Lazio

02/05/2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 35. Regione Lazio Regione Lazio DIREZIONE SVILUPPO ECONOMICO E ATTIVITA PRODUTTIVE Atti dirigenziali di Gestione Determinazione 23 aprile 2014, n. G06045 POR FESR LAZIO 2007-2013 ASSE I - Attività I.1 "Potenziamento e messa

Dettagli

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. Promulga. Art. 1

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. Promulga. Art. 1 LEGGE 12 luglio 2012, n. 100 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 15 maggio 2012, n. 59, recante disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile. (12G0123) La Camera

Dettagli

CONFERENZA STATO-REGIONI. Seduta del 20 dicembre 2001

CONFERENZA STATO-REGIONI. Seduta del 20 dicembre 2001 (rep.atti n. 1358 del 20 dicembre 2001) CONFERENZA STATO-REGIONI Seduta del 20 dicembre 2001 OGGETTO: Accordo tra il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, sugli

Dettagli

STATUTO DELL'ASSOCIAZIONE Amici della Pedagogia Waldorf Emil Molt. Art. 1 (Costituzione, denominazione e sede)

STATUTO DELL'ASSOCIAZIONE Amici della Pedagogia Waldorf Emil Molt. Art. 1 (Costituzione, denominazione e sede) STATUTO DELL'ASSOCIAZIONE Amici della Pedagogia Waldorf Emil Molt Art. 1 (Costituzione, denominazione e sede) 1) E costituita, nel rispetto del Codice Civile, della Legge 383/2000 e della normativa in

Dettagli

REGOLAMENTO PER L'ACCESSO ALLE PRESTAZIONI DEL SISTEMA INTEGRATO DEGLI INTERVENTI E DEI SERVIZI SOCIALI

REGOLAMENTO PER L'ACCESSO ALLE PRESTAZIONI DEL SISTEMA INTEGRATO DEGLI INTERVENTI E DEI SERVIZI SOCIALI Unione dei comuni di Bientina, Buti, Calcinaia, Capannoli, Casciana Terme, Chianni, Crespina, Lajatico, Lari, Palaia, Peccioli, Ponsacco, Pontedera, S. Maria a Monte, Terricciola ZONA VALDERA Provincia

Dettagli

Art.1. Oggetto del regolamento

Art.1. Oggetto del regolamento REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI ALLE AMMINISTRAZIONI COMUNALI A SOSTEGNO DELLE INIZIATIVE SVOLTE PER L ORGANIZZAZIONE DELLA GI ORNATA DEL VERDE PULITO Art.1 Oggetto del regolamento Il presente

Dettagli

http://www.gazzettaufficiale.it/guridb//dispatcher?task=attocompleto&service=1&dat...

http://www.gazzettaufficiale.it/guridb//dispatcher?task=attocompleto&service=1&dat... Atto Completo http://www.gazzettaufficiale.it/guridb//dispatcher?task=attocompleto&service=1&dat... Page 1 of 4 20/09/2010 DECRETO 10 settembre 2010 MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO Linee guida per l'autorizzazione

Dettagli

Preambolo LA CAMERA DEI DEPUTATI ED IL SENATO DELLA REPUBBLICA HANNO APPROVATO; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROMULGA LA SEGUENTE LEGGE:

Preambolo LA CAMERA DEI DEPUTATI ED IL SENATO DELLA REPUBBLICA HANNO APPROVATO; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROMULGA LA SEGUENTE LEGGE: LEGGE 12 MARZO 1968, n. 442 (GU n. 103 del 22/04/1968) ISTITUZIONE DI UNA UNIVERSITÀ STATALE IN CALABRIA. (PUBBLICATA NELLA GAZZETTA UFFICIALE N.103 DEL 22 APRILE 1968) URN: urn:nir:stato:legge:1968-03-12;442

Dettagli

CONVENZIONE EUROPEA SULL'ESERCIZIO DEI DIRITTI DEI MINORI

CONVENZIONE EUROPEA SULL'ESERCIZIO DEI DIRITTI DEI MINORI CONVENZIONE EUROPEA SULL'ESERCIZIO DEI DIRITTI DEI MINORI Adottata dal Consiglio d'europa a Strasburgo il 25 gennaio 1996 Preambolo Gli Stati membri del Consiglio d'europa e gli altri Stati, firmatari

Dettagli

IL SETTORE DELL ASSISTENZA E DELL AIUTO DOMICILIARE IN ITALIA

IL SETTORE DELL ASSISTENZA E DELL AIUTO DOMICILIARE IN ITALIA IL SETTORE DELL ASSISTENZA E DELL AIUTO DOMICILIARE IN ITALIA Il settore dell assistenza e dell aiuto domiciliare in Italia L assistenza domiciliare. Che cos è In Italia l assistenza domiciliare (A.D.)

Dettagli

ALLE OO.SS. DEL COMPARTO SCUOLA ALL' U.R.P.

ALLE OO.SS. DEL COMPARTO SCUOLA ALL' U.R.P. Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio Ufficio Scolastico Provinciale di Roma Via Luigi Pianciani, 32 00185 Roma sito: http:/www.lazio.istruzione.it/csa/csa_roma.shtml

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 20 DEL 10 LUGLIO 2012 TESTO UNICO DELL APPRENDISTATO DELLA REGIONE CAMPANIA IL CONSIGLIO REGIONALE.

LEGGE REGIONALE N. 20 DEL 10 LUGLIO 2012 TESTO UNICO DELL APPRENDISTATO DELLA REGIONE CAMPANIA IL CONSIGLIO REGIONALE. LEGGE REGIONALE N. 20 DEL 10 LUGLIO 2012 TESTO UNICO DELL APPRENDISTATO DELLA REGIONE CAMPANIA IL CONSIGLIO REGIONALE Ha approvato IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE PROMULGA La seguente legge: TITOLO

Dettagli

LINEE GUIDA PER L ISCRIZIONE DI UN ASSOCIAZIONE AL REGISTRO REGIONALE DEL VOLONTARIATO

LINEE GUIDA PER L ISCRIZIONE DI UN ASSOCIAZIONE AL REGISTRO REGIONALE DEL VOLONTARIATO LINEE GUIDA PER L ISCRIZIONE DI UN ASSOCIAZIONE AL REGISTRO REGIONALE DEL VOLONTARIATO Giunta Regionale d Abruzzo Ufficio Pari Opportunità Via Leonardo da Vinci, 6-67100 L Aquila Tel. 0862.363374 3424

Dettagli

REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. /.. DELLA COMMISSIONE. del 7.1.2014

REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. /.. DELLA COMMISSIONE. del 7.1.2014 COMMISSIONE EUROPEA Bruxelles, 7.1.2014 C(2013) 9651 final REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. /.. DELLA COMMISSIONE del 7.1.2014 recante un codice europeo di condotta sul partenariato nell'ambito dei fondi strutturali

Dettagli

COMUNE DI MEGLIADINO SAN VITALE Piazza Matteotti, 8-35040 Megliadino San Vitale - PD -

COMUNE DI MEGLIADINO SAN VITALE Piazza Matteotti, 8-35040 Megliadino San Vitale - PD - COMUNE DI MEGLIADINO SAN VITALE Piazza Matteotti, 8-35040 Megliadino San Vitale - PD - REGOLAMENTO DI CONTABILITÀ SOMMARIO: Capo I - Le competenze del servizio economico-finanziario Capo II - La programmazione

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO

REGOLAMENTO PER IL RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO Art. 1 - Finalità e ambito di applicazione Il presente Regolamento, emanato ai sensi della legge 9 maggio 1989, n. 168, disciplina, in armonia con i principi generali stabiliti dalla Carta Europea dei

Dettagli

EX PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS

EX PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS EX PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS Legge Regionale 28 giugno 2013 n. 15 - Disposizioni transitorie in materia di riordino delle province Legge Regionale 12 marzo 2015 n. 7 - Disposizioni urgenti in materia

Dettagli

SENATO DELLA REPUBBLICA - DISEGNO DI LEGGE N. 1260

SENATO DELLA REPUBBLICA - DISEGNO DI LEGGE N. 1260 SENATO DELLA REPUBBLICA - DISEGNO DI LEGGE N. 1260 d iniziativa dei senatori PUGLISI, FEDELI, MARCUCCI, DI GIORGI, MATTESINI, AMATI, ASTORRE, BERTUZZI, BROGLIA, CARDINALI, CASSON, CHITI, CIRINNÀ, CUCCA,

Dettagli

DECRETO LEGISLATIVO 4 marzo 2015, n. 22. (GU n.54 del 6-3-2015) Titolo I

DECRETO LEGISLATIVO 4 marzo 2015, n. 22. (GU n.54 del 6-3-2015) Titolo I DECRETO LEGISLATIVO 4 marzo 2015, n. 22 Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati,

Dettagli

FUNZIONI FONDAMENTALI DEI COMUNI E MODALITA DI ESERCIZIO ASSOCIATO DI FUNZIONI E SERVIZI COMUNALI ( ART. 19 DL 95/2012)

FUNZIONI FONDAMENTALI DEI COMUNI E MODALITA DI ESERCIZIO ASSOCIATO DI FUNZIONI E SERVIZI COMUNALI ( ART. 19 DL 95/2012) FUNZIONI FONDAMENTALI DEI COMUNI E MODALITA DI ESERCIZIO ASSOCIATO DI FUNZIONI E SERVIZI COMUNALI ( ART. 19 DL 95/2012) L art.19 del DL 95/2012 convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012,

Dettagli

Comune di Ragusa. Regolamento assistenza domiciliare agli anziani

Comune di Ragusa. Regolamento assistenza domiciliare agli anziani Comune di Ragusa Regolamento assistenza domiciliare agli anziani REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE AGLI ANZIANI approvato con delib. C.C. n.9 del del 24/02/84 modificato con delib. C.C.

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 6 LUGLIO 2012

LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 6 LUGLIO 2012 LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 6 LUGLIO 2012 MISURE PER LA SEMPLIFICAZIONE, IL POTENZIAMENTO E LA MODERNIZZAZIONE DEL SISTEMA INTEGRATO DEL WELFARE REGIONALE E DEI SERVIZI PER LA NON AUTOSUFFICIENZA. IL CONSIGLIO

Dettagli

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DECRETO-LEGGE 20 giugno 2012, n. 79 Misure urgenti per garantire la sicurezza dei cittadini, per assicurare la funzionalita' del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e di altre strutture dell'amministrazione

Dettagli

Tale comma 6-bis dell art. 92 del codice è stato abrogato in sede di conversione (cfr. infra). www.linobellagamba.it

Tale comma 6-bis dell art. 92 del codice è stato abrogato in sede di conversione (cfr. infra). www.linobellagamba.it Il nuovo incentivo per la progettazione Aggiornamento e tavolo aperto di discussione Lino BELLAGAMBA Prima stesura 4 ottobre 2014 Cfr. D.L. 24 giugno 2014, n. 90, art. 13, comma 1, nella formulazione anteriore

Dettagli

MODELLO DI ADESIONE ALLA CONSULTA COMUNALE. (inviare a: consultaorganizzazionisociali@comune.messina.it)

MODELLO DI ADESIONE ALLA CONSULTA COMUNALE. (inviare a: consultaorganizzazionisociali@comune.messina.it) MODELLO DI ADESIONE ALLA CONSULTA COMUNALE (inviare a: consultaorganizzazionisociali@comune.messina.it) Oggetto:Richiesta di ammissione alla Consulta delle Organizzazioni che operano nel settore delle

Dettagli

DIREZIONE GENERALE FAMIGLIA, SOLIDARIETA' SOCIALE E VOLONTARIATO

DIREZIONE GENERALE FAMIGLIA, SOLIDARIETA' SOCIALE E VOLONTARIATO DIREZIONE GENERALE FAMIGLIA, SOLIDARIETA' SOCIALE E VOLONTARIATO CIRCOLARE REGIONALE del 15/01/2014 - N 1 OGGETTO: PRIME INDICAZIONI ATTUATIVE DELLA DGR N. 1185/2013 CON SPECIFICO RIFERIMENTO ALLE DGR

Dettagli

FEDELI, MARCUCCI, DI GIORGI, MATTESINI, AMATI, ASTORRE, BERTUZZI, BROGLIA, CARDINALI, CASSON, CHITI, CIRINNÀ, CUCCA, CUOMO, D ADDA, FABBRI, FAVERO,

FEDELI, MARCUCCI, DI GIORGI, MATTESINI, AMATI, ASTORRE, BERTUZZI, BROGLIA, CARDINALI, CASSON, CHITI, CIRINNÀ, CUCCA, CUOMO, D ADDA, FABBRI, FAVERO, Senato della Repubblica XVII LEGISLATURA N. 1260 DISEGNO DI LEGGE d iniziativa dei senatori PUGLISI, FEDELI, MARCUCCI, DI GIORGI, MATTESINI, AMATI, ASTORRE, BERTUZZI, BROGLIA, CARDINALI, CASSON, CHITI,

Dettagli

OPERA PIA ASILO SAVOIA Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza

OPERA PIA ASILO SAVOIA Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza OPERA PIA ASILO SAVOIA Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza ESTRATTO DAL VERBALE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Il giorno 24 del mese di febbraio dell anno 2015 in seduta ordinaria come da

Dettagli

G.U. 11 luglio 2002, n. 161 IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

G.U. 11 luglio 2002, n. 161 IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 30 maggio 2002 Conoscenza e uso del dominio internet ".gov.it" e l'efficace interazione del portale nazionale "italia.gov.it" con le IL PRESIDENTE DEL

Dettagli

BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 25 DEL 5 GIUGNO 2006

BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 25 DEL 5 GIUGNO 2006 BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 25 DEL 5 GIUGNO 2006 REGIONE CAMPANIA - Giunta Regionale - Seduta del 12 maggio 2006 - Deliberazione N. 593 - Area Generale di Coordinamento N. 20 - Assistenza

Dettagli

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 20 gennaio 2009, n. 17 Regolamento recante disposizioni di riorganizzazione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca. (GU n. 60 del 13-3-2009)

Dettagli

REGOLAMENTO DELLA ATTIVITÀ SCOLASTICA (Revisione 0 del 10/05/2006)

REGOLAMENTO DELLA ATTIVITÀ SCOLASTICA (Revisione 0 del 10/05/2006) REGOLAMENTO DELLA ATTIVITÀ SCOLASTICA (Revisione 0 del 10/05/2006) Articolo 1 - Ente gestore, denominazione, natura e sede della scuola 1. L Ente Ispettoria Salesiana Lombardo Emiliana, Ente Ecclesiastico

Dettagli

L.R. 12/2006, art. 6, commi da 82 a 89 B.U.R. 3/1/2007, n. 1. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 12 dicembre 2006, n. 0381/Pres.

L.R. 12/2006, art. 6, commi da 82 a 89 B.U.R. 3/1/2007, n. 1. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 12 dicembre 2006, n. 0381/Pres. L.R. 12/2006, art. 6, commi da 82 a 89 B.U.R. 3/1/2007, n. 1 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 12 dicembre 2006, n. 0381/Pres. LR 12/2006, articolo 6, commi da 82 a 89. Regolamento concernente i criteri

Dettagli

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. VISTI gli articoli 76, 87, quinto comma, e 117, terzo comma, della Costituzione;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. VISTI gli articoli 76, 87, quinto comma, e 117, terzo comma, della Costituzione; SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE DISPOSIZIONI PER IL RIORDINO DELLA NORMATIVA IN MATERIA DI AMMORTIZZATORI SOCIALI IN CASO DI DISOCCUPAZIONE INVOLONTARIA E DI RICOLLOCAZIONE DEI LAVORATORI DISOCCUPATI,

Dettagli

.. OMISSIS. Art. 2. (Armonizzazione)

.. OMISSIS. Art. 2. (Armonizzazione) Legge 8 agosto 1995, n. 335. Riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare... OMISSIS Art. 2. (Armonizzazione).. OMISSIS 26. A decorrere dal 1 gennaio 1996, sono tenuti all'iscrizione

Dettagli

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. Visto l'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, allegato 1, numeri 94, 97 e 98, e successive modificazioni;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. Visto l'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, allegato 1, numeri 94, 97 e 98, e successive modificazioni; D.P.R. 14-12-1999 n. 558 Regolamento recante norme per la semplificazione della disciplina in materia di registro delle imprese, nonché per la semplificazione dei procedimenti relativi alla denuncia di

Dettagli

AZIENDA PER I SERVIZI SANITARI N 4 MEDIO FRIULI Via Pozzuolo, 330 33100 UDINE **** DIREZIONE GENERALE

AZIENDA PER I SERVIZI SANITARI N 4 MEDIO FRIULI Via Pozzuolo, 330 33100 UDINE **** DIREZIONE GENERALE AZIENDA PER I SERVIZI SANITARI N 4 MEDIO FRIULI Via Pozzuolo, 330 33100 UDINE **** DIREZIONE GENERALE CENTRO ASSISTENZA PRIMARIA PRESSO IL DISTRETTO DI CIVIDALE Dicembre 2014 1 Indice Premessa 1) La progettualità

Dettagli

Regione Autonoma della Sardegna PIANO D AZIONE PER IL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI DI SERVIZIO

Regione Autonoma della Sardegna PIANO D AZIONE PER IL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI DI SERVIZIO Regione Autonoma della Sardegna PIANO D AZIONE PER IL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI DI SERVIZIO INDICE PREMESSA 4 1. IL MECCANISMO DI INCENTIVAZIONE LEGATO AGLI OBIETTIVI DI SERVIZIO DEL QSN 2007-2013

Dettagli

1. Premessa. 2. Finalità ed obiettivi

1. Premessa. 2. Finalità ed obiettivi Allegato B REGOLAMENTO PER LA PREDISPOSIZIONE E PER IL FINANZIAMENTO DELLE IMPEGNATIVE DI CURA DOMICILIARE PER PERSONE CON GRAVE DISABILITÀ PSICHICA ED INTELLETTIVA (ICDp) 1. Premessa La normativa nazionale

Dettagli

g) LEGGE PROVINCIALE 29 giugno 2000, n. 12 1) Autonomia delle scuole 2000

g) LEGGE PROVINCIALE 29 giugno 2000, n. 12 1) Autonomia delle scuole 2000 LGBZ Current Ed. NORMATIVA PROVINCIALE XXXV - Istruzione F - Disposizioni varie p. 1/9 g) LEGGE PROVINCIALE 29 giugno 2000, n. 12 1) Autonomia delle scuole 2000 1. (Ambito di applicazione) (1) Nel rispetto

Dettagli

REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA. Premessa

REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA. Premessa REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA Premessa La struttura dipartimentale rappresenta il modello ordinario di gestione operativa delle

Dettagli

** * ** Acquisito il parere delle competenti commissioni parlamentari previsto dal citato articolo 24;

** * ** Acquisito il parere delle competenti commissioni parlamentari previsto dal citato articolo 24; D.Lgs. 6-9-1989 n. 322 1 Norme sul Sistema statistico nazionale e sulla riorganizzazione dell'istituto nazionale di statistica, ai sensi dell'art. 24 della L. 23 agosto 1988, n. 400. Pubblicato nella Gazz.

Dettagli

Comune di Pistoia REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI PATROCINI O ALTRE UTILITA' ECONOMICHE A SOGGETTI RICHIEDENTI

Comune di Pistoia REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI PATROCINI O ALTRE UTILITA' ECONOMICHE A SOGGETTI RICHIEDENTI Comune di Pistoia REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI PATROCINI O ALTRE UTILITA' ECONOMICHE A SOGGETTI RICHIEDENTI Approvato con Deliberazione consiliare n 94 del 21 giugno 2004 INDICE Articolo

Dettagli

RELAZIONE DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE AL CONTO CONSUNTIVO 2014

RELAZIONE DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE AL CONTO CONSUNTIVO 2014 Nucleo di Valutazione RELAZIONE DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE AL CONTO CONSUNTIVO 2014 (ex art. 5, comma 21 della Legge 24 dicembre 1993 n. 537) - GIUGNO 2015 - DOC 07/15 Sommario: 1. Obiettivi e struttura

Dettagli

COMUNITA' DELLA VALLE DI CEMBRA

COMUNITA' DELLA VALLE DI CEMBRA COMUNITA' DELLA VALLE DI CEMBRA REGOLAMENTO PER LA EROGAZIONE DI CONTRIBUTI, SOVVENZIONI ED ALTRE AGEVOLAZIONI ART. 1 FINALITA 1. Con il presente Regolamento la Comunità della Valle di Cembra, nell esercizio

Dettagli

dalla G.U. n. 199 del 28 agosto 2014 (s.o. n. 73) DECRETO LEGISLATIVO 10 agosto 2014, n. 126

dalla G.U. n. 199 del 28 agosto 2014 (s.o. n. 73) DECRETO LEGISLATIVO 10 agosto 2014, n. 126 dalla G.U. n. 199 del 28 agosto 2014 (s.o. n. 73) DECRETO LEGISLATIVO 10 agosto 2014, n. 126 Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, recante disposizioni in

Dettagli

ROMA CAPITALE. 1 9 ùi C Z013 31/01/2014.

ROMA CAPITALE. 1 9 ùi C Z013 31/01/2014. ROMA CAPITALE Dipartimento Servizi Educativi e Scolastici. Giovani e Pari Opportunità Direzione de i Se rvizi Educativi e Sco lastici U.O. Serv,zi d, Supporto al sist ema educativo e scolastico RO M A

Dettagli

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 10 ottobre 2012, n. 174

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 10 ottobre 2012, n. 174 Page 1 of 39 TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 10 ottobre 2012, n. 174 Testo del decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174, (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 10 ottobre 2012, n. 237), coordinato con la

Dettagli

Visto l'art. 2, comma 1, lettera mm), della legge 23 ottobre 1992, n. 421;

Visto l'art. 2, comma 1, lettera mm), della legge 23 ottobre 1992, n. 421; Decreto Legislativo 12 febbraio 1993, n. 39 (Gazz. Uff. 20 febbraio 1993, n. 42) Norme in materia di sistemi informativi automatizzati delle amministrazioni pubbliche, a norma dell'art. 2, comma 1, lettera

Dettagli

REGIONE TOSCANA GIUNTA REGIONALE

REGIONE TOSCANA GIUNTA REGIONALE REGIONE TOSCANA GIUNTA REGIONALE ESTRATTO DAL VERBALE DELLA SEDUTA DEL 16-03-2015 (punto N 33 ) Delibera N 251 del 16-03-2015 Proponente LUIGI MARRONI DIREZIONE GENERALE DIRITTI DI CITTADINANZA E COESIONE

Dettagli

REGOLAMENTO PER L'EROGAZIONE DI CONTRIBUTI ALLE PICCOLE IMPRESE

REGOLAMENTO PER L'EROGAZIONE DI CONTRIBUTI ALLE PICCOLE IMPRESE REGOLAMENTO PER L'EROGAZIONE DI CONTRIBUTI ALLE PICCOLE IMPRESE INDICE Art. 1 - Oggetto e finalità del regolamento Art. 2 - Requisiti di ammissibilità al contributo Art. 3 - Tipologie di spese ammissibili

Dettagli

Raccordo tra VAS-VIA-VIC (Valutazione ambientale, Valutazione di impatto ambientale, Valutazione di incidenza)

Raccordo tra VAS-VIA-VIC (Valutazione ambientale, Valutazione di impatto ambientale, Valutazione di incidenza) Allegato 2 Raccordo tra VAS-VIA-VIC (Valutazione ambientale, Valutazione di impatto ambientale, Valutazione di incidenza) Sono molto frequenti le situazioni in cui l obbligo di effettuare valutazioni ambientali

Dettagli

Progetto per l assistenza continua alla persona non autosufficiente

Progetto per l assistenza continua alla persona non autosufficiente Progetto per l assistenza continua alla persona non autosufficiente Piano di progetto Premessa: La proposta toscana per il progetto sulla non autosufficienza Cap. 1: I percorsi, gli attori e le azioni

Dettagli

D. Lgs. n. 502 del 30/12/92 RIORDINO SANITA IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; Visto l'articolo 1 della

D. Lgs. n. 502 del 30/12/92 RIORDINO SANITA IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; Visto l'articolo 1 della D. Lgs. n. 502 del 30/12/92 RIORDINO SANITA IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; Visto l'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421; Vista la preliminare deliberazione

Dettagli

Utilizzazioni e assegnazioni provvisorie del personale docente, educativo e Ata della scuola

Utilizzazioni e assegnazioni provvisorie del personale docente, educativo e Ata della scuola Utilizzazioni e assegnazioni provvisorie del personale docente, educativo e Ata della scuola Scheda di lettura del contratto annuale integrativo del 15 luglio 2010. Di cosa si tratta Si tratta della possibilità

Dettagli