Pari opportunità: legislazione nazionale

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1 Pari opportunità: legislazione nazionale Costituzione della Repubblica italiana L Articolo 3 sancisce la pari dignità sociale dei cittadini, eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. La Repubblica ha il compito di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. In questo articolo si rintracciano due fondamenti: quello delle uguaglianza formale e quello della uguaglianza sostanziale. L Articolo 37 sancisce che la donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione. L Articolo 51 stabilisce che tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. La legge costituzionale n. 1 del 30 maggio 2003 ha aggiunto che a tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini. Infine l Articolo 117, introdotto dalla legge costituzionale n. 3 del 18 ottobre 2001, stabilisce che le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive. Legge 9 dicembre 1977, n. 903 Parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro La legge sancisce il divieto di qualsiasi discriminazione fondata sul sesso per quanto riguarda l'accesso al lavoro, indipendentemente dalle modalità di assunzione e qualunque sia il settore o il ramo di attività, a tutti i livelli della gerarchia professionale. La discriminazione è vietata anche se attuata in modo indiretto, ad esempio tramite riferimenti al matrimonio, alla famiglia o allo stato di gravidanza della lavoratrice. È vietata anche la discriminazione indiretta attraverso meccanismi che indichino come requisito professionale l'appartenenza all'uno o all'altro sesso, a meno che questo non risulti essenziale alla natura del lavoro o della prestazione. La legge prevede anche la parità di retribuzione tra lavoratrici e lavoratori per uguali prestazioni o per prestazioni di pari valore e per quanto riguarda l'attribuzione delle qualifiche e delle mansioni lavorative e la progressione nella carriera. Legge del 10 aprile 1991, n. 125 Azioni positive per la realizzazione della parità uomo donna nel lavoro A seguito delle "Raccomandazione del Consiglio delle Comunità europee n. 635 del 13 dicembre 1984 sulla promozione di azioni positive a favore delle donne", l Italia istituisce lo strumento delle azioni positive da realizzare per favorire la presenza e la qualificazione delle donne nel mercato del lavoro, in modo da colmare il divario e ridurre gli ostacoli che impediscono la realizzazione delle pari opportunità tra donne e uomini nell'accesso al lavoro e nella carriera professionale.

2 L'art. 3 della legge prevede che vengano finanziati ogni anno progetti attuativi di azioni positive presentati da imprese o loro consorzi, enti pubblici economici, associazioni sindacali dei lavoratori, centri di formazione professionale. La legge istituisce anche il Comitato nazionale per l'attuazione dei principi di parità di trattamento ed uguaglianza di opportunità tra lavoratori e lavoratrici, che ha sede presso Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale. Il Comitato formula proposte sulle questioni generali relative agli obiettivi della parità e delle pari opportunità, e per lo sviluppo e il perfezionamento della legislazione vigente che direttamente incide sulle condizioni di lavoro delle donne; informa e sensibilizza l'opinione pubblica sulla necessità di promuovere le pari opportunità per le donne nella formazione e nella vita lavorativa; promuove l'adozione di azioni positive da parte delle istituzioni pubbliche. La legge prevede inoltre la figura di un/a Consigliere/a di parità nominato/a dal Ministro del lavoro e della Previdenza Sociale a livello nazionale, regionale e provinciale a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori e per la promozione delle Pari Opportunità, nonché per la promozione e controllo dell'attuazione dei principi di uguaglianza di opportunità e non discriminazione per donne e uomini nel lavoro. Le consigliere ed i consiglieri di parità sono pubblici ufficiali ed hanno l'obbligo di segnalazione all'autorità giudiziaria per i reati di cui vengono a conoscenza. Legge 25 febbraio 1992 n 215 Azioni positive per l imprenditoria femminile La legge promuove pari opportunità per donne e uomini nell attività economica e imprenditoriale. In particolare è volta a favorire lo sviluppo dell imprenditoria femminile, promuovere la formazione imprenditoriale, agevolare l accesso al credito. La legge istituisce un Fondo nazionale per lo sviluppo dell imprenditoria femminile attraverso cui sono concessi contributi per la promozione di nuove imprenditorialità femminili. È inoltre costituito presso il Ministero dell Industria, del Commercio e dell Artigianato il Comitato per la promozione dell imprenditoria femminile con compiti di indirizzo e programmazione generale, in merito agli interventi previsti dalla legge. Il Comitato promuove anche lo studio, la ricerca e l informazione sull imprenditoria femminile. Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri, 27 marzo 1997 Azioni volte a promuovere l attribuzione di poteri e responsabilità alle donne, a riconoscere e garantire libertà di scelte e qualità sociale a donne e uomini Conosciuta come Direttiva Prodi-Finocchiaro, sollecita una maggiore presenza delle donne nelle sedi decisionali, nell'ambito delle professioni, delle aziende, della pubblica amministrazione, delle istituzioni politiche. La Direttiva si rivolge ai Ministri con l'invito ad avviare iniziative necessarie alla realizzazione degli obiettivi strategici indicati nella Dichiarazione e nel Programma di azione della quarta Conferenza mondiale sulle donne, allo scopo di promuovere l'acquisizione di poteri e responsabilità da parte delle donne, di integrare il punto di vista della differenza di genere in tutte le politiche generali e di settore, di promuovere nuove politiche dell'occupazione, dei tempi di vita e dell'organizzazione del lavoro, di riconoscere e garantire libertà di scelte e qualità sociale a donne e uomini. Decreto Ministeriale 13 ottobre 1997 Istituzione dell Osservatorio Nazionale per l imprenditoria femminile ed il lavoro nell agricoltura Istituito presso il Ministero per le politiche agricole e forestali, l'osservatorio ha lo scopo di analizzare le politiche a favore dell'imprenditoria e dell'occupazione femminile in ambito rurale per promuovere, in tal senso, interventi specifici.

3 Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 28 ottobre 1997, n. 405 Regolamento recante istituzione ed organizzazione del Dipartimento per le pari opportunità nell'ambito della Presidenza del Consiglio dei Ministri Il decreto istituisce il Dipartimento per le pari opportunità, che ha funzioni di indirizzo, proposta e coordinamento delle iniziative normative e amministrative in tutte le materie attinenti alla progettazione e alla attuazione delle politiche di pari opportunità. Al Dipartimento è attribuita anche l'acquisizione e l'organizzazione di informazioni, anche attraverso la costituzione di banche dati, nonché la promozione e il coordinamento delle attività conoscitive, di verifica, di controllo, di formazione e informazione nelle materie della parità e delle pari opportunità. Il Dipartimento cura i rapporti con le amministrazioni statali, regionali, locali, nonché con gli organismi operanti in materia di parità e di pari opportunità in Italia e all'estero, con particolare riguardo all'unione europea, all'organizzazione mondiale delle Nazioni Unite, al Consiglio d'europa e all'ocse. Legge 8 marzo 2000, n. 53 Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi nelle città La legge ha come finalità la promozione dell equilibrio tra tempi di lavoro, di cura, di formazione e di relazione, mediante: a) l'istituzione dei congedi dei genitori e l'estensione del sostegno ai genitori di soggetti portatori di handicap; b) l'istituzione del congedo per la formazione continua e l'estensione dei congedi per la formazione; c) il coordinamento dei tempi di funzionamento delle città e la promozione dell'uso del tempo per fini di solidarietà sociale. La legge promuove l equilibrio tra tempi di lavoro, di cura, di formazione e di relazione, tramite l organizzazione dei congedi parentali, familiari e formativi, la previsione di azioni positive a sostegno della flessibilità di orario e il coordinamento dei tempi di funzionamento delle città, oltre alla promozione dell uso del tempo per fini di solidarietà sociale. Sul fronte dei congedi la legge stabilisce che nei primi otto anni di vita del bambino ciascun genitori abbia il diritto di astenersi dal lavoro. Per incentivare forme di prestazione lavorativa volte a conciliare tempi di vita e di lavoro, è previsto che una quota del fondo per l occupazione sia attribuita alle aziende che applicano accordi contrattuali che includono azioni positive per la flessibilità (part time reversibile, telelavoro, lavoro a domicilio, etc.). La legge 53/2000 istituisce il piano territoriale degli orari, definendone finalità, modalità e responsabili. Si tratta di uno strumento finalizzato al coordinamento dei tempi di funzionamento delle città e la promozione dell uso del tempo per fini di solidarietà sociale. Il Piano è articolato in progetti relativi al funzionamento dei diversi sistemi orari dei servizi urbani e alla loro graduale armonizzazione e coordinamento. I principali punti innovativi sono diversi e citiamo: il riconoscimento ad entrambi i genitori del diritto individuale al congedo parentale promuovendo la paternità responsabile la scelta della donna del tempo complessivo di astensione obbligatoria dal lavoro, prima o dopo il parto l astensione facoltativa per la cura dei figli per i padri, i lavoratori e le lavoratrici autonome

4 congedo non retribuito per un massimo di 2 anni per gravi problemi familiari e/o personali il divieto di licenziamento causato dalla domanda o dalla fruizione dei congedi parentali, utilizzabili fino all ottavo anno di età del bambino la possibilità da parte dei dipendenti di usufruire di un periodo di congedo non superiore agli 11 mesi, per seguire attività formative La legge permette, tra l'altro, di finanziare per un importo fino a un milione di euro, programmi di flessibilità organizzativa, nuovi modelli d'orario, azioni di formazione per il rientro, attraverso progetti aziendali volti ad adottare forme e modalità organizzative finalizzate a sostenere interventi di conciliazione per uomini e donne. D. lgs. 23 maggio 2000 n 196 Disciplina dell attività delle consigliere e dei consiglieri di parità e disposizioni in materia di azioni positive Il decreto è interamente dedicato al rinnovo ed al potenziamento della figura delle Consigliere e dei Consiglieri di Parità, stabilendone le procedure di nomina, i compiti e le funzioni. Viene istituita inoltre la Rete nazionale delle consigliere e dei consiglieri di parità allo scopo di accrescere l'efficacia della loro azione e di consentire lo scambio di informazioni. È inoltre istituito un Fondo per l'attività delle consigliere e dei consiglieri di parità destinato a finanziarne le attività. D. lgs. 26 marzo 2001, n. 151 Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53 Il Testo Unico attua quanto previsto dall art. 15 della legge 53/2000 che prevede, al fine di conferire organicità e sistematicità alle norme in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, l'emanazione di un testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia. Il testo disciplina i congedi, i riposi, i permessi e la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori connessi alla maternità e paternità di figli naturali, adottivi e in affidamento, nonché il sostegno economico alla maternità e alla paternità. Il testo ribadisce il divieto di discriminazione fondata sul sesso per quanto riguarda l accesso al lavoro, le iniziative in materia di orientamento, formazione, perfezionamento e aggiornamento professionale, la retribuzione, la classificazione professionale, l attribuzione di qualifiche e mansioni e la progressione nella carriera. D. lgs. 31 luglio 2003, n. 226 Trasformazione della Commissione nazionale per la parità in Commissione per le pari opportunità tra uomo e donna, a norma dell articolo 13 della legge 6 luglio 2002, n. 137 L attuale Commissione è organo consultivo e di proposta, presso il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. E presieduta dal Ministro per le Pari Opportunità e ad esso fornisce consulenza e supporto tecnico-scientifico nell elaborazione e nell attuazione delle politiche di pari opportunità fra uomo e donna. Legge 8 aprile 2004, n. 90, art. 3 Norme in materia dei membri del Parlamento europeo e altre disposizioni inerenti ad elezioni da svolgersi nell'anno 2004 La legge stabilisce che nell'insieme delle liste circoscrizionali aventi un medesimo contrassegno, nelle prime due elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all'italia, successive alla data

5 di entrata in vigore della legge, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore ai due terzi dei candidati. Per i movimenti e i partiti politici presentatori di liste che non abbiano rispettato tale proporzione l'importo del rimborso per le spese elettorali è ridotto, fino ad un massimo della metà, in misura direttamente proporzionale al numero dei candidati in più rispetto a quello massimo consentito. Sono, comunque, inammissibili le liste circoscrizionali composte da più di un candidato che non prevedono la presenza di candidati di entrambi i sessi. D. lgs. 11/04/2006, n. 198 Codice delle pari opportunità tra uomo e donna Si tratta di un testo unico che raccoglie e riorganizza tutti i provvedimenti e le normative esistenti nella legislazione italiana in materia di parità e pari opportunità. Il Codice assorbe un lungo elenco di leggi e provvedimenti: legge 9/1/1963, n. 7, artt. 1, 2 e 6 (divieto di licenziamento in caso di matrimonio) legge 9/2/1966, n. 66, art. 1, c. 1 (divieto di discriminazione nell'accesso agli impieghi pubblici) legge 9/12/1977, n. 903 (divieto di discriminazione nell'accesso al lavoro) legge 14/3/1985, n. 132, art. 1 (divieto di discriminazione tra uomo e donna) legge 13/12/1986, n. 874, artt. 1 e 2 (divieto di discriminazione nell'accesso agli impieghi pubblici) legge 6/8/1990, n. 223, art. 11 (azioni positive nel settore radiotelevisivo) legge 10/4/1991, n. 125 ("Azioni positive per la realizzazione della parità uomo-donna") legge 25/2/1992, n. 215 ("Azioni positive per l'imprenditoria femminile") d.lgs. 30/7/1999, n. 303, art. 5 (promozione e coordinamento delle politiche di pari opportunità) d.lgs. 31/1/2000, n. 24, art. 1 (divieto di discriminazione nell'arruolamento nelle forze armate e nei corpi speciali, nonché nelle carriere militari) legge 8/3/2000, n. 53, art. 9 ("Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città") d.lgs. 23/5/2000, n. 196 (Consigliere di parità) d.lgs 26/3/2001, n. 151 ("Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e di sostegno della maternità e della paternità") legge 4/4/2001, n. 154(contrasto alla violenza nelle relazioni familiari) d.lgs. 31/7/2003, n. 226 (commissione per le pari opportunità fra uomo e donna) legge 8/4/2004, n. 90, art. 3 (pari opportunità nell'accesso alla carica di membro del Parlamento europeo) Il nuovo provvedimento è articolato in quattro libri, suddivisi per argomento. Il Libro I, Disposizioni per la promozione delle pari opportunità tra uomo e donna, tratta essenzialmente dell'organizzazione per la promozione delle pari opportunità; il Libro II, Pari opportunità tra uomo e donna nei rapporti etico-sociali tratta di rapporti familiari e fra coniugi, e di violenza nelle relazioni familiari; il Libro III, Pari opportunità tra uomo e donna nei rapporti economici, si occupa delle disposizioni per le pari opportunità nel lavoro, per la tutela giudiziaria, per la promozione delle pari opportunità, e, infine, per le pari opportunità nell'esercizio dell'attività d'impresa, con le azioni positive a sostegno dell'imprenditoria femminile; il Libro IV infine, Pari opportunità nell'accesso alle cariche elettive, infine, tratta delle norme antidiscriminatorie nella formazione delle liste per le elezioni del Parlamento europeo.

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