I PILASTRI DI BANDIARAC I.N.A. Marco CHIARINI C.A.I. Ferrara

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1 1 I PILASTRI DI BANDIARAC I.N.A. Marco CHIARINI C.A.I. Ferrara Scopo di questa breve monografia è quello di presentare una zona dolomitica di sicuro interesse alpinistico, a torto e stranamente trascurata, caratterizzata da accessi sufficientemente comodi e da pareti riccamente articolate tali da garantire un buon terreno di sperimentazione delle tecniche di salita su roccia, di stampo classico. La zona che viene descritta rappresenta una parte del versante meridionale del gruppo delle Conturines, in Alta Val Badia. Cenno generale del gruppo Tale gruppo presenta una orografia complessa soprattutto su versanti meridionali che si affacciano verso il passo Valparola. La vetta principale di tutto il gruppo, il Piz dles Conturines (3064 m.) è posizionata in questo settore. Verso NO il gruppo presenta un andamento a ferro di cavallo e presenta verso l abitato di Pedraces, le pareti più note e famose alpinisticamente, quelle relative alle elevazioni denominate Piz dl Ciaval (2908 m.) Piz dl Pilato (2825 m.) e Piz dl Zubr (2718 m.). A Nord il gruppo presenta ancora due interessanti vette il Sass da les Diisc (3023 m.) ed il Sass da les Nu (noto come Sasso delle Nove). Quest ultimo è di notevole interesse alpinistico in quanto presenta verso SE una parete con struttura prevalente a placche compatte, conformazione non molto frequente in Dolomiti. A NE il gruppo viene limitato dalla valle di Marebbe; sui fianchi di tale valle si presentano numerose strutture e pareti (M.Pares e Monte degli Apostoli) su cui non sono noti tracciati o salite alpinistiche. Il centro del gruppo è costituito dall altopiano delle Pices Fanes, conca di origine glaciale cui le sopracitate vette fanno da cornice. Tale altopiano è intensamente carsificato, in grandi fosse, conche e buche. Manca in generale l acqua ; sorgenti se ne trovano verso la parte più bassa dell altopiano. Qui si trovano due specchi d acqua, uno denominato Le Vert. Più giù verso la val di Fanes si trova all altezza di Passo Limo, l omonimo laghetto. Un altro piccolo specchio d acqua si trova in un vallone laterale (Val Parom) a quota 2311 m. Nella parte orientale dell altopiano sono situati 2 rifugi (privati) : il rif. Fanes e il rif. La Varella. Foto 1: 1) Parei dl Cir 2) Van da Bisces 3) Parei dl Tablè 4) Banc dla Stlu Il complesso versante meridionale delle Conturines, ben visibile dalla rotabile del

2 2 Passo di Valparola è alto circa 1100 m. ed è tagliato a metà altezza da un enorme cengione di circa 4 Km, detto Bandiarac. Tale cengia parte da SE (Col dla Locia) e termina a Picidell (SO verso S.Cassiano) Questo cengione in gran parte terrazzato e molto ampio, separa drasticamente due settori della parete, che definiremo superiore ed inferiore. La parte inferiore, oggetto della monografia, presenta da Ovest verso Est una serie di massicci pilastri rocciosi con pareti alte dai 300 ai 400 m. Tal pilastri vengono denominati genericamente Pilastri di Bandiarac anche se presentano il loro toponimo ladino: più precisamente Piz Armentarola, Parei dl Cir, Van da Bisces, Parei dl Tablè e Banc da Stlu. Cenno di storia alpinistica Il gruppo per lungo tempo è rimasto nell oblio, nonostante i relativamente facili accessi alle cime più alte. L ambiente molto suggestivo per l isolamento dei suoi valloni interni e per la natura brulla e selvaggia, ha fatto da sfondo alle numerose leggende e miti ladini, raccolti e narrati in più riprese da diversi autori. La vetta più alta del gruppo, il Piz dles Conturines, 3064 m., fu salita nell agosto del 1880 da A.Grunwald con la guida Santo Siorpaes; l orografia favorevole e la presenza di cenge favorì certamente la salita alle varie vette da parte di ignoti cacciatori locali. Il gruppo venne comunque visitato da un pioniere dell alpinismo dolomitico, l austriaco Paul Grohmann che nel 1860 salì il Piz dl Ciaval. La notorietà alpinistica di queste montagne è però storia recente e, a parte una salita del Piz dl Pilato per la parete O da parte di H.Kofler, S.Gabloner e von Hellrigl nel 1936, comincia dagli anni 50 quando i versanti occidentali sopra Pedraces vedono la visita della coppia G.Livanos e R.Gabriel (Piz dl Ciaval, parete O. 1953) Nel frattempo, negli anni è attivo Marino Dall Oglio che con diversi compagni esplora torri e pareti sia del settore superiore che inferiore del versante meridionale del gruppo (Gran Piastra da SSE con L.Magni e L.Coni, 27/06/54 - Gran Ciampanin parete S con P.Consiglio e G. Micarelli 31/07/54 - Van da Bisces con S. Cazzaniga il 1/06/53 e Parei dl Cir con la guida F.Mazzetta il 04/09/53) Non va dimenticata la salita dei cortinesi M.Bianchi, A. e D. Menardi che nell agosto del 1946 vincono la gialla e strapiombante parete Sud del Piz Armentarola. Ma è con l arrivo prima di Sepp Mayerl e M.Rohracher (diedro Ovest del Piz dl Pilato il 2-3/09/62) e poi dei fratelli Reinhold e Gunther Messner assieme ad Hans Frisch sul finire degli anni 60 che il gruppo acquista importanza soprattutto per l evoluzione dell alpinismo dolomitico e più in generale per la storia dell alpinismo. Con la salita del Pilastro di mezzo del Piz Ciaval da parte dei fratelli Messner nell estate del 1968, viene infranto il limite del sesto grado superiore in arrampicata libera. Da questa salita in poi nulla sarà come prima, la scala delle difficoltà verrà, di fatto, aperta verso l alto. La fama acquistata dalle pareti sovrastanti l Ospizio dla S.Crusc (denominate Sass dla Crusc) spinse e continua a spingere i migliori alpinisti a cimentarsi con il nuovo limite nel tentativo di superarlo. Viene salita sempre da R.Messner e H.Frisch nel 1969 la placconata a destra del diedro Mayerl il cosiddetto Grande Muro ; mentre nel l970 vengono saliti i due diedri grigi del Piz dl Zubr da H.Frisch con P.Corradini, Konrad Renzler e compagni. In tempi più recenti le pareti del Sass dla Crusc vengono salite da Heinz Mariacher che con Luisa Jovane e Egon Wurm aprono 2 vie sul Piz dl Zubr (Weg der Blumen il 5/08/79 e Kleine Mauer il 2/09/79). Nello stesso anno delle vie di Mariacher viene aperta una via storica per la difficoltà nell arrampicata libera. Si tratta di Mefisto,

3 3 la via sul Ciaval aperta dalla cordata Schiestl-Reiser che presenta un passaggio in placca di VIII-. Infine nei primi anni 80 vengono risolti gli ultimi problemi alpinistici del gruppo. Sono da ricordare la via Direkte Grosse Mauer, aperta il 26/06/84 da Albert Precht e George Wenger sul Piz dl Pilato a fianco della Messner-Frisch, lungo le placche, e la via del Chiodo d argento aperta sul Ciaval da G.Maffei e P.Leoni. Nota naturalistico-paleontologica: il versante meridionale del gruppo presenta anche un notevole interesse dal punto di vista dei ritrovamenti preistorici e quindi per la paleontologia. Il 23 settembre del 1987 venne scoperta, da una guida alpina di Corvara una grotta abitata da orsi preistorici sul versante Est del Piz dles Conturines a quota 2800 m.. Si tratta di una cavità naturale che risale all interno della montagna per circa 200 metri. Rappresenta la grotta più elevata dove sono stati ritrovati resti dell orso speleo. Tali reperti risalgono ad oltre anni fa e testimoniano la presenza di un ambiente climatico caldo e ricco di vegetazione. Si fa presente comunque che tutta l area, per gli aspetti naturalistici e ambientali, fa parte del parco naturale di Fanes- Sennes. Accesso Dalla strada lungo l Armentarola, all altezza del torrente Sarè (Ru Sarè), si stacca a si A destra. Note generali. I termini destra e sinistra sono sempre riferiti a colui che osserva le pareti frontalmente, salvo diversa indicazione. Punto di appoggio e riferimento: Capanna Alpina a Pian dell Ega, m 1730

4 4 PAREI DL CIR m E posta ad Est del Piz Armentarola. Presenta un versante Sud grigio ed articolato di roccia buona, sormontato da un pilastro tozzo giallo e strapiombante che costituisce la vetta. A destra di tale pilastro (Est) si trova una ampia spalla da cui si transita per accedere alla vetta. Foto 2: Parei dl Cir Itinerario 1 parete Sud Salitori g.a. Carlo Platter e L. Montanaro il 7 agosto m. c.a. Difficoltà III,IV 2,30-3,00 ore Bibliografia Rivista Mensile CAI anno 1973 pag. 285 Materiale occorrente : chiodi e nuts. La via è da attrezzare. Accesso: dalla Capanna Alpina salire il ghiaione che conduce alla base della parete Sud. Da qui traversare verso sinistra in direzione dello spigolo SO. L attacco della via si trova sulla verticale della cima. (ore 0,35). Relazione tecnica: si sale lungo la grigia ed articolata parete sovrastante senza direzione obbligata, per circa 4 lunghezze di corda mirando ad un corto camino posto a 2/3 della via. (punti di sosta da attrezzare difficoltà di III, III+). Raggiunto il camino lo si supera (IV) e poi si prosegue lungo la parete in direzione della fascia gialla strapiombante che sostiene la vetta del pilastro. Dalla base della fascia gialla Foto 3: In arrampicata lungo l itinerario n 1 traversare lungamente verso destra in direzione della spalla Est del pilastro. (III poi II). Risalire la spalla Est fino a raggiungere una macchia di mughi. Da qui per facili salti si raggiunge la vetta prativa del pilastro.

5 5 Itinerario 2 parete Sud Salitori g.a. F. Mazzetta e M. Dall Oglio il 4 settembre m. c.a. Difficoltà II,III 2,00 ore Bibliografia Guida Monti d Italia CAI-TCI Le Dolomiti Orientali vol. 1 parte1 pag.265 Materiale occorrente: chiodi e nuts. La via è da attrezzare. Accesso: come per l itinerario 1 fino alla base della parete Sud. Da qui traversare verso destra aggirando un pinnacolo roccioso ricoperto di mughi. L attacco della via è in corrispondenza di uno spallone roccioso con mughi. Relazione tecnica: si sale lungo lo spallone roccioso misto a mughi fin quasi al suo termine.(ii e III, soste su mughi). Si obliqua verso sinistra evitando la fascia di strapiombi sovrastante e proseguendo poi per parete articolata senza direzione obbligata (III, soste da attrezzare). Si continua in verticale puntando a raggiungere la spalla Est (III, soste da attrezzare). Raggiuntala, si prosegue per facili salti fino a raggiunge la vetta prativa del pilastro. Itinerario 3 VIA ORDINARIA FOLLIA parete Sud-Est Salitori M. Chiarini e L. De Marchi il 1 settembre m. c.a. Difficoltà IV, V e 1 pass. V+ 3,00 ore Bibliografia Rivista Mensile CAI n 3/86 pag. 300, Lo Scarpone n 14/86 pagg Materiale occorrente: chiodi e nuts. Lasciato 1 chiodo e una fettuccia Accesso: come per l itinerario 1 fino alla base della parete Sud. Da qui traversare lungo tutta la parete verso destra fin sotto la verticale dello spigolo SE. Salire lungo un canale detritico a destra di un pinnacolo staccato dalla parete. Puntare ora all evidente diedro grigio che segna l inizio della via. (ore 0,45). Relazione tecnica: 1) Salire il diedro grigio fino a sostare su di un mugo. (45 m ; IV, pass. IV+ e V). - 2) Proseguire lungo il breve camino sovrastante la sosta, quindi traversare a destra lungo uno spallone erboso. Sosta su mugo (fettuccia) (40 m ; IV poi I). - 3) Si è ora sulla verticale dello spigolo SE. Dalla sosta salire diritti lungo un canale detritico, giungendo così alla grande spalla erbosa che segna l inizio del diedro Est. Sosta su spuntoni (35 m ; II). - 4) Traversare lungo la spalla erbosa fin sotto la parete grigia (ometto). Sosta su clessidra (20 m ; I). - 5) Salire in obliquo verso sinistra, quindi diritti poi piegare a destra puntando ad un mugo dove si sosta. (35 m ; III, III+). - 6) Traversare verso destra puntando ad un diedro-canale di roccia friabile. Risalire il diedro e sostare al termine di esso. (45 m ; IV, IV+). - 7) Salire lungo la fessu-

6 6 ra sovrastante la sosta. Al termine di questa, traversare a sinistra e salire una corta rampa che termina sotto ad uno strapiombo giallo. Sosta su mughi. (25 m ; V poi IV). - 8) Dalla sosta traversare a sinistra un metro e quindi superare lo strapiombo giallo. Ritornare a destra ed imboccare il breve camino giallo sovrastante. Superato il camino ci si trova nel tratto terminale del diedro Est. Proseguire sulla faccia destra del diedro fino a sostare su una clessidra (30 m ; V, V+, poi IV+). - 9) Salire lungo la faccia destra del diedro fino ad un pilastrino, da qui traversare a sinistra entrando nel fondo del diedro. Proseguire lungo di esso fino a raggiungere un mugo do ve si sosta. (45 m ; IV, IV+, pass. V-). - 10) Dalla sosta traversare a sinistra due metri, quindi salire verticalmente lungo una lama grigia. Si giunge così alla spalla Est che segna la fine delle difficoltà. (10 m ; V-). Foto 4: In arrampicata lungo il diedro EST della via Ordinaria Follia ai Parei dl Cir La vetta del pilastro è raggiungibile percorrendo il tratto finale dell itinerario 2. Discesa La discesa si svolge a scelta o lungo il pilastro Ovest e la relativa gola SO tra la Parei dl Cir ed il Piz Armentarola (vedi Guida Monti d Italia Le Dolomiti Orientali vol.1 parte 1 pag. 265) risalito nel primo terzo dalla cordata Chiarini-De Marchi. Sono presenti vecchi chiodi di calata e cordini. (sconsigliabile), oppure si può ridiscendere in corda doppia lungo il versante Sud (punti di calata su pino mugo) ; 5 calate da metri. Nota : l eventuale raggiungimento della cengia di Bandiarac retrostante la vetta risulta assai problematico ed è da evitare per la presenza di profondi valloni e di pareti inaccesse da superare. Richiede una attenta esplorazione!!

7 7 VAN DA BISCES m (1 Pilastro di Bandiarac) Ad Est della Parei dl Cir, presenta una bella parete meridionale molto elegante, di roccia solida anche se sporca di detriti per la scarsa frequentazione. E l unico pilastro che in tempi recenti è stato inserito, come salita, in un libro di ascensioni scelte. Si riporta tale itinerario, ripetuto dall autore. Itinerario 4 parete Sud e spigolo SO Salitori M. Dall Oglio e S.Cazzaniga il 1 giugno m. c.a. Difficoltà dal III al IV+ con un passaggio di V- 3-4 ore Bibliografia Guida Monti d Italia CAI-TCI Le Dolomiti Orientali vol. 1 parte1 pag.265. G.Buscaini Dolomiti Orientali : le 100 ascensioni più belle ed. Zanichelli Materiale occorrente : qualche chiodo e nuts. Accesso: dalla Capanna Alpina salire il ghiaione che conduce verso la Parei dl Table (2 pilastro di Bandiarac) raggiungendo il canale (letto di torrente) sotto la grigia parete del pilastro. Percorrere detto canale fin sotto la parete e poi traversare a sinistra verso una piccola forcella alla base dello spigolo SO del Van da Bisces. Da qui parte la via (ometto). (ore 0,35). Relazione tecnica: 1) Salire prima diritto, poi obliquando verso sinistra in direzione di un gruppo di mughi su filo dello spigolo SO, dove si sosta. (50 m ; IV, 3 chiodi). - 2) Dai mughi salire diritti alcuni metri fino ad un altra zona di baranci, dove si sosta (20 m ; III). -3) Risalire la grigia parete verticale sovrastante la sosta, obliquando leggermente sulla sinistra fino a raggiungere un terrazzino sotto un camino o- bliquo verso destra. Sosta. (35 m ; IV- poi III, 2 chiodi). - 4) Risalire tutto il camino fino a sbucare su di una terrazza detritica con mughi dove si sosta (35 m ; III+, pass. IV). -5) Dalla sosta puntare ad un corto camino verticale a sinistra che porta in cima ad un terrazzino aereo sul filo dello spigolo SO. Si è sotto la prima fascia di strapiombi gialli del Pilastro. (15 m ; III, 1 chiodo). Sosta su chiodi. -6) Dal terrazzino aereo traversare a destra per 8-10 metri e poi diritto alcuni metri, quindi proseguire verso sinistra lungo la parete aerea e verticale fino a raggiungere un secondo terrazzino sul filo dello spigolo. Sosta su chiodi. (30 m ; IV, 3 chiodi). -7) Dal secondo terrazzino salire diritti per 10 m verso gli strapiombi gialli sovrastanti. Traversare poi a sinistra per 8 metri e poi diritti su roccia verticale ma ben manigliata, fino a Figura 1: Van da Bisces 2446 m. raggiungere una grande cengia detritica. Sosta su Parete Sud spuntone. (30 m ; IV, 3 chiodi). - 8) Traversare verso destra per sfasciumi fino a riguadagnare il filo dello spigolo. Sosta su chiodi. (40 m ;

8 8 II). - 9) Salire con bella arrampicata il filo dello spigolo. Sosta su spuntoni (45 m ; III, pass. di IV). -10) Si è giunti sotto ad uno strapiombo che si aggira a sinistra per facili rocce sporche di detrito, poi si prosegue fino a raggiungere la seconda fascia strapiombante del pilastro. Si sosta sul margine destro di tale fascia (ometti). (30 m ; II, III). -11) Superare la fascia di strapiombi a destra (2 chiodi, V-) e poi salire a sinistra fino a raggiungere la base di una fessura che si segue per tutta la sua lunghezza (1 chiodo, IV). Sosta su spuntone. (45 m ; V- poi IV). - 12) -13) -14) Seguire senza via obbligata il filo dello spigolo che ora si abbatte, superando brevi paretine di ottima roccia, ora sporche di detrito, fino a raggiungere la vetta prativa del pilastro. Discesa Dal prato sommitale incamminarsi verso Nord in direzione della cengia di Bandiarac. Raggiuntala percorrerla verso Est lungo tracce di sentiero. Lungo il percorso si incontrano numerose nicchie usate dai camosci come tane. A mano a mano che si procede lungo la cengia questa si allarga fino a diventare una grossa spalla ghiaiosa. Si traversa sotto le pareti del Piz Taibon, in prossimità del Valun dles Avares e per tracce si scende verso il sottostante Plan de Sumorones. Raggiunto il pianoro si prende il segnavia dell altavia n 1 che porta al Col dla Locia e in breve alla Capanna Alpina (ore 1,30-2).

9 9 PAREI DL TABLE m (2 Pilastro di Bandiarac) Ad Est del Van da Bisces, presenta le pareti più possenti di tutti i pilastri di Bandiarac. Verso SO mostra un bel diedro grigio chiuso in alto da gialli strapiombi. Gran parte della parete SO è solcata in basso da fasce di tetti che rendono problematica la salita. Il versante SE invece presenta pareti lavorate e incise da fessure e camini. Lungo questi versanti anche in tempi recenti sono state tracciate alcune vie. Poiché nessuno di questi itinerari è stato ripetuto personalmente dall autore della monografia se ne riportano solo i dati salienti omettendo ogni descrizione tecnica. Parete SSE Parete ESE Via Le sorelle Bandiera A.Pozza - A. Marzemin il 1/05/89 220m. di dislivello difficoltà D+ Bibliografia : Le Dolomiti Bellunesi - estate 1991 pag Via Dolasilla A.Pozza - A. Marzemin il 1/09/89 250m. di dislivello difficoltà TD Bibliografia: Le Dolomiti Bellunesi - estate 1991 pag Parete SO e Via F.Mazzetta - F.Alletto e M. Spigolo Sud Dall Oglio il 29/03/53 Foto 5: Parei dl Tablè versante meridionale 400m. di dislivello difficoltà III, IV Bibliografia: Guida Monti d Italia CAI-TCI Le Dolomiti orientali vol.1

10 10 BANC DA STLU (3 Pilastro di Bandiarac) Subito a ridosso del Van da Bisces verso Est, è il più nascosto dei pilastri in questione. Presenta pareti più corte, massimo 250 m, sempre di roccia buona e molto lavorata. Sul suo versante meridionale, inciso da un profondo camino, sono stati tracciati 4 itinerari di media difficoltà sicuramente adatti ad una uscita di corso roccia; rimangono ancora da salire lo spigolo SO e la gialla e strapiombante parete Est. Foto 6: Banc dla Stlu Parete Sud Itinerario 5 VIA TIEPIDA RAMPA parete Sud Salitori M. Chiarini e L. De Marchi il 22 luglio 1984 c. 250 m Difficoltà III, IV, 1 pass. V 2,00 ore Bibliografia Rivista Mensile CAI n 2/85 pag. 181, Lo Scarpone n 13/85 Materiale occorrente chiodi e nuts. Lasciati 2 chiodi Accesso: dalla Capanna Alpina salire in direzione del Col dla Locia lungo il sentiero n 11. All altezza del canale che scende dalla gola di separazione tra i 2 e 3 Pilastro si devia a sinistra e si raggiunge il canale stesso. Risalire tutto il canale (faticoso) fino a raggiungere la base dello spigolo SO del Banc da Stlu. Traversare con attenzione verso destra fino a raggiungere la parete grigia che delimita il grande strapiombo giallo della parete Sud (ore 0,45). La via di salita segue una rampa obliqua da sinistra verso destra, sbarrata in alto da tetti. L attacco è posto immediatamente a sinistra del grande strapiombo Sud. Relazione tecnica: 1) Si sale per un evidente diedro di 20 metri, leggermente strapiombante (1 chiodo ; IV+, pass. V). Superatolo si traversa a destra puntando allo

11 11 strapiombo che sbarra l accesso alla rampa ascendente (30 m ). - 2) Si supera faticosamente lo strapiombo uscendo sulla rampa obliqua. La si percorre tutta fin sotto ad un grande camino giallo, dove si sosta. (40 m ; IV, IV+, poi II e III). - 3) Si traversa verso destra, giungendo ad un grande terrazzo con mughi. Sosta su mugo. (15 m ; II, III). - 4) Si risale ora la grigia parete verticale sovrastante il terrazzo e quindi si prosegue lungo un canale-camino fino ad un grosso mugo dove si sosta (35 m ; IV, IV-). (si è giunti cosi sotto la zona degli strapiombi che sbarrano la rampa di salita, fin qui seguita). - 5) Dalla sosta si sale obliquando leggermente verso destra, giungendo al termine della rampa. Qui si sosta (35 m ; III+). - 6) Si prosegue risalendo un breve camino giallo che termina sotto ad uno strapiombo. Si traversa a sinistra ed in forte esposizione si supera una compatta placca verticale, giungendo ad un grosso mugo dove si sosta. (25 m ; IV, IV+). - 7) Prendere ora come riferimento un pino isolato a destra della sosta. Tenendosi alla sinistra del pino si sale prima obliquando verso destra, poi su verticalmente fino a raggiungere un grosso mugo dove si sosta. (25 m ; IV). - 8) Si sale ora diritti lungo la parete che si abbatte fino a raggiungere un grande prato. (40 m ; III+). Qui la via termina. La vetta del pilastro è facilmente raggiungibile per roccette e prati con difficoltà di I e II. Itinerario 6 VIA VIA DAI CHIODI parete Sud Salitori A. Molinaro e M.Sitta il 22 luglio 1984 c. 250 m Difficoltà dal III al V con pass di V+ 3,00 ore Bibliografia Rivista Mensile CAI n 2/85 pag. 181 Lo Scarpone n 13/85 Materiale occorrente: chiodi e nuts. Via da attrezzare Accesso: in comune con l itinerario 5 fin sotto la parete Sud del pilastro. La via attacca 40 metri a sinistra dell itinerario 5, in corrispondenza di un avancorpo inclinato e sporco di ghiaia. In linea generale la via è obliqua verso destra, ed esce dalla parete in corrispondenza di un grosso pino solitario al di sopra di una zona strapiombante, ben visibile dall attacco. Relazione tecnica: 1) Salire per l avancorpo, traversare a destra su roccia sporca di ghiaia e sostare ad una grossa cengia. (20 m ; II). - 2) Salire ad una cengia per una bellissima placca grigia, da qui continuare obliquando a destra, sempre su placche solidissime, fino a sostare su cengia sotto un diedrino strapiombante, posto a sinistra di un mugo. (45 m ; III+, IV, IV+). - 3) Salire obliqui verso destra prima, poi diritti, lungo rocce articolate, fino a sostare su una grossa cengia erbosa sotto placche nere. (35 m ; III). - 4) Salire verso destra, oltrepassare un piccolo tettino, continuare a traversare a destra, poi salire direttamente per verticali placche grigie. Sosta ad una cengia sotto strapiombi, clessidra (40 m ; IV+, V-). - 5) Subito a sinistra della sosta salire una zona strapiombante fino ad una minuscola cengetta sotto al grosso tetto. Traversare a sinistra e salire sulla cengetta quando questa si allarga ; da qui procedere direttamente per un diedro strapiombante (clessidra con cordino e moschettone lasciati) fino sotto un tetto, poi traversare a destra e sostare (20 m ; V, V+). - 6) Superare la sovrastante zona verticale per una placca grigia sotto un mugo a destra della sosta,

12 12 poi obliquando a destra (clessidra) su rocce più facili fino a sostare su mugo. (30 metri ; V-, III). - 7) Verticalmente, passando a fianco del grosso pino solitario, ben visibile dall attacco, fino al prato che indica la fine delle difficoltà. (45 m ; III+, IV- poi II). Qui la via termina. La vetta del pilastro è facilmente raggiungibile per roccette e prati con difficoltà di I e II. Itinerario 7 VIA DEI TRE parete Sud Salitori M. Chiarini - M. Aleardi e D. Mascellani il 29 giugno 1986 c. 250 m Difficoltà III, IV con 1 pass. di V- 3,00 ore Bibliografia Rivista Mensile CAI n 2/88 pag. 77,2 Lo Scarpone n 10/88 Materiale occorrente: chiodi e nuts. Via da attrezzare Accesso: come per l itinerario 5 fin sotto lo spigolo SO. Da qui traversare fin sotto il grande camino centrale. La via segue nella sua parte inferiore, questo camino, mentre, nella parte superiore, si mantiene sulle rocce a destra del camino stesso. L attacco è a sinistra dalla verticale di questo camino. Relazione tecnica: 1) Salire a sinistra del camino, per parete, fino a raggiungere la sommità di un pilastrino addossato alla parete. Soste su mughi. (50 m. ; II e III). - 2) Proseguire ora verticalmente lungo una placca grigia (20 m. ) a sinistra del camino. Traversare poi a destra ed entrare nel camino, che si risale per alcuni metri. (30 m ; IV, V-). - 3) Continuare per il camino per circa 20 metri e poi uscire a sinistra, proseguendo diritti fin sotto un salto verticale. (35 m ; IV, III). - 4) Salire la verticale parete sovrastante la sosta, obliquando a sinistra fino a raggiungere una cengia (III). Dalla cengia traversare a destra fino a raggiungere un grosso mugo sulla parete a destra del camino. (50 m ; III). - 5) Dal mugo proseguire in obliquo verso destra per rampe e canali. Si raggiunge cosi una zona di rocce giallo-nere (40 m ; III+). - 6) Salire direttamente fin sotto le rocce strapiombanti, poi traversare a destra 10 metri. Superare un piccolo strapiombo e Foto 7: In arrampicata sull itinerario n 7 poi traversare nuovamente a sinistra (roccia friabile) fin ad un mugo dove si sosta. (40 m ; IV). - 7) Proseguire ora diritto alcuni metri, poi salire obliquando leggermente verso destra seguendo una serie di rampe. (40 m ; III). - 8) Salire su facili rocce fino a raggiungere un prato ove terminano le difficoltà (45 m ; II, III). La vetta del pilastro è facilmente raggiungibile per roccette e prati con difficoltà di I e II.

13 13 Itinerario 8 VIA DIMENTICANDO I TUOI OCCHI parete Sud Salitori A. Molinaro e M. Minchio il 29 giugno 1986 c. 250 m Difficoltà IV,V 4 ore Bibliografia Rivista Mensile CAI n 3/87 pag. 81,3 Lo Scarpone n 12/87 Materiale occorrente: chiodi e nuts. Lasciati 2 chiodi Accesso: come per l itinerario 5 fin sotto lo spigolo SO. La via sale la parete compresa tra lo strapiombante spigolo SO ed il camino centrale, vincendo placche nere interrotte da strapiombi nella metà inferiore e superando un diedro ben intuibile dal basso nella metà superiore. L attacco è sulla verticale di un pilastro squadrato e coperto di mughi. Relazione tecnica: 1) salire il primo diedrino e per un secondo salto ad una larga cengia erbosa che si percorre a sinistra qualche metro fino ad imboccare un diedro verticale. (40 m ; III, IV-). - 2) Salire ad una cengia da cui si innalza un pilastro appoggiato alla parete, con la sommità coperta di mughi e sottostante tetti grigi. Dalla base destra del pilastro traversare al suo centro e per bella placca alla sua sommità. (42 m ; III, II, IV+). - 3) Dall estremità destra del pilastro aggirare lo spigolo del tetto del tetto che lo sovrasta (1 chiodo lasciato) uscendo in placca. Salire un pò a sinistra poi verticalmente con magnifica arrampicata fin sotto una stretta ma lunga fascia strapiombante (2 chiodi), indi traversate a destra dieci metri circa fin dove la fascia di strapiombi muore. (43 m ; V-,IV+, IV). - 4) Obliquare a sinistra e poi salire direttamente verso il punto più stretto e meno aggettante della sovrastante fascia di tetti, superando placche giallo nere di roccia stupenda. Sostare sotto il tetto a destra di un diedrino nero (35 m ; IV-, IV). - 5) Salire verso la radice del tetto, traversare a sinistra, oltrepassare il diedrino nero ed aggirare lo spigolo del tetto per poi salire diritti verso un piccolo diedro dove si sosta. (12 m ; IV+, V-, IV- ). - 6) Salire il diedrino, traversare a destra qualche metro e risalire una placca di magnifica roccia nera fino ad una lunga cengia ghiaiosa alla base di una continua fascia aggettante. (38 m ; IV+, IV). - 7) Poco a destra, dove lo strapiombo è meno pronunciato, salire direttamente ad una cengia con mughi. (10 m ; V+, III). - 8) Traversare orizzontalmente a sinistra verso il diedro che costituisce la direttrice della parte alta della salita (45 m ; I). - 9) Altri cinque metri a sinistra, poi salire un diedro grigio e raggiungere il lungo diedro superiore con la faccia sinistra gialla e la destra grigia. Risalirlo qualche metro sul fondo poi obliquare a destra in parete verso una sottile fessura verticale. (40 m ; I, III+, V-, IV+). - 10) Salire pressoché verticalmente in parete aggirando alcuni tettini. Un chiodo di sosta lasciato. (43 m ; V-, IV+). - 11) Obliquare a sinistra su roccia nera e raggiungere il fondo del diedro, salirlo per un decina di metri e poi uscire a destra per salire ad una larga cengia coperta di detriti. Ometto (42 m ; IV+, V-). Le difficoltà terminano qui, la vetta del pilastro è facilmente raggiungibile per salti detritici.

14 14 DISCESA Sono possibili 2 itinerari : a) Dal prato ove terminano le difficoltà salire in vetta al pilastro (150 m. - I e II) e poi raggiungere la cengia di Bandiarac lungo la quale si scende (vedi itin.4). b) Dal prato scendere verso Est puntando ad una larga rampa sormontata da grandi strapiombi gialli. Raggiunta la rampa, scendere lungo questa, con difficoltà di I e II, fino ai ghiaioni del versante Est del pilastro. (40 minuti circa). Da qui in breve alla Capanna Alpina. Bibliografia consultata : A. e C. Berti Dolomiti Orientali vol. 1 parte 1 CAI-TCI G. Buscaini Dolomiti Orientali: le 100 ascensioni più belle ed. Zanichelli La Rivista della Montagna n 86 Le Alpi Venete 1/93 Le Dolomiti Bellunesi 1/91 Rivista Mensile CAI e Lo Scarpone

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