TURISMO E TURISMO SOCIALE Per cominciare

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1 TURISMO E TURISMO SOCIALE Per cominciare Negli ultimi anni il turismo è diventato una pratica largamente diffusa presso strati diversi della popolazione, oltre ad essere un fenomeno economico dai vari risvolti sociali e ambientali, è prima di tutto un diritto inalienabile della persona riconosciuto come tale da importanti documenti internazionali come la Dichiarazione Universale dei Diritti dell Uomo. Da qui nasce l importanza di creare le condizioni favorevoli affinché tale diritto sia effettivamente esercitato e reso accessibile a tutti i cittadini.

2 In questo contesto assume rilevanza il Turismo Sociale. Storicamente il turismo sociale era identificato come turismo delle associazioni con la funzione di agevolare il riposo e lo svago ad ampie fasce di lavoratori salariati (dopo lavoro, Cral, colonie ), adesso sempre di più ha assunto la caratterizzazione di un turismo per famiglie, giovani, anziani e persone diversamente abili. Il turismo sociale ha trovato la sua forza attraverso il riconoscimento del proprio ruolo nel favorire l accesso alla vacanza e quindi l esercizio di un diritto fondamentale.

3 L EVOLUZIONE DEL TURISMO SOCIALE Il diritto al riposo e alla vacanza riconosciuto dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell Uomo, è stato il naturale corollario del riconoscimento ufficiale delle ferie retribuite raggiunto con la Convenzione Internazionale di Ginevra nel 1936 e introdotto nei diversi Paesi Europei negli anni successivi. Entra a tutti gli effetti nelle politiche sociali dei diversi paesi l interesse al turismo sociale e si pongono le basi per la nascita di organismi capaci di promuoverlo a tutte le istituzioni.

4 LA NASCITA DEL BITS Il Bits (Bureau International du Tourism Social) rappresenta ad oggi la più grande realtà operativa che associa a livello internazionale gli enti impegnati nel turismo sociale. Quest associazione nasce nel 1963 a Bruxelles per volontà di associazioni in parte indipendenti, in parte collegate alle organizzazioni sindacali internazionali, che hanno lanciato l idea del turismo sociale. Dal 1956 con il Congresso Internazionale di Berna, i passaggi successivi che hanno visto la costituzione ufficiale del Bits sono stati i congressi di Vienna (1959) e di Milano ( 1962).

5 L obiettivo primario è promuovere lo sviluppo del turismo sociale a livello internazionale, sostenendo, attivando e sviluppando azioni che rendano effettivo il diritto alla vacanze e l'accessibilità al turismo da parte di tutti i gruppi della popolazione, in special modo di giovani, famiglie, pensionati, invalidi,e delle persone con scarse risorse economiche. L'attività del BITS si articola su tre livelli: STUDI E RICERCHE, COORDINAMENTO E COLLABORAZIONE, RAPPRESENTANZA. Il suo raggio d'azione si estende dall'europa alle Americhe comprendendo circa 35 Paesi in 4 Continenti.

6 In seguito è con la Dichiarazione di Montreal Per una visione umanistica e sociale del turismo del 1996, promossa dall Assemblea generale del BITS, che i contenuti del turismo sociale vengono riattualizzati secondo una nuova prospettiva di sviluppo. La dichiarazione ridefinisce il turismo sociale individuandone la sostanza nell insieme delle attività umane finalizzate alla crescita culturale e civile dell uomo, in una visione di sviluppo sociale ed economico rispettoso dell ambiente e delle comunità locali.

7 LA DICHIARAZIONE DI MONTREAL: ASPETTI PRINCIPALI Il turismo sociale come diritto: riconoscimento del diritto al riposo e al tempo libero a livello mondiale, piena realizzazione dell individuo come persona e come cittadino; Il turismo sociale come creatore di società : lotta conto le diseguaglianze e l esclusione, definizione di politiche sociali rivolte al turismo, creazione di infrastrutture accessibili, concessione di sussidi alle persone più svantaggiate, rendere la vacanza luogo di arricchimento culturale, fisico e mentale;

8 Il turismo sociale come fattore di crescita economica: il turismo per tutti è in grado di muovere un flusso sempre più grande di persone e di investimenti, contribuendo allo sviluppo delle località e alla produzione di occupazione. Il turismo sociale interprete dell assetto territoriale e dello sviluppo locale: fattori fondamentali del turismo sociale sono la tutela all ambiente, il rispetto dell identità delle popolazioni locali, offrire nuovi mezzi a regioni sottosviluppate, generare benefici economici, sociali e culturali per le popolazioni locali.

9 LA DICHIARAZIONE DI MONTREAL: CRITERI CHE IDENTIFICANO IL TURISMO SOCIALE Qualsiasi impresa turistica può farsi portavoce del turismo sociale purché abbia come progetto principale l interesse generale e la ricerca di un accessibilità al turismo per il maggior numero di persone, segnando una netta demarcazione dalla ricerca del solo profitto; L impresa che si identifica nel turismo sociale deve rispettare alcune condizioni: le attività proposte integrano gli obiettivi umanistici, pedagogici e culturali del rispetto e dell affermazione della persona,

10 si rivolge al cliente senza alcuna discriminazione raziale, culturale, religiosa, politica, sociale, sessuale il prodotto proposto comprende come parte integrante un valore aggiunto non economico e che non deturpi e perturbi l ambiente locale, i documenti contrattuali sono redatti con chiarezza rispetto alle caratteristiche e ai prezzi, la gestione del personale è conforme alla legislazione sociale e persegue finalità di valorizzazione, implicando una formazione permanente appropriata

11 L ADDENDUM D AUBAGNE VERSO UN TURISMO DI SVILUPPO E DI SOLIDARIETÀ 2006 Dall adozione della Dichiarazione di Montreal il turismo si è sviluppato sempre di più, tuttavia resta ancora un fenomeno di massa che non tiene sempre conto di alcune fasce di popolazione e soprattutto delle economie locali. A tale riguardo sono state apportate alcune precisazioni nell Addendum sottoscritto ad Aubagne nel In particolare si è mostrato l interesse a promuovere il passaggio da lo sviluppo del turismo al turismo dello sviluppo, il turismo delle 3 S sociale, solidale e sostenibile, come affermato da Norberto Tonini Presidente del BITS.

12 La reale sfida del turismo sociale come attore economico e sociale consiste nella promozione dello sviluppo locale attraverso un miglior uso delle risorse presenti, un reinvestimento locale di larga parte dei profitti e la promozione di relazioni e scambi con la cultura delle comunità locali. Creare un turismo non solo attento ai turisti ma anche alla promozione di azioni di solidarietà e di sviluppo rivolto alle persone che lavorano nel settore e alle comunità locali.

13 IL TURISMO SOCIALE IN NUMERI Un milione e quattrocentomila vacanze all anno e un miliardo e 3 milioni di euro di fatturato, il volume d affari del turismo sociale in Italia. Lo rivela il 1 Rapporto sul Turismo Sociale e Associato, curato dall ISNART nel 2008 (Istituto Nazionale di Ricerche Turistiche). Dallo studio, effettuato tramite interviste telefoniche su operatori del ricettivo, è emerso, che nel 2008 sono state consumate dagli italiani, tramite il circuito associato, 1,4 milioni di vacanze, il 4,2% delle vacanze prenotate in Italia.

14 La clientela interessata pari al 33/39% della popolazione italiana ha fatto capo ad una fascia d età piuttosto omogenea nel primo semestre (col 26,6% di ultra sessantacinquenni), mentre è stata composta prevalentemente da giovani (70% tra i 15 e i 24 anni) e adulti (76,1% tra i 25 e i 34 anni) nel secondo semestre Una domanda che appartiene in ogni caso a fasce sociali medioalte: i fruitori-tipo, infatti, sono diplomati (52,9%) e laureati (34%), insegnanti, pensionati, liberi professionisti, dirigenti, capi servizio e quadri.

15 In numeri assoluti, nel 2008, si parla di 231 mila ragazzi e 261 mila ultra sessantacinquenni che hanno prenotato una vacanza tramite la propria scuola, le organizzazioni religiose, le associazioni culturali e i CRAL aziendali. In termini di spesa, il volume d affari generato dal turismo sociale e associato ha superato il miliardo di euro nel 2008: la quota più elevata spetta ai CRAL (347,5 milioni di euro), seguiti dalle associazioni culturali (247 milioni di euro) e dalle associazioni sportive (91 milioni di euro). La spesa media turistica si è attestata invece sui 741 euro a testa.

16 MANIFESTO PER LA PROMOZIONE DEL TURISMO ACCESSIBILE (attuazione dell'art. 30 della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità ratificata con Legge n. 18 del 24/02709)

17 1. La persona nella sua accezione completa è un cittadino ed un cliente che ha diritto a fruire dell'offerta turistica in modo completo e in autonomia, ricevendo servizi adeguati e commisurati ad un giusto rapporto qualità prezzo; 2. L'accessibilità comporta il coinvolgimento di tutta la filiera turistica a livello nazionale e locale, a partire da: Il sistema dei trasporti, La ricettività, La ristorazione, La cultura, il tempo libero e lo sport.

18 3. L'accessibilità dei luoghi non deve determinare la scelta della vacanza: si deve poter scegliere una meta o una struttura turistica perché piace e non perché è l'unica accessibile, 4. E' necessario pensare l'accessibilità come accesso alle esperienze di vita, ovvero andare oltre il concetto di standard valorizzando invece la centralità della persona/cliente con bisogni specifici, 5. L'informazione sull'accessibilità non può ridursi a simbolo, ma deve essere oggettiva, dettagliata e garantita, onde permettere a ogni persona di valutare in modo autonomo e certo quali strutture e servizi turistici sono in grado di soddisfare le sue specifiche esigenze,

19 6. E' necessario promuovere una comunicazione positiva, che eviti l'uso di termini discriminanti. Essa va diffusa in formati fruibili per tutti e attraverso tutti i canali informativi e promozionali del mondo del turistico, 7. Poiché l'accessibilità riguarda non solo aspetti strutturali e infrastrutturali, ma anche i servizi offerti ai turisti, occorre promuovere la qualità dell'accoglienza per tutti, ovvero incentivare un cambiamento culturale che generi profondi mutamenti dei modelli organizzativi e gestionali, ancora prima che strutturali,

20 8. E' necessario incentivare la formazione delle competenze e delle professionalità, basata sui principi dello Universal Design e che coinvolga tutta la filiera delle figure professionali turistiche e tecniche: manager, impiegati, aziende, imprese pubbliche e private. Occorre inoltre aggiornare i programmi di studio degli Istituti per il Turismo, tecnici, Universitari, dei master e dei Centri accademici a tutti i livelli,

21 9. Le Autonomie Locali, ognuna per le proprie competenze e vocazioni, hanno il compito di implementare l'accessibilità urbana, degli edifici pubblici e dei trasporti locali, pianificando inoltre periodiche azioni di verifica e di promozione delle proposte turistiche per tutti, 10. Per realizzare e promuovere il turismo accessibile in una logica di sistema si auspica la fattiva collaborazione tra gli Operatori turistici, le Autonomie Locali, gli Enti Pubblici, le Associazioni delle persone con disabilità e le Organizzazioni del turismo sociale.

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