Moral hazard e incentivi

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Moral hazard e incentivi"

Transcript

1 Moral hazard e incentivi Da: Milgrom e Roberts Capitolo 6 1

2 Ricorda: Adverse selection. Informazione rilevante, acquisita prima o subito dopo l inizio della transazione, non viene trasmessa. Causa danno se interessi non collimano. (Informazione nascosta) Moral hazard. Azione rilevante, eseguita dopo l inizio della transazione, non viene osservata da una delle parti. Causa danno se interessi non collimano. (Azione nascosta) 2

3 1. Il concetto di moral hazard 1.1 L assicurazione e i comportamenti inappropriati (precauzioni necessarie ) 1.2 Gli effetti del m.h. sull efficienza (non sempre è negativa, esempio analisi mediche pre-parto). Problema se si acquista troppo di una merce perché prezzo relativo troppo basso rispetto al vero costo per la società. Chi si comporta in modo opportunistico lo fa perché è razionale (non immorale ), però il suo comportamento è socialmente indesiderabile. 3

4 1.3 l incidenza del m.h.. Esempi: defensive medicine, fondi d investimento (più movimenti del dovuto per avere le commissioni), scarsa manutenzione degli appartamenti in affitto, lavoratore ozioso, lavoratore che denigra i colleghi per apparire più meritevole, manager che sceglie beni di lusso e si oppone a cambiamenti (positivi per l azienda ma pericolosi per il suo futuro). In comune tra questi esempi: gli individui non pagano tutto il costo delle loro decisioni errate. E come se fossero assicurati. Esiste un rapporto di agenzia e gli interessi non sono allineati. 4

5 Esempio: moral hazard in assicurazione sanitaria Moral hazard ex-ante: il consumatore non mette tutto lo sforzo necessario nella prevenzione primaria perché tanto è assicurato. Paga solo parzialmente le conseguenze della mancata prevenzione (le cure mediche in caso di malattia sono infatti rimborsate in tutto o in parte dall assicurazione). Costo sociale: si verificano malattie che potrebbero essere evitate con la prevenzione. 5

6 Moral hazard ex-post: il consumatore paga solo una parte (oppure zero se è assicurato al 100%) delle cure che consuma Costo sociale: consumo in eccesso di cure mediche e crescita della spesa sanitaria. Le conseguenze risentono anche del tipo di assicurazione sanitaria (pubblica / privata). Vedi lucidi successivi. Tipi di contratti incentivanti proposti dalle compagnie di assicurazione: contratti con franchigie e con compartecipazione della spesa per limitare i problemi di moral hazard. Ciò implica che il consumatore non è più assicurato in modo completo. 6

7 Un contratto assicurativo incentivante implica un trade-off fra ASSICURAZIONE e INCENTIVI. Per limitare il moral hazard (ex-ante e ex-post) bisogna ridurre il livello di assicurazione dell individuo. Così l individuo paga, almeno in parte, il costo delle sue decisioni errate. 7

8 3. Assicurazione pubblica e privata Avevamo visto che l assicurazione pubblica può risolvere il problema della selezione avversa. L assicurazione pubblica però non può risolvere il problema del moral hazard. Per varie ragioni, tuttavia, l assicurazione privata sembra in grado di gestire meglio il problema del moral hazard. 8

9 Vediamo alcune delle ragioni: Le imprese private hanno accesso a finanziamenti limitati (non possono contare sui contribuenti), quindi pagano maggiormente il costo di contratti inefficienti ed hanno maggior incentivo a implementare contratti ben disegnati. Il settore privato evita programmi assicurativi che, per quanto socialmente desiderabili, comportano costi elevati in termini di moral hazard. (es: cure dentarie ) Le imprese private massimizzano il profitto. 9

10 4. Moral hazard nelle organizzazioni 4.1 elusione del dipendente Elusione del compito assegnato. Per evitarlo si collega la remunerazione a una proxy del compito assegnato, della performance richiesta (esempio: output, vendite ) Esempio dei controllori di volo americani. Dopo il 1974 regole resero più difficile accertare le simulazioni di stress nervoso che davano diritto a ferie remunerate. Le richieste raddoppiarono. Per simulare, i controllori provocavano delle situazioni di pericolo. Di due possibili violazioni della sicurezza, near collisions in aria e distanze di sicurezza a terra le seconde aumentarono molto e le prime no (potevano costare vite umane). Ciò indica la presenza di moral hazard. 10

11 4.2 il comportamento dei manager Separazione tra proprietà (azionisti) e controllo (manager e consiglio di amministrazione). Rapporto di agenzia. I manager lavorano molto, ma possono perseguire obiettivi diversi dalla massimizzazione del profitto (e dalla distribuzione dei dividendi) Le scalate ostili (hostile takeovers) vengono ostacolate dai manager con poison pills (esempio acquisto agevolato di azioni dell impresa target in caso di tentativo di takeover, ne aumenta il costo). 11

12 4.3 M.H. nei contratti finanziari I creditori sono esposti al m.h. da parte del debitore (manager): se l investimento NON va a buon fine parte della perdita ricade sui creditori (difficoltà di misurazione, assunzione di rischio eccessivo rispetto a quello ottimale per i creditori) Se non ci fossero questi problemi i prestiti sarebbero meno onerosi. Strumenti per limitare il m.h.: diritto di controllo, garanzie, diritto di recesso, accesso ai consigli di amministrazione. A parità di condizioni le società dovrebbero preferire il debito alla emissione di azioni perché interessi sono deducibili mentre i dividendi no. Ma ciò non porta a indebitamenti totali perché, evidentemente, gli incentivi all assunzione di rischio crescono. 12

13 5. Il controllo del M.H. Quando il m.h. è un problema? 1. Se interessi divergono: funzioni obiettivo non allineate. 2. Esiste la possibilità di effettuare una transazione creatrice di surplus (scambio mutuamente vantaggioso) 3. Difficile accertare il rispetto del contratto o troppo costoso (problemi di osservazione o verificabilità). Impossibile scrivere un contratto completo del quale si possa garantire l esecuzione. 13

14 5.1 Controllo diretto Primo possibile rimedio: controllo diretto. Esempio: certificazione dei bilanci (auditing), visite mediche per assicurati, i lavoratori devono timbrare il cartellino. Ruolo cruciale di premi e penalità. Ma problema dell efficacia dei controlli (di nuovo difficile misurazione) e della credibilità della promessa di premi e punizioni (sono costosi per chi li deve implementare. Ex: licenziamento). 14

15 Lacompetizione tra le fonti informative: fonti informative in concorrenza tra loro forniranno informazioni sui difetti dei concorrenti (esempio: venditori di prodotti, nell esercito Marina e Aviazione, nelle imprese diversi capi-reparto) Ilcontrollo dei mercati: è un controllo gratuito. Esempio, se l impresa è in un ambiente concorrenziale è facile evidenziare l eventuale cattiva gestione del manager. Se il mercato per il controllo societario è aperto, allora il manager rischia il posto (scalata o competizione per le deleghe). Inoltre importanza della reputazione per il manager. 15

16 5.2 contratti d incentivazione A volte il controllo diretto è troppo costoso, possibile invece creare incentivi al comportamento virtuoso. Incentivi: alterazione dei compensi tale da accrescere i benefici monetari collegati al comportamento desiderato. Remunerazione collegata a esiti osservabili delle azioni se le azioni stesse non possono essere osservate. Quasi sempre la correlazione è imperfetta e quindi vi è una impossibilità di contratti che eliminino del tutto il problema. Esempio: venditori possono influenzare volume di vendite, ma esso dipende anche da altri fattori. 16

17 Ilproblema del sostenimento del rischio: i contratti d incentivazione comportano un reddito aleatorio (collegato a variabili aleatorie non totalmente controllabili dall agente. Ex: volume delle vendite). Ma l avversione al rischio riduce l utilità derivata dal reddito aleatorio. Allora il datore di lavoro deve dare di più, in termini attesi, per compensare il lavoratore per il rischio assunto. Questo può essere un costo anche per la società, se il datore di lavoro è neutrale al rischio egli potrebbe assumerselo tutto (dal punto di vista dell efficiente allocazione del rischio dovrebbe essere così), ma ciò eliminerebbe gli incentivi. 17

18 I costi del rischio e i benefici dell incentivazione: contratto efficiente deve bilanciare costi del rischio e benefici dell incentivazione. Implicazione pratica: se si vuole incentivare i dipendenti bisogna scegliere tra le variabili di collegamento (proxy) possibili, variabili correlate allo sforzo ma meno erratiche. (esempio. Pezzi difettosi, volume output, e non profitto). Se possibile non bisogna sottoporre i lavoratori a rischi al di fuori del loro controllo. Ridurre la disutilità dello sforzo è un altro modo per ridurre i problemi di m.h. (ambiente di lavoro, compiti assegnati più appropriati al tipo di lavoratore). 18

19 5.3 Le cauzioni Cauzione è un pegno che viene perso se un comportamento non conforme all accordo viene scoperto. Esempio: nella realizzazione di una costruzione. Oppure: capitale proprio per un investimento cofinanziato. Richiesta di pagamento all impresa in caso di licenziamento volontario da parte del dipendente. Relazione età/retribuzione, clausole sull anzianità: prima i lavoratori sono pagati meno e dopo più della loro produttività marginale. Si tratta di una cauzione pagata all azienda e che non verrebbe restituita in caso di moral hazard. Per l efficienza occorre anche una clausola di pensionamento obbligatorio. 19

20 5.4 Il fai-da-te, i cambiamenti proprietari e le riforme organizzative A volte il datore di lavoro può compiere egli stesso il lavoro (esempio: proprietario terriero che riassume la direzione di un azienda) no m.h. Oppure un parte può acquistare l altra o internalizzare l attività (esempio: fusioni) no m.h. (ma possibili costi d influenza) Incentivi e strutture proprietarie: un esempio 2 imprese, A e B, possono fare una JV. Investimenti Ma e Mb, per A e B. valore di questi input potrebbe essere inferiore a quello contabilizzato o dichiarato (esempio: macchinario vecchio o lavoratore poco qualificato). Va e Vb siano i valori effettivi (reali) 20

21 Dati: se Va e Vb investiti allora ricavo sarà 1.5(Va+Vb)-600. Ogni impresa può investire tra 500 e 1500 (minimo 500). Investimento di A Investimento di B Investimento totale Ricavo totale atteso Ricavo atteso di A Profitto atteso netto di A Decisione massimizzante A Decisione attesa di B Vb Va Perdita attesa di A 50 Va+Vb 1.5(Va+Vb) (Va+Vb)-300 (0.75)Vb-(0.25)Va (il minimo) 500 (idem) 21

22 Commenti Se avessero investito 1000 ciascuno, come da contratto, avrebbero avuto un ricavo totale di 2400 che diviso due dà 1200 a testa. Ma il valore effettivo dell input è non verificabile (Vi Mi) e allora ogni impresa tenderà a mettere il minimo possibile. Ogni impresa si aspetta che la controparte faccia lo stesso. Il problema è che l impresa non beneficia completamente dell investimento fatto: per ogni Euro investito l impresa ne riceve solo 0,75. Se tale minimo è zero allora l investimento è zero. Una transazione mutuamente proficua non ha luogo. Una fusione risolverebbe il problema. 22

23 Le determinanti della proprietà: una fusione non risolve sempre il problema: un impresa acquisita potrebbe diventare una divisione con un proprio manager. Ai problemi di incentivi, inoltre, si aggiungono i costi d influenza che aumentano all aumentare delle attività integrate dentro un organizzazione. 23

24 6. Le attività d influenza e la proprietà unificata Quali sono i costi di integrazione di attività diverse? Quali i limiti di un impresa? Perché le attività economiche non sono tutte organizzate dentro un impresa unica? Esistono costi di transazione interni all impresa. Problema: in teoria la possibilità di un intervento selettivo elimina come possibile fonte di inefficienza molte di quelle fino ad ora considerate (vedi seguito). 24

25 6.1 La proprietà unificata e l intervento selettivo Intervento selettivo: se due entità sono sotto un controllo unificato possono anche essere gestite come entità separate e messe in relazione come in un mercato (ex: prezzi di trasferimento tra due divisioni), quindi una struttura integrata dovrebbe sempre poter replicare almeno il livello di efficienza di una struttura decentrata. In più il centro potrebbe intervenire selettivamente per coordinare quando ne possono derivare aumenti d efficienza! Ma allora perché non tutte le attività sono sotto un unico controllo? 25

26 6.2 L influenza sugli interventi Esistono costi organizzativi dell intervento selettivo, come raccogliere informazioni. Costo di retribuire l agente che esercita il controllo. Predisposizione del sistema informativo (costoso). Più fondamentale è il peso delle attività di influenza che i soggetti nelle strutture sottoposte eserciteranno per influenzare decisioni. Attività di influenza (o di lobby): quando le decisioni dell organizzazione influenzano la distribuzione della ricchezza fra i suoi membri questi ultimi cercano di influenzare le decisioni a loro vantaggio. 26

27 Attività di influenza: Anche se senza esito, esse sono un costo. Possono portare a scelte errate. Progetto organizzativo può essere inizialmente distorto per ridurre l efficacia e gli incentivi a esercitare attività d influenza. L esistenza di un autorità centrale dotata del potere di esercitare un controllo e di dirigere le attività sottoposte è il requisito per l esercizio delle attività d influenza. Due entità separate non soggette allo stesso centro non devono cercare di influenzare nessuno. 27

28 6.3 I costi d influenza e le fusioni fallite Molti studi, tra cui uno di Porter rilevano che una alta percentuale di fusioni danno luogo a dismissioni di parti delle imprese acquisite o addirittura al ritorno allo stato originale. Persino in una fusione conglomerata, in cui non ci si propone di interferire con le operazioni correnti dell impresa acquisita, c è spazio per attività d influenza. 28

29 L acquisizione della Houston Oil and minerals da parte della Tenneco 1980: Tenneco era più grande conglomerata USA. Houston esplorava e sviluppava giacimenti. La fusione doveva lasciare Houston libera di agire come prima. Ma i lavoratori della Tenneco non avrebbero accettato. Houston era un impresa aggressiva e di successo, con personale altamente qualificato e sistemi di remunerazione incentivanti. Tenneco era una impresa con retribuzioni appiattite e con un modello di equità nei trattamenti. Dopo la fusione, moltissimi dipendenti Houston lasciarono. Alla fine la Houston non poté essere gestita come una unità distinta. Ciò fu costoso per la Tenneco, ma una politica diversa sarebbe costata forse ancora di più in termini di attività d influenza dei lavoratori della Tenneco per lamentarsi dell iniquità delle retribuzioni e per ottenerne miglioramenti. 29

Moral hazard e incentivi

Moral hazard e incentivi Moral hazard e incentivi Da: Milgrom e Roberts Capitolo 6 1 Ricorda: Adverse selection. Informazione rilevante, acquisita prima o subito dopo l inizio della transazione, non viene trasmessa. Causa danno

Dettagli

Moral hazard e incentivi

Moral hazard e incentivi Moral hazard e incentivi Da: Milgrom e Roberts Capitolo 6 1 Ricorda: Adverse selection. Informazione rilevante, acquisita prima o subito dopo l inizio della transazione, non viene trasmessa. Causa danno

Dettagli

Capitolo 17. I mercati con informazione asimmetrica

Capitolo 17. I mercati con informazione asimmetrica Capitolo 17 I mercati con informazione asimmetrica Introduzione L incertezza sulla qualità e il mercato dei bidoni I segnali di mercato Il rischio morale Il problema agente-principale L informazione asimmetrica

Dettagli

Fallimenti del mercato

Fallimenti del mercato Fallimenti del mercato Il mercato fallisce quando non è in grado di raggiungere un ottimo socialmente soddisfacente in termini di efficienza ed equità Potere di mercato Esternalità Beni pubblici Asimmetria

Dettagli

DOMANDE di RIEPILOGO

DOMANDE di RIEPILOGO DOMANDE di RIEPILOGO UNITA A - ANALISI ECONOMICA DELL IMPRESA Lez 3 Aspetti organizzativi dell impresa Natura e forme istituzionali Quali sono le caratteristiche dell impresa come istituzione gerarchica

Dettagli

Politica economica: Lezione 16

Politica economica: Lezione 16 Politica economica: Lezione 16 II canale: M - Z Crediti: 9 Corsi di laurea: Nuovo Ordinamento (DM. 270) Vecchio ordinamento (DM. 590) Politica Economica - Luca Salvatici 1 Tipi di beni Beni di ricerca

Dettagli

L assenza di condizioni di concorrenza perfetta

L assenza di condizioni di concorrenza perfetta Monopolio L assenza di condizioni di concorrenza perfetta è causa di fallimento del mercato per la difficoltà delle parti a trovare un accordo potenzialmente vantaggioso p Condizione di max profitto del

Dettagli

CORSO DI POLITICA ECONOMICA PER L INNOVAZIONE FACOLTÀ DI ECONOMIA R.GOODWIN UNIVERSITÀ DI SIENA

CORSO DI POLITICA ECONOMICA PER L INNOVAZIONE FACOLTÀ DI ECONOMIA R.GOODWIN UNIVERSITÀ DI SIENA FACOLTÀ DI ECONOMIA R.GOODWIN UNIVERSITÀ DI SIENA PROF.SSA MARIA ALESSANDRA ROSSI ALESSANDRA.ROSSI@UNISI.IT Il problema dell investimento innovativo SCHEMA DELLA LEZIONE Cosa si intende per investimento

Dettagli

Selezione avversa, screening e segnalazione

Selezione avversa, screening e segnalazione Selezione avversa, screening e segnalazione Il modello principale agente è uno strumento fondamentale per analizzare le relazioni economiche caratterizzate da problemi di asimmetrie informative un primo

Dettagli

Contratto di agenzia

Contratto di agenzia Contratto di agenzia Se l azione e non è osservabile (verificabile), il contratto di first best non è più utilizzabile. La scelta ottimale dell agente con salario fisso è esercitare sforzo nullo; La soluzione

Dettagli

Introduzione all informazione asimmetrica. Informazione imperfetta; Informazione nascosta; Selezione avversa; Azione nascosta; Azzardo morale;

Introduzione all informazione asimmetrica. Informazione imperfetta; Informazione nascosta; Selezione avversa; Azione nascosta; Azzardo morale; Introduzione all informazione asimmetrica Informazione imperfetta; Informazione nascosta; Selezione avversa; Azione nascosta; Azzardo morale; Informazione imperfetta Virtualmente ogni transazione economica

Dettagli

Sandro Brusco (Stony Brook) Fausto Panunzi (Bocconi) INFORMAZIONE ASIMMETRICA

Sandro Brusco (Stony Brook) Fausto Panunzi (Bocconi) INFORMAZIONE ASIMMETRICA Sandro Brusco (Stony Brook) Fausto Panunzi (Bocconi) INFORMAZIONE ASIMMETRICA Introduzione - 1 Una delle idee più importanti della teoria economica è che i mercati sotto alcune condizioni- allocano i beni

Dettagli

Capitolo 16 Esternalità, diritti di proprietà e teorema di Coase

Capitolo 16 Esternalità, diritti di proprietà e teorema di Coase Capitolo 16 Esternalità, diritti di proprietà e teorema di Coase COSA ABBIAMO IMPARATO FINORA (PARTE TERZA) Un economia perfettamente concorrenziale è in grado di raggiungere l ottimalità-paretiana (=una

Dettagli

Sociologia dell organizzazione Sociologia economica e dell organizzazione

Sociologia dell organizzazione Sociologia economica e dell organizzazione Corso di laurea SAM Corso di laurea ORU Sociologia dell organizzazione Sociologia economica e dell organizzazione Professor Lorenzo Bordogna Dipartimento di Studi del Lavoro e del Welfare Università degli

Dettagli

Economia monetaria e creditizia. Slide 2

Economia monetaria e creditizia. Slide 2 Economia monetaria e creditizia Slide 2 Le attività e i mercati finanziari Oltre alla moneta, un altra istituzione consente di ridurre i costi di transazione negli scambi: i mercati Si tratta dei contesti

Dettagli

Corso di Valutazione Economica dei Progetti e dei Piani. Marta Berni AA. 2006-2007

Corso di Valutazione Economica dei Progetti e dei Piani. Marta Berni AA. 2006-2007 Corso di Valutazione Economica dei Progetti e dei Piani AA. 2006-2007 Problemi del Coordinamento 3 Coordinamento Un coordinamento consiste in accordo preventivo con il quale 2 o più attori uniscono i propri

Dettagli

Informazione asimmetrica

Informazione asimmetrica Informazione asimmetrica L informazione posseduta dalle due parti di una relazione economica può essere distribuita in maniera diversa: parliamo in questo caso di informazione asimmetrica. È possibile,

Dettagli

Capitolo primo IL FINANZIAMENTO PUBBLICO DELL ISTRUZIONE: LE RAGIONI ECONOMICHE

Capitolo primo IL FINANZIAMENTO PUBBLICO DELL ISTRUZIONE: LE RAGIONI ECONOMICHE Capitolo primo IL FINANZIAMENTO PUBBLICO DELL ISTRUZIONE: LE RAGIONI ECONOMICHE L istruzione è un servizio complesso, nel quale l intervento pubblico è tradizionalmente ampio in tutti i paesi. In Italia,

Dettagli

Elementi di economia Economia dell informazione

Elementi di economia Economia dell informazione Elementi di economia Economia dell informazione Dott.ssa Michela Martinoia michela.martinoia@unimib.it Corso di laurea in Scienze del Turismo e Comunità Locale A.A. 2014/15 Informazione completa Significa

Dettagli

Mercati assicurativi, Adverse selection e Moral hazard

Mercati assicurativi, Adverse selection e Moral hazard 5/0/05 Università degli Studi di Perugia Corso di Laurea Magistrale in Scienze della Politica e dell'amministrazione COOMIA FIAZA PUBBLICA nza Caruso Lezione n. 3 I fallimenti del mercato: lo Stato può

Dettagli

= 8.000 + 2.000 = 5.000.

= 8.000 + 2.000 = 5.000. Esercizio 1 Consideriamo il mercato delle barche usate e supponiamo che esse possano essere di due tipi, di buona qualità e di cattiva qualità. Il valore di una barca di buona qualità è q = 8000, mentre

Dettagli

Capitolo 17. Mercati con asimmetrie informative

Capitolo 17. Mercati con asimmetrie informative Capitolo 17 Mercati con asimmetrie informative Argomenti discussi Incertezza sulla qualità nel mercato dei bidoni Segnalazione Moral Hazard (azzardo morale) Micro F. Barigozzi 2 Perchè il mercato fallisce

Dettagli

Economia dell Informazione. Cap. 12

Economia dell Informazione. Cap. 12 Economia dell Informazione Cap. 12 Informazione completa Significa che non esistono gap informativi rispetto a nessuna delle situazioni connesse agli scambi: sui beni disponibili, sui loro prezzi, sulla

Dettagli

Corso di Economia Applicata

Corso di Economia Applicata Corso di Economia Applicata a.a. 2007-08 II modulo 12 Lezione Asimmetrie informative e Adverse Selection Soluzioni per l Adverse Selection? selezione (screening ) segnalazione razionamento le soluzioni

Dettagli

L azzardo morale e il modello principale-agente

L azzardo morale e il modello principale-agente L azzardo morale e il modello principale-agente L azzardo morale e il problema principale agente Il modello principale agente è uno strumento fondamentale per analizzare le relazioni economiche caratterizzate

Dettagli

Effetti dell imposizione societaria e personale sulle decisioni di finanziamento. Economia dei tributi_polin 1

Effetti dell imposizione societaria e personale sulle decisioni di finanziamento. Economia dei tributi_polin 1 Effetti dell imposizione societaria e personale sulle decisioni di finanziamento Economia dei tributi_polin 1 Decisioni di finanziamento L imposizione sulle società di capitali può risultare non neutrale

Dettagli

Dispensa n. 2 Le cause del fallimento del mercato: quale intervento pubblico?

Dispensa n. 2 Le cause del fallimento del mercato: quale intervento pubblico? Davide Natale Dispensa n. 2 Le cause del fallimento del mercato: quale intervento pubblico? 1) Perché il mercato fallisce? Il mercato fallisce prevalentemente a causa della presenza di tre fenomeni, che

Dettagli

1. I costi di transazione e la dimensione dell impresa

1. I costi di transazione e la dimensione dell impresa 1. I costi di transazione e la dimensione dell impresa L esecuzione delle operazioni necessarie all impresa per svolgere il suo compito, cioè combinare fattori di produzione per ottenere un profitto, richiede

Dettagli

Razionalità limitata e informazioni private

Razionalità limitata e informazioni private Razionalità limitata e informazioni private Milgrom e Roberts: Capitolo 5 1 L informazione è una risorsa fondamentale, per lo scambio e la pianificazione, ma costosa da raccogliere ed elaborare. Le comunicazioni

Dettagli

Corso di Politica Economica

Corso di Politica Economica Corso di Politica Economica Lezione 18: Informazione incompleta (moral hazard) David Bartolini Università Politecnica delle Marche (Sede di S.Benedetto del Tronto) d.bartolini@univpm.it (email) http://utenti.dea.univpm.it/politica

Dettagli

I mercati assicurativi

I mercati assicurativi I mercati NB: Questi lucidi presentano solo parzialmente gli argomenti trattati ttati in classe. In particolare non contengono i modelli economici per i quali si rinvia direttamente al libro di testo e

Dettagli

D A D M D N D B. Quantità

D A D M D N D B. Quantità 4. Informazione asimmetrica (Adattato dal capitolo 8 di di I. Lavanda e G. Rampa, Microeconomia. Scelte individuali e benessere sociale, Roma, Carocci, 2004) L informazione posseduta da compratori e venditori

Dettagli

INTRODUZIONE ALLA FINANZA AZIENDALE. Docente: Prof. Massimo Mariani

INTRODUZIONE ALLA FINANZA AZIENDALE. Docente: Prof. Massimo Mariani INTRODUZIONE ALLA FINANZA AZIENDALE Docente: Prof. Massimo Mariani SOMMARIO La creazione del valore Che cos è la finanza aziendale Obiettivi degli stakeholders Massimizzazione del valore Massimizzazione

Dettagli

L impresa. a) Cosa è un impresa? b) Comportamento. c) La diversità delle imprese. a1) confini dell impresa a2) contratti

L impresa. a) Cosa è un impresa? b) Comportamento. c) La diversità delle imprese. a1) confini dell impresa a2) contratti L impresa a) Cosa è un impresa? a1) confini dell impresa a2) contratti b) Comportamento c) La diversità delle imprese (a) Impresa e costi di transazione Contrapposizione impresa-mercato (Coase): se i mercati

Dettagli

Le ragioni dell intervento pubblico

Le ragioni dell intervento pubblico Le ragioni dell intervento pubblico 1. COME VALUTARE GLI ESITI DEL MERCATO PRIVATO E DELL INTERVENTO PUBBLICO (L OTTIMO SOCIALE) 2. QUANDO IL MERCATO REALIZZA L OTTIMO SOCIALE 3. QUANTO IL MERCATO FALLISCE

Dettagli

Esercitazione 23 maggio 2016

Esercitazione 23 maggio 2016 Esercitazione 5 maggio 016 Esercitazione 3 maggio 016 In questa esercitazione, nei primi tre esercizi, analizzeremo il problema del moral hazard nel mercato. In questo caso prenderemo in considerazione

Dettagli

Esempi di domande per l esame di Economia Monetaria

Esempi di domande per l esame di Economia Monetaria Esempi di domande per l esame di Economia Monetaria. Supponete che la funzione di utilità di un agente sia u x. La remunerazione è rappresentata da un prospetto incerto, che prevede un reddito di 800 nel

Dettagli

Lezione 12 Applicazioni: Internet stock, fusioni ed acquisizioni

Lezione 12 Applicazioni: Internet stock, fusioni ed acquisizioni Lezione 12 Applicazioni: Internet stock, fusioni ed acquisizioni Analisi degli Investimenti 2014/15 Lorenzo Salieri Internet Stock In concomitanza alla crescente popolarità del settore Internet osservata

Dettagli

Le garanzie possono essere di due tipi (Chan e Kanatas, 1985):

Le garanzie possono essere di due tipi (Chan e Kanatas, 1985): Sull uso delle Garanzie. Tassonomia Le garanzie possono essere di due tipi (Chan e Kanatas, 1985): a) Un mutuatario può impegnare come garanzia ( interna all impresa) un cespite che viene utilizzato nel

Dettagli

Imprese e reti di imprese

Imprese e reti di imprese Imprese e reti di imprese 4. Asimmetrie informative e azzardo morale Giuseppe Vittucci Marzetti 1 Corso di laurea triennale in Scienze dell Organizzazione Facoltà di Sociologia Università degli Studi di

Dettagli

Economia Pubblica Informazione incompleta e Azzardo morale

Economia Pubblica Informazione incompleta e Azzardo morale Economia Pubblica Informazione incompleta e Azzardo morale Giuseppe De Feo Università degli Studi di Pavia email: giuseppe.defeo@unipv.it Secondo Semestre 2014-15 Outline Asimmetrie Informative Giochi

Dettagli

Economia pubblica. Alberto Zanardi

Economia pubblica. Alberto Zanardi Università di Bologna Scuola di Economia, Management e Statistica Corso di laurea CLEF Economia pubblica a.a. 2013-14 14 (8 crediti, 60 ore insegnamento) Le asimmetrie informative Alberto Zanardi Carenze

Dettagli

Rischio, assicurazione e asimmetrie informative

Rischio, assicurazione e asimmetrie informative Rischio, assicurazione e asimmetrie informative RISCHIO Nei mercati reali non c è perfetta certezza e informazione La presenza di rischio modifica le condizioni di scelta degli individui Si crea una divergenza

Dettagli

Organizzazione aziendale Lezione 5 Informazione, organizzazione e mercato Cap. 3. Ing. Marco Greco m.greco@unicas.it Tel.0776.299.

Organizzazione aziendale Lezione 5 Informazione, organizzazione e mercato Cap. 3. Ing. Marco Greco m.greco@unicas.it Tel.0776.299. Organizzazione aziendale Lezione 5 Informazione, organizzazione e mercato Cap. 3 Ing. m.greco@unicas.it Tel.0776.299.3641 Stanza 1S-28 Informazioni visita IPZS 9.30 Appuntamento in via Salaria n. 712,

Dettagli

Corso di Politica Economica

Corso di Politica Economica Corso di Politica Economica Lezione 7: Informazione incompleta Francesca Severini Università Politecnica delle Marche (Sede di S.Benedetto del Tronto) f.severini@univpm.it (email) http://utenti.dea.univpm.it/politica

Dettagli

Lezione 8. Politica Economica Avanzata A.A 2009-10

Lezione 8. Politica Economica Avanzata A.A 2009-10 Lezione 8 Politica Economica Avanzata Alcuni approfondimenti sul concetto di complementarietà/sostituibilità Abbiamo visto che il grado di concorrenza sembra favorire la crescita della produttività dell

Dettagli

Dividendi e valore delle azioni

Dividendi e valore delle azioni Dividendi e valore delle azioni La teoria economica sostiene che in ultima analisi il valore delle azioni dipende esclusivamente dal flusso scontato di dividendi attesi. Formalmente: V = E t=0 1 ( ) t

Dettagli

Capitolo 20: Scelta Intertemporale

Capitolo 20: Scelta Intertemporale Capitolo 20: Scelta Intertemporale 20.1: Introduzione Gli elementi di teoria economica trattati finora possono essere applicati a vari contesti. Tra questi, due rivestono particolare importanza: la scelta

Dettagli

INTRODUZIONE ALL ECONOMIA DELL ORGANIZZAZIONE

INTRODUZIONE ALL ECONOMIA DELL ORGANIZZAZIONE DISPENSA 5 Economia ed Organizzazione Aziendale INTRODUZIONE ALL ECONOMIA DELL ORGANIZZAZIONE 1 LA CRESCITA DELLE ORGANIZZAZIONI La teoria economica tradizionale: la teoria dei mercati la mano invisibile

Dettagli

CAPITOLO 11 INCENTIVI SALARIALI

CAPITOLO 11 INCENTIVI SALARIALI CAPITOLO 11 INCENTIVI SALARIALI 11-1. Fate l ipotesi che ci siano 100 lavoratori in un economia in cui operano due imprese. Per l impresa A, il prodotto marginale dei lavoratori è pari a 35 l ora. Per

Dettagli

INFORMAZIONE ASIMMETRICA

INFORMAZIONE ASIMMETRICA Università degli studi di MACERATA Facoltà di SCIENZE POLITICHE ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA A.A. 2010/2011 INFORMAZIONE ASIMMETRICA Fabio CLEMENTI E-mail: fabio.clementi@unimc.it Web: http://docenti.unimc.it/docenti/fabio-clementi

Dettagli

Come si giudica la governance?

Come si giudica la governance? Corso di Governance e Gestione del Rischio Modulo II Il mercato per il controllo: l OPA Come si giudica la governance? Un sistema di CG potrebbe essere giudicato in base a 3 elementi (Macey): La capacità

Dettagli

D A D M D N D B. Quantità

D A D M D N D B. Quantità 4. Informazione asimmetrica (Adattato dal capitolo 8 di di I. Lavanda e G. Rampa, Microeconomia. Scelte individuali e benessere sociale, Roma, Carocci, 2004) L informazione posseduta da compratori e venditori

Dettagli

Economia. La parola economia viene dal Greco antico oikos nomia: le regole che governano la casa

Economia. La parola economia viene dal Greco antico oikos nomia: le regole che governano la casa Economia La parola economia viene dal Greco antico oikos nomia: le regole che governano la casa DIECI PRINCIPI DELL ECONOMIA Così come in una famiglia, anche in una economia si devono affrontare molte

Dettagli

Informazione e mercati competitivi. Lezione 29. Infomazione asimmetrica. Infomazione asimmetrica. Infomazione asimmetrica.

Informazione e mercati competitivi. Lezione 29. Infomazione asimmetrica. Infomazione asimmetrica. Infomazione asimmetrica. Lezione 9 Informazione Asimmetrica Informazione e mercati competitivi Mercati perfettamente competitivi: tutti gli agenti sono pienamente informati circa i beni scambiati e sul funzionamento del mercato.

Dettagli

L effetto delle asimmetrie informative sul mercato del credito 1

L effetto delle asimmetrie informative sul mercato del credito 1 L effetto delle asimmetrie informative sul mercato del credito 1 Fausto Panunzi 2 Settembre 2009 Perché il mercato del credito è diverso da altri mercati? La crisi finanziaria emersa nell autunno 2008

Dettagli

I DIECI PRINCIPI DELL ECONOMIA

I DIECI PRINCIPI DELL ECONOMIA Corso di Laurea in Servizio Sociale Istituzioni di Economia Introduzione allo studio dell Economia I DIECI PRINCIPI DELL ECONOMIA (Capitolo 1) Il termine economia... Deriva da una parola greca che significa

Dettagli

Contenuti. Fatti stilizzati microeconomici. L evidenza empirica è in contrasto con le previsioni del teorema Modigliani Miller.

Contenuti. Fatti stilizzati microeconomici. L evidenza empirica è in contrasto con le previsioni del teorema Modigliani Miller. Contenuti L evidenza empirica è in contrasto con le previsioni del teorema Modigliani Miller. ECONOMIA MONETARIA E FINANZIARIA (7) Esistono quindi delle imperfezioni dei mercati. Le imperfezioni dei mercati

Dettagli

Modello di agenzia: estensioni

Modello di agenzia: estensioni Modello di agenzia: estensioni Estenderemo il modello principale agente in 4 direzioni: -Agenti multipli (yardstick e team prod.) -Differenti azioni con diversa osservabilità (multitasking); -Performance

Dettagli

13.10.2003 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea

13.10.2003 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea 13.10.2003 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 261/137 32. Quando sono maturati dietimi prima dell acquisto di un investimento fruttifero, gli introiti successivi di interessi devono essere ripartiti

Dettagli

D A D M D N D B. Quantità

D A D M D N D B. Quantità 4. Informazione asimmetrica (Tratto dal capitolo 8 di di I. Lavanda e G. Rampa, Microeconomia. Scelte individuali e benessere sociale, Roma, Carocci, 2004) L informazione posseduta da compratori e venditori

Dettagli

Introduzione al concetto di Istituzioni. Politica Economica Istituzioni e Efficienza. Enforcement

Introduzione al concetto di Istituzioni. Politica Economica Istituzioni e Efficienza. Enforcement Politica Economica Istituzioni e Efficienza 2 Introduzione al concetto di Istituzioni Le istituzioni riducono il tasso di incertezza creando delle regolarità nella vita di tutti i giorni. Sono una guida

Dettagli

Economia dell'organizzazione. Capitolo 6 Moral Hazard e Incentivi. Ennio Bilancini. email: bilancini@unisi.it

Economia dell'organizzazione. Capitolo 6 Moral Hazard e Incentivi. Ennio Bilancini. email: bilancini@unisi.it Economia dell'organizzazione Capitolo 6 Moral Hazard e Incentivi Ennio Bilancini email: bilancini@unisi.it Sommario Il concetto di Moral Hazard (opportunismo post-contrattuale) Il modello principale-agente

Dettagli

Il rapporto fra finanziamento e qualità delle prestazioni nelle ASL e nelle aziende ospedaliere. A cura di Michele Borgia

Il rapporto fra finanziamento e qualità delle prestazioni nelle ASL e nelle aziende ospedaliere. A cura di Michele Borgia Il rapporto fra finanziamento e qualità delle prestazioni nelle ASL e nelle aziende ospedaliere A cura di Michele Borgia Struttura dell intervento I. Caratteristiche originarie e carenze : II. Istituzioni

Dettagli

Organizzazione aziendale Lezione 14 Organizzazione e Incentivi Cap. 8. Ing. Marco Greco m.greco@unicas.it Tel.0776.299.

Organizzazione aziendale Lezione 14 Organizzazione e Incentivi Cap. 8. Ing. Marco Greco m.greco@unicas.it Tel.0776.299. Organizzazione aziendale Lezione 14 Organizzazione e Incentivi Cap. 8 Ing. Marco Greco m.greco@unicas.it Tel.0776.299.3641 Stanza 1S-28 Il multitasking Il lavoro di A potrebbe avere molti output diversi

Dettagli

ESERCITAZIONE 1. 15 novembre 2012

ESERCITAZIONE 1. 15 novembre 2012 ESERCITAZIONE 1 Economia dell Informazione e dei Mercati Finanziari C.d.L. in Economia degli Intermediari e dei Mercati Finanziari (8 C.F.U.) C.d.L. in Statistica per le decisioni finanziarie ed attuariali

Dettagli

Economia Pubblica. Giuseppe De Feo. Secondo Semestre 2014-15. Università degli Studi di Pavia email: giuseppe.defeo@unipv.it

Economia Pubblica. Giuseppe De Feo. Secondo Semestre 2014-15. Università degli Studi di Pavia email: giuseppe.defeo@unipv.it Economia Pubblica Giuseppe De Feo Università degli Studi di Pavia email: giuseppe.defeo@unipv.it Secondo Semestre 2014-15 Outline I Richiami di Economia del Benessere Economia di mercato e Intervento pubblico

Dettagli

FALLIMENTI DEL MERCATO

FALLIMENTI DEL MERCATO FALLIMENTI DEL MERCATO L efficienza del Mercato Il benessere economico garantito dal Mercato è misurato in termini di efficienza paretiana. Secondo il primo teorema dell economia del benessere ogni EGC

Dettagli

Crescita della moneta e inflazione

Crescita della moneta e inflazione Crescita della moneta e inflazione Alcune osservazioni e definizioni L aumento del livello generale dei prezzi è detto inflazione. Ultimi 60 anni: variazione media del 5% annuale. Effetto: i prezzi sono

Dettagli

Politiche Sanitarie Comparate Lezione 2

Politiche Sanitarie Comparate Lezione 2 Politiche Sanitarie Comparate Lezione 2 Stefano Neri Corso di Laurea in Servizio Sociale 2009/10 Università degli Studi di Milano Bicocca I sistemi sanitari tra mercato e intervento pubblico Tutti i sistemi

Dettagli

Fallimenti del mercato

Fallimenti del mercato Fallimenti del mercato Il mercato fallisce quando non è in grado di raggiungere un ottimo socialmente soddisfacente in termini di efficienza ed equità Potere di mercato Esternalità Beni pubblici Asimmetria

Dettagli

Moneta e Finanza Internazionale MERCATI FINANZIARI

Moneta e Finanza Internazionale MERCATI FINANZIARI Moneta e Finanza Internazionale MERCATI FINANZIARI Funzioni dei mercati finanziari 1. Canalizzare risorse da agenti in surplus (risparmiatori) ad agenti in deficit (imprese/prenditori) 2. Direct finance:

Dettagli

L INFORMAZIONE ASIMMETRICA

L INFORMAZIONE ASIMMETRICA Università degli studi di MACERATA Facoltà di SCIENZE POLITICHE ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA A.A. 2011/2012 L INFORMAZIONE ASIMMETRICA Fabio CLEMENTI E-mail: fabio.clementi@unimc.it Web: http://docenti.unimc.it/docenti/fabio-clementi

Dettagli

I fallimenti del mercato

I fallimenti del mercato Esternalità I fallimenti del mercato Esternalità Quando una transazione tra un compratore e un venditore condiziona direttamente una terza parte, l effetto che questa subisce viene detto esternalità. In

Dettagli

Dispensa 4. June 11, 2009

Dispensa 4. June 11, 2009 Dispensa 4 June 11, 2009 1 Il mercato dei bidoni Il problema della selezione avversa è dovuto al fatto che l agente detiene informazioni private (delle quali il principale non è a conoscenza) prima della

Dettagli

Economia monetaria e creditizia. Slide 3

Economia monetaria e creditizia. Slide 3 Economia monetaria e creditizia Slide 3 Ancora sul CDS Vincolo prestatore Vincolo debitore rendimenti rendimenti-costi (rendimenti-costi)/2 Ancora sul CDS dove fissare il limite? l investitore conosce

Dettagli

Il sistema fiscale. Teoria

Il sistema fiscale. Teoria Il sistema fiscale Teoria Il sistema fiscale: aspetti generali I fallimenti del mercato ci dicono che una serie di beni devono essere prodotti dallo Stato per ragioni di efficienza: difesa (beni pubblici);

Dettagli

ASIMMETRIE INFORMATIVE. (Cap. 34 di Hey) Eppure si tratta di elementi piuttosto diffusi nella realtà di tutti i giorni:

ASIMMETRIE INFORMATIVE. (Cap. 34 di Hey) Eppure si tratta di elementi piuttosto diffusi nella realtà di tutti i giorni: ASIMMETRIE INFORMATIVE (Cap. 34 di Hey) Tener conto delle asimmetrie informative consente di evidenziare alcuni importanti elementi che la teoria standard - assumendo informazione completa e simmetrica

Dettagli

Lezione 1. Moneta, finanza e produzione

Lezione 1. Moneta, finanza e produzione Lezione 1. Moneta, finanza e produzione Attività patrimoniali: stock di ricchezza 1. beni materiali e immateriali che partecipano ai processi produttivi, correnti e futuri, e che prospettano un flusso

Dettagli

L ECONOMICITÀ AZIENDALE

L ECONOMICITÀ AZIENDALE L ECONOMICITÀ AZIENDALE IMPRESA tende alla sopravvivenza (autonoma) nel tempo 1 a condizione: Equilibrio economico Risorse consumo (utilizzazione) Collocamento l azienda deve conseguire in volume di ricavi

Dettagli

FACOLTÀ DI ECONOMIA R.GOODWIN UNIVERSITÀ DI SIENA

FACOLTÀ DI ECONOMIA R.GOODWIN UNIVERSITÀ DI SIENA FACOLTÀ DI ECONOMIA R.GOODWIN UNIVERSITÀ DI SIENA PROF.SSA MARIA ALESSANDRA ROSSI ALESSANDRA.ROSSI@UNISI.IT Determinanti dell innovazione: Corporate governance SCHEMA DELLA LEZIONE Perché la corporate

Dettagli

INTRODUZIONE ALLA MICROFINANZA. Lucia Dalla Pellegrina. Università Milano-Bicocca. Corso di Economia Finanziaria M

INTRODUZIONE ALLA MICROFINANZA. Lucia Dalla Pellegrina. Università Milano-Bicocca. Corso di Economia Finanziaria M INTRODUZIONE ALLA MICROFINANZA Lucia Dalla Pellegrina Università Milano-Bicocca Corso di Economia Finanziaria M Ottobre 2014 IL CREDITO NEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO (PVS) TRE CANALI: CREDITO BANCARIO CREDITO

Dettagli

Slides per il corso di ECONOMIA DEI MERCATI FINANZIARI

Slides per il corso di ECONOMIA DEI MERCATI FINANZIARI Slides per il corso di ECONOMIA DEI MERCATI FINANZIARI Nicola Meccheri (meccheri@ec.unipi.it) Facoltà di Economia Università di Pisa A.A. 2011/2012 ECONOMIA DEI MERCATI FINANZIARI: ASPETTI INTRODUTTIVI

Dettagli

ASIMMETRIA INFORMATIVA

ASIMMETRIA INFORMATIVA ASIMMETRIA INFORMATIVA Equilibrio domanda offerta Il prezzo e la quantità di mercato di un certo bene dipendono dall interazione fra domanda e offerta La domanda indica la disponibilità ad acquistare un

Dettagli

ECONOMIA DEI SISTEMI INDUSTRIALI

ECONOMIA DEI SISTEMI INDUSTRIALI ECONOMIA DEI SISTEMI INDUSTRIALI Ing. Marco Greco m.greco@unicas.it 0776/2994353 XII LEZIONE 22/10/2012 Perche le imprese si diversificano? La diversificazione può avvenire a beneficio dei proprietari

Dettagli

STATO E RIDISTRIBUZIONE DELLE RISORSE

STATO E RIDISTRIBUZIONE DELLE RISORSE STATO E RIDISTRIBUZIONE DELLE RISORSE CORSO DI LAUREA IN SERVIZIO SOCIALE, FACOLTÁ DI SOCIOLOGIA A.A. 2008-2009 ANNA TEMPIA 6 LEZIONE CENNI AL DECENTRAMENTO FISCALE (PARTE SECONDA) BIBLIOGRAFIA: P. Bosi

Dettagli

di informazione asimmetrica:

di informazione asimmetrica: Informazione asimmetrica In tutti i modelli che abbiamo considerato finora abbiamo assunto (implicitamente) che tutti gli agenti condividessero la stessa informazione (completa o incompleta) a proposito

Dettagli

Restrizioni verticali e integrazione verticale

Restrizioni verticali e integrazione verticale Restrizioni verticali e integrazione verticale Spesso le imprese operanti in diversi stadi della filiera produttiva (es. produttore-distributore) sottoscrivono contratti finalizzati a 1. ridurre i costi

Dettagli

DOMANDE di RIEPILOGO

DOMANDE di RIEPILOGO DOMANDE di RIEPILOGO UNITA A - ANALISI ECONOMICA DELL IMPRESA Lez2 Nuove teorie dell impresa La teoria manageriale Quali problemi fondamentali delle moderne organizzazioni delle imprese non sono stati

Dettagli

Economia delle istituzioni Seconda settimana (5 febbraio 8 marzo 2007)

Economia delle istituzioni Seconda settimana (5 febbraio 8 marzo 2007) Economia delle istituzioni Seconda settimana (5 febbraio 8 marzo 2007) 1 Le asimmetrie informative Alcuni individui dispongono di informazioni private che altri non hanno Es: produttori/consumatori imprenditori/compagnia

Dettagli

Capitolo 34: Informazione Asimmetrica

Capitolo 34: Informazione Asimmetrica Capitolo 34: Informazione Asimmetrica 34.1: Introduzione Fino ad ora abbiamo assunto che tutti gli agenti abbiano accesso alle stesse informazioni sul bene scambiato nel mercato. In questo capitolo studiamo

Dettagli

Massimizzazione del profitto

Massimizzazione del profitto Massimizzazione del profitto Diversi tipi di impresa Obiettivo dell impresa: massimo profitto Profitto Economico e Profitto Contabile Costo Economico (Costo Opportunità) Profitto Normale e Extra-Profitto

Dettagli

Economia del benessere

Economia del benessere Economia del benessere 1 Mercato e Stato Il problema principale che si pone è come e in quali condizioni i risultati economici che possono essere conseguiti attraverso il mercato garantiscono il rispetto

Dettagli

Economia e politica di gestione del territorio. mercato [1:cap.3]

Economia e politica di gestione del territorio. mercato [1:cap.3] Economia e politica di gestione del territorio Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie (L.M.) A.A. 2013-2014 Lezione n.4: I fallimenti del mercato [1:cap.3] Docente: Antonio Lopolito tel. 0881-589.417

Dettagli

Lezione 4: l'approccio economico tradizionale ai diritti di proprietà intellettuale. Il confronto tra gli incentivi in concorrenza e in monopolio.

Lezione 4: l'approccio economico tradizionale ai diritti di proprietà intellettuale. Il confronto tra gli incentivi in concorrenza e in monopolio. Lezione 4: l'approccio economico tradizionale ai diritti di proprietà intellettuale. Il confronto tra gli incentivi in concorrenza e in monopolio. 1) Approccio economico tradizionale alla questione della

Dettagli

I fallimenti del mercato

I fallimenti del mercato I fallimenti del mercato Diritti di proprietà ed esecuzione dei contratti Anche in un economia ideale, caratterizzata da concorrenza perfetta ed efficienza paretiana, gli economisti più liberisti riconoscono

Dettagli

Risparmio, investimenti e sistema finanziario

Risparmio, investimenti e sistema finanziario Risparmio, investimenti e sistema finanziario Una relazione fondamentale per la crescita economica è quella tra risparmio e investimenti. In un economia di mercato occorre individuare meccanismi capaci

Dettagli

LA POLITICA MICROECONOMICA I

LA POLITICA MICROECONOMICA I capitolo 6-1 LA POLITICA MICROECONOMICA I LA POLITICA MICROECONOMICA MIRA A REALIZZARE OBIETTIVI DI EFFICIENZA ED EQUITA OPERANDO (A SECONDA DEI CASI) PER: ASSICURARE ESISTENZA E FUNZIONAMENTO DEI MERCATI

Dettagli