GOVERNO DELLA MONETA: AUTORITÀ E POTESTÀ

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "GOVERNO DELLA MONETA: AUTORITÀ E POTESTÀ"

Transcript

1 FINANZA PRIVATA: REGOLE E CONTROLLI PROF. MARIA ROSARIA NADDEO

2 Indice 1 GOVERNO DELLA MONETA: AUTORITÀ E POTESTÀ L INTERESSE PUBBLICO ALLA TUTELA DEL RISPARMIO EVOLUZIONE DELL ASSETTO DELL ORDINAMENTO CREDITIZIO LA DISCIPLINA PUBBLICISTICA DELL INTERMEDIAZIONE MOBILIARE IL CONTROLLO PUBBLICO SULLE ASSICURAZIONI PRIVATE di 20

3 1 Governo della moneta: autorità e potestà La scienza economica individua la moneta come mezzo per gli scambi di ogni tipo, quale bene mobile assunto come unità di misura del valore legale di tutti gli altri beni, che si concretizza nella moneta metallica, coniata dal detentore della sovranità monetaria (lo Stato e dal 2001 l UEM e per essa la BCE) e dai biglietti di banca rappresentativi della moneta, emessi generalmente dalla Banca centrale. L esistenza della massa monetaria (l insieme, di diversa origine, delle monete e dei biglietti circolanti o depositati) impone un governo pubblico della moneta, o meglio di tale liquidità, ai fini dell attuazione della politica monetaria. Successivamente al Trattato di Maastricht e alla realizzazione del SEBC (Sistema europeo delle Banche Centrali), del quale fanno parte diverse Banche centrali nazionali unitamente alla nuova Banca Centrale Europea (BCE), la sovranità monetaria del nostro Paese si è pressoché totalmente trasferita a questo organismo sopranazionale a base federale con sede a Francoforte. Questa politica monetaria, ormai parzialmente realizzata a livello comunitario, non può che influire pesantemente sulle politiche di bilancio e sull intera finanza pubblica interna, nonché sulle riserve valutarie di ciascuno dei Paesi aderenti, nelle quali mantiene un andamento vistosamente decrescente il peso delle riserve auree (passato dal 50 al 10 per cento nel trentennio successivo all abolizione 1971 della convertibilità oro-dollaro); infatti, in deroga ad un accordo CEE del 1979, che prescriveva un proporzionale deposito aureo, nel 2004 si è convenuto di permettere lo smobilizzo graduale delle riserve in oro, in modo da realizzare entrate straordinarie e una tantum anche per questa via. Questa scelta è stata frenata, almeno per l Italia, soltanto dall aumento del prezzo internazionale dei metalli nobili, che ha raggiunto, per l oro, il 50 per cento nell ultimo quinquennio, rivalutando il portafoglio dei Paesi detentori. Ma il peso economico delle riserve auree fino a venticinque anni fa uno dei simboli di potenza delle nazioni è oggi assai ridotto, per non dire minimo. Lo Stato nazionale poteva intervenire a correzione dell economia attraverso due strumenti fondamentali: la politica monetaria e la politica fiscale. Si può definire la prima come l insieme di strumenti a disposizione delle autorità monetarie, tipicamente le Banche centrali, per regolare i tassi d interesse e, attraverso questi, la quantità di moneta che circola nell economia. Valutata correttamente la domanda di denaro che si stima corrispondente agli attesi livelli di attività economica, la scelta dei tassi da applicare e la manovra di 3 di 20

4 immissione o ritiro delle riserve influenzano la massa circolante nella direzione che si è prefissata la Banca centrale. Si definisce espansiva una politica monetaria che, attraverso la riduzione di tassi d interesse, voglia stimolare l offerta di moneta dalle banche alle imprese, e quindi gli investimenti e la produzione di beni e servizi. Al contrario, si definisce restrittiva una politica monetaria che, attraverso l aumento dei tassi d interesse, riduca l offerta di denaro e quindi renda meno conveniente investire e produrre, realizzando così quell obiettivo deflazionistico a cui la manovra tende. In realtà se l efficacia di tale sistema non può essere messa in discussione quando ha ad oggetto fini restrittivi e deflazionistici (con effetti che però si estendono negativamente pure ai consumi ed all occupazione), lo stesso non può affermarsi con altrettanta sicurezza quando l obiettivo finale è l espansione dell economia, per stimolare la quale la riduzione del costo del denaro e la disponibilità di fondi per gli investitori non bastano affatto, se non si accompagnano a sicure aspettative di crescente consumo interno o per l esportazione e quindi ricavi netti elevati per l imprenditore, fattori questi che dipendono da numerose variabili, anche psicologiche. La politica monetaria permissiva non genera perciò effetti automatici come quella restrittiva, costituendo solo una delle condizioni per lo sviluppo. Gli obiettivi perseguiti dal SEBC sono enunciati nel Trattato (art. 105) e ripresi nello Statuto (srt. 2). In particolare, tramite la gestione della politica monetaria, il Sistema ha anche il compito di: svolgere le operazioni sui cambi, in linea con quanto stabilito dal Consiglio in conformità alle disposizioni dell art. 109 del Trattato; detenere e gestire le riserve ufficiali in valuta estera degli Stati membri; promuovere il regolare funzionamento dei sistemi di pagamento; contribuire ad una buona conduzione delle politiche perseguite dalle competenti autorità per quanto riguarda la vigilanza prudenziale degli enti creditizi e la stabilità del sistema finanziario. Il compito sicuramente più visibile nell esperienza della BCE è sancito dal primo comma dell art. 105 del Trattato, nel quale si prevede che l autorità sopranazionale debba assicurare, appunto, il mantenimento della stabilità dei prezzi, assumendo così il ruolo di decisore esclusivo delle questioni relative alle politiche monetarie chiamate a garantire tale stabilità. Ciò significa che nessun altro organo comunitario o nazionale può ingerirsi in quella materia: è quanto, del resto, afferma l art. 107 del Trattato che, nel ribadire la completa indipendenza della BCE espressamente vieta alla stessa, nonché a qualsiasi Banca centrale di accettare istruzioni da altre istituzioni della UE o dai governi o da qualsiasi altro organo degli Stati membri, fissando anche per questi ultimi, 4 di 20

5 paletti rigidi quanto all eventuale loro volontà di influenzare i membri degli organi decisionali della BCE e delle Banche centrali nazionali nell assolvimento dei loro compiti. Il Patto di stabilità, costituito da un pacchetto di provvedimenti, prevede, in particolare, che i Paesi evitino eccessivi disavanzi pubblici, si impegnino a mantenere il proprio bilancio in equilibrio o in leggero avanzo, e in più, favoriscano una più forte integrazione nel coordinamento delle politiche economiche conseguentemente alla loro partecipazione al mercato unico. Se altri sistemi economici vedono affiancate autorità monetarie e finanziarie che concorrono alla realizzazione di condizioni di sviluppo non inflazionistico, nell UEM i due comportamenti operano su piani diversi l uno sopranazionale, l altro rimesso alle politiche interne. In questa prima fase di vita dell unione monetaria l andamento dell economia europea è stato insoddisfacente rispetto a quello di altri grandi Paesi. Infatti l unione monetaria ha comportato l impossibilità di effettuare politiche monetarie congiunturali nel caso di recessioni che colpissero in modo asimmetrico i diversi paesi aderenti, cui si è aggiunta una carenza di strumenti adeguati a livello di politiche fiscali. Resta in capo alle singole autorità nazionali la competenza in materia di vigilanza sui sistemi bancari e sui mercati finanziari, ferma restando la supervisione in capo al SEBC. Alla luce dei cambiamenti in corso nel mercato bancario e, più in generale di quello finanziario, che mostrano la tendenza delle istituzioni bancarie ad assumere dimensioni sempre più rischiose, dovranno essere rafforzati i compiti in materia di supervisione bancaria in capo al SEBC. Per l esistenza di un comprovato collegamenti tra la politica monetaria e la vigilanza sul credito, si avverte sempre di più l esigenza di giungere ad un sistema in grado di perseguire la stabilità dei prezzi, ma al tempo stesso pronto ad adottare altri interventi se necessario. Attualmente la funzione di vigilanza resta ancora saldamente attribuita alle singole Banche centrali. A ciò si aggiunge il ruolo di tesoriere della Pubblica Amministrazione, con l unica limitazione, prevista dal Trattato di Maastricht, di non concedere finanziamenti, sia alle amministrazioni centrali che a quelle periferiche. Le tesorerie possono, quindi, esclusivamente incassare i versamenti a favore dello Stato ed eseguire pagamenti per conto dello stesso. In Italia alla Banca centrale spetta poi l affidamento all IPZS (Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato) della stampa di banconote in euro e del conio delle monete col retrofaccia 5 di 20

6 nazionale, nonché la raccolta e l elaborazione delle statistiche monetarie e finanziarie, anche se è la BCE che dovrà successivamente studiare le stesse, congiuntamente a quelle provenienti dagli altri Paesi, al fine di conoscere le cifre aggregate per l intera area della cosiddetta Eurolandia. In conclusione, mentre la politica monetaria è ormai competenza esclusiva della BCE, la politica fiscale e di bilancio e la funzione di vigilanza prudenziale restano in capo alle autorità nazionali, con tutte le polemiche che tale assetto così raggiunto ha innescato: alcuni ritengono che si debba nuovamente affidare ai singoli Stati decisioni in materia di governo della moneta per evitare potenziali contrasti tra i governatori delle Banche centrali; altri sostengono, invece, che si debba rafforzare l autorità politica centrale, in particolare accentrando anche la politica finanziaria. 6 di 20

7 2 L interesse pubblico alla tutela del risparmio Che sia di interesse dello Stato il compito di accrescere la fiducia popolare nel risparmio, non solo incoraggiando l espansione dell attività delle banche, ma perfino organizzando una propria rete di raccolta capillarmente diffusa sull intero territorio nazionale, sembra oggi cosa normale, ma così non era a fine 800, al tempo della lucida analisi sostenuta da un uomo nuovo della Destra storica, Quintino Sella che riconobbe e sostenne la necessità che fosse un amministrazione pubblica capillare (a quel tempo postale) a darsi carico di raccogliere il denaro nella forma di deposito, come già avveniva nei Paesi europei più moderni, intuendo l opportunità di uno specifico intervento pubblico volto a incentivare e tutelare il risparmio, quale risorsa necessaria per la crescita economica e civile della giovane nazione italiana. Gli obiettivi di incoraggiamento al risparmio, di protezione dei depositi e di primitiva tutela del risparmiatore, che avevano guidato la battaglia politica per l introduzione delle Casse di risparmio postali, non si rinvengono però negli altri interventi legislativi di poco successivi. La disciplina comune a tutte le imprese si rinveniva all epoca nel Codice di commercio del 1882, e bisognerà aspettare i provvedimenti del 1926 per aver una prima normativa organica dedicata sia al settore monetario e creditizio sia alla tutela del risparmio. Fu poi la politica dirigista del regime fascista ad elaborare un complesso armonico e coordinato di strumenti, ed a rendere possibile un controllo pubblico ed una integrale previsione normativa dell attività di raccolta del risparmio e di erogazione del credito: il RDL 375/1936, convertito con legge 7 marzo 1938, n. 141, meglio noto come legge bancaria, ha retto pressoché immutato per oltre cinquant anni. L entrata in vigore della Costituzione repubblicana, che pure enunciava agli artt. 41 e 47 nuovi e fondamentali principi in materia economica e bancaria, non determinò, infatti, un mutamento di indirizzo nella politica legislativa in materia creditizia. Occorre però soffermarsi sull interpretazione data dalla dottrina a quell art. 47 della Costituzione, ancora oggi fondamento del nostro ordinamento creditizio che stabilisce che: La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina coordina e controlla l esercizio del credito. L art. 47, evidenziando l inerenza al pubblico interesse dell attività finanziaria privata, costituisce in pratica la giustificazione costituzionale della funzione di vigilanza pubblica sull esercizio dell attività d impresa degli intermediari che svolgono siffatta attività. La tutela del valore del risparmio, inteso come valore economicamente e socialmente rilevante, rientra infatti nei compiti della Repubblica, la 7 di 20

8 quale persegue tale obiettivo controllando l intero ciclo finanziario (dalla formazione incoraggiata del risparmio attraverso imprese creditizie e finanziarie). La tutela deve essere intesa come sinonimo della difesa di stabilità monetaria, da perseguire come fine prioritario da parte della Banca d Italia e fattore fondamentale dell equilibrio economico costituzionalizzato (insieme ad altri fattori identificati negli artt. 10, 11, 81 e 4 della Costituzione). Essa si traduce in liquidità dedotta dal rapporto risparmio-credito. E stato constatato come l art. 41 riguardi soltanto l attività pubblica e privata e perciò solo una parte dell equilibrio economico generale perseguito, appunto, dall art. 47. C è chi ritiene che l impresa bancaria sia oggetto dell art. 41, che col terzo comma consente di incidere sullo statuto della banca, limitando, attraverso il vincolo dell utilità sociale, l esercizio dell impresa bancaria. La tutela del risparmio deve essere vista come strumentale al perseguimento dell obiettivo di un esistenza libera e dignitosa dell individuo, in attuazione dell art. 2 della Costituzione. Storicamente la gestione della politica monetaria e creditizia non poté che essere fortemente influenzata da una penetrante attività di indirizzo politico-economico da parte dello Stato. L espressione Repubblica contenuta nell art. 47 equivale al soggetto titolare dei poteri di governo del credito, cioè alla Banca centrale, il cui Governatore costituisce, perciò, l organo costituzionale necessario per regolare la funzione di governo della moneta e di coordinamento del credito. Il trattato di Maastricht, imponendo come obiettivo principale all allora futura Banca Centrale Europea la realizzazione della stabilità monetaria e prevedendo solo in via subordinata un intervento a sostegno dell economia dell Unione, recepisce proprio l intento di quella corrente dottrinaria che ricercava nell art. 47 della Cost. un obiettivo esterno: il mantenimento del valore della moneta. La tutela del risparmio svolge un ruolo centrale nell ordinamento poiché è, in ultima analisi, uno dei mezzi più efficaci per lo sviluppo dell economia: la ricchezza eccedentaria dei risparmiatori si convoglia sotto forma di investimenti al settore deficitario delle imprese, che alimentano la crescita del sistema economico. Per lungo tempo, tuttavia, i risparmiatori si sono limitati a depositare i propri risparmi presso le banche che provvedevano autonomamente a reinvestirli sopportando i rischi del buon andamento degli investimenti. Solo successivamente, nella fase del risparmio consapevole, i privati hanno iniziato ad interessarsi direttamente ad effettuare scelte in merito al collocamento dei propri risparmi. E stata quindi avvertita la necessità di introdurre forme di controllo anche nel settore del mercato mobiliare, sia per colmare la disparità di trattamento tra le banche (già soggette alla 8 di 20

9 vigilanza della Banca d Italia), sia per garantire la stabilità e la correttezza degli altri intermediari finanziari. Si giunse così alla ricordata istituzione della Consob ( ) le cui funzioni di vigilanza sono andate sempre aumentando ed articolandosi. La L. 77/83 ha sottoposto al controllo della Consob ogni forma di sollecitazione del pubblico risparmio diretta all investimento in valori mobiliari, mentre la legge 1/91 ha stabilito la riserva di attività di intermediazione mobiliare per le società di intermediazione mobiliare (SIM) e ne ha ancora una volta affidato il controllo alla Consob. Infine con il D.Lgs. 415/96, in attuazione degli orientamenti comunitari, si è provveduto alla privatizzazione dei mercati regolamentati ed all attribuzione della gestione degli stessi ad apposite Società di Gestione del Risparmio (SGR), aventi forma di s.p.a. e sottoposte al controllo della Consob. Costituiscono i principali riferimenti normativi in materia il Testo Unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria (D. LGS. 58/98) e il Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia. Le funzioni vengono, quindi, ripartite tra Banca d Italia e Consob, cui si affiancano in ragione delle rispettive competenze, ISVAP, COVIP e Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. 9 di 20

10 periodi. 3 Evoluzione dell assetto dell ordinamento creditizio Nell evoluzione storica della legislazione bancaria, di suole distinguere grosso modo tre Il primo periodo risale dall Unità d Italia (1861) al 1926, anno dell emanazione della prima legge bancaria ; un secondo periodo inizia a decorrere dalla seconda legge bancaria (1936) e giunge fino all emanazione del Testo Unico bancario (1993); un terzo periodo, caratterizzato da un intenso processo di rinnovamento, è quello dell ultimo decennio, che parte dalla predisposizione di un Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (D. LGS. 1 settembre 1993, n. 385, in vigore dal 1 gennaio 1994-TUB) e comprende il recepimento di diverse direttive comunitarie nella materia. L inizio è caratterizzato dall assenza di una disciplina speciale dell attività bancaria, ma per alcuni settori creditizi, c.d. specializzati, come ad esempio quelli del credito fondiario e del credito agrario, ma anche per determinati tipi di aziende, quali le Casse di risparmio e i Monti di pegno, furono predisposti appositi testi normativi. Sottoposto ad un penetrante controllo, poi, fu l esercizio, da parte di sei importanti banche, del potere di emettere carta moneta, risalente all epoca preunitaria. L erede Stato italiano portò successivamente gli istituti di emissione a tre (1893). Nello stesso anno (1893) venne costituita, con statuto approvato con regio decreto, la Banca d Italia in forma di società per azioni. Essa nasceva dalla fusione tra le banche d emissione aventi struttura societaria che, precedentemente, erano confluite nella Banca Nazionale del Regno d Italia e da un ulteriore aggregazione di imprese bancarie. Se è vero che per una parte importante delle attività bancarie già esistevano, in quegli anni, precisi controlli pubblici (importante è il TU del 1910) è comunque altrettanto vero che le banche potevano essere liberamente costituite ed assolutamente libero era pure l esercizio dell attività bancaria. Ciò comportò il moltiplicarsi incontrollato del numero delle banche ed la conseguente crisi delle stesse, sia per l inadeguatezza degli strumenti patrimoniali di cui erano dotate, sia la loro stretta connessione tra il proprio capitale e quello delle imprese debitrici. Con RDL 7 settembre 1926, n e RDL 6 novembre 1926, n. 1830, venne introdotto nel nostro ordinamento la prima legge generale per le imprese bancarie, allo scopo di realizzare quel risanamento del settore bancario, che costituiva il necessario completamento del risanamento 10 di 20

11 monetario, perseguito anche con l unificazione completa degli istituti di emissione avvenuta con RDL 6 maggio 1926, n. 812, con il quale si riconosceva finalmente alla sola Banca d Italia la facoltà di emissione dei biglietti di banca. Essa venne individuata quale struttura di vertice a cui affidare la vigilanza bancaria. Nell attività di vigilanza rientrava il compito di esaminare le situazioni periodiche ed i bilanci delle imprese ed il potere di svolgere inchieste. Venne attribuito, invece, all allora Ministero delle finanze il potere di autorizzare l ingresso sul mercato di nuove imprese bancarie, l apertura di nuove filiali, la fusione tra aziende e la revoca dell autorizzazione. Risale a tale periodo la distinzione tra istituti ed aziende di credito e il vincolo del limite di fido, che consisteva in un rapporto determinato dall ammontare complessivo degli affidamenti che le banche avrebbero dovuto concedere ed il patrimonio dell impresa. Tutto ciò a conferma che scopo dei controlli pubblici sulle imprese bancarie fu soltanto la realizzazione di un mercato bancario che fosse quanto più possibile stabile ed efficiente. Con la successiva legge del 1936 furono definiti con chiarezza anche gli scopi, i mezzi e i limiti dell intervento pubblico sull ordinamento bancario. E indispensabile tener conto della realtà economica e politica del Paese in quel periodo storico. Il regime fascista si stava avviando sempre più verso un modello di organizzazione dell economia fortemente accentrato e si assisteva ad una crescente pubblicizzazione del settore bancario. Tra le vicende che si verificarono dopo l istaurazione della dittatura totalitaria ( ), grande rilievo ebbero la maggiori banche italiane che avevano finanziato lo sviluppo industriale italiano e che vennero travolte dalla crisi degli anni 30. Tra le principali novità apportate dal RDL 375/26, convertito nella legge 7 marzo 1938, n.141, meglio nota come legge bancaria e che si struttura come una legge del controllo sia sulle banche che sul mercato creditizio nel suo complesso, si ricorda la distinzione tra enti raccoglitori di risparmio a breve termine (aziende di credito) ed enti raccoglitori di risparmio a medio e lungo termine ( istituti di credito), che venivano assoggettati ad una diversa disciplina; l attribuzione del controllo sull attività bancaria ad un Comitato di ministri, composto dal Capo del governo e dai ministri economici, alle cui dipendenze venne posto un organo burocratico denominato Ispettorato per la difesa del risparmio e per l esercizio del credito, a capo del quale era il Governatore della Banca d Italia, con poteri ampiamente discrezionali; il riconoscimento alla struttura societaria della Banca d Italia della natura di ente di diritto pubblico, con funzione di tramite tra governo e sistema bancario. L organizzazione introdotta dalla legge bancaria si differenzia nettamente da quella 11 di 20

12 prevista dalla precedente legge del 1926: il controllo sulle imprese bancarie non è più attribuito al binomio Ministro delle finanze-banca d Italia, ma ad un organo burocratico (l Ispettorato soppresso nel 1944) alle dipendenze di un organo politico. La mancanza di un adeguata struttura operativa dell Ispettorato fece sì che la vigilanza sul sistema bancario rimanesse affidata alla Banca d Italia, che la esercitò anche attraverso i propri uffici periferici. Agli organi di vigilanza fu riconosciuto un potere fortemente discrezionale, di regolare l ingresso delle imprese sul mercato, di controllare la loro struttura e la loro espansione sul territorio, oltre a quello di fissare penetranti limiti alla loro gestione. Alla duplice autorizzazione (alla costituzione e all inizio dell attività) si accompagnava, infatti, l approvazione degli statuti e la successiva autorizzazione all apertura di sportelli, attuando in sostanza un riscontro anche qualitativo oltre che quantitativo sull accesso. Il DLCP 691/1947 istituì il tuttora esistente CICR (Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio), presieduto dall allora Ministro del tesoro e composto oggi anche dal Ministro delle attività produttive, da quello delle Politiche agricole e da quello delle Infrastrutture e dei trasporti, la cui competenza si estende all alta vigilanza in materia di tutela del risparmio e di esercizio della funzione creditizia e valutaria. Lo stesso provvedimento assegnò le funzioni dell Ispettorato alla Banca d Italia. L assetto del sistema creditizio è rimasto invariato sino ai primi anni 80, in conseguenza della mutata situazione economica. In quel periodo cominciò ad apparire evidente che era necessario per le banche operare un processo di despecializzazione istituzionale ed operativo, che permettesse loro, attraverso il mutuo riconoscimento, di rendersi maggiormente competitive. Altro fattore che ha contribuito al cambiamento è stato l avvio del processo di riassetto delle partecipazioni detenute dallo Stato nel settore creditizio. Con legge 30 luglio 1990, nota come legge Amato, gli istituti di credito di diritto pubblico furono trasformati in società per azioni e successivamente lo Stato cedette alcuni grandi banche controllate dal settore pubblico. Infine è da sottolineare come fattore di cambiamento la necessità di recepire le numerose direttive comunitarie in materia, in particolare la prima e la seconda direttiva (Dir. CEE 77/780 e Dir. CEE 89/646) che eliminando i poteri discrezionali di cui godevano le autorità creditizie nel rilasciare l autorizzazione all esercizio all attività bancaria, ponevano le basi per un ampia liberalizzazione del mercato bancario. 12 di 20

13 La prima direttiva configurava l autorizzazione all esercizio dell attività bancaria come un atto dovuto al ricorrere di requisiti oggettivi. Con l attuazione della seconda direttiva, invece, con il D.LGS 14 dicembre 1992, n. 481 si è affermato anche in Italia il principio dell home country control, cioè di controllo rimesso al Paese d origine della banca. Esso si basa sulla c.d. licenza unica : l autorizzazione all esercizio dell attività bancaria rilasciata dalle autorità di vigilanza di ciascun Paese comunitario vale come autorizzazione all esercizio delle attività, purché consentite nel Paese d origine, sull intero territorio comunitario (c.d. principio del mutuo riconoscimento). La legge 2 gennaio 1991 n. 1 che istituì le Società di Intermediazione Mobiliare (SIM), riconosceva agli enti creditizi la possibilità di svolgere tutte le attività di intermediazione. Inoltre, con provvedimento del CICR,nel 1993, cadde un altro principio: quello della separatezza tra banche ed imprese industriali. Le banche ora potevano investire in partecipazioni somme non superiori al 15 per cento del capitale dell impresa partecipata e non potevano detenere una quota maggiore del 15 per cento. Maggiori limiti erano previsti per taluni enti o gruppi. Il TUB fissa, inoltre, i cardini del nuovo ordinamento. Esso introduce pienamente la banca c.d. universale, intesa come banca non soggetta a limiti legislativi di specializzazione. Altro elemento essenziale del TUB è la volontà di incidere sul rapporto tra le banche e le imprese non bancarie, coordinando strumenti già esistenti e introducendone di nuovi. In questi ultimi anni si sono verificate nel mercato finanziario, e in quello bancario, in particolare, vicende di notevole rilevanza anche sul piano istituzionale, prima fra tutte la prosecuzione del processo di privatizzazione delle società bancarie nelle quali si erano trasformate le banche pubbliche. Alcune marginali modifiche ad altre disposizioni del TUB sono derivate anche dal D.LGS. 213/1998 che ha previsto disposizioni speciali per le banche in seguito all introduzione dell euro. Infine di recente ulteriori cambiamenti sono stati apportati in conseguenza di una serie di decreti legislativi che hanno riformato il diritto societario e il TUB oltre che il Testo Unico dell intermediazione finanziaria. Il TUB attribuisce funzioni di vigilanza non solo alla Banca d Italia, ma anche al Ministero dell economia e delle Finanze e al CICR. In particolare quest ultimo può emanare anche direttive generali cui la Banca d Italia di deve uniformare e decide eventuali reclami presentati avverso i provvedimenti della Banca d Italia. 13 di 20

14 Una complicazione sembrerebbe derivare dagli assetti proprietari della Banca Centrale: nel lontano 1893 essa ha assunto la forma di società anonima, i cui maggiori azionisti sono proprio alcune delle principali banche italiane. Successivamente, trasformata in istituto di diritto pubblico (1936), la forma societaria non è mutata per cui sarebbe ipotizzabile un conflitto d interessi, che vede dei controllati che nominano i controllanti, ed in particolare il Governatore. La funzione di vigilanza si articola nelle tre forme della vigilanza informativa, ispettiva e regolamentare ed è finalizzata al perseguimento degli obiettivi indicati all art. 5 TUB. Tra i soggetti vigilati rientrano, oltre alle banche, le SIM, le SGR, le SICAV (Società di Investimento a Capitale Variabile) e i fondi comuni. I provvedimenti che possono essere adottati da questa autorità sono riconducibili a tre categorie: i regolamenti ( atti generali e astratti, da adottare nei casi previsti dalla legge e nel rispetto delle direttive del CICR, la cui violazione inficia anche gli atti posti in essere nei confronti di terzi); le istruzioni (atti amministrativi generali, vincolanti solo per i soggetti vigilati); i provvedimenti particolari (diretti nei confronti di soggetti particolari e caratterizzati dall obbligo di motivazione). Contro tutti i provvedimenti è ammesso reclamo al CICR. Alla Banca d Italia, inoltre, sono riconosciute funzioni propositive nei confronti delle altre autorità creditizie, nonché funzioni consultive per l adozione di determinati provvedimenti. Per il corretto e completo esplicarsi della vigilanza è fondamentale che si instaurino sempre più stretti rapporti collaborativi tra le varie autorità di vigilanza economiche, anche a livello sopranazionale e mondiale. A questo scopo è stato istituito nel 1974 il Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria, in origine formato dai governatori delle Banche centrali dei Paesi facenti parte del c.d. G 10, ma al quale partecipano attualmente i rappresentanti delle Banche centrali nazionali. Esso elabora solo standards generali di condotta per gli organi vigilanti, senza garantire tempi e modalità degli interventi necessari per un effettivo coordinamento. Una importantissima funzione svolta dal Comitato di Basilea è quella di garantire solidità e stabilità al sistema creditizio internazionale attraverso l individuazione di adeguati criteri di vigilanza prudenziale e di idonei coefficienti di solvibilità, per realizzare i due principi secondo cui nessuno stabilimento di una banca straniera deve poter sfuggire alla supervisione, la quale deve essere adeguata. 14 di 20

15 Il Comitato ha adottato nel tempo numerosi documenti, di cui il più importante è l Accordo sui requisiti minimi di capitale del di 20

16 4 La disciplina pubblicistica dell intermediazione mobiliare Il mercato mobiliare ha trovato la propria regolamentazione sistematica nel TU delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria (D.LGS. 24 febbraio 1998 n. 58, il cui acronimo è TUF) nel quale sono state originariamente trasfuse diverse normative europee in argomento. Per l intermediazione finanziaria sorvegliano sulle finalità dei soggetti autorizzati la Banca d Italia per il contenimento del rischio e per la stabilità patrimoniale, la CONSOB per la trasparenza e la correttezza dei comportamenti. L intermediario mobiliare si limita a metter in contatto il risparmiatore-investitore (eseguendo le autonome scelte di questi ovvero gestendone discrezionalmente in toto il patrimonio affidatogli mediante delega ad hoc) con le imprese che collocano sul mercato alcuni strumenti finanziari, facendo stipulare direttamente tra i due interlocutori un contratto finanziario, senza alcuna assunzione di rischio da parte del mediatore. Questi servizi di investimento sono riservati ad intermediari, le cui attività sono disciplinate da diverse fonti precettive (direttive comunitarie, leggi, regolamenti delle autorità indipendenti preposte al settore, quali la CONSOB e la Banca d Italia), che regolano i soggetti abilitati, i mercati e l emissione dei prodotti finanziari. Il TUF detta precise disposizioni in primo luogo in riferimento alla nozione di strumento finanziario, che costituisce l oggetto dei servizi di investimento e determina il regime speciale cui sono soggetti gli emittenti, e, al fine di consentirne il collocamento e lo scambio, prevede i mercati regolamentati. Il TUF, inoltre, individua e disciplina anche i soggetti abilitati: quelli iscritti in appositi elenchi, le imprese di investimento, le Poste Italiane S.p.a., le società fiduciarie, gli agenti di cambio, le società di gestione del risparmio (SGR). L art. 1 stabilisce che l esercizio professionale dei servizi di investimento nei confronti del pubblico è riservato alle banche: nella prima categoria rientrano le SIM e le imprese di investimento. Viene esaminata anche la tipologia di servizi (negoziazione, collocamento, gestione, consulenza, servizi accessori) oltre, ovviamente, all offerta e ai contratti, specie quelli riguardanti la gestione collettiva del risparmio effettuata dalle accennate SGR, autorizzate a promuovere ed anche a gestire patrimoni altrui, ovvero dalle società di investimento a capitale variabile (SICAV). 16 di 20

17 L autorizzazione ad operare sui mercati finanziari, subordinata all esistenza di determinate condizioni (forma di s.p.a., ammontare minimo del capitale sociale,ecc.) e a particolari requisiti di onorabilità e professionalità degli esponenti aziendali, a norma dell art. 19 TUF spetta alla CONSOB, sentita la Banca d Italia, per gli intermediari non bancari, mentre compete direttamente alla Banca d Italia per le banche e gli intermediari iscritti nell elenco speciale di cui all art. 107 TUB (società finanziarie, società di factoring, società per la cartolarizzazione dei crediti,merchant banks). Il TUF è stato emanato a completamento del processo di riorganizzazione sistematica del mercato dei capitali, in attuazione della delega contenuta negli artt. 8 e 21 della L. 52/96 ed è entrato in vigore il 1 luglio Sin dagli inizi del XX secolo, in Italia aveva prevalso il modello pubblico della borsa valori. Il D.LGS. 415/96 optava per un modello privatistico in cui l organizzazione e la gestione dei mercati borsistici avesse carattere d impresa e fosse affidata a speciali s.p.a. (società di gestione). Questo assetto è stato confermato e perfezionato nel Testo Unico, che disciplina agli artt i mercati e la gestione accentrata di strumenti finanziari. Restano affidate alle autorità pubbliche (CONSOB) le funzioni di vigilanza, esercitate al fine di assicurare la trasparenza del mercato, l ordinato svolgimento delle negoziazioni e la tutela degli investitori. Il TUF distingue, a seconda dell importo minimo dei lotti, tra mercati al dettaglio e mercati all ingrosso, e all interno di questi ultimi tra mercati di titoli di Stato (MTS) e mercati di titoli diversi da quelli dello Stato. In Italia attualmente esiste un unica borsa valori, mercato regolamentato dove avviene la quotazione e la negoziazione ufficiale di strumenti finanziari; essa ha sede a Milano, è gestita dalla Borsa Italiana S.p.a. ed è articolata in sette comparti: mercato telematico azionario (MTA); mercato telematico delle obbligazioni e dei titoli di Stato (MOT); mercato telematico delle euroobbligazioni, delle obbligazioni di emittenti esteri e delle asset-backed securities (EUROMOT); mercato telematico di contratti a premio (MPR); mercato ristretto; mercato dei derivati (IDEM); mercato delle spezzature. Il Testo Unico si limita ad elencare le attività appartenenti alla categoria dei servizi di investimento e a quella dei servizi accessori, non fornendo una definizione esplicita degli stessi. I servizi d investimento, insieme di attività riservate agli operatori finanziari aventi ad oggetto strumenti finanziari, comprendono ad esempio attività quali la negoziazione per conto proprio e per conto terzi e il collocamento. I servizi accessori, ovvero l insieme delle attività 17 di 20

18 espletate dagli intermediari finanziari, che non hanno come oggetto strumenti finanziari ma che sono ad essi collegate, ricomprendono, invece, custodia ed amministrazione di strumenti finanziari, locazione di cassette di sicurezza, consulenza in materia di investimenti in strumenti finanziari, ecc. I soggetti abilitati all esercizio dell attività di intermediazione finanziaria devono conformarsi a tutta una serie di regole, miranti alla tutela del risparmiatore ed alla trasparenza delle operazioni realizzate, seguendo quella che viene definita una sana e prudente gestione. Il TUF predispone un apparato di norme volto a disciplinare le situazioni di crisi e a sanzionare comportamenti scorretti degli operatori, che possono sfociare anche in ipotesi di reato. 18 di 20

19 5 Il controllo pubblico sulle assicurazioni private Un tipo di intermediazione finanziaria diffuso negli ultimi tempi è quello dell intermediazione assicurativa, laddove il premio versato ad un impresa di assicurazione non mira a proteggersi da un rischio, ma costituisce una forma di accantonamento del risparmio per assicurarsi un certo capitale al verificarsi di una scadenza prefissata ( morte, pensionamento, maggiore età del figlio, ecc. ). In questo caso la compagnia di assicurazione impiega la raccolta in uno o più strumenti finanziari, ad esempio collegando la polizza a fondi comuni di investimento o a gestioni parametrate ad indici di mercato. Le caratteristiche finanziarie di questa intermediazione messa in essere dalle società di assicurazione non ne annullano, tuttavia, la natura assicurativa, permanendo l aleatorietà dell evento e l accollo all assicurazione delle possibili perdite : queste garanzie e le buone performance raggiunte hanno contribuito alla diffusione di questi investimenti, pubblicamente vigilati, come del resto tutta l attività assicurativa privata. L apparato di sorveglianza sulle assicurazioni private è stato sostanzialmente rivisto dal D.LGS 13 ottobre 1998, n 373, a seguito del quale la determinazione delle linee di politica assicurativa viene rimessa direttamente al Governo. Da oltre un ventennio il controllo ministeriale sulle assicurazioni private è stato conferito ad un autorità sostanzialmente indipendente, l Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private ( ISVAP ), mediante la legge 576/82 che gli dette la forma di ente pubblico e gli attribuì funzioni di vigilanza di vari aspetti della gestione tecnica, economica e finanziaria di tali imprese, nonché il potere di autorizzare l esercizio delle attività assicurative, che non è libero, ma è soggetto specifici vincoli cautelativi nell interesse della collettività. La legge 363/98 ha definitivamente trasferito all Istituto quasi tutte le competenze residue in materia assicurativa ancora residuate al Ministero delle Attività Produttive, fatta eccezione del potere di revoca dell autorizzazione all esercizio dell attività assicurativa, per lo scioglimento degli organi dell impresa in caso di amministrazione straordinaria, che restano adottati con decreto motivato del Ministero su proposta dell ISVAP. La sfera dei poteri di controllo dell Istituto è stata ulteriormente ampliata con il D.LGS 239/2001, emanato in attuazione della Direttiva comunitaria n 98/78 in materia di vigilanza sulle imprese di assicurazione appartenenti ad un gruppo, che ha introdotto un regime di vigilanza supplementare sul gruppo assicurativo, al fine di evitare che l inserimento di un impresa di assicurazione nell ambito di un gruppo possa pregiudicarne la funzionalità e la solidità. 19 di 20

20 L evoluzione normativa dell Istituto, dalle origine fino ad oggi, è avvenuta sempre nella direzione del riconoscimento ad esso di una sempre più marcata autonomia nell esercizio della vigilanza sul settore. La Legge 229/03 ha disposto il riassetto della disciplina delle assicurazioni, attraverso l adozione dello strumento normativo del Codice delle Assicurazioni. 20 di 20

Profili della disciplina sulle banche. Lezione 1 1

Profili della disciplina sulle banche. Lezione 1 1 Profili della disciplina sulle banche Lezione 1 1 Testo Unico Bancario (D. lgs. n. 385 del 1993). Testo Unico Finanziario (D. lgs. n. 58 del 1998) La disciplina bancaria il Testo Unico Bancario: (art.

Dettagli

REGOLE DI INSEDIAMENTO E DI ATTIVITÀ DELLE BANCHE

REGOLE DI INSEDIAMENTO E DI ATTIVITÀ DELLE BANCHE IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO PROF. MARIA ROSARIA NADDEO Indice 1 REGOLE DI INSEDIAMENTO E DI ATTIVITÀ DELLE BANCHE ---------------------------------------------- 3 2 L INGRESSO IN ITALIA DI BANCHE COMUNITARIE

Dettagli

Modulo 8. Moneta e prezzi nel lungo periodo. UD 8.1. Il sistema monetario

Modulo 8. Moneta e prezzi nel lungo periodo. UD 8.1. Il sistema monetario Modulo 8. Moneta e prezzi nel lungo periodo Questo modulo si occupa dei problemi della moneta e dei prezzi nel lungo periodo. Prenderemo in esame gli aspetti istituzionali che regolano il controllo del

Dettagli

partecipazione del Governatore al SEBC, poiché risulterebbe impraticabile una partecipazione collegiale. Il governatore della banca d Italia

partecipazione del Governatore al SEBC, poiché risulterebbe impraticabile una partecipazione collegiale. Il governatore della banca d Italia La Banca d Italia La Banca d Italia sorse originariamente come una comune società per azioni, disciplinata dalla legge 10 agosto 1893, n.449, che dispose la fusione della banca nazionale del regno con

Dettagli

Prof. Carlo Salvatori 1. UNA VISIONE D ASSIEME 5. BANCA VERSUS MERCATO. UniversitàdegliStudidiParma

Prof. Carlo Salvatori 1. UNA VISIONE D ASSIEME 5. BANCA VERSUS MERCATO. UniversitàdegliStudidiParma UniversitàdegliStudidiParma Banca e Finanza in Europa Prof. 1 5. BANCA VERSUS MERCATO 1. Una visione d assieme 2. I mercati: le tipologie 3. I mercati creditizi: gli intermediari 4. Gli intermediari in

Dettagli

NATURA E CARATTERISTICHE DEGLI STRUMENTI FINANZIARI

NATURA E CARATTERISTICHE DEGLI STRUMENTI FINANZIARI CHE COS È IL SISTEMA FINANZIARIO? È l insieme organizzato di mercati, intermediari e strumenti finanziari Il suo funzionamento avviene in un contesto di regole e controlli: la quarta componente strutturale

Dettagli

2. I CONTRATTI E LA NUOVA TRASPARENZA PER BANCHE E INTERMEDIARI FINANZIARI

2. I CONTRATTI E LA NUOVA TRASPARENZA PER BANCHE E INTERMEDIARI FINANZIARI 2. I CONTRATTI E LA NUOVA TRASPARENZA PER BANCHE E INTERMEDIARI FINANZIARI 2.2. Brevi cenni sulla nuova trasparenza per banche e 1 intermediari finanziari GLOSSARIO 7 APPROFONDIMENTI 9 NORMATIVA 10 2.2

Dettagli

OBIETTIVI E MODELLI TEORICI DI VIGILANZA. Giuseppe G. Santorsola EIF 1

OBIETTIVI E MODELLI TEORICI DI VIGILANZA. Giuseppe G. Santorsola EIF 1 OBIETTIVI E MODELLI TEORICI DI VIGILANZA Giuseppe G. Santorsola EIF 1 Fondamenti del sistema di controlli sul sistema finanziario Ex-ante adverse selection MERCATI FINANZIARI asimmetrie informative Ex-post

Dettagli

Università degli Studi di Bergamo QUARTA UNITA DIDATTICA

Università degli Studi di Bergamo QUARTA UNITA DIDATTICA Università degli Studi di Bergamo QUARTA UNITA DIDATTICA L esercizio dei servizi di investimento: riserva di attività e regole generali di comportamento dei soggetti abilitati 1 Riserva di attività (art.

Dettagli

987-88-386-6873-9 Saunders, Cornett, Anolli, Alemanni, Economia degli intermediari finanziari 4e 2015 McGraw-Hill Education (Italy) S.r.

987-88-386-6873-9 Saunders, Cornett, Anolli, Alemanni, Economia degli intermediari finanziari 4e 2015 McGraw-Hill Education (Italy) S.r. 987-88-386-6873-9 Saunders, Cornett, Anolli, Alemanni, Economia degli intermediari finanziari 4e 2015 McGraw-Hill Education (Italy) S.r.l SOLUZIONI ESERCIZI CAPITOLO 4 1. In base all Articolo 105.2 del

Dettagli

Gli intermediari finanziari Il credito è il diritto del creditore che ha effettuato una prestazione attuale di ottenere una controprestazione futura

Gli intermediari finanziari Il credito è il diritto del creditore che ha effettuato una prestazione attuale di ottenere una controprestazione futura Luca Sartirana indice Gli intermediari finanziari Attività bancaria Funzioni della banca Normativa Il SEBC Autorità creditizie nazionali La vigilanza della Banca d Italia Il sistema TARGET Gli intermediari

Dettagli

Allegato 1 Confronto precedente e nuova disciplina dettata dalla Banca d'italia

Allegato 1 Confronto precedente e nuova disciplina dettata dalla Banca d'italia Allegato 1 Confronto precedente e nuova disciplina dettata dalla Banca d'talia struzioni di vigilanza per gli intermediari finanziari iscritti nell elenco speciale (Circ. Banca d talia 216 del 5 agosto

Dettagli

DISCIPLINA DELLE OBBLIGAZIONI BANCARIE GARANTITE

DISCIPLINA DELLE OBBLIGAZIONI BANCARIE GARANTITE VIGILANZA CREDITIZIA E FINANZIARIA SERVIZIO CONCORRENZA NORMATIVA E AFFARI GENERALI Divisione Normativa DISCIPLINA DELLE OBBLIGAZIONI BANCARIE GARANTITE Il presente documento fornisce uno schema di disposizioni

Dettagli

La privatizzazione della Borsa e il nuovo quadro normativo

La privatizzazione della Borsa e il nuovo quadro normativo La Privatizzazione della Borsa e il nuovo Quadro normativo Il processo di riorganizzazione e sviluppo dei mercati finanziari avviato con la legge 1/1991 - relativa alla disciplina dell attività di intermediazione

Dettagli

La finanza internazionale e le banche

La finanza internazionale e le banche ACI - The Financial Market Association Assemblea Generale La finanza internazionale e le banche Intervento di Antonio Fazio Governatore della Banca d Italia Milano, 1º luglio 1999 Sono lieto di darvi il

Dettagli

Copyright Esselibri S.p.A.

Copyright Esselibri S.p.A. CAPITOLO TERZO I MERCATI REGOLAMENTATI SOMMARIO: 1. I mercati regolamentati. - 2. La disciplina dei mercati regolamentati: abrogazione dell obbligo di concentrazione delle negoziazioni. - 3. Registrazione

Dettagli

Provvedimenti di carattere generale delle autorità creditizie Sezione II - Banca d'italia

Provvedimenti di carattere generale delle autorità creditizie Sezione II - Banca d'italia Comunicazione del 25 marzo 2015. Recepimento della direttiva 2011/61/UE (AIFMD). Modifiche alla disciplina in materia di risparmio gestito. Adempimenti per le SGR che intendono essere iscritte all'albo

Dettagli

Presentazione... Legenda delle abbreviazioni, acronimi ed espressioni di uso comune utilizzate nel testo.

Presentazione... Legenda delle abbreviazioni, acronimi ed espressioni di uso comune utilizzate nel testo. INDICE SOMMARIO Presentazione... Legenda delle abbreviazioni, acronimi ed espressioni di uso comune utilizzate nel testo. V XVII Introduzione LA DISCIPLINA DEL MERCATO FINANZIARIO TRA RIFORME E CONTRORIFORME

Dettagli

Allegato 1 Confronto delle disposizioni attuative della normativa primaria

Allegato 1 Confronto delle disposizioni attuative della normativa primaria Allegato 1 Confronto delle disposizioni attuative della normativa primaria Istruzioni di vigilanza per gli intermediari finanziari iscritti nell elenco speciale (Circ. Banca d Italia 216 del 5 agosto 1996

Dettagli

IL SISTEMA FINANZIARIO ED EFFICIENZA DEI MERCATI. Docente: Prof. Massimo Mariani

IL SISTEMA FINANZIARIO ED EFFICIENZA DEI MERCATI. Docente: Prof. Massimo Mariani IL SISTEMA FINANZIARIO ED EFFICIENZA DEI MERCATI Docente: Prof. Massimo Mariani 1 SOMMARIO Il sistema finanziario I mercati finanziari La comunicazione finanziaria L efficienza dei mercati finanziari Anomalie

Dettagli

EVOLUZIONI DELLA LEGISLAZIONE BANCARIA

EVOLUZIONI DELLA LEGISLAZIONE BANCARIA INDICE SOMMARIO Capitolo I EVOLUZIONI DELLA LEGISLAZIONE BANCARIA I.1. Le origini: dalle suggestioni filo-germaniche alla legislazione del 1926......................... 1 I.2. Le crisi bancarie degli anni

Dettagli

L ATTIVITÀ BANCARIA. Prof.ssa M. Intonti, Corso di Economia degli intermediari finanziari, CdL in Economia Aziendale, aa.

L ATTIVITÀ BANCARIA. Prof.ssa M. Intonti, Corso di Economia degli intermediari finanziari, CdL in Economia Aziendale, aa. L ATTIVITÀ BANCARIA Prof.ssa M. Intonti, Corso di Economia degli intermediari finanziari, CdL in Economia Aziendale, aa. 2015-2016 2 AGENDA Definizione di banca e caratteristiche operative Le funzioni

Dettagli

Comunicazione n. DEM/11012984 del 24-2-2011

Comunicazione n. DEM/11012984 del 24-2-2011 1 Comunicazione n. DEM/11012984 del 24-2-2011 OGGETTO: Richieste di informazioni ai sensi dell articolo 114, comma 5, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, in materia di indennità per scioglimento

Dettagli

SCHEDE DI APPROFONDIMENTO

SCHEDE DI APPROFONDIMENTO SCHEDE DI APPROFONDIMENTO I SERVIZI E LE ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO. ALCUNE NOZIONI. 1. LA NEGOZIAZIONE PER CONTO PROPRIO E QUELLA PER CONTO TERZI. CONTINUITÀ E NOVITÀ RISPETTO AL REGIME VIGENTE. 1.1 IL

Dettagli

Il sistema monetario. Testo di studio raccomandato: Mankiw, Principi di Economia, 3 ed., 2004, Zanichelli Capitolo 29

Il sistema monetario. Testo di studio raccomandato: Mankiw, Principi di Economia, 3 ed., 2004, Zanichelli Capitolo 29 Il sistema monetario Testo di studio raccomandato: Mankiw, Principi di Economia, 3 ed., 2004, Zanichelli Capitolo 29 La moneta Il ruolo della moneta nell economia Effetti sulle variabili macroeconomiche

Dettagli

Capitolo 1. Sezione Prima Fondamenti di tecnica bancaria. L attività bancaria. 1. Il mercato dei capitali

Capitolo 1. Sezione Prima Fondamenti di tecnica bancaria. L attività bancaria. 1. Il mercato dei capitali Sezione Prima Fondamenti di tecnica bancaria Capitolo 1 L attività bancaria 1. Il mercato dei capitali Il mercato dei capitali (capital market) è il mercato dove si realizza l incontro dei flussi di domanda

Dettagli

Regolamento operativo

Regolamento operativo Fondo Nazionale di Garanzia (Art. 62, comma 1, decreto legislativo 23 luglio 1996, n. 415) Regolamento operativo Settembre 2010 Fondo Nazionale di Garanzia (Art. 62, comma 1, decreto legislativo 23 luglio

Dettagli

La Funzione di Compliance tra Basilea II e MiFID

La Funzione di Compliance tra Basilea II e MiFID III Incontro Compliance AICOM-Dexia Crediop Strategies, governance, compliance: le sfide della direttiva MiFID e l integrazione del mercato finanziario europeo La Funzione di Compliance tra Basilea II

Dettagli

Studio Campasso Associati Corso Marconi 38, 10125 Torino Telefono 0116698083 Fax 0116698132 e-mail info@studiocampasso.it www.studiocampasso.

Studio Campasso Associati Corso Marconi 38, 10125 Torino Telefono 0116698083 Fax 0116698132 e-mail info@studiocampasso.it www.studiocampasso. Studio Campasso Associati Corso Marconi 38, 10125 Torino Telefono 0116698083 Fax 0116698132 e-mail info@studiocampasso.it www.studiocampasso.it Circolare n. 11 dell 11 settembre 2014 DL 24.6.2014 n. 91

Dettagli

Sezione Terza I Fondi comuni di investimento

Sezione Terza I Fondi comuni di investimento Sezione Terza I Fondi comuni di investimento 369. Nella valutazione dei beni del fondo comune di investimento, il valore degli strumenti finanziari ammessi alle negoziazioni su mercati regolamentati è

Dettagli

REGOLAMENTAZIONE DEL SISTEMA FINANZIARIO. Economia degli Intermediari Finanziari

REGOLAMENTAZIONE DEL SISTEMA FINANZIARIO. Economia degli Intermediari Finanziari REGOLAMENTAZIONE DEL SISTEMA FINANZIARIO Economia degli Intermediari Finanziari MOTIVAZIONI DELLA REGOLAMENTAZIONE Il fatto che il settore finanziario è, rispetto ad altri settori, fortemente regolamentato

Dettagli

DISPOSIZIONI DI VIGILANZA DISCIPLINA DELLE OBBLIGAZIONI BANCARIE GARANTITE SEZIONE I

DISPOSIZIONI DI VIGILANZA DISCIPLINA DELLE OBBLIGAZIONI BANCARIE GARANTITE SEZIONE I VIGILANZA CREDITIZIA E FINANZIARIA SERVIZIO CONCORRENZA, NORMATIVA E AFFARI GENERALI (843) DIVISIONE NORMATIVA (015) N. 501981 del 17-05-2007 DISPOSIZIONI DI VIGILANZA DISCIPLINA DELLE OBBLIGAZIONI BANCARIE

Dettagli

Relazioni fra gli organi di controllo in ambito finanziario

Relazioni fra gli organi di controllo in ambito finanziario UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PAVIA FACOLTA DI ECONOMIA CORSO DI LAUREA BIENNALE PERCORSO AMMINISTRAZIONE E CONTROLLO CORSO CORPORATE GOVERNANCE E CONTROLLO INTERNO PERIODO: II SEMESTRE DOCENTI: LUIGI MIGLIAVACCA,

Dettagli

Mb!sjgpsnb!efm!UGS! Forme Pensionistiche Complementari

Mb!sjgpsnb!efm!UGS! Forme Pensionistiche Complementari Mb!sjgpsnb!efm!UGS! Forme Pensionistiche Complementari Introduzione Le forme pensionistiche complementari sono forme di previdenza finalizzate alla costituzione di una prestazione pensionistica integrativa,

Dettagli

POTERI DI INTERVENTO SULL ECONOMIA E GOVERNO DELLA FINANZA PUBBLICA-----------

POTERI DI INTERVENTO SULL ECONOMIA E GOVERNO DELLA FINANZA PUBBLICA----------- PROGRAMMAZIONI ECONOMICHE E FINANZIARIE PROF. MARIA ROSARIA NADDEO Indice 1 POTERI DI INTERVENTO SULL ECONOMIA E GOVERNO DELLA FINANZA PUBBLICA----------- 3 2 IL MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE

Dettagli

Il sistema creditizio e le banche. Classe V A

Il sistema creditizio e le banche. Classe V A Il sistema creditizio e le banche Classe V A Il credito è il diritto del creditore, che ha effettuato una prestazione attuale, di ottenere una controprestazione futura. CREDITO INDIRETTO: Trasferimento

Dettagli

Comunicazione del 31 marzo 2014 SIM e gruppi di SIM: applicazione della nuova normativa prudenziale europea

Comunicazione del 31 marzo 2014 SIM e gruppi di SIM: applicazione della nuova normativa prudenziale europea Comunicazione del 31 marzo 2014 SIM e gruppi di SIM: applicazione della nuova normativa prudenziale europea 1. Premessa Dal 1 gennaio 2014 è applicabile la nuova disciplina armonizzata per le banche e

Dettagli

Audizione sugli Atti di Governo

Audizione sugli Atti di Governo CAMERA DEI DEPUTATI 11ª Commissione (Commissione Lavoro pubblico e privato) Audizione sugli Atti di Governo Schema di Decreto Legislativo recante disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle

Dettagli

Informativa al pubblico

Informativa al pubblico ZENITH SERVICE S.P.A. Informativa al pubblico In ottemperanza alle norme relative alla vigilanza prudenziale sugli intermediari inscritti nell Elenco speciale ex art. 107 TUB (Circolare della Banca d Italia

Dettagli

7. La vigilanza sull esercizio dei servizi di investimento

7. La vigilanza sull esercizio dei servizi di investimento 7. La vigilanza sull esercizio dei servizi di investimento 163 3) se non siano vincolati a proporre esclusivamente i contratti di una o più imprese di assicurazione e non forniscano consulenze fondate

Dettagli

La politica monetaria, valutaria e la politica fiscale

La politica monetaria, valutaria e la politica fiscale La politica monetaria, valutaria e la politica fiscale Stefano Papa Università di Teramo spapa@unite.it Facoltà di Scienze della Comunicazione La politica Monetaria La politica monetaria europea è responsabilità

Dettagli

1. LA TRASPARENZA E GLI STRUMENTI DI PUBBLICITÀ

1. LA TRASPARENZA E GLI STRUMENTI DI PUBBLICITÀ 1. LA TRASPARENZA E GLI STRUMENTI DI PUBBLICITÀ 1.5. Obblighi e adempimenti 1 GLOSSARIO 4 NORMATIVA 6 1.5 OBBLIGHI E ADEMPIMENTI Al termine di questo capitolo sarai in grado di conoscere la differenza

Dettagli

FEDERAZIONE AUTONOMA BANCARI ITALIANI

FEDERAZIONE AUTONOMA BANCARI ITALIANI SEGRETERIA NAZIONALE 00198 ROMA VIA TEVERE, 46 TEL. 06.84.15.751/2/3/4 FAX 06.85.59.220 06.85.52.275 SITO INTERNET: www.fabi.it E-MAIL: federazione@fabi.it FEDERAZIONE AUTONOMA BANCARI ITALIANI Ai Sindacati

Dettagli

L INTERMEDIAZIONE CREDITIZIA ED. OTTOBRE 2012

L INTERMEDIAZIONE CREDITIZIA ED. OTTOBRE 2012 L INTERMEDIAZIONE CREDITIZIA ED. OTTOBRE 2012 1. IL NUOVO SISTEMA DELL INTERMEDIAZIONE CREDITIZIA 1.1. La riforma dell intermediazione del credito 1 GLOSSARIO 6 APPROFONDIMENTI 9 NORMATIVA 10 1.1. LA RIFORMA

Dettagli

CIRCOLARE N. 332 D. del 25 Maggio1998

CIRCOLARE N. 332 D. del 25 Maggio1998 CIRCOLARE N. 332 D. del 25 Maggio1998 OGGETTO: contratti di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione con prestazioni direttamente collegate a fondi di investimento o ad indici azionari o altri valori

Dettagli

29 Il Sistema Monetario

29 Il Sistema Monetario 29 Il Sistema Monetario LA MONETA Si definisce moneta l insieme dei valori utilizzati in un sistema economico dagli individui (famiglie, imprese) per acquistare beni e servizi. La moneta ha tre funzioni

Dettagli

I nuovi requisiti per lo svolgimento dell'attività del revisore legale dei conti. di Luca Ferrari

I nuovi requisiti per lo svolgimento dell'attività del revisore legale dei conti. di Luca Ferrari I nuovi requisiti per lo svolgimento dell'attività del revisore legale dei conti di Luca Ferrari ABILITAZIONE ALL ESERCIZIO DELLA REVISIONE LEGALE L esercizio della revisione legale é riservato ai soggetti

Dettagli

Elementi costitutivi del sistema finanziario

Elementi costitutivi del sistema finanziario Elementi costitutivi del sistema finanziario Ordinamento Strumenti Sistema Finanziario Mercati Monetario e dei cambi obbligazionario di partecipazione di indebitamento di assicurazione Intermediari mobiliari

Dettagli

1. LA TRASPARENZA E GLI STRUMENTI DI PUBBLICITÀ

1. LA TRASPARENZA E GLI STRUMENTI DI PUBBLICITÀ 1. LA TRASPARENZA E GLI STRUMENTI DI PUBBLICITÀ 1.1. Premessa 1 GLOSSARIO 6 NORMATIVA 8 1.1 PREMESSA Al termine di questo capitolo sarai in grado di conoscere gli obiettivi perseguiti dalle disposizioni

Dettagli

IL SISTEMA FINANZIARIO. Giuseppe G. Santorsola 1

IL SISTEMA FINANZIARIO. Giuseppe G. Santorsola 1 IL SISTEMA FINANZIARIO 1 Premessa Lo studio del sistema finanziario si fonda sull analisi dei suoi elementi costitutivi. La struttura finanziaria dell economia individua l insieme dei circuiti di risorse

Dettagli

Esercizio della vigilanza nell MVU Le procedure comuni

Esercizio della vigilanza nell MVU Le procedure comuni Le procedure comuni! Nel regolamento sull MVU si parla della creazione di un meccanismo di vigilanza realmente integrato. Nella pratica ciò implica " che i processi chiave siano generalmente gli stessi

Dettagli

Capitolo Quarto Gestione accentrata di strumenti finanziari

Capitolo Quarto Gestione accentrata di strumenti finanziari Capitolo Quarto Gestione accentrata di strumenti finanziari 1. NOZIONE DI GESTIONE ACCENTRATA DI STRUMENTI FINANZIARI L istituto della gestione accentrata per la custodia e l amministrazione di strumenti

Dettagli

Indice Generale PARTE PRIMA STRUTTURA DEI MERCATI FINANZIARI E MODALITÀ OPERATIVE. Introduzione... Pag. 7 Piano della trattazione...

Indice Generale PARTE PRIMA STRUTTURA DEI MERCATI FINANZIARI E MODALITÀ OPERATIVE. Introduzione... Pag. 7 Piano della trattazione... Indice Generale PARTE PRIMA STRUTTURA DEI MERCATI FINANZIARI E MODALITÀ OPERATIVE Introduzione... Pag. 7 Piano della trattazione...» 9 Sezione I Struttura e organizzazione dei mercati degli strumenti finanziari

Dettagli

Commenti al Documento di consultazione Disciplina dei limiti agli investimenti e dei conflitti d interesse per i fondi pensione

Commenti al Documento di consultazione Disciplina dei limiti agli investimenti e dei conflitti d interesse per i fondi pensione A: Dipartimento del Tesoro dt.direzione4.ufficio2@tesoro.it Da: PROMETEIA Data: 31 gennaio 2008 Oggetto: Commenti al Documento di consultazione Disciplina dei limiti agli investimenti e dei conflitti d

Dettagli

Attuazione della direttiva MiFID (2004/39/CE)

Attuazione della direttiva MiFID (2004/39/CE) Attuazione della direttiva MiFID (2004/39/CE) Aspetti essenziali La MiFID è una direttiva di armonizzazione massima che disciplina gli intermediari e i mercati finanziari Intermediari Si introduce un nuovo

Dettagli

Disposizioni di vigilanza per gli intermediari finanziari

Disposizioni di vigilanza per gli intermediari finanziari Vigilanza bancaria e finanziaria Documento per la consultazione Disposizioni di vigilanza per gli intermediari finanziari Il presente documento contiene lo schema delle Disposizioni di vigilanza per gli

Dettagli

Dottorato di Ricerca in Diritto degli Affari XXIV Ciclo

Dottorato di Ricerca in Diritto degli Affari XXIV Ciclo Dottorato di Ricerca in Diritto degli Affari XXIV Ciclo BANCOPOSTA E CASSA DEPOSITI E PRESTITI Il circuito storico del risparmio postale e prospettive evolutive SINTESI Relatore Chiar.mo Prof. Francesco

Dettagli

La regolamentazione del sistema finanziario e gli organismi di controllo. Avv. Lorenzo Di Antonio

La regolamentazione del sistema finanziario e gli organismi di controllo. Avv. Lorenzo Di Antonio La regolamentazione del sistema finanziario e gli organismi di Avv. Lorenzo Di Antonio indice Obiettivi e strumenti della regolamentazione Le autorità di vigilanza I modelli di vigilanza Le fonti della

Dettagli

SOLUZIONI ESERCIZI CAPITOLO 15

SOLUZIONI ESERCIZI CAPITOLO 15 987-88-386-6873-9 Saunders, Cornett, Anolli, Alemanni, Economia degli intermediari finanziari 4e 2015 McGraw-Hill Education (Italy) S.r.l. SOLUZIONI ESERCIZI CAPITOLO 15 1. Le società di intermediazione

Dettagli

Regolamento del Patrimonio BancoPosta * * * * * *

Regolamento del Patrimonio BancoPosta * * * * * * Regolamento del Patrimonio BancoPosta * * * * * * Indice 1. PREMESSE 2. BENI E RAPPORTI DESTINATI 3. EFFETTI DELLA SEGREGAZIONE 4. REGOLE DI ORGANIZZAZIONE E GESTIONE 5. REGOLE DI CONTROLLO 6. COLLEGIO

Dettagli

ASSOCIAZIONE GIAN FRANCO CAMPOBASSO per lo studio del Diritto Commerciale e Bancario. www.associazionegfcampobasso.it

ASSOCIAZIONE GIAN FRANCO CAMPOBASSO per lo studio del Diritto Commerciale e Bancario. www.associazionegfcampobasso.it Disposizioni in materia di intermediari finanziari di cui agli articoli 106, 107, 113 e 155, comma 4 e 5, del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 (Testo unico bancario) TITOLO I DEFINIZIONI Articolo

Dettagli

Banca Intesa PROSPETTO DI QUOTAZIONE

Banca Intesa PROSPETTO DI QUOTAZIONE Banca Intesa PROSPETTO DI QUOTAZIONE RELATIVO ALL AMMISSIONE ALLA QUOTAZIONE DI WARRANT BANCA INTESA S.p.A. VALIDI PER VENDERE A BANCA INTESA AZIONI ORDINARIE O AZIONI DI RISPARMIO BANCA COMMERCIALE ITALIANA

Dettagli

Capitolo 14 Z Controlli esterni sulle società per azioni

Capitolo 14 Z Controlli esterni sulle società per azioni Edizioni Simone - Vol. 26 Compendio di Diritto delle Società Capitolo 14 Z Controlli esterni sulle società per azioni Sommario Z 1. I controlli amministrativi. - 2. La Commissione nazionale per le società

Dettagli

Relazione Annuale - Appendice. Roma, 31 maggio 2007. anno 2006 CENTOTREDICESIMO ESERCIZIO. esercizio CXIII

Relazione Annuale - Appendice. Roma, 31 maggio 2007. anno 2006 CENTOTREDICESIMO ESERCIZIO. esercizio CXIII Relazione Annuale - Roma, 31 maggio 2007 anno 2006 CENTOTREDICESIMO ESERCIZIO esercizio CXIII Relazione Annuale - Presentata all Assemblea Ordinaria dei Partecipanti anno 2006 - centotredicesimo esercizio

Dettagli

Sezione Terza. Capitolo Primo Il sistema bancario italiano

Sezione Terza. Capitolo Primo Il sistema bancario italiano Sezione Terza La raccolta delle banche, i prestiti e gli strumenti derivati di pagamento, i servizi di investimento Capitolo Primo Il sistema bancario italiano 1. LA struttura del sistema creditizio italiano

Dettagli

Materiali EIF. Le banche. Università degli Studi Roma Tre

Materiali EIF. Le banche. Università degli Studi Roma Tre Le banche La banca - definizioni Definizione minima: raccolta risparmio dal pubblico + concessione credito (art. 10 D.lgs. 385/1993) Molteplicità delle attività possibili (ammesse al mutuo riconoscimento):

Dettagli

COMMENTI AL DOCUMENTO AVENTE PER OGGETTO: DISCIPLINA DEI LIMITI AGLI INVESTIMENTI E DEI CONFLITTI D INTERESSE PER I FONDI PENSIONE

COMMENTI AL DOCUMENTO AVENTE PER OGGETTO: DISCIPLINA DEI LIMITI AGLI INVESTIMENTI E DEI CONFLITTI D INTERESSE PER I FONDI PENSIONE Roma, 1 febbraio 2008 COMMENTI AL DOCUMENTO AVENTE PER OGGETTO: DISCIPLINA DEI LIMITI AGLI INVESTIMENTI E DEI CONFLITTI D INTERESSE PER I FONDI PENSIONE Con riferimento al Documento in oggetto, posto in

Dettagli

Relazione Annuale. Presentata all'assemblea Ordinaria dei Partecipanti Roma, 31 maggio 2013. anno 2012 centodiciannovesimo esercizio.

Relazione Annuale. Presentata all'assemblea Ordinaria dei Partecipanti Roma, 31 maggio 2013. anno 2012 centodiciannovesimo esercizio. anno centodiciannovesimo esercizio Presentata all'assemblea Ordinaria dei Partecipanti Roma, 31 maggio 2013 esercizio CXIX 16. Il sistema finanziario Gli andamenti nell anno Nel il sistema finanziario

Dettagli

Avvertenza: il presente provvedimento è in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. DISPOSIZIONI DI VIGILANZA

Avvertenza: il presente provvedimento è in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. DISPOSIZIONI DI VIGILANZA Avvertenza: il presente provvedimento è in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. DISPOSIZIONI DI VIGILANZA DISCIPLINA DELLE OBBLIGAZIONI BANCARIE GARANTITE LA BANCA

Dettagli

INDICE-SOMMARIO II. L OFFERTA DI MERCATO. I FINANCIAL PRODUCTS E L APPELLO AL PUBBLICO RISPARMIO. MODI E FINALITÀ DELLA PUBBLICA VIGILANZA

INDICE-SOMMARIO II. L OFFERTA DI MERCATO. I FINANCIAL PRODUCTS E L APPELLO AL PUBBLICO RISPARMIO. MODI E FINALITÀ DELLA PUBBLICA VIGILANZA I. L INVESTIMENTO FINANZIARIO. LA MATERIA E LE SUE REGOLE. IL DIRITTO DEI MERCATI MOBILIARI 1. Lo scenario di insieme e l oggetto di studio. Un primo passo da orientare nella giusta direzione... 1 2. Che

Dettagli

TITOLO I DEFINIZIONI Articolo 1 (Definizioni)

TITOLO I DEFINIZIONI Articolo 1 (Definizioni) D.M. - -2007, n. Disposizioni in materia di intermediari finanziari di cui agli articoli 106, 107, 113 e 155, comma 4 e 5, del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 (Testo unico bancario) TITOLO

Dettagli

Lezione 4. La moneta e le istituzioni monetarie

Lezione 4. La moneta e le istituzioni monetarie Lezione 4. La moneta e le istituzioni monetarie I mercati finanziari migliorano la negoziabilità dei titoli; gli intermediari emettono passività più liquide dei titoli con i quali concedono credito. Solo

Dettagli

24 marzo 2015 IN AZIONI CASSA DI RISPARMIO DI RAVENNA SPA

24 marzo 2015 IN AZIONI CASSA DI RISPARMIO DI RAVENNA SPA Informazioni per gli Azionisti RELATIVE ALL OPERAZIONE DI PAGAMENTO DEL DIVIDENDO PER L ESERCIZIO 2014 SU AZIONI CASSA DI RISPARMIO DI RAVENNA SPA DI EURO 0, 40 IN CONTANTI OPPURE A SCELTA DELL AZIONISTA

Dettagli

SENATO DELLA REPUBBLICA XVI LEGISLATURA

SENATO DELLA REPUBBLICA XVI LEGISLATURA SENATO DELLA REPUBBLICA XVI LEGISLATURA Doc. XVIII n. 57 RISOLUZIONE DELLA 6ª COMMISSIONE PERMANENTE (Finanze e tesoro) (Estensore FERRARA) approvata nella seduta del 20 ottobre 2010 SULLA PROPOSTA DI

Dettagli

Capitolo Quarto. Analisi di scenario

Capitolo Quarto. Analisi di scenario Capitolo Quarto Analisi di scenario 1. Distinzione tra politica economica e politica monetaria La politica economica studia l insieme degli interventi del soggetto pubblico sull economia, atti a modificare

Dettagli

5. VERSO IL MERCATO FINANZIARIO UNICO IN EUROPA *

5. VERSO IL MERCATO FINANZIARIO UNICO IN EUROPA * 71 5. VERSO IL MERCATO FINANZIARIO UNICO IN EUROPA * Il processo di integrazione finanziaria in Europa è attualmente in pieno svolgimento. La realizzazione del mercato unico degli strumenti e dei servizi

Dettagli

Istruzioni di Vigilanza per gli Intermediari Finanziari iscritti nell «Elenco Speciale»

Istruzioni di Vigilanza per gli Intermediari Finanziari iscritti nell «Elenco Speciale» Istruzioni di Vigilanza per gli Intermediari Finanziari iscritti nell «Elenco Speciale» 9,*,/$1=$&5(',7,=,$(),1$1=,$5,$,VWUX]LRQLGL9LJLODQ]DSHUJOL,QWHUPHGLDUL)LQDQ]LDUL LVFULWWLQHOO (OHQFR6SHFLDOHª &LUFRODUHQGHODJRVWR

Dettagli

Prot. 72 Spett.le BANCA D ITALIA Servizio Normativa e politiche di vigilanza, Divisione Normativa prudenziale via Nazionale 91 00184 ROMA

Prot. 72 Spett.le BANCA D ITALIA Servizio Normativa e politiche di vigilanza, Divisione Normativa prudenziale via Nazionale 91 00184 ROMA Prot. 72 Spett.le BANCA D ITALIA Servizio Normativa e politiche di vigilanza, Divisione Normativa prudenziale via Nazionale 91 00184 ROMA Trasmessa a mezzo e.mail Roma 12 marzo 2012 Oggetto: Disposizioni

Dettagli

Cenni di storia dell ordinamento italiano del mercato mobiliare

Cenni di storia dell ordinamento italiano del mercato mobiliare Capitolo II Cenni di storia dell ordinamento italiano del mercato mobiliare SOMMARIO: 1. Mercato mobiliare e intermediari finanziari. 2. Mercato mobiliare e Borsa Valori. 3. Il modello francese di Borsa

Dettagli

OSSERVAZIONI SUL DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE CONSOB REGOLAMENTO INTERMEDIARI RECEPIMENTO DELLA DIRETTIVA 2004/39/CE (MIFID)

OSSERVAZIONI SUL DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE CONSOB REGOLAMENTO INTERMEDIARI RECEPIMENTO DELLA DIRETTIVA 2004/39/CE (MIFID) Roma, 15 settembre 2007 OSSERVAZIONI SUL DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE CONSOB REGOLAMENTO INTERMEDIARI RECEPIMENTO DELLA DIRETTIVA 2004/39/CE (MIFID) L ANIA ha esaminato i contenuti della documentazione pubblicata

Dettagli

Lucio Toma Dottore Commercialista e Revisore Legale dei Conti. Le nuove potenzialità finanziarie nelle s.r.l. dopo la riforma

Lucio Toma Dottore Commercialista e Revisore Legale dei Conti. Le nuove potenzialità finanziarie nelle s.r.l. dopo la riforma Le nuove potenzialità finanziarie nelle s.r.l. dopo la riforma INDICE Introduzione pag. 2 1 Il quadro normativo 1.1 La nuova Srl dopo la Riforma» 3 1.2 Analisi del decreto legislativo n. 6/2003» 4 2 I

Dettagli

Copyright Esselibri S.p.A.

Copyright Esselibri S.p.A. TUTTI I DIRITTI RISERVATI Vietata la riproduzione anche parziale Di particolare interesse per i lettori di questo volume segnaliamo: 35 - Compendio di diritto bancario 56 - Il promotore finanziario 56/4

Dettagli

GLI STRUMENTI FINANZIARI PARTECIPATIVI E LE SPA

GLI STRUMENTI FINANZIARI PARTECIPATIVI E LE SPA GLI STRUMENTI FINANZIARI PARTECIPATIVI E LE SPA L art 2325 bis c.c. chiarisce l ambito di applicazione delle norme codicistiche in tema di s.p.a. asserendo, al secondo comma, che le norme del Titolo V

Dettagli

Diritto dei Mezzi di Comunicazione. Indice

Diritto dei Mezzi di Comunicazione. Indice INSEGNAMENTO DI DIRITTO DEI MEZZI DI COMUNICAZIONE LEZIONE X IL MERCATO FINANZIARIO ONLINE PROF. ERNESTO PALLOTTA Indice 1 I servizi ed i prodotti finanziari online ----------------------------------------------------------------

Dettagli

ITINERARI PREVIDENZIALI CONVEGNO SU INVESTIMENTI PREVIDENZIALI E MERCATI FINANZIARI: RISCHI E OPPORTUNITA. Contributi per la tavola rotonda

ITINERARI PREVIDENZIALI CONVEGNO SU INVESTIMENTI PREVIDENZIALI E MERCATI FINANZIARI: RISCHI E OPPORTUNITA. Contributi per la tavola rotonda ITINERARI PREVIDENZIALI CONVEGNO SU INVESTIMENTI PREVIDENZIALI E MERCATI FINANZIARI: RISCHI E OPPORTUNITA Contributi per la tavola rotonda Antonio Finocchiaro Presidente della COVIP Roma, 30 novembre 2011

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa del deputato SCHULLIAN

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa del deputato SCHULLIAN Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 2601 PROPOSTA DI LEGGE d iniziativa del deputato SCHULLIAN Introduzione del principio della separazione tra le banche commerciali e le banche

Dettagli

Finanziamenti bancari e strumenti di finanziamento alternativi alle imprese I minibond e le cambiali finanziarie

Finanziamenti bancari e strumenti di finanziamento alternativi alle imprese I minibond e le cambiali finanziarie Finanziamenti bancari e strumenti di finanziamento alternativi alle imprese I minibond e le cambiali finanziarie Università Bocconi di Milano Milano, 25 novembre 2014 RENZO PARISOTTO PREMESSE: il sistema

Dettagli

Informazioni per gli Azionisti

Informazioni per gli Azionisti Informazioni per gli Azionisti RELATIVE ALL OPERAZIONE DI PAGAMENTO DEL DIVIDENDO PER L ESERCIZIO 2013 SU AZIONI CASSA DI RISPARMIO DI RAVENNA SPA DI EURO 0, 40 IN CONTANTI OPPURE A SCELTA DELL AZIONISTA

Dettagli

IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO. Gli effetti di una profonda trasformazione

IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO. Gli effetti di una profonda trasformazione IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO Gli effetti di una profonda trasformazione 1 LA TRASFORMAZIONE DEL SISTEMA BANCARIO TENDENZE DI FONDO DELLO SCENARIO MACROECONOMICO LA RISPOSTA DELLE BANCHE Progresso tecnologico

Dettagli

Osservazioni relative alle proposte di modifica del TUF

Osservazioni relative alle proposte di modifica del TUF Risposta ABI alla consultazione del Dipartimento del Tesoro sullo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2009/65/CE, concernente il coordinamento delle disposizioni legislative,

Dettagli

LA STRATEGIA PER L ESERCIZIO DEI DIRITTI INERENTI AGLI STRUMENTI FINANZIARI DEGLI OICR GESTITI LINEE GUIDA

LA STRATEGIA PER L ESERCIZIO DEI DIRITTI INERENTI AGLI STRUMENTI FINANZIARI DEGLI OICR GESTITI LINEE GUIDA LA STRATEGIA PER L ESERCIZIO DEI DIRITTI INERENTI AGLI STRUMENTI FINANZIARI DEGLI OICR GESTITI LINEE GUIDA AVVERTENZE Le presenti Linee Guida rappresentano uno strumento di ausilio e supporto per l adempimento

Dettagli

Policy di Classificazione della Clientela. Banca di Credito Cooperativo BERGAMASCA e OROBICA s.c.

Policy di Classificazione della Clientela. Banca di Credito Cooperativo BERGAMASCA e OROBICA s.c. Policy di Classificazione della Clientela Banca di Credito Cooperativo BERGAMASCA e OROBICA s.c. Deliberata dal C.d.A. del 9 settembre 2015 BCC Bergamasca e Orobica s.c. Policy classificazione clientela

Dettagli

LEZIONE 10 GENNAIO 2014

LEZIONE 10 GENNAIO 2014 LEZIONE 10 GENNAIO 2014 SOCIETA A RESPONSABILITA LIMITATA> Come noto, è un ente dotato di personalità giuridica che rientra nel novero delle società di capitali. La riforma ha portato un integrale revisione

Dettagli

1. Proposta di distribuzione in natura di riserve disponibili mediante assegnazione della partecipazione posseduta dalla Società in Green Energy.

1. Proposta di distribuzione in natura di riserve disponibili mediante assegnazione della partecipazione posseduta dalla Società in Green Energy. Proposta di distribuzione di riserve disponibili mediante assegnazione di partecipazioni possedute dalla Società in KME Green Energy S.r.L. previa trasformazione della stessa in società per azioni; deliberazioni

Dettagli

Domande e risposte sull euro e l Unione economica e monetaria europea

Domande e risposte sull euro e l Unione economica e monetaria europea Domande e risposte sull euro e l Unione economica e monetaria europea http://europa.eu.int/euro/quest/ Commissione europea È consentita la riproduzione a fini didattici e non commerciali, a condizione

Dettagli

2.1 ANALISI DELLE RISORSE E DEGLI IMPIEGHI DEL BILANCIO

2.1 ANALISI DELLE RISORSE E DEGLI IMPIEGHI DEL BILANCIO 2.1 ANALISI DELLE RISORSE E DEGLI IMPIEGHI DEL BILANCIO L evoluzione del bilancio pubblico da sintesi di valori solo monetari a strumento di governo e di realizzazione delle politiche per il raggiungimento

Dettagli

Giugno 2013. La Direttiva sui Gestori di Fondi di Investimento Alternativi (AIFMD): impianto normativo e impatto per l industria italiana dei fondi

Giugno 2013. La Direttiva sui Gestori di Fondi di Investimento Alternativi (AIFMD): impianto normativo e impatto per l industria italiana dei fondi Giugno 2013 La Direttiva sui Gestori di Fondi di Investimento Alternativi (AIFMD): impianto normativo e impatto per l industria italiana dei fondi Avv. Simona Sapienza, Caiazzo Donnini Pappalardo & Associati

Dettagli

Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini

Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini - Documento di Sintesi - Documento adottato con delibera del Consiglio di Amministrazione del 07/07/ 2009 Ai sensi degli artt, 45-46-47-48 del Regolamento

Dettagli

ECONOMIA DEGLI INTERMEDIARI FINANZIARI I

ECONOMIA DEGLI INTERMEDIARI FINANZIARI I ECONOMIA DEGLI INTERMEDIARI FINANZIARI I Si propongono nel presente file alcuni esempi di domande estrapolate dagli esami assegnati negli anni accademici precedenti. Lo scopo di tali esemplificazioni non

Dettagli