Tesi di Laurea in TECNOLOGIE PER LA VALUTAZIONE, L'ASSISTENZA E IL RECUPERO FUNZIONALE

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1 UNIVERSITA DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II Facoltà di Ingegneria Biomedica Tesi di Laurea in TECNOLOGIE PER LA VALUTAZIONE, L'ASSISTENZA E IL RECUPERO FUNZIONALE Titolo della tesi La qualificazione di percorsi accessibili indoor/outdoor su mappe utilizzabili da sistemi di navigazione standard Relatore: Ch.mo Prof. Ing. ALESSANDRO PEPINO Candidato: Lorella Lamberti Matr. N36/298 Correlatore: Ing. Gennaro Sicignano Anno accademico 2011/2012

2 A papà, mamma, Samantha, nonno Francesco e Mario

3 Indice SOMMARIO... 4 ABSTRACT... 5 INTRODUZIONE Le barriere architettoniche L attenzione sul tema delle barriere architettoniche Alcuni concetti base Disabilità intesa come una condizione di salute in un ambiente sfavorevole Le barriere architettoniche viste non solo come un ostacolo fisico Quadro generale sulle normative Il decreto del Il D.P.R Il mondo dell università e i disabili Un po di storia Università accessibili STATO DELL ARTE Mappe per sistemi di navigazione Web based Alternativa al Web - Based Come creare, georeferenziare una mappa e creare percorsi da navigare GIS (Geographic Information System) Componenti di un GIS Fasi operative del GIS La struttura del GIS WebGIS Alla ricerca di programmi opensource che permettono di effettuare modifiche sulla mappa Come creare percorsi con la segnalazione di barriere con OpenStreetMap La segnalazione delle barriere architettoniche CONCLUSIONI Bibliografia e sitografia... 82

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5 SOMMARIO La tesi intende presentare alcune possibili soluzioni che permettono l orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo alle persone con disabilità per il superamento delle barriere architettoniche. Quindi si presenta il concetto di barriere architettoniche, le interpretazioni che ad esse sono state associate e le evoluzioni che ha subito nel tempo, mostrando le principali leggi che sono state attuate a proposito di questo tema. Inoltre si fa luce sul tema della disabilità, dell accessibilità e della fruibilità che sono gli aspetti portanti per l eliminazione dei limiti e delle problematiche che le barriere architettoniche comportano e si pone l attenzione anche sull università e su cosa esse hanno fatto per l abbattimento delle barriere al fine di garantire il diritto allo studio a tutti, anche alle persone con disabilità. Per far fronte alle problematiche che comportano le barriere architettoniche e garantire la fruibilità dei luoghi si può ricorrere alle segnalazioni delle barriere e alla creazione, mediante strumenti standard, di mappe sulle quali si possono realizzare percorsi dedicati ad ogni specifica esigenza dell utenza (siano persone non vedenti o ipovedenti, persone con sedia a ruote ecc.). In definitiva la tesi si focalizza sul concetto di mappe accessibili, geolocalizzazione delle mappe, sull utilizzo di sistemi di navigazione che consentono di effettuare una navigazione delle mappe con e senza GPS e sulle possibili soluzioni per la loro fruizione. 4

6 ABSTRACT The project presents some possible solutions aiming at facilitating the orientation and recognition of places and sources of danger to persons with disabilities to overcome barriers. The key pillars of this work are the concept of architectural barriers, their interpretations and evolution undergone over time, also taking into account the main laws that have been implemented in respect of this issue. Furthermore, accurate information are provided related to the issue of disability, in terms of accessibility and usability -which are the main points to work on in order to reduce and then get rid of the limitations and problems that involve physical barriers. In details, the project focuses on the barriers in the universities and what it has been done so far for the barriers removal to ensure the right to education for all, including people with disabilities. To cope with the problems that involve physical barriers and ensure the usability of the sites, it is possible to leverage on there ports of barriers and create, by means of standard tools, maps on which you can develope routes dedicated to any specific needs of end users (whether people blind or visually impaired, people with wheelchairs etc..). In conclusion, the thesis focuses on the concept of accessible maps, geolocation maps, the use of navigation systems that allow you to make a navigation maps with and without GPS and possible solutions to make the best use of them. 5

7 INTRODUZIONE Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all organizzazione politica economica e sociale del Paese Articolo n.3 della Costituzione della Repubblica Italiana 1. Le barriere architettoniche Viviamo in una società in cui ci si pone l obiettivo di pensare, progettare e costruire un ambiente che sia adatto e accogliente per tutti, cercando di eliminare quelle che sono le cosiddette barriere architettoniche per garantirne l accessibilità e l usufribilità di essi. Spesso al termine barriera architettonica si associa il significato limitativo e semplicistico di ostacolo fisico. Invece il concetto di barriera architettonica è molto più esteso e articolato di quanto può apparire a prima vista e comprende elementi della più svariata natura, che possono essere causa di limitazioni oltre che fisiche anche percettive, oppure particolari conformazioni di luoghi o di oggetti possono essere fonte di disagio, di disorientamento o di pericolo. Molto importante è anche il principio che le barriere architettoniche sono un ostacolo per chiunque, quindi non solo per particolari categorie di persone in condizioni di disabilità, ma per tutti i potenziali fruitori di un bene. Quindi progettare senza barriere architettoniche significa rispondere alle esigenze fisiche reali di un utenza formata da persone con diverse caratteristiche fisiche e di diversa età, superando la concezione che la barriera architettonica possa essere legata esclusivamente a persone con minoranze fisiche più evidenti: la corretta strutturazione morfologica degli spazi permette di migliorare lo stile di vita di tutte le persone diversamente abili, rendendole più autonome. L autonomia, infatti, è certamente una delle chiavi fondamentali per l integrazione nella società ed è l obiettivo prioritario di qualsiasi intervento di riabilitazione o di supporto sociale: quanto più uno spazio è in grado di rendere facilmente accessibile la propria rete d elementi, tanto più questo è capace di garantire un alta qualità della vita1. 1 Si veda l articolo come si misura la qualità della vita in una città DI G.K. Koenig in Ottagono n 83 del 1986 alle pp

8 In questo modo l attenzione viene spostata dalla disabilità della persona all ambiente, che può presentare delle barriere, creando così l eventuale handicap, o viceversa, possono essere dei facilitatori ambientali che annullano le limitazioni e favoriscono la piena partecipazione sociale. Tale concetto è stato ribadito anche nella Convenzione dei Diritti delle persone con disabilità delle Nazioni Unite2 in cui la disabilità viene definita come il risultato dell interazione tra persone con menomazioni e barriere comportamentali ed ambientali, che impediscono la loro piena ed effettiva partecipazione alla società sulla base di uguaglianza con gli altri. Non è quindi sufficiente soltanto garantire diritti alle persone, ma è anche necessario assicurare che le persone possano effettivamente accedere e fruire di ciò che è garantito da tali diritti. Inoltre tale concetto costituisce la base su cui è fondata la Repubblica Italiana a partire dall art. 3 della Costituzione. Si pone particolare attenzione al tema dell accessibilità, poiché creare un ambiente accessibile vuol dire, pertanto, renderlo sicuro, confortevole e qualitativamente migliore per tutti i potenziali utilizzatori. L accessibilità va intesa in modo ampio come l insieme delle caratteristiche spaziali, distributive ed organizzativo- gestionali in grado di assicurare una reale fruizione dei luoghi e delle attrezzature da parte di chiunque. Il tema dell accessibilità è senza dubbio uno dei più determinanti dal punto di vista della vivibilità degli spazi e costituisce un essenziale caratteristica qualitativa dell immobile e delle attrezzature, soprattutto per gli immobili di interesse culturale, come l università, da utilizzarsi per attività ed eventi che devono essere accoglienti ed accessibili a tutti, trasformando così i vincoli in opportunità di preparazione3. 2 Il termine Universal Design è stato coniato nel 1985 dall architetto americano Ronald Mace costretto ad usare una sedia a ruote e un respiratore, morto improvvisamente nel Mace descrisse l Universal Design come la progettazione di prodotti e ambienti utilizzabili da tutti, nella maggior estensione possibile, senza necessità di adattamenti o ausili speciali. Il termine Universal Design, molto diffuso negli Stati Uniti, è stato in Europa riadattato in Design for all. 3 F. Vescovo, Barriere architettoniche, in Enciclopedia Italiana G. Treccani, XXI secolo, settima appendice, Roma 2006, p

9 1.1 L attenzione sul tema delle barriere architettoniche In Italia, negli anni Cinquanta e Sessanta, l attenzione sul concetto di eliminazione di barriere architettoniche e di handicap era molto scarsa e non esisteva affatto il concetto di Design for All. È negli Stati Uniti, negli anni Cinquanta, che nasce il movimento Barrier Free per rispondere prima alle richieste e alle esigenze delle persone colpite da poliomielite e poi a quelle dei reduci disabili del Vietnam. Negli anni Sessanta compare il termine inglese Design for All, che è la semplice traduzione della versione svedese Design för Alle, a sua volta coniato nel periodo in cui lo stato assistenziale tipico dei paesi scandinavi ha avuto il suo massimo splendore. Con notevole ritardo rispetto ai Paesi anglosassoni, in Italia si è avuto il primo segnale di interesse a queste tematiche nel 1965, quando due associazioni di Roma l ANMIL (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro) e l AIAS (Associazione Italiana per l Assistenza agli Spastici), organizzarono la Conferenza Internazionale di Stresa, proponendo come dibattito le barriere architettoniche. La conferenza di Stresa del 1965 e poi di Arezzo del 1966 ebbero il merito di avviare un processo di conoscenza del problema e la nascita di una coscienza sociale, così che in Italia uscì nel 1967 la prima circolare ministeriale che accennava al tema delle barriere architettoniche nell ambiente costruito, nella città. Si dovrà aspettare il 1971 per avere una prima legge, la legge n.118, che cita Le nuove norme in favore dei mutilati ed invalidi civili e nell articolo 27 si parla proprio di barriere architettoniche. Lo scopo della conferenza era la sensibilizzazione delle autorità competenti, delle persone che si occupavano di architettura, di città e di invalidità, dell opinione pubblica internazionale sulle difficoltà che la persona disabile incontra quando vuole inserirsi nella vita sociale. Le difficoltà derivano da erronei criteri progettuali con i quali si realizzavano le città e gli edifici e tali difficoltà vennero definite barriere architettoniche. Il mondo della progettazione degli spazi architettonici, compatibile con le problematiche della disabilità, da allora vanta in Italia una ricca legislazione con diversi riferimenti prestazionali e prescrittivi4. 4 La prima normativa è la Circolare n. 425 del Ministero dei Lavori Pubblici del 20 gennaio 1967 Standards residenziali, che tratta il tema all art.6.aspetti qualitativi. Barriere architettoniche. Nel 1967 ISES (Istituto per lo Sviluppo dell Edilizia Sociale) organizzò un convegno,dove venne presentata ufficialmente una proposta di norme redatta sulla base dei risultati dei lavori di varie commis sioni di studio relative al settore medico, sociologico, edilizio: tale proposta divenne la Circolare del Ministero di Lavori Pubblici n.4809 del 19 giugno 1968 col titolo: Norme per assicurare l utilizzazione degli edifici sociali da parte di minorati fisici e per migliorarn e la godibilità generale.le prescrizioni tecniche contenute in tale circolare saranno rese cogenti dall art.27 della legge del 30 marzo 1971 n.118,conversione in legge del D.L:30gennaio 1971, n. 5.Il successivo D.P.R.384 del 27 aprile 1978, Regolamento di attuazione dell art.27 della legge 30 marzo 1971,n. 118, a favore di mutilati e invalidi civili,in materia di barriere architettoniche e trasporti pubblici è stato per anni il caposaldo legislativo nel campo degli edifici e spazi pubblici e aperti al pubblico poi sostituito con il DPR 503/96 ed è stato a lungo ignorato dagli operatori e dalle Pubbliche Amministrazioni,tanto che otto anni dopo, la L.41/86 (sostanzialmente finanziaria) stabilì che tutte le Amministrazioni Pubbliche dovessero redigere un piano comunale di individuazione delle barriere negli edifici pubblici esistenti, per la loro eliminazione (PEBA). La legge-quadro per l assistenza, l integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate,n.104/92 all art.24.9 chiede inoltre l integrazione di questi piani per garantire l accessibilità dei percorsi e attraversamenti pedonali handicappate,n.104/92 all art.24.9 chiede inoltre l integrazione di questi piani per garantire l accessibilità dei percorsi e attraversamenti pedonali 8

10 È semplice notare come la possibilità di arrivare in un luogo, di entrare e di muoversi al suo interno, di usare oggetti ed elementi che lo compongono, sia un elemento fondamentale per consentire la relazione e la convivenza con altri e per permettere di realizzare pienamente la propria personalità. Quindi nello svolgimento delle azioni relative al vivere quotidiano, i fattori ambientali svolgono un ruolo determinante sia nel facilitare sia nell ostacolare le libere decisioni di ogni individuo: basti pensare all importanza agevolante che possono avere gli elementi ed i complementi di arredo, le attrezzature, le dotazioni impiantistiche, gli elementi costruttivi, ovviamente integrati all occorrenza dagli ausili calibrati sulle esigenze della singola persona. La conformazione e l organizzazione inadeguate di oggetti ed ambienti come pure le carenze dei servizi possono contribuire a: ostacolare, impedire o rendere disagevole, faticoso, pericoloso il rapporto della persona con disabilità con l ambiente, ad esempio in relazione alla possibilità di muoversi, di spostarsi, di usare spazi, oggetti, mezzi di trasporto; annullare o limitare la possibilità, per la persona con disabilità, di entrare in relazione con gli altri, di partecipare alla vita sociale, di lavorare, studiare, curarsi, accedere alle prestazioni sanitarie, ecc., in definitiva di autodeterminarsi in relazione alle proprie necessità, abitudini, volontà, desideri. Se fino agli Sessanta - Settanta era molto diffusa l invisibilità sociale e politica delle persone con disabilità a causa di una discriminazione e segregazione fisica, accompagnata spesso dalla mancanza di opportunità e dalla possibilità di auto rappresentazione, che si alimentava anche attraverso la realizzazione di spazi fisici separanti, escludenti e ghettizzanti, successivamente il conseguimento dell accessibilità e la non costituzione di barriere architettoniche ha generato una rivoluzione e l integrazione alla vita sociale delle persone con disabilità. Infatti riconoscere l accessibilità di spazi ed artefatti e l assenza delle barriere architettoniche come diritti umani, permette di evidenziare e denunciare la discriminazione e la mancanza di pari opportunità. Il problema dei diritti umani della persona con disabilità non si focalizza sulla richiesta di accedere a specifici diritti, ma riguarda l esigenza umana di un uguale, omogeneo e reale godimento di tutti i diritti umani senza esclusione, senza discriminazione. 9

11 In generale, l approccio europeo nella tutela dei diritti umani delle persone con disabilità si basa sui principi indicati nelle Regole standard per il raggiungimento delle pari opportunità per i disabili, basati sul modello sociale della disabilità, sulla non discriminazione e sulle politiche di inclusione sociale. Viene richiesto, tuttavia, agli stati europei di dedicare un adeguata attenzione a livello nazionale per rafforzare e arricchire le politiche nel settore. La comunicazione della Commissione europea Verso un Europa senza ostacoli per le persone con disabilità [Com (2000) 284 del ] individua, come fattore chiave dell uguaglianza di opportunità per le persone con disabilità, l accessibilità degli spazi attraverso l eliminazione degli ostacoli mediante disposizioni normative, opportuni adattamenti, regole di progettazione universale. La Risoluzione ResAP(2001)1 del Comitato dei ministri del Consiglio d Europa sull introduzione dei principi di progettazione universale invita gli Stati membri ad inserire in tutte le costruzioni i principi di progettazione universale: in particolare auspica che architetti ed ingegneri e tutti coloro che operano nel settore dell edilizia, durante il loro percorso di studio, ricevano una formazione nel campo della progettazione universale, al fine di applicarla concretamente nelle loro realizzazioni. Nel 2003, Anno europeo delle persone con disabilità, l unione europea ha pubblicato il volume European concept for accessibility, Technical Assistance Manual, espressione della filosofia europea dell accessibilità, ritenuta un attributo essenziale di un ambiente costruito sostenibile e calibrato sulla persona. Il Concetto europeo di accessibilità (ECA), la cui prima formulazione risale al 1996, si basa sui principi della progettazione universale ed è rivolto non solo a tecnici (architetti, ingegneri, ecc.) ma a tutti coloro che hanno poteri di decisione nei confronti degli spazi pubblici. Il Concetto europeo di accessibilità sottolinea che: obiettivo fondamentale è la realizzazione di ambienti (edifici, aree circostanti, ambienti virtuali ) comodi, sicuri e fruibili da tutti, ivi comprese le persone con disabilità; i principi della progettazione universale rifiutano la suddivisione delle persone in abili e disabili ; se è necessario, la progettazione universale comprende misure ed accorgimenti supplementari. Pertanto, in Italia, nel corso degli anni il panorama legislativo relativo a provvedimenti di vario ordine per il superamento delle barriere architettoniche si è arricchito di una quantità di indicazioni, in minima 10

12 parte a livello nazionale, per lo più a livello locale. Grazie alla facoltà, prevista dalla nostra Costituzione, di emanare norme e regolamenti da parte di Regioni, Province e Comuni, molteplici sono i richiami, le integrazioni o le vere e proprie leggi proposte, adottate, in corso di verifica o formulazione relativamente al tema delle barriere architettoniche. Ciò costituisce un elemento positivo e rivoluzionario poiché testimonia un interesse, una volontà e anche una richiesta, di intervenire in favore dell'inserimento delle persone disabili nel normale contesto urbano e abitativo. Quindi è al mondo del progetto di edifici, servizi e ambienti comuni a cui viene richiesto per primo di garantire la maggiore accessibilità, che vada oltre una fruibilità riservata e attrezzature dedicate a singoli profili d utenza, quali ad esempio case e arredi per anziani e disabili, giochi per bambini: è a questa richiesta sociale che fa seguito una precisa risposta normativa. È interessante notare come la percezione sociale rispetto ai temi relativi alla disabilità e alla fruibilità dell ambiente sia mutevole nel corso degli anni, come questo si rifletta anche a livello normativo e come un diverso approccio socio-culturale possa portare ad una sorta di rivoluzione anche nel progetto. 1.2 Alcuni concetti base Dietro le parole si nascondono le persone o, in certi casi, proprio le barriere architettoniche che si vogliono eliminare. Di seguito si mostra l evoluzione di alcuni concetti base su cui è focalizzata la nostra attenzione: disabilità, barriere architettoniche,fruibilità e accessibilità Disabilità intesa come una condizione di salute in un ambiente sfavorevole L idea della persona disabile non è più condizionata dallo stereotipo dell individuo disabile visto unicamente su sedia a rotelle, ma è molto più esteso e comprende chiunque, in maniera permanente o temporanea, si trovi ad avere difficoltà nei movimenti (cardiopatici, donne in gravidanza, persone con passeggino, individui convalescenti o con un ingessatura agli arti, obesi, anziani, bambini ecc) o nelle percezioni sensoriali (ciechi e ipovedenti, sordi e ipoacustici), nonché, persone con difficoltà cognitive o psicologiche. 11

13 Il concetto di disabilità è mutato dalla recente definizione dell International Classification of Functionning, Disability and Health (ICF) elaborata nel 2001 dall Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che individua nella disabilità il prodotto di fattori ambientali, fisici e sociali e di inadeguate o insufficienti risposte che la società dà alle persone che hanno bisogni particolari. La classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute dell Oms rappresenta un autentica rivoluzione perché afferma che ogni persona, in qualunque momento della vita, può trovarsi in condizione di salute che diventano disabilità, proprio perché la persona si trova di fronte un contesto/un ambiente negativo che limitano, restringono o annullano le sue capacità funzionali e di partecipazione sociale. Anche a livello internazionale si preferisce parlare di persone con disabilità: infatti si ricorre al termine persona, al posto delle forme aggettivali come invalido, disabile, diversabile, diversamente abile o dei sostantivi handicappato, portatore di handicap: tale scelta ha il vantaggio di non attribuire all intera persona un attributo che è solo una parte di essa e che lascia intatto un termine (persona) in sé neutro; la definizione di persone con disabilità, unisce al concetto di persona, universalmente accettato e ritenuto positivo, un attribuzione ricevuta, qualcosa che non appartiene alla persona, ma che le è imposto, poiché la disabilità non deriva dalla situazione psico-fisica, ma dalla non inclusione che la società ha realizzato rispetto a bisogni ed esigenze particolari della persona. La persona che si serve di una carrozzina ha una disabilità quando incontra dislivelli superabili solo con scale, la persona che usa un bastone bianco ha una disabilità quando non riesce ad orientarsi perché mancano elementi (come pavimentazioni attentamente studiate o accorgimenti sonori, tattili, ecc.) che le consentono di spostarsi in sicurezza. La disabilità non è quindi causata da fattori soggettivi ma da una società che non ha progettato pensando a tutti. Questa posizione consente di abbandonare il concetto di persona disabile per sottolineare invece quello di ambiente non abile o non idoneo Le barriere architettoniche viste non solo come un ostacolo fisico Spesso il termine barriera architettonica viene frainteso e interpretato nel senso limitativo e semplicistico dell ostacolo fisico. Il significato del termine è stato notevolmente ampliato intendendo per barriere architettoniche tutti quegli elementi progettati e/o costruiti che per forma, dimensione, materiale costruttivo, colore, 12

14 posizione, localizzazione e per eventuale loro assenza, carenza, inadeguata progettazione, realizzazione, installazione, impediscono, ostacolano, limitano la percezione, la comprensibilità, la riconoscibilità, l'orientamento, la comunicazione, il raggiungimento, l'accesso e l'uso di oggetti, ambienti e mezzi di trasporto in modo autonomo, completo, sicuro, confortevole, gradevole, da parte dell'utenza. In quest'ottica il concetto di barriera architettonica diventa un problema che interessa tutti: infatti gli ostacoli posti dal costruito riguardano non solo I'handicappato motorio, sensoriale, psichico, intellettivo, ma una vasta fascia di popolazione che si estende dal bambino piccolo all'adulto che spinge il passeggino, alla gestante, alla persona traumatizzata per varie cause in modo permanente o transitorio, all'anziano. Questo ultimo poi, proprio per il progressivo invecchiamento della popolazione, sottolinea anche in termini quantitativi la consistenza del problema. Sono quindi barriere architettoniche non solo i gradini o i passaggi troppo angusti, ma anche percorsi con pavimentazione sdrucciolevole, irregolare o sconnessa, le scale prive di corrimano, le rampe con forte pendenza o troppo lunghe, i luoghi d attesa privi di sistemi di seduta o di protezione dagli agenti atmosferici se all aperto, i terminali degli impianti posizionati troppo in alto o troppo in basso, la mancanza di indicazioni che favoriscono l orientamento o l individuazione delle fonti di pericolo, ecc. Nei primi riferimenti normativi, con l emanazione della legge 13/89 e del suo regolamento di attuazione D.M. 236/89, la definizione di barriere architettoniche è la seguente: a) Gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanete o temporanea; b) Gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di parti, attrezzature o componenti; c) la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi5. 5 Art. 1 del D.P.R. 503 /96 e art. 2 punto A del D.M. 236/89 236/ 89 del D.M. 236/89. 13

15 Da sottolineare, anche, il riferimento nella definizione normativa alle attrezzature o componenti : gli interventi per il superamento delle barriere architettoniche non devono limitarsi agli ostacoli architettonici, ma vanno presi in considerazione anche gli arredi e qualsiasi altro componente o attrezzatura indispensabile per la fruibilità degli ambienti. Poiché le barriere architettoniche hanno un accezione così ampia,l eliminazione e la non creazione di esse,deve permettere un miglior uso dell ambiente e facilitare l autonomia delle persone disabili. L'eliminazione e la non creazione di barriere architettoniche hanno : come finalità permettere a tutti l'accesso e l'uso autonomo, cioè senza l'aiuto di terzi, degli oggetti e dell'ambiente costruito, al chiuso ed all'aperto; contribuire ad eliminare, o almeno a ridurre, l'emarginazione sociale ed il bisogno assistenziale. L'obiettivo fondamentale per combattere l'emarginazione consiste nel mantenere e/o favorire l'inserimento sociale: questo scopo si raggiunge più facilmente se si garantisce alla singola persona ed ai suoi nuclei familiari il massimo di autonomia possibile; consentire la permanenza della persona nel proprio ambiente di vita, di relazione, di studio, di lavoro qualora sopraggiunga un handicap, ad esempio per infortunio, per l'età avanzata etc.; svolgere attività scolastiche, lavorative, ricreative, culturali, sportive mantenendo e sviluppando rapporti interpersonali; migliorare la qualità ambientale del costruito. come obiettivo:: rimanere nel proprio ambiente di vita, di relazione, di studio, di lavoro anche nei casi di handicap sopraggiunto per qualsiasi motivo; permettere l'accesso e l'uso di tutte le strutture di nuova costruzione e di riuso dell'esistente (casa, trasporti, servizi). 14

16 1.2.3 La fruibilità degli spazi Con il termine di fruibilità si intende la possibilità di utilizzare autonomamente ogni parte della struttura (unità ambientali, arredi, apparecchiature, serramenti, terminali di impianti, ecc.) con facilità, comodità, sicurezza. Garantire la fruibilità di uno spazio non significa solo movimento, accessibilità, ma il pieno godimento fisico e percettivo dello stesso. Possibile distinguere tre livelli qualitativi di fruibilità degli spazi: nelle disposizioni normative attualmente in vigore sono stati introdotti a riguardo i termini di accessibilità, visibilità e adattabilità: accessibilità : possibilità, anche per le persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di raggiungere l edificio e le sue singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruirne spazi e attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia; visitabilità : possibilità, anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di accedere agli spazi di relazione e ad almeno un servizio igienico di ogni unità immobiliare. Sono spazi di relazione gli spazi di soggiorno o pranzo dell alloggio e quelli dei luoghi di lavoro, servizio ed incontro, nei quali il cittadino entra in rapporto con la funzione ivi svolta; adattabilità : possibilità di modificare nel tempo lo spazio costruito a costi limitati, allo scopo di renderlo completamente ed agevolmente fruibile anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale6 Per ciascuno dei tre gradi di fruibilità le normative fissano i criteri di progettazione e le caratteristiche prestazionali che le varie unità ambientali (porte, servizi igienici, ascensori, spazi esterni ecc.) devono soddisfare. Spesso si tende a differenziare il concetto di accessibilità da quello di fruibilità: il termine accessibilità, esplicitamente definito dalle leggi in vigore, rimanda al rispetto di precise disposizioni normative affinché spazi e attrezzature possano essere utilizzati in piena autonomia e sicurezza da persone con disabilità; 6 Art. 2 del D.M. 236/89. 15

17 il termine fruibilità, invece, fa riferimento alla effettiva possibilità di utilizzazione di un ambiente o un attrezzatura da parte di persone con disabilità seppur non esplicitamente progettati per tale scopo. Pertanto un ambiente o un attrezzatura, pur non essendo a norma di legge accessibile, può essere comunque fruibile se presenta caratteristiche dimensionali, tipologiche, di raggiungibilità o è oggetto di scelte gestionali che ne permettano l utilizzo da parte di persone con disabilità. D altra parte c è da osservare che ambienti considerati accessibili possono di fatto risultare non fruibili: un ascensore, seppur correttamente dimensionato e installato, rende l ambiente non fruibile se non è utilizzabile per un guasto tecnico; un percorso di larghezza e pendenza adeguate non è fruibile se lungo di esso vengono posizionati ostacoli di vario tipo (piante, cestini portarifiuti, veicoli, ecc.) o se presenta parti sconnesse per la mancanza di interventi di manutenzione L accessibilità universale Per accessibilità si intende la possibilità, anche per le persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale o psico-cognitive, di raggiungere un luogo o un edificio o le sue singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruirne spazi e attrezzature in condizione di adeguata sicurezza ed autonomia. Quindi individuiamo nella accessibilità quella qualità dell'ambiente costruito che permette a tutti (in questo senso universale ) il facile, comodo e sicuro utilizzo di spazio e servizi. Per alcuni questo si riduce alla questione delle cosiddette Barriere Architettoniche, ma è una concezione riduttiva. Si tratta di riconsiderare tutto il nostro costruire la casa e la città ripensando alle reali esigenze della popolazione, delle persone. Troppe volte, infatti, la questione è stata vista come un problema solo delle persone disabili (anzi, solo delle persone rappresentate dall'omino in carrozzina del simbolo internazionale di accessibilità) e in questo modo non si è cercato di progettare meglio, ma spesso ci si è limitati solo a rispettare un obbligo di legge. Numerose esperienze e verifiche di atteggiamenti comuni, in diverse parti del mondo, hanno portato al superamento del concetto di spazio o oggetto appositamente pensato per persone con disabilità. 16

18 Infatti è stato constatato che ambienti ed attrezzature pensati solo per una utenza disabile comportano un atteggiamento negativo, a volte di rifiuto, da parte della popolazione, risultando di conseguenza emarginanti nei confronti di coloro che hanno particolari necessità e costituendo spesso fonte di angosce, mortificazioni, frustrazioni che hanno contribuito in qualche modo all emarginazione. Per questi motivi è necessario configurare spazi urbani e architettonici sentiti come amichevoli, accoglienti ed inclusivi, che permettano a tutti di muoversi ed interagire con gli altri in modo semplice e agevole7.l accessibilità riguarda, quindi, il vivere quotidiano: ad essa si collegano concetti importanti come il pieno sviluppo delle capacità di ogni persona, la tutela della dignità e dei diritti personali o le pari opportunità8, che interessano prima o poi tutti noi. Il semplice trascorrere del tempo modifica comunque fisiologicamente le caratteristiche e le conseguenti esigenze di ciascuno: la vita media si va progressivamente allungando con la conseguenza che il numero di anziani nella società contemporanea è in costante aumento; i progressi della medicina hanno permesso alla gente di sopravvivere a incidenti e malattie che in passato erano mortali, seppur spesso riportando disabilità temporanee o permanenti. Le caratteristiche ed esigenze delle persone reali si vanno quindi sempre più discostando dal modello antropometrico perfetto dell individuo adulto e sano proposto in altri tempi da Vitruvio, Leonardo da Vinci o Le Corbusier. Progettare l accessibilità vuol dire considerare non solo gli aspetti estetici e formali, ma porre al centro dell attenzione l essere umano e le sue caratteristiche ed esigenze: il suo essere uomo o donna che evolve da bambino ad anziano e che nel corso della vita può andare incontro a cambiamenti temporanei o permanenti e presentare caratteristiche differenti da quella normalità definita arbitrariamente da convenzioni che si dimostrano spesso inadeguate. Diventa necessario invece un approccio alla Progettazione universale che indica la progettazione (e realizzazione) di prodotti, ambienti, programmi e servizi utilizzabili da tutte le persone, nella misura più estesa possibile, senza bisogno di adattamenti o di progettazioni specializzate. Progettazione universale non esclude dispositivi di 7 F. Vescovo, Obiettivo: progettare un ambiente urbano accessibile per una utenza ampliata, in Paesaggio urbano, n. 1, 2002, p. 9. Costituzione della Repubblica Italiana, art. 3: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all organizzazione politica, economica e sociale del Paese. 8 17

19 ausilio per particolari gruppi di persone con disabilità ove siano necessari (Dichiarazione ONU dei Diritti delle persone con Disabilità, articolo 2). Questo approccio è conosciuto come Design for all o Universal Design, ossia la progettazione di spazi, ambienti ed oggetti utilizzabili da un ampio numero di persone a prescindere dalla loro età e capacità psicofisica, introducendo così anche il concetto di Utenza ampliata 9. Da questo punto di vista la progettazione per l Utenza Ampliata non solo supera la logica del progetto per lo standard, che si rivolge ad un utenza astratta e ideale (uomo adulto, sano e perfettamente abile), ma anche quella del progetto senza barriere (Barrier-free Design10), che stigmatizza le differenze creando categorie di utenti ( normodotati versus disabili, e quindi soluzioni per la disabilità versus soluzioni considerate normali )11. Non si tratta più di eliminare o superare qualcosa, ma di ridiscutere in modo dialettico le basi stesse dell attività di progettazione, considerando le esigenze delle persone reali come elementi di partenza, in grado di stimolare le potenzialità del progetto, e non come vincolo al progetto stesso. In questa logica non esistono soluzioni speciali per utenti particolari quali elementi aggiuntivi del progetto, ma ogni intervento va concepito e sviluppato tenendo in considerazione le esigenze se non di tutti, comunque del maggior numero possibile di persone, siano esse abili o disabili, poiché progettare per coloro che si trovano in situazioni di svantaggio non può che avere un effetto positivo anche sulle persone che si trovano in condizioni psicofisiche normali. 2. Quadro generale sulle normative La legge italiana per il superamento delle barriere architettoniche è tra le più avanzate e complete nell ambito dei paesi occidentali12. Fin dal 1989 l impianto normativo italiano in materia di accessibilità le cui origini risalgono al 1971 ha introdotto disposizioni a carattere innovativo, 9 Tale termine è stato utilizzato per la prima volta da alcuni progettisti italiani nell ambito dell Istituto Italiano Design e Disabilità. L origine di questo termine è da ricercarsi in America nella seconda metà degli anni Cinquanta e coincide con i primi tentativi di rimuovere le barriere architettoniche. Di recente la dicitura Barrier-free design ha assunto una connotazione negativa e stigmatizzante, in quanto sottintende che un prodotto venga utilizzato esclusivamente da una persona con disabilità. 11 G. del Zanna, Progettare nella logica dell Utenza Ampliata, in A. Arenghi (a cura di), Edifici storici, turismo, utenza ampliata, Edizioni New Press, Como 1999, pp Per un excursus sull evoluzione della normativa italiana ed internazionale si rimanda a: A. Ornati, Architettura e barriere. Storia e fatti delle barriere architettoniche in Italia e all estero, Franco Angeli, Milano 2000; R. Picone, Conservazione e accessibilità, cit.; G. Vitagliano, Il superamento delle barriere architettoniche in edifici di pregio storico artistico nella normativa vigente in Italia, ivi; A. Pane, L accessibilità nel progetto di restauro, cit.; F. Marafini, Barriere architettoniche, Edizioni di Legislazione Tecnica, Roma

20 fondate su un approccio di tipo prestazionale che prevede, insieme al rispetto di alcuni parametri prescrittivi in merito a specifici aspetti dimensionali, la possibilità che il progettista consegua risultati analoghi o migliori di quelli prescritti ricorrendo a soluzioni alternative. Le norme e le prescrizioni per il superamento delle barriere architettoniche devono essere applicate costantemente in ogni progetto o attività e devono suscitare nei professionisti lo stesso livello di attenzione delle altre prescrizioni normative. Il salto di scala, di tipo culturale, che va compiuto per ottenere davvero risultati positivi è quello di considerare tali norme non come un vincolo penalizzante, ma una opportunità positiva, finalizzata ad un beneficio generalizzato. Quindi non rigide norme per le persone con disabilità ma provvedimenti operativi e linee guida per ottenere un ambiente che sia più confortevole e sicuro per chiunque. Nel nostro paese, il primo accenno, in campo normativo, al problema delle barriere architettoniche é contenuto nella circolare del Ministero dei Lavori pubblici n. 425 del relativa alla definizione degli standard nel settore dell'edilizia residenziale, dove si evidenziano nelle barriere architettoniche gli ostacoli incontrati dagli individui fisicamente menomati nel muoversi all interno degli spazi urbani e negli edifici. E significativa questa circolare perché in essa si colgono tre elementi di notevole validità: il discorso sulle barriere architettoniche è inquadrato nella più vasta tematica della qualità dell ambiente e non è considerato solo in relazione ad una particolare categoria di persone,; si parla dell eliminazione e della non realizzazione di barriere architettoniche non solo negli edifici, ma in tutti gli interventi edilizi ed urbanistici, ampliando il campo di intervento agli spazi urbani; si affronta il tema barriere architettoniche in una normativa tecnico-edilizia e non socioassistenziale. L obiettivo finale di tutte le norme, è sempre stato quello di eliminare le barriere architettoniche nel settore dell'edilizia residenziale e per questo il Ministero dei lavori pubblici con la circolare n del 19 giugno 1968, emana le Norme per assicurare la utilizzazione degli edifici sociali da parte dei minorati fisici e per migliorarne la godibilità generale. 19

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