Sistemi d emergenza. Capitolo

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Sistemi d emergenza. Capitolo 11 11.1"

Transcript

1 Capitolo 11 Sistemi d emergenza 11.1

2 11.1 Introduzione Nonostante tutti gli sforzi dei progettisti, costruttori e gestori dei mezzi aerei, sussiste sempre il rischio di rotture o incidenti che portino a situazioni di distruzione della macchina, con pericolo di lesioni anche fatali per passeggeri e gente a terra. In molti casi è possibile un ulteriore operazione di emergenza per tentare almeno di limitare i danni alle persone; a bordo di tutti i velivoli sono quindi previsti sistemi adibiti a questo scopo, sistemi che data la loro natura devono avere un alta affidabilità e devono essere disponibili anche a fronte di serie deficienze dei generatori di potenza di bordo. Questi sistemi devono inoltre essere di facile utilizzo, dato che è necessario un loro impiego in condizioni critiche e, talvolta, da parte dei passeggeri. L insieme di questi sistemi costituisce la sicurezza del velivolo, che si distingue in attiva e passiva. La sicurezza attiva comprende i sistemi per ridurre il rischio che si verifichi l incidente grave: sistemi di allarme; impianto di rilevamento e soppressione incendio; fonti energetiche di emergenza; impianto ossigeno di emergenza; protezione da ghiaccio; protezione da scariche elettriche atmosferiche; sistema anti-bloccaggio delle ruote del carrello d atterraggio; mentre la sicurezza passiva comprende quei sistemi che riducono le conseguenze sugli occupanti durante o dopo l impatto al suolo: sistemi per prevenire l incendio dopo l atterraggio di emergenza; inibitore di esplosione serbatoi; sedili ed arredi interni anti-crash; procedure e sistemi di evacuazione passeggeri ed equipaggio; crash switch. Si riporta di seguito una descrizione dei sistemi sopra menzionati Sistemi di allarme Un primo di tipo di sistema di emergenza è costituito da un sistema generale di allarme, sistema che prende necessità dal fatto che ormai molte funzioni vengono demandate a sistemi automatici fuori dal controllo diretto dell'equipaggio; diventa quindi essenziale che l'equipaggio venga immediatamente informato dell'insorgere di problemi nei sistemi automatici, soprattutto nei casi dove questi prendono piena autorità su funzioni vitali quali il controllo del volo, dei propulsori, ecc. Nelle generazioni precedenti di velivoli, le condizioni anomale venivano fornite attraverso spie poste nelle vicinanze degli strumenti e dei comandi relativi ai singoli sistemi di bordo; questo porta ad avere pannelli di comando estremamente addensati ed alla necessità di un continuo esame panoramico da parte dell'equipaggio. Per poter facilitare l'individuazione immediata dello stato del sistema viene da tempo utilizzato un codice di colori per cui gli allarmi che richiedono un'azione immediata vengono segnalati 11.2

3 con il rosso, gli avvertimenti con il giallo, mentre il verde o altri colori vengono utilizzati per segnalazioni di funzionamento regolare. Esistono anche delle procedure standardizzate di segnalazione allarme che prevedono il lampeggio di luci di allarme ed il contemporaneo funzionamento di un segnale acustico fino a quando l'operatore non interviene con una tacitazione, che deve essere conseguente al riconoscimento del singolo allarme. Il riconoscimento dell'allarme deve provocare il passaggio dal lampeggio alla luce continua e la tacitazione dell'allarme acustico, a meno che non sia presente almeno un altro allarme non ancora riconosciuto. In velivoli più moderni la tendenza è di raggruppare tutti gli allarmi e gli avvertimenti in un unico pannello (fig e 11.2) e di dare una segnalazione di allarme generico, in conseguenza del quale il pilota andrà ad osservare il pannello allarmi. Fig Pannello d allarme per elicotteri Fig Pannelli d allarme Nelle ultime generazioni di velivoli le informazioni di allarme vengono fornite attraverso display alfanumerici con il vantaggio di fornire maggior dettaglio della causa dell'allarme; se necessario è possibile fornire anche informazioni di tipo quantitativo ed è possibile in taluni casi fornire informazioni sulle azioni da intraprendere. È inoltre possibile utilizzare mezzi sonori, utilizzando sia suoni con diversi toni, sia messaggi vocali. I sistemi di allarme, oltre a tener sotto controllo il funzionamento dei motori e degli impianti, possono riguardare il comportamento del velivolo stesso. Fanno per esempio parte dello stesso sistema avvisatore di stallo, avvisatore di ghiaccio, avvisatori di supero di velocità massima, avvisatori di bassa quota, ecc. I sistemi di allarme fanno parte della sicurezza attiva del velivolo, in quanto il loro scopo è di ridurre la possibilità che la situazione degeneri in un incidente grave Sistemi anti-incendio Il rischio di incendio a bordo è sempre un problema di grandissima importanza, nonostante tutti i provvedimenti che vengono presi per ridurne al minimo la possibilità e limitarne comunque al massimo la velocità di propagazione. Una situazione di questo genere può verificarsi tipicamente in caso di impatto col terreno, ma anche durante il volo. Incendi durante il volo Per quanto riguarda gli incendi durante il volo (sicurezza attiva), questi possono essere provocati dalle varie sorgenti di calore presenti e da problemi conseguenti a corto circuiti nell'impian- 11.3

4 to elettrico, e vengono sviluppati dalla presenza di sostanze infiammabili quali i combustibili, i lubrificanti ed i liquidi dell'impianto idraulico. La condizione di incendio in volo è evidentemente molto pericolosa ed è necessario poter scoprirne la presenza al primo insorgere e poter intervenire rapidamente per estinguerlo. L impianto è quindi costituito da un sistema di rilevazione di incendio e da uno di spegnimento. I rilevatori sono basati su misure di temperature oppure di fumi, ovvero forniscono un allarme quando viene rilevata una temperatura al di sopra di un certo valore oppure una certa concentrazione di fumo. I rilevatori di fumi si basano su misure di opacità oppure di presenza di particelle in una certa concentrazione. I sensori termici possono essere costituiti da: rilevatori puntuali, basati su lamine bimetalliche, che aprono un contatto al di sopra di una certa temperatura (fig. 11.3); rilevatori continui, costituiti da un conduttore inserito in un materiale semiconduttore all'interno di un tubo metallico, un sistema quindi avente certe caratteristiche sia di resistenza che di capacità, sulle quali si basa il controllo termico: questi sensori hanno una maggiore affidabilità dell'allarme grazie al doppio controllo ed inoltre le caratteristiche elettriche variano molto bruscamente al variare della temperatura. Le tecniche di rilevamento sono diverse a seconda della zona del velivolo posta sotto controllo. La cabina, dove l incendio risulterebbe chiaramente visibile dagli occupanti, è normalmente dotata di rilevatori di fumi; i vani di carico e avionici e altre aree pressurizzate ma non sotto normale controllo visivo degli occupanti possono essere dotate sia di rilevatori di fumi che di temperatura. I sensori sono normalmente progettati per generare il segnale d allarme dopo 60 secondi di rilevamento di temperatura o fumi anomali; questo lasso di tempo, apparentemente lungo, è dovuto alla necessità di eliminare falsi allarmi, che potrebbero portare a conseguenze Fig Rilevatore bimetallico rischiose quali manovre diversive per atterraggi d emergenza o disattivazione da parte del pilota di apparati importanti per il volo e la navigazione. Per lo stesso motivo, alcuni sistemi di rilevamento incendio sono progettati per fornire il segnale d allarme quando più sensori forniscono segnali di temperatura o concentrazione di fumi elevati. In tutti i casi viene inviato un avviso al pannello di allarme di cabina, di modo che il pilota possa iniziare a verificare se sussistono effettive condizioni di incendio o se si tratta di un malfunzionamento del rivelatore. Una caratteristica fondamentale di questi sistemi di rivelazione incendio è il fatto di non venire danneggiati dall incendio stesso senza che si attivi il sistema di allarme. Un punto tipico nel quale vengono installati sistemi di rivelazione di incendio è ovviamente il vano motore, sia per i rischi che comporta un incendio vero e proprio sia per i rischi dovuti ad un falso allarme ritenuto vero, che comporterebbe l immediato spegnimento del motore da parte del pilota. In caso di incendio nel vano motore l'equipaggio deve infatti intervenire prima di tutto bloccando l'afflusso di combustibile ed è fondamentale l'efficienza della valvola di e- sclusione. 11.4

5 I sensori inviano i segnali ad unità di controllo e, quindi, ai pannelli d allarme in cabina. La tradizionale trasmissione di segnali via cavo ha oggi un alternativa nella trasmissione via radio, che può essere resa facilmente ridondante trasmettendo lo stesso segnale su diverse frequenze. Il grande vantaggio di questi sistemi è una grande riduzione dei tempi di installazione e manutenzione. Lo spegnimento dell incendio in cabina viene effettuato a mano con estintori portatili. L intervento in zone remote, come i motori ed i vani avionica e cargo, vengono effettuate comandando l apertura di estintori installati in prossimità dei vani o dei motori da proteggere ed il cui fluido contenuto sotto pressione viene inviato ai vani o alle nacelles attraverso tubazioni. L operazione è particolarmente difficoltosa nel caso delle nacelles, dove il flusso d aria tende a disperdere il fluido estinguente, riducendone la concentrazione e quindi l efficacia. Perché un incendio si produca, si deve avere la concomitanza di tre fattori: combustibile, ossigeno e temperatura. I sistemi estinguenti possono intervenire su uno o più di questi fattori. I principi utilizzati negli estintori a bordo possono essere di due diversi tipi: idrocarburi alogenati e gas freddi inerti. Il principio degli alogenati consiste nell'interferenza fra la fiamma e l'ossidante; vi è cioè un effetto di arresto del trasferimento di energia alle molecole non ancora incendiate e di conseguenza un estinzione o comunque un rallentamento della combustione. I gas freddi inerti si basano invece sul fatto che il gas, compresso allo stato liquido, quando inviato sulla fiamma subisce un effetto di raffreddamento per l'evaporazione ed inoltre allontana l aria, e quindi l'ossigeno, con inibizione della propagazione dell'ossidazione. Un altro metodo usato, ma principalmente all'esterno del velivolo, è costituito dagli schiumogeni: questi hanno un effetto di separazione combustibile-ossigeno e inoltre, rilasciando acqua, un effetto di raffreddamento; data la presenza di acqua non possono essere usati dove esistono circuiti elettrici. Incendi conseguenti all atterraggio di emergenza Per quanto riguarda i problemi legati ad incendio conseguente ad atterraggio pesante (sicurezza passiva) del velivolo, il problema è molto più complesso e sono ancora allo studio sistemi efficaci per ridurre la possibilità di incendio del combustibile al di fuori della camera di combustione del propulsore. Il tasso di mortalità per lesioni termiche è tuttora la principale causa di morte durante gli atterraggi di emergenza. Sono stati infatti notevoli i progressi nella sicurezza passiva strutturale: attualmente la sopravvivibilità negli incidenti aeronautici è stata elevata grazie alla progettazione delle strutture collassabili per ridurre i carichi trasmessi alla cella abitabile, degli arredi e delle superfici interne, dei sedili e dei sistemi di ritenuta; resta tuttavia ancora dubbia la soluzione del problema di evitare l'incendio del combustibile, incendio che vanifica in gran parte gli sforzi compiuti dal punto di vista strutturale. In molti velivoli e specialmente per i velivoli militari è previsto un sistema di interruzione (crash switch) di tutti i circuiti elettrici, di interruzione dell'alimentazione di combustibile, di arresto dei motori e di attivazione dei sistemi di estinzione incendi da utilizzare in caso di crash in modo da limitare il pericolo di conseguente incendio. Il sistema può essere manualmente attivato dal pilota o automatico, basato su interruttori inerziali. 11.5

6 Sono allo studio anche sistemi per ritardare la propagazione dell'incendio nell'interno della cabina in caso di crash; un ritardo anche non troppo elevato nella propagazione permetterebbe infatti in questi casi il salvataggio della maggioranza dei passeggeri. Questi sistemi sono basati sull'introduzione e distribuzione in fusoliera, anche dall'esterno del velivolo, di un miscuglio di aria e acqua nebulizzata. In tal modo si ha l'effetto di raffreddare l'ambiente, introdurre aria fresca, allontanare aria inquinata, bagnare gli interni e tutti i tessuti, ritardando la propagazione di fiamma e la potenziale emissione di gas tossici per tutti i materiali non infiammabili Inibizione di esplosione dei serbatoi I serbatoi combustibile, quando non completamente pieni, contengono vapori del combustibile stesso; in contatto con l'aria si forma una miscela facilmente incendiabile e quindi potenziale sede di esplosione: questa può essere avviata da una scintilla generata da un sistema elettrico, oppure da un fulmine, ma sono eventualità molto remote; in generale il rischio di esplosione è elevato durante un atterraggio di emergenza e, nel caso specifico di velivoli militari, durante il combattimento, a causa dall intrusione nei serbatoi di frammenti di proiettili. La riduzione di questo rischio si può ottenere o con una pressurizzazione dei serbatoi con gas inerte (azoto) o con riempitivi reticolari. L azoto viene normalmente ottenuto a bordo da sistemi Fig Schiuma anti-incendio serbatoi di filtraggio molecolare dell aria (OBIGGS, On- Board Inert Gas Generation System). Il riempitivo è invece una sorta di schiuma (v. fig. 11.4), in alluminio o poliuretano, che rompe il volume di combustibile e vapore in tante piccole celle; questa frammentazione del volume è in grado di rallentare notevolmente la velocità di propagazione del fronte di fiamma e quindi dell aumento di pressione che porta all esplosione. Un effetto aggiuntivo dell utilizzo di questi riempitivi è una riduzione della velocità di fuoriuscita del combustibile a seguito di rottura del serbatoio. Infine il riempitivo elimina l effetto d onda del pelo libero, senza la necessità di introdurre nel serbatoio paratie anti-onda Ossigeno di emergenza Il sistema è già stato menzionato nel capitolo inerente l impianto di pressurizzazione e condizionamento. A bordo di velivoli da trasporto civile, se viene meno la pressurizzazione ad una quota superiore ai ft, la respirazione è difficile o impossibile; in questi casi si attiva automaticamente la distribuzione dell ossigeno di emergenza attraverso maschere che scendono dai pannelli superiori. Sul velivolo verranno quindi imbarcate bombole con una quantità sufficiente di ossigeno liquido per la respirazione di tutti i passeggeri fino alla discesa sotto alla quota di sicurezza. A bordo di velivoli militari spesso la respirazione via maschera ad ossigeno è mantenuta durante tutto il volo, con concentrazione variabile a seconda della quota: a ft la concentrazione raggiunge il 100%, altrimenti la pressione alveolare è comunque insufficiente allo scam- 11.6

7 bio osmotico. Qualora si esaurisse la scorta o andasse in avaria l impianto, l equipaggio può collegarsi alla bombola in dotazione col sedile eiettabile, che assicura la respirazione per un tempo limitato. I sistemi più moderni estraggono l ossigeno dall aria, tramite filtraggio molecolare (OBOGS, On-Board Oxygen Generation System) Fonti energetiche di emergenza I moderni velivoli si basano su sistemi ridondanti di produzione energetica: l energia pneumatica viene ottenuta spillando una certa portata d aria dai compressori dei motori; l energia elettrica viene ottenuta convertendo energia meccanica dei propulsori stessi tramite più generatori calettati sui riduttori; l energia idraulica viene pure ottenuta convertendo energia meccanica dei propulsori stessi tramite più pompe calettate sui riduttori, oppure azionate da motori elettrici. Tale ridondanza si trova anche nella distribuzione e utilizzazione. Questa architettura dei sistemi di generazione e distribuzione d energia è tale da rendere il volo sicuro anche a seguito di un certo numero di malfunzionamenti di parti degli impianti. Tuttavia il rischio di gravi guasti nella generazione d energia richiede l installazione di sistemi di emergenza, in grado di fornire energia almeno per un tempo sufficiente a portare il velivolo ad un atterraggio d emergenza. Si è parlato nel paragrafo precedente dell impianto di ossigeno di emergenza, che viene attivato nel caso in cui l impianto pneumatico andasse in avaria. Per quel che concerne invece pompe idrauliche e generatori elettrici, vi sono alcuni modi di azionarli in caso di avaria dei propulsori: 1. accensione dell A.P.U. (auxiliary power unit); 2. attivazione di una E.P.U. (emergency power unit), 3. elettropompe alimentate da batterie; 4. turbine esterne R.A.T. (ram air turbine). Nel primo caso sarà possibile ottenere la riattivazione del sistema idraulico, elettrico e pneumatico, perché la A.P.U. è normalmente preposta a fornire aria compressa e ad azionare alcuni generatori elettrici e pompe idrauliche. Tuttavia questa turbina ausiliaria necessita di un certo tempo per l avviamento e quindi non sarà indicata per far fronte rapidamente ad un black-out energetico. Inoltre essa viene alimentata dallo stesso combustibile bruciato dai propulsori e quindi l A.P.U. sarebbe inutilizzabile se il problema d origine fosse la fine del combustibile. Fig RAT estratta La E.P.U. è una turbina azionata da una reazione di idrazina (N2H 4 ). L idrazina si decompone in presenza di ossigeno con una reazione esotermica che produce azoto e vapore d acqua: 11.7

8 N 2 H 4 + O 2 N 2 + 2H 2 O I gas generati dalla reazione vengono convogliati su una turbina che può trascinare una pompa idraulica e/o un generatore elettrico. Normalmente non si possono imbarcare notevoli quantità di questo combustibile a bordo e quindi la E.P.U. sarà in grado di funzionare per un tempo molto breve, insufficiente per l atterraggio d emergenza: tale impianto si trova dunque su velivoli militari ed ha lo scopo di permettere all equipaggio di tentare di riattivare i sistemi oppure di abbandonare il velivolo in volo. Il terzo metodo consiste nell utilizzare batterie d emergenza per azionare un motore elettrico che trascina una pompa idraulica. Infine, un metodo molto comune, è quello di estrarre dalla fusoliera un braccio che sostiene una turbina, che quindi si dispone al vento relativo. Questa turbina trascina una pompa idraulica e/o un generatore elettrico e quindi è in grado di fornire una moderata quantità di energia per controllare i comandi di volo essenziali e portare il velivolo ad un atterraggio di emergenza Sedili ad attenuazione d energia e arredi interni La sicurezza passiva strutturale si è molto evoluta negli ultimi anni: durante un atterraggio particolarmente pesante, si ottiene un primo assorbimento di energia con la compressione degli ammortizzatori del carrello d atterraggio; successivamente la parte inferiore della fusoliera entra in contatto col terreno ed inizia a deformarsi in modo controllato; la cabina deve mantenere il più a lungo possibile la forma e l integrità, per non ridurre il volume vitale attorno agli occupanti; durante la deformazione della fusoliera vengono trasmesse in cabina le accelerazioni che, attraverso i sedili e le cinture di sicurezza, vanno a sollecitare gli occupanti. Gli studi quindi dei sedili e sistemi di ritenuta, dei materiali per la fabbricazione degli interni e della forma stessa delle superfici interne sono di grande importanza per l aumento della sopravvivenza durante gli impatti al suolo. I materiali attualmente utilizzati possiedono un elevata resistenza al fuoco ed emettono fumi di bassa tossicità. Tutti gli elementi mobili di cabina (estintori, carrelli e parti delle cucine sui velivoli da Fig Condizioni di prova sedili trasporto passeggeri) sono fissati di modo da non costituire pericoli durante un 11.8

9 atterraggio di emergenza. Ma soprattutto i sedili e sistemi di ritenuta sono progettati di modo da ridurre i carichi sugli occupanti e contenere l escursione dei vari segmenti di corpo. A partire dai primi anni 90, i velivoli civili devono essere equipaggiati con sedili e sistemi di ritenuta che abbiano superato due prove dinamiche che riproducono alcune condizioni di carico indicative di atterraggi d emergenza pesanti; queste condizioni sono riportate in fig e le prove sperimentali richiedono l uso di un manichino antropomorfo. I criteri di certificazione si basano su una serie di misure effettuate durante le prove: carichi ed accelerazioni in alcuni segmenti di corpo del manichino, forze sulle cinture, integrità strutturale del sedile e sua deformazione residua. La fig mostra un installazione di prova relativa al Test 2 (indicato in fig. 11.6) per un elicottero, dove viene inclusa parte rilevante dell abitacolo per tenere conto di possibili interazioni di contatto dell occupante con le superfici circostanti. Fig Installazione di prova sedili 11.8 Evacuazione degli occupanti Per tutti i velivoli passeggeri devono essere previste delle uscite in grado di evacuare nel più breve tempo possibile i passeggeri in seguito ad atterraggi di fortuna. Le norme prevedono per l'evacuazione dei velivoli tempi di 90 secondi, valori raggiungibili nelle simulazioni ed esercitazioni, ma nella realtà ampiamente superati giungendo anche a tempi dell'ordine dei 5 minuti. Questo comporta la presenza di un certo numero di porte localizzate in modo da ottimizzare il percorso dei singoli passeggeri, nonché una modalità di apertura delle porte utilizzabile anche da passeggeri e la presenza di sistemi in grado di portare i passeggeri a terra senza seri inconvenienti. Il compito di gestire le uscite dei passeggeri e l'apertura delle porte in un aereo da trasporto civile è affidato all'equipaggio di cabina; bisogna però rendersi conto che il problema è complesso perché si tratta di una situazione di forte stress per l'equipaggio ed i passeggeri e, soprattutto se questi sono in numero elevato, è molto probabile che si inneschi una situazione di panico, situazione che facilmente si propaga vanificando tutti gli sforzi di previsione di necessità di numero di uscite di sicurezza. Le porte normali e di sicurezza sono dotate di scivoli pneumatici che vengono comunque mantenuti armati da prima del decollo fino a dopo l atterraggio; gli scivoli sono costruiti in modo da consentire una rapida ma sicura discesa dalla porta fino a terra o in acqua; in previsione di quest ultima evenienza, tutti i sedili sono dotati di salvagente autogonfiabili ed il velivolo è dotato di zattere sufficienti per tutti gli occupanti, con radiolocalizzatori che si attivano automaticamente. Spesso sono gli scivoli stessi a sganciarsi dal velivolo e a diventare zattere di salvataggio. Per i velivoli civili l'evacuazione dell'equipaggio avviene con le stesse modalità dei passeggeri. Per i velivoli militari da combattimento con equipaggio in postazione fissa, si provvede invece a dispositivi in grado di consentire l'abbandono del velivolo anche in volo attraverso sedili eiettabili. 11.9

10 I sedili dei velivoli da combattimento possono essere espulsi dal velivolo attraverso dei sistemi a razzo, attualmente in grado di lanciare il pilota a quote sufficienti all'apertura del paracadute anche partendo da quota zero e velocità nulla (sedili zero-zero). La sequenza di espulsione viene attivata dal pilota quando tira la leva di espulsione ed è di norma così articolata: 1. gli avvolgitori delle cinture di sicurezza superiori tendono le cinture premendo il pilota contro lo schienale e costringendolo ad una posizione che gli permetterà di tollerare meglio l accelerazione di espulsione; 2. dopo un breve ritardo si attiva un primo stadio del razzo di spinta, che solleva il sedile lungo una coppia di guide verticali; 3. tutti i sistemi che collegano il pilota al velivolo vengono staccati, l attuatore per l estrazione del paracadute è armato, la bombola d ossigeno del sedile è aperta e le superfici stabilizzatrici estratte; Fig Sedile eiettabile (Autoflug) 4. viene attivato il secondo stadio di spinta ed il sedile viene espulso dall abitacolo rompendo il trasparente con un rostro che si protende al di sopra della testa del pilota (fig. 11.8); 5. l assetto del sedile viene stabilizzato con una serie di razzetti e di superfici aerodinamiche; 6. il sistema di ritenuta viene rilasciato, il pilota con il kit di sopravvivenza (radio, radiofaro, zattera di salvataggio, razioni di alimenti, strumenti di primo soccorso) si separano dal sedile; 7. il sedile si allontana rapidamente dal pilota con l accensione di razzi addizionali, seguendo una traiettoria divergente rispetto a quella del pilota e riducendo il rischio di collisione con esso; 8. il paracadute viene estratto e, di norma, aperto ad una quota di ft, a meno che il pilota non lo attivi manualmente prima. La sequenza descritta sopra dura alcuni secondi ed è completamente automatica, di modo da consentire anche ad un pilota ferito o privo di sensi di raggiungere il suolo con il paracadute Registratore dati di volo Il registratore dei dati di volo, la cosiddetta scatola nera, non è propriamente un sistema di emergenza, ma il suo contributo ad aumentare la sicurezza del volo in generale è indiscutibile. Essa contiene la registrazione temporale, in forma digitale, dei parametri più importanti riguardanti la navigazione e utili a ricostruire la causa dell'incidente (FDR, flight data recorder): posizione del velivolo, velocità, assetto, potenza motori, posizione delle superfici di governo, comandi dati dai piloti, pressione degli impianti, ecc. La frequenza di campionamento varia, a seconda del tipo di misura acquisita, tra 0.25 e 8 Hz per canale. Il registratore stesso, oppure uno separato, contiene anche tutte le conversazioni della cabina di pilotaggio, sia fra i piloti, che fra piloti e terra (CVR, cockpit voice recorder)

11 La scatola nera, che naturalmente è verniciata in colori molto vivaci per poter essere facilmente trovata, viene installata in zone che di norma subiscono accelerazioni meno intense durante gli impatti, tipicamente il cono di coda; in caso di incidente in essa vengono attivati dei sistemi radio e sonar utili per il suo ritrovamento. Essa è inoltre costruita di modo che sia in grado di resistere a severe sollecitazioni di accelerazione, calore, corrosione anche per lunga permanenza in acqua; i requisiti tipici di un FDR per velivoli da trasporto passeggeri sono i seguenti: tempo di registrazione = 25 ore; numero di canali acquisiti = 300; tolleranza agli impatti: 3400 g per 6.5 ms; resistenza al fuoco: 1100 C per 30 minuti; resistenza alla profondità: 7000 m vita dopo l incidente: 30 giorni

Prof. Luigi Puccinelli IMPIANTI E SISTEMI AEROSPAZIALI. Sistemi Emergenza

Prof. Luigi Puccinelli IMPIANTI E SISTEMI AEROSPAZIALI. Sistemi Emergenza Prof. Luigi Puccinelli IMPIANTI E SISTEMI AEROSPAZIALI Sistemi Emergenza 2 Hanno lo scopo di ridurre le conseguenze di guasti o rotture Sistemi attivi: eseguono o consentono di eseguire operazioni per

Dettagli

Sistemi di emergenza. Il problema sicurezza

Sistemi di emergenza. Il problema sicurezza Sistemi di emergenza 1 Il problema sicurezza Sicurezza attiva (prevenzione di incidente): qualità di volo, manutenzione, strutture, motori, sistemi, strumenti e controllo traffico Sicurezza passiva (aumento

Dettagli

SISTEMI DI EMERGENZA

SISTEMI DI EMERGENZA IMPIANTI E SISTEMI AEROSPAZIALI SISTEMI DI EMERGENZA Un po di dati statistici Fatality rate per 100 million Passenger Passenger Passenger kilometres journeys hours Air

Dettagli

IMPIANTO ANTINCENDIO

IMPIANTO ANTINCENDIO IMPIANTO ANTINCENDIO Missione dell impianto L impianto antincendio degli aeromobili ha la missione di attuare la protezione del velivolo da: Fuoco Fumo Surriscaldamento In questi casi l impianto ha la

Dettagli

Impianto pneumatico. 25 mag. 07IMPIANTO PNEUMATICO-libro 1

Impianto pneumatico. 25 mag. 07IMPIANTO PNEUMATICO-libro 1 Impianto pneumatico La finalità di tale impianto è quella di fornire ad una serie di utenze aria a pressione e temperatura controllate. Queste sono raggiungibili con una rete di distribuzione, composta

Dettagli

Aspetti energetici. Capitolo 2

Aspetti energetici. Capitolo 2 Capitolo 2 Aspetti energetici 2.1 2.1 Introduzione Un impianto è costituito da componenti uniti fra di loro tramite collegamenti nei quali avviene un trasferimento di potenza esprimibile attraverso il

Dettagli

Gestione dell intervento

Gestione dell intervento Gestione dell intervento Tipo d emergenza Strutture coinvolte Fasi d'intervento Settori d'intervento Dimensionamento Distribuzione delle risorse Chiusura dell'intervento Piani d emergenza Piano di emergenza

Dettagli

Valutazione del rischio per la presenza di miscele esplosive aria/polveri: l approccio metodologico

Valutazione del rischio per la presenza di miscele esplosive aria/polveri: l approccio metodologico Valutazione del rischio per la presenza di miscele esplosive aria/polveri: l approccio metodologico Francesca Bellamino D.Lgs. 81/2008 TITOLO XI: protezione da atmosfere esplosive Capo II: obblighi del

Dettagli

Risposta esatta. Quesito

Risposta esatta. Quesito 1 2 Quesito Si definisce gas compresso: A) un gas conservato ad una pressione maggiore della pressione atmosferica; B) un gas liquefatto a temperatura ambiente mediante compressione; C) un gas conservato

Dettagli

ANS Training Aeromobili

ANS Training Aeromobili CAPITOLO 9 IMPIANTI VELIVOLO APU - AUXILIARY POWER UNIT L APU, auxiliary power unit è un gruppo elettrogeno autonomo installato a bordo degli aa/mm di dimensioni medio/grandi che provvede all erogazione

Dettagli

GNL Italia S.p.A. Sede legale: Sede operativa: Che cosa è il GNL. Un processo a più fasi. Impianto di liquefazione ricezione stoccaggio

GNL Italia S.p.A. Sede legale: Sede operativa: Che cosa è il GNL. Un processo a più fasi. Impianto di liquefazione ricezione stoccaggio Il valore del GNL Che cosa è il GNL. Il gas naturale è una miscela costituita prevalentemente da metano e da idrocarburi superiori, azoto e anidride carbonica in percentuali variabili a seconda della provenienza.

Dettagli

L incendio è una combustione della quale si è perso il controllo con i mezzi ordinari e bisogna fronteggiarlo con mezzi straordinari.

L incendio è una combustione della quale si è perso il controllo con i mezzi ordinari e bisogna fronteggiarlo con mezzi straordinari. Corso Per Addetto Antincendio pag. 15 CAPITOLO 3 LA COMBUSTIONE e L INCENDIO Per combustione si intende una reazione chimica di una sostanza combustibile con un comburente che da luogo allo sviluppo di

Dettagli

L incendio Incendio a bordo 1 La normativa nel campo marittimo cura, in particolar modo, tutto quanto può essere connesso con il sinistro marittimo più frequente: l incendio a bordo. Sono previsti, nella

Dettagli

Sicurezza per la produzione Sistemi di rilevazione ed estinzione scintille per l'industria realizzati in Finlandia

Sicurezza per la produzione Sistemi di rilevazione ed estinzione scintille per l'industria realizzati in Finlandia Sicurezza per la produzione Sistemi di rilevazione ed estinzione scintille per l'industria realizzati in Finlandia Gli incendi e le esplosioni di polveri possono essere prevenuti in modo affidabile usando

Dettagli

Flight following 118 ELISOCCORSO FRIULI VENEZIA GIULIA. PIANO DI EMERGENZA: Flight following

Flight following 118 ELISOCCORSO FRIULI VENEZIA GIULIA. PIANO DI EMERGENZA: Flight following 118 ELISOCCORSO FRIULI VENEZIA GIULIA PIANO DI EMERGENZA: Flight following Redatto a cura di Centrale Operativa 118 - Elisoccorso Regione F.V.G. PRIMA EDIZIONE OTTOBRE 2001 Edizione ottobre 2001 1 2 FLIGHT

Dettagli

GOVERNO DELLA FEDERAZIONE RUSSA. DELIBERA n. 241 del 17 marzo 2009

GOVERNO DELLA FEDERAZIONE RUSSA. DELIBERA n. 241 del 17 marzo 2009 GOVERNO DELLA FEDERAZIONE RUSSA DELIBERA n. 241 del 17 marzo 2009 SULL APPROVAZIONE DELLA LISTA DI PRODOTTI SOGGETTI A CERTIFICAZIONE OBBLIGATORIA IN CONFORMITA AL REGOLAMENTO TECNICO IN MATERIA DI SICUREZZA

Dettagli

MEZZI DI ESTINZIONE FISSI. norma UNI 11292/2008

MEZZI DI ESTINZIONE FISSI. norma UNI 11292/2008 MEZZI DI ESTINZIONE FISSI SISTEMI AUTOMATICI SPRINKLER norma UNI 12845/2009 Specifica i requisiti e fornisce i criteri per la progettazione l installazione e la manutenzione di impianti fissi antincendio

Dettagli

ELICOTTERO AB212. PDF created with pdffactory trial version www.pdffactory.com

ELICOTTERO AB212. PDF created with pdffactory trial version www.pdffactory.com ELICOTTERO AB212 Descrizione generale COSTRUTTORE AGUSTA su licenza della Bell Helicopter Company ( U.S.A. ). TIPOLOGIA DELLE MISSIONI Addestramento al volo; Concorso in operazioni S.A.R. ( Search And

Dettagli

ideale per la pulizia interna e esterna di tutte le autovetture rinnovamento di tessuti, tappeti e divani desert steam gun

ideale per la pulizia interna e esterna di tutte le autovetture rinnovamento di tessuti, tappeti e divani desert steam gun steam mop Unifica il potere di pulizia del vapore con la tecnologia delle microfibre, capaci di catturare sporco e polvere grazie alla carica elettrostatica. Steam mop offre una pratica soluzione per un

Dettagli

Mezzi Soccorso Bremach Eex

Mezzi Soccorso Bremach Eex Mezzi Soccorso Bremach Eex Presidi DPI Eliminazione Innesco Cause Innesco Contatto Fiamma Libera Contatto Scariche Elettriche Contatto Superfici Calde Contatto Scintille Zona Avanzamento Eliminazione Innesco

Dettagli

INNOVATICA. DSO300E02 Generatori aerosol per lo spegnimento incendio

INNOVATICA. DSO300E02 Generatori aerosol per lo spegnimento incendio Pagina 1 di 5 INNOVATICA presenta l estinguente del futuro DSO300E02 Generatori aerosol per lo spegnimento incendio Rapido Sicuro ed affidabile Efficace ed efficiente Compatibile con l ambiente INNOVATICA,

Dettagli

Easy - Gas: Impianto per lo svuotamento e messa in sicurezza dei serbatoi di GPL Metano dell autovetture Nascita del progetto

Easy - Gas: Impianto per lo svuotamento e messa in sicurezza dei serbatoi di GPL Metano dell autovetture Nascita del progetto Easy - Gas: Impianto per lo svuotamento e messa in sicurezza dei serbatoi di GPL Metano dell autovetture Nascita del progetto Il recepimento della direttiva comunitaria 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori

Dettagli

Le condizioni necessarie affinché si produca una combustione sono l esistenza

Le condizioni necessarie affinché si produca una combustione sono l esistenza INCENDI Nell industria di processo l incendio rappresenta il processo più frequente: il calore prodotto e irraggiato provoca generalmente notevoli danni all impianto e pone in serio pericolo l incolumità

Dettagli

CORSO D INFORMAZIONE E FORMAZIONE PER L ADDESTRAMENTO DEI VOLONTARI DEL SOCCORSO ALLE PROCEDURE ANTINCENDIO

CORSO D INFORMAZIONE E FORMAZIONE PER L ADDESTRAMENTO DEI VOLONTARI DEL SOCCORSO ALLE PROCEDURE ANTINCENDIO CORSO D INFORMAZIONE E FORMAZIONE PER L ADDESTRAMENTO DEI VOLONTARI DEL SOCCORSO ALLE PROCEDURE ANTINCENDIO Bergamo 20 Novembre 2003 Geom. Stefano Fiori LA GESTIONE DELLE EMERGENZE OBBIETTIVI ATTUARE COMPORTAMENTI

Dettagli

PROCEDURE STANDARDIZZATE PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI AI SENSI DELL ART. 29 D.Lgs. N 81

PROCEDURE STANDARDIZZATE PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI AI SENSI DELL ART. 29 D.Lgs. N 81 PROCEDURE STANDARDIZZATE PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI AI SENSI DELL ART. 29 D.Lgs. N 81 Fare clic per modificare lo stile del sottotitolo dello schema Indicazioni per la stesura del documento standardizzato

Dettagli

Framinia. Corso di formazione ed informazione ai sensi del D.lgs. 81/08 ADDETTI ALLA GESTIONE DELL EMERGENZA INCENDIO RISCHIO BASSO

Framinia. Corso di formazione ed informazione ai sensi del D.lgs. 81/08 ADDETTI ALLA GESTIONE DELL EMERGENZA INCENDIO RISCHIO BASSO Framinia Corso di formazione ed informazione ai sensi del D.lgs. 81/08 ADDETTI ALLA GESTIONE DELL EMERGENZA INCENDIO RISCHIO BASSO RISCHIO INCENDIO MODALITA DELLA DISCIPLINA PREVENZIONE riduzione delle

Dettagli

A.A.M.A.P. Segnaletica aziendale NAVALE

A.A.M.A.P. Segnaletica aziendale NAVALE Segnaletica aziendale NAVALE segnali d obbligo per mezzi di salvataggio 0683 00 10 allaciare le cinture di sicurezza 0683 00 60 calare in acqua battello di salvataggio 0683 00 20 assicurarsi che il boccaporto/portello

Dettagli

AROMA 1500 DIGIT O R Q P T S B D E J. Fig.1 Fig.2 Fig.3. Fig.4 Fig.5 Fig.6. Fig.7 ITALIANO

AROMA 1500 DIGIT O R Q P T S B D E J. Fig.1 Fig.2 Fig.3. Fig.4 Fig.5 Fig.6. Fig.7 ITALIANO AROMA 1500 DIGIT K B D E J L J1 M A O R Q N U V P T S C F G I Fig.1 Fig.2 Fig.3 6 3 Fig.4 Fig.5 Fig.6 Fig.7 LEGENDA A) Coperchio raccoglitore B) Raccoglitore C) Caldaia D) Filtro a disco E) Guarnizione

Dettagli

Caratteristiche Infrastrutturali del sito di DR

Caratteristiche Infrastrutturali del sito di DR Allegato 1 alle Modalità presentazione domanda partecipazione Gara procedura ristretta n. 1/2010 (servizio disaster recovery) Caratteristiche Infrastrutturali del sito di DR Il presente allegato elenca

Dettagli

NORME ISO 7396-1 e ISO 7396-2

NORME ISO 7396-1 e ISO 7396-2 NORME ISO 7396-1 e ISO 7396-2 Relazioni con il D.M. 18/09/2002 - La Guida AIIGM Elio PATETTA Dottore in Ingegneria Biomedica Vice Presidente AIIGM CORSO DI FORMAZIONE CARATTERISTICHE E PROGETTAZIONE DEGLI

Dettagli

GRUPPI FRIGORIFERI AD ASSORBIMENTO SHUANGLIANG

GRUPPI FRIGORIFERI AD ASSORBIMENTO SHUANGLIANG GRUPPI FRIGORIFERI AD ASSORBIMENTO SHUANGLIANG Il ciclo frigorifero Esempio di ciclo frigorifero ad assorbimento con generatore a fiamma diretta Il principio di funzionamento /informazioni utili La termodinamica

Dettagli

CLASSIFICAZIONE INCENDI

CLASSIFICAZIONE INCENDI Lucidi lezione "Normativa Antincendio" Conformità edifici civili ed industriali alle norme di prevenzione incendi. Fase progettuale: - Vie di esodo - Autorimesse - Locali per impianti tecnologici (CT,

Dettagli

Protezione Civile - Regione Friuli Venezia Giulia. Protezione Civile - Regione Friuli Venezia Giulia. Corso base di protezione civile

Protezione Civile - Regione Friuli Venezia Giulia. Protezione Civile - Regione Friuli Venezia Giulia. Corso base di protezione civile Obiettivi della lezione: o Comprendere la chimica del fuoco: come si sviluppa il fuoco e come può essere contrastato. o Riconoscere i pericoli che possono nascere in presenza di un incendio e sapere come

Dettagli

18.2.6.3 Pompe antincendio azionate da motore elettrico. 18.2.7 Dispositivi di prova e funzionamento. in funzione. Tubazioni

18.2.6.3 Pompe antincendio azionate da motore elettrico. 18.2.7 Dispositivi di prova e funzionamento. in funzione. Tubazioni 18.2.6.3 Pompe antincendio azionate da motore elettrico Ogni interruttore sull'alimentazione elettrica dedicato al motore elettrico del}a pompa antincendio deve essere etichettato come segue: "ALIMENTAZIONE

Dettagli

Il Patto dei Sindaci Spunti per approfondimenti. Sistemi di riscaldamento Caldaie e Pompe di calore. Novembre 2011

Il Patto dei Sindaci Spunti per approfondimenti. Sistemi di riscaldamento Caldaie e Pompe di calore. Novembre 2011 Il Patto dei Sindaci Spunti per approfondimenti Sistemi di riscaldamento Caldaie e Pompe di calore Novembre 2011 Sistema di Riscaldamento Quando si parla di impianto di riscaldamento si comprendono sia

Dettagli

56331LFROD%$5,/( 2SXVFRORLQIRUPDWLYR SHULODYRUDWRULGHOODVFXROD ³3UHYHQ]LRQH,QFHQGL. $FXUDGHO6HUYL]LRGL3UHYHQ]LRQHH3URWH]LRQH Pagina 1 di 7

56331LFROD%$5,/( 2SXVFRORLQIRUPDWLYR SHULODYRUDWRULGHOODVFXROD ³3UHYHQ]LRQH,QFHQGL. $FXUDGHO6HUYL]LRGL3UHYHQ]LRQHH3URWH]LRQH Pagina 1 di 7 2SXVFRORLQIRUPDWLYR SHULODYRUDWRULGHOODVFXROD ³3UHYHQ]LRQH,QFHQGL $FXUDGHO6HUYL]LRGL3UHYHQ]LRQHH3URWH]LRQH Pagina 1 di 7 PREVENZIONE INCENDI e LOTTA ANTINCENDIO Mezzi di estinzione fissi o mobili e loro

Dettagli

6302 8758 06/2003 IT Per l utente. Istruzioni d uso. Caldaia speciale a gasolio/gas Logano G215 WS. Si prega di leggere attentamente prima dell'uso

6302 8758 06/2003 IT Per l utente. Istruzioni d uso. Caldaia speciale a gasolio/gas Logano G215 WS. Si prega di leggere attentamente prima dell'uso 6302 8758 06/2003 IT Per l utente Istruzioni d uso Caldaia speciale a gasolio/gas Logano G215 WS Si prega di leggere attentamente prima dell'uso Indice 1 Per la vostra sicurezza.........................................

Dettagli

Principali misure di protezione antincendio - INTRODUZIONE -

Principali misure di protezione antincendio - INTRODUZIONE - Principali misure di protezione antincendio - INTRODUZIONE - La protezione antincendio consiste nell insieme delle misure finalizzate alla riduzione dei danni conseguenti al verificarsi di un incendio.

Dettagli

Impianti e dispositivi antincendio

Impianti e dispositivi antincendio Gestione ambientale Impianti e dispositivi antincendio 1/2 Concetti base sugli incendi classificazione e cinetica degli incendi carico d incendio e REI 2 2005 Politecnico Torino 1 2/2 Interventi preventivi

Dettagli

Opuscolo informativo per i lavoratori della scuola Prevenzione Incendi

Opuscolo informativo per i lavoratori della scuola Prevenzione Incendi Opuscolo informativo per i lavoratori della scuola Prevenzione Incendi A cura del Servizio di Prevenzione e Protezione Pagina 1 di 7 PREVENZIONE INCENDI e LOTTA ANTINCENDIO Mezzi di estinzione fissi o

Dettagli

3. GLI AEROSTATI: CARATTERISTICHE FUNZIONALI I E STRUTTURALI

3. GLI AEROSTATI: CARATTERISTICHE FUNZIONALI I E STRUTTURALI 3. GLI AEROSTATI: CARATTERISTICHE FUNZIONALI I E STRUTTURALI L aerostato è un aeromobile che, per ottenere la portanza, ossia la forza necessaria per sollevarsi da terra e volare, utilizza gas più leggeri

Dettagli

sicurezza abbattimento scintille, rumore e insonorizzazione Sistemi di soppressione e controllo esplosioni...pag. 154 Indoor venting...pag.

sicurezza abbattimento scintille, rumore e insonorizzazione Sistemi di soppressione e controllo esplosioni...pag. 154 Indoor venting...pag. sicurezza 157 Sistemi di soppressione e controllo esplosioni, abbattimento scintille, rumore e insonorizzazione Sistemi di soppressione e controllo esplosioni...pag. 154 Sui nostri filtri siamo in grado

Dettagli

COMUNE DI GORLAGO PROVINCIA DI BERGAMO

COMUNE DI GORLAGO PROVINCIA DI BERGAMO PRESTAZIONALE IMPIANTI ELEVATORI E ASCENSORI, ANTINCENDIO, ANTIFURTO CITTOFONO E CONTROLLO ACCESSO 1. IMPIANTI ELEVATORI, ASCENSORI, Le prestazioni richieste sono: A- conduzione degli impianti; B- controlli

Dettagli

Evoluzione dei sistemi d analisi fumi

Evoluzione dei sistemi d analisi fumi Evoluzione dei sistemi d analisi fumi La situazione riscontrata su impianti termici esistenti, soggetti alla legislazione vigente fino alla pubblicazione del DPCM 8/03/2002, era caratterizzata dalla presenza

Dettagli

SEMINARIO ATI IL SISTEMA FIACCOLA: esigenza operativa, sicurezza ed impatto ambientale. MEMORIA

SEMINARIO ATI IL SISTEMA FIACCOLA: esigenza operativa, sicurezza ed impatto ambientale. MEMORIA MEMORIA Relatore: Vincenzo Di Giovine Societa Combustion and Energy srl 1. Sommario L articolo contiene una panoramica sulla evoluzione dei sistemi di accensione piloti di torce. Si fa riferimento ai vari

Dettagli

RIVELATORI DI FUGHE DI GAS METANO E GPL

RIVELATORI DI FUGHE DI GAS METANO E GPL RIVELATORI DI FUGHE DI GAS METANO E GPL P21 - P22 Sicurgas P21 e P22 è un dispositivo che, mediante una sensibilissima sonda, rivela la presenza di concentrazioni di gas metano (P21) e GPL (P22) in ambienti

Dettagli

L ESTINZIONE DEGLI INCENDI. L estinzione degli incendi -- Programma LEONARDO

L ESTINZIONE DEGLI INCENDI. L estinzione degli incendi -- Programma LEONARDO L ESTINZIONE DEGLI INCENDI L estinzione degli incendi Per interrompere la reazione di combustione, bisogna eliminare almeno uno dei tre fattori indispensabile alla sua esistenza, che sono: combustibile

Dettagli

La premiscelazione e la modulazione

La premiscelazione e la modulazione La premiscelazione e la modulazione Continua la crescita della famiglia Genio tecnic. Dalla presentazione ad oggi il cuore del sistema Genio tecnic (bruciatore e camera di combustione brevettati) ha trovato

Dettagli

IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE DEI GAS MEDICINALI E DEL VUOTO

IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE DEI GAS MEDICINALI E DEL VUOTO IV Conferenza Nazionale sui Dispositivi Medici IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE DEI GAS MEDICINALI E DEL VUOTO La Norma UNI EN ISO 7396-1 Ing. Carlo M. Giaretta Commissione Tecnica U4204 dell UNI Apparecchi per

Dettagli

HIGH PERFORMANCE INNOVATION IN FIREFIGHTING

HIGH PERFORMANCE INNOVATION IN FIREFIGHTING HIGH PERFORMANCE INNOVATION IN FIREFIGHTING Efficace fino a -30 C La tecnologia wetting agent di nuova generazione progettata per proteggere persone, proprietà ed ambiente. CINQUE PRODOTTI IN UNO 1 2 3

Dettagli

2. PRECAUZIONI DI SICUREZZA

2. PRECAUZIONI DI SICUREZZA INDICE 1. Prefazione 2 2. Precauzioni di sicurezza 3 3. Struttura.. 4 4. Modo d uso. 5 a) Controllo ausiliario e display LED... 5 b) Telecomando.. 6 c) Modo d uso 7 5. Manuale operativo.. 11 6. Manutenzione.

Dettagli

PREVENZIONE INCENDI E GESTIONE DELL EMRGENZA

PREVENZIONE INCENDI E GESTIONE DELL EMRGENZA PREVENZIONE INCENDI E GESTIONE DELL EMRGENZA EMRGENZA Dott. Sergio Biagini Tecnico della Prevenzione INCENDIO E ESPLOSIONE Ai fini della valutazione del rischio incendio il Datore di Lavoro classifica

Dettagli

Oggi finalmente la tecnologia ci permette di realizzare impianti, che consentono di non doversi più preoccupare del rischio di incendio.

Oggi finalmente la tecnologia ci permette di realizzare impianti, che consentono di non doversi più preoccupare del rischio di incendio. Oggi finalmente la tecnologia ci permette di realizzare impianti, che consentono di non doversi più preoccupare del rischio di incendio. Le esperienze maturate in 50 anni di ricerca e sviluppo di nuove

Dettagli

Sistemi robotizzati, i diversi utilizzi di nuove tecnologie

Sistemi robotizzati, i diversi utilizzi di nuove tecnologie Sistemi robotizzati, i diversi utilizzi di nuove tecnologie di Federica Masserotti L'aumento del costo della manodopera e gli errori che può commettere un operatore umano, hanno indotto le maggiori aziende

Dettagli

PRESENZA DI GAS NELL ABITAZIONE?

PRESENZA DI GAS NELL ABITAZIONE? a cura di: PRESENZA DI GAS NELL ABITAZIONE? I gas che possiamo trovare all interno delle nostre abitazioni, a causa di guasti, mancata manutenzione, malfunzionamenti, errata installazione, errato utilizzo,

Dettagli

Hoval UltraGas Caldaia a condensazione ad elevato contenuto d acqua da 15 a 1440 kw.

Hoval UltraGas Caldaia a condensazione ad elevato contenuto d acqua da 15 a 1440 kw. Hoval UltraGas Caldaia a condensazione ad elevato contenuto d acqua da 15 a 1440 kw. Gennaio, temperatura a -7 C. Il freddo intenso taglia la faccia, irrigidisce le dita. Respirate con fatica, ma vi sentite

Dettagli

emmeciemme Srl Laboratorio di analisi, servizi e consulenze in campo agroalimentare 1 di 5 ROBERTO CROTTI

emmeciemme Srl Laboratorio di analisi, servizi e consulenze in campo agroalimentare 1 di 5 ROBERTO CROTTI D. Lgs Governo 9 aprile 2008, n. 81 Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Art. 37. - Formazione dei lavoratori

Dettagli

IMPIANTI EVACUAZIONE FUMO e CALORE UNI 9194 1 UNI 9194-2. . dove, quando, 15/09/2013. Ing. Luigi Ferraiuolo Corpo Nazionale Vigili del Fuoco

IMPIANTI EVACUAZIONE FUMO e CALORE UNI 9194 1 UNI 9194-2. . dove, quando, 15/09/2013. Ing. Luigi Ferraiuolo Corpo Nazionale Vigili del Fuoco IMPIANTI EVACUAZIONE FUMO e CALORE UNI 9194 1 UNI 9194-2. dove, quando,. come 1 LOCALI DI PUBBLICO SPETTACOLO D.M. 19 agosto 1996 articolo 5.3 :"... la sala deve essere dotata di un efficace sistema di

Dettagli

Workshop: Gestire la Sicurezza di Processo

Workshop: Gestire la Sicurezza di Processo Workshop: Gestire la Sicurezza di Processo ing. Nicola Mazzei Laboratorio Infiammabilità ed Esplosioni Innovhub - Stazioni Sperimentali per l Industria Tel: 02-51604.256 Fax: 02-514286 mazzei@ssc.it 1

Dettagli

Camera di combustione Struttura chiusa dentro cui un combustibile viene bruciato per riscaldare aria o altro.

Camera di combustione Struttura chiusa dentro cui un combustibile viene bruciato per riscaldare aria o altro. C Caldaia L'unità centrale scambiatore termico-bruciatore destinata a trasmettere all'acqua il calore prodotto dalla combustione. v. Camera di combustione, Centrali termiche, Efficienza di un impianto

Dettagli

SISTEMA AUTOMATICO di SPEGNIMENTO per GALLERIE con MONITORI TELECOMANDATI DISTRIBUITI

SISTEMA AUTOMATICO di SPEGNIMENTO per GALLERIE con MONITORI TELECOMANDATI DISTRIBUITI SISTEMA AUTOMATICO di SPEGNIMENTO per GALLERIE con MONITORI TELECOMANDATI DISTRIBUITI Generalità Innovativo sistema di spegnimento incendi in galleria in grado di operare sia in maniera totalmente automatica

Dettagli

SEMINARIO DI STUDIO IN MATERIA DI IGENE E SICUREZZA

SEMINARIO DI STUDIO IN MATERIA DI IGENE E SICUREZZA SEMINARIO DI STUDIO IN MATERIA DI IGENE E SICUREZZA IMPIANTI ANTINCENDIO Relatore: R.Pegoraro - LNL 5-7 Giugno 2001 Indice Dinamica dell incendio Protezione antincendio INCENDIO E PREVENZIONE INCENDI MISURE

Dettagli

10. 11. SISTEMI DI SPEGNIMENTO INCENDI A GAS INERTE - GAS CHIMICI GAS CO2 - NOVEC 123O

10. 11. SISTEMI DI SPEGNIMENTO INCENDI A GAS INERTE - GAS CHIMICI GAS CO2 - NOVEC 123O 1. Bombola 2. Valvola ad apertura rapida 3. Bombola pilota con attuatore man/elett. 4. Collettore 5. Ugelli 6. Rilevatori 7. Centrale di rivelazione 8. Pulsante elettro/manuale 9. Allarme ottico acustico

Dettagli

TERMOGRAFIA. FLIR Systems

TERMOGRAFIA. FLIR Systems TERMOGRAFIA Un controllo ad infrarossi dedicato all impianto elettrico consente di identificare le anomalie causate dall azione tra corrente e resistenza. La presenza di un punto caldo all interno di un

Dettagli

29 Circuiti oleodinamici fondamentali

29 Circuiti oleodinamici fondamentali 29 Circuiti oleodinamici fondamentali Fig. 1. Circuito oleodinamico: (1) motore elettrico; (2) pompa; (3) serbatoio; (4) filtro; (5) tubazione di mandata; (6) distributore; (7) cilindro; (8) tubazione

Dettagli

Parametri di dimensionamento SENFC

Parametri di dimensionamento SENFC Parametri di dimensionamento SENFC Determinato il gruppo di dimensionamento, è possibile calcolare la Superficie Utile Efficace (SUT), cioè la somma delle superfici utili di apertura degli evacuatori naturali

Dettagli

BROCHURE QUADRO ABE_1200 CON ANALIZZATORE FISSO ABE_1000. Istruzioni operative

BROCHURE QUADRO ABE_1200 CON ANALIZZATORE FISSO ABE_1000. Istruzioni operative BROCHURE QUADRO ABE_1200 CON ANALIZZATORE FISSO ABE_1000 Istruzioni operative A.B.ENERGY S.r.l. Versione 001 www.abenergy.it Caratteristiche principali ABE_1000 analizzatore per Metano (CH4), Anidride

Dettagli

DS1 SL MANUALE DI INSTALLAZIONE HOME SECURITY SYSTEM HOME SECURITY SYSTEM

DS1 SL MANUALE DI INSTALLAZIONE HOME SECURITY SYSTEM HOME SECURITY SYSTEM DS1 SL MANUALE DI INSTALLAZIONE HOME SECURITY SYSTEM HOME SECURITY SYSTEM Introduzione Grazie per aver preferito il nostro prodotto. La centrale wireless DS1 SL è uno dei migliori antifurti disponibili

Dettagli

Modulo DISPOSITIVI DI SICUREZZA E RIVELAZIONE

Modulo DISPOSITIVI DI SICUREZZA E RIVELAZIONE Facoltà di Ingegneria Master in Sicurezza e Protezione Modulo DISPOSITIVI DI SICUREZZA E RIVELAZIONE IMPIANTI DI RIVELAZIONE INCENDI Docente Fabio Garzia Ingegneria della Sicurezza w3.uniroma1.it/sicurezza

Dettagli

LA PNEUMATICA E LE ZONE POTENZIALMENTE ESPLOSIVE: LA DIRETTIVA EUROPEA 94/9/EC (ATEX)

LA PNEUMATICA E LE ZONE POTENZIALMENTE ESPLOSIVE: LA DIRETTIVA EUROPEA 94/9/EC (ATEX) LA PNEUMATICA E LE ZONE POTENZIALMENTE ESPLOSIVE: LA IRETTIVA EUROPEA 94/9/EC (ATEX) al 1 Luglio 2003, tutti i prodotti messi in commercio nell Unione Europea e destinati ad essere utilizzati in zone potenzialmente

Dettagli

Impianti e dispositivi di protezione antincendio. Impianti e dispositivi di protezione antincendio

Impianti e dispositivi di protezione antincendio. Impianti e dispositivi di protezione antincendio Impianti Meccanici 1 Danni provocati dagli incendi negli stabilimenti : - diretti : distruzione di macchinari, impianti, merci. - indiretti : mancata produzione Mezzi di prevenzione e Provvedimenti di

Dettagli

IL TRASPORTO DEI GAS LIQUEFATTI ALLA RINFUSA

IL TRASPORTO DEI GAS LIQUEFATTI ALLA RINFUSA IL TRASPORTO DEI GAS LIQUEFATTI ALLA RINFUSA INTRODUZIONE In gas viene trasportato via mare allo stato liquido in quanto occupa un volume notevolmente inferiore: ad esempio un litro di GNL (gas naturale

Dettagli

sezione 4 l ENERGIA E LA TECNICA sezione 4 Le trasformazioni dell energia pag. 106

sezione 4 l ENERGIA E LA TECNICA sezione 4 Le trasformazioni dell energia pag. 106 sezione 4 l ENERGIA E LA TECNICA indice di sezione Le trasformazioni dell energia pag. 106 IL PROBLEMA ENERGETICO Da qualche anno a questa parte ha assunto grande rilievo il problema energetico. Si parla

Dettagli

IMPIANTO DI TELERISCALDAMENTO COMPRENSORIO PEEP GAIOFANA

IMPIANTO DI TELERISCALDAMENTO COMPRENSORIO PEEP GAIOFANA IMPIANTO DI TELERISCALDAMENTO COMPRENSORIO PEEP GAIOFANA CHE COS È IL TELERISCALDAMENTO Gruppo Società Gas Rimini - SGR Servizi S.p.A. 47924 Rimini Via Chiabrera 34 b Tel. 0541 303030 Fax 0541 380344 e-mail

Dettagli

Gruppi di continuità UPS Line Interactive. PC Star EA

Gruppi di continuità UPS Line Interactive. PC Star EA Gruppi di continuità UPS Line Interactive PC Star EA Modelli: 650VA ~ 1500VA MANUALE D USO Rev. 01-121009 Pagina 1 di 8 SOMMARIO Note sulla sicurezza... 1 Principi di funzionamento... 2 In modalità presenza

Dettagli

Criteri di scelta: Tipo di inquinamento che si può sviluppare. Tipo di locale o ambiente in cui viene collocata la cappa

Criteri di scelta: Tipo di inquinamento che si può sviluppare. Tipo di locale o ambiente in cui viene collocata la cappa CAPPE CHIMICHE Proteggono il personale esposto al rischio di inalazione di sostanze chimiche tossiche, irritanti, o allergizzanti e l ambiente di lavoro, eliminando alla fonte la contaminazione dell aria.

Dettagli

Dalla terra l energia ecologica per il comfort ambientale

Dalla terra l energia ecologica per il comfort ambientale Dalla terra l energia ecologica per il comfort ambientale EDILCUSIO s.r.l. da sempre in prima linea nelle soluzioni innovative costruisce ed edifica nel pieno rispetto dell ambiente Gli appartamenti sono

Dettagli

DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI PROCEDURE PROCEDURA H. Procedura utilizzo gas compressi

DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI PROCEDURE PROCEDURA H. Procedura utilizzo gas compressi DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI PROCEDURE EDIZIONE N 01 REVISIONE N 00 DATA 20/06/08 SEZIONE 08 PAGINA 1 di 3 PROCEDURA H Procedura utilizzo gas compressi Le bombole di gas compresso sono costituite

Dettagli

GUIDA ALL INSTALLAZIONE DI UN SISTEMA FISSO AUTOMATICO DI RIVELAZIONE E ALLARME D INCENDIO

GUIDA ALL INSTALLAZIONE DI UN SISTEMA FISSO AUTOMATICO DI RIVELAZIONE E ALLARME D INCENDIO GUIDA ALL INSTALLAZIONE DI UN SISTEMA FISSO AUTOMATICO DI RIVELAZIONE E ALLARME D INCENDIO La presente guida mette in risalto solo alcuni punti salienti estrapolati dalla specifica norma UNI 9795 con l

Dettagli

Sostanze estinguenti in relazione al tipo di incendio

Sostanze estinguenti in relazione al tipo di incendio Sostanze estinguenti in relazione al tipo di incendio L estinzione dell incendio si ottiene per raffreddamento, sottrazione del combustibile soffocamento. Tali azioni possono essere ottenute singolarmente

Dettagli

PROBLEMATICHE ESTINZIONE INCENDIO IN PRESENZA IMPIANTO FOTOVOLTAICO

PROBLEMATICHE ESTINZIONE INCENDIO IN PRESENZA IMPIANTO FOTOVOLTAICO PROBLEMATICHE ESTINZIONE INCENDIO IN PRESENZA IMPIANTO FOTOVOLTAICO 1. Introduzione Gli incendi in presenza di impianti fotovoltaici per la presenza di alte tensioni in continua, creano notevoli problematiche

Dettagli

Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo (ANSV) Aero Club d Italia Roma, 25 giugno 2009

Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo (ANSV) Aero Club d Italia Roma, 25 giugno 2009 Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo (ANSV) Aero Club d Italia Roma, 25 giugno 2009 SISTEMA AVIAZIONE CIVILE Ministero dei trasporti Ente nazionale per l aviazione i civile il (ENAC) Aero club d

Dettagli

IMPIANTO CONDIZIONAMENTO

IMPIANTO CONDIZIONAMENTO IMPIANTO CONDIZIONAMENTO Missione dell impianto I moderni aerei, per aver le migliori prestazioni, debbono volare alla quota massima compatibile con il peso, l aerodinamica e la potenza dei motori e quindi

Dettagli

ESTRATTO PIANO DI EMERGENZA

ESTRATTO PIANO DI EMERGENZA Ministero Ministero dell istruzione, dell università e della ricerca Istituto Comprensivo Statale Tarra Via Correggio, 80-20020 Busto Garolfo (MI) Tel. 0331 569087 - Fax 0331 564462 Cod. Mec.: MIIC8DL00N

Dettagli

Introduzione agli Impianti Solari Termici

Introduzione agli Impianti Solari Termici Premessa Il solare termico è la tecnologia che permette la conversione diretta dell energia solare in energia termica (calore). Il termiche include sistemi di riscaldamento dell acqua e/o dell aria (per

Dettagli

PROCEDURE DI SICUREZZA DA ADOTTARE NELL UTILIZZO DI BOMBOLE DI GAS COMPRESSI

PROCEDURE DI SICUREZZA DA ADOTTARE NELL UTILIZZO DI BOMBOLE DI GAS COMPRESSI UFFICI AMMINISTRATIVI SERVIZIO PREVENZIONE PROTEZIONE Lungarno Pacinotti, 44 56100 Pisa Tel. 050/2212140 Fax 050/2212663 E-mail spp@adm.unipi.it PROCEDURE DI SICUREZZA DA ADOTTARE NELL UTILIZZO DI BOMBOLE

Dettagli

Sicurezza nell utilizzo dei gas medicinali in ambito ospedaliero e domiciliare Ing. Andrea Fieschi Direttore Assogastecnici

Sicurezza nell utilizzo dei gas medicinali in ambito ospedaliero e domiciliare Ing. Andrea Fieschi Direttore Assogastecnici Sicurezza nell utilizzo dei gas medicinali in ambito ospedaliero e domiciliare Ing. Andrea Fieschi Direttore Assogastecnici Contenuti della presentazione Descrivere caratteristiche e modalità di impiego

Dettagli

Assicurazione sulla vita per Piloti Trainatori. (ovvero: come evitare che l incapace all altro capo del cavo possa rovinarvi la giornata.

Assicurazione sulla vita per Piloti Trainatori. (ovvero: come evitare che l incapace all altro capo del cavo possa rovinarvi la giornata. Assicurazione sulla vita per Piloti Trainatori (ovvero: come evitare che l incapace all altro capo del cavo possa rovinarvi la giornata.) CONSIDERAZIONI PRELIMINARI 1. Le prestazioni del vostro aeroplano

Dettagli

IMPIANTO IDRAULICO. Gli attuatori possono essere applicati a parti che richiedono movimento traslatorio o rotatorio.

IMPIANTO IDRAULICO. Gli attuatori possono essere applicati a parti che richiedono movimento traslatorio o rotatorio. IMPIANTO IDRAULICO Missione dell impianto La missione dell impianto idraulico è quella di trasferire a determinate utenze energia idraulica che appositi attuatori convertiranno poi in energia meccanica.

Dettagli

e) Inconvenienti di funzionamento, possibili cause e rimedi

e) Inconvenienti di funzionamento, possibili cause e rimedi e) Inconvenienti di funzionamento, possibili cause e rimedi Elenco dei più frequenti inconvenienti di funzionamento con le loro possibili cause. Attenzione!! Proponiamo anche alcuni possibili interventi:

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO di VERDELLINO Largo Cartesio 1-24040 Verdellino (BG) Procedure organizzative integrate tra addetti all Antincendio e Insegnanti

ISTITUTO COMPRENSIVO di VERDELLINO Largo Cartesio 1-24040 Verdellino (BG) Procedure organizzative integrate tra addetti all Antincendio e Insegnanti Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca ISTITUTO COMPRENSIVO di VERDELLINO Largo Cartesio 1-24040 Verdellino (BG) Procedure organizzative integrate tra addetti all Antincendio e Insegnanti

Dettagli

PROGRAMMA DEL CORSO DI FORMAZIONEPER IL LIVELLO DIRETTIVO PER DIRETTORE DI MACCHINA E 1 UFFICIALE DI MACCHINA

PROGRAMMA DEL CORSO DI FORMAZIONEPER IL LIVELLO DIRETTIVO PER DIRETTORE DI MACCHINA E 1 UFFICIALE DI MACCHINA A LLEGATO B PROGRAMMA DEL CORSO DI FORMAZIONEPER IL LIVELLO DIRETTIVO PER DIRETTORE DI MACCHINA E 1 UFFICIALE DI MACCHINA FUNZIONE 1: MECCANICA NAVALE A LIVELLO DIRETTIVO Gestisce il funzionamento dell

Dettagli

Un edificio, adibito ad albergo, è costituito da tre piani fuori terra e da un piano interrato.

Un edificio, adibito ad albergo, è costituito da tre piani fuori terra e da un piano interrato. In questo numero riportiamo uno svolgimento possibile al quesito posto dal Ministero per l esame di stato di abilitazione all esercizio della libera professione di perito industriale della sessione 2008.

Dettagli

D.P.R. 459/1996 ( Direttiva Macchine)

D.P.R. 459/1996 ( Direttiva Macchine) Allegato E alla direttiva del 7 gennaio 2015 RISCHI MECCANICI 1 - PREMESSA Il D.P.R. 459/1996 ( Direttiva Macchine) ha introdotto nel panorama normativo sulla tutela della salute nei luoghi di lavoro importanti

Dettagli

POMPE DI CALORE KITA Approfondimento tecnico

POMPE DI CALORE KITA Approfondimento tecnico POMPE DI CALORE KITA Approfondimento tecnico Approfondimento tecnico sulle scelte progettuali Compressore singolo ermetico trascinato tramite motore BLDC inverter. Il compressore è il cuore della pompa

Dettagli

INCENDIO, COME EVITARLO? RIVISITAZIONE DELLE MISURE ATTIVE DI DIFESA ANTINCENDIO ALLA LUCE DI QUANTO ACCADUTO

INCENDIO, COME EVITARLO? RIVISITAZIONE DELLE MISURE ATTIVE DI DIFESA ANTINCENDIO ALLA LUCE DI QUANTO ACCADUTO INCENDIO, COME EVITARLO? RIVISITAZIONE DELLE MISURE ATTIVE DI DIFESA ANTINCENDIO ALLA LUCE DI QUANTO ACCADUTO DR. ING. MARZIA CAVALLARI Siemens Building Technologies Se è molto importante capire i motivi

Dettagli

Corso di ENERGIE ALTERNATIVE Efficienza di un collettore solare

Corso di ENERGIE ALTERNATIVE Efficienza di un collettore solare POLITECNICO DI BARI - FACOLTA DI INGEGNERIA CORSO DI LAUREA SPECIALISTICA IN INGEGNERIA MECCANICA Corso di ENERGIE ALTERNATIVE Efficienza di un collettore solare Docente: Prof. Ing. Bernardo Fortunato

Dettagli

LASER CUT LASER GUIDE

LASER CUT LASER GUIDE LASER CUT LASER GUIDE by C L A I N D I generatori di azoto per l assistenza al taglio e di gas inerte per la pressurizzazione della guida raggio AUTOPRODUZIONE = LIBERTÀ e + rispetto per l ambiente I sistemi

Dettagli

e misure di prevenzione e protezione e gestione dell emergenza

e misure di prevenzione e protezione e gestione dell emergenza MODULO 1 Organizzazione della prevenzione aziendale e valutazione dei rischi Rischio d incendio d e misure di prevenzione e protezione e gestione dell emergenza emergenza Rischio da esplosioni Ing. Sabrina

Dettagli

Soluzione con Novec 1230

Soluzione con Novec 1230 Soluzione con Novec 1230 CAPITOLATO TECNICO SISTEMA DI SPEGNIMENTO A GAS NOVEC 1230 Fluido di Protezione Antincendio 3M TM Novec TM 1230 Introduzione Il Fluido di Protezione Antincendio 3M TM Novec TM

Dettagli