PIANO DI EMERGENZA. Via Giuseppe La Masa, Milano. Aggiornamento settembre A cura del Servizio Prevenzione e Protezione

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1 PIANO DI EMERGENZA Via Giuseppe La Masa, Milano Aggiornamento settembre 2012 A cura del Servizio Prevenzione e Protezione Edizione 2012 Pag. 1 di 33

2 PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE SCHEDA IDENTIFICATIVA SEDE ATTIVITA SVOLTA INCARICATI ALLA GESTIONE DELL EMERGENZA INCENDIO INCARICATI ALLA GESTIONE DEL PRONTO SOCCORSO Sede di Milano Nella sede di riferimento, vengono svolte le attività di ricerca farmacologica e quelle amministrative Indicati negli elenchi allegati RISCHI PARTICOLARI PRESENTI NELLA SEDE SI NO NOTE Possibile presenza di persone con mobilità ridotta Possibile presenza di persone con deficit visivi Possibile presenza di persone con deficit uditivi Possibile presenza di aree con propagazione difficoltosa degli annunci sonori x x x x Per eventuali visitatori Esiste procedura di evacuazione specifica Il lavoratore è affidato con apposita procedura a colleghi Stabulari laboratori P3 NUMERI UTILI Vigili del Fuoco 115 Ambulanza 118 Polizia 113 Carabinieri 112 Enel Edizione 2012 Pag. 2 di 33

3 PROTOCOLLO CHIAMATE DI EMERGENZA AI VVFF E ALLE FORZE DELL ORDINE 5 CARATTERISTICHE DELLA SEDE 4 PREMESSA 6 OBBIETTIVI DEL PIANO 6 OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO 7 OBBLIGHI DEI LAVORATORI 8 FIGURE COINVOLTE 9 RILEVAMENTO DELL EMERGENZA 10 ISTRUZIONI PER LE SQUADRE DI EMERGENZA 11 ISTRUZIONI PER IL CENTRALINO 12 INDICAZIONI PER IL PERSONALE INTERNO 13 INDICAZIONI PER IL PERSONALE ESTERNO 13 PROCEDURE DI EVACUAZIONE 14 PORTE TAGLIAFUOCO 15 USO DEGLI ESTINTORI PORTATILI 16 ISTRUZIONI IN CASO DI AGGRESSIONE 18 ISTRUZIONI IN CASO DI BLACKOUT 18 ISTRUZIONI IN CASO DI PERDITA IDRICA 19 ISTRUZIONI IN CASO DI NEVICATE ABBONDANTI 19 PROCEDURE PER LA GESTIONE E L EVACUAZIONE DEI DISABILI 20 Edizione 2012 Pag. 3 di 33

4 CARATTERISTICHE DELLA SEDE L Istituto occupa uno stabile destinato a ricerca, attività amministrativa e didattica, uno stabile adibito a depositi e uno adibito a residence per i ricercatori. La planimetria generale allegata evidenzia l edificio nel quale si svolgono le attività di ricerca, nonché le destinazioni d uso dei diversi ambienti. Sono anche indicati i depositi e l edificio destinato a residence. Nella sede sono presenti, oltre ai laboratori, agli uffici, allo stabulario e alla mensa, aule, di diversa capienza, in quanto l Istituto svolge un intensa attività didattica. Nell aula magna potranno svolgersi attività di presentazione e intrattenimento, rivolti anche a esterni. Edizione 2012 Pag. 4 di 33

5 PROTOCOLLO CHIAMATE DI EMERGENZA AI VVFF E ALLE FORZE DELL ORDINE In caso di chiamata diretta ai VVFF o alle forze dell ordine la comunicazione dovrà essere così strutturata Sono (nome, cognome) chiamo dall Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri siamo all indirizzo Via la Masa 19, vicino al Politecnico Bovisa E stata rilevata un emergenza incendio nella nostra sede, al piano (indicare il piano) Vi comunicheremo a breve l esito dell intervento delle nostre squadre. Attendere che il centralino dei VVFF o delle forze dell ordine abbia ripetuto i dati prima di riagganciare! Edizione 2012 Pag. 5 di 33

6 PREMESSA Il presente Piano di Emergenza è stato redatto ai sensi del D.Lgs. 81/2008 ed al D.M. 10 marzo 1998 e s.m.i. Viene definita emergenza un evento improvviso e indesiderato a causa del quale vengano a determinarsi condizioni di rischio per persone e strutture. L emergenza può dipendere da eventi interni (incendio, esplosione, perdite di gas, allagamenti, mancanza di energia elettrica) o esterni (caduta di fulmini, terremoti, aggressione del personale, minaccia). L evento più frequente è l incendio, che può essere causa o conseguenza di altri incidenti. Per ridurre le conseguenze dell evento, occorre predisporre procedure che indichino le azioni necessarie al fine di non dover fare affidamento all improvvisazione del singolo. E quindi importante che le procedure siano verificate periodicamente da tutti gli interessati. E necessaria una struttura organizzativa di pronto intervento integrata con l organizzazione del lavoro, che tenga conto della tipologia strutturale dell edificio e degli impianti esistenti, e che sia grado di utilizzare al meglio le risorse umane e le tecnologie disponibili. In caso di emergenza l intera struttura organizzativa deve essere in grado di reagire rapidamente e uniformemente per eliminare il pericolo, o almeno per ridurne le conseguenze. All interno del piano sono contenute le modalità di gestione dell emergenza in relazione al normale orario di lavoro, o in situazioni più critiche (per esempio durante la pausa pranzo, nei giorni festivi o in periodo notturno). OBBIETTIVI DEL PIANO Gli scopi del presente piano sono: la tutela e la salvaguardia delle persone presenti nella sede la salvaguardia o il contenimento dei danni agli immobili e alle attrezzature. Il piano individua in funzione della tipologia di emergenza: le principali misure organizzative da adottare per la gestione dell evento le figure individuate per la gestione dell evento. Edizione 2012 Pag. 6 di 33

7 OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO Ai sensi del D.L.vo. 81/08 e s.m.i il Datore di Lavoro: organizza i necessari rapporti con i servizi pubblici competenti in materia di primo soccorso, salvataggio, lotta antincendio e gestione dell'emergenza designa preventivamente i lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell'emergenza; informa tutti i lavoratori che possono essere esposti a un pericolo grave e immediato circa le misure predisposte e i comportamenti da adottare programma gli interventi, prende i provvedimenti e da' istruzioni affinché' i lavoratori, in caso di pericolo grave e immediato che non può essere evitato, possano cessare la loro attività, o mettersi al sicuro, abbandonando immediatamente il luogo di lavoro adotta i provvedimenti necessari affinché qualsiasi lavoratore, in caso di pericolo grave ed immediato per la propria sicurezza o per quella di altre persone e nell impossibilità di contattare il competente superiore gerarchico, possa prendere le misure adeguate per evitare le conseguenze di tale pericolo, tenendo conto delle sue conoscenze e dei mezzi tecnici disponibili. Edizione 2012 Pag. 7 di 33

8 OBBLIGHI DEI LAVORATORI Anche i lavoratori hanno precisi compiti a cui attenersi ai fini della gestione della sicurezza; in particolare si richiama l importanza della partecipazione attiva non solo in caso di emergenza, ma anche quotidianamente con la segnalazione ai preposti e agli addetti di situazioni a rischio specifico o eventuali anomalie di funzionamento degli impianti e delle attrezzature. Ricordiamo infine che i lavoratori non possono rifiutare se non per giustificato motivo la designazione ad addetti alla gestione dell emergenza (art. 43, comma 3). Più in generale richiamiamo gli obblighi previsti dall art 20. Del D.L.vo. 81/08 1 e s.m.i. Così come richiamiamo i diritti dei lavoratori previsti in caso di pericolo grave e immediato ai sensi dell art. 44 del medesimo decreto Ciascuno lavoratore deve prendersi cura ella propria sicurezza e della propria salute e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui possono ricadere gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione ed alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro. 2. In particolare i lavoratori: a) osservano le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai preposti, ai fini della protezione collettiva ed individuale; b) utilizzano correttamente i macchinari, le apparecchiature, gli utensili, le sostanze e i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto e le altre attrezzature di lavoro, nonché i dispositivi di sicurezza; c) utilizzano in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione; d) segnalano immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi e dispositivi di cui alle lettere b) e c), nonché le altre eventuali condizioni di pericolo di cui vengono a conoscenza, adoperandosi direttamente in caso di urgenza, nell ambito delle loro competenze e possibilità per eliminare o ridurre tali deficienze o pericoli, dandone notizia al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza; e) non rimuovono o modificano senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo; f) non compiono di propria iniziativa operazioni o manovre che non sono di loro competenza ovvero che possono compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori; g) si sottopongono ai controlli sanitari previsti nei loro confronti; h) contribuiscono, insieme al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti, all adempimento di tutti gli obblighi imposti dall autorità competente o comunque necessari per tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori durante il lavoro. 1. Il lavoratore che, in caso di pericolo grave, immediato e che non può essere evitato, si allontana dal posto di lavoro ovvero da una zona pericolosa, non può subire pregiudizio alcuno e deve essere protetto da qualsiasi conseguenza dannosa. 2. Il lavoratore che, in caso di pericolo grave e immediato e nell impossibilità di contattare il competente superiori ore gerarchico, prende le misure per evitare le conseguenze di tale pericolo, non può subire pregiudizio per tale azione, a meno che non abbia commesso una grave negligenza. Edizione 2012 Pag. 8 di 33

9 FIGURE COINVOLTE COORDINATORE DELL EMERGENZA Il coordinatore dell emergenza organizza il lavoro dei colleghi addetti alla gestione delle emergenze nelle operazioni di spegnimento, occupandosi delle comunicazioni con il centralino e, se necessario, coordinando l evacuazione. ADDETTI ALLA GESTIONE DELLE EMERGENZE (ELENCO AGGIORNATO DISPONIBILE IN INTRANET) Partecipano alle operazioni di spegnimento o contenimento del problema, collaborando per l evacuazione degli occupanti. Indipendentemente dall area nella quale operano, intervengono sempre in caso di necessità. ADDETTI AL PRIMO SOCCORSO (ELENCO AGGIORNATO DISPONIBILE IN INTRANET) Collaborano con le squadre di emergenza. Indipendentemente dall area alla quale sono assegnati, se necessario partecipano all evacuazione di colleghi e visitatori. Edizione 2012 Pag. 9 di 33

10 RILEVAMENTO DELL EMERGENZA Viene individuata un emergenza che può essere: osservata direttamente dall operatore segnalata da colleghi o frequentatori della struttura segnalata da impianti automatici a mezzo di segnalazione acustica Il centralino è presidiato? SI NO Segnalare l allarme al centralino telefonicamente o verbalmente indicando: il proprio nome il luogo dove è segnalata l emergenza natura e possibile entità dell emergenza Segnalare l allarme ai vigili del fuoco seguendo il protocollo Il lavoratore allerta i colleghi della squadra di emergenza della propria area, se presenti e immediatamente raggungibili. Se possibile, in caso di principio di incendio di piccola entità, provvede immediatamente a un tentativo di spegnimento con gli estintori Edizione 2012 Pag. 10 di 33

11 ISTRUZIONI PER LE SQUADRE DI EMERGENZA La squadra di emergenza interviene sul posto e verifica il grado di emergenza Falso allarme Principio di incendio, con poco fumo e fiamme Incendio già avviato, difficilmente soffocabile che può coinvolgere molte persone La squadra tenta lo spegnimento SI NO Il coordinatore della squadra avvisa il centralino Il coordinatore avvisa il centralino del cessato allarme Il principio di incendio è domato? La squadra di emergenza avvia le procedure di evacuazione Edizione 2012 Pag. 11 di 33

12 ISTRUZIONI PER IL CENTRALINO Viene individuata un emergenza che può essere: segnalata da colleghi o frequentatori della struttura segnalata da impianti automatici a mezzo di segnalazione acustica Il centralino allerta il Coordinatore dell emergenza i componenti della squadra di emergenza delle aree attigue. i VVFF indicando la presenza di un possibile problema la Direzione indicando l ubicazione e la gravità presunta del problema. La squadra di emergenza comunica al centralino il falso allarme o che il problema è stato risolto La squadra di emergenza comunica al centralino che il principio di incendio non è domabile Il centralino comunica il cessato allarme ai VVFF Il centralino chiama i VVFF Edizione 2012 Pag. 12 di 33

13 INDICAZIONI PER IL PERSONALE INTERNO Chiunque, nel caso di avvistamento di fumo o fuoco, deve: mantenere la calma se possibile, individuare il luogo di origine e l eventuale causa se si tratta di un principio di incendio, valutare la situazione determinando se esiste la possibilità di estinguere immediatamente l incendio con i mezzi a disposizione non tentare di iniziare lo spegnimento con i mezzi portatili se non si è sicuri di riuscirvi controllare se vi sono persone da soccorrere allertare immediatamente il centralino, se disponibile, o i VVFF se il centralino non è presidiato (vedi istruzioni) in caso di incendio in una stanza, evacuare gli occupanti e poi chiudere la porta alle spalle in caso di indisponibilità delle linee telefoniche lanciare l allarme a voce controllare che le vie di fuga siano libere e fruibili mettersi a disposizione degli operatori della squadra di emergenza. INDICAZIONI PER IL PERSONALE ESTERNO In caso di allarme: sospendere immediatamente ogni attività rimuovere immediatamente eventuali attrezzature che potrebbero costituire intralcio agli interventi di soccorso (es.: carrelli, lavapavimenti, scale, macchine, ecc ) mettere in sicurezza tutte le attrezzature d uso recarsi all esterno attraverso l uscita più vicina non utilizzare gli ascensori il più alto in grado verifica che non vi siano propri collaboratori in pericolo ed effettua il censimento dei propri colleghi rimanere a disposizione del coordinamento dell emergenza presso il punto di raccolta nessun operatore può allontanarsi dalla sede senza l autorizzazione del coordinamento dell emergenza. Edizione 2012 Pag. 13 di 33

14 PROCEDURE DI EVACUAZIONE In caso di evacuazione, gli addetti alla gestione dell emergenza: percorrono le proprie aree di pertinenza, bagni inclusi, verificando che non vi siano persone negli ambienti collaborano con i colleghi nel radunare eventuali visitatori e nel mantenere la calma fino all arrivo dei soccorsi. Il personale ausiliario (pulizie, manutentori, ecc) collabora con i colleghi e ne segue le indicazioni per l evacuazione. L evacuazione di una zona deve avvenire con le seguenti modalità: in collaborazione con tutto il personale disponibile utilizzando preferibilmente percorsi orizzontali spostando eventuali lavoratori o visitatori non deambulanti ad aree compartimentale ritenute sicure al di fuori dell area interessata dall incendio. Sono da osservare le seguenti indicazioni: non utilizzare gli ascensori indirizzate i visitatori verso l uscita di sicurezza chiudere sempre tutte le porte dietro di voi controllare che nessuno sia rimasto nei locali attendere ordini dal coordinamento dell emergenza dopo l arrivo dei vigili del fuoco qualora non si è già stati impiegati in ausilio al personale coinvolto, restare a disposizione per eventuali ulteriori misure da mettere in atto. Edizione 2012 Pag. 14 di 33

15 PORTE TAGLIAFUOCO Nei varchi di accesso e comunicazione fra un compartimento antincendio è l altro sono installate porte tagliafuoco, ovvero porte in grado di resistere all attacco dl fuoco e alla trasmissione del calore per un periodo di tempo minimo pari a 120 minuti. Le porte tagliafuoco possono essere di due tipi: dotate di molla automatica di chiusura, che garantisce la loro chiusura immediatamente dopo l apertura, e pertanto normalmente sono chiuse collegate all impianto di rivelazione fumi, normalmente bloccate aperte da un magnete a parete; in caso di incendio, all attivazione del sistema di allarme incendio, il magnete sgancia le porte e ne consente l immediata chiusura (le porte restano comunque fruibili quali vie di fuga). Tutte le porte tagliafuoco non devono mai essere ostruite, né bloccate aperte con tasselli se non per il tempo indispensabile all effettuazione di operazioni su posto (come nel caso di passaggio di carrelli). Edizione 2012 Pag. 15 di 33

16 USO DEGLI ESTINTORI PORTATILI In caso di utilizzo procedere secondo le seguenti istruzioni, riportate anche sull estintore: togliere la spina di sicurezza impugnare la lancia ed il tubo erogatore premere la leva di comando a fondo dirigere il getto alla base della fiamma Ricordate sempre di: non usare mai acqua per spegnere apparecchiature elettriche in tensione se possibile, operare in due disponendosi a 90 (mai uno di fronte all altro!) prolungare la scarica dell estintore: a causa della temperatura, una volta terminata l erogazione, alcuni materiali possono riaccendersi autonomamente Edizione 2012 Pag. 16 di 33

17 ISTRUZIONI IN CASO DI TERREMOTO Per prevenire i danni derivante da scosse telluriche: evitare il collocamento di materiale particolarmente pesante su scaffalature (quota maggiore di 1,80) preferendo il posizionamento in basso verificare l esistenza dell ancoraggio alle pareti delle scaffalature dei materiali a deposito evitare il posizionamento di materiali pesanti e /o taglienti su mensole. Durante le scosse: mantenere la calma e prepararsi a fronteggiare la possibilità di ulteriori scosse allontanarsi da finestre, specchi, vetrine, lampadari, scaffali, strumenti e apparati elettrici per il pericolo di caduta oggetti e addossarsi alle pareti perimetrali se possibile, rifugiarsi sotto un tavolo o una scrivania spostarsi lungo i muri perimetrali, sostando sotto stipiti di porte qualora vi trovaste lungo le scale spostatevi verso i muri perimetrali non utilizzare gli ascensori non spostare eventuali soggetti traumatizzati a meno che non siano in evidente immediato pericolo di vita (crollo imminente, incendio divampante, etc.) ma chiamare immediatamente i soccorsi al numero di emergenza segnalando la posizione dell infortunato. A scossa terminata: qualora la scossa abbia mosso oggetti o arredi, si siano uditi rumori provenienti dalle strutture, vi siano danni visibili, procedere con l evacuazione in caso contrario, verificare con l assistenza tecnica la funzionalità di tuti gli apparati presenti. Edizione 2012 Pag. 17 di 33

18 ISTRUZIONI IN CASO DI AGGRESSIONE Il tipo di attività svolta in azienda non espone a particolari rischi di aggressione. Tuttavia, è bene essere preparati a questa evenienza. In caso una persona si introduca negli ambienti lavorativi è necessario: mantenere la calma cercare di provocare rumore per allertare i colleghi assecondare le richieste dell intruso appena possibile, allertare le forze dell ordine. ISTRUZIONI IN CASO DI BLACKOUT Si definisce emergenza blackout l Interruzione continuativa per oltre 10 minuti dell alimentazione elettrica. Tale interruzione potrebbe essere causata da fattori interni alla sede (sovraccarichi di tensione ), o esterni da parte di guasto a cabina, sospensione temporanea di corrente per sovraccarico nei mesi estivi, temporali, intemperie, ecc.). In caso di guasto interno le luci degli edifici circostanti sono attive. In questo caso, il personale della manutenzione potrà agire solo sul quadro generale e sui sottoquadri delle diverse aree. In nessun caso è permesso: l apertura dei pannelli frontali dei quadri operare soli. Qualunque manomissione (uso di scotch o altro per forzare un interruttore), è pericolosa per l incolumità degli occupanti dell azienda. Qualora il problema non fosse risolto, contattare l elettricista. Edizione 2012 Pag. 18 di 33

19 ISTRUZIONI IN CASO DI PERDITA IDRICA In caso di perdita dell impianto idraulico (allagamento da tubi, pavimenti, soffitti, sanitari, rottura di tubi e impianti idrosanitari o perdite dall impianto di condizionamento), chiudere il rubinetto del contatore acqua posto all ingresso dell impianto nella sede. In caso di piccole perdite e gocciolamenti dal soffitto provocati dall impianto di condizionamento non chiudere il contatore; limitarsi invece a raccogliere l acqua in un secchio/cestino tenendo sotto controllo la situazione. Qualora l acqua possa venire in contatto con apparecchiature elettriche, togliere immediatamente tensione dall interruttore generale. Contattare immediatamente un tecnico della manutenzione. ISTRUZIONI IN CASO DI NEVICATE ABBONDANTI In seguito a grosse nevicate (notturne o in giornate festive) potrebbero essere compromesse le condizioni di sicurezza nelle area pedonali e, ove presenti aree carrabili, non essere garantita la viabilità normale di mezzi in ingresso e uscita dalla sede. In questo caso andrà allertata l impresa di pulizie, o la proprietà, oppure i servizi del comune, se disponibili. E fondamentale che tutti gli accessi pedonali siano adeguatamente sgomberati e cosparsi di sale ogni 4 ore, per prevenire la caduta di colleghi o visitatori. Edizione 2012 Pag. 19 di 33

20 PROCEDURE PER LA GESTIONE E L EVACUAZIONE DEI DISABILI INTRODUZIONE Affinché un soccorritore possa dare un aiuto concreto è necessario che sia in grado di comprendere i bisogni della persona da aiutare, anche in funzione del tipo di disabilità che questa presenta, e che sia in grado di mettere in atto le azioni basilari per garantire un allontanamento celere e sicuro dalla fonte di pericolo. Le criticità in questa fase dipendono dalla mancanza di conoscenze appropriate da parte dei soccorritori e degli addetti alle operazioni di evacuazione sulle modalità di percezione, orientamento e fruizione degli spazi da parte di questo tipo di persone. La criticità si affronta predisponendo misure gestionali opportune e formando in modo specifico il personale incaricato. Edizione 2012 Pag. 20 di 33

21 PRIMI PASSI Gli elementi che possono determinare le criticità in questa fase dipendono fondamentalmente: dagli ostacoli di tipo edilizio presenti nell ambiente, quali ad esempio: o la presenza di gradini od ostacoli sui percorsi orizzontali o la non linearità dei percorsi o la presenza di passaggi di larghezza inadeguata e/o di elementi sporgenti che possono rendere tortuoso e pericoloso un percorso o la lunghezza eccessiva dei percorsi o la presenza di rampe delle scale aventi caratteristiche inadeguate, nel caso di ambienti posti al piano diverso da quello dell uscita dagli ostacoli di tipo impiantistico o gestionale, quali ad esempio: o presenza di porte che richiedono uno sforzo di apertura eccessivo o che non sono dotate di ritardo nella chiusura (sistema che consentirebbe un utilizzo più agevole da parte di persone che necessitano di tempi più lunghi per l attraversamento delle porte stesse) o organizzazione/disposizione degli arredi, macchinari o altri elementi in modo da non determinare impedimenti ad un agevole movimento degli utenti o mancanza di misure alternative all esodo autonomo lungo le scale, nel caso di ambienti posti al piano diverso da quello dell uscita. QUALI DISABILITÀ La scelta delle misure da adottare è diversa a secondo della disabilità: disabili motori: scegliere un percorso di evacuazione accessibile (privo di ostacoli, gradini, ecc.) e fornire assistenza nel percorrerlo. disabili sensoriali: o uditivi: facilitare la comunicazione (lettura labiale, frasi brevi, frasi scritte) o visivi: manifestare la propria presenza, definire il pericolo, definire le azioni, guidarli in luogo sicuro disabili cognitivi: assicurarsi della percezione del pericolo, fornire istruzioni semplici. Edizione 2012 Pag. 21 di 33

22 DISABILITA UDITIVA Disabilità uditiva Nell assistenza a persone con questo tipo di disabilità il soccorritore dovrà porre attenzione nell attuare i seguenti accorgimenti: per consentire al sordo una buona lettura labiale, la distanza ottimale nella conversazione non deve mai superare il metro e mezzo; il viso di chi parla deve essere illuminato in modo da permetterne la lettura labiale nel parlare è necessario tenere ferma la testa e, possibilmente, il viso di chi parla deve essere al livello degli occhi della persona sorda parlare distintamente, ma senza esagerare, avendo cura di non storpiare la pronuncia: la lettura labiale, infatti, si basa sulla pronuncia corretta la velocità del discorso inoltre deve essere moderata: né troppo in fretta, né troppo adagio usare possibilmente frasi corte, semplici ma complete, esposte con un tono normale di voce (non occorre gridare). Non serve parlare in modo infantile, mentre è necessario mettere in risalto la parola principale della frase usando espressioni del viso in relazione al tema del discorso non tutti i suoni della lingua sono visibili sulle labbra: fare in modo che la persona sorda possa vedere tutto ciò che è visibile sulle labbra quando si usano nomi di persona, località o termini inconsueti, la lettura labiale è molto difficile. Se il sordo non riesce, nonostante gli sforzi, a recepire il messaggio, anziché spazientirsi, si può scrivere la parola in stampatello su di un foglio anche se la persona sorda porta le protesi acustiche, non sempre riesce a percepire perfettamente il parlato, occorre dunque comportarsi seguendo le regole di comunicazione appena esposte per la persona sorda è difficile seguire una conversazione di gruppo o una conferenza senza interprete. Occorre quindi aiutarlo a capire almeno gli argomenti principali attraverso la lettura labiale, trasmettendo parole e frasi semplici e accompagnandole con gesti naturali. Edizione 2012 Pag. 22 di 33

23 DISABILITÀ VISIVA Nel caso di presenza di persone ipovedenti o prive della vista il soccorritore prenderà sottobraccio la persona interessata e la accompagnerà, avendo cura di non tirare e di non spingere la stessa fornendo tutte le indicazioni su eventuali ostacoli o sul percorso che si sta effettuando. Nell assistenza a persone con questo tipo di disabilità il soccorritore dovrà porre attenzione nell attuare i seguenti accorgimenti: annunciare la propria presenza e parlare con voce ben distinta e comprensibile fin da quando si entra nell ambiente in cui è presente la persona da aiutare parlare naturalmente, senza gridare, e direttamente verso l interlocutore, senza interporre una terza persona, descrivendo l evento e la reale situazione di pericolo non temere di usare parole come vedere, guardare o cieco offrire assistenza lasciando che la persona vi spieghi di cosa ha bisogno descrivere in anticipo le azioni da intraprendere lasciare che la persona afferri leggermente il braccio o la spalla per farsi guidare (può scegliere di camminare leggermente dietro per valutare la reazione del corpo agli ostacoli) lungo il percorso è necessario annunciare, ad alta voce, la presenza di scale, porte ed altre eventuali situazioni e/o ostacoli nell invitare un non vedente a sedersi, guidare prima la mano di quest ultima affinché tocchi lo schienale del sedile qualora si ponesse la necessità di guidare più persone con le stesse difficoltà, invitatele a tenersi per mano una volta raggiunto l esterno è necessario accertarsi che la persona aiutata non sia abbandonata a se stessa ma rimanga in compagnia di altri, fino alla fine dell emergenza. In caso di assistenza di un cieco con cane guida: non accarezzare od offrire cibo al cane senza il permesso del padrone quando il cane porta la guida (imbracatura) vuol dire che sta svolgendo le sue mansioni; se non volete che il cane guidi il suo padrone, fate rimuovere la guida accertarsi che il cane sia portato in salvo con il padrone nel caso la persona da soccorrere chieda di badare al cane, questo va sempre tenuto al guinzaglio e non per la guida. Edizione 2012 Pag. 23 di 33

24 DISABILITÀ COGNITIVA Le persone con disabilità di apprendimento possono avere difficoltà nell eseguire istruzioni piuttosto complesse e che coinvolgono più di una breve sequenza di semplici azioni. In una situazione di pericolo (incendio, fumo, pericolo di scoppio, etc.) un disabile cognitivo può esibire un atteggiamento di completa o parziale o nulla collaborazione con coloro che portano soccorso. Può accadere che in una situazione nuova e sconosciuta manifesti una reazione di totale rifiuto e disconoscimento della realtà pericolosa, che può sfociare in comportamenti aggressivi contro se stessi o nei confronti di coloro che intendono prestare soccorso. In tali evenienze il soccorritore deve mantenere la calma, parlare con voce rassicurante con il disabile, farsi aiutare da persone eventualmente presenti sul luogo e decidere rapidamente sul da farsi. La priorità assoluta è l integrità fisica della persona, ed il ricorso ad un eventuale intervento coercitivo di contenimento per salvaguardarne l incolumità può rappresentare l unica soluzione. In questo ambito diventa necessaria e fondamentale l esercitazione ad agire in situazioni di emergenza simulata. Nel fornire assistenza a persone con questo tipo di disabilità il soccorritore dovrà tener presente che: la persona può non essere completamente in grado di percepire il pericolo molti di loro non posseggono l abilità della letto-scrittura la percezione visiva di istruzioni scritte o di pannelli può essere confusa il loro senso di direzione potrebbe essere limitato, ragion per cui potrebbero avere bisogno di qualcuno che li accompagni durante il percorso. Ecco qualche utile suggerimento: le istruzioni e le informazioni devono essere suddivise in semplici fasi successive: siate molto pazienti bisogna usare segnali semplici o simboli immediatamente comprensibili, ad esempio segnali grafici universali spesso nel disabile cognitivo la capacità a comprendere il linguaggio parlato è abbastanza sviluppata ed articolata, anche se sono presenti difficoltà di espressione. Si raccomanda pertanto di spiegare sempre e direttamente alla persona le operazioni che si effettueranno in situazione d emergenza ogni individuo deve essere trattato come un adulto che ha un problema di apprendimento non parlate loro con sufficienza e non trattateli come bambini. Edizione 2012 Pag. 24 di 33

25 DISABILITÀ MOTORIA La movimentazione di un disabile motorio dipende dal grado di collaborazione che questo può fornire, cioè dalla sua capacità di effettuare: sollevamenti o spostamenti di tutto il peso del corpo spostamenti di parti del corpo. Pertanto, per effettuare un'azione efficace che garantisca la salvezza del disabile e che, nel contempo, salvaguardi l'integrità fisica del soccorritore, è necessario: 1. individuare in ogni persona tutte le possibilità di collaborazione 2. essere in grado di posizionare le mani in punti di presa specifici, per consentire il trasferimento della persona in modo sicuro 3. assumere posizioni di lavoro corrette, che salvaguardino la schiena dei soccorritori 4. essere in grado di interpretare le necessità della persona da affiancare ed offrire la collaborazione necessaria. Edizione 2012 Pag. 25 di 33

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