MANUALE A cura di: dott.elena Bellen arch. Elena Gobbi

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1 MANUALE A cura di: dott.elena Bellen arch. Elena Gobbi 1

2 Premessa Le regole comportamentali, relative alla gestione dell'emergenza data da un evento calamitoso, sono conseguenti alla funzione assegnata al Servizio della protezione civile e dal ruolo che tale struttura assegna al singolo cittadino e alla comunità. In questo breve manuale, si fa riferimento a un Servizio in costante dialogo con la comunità in cui opera, e con essa interagisce attraverso azioni di esercitazione e di informazione/formazione in grado di formare dei cittadini consapevoli sia dei rischi presenti, o ipotetici, che delle potenziali risorse a loro disposizione per affrontare un'emergenza. La raccolta si apre con alcune indicazioni riguardanti l'assistenza alle persone con disabilità, temporanea o permanente, riconosciute come i soggetti più deboli nella gestione di una qualsiasi emergenza, a cui si devono, per altro, aggiungere anche le consuete difficoltà legate al superamento delle barriere architettoniche. Di seguito, sono state raccolte le principali indicazioni comportamentali relative alle diverse fattispecie di un evento calamitoso, di origine naturale o antropica, atte a costruire un livello minimo di consapevolezza nel singolo cittadino, e in generale nella comunità, e un'attitudine a fronteggiare le emergenze con un atteggiamento di auto-aiuto e di collaborazione. Le indicazioni raccolte, fanno riferimento alla documentazione predisposta dal Servizio nazionale della protezione civile, implementata con le informazioni, più estese, presenti nella letteratura internazionale. 2

3 Gestione degli eventi Le indicazioni, a livello internazionale, relative al servizio della protezione civile pongono soprattutto l'accento sulla necessità che i singoli cittadini, e nel suo insieme l'intera comunità, abbiano un livello di consapevolezza attiva dei rischi e delle risorse disponibili in grado di determinare comportamenti adeguati nelle tre le fasi solitamente individuate in un evento: 1. prima dell'evento: le azioni principali sono quelle della prevenzione, intesa come monitoraggio e messa in sicurezza del territorio, e dell'informazione/formazione della comunità e del singolo cittadino, in questa fase va costruita e consolidata la consapevolezza sia dei rischi che delle risorse disponibili nella gestione dell'emergenza 2. durante l'evento: alla comunità e al singolo cittadino è richiesto un comportamento responsabile che, per quanto possibile, possa ridurre l'esposizione al rischio e contenere il danno 3. dopo l'evento: la comunità e il singolo cittadino devono essere in grado di co-gestire l'emergenza con un consapevole affiancamento all'azione dei soggetti e delle strutture di pronto intervento e di protezione civile. La gestione efficace di queste tre fasi, con una possibile riduzione dell'esposizione al rischio e contenimento del danno, richiede fondamentalmente che il singolo individuo e la comunità siano in grado di tenere un comportamento di auto-soccorso e di aiuto, con una piena consapevolezza e conoscenza dei rischi e delle risorse disponibili e con la capacità di individuare, con sicurezza, i soggetti competenti alla gestione dell'emergenza. Un tale livello di consapevolezza va costruito con azioni non sporadiche, ma impostate su base permanente, azioni che comprendano oltre alle esercitazioni di comunità, svolte con regolarità nell'ottica propria dell'attività di informazione/formazione continua, anche la diffusione della conoscenza e la condivisione di alcune regole comportamentali di base. Si tratta, dunque, di una programmazione della stessa vita di comunità impostata sulla capacità di specifici comportamenti consapevoli; tutto ciò va previsto, a maggior ragione, qualora si abiti un territorio con livelli di rischio già conosciuti, sia riguardo a possibili eventi naturali, come un terremoto, o ad eventi indotti dall'attività umana, come un'alluvione o una frana causati da un errato utilizzo del suolo. Distribuzione del manuale Il manuale dovrà avere una distribuzione capillare utilizzando i tradizionali canali di diffusione; comunque, si ritiene che ancora debba essere privilegiato il formato cartaceo ritenuto di più facile consultazione per la maggioranza dei cittadini. -Sito internet del Comune 3

4 Il manuale avrà evidenza sul sito del Comune con la possibilità di scaricarne copia. -Associazioni Le associazioni presenti, a vario titolo, sul territorio comunale dovranno avere a disposizione un numero adeguato di copie da distribuire ai propri associati. -Scuole Le scuole, presenti sul territorio comunale, sono un vettore molto efficace, inoltre il manuale potrà completare, o integrare, le attività di simulazione che già obbligatoriamente vengono svolte e che sono, per lo più, dedicate alla sicurezza e alle modalità di gestione di un evento calamitoso all'interno dell'edificio scolastico. -Strutture pubbliche e private di accoglienza permanente L'informazione agli ospiti delle strutture di accoglienza per anziani e disabili, quindi i riconosciuti a priori soggetti deboli nella gestione di una emergenza, dovrà avere particolare attenzione; va detto che, trattandosi di strutture collettive pubbliche e/o private, esiste già l'obbligo di alcune attività di informazione e di formazione degli ospiti che quindi potrà essere integrata dal manuale. -Strutture pubbliche e private di ospitalità (alberghi, pensioni, etc.) La comunicazione dovrà raggiungere anche le persone di passaggio, o in soggiorno temporaneo, sul territorio comunale, il manuale dovrà essere distribuito nelle strutture di ospitalità quali alberghi, pensioni, bed&breakfast, ostelli, etc. -Agenzie immobiliari Un'analoga necessità riguarda le persone intenzionate ad abitare sul territorio comunale, pertanto, il manuale e lo stesso piano comunale completerà le dichiarazioni, previste dalla legge, sulle caratteristiche antisismiche degli edifici messi sul mercato. 4

5 R I S C H I O E D E M E R G E N Z A C O S A F A R E AdriaticGreeNet-onlus via Artico di castello, Tarcento (UD) 5

6 Indice Cosa fare 6 Glossario 7 Codici di allerta 9 Assistenza a persone con disabilità 10 Scorte di emergenza 13 EVENTI Terremoto Incendio 19 Rischio idrogeologico Frana 20 Alluvione 22 Valanga 25 Neve e gelo 26 Escursione in montagna

7 GLOSSARIO Rischio e pericolo Il rischio è rappresentato dalla possibilità che un fenomeno naturale o indotto dalle attività dell uomo possa causare effetti dannosi sulla popolazione, gli insediamenti abitativi e produttivi e le infrastrutture, all interno di una particolare area, in un determinato periodo di tempo. Il concetto di rischio è legato non solo alla capacità di calcolare la probabilità che un evento pericoloso accada, ma anche alla capacità di definire il danno provocato. Rischio e pericolo non sono la stessa cosa: il pericolo è rappresentato dall'evento calamitoso che può colpire una certa area (la causa), il rischio è rappresentato dalle sue possibili conseguenze, cioè dal danno che ci si può attendere (l effetto). Pericolosità Probabilità che in una data area si verifichi un evento dannoso di una determinata intensità entro un determinato periodo di tempo, il tempo di ritorno. La pericolosità è funzione della frequenza dell evento. In alcuni casi, ad esempio le alluvioni, è possibile stimare con un approssimazione accettabile la probabilità che si verifichi un determinato evento entro il periodo di ritorno. In altri casi, come per alcuni tipi di frane, la stima è invece più difficile. Vulnerabilità Attitudine di una determinata componente ambientale popolazione umana, edifici, servizi, infrastrutture, ecc. a sopportare gli effetti di un evento, in funzione dell intensità dello stesso. La vulnerabilità esprime il grado di perdite di un dato elemento o di una serie di elementi causato da un fenomeno di una data forza. È espressa in una scala da zero a uno, dove zero indica che non ci sono stati danni, mentre uno corrisponde alla distruzione totale. Previsione Attività diretta a determinare le cause dei fenomeni calamitosi, a individuare i rischi e a delimitare il territorio interessato dal rischio. Prevenzione Attività volte ad evitare o ridurre al minimo la possibilità che si verifichino danni conseguenti ad un evento calamitoso e comprendono gli interventi strutturali e non strutturali quali la pianificazione di emergenza, le esercitazioni di protezione civile, la formazione e l informazione alla popolazione. Programmazione Attività che comprende la fase di previsione dell evento, cioè la conoscenza tecnico-scientifica dei rischi di un territorio, e la fase della prevenzione, cioè la mitigazione dei rischi stessi. Il risultato sono i programmi di previsione e prevenzione che costituiscono il presupposto per la pianificazione d emergenza, gestita dalle amministrazioni competenti per territorio. Piano comunale di protezione civile Piano di emergenza redatto dai comuni per gestire adeguatamente un emergenza ipotizzata nel proprio territorio, sulla base degli indirizzi regionali, come indicato dal DLgs. 112/1998. Tiene conto dei vari scenari di rischio considerati nei programmi di previsione e prevenzione stabiliti dai programmi e piani regionali. Il Piano comunale individua: -aree di accoglienza o di ricovero della popolazione Sono luoghi, individuati in aree sicure rispetto alle diverse tipologie di rischio e poste nelle vicinanze di risorse idriche, elettriche e fognarie, in cui vengono installati i primi insediamenti abitativi per alloggiare la popolazione colpita. Dovranno essere facilmente raggiungibili anche da mezzi di grandi 7

8 dimensioni per consentirne l allestimento e la gestione. Rientrano nella definizione di aree di accoglienza o di ricovero anche le strutture ricettive (hotel, residence, camping, etc.). -aree di ammassamento soccorritori e risorse Luoghi, in zone sicure rispetto alle diverse tipologie di rischio, dove dovranno trovare sistemazione idonea i soccorritori e le risorse necessarie a garantire un razionale intervento nelle zone di emergenza. Tali aree dovranno essere facilmente raggiungibili attraverso percorsi sicuri, anche con mezzi di grandi dimensioni, e ubicate nelle vicinanze di risorse idriche, elettriche ed con possibilità di smaltimento delle acque reflue. Il periodo di permanenza in emergenza di tali aree è compreso tra poche settimane e qualche mese. -aree di attesa della popolazione Sono i luoghi di prima accoglienza per la popolazione; possono essere utilizzate piazze, slarghi, parcheggi, spazi pubblici o privati non soggetti a rischio (frane, alluvioni, crollo di strutture attigue, etc.), raggiungibili attraverso un percorso sicuro. Il numero delle aree da scegliere è funzione della capacità ricettiva degli spazi disponibili e del numero degli abitanti. In tali aree la popolazione riceve le prime informazioni sull'evento e i primi generi di conforto. Le Aree di Attesa della popolazione saranno utilizzate per un periodo di tempo compreso tra poche ore e qualche giorno. -aree di emergenza Aree destinate, in caso di emergenza, ad uso di protezione civile. Esse devono essere preventivamente individuate nella pianificazione di emergenza e possono essere di tre tipi: - aree di ammassamento soccorritori e risorse - aree di attesa della popolazione - aree di accoglienza o di ricovero della popolazione Stato di emergenza Al verificarsi di eventi di tipo c (art. 2, L.225/92), eventi cioè che per intensità ed estensione devono essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del Consiglio, delibera lo stato di emergenza, determinandone durata ed estensione territoriale. Pianificazione/ piano d emergenza Elaborazione coordinata delle procedure operative d intervento da attuarsi nel caso si preannunci e/o verifichi l evento atteso contemplato in un apposito scenario di riferimento. Sistema di comando e controllo Organizzazione delle attività di emergenza in un sistema unitario e coordinato di gestione degli interventi, volto ad assicurare il raccordo tra i centri operativi attivati sul territorio e con la finalità prima di assicurare soccorsi tempestivi e assistenza adeguata alla popolazione. Esercitazione di protezione civile Attività addestrativa delle Componenti e Strutture Operative del Servizio Nazionale della Protezione Civile, che, dato uno scenario simulato, verificano le proprie procedure di allertamento, di attivazione e di intervento nell ambito del sistema di coordinamento e gestione dell emergenza. Le esercitazioni possono essere di livello internazionale, nazionale, regionale o locali e possono prevedere il coinvolgimento attivo della popolazione. (fonte: Servizio nazionale di Protezione Civile) 8

9 CODICI DI ALLERTA Nella gestione di un evento, a partire dalla fase che lo precede, è particolarmente importante la chiarezza della comunicazione e, soprattutto, che ogni singolo cittadino abbia sufficienti informazioni per una comprensione di ciò che sta accadendo evitando falsi allarmismi o pericolose sottovalutazioni. Livelli di allerta Nel caso di un evento atteso o in corso, i livelli definiscono una scala di allertamento del servizio nazionale della protezione civile che dispone l'attivazione della fase di prevenzione del rischio, e/o delle diverse fasi della gestione dell emergenza. La relazione tra i livelli di criticità valutati dal Centro Funzionale e i diversi livelli di allerta è stabilita, univocamente ed autonomamente, dalle Regioni, ed è adottata in apposite procedure. La dichiarazione e l'adozione dei livelli di allertamento del sistema di protezione civile sono sempre e comunque nella responsabilità delle strutture locali competenti (comune, provincia e regione) come definite dall art. 108 del D.lgs.112/98. STATO DI ALLERTA 1 - CODICE VERDE o assenza di colore Normalità Considerati i fattori monitorati dalla Protezione civile non c'è evidenza di un possibile evento calamitoso sul territorio regionale. STATO DI ALLERTA 2 - CODICE GIALLO Pre-allerta E' possibile che un evento calamitoso si verifichi sul territorio regionale, le cui conseguenze potrebbero ripercuotersi sull'incolumità della popolazione, ma la probabilità che ciò si verifichi è ancora condizionata da più fattori in evoluzione che sono costantemente monitorati. STATO DI ALLERTA 3 - CODICE ARANCIONE - Allerta Considerati i fattori monitorati dalla Protezione civile, è atteso sul territorio regionale (o su una parte di esso) un evento calamitoso, immediato od ipotizzabile, che potrebbe ripercuotersi sull'incolumità della popolazione e/o sul territorio. La Protezione civile è attiva sul territorio con azioni di prevenzione. STATO DI ALLERTA 4 - CODICE ROSSO - Emergenza Un evento calamitoso, con possibili conseguenze per la pubblica incolumità e per il territorio, è in fase di sviluppo sul territorio regionale (o su una parte di esso) ed è costantemente monitorato dalla Protezione civile che opera sul territorio con azioni di tutela della popolazione e riduzione del rischio. STATO DI ALLERTA 5 - CODICE NERO Calamità Un evento calamitoso, di gravità eccezionale per la pubblica incolumità e per il territorio, ha colpito il territorio regionale (o una parte di esso ) ed è costantemente monitorato dalla Protezione civile che opera sul territorio con azioni di tutela della popolazione e riduzione dell'esposizione al rischio. 9

10 ASSISTENZA A PERSONE CON DISABILITA' Le persone con disabilità, permanenti o temporanee, sono i soggetti più deboli durante il verificarsi di un qualsiasi evento calamitoso e nella successiva fase di gestione dell'emergenza; inoltre, prestare loro assistenza richiede alcuni accorgimenti particolari. I suggerimenti per l'assistenza delle persone disabili devono interessare tutti, indipendentemente dal fatto che nel proprio nucleo familiare ci siano o meno persone con disabilità; infatti, in un'emergenza può capitare di soccorrere non solo i propri familiari, ma anche amici, colleghi di lavoro, conoscenti, vicini di casa, compagni di scuola, o persone che hanno bisogno di aiuto incontrate per caso. RICORDARE Una qualsiasi disabilità può essere temporanea e, quindi, è una condizione che interessa tutti, pertanto è importante che ogni persona abbia una sufficiente conoscenza di alcune nozioni di base per prestare consapevolmente un primo soccorso. PRIMA DELL'EVENTO esaminare i piani di emergenza (comunali, scolastici, luogo di lavoro) prestando attenzione agli aspetti che possono avere particolare importanza per il soccorso alle persone disabili, ciò eviterà incertezze nel gestire la situazione nel caso le informazioni non siano sufficienti, per una maggiore tranquillità, chiedere informazioni al Gruppo comunale di protezione civile verificare la presenza di barriere architettoniche presenti nella zona in cui si abita (ad esempio: scale, gradini, strettoie, barriere percettive) o comunque di tutte le strutture che possono essere di ostacolo per un'eventuale evacuazione rapida e sicura favorire la collaborazione attiva e ogni manifestazione di autonomia della persona disabile, nei limiti delle sue possibilità, coinvolgendola e informandola su tutti i particolari relativi a una eventuale emergenza: l'acquisizione di una maggiore fiducia nelle possibilità di superare la situazione permetterà di evitare perdite di tempo e azioni inutili provvedere ad installare segnali di allarme (acustici, ottici, meccanici, tattili ecc.) che possano essere compresi dalla persona disabile affinché le sia possibile reagire anche autonomamente, nei limiti delle sue capacità, all'emergenza individuare almeno una via di fuga accessibile verso un luogo sicuro DURANTE L'EVENTO favorire la collaborazione attiva della persona disabile, nei limiti delle sue possibilità, e se ciò non mette a rischio la sua vita, permettere una reazione autonoma all emergenza seguire i percorsi sicuri individuati evitando di improvvisare PER SOCCORRERE UN DISABILE MOTORIO se la persona può allontanarsi mediante l uso di una sedia a rotelle, assicurarsi che la via d'uscita 10

11 in sicurezza sia libera da eventuali barriere architettoniche o da oggetti che spostandosi possano ostruire la via di fuga in presenza di ostacoli, quali scale o gradini, aiutarla a superarli in questo modo: posizionandosi dietro la carrozzina, impugnare le maniglie della sedia inclinandola all'indietro di circa 45 e affrontare l'ostacolo, mantenendo la posizione inclinata fino a che non si raggiunge un luogo sicuro e in piano ricordare di affrontare l'ostacolo procedendo sempre all'indietro se si deve trasportare una persona non in grado di collaborare, non si devono sottoporre a trazione le sue strutture articolari perché si potrebbero provocare dei danni, ma si devono usare come punti di presa il cingolo scapolare (spalla) o il cingolo pelvico (bacino e anca) PER SOCCORRERE UN DISABILE SENSORIALE -Persona con disabilità dell'udito facilitare la lettura labiale evitando incomprensioni: quando si parla, tienere ferma la testa e posizionare il viso all'altezza degli occhi dell'interlocutore parlare distintamente, possibilmente con una corretta pronuncia, usando frasi brevi con un tono normale scrivere in stampatello nomi e parole che non si riesce a comunicare mantienere una distanza inferiore al metro e mezzo Le persone con protesi acustiche hanno ugualmente difficoltà a recepire integralmente il parlato, quindi è necessario attenersi alle stesse precauzioni. -Persona con disabilità della vista annunciare la presenza e parlare con voce distinta spiegare la reale situazione di pericolo evitare di alternare una terza persona nella conversazione descrivere anticipatamente le azioni da intraprendere guidare la persona lungo il percorso di uscita nel modo che si ritiene più idoneo, in genere appoggiata alla spalla e leggermente più dietro annunciare in anticipo la presenza di ostacoli come scale, porte, o altre situazioni di impedimento se si accompagnano più persone con le stesse difficoltà, è necessario aiutalre a tenersi per mano non abbandonare la persona una volta raggiunto un luogo fuori pericolo, ma ci si deve assicurare che abbia qualche persona vicino -Persona non vedente con cane guida non accarezzare o offrire cibo al cane senza permesso del padrone se il cane porta la guida (imbracatura) significa che sta operando: se si vuole escludere il cane, deve essere rimossa la guida assicurarsi che il cane sia portato in salvo col padrone se, su richiesta del padrone, si deve badare al cane guida, questo va tenuto al guinzaglio e mai per la guida 11

12 PER SOCCORRERE UN DISABILE COGNITIVO RICORDARE CHE Una persona con disabilità di apprendimento, generalmente, può avere difficoltà nell'eseguire istruzioni complesse, o sequenze di più azioni semplici; in situazioni di pericolo può mostrare un atteggiamento di collaborazione parziale o nulla verso chi attua il soccorso. Quindi: accertarsi che abbia percepito la situazione di pericolo accompagnare la persona se dimostra di avere problemi di senso direzionale fornire istruzioni suddividendole in semplici fasi successive usare segnali semplici o simboli facilmente comprensibili cercare di interpretare le eventuali reazioni Di fronte a comportamenti aggressivi dare la precedenza alla salvaguardia dell'incolumità fisica della persona, il ricorso all'intervento coercitivo va fatto solo se questo costituisce l'unica soluzione possibile. 12

13 SCORTE DI EMERGENZA E' buona norma stivare, in un contenitore adatto, alcune provviste in grado di garantire la sopravvivenza per un tempo adeguato ad essere raggiunti dai primi soccorsi; il contenitore va posto in un luogo con un accesso sicuro, anche in caso si verifichi l'evento, e noto a tutti i componenti della famiglia. Se si tratta di alimenti deperibili meglio scegliere un luogo buio e fresco, il contenitore con l'acqua di scorta va collocato in cima evitando così che qualche oggetto pesante lo possa rompere o creare delle perdite. Il kit-tipo di sopravvivenza è così composto: cibo e acqua per almeno 72 ore torcia elettrica batterie per la radio batterie di riserva kit di primo soccorso e manuale estintore multiuso apriscatole o coltello multiuso medicine personali fotocopia dei documenti di identità copia delle chiavi di casa scarpe pesanti vestiario pesante di ricambio impermeabili leggeri o cerate carta e penna 13

14 EVENTI -TERREMOTO PRIMA DELL'EVENTO PREPARAZIONE DELLA COMUNITA' La comunità deve essere preventivamente informata in merito ad alcune evenienze conseguenti ad un terremoto, un quadro chiaro di tali conseguenze, come l'interruzione o i ritardi in alcuni servizi, riduce la possibilità di comportamenti problematici e di difficile gestione. RICORDARE CHE le richieste di intervento dei principali servizi come polizia, medici e vigili del fuoco possono avere dei ritardi la fornitura di alimentari può interrompersi le reti energetiche (luce e gas) e dell'acqua possono essere danneggiate e pertanto l'erogazione può essere interrotta le linee telefoniche possono essere danneggiate le linee di trasporto pubblico possono essere danneggiate o interrotte l'uso del telefono deve essere limitato alle sole chiamate di emergenza l'uso dell'auto deve essere limitato alle sole emergenze evitando di spostarsi per sola curiosità, lasciando libere le strade per i mezzi di soccorso le aree di attesa individuate dal piano di emergenza comunale vanno raggiunte rapidamente La preparazione della comunità inizia dalla consapevolezza di ogni singolo cittadino in merito ai rischi e alle risorse disponibili per: essere in grado di individuare e raggiungere le persone che hanno le competenze per la gestione dell'emergenza essere in grado di individuare chi può richiedere particolare assistenza dopo l'evento: disabili, persone che necessitano di cure particolari, persone anziane, madri con bambini piccoli, eventuali bambini incustoditi e persone di passaggio PREPARAZIONE DELLA FAMIGLIA E DEL SINGOLO discutere dei possibili effetti del terremoto sulla casa, sul luogo di lavoro, sulle strutture scolastiche e sulle strutture collettive della comunità a scuola o sul luogo di lavoro informarsi sull'esistenza di un piano di emergenza, memorizzare le regole di base: seguendo le istruzioni si può collaborare consapevolmente alla gestione dell emergenza tenere discussioni, e semplici esercitazioni, a casa per evitare i danni di un comportamento errato durante un terremoto; è opportuno avere una conoscenza di massima della struttura dell'edificio per poter individuare il riparo immediato più sicuro (ad esempio accanto a un muro portante o sotto una travatura) consigliato di far fare ad alcuni membri della famiglia un corso di primo soccorso 14

15 imparare e insegnare, a chi abitualmente sta in casa (bambini e anziani), come disattivare la fornitura di energia elettrica, dell'acqua e del gas, indicando dove si trovano le valvole principali mettere in evidenza nella guida telefonica di famiglia i numeri di pronto intervento e, per quanto possibile, cercare di memorizzali consigliato di avere sempre a disposizione una torcia elettrica e una radio a batterie, per sintonizzarsi sulle stazioni emittenti locali e ascoltare eventuali segnalazioni utili il proprietario di animali domestici deve considerare la loro gestione e la loro sistemazione in caso di evacuazione CONTROLLO DEI POTENZIALI RISCHI IN CASA -impianti mettere in sicurezza l'impianto di riscaldamento/aria condizionata mettere in sicurezza l'impianto e gli apparecchi per l'illuminazione -fissaggi fissare alla parete gli elementi più pesanti (scaffalature, vetrine etc.) possibilmente su muri portanti, ricordando che fissaggi flessibili possono contenere la caduta allentando la pressione sugli ancoraggi riporre gli oggetti fragili o più pesanti sui ripiani più bassi assicurarsi che i ripiani a parete, o quelli interni degli armadi, abbiano un ancoraggio efficiente -materiali infiammabili o tossici rimuovere o isolare i materiali infiammabili o tossici impedendo che durante un terremoto possano rovesciarsi o incendiarsi -elettrodomestici predisporre dei collegamenti flessibili per gli elettrodomestici alimentati a gas, ciò riduce il rischio di rottura fissare il frigorifero in modo da prevenirne il ribaltamento o lo spostamento -elementi di sicurezza per i bambini usare fermi e sistemi di fissaggio a prova di bambino per rendere sicure le ante degli armadi -finestre installare vetri di sicurezza o anti-urto per le aperture più ampie, o ricoprirle con un film/pellicola che impedisca la caduta di schegge -oggetti sospesi assicurare lampadari o ventilatori a soffitto con cavi di aggancio che possa assicurare un movimento ondeggiante fissare quadri o altro, soprattutto se ricoperti di vetro, con ganci che impediscano il rimbalzo sulla parete collocare solo oggetti morbidi (es. arazzi o altro) sopra il letto o i divani DURANTE L'EVENTO mantenere la calma, evitando di farsi prendere dal panico rimanere dove si è -all'interno di un edifico ripararsi sotto un tavolo pesante allontanarsi dalle finestre 15

16 non avvicinarsi a murature se non portanti riparare le mani e la testa -all'esterno allontanarsi dagli edifici alti, dagli alberi e dalle linee elettriche aeree -in auto fermarsi a lato della strada evitare di sostare su ponti-sovrapassi o in sottopassi evitare di sostare sotto linee elettriche aree sintonizzare l'auto-radio su una stazione emittente che fornisca informazioni relative all'emergenza rimanere in auto fino alla fine dell'evento DOPO L'EVENTO prepararsi alle scosse di assestamento indossare le scarpe non precipitarsi verso le scale e non usare l'ascensore, talvolta le scale sono la parte più debole dell'edificio e l'ascensore può bloccarsi uscire con prudenza, ci si potrebbe ferire con vetri rotti e calcinacci sospesi raggiungere uno spazio aperto il più possibile lontano da edifici o da altre strutture pericolanti -all'interno di un edificio verificare la presenza di lesioni nella stanza in cui ci si trova e, se richiesto, prestare un primo soccorso alle persone vicine verificare la presenza di incendi o di un eventuale rischio di incendio sistemare in sicurezza i bambini, le persone anziane, o con disabilità, e gli animali domestici assistere le persone ferite gravemente senza, per quanto possibile, spostarle perché si potrebbero aggravarne le condizioni CONTROLLO DEI POSSIBILI DANNI -impianti -gas non spegnere il gas a meno di non verificare l'esistenza di una perdita; la perdita va verificata con il solo olfatto mai con una fiamma non accendere le luci o qualsiasi apparecchio elettrico in presenza di perdite chiudere la valvola principale ed aprire porta e finestre -elettricità/acqua chiudere le valvole e gli interruttori principali se le linee sono danneggiate non ripristinare i collegamenti prima che la compagnia di gestione abbia fatto un controllo domestico -stato della casa controllare la stabilità della copertura del tetto (tegole) e dei camini aprire gli armadi con molta cautela pulire eventuali fuoriuscite di liquidi infiammabili o altre sostanze chimiche accendere la radio portatile (o autoradio) per i bollettini e le istruzioni relative all'emergenza rimanere fuori dell'edificio fino a quando non è messo in sicurezza 16

17 non toccare linee elettriche o apparecchiature danneggiate DURANTE L'EVACUAZIONE mettere, se possibile, sulla porta di casa un messaggio con l'indicazione di dove si sarà reperibili prendere con sé, se possibile: medicine e kit primo soccorso + torcia elettrica + radio + batterie + carte importanti (identità, banca, etc.) + soldi + cibo + bagaglio notte + vestiti extra + occhiali lasciare gli animali domestici, se non accettati nel luogo di primo ricovero, con una scorta sufficiente di acqua e cibo PERSONE CON DISABILITA' A seconda del grado di disabilità, le persone, o i loro familiari, devono avere alcune informazioni per la riduzione dell'esposizione al rischio e il contenimento del danno causati da comportamenti non consapevoli. PRIMA DELL'EVENTO individuare l'uscita più sicura tenere in evidenza un elenco delle medicine necessarie, delle eventuali allergie, del nome e del numero telefonico del medico di base, del farmacista e dei componenti della famiglia tenere una scorta dei farmaci salvavita disporre, nel caso ci sia la necessità di ausili per muoversi (ad esempio: bastone, sedia a rotelle etc.), e per quanto possibile, un extra in stanze diverse collocare in ogni stanza delle luci di emergenza per illuminare il percorso verso la via d'uscita sicura tenere un fischietto a portata di mano trovare due persone di fiducia che conoscano le necessità della persona disabile a cui consegnare una copia delle chiavi di casa e che: sappiano dove è collocato il kit per l'emergenza; siano in grado di far funzionare eventuali macchinari di sostegno; siano in grado di verificarne le condizioni in caso di emergenza prepararsi ad essere auto-sufficiente, se possibile, per almeno tre giorni CONTROLLO DEI POTENZIALI RISCHI disporre i mobili, o altri oggetti, in modo da consentire un rapido ricovero sotto un riparo (ad esempio un tavolo) in grado di dare adeguata protezione DURANTE L'EVENTO rimanere a letto o sulla sedia a rotelle resta riparandosi, per quanto possibile, testa e collo DOPO L'EVENTO prepararsi alle scosse di assestamento ascoltare alla radio le istruzioni e le notizie di aggiornamento, per la sicurezza è importante collaborare pienamente con le autorità pubbliche e seguire le loro istruzioni DURANTE L'EVACUAZIONE 17

18 mettere, se possibile, sulla porta di casa un messaggio con l'indicazione di dove si sarà reperibili ANIMALI DOMESTICI Nei preparativi per affrontare un'emergenza non vanno dimenticati gli animali domestici, essi dipendono dal loro proprietario e dopo un evento calamitoso necessitano delle sue cure. PRIMA DELL'EVENTO stoccare una scorta di cibo e acqua per 72 ore, o meglio per una settimana preparare un kit di evacuazione comprendente un piatto infrangibile, i documenti del veterinario e di identificazione, un guinzaglio e dei medicamenti assicurarsi che nulla possa cadere sull'animale organizzare un ricovero da un tuo vicino nel caso non si fosse in grado di rientrare nella propria abitazione DURANTE L'EVENTO gli animali hanno un forte istinto di autoconservazione, quindi sanno dove trovare riparo, possono allontanarsi per fare ritorno quando la situazione è rientrata nella normalità DOPO L'EVENTO ricoverare l'animale normalmente fuori casa, dopo l'evento e se possibile, in casa fino a quando si è calmato DURANTE L'EVACUAZIONE assicurare una adeguata scorta di cibo e acqua nel caso sia necessario abbandonare l'abitazione 18

19 INCENDIO Incendio boschivo PRIMA DELL'EVENTO non gettare mozziconi di sigaretta o fiammiferi ancora accesi, possono incendiare l'erba secca non accendere fuochi nel bosco: usa solo le aree attrezzate non abbandonare mai il fuoco e prima di andare via accertati che sia completamente spento accertarsi, al momento del parcheggio dell'auto, che la marmitta non sia a contatto con l'erba secca perché potrebbe incendiarla non abbandonare rifiuti nei boschi o in discariche abusive: possono diventare un combustibile molto pericoloso non bruciare, senza le dovute misure di sicurezza, le stoppie, la paglia o altri residui agricoli: in pochi istanti potrebbe sfuggire il controllo del fuoco DURANTE L'EVENTO cercare una via di fuga sicura: possibilmente una strada o un corso d'acqua non fermarsi in luoghi verso i quali soffia il vento: si potrebbe chiudere ogni via di fuga stendersi a terra in un luogo non ricoperto da vegetazione incendiabile: il fumo tende a salire e in questo modo si evita di respirarlo attraversare il fuoco, se non ci sono altre scelte, dove è meno intenso per passare dalla parte già bruciata, così ci si porta in un luogo più sicuro RICORDARE CHE l'incendio non è uno spettacolo: non sostare lungo le strade evitare di intralciare i soccorsi e le comunicazioni necessarie per gestire l emergenza dare l'allarme telefonando al 1515 al primo avvistamento di fiamme o anche solo di fumo e fornire le indicazioni necessarie per localizzare l'incendio: non pensare che altri l'abbiano già fatto 19

20 RISCHIO IDROGEOLOGICO 1.FRANA PRIMA DELL'EVENTO PREPARAZIONE DELLA COMUNITA' La comunità deve essere preventivamente informata in merito ad alcune evenienze conseguenti ad una frana, un quadro chiaro di tali conseguenze riduce la possibilità di comportamenti problematici e di difficile gestione. RICORDARE CHE in caso di frana non esistono case o muri che possano arrestarla e dare un rifugio, solo un luogo più elevato può dare sicurezza evitare di transitare nei pressi di aree già riconosciute a rischio e che hanno già verificato dei movimenti del terreno, in particolar modo durante temporali o piogge violente, spesso le frane, o le colate di fango, si muovono rapidamente le frane possono causare danni alle reti energetiche (luce e gas) e l interruzione di strade e ferrovie, tali eventualità vanno prontamente segnalate alle autorità competenti dopo l'evento ci possono essere dei ritardi nelle richieste di intervento dei principali servizi come polizia, medici e vigili del fuoco la fornitura di alimentari può interrompersi le reti energetiche (luce e gas) e acqua possono essere danneggiate e pertanto l'erogazione può essere interrotta le linee telefoniche possono essere danneggiate le linee di trasporto pubblico possono essere danneggiate o interrotte La preparazione della comunità inizia dalla consapevolezza dei rischi e delle risorse disponibili, ogni cittadino dovrebbe avere sufficienti informazioni per: essere in grado di individuare e raggiungere le persone che hanno le competenze per la gestione dell'emergenza essere in grado di individuare chi può richiedere particolare assistenza dopo l'evento: disabili, persone che necessitano di cure particolari, persone anziane, madri con bambini piccoli, eventuali bambini incustoditi e persone di passaggio PREPARAZIONE DELLA FAMIGLIA E DEL SINGOLO essere, per quanto possibile, costantemente informati attraverso la radio o la televisione per apprendere dell emissione di eventuali avvisi di condizioni meteorologiche avverse allontanarsi, se ci si trova all'aperto in condizioni atmosferiche avverse, dai corsi d acqua o dai letti di fiumi e torrenti, anche se in secca, dove vi può essere la possibilità di improvvise rapide di acqua o colate di fango CONTROLLO DEI POTENZIALI RISCHI contattare gli uffici comunali per sapere se nelle vicinanze della propria abitazione o lungo la strada che abitualmente si percorre per andare al lavoro o a scuola, sono presenti aree a rischio di frana osservare il terreno nelle vicinanze della propria abitazione, rispettando le elementari condizioni 20

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