FISIOLOGIA - TRAUMATOLOGIA Scuola G. Calcagno Finale Ligure (Ferraro F.)

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "FISIOLOGIA - TRAUMATOLOGIA Scuola G. Calcagno Finale Ligure (Ferraro F.)"

Transcript

1 Si definisce fisiologia, la disciplina che studia il funzionamento degli organismi viventi complessi, infatti l etimologia della parola deriva dal greco e significa : discorso sui fenomeni naturali Gli organismi complessi sono l insieme di più cellule, una singola cellula infatti è definita organismo semplice, il corpo umano è uno dei tanti organismi complessi presenti sulla terra,la fisiologia ci permette di capire, comprendere le leggi di fisica, chimica che ci permettono di esistere. Per quanto ci concerne tratteremo solo alcune delle svariate branche della fisiologia, in particolare: Fisiologia umana Fisiologia dell esercizio: studio dei meccanismi che interessano l attività motoria e sportiva Con la conoscenza delle componenti fisiologiche del nostro corpo, avremo la possibilità di definire il funzionamento dei distretti muscolari, di capire le risposte agli stimoli ed alle sollecitazioni a cui ci sottoporremmo, i così detti carichi di lavoro. L organismo presenta tre tipi distinti di tessuto muscolare: liscio, cardiaco, scheletrico. 1

2 Il tessuto muscolare liscio presenta una contrazione controllata dal sistema nervoso autonomo ( tubo digerente,arterie, funzioni viscerali Il tessuto muscolare cardiaco presenta una contrazione involontaria, gestita dal sistema nervoso autonomo, il tessuto muscolare scheletrico ( tessuto come quello cardiaco cioè striato), viene gestito dal sistema nervoso centrale e presenta una contrazione volontaria Sistema nervoso centrale : cervello, midollo spinale Sistema nervoso periferico: nervi cranici, spinali, strutture nervose periferiche Sistema nervoso autonomo: battito cardiaco, digestione, vasi sanguinei I muscoli striati presentano una concentrazione molto più intensa e veloce dei muscoli lisci, non possono rimanere contratti a lungo ne essere completamente rilassati, infatti anche durante il sonno manteniamo il così detto tono muscolare. I muscoli sono costituiti da cellule di forma allungata, strutturate in fasci,fibre muscolari, che se sollecitate hanno la capacità di accorciarsi, dando cosi origine alla contrazione muscolare. 2

3 Le fibre muscolari possono essere di tre tipi : FIBRE LENTE ROSSE ( primo tipo) = carichi bassi periodi abbastanza lunghi FIBRE INTERMEDIE (secondo tipo 2 A ) FIBRE BIANCHE (veloci secondo tipo 2 B) carichi alti per periodi limitati 3

4 A prescindere dal tipo di fibra impegnata,per un atleta è importante non solo poterne disporre di un numero adeguato ma anche apprendere a reclutare il maggior numero possibile Questo potenziamento /affinamento è reso possibile dagli ALLENAMENTI MIRATI. Per avere maggiore forza in tempi brevissimi (boulder) sarà quindi necessari riuscire a reclutare maggiori fibre bianche, al contrario se lo sforzo fisico sarà continuo e senza intervalli di riposo adeguati, ( maratona) entreranno automaticamente e progressivamente sempre più in azione le fibre rosse. 4

5 Tale contrazione esercita una trazione sull osso su cui si inserisce il muscolo( intersezione può essere diretta o mediata da un tendine)e ne provoca lo spostamento movimento 5

6 Il muscolo può contrarsi secondo due modi: contrazione dinamica(isotonica ) =accorciamento (contentrica) / allungamento progressivo (eccentrica ),cioèsi ha una variazione in lunghezza delle sue estremità a tensione costante es. trazioni contrazione isometrica= l estremità del muscolo non variano e la tensione aumenta es. sospensioni,bloccaggi (questo tipo di contrazione diminuisce notevolmente l irrogazione sanguinea,nella muscolatura flessoria della mano, costretta cosi a lavorare in assenza di ossigeno, anaerobiosi( generazione di acido lattico) e quindi si avrà una sempre minor capacita di contrazione da parte del muscolo stesso. ghisata ) 6

7 Le contrazione muscolari necessitano di energia, la quale viene generata dall organismo grazie a delle particolari reazioni chimiche che danno origine ad una molecola chiamata ATP.(acido adenosintrifosfato) ATP=ATPasi ADP + P + ENERGIA ATP = ACIDO ADENOSINTRIFOFSATO CONTIENE TRE MOLECOLE DI FOSFATO ATPasi= è il catalizzatore, l enzima,che determina l accelerazione della reazione chimica ADP= ACIDO ADENOSINDIFOSFATO CONTEIENE SOLO 2 MOLECOLE DI FOSFATO P =ACIDO FOSFORICO (RADICALE FOSFORICO) =LEGAME AD ELEVATA ENERGIA I meccanismi che portano alla formazione dell ATP sono: 7

8 La scissione delle molecole di ATP avviene ad inizio contrazione permettendo solo poche contrazioni in un tempo limitato circa a 4/6 secondi dopo di che l energia prodotta viene esaurita, per continuare il lavoro muscolare e necessario che le molecole di ADP tornino alla loro forma iniziale (RISINTESI ATP) Tale trasformazione è resa possibile dall introduzione di fosfato (fosfocreatina) CP CP cretinfofochinasi ATP + CREATINA Questa reazione è molto importante perché garantisce il mantenimento dei livelli di ATP e quindi, per eventuali contrazioni fa si di mantenere lo stesso livello di potenza anche se per un tempo sempre limitato La risintesi dell ATP avviene senza l utilizzo di ossigeno quindi in condizioni di anaerobiosi e senza la produzione di acido lattico : REAZIONE ALATTACIDA A secondo dell intensità, e della durata dello sforzo vengono attivati sistemi diversi di produzione d energia. Se l Impegno sarà massimale entrerà in funzione il meccanismo ANAEROBICO ALATTACIDO (vedi sopra) durata 20/30 sec. max. Nel caso l attività continui si avrà la GLICOSI ANAEROBICA, meccanismo ANAEROBICO LATTACIDO Questo meccanismo sfruttando la scissione di una molecola di glicogeno, genera energia, lasciando però scorie come l ACIDO LATTICO che interferisce pesantemente con l azione contrattile delle miofibrille, ghisata durata max 120 sec. Per la fornitura della successiva energia necessaria per continuare il lavoro di contrazione muscolare subentra il meccanismo AEROBICO, quindi si ha consumo d ossigeno, ossidazione di zuccheri,grassi e parte dell acido lattico, durata anche infinita ma con livelli di forza molto inferiori rispetto ai precedenti meccanismi. Diventa qui, fondamentale, la preparazione atletica dell individuo, in quanto con un corpo ben allenato si avrà VO2 omax di ossigeno maggiori e si tenderà ad incrementare anche la soglia anaerobica individuale ( punto d equilibrio tra acido lattico prodotto e smaltito) 8

9 L ALLENAMENTO regolare, provoca una serie di stimoli che producono modificazioni ed adattamenti strutturali e funzionali che rappresentano la base sulla quale si costruisce una maggior capacità di prestazione dell atleta.. Il corpo umano se stimolato, consuma energia per reagire allo stress,fisico o psichico dopo di che si riorganizza per ricercare la omeostasi,ovvero la condizione di equilibrio, Nel corso di millenni,il cammino evolutivo del genere umano ha stabilito legami profondi tra attività muscolare e meccanismi adattativi, al punto che ogni esercizio fisico determina una risposta d adattamento ( es. lavori non abituali se fatti più costantemente genereranno sempre minori disagi zappare la terra tagliare la legna ect ) Nelle fasi successive allo sforzo, il nostro organismo va a rigenerare, (fase anabolica) quello si è precedentemente distrutto ( fase catabolica).. il processo primario della disintegrazione provoca o potenzia sempre la reazione responsabile della risintesi Il processo di risintesi delle sostanze e dell energia consumate nel corso del lavoro muscolare prende il nome di SUPERCOMPENSAZIONE. Il processo di affaticamento e deterioramento indotto dall'esercizio fisico, viene così compensato da una serie di reazioni, atte ad incrementare i processi rigenerativi anabolici. 9

10 Tali reazioni possono essere interpretate come un sistema di difesa dell'organismo che, tramite esse, cerca di ricostruire l'equilibrio Per sfruttare tale caratteristica, l'esercizio fisico deve prendere in considerazione vari parametri, quali: intensità, durata, densità, volume e frequenza dello stimolo, obiettivi, metodi, contenuti e mezzi dell'allenamento. Questi elementi caratterizzano il carico ESTERNO (oggettivo), ma esiste anche un carico INTERNO, variabile da persona a persona, che rappresenta il tipo di effetti che l'esercizio induce su un determinato organismo (importanza del monitoraggio continuo tramite note scritte) Se il carico di allenamento è eccessivo e non viene compensato da un adeguato periodo di recupero, si crea un pericoloso stato di SOVRALLENAMENTO con declino o ristagno prestativo. 1= processi di rigenerazione brevi (secondi o minuti); per es. ATP 2= processi di rigenerazione di media durata (pochi secondi/10minuti), per es lattato,glicogeno. 3=processi di rigenerazione di lunga durata (da ore a giorni); per esempio enzimi, mitocondri e proteine strutturali 10

11 Oltre ad indurre modificazioni nello stato chimico-fisico dei muscoli,delle ghiangole e nelle funzioni regolatorie del sistema nervoso l allenamento, entro un periodo di alcune settimane porta a delle trasformazioni strutturali,funzionali nei tessuti attivi del metabolismo del sistema neuromuscolare, mentre risulta ancora maggiore il periodo di adattamento nei tessuti dell apparato osteo-tendineo circa 1/3 in più di quello muscolare. Il sistema muscolare si adatta IN BASE AL TIPO DI STIMOLO FORNITO IN ALLENAMENTO, cioè se dedicheremo tutto il nostro tempo ad esercizi che sviluppano la forza massimale chiaramente dopo un determinato periodo avremo dei risultati positivi su di essa, ma non sulla forza resistenza, in quanto non stimolata. Un aspetto da non sottovalutare è quello relativo a migliorare anche la soglia aerobica oltre che alla forza /massimale, o la resistenza, in quanto se l organismo raggiunge il suo limite massimo di smaltimento d acido lattico questo inizierà ad accumularsi delle fasce muscolari impedendone la contrazione. Nello svolgersi della nostra preparazione fisica possono insorgere alcuni dolori muscolari da indolenzimento, che possono essere attribuiti a due cause ben specifiche : indolenzimento acuto a fine esercizio: è dovuto essenzialmente alla formazione di acido lattico, che come già visto se non smaltito provoca un irrigidimento dei movimenti ed un senso di gonfiore nei muscoli interessati, indolenzimento acuto cessa poco dopo la fine dell esercizio con l adeguato recupero. Indolenzimento a distanza di ore : avviene successivamente al danneggiamento delle cellule muscolare del tessuto connettivo DOMS (dolore muscolare a comparsa ritardata). Questi dolori insorgono,specialmente su chi non allenato, (ma anche su chi pur essendo allenato compie nuove gestualità ) quando la resistenza del muscolo è superiore alla forza generata ( lavoro eccentrico)cioè il muscolo si allunga nonostante sia in contrazione, o (lavoro concentrico) quando la resistenza opposta da un oggetto è minore alla forza generata dal muscolo,quindi le estremità dell ultimo tendono ad avvicinarsi 11

12 Semplificando, la comparsa della doms avviene quando il muscolo contratto, si allunga o si accorcia, effetto frenata, esempio durante una corsa/camminata in discesa, o per l arrampicata il momento frenante dopo aver effettuato un lancio, generando una ottura delle strutture del muscolo con fuoriuscita di sostanze che con il passare del tempo 12/16 ore generano stati infiammatori. Anche l arrampicata come qualsiasi attività sportiva, se praticata male (errato gesto atletico, eccessivo carico di lavoro, carenza nel recupero ecc.) o dopo un certo periodo di tempo può generare condizioni di usura degli apparati muscolo tendinei generando alcune patologie tipiche. SPALLA, BRACCIO,AVAMBRACCIO.E MANO, SONOGLI ARTI SUPERIORI MAGGIORMENTE UTILIZZATI IN ARRAMPICATA LA CONOSCENZA STRUTTURALE E FUNZIONALE PUO ESSERCI UTILE A SCOPO PREVENTIVO D INFOTUNIO La spalla è formata da ossa,( clavicola, acromion, scapola,) muscoli, (deltoide, sovraspinato ecc). e dai relativi tendini e articolazioni 12

13 La scapola è legata al tronco dall articolazione acromion claveare e mediante i propri distretti tendinei muscolari permette la realizzazione di numerosi movimenti ( muscoli collegati es. pettorali, dorsali ecc.) Movimenti fondamentali, come l elevazione vengono gestiti dal muscolo deltoide, dal muscolo sovraspinato, la rotazione, dalla cuffia dei rotatori, combinazione di tre muscoli che s inseriscono sulla scapola e permettono la rotazione dell omero. Fra la cuffia dei rotatori e l omero è posto acromion cioè una sporgenza ossea posta sulla parte terminale esterna della clavicola alla quale è legata l articolazione acromion claveare, il muscolo deltoide ecc. L omero è l unico osso della parte superiore del braccio ed è collegato alla spalla, quindi al tronco, da un articolazione, su di esso sono collegati i muscoli : bicipite, brachiale, ( muscoli flessori), tricipite muscolo estensore. Bicipite: permette la rotazione esterna del gomito a cui è collegato mediante un articolazione ed è provvisto di un tendine che s inserisce sul radio (osso dell avanbraccio ) 13

14 Brachiale: posto sotto il bicipite va ad inserirsi con un proprio tendine sull ulna ( osso dell avanbraccio) concorre al movimento,ma soprattutto a mantenere la posizione raggiunta. Come già detto l omero è collegato all avanbraccio mediante un articolazione (articolazione del gomito), avanbraccio, formato da due ossa, ulna e radio, è collegato a sua volta alla mano da unì altra articolazione (articolazione del polso). Chi determina la forza della mano non sono i piccoli muscoli delle dita, ma certamente i muscoli dell avambraccio che trasmettono attraverso opportuni tendini alle ossa e ai legamenti. Tra i più significativi troviamo i muscoli flessori ed estensori ed i relativi tendini, fissati ad alcuni punti specifici,mediante intersezioni su ossa, radio.ulna,ed in parte sull omero a carico degli epicondili punti ossei sporgenti del gomito suddivisi in : epicondilo laterale, epicondilo mediale o epitroclea 14

15 Tutte le intersezioni tendinee sulle ossa sono punti molto delicati che spesso,se caricati in maniera non opportuna, danno origine a fastidiosissime infiammazioni tendiniti (epicondilite,epitrocleite) Il collegamento tra la mano ed il polso ( articolazione del polso ) avviene mediante i nove tendini flessori delle dita ed il nervo mediano, tuti passanti all interno del tunnel carpale uno stretto canale che a volte riducendo la sua sezione, causa d infiammazione tendinea,può creare diversi problemi alle funzionalità manuali. Il collegamento del carpo con la mano eè costituito da legamenti che si agganciano alle cinque ossa metacarpali,che a loro volta sono legate mediante articolazioni alle falangi delle dita.( pollice due falangi tutte le altre dita tre falangi) 15

16 Le falangi,si suddividono in basale, media, terminale ( ) e sono unite da un articolazione tenuta in sede dalle capsule articolari le quali hanno anche il compito di generare un liquido lubrificante (liquido sinoviale). Tale liquido viene generato in rapporto allo sforzo sostenuto, troppa concentrazione di liquido ci darà la sensazione di mani gonfie, rigide, intorpidite arrivando addirittura alla distensione della capsula stessa e generando cosi dolore, segnale di disturbo da non sottovalutare Le dita della mano non possono permettersi movimenti estremi ( pollice movimenti più ampi, opposizione ) Nelle dita i tendini per svolgere al meglio la loro funzione sono assistiti da anelli legamentosi (pulegge) entro i quali scorre il tendine con la sua guaina: le pulegge hanno il compito di tenere coeso il tendine all osso ed in linea con l articolazione. Nelle dita della mano ritroviamo cinque pulegge chiamate con numerazione crescente, dalla base all estremità delle dite e precedute dalla lettera A, per le pulegge anulari( più spesse) e dalla lettera C, pulegge cruciformi: A1-A2-(C1)-A3- (C2)-A4-(C3)-A5 16

17 Da un sondaggio compiuto su 284 arrampicatori,negli ultimi 10 anni è emerso che il trauma, da sovraccarico, più ricorrente, è la rottura di una puleggia, che oltre 80 % delle lesioni e delle sindromi da sovraccarico si concentrano negli arti superiori ( di cui il 50 % sono a carico delle mani) La medicina sportiva distingue tra lesioni acute e sindromi da sovraccarico. Le lesioni acute sono causate da traumi, acuti,rottura di un legamento frattura di un osso (es dito in un buco scivola un piede,..) Una sindrome da sovraccarico, si ha dopo un lungo periodo di sollecitazioni, senza alcun recupero es. massimali di trazioni costanti giornaliere senza tempi di recupero appropriati porteranno l insorgere di dolori ai gomiti.) Continuiamo approfondendo, non nello specifico, ma superficialmente il discorso inerente le lesioni, traumi ecc.. : la medicina usa specifici termini per identificare i vari infortunei quali: contusioni :lesioni dei tessuti molli dovute ad una botta,tessuto muscolare leggermente lacerato interessamento dei vasi sanguinei e quindi evidenti ematomi 17

18 stiramenti o strappi muscolari :sono lesioni in cui le fibre muscolari si separano l una dall altra distorsioni si verificano quando un articolazione viene forzata al di là delle sue capacità di movimento, una distorsione severa può comportare la rottura dei legamenti fratture- lussazioni : la frattura è una rottura dell osso e la lussazione è lo spostamento di un osso dalla sua sede, all interno di un articolazione lesioni cutanee : lacerazione dei tessuti superficiali dovuti a strofinamenti tagli ecc..(sbucciature), queste ferite richiedono raramente qualcosa di più di una buona pulizia, ma possono disturbare se non arrestare i nostri allenamenti, particolarmente insidiose risultano le piccole lacerazioni che possono avvenire sotto le unghie in quanto difficili da pulire rischiano di dare origine a d infezioni cutanee ustioni: chiaramente questo genere di lesione nel campo arrampicata sono dovute ad un uso scorretto dei mezzi di assicurazione, quindi da uno scorrimento violento della corda sulle mani (importantissimo proteggersi con i guanti) la conseguenza può essere una grave ustione che a volte può interessare anche i tessuti più profondi come il tendine flessore rimanendo in ambito arrampicatorio, la lesione più frequente, come già detto, è quella che interessa le pulegge delle dita, specialmente il dito anulare. Sfortunatamente l anulare non può avvalersi del sostegno del dito medio ne del dito pollice,come avviene pe il dito indice, ma al suo lato giova solamente del supporto del dito mignoolo. La combinazione della mancanza di supporto, minor lunghezza e posizionamento in certe preselo rende il dito più vulnerabile. Sintomi della rottura della puleggia: suono di schiocco con dolore-gonfiore della falange alla base del dito-ematoma-dolore del movimento del dito-limitazione della mobilità-sporgenza evidente del tendine,a corda d arco Terapia : immobilizzazione con stecca fino a due settimane, farmaci antinfiammatori, ghiaccio,riabilitazione intensiva, astensione dall arrampicata per 4/16 settimane,protezione del ditocon nastro per 6 mesi 18

19 Con sindrome da sovraccarico s intente un insieme di micro lesioni protratte nel tempo ( come gia visto causa allenamenti stressanti senza adeguati riposi) che generalmente sfociano in una lesione più grave. Generalmente queste piccole lesioni si accumulano nei tendini,nelle guaine tendinee e nelle capsule articolari, perché queste strutture sono meno sviluppate dei muscoli che causano la tensione. La tenovaginite ( infiammazione tendine e sua guaina ) o meglio conosciuta con il termine tendinite ( infiammazione del tendine) è la conseguenza del nostro continuo disinteressamento ai segnali di pericolo che il nostro cervello ci invia per allertarci di un pericolo imminente. Infatti il dolore, anche se lieve, è la prima forma di allarme che il nostro corpo ci invia per allertarci che qualcosa non sta funzionando come deve, continuando ad ignorare questi segnali e ostinandoci ad arrecare stress al nostro corpo, con il passare del tempo, perderemo l equilibrio corretto che vi deve essere per poter 19

20 progredire, andando sicuramente incontro a stadi infiammatori come sopra descritti. Vi sono altre sindromi abbastanza comuni che possono insorgere per chi arrampica, per quanto riguarda gli arti superiori, quali : Sindrome del tunnel carpale :il tunnel carpale è un condotto formato dalle ossa del carpo, polso, dal legamento anulare anteriore,(legamento traverso e contiene al suo interno i tendini flessori delle dita ed il nervo meniano. Una infiammazione ad uno di questi tendini può provocare un aumento di volume con il conseguente schiacciamento di altri componenti, quali il nervo mediano generando cosi,dolore e vari formicolii. Sindrome del supinatore : si ha quando appunto il muscolo supinatore viene stressato maggiormente aumentando cosi il suo volume e andando a comprimere il nervo radiale, causando cosi forti dolori al gomito 20

21 Sindrome del solco ulnare: è data dalla infiammazione del nervo ulnare, nervo che attraversa tutto il braccio passando dietro al gomito, a ridosso dell epitroclea dove si inseriscono i muscoli flessori dell avanbraccio Sindrome di dupuytren: formazione di tessuto cicatriziale nella fascia tendinea del palmo della mano Conflitto di spalla : chiaramente oltre che al braccio,in arrampicata, si possono generare delle forti sollecitazioni, dovuti a movimenti non adeguati, anche sulle articolazioni delle spalle. Movimenti errati,possono dara luogo in questa articolazione, dove la struttura muscolare risulta abbastanza complessa a borsiti, infiammazioni dei tendini che supportano la cuffia dei rotatori soprattutto del tendine sovraspinato. 21

22 Ogni articolazione del corpo ha una sua capacità di escursione condizionata dalla struttura ossea, dalla capsula articolare dai legamenti,dai muscoli e dai tessuti connettivi. La maggior parte di queste strutture ha una capacità fissa di movimento, che però può essere incrementata dall allungamento muscolare, lo stretching. Una scadente flessibilità permette al muscolo di essere usato limitatamente, quindi incrementare l allenamento con esercizi di stretching, fa si che oltre ridurre i rischi d infortuni,andiamo ad utilizzare al meglio i fasci muscolari. 22

La forza. In movimento Marietti Scuola 2010 De Agostini Scuola S.p.A. Novara

La forza. In movimento Marietti Scuola 2010 De Agostini Scuola S.p.A. Novara La forza La definizione di forza Per forza s intende la capacità dell apparato neuro- muscolare di vincere o contrapporsi a un carico esterno con un impegno muscolare. La classificazione della forza Tipi

Dettagli

IMC advanced education ARTO SUPERIORE

IMC advanced education ARTO SUPERIORE IMC advanced education ARTO SUPERIORE Ciascun braccio si articola con il tronco attraverso il cingolo scapolare. Esso è costituito dalla clavicola e dalla scapola, cui si connette l omero. La clavicola

Dettagli

La Velocità. Terzo incontro P.O.M.S. Relatore Averoldi Michele. Venerdi 24 Ottobre 2014

La Velocità. Terzo incontro P.O.M.S. Relatore Averoldi Michele. Venerdi 24 Ottobre 2014 La Velocità Terzo incontro P.O.M.S. Relatore Averoldi Michele La velocità Definizione e funzionamento Velocità (1) La velocità è la capacità di compiere movimenti di una certa ampiezza in un tempo limitato.

Dettagli

SINTOMI PRINCIPALE:DOLORE AI MOVIMENTI DELLA SPALLA

SINTOMI PRINCIPALE:DOLORE AI MOVIMENTI DELLA SPALLA 1- NELLA SPALLA I TENDINI DELLA CUFFIA DEI ROTATORI TRANSITANO FRA DUE ZONE OSSEE PRIMA DI INSERIRSI SULL OMERO 2- FREQUENTI MOVIMENTI DEL BRACCIO PROVOCANO RIPETUTE COMPRESSIONI SUI TENDINI PROVOCANDONE

Dettagli

TRAUMI AGLI ARTI LESIONI SCHELETRO-MUSCOLARI

TRAUMI AGLI ARTI LESIONI SCHELETRO-MUSCOLARI A cura di Vds Davide Bolognin Istruttore di Pronto Soccorso e Trasporto Infermi CROCE ROSSA ITALIANA Volontari del Soccorso Delegazione di Terme Euganee (PD) TRAUMI AGLI ARTI LESIONI SCHELETRO-MUSCOLARI

Dettagli

CROCE ROSSA ITALIANA COMITATO LOCALE AREA SUD MILANESE

CROCE ROSSA ITALIANA COMITATO LOCALE AREA SUD MILANESE Opera TRAUMI LO SCHELETRO FUNZIONE: DI SOSTEGNO DI MOVIMENTO DI PROTEZIONE ORGANI INTERNI (es: cranio/cervello) EMOPOIETICA (midollo osseo, produzione cellule sangue) DI DEPOSITO (riserva di Sali, Calcio)

Dettagli

Le lesioni muscolari

Le lesioni muscolari Le lesioni muscolari Cenni di anatomia e fisiologia Una classificazione è utile solo se fornisce informazioni sulla natura della lesione, sul suo trattamento e sulla sua prognosi M. E. Muller TIPI DI MUSCOLI

Dettagli

L APPARATO MUSCOLO SCHELETRICO

L APPARATO MUSCOLO SCHELETRICO L APPARATO MUSCOLO SCHELETRICO L APPARATO LOCOMOTORE OSSA-ARTICOLAZIONI MUSCOLI OSSA-ARTICOLAZIONI Il sistema scheletrico garantisce le funzioni di: Sostegno rigido (le ossa danno forma al corpo e gli

Dettagli

PATOLOGIA DEL PORTIERE

PATOLOGIA DEL PORTIERE PATOLOGIA DEL PORTIERE PATOLOGIE DELLA MANO E DEL POLSO: trattamento e riabilitazione Dott. P. Odorizzi, Dott I. Dakovic Infortuni da sport alla mano 1/4 degli infortuni sportivi 10% degli infortuni calcistici

Dettagli

FRATTURE, LUSSAZIONI, DISTORSIONI E FERITE. Aspetti concettuali e gestione del primo soccorso

FRATTURE, LUSSAZIONI, DISTORSIONI E FERITE. Aspetti concettuali e gestione del primo soccorso FRATTURE, LUSSAZIONI, DISTORSIONI E FERITE Aspetti concettuali e gestione del primo soccorso Elena Pedrotti - infermiera professionale Ortopedia e Traumatologia Ospedale S. Chiara Obiettivi formativi Valutare

Dettagli

tessuto muscolare 600 l apparato locomotore

tessuto muscolare 600 l apparato locomotore SISTEMA MUSCOLARE INDICE Muscolo striato Muscolo liscio Muscolo cardiaco Come si contrae un muscolo I muscoli scheletrici lavorano in coppia I muscoli del capo e del collo I muscoli del tronco I muscoli

Dettagli

Sostegno e locomozione

Sostegno e locomozione Sostegno e locomozione Uno scheletro è un apparato che deve svolgere almeno le seguenti funzioni: sostenere il corpo permettere il movimento proteggere organi interni Uno scheletro può essere: Idroscheletro

Dettagli

1) FIBRE ROSSE A CONTRAZIONE LENTA (Tipo I) 2) FIBRE BIANCHE INTERMEDIE (Tipo IIa) 3) FIBRE BIANCHE A CONTRAZIONE RAPIDA (Tipo IIb)

1) FIBRE ROSSE A CONTRAZIONE LENTA (Tipo I) 2) FIBRE BIANCHE INTERMEDIE (Tipo IIa) 3) FIBRE BIANCHE A CONTRAZIONE RAPIDA (Tipo IIb) LE FIBRE MUSCOLARI La fibra muscolare è considerata l' unità funzionale del muscolo scheletrico o, più semplicemente, una delle tante cellule che lo compongono. Ogni muscolo è infatti formato da un certo

Dettagli

REGIONE DEL COLLO. Movimenti attivi della colonna vertebrale cervicale

REGIONE DEL COLLO. Movimenti attivi della colonna vertebrale cervicale Società Italiana di Medicina del Lavoro e Igiene Industriale Linee guida per la formazione continua e l accreditamento del medico del lavoro: UE WMSDs Allegato 10 Manovre di semeiotica clinica (da Sluiter

Dettagli

R.E.A.Dy Rinforzo con Elastici per Atleti Dyversamente abili

R.E.A.Dy Rinforzo con Elastici per Atleti Dyversamente abili SERVIZIO DI RECUPERO E RIEDUCAZIONE FUNZIONALE R.E.A.Dy Rinforzo con Elastici per Atleti Dyversamente abili Gli atleti che praticano sport in carrozzina sono ormai destinati a raggiungere carichi di allenamento

Dettagli

Muscoli e Apparato Locomotore. prof.francescomurtas@alice.it

Muscoli e Apparato Locomotore. prof.francescomurtas@alice.it Muscoli e Apparato Locomotore 1 I 3 tipi di tessuto muscolare scheletrico: si inserisce con i tendini nelle ossa e muove parti dello scheletro 2 I 3 tipi di tessuto muscolare cardiaco: si trova unicamente

Dettagli

LE MALATTIE PROFESSIONALI DA SOVRACCARICO BIOMECCANICO DEGLI ARTI SUPERIORI

LE MALATTIE PROFESSIONALI DA SOVRACCARICO BIOMECCANICO DEGLI ARTI SUPERIORI LE MALATTIE PROFESSIONALI DA SOVRACCARICO BIOMECCANICO DEGLI ARTI SUPERIORI Trattamento riabilitativo delle tendiniti e tendinosi di mano, polso, gomito e spalla Legnago 21/05/13 Dott. Claudio Martini

Dettagli

PREVENIRE LA PATOLOGIA DELLA CUFFIA DEI ROTATORI DELLA SPALLA Testo e disegni di Stelvio Beraldo

PREVENIRE LA PATOLOGIA DELLA CUFFIA DEI ROTATORI DELLA SPALLA Testo e disegni di Stelvio Beraldo PREVENIRE LA PATOLOGIA DELLA CUFFIA DEI ROTATORI DELLA SPALLA Testo e disegni di Stelvio Beraldo L'articolazione scapolo-omerale si caratterizza per la capacità di permettere in maniera molto ampia i movimenti

Dettagli

I TRAUMI MUSCOLARI LE CONTUSIONI Contusioni più o meno gravi, almeno una volta nella vita, le abbiamo subite più o meno tutti. Esse, in parole povere, rappresentano il risultato di un evento traumatico

Dettagli

SISTEMI ENERGETICI. L ATP privato di uno dei suoi 3 radicali fosforici diventa ADP (adenosindifosfato).

SISTEMI ENERGETICI. L ATP privato di uno dei suoi 3 radicali fosforici diventa ADP (adenosindifosfato). SISTEMI ENERGETICI LE FONTI ENERGETICHE MUSCOLARI I movimenti sono resi possibili, dal punto di vista energetico, grazie alla trasformazione, da parte dei muscoli, dell energia chimica ( trasformazione

Dettagli

Corso aggiornamento allenatori Comitato Provinciale di Modena

Corso aggiornamento allenatori Comitato Provinciale di Modena Corso aggiornamento allenatori Comitato Provinciale di Modena Aspetti metodologici e pratici del periodo preparatorio nella pallavolo. Organizzazione della seduta fisico tecnica. Utilizzo di attrezzi e

Dettagli

I.P.S.S.C.T.S. "P. Sella" Mosso

I.P.S.S.C.T.S. P. Sella Mosso APPARATO MUSCOLARE I MUSCOLI Sono la parte attiva dell'apparato locomotore; tutte le ossa danno inserzione ai muscoli scheletrici, i quali, attraverso la contrazione, trasformano l'energia chimica, accumulata

Dettagli

LESIONI SCHELETRICHE

LESIONI SCHELETRICHE LESIONI SCHELETRICHE LESIONI MUSCOLO - SCHELETRICHE Anatomia dell APPARATO SCHELETRICO Lo scheletro umano è costituito da 208 ossa di diversi tipi: OSSA BREVI (es.vertebre) OSSA PIATTE (es. SCAPOLA, BACINO)

Dettagli

Campobasso, 22 maggio 2015

Campobasso, 22 maggio 2015 Campobasso, 22 maggio 2015 LE CAPACITA CONDIZIONALI Forza Rapidita Resistenza Flessibilità LE CAPACITA CONDIZIONALI Forza Rapidita Resistenza Flessibilità Massima Rapida Resistente di reazione Ciclica/aciclica

Dettagli

Lesione di una parte dell'organismo prodotta da una causa esterna in modo rapido e violento Può riguardare (tra l'altro...):

Lesione di una parte dell'organismo prodotta da una causa esterna in modo rapido e violento Può riguardare (tra l'altro...): COS'E' IL TRAUMA: Lesione di una parte dell'organismo prodotta da una causa esterna in modo rapido e violento Può riguardare (tra l'altro...): l'apparato scheletrico (fratture) le articolazioni (distorsioni,

Dettagli

L'ATP E I MECCANISMI ENERGETICI

L'ATP E I MECCANISMI ENERGETICI L'ATP E I MECCANISMI ENERGETICI Il nostro corpo, per poter compiere una qualsiasi attività, ha bisogno di energia. Questo bisogno energetico viene soddisfatto all'interno del nostro organismo grazie al

Dettagli

Dr. Mentasti Riccardo

Dr. Mentasti Riccardo TRAUMATOLOGIA Dr. Mentasti Riccardo Obiettivi Apprendere nozioni di anatomia e fisiologia dell apparato muscolo sceletrico Conoscere i meccanismi ed i principali traumi muscolo-scheletrici più frequenti

Dettagli

L'ALLENAMENTO, IL RISCALDAMENTO, LO STRETCHING

L'ALLENAMENTO, IL RISCALDAMENTO, LO STRETCHING L'ALLENAMENTO, IL RISCALDAMENTO, LO STRETCHING 1 - ALLENAMENTO FISICO O TRAINING L ALLENAMENTO consente di raggiungere e mantenere l organismo e/o le varie prestazioni a ben definiti livelli ottimali di

Dettagli

Introduzione IL MAL DI SCHIENA COME SINTOMO

Introduzione IL MAL DI SCHIENA COME SINTOMO Introduzione IL MAL DI SCHIENA COME SINTOMO Il mal di schiena non è una malattia ma un sintomo, il segnale che qualcosa non va, anche se non è sempre facile capire con esattezza cosa. Quasi a tutti capita

Dettagli

Come tutti ben sappiamo il copro umano è costituito in gran parte da ossa e muscoli. Insieme costituiscono l apparato scheletrico muscolare.

Come tutti ben sappiamo il copro umano è costituito in gran parte da ossa e muscoli. Insieme costituiscono l apparato scheletrico muscolare. L APPARATO SCHELETRICO MUSCOLARE Come tutti ben sappiamo il copro umano è costituito in gran parte da ossa e muscoli. Insieme costituiscono l apparato scheletrico muscolare. Le ossa Le funzioni principali

Dettagli

TRAUMATOLOGIA DELL APPARATO LOCOMOTORE

TRAUMATOLOGIA DELL APPARATO LOCOMOTORE TRAUMATOLOGIA DELL APPARATO LOCOMOTORE Come abbiamo visto nelle precedenti lezioni, l apparato locomotore è quell insieme di organi e di strutture anatomiche del nostro corpo che realizza il MOVIMENTO

Dettagli

http://sds.coniliguria.it 1

http://sds.coniliguria.it 1 Aspetti metabolici dell esercizio fisico Genova 22 gennaio 2011 A cura di Attilio TRAVERSO http://sds.coniliguria.it 1 L allenamento produce modificazioni fisiologiche (adattamenti) in quasi tutti i sistemi

Dettagli

Attività motoria e benessere psicofisico

Attività motoria e benessere psicofisico Attività motoria e benessere psicofisico BENESSERE Il sistema Muscolo scheletrico -Ossa articolazioni -Tessuti molli muscoli, tendini e legamenti Con l'avanzare dell'età le articolazioni tendono generalmente

Dettagli

Corso di Primo Soccorso. Dolore. Gonfiore. Turgore. Calore. Funzione lesa. Corso di Primo Soccorso. contrazione in eccentrica

Corso di Primo Soccorso. Dolore. Gonfiore. Turgore. Calore. Funzione lesa. Corso di Primo Soccorso. contrazione in eccentrica Patologie dell apparato locomotore Traumatologia Traumatologia Ossa Fratture Definizioni Per trauma si intende una lesione fisica di natura violenta che si manifesta in maniera più o meno improvvisa. Articolazioni

Dettagli

MACROSTRUTTURA DEL MUSCOLO STRIATO SCHELETRICO

MACROSTRUTTURA DEL MUSCOLO STRIATO SCHELETRICO FUNZIONE DEL MUSCOLO SCHELETRICO Ultrastruttura della cellula muscolare. Miofilamenti. Meccanismo della contrazione. Trasmissione neuromuscolare. Scossa semplice e tetano muscolare. Unità motoria. PROPRIETA

Dettagli

Primo Soccorso. Come si presenta: il muscolo appare duro e dolorante. Il movimento è impedito.

Primo Soccorso. Come si presenta: il muscolo appare duro e dolorante. Il movimento è impedito. Primo Soccorso Crampo Il crampo è una contrattura dolorosa del muscolo, del tutto involontaria, determinata da un accumulo di sostanze tossiche o da una carenza di sali e di potassio. È una risposta alterata

Dettagli

Le Schede informative di... SINDROME DEL TUNNEL CARPALE (STC)

Le Schede informative di... SINDROME DEL TUNNEL CARPALE (STC) Le Schede informative di... SINDROME DEL TUNNEL CARPALE (STC) La sindrome del tunnel carpale (STC) State lavorando alla scrivania, e cercate di ignorare il formicolio e la sensazione di intorpidimento

Dettagli

PATOLOGIE TRAUMATICHE dell APPARATO DI SOSTEGNO e LOCOMOZIONE e del SISTEMA NERVOSO / DSSDUDWRGLVRVWHJQRHORFRPR]LRQH è l insieme degli organi che

PATOLOGIE TRAUMATICHE dell APPARATO DI SOSTEGNO e LOCOMOZIONE e del SISTEMA NERVOSO / DSSDUDWRGLVRVWHJQRHORFRPR]LRQH è l insieme degli organi che PATOLOGIE TRAUMATICHE dell APPARATO DI SOSTEGNO e LOCOMOZIONE e del SISTEMA NERVOSO / DSSDUDWRGLVRVWHJQRHORFRPR]LRQH è l insieme degli organi che permettono: sostegno, movimento, e protezione di alcune

Dettagli

1 LEZIONE CHE COS E L ALLENAMENTO

1 LEZIONE CHE COS E L ALLENAMENTO 1 LEZIONE CHE COS E L ALLENAMENTO Sono molte le definizioni di allenamento: Definizione generale: E un processo che produce nell organismo un cambiamento di stato che può essere fisico, motorio, psicologico.

Dettagli

RESISTENZA AEROBICA CAPACITA' AEROBICA POTENZA AEROBICA SOGLIA ANAEROBICA CAPACITA' ANAEROBICA POTENZA ANAEROBICA

RESISTENZA AEROBICA CAPACITA' AEROBICA POTENZA AEROBICA SOGLIA ANAEROBICA CAPACITA' ANAEROBICA POTENZA ANAEROBICA RESISTENZA AEROBICA Gli allenamenti per la resistenza aerobica (definita anche resistenza di base o generale), migliorano i fattori fisiologici che stanno alla base delle prestazioni di resistenza: efficienza

Dettagli

LE APPLICAZIONI DI PAINMASTER

LE APPLICAZIONI DI PAINMASTER LE APPLICAZIONI DI PAINMASTER Il cerotto Painmaster MCT si presta a numerosi utilizzi in diversi distretti del corpo, garantendo risultati ottimali e in piena sicurezza. Sfrutta la terapia alle micro correnti,

Dettagli

La Sindrome da conflitto sottoacromiale Dr. Matteo Pennisi

La Sindrome da conflitto sottoacromiale Dr. Matteo Pennisi La Sindrome da conflitto sottoacromiale Dr. Matteo Pennisi Molto comunemente nella pratica clinica ci si imbatte in una patologia dolorosa cronica della spalla definita sindrome da conflitto. Alla base

Dettagli

Salute e piccoli traumi. a cura della prof. PATRIZIA BIANCHINI CORSO DI AGGIORNAMENTO DI EDUCAZIONE MOTORIA

Salute e piccoli traumi. a cura della prof. PATRIZIA BIANCHINI CORSO DI AGGIORNAMENTO DI EDUCAZIONE MOTORIA Salute e piccoli traumi a cura della prof. PATRIZIA BIANCHINI CORSO DI AGGIORNAMENTO DI EDUCAZIONE MOTORIA 2. LA SALUTE E I PICCOLI TRAUMI Spesso vi sarà capitato di sentir dire ho avuto uno strappo! oppure

Dettagli

ROSARIO BELLIA E FRANCISCO SELVA SARZO INDICE. Presentazione...15

ROSARIO BELLIA E FRANCISCO SELVA SARZO INDICE. Presentazione...15 ROSARIO BELLIA E FRANCISCO SELVA SARZO INDICE Presentazione...15 1. Introduzione 1.1 Un po di storia...17 1.2 Linee di forza del corpo umano...18 1.3 I poligoni di forze...19 2. L'azione dei punti di agopuntura

Dettagli

Lesioni apparato locomotore, politrauma, trauma cranico e. trauma oculare

Lesioni apparato locomotore, politrauma, trauma cranico e. trauma oculare Lesioni apparato locomotore, politrauma, trauma cranico e vertebrale,trauma toracico, trauma oculare APPARATO LOCOMOTORE Composto da ossa, articolazioni e muscoli Serve a: sostenere l organismo proteggere

Dettagli

ALLENAMENTO DELLA FORZA MASSIMA E DELLA FORZA RESISTENTE NEL CANOTTAGGIO

ALLENAMENTO DELLA FORZA MASSIMA E DELLA FORZA RESISTENTE NEL CANOTTAGGIO ALLENAMENTO DELLA FORZA MASSIMA E DELLA FORZA RESISTENTE NEL CANOTTAGGIO Testo e disegni di Stelvio Beraldo - IL RUOLO E LA PROGRAMMAZIONE DELLA FORZA NEL CANOTTAGGIO - FORZA MASSIMA: Parametri di lavoro,

Dettagli

- Durante la gravidanza a causa di un aumento di ritenzione di liquidi può presentarsi una tenosinovite.

- Durante la gravidanza a causa di un aumento di ritenzione di liquidi può presentarsi una tenosinovite. LE TENOSINOVITI Rientrano nel capitolo delle infiammazioni extra articolari. Si tratta di infiammazioni dolorose che colpiscono le guaine tendinee ovvero il rivestimento sinoviale dei tendini, da qui la

Dettagli

AL PAZIENTE LARINGECTOMIZZATO

AL PAZIENTE LARINGECTOMIZZATO APPROCCIO FISIOTERAPICO AL PAZIENTE LARINGECTOMIZZATO RIEDUCAZIONE MOTORIA RIEDUCAZIONE RESPIRATORIA Il trattamento riabilitativo motorio e respiratorio va iniziato precocemente a distanza di pochi giorni

Dettagli

Massaggiatori medicali: Campi di applicazione nell ambito della para - tetraplegia

Massaggiatori medicali: Campi di applicazione nell ambito della para - tetraplegia Massaggiatori medicali: Campi di applicazione nell ambito della para - tetraplegia 30.01.2016 1 Tetra/paraplegia. Cosa vuol dire? Tetra significa quattro e si riferisce ai quattro arti. Plegia significa

Dettagli

LA PREVENZIONE NELLA PALLAVOLO Aspetti teorici ed esercitazioni pratiche

LA PREVENZIONE NELLA PALLAVOLO Aspetti teorici ed esercitazioni pratiche Corso aggiornamento allenatori Comitato Provinciale di Reggio Emilia LA PREVENZIONE NELLA PALLAVOLO Aspetti teorici ed esercitazioni pratiche Relatore Prof. Nicola Piccinini www.volleyballproject.it La

Dettagli

I MECCANISMI ENERGETICI A LIVELLO MUSCOLARE BREVE TRATTAZIONE A SCOPO DIVULGATIVO

I MECCANISMI ENERGETICI A LIVELLO MUSCOLARE BREVE TRATTAZIONE A SCOPO DIVULGATIVO I MECCANISMI ENERGETICI A LIVELLO MUSCOLARE BREVE TRATTAZIONE A SCOPO DIVULGATIVO Il nostro organismo è in grado di produrre energia soprattutto in virtù del sistema muscolare, che può essere considerato

Dettagli

La spalla del pallavolista: problematica e prevenzione

La spalla del pallavolista: problematica e prevenzione Milano, 26 novembre 15 La spalla del pallavolista: problematica e prevenzione Moreno Mascheroni Fisioterapista Club Italia femminile Nazionale U20 femminile contenuto del corso cenni di anatomia e cinesiologia

Dettagli

FIBS I MANUALI DEL CNT ALLENARE IL BRACCIO DEL LANCIATORE

FIBS I MANUALI DEL CNT ALLENARE IL BRACCIO DEL LANCIATORE FIBS I MANUALI DEL CNT Tratto da The Pitching Edge di Tom House Tom House BASEBALL FIBS-CNT 1 L Allenamento con i Pesi per i Lanciatori non è Body Building L obiettivo è ottenere una forza bilanciata e

Dettagli

4 BIOFEEDBACK... 27 Obiettivo... 27 Tecnica... 28

4 BIOFEEDBACK... 27 Obiettivo... 27 Tecnica... 28 1 APPROCCIO ALL INTEGRITÀ BIOPSICOSOCIALE.......... 1 2 VALUTAZIONE DELLA PATOLOGIA SPECIFICA............ 3 Scopi della valutazione............................ 3 Contenuti della valutazione.........................

Dettagli

Scossa muscolare semplice

Scossa muscolare semplice Scossa muscolare semplice La durata della scossa semplice dipende dal tipo di fibra 1 Caratteristiche dei tipi di fibre muscolari Ossidativo lento Ossidativo rapido Glicolitico rapido Tempo di sviluppo

Dettagli

Il sistema muscolare

Il sistema muscolare 1 Leggere Leggi questo testo. I muscoli 1 I muscoli, a seconda del tipo di movimento, si chiamano: 5 10 flessori o adduttori, se permettono l avvicinamento di due ossa (in particolare, il muscolo flessore

Dettagli

Tecnica. Capacità di Prestazione del Giocatore di pallacanestro. Condizione. Forza Velocità Resistenza Mobilità articolare

Tecnica. Capacità di Prestazione del Giocatore di pallacanestro. Condizione. Forza Velocità Resistenza Mobilità articolare 1 Le forme principali di sollecitazione motoria rappresentate dalla forza, velocità, resistenza, mobilità articolare e dalle capacità coordinative costituiscono i presupposti fondamentali per l apprendimento

Dettagli

MASSAGGIO MIOFASCIALE

MASSAGGIO MIOFASCIALE MASSAGGIO MIOFASCIALE Tale massaggio viene utilizzato sia a scopo preventivo, che per il trattamento delle rigidità e delle contratture della muscolatura. Questa tecnica agisce sulla fascia (tessuto connettivale

Dettagli

SINDROME DEL CANALE CARPALE E PATOLOGIA INFIAMMATORIA TENDINEA

SINDROME DEL CANALE CARPALE E PATOLOGIA INFIAMMATORIA TENDINEA SINDROME DEL CANALE CARPALE E PATOLOGIA INFIAMMATORIA TENDINEA Nervi arto superiore Visione anteriore SINDROME CANALE CARPALE Compressione del nervo mediano nel canale osteofibroso del carpo Idiopatico

Dettagli

Mobilizzazione senza Impulso

Mobilizzazione senza Impulso Patologie degenerative e traumatiche di muscoli e tendini Possibilità terapeutiche Dr.essa Med. M.G. Canepa Patologie degenerative e traumatiche di muscoli e tendini!! Possibilità terapeutiche! Medicina

Dettagli

Dott. Franziskus Vendrame, Chinesiologo, Centro Kinesis, Conegliano ( TV )

Dott. Franziskus Vendrame, Chinesiologo, Centro Kinesis, Conegliano ( TV ) LA BIOMECCANICA DELLA CORSA E DELLA MARCIA Dott. Franziskus Vendrame, Chinesiologo, Centro Kinesis, Conegliano ( TV ) Analizzare l azione del trailrunner non è cosa semplice. Fondamentalmente perché non

Dettagli

ALLENARE LA POTENZA AEROBICA IN SPAZI STRETTI. Prof. A.Di Musciano

ALLENARE LA POTENZA AEROBICA IN SPAZI STRETTI. Prof. A.Di Musciano ALLENARE LA POTENZA AEROBICA IN SPAZI STRETTI Prof. A.Di Musciano PREMESSA IL CALCIO E UN ATTIVITA INTERMITTENTE CASUALE, NEL CORSO DEL QUALE SI ALTERNANO FASI AD ALTA INTENSITA ED ALTRE DI IMPEGNO MINORE

Dettagli

GLI EFFETTI DELL ESERCIZIO IN ACQUA. Le risposte fisiologiche dell immersione

GLI EFFETTI DELL ESERCIZIO IN ACQUA. Le risposte fisiologiche dell immersione GLI EFFETTI DELL ESERCIZIO IN ACQUA Le risposte fisiologiche dell immersione L acqua È importante che chi si occupa dell attività in acqua sappia che cosa essa provoca nell organismo EFFETTI DELL IMMERSIONE

Dettagli

Mal di schiena Istruzioni per l uso

Mal di schiena Istruzioni per l uso Mal di schiena Istruzioni per l uso A cura del prof. Revrenna Luca Chinesiologo - Personal trainer Operatore di riequilibrio posturale ad approccio globale Metodo Raggi COS È Il mal di schiena è un dolore

Dettagli

MODULO INFORMATIVO RELATIVO AL PROGETTO MARCIALONGA SCIENCE

MODULO INFORMATIVO RELATIVO AL PROGETTO MARCIALONGA SCIENCE MODULO INFORMATIVO RELATIVO AL PROGETTO MARCIALONGA SCIENCE Soggetto promotore: Responsabile progetto: Obiettivi dello studio: Protocollo del test: Utilizzo dei dati raccolti: Diritti dei soggetti partecipanti:

Dettagli

Terapia del Dolore, Elettrostimolazione, Ionoforesi

Terapia del Dolore, Elettrostimolazione, Ionoforesi Terapia del Dolore, Elettrostimolazione, Ionoforesi EFFETTI BIOLOGICI DELLA CORRENTE ELETTRICA Gli effetti biologici principali delle correnti elettriche a scopo terapeutico sono i seguenti: Chimici (fisico-chimici)

Dettagli

CICLISMO: PRINCIPI DI METODOLOGIA DI ALLENAMENTO

CICLISMO: PRINCIPI DI METODOLOGIA DI ALLENAMENTO Allenamento ciclismo CICLISMO: PRINCIPI DI METODOLOGIA DI ALLENAMENTO Le basi della supercompensazione nel ciclista Il carico di allenamento (o sollecitazione) di un ciclista tende a sfruttare la propria

Dettagli

Il sistema nervoso. In movimento Marietti Scuola 2010 De Agostini Scuola S.p.A. Novara

Il sistema nervoso. In movimento Marietti Scuola 2010 De Agostini Scuola S.p.A. Novara Il sistema nervoso Il neurone È costituito da: Corpo cellulare (o soma) Neurite o Assone (è la fibra nervosa) Dendriti (sono brevi prolungamenti) Le fibre nervose Le fibre nervose, riunite in fasci, formano

Dettagli

La spalla dolorosa da lesione. della Cuffia dei Rotatori. Anonimo (350aC) Bassorilievo votivo (museo Archeologico Naz.Atene)

La spalla dolorosa da lesione. della Cuffia dei Rotatori. Anonimo (350aC) Bassorilievo votivo (museo Archeologico Naz.Atene) La spalla dolorosa da lesione 1 della Cuffia dei Rotatori Anonimo (350aC) Bassorilievo votivo (museo Archeologico Naz.Atene) 1 Sforzo inusuale o senza causa apparente dolore persistente spesso notturno

Dettagli

IL DOLORE ALLA SPALLA

IL DOLORE ALLA SPALLA IL DOLORE ALLA SPALLA Anatomia 1. Strato superficiale Muscolo Deltoide Muscolo Grande e Piccolo pettorale Muscolo Trapezio 2. Borsa Sottodeltoidea Anatomia 3. Cuffia dei rotatori Supraspinato Infraspinato

Dettagli

Energia chimica. muscolo. Energia meccanica

Energia chimica. muscolo. Energia meccanica Energia chimica muscolo Energia meccanica ! " # " Muscolo scheletrico Connettivo Fibre muscolari Vasi sanguigni Nervi Reticolo sarcoplasmatico Miofibrille Sarcolemma Tubuli T Nuclei Sarcoplasma Mitocondri

Dettagli

Lezione di oggi (Lunedì 19 Novembre)

Lezione di oggi (Lunedì 19 Novembre) Lezione di oggi (Lunedì 19 Novembre) ADATTAMENTI METABOLICI INDOTTI DALL ALLENAMENTO Obiettivi della lezione Scoprire come l allenamento possa ottimizzare il rendimento dei sistemi energetici e sviluppare

Dettagli

Artriti della spalla. Capsulite adesiva. Lesioni della cuffia dei rotatori. Instabilità e lussazione articolare

Artriti della spalla. Capsulite adesiva. Lesioni della cuffia dei rotatori. Instabilità e lussazione articolare Schede informative per il paziente Artriti della spalla Capsulite adesiva Lesioni della cuffia dei rotatori Instabilità e lussazione articolare Vi sono tre articolazioni nella spalla: la clavicola con

Dettagli

Modello fisiologico dei giochi di squadra

Modello fisiologico dei giochi di squadra Teoria dell allenamento Enrico Arcelli Facoltà di Scienze Motorie Università degli Studi di Milano: Modello fisiologico dei giochi di squadra Modello fisiologico dei 10.000 m Nei 10.000 m o nella maratona

Dettagli

IL MUSCOLO SCHELETRICO

IL MUSCOLO SCHELETRICO APPARATO MUSCOLARE Il movimento umano è assicurato dall'apparato muscolare, costituito questo dall'insieme dei muscoli. La contrazione dei muscoli inseriti sulle ossa, unite tra loro mediante articolazioni

Dettagli

I MUSCOLI L APPARATO MUSCOLARE

I MUSCOLI L APPARATO MUSCOLARE IL GINOCCHIO Il ginocchio la più grande articolazione dell uomo è un articolazione doppia, che si costituisce grazie all intersezione di 3 diverse ossa: - Rotula - Perone - Femore La parte più robusta

Dettagli

4 - LE FONTI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA. Le fibre muscolari

4 - LE FONTI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA. Le fibre muscolari 40 4 - LE FONTI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA Le fibre muscolari È noto che la qualità della contrazione di un muscolo dipende, essenzialmente dalla percentuale del tipo di fibre che lo compongono. La dotazione

Dettagli

Movimentazione Manuale dei Carichi

Movimentazione Manuale dei Carichi Movimentazione Manuale dei Carichi TITOLO VI Movimentazione manuale dei carichi Capo I Disposizioni generali Articolo 167 - Campo di applicazione 1. Le norme del presente titolo si applicano alle attività

Dettagli

Speciale Epicondilite

Speciale Epicondilite presenta OLTRE L INFIAMMAZIONE C È DI PIÙ Realizzato con la consulenza del dottor Andrea Miti, Direttore del reparto di ortopedia e traumatologia dell Ospedale dell Angelo di Mestre (VE) Il dolore si sviluppa

Dettagli

N 13 FISIOLOGIA DEL SISTEMA MUSCOLARE

N 13 FISIOLOGIA DEL SISTEMA MUSCOLARE N 13 FISIOLOGIA DEL SISTEMA MUSCOLARE I muscoli sono organi che, in seguito ad uno stimolo nervoso, si contraggono provocando il movimento delle ossa a cui sono collegati; i muscoli, in questo modo, riducono

Dettagli

CHE TRATTAMENTO POSSIAMO FARE:

CHE TRATTAMENTO POSSIAMO FARE: CHE TRATTAMENTO POSSIAMO FARE: L energia permanente del campo magnetico statico di RIGENERA incide positivamente nella cura di : Osteoporosi Artrosi Strappi muscolari Tendiniti Mal di schiena Migliora

Dettagli

Progettato da Nicoletta Fabrizi

Progettato da Nicoletta Fabrizi Progettato da Nicoletta Fabrizi SNC è formato dall encefalo e dal midollo spinale,che costituisce un importante collegamento tra l encefalo stesso e il resto del corpo. Il midollo spinale comunica con

Dettagli

I CRAMPI NEL RUNNER. Come faccio a prevenire i crampi? oppure perché vengono i crampi?

I CRAMPI NEL RUNNER. Come faccio a prevenire i crampi? oppure perché vengono i crampi? I CRAMPI NEL RUNNER Ai bicipiti femorali o ai polpacci, i crampi, contrazioni muscolari involontarie, sono sempre molto fastidiosi e a volte dolorosi. La decisione di trattare questo argomento è nata dalle

Dettagli

ECOGRAFIA IL GOMITO. Ferdinando Draghi. Fondazione IRCCS Policlinico S. Matteo - Pavia. Istituto di Radiologia Università di Pavia

ECOGRAFIA IL GOMITO. Ferdinando Draghi. Fondazione IRCCS Policlinico S. Matteo - Pavia. Istituto di Radiologia Università di Pavia ECOGRAFIA IL GOMITO Ferdinando Draghi Istituto di Radiologia Università di Pavia Fondazione IRCCS Policlinico S. Matteo - Pavia Omero Articolazione Condiloidea Ulna Radio Omero Ginglimo angolare Ulna Radio

Dettagli

SINARTROSI (articolazioni fisse) ANFIARTROSI (articolazioni semi-mobili) DIARTROSI (articolazioni mobili)

SINARTROSI (articolazioni fisse) ANFIARTROSI (articolazioni semi-mobili) DIARTROSI (articolazioni mobili) LE ARTICOLAZIONI Le ossa dello scheletro sono tenute insieme dalle articolazioni. Tali strutture consentono una mobilità più o meno ampia a seconda della loro conformazione e della modalità con cui vengono

Dettagli

Mezzofondo Femminile: stesse metodologie di allenamento? Endrizzi Pietro

Mezzofondo Femminile: stesse metodologie di allenamento? Endrizzi Pietro Mezzofondo Femminile: stesse metodologie di allenamento? Endrizzi Pietro Convegno Tecnico Villalagarina, 11 gennaio 2014 Esistono differenze di genere? Le donne devono allenarsi più dei maschi Sfatare

Dettagli

Corso Allenatori 2 2 Grado. Argomento del modulo: Allenamenti guidati

Corso Allenatori 2 2 Grado. Argomento del modulo: Allenamenti guidati Argomento del modulo: Allenamenti guidati Alberobello 16 maggio 2004 ALLENAMENTO GUIDATO Ogni allenamento deve avere come da prassi Fase iniziale caratterizzata da: A. Esercizi preventivi B. Attivazione

Dettagli

Esercizi per la fatigue

Esercizi per la fatigue Esercizi per la fatigue È stato dimostrato che, praticando una costante e adeguata attività fisica, la sensazione di fatigue provata dal paziente si riduce notevolmente e che di conseguenza si ottiene

Dettagli

DOMANDE FREQUENTI. CST srl Neuromotor Controlling Operators. NEMOCO srl. Cro System Trading CRO SYSTEM E UN BREVETTO INTERNAZIONALE

DOMANDE FREQUENTI. CST srl Neuromotor Controlling Operators. NEMOCO srl. Cro System Trading CRO SYSTEM E UN BREVETTO INTERNAZIONALE COME AGISCE IL CRO SYSTEM? Ottimizza la performance muscolare potenziando marcatamente la sensibilità propriocettiva, ovvero la raccolta di informazioni da muscoli, articolazioni ed ossa, su cui si basa

Dettagli

F.A.Q... 50. Bibliografia...66. Saluti... 67. Ringraziamenti... 67

F.A.Q... 50. Bibliografia...66. Saluti... 67. Ringraziamenti... 67 Indice Dedica...4 Prefazione...5 L autore Marco Franchini...6 Il collaboratore Donato Begotti...7 Ciao e benvenuto in La mano del chitarrista Che cos è?...8 Argomenti trattati...8 Linguaggio ed immagini...8

Dettagli

MAL DI SCHIENA.. NO GRAZIE! GRAZIE!

MAL DI SCHIENA.. NO GRAZIE! GRAZIE! MAL DI SCHIENA.. MAL NO DI GRAZIE! SCHIENA... NO GRAZIE! COME PREVENIRE E CURARE IL MAL DI SCHIENA E I DOLORI CERVICALI COME PREVENIRE E CURARE I DOLORI CERVICALI E IL MAL DI SCHIENA A.S.D. EFESO MION

Dettagli

LA RIABILITAZIONE DEI TRASFERIMENTI TENDINEI. Dr Ft Valerio Massimi

LA RIABILITAZIONE DEI TRASFERIMENTI TENDINEI. Dr Ft Valerio Massimi LA RIABILITAZIONE DEI TRASFERIMENTI Dr Ft Valerio Massimi Ridondanza muscolare: possibilità di sacrificare un muscolo per destinarlo ad altra funzione. Non fa perdere il movimento originario. es.: muscoli

Dettagli

Meccanica muscolare. Tensione muscolare: Forza esercitata dal muscolo / area di sezione (N/m 2 ) Carico: Forza esercitata da un peso sul muscolo

Meccanica muscolare. Tensione muscolare: Forza esercitata dal muscolo / area di sezione (N/m 2 ) Carico: Forza esercitata da un peso sul muscolo Meccanica muscolare Tensione muscolare: Forza esercitata dal muscolo / area di sezione (N/m 2 ) Carico: Forza esercitata da un peso sul muscolo Quando i muscoli si contraggono sviluppano forza (spesso

Dettagli

PROGRAMMAZIONE E STESURA DEL PROGRAMMA D ALLENAMENTO CON I SOVRACCARICHI. dott. Alessandro Ganzini

PROGRAMMAZIONE E STESURA DEL PROGRAMMA D ALLENAMENTO CON I SOVRACCARICHI. dott. Alessandro Ganzini PROGRAMMAZIONE E STESURA DEL PROGRAMMA D ALLENAMENTO CON I SOVRACCARICHI dott. Alessandro Ganzini Principi generali dell allenamento Specificità Es. Gli schemi di movimento devono essere simili allo sport

Dettagli

SISTEMA NERVOSO. Il sistema nervoso controlla e regola tutte le funzioni dell organismo.

SISTEMA NERVOSO. Il sistema nervoso controlla e regola tutte le funzioni dell organismo. SISTEMA NERVOSO In tutti gli animali, il sistema nervoso è la rete di coordinamento e controllo che riceve tutte le informazioni, le interpreta e risponde ad esse in vari modi. Il sistema nervoso controlla

Dettagli

SPALLA ANATOMIA PATOLOGIA

SPALLA ANATOMIA PATOLOGIA SPALLA ANATOMIA PATOLOGIA ANATOMIA L enartrosi : possiede una superficie convessa a forma di segmento di sfera che articola con una cavità pure sferica. Permette i movimenti di flessione e di estensione,

Dettagli

CHIRURGIA DELLA MANO

CHIRURGIA DELLA MANO CHIRURGIA DELLA MANO INDICE pag. Sindrome del canale carpale 1 Dido a scatto 2 Malattia di de Quervain 3 Rizoartrosi 4 Cisti del polso 5 Frattura 6 Malattia di Dupuytren 8 Artroscopia del polso della mano

Dettagli

Descrivere la struttura e la funzione di un fuso neuromuscolare. Che cosa si intende per coattivazione alfa-gamma? Differenziare fra riflesso

Descrivere la struttura e la funzione di un fuso neuromuscolare. Che cosa si intende per coattivazione alfa-gamma? Differenziare fra riflesso Descrivere la struttura e la funzione di un fuso neuromuscolare. Che cosa si intende per coattivazione alfa-gamma? Differenziare fra riflesso miotatico fasico e riflesso miotatico tonico. Inibizione dell

Dettagli

Igiene degli impianti sportivi (3) Bruno Federico b.federico@unicas.it

Igiene degli impianti sportivi (3) Bruno Federico b.federico@unicas.it Igiene degli impianti sportivi (3) Bruno Federico b.federico@unicas.it GLI INFORTUNI NELLO SPORT Definizioni Infortunio Evento improvviso che si verifica per causa violenta, indipendentemente dalla volontà

Dettagli

A cosa servono le ortesi?

A cosa servono le ortesi? ORTESI PER L ARTO SUPERIORE ORTESI PER L ARTO SUPERIORE Definizione: dispositivi esoscheletrici applicati esternamente a segmenti del corpo con la funzione di limitare o assistere il movimento Obbiettivo:

Dettagli