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2 Indice 6. Rischio industriale Premessa Rischio di incidente rilevante nel territorio cittadino Informazione ai cittadini P.O.S. per Incidente di Azienda a rischio incidente Premessa P.O.S. da attuare in conformità al Piano di Emergenza Esterna stabilimento Caffaro S.p.A. predisposto dalla Prefettura Premessa Preallarme Cessato stato di preallarme Allarme Cessato stato di allarme P.O.S. da attuare in conformità al Piano di Emergenza Esterna stabilimento Pialorsi Stivengas S.r.l. predisposto dalla Prefettura Premessa Preallarme Cessato stato di preallarme Allarme Cessato stato di allarme Allegati: Allegato A Allegato A Allegato IND 1 Caffaro Allegato IND 2 Caffaro Allegato IND 3 Caffaro Allegato IND 4 Caffaro Allegato IND 5 Caffaro Allegato IND 6 Caffaro Allegato IND 7 Caffaro Allegato IND 8 Caffaro Allegato IND 9 Caffaro Allegato IND 10 Caffaro Allegato IND 11 Caffaro Allegato IND 1 Stivengas Allegato IND 2 Stivengas Allegato IND 3 Stivengas Allegato IND 4 Stivengas Allegato IND 5 Stivengas Allegato IND 6 Stivengas Allegato IND 7 Stivengas Allegato IND 8Stivengas Allegato IND 9Stivengas Allegato IND 10 Stivengas Allegato IND 10 bis Stivengas Allegato IND 11 Stivengas Allegati cartografici

3 6. Rischio Industriale 6.1 Premessa Le principali tecnologie di produzione che hanno caratterizzato il panorama industriale moderno italiano possono essere ricondotte alle seguenti: - tecnologie energetiche; - tecnologie chimiche; - tecnologie nucleari. Ridotto o annullato il problema nucleare, (inteso come connesso ad attività presenti sul territorio nazionale), l attenzione si rivolge oggigiorno alla chimica in generale includendo in ciò anche le attività industriali legate allo stoccaggio-trasformazione dei prodotti petroliferi. Secondo quanto emerge dal rapporto Mappatura del rischio industriale in Italia realizzato dall Apat 1 (Agenzia per la protezione dell ambiente e per i servizi tecnici) sono attualmente n gli impianti industriali a rischio collocati su tutto il territorio nazionale. Di questi impianti oltre il 23% è concentrato in Lombardia, in particolare nelle province di Milano, Bergamo, Brescia e Varese. Sebbene non siano da trascurare gli incidenti di minore entità, ai quali più specificatamente si indirizzano altre normative sulla salute nei luoghi di lavoro o sull inquinamento minore di acqua, aria e suolo, è bene, in questo contesto, definire chiaramente il quadro di riferimento al quale si rivolge la normativa applicabile alle attività industriali ed agli impianti che potrebbero causare incidenti rilevanti Anche in seguito ai gravi danni conseguenti all incidente occorso il 10 luglio 1976 all impianto ICMESA 2 è emersa una consapevolezza che determinate attività (intese come deposito, produzione, lavorazione o trasformazione di particolari sostanze) potevano essere fonte di incidenti con rilevanti conseguenze, sia nei confronti della popolazione, che per l ambiente. La Comunità Europea si è fatta, quindi, interprete del sentimento della comunità e della necessità di disporre di una moderna normativa che, in modo razionale ed organico, regolamenti e, di conseguenza, mitighi i rischi derivanti da attività industriali potenzialmente pericolose. Lo sforzo si è concretizzato con l approvazione della Direttiva Europea 82/501 del 24 giugno 1982 (Direttiva Seveso) alla quale l Italia ha dato attuazione con il D.P.R. 175/88, ed, in tempi 1 L Apat (Agenzia per la protezione dell ambiente e per i servizi tecnici ha inglobato tutte le funzioni e le attribuzioni dell'anpa. 2 L ICMESA è un azienda chimica sita in provincia di Milano; a seguito dell incidente dell anno 1976 si verificò la fuoriuscita dagli impianti di una nube contenente sostanze tossiche con gravi conseguenze per la popolazione e l ambiente. 3

4 più recenti, con la D.E. 96/82/CE (Seveso 2), recepita a livello nazionale con il D.Lgs. n. 334 del 17 agosto 1999 (Attuazione della direttiva 98/82/CE relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose), successivamente aggiornato e coordinato con D.Lgs. n. 238/2005 del 21 novembre 2005 (Attuazione direttiva 2003/105/CE) (Seveso 3). Il D.Lgs. 334/99 introduce diverse novità assolute rispetto alla normativa previgente quali il sistema di gestione della sicurezza, il controllo dell urbanizzazione e la partecipazione della popolazione al processo decisionale 3. L art 3 del decreto definisce l incidente rilevante come «un evento quale un'emissione, un incendio o un esplosione di grande entità, dovuto a sviluppi incontrollati che si verificano durante l'attività di uno stabilimento di cui all art. 2 comma 1, e che dia luogo ad un pericolo grave, immediato o differito, per la salute umana o per l'ambiente, all'interno o all'esterno dello stabilimento, e in cui intervengano una o più sostanze pericolose». Lo stesso decreto suddivide, inoltre, le aziende soggette in classi di rischio 4 sulla base della quantità e pericolosità di sostanza presente e della tipologia di processo. 6.2 Rischio di incidente rilevante nel territorio cittadino Il gestore dello stabilimento soggetto a notifica 5 è obbligato a trasmettere al Ministero dell'ambiente, alla Regione, alla Provincia, al Sindaco, al Prefetto e al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco competenti per territorio le informazioni contenute in una apposita scheda allegata al decreto. Gli stabilimenti presenti sul territorio cittadino che hanno trasmesso al Sindaco la scheda informativa sono 6 : CAFFARO CHIMICA S.r.l. (soggetta all art. 8); PIALORSI STIVENGAS S.r.l. (soggetta all art. 8); FERREMI BATTISTA S.p.A. (soggetta all art. 6); SYSTEMA AMBIENTE S.r.l. (già Ecoservizi S.p.A.) (soggetta all art. 8); RIPORTI GALVANICI S.r.l. (soggetta all art. 6); BENONI s.n.c. (soggetta all art. 6); TORCHIANI S.r.l. (soggetta all art. 6); 3 Si riporta a tal proposito l articolo 23 del D.Lgs. 334/99: «La popolazione interessata deve essere messa in grado di esprimere il proprio parere nei casi di: a) elaborazione dei progetti, relativi a nuovi stabilimenti di cui all'articolo 9; b) modifiche di cui all'articolo 10, quando tali modifiche sono soggette alle disposizioni in materia di pianificazione dei territorio prevista dal presente decreto; c) creazione di nuovi insediamenti e infrastrutture attorno agli stabilimenti esistenti.». 4 La classificazione degli stabilimenti soggetti al D.Lgs. 334/99 è, in pratica, stabilita dagli articoli 5, 6 e 8 del decreto stesso. 5 Gli stabilimenti soggetti a notifica sono individuati dall'articolo 2, comma 1, del D.Lgs. 334/99 6 La ditta Ecoservizi S.p.A., originariamente inserita fra le aziende di cui all art. 5, comma 3, del D.Lgs. 334/99, con la modifica della ragione sociale in Systema Ambiente S.r.l., a seguito dell ampliamento dell azienda rientra nella classificazione degli stabilimenti soggetti agli artt. 5, 6 e 8 del sopraccitato decreto. 4

5 Sono di seguito riportate le informazioni relative alla natura dei rischi di incidente rilevante ed estratte dalla scheda compilata, sotto la propria responsabilità, da ciascuno dei gestori degli stabilimenti presenti sul territorio cittadino soggetti a notifica di cui all art. 6 del decreto legislativo 334 del (così come modificato dal D.Lgs. n. 238/2005) e trasmessa 7 al Sindaco ai sensi dell articolo 6 comma 5 del medesimo decreto: CAFFARO CHIMICA S.r.l. - via F. Nullo, 8. Incidente Sostanza coinvolta Rilascio di sostanza pericolosa in fase gas. Cloro Biossido di cloro. Esplosione confinata. Biossido di cloro Idrogeno Acqua ossigenata Isoftalonitrile. PIALORSI STIVENGAS S.r.l. - via Buffalora, 40. Incidente Sostanza coinvolta Rilascio per rottura limitata in zona serbatoi. GPL. Rilascio per rottura tubazioni (compreso distacco manichetta durante lo scarico). GPL. Rilascio di GPL in fase gassosa per apertura delle valvole di sicurezza sui serbatoi. GPL. FERREMI S.p.A. - via Vallecamonica, 3. Incidente Sostanza coinvolta Possibile dispersione di prodotto dannoso per l ambiente, con inquinamento del suolo. Benzine, gasolio, oli combustibili, petrolio. Incendio di serbatoio atmosferico, di serbatoio interrato, di pozza, di autocisterna. Benzine, gasolio, oli combustibili, petrolio. 7 Alla pagina web sono consultabili le sette sezioni delle suddette schede. 5

6 SYSTEMA AMBIENTE S.r.l. (*) via dei Santi, 58 Incidente Sostanza coinvolta Rilascio vapori pericolosi in fossa di scarico fanghi. Dispersione di sostanza tossica Ossidi di azoto Fuoriuscita di polvere dalla psv del silos calce Dispersione di sostanza irritante Calce Fuoriuscita di ammoniaca dall impianto di trattamento pile Dispersione di sostanza tossica Ammoniaca Rilascio di acido cianidrico da reattore trattamento Dispersione di sostanza tossica Acido cianidrico Rilascio di acido cianidrico durante scarico autobotte Dispersione di sostanza tossica Acido cianidrico Rilascio di acido cianidrico da impianto di abbattimento Dispersione di sostanza tossica Acido cianidrico Incendio nel piazzale Irraggiamento da pozza Liquido infiammabile Incendio in area pensile di scarico liquidi infiammabili Irraggiamento da pozza Liquido infiammabile Esplosione di nuvola vapori infiammabili Onda d urto sulle strutture circostanti. Vapori infiammabili RIPORTI GALVANICI S.r.l. via Grandi, 12 Incidente Sostanza coinvolta Rilascio di sostanze tossiche. Acido cianidrico. BENONI S.n.c. via R. Gessi, 24 Incidente Sostanza coinvolta Spandimento di sostanze pericolose per l ambiente. Sali cromici. 6

7 TORCHIANI S.r.l. - via Cacciamali, 45. Incidente Sostanza coinvolta Sversamento di metanolo durante le operazioni di carico/scarico fusti. Dispersione di sostanza tossica. Metanolo. Sversamento di metanolo durante le operazioni di carico/scarico fusti. Incendio di nuvola di vapori infiammabili. Metanolo. Rilascio di acido cianidrico per sversamento di cianuri nella zona di carico/scarico e contemporanea presenza di acidi. Sali di cianuro. Rilascio di acido cianidrico dal camino dell impianto di abbattimento cianuri per indisponibilità dello stesso e contemporanea formazione di HCN nel deposito. Sali di cianuro. La tavola grafica C1 di supporto al Piano riporta l individuazione planimetrica degli stabilimenti di cui sopra, unitamente ad altre aziende che, secondo quanto indicato dall ARPA di Brescia, necessitano comunque di un inserimento nel presente documento. In data 21 febbraio 2005 il Prefetto di Brescia ha approvato i Piani di Emergenza Esterna relativi agli stabilimenti Caffaro Chimica S.r.l. e Pialorsi Stivengas S.r.l.. I suddetti piani sono stati redatti in conformità al D.L. 334/1999 e secondo le linee guida Pianificazione di emergenza esterna per impianti industriali a rischio di incidente rilevante, predisposte nell anno 1994 dal Dipartimento della Protezione Civile: tali linee guida permettono una rapida valutazione delle zone di sviluppo degli effetti di un evento incidentale. Successivamente in data 25 febbraio 2005 il Presidente del Consiglio dei Ministri, con proprio decreto, ha approvato le nuove Linee Guida per la predisposizione del piano di emergenza esterna che aggiorna le precedenti Linee Guida emanate dal Dipartimento di Protezione Civile nel E bene precisare che le sopra indicate linee guida stabiliscono tre distinte zone di pianificazione denominate: 1. Zona di sicuro impatto; 2. Zona di danno; 3. Zona di attenzione. L individuazione di tali zone 8 nell attività pianificatoria, anche se basata su metodi approssimativi, fornisce una utile e veloce indicazione degli interventi di primo soccorso. 8 Nell Appendice 1 del Piano è riportata la definizione nel dettaglio delle zone di pianificazione. 7

8 Le tavole n. C1/a e C1/b (Caffaro Chimica S.r.l. e Pialorsi Stivengas S.r.l.) allegate al Piano riportano le zone di pianificazione individuate dalla locale Prefettura nei piani di emergenza esterni su indicati. Le carte di sintesi C2/a C2/b integrano le tavole anzidette attraverso l individuazione degli edifici strategici (ospedali, scuole, etc.), delle strutture ad elevata esposizione (case di riposo, a- sili, etc.) nonché dei punti di attesa o smistamento della popolazione. Sono infine riportati alcuni dati relativi alla popolazione residente nelle zone di potenziale danno di cui ai Piani di Emergenza Esterna (PEE) della Prefettura soprarichiamati. Popolazione residente al nella "zona di potenziale danno" - pianificazione esterna stabilimento Caffaro S.p.a. di via F. Nullo, 8 Riferimento tavola C1/b n. civici classi di età Via dispari 0-15 anni oltre 60 Totale Milano 25-51/c Villa Glori Morosini Nullo Stoppani 1-1/b Totale n. civici classi di età Via pari 0-15 anni oltre 60 Totale Milano 56/a-100/a Villa Glori Morosini Nullo Chinca Totale Totale residenti: 794 Fonte: elaborazioni a cura dell'ufficio Diffusione dell'informazione Statistica su file informatizzato dell'anagrafe della popolazione residente 8

9 Popolazione residente al nella "zona di potenziale danno" - pianificazione esterna stabilimento Pialorsi Stivengas S.r.l. di via Buffalora. Riferimento tavola C2/b n. civici classi di età Via dispari 0-15 anni oltre 60 Totale Buffalora Agostino Chiappa Della Musia Bormioli Breve Totale n. civici classi di età Via pari 0-15 anni oltre 60 Totale Buffalora Magnolini Bargnani Gessi Bormioli Rezzole Totale Totale residenti: 128 Fonte: elaborazioni a cura dell'ufficio Diffusione dell'informazione Statistica su file informatizzato dell'anagrafe della popolazione residente 6.3 Informazione ai cittadini La Giunta della Regione Lombardia, ritenendo di dover approfondire la materia inerente il rischio chimico-industriale per tutti gli aspetti non direttamente considerati dalla normativa specifica (D.Lgs. 334/99), con propria deliberazione 5 dicembre 2003, n. 7/15496, ha approvato la Direttiva Regionale Grandi Rischi: linee guida per la gestione delle emergenze chimicoindustriali (ai sensi L.R. n. 1/2000, art. 3, comma 131). Il Dipartimento della Protezione Civile, ai sensi del comma 4, art. 20, del sopraccitato D.Lgs. 334/99 e successive modificazioni, ha predisposto il documento relativo alle nuove Linee Guida per l informazione alla popolazione sul rischio industriale (D.P.C.M. 16 febbraio 2007). L articolo 22, comma 4, del D.Lvo 334/99 stabilisce che il Comune, ove è localizzato lo stabilimento soggetto a notifica ai sensi dell art. 6, porti tempestivamente a conoscenza della popolazione le informazioni fornite dal gestore ai sensi dell'articolo 6, comma 5; tali informazioni dovranno includere i contenuti minimi riportati nelle sezioni 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 7 della scheda informativa citata al precedente paragrafo. Inoltre, il comma 5 del succitato art. 22 del D.Lvo 334/99, successivamente aggiornato e coordinato con D.Lgs. n. 238/2005 del 21 novembre 2005 (Attuazione direttiva 2003/105/CE) 9

10 (Seveso 3), dispone che il messaggio informativo deve essere fornito nella forma più idonea, ad ogni persona ed ad ogni struttura frequentata dal pubblico che possono essere colpite da un incidente rilevante verificatosi in uno degli stabilimenti. In tale contesto, il Comune di Brescia ha scelto di informare la popolazione attraverso: - la trasmissione alle sedi delle nove Circoscrizioni delle schede (prime sette sezioni) pervenute dalle aziende soggette a notifica, per favorirne la consultazione da parte di tutti i cittadini; - l affissione all Albo Pretorio delle schede (prime sette sezioni); - la pubblicazione in forma integrale sul proprio sito Internet delle schede (prime sette sezioni); - incontri pubblici presso tutte le sedi di Circoscrizione, finalizzati all illustrazione delle informazioni fornite dai gestori degli stabilimenti; - la diffusione 9 di uno specifico opuscolo predisposto dal Servizio Protezione Civile del Comune di Brescia. E di seguito riportato un estratto del suddetto opuscolo nel quale sono evidenziate le precauzioni di autoprotezione di carattere generale per i diversi scenari incidentali (incendio, esplosione o rilascio di sostanze pericolose): 9 La diffusione dell opuscolo informativa è avvenuta all inizio anno

11 Ascolta i messaggi diffusi mediante altoparlante a bordo dei veicoli della polizia municipale Riparati al chiuso all'interno di un edificio. I luoghi all'aperto sono quelli più pericolosi e la strada, che deve rimanere sgombra per l intervento dei soccorsi, è il luogo più esposto. Se sei già all'interno di un edificio restaci (a casa, a scuola, al lavoro, in un negozio). I locali con presenza di poche aperture, posizione ad un piano elevato, disponibilità di acqua, presenza di un mezzo di ricezione delle informazioni, sono tra i più idonei; evita comunque locali interrati o seminterrati. Chiudi bene porte, finestre e prese d'aria o altre aperture (della cucina, le canne fumarie e i camini ecc.), anche con sistemi provvisori. Spegni i sistemi di ventilazione o condizionamento Sintonizzati su radio e televisioni locali. Ascolta le notizie ed eventuali istruzioni che saranno ripetutamente diffuse. Non sentirti abbandonato! Tutte le forze istituzionali sono impegnate nel risolvere l emergenza. Non fumare e spegni qualunque fiamma. Le fiamme consumano ossigeno e ne diminuiscono la disponibilità per la respirazione. Limita all indispensabile l uso del telefono o del cellulare. 11

12 6.4 P.O.S. per Incidente di Azienda a rischio di incidente rilevante con piano di emergenza esterno redatto dalla Prefettura Premessa Nelle pagine seguenti sono riportate le Procedure Operative Standard che il Comune deve adottare nell ambito ed in armonia con le pianificazioni approvate dalla Prefettura. I Piani di Emergenza Esterna 10 attualmente in essere sono stati elaborati in ottemperanza al D.P.R. 175/1988 e si riferiscono alle due aziende cittadine soggette a notifica, secondo quanto previsto dal DPR citato, sotto indicate : - CAFFARO S.p.A. - Via Francesco Nullo, 7; - PIALORSI STIVENGAS S.r.l. - Via Buffalora, La ditta Ecoservizi S.p.A., originariamente inserita fra le aziende di cui all art. 5, comma 3, del D.Lgs. 334/99, con la modifica della ragione sociale in Systema Ambiente S.r.l., a seguito dell ampliamento dell azienda, rientra nella classificazione degli stabilimenti soggetti agli artt. 5, 6 e 8 del sopraccitato decreto ed è in fase di istruttoria la pratica per la presentazione del P.E.E.. 12

13 6.4.2 P.O.S. da attuare in conformità al Piano di Emergenza Esterna - stabilimento Caffaro S.p.a. predisposto dalla Prefettura Premessa Il Piano di Emergenza Esterna relativo allo stabilimento Caffaro S.p.A. è stato approvato con Decreto Prefettizio (prot. n A GAB), modificato con Decreto Prefettizio (prot. n. 4788/12A.10 GAB) e approvato con successivo Decreto Prefettizio (prot. N. 110/12.A.10.74/Pc) Preallarme Il preallarme ha inizio nel momento in cui il Responsabile dello stabilimento CAFFARO si rende conto che nell impianto si sono verificate situazioni anomale d esercizio o incidenti che potrebbero portare a gravi conseguenze. In tali casi, la Direzione dello Stabilimento della Caffaro deve sempre comunicare le circostanze dell incidente, le sostanze coinvolte, le misure adottate e le prevedibili conseguenze a: - Prefettura; - Sindaco, mediante la trasmissione di informativa alla Centrale Operativa del Corpo di Polizia Municipale; - Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco; - Direzione dell A.S.L.. La Centrale Operativa del Corpo di Polizia Municipale, al ricevimento della notizia, informa tempestivamente il Sindaco e dirama via FAX la dichiarazione di stato di preallarme (all. IND 1 caffaro) a tutti gli Enti interessati (all. IND 2 caffaro). Contestualmente informa (all. A1): - Il Funzionario comunale reperibile di protezione civile; - Il Responsabile del Settore Sicurezza Urbana, Protezione Civile e Commercio; - Il Comandante del Corpo di Polizia Municipale; - La Sala telecontrolli del Gruppo A.S.M. Brescia S.p.A. (attiva 24/24 h). Negli orari in cui presso la sede centrale del Corpo di Polizia Municipale vi è il solo servizio di piantone, le procedure iniziali relative all avviso al Sindaco, al Comandante del Corpo di Polizia Municipale e al Funzionario comunale reperibile di protezione civile dovranno essere espletate dagli addetti al servizio di piantone stesso. 13

14 Sentito il Sindaco, la Centrale Operativa dispone per l attivazione del Sistema e contatta 11 i componenti del Comitato (all. A1), che dovranno portarsi tempestivamente presso la sede centrale del Corpo di Polizia Municipale. Nelle fasi antecedenti l inizio della riunione del Comitato e ferme restando le competenze del Sindaco ad emanare atti d urgenza, le decisioni di prima necessità saranno assunte dal Dirigente Responsabile del Settore Sicurezza Urbana, Protezione Civile e Commercio. In caso di sua assenza o irreperibilità la sua sostituzione avverrà secondo quanto previsto dal Regolamento sull ordinamento degli uffici e dei servizi. Il Sindaco si rapporta costantemente con: - la Prefettura; - il Presidente della Giunta Regionale. Il Funzionario comunale reperibile di Protezione civile attiva il Nucleo comunale di protezione civile e dispone per: - eventuali blocchi stradali sia veicolari che pedonali (all. IND 3 caffaro e tavola C2B della cartografia di supporto), tenendo conto di ampliare, eventualmente, la zona di interdizione mediante l utilizzo del Corpo di Polizia Municipale e delle altre Forze dell Ordine; - la diffusione di un messaggio informativo di preallarme alla popolazione, (all. IND 4 caffaro), utilizzando i veicoli del Corpo di Polizia Municipale dotati di altoparlanti secondo itinerari prestabiliti (all. IND 4 caffaro). I conducenti di tali veicoli saranno dotati di idonei strumenti di protezione (autoprotettore, maschere antigas o quant altro possa necessitare); - l informazione dell evento in corso agli stabilimenti siti nelle adiacenze (all. IND 5 caffaro), affinché adottino le misure di preallarme previste dal proprio piano di emergenza interno; - l attuazione delle specifiche procedure nei confronti di persone disabili segnalate dal Settore Servizi Sociali; 12 - l attivazione della sala funzioni di supporto; 11 Il contatto con i componenti del Comitato da parte della Centrale Operativa del Corpo di Polizia Municipale, avviene per via telefonica o, in caso di interruzione di linee, con staffette auto-motomontate della Polizia Municipale stessa. 12 Di cui all elenco riservato, allegato alle specifiche procedure di Settore. 14

15 - la chiusura, a scopo cautelativo, delle entrate o uscite del Cimitero Vantiniano che si affacciano sulla Via Industriale, utilizzando personale del Corpo di Polizia Municipale. Una volta insediato, il Comitato dispone per: - la trasmissione agli organi di informazione locali (all. IND 6 caffaro) del messaggio di preallarme (all. IND 4 caffaro), per la sua costante e ripetuta diffusione; - il costante monitoraggio del territorio coinvolto dall'evento da parte del personale del Nucleo comunale di protezione civile. Ove necessiti, lo stesso personale dovrà favorire l'immediato allontanamento di persone presenti nell area di potenziale danno; dovrà altresì provvedere a far sgomberare l'area da veicoli trasportanti materiali pericolosi, indirizzandoli in zona sicura (es. area industriale). Il personale che espleterà tale servizio sarà dotato di idonei strumenti di protezione individuale (autoprotettori o maschere antigas); - l Invito al SSUEm 118 e all A.S.L. ad attivarsi per la predisposizione di un eventuale cordone sanitario allertando gli ospedali cittadini; - Il preallertamento della Ferrovia Nord (linea Brescia-Edolo) circa l eventuale necessità di interrompere la viabilità ferroviaria nella tratta interessata all'attraversamento dell area, nonché per l'allontanamento di eventuali vagoni cisterna contenenti materiali pericolosi; - l allestimento di una area ove convogliare i cittadini impossibilitati a raggiungere la propria abitazione per effetto degli eventuali divieti imposti (aree antistanti il cimitero Vantiniano e stabilimento Breda, tav. C2B della cartografia di supporto) Cessato stato di preallarme Non appena venuto a conoscenza del cessato stato di pericolo il Sindaco, sentito il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco e la Prefettura, dispone per la diramazione del messaggio di cessato dello stato di preallarme. Di conseguenza: - Il Funzionario comunale reperibile di protezione civile dispone per la diramazione dell informazione del cessato stato di preallarme alla popolazione, mediante la diffusione di un messaggio pre-registrato (all. IND 7 caffaro), utilizzando i veicoli del Corpo di Polizia Municipale dotati di altoparlanti secondo itinerari prestabiliti (all. IND 7 caffaro), provvedendo altresì a disattivare gli specifici servizi; - La Centrale Operativa del Corpo di Polizia Municipale dirama via fax la dichiarazione di cessato stato di preallarme (all. IND 8 caffaro) agli Enti interessati (all. IND 2 caffaro), nonché agli organi di stampa (all. IND 6 caffaro); - Il Comandante del Corpo di Polizia Municipale disattiva gli specifici servizi predisposti. 15

16 Allarme L allarme ha inizio in seguito alla segnalazione da parte del Responsabile dello stabilimento CAFFARO del verificarsi di un incidente grave e giudicato rilevante per tipologia e rapidità nel suo evolversi. In tali casi, il Responsabile dello Stabilimento Caffaro deve: - Azionare il sistema interno di allarme (sirena); - Informare contemporaneamente il Prefetto, il Sindaco (mediante la trasmissione di informativa alla Centrale Operativa del Corpo di Polizia Municipale) ed il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco; - Mettere in atto tutti i provvedimenti previsti dal piano di emergenza interno. La Centrale Operativa del Corpo di Polizia Municipale, al ricevimento della notizia, informa tempestivamente (all. A1): - Il Sindaco; - Il Funzionario comunale reperibile di protezione civile; - Il Responsabile del Settore Sicurezza Urbana, Protezione Civile e Commercio; - Il Comandante del Corpo di Polizia Municipale; - La Sala telecontrolli del Gruppo A.S.M. Brescia S.p.a. (attiva 24/24 h). Negli orari in cui presso la sede centrale del Corpo di Polizia Municipale vi è il solo servizio di piantone, le procedure iniziali relative all avviso al Sindaco, al Comandante del Corpo di Polizia Municipale e al Funzionario comunale reperibile di protezione civile dovranno essere espletate dagli addetti al servizio di piantone stesso. Il Sindaco, sentito il Funzionario comunale reperibile di Protezione civile, che ha provveduto a consultarsi con i Vigili del Fuoco, il Responsabile dello Stabilimento, il SSUEm 118, l A.S.L., l A.R.P.A. ed il Responsabile del Settore Sicurezza Urbana, Protezione Civile e Commercio, ordina lo stato di allarme. La Centrale Operativa dirama via FAX la dichiarazione di stato di allarme (all. IND 9 caffaro) a tutti gli Enti interessati (all. IND 2 caffaro), disponendo altresì la chiusura immediata delle entrate ed uscite del Cimitero Vantiniano, che si affacciano sulla Via Industriale. Contestualmente, la stessa dispone per l attivazione del Sistema e contatta 13 i componenti del Comitato (all. A1), che dovranno portarsi tempestivamente presso la sede centrale del Corpo di Polizia Municipale. 13 Il contatto con i componenti del Comitato da parte della Centrale Operativa del Corpo di Polizia Municipale avviene per via telefonica o, in caso di interruzione di linee, con staffette auto-motomontate in dotazione al Corpo stesso. 16

17 Nelle fasi antecedenti l inizio della riunione del Comitato e ferme restando le competenze del Sindaco ad emanare atti d urgenza, le decisioni di prima necessità saranno assunte dal Dirigente Responsabile del Settore Sicurezza Urbana, Protezione Civile e Commercio. In caso di sua assenza o irreperibilità la sua sostituzione avverrà secondo quanto previsto dal Regolamento sull ordinamento degli uffici e dei servizi. Il Funzionario comunale reperibile di protezione civile, in attesa dell insediamento del Comitato, provvede a: - convocare il Nucleo comunale di protezione civile; - disporre con personale del Corpo di Polizia Municipale coadiuvato da altre Forze dell Ordine per l immediato blocco stradale e pedonale dell area interessata (all. IND 3 caffaro e tavola C2B.della cartografia di supporto); - disporre per la diffusione da parte della Centrale Operativa di un messaggio informativo di allarme alla popolazione (all. IND 10 caffaro), utilizzando i veicoli del Corpo di Polizia Municipale dotati di altoparlanti secondo itinerari prestabiliti (all. IND 10 caffaro). I conducenti di tali veicoli saranno dotati di idonei strumenti di protezione (autoprotettore, maschere antigas o quant altro possa necessitare); - disporre circa la necessità di dare informazione dell evento in corso agli stabilimenti vicini (all. IND 5 caffaro), affinché adottino le misure di preallarme previste dal proprio piano di emergenza interno; - predisporre per l attivazione della sala funzioni di supporto; - disporre per la trasmissione agli organi di informazione locali (all. IND 6 caffaro) del messaggio di allarme (all. IND 10 caffaro), per la sua costante e ripetuta diffusione; - disporre il costante monitoraggio del territorio coinvolto dall'evento con il personale del Nucleo comunale di protezione civile. Ove necessiti, lo stesso personale dovrà favorire l'immediato allontanamento di persone presenti nell area colpita dall evento o di potenziale danno; dovrà altresì provvedere all eventuale sgombero dall'area da veicoli trasportanti materiali pericolosi, indirizzandoli in zona sicura (area industriale). Il personale che espleterà tale servizio sarà dotato di idonei strumenti di protezione individuale (autoprotettori e/o maschere antigas); - a dare attuazione delle specifiche procedure nei confronti di persone disabili segnalate dal Settore Servizi Sociali; - dare informazione al SSUEm 118 e all A.S.L. sulla necessità di predisporre un adeguato cordone sanitario, provvedendo altresì all allertamento degli ospedali cittadini. Durante 17

18 le operazioni di soccorso alla popolazione dovrà essere altresì prestata particolare assistenza a persone anziane, bambini e soggetti diversamente abili; - disporre per l allestimento di aree ove convogliare i cittadini impossibilitati a raggiungere la propria abitazione per effetto degli eventuali divieti imposti (aree antistante il cimitero Vantiniano e stabilimento Breda, tav. C2B della cartografia di supporto); - avvisare la Ferrovia Nord (linea Brescia-Edolo) circa la necessità di interrompere la viabilità ferroviaria nella tratta interessata all'attraversamento dell'area, nonché per l'allontanamento di eventuali vagoni cisterna contenenti materiali pericolosi; - mantenere costanti contatti con i Vigili del Fuoco e gli altri apparati tecnici impegnati sull evento e si rapporta con la Sala Operativa della protezione civile della Regione Lombardia. Il Sindaco si rapporta costantemente con: - La Prefettura; - Il Presidente della Giunta Regionale. Una volta insediato e dopo aver fatto il punto della situazione in atto con il Funzionario comunale reperibile di protezione civile, il Comitato attiva immediatamente le funzioni di supporto ad integrazione di quanto già attuato. L eventuale utilizzo o coinvolgimento delle Organizzazioni di volontariato sarà valutato dal Comitato in relazione all evolversi dell evento, nonché in sintonia con quanto previsto nel piano di emergenza esterno elaborato dalla Prefettura Cessato stato di allarme Non appena venuto a conoscenza del cessato Allarme, il Sindaco, sentito il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco e la Prefettura, dispone per la diramazione del messaggio di cessato stato di allarme. Di conseguenza: - Il Funzionario comunale reperibile di protezione civile dispone per la diffusione del messaggio di cessato stato di allarme alla popolazione (all. IND 11 caffaro), utilizzando i veicoli del Corpo di Polizia Municipale dotati di altoparlanti secondo itinerari prestabiliti (all. IND 11 caffaro) e provvedendo altresì a disattivare gli specifici servizi. - La Centrale Operativa del Corpo di Polizia Municipale dirama via fax agli organi di informazione (all. IND 6 caffaro) la dichiarazione di cessato stato di allarme (all. IND 11 caffaro). 18

19 - Il Comandante del Corpo di Polizia Municipale disattiva gli specifici servizi e dispone per la completa riattivazione della circolazione veicolare e pedonale. 19

20 6.4.3 P.O.S. da attuare in conformità al Piano di emergenza esterna - stabilimento Pialorsi Stivengas S.r.l. predisposto dalla Prefettura Premessa Il Piano di emergenza esterno relativo allo stabilimento Stivengas S.r.l., è stato approvato con Decreto Prefettizio (prot. n A GAB) e successivo Decreto Prefettizio (prot. N. 110/12.A.10.74/Pc) Preallarme Il preallarme ha inizio nel momento in cui il Responsabile dello stabilimento STIVENGAS si rende conto che nell impianto si sono verificate situazioni anomale d esercizio o incidenti che potrebbero portare a gravi conseguenze. In tali casi, la Direzione dello Stabilimento Stivengas deve sempre comunicare le circostanze dell incidente, le sostanze coinvolte, le misure adottate e le prevedibili conseguenze a: - Prefettura; - Sindaco, mediante la trasmissione di informativa alla Centrale Operativa del Corpo di Polizia Municipale; - Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco; - Direzione dell A.S.L. La Centrale Operativa del Corpo di Polizia Municipale, al ricevimento della notizia, informa tempestivamente il Sindaco e dirama via FAX la dichiarazione di stato di preallarme (all. IND 1 stivengas) a tutti gli Enti interessati (all. IND 2 stivengas). Contestualmente informa (all. A1): - Il Funzionario comunale reperibile di protezione civile; - Il Responsabile del Settore Sicurezza Urbana, Protezione Civile e Commercio; - Il Comandante del Corpo di Polizia Municipale; - La Sala Telecontrolli del Gruppo A.S.M. Brescia S.p.a. (attiva 24/24 h). Negli orari in cui presso la sede del Corpo di Polizia Municipale vi è il solo servizio di piantone, le procedure iniziali relative all avviso al Sindaco, al Comandante del Corpo di Polizia Municipale e al Funzionario comunale reperibile di protezione civile dovranno essere espletate dagli addetti al servizio di piantone stesso. 20

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