7 Le situazioni di emergenza nelle scuole: approfondimenti

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1 7 Le situazioni di emergenza nelle scuole: approfondimenti 1. Generalità Nei capitoli precedenti, il tema della sicurezza nelle scuole è stato affrontato da più punti di vista: soggettivo, da un lato, prendendo cioè in consùiderazione i soggetti responsabili della sicurezza e le funzioni degli stessi lavoratori nella gestione delle emergenze; oggettivo, da un altro lato, approfondendo cioè le diverse situazioni di emergenza che si possono verificare, con particolare riferimento al rischio di incendio. È proprio in riferimento a quest ultimo, che si è inoltre illustrata l importanza del piano di emergenza (importanza che non è certo minore nel caso in cui abbia luogo qualsiasi altro rischio all interno delle scuole). Lo scopo di questo capitolo, dunque, è quello di riepilogare i concetti più importanti concernenti la sicurezza negli istituti scolastici già trattati nei capitoli precedenti, approfondendone però alcuni aspetti. 2. La prevenzione e la gestione delle situazioni di emergenza Situazione di emergenza è quella che accade improvvisamente, che può provocare un danno ad una o a più persone e rispetto alla quale, quindi, è importante farsi trovare preparati. Ciò è possibile quando si tratta di situazioni in qualche modo collegate ad attività che si svolgono all interno delle scuole o anche connesse a cause esterne (es. alluvione), ma non se si tratta di un azione umana volontaria 1. Per gestire eventuali situazioni di emergenza, è necessario quindi porre in essere un attività di prevenzione delle stesse ed è altresì essenziale fare esercitazioni, simulando lo stato di pericolo: a questo proposito, rilevano il piano di emergenza e il piano di evacuazione. Come già detto nei capitoli precedenti, infatti, il piano di emergenza consente di individuare, rispetto ad una situazione di pericolo, le misure più idonee per fronteggiare proprio quel pericolo, prevenendo ulteriori 1 Tatano V., Zanut S., La redazione del piano di emergenza e di evacuazione nelle scuole, Napoli.

2 Capitolo Settimo danni e consentendo di aiutare le persone presenti nel luogo interessato dal rischio, soccorrendole (cfr. cap. 3 concetto di primo soccorso e pronto soccorso,) e favorendone, ove necessario, l evacuazione e cioè l allontanamento dal luogo in cui il pericolo si è verificato. È proprio la prevenzione e l organizzazione di queste misure che può limitare i danni in situazioni di poca lucidità; è essenziale cioè che la paura sia gestita e non si trasformi in panico, vale a dire in timore non controllabile. La simulazione di una situazione di emergenza e le conseguenti prove di evacuazione (al termine delle quali sarà redatto un modulo ad hoc) possono servire in sostanza per essere più preparati nell ipotesi in cui il rischio simulato venga realmente a verificarsi, perché è solo tramite la percezione reale e concreta di un pericolo che si può oggettivamente (attività materiale) e psicologicamente (reazione psicologica) affrontarlo con più lucidità. La paura, infatti, può essere causata anche da qualcosa di non reale o comunque può non essere proporzionata al tipo di evento e quindi può condizionare in negativo il comportamento da porre in essere. Le reazioni individuali ad una situazione di emergenza sono, poi, molto diverse, da persona a persona, e sono influenzate da molti fattori. Alcuni di questi sono di natura oggettiva e sono individuabili, ad esempio, nel contesto in cui si sviluppa la situazione di pericolo o nel tipo di pericolo; altri sono invece di natura soggettiva, come ad esempio l età del soggetto o il carattere dello stesso. Da questo ultimo punto di vista, bisognerà infatti considerare la differenza che intercorre ovviamente tra un bambino e un adulto. Il bambino agisce per imitazione del comportamento adulto 2, il quale dunque costituirà il suo punto di riferimento: compito dell insegnante sarà dunque quello di orientarlo verso i comportamenti utili all emergenza 2. Sarà quindi di fondamentale importanza non solo quello che si dice, ma anche il modo in cui lo si dice. Da un lato, bisogna infatti comunicare l emergenza e spiegare cosa sta succedendo, da un altro lato, è altrettanto rilevante trasmettere un senso di sicurezza e calma. Tuttavia, da quest ultimo punto di vista, gioca un ruolo importante, nelle situazioni in esame, anche il carattere di una persona, intendendo con questo termine riferirci non solo alle inclinazioni naturali della personalità di ognuno, ma anche al cd. vissuto 2 Zanut D., in La redazione del piano di emergenza e di evacuazione nelle scuole, Napoli (di Tatano V. e Zanut S.). 168

3 Le situazioni di emergenza nelle scuole: approfondimenti individuale. Condizionante, infatti, può essere non solo un carattere più o meno ansioso rispetto ad un altro, ma anche le esperienze che una persona ha già vissuto, in quanto possono influenzare l eventuale soccorritore in positivo o in negativo. 2.1 La redazione del piano di emergenza Per la predisposizione del piano di emergenza, è fondamentale considerare alcuni fattori essenziali. Come autorevole dottrina 3 ha evidenziato, alla base del piano di emergenza vi sono: a) i dati identificativi della scuola (es. nome dell istituto, indirizzo etc.); b) il numero delle persone presenti a scuola (studenti, personale docente e non docente etc.); c) eventuale presenza di soggetti per i quali sia più difficile reagire alla situazione di pericolo (donne in stato di gravidanza, disabili, anziani etc.); d) l individuazione degli ambienti generali della scuola (ingresso, aula etc.) e degli ambienti a rischio specifico (gli ambienti ai quali è cioè legato il pericolo di insorgenza di un determinato rischio: per esempio in un deposito vi può essere il rischio di incendio, cfr. cap. 2); e) rischi che possono derivare da situazioni esterne alla scuola (es. alluvione). 3. Tipologia delle emergenze Come accennato, le situazioni di emergenza possono essere distinte a seconda che siano collegate ad attività svolte all interno o all esterno della scuola 3. Nella prima tipologia di emergenze possiamo, ad esempio, includere l incendio (cfr. cap. 2 e 3); la fuga di gas (cfr. cap. 3); l allagamento; la segnalazione di ordigno esplosivo; l esplosione, il guasto elettrico etc.; alla seconda tipologia appartengono (oltre all incendio), il terremoto; la nube tossica etc. Analizzata ampiamente l ipotesi dell incendio nei capitoli precedenti, di seguito si esamineranno brevemente alcune delle altre emergenze ora citate. L allagamento di un edificio scolastico può derivare da una rottura di impianti interni all edificio o da cause esterne (es. alluvione). In ambedue 3 Tatano V., Zanut S., La redazione del piano di emergenza e di evacuazione nelle scuole, Napoli. 169

4 Capitolo Settimo le ipotesi, avvisati gli addetti alla sicurezza, in primo luogo, occorrerà agire sull interruttore generale dell energia elettrica per interromperla se, vicino all acqua, si trovino apparati elettrici. In secondo luogo, occorrerà verificare se vi siano persone bloccate dall acqua e, se non si corrono rischi, sarà possibile portare in salvo oggetti che potrebbero essere danneggiati dall allagamento (es. documenti). Nell ipotesi in cui vi sia stata segnalazione di ordigno esplosivo, indipendentemente dall attendibilità dell avviso, bisognerà in primo luogo avvertire la polizia o i carabinieri, non cercando di persona l ordigno; in secondo luogo, si dovrà far evacuare l istituto scolastico (non usando l ascensore), accertandosi che nessuno sia rimasto all interno dell edificio. Nell ipotesi in cui invece si sia verificata realmente un esplosione, dopo aver avvisato l addetto alla sicurezza, nel dubbio che se ne verifichi un altra immediatamente dopo, non si dovranno utilizzare apparecchiature elettriche (non accendere la luce per esempio). Sarà poi necessario rifugiarsi in posti lontani da oggetti che possono ferire (per esempio finestre o lampadari) e seguire l eventuale ordine di evacuazione, assicurandosi che nessuno sia rimasto bloccato all interno della scuola. Nell ipotesi in un cui si verifichi un guasto elettrico, inizialmente sarà necessario non muoversi ed aspettare per un po che la luce ritorni; in caso contrario, ci si dovrà avviare verso l uscita, non usando però l ascensore. Prima di far ciò, tuttavia, sarà sempre necessario accertare che nessuno sia rimasto bloccato all interno della scuola. Per quanto riguarda l ipotesi in cui si verifichi un terremoto, sarà necessario seguire alcune regole comportamentali, distinguendo il momento in cui è in corso la scossa, da quello in cui questa è terminata. Avvertita la scossa, prima cosa da fare è ripararsi, se possibile sotto cattedre o banchi o, se ci si trova nei corridoi, sotto i muri portanti e lontano da finestre, dalla cui eventuale rottura può derivare un danno alle persone. E solo al termine della scossa che si potrà procedere all evacuazione, lontano da finestre e comunque non usando l ascensore. Nel caso in cui invece si verifichi un emergenza relativa all ambiente esterno, come per esempio la presenza di una nube tossica, sarà allora necessario mettere in atto procedure di evacuazione interna 4, finalizzate cioè a che ognuno resti all interno dell istituto scolastico, chiudendo tutte le finestre, le porte ed ogni apparecchiatura che con- 4 Tatano V., Zanut S., La redazione del piano di emergenza e di evacuazione nelle scuole, Napoli. 170

5 Le situazioni di emergenza nelle scuole: approfondimenti senta alla nube tossica di entrare all interno dell edificio. Si potrà poi uscire dalla scuola solo quando a ciò si sarà autorizzati dall autorità competente. 4. Emergenza e persone disabili Verificatasi una situazione di emergenza, la presenza di persone disabili comporta l adozione di misure adeguate, in quanto si tratta di persone che, a prescindere dal tipo di disabilità (definitiva, temporanea, all udito, alla vista, motoria etc.), più difficilmente potranno affrontare tale situazione senza un aiuto concreto di un altra persona. Dunque, ferma restando la validità delle regole comportamentali fino ad ora esposte, sarà necessario porre in essere delle azioni di soccorso ad hoc, che consentano l evacuazione dal luogo interessato dal pericolo e che dipendono ovviamente dal tipo e dal grado di disabilità. Se per esempio, si tratterà di aiutare persone con disabilità all udito, la regola fondamentale che il soccorritore dovrà seguire è quella del farsi capire in altro modo, per esempio tramite la gestualità o facendo in modo che il soggetto soccorso sia messo nella condizione ad esempio di capire il soccorritore tramite la lettura labiale. Se poi la disabilità non è totale, allora si potrà comunicare con il soggetto usando un altro tipo di accorgimenti, come per esempio il parlare piano, da vicino, non usando frasi complicate o lunghe. Se viceversa ci si trova nella situazione di dover soccorrere un soggetto che non ha problemi di udito, ma la cui disabilità riguarda la vista, allora è proprio sulla parola che dovrà fondarsi il tipo di assistenza, spiegando quindi con calma tutte le procedure da seguire, a seconda del tipo di emergenza che si è venuta a verificare. Quando poi la disabilità è motoria, il soccorso dovrà consistere nel trasporto della persona e ancor più sarà quindi importante capire il grado di disabilità del soggetto. Solo rendendosi conto, infatti, del tipo di collaborazione che il soggetto disabile è in grado di dare, il soccorritore potrà decidere, in base alle circostanze, la misura più adeguata alla situazione. Per esempio, c è una grande differenza a seconda che la disabilità sia o meno completa e molto conterà anche il peso della persona da soccorrere, perché si dovrà decidere (consideriamo poi in una situazione di emergenza e quindi di non lucidità emotiva) se e come sollevare la persona. Potrebbe essere ad esempio necessario prenderla completamente in braccio o fare in modo che questa semplicemente possa appoggiarsi al soccorritore, così come potrebbe non essere sufficiente 171

6 Capitolo Settimo per esempio l aiuto di una sola persona. Molto importante, poi, sarà valutare il tipo di percorso da fare in un eventuale evacuazione, perché le caratteristiche dello stesso potrebbero incidere notevolmente sulla tecnica di trasporto (si pensi ad un percorso stretto o buio o con scale). Si tratterà a quel punto di scegliere un percorso alternativo oppure, ove ciò non sia possibile, di adottare misure diverse. Ad esempio, se la disabilità motoria è tale per cui il soggetto da soccorrere è su una sedia a rotelle, sarà meglio evitare un percorso in cui vi siano delle scale; in mancanza di alternative, dovranno adottarsi accorgimenti particolari per fare in modo che anche la sedia a rotelle possa passare per quel punto. 5. Considerazioni conclusive Indipendentemente dal tipo di emergenza esaminata, la ratio della normativa vigente in materia va individuata nella tutela dell incolumità delle persone da soccorrere. Questa è la ragione per la quale se da un lato le regole e le misure da adottare, in base alla tipologia di emergenza, sono tecniche, così come lo sono le prescrizioni in materia di sicurezza del lavoro e di sicurezza in generale, da un altro lato sono contraddistinte da un carattere di elasticità tale da permettere la loro applicazione nelle diverse situazioni di emergenza che si possono venire a verificare. Questa è la ragione per la quale anche del piano di emergenza sono proponibili più esempi applicativi (di seguito riportati). 172

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