PERCORSI DI EDUCAZIONE AMBIENTALE di Arianna Abis

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1 PERCORSI DI EDUCAZIONE AMBIENTALE di Arianna Abis LA RUBRICA Che cos è l educazione ambientale? Partire da un quesito, contiene già di per se una riflessione su questa tematica: l importanza della domanda. La domanda è fondamentale per un duplice motivo, da una parte sintetizza il senso critico con cui questa disciplina mira a far osservare il mondo circostante, dall altra sottolinea la metodologia con cui si vorrebbero divulgarne i contenuti, ovvero rendendo ogni interlocutore parte attiva del discorso. Questo secondo aspetto, parte dalla considerazione che le conoscenze da proporre debbano interagire con il bagaglio cognitivo da ognuno posseduto, in modo da creare una relazione e non trasferire un sapere dogmatico verso soggetti passivi. Le interazioni, tra l altro, sono il perno attorno al quale dovrebbero ruotare gli argomenti trattati dall educazione ambientale che, come suggeriscono alcuni, è anche denominata educazione ecologica. Con l avvento del pensiero ecologico l ambiente perde il suo ruolo di mondo che circonda separato nettamente dalla parte vivente, per diventare ecosistema dove gli organismi viventi interagiscono tra loro e con i fattori abiotici creando un sistema organizzato. Un insieme in cui ogni componente è essenziale e dove ogni avvenimento influisce sull evoluzione del sistema stesso.

2 2 Breve storia dell educazione ambientale L educazione ambientale nasce in seguito alla presa di coscienza (di alcuni) dei danni irreparabili causati dalle attività antropiche all ambiente e i suoi abitanti: un inedita disciplina quindi, a seguito di un altrettanto inedita situazione mai verificatasi nella storia del pianeta terra. Le emergenze ambientali prodotte dalla civiltà industriale da una parte e l allontanarsi dai luoghi naturali come conseguenza dell urbanizzazione dall altra, sono i principali motivi che hanno reso necessaria un educazione all ambiente e per l ambiente. Nel 1965 cominciò a parlarsi di educazione ambientale, intesa come strumento per la conservazione del territorio (Conferenza di Bangkok); questo concetto andò ampliandosi negli anni successivi, puntando sempre di più agli effetti della civiltà umana sull ecosistema, alla consapevolezza di questi ma soprattutto all assunzione di responsabilità: l educazione ambientale diviene educazione alla sostenibilità. Nel 1992 la Conferenza mondiale sull ambiente e lo sviluppo di Rio de Janeiro organizzata dall O.N.U. concretizzò il pensiero sulla sostenibilità in strumenti ed azioni, e produsse documenti specifici come l Agenda 21, il calendario del XXI sec. che ogni realtà, sia essa statale, regionale o locale, dovrebbe programmare di impegni mirati per garantire lo sviluppo sostenibile. Gli eventi internazionali che seguirono, come la conferenza internazionale di Salonicco dell U.N.E.S.C.O. del 1997 sulla educazione e sensibilizzazione alla sostenibilità, confermarono come l interesse fosse rivolto, e con urgenza, verso queste tematiche. Lo sviluppo è sostenibile quando in grado di soddisfare i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri (Rapporto Braundtland, 1987). Leggendo questa definizione, ci si chiede se nutrire rispetto verso la Natura equivalga solo a rendere migliore il posto dove la civiltà umana abita o se il

3 3 terrore di creare sconvolgimenti tali da minacciare la salute umana e rendere la terra invivibile, siano l unica spinta per la sua preservazione. Se l educazione ambientale fosse solo mirata allo sviluppo sostenibile sarebbe un ulteriore forma di arroganza antropocentrica, proprio quella che si vorrebbe combattere per permettere agli altri componenti della biosfera di esistere con eguali diritti. Come si legge nelle Linee guida per l educazione ambientale dell APAT (2004) i delicati equilibri del pianeta non sono solo risorse da preservare saggiamente per un loro sfruttamento sostenibile ora e per le generazioni future, ma anche elementi preziosi in sé, unici nell Universo. L evoluzione storica del concetto di educazione ambientale è accompagnata anche da modificazioni metodologiche e di indirizzo: le riflessioni sugli argomenti correlati alle problematiche ambientali, hanno portato a integrare il sistema educativo scolastico con realtà territoriali differenti e spesso più specifiche; la fascia scolastica non è più l unica a cui destinare il processo di educazione, bensì questo si rivolge ai cittadini di ogni classe di età ritenendo tutti possibili usurpatori dell ambiente; l ambiente naturale viene vissuto oltre che insegnato e, abbandonando le aule chiuse delle scuole e sostituendo il tetto con il cielo e le pareti con lo spazio aperto, diviene luogo da scoprire, conoscere e rispettare; sempre più spesso il termine lezione viene sostituito con laboratorio o attività, per indicare l importanza dell esperienza in senso pratico piuttosto che l apprendimento teorico; l educazione ambientale infine, non è più intesa come un unica disciplina, ma piuttosto come una forma di attenzione con cui interpretare le altre discipline.

4 4 PERCORSI DI EDUCAZIONE AMBIENTALE Premessa Operando nel mondo dell infanzia, si scopre che spesso i bambini nati e cresciuti in città considerano la Natura come recipiente di qualcosa: area giochi, area cani, percorso per arrivare a o area da destinare a. Ai loro occhi le forme di vita vegetali o animali, non seguono un proprio percorso, ma sono funzione della civiltà umana e perciò la loro esistenza è relazionata all utilizzo che se ne farà. La Natura appare come una favola, di quelle raccontate la sera prima di dormire; racchiuso nel libro che la mamma sfoglia, il mondo naturale è lontano, molto lontano. Può la mamma simulare i rumori nell oscurità della foresta tropicale, la melodia dei canti delle balene, i suoni ovattati nelle profondità abissali o lo scroscio dell acqua delle cascate e rendere tutto molto reale. Eppure, quando la luce si spegne, la fantasia finisce col disperdersi nei sogni e l ambiente naturale torna ad occupare le pagine di un libro. Quando si racconta ai bambini della Natura in senso teorico, quello che questi bimbi si figurano è una realtà distante, impossibile da collocare all interno del paesaggio che vedono dalla finestra di casa: cemento, palazzi, asfalto, strade, macchine. Si sentono, perciò, qualcosa di estraneo. Prima di scoprire il deserto o la foresta pluviale nei documentari, a questi bambini andrebbe raccontata la vita che vola sopra le loro teste, che cammina nel sottosuolo, che cerca disperatamente di esistere negli ambienti a loro noti. La Natura che c era prima di una colata di cemento e che rinascerebbe se i margini di un fiume fossero decementificati, ma anche quella che sfida le leggi della società umana. Questo rappresenta il primo passo dell educazione ambientale: conoscere. A cui seguono altri passi importanti: rispettare, difendere, responsabilizzarsi. Fino ad arrivare al passo da gigante: sentirsi in armonia con la Natura.

5 5 I paragrafi che seguono sono tappe di un percorso che si snoda in ambienti urbani reali e le tematiche trattate prendono spunto da questi per analizzare argomenti di educazione ambientale utilizzando differenti metodi didattici. Ogni tappa è costruita sulla domanda di un bambino, formulata quando frammenti di Natura si palesano ai suoi occhi.

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