ALLEGATO 2. Regolamento tecnico di riqualificazione, potenziamento ed estensione dell impianto di teleriscaldamento del P.E.E.P.

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1 ALLEGATO 2 Regolamento tecnico di riqualificazione, potenziamento ed estensione dell impianto di teleriscaldamento del P.E.E.P. Marecchiese StudioEnergia - via Lomellina, Milano - Tel pag. 1/1

2 INDICE 1 Scopo del presente documento 2 Stato delle consistenze dell impianto del P.E.E.P. Marecchiese 2.1 Generalità 2.2 Gli impianti installati in centrale termica 2.3 Edifico ed area di centrale 2.4 La rete di teleriscaldamento 2.5 Gli impianti presso l utenza 2.6 Il sistema di supervisione e controllo della centrale e della rete 2.7 Predisposizioni future 2.8 Caratteristiche dimensionali del parco edilizio teleriscaldato 2.9 I consumi termici dell utenza 3 La necessità di un piano di riqualificazione, potenziamento ed estendimento dell impianto di teleriscaldamento del P.E.E.P. Marecchiese 4 Prescrizioni generali imposte al Gestore 5 Controlli spettanti al Comune di Rimini 6 Condizioni economiche ANNESSO A2-1 Il teleriscaldamento deve essere un sistema aperto per ottenere la certificazione di Cogenerazione ad Alto Rendimento ANNESSO A2-2 Valutazioni preliminari effettuate dal Comune di Rimini in merito alle utenze potenzialmente teleriscaldabili localizzate nell area urbana posta a ridosso del P.E.E.P. Marecchiese StudioEnergia - via Lomellina, Milano - Tel pag. 2/2

3 1 Scopo del presente documento Il presente documento illustra il quadro di riferimento generale cui dovrà attenersi il futuro Gestore nella fase di riqualificazione, potenziamento ed estendimento dell impianto di teleriscaldamento al servizio del P.E.E.P. Marecchiese, in relazione agli adempimenti di cui all art. 4 del Contratto di Servizio. I termini di riferimento di seguito riportati non costituiscono specifica tecnica delle opere da realizzare, ma tendono a definire le caratteristiche generali che consentano il raggiungimento dell obiettivo posto dall Amministrazione Comunale di fornire ai cittadini un servizio economico, affidabile ed ambientalmente compatibile. Il documento riporta un sommario stato delle consistenze, le motivazioni generali che stanno alla base del piano di riqualificazione, potenziamento ed estendimento dell impianto, le prescrizioni generali per lo sviluppo e la realizzazione di detto piano. 2 Stato delle consistenze dell impianto del P.E.E.P. Marecchiese 2.1 Generalità L impianto di teleriscaldamento del P.E.E.P. Marecchiese è stato realizzato, nella configurazione originaria, nei primi anni 80 e l erogazione del calore al comparto, inizialmente da sola produzione semplice, è stata avviata nel Nel corso del 1995 si è proceduto ad un parziale rifacimento degli impianti di centrale, eliminando due delle quattro caldaie da kcal/h cadauna ed introducendo la cogenerazione di elettricità e calore tramite l installazione di due motori a gas da 300 kwe e 500 kwt cadauno. 2.2 Gli impianti installati in centrale termica I dati di sintesi relativi alla consistenza e potenzialità degli impianti installati in centrale sono riportati nella sottostante Tab Le caratteristiche salienti sono evidenziate di seguito. StudioEnergia - via Lomellina, Milano - Tel pag. 3/3

4 Cogeneratori I cogeneratori MAG della Tessari (Foto-1) sono derivati dal motore Diesel IVECO 8291 trasformato in ciclo Otto a gas. Questi, destinati alla copertura del carico termico di base richiesto dalla rete di teleriscaldamento, producono acqua calda per la rete di teleriscaldamento ed energia elettrica che immettono sulla rete esterna. Il modulo termico consente il recupero di calore, fornendo acqua calda a 85 C, dall acqua di raffreddamento, dall olio motore e dai gas di scarico. Il gruppo cogenerativo è completo di sistema di dissipazione di emergenza e di by-pass dei fumi, per consentirne il funzionamento in situazioni di emergenza (in assenza di fabbisogno termico della rete di teleriscaldamento). Il motore, da rpm, trascina un generatore elettrico asincrono di potenza nominale pari a 350 kva, in grado di erogare, a cosφ = 0,90, una potenza attiva di 300 kwe alla tensione di 0,4 kv. Due trasformatori elevatori aventi potenzialità nominale di 500 kva cadauno elevano la tensione da 0,4 a 15 kv, valore della rete elettrica esterna. Foto-1: cogeneratore Tessari Caldaie Non sono disponibili ulteriori dati tecnici, oltre quelli riportati in Tab. 2-1, relativi alle due caldaie Hoval Mod. STP 1700 che svolgono la funzione di integrazione e riserva. La Foto-2 riporta uno scorcio della sala macchine (unica per cogeneratori e caldaie). Sistema elettrico La centrale di cogenerazione è collegata con la rete di distribuzione nazionale dell energia elettrica in media tensione a 15 kv. Il punto di consegna e prelievo dell energia è costituito dai morsetti dell interruttore di media tensione ubicato nell apposito locale ad uso esclusivo del Distributore Locale (Enel). StudioEnergia - via Lomellina, Milano - Tel pag. 4/4

5 L energia elettrica prodotta dai cogeneratori viene in parte utilizzata per il funzionamento delle apparecchiature di centrale e la restante parte immessa nella rete. In caso di fuori servizio dell impianto di cogenerazione tutte le apparecchiature di centrale sono alimentate dalla rete elettrica esterna. Non sono disponibili elementi di dettaglio relativi agli impianti e componenti principali del sistema elettrico della centrale. Nella Foto-3 sono riportati i quadri di MT. Foto-2: caldaie di integrazione Foto-3: quadri elettrici cogeneratori StudioEnergia - via Lomellina, Milano - Tel pag. 5/5

6 Gli impianti ausiliari di centrale La centrale dispone degli usuali impianti e servizi ausiliari necessari alla produzione di energia termica ed elettrica, e specificatamente: sistema di alimentazione gas a caldaie e cogeneratori; sistema di supervisione e controllo; sistema antincendio; stazione di pompaggio acqua della rete di teleriscaldamento (Foto-4); impianto di trattamento acqua della rete di teleriscaldamento; impianto aria compressa; impianto idrico-sanitario. Elementi tecnici sintetici sono forniti per il sistema di supervisione e controllo nel successivo Par. 2.6, stante l importanza che questo riveste. Foto-4: pompe rete di teleriscaldamento 2.3 Edifico ed area di centrale L area ove è ubicata la centrale, di dimensioni circa 34 x 30 m, è posta all interno del perimetro del P.E.E.P. Marecchiese, come evidenziato nella planimetria riportata in Fig L edificio di centrale, evidenziato nella Foto-5 (vista fronte), è costituito da una struttura prefabbricata in c.a. ed ha le seguenti dimensioni: superficie in pianta (lorda): 270 m 2 volumetria lorda: m 3 Si evidenziano i seguenti ulteriori dati: indirizzo: Via Aldo Moro, 45; titoli edilizi: concessione edilizia prot. n del 24/02/1982, prog. n. 170/82; concessione edilizia prot. n /W del 25/11/1994, prog. n. 1547/94 (ampliamento centrale); agibilità n. 84 del 22/05/1983; riferimenti catastali (N.C.E.U.): foglio 83, particella 754, subalterni 4, 5 e 6. StudioEnergia - via Lomellina, Milano - Tel pag. 6/6

7 StudioEnergia ing. T. Magnelli & C. Fig. 2-1: Perimetro del P.E.E.P. Marecchiese con evidenziata l area di centrale Foto-5: edificio della centrale di cogenerazione del P.E.E.P. Marecchiese StudioEnergia - via Lomellina, Milano - Tel pag. 7/7

8 2.4 La rete di teleriscaldamento La distribuzione del calore è effettuata tramite una rete interrata che collega la centrale termica cogenerativa agli edifici del P.E.E.P. Alcuni edifici, pur all interno del perimetro del P.E.E.P., sono esclusi dal servizio di teleriscaldamento (in particolare, si evidenziano quelli compresi fra la Via Jano Planco, Via di Mezzo e Via del Passero: area in tratteggio blu nella sottostante Fig. 2-2, quelli in Via F. Casadei n. 40 e 42-44, la Chiesa Evangelica di Via E. Novelli n. 21, il distributore carburanti di Via Jano Planco n. 11). Fig. 2-2: tracciato e dimensionamento idraulico della rete di teleriscaldamento di Rimini-Marecchiese Il tracciato della rete e le dimensioni delle tratte principali sono riportate sempre in Fig Maggiori dettagli sono riportati nello schema idraulico di Fig. 2-3, da cui risulta una rete di dimensioni piuttosto contenute in estensione (solo m di rete primaria e circa 995 m di stacchi). I diametri variano fra DN-200 e DN-80. Il dimensionamento idraulico della rete di distribuzione del calore risulta effettuato sulla base dei dati di progetto dei singoli edifici, che, dai dati disponibili, risulta essere stato assunto pari a circa 30 W/m 3. L esperienza operativa ha comunque evidenziato che la potenza massima richiesta dalla rete non ha mai superato i 22 W/m3 (circa kwt immessi in rete). Ne consegue che la rete dispone di un certo margine per eventuali estendimenti e/o potenziamenti dell utenza. La portata di progetto del fluido termovettore è stata calcolata con una differenza di temperatura di 15 C tra la mandata e il ritorno. Dal punto di vista costruttivo, sia la dorsale principale (evidenziata in tratto rosso in Fig. 2-2) che gli stacchi fino al pozzetto di consegna agli edifici (schema di principio in Fig. 2-3, il cui rilievo preciso non è disponibile) sono realizzati in tubazione preisolata I.C. Moeller. Dal pozzetto di consegna (posto in prossimità dell edificio, ad una distanza di circa 4 10 metri da questo) fino alle colonne montanti del fabbricato la tubazione è in acciaio nero, coibentata mediante guaina flessibile isolante, interrata fino alla base delle colonne montanti. La rete è stata realizzata senza prevedere il sistema di allarme per la localizzazione delle perdite. StudioEnergia - via Lomellina, Milano - Tel pag. 8/8

9 StudioEnergia ing. T. Magnelli & C. Fig. 2-3: Teleriscaldamento P.E.E.P. Marecchiese. Schema idraulico e dimensionamento rete StudioEnergia - via Lomellina, Milano - Tel pag. 9/9

10 Interventi di manutenzione straordinaria effettuati sulla rete Ai fini della successiva valutazione delle necessità di riqualificazione, si precisano qui le opere di straordinaria manutenzione realizzate dal gestore attuale dal 1992 al 2002: 1) Demolizione delle originarie camerette di derivazione (ad eccezione di quella posta sul nodo n. 12 dello schema di Fig. 2-3), all interno delle quali le tubazioni erano costituite da tubo in acciaio nero, coibentate in lana di vetro e copertura in alluminio. Le camerette e le derivazioni sono state e sostituite con derivazioni e valvole preisolate. 2) Interventi di riparazione sui tratti preisolati compresi fra le camerette di derivazione ed i pozzetti di consegna per danneggiamenti puntuali. 3) Rifacimento di circa il 50% della estensione delle tubazioni nei tratti interrati in acciaio nero compresi fra i pozzetti di consegna e le basi delle colonne montanti dei fabbricati, a causa di estesi fenomeni di corrosione interessanti le tubazioni medesime. I tratti di tubazione danneggiati sono stati sostituiti utilizzando tubazione in acciaio nero con protezione passiva anticorrosione (nastro in polietilene autoadesivo) e coibentati con guaina isolante. Non è disponibile documentazione d archivio dettagliata relativa a tali interventi di straordinaria manutenzione (computo e natura precisa delle opere realizzate). 2.5 Gli impianti presso l utenza A L interfaccia fra rete ed edifici A differenza dell impianto di teleriscaldamento di Viserba, ove le singole palazzine del P.E.E.P. sono dotate di una sottocentrale di scambio termico che separa idraulicamente la rete dagli impianti d utenza (distribuzione alle colonne montanti), nel caso dell impianto del P.E.E.P. Marecchiese, come risulta evidente dallo schema di principio riportato nella citata Fig. 2-3, non esiste separazione idraulica fra rete ed impianti d utenza: il medesimo fluido termovettore circolante in rete alimenta i corpi scaldanti all interno dei fabbricati ed i boiler per la produzione di acqua calda sanitaria. B Le reti di distribuzione interne agli edifici Il collegamento tra i punti di arrivo delle tubazioni interrate in acciaio (in genere, ogni fabbricato è alimentato da più stacchi provenienti dalla rete, come si evince dallo schema di Fig. 2-3) e le centraline autonome dei singoli appartamenti è realizzato con tubazioni in acciaio nero in cavedio, coibentate con lana minerale e rivestite esternamente in isogenopac. C Le centraline autonome dei singoli alloggi Le centraline autonome (Foto-6), una per ogni alloggio, rappresentano il punto di fornitura, di regolazione e di contabilizzazione del calore richiesto da ogni utente. La situazione impiantistica non è tuttavia omogenea: in alcuni fabbricati le centraline sono ai vari piani nel vano scale ed i contatori di calore sono ubicati nello stesso vano; in altri fabbricati le centraline autonome sono ancora nel vano scale ma i contatori di calore sono all interno degli alloggi; in altri casi ancora le centraline individuali sono accessibili dall esterno dei fabbricati. In tutti i casi, comunque, il calore viene quindi fornito e fatturato in prossimità degli alloggi e le dispersioni e le manutenzioni ordinarie e straordinarie dell impianto a monte del contatore sono a carico del Gestore della rete di teleriscaldamento. Ogni utente ha la facoltà di regolare autonomamente i termostati presenti all interno del proprio alloggio che comandano le elettrovalvole del circuito radiatori per il riscaldamento degli ambienti (termostato ambiente) e del circuito bollitore per il riscaldamento dell acqua calda per usi igienico sanitari (termostato bollitore). StudioEnergia - via Lomellina, Milano - Tel pag. 10/10

11 StudioEnergia ing. T. Magnelli & C. Foto-6: centralina autonoma d utenza 2.6 Il sistema di supervisione e controllo della centrale e della rete Il controllo e la gestione della centrale di teleriscaldamento del P.E.E.P. Marecchiese è effettuata da un sistema di supervisione computerizzato installato al momento della trasformazione in centrale cogenerativa (anno 1995), e basato su una unità centrale costituita da un personal computer Compaq deskpro 486/331 dotato di CPU La funzione principale svolta dal sistema di supervisione è la gestione dei generatori di calore (cogeneratori e caldaie) al fine di adeguare, in ogni istante, la potenza termica immessa in rete al carico richiesto dalla rete. In particolare, la gestione dei generatori termici è effettuata con il criterio del carico termico imposto : il sistema di supervisione spegne, accende, parzializza i generatori in relazione alla potenza termica richiesta dalla rete. Il sistema di supervisione regola, poi, la temperatura di esercizio della rete. Nel periodo estivo la temperatura di mandata Tm è mantenuta costante al valore di 70 C per garantire la corretta produzione di acqua calda sanitaria tramite i boiler installati presso le utenze. Nel periodo invernale la Tm è mantenuta variabile nell intervallo C in funzione della temperatura esterna. L impianto del P.E.E.P. Marecchiese, stante la sua realizzazione non recente, non dispone (a differenza di quello di Viserba) di alcun sistema di supervisione e controllo degli impianti presso l utenza. Unico elemento di parziale gestione automatizzata degli impianti d utenza è costituito dalla lettura dei contatori di calore tramite un lettore ad onde radio : un trasmettitore collegato all unità di contabilizzazione consente la lettura tramite un ricevitore manuale che il letturista semplicemente accosta ai vani di alloggiamento delle centraline autonome, senza necessità di dover procedere all apertura dei vani stessi (molti dei quali praticamente sigillati, come è chiaramente evidenziato nella Foto-7). Il sistema, per quanto non certo all avanguardia, consente comunque una certa rapidità di lettura, sebbene richieda ancora la presenza di personale sul posto. StudioEnergia - via Lomellina, Milano - Tel pag. 11/11

12 StudioEnergia ing. T. Magnelli & C. Foto-7: vani di alloggiamento delle centraline autonome d utenza 2.7 Predisposizioni future L edificio ospitante la centrale termica ha dimensioni non adatte a contenere ulteriori generatori termici per eventuali ampliamenti della rete e/o potenziamento dell utenza. Quanto alla rete di trasporto del calore, mantenendo l attuale T di progetto di 15 C non è in grado di erogare potenze superiori a quella registrata nell esercizio effettivo dell impianto (circa 3,5 MWt). Eventuali incrementi della potenza termica da erogare richiedono per lo meno l incremento del T a C (con corrispondenti incrementi di potenza del 35 65% rispetto ai valori attuali). Verifiche, quelle ora dette, che richiedono una analisi dettagliata delle utenze e delle modalità di regolazione delle centraline autonome. 2.8 Caratteristiche dimensionali del parco edilizio teleriscaldato Il P.E.E.P. Marecchiese è costituito, nella sua configurazione odierna, da n. 9 complessi edilizi residenziali, individuati con le lettere da A ad I nelle precedenti Fig. 2-2 e Fig. 2-3 (in quest ultima è anche riportata una foto satellitare di parte del comprensorio), e da tre edifici a destinazione diversa (Centro Civico Commerciale; Centro Sociale e Palestra). E utile evidenziare, per le considerazioni che saranno svolte nel successivo Cap. 4, che all interno del perimetro del P.E.E.P. esistono edifici, indicati nella Tab. 2-2 sottostante, non allacciati alla rete di teleriscaldamento in esame. Non sono disponibili informazioni esaustive sulle tipologie degli impianti installati in detti edifici. 2.9 I consumi termici dell utenza I consumi termici degli edifici del P.E.E.P. Marecchiese allacciati alla rete di teleriscaldamento, misurati dai contabilizzatori installati sulle centraline autonome dei singoli alloggi, sono riportati, per gli anni 2006 e 2007, nella sottostante Tab StudioEnergia - via Lomellina, Milano - Tel pag. 12/12

13 Tab. 2-2 Teleriscaldamento Rimini-MARECCHIESE Caratteristiche dimensionali del parco edilizio riscaldato Destinazione Ubicazione Superficie Altezza K Volumetria d'uso edifici Via e numero civico netta lorda [1] riscaldata S (m2) h (m) VR (m3) Residenziali ,00 1, Centro Civico Commerciale Caduti di Marzabotto, Centro Sociale Caduti di Marzabotto, Palestra Cuneo, 11/A TOTALE [1] K = coefficiente maggiorativo che tiene conto delle strutture murarie verticali e dei vani scale Edifici interni al perimetro del Peep ma non teleriscaldati VR (m3) Edifici di Via Flavia Casadei n e n (nucleo edilizio L) Edificio di Via Ermete Novelli n (Quartiere IACP - Nucleo edilizio G) Edificio di Via Ermete Novelli 13 (Quartiere IACP - Sede ACER) Chiesa Evangelica di via Ermete Novelli n Edifici di Via Aldo Moro n (interni al corpo di fabbrica B) Edifici ex IACP tra Via Jano Planco e Via del Passero nd nd = volumetria non disponibile TAB. 2-3 Teleriscaldamento Rimini-MARECCHIESE Consumi annui di energia termica dell'utenza Consumi Volumetria Gradi Consumi ANNO termici riscaldata Giorno specifici [1] MWht m3 C g kwht/m3 Anno ,3 Anno ,0 Anno ,0 Media '05-' ,5 [1] Sommatoria delle misure sulle sottocentrali individuali 3 La necessità di un piano di riqualificazione, potenziamento ed estendimento dell impianto di teleriscaldamento del P.E.E.P. Marecchiese Da quanto sinteticamente riportato nel precedente Cap. 2, conseguono le considerazioni appresso riportate: 1) L impianto di teleriscaldamento del P.E.E.P. Marecchiese, risulta, nella configurazione attuale, un sistema chiuso, nel senso che limita l erogazione dell energia al comparto, e, come tale: StudioEnergia - via Lomellina, Milano - Tel pag. 13/13

14 a) non è coerente con il concetto di Servizio Pubblico Locale, assunto a principio-guida dell azione del Comune di Rimini, come ribadito nelle premesse alla Delibera di indirizzo del Consiglio Comunale n. 116 dell 8/8/2009, in quanto limita il diritto dei cittadini limitrofi al P.E.E.P. ad accedere al servizio di teleriscaldamento; b) non è un impianto di teleriscaldamento propriamente detto, in quanto non corrisponde alla definizione contenuta nell art. 2, comma 3, del Decreto del Ministero delle Attività Produttive del 24/10/2005, riportante le Direttive per la regolamentazione della emissione dei certificati verdi alle produzioni di energia di cui all art. 1, comma 71, della legge 23 agosto 2004, n La mancata coerenza con la definizione contenuta nel Decreto 24/10/2005 potrebbe, a breve, avere un impatto negativo sul bilancio economico della gestione dell impianto, e quindi riflettersi, inevitabilmente, sui costi a carico degli utenti. Infatti, la suddetta definizione di impianto di teleriscaldamento è fatta propria, ed ancora meglio precisata, nella Procedura di qualificazione impianti a idrogeno, a celle a combustibile, di cogenerazione abbinata al teleriscaldamento, emanata dal GSE (Gestore del Sistema Elettrico) e pubblicata sul Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale del 10/1/2008, avente per oggetto la certificazione CAR (Cogenerazione ad Alto Rendimento) ai sensi di quanto disposto dal D.Lgs. 20/2007, recante norme per l Attuazione della Direttiva 2004/8/CE sulla promozione della cogenerazione basata su una domanda di calore utile nel mercato interno dell energia. Il mancato rispetto dei pre-requisiti per l ottenimento della certificazione CAR (che, a partire dal 2010, sostituirà i requisiti richiesti dalla Delibera dell Autorità per l Energia Elettrica ed il Gas n. 42/2002), comporta il rischio del mancato accesso ai benefici di legge previsti per la Cogenerazione ad Alto Rendimento: in primo luogo la priorità di ritiro dell energia elettrica cogenerata; ma non sono da escludere ripercussioni negative anche sui benefici fiscali di cui godono oggi questi impianti (accisa ridotta sul gas consumato dalle caldaie) e sull accesso agli incentivi pubblici. 2) Inoltre, dal punto di vista strettamente tecnico: a) La sezione cogenerativa della centrale di produzione dell energia, installata nel 1995, è abbastanza prossima al termine della sua vita tecnica. Pur trattandosi di macchine che hanno totalizzato appena ore di esercizio ciascuna, le loro caratteristiche (motori diesel adattati al servizio cogenerativo ed all alimentazione a gas) non consentono il raggiungimento della durata di vita tipica dei cogeneratori costruiti espressamente per questo servizio ( ore). E ragionevole prevedere che entro 5 6 anni, se non prima, si dovrà procedere al rinnovo di tale macchinario. b) Le caldaie di integrazione, anch esse installate nel 1995, hanno funzionato in maniera molto saltuario: modalità di esercizio che comportano un degrado ben superiore di quello dell esercizio continuo. c) In sostanza si ritiene che i principali impianti di centrale difficilmente potranno offrire sicurezza di esercizio oltre il E prevedibile che entro tale orizzonte temporale la centrale necessiti di un rifacimento complessivo. d) Quanto alla rete primaria di trasporto del calore, risalente al 1982, questa è stata sì realizzata adottando tecnologie moderne (tubazioni precoibentate posate direttamente nel terreno), ma, malauguratamente, senza prevedere alcun sistema di allarme per la rilevazione delle eventuali perdite. Sistema, quest ultimo, di estrema importanza, sia per StudioEnergia - via Lomellina, Milano - Tel pag. 14/14

15 consentire rapidi ed efficaci interventi in caso di rottura delle tubazioni, sia per evitare più estesi danni alla rete provocati dalla stessa fuoriuscita di acqua. La rete, come è stato evidenziato nei paragrafi precedenti, è stata interessata, nel corso della gestione attuale da diversi interventi puntuali per riparazione di rotture. Si è proceduto, nell ambito di tali interventi, alla sostituzione dei tratti danneggiati, ma sostanzialmente la rete principale conserva le caratteristiche del manufatto originario, quindi con una età prevalente di 25 anni. Pur con i limiti evidenziati, si ritiene tuttavia che, adottando un corretto programma manutentivo, la rete di distribuzione del calore possa comunque svolgere in relativa sicurezza il proprio servizio per il prossimi 5 6 anni. Non si ritiene plausibile il prolungamento della vita tecnica della rete oltre tale termine, non solo per il fatto della mancanza del sistema di allarme, ma anche in considerazione del fatto che le tubazioni sono state fornite e la rete realizzata prima della entrata in vigore della norma EN-253, che fornisce prescrizioni molto più rigorose che in passato. e) Più critico risulta lo stato degli allacciamenti fra i pozzetti di consegna ai fabbricati e le colonne montanti degli stessi, realizzati con tecniche differenti dalla prima (tubazioni in acciaio nero coibentate mediante guaina flessibile isolante). Ne sono testimonianza i frequenti interventi di rifacimento resisi necessari negli ultimi anni. Circa il 50% della estensione di tali allacciamenti sono stati rifatti nel corso della gestione attuale e sicuramente occorrerà procedere, in tempi brevi, alla graduale sostituzione dei tratti rimanenti. f) L impianto del P.E.E.P. Marecchiese soffre di forti perdite termiche. Nel biennio il sistema ha dissipato, complessivamente, fra il punto di immissione in centrale ed i punti di contabilizzazione presso i singoli alloggi, circa il 30% dell energia termica. Per tutto quanto sopra esposto, il Comune di Rimini ritiene necessario che, al fine di garantire ai cittadini la fornitura di energia a costi inferiori a quelli dei vettori tradizionali, nonché in maniera affidabile ed ambientalmente sostenibile, il nuovo Gestore debba procedere: a) alla riqualificazione della centrale di produzione dell energia ed al suo potenziamento per soddisfare gli accresciuti fabbisogni derivanti dal successivo punto d); b) alla riqualificazione della rete esistente, degli stacchi e delle sottocentrali d utenza; c) alla riqualificazione del sistema di supervisione e controllo, in particolare per quanto attiene il sistema di telelettura dei contatori d utenza; d) all estensione della rete nelle aree limitrofe al comparto P.E.E.P., in modo da configurare l impianto come sistema aperto. Il Comune fornisce, a tale scopo, le prescrizioni generali riportate al successivo Cap Prescrizioni generali imposte al Gestore 1) Entro 180 giorni solari dalla decorrenza del Contratto, il Gestore dovrà presentare al Comune di Rimini un rapporto tecnico dettagliato sullo stato di efficienza degli impianti e dei componenti installati in centrale di produzione dell energia, il relativo programma temporale di rinnovo, sostituzione e riqualificazione, nonché il dettaglio della stima dei costi conseguenti. La progettazione esecutiva e la realizzazione delle opere sarà effettuata in coerenza con il programma temporale prima detto. StudioEnergia - via Lomellina, Milano - Tel pag. 15/15

16 2) Entro il medesimo termine di cui al punto precedente, il Gestore dovrà presentare al Comune di Rimini un rapporto tecnico dettagliato sullo stato della rete, degli stacchi e delle sottocentrali d utenza, nonché il relativo programma temporale di rinnovo, sostituzione e riqualificazione, corredato dei valori economici di dettaglio. La progettazione esecutiva e la realizzazione delle opere sarà effettuata in coerenza con il programma temporale prima detto. 3) Entro 60 giorni dalla decorrenza del Contratto, il Gestore dovrà eseguire il censimento dell utenza potenzialmente teleriscaldabile ubicata entro una distanza ragionevole dalla centrale del P.E.E.P. Marecchiese, e comunque nell area urbana evidenziata nella planimetria riportata nell Annesso A2-2, che stime preliminari effettuate dal Comune di Rimini portano a ritenere come possibile area di espansione dell impianto di teleriscaldamento del P.E.E.P. Marecchiese. Nel citato Annesso A2-2 sono riportate alcune valutazioni preliminari che possono orientare l indagine del Gestore. I risultati del censimento dovranno essere presentati al Comune di Rimini entro il suddetto termine, e dovranno essenzialmente comprendere: l indicazione della metodologia d indagine; il data-base delle utenze ritenute potenzialmente teleriscaldabili (denominazione, ubicazione, destinazione d uso, tipologia impianti attuali, volumetria riscaldata, fabbisogni termici annui per riscaldamento ed acqua calda sanitaria, costi attuali, ecc.); la cartografia dell area riportante la georeferenziazione delle utenze censite. 4) Entro 180 giorni dalla decorrenza del Contratto il Gestore dovrà consegnare al Comune di Rimini il progetto preliminare-definitivo del potenziamento-estendimento dell impianto del P.E.E.P. Marecchiese alle aree limitrofe, in relazione ai risultati della precedente indagine d utenza e comunque in grado di servire almeno come primo stralcio funzionale il nuovo intervento di edilizia residenziale pubblica nell ambito dell ex macello comunale entro la scadenza di fine lavori assegnata allo stesso dalla Regione Emilia Romagna per il mantenimento dei finanziamenti relativi ai Programmi di riqualificazione urbana per alloggi a canone sostenibile (Delibera di Giunta Regionale n. 1104/2008). Il progetto dovrà almeno evidenziare: a) la stima dell utenza esterna effettivamente tele riscaldabile (in rapporto alle sue dimensioni, alla ubicazione, ai vincoli urbanistici, ecc.); b) il tracciato di massima della rete ed il relativo dimensionamento, tenuto conto dei vincoli frapposti dal tessuto urbano; c) le necessità di potenziamento della centrale di produzione dell energia; d) il programma temporale di realizzazione del progetto di potenziamento ed estendimento; e) la stima degli investimenti necessari per la realizzazione del progetto ed il relativo piano pluriennale; f) il bilancio energetico in transitorio ed a saturazione; g) l analisi di redditività economica dell iniziativa con il metodo del DCF (Discounted Cash Flow) e l impatto che l estensione della rete ed il potenziamento della centrale comporta sui costi di produzione dell energia termica rispetto alla situazione attuale; h) l analisi ambientale dell iniziativa, in termini di riduzione delle emissioni di CO2, NOx, SO2, micro polveri. 5) Entro 240 giorni dalla decorrenza del Contratto il Gestore dovrà consegnare al Comune di Rimini il progetto esecutivo del potenziamento-estendimento dell impianto del P.E.E.P. Marecchiese necessario per servire almeno il nuovo intervento di edilizia residenziale pubblica nell ambito dell ex macello comunale; il Gestore eseguirà inoltre la progettazione esecutiva, StudioEnergia - via Lomellina, Milano - Tel pag. 16/16

17 comprensiva di quadro economico di dettaglio, e darà corso alla realizzazione degli ulteriori estendimenti di rete all esterno del P.E.E.P. e del relativo eventuale potenziamento della centrale solo nel caso in cui il progetto presenti, sulla base delle analisi svolte nel precedente punto 4, redditività economica positiva, intendendo con ciò un Pay Back Period non superiore a 20 (venti) anni. Valgono, poi, le seguenti ulteriori prescrizioni: 6) La rete di teleriscaldamento sarà ad acqua calda, con temperatura di mandata (inverno) pari a 90 C e temperatura di ritorno (inverno) non superiore a 65 C; 7) Il dimensionamento delle tratte sarà effettuato adottando i parametri di progetto riportati nella sottostante Tab ) Al Gestore è fatto obbligo di avvalersi di progettisti che hanno svolto servizi tecnici per impianti di tipologia e dimensioni analoghe. 9) Al Gestore è fatto obbligo di osservare tutte le Norme tecniche e di legge più aggiornate attinenti la categoria di opere che dovrà realizzare. 10) La centrale dovrà avere configurazione e dimensionamento tale da soddisfare tutte le norme nazionale e regionali in vigore alla data di decorrenza del Contratto ed attinenti l efficienza energetica e la riduzione dell impatto ambientale. A puro titolo di esempio: (1) rispetto dei parametri IRE ed LT previsti dalla Delibera Autorità per l Energia Elettrica ed il Gas n. 42/02 del 19/3/2002 e successive modificazioni ed aggiornamenti; (2) conseguimento delle prestazioni per l ottenimento della certificazione CAR (Cogenerazione ad Alto Rendimento) ai sensi del D.Lgs. 8/2/2007 n. 20 di attuazione della Direttiva comunitaria 2004/8/CE; (3) Conseguimento delle prestazioni per l accesso al regime fiscale agevolato sul gas naturale consumato in centrale (Legge n. 10/1991 art. 11, lettera b; Circolare Ministero delle Finanze n. 145/D del 17/5/1995 e successive modificazioni ed integrazioni); conseguimento delle prestazioni per poter fruire dei contributi pubblici nazionali e/o regionali (Deliberazione Giunta Regionale n. 417 del 30/3/2009). 11) La centrale dovrà avere configurazione e dimensionamento tali da consentire, nell esercizio annuo, il raggiungimento di un rapporto fra energia termica cogenerata ed energia termica StudioEnergia - via Lomellina, Milano - Tel pag. 17/17

18 immessa in rete non inferiore a 0,70. Il vincolo vale a partire dalla data di avvio della sezione cogenerativa. 12) La centrale dovrà avere configurazione e dimensionamento tali da consentire, nell esercizio annuo, il raggiungimento di un risparmio di energia primaria fossile non inferiore al 20% del consumo del Sistema Convenzionale Sostituito, calcolato secondo i principi contenuti nella Circolare n. 220/F allegata al Decreto Ministero Industria del 7/5/1992, ed adottando i seguenti parametri aggiornati alla situazione odierna: rendimento del sistema elettrico sostituito ηes=0,40; rendimento del sistema termico sostituito ηts=0,85. 13) La sezione in produzione semplice dovrà essere il grado di coprire non meno del 100% del carico di punta invernale, per poter assicurare una adeguata erogazione di calore anche nell ipotesi di fuori servizio della sezione cogenerativa. 5 - Controlli spettanti al Comune di Rimini All Amministrazione Comunale di Rimini sono riservate le sotto elencate funzioni di controllo/approvazione delle fasi progettuali, realizzative e gestionali dell impianto di teleriscaldamento del P.E.E.P. Marecchiese e degli estendimenti esterni al comparto: a) Piano di riqualificazione della centrale Al Comune di Rimini è riservata l approvazione del piano di riqualificazione della centrale esistente, della rete, degli stacchi e delle sottocentrali d utenza, compresi i relativi valori economici previsionali. b) Piano di sviluppo del teleriscaldamento alle aree esterne al P.E.E.P. Al Comune di Rimini è riservata l approvazione del piano di sviluppo del teleriscaldamento all esterno del comparto P.E.E.P. Marecchiese ed il relativo piano di potenziamento della centrale, compreso il piano degli investimenti pluriennali. In particolare, entro 30 giorni solari dal ricevimento della documentazione completa da parte del Gestore, il Comune di Rimini deve approvare (ovvero richiedere eventuali integrazioni/modifiche) i progetti preliminare-definitivo ed esecutivo delle opere necessarie per servire almeno il nuovo intervento di edilizia residenziale pubblica nell ambito dell ex macello comunale. c) Realizzazione delle opere All Amministrazione Comunale di Rimini è riservata la più ampia facoltà di controllo nel corso della esecuzione delle opere di cui ai precedenti punti a) e b), al fine di accertarne la totale coerenza con il progetto esecutivo e con il piano realizzativo. Il Gestore dovrà pertanto consentire l accesso al cantiere al personale incaricato dal Comune di Rimini, consentire la visione dei manufatti, delle forniture e della documentazione relativa, offrire la più ampia collaborazione per l acquisizione e le verifiche nel corso delle ispezioni. L esito delle ispezioni da parte del Comune di Rimini, quand anche positivo ed esente da rilievi e/o contestazioni, non costituisce approvazione formale ai fini dell esito del collaudo finale di cui al successivo punto. d) Collaudo finale ed accettazione delle opere Al Comune di Rimini spetta il collaudo per stralci, per lotti funzionali e quello finale delle opere e degli impianti, nessuno escluso, rientranti nel programma di riqualificazione, potenziamento ed estendimento dell impianto di teleriscaldamento del P.E.E.P. Marecchiese. A titolo indicativo e non esaustivo, di seguito si elencano le attività di collaudo che il Comune effettuerà sugli impianti ed opere realizzate dal Gestore. StudioEnergia - via Lomellina, Milano - Tel pag. 18/18

19 1) Collaudo tecnico-costruttivo Verifica della rispondenza delle opere e degli impianti al progetto esecutivo-costruttivo approvato dal Comune di Rimini. Verifica della rispondenza delle opere e degli impianti realizzati alle norme tecniche e di legge. Verifica delle certificazioni di conformità, collaudi e garanzie fornitori sulle apparecchiature principali. 2) Collaudo tecnico-funzionale Verifica del corretto funzionamento delle apparecchiature ed impianti di maggiore importanza: cogeneratori, caldaie, rete, sottocentrali d utenza, sistemi di pompaggio, ecc. Verifica dei livelli prestazionali degli impianti previsti in progetto. Il collaudo funzionale delle apparecchiature e degli impianti sarà eseguito in accordo alle norme tecniche e di legge in vigore. 3) Collaudo tecnico-gestionale Il collaudo gestionale dovrà accertare il raggiungimento dei livelli prestazionali generali del sistema di teleriscaldamento previsti nel progetto approvato dal Comune di Rimini e nel Contratto di Servizio: continuità del servizio di erogazione del calore all utenza; efficienza energetica dei sistemi di produzione; risparmio di energia primaria fossile conseguito dall avvio degli impianti ad oggi; perdite termiche della rete; ecc. 4) Collaudo amministrativo Il collaudo amministrativo dovrà verificare: l avvenuto ottenimento di tutte le autorizzazioni previste per la costruzione dell impianto (centrale, rete, sottocentrali); l avvenuto ottenimento di tutte le autorizzazioni previste per l esercizio degli impianti e la vigenza delle autorizzazioni suddette; la contabilità di cantiere tenuta dal Gestore; la puntuale ricostruzione dei costi delle opere, attraverso l acquisizione presso il soggetto realizzatore: (1) della precisa e dettagliata consistenza delle opere (computo metrico di dettaglio degli impianti ed opere e delle tavole grafiche come costruito ); (2) dei costi sostenuti per le specifiche forniture e/o per ciascuna categoria di opere; (3) della documentazione contabile fiscalmente valida relativa ai costi sostenuti. 6 Condizioni economiche I costi sostenuti dal Gestore per la riqualificazione, potenziamento dell impianto esistente e per l estendimento della rete all esterno del comparto P.E.E.P. Marecchiese saranno al medesimo indennizzati alla scadenza del Contratto, da parte del Comune di Rimini o del successivo Gestore. L indennizzo sarà valutato con il metodo del VIR (Valore Industriale Residuo) e dovrà tener conto di eventuali contributi pubblici comunque erogati al Gestore, come meglio specificato negli Allegati 4 e 5 al Contratto di Servizio. StudioEnergia - via Lomellina, Milano - Tel pag. 19/19

20 ANNESSO A2-1 Il teleriscaldamento deve essere un sistema aperto per ottenere la certificazione di Cogenerazione ad Alto Rendimento StudioEnergia - via Lomellina, Milano - Tel pag. 20/20

21 ANNESSO A2-2 Valutazioni preliminari effettuate dal Comune di Rimini in merito alle utenze potenzialmente teleriscaldabili localizzate nell area urbana posta a ridosso del P.E.E.P Marecchiese Nella planimetria sotto riportata si evidenziano comparti e fabbricati, esistenti ed in progetto, sia a destinazione residenziale sia ad altre destinazioni (attrezzature scolastiche, uffici pubblici, ecc.), che potrebbero essere allacciati all ampliamento della rete che oggi serve esclusivamente il comparto P.E.E.P. Marecchiese. Per ciascun comparto/edificio si forniscono gli elementi di sintesi oggi disponibili, che il Gestore approfondirà nella fase di analisi di cui al Cap. 4 del presente documento. Intervento di riqualificazione urbana sull'ambito dell ex macello comunale. Il sito dell intervento è localizzato ad una distanza di circa 1,40 km dalla centrale del P.E.E.P. Marecchiese. Si tratta di un progetto compreso nella proposta di programma di riqualificazione StudioEnergia - via Lomellina, Milano - Tel pag. 21/21

22 urbana approvato con Delibera di Giunta Comunale n. 66 del 24/2/2009 per partecipare al bando per accedere ai finanziamenti pubblici di cui alla Delibera di Giunta Regionale n del 16/7/2008. Sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia Romagna n. 142 del 12/8/2009 è stata pubblicata la Delibera di Giunta Regionale n del 27/7/2009 che, approvando la graduatoria, attribuisce al Comune di Rimini i finanziamenti richiesti per la realizzazione di un fabbricato di edilizia residenziale pubblica composto da n. 31 alloggi da destinare alla locazione permanente (volume riscaldato stimato pari a m 3 ) e di urbanizzazioni primarie e secondarie. Il bando anzidetto dispone che l inizio dei lavori per almeno uno degli interventi oggetto del finanziamento debba avvenire entro 270 giorni dall approvazione della graduatoria e che la fine dei lavori dell intero programma costruttivo deve avvenire entro tre anni dall inizio dei lavori. Nell ambito suddetto è collocata la struttura dell'ex macello comunale con la previsione di un suo recupero per destinarla a sede del Tecnopolo Tecnologico e di Zone Moda dell Università, funzioni queste per le quali è in corso l ottenimento di ulteriori specifici finanziamenti europei. Nuovi insediamenti residenziali identificati in planimetria come Scheda 8.7. Si tratta di prossimi insediamenti posti ad una distanza di circa 1,8 km dalla centrale di teleriscaldamento esistente. Nuovi insediamenti residenziali identificati in planimetria come Scheda Si tratta di un area confinante con i fabbricati di Via J. Planco nn. 1-7, già allacciati all impianto di teleriscaldamento). Area destinata ad istruzione superiore all obbligo Al momento non sono disponibili elementi tecnici. Complesso residenziale identificato come Quartiere ex IACP compreso tra Via E. Novelli, Via J. Planco, Via di Mezzo e Via del Passero. Benché interno al perimetro del P.E.E.P., in questo comparto urbano la rete di teleriscaldamento non esiste. Nella planimetria allegata sono evidenziati due edifici ancora a prevalente proprietà comunale: Torre, composto da n. 31 alloggi, di cui 27 di proprietà del Comune di Rimini (i m 3 indicati sono riferiti ai soli alloggi comunali), e Nucleo E composto da n. 12 alloggi di cui 10 di proprietà del Comune di Rimini (i m 3 indicati sono riferiti ai soli alloggi comunali). Per tali alloggi era in programma da parte del gestore (A.C.E.R. Rimini), la sostituzione degli impianti autonomi; tenuto conto dei possibili sviluppi della rete di teleriscaldamento, il progetto è stato momentaneamente sospeso. Nel 2007 è stata realizzata in Via E. Novelli n. 13 la nuova sede A.C.E.R. Rimini, dotata di un impianto di riscaldamento centralizzato; nei prossimi mesi è prevista la sopraelevazione del fabbricato, con un incremento di volumetria di circa m 3. Sempre nel 2007 è stato realizzato in Via E. Novelli n da A.C.E.R. Rimini un fabbricato di edilizia residenziale pubblica costituito da n. 12 alloggi, ma dotati di impianto di riscaldamenti individuali. Quanto ai restanti edifici del Quartiere IACP, ora di proprietà privata, risulterebbe che gli impianti di riscaldamento degli edifici di Via di Mezzo nn siano centralizzati, mentre quelli degli edifici di Via E. Novelli nn. 1 7, di Via J. Planco nn. 2-4 e di Via del Passero nn risulterebbe di tipo individuale. StudioEnergia - via Lomellina, Milano - Tel pag. 22/22

23 Nucleo edilizio L del P.E.E.P. Marecchiese Nel 2006 sono stati realizzati in Via F. Casadei n e n due fabbricati di edilizia residenziale pubblica di proprietà comunale, costituiti ciascuno da n. 15 alloggi e dotati entrambi di impianto di riscaldamento centralizzato alimentato da una caldaia a condensazione. Insediamento identificato come Villaggio Azzurro di proprietà dell'aeronautica militare Si tratta di un grosso complesso residenziale abitato da militari e dalle loro famiglie. Il Comune di Rimini ha già avviato contati con i responsabili delle strutture militari, che hanno dimostrato interesse al possibile allacciamento degli impianti delle palazzine alla rete di teleriscaldamento del P.E.E.P. Marecchiese. Attrezzature scolastiche esistenti e in progetto Sono disponibili i dati riportati nella sottostante tabella. Sede della Provincia di Rimini L impianto di riscaldamento centralizzato è di recente realizzazione ed efficiente, ma si confida nel fatto che il costo del calore erogato dalla rete di teleriscaldamento possa essere concorrenziale rispetto ai costi dell impianto convenzionale a gas. Casa di Riposo Istituto Valloni Si tratta di un grosso complesso esistente per il quale, al momento, non sono tuttavia disponibili informazioni. StudioEnergia - via Lomellina, Milano - Tel pag. 23/23

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