Resta in Ascolto: Intervento sul bullismo ed i comportamenti aggressivi

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1 1 Resta in Ascolto: Intervento sul bullismo ed i comportamenti aggressivi INTRODUZIONE L Associazione Family Time nasce con l obiettivo di offrire un contributo alla tutela dei minori e delle loro famiglie. In particolare, l Associazione si occupa di attività di prevenzione del disagio minorile, con particolare attenzione alle tematiche dell abuso sessuale e di ogni forma di maltrattamento, discriminazione e violenza, subiti e/o perpetrati ai danni di qualcuno. Studi clinici recenti, hanno messo in evidenza un alta correlazione tra l incidenza di maltrattamento e abuso ai minori, e un basso livello di autostima, mentre la scarsa capacità di ascolto e di empatia risulta essere un fattore che, nel futuro, potrebbe portare il giovane ad essere esposto al rischio di diventare egli stesso un ragazzo e/o un adulto con atteggiamenti discriminatori, violenti e/o abusanti. Tematica, questa, oggi fortemente presente nel mondo della scuola, in particolare attraverso il fenomeno del bullismo.

2 IL PROGETTO L Associazione Family Time ha messo a punto un progetto, indirizzato alla Scuola Media Inferiore, in un ottica che, su più livelli, vuole essere di prevenzione e di contrasto. Gli obiettivi che con tale progetto si intende perseguire sono, dunque, molteplici; tra questi troviamo: 2 - l assunzione del ruolo educativo da parte degli adulti; - la conoscenza della violenza nelle sue diverse espressioni - il potenziamento delle competenze relazionali e comunicative; - la valorizzazione e l apertura verso le differenze; - la capacità di affrontare il conflitto in modo consapevole e costruttivo; - il potenziamento delle competenze empatiche e legate al saper cogliere il punto di vista dell altro; - la promozione di comportamenti prosociali. All interno dell Istituto coinvolto, parteciperanno al progetto quattro classi seconde, selezionate dal Dirigente Scolastico e dai docenti, individuando le maggiori necessità. Ogni gruppo classe parteciperà a 6 incontri settimanali di un ora ciascuno. Il progetto sarà realizzato da una équipe psico-educativa composta da una psicologa, una psicoterapeuta ed un facilitatore che coordinerà, in prima linea, il gruppo classe, attraverso una partecipazione attiva e un mettersi in gioco in prima persona. Proprio per questo, ogni facilitatore, prima dell inizio del progetto, si è

3 formato ed ha auto-sperimentato i percorsi. Ha, cioè, provato su di sé cosa ogni attività proposta può suscitare, a livello di intensità emotiva e di vissuti, in modo da potenziare le capacità empatiche ed evitare quell allagamento emozionale che renderebbe poi difficoltosa la gestione del gruppo. Gli incontri saranno organizzati intorno al tema della violenza nelle sue diverse forme, con particolare attenzione alla tematica del bullismo, attorno alla quale far convogliare diverse tematiche: la discriminazione razziale, l emarginazione legata alla povertà, i comportamenti a rischio, le tossicodipendenze, le dipendenze da gioco d azzardo, ecc. Ognuno di questi temi sarà affrontato dall équipe psicoeducativa. 3 STRUMENTI Il coinvolgimento e la partecipazione degli allievi e degli insegnanti saranno stimolati, all interno della classe, utilizzando specifiche tecniche di attivazione, come ad esempio: Schede di lavoro personali: ogni scheda contiene alcune domande che portano chi partecipa a riflettere sull argomento trattato; questo lavoro prevede una prima fase individuale per facilitare la riflessione personale, e successivamente una condivisione in gruppo con la facilitazione del conduttore. Questo tipo di attività, consente ai partecipanti di esprimere le proprie idee e vissuti, confrontandosi con gli altri e avendo, quindi, modo di sperimentare la valorizzazione dell unicità di ogni persona e la ricchezza della diversità. Simulate di storie di vita: questa tecnica, facilita l esplorazione di vissuti e sentimenti propri e degli altri. Carte stimolo: utilizzabili soprattutto in gruppi nei quali esista già o si sia creato un buon clima e un alto livello di comunicazione, permettono di affrontare temi specifici. Giochi interattivi e giochi sportivi (in base alla disponibilità di uno spazio idoneo): offrono occasioni di coesione di gruppo, di accettazione di sé e degli altri.

4 All interno di ogni attività, sono previsti momenti di lavoro individuali, in piccoli gruppi e in grandi gruppi, per consentire di esperire: - diversi livelli di intimità, coinvolgimento, responsabilità; - diversi modi in cui operano gruppi di dimensioni differenti; - l eterogeneità e l omogeneità tra i membri dei gruppi Il Progetto prevede un incontro di presentazione, che sarà effettuato all interno dell Istituzione Scolastica, con il coinvolgimento delle famiglie e dei docenti, a cui saranno invitati a partecipare anche gli enti locali e territoriali. 4 All inizio del lavoro, verrà richiesta ai genitori degli allievi coinvolti, un autorizzazione a realizzare materiale video e fotografico, in modo da poter utilizzare tale materiale nell incontro di restituzione dei risultati. Per poter monitorare il lavoro svolto, verranno utilizzate delle schede di lavoro che, appositamente strutturate, forniranno una chiave di lettura dei progressi via via ottenuti. Le basi teoriche a cui si farà riferimento per la realizzazione del Progetto Resta in Ascolto saranno particolarmente legate al tema del bullismo, particolarmente vicino alla fascia d età oggetto dell intervento.

5 Il Progetto Resta in ascolto è suddiviso in quattro aree di n 6 incontri. Ogni area inizia e si conclude portando a termine il percorso previsto per la singola unità. Sarà l Istituto coinvolto a decidere, di volta in volta, se proseguire con l area successiva o se fermarsi con l intervento realizzato. Prima area: Fattori protettivi conoscenza di sé e autostima potenziare l autostima aumentare la capacità di esprimere emozioni e sentimenti migliorare le relazioni all interno della classe Seconda area: Focalizzazione sul problema del bullismo diffondere la conoscenza del fenomeno del bullismo aumentare la consapevolezza del ruolo che ogni alunno può avere migliorare le relazioni all interno della classe apprendere strategie per superare e/o gestire le difficoltà Terza area: Intervento sulle prepotenze in atto diminuire il fenomeno del bullismo nella classe e nella scuola aumentare la conoscenza delle conseguenze di alcune tipologie di bullismo affrontare nello specifico alcuni tipi di prepotenza Quarta area: Supporto ai compagni e gestione dei conflitti aumentare la capacità comunicativa e di empatia potenziare abilità e competenze di aiuto rafforzare la capacità di essere assertivi apprendere strategie e competenze per la comprensione e la gestione dei conflitti 5

6 Bibliografia AA.VV., Maltrattamento e Abuso all infanzia, n 1, Vol. 4, FrancoAngeli, Milano, 2002 AA.VV., Maltrattamento e Abuso all infanzia, n 1, Vol. 5, FrancoAngeli, Milano, 2003 AA.VV., Maltrattamento e Abuso all infanzia, n 3, Vol. 5, FrancoAngeli, Milano, 2003 AA.VV., Può essere andata così, CBM, Milano, 1998 Buccoliero E., Maggi M., Bullismo, bullismi. Le prepotenze in adolescenza dall analisi dei casi agli strumenti di intervento, Franco Angeli, Milano, 2006 Cirillo S., Di Blasio P., La famiglia maltrattante. Diagnosi e terapia, Raffaello Cortina Editore, Milano, 1989 Direttiva Ministeriale n 16, Linee di indirizzo generali ed azioni a livello nazionale per la prevenzione e la lotta al bullismo. Franchini G., Maiolo G. (a cura di), Attenti al lupo cattivo, Edizioni Erikson, 2005 Malacrea M., Trauma e riparazione. La cura nell abuso sessuale all infanzia, Raffaello Cortina Editore, Milano, 1998 Montecchi F. (a cura di), I maltrattamenti e gli abusi sui bambini. Prevenzione e individuazione precoce, FrancoAngeli, Milano, 1998 Novara D., Boccalini L., Tutti i grandi sono stati bambini, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2000 Olweus D., Bully/victim problems among schoolchildren: basic facts and effects of a school based intervention program, in Pepler D., Rubin K., The development and treatment of childhood aggression, Erlbaum, Hillsdale Olweus D., Bullismo a scuola, Giunti, Firenze, 1996 Pellai A., Le parole non dette, FrancoAngeli, Milano, 2004 Pellai A., Un bambino è come un re, FrancoAngeli, Milano,

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