Parte II - Lezione n. 1 Una rappresentazione semplificata del sistema economico

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Parte II - Lezione n. 1 Una rappresentazione semplificata del sistema economico"

Transcript

1 Economia dell integrazione fiscale e delle politiche di regolamentazione (Curriculum EINT) Economia pubblica (Curriculum ELAP) Parte II - Lezione n. 1 Una rappresentazione semplificata del sistema economico Ernesto Longobardi 1 L impresa Cominciamo con il considerare un sistema economico che non intrattiene rapporti con l estero e nel uale non esistono le amministrazioni pubbliche. In tale ipotetico mondo, un impresa in un determinato periodo di tempo produce la uantità di un bene o di un serizio che ha un prezzo di mercato p. Il alore della produzione (V P ) del periodo considerato è: V P = p (1) I ricai (R) dell impresa sono dati dal alore della produzione enduta ( en ) R = p en (2) Supponiamo, per ora, che non esistano all inizio del periodo, e che non si formino durante il periodo, scorte del prodotto finito: l impresa ende sul mercato l intera produzione. Per effettuare la produzione l impresa acuista sul mercato: 1. beni e serizi intermedi 2. beni strumentali 3. laoro 1

2 Longobardi - Sistema economico 2 1. Beni e serizi intermedi Definizione 1 (Beni e serizi intermedi). I beni e i serizi intermedi sono uelli che, una olta impiegati nel processo produttio, si consumano per intero durante il periodo considerato. Chiamiamo A int il alore degli acuisti di beni e serizi intermedi. I beni e serizi intermedi impiegati, e pertanto consumati, nel processo produttio in un determinato periodo prendono il nome di consumi intermedi. Chiamiamo C int il alore dei consumi intermedi. Anche in relazione ai beni intermedi ricorriamo in un primo momento all ipotesi che non esistano e non si formino scorte: nel periodo considerato l impresa impiega nel processo produttio tutti i beni intermedi acuistati. 2. Beni strumentali Definizione 2 (Beni strumentali). I beni strumentali sono uelli la cui durata economica si estende per più di un periodo. Il alore degli acuisti di beni strumentali prende il nome di inestimento (I). I beni strumentali perdono alore, durante il periodo considerato, in parte perché si consumano e in parte perché risultano superati da nuoi beni dal punto di ista tecnologico. La perdita di alore dei beni strumentali prende il nome di ammortamento (A). 3. Laoro Chiamiamo: L = laoro acuistato dall impresa misurato in unità fisiche w = prezzo di mercato di una unità di laoro (salario) La remunerazione del laoro sarà: W = wl (3) Per acuistare beni e serizi intermedi, beni strumentali e laoro l impresa impiega capitale proprio (Kp m ) oppure capitale preso a prestito (Kd m ). Sul capitale preso a prestito l impresa paga gli interessi (INT ) al tasso di mercato (r): INT = rk m d (4) La tabella 1 riassume la struttura delle entrate e delle uscite in termini di competenza economica. La tabella 2 riporta inece le entrate e le uscite in termini di moimenti di cassa.

3 Longobardi - Sistema economico 3 Tabella 1: Entrate e uscite in termini di competenza economica Entrate Valore della produzione VP=p Uscite Costo del laoro W = wl Interessi passii Consumi intermedi Ammortamenti INT = rk m d C int A Tabella 2: Entrate e uscite in termini di cassa Entrate Valore della produzione enduta R = p en Uscite Costo del laoro W = wl Interessi passii Acuisti di beni e serizi intermedi Acuisti di beni strumentali 2 L utile e il profitto INT = rk m d A int Definizione 3 (L utile). L utile è dato dalla differenza tra il alore della produzione e i costi di produzione: U = p wl INT C int A (5) Si tratta dunue del saldo tra entrate e uscite in termini di competenza economica. La tabella 3 riporta un esempio di determinazione dell utile nel conto economico di un impresa. I Tabella 3: Il conto economico di un impresa Consumi intermedi 50 Valore della produzione 600 Stipendi e salari 150 Ammortamenti 280 Interessi passii 35 Utile 85 Definizione 4 (Il profitto). Il profitto è uanto rimane ai proprietari dell impresa una olta remunerati tutti i fattori ai prezzi di mercato.

4 Longobardi - Sistema economico 4 Mentre, dunue, per determinare l utile, si considerano i costi sostenuti dall impresa per acuistare i fattori sul mercato, nel calcolo del profitto si dee tenere conto anche della remunerazione (figuratia) dei fattori di proprietà dell impresa. Si tratta, in primo luogo del capitale proprio (K m p ), la cui remunerazione andrà calcolata al tasso di interesse di mercato (r). Ma può trattarsi anche del laoro, uando, in imprese non costituite in società di capitale, i proprietari-imprenditori (ed eentualmente i loro familiari) prestano il proprio laoro nell azienda. L utile, in uesto caso, conterrà anche la remunerazione del laoro dell imprenditore: per calcolare il profitto si dorà sottrarre dall utile la remunerazione che l imprenditore arebbe riceuto ualora aesse offerto il proprio laoro sul mercato anziché nella propria azienda. Chiamando L p la uantità di laoro prestato dall imprenditore, abbiamo: Π = p wl INT C int A rk m p wl p = U rk m p wl p (6) L utile di bilancio risulta dunue composto dal profitto, dalla remunerazione del capitale di proprietà dell impresa e dalla remunerazione del laoro dell imprenditore: U = Π + rk m p + wl p (7) In riferimento alla situazione descritta nella tabella 3 supponiamo che: 1. si tratti di un impresa indiiduale (non costituita in società); 2. il proprietario/imprenditore presti il proprio laoro nell azienda; 3. se impiegato con un rapporto di laoro dipendente presso altra azienda, il proprietario/imprenditore percepirebbe uno stipendio di 10; 4. il capitale totale impiegato nell azienda sia pari a 1400; 5. metà del capitale sia di proprietà dell imprenditore e metà sia a prestito; 6. il tasso di interesse di mercato sia il 5%. Abbiamo dunue: wl p = 10 rk m p = 0, = 35 e il profitto risulta così pari a 40 (tabella 4).

5 Longobardi - Sistema economico 5 Tabella 4: Utile e profitto Il conto economico di un impresa Componenti negatii Componenti positii Consumi intermedi 50 Valore della produzione 600 Stipendi e salari 150 Ammortamenti 280 Interessi passii 35 Utile 85 Dall utile di bilancio al profitto economico Remunerazione figuratia del laoro dell imprenditore 10 Remunerazione figuratia del capitale proprio 35 Profitto 40 3 Il alore aggiunto 3.1 Valore aggiunto e PIL Definizione 5 (Il alore aggiunto). Il alore aggiunto è dato dalla differenza tra il alore della produzione e il alore dei consumi intermedi: V A = p C int (8) Si tratta di una grandezza molto importante. Essa può essere considerata sotto due diersi profili. Da una parte rappresenta il contributo dell impresa alla produzione complessia del sistema economico nel periodo considerato: si calcola infatti per differenza tra il alore di uanto iene prodotto dall impresa (p) e il alore di uanto è stato prodotto da altre imprese e utilizzato dall impresa considerata (C int ). Con uesta nozione di alore aggiunto, non si tiene conto del fatto che l impresa, oltre ai beni e serizi intermedi, consuma nel processo produttio anche una uota dei beni strumentali. Sotto il secondo profilo, il alore aggiunto è eguale alla somma dei redditi percepiti dagli agenti che hanno partecipato al processo produttio: gli utili delle imprese al lordo degli ammortamenti, i redditi da laoro, i redditi da capitale. Combinando infatti la (5) e la (8), otteniamo: V A = U + wl + INT + A = U L + W + INT (9) doe U L = U + A sono gli utili al lordo degli ammortamenti.

6 Longobardi - Sistema economico 6 Se si somma il alore aggiunto di ogni unità produttia presente nel sistema economico si ottiene un aggregato che misura il alore della produzione complessia, al lordo degli ammortamenti. In contabilità nazionale tale aggregato è chiamato prodotto interno lordo (PIL) (lordo, appunto, degli ammortamenti): n i=1 V A i = VA = p C int = P IL (10) doe n è il numero delle unità produttie 1 Lo stesso aggregato può essere isto sotto due ulteriori punti di ista, come reddito e come spesa. 1. Il PIL è eguale alla somma dei redditi percepiti dagli agenti economici per la loro partecipazione all attiità produttia nell ambito del territorio del paese considerato (redditi interni). P IL = U L + W + INT (11) 2. Il PIL è anche eguale alla spesa complessia effettuata, nel periodo considerato, dagli utilizzatori finali. Date le due ipotesi di assenza di amministrazioni pubbliche e di sistema economico chiuso, gli utilizzatori finali sono le famiglie che acuistano i beni di consumo e le imprese che acuistano i beni di inestimento. doe C sono i consumi delle famiglie. P IL = VA = C + I (12) 3.2 Valore aggiunto tipo prodotto netto Se, con gli ammortamenti, si tiene conto del consumo di capitale fisso, si ottiene una misura della nuoa ricchezza prodotta dall impresa. Definizione 6 (Il alore aggiunto tipo prodotto netto). Il alore aggiunto tipo prodotto netto è dato dalla differenza tra il alore aggiunto e gli ammortamenti: V A pn = V A A = p C int A (13) 1 D ora in aanti le ariabili in grassetto si riferiscono all intera economia.

7 Longobardi - Sistema economico 7 Dalle euazioni (5) (13) si ottiene: V A pn = U + wl + INT (14) Se si somma, di ogni unità produttia, il alore aggiunto tipo prodotto netto, si ottiene il prodotto interno netto. Le relazioni con la distribuzione dei redditi e con la spesa dientano: P IN = U + W + INT (15) PIN = C + I A (16) 4 Le scorte di prodotti finiti e di beni intermedi Rimuoiamo ora l ipotesi di assenza di scorte di prodotti finiti e di beni intermedi. All inizio di un determinato periodo l impresa possiede in magazzino un certo ammontare di prodotti finiti pronti per essere enduti: le rimanenze iniziali di prodotti finiti (RI fin ). Se, alla fine del periodo, le rimanenze finali di prodotti finiti (RF fin ) risultano superiori alle rimanenze iniziali orrà dire che la produzione effettuata () è risultata, nel periodo considerato, maggiore della produzione enduta ( en ): parte della produzione, anziché essere enduta, è andata ad incrementare le scorte di prodotti finiti. La relazione opposta ale nel caso di ariazione in diminuzione delle scorte. Abbiamo dunue: RF fin RF fin RF fin > RI fin < RI fin = RI fin > en < en = en La relazione tra e en è pertanto data da: = en + RF fin RI fin = en + V S fin (17) doe con V S fin si indica la ariazione delle scorte di prodotti finiti misurata in uantità fisiche. Supponiamo che:

8 Longobardi - Sistema economico 8 1. le scorte di prodotti finiti siano alutate al prezzo di endita (p) 2 ; 2. il prezzo p rimanga costante nel corso del periodo considerato. Sotto ueste ipotesi, la relazione tra il alore della produzione (p) e il alore della produzione enduta (p en ) è data da: p = p en + p(rf fin RI fin ) = p en + V S fin (18) doe V S fin è la ariazione delle scorte di prodotti finiti misurata in alore. Un discorso analogo ale per i beni intermedi. Se le rimanenze finali di beni intermedi (RF int ) superano le rimanenze iniziali (RI int ), parte dei beni intermedi acuistati (A int ) non sono stati impiegati nella produzione effettuata nel periodo ma sono andati ad incrementare le scorte. Nel caso opposto (RF int < RI int ) l impresa arà inece consumato nella produzione una uantità di beni intermedi maggiore di uella acuistata, attingendo dalle scorte. Si ha dunue: RF int RF int RF int > RI int < RI int = RI int C int C int C int < A int > A int = A int La relazione tra consumi intermedi e acuisti in termini di uantità è data da: C int = A int (RF int RI int ) = A int V S int (19) Chiamando p int il prezzo dei beni e dei serizi intermedi, se si suppone che uesto rimanga costante nel corso del periodo considerato, la relazione in termini di alori è data da: C int = p int (A int V S int ) = A int V S int (20) Sostituendo la (18) e la (20) nella (5), otteniamo un espressione dell utile in termini di alore della produzione enduta e degli acuisti di beni e serizi intermedi, anziché di alore della produzione e dei consumi intermedi: 2 La regola di alutare tutti i prodotti allo stesso prezzo, indipendentemente dal fatto che essi siano enduti o siano passati a scorte, è impiegata in contabilità nazionale. In uesto modo si include nel alore delle scorte anche la componente di utile, che, in effetti, non si è ancora di fatto realizzata. Le regole contabili e fiscali preedono inece che le scorte siano alutate al costo.

9 Longobardi - Sistema economico 9 U = [p en + V S fin ] [A int + wl m + A V S int + INT ] (21) e, accorpando le rimanenze di prodotti finiti e di beni intermedi: U = [p en + V S ] [A int + wl m + A + INT ] (22) doe V S indica la ariazione del alore delle scorte complessie. Analogamente per il alore aggiunto, sostituendo la (18) e la (20) nella (8) e accorpando, otteniamo: V A = p en + V S A int (23) La tabella 5 riporta le due possibili definizioni di alore aggiunto e di utile. Π = p C int Tabella 5: Valore aggiunto e profitto V A = p C int = p en + V S A int wl m A INT = p en + V S A int wl m A INT Notiamo infine come, in presenza di scorte, le relazioni (12) e (24) dientano, rispettiamente: VA = C + I + VS (24) VA pn = C + I A + VS (25) 5 Un esempio La tabella 6 riporta il conto economico di un impresa. La ariazione complessia del alore delle scorte è data da: Applicando la (23) otteniamo: V S = = 5 V A = = 550 Verifichiamo ora che il alore aggiunto può essere alternatiamente calcolato con la (8).

10 Longobardi - Sistema economico 10 Tabella 6: Il conto economico di un impresa Componenti negatii Componenti positii Rimanenze iniziali di prodotti finiti 80 Vendita di prodotti finiti 590 Rimanenze iniziali di beni intermedi 20 Rimanenze finali di prodotti finiti 90 Acuisti di beni intermedi 45 Rimanenze finali di beni intermedi 15 Stipendi e salari 150 Ammortamenti 280 Oneri finanziari 35 Utile 85 Applicando la (18) e la (20) otteniamo: p = = 600 Pertanto dalla (8): C int = 45 (15 20) = 50 V A = = 550 Verifichiamo infine che il alore aggiunto risulta eguale alla somma del costo del laoro, degli oneri finanziari e dell utile al lordo degli ammortamenti: V A = = Valore aggiunto di cassa Le definizioni 5 e 6 considerano il alore aggiunto in termini di competenza economica. Sul ersante dei flussi di cassa, ad esse corrispondono, rispettiamente, le seguenti due definizioni. Definizione 7 (Il alore aggiunto di cassa). Il alore aggiunto di cassa è dato dalla differenza tra il alore delle endite e il alore degli acuisti di beni e serizi intermedi: V A ca = p en A int (26) Definizione 8 (Il alore aggiunto tipo consumo). Il alore aggiunto tipo consumo è dato dalla differenza tra il alore aggiunto di cassa e gli inestimenti. V A c = V A ca I = p en A int I (27)

11 Longobardi - Sistema economico 11 Per capire perché le definizioni 7 e 8 corrispondano in termini di cassa alle definizioni 5 e 6 in termini di competenza, lo studente torni a confrontare le tabelle 1 e 2. Combinando la (23) e la (26), otteniamo: Aggregando e sostituendo dalla (24), otteniamo: V A ca = V A V S (28) VA ca = C + I (29) cioè il alore aggiunto di cassa euiale, dal lato della domanda finale, alla somma dei consumi delle famiglie e degli inestimenti fissi (al lordo degli ammortamenti). Aggregando nella (27) e sostituendo dalla (29), otteniamo: VA c = C (30) cioè il alore aggiunto tipo consumo euiale, dal lato della domanda finale, ai consumi delle famiglie. 7 Le dierse nozioni alore aggiunto: un confronto di riepilogo Abbiamo dunue siluppato uattro principali nozioni di alore aggiunto. Può essere utile riprenderle breemente in considerazione in termini comparatii, sottolineando come a ciascuna di esse corrisponda un dierso modo di definire i risultati di impresa. 1. Valore aggiunto, VA. E dato dalla differenza fra il alore della produzione e il alore dei consumi intermedi. V A = p C int E il concetto di alore aggiunto di contabilità nazionale, oe è alla base della costruzione del PIL. In contrapposizione agli altri concetti di alore aggiunto, iene talora chiamato alore aggiunto tipo prodotto lordo. Dal lato dei redditi distribuiti esso corrisponde alla somma degli utili delle imprese, dei redditi da laoro dipendente e dei redditi da capitale (interessi): V A = U L + W + INT

12 Longobardi - Sistema economico 12 Il risultato di impresa risulta determinato, come aiene nei conti delle imprese, in termini di competenza economica, ma al lordo degli ammortamenti: U L = [p en + V S ] [A int + wl + INT ] In aggregato, nelle ipotesi di sistema chiuso e di assenza di amministrazioni pubbliche, il alore aggiunto tipo prodotto lordo (PIL) corrisponde, dal lato della domanda finale, alla somma dei consumi della famiglie, degli inestimenti fissi lordi e degli inestimenti in scorte: VA = PIL = C + I + VS 2. Valore aggiunto tipo prodotto netto, VA pn. Si ottiene dal precedente sottraendo gli ammortamenti. V A pn = V A A = p C int A Dal lato dei redditi distribuiti, gli utili delle imprese sono, nella sostanza, uelli che risultano nei bilanci delle imprese: V A = U + W + INT U = [p en + V S ] [A int + wl + A + INT ] In aggregato, dal lato della domanda finale, corrisponde alla somma dei consumi della famiglie, degli inestimenti fissi al netto degli ammortamenti e degli inestimenti in scorte: VA pn = PIN = C + I A + VS 3. Valore aggiunto di cassa, VA ca. E dato dalla differenza tra alore delle endite e alore degli acuisti di beni e serizi intermedi. V A ca = p en A int Dal lato dei redditi distribuiti, i risultati di impresa sono determinati

13 Longobardi - Sistema economico 13 con il criterio di cassa (U ca ), cioè senza tenere conto degli ammortamenti e della ariazione delle rimanenze: V A ca = U ca + W + INT U ca = p en [A int + wl + INT ] In aggregato, dal lato della domanda finale, corrisponde alla somma dei consumi delle famiglie e degli inestimenti fissi al lordo degli ammortamenti: VA ca = C + I Tabella 7: Le dierse nozioni di alore aggiunto Tipo Definizione Spesa finale Redditi VA p C int C + I + V S U L + W + INT V A pn p C int A C + I n + V S U + W + INT V Aca p A int C + I U ca + W + INT V A c p A int I C U cf + W + INT 4. Valore aggiunto tipo consumo, VA c. Si ottiene sottraendo gli inestimenti dal alore aggiunto di cassa. V A c = V A ca I = Dal lato dei redditi distribuiti, i risultati di impresa sono determinati come cash flow (U cf ), cioè come differenza tra entrate e uscite di cassa (si guardi ancora alla tabella 2): V A c = U cf + W + INT U cf = p en [A int + I + wl + INT ] In aggregato, dal lato della domanda finale, corrisponde ai consumi della famiglie: VA c = C Le tabelle 7 e 8 riassumono le dierse nozioni di alore aggiunto e le corrispondenti definizioni dei risultati di impresa.

14 Longobardi - Sistema economico 14 Tabella 8: Diersi modi di calcolare i risultati di impresa Tipo Definizione Utile lordo di competenza U L = [p en + V S ] [A int + wl + INT ] Utile di competenza U = [p en + V S ] [A int + wl + A + INT ] Utile di cassa U ca = p en [A int + wl + INT ] Cash flow (flussi di cassa) U cf = p en [A int + I + wl + INT ] Riepilogo L utile è dato dalla differenza tra il alore della produzione e i costi di produzione, esso esprime il saldo tra le entrate e le uscite in termini di competenza economica. U = p wl INT C int A Il profitto è uanto rimane ai proprietari dell impresa una olta remunerati tutti i fattori produttii ai prezzi di mercato, considerando anche il capitale proprio e il laoro prestato dall imprenditore (oneri figuratii o costi opportunità). Π = p wl INT C int A rk m p wl p La differenza tra utile e profitto è data pertanto dalle remunerazioni figuratie dei fattori produttii di proprietà dell impresa. U = Π + rk p + wl p Presso ogni singola impresa il alore aggiunto (tipo prodotto lordo) è dato dalla differenza tra il alore della produzione ed il alore dei consumi intermedi e misura il contributo dell impresa alla produzione complessia. V A = p C int Il alore aggiunto è eguale alla somma dei redditi percepiti dagli agenti che hanno partecipato al processo produttio, considerando gli utili delle imprese al lordo degli ammortamenti.

15 Longobardi - Sistema economico 15 V A = U L + W + INT In contabilità nazionale il alore aggiunto aggregato è chiamato Prodotto interno lordo (PIL) e misura il alore della produzione di beni e serizi nell intero sistema economico. n V A i = P IL i=1 Considerando l ipotesi di una economia chiusa e assenza di amministrazioni pubbliche, dal lato della domanda finale il PIL corrisponde alla somma dei consumi delle famiglie e degli inestimenti fissi lordi delle imprese. P IL = C + I Una seconda configurazione di alore aggiunto è il alore aggiunto tipo prodotto netto, che si ottiene sottraendo dal alore della produzione anche gli ammortamenti. Misura il contributo dell impresa alla creazione di nuoa ricchezza. V A pn = V A A = p C int V A Dal lato dei redditi distribuiti, uesta seconda configurazione di alore aggiunto considera gli utili delle imprese al netto dell ammortamento. V A pn = U +W +INT Introducendo la ariazione delle scorte, le uantità prodotte non corrisponderanno più alle uantità endute, così come i consumi intermedi non saranno più necessariamente uguali agli acuisti intermedi. p = p en + V S fin C int = A int + V S int Esplicitando la ariazione delle scorte l Utile, il Valore aggiunto e il alore aggiunto di tipo prodotto netto possono essere ridefiniti in termini di ricai e acuisti intermedi (anziché in termini di alore della produzione e consumi intermedi).

16 Longobardi - Sistema economico 16 U = [p en + V S ] [A int + wl + A + INT ] V A = p en + V S A int V A pn = p en + V S A int A La ariazione delle scorte è una componente della domanda finale. P IL = C + I + V S P IN = C + I A + V S Il alore aggiunto di cassa è dato dalla differenza tra il alore delle endite e il alore degli acuisti di beni e serizi intermedi. V A ca = p en A int Va posto a fronte del alore aggiunto, che è determinato in termini di competenza: la differenza è che non tiene conto della ariazione delle scorte. Dal lato dei redditi distribuiti considera gli utili d impresa calcolati con il criterio di cassa. V A ca = U ca + W + INT U ca = p en [A int + wl + INT ] Dal lato della domanda aggregata, è eguale alla somma dei consumi e degli inestimenti lordi e corrisponde pertanto al PIL diminuito della ariazione delle scorte. V A ca = C +I = P IL V S Il alore aggiunto tipo consumo è dato dalla differenza tra il alore aggiunto di cassa e gli inestimenti. V A c = V A ca I = p en A int I

17 Longobardi - Sistema economico 17 Va posto a fronte del alore aggiunto tipo prodotto netto, che è determinato in termini di competenza: la differenza è che non tiene conto della ariazione delle scorte e considera l intera spesa di inestimento anziché l ammortamento. Dal lato dei redditi distribuiti esso considera, anziché gli utili dell impresa, il suo cash flow, pari all utile di cassa diminuito della spesa per inestimenti. V A c = U cf + W + INT U cf = p en [A itn +I+wL+INT ] Dal lato della domanda finale aggregata, esso corrisponde al consumo delle famiglie. V A c = C = P IL V S I 8 Esercizi e domande 1. In relazione alla tabella 9 si calcoli: (a) il alore aggiunto; (b) l utile; (c) il alore aggiunto tipo prodotto netto; (d) il alore aggiunto di cassa; (e) il profitto, nell ipotesi che il capitale inestito nell azienda sia pari a 2000 di cui il 60% capitale proprio e il tasso di interesse sia pari al 5%; (f) il cash flow, nell ipotesi che la spesa di inestimenti sia stata pari a Nel 2002 in Italia il PIL è risultato pari milioni di euro. Gli ammortamenti complessii sono stati stimati in milioni di euro. Calcolare il PIN.

18 Longobardi - Sistema economico 18 Tabella 9: Il conto economico di un impresa Componenti negatii Componenti positii Rimanenze iniziali di prodotti finiti 60 Vendita di prodotti finiti 500 Rimanenze iniziali di beni intermedi 30 Rimanenze finali di prodotti finiti 160 Acuisti di beni intermedi 45 Rimanenze finali di beni intermedi 45 Stipendi e salari 130 Ammortamenti 200 Oneri finanziari Vero o falso? (a) L utile uale appare nei bilanci delle imprese rappresenta il profitto in senso economico. (b) Il alore delle endite è pari al alore della produzione diminuito della ariazione delle scorte di prodotti finiti. (c) Il alore dei consumi intermedi è eguale al alore degli acuisti intermedi diminuito della ariazione delle scorte di beni intermedi. (d) Se si usa il criterio di cassa non si tiene conto della ariazione delle scorte. (e) In aggregato il alore aggiunto tipo consumo corrisponde ai consumi delle famiglie.

Lezione 18 1. Introduzione

Lezione 18 1. Introduzione Lezione 18 1 Introduzione In questa lezione vediamo come si misura il PIL, l indicatore principale del livello di attività economica. La definizione ed i metodi di misura servono a comprendere a quali

Dettagli

PIL : produzione e reddito

PIL : produzione e reddito PIL : produzione e reddito La misura della produzione aggregata nella contabilità nazionale è il prodotto interno lordo o PIL. Dal lato della produzione : oppure 1) Il PIL è il valore dei beni e dei servizi

Dettagli

Premessa. Esercitazione. Calcolo del reddito nel Conto del reddito. Calcolo del reddito nel Conto del capitale e nel Conto del reddito

Premessa. Esercitazione. Calcolo del reddito nel Conto del reddito. Calcolo del reddito nel Conto del capitale e nel Conto del reddito Sul calcolo del reddito di fine periodo: riflessioni di base 1 INDICE: Premessa Esercitazione Calcolo del reddito nel Conto del capitale Calcolo del reddito nel Conto del reddito Calcolo del reddito nel

Dettagli

studieremo quali sono gli indicatori più importanti per determinare lo stato di salute di un economia

studieremo quali sono gli indicatori più importanti per determinare lo stato di salute di un economia La Produzione Aggregata: metodi di misurazione del livello di attività e della congiuntura In questa lezione: studieremo quali sono gli indicatori più importanti per determinare lo stato di salute di un

Dettagli

Investimenti lordi = 2.000 Investimenti netti = 800

Investimenti lordi = 2.000 Investimenti netti = 800 Macroeconomia, Esercitazione 1. A cura di Giuseppe Gori (giuseppe.gori@unibo.it) 1 Esercizi. 1.1 PIL/1 Si consideri un sistema economico che produce solo pane. Questo è costituito da tre imprese: una agricola,

Dettagli

Conti economici nazionali

Conti economici nazionali Conti economici nazionali Definizioni correnti Ammortamento Rappresenta la perdita di valore subita dai capitali fissi (macchinari, impianti, mezzi di trasporto, etc.) nel corso dell anno a causa dell

Dettagli

I COSTI PROF. MATTIA LETTIERI

I COSTI PROF. MATTIA LETTIERI I COSTI ROF. MATTIA LETTIERI Indice 1. LE FUNZIONI DI COSTO --------------------------------------------------------------------------------------------------- 3 2. I COSTI DELL IMRESA NEL BREVE ERIODO

Dettagli

IL SISTEMA DEI CONTI ECONOMICI NAZIONALI. a cura di Claudio Picozza

IL SISTEMA DEI CONTI ECONOMICI NAZIONALI. a cura di Claudio Picozza IL SISTEMA DEI CONTI ECONOMICI NAZIONALI a cura di Claudio Picozza 1 CONTABILITA NAZIONALE E CONTI ECONOMICI NAZIONALI La Contabilità Nazionale è rappresentata da l'insieme di tutti i conti economici che

Dettagli

Macroeconomia. Lezione n. 2 Il Prodotto Interno Lordo (PIL) e le sue componenti. Luca Deidda. UNISS, DiSEA, CRENoS

Macroeconomia. Lezione n. 2 Il Prodotto Interno Lordo (PIL) e le sue componenti. Luca Deidda. UNISS, DiSEA, CRENoS Macroeconomia Lezione n. 2 Il Prodotto Interno Lordo (PIL) e le sue componenti Luca Deidda UNISS, DiSEA, CRENoS Luca Deidda (UNISS, DiSEA, CRENoS) 1 / 22 Scaletta Scaletta della lezione Definizione di

Dettagli

ESERCIZIARIO DI MACROECONOMIA E POLITICA MACROECONOMICA

ESERCIZIARIO DI MACROECONOMIA E POLITICA MACROECONOMICA Stefania Spaziani ESERCIZIARIO DI MACROECONOMIA E POLITICA MACROECONOMICA Collana Didattica 14 Stefania Spaziani, Eserciziario di Macroeconomia e Politica Macroeconomica Copyright 2015 Tangram Edizioni

Dettagli

La struttura del sistema tributario

La struttura del sistema tributario La struttura del sistema tributario Ernesto Longobardi maggio 2003 1 I principi di distribuzione del carico tributario Consideriamo tre principali criteri per ripartire il carico tributario: 1. il principio

Dettagli

LA PRODUZIONE. Le imprese si classificano in base ai beni prodotti e alla figura dell imprenditore:

LA PRODUZIONE. Le imprese si classificano in base ai beni prodotti e alla figura dell imprenditore: LA PRODUZIONE La produzione è l attività umana che crea o aumenta l utilità dei beni. Si attua mediante trasformazione, trasporto, conservazione. I mezzi tecnici della produzione sono combinati nell azienda

Dettagli

Capitolo 21. Risparmio e formazione di capitale. Principi di economia (seconda edizione) Robert H. Frank, Ben S. Bernanke

Capitolo 21. Risparmio e formazione di capitale. Principi di economia (seconda edizione) Robert H. Frank, Ben S. Bernanke Capitolo 21 Risparmio e formazione di capitale In questa lezione Risparmio individuale: risparmio e ricchezza moventi del risparmio (tasso di interesse, ciclo di vita, precauzionale, profili consumo) Risparmio

Dettagli

Riclassificazione del bilancio. Vedere sussidio didattico sul bilancio

Riclassificazione del bilancio. Vedere sussidio didattico sul bilancio Riclassificazione del bilancio Vedere sussidio didattico sul bilancio RAGIONI DELLA RICLASSIFICAZIONE FINANZIARIA DELLO STATO PATRIMONIALE raggruppare i valori delle attività e delle passività in poche

Dettagli

Prodotto interno lordo (PIL) Composizione dal punto di vista della spesa

Prodotto interno lordo (PIL) Composizione dal punto di vista della spesa Prodotto interno lordo (PIL) Composizione dal punto di vista della spesa Il PIL è la somma dei valori monetari del consumo (C), dell investimento lordo, della spesa pubblica per beni e servizi (G) e delle

Dettagli

Esercitazione - IRES TESTO E SOLUZIONI

Esercitazione - IRES TESTO E SOLUZIONI Esercitazione - IRES TESTO E SOLUZIONI Esercizio 1 - Tassazione società di capitali e persone fisiche Il contribuente X lavora come dipendente nella società di A. È inoltre socio, al 30%, della società

Dettagli

INDICI DI BILANCIO. Lo stato patrimoniale, riclassificato, assume la forma che schematizziamo di seguito:

INDICI DI BILANCIO. Lo stato patrimoniale, riclassificato, assume la forma che schematizziamo di seguito: INDICI DI BILANCIO L analisi per indici del bilancio consiste nel calcolare, partendo dai dati dello Stato patrimoniale e del Conto economico, opportunamente revisionati e riclassificati, indici (quozienti,

Dettagli

Università di Siena Sede di Grosseto Secondo Semestre 2010-2011. Macroeconomia. Paolo Pin ( pin3@unisi.it ) Lezione 3 18 Aprile 2011

Università di Siena Sede di Grosseto Secondo Semestre 2010-2011. Macroeconomia. Paolo Pin ( pin3@unisi.it ) Lezione 3 18 Aprile 2011 Università di Siena Sede di Grosseto Secondo Semestre 2010-2011 Macroeconomia Paolo Pin ( pin3@unisi.it ) Lezione 3 18 Aprile 2011 Nuovo Orario Riassunto lezione precedente Definizione e misurazione: PIL

Dettagli

Lezioni di Economia Aziendale classe quarta Prof. Monica Masoch LA FINANZA AZIENDALE E LE DECISIONI DI INVESTIMENTO

Lezioni di Economia Aziendale classe quarta Prof. Monica Masoch LA FINANZA AZIENDALE E LE DECISIONI DI INVESTIMENTO Lezioni di Economia Aziendale classe quarta Prof. Monica Masoch LA FINANZA AZIENDALE E LE DECISIONI DI INVESTIMENTO LE DECISIONI DI INVESTIMENTO Cosa significa «Investimento»? L investimento è la seconda

Dettagli

Capitolo 2. Misurazione del sistema macroeconomico. Francesco Prota

Capitolo 2. Misurazione del sistema macroeconomico. Francesco Prota Capitolo 2 Misurazione del sistema macroeconomico Francesco Prota Piano della lezione La misurazione delle sei variabili chiave Tasso di cambio Mercato azionario Tassi di interesse Tasso di inflazione

Dettagli

Lezione 5 (BAG cap. 3) Il mercato dei beni. Corso di Macroeconomia Prof. Guido Ascari, Università di Pavia

Lezione 5 (BAG cap. 3) Il mercato dei beni. Corso di Macroeconomia Prof. Guido Ascari, Università di Pavia Lezione 5 (BAG cap. 3) Il mercato dei beni Corso di Macroeconomia Prof. Guido Ascari, Università di Pavia 1 Interazione tra produzione, reddito e domanda Variazione della domanda di beni Variazione della

Dettagli

BUDGET IL BUDGET COME STRUMENTO AZIENDALE

BUDGET IL BUDGET COME STRUMENTO AZIENDALE BUDGET Il budget è un documento amministrativo in cui vengono stabiliti in via preventiva gli atti di gestione che l'azienda intende effettuare in un periodo futuro, al fine di conseguire un determinato

Dettagli

Esercitazione 6. 5. I seguenti elementi dovrebbero essere inclusi in una misura più comprensiva di PIL?

Esercitazione 6. 5. I seguenti elementi dovrebbero essere inclusi in una misura più comprensiva di PIL? Esercitazione 6 Domande 1. Un impresa automobilistica acquista materie prime (acciaio), beni intermedi (parabrezza, pneumatici) e lavoro per produrre automobili. L impresa produttrice dei parabrezza e

Dettagli

La valutazione degli degli investimenti reali reali

La valutazione degli degli investimenti reali reali Teoria della Finanza Aziendale La valutazione degli investimenti reali 5 1-2 Argomenti Dai valori mobiliari agli investimenti reali Analisi dei progetti di investimento Determinazione dei flussi di cassa

Dettagli

LA PRODUZIONE CAP. 4 SISTEMA PRODUTTIVO

LA PRODUZIONE CAP. 4 SISTEMA PRODUTTIVO LA PRODUZIONE CAP. 4 Produzione: si intende l impiego di beni materiali e servizi quali fattori della produzione per ottenere altri beni e servizi di maggiore utilità. INPUT Fattori della produzione SISTEMA

Dettagli

La valutazione delle rimanenze di magazzino

La valutazione delle rimanenze di magazzino Università degli Studi di L Aquila Facoltà di Economia Corso di Ragioneria Generale e Applicata Prof. Michele Pisani A.A. 2006-2007 La valutazione delle rimanenze di magazzino La nostra attenzione si concentrerà

Dettagli

Il Bilancio e i Principi Internazionali IAS-IFRS: Il Conto Economico e il Rendiconto finanziario. anno accademico 2007-2008 Valentina Lazzarotti

Il Bilancio e i Principi Internazionali IAS-IFRS: Il Conto Economico e il Rendiconto finanziario. anno accademico 2007-2008 Valentina Lazzarotti Il Bilancio e i Principi Internazionali IAS-IFRS: Il Conto Economico e il Rendiconto finanziario anno accademico 2007-2008 Valentina Lazzarotti 1 Il Conto Economico Il prospetto di CE può essere redatto:

Dettagli

Investimenti. In questa lezione: studieremo quali sono le determinanti degli investimenti. determiniamo l investimento ottimale

Investimenti. In questa lezione: studieremo quali sono le determinanti degli investimenti. determiniamo l investimento ottimale Investimenti In questa lezione: studieremo quali sono le determinanti degli investimenti determiniamo l investimento ottimale determiniamo le variabili che fanno variare l investimento ottimale 36 La Domanda

Dettagli

Capitolo VI. MODELLI DI RAPPRESENTAZIONE DELL ECONOMICITA

Capitolo VI. MODELLI DI RAPPRESENTAZIONE DELL ECONOMICITA Capitolo VI. MODELLI DI RAPPRESENTAZIONE DELL ECONOMICITA 1 CONOSCERE PER DECIDERE I soggetti coinvolti nella vita dell azienda hanno il diritto e il dovere di conoscere le condizioni del suo svolgimento,

Dettagli

GUIDA DI APPROFONDIMENTO IL CONTROLLO DI GESTIONE: LA CONTABILITÁ GENERALE E

GUIDA DI APPROFONDIMENTO IL CONTROLLO DI GESTIONE: LA CONTABILITÁ GENERALE E WWW.SARDEGNAIMPRESA.EU GUIDA DI APPROFONDIMENTO IL CONTROLLO DI GESTIONE: LA CONTABILITÁ GENERALE E IL BILANCIO D ESERCIZIO A CURA DEL BIC SARDEGNA SPA 1 SOMMARIO LE NOZIONI DI CONTABILITÀ GENERALE E BILANCIO

Dettagli

Nozioni di base sulla stesura di un piano economico-finanziario. Daniela Cervi Matteo Pellegrini 10 Febbraio 2014

Nozioni di base sulla stesura di un piano economico-finanziario. Daniela Cervi Matteo Pellegrini 10 Febbraio 2014 Nozioni di base sulla stesura di un piano economico-finanziario Daniela Cervi Matteo Pellegrini 10 Febbraio 2014 Il Piano Economico Finanziario Il piano economico-finanziario costituisce la porzione più

Dettagli

Principi di Economia - Macroeconomia Esercitazione 1 PIL e inflazione Soluzioni

Principi di Economia - Macroeconomia Esercitazione 1 PIL e inflazione Soluzioni Principi di Economia - Macroeconomia Esercitazione 1 PIL e inflazione Soluzioni Daria Vigani Maggio 2014 1 Si consideri un sistema economico che produce solo pane ed è costituito da 3 imprese: una agricola,

Dettagli

il rendiconto finanziario PROF. NICOLA CASTELLANO Università di Macerata

il rendiconto finanziario PROF. NICOLA CASTELLANO Università di Macerata il rendiconto finanziario PROF. NICOLA CASTELLANO Università di Macerata Il rendiconto finanziario Il rendiconto finanziario è un prospetto riassuntivo delle variazioni intervenute nelle grandezze patrimoniali

Dettagli

su un imponibile di 1000, l aliquota media risulta pari a 0.3; su un imponibile di 3000, l imposta risulta pari a 0.5.

su un imponibile di 1000, l aliquota media risulta pari a 0.3; su un imponibile di 3000, l imposta risulta pari a 0.5. Corso di diploma in Commercio estero Sistemi fiscali comparati a.a. 2002/03 Esercitazione finale Prof. Ernesto Longobardi 1. Sia data un imposta sul reddito tale che: su un imponibile di 1000, l aliquota

Dettagli

L analisi dei flussi finanziari. 1. I flussi finanziari 1/5

L analisi dei flussi finanziari. 1. I flussi finanziari 1/5 focus modulo 4 lezione 50 La gestione finanziaria La correlazione tra investimenti e finanziamenti L analisi dei flussi finanziari 1. I flussi finanziari I flussi finanziari che hanno origine dall attività

Dettagli

Logiche e strumenti per la valutazione degli investimenti

Logiche e strumenti per la valutazione degli investimenti Finanza Aziendale Analisi e valutazioni per le decisioni aziendali Logiche e strumenti per la valutazione degli investimenti Capitolo 13 Indice degli argomenti 1. Definizioni e modalità di classificazione

Dettagli

Dott. Maurizio Massaro

Dott. Maurizio Massaro Dott. Maurizio Massaro Ph. D. in Scienze Aziendali Ricercatore Universitario nell Università degli Studi di Udine 09, Ragioneria 1 La misurazione della performance economicofinanziaria. I sistemi fondati

Dettagli

MODI DI FINANZIAMENTO DELL ECONOMIA

MODI DI FINANZIAMENTO DELL ECONOMIA MODI DI FINANZIAMENTO DELL ECONOMIA 1 OPERATORI FINANZIARI ATTIVI E PASSIVI Gli operatori finanziari possono essere divisi in quattro gruppi: Le famiglie; Le imprese; La pubblica amministrazione; il resto

Dettagli

Modello Keynesiano reddito-spesa in economia aperta. Antonella Stirati macro 2013

Modello Keynesiano reddito-spesa in economia aperta. Antonella Stirati macro 2013 Modello Keynesiano reddito-spesa in economia aperta Antonella Stirati macro 2013 Contabilità nazionale per una economia aperta Un economia è aperta quando vi sono scambi commerciali (e finanziari) con

Dettagli

Capitolo Contabilità. nazionale

Capitolo Contabilità. nazionale 12 Capitolo Contabilità nazionale 12. Contabilità nazionale Per saperne di più... Istat. I.stat: il tuo accesso diretto alla statistica italiana. Roma. http://dati.istat.it. Istat. Pil e indebitamento

Dettagli

Gli indici per l analisi di bilancio. Relazione di

Gli indici per l analisi di bilancio. Relazione di Gli indici per l analisi di bilancio Relazione di Giorgio Caprioli Gli indici di solidità Gli indici di solidità studiano il rapporto tra le parti alte dello Stato Patrimoniale, ossia tra Capitale proprio

Dettagli

I sistemi di rilevazione patrimoniale e reddituale a confronto **

I sistemi di rilevazione patrimoniale e reddituale a confronto ** Corso di Analisi di bilancio. A. A. 2012/2012 Ricerca personale I sistemi di rilevazione patrimoniale e reddituale a confronto ** Salvatore Marcianò **Il Docente non interviene nell elaborazione delle

Dettagli

Modulo 1. Introduzione alla Contabilità Nazionale

Modulo 1. Introduzione alla Contabilità Nazionale Modulo 1 Introduzione alla Contabilità Nazionale 2 Esercizio 1. Si consideri un sistema economico che produce solo pane. Esso è costituito da tre imprese: una agricola, una di trasformazione (un mulino)

Dettagli

Elaborazione di un bilancio con dati a scelta a partir. tire e da indici

Elaborazione di un bilancio con dati a scelta a partir. tire e da indici Tracce di temi 2010 Scuola Duemila 1 Traccia n. 1 Elaborazione di un bilancio con dati a scelta a partir tire e da indici Olivia Leone Il candidato illustri brevemente quali sono i principali vincoli da

Dettagli

Il metodo della partita doppia

Il metodo della partita doppia DISPENSA 4 Economia ed Organizzazione Aziendale Il metodo della partita doppia - Parte II - 1 La tecnica di redazione del bilancio Per la definizione delle varie voci di bilancio è necessario contabilizzare

Dettagli

bilancio previsionale preventivo finanziario budget di cassa mensile Lo stato patrimoniale dell anno x : I dati previsionali per l anno x+1

bilancio previsionale preventivo finanziario budget di cassa mensile Lo stato patrimoniale dell anno x : I dati previsionali per l anno x+1 un esempio molto semplice con la redazione di : bilancio previsionale preventivo finanziario budget di cassa mensile Lo stato patrimoniale dell anno x : ATTIVO Cassa 5.000 Fornitori Clienti 300.000 Banche

Dettagli

Dati significativi di gestione

Dati significativi di gestione 182 183 Dati significativi di gestione In questa sezione relativa al Rendiconto Economico sono evidenziati ed analizzati i risultati economici raggiunti da ISA nel corso dell esercizio. L analisi si focalizza

Dettagli

Esercitazione sul bilancio. Vedere sussidio didattico sul bilancio

Esercitazione sul bilancio. Vedere sussidio didattico sul bilancio Esercitazione sul bilancio Vedere sussidio didattico sul bilancio LA SOCIETA ALFA FASI costituzione dell azienda; gestione dell azienda; determinazione dei risultati. OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO CONCETTI

Dettagli

Esercizi di Macroeconomia per il corso di Economia Politica

Esercizi di Macroeconomia per il corso di Economia Politica Esercizi di Macroeconomia per il corso di Economia Politica (Gli esercizi sono suddivisi in base ai capitoli del testo di De Vincenti) CAPITOLO 3. IL MERCATO DEI BENI NEL MODELLO REDDITO-SPESA Esercizio.

Dettagli

Riclassificazione del bilancio

Riclassificazione del bilancio Riclassificazione del bilancio 02 2015-2016 Vedere sussidio didattico sul bilancio SIGNIFICATO DI RICLASSIFICAZIONE DEI DOCUMENTI DEL BILANCIO raggruppare i valori presenti nei documenti di bilancio in

Dettagli

Gli investimenti, il tempo e il mercato dei capitali

Gli investimenti, il tempo e il mercato dei capitali Capitolo 15 Gli investimenti, il tempo e il mercato dei capitali A.A. 005-006 Microeconomia - Cap. 15 1 Questo file (con nome secondo_semestre.pdf) può essere scaricato da www.klips.it siti e file Provvisoriamente

Dettagli

Esercitazione sul bilancio

Esercitazione sul bilancio Esercitazione sul bilancio 03 2012-2013 Vedere sussidio didattico sul bilancio LA SOCIETA ALFA FASI costituzione dell azienda; gestione dell azienda; determinazione dei risultati. OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

Dettagli

Commento al tema di Economia aziendale. Nelle imprese industriali possiamo individuare le seguenti attività:

Commento al tema di Economia aziendale. Nelle imprese industriali possiamo individuare le seguenti attività: Commento al tema di Economia aziendale Il tema proposto per la prova di Economia aziendale negli Istituti Tecnici è incentrato sulla scomposizione del reddito di esercizio nei risultati parziali generati

Dettagli

1. Indicare se le seguenti affermazioni sono VERE o FALSE VERO FALSO

1. Indicare se le seguenti affermazioni sono VERE o FALSE VERO FALSO 1. Indicare se le seguenti affermazioni sono VERE o FALSE VERO FALSO Nel codice civile non sono presenti principi contabili. per correttezza tecnica come clausola generale di formazione del bilancio si

Dettagli

ESERCITAZIONI per il corso di ECONOMIA DELL ARTE E DELLA CULTURA 1 1 MODULO (prof. Bianchi) a.a. 2007-2008

ESERCITAZIONI per il corso di ECONOMIA DELL ARTE E DELLA CULTURA 1 1 MODULO (prof. Bianchi) a.a. 2007-2008 ESERCITAZIONI per il corso di ECONOMIA DELL ARTE E DELLA CULTURA 1 1 MODULO (prof. Bianchi) a.a. 2007-2008 A. Il modello macroeconomico in economia chiusa e senza settore pubblico. A.1. Un sistema economico

Dettagli

ANALISI QUANTITATIVA E QUALITATIVA DEL CAPITALE IN SEDE DI COSTITUZIONE DI AZIENDA

ANALISI QUANTITATIVA E QUALITATIVA DEL CAPITALE IN SEDE DI COSTITUZIONE DI AZIENDA ANALISI QUANTITATIVA E QUALITATIVA DEL CAPITALE IN SEDE DI COSTITUZIONE DI AZIENDA IL CAPITALE LORDO IN SEDE DI ISTITUZIONE FASI DELL ISTITUZIONE: PROGETTO: PROGRAMMAZIONE ATTIVITÀ, LOCALIZZAZIONE, CAPITALI

Dettagli

Corso di Macroeconomia. La contabilità nazionale

Corso di Macroeconomia. La contabilità nazionale Corso di Macroeconomia La contabilità nazionale 1 La produzione TremetodidicalcolodelPIL 1. Il metodo della spesa 1. Il consumo, la spesa per beni di consumo effettuata dalle famiglie, sia per beni non

Dettagli

Macroeconomia I a parte

Macroeconomia I a parte Macroeconomia I a parte Prof. Ing.. Giovanni Perrone Production Engineering Research WorkGROUP Agenda Perché studiare macroeconomia ; Risparmio ed Investimento; La determinazione del Reddito; # 2 1 Perché

Dettagli

Corso di Laurea in Economia Internazionale del Turismo ECONOMIA AZIENDALE. le regole del gioco. 12 DOMANDE da 3 PUNTI

Corso di Laurea in Economia Internazionale del Turismo ECONOMIA AZIENDALE. le regole del gioco. 12 DOMANDE da 3 PUNTI UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PERUGIA - Sede di ASSISI Corso di Laurea in Economia Internazionale del Turismo ECONOMIA AZIENDALE Primo Esonero Recupero 27 GENNAIO 2011 Fila U Candidato: (Cognome e Nome ) le

Dettagli

Corso di Finanza aziendale

Corso di Finanza aziendale I RISULTATI ECONOMICI e FINANZIARI tendono a divergere: Corso di Finanza aziendale La dinamica finanziaria Risultato economico: somma algebrica costi e ricavi flussi reddituali comprende poste derivanti

Dettagli

ESERCIZI SULLE SINGOLE VOCI DI BILANCIO (ART. 2426)

ESERCIZI SULLE SINGOLE VOCI DI BILANCIO (ART. 2426) ESERCIZI SULLE SINGOLE VOCI DI BILANCIO (ART. 2426) 22 IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI ACQUISTO DI UNA IMMOBILIZZAZIONE MATERIALE DA TERZI CON ACCONTO AL FORNITORE (punto 1, art. 2426) Si faccia l esempio dell

Dettagli

Capitolo 12. Produzione, reddito e occupazione

Capitolo 12. Produzione, reddito e occupazione Capitolo 12 Produzione, reddito e occupazione La produzione e il prodotto interno lordo (PIL) Definizione: PIL di una nazione è il valore complessivo di tutti i beni e servizi finali prodotti per il mercato

Dettagli

15. Analisi del rapporto tra costi, volumi e risultati. Ragioneria Generale ed Applicata Sede di Fano

15. Analisi del rapporto tra costi, volumi e risultati. Ragioneria Generale ed Applicata Sede di Fano 15. Analisi del rapporto tra costi, volumi e risultati Ragioneria Generale ed Applicata Sede di Fano UNO STRUMENTO PER L ANALISI CONGIUNTA DELL ANDAMENTO DEI COSTI, RICAVI, RISULTATI B.E.P.= break even

Dettagli

SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE

SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE CORSO DI CORPORATE BANKING AND FINANCE SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE - la metodologia EVA - Qual è il fine dell impresa nella logica della finanza aziendale? Massimizzare la creazione del

Dettagli

L'analisi volumi costi risultati

L'analisi volumi costi risultati L'analisi volumi costi risultati Lucidi a cura di Alessandro Zattoni Università Parthenope L'analisi costi - volumi - risultati Uno dei principali modelli per l analisi di problemi di natura operativa

Dettagli

L ABC DELL ECONOMIA AZIENDALE. A cura di Chiara Morelli

L ABC DELL ECONOMIA AZIENDALE. A cura di Chiara Morelli L ABC DELL ECONOMIA AZIENDALE A cura di Chiara Morelli LE AZIENDE DI PRODUZIONE L attività economica di produzione di beni e servizi è svolta da unità economiche denominate Aziende di produzione o Imprese.

Dettagli

IL BUDGET ECONOMICO, FINANZIARIO, PATRIMONIALE

IL BUDGET ECONOMICO, FINANZIARIO, PATRIMONIALE Newsletter Phedro settembre 2007 IL BUDGET ECONOMICO, FINANZIARIO, PATRIMONIALE IL BUDGET ECONOMICO Il budget economico deriva dal consolidamento dei budget settoriali e dei costi programmati per il successivo

Dettagli

BILANCIO CIVILISTICO E BILANCIO RICLASSIFICATO

BILANCIO CIVILISTICO E BILANCIO RICLASSIFICATO BILANCIO CIVILISTICO E BILANCIO RICLASSIFICATO La riclassificazione del bilancio Lo schema di bilancio attualmente utilizzato nell'unione Europea non soddisfa interamente le esigenze degli analisti. E'

Dettagli

Capitale & Ricchezza

Capitale & Ricchezza 1 Capitale & Ricchezza Problema di fondo Valutazione del capitale come elemento del patrimonio o come fattore della produzione Conto o Stato Patrimoniale ATTIVO PASSIVO Attività Reali A Passività Finanziarie

Dettagli

Questionario: Esercitazione 2

Questionario: Esercitazione 2 Questionario: Esercitazione 2 N.B.: Il Riepilogo delle risposte esatte a ciascuna domanda è riportato al termine del presente documento. Domanda numero 1 Il reddito privato disponibile si ottiene: 1 sottraendo

Dettagli

Corso di Economia Politica (a.a. 2006-7) Esercitazioni - Macroeconomia Capitoli dal 10 al 21

Corso di Economia Politica (a.a. 2006-7) Esercitazioni - Macroeconomia Capitoli dal 10 al 21 Corso di Economia Politica (a.a. 2006-7) Esercitazioni - Macroeconomia Capitoli dal 10 al 21 Sezione 2: Macroeconomia Capitolo 10: Problemi 1, 2, 4; Capitolo 11: Problemi 4, 5, 9: Capitolo 12: Problemi

Dettagli

i criteri di valutazione

i criteri di valutazione La fattibilità economica dei progetti: i criteri di valutazione 14.XII.2011 I criteri di fattibilità del progetto La convenienza di un investimento t immobiliare per il promotore può avvenire attraverso

Dettagli

Esercizi per il Corso di Scienza delle Finanze a.a. 2008/09. Esercizi su Ires e Irap

Esercizi per il Corso di Scienza delle Finanze a.a. 2008/09. Esercizi su Ires e Irap Esercizi per il Corso di Scienza delle Finanze a.a. 2008/09 Esercizi su Ires e Irap Esercizio 1 Nell anno 2008, la società Rape rosse S.p.a., che ha alle sue dipendenze solo lavoratori a tempo indeterminato,

Dettagli

IL PROCESSO DI CONSOLIDAMENTO DEI BUDGET

IL PROCESSO DI CONSOLIDAMENTO DEI BUDGET IL PROCESSO DI CONSOLIDAMENTO DEI BUDGET Il sistema di pianificazione aziendale integrato. 1. Scenari ambientali, previsionali generali, bilanci passati Riferimenti ambientali Posizionamento strategico

Dettagli

ATTUALMENTE SONO 5 I REGIMI CONTABILI VIGENTI, OGNUNO DEI QUALI SI DISTINGUE PER OBBLIGHI CHE NE DERIVANO E PER I SOGGETTI CHE POSSONO ADERIRVI.

ATTUALMENTE SONO 5 I REGIMI CONTABILI VIGENTI, OGNUNO DEI QUALI SI DISTINGUE PER OBBLIGHI CHE NE DERIVANO E PER I SOGGETTI CHE POSSONO ADERIRVI. REGIMI CONTABILI ATTUALMENTE SONO 5 I REGIMI CONTABILI VIGENTI, OGNUNO DEI QUALI SI DISTINGUE PER OBBLIGHI CHE NE DERIVANO E PER I SOGGETTI CHE POSSONO ADERIRVI. 1 REGIME ORDINARIO 2 REGIME SEMPLIFICATO

Dettagli

Interesse e tasso di interesse Capitalizzazione e attualizzazione Costi di gestione. Valutazione redditività investimenti impiantistici

Interesse e tasso di interesse Capitalizzazione e attualizzazione Costi di gestione. Valutazione redditività investimenti impiantistici Impianti industriali 1 Ingegneria economica Interesse e tasso di interesse Capitalizzazione e attualizzazione Costi di gestione Valutazione redditività investimenti impiantistici Investimenti industriali

Dettagli

FONDO UNICO REGIONALE DI INGEGNERIA FINANZIARIA FONDO DI GARANZIA REGIONALE PER LE PMI

FONDO UNICO REGIONALE DI INGEGNERIA FINANZIARIA FONDO DI GARANZIA REGIONALE PER LE PMI UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA REPUBBLICA ITALIANA POR CALABRIA FESR 2007/2013 Asse VII Sistemi Produttivi Obiettivo Specifico 7.1 Obiettivo Operativo 7.1.3 Linea di Intervento 7.1.3.1 Migliorare le condizioni

Dettagli

Economia Applicata ai sistemi produttivi. 06.05.05 Lezione II Maria Luisa Venuta 1

Economia Applicata ai sistemi produttivi. 06.05.05 Lezione II Maria Luisa Venuta 1 Economia Applicata ai sistemi produttivi 06.05.05 Lezione II Maria Luisa Venuta 1 Schema della lezione di oggi Argomento della lezione: il comportamento del consumatore. Gli economisti assumono che il

Dettagli

30018-CLEF Prima Esercitazione (Irpef) TESTO E SOLUZIONI

30018-CLEF Prima Esercitazione (Irpef) TESTO E SOLUZIONI 30018-CLEF Prima Esercitazione (Irpef) TESTO E SOLUZIONI Esercizio 1 - IRPEF Il signor X, che vive solo e non ha figli, ha percepito, nel corso del 2008, i seguenti redditi: - Redditi da lavoro dipendente

Dettagli

Capitolo 8. Ricerca del profitto e mano invisibile. Principi di economia (seconda edizione) Robert H. Frank, Ben S. Bernanke

Capitolo 8. Ricerca del profitto e mano invisibile. Principi di economia (seconda edizione) Robert H. Frank, Ben S. Bernanke Capitolo 8 Ricerca del profitto e mano invisibile Mercati e motivazioni personali Non è dalla benevolenza del macellaio, del birraio, o del fornaio che ci aspettiamo il nostro desinare, ma dalla considerazione

Dettagli

4bis. Dalla valutazione dei. titoli alla valutazione degli investimenti reali. Argomenti. Domande chiave

4bis. Dalla valutazione dei. titoli alla valutazione degli investimenti reali. Argomenti. Domande chiave 1-1 4bis Teoria della Finanza Aziendale Prof. Arturo Capasso A.A. 2005-2006 Dalla valutazione dei A. titoli alla valutazione degli investimenti reali 1-2 Argomenti La determinazione dei flussi di cassa

Dettagli

Il rendiconto finanziario

Il rendiconto finanziario Il rendiconto finanziario Il rendiconto finanziario a. Definizione b. Obiettivi c. Contenuti d. Fasi di redazione e. Presupposti f. Limiti g. Il rendiconto finanziario sintetico 2 1 a. Definizione Il rendiconto

Dettagli

Organizzazione dell azienda farmacia e farmacoeconomia

Organizzazione dell azienda farmacia e farmacoeconomia Organizzazione dell azienda farmacia e farmacoeconomia Sistema di rilevazione: economicità, bilancio, indici di bilancio Claudio Jommi claudio.jommi@pharm.unipmn.it Agenda delle prossime lezioni Equilibrio

Dettagli

Massimizzazione del profitto

Massimizzazione del profitto Massimizzazione del profitto Diversi tipi di impresa Obiettivo dell impresa: massimo profitto Profitto Economico e Profitto Contabile Costo Economico (Costo Opportunità) Profitto Normale e Extra-Profitto

Dettagli

Esercizi sulle imposte per il corso di Scienza delle finanze a.a. 2015-16 (Clea)

Esercizi sulle imposte per il corso di Scienza delle finanze a.a. 2015-16 (Clea) Esercizi sulle imposte per il corso di Scienza delle finanze a.a. 2015-16 (Clea) Gli esercizi servono per verificare se avete capito la logica, la struttura di un imposta. Pertanto, quando fate il compito

Dettagli

Analisi di bilancio 2007-2008

Analisi di bilancio 2007-2008 Analisi di bilancio 2007-2008 1 L analisi di bilancio Svilupperemo l analisi di bilancio sulla base di un sistema integrato di indicatori Obiettivo 1) 1) Valutare andamento dell impresa nel nel suo suo

Dettagli

CORSO DI CONTABILITA E BILANCIO

CORSO DI CONTABILITA E BILANCIO Università degli Studi di Parma CORSO DI CONTABILITA E BILANCIO Le rimanenze di magazzino 1 Le rimanenze 1) DEFINIZIONE: individuazione del significato e delle caratteristiche 2) QUANTIFICAZIONE: enumerazione

Dettagli

Le relazione tra reddito e capitale viste anche nell aspetto quantitativo monetario

Le relazione tra reddito e capitale viste anche nell aspetto quantitativo monetario www.fargroup.eu Corso di Laurea Triennale in: Economia Aziendale Corso di: Economia Aziendale (A-L) Le relazione tra reddito e capitale viste anche nell aspetto quantitativo monetario Obiettivo della lezione

Dettagli

GLI SCHEMI DI BILANCIO Il conto economico. La riclassificazione gestionale del C.E. Struttura e forma del C.E. secondo il codice civile

GLI SCHEMI DI BILANCIO Il conto economico. La riclassificazione gestionale del C.E. Struttura e forma del C.E. secondo il codice civile GLI SCHEMI DI BILANCIO Il conto economico La riclassificazione gestionale del C.E. Struttura e forma del C.E. secondo il codice civile 1 L articolazione per aree AREA OPERATIVA differenti categorie di

Dettagli

GLI SCHEMI DI BILANCIO Il conto economico

GLI SCHEMI DI BILANCIO Il conto economico GLI SCHEMI DI BILANCIO Il conto economico La riclassificazione gestionale del C.E. Struttura e forma del C.E. secondo il codice civile ed il principio contabile n.12 Università degli Studi Bari " Aldo

Dettagli

Le costruzioni in economia

Le costruzioni in economia 1 L acquisizione delle immobilizzazioni MODALITÀ DI ACQUISIZIONE Le immobilizzazioni possono essere acquisite: in proprietà in godimento 2 ACQUISIZIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI (IN PROPRIETÀ) Acquisti da

Dettagli

LA CONTABILITÀ NAZIONALE

LA CONTABILITÀ NAZIONALE 1 LA CONTABILITÀ NAZIONALE CRISI E ANDAMENTO DEL PIL 2 3 4 CONTABILITA NAZIONALE Il calcolo del PIL PIL come valore dei beni e servizi finali PIL come somma dei valori aggiunti PIL come reddito prodotto

Dettagli

La gestione aziendale, il reddito e il patrimonio

La gestione aziendale, il reddito e il patrimonio 1 di 6 La gestione aziendale, il reddito e il patrimonio Come possono essere classificate le operazioni di gestione? La gestione aziendale è l insieme coordinato di operazioni attraverso le quali l impresa

Dettagli

Misure finanziarie del rendimento: il Van

Misure finanziarie del rendimento: il Van Misure finanziarie del rendimento: il Van 6.XI.2013 Il valore attuale netto Il valore attuale netto di un progetto si calcola per mezzo di un modello finanziario basato su stime circa i ricavi i costi

Dettagli

Lezione nona. L Ires e la tassazione dei redditi d impresa

Lezione nona. L Ires e la tassazione dei redditi d impresa Lezione nona L Ires e la tassazione dei redditi d impresa 1 TASSAZIONE REDDITI D IMPRESA PROFITTI = R C AM - IP Imprese individuali e società di persone Gli utili, a prescindere dalla loro distribuzione,

Dettagli

CASI ED ESERCIZI DI CONTABILITA ANALITICA

CASI ED ESERCIZI DI CONTABILITA ANALITICA CASI ED ESERCIZI DI CONTABILITA ANALITICA Esercizio 1: variabilità dei costi In base alle seguenti informazioni relative ai costi dell uso aziendale di un autoveicolo: costi fissi: assicurazione 1.200

Dettagli

Saggio di attualizzazione, tasso di rendimento interno e saggio di capitalizzazione

Saggio di attualizzazione, tasso di rendimento interno e saggio di capitalizzazione Saggio di attualizzazione, tasso di rendimento interno e saggio di capitalizzazione 27.XI.2013 Scopo e temi della lezione I principali tassi per la misura del valore degli investimenti sono: il saggio

Dettagli

Il mercato dei beni in economia aperta

Il mercato dei beni in economia aperta Il mercato dei beni in economia aperta La differenza tra economia aperta e chiusa In una economia chiusa tutta la produzione viene venduta entro i confini nazionali, la domanda nazionale di beni (la spesa

Dettagli

Volumi di produzione del trimestre Totale 31.800 23.200

Volumi di produzione del trimestre Totale 31.800 23.200 Esercizio 10.1 Conto economico preventivo, budget operativi 1. Budget delle vendite (trimestre gennaio-marzo) Pastine Omogeneizzat TOT i Gennaio 30.000 32.000 62.000 Febbraio 36.000 40.000 76.000 Marzo

Dettagli