How to Innovate International Cooperation? New trends and best practices for improving developing aid Innovative thinking to avoid sinking

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1 How to Innovate International Cooperation? New trends and best practices for improving developing aid Innovative thinking to avoid sinking Milan, Centro Congressi Fondazione Cariplo- December 6th, Organized by Oxfam Italy, Don Carlo Gnocchi Foundation and ASVI Social Change, under the patronage of Cariplo Foundation. 1

2 Si ringrazia Fondazione Cariplo per il Patrocionio ed il supporto che hanno reso possibile questo convegno, in particolare P.M. Vello, D. Invernizzi, C. Toscano si ringrazia anche vivissimamente il Comitato Scientifico ASVI e in particolare per i preziosi suggerimenti ed analisi: Alessandro Bechini, Sandro Calvani, Federico Marcon, Stefano Oltolini. Tutti i partners, in particolare la Fondazione Don Carlo Gnocchi, i relatori del Convegno, i membri del Panel dell Indagine. 2

3 Ringraziamenti pag. 3 Introduzione alla Social Innovation pag. 5 Trend pag. 19 Indagine pag. 26 Dirigenti componenti del panel pag. 28 Abstract Indagine pag. 32 Next step pag. 59 3

4 CONVEGNO INNOVARE LA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE Innovative thinking to avoid sinking Milano, 6 Dicembre 2013 Organizzato da Oxfam Italia, Fondazione Don Carlo Gnocchi, ASVI Social Change NB. File non ancora soggetto ad editing, ci scusiamo per eventuali refusi. 4

5 Master SOCIAL INNOVATION Partiamo dalla definizione di innovazione sociale oggi tra le più comunemente utilizzate "Un innovazione che è sociale sia nelle sue finalità che nei suoi mezzi. Più specificatamente, l innovazione sociale è un set di nuove idee (prodotti, servizi e modelli) che rispondono a bisogni sociali in maniera più efficace di altri ed al contempo creano nuove interazioni e collaborazioni sociali. (Caulier-Grice J., Kahn L., Mulgan G., Pulford L., Vasconcelos D.: Study on Social Innovation: a paper prepared by the Social Innovation exchange (SIX) and the Young Foundation for the Bureau of European Policy Advisors, Young Foundation/European Union (2010) ) 5

6 Master Concetti e Termini Non si pone tanto l accento sulla nuova soluzione perche allora tutto sarebbe innovazione sociale, anche qualsiasi invenzione individuale. Ma sulla rete di relazioni ed il processo generativo partecipativo, sul bisogno sociale che diventa centrale, più di chi lo risolve e del veicolo per risolverlo. Inoltre, la dimensione tecnologica è uno stretto legato. Co-progettazione, co-design, co-creazione, co-produzione, hanno bisogno di un approccio visual per poter essere partecipativi, e quindi il design è anche grafico, persino nel business planning 6

7 IL Business model CANVAS co-creato in crowdsorcing da 500 operatori in 45 parsi del mondo e pubblicato da Osterwlalder nel

8 Master Wikipedia è un ottimo esempio di co-creazione, citata come prova di come l intelligenza collettiva possa produrre risposte sociali di qualità su supporti digitali autorganizzati. Infatti laddove dal partecipativo si passi al crowd (sourcing, funding, etc.) e ci rivolge ad un ampio numero di consum-attori (o Pro-sumer) sono necessarie piattaforme social che permettano l abbassamento dei costi di gestione delle transazioni attraverso la disintermediazione digitale. La voglia di partecipazione diretta è di non passare più da un gestore (ad es. un comitato editoriale che controlla la qualità dei contenuti proposti a wikipedia), mentre la voglia del gestore (light) è quella di tenere i costi e la fatica i più bassi possibili. 8

9 Master La DISINTERMEDIAZIONE darà vita a cambiamenti radicali e sempre più ad un economia e servizi di tipo collaborativo (sharing economy) un po tipo quella dei nonni -ma digitale- e sta già cambiando le abitudini di acquisto in direzione sharing : dall affitto di posti letto, stanze e case senza passare dagli alberghi (Airbnb, Coachsurfing), all organizzazione del volontariato (MilanoSolidale), dall autorganizzazione comunitaria per le auto oltre il carsharing (Relayride), o all autista (volontario e a turno) con la propria auto 9

10 Master La disintermediazione finanziaria su base comunitaria (locale o globale ma sempre a partire da piattaforme digital) soddisfa la voglia di non passare più dalle banche: dal crowdfunding per il microcredito (Eppela, Kickstarter, Prestiamoci) a quello per l equity (SiamoSoci) a vere e proprie banche di comunità co-create come la Banca Palmas un istituto che stampa la propria moneta (il palmas) creata da una ONG brasiliana locale nella Favela di Fortaleza perchè stufa dell impossibilità di accesso al credito da parte dei poveri (oggi riconosciuta dalla Banca centrale brasiliana). Alla Jack Bank svedese, in arrivo anche in Italia. 10

11 Master C è poi il tema del rapporto tra settore pubblico e cittadini, e più in generale quello delle SMART CITIES. Per il governo locale, in termini di coinvolgimento e co-progettazione, ampissime sono le potenzialità (cosa ben diversa dalle possibilità ). Se si volesse stimolare in modi concreti e ludici la cittadinanza attiva, basterebbe iniziare a invitare e raccogliere gli spunti partecipativi dei cittadini su una piattaforma pubblica e dare rewards ai partecipanti (punteggi di status, sconti per spettacoli, piccole riduzione di imposte, etc.), a partire dalle scuole. Intanto a Napoli CleaNap a partire dal gruppo facebook organizza eventi di pulizia in piazze e siti di valore culturale o ambientale. 11

12 Master La SOCIAL INNOVATION è quindi un: approccio culturale secondo quanto delineato poc anzi (co- creazione, comunità digitali, centralità del bisogno, intelligenza collettiva più che intuizioni individuali, contaminazione), per il raggiungimento del massimo impatto sociale, approccio strategico delineato su alcune buone prassi quali Sostenibilità, Replicabilità, Scalabilità, Prototipazione, Comunità virtuali, Approccio P2P, Partenariati Cross-Sector, Design etc., approccio tecnico, basato su applicazione di tools, tecnologie, strumenti partecipativi (es. World cafè ed incontri di co-creazione), design (approccio visual) e nell insieme un linguaggio molto co- di contaminazione, green, alternativo, giovane, che ha nella creazione di HUB fisici e tematici, un elemento distintivo. 12

13 Master Siamo tutti innovativi? Se è ovvio che la Social Innovation non viene scoperta all improvviso (per un pò di storia vedi libro 2012 Social Innovation e Social Business Dicembre 2012) gran parte della attuale progettazione sociale ed internazionale non rientra né nell' approccio culturale, nè in quello strategico, nè in quello Operativo. Molta della corsa al posizionarsi sull innovazione sociale (soprattutto nell ambito della cooperazione sociale) non ha molto a che vedere con una reale tensione culturale e sociale, ma più con la possibilità di accedere agli ingenti fondi nazionali, regionali ed Europei disponibili da qui poco E bene quindi fare dei semplici esempi per capire meglio alcune differenze. 13

14 Master Quanto ad es. un progetto può essere considerato (un po più) socialmente innovativo? Organizzare un nuovo centro di prossimità per tossico-dipendenti non è social innovation co-progettare una app di prima accoglienza con utenti, assistenti sociali e personale addetto, si. Organizzare un GAS non è social innovation (ed è pure un po noioso), ma un gruppo di acquisito 2.0 su piattaforma digital, che all occasione fa anche attivismo locale, si. Organizzare un corso d aula o e.learning può essere sempre utile, ma SKILLSHARE apprendimento globale Peer to Peer, è social innovation 14

15 Master La telemedicina con autodiagnosi tramite smartphone con assistenza remota su piattaforma on line, nei villaggi difficili da raggiungere dai medici, è social innovation Bike4Africa (bike4africa.it) ha ideato un servizio di medicina su due ruote per consentire ai medici tuareg di raggiungere villaggi isolati nel deserto, difficilmente raggiungibili con altri mezzi ma l uso dei Droni per la consegna dei farmaci come fatto ad Haiti da Andrea Raptodopulos, innovatore sociale californiano, è più rapido e meno pericoloso (anche se a me l idea delle bici e del contatto diretto di medici con i pazienti è molto più simpatica e se fosse possibile utile). Cercare un terreno per uffici e per annunci per ritirarsi in campagna è bello, ma usare LANDSHARE per trovare, affittare, condividere terreni non utilizzati, o costruire una transition town è social innovation. 15

16 Master Potremmo continuare a lungo il fatto e direi il problema, è che: Il terzo settore (cooperative sociali, ONG, Associazioni, Fondazioni) al 99%, non c è ancora in questo presente- Futuro comunitario, creativo e partecipativo! E fuori dalle nuove comunità, dai suoi meccanismi generativi (sharing), dalle soluzioni (troppo tradizionali), dalla tecnologia. I progetti non vengono concepiti su drivers di analisi come quelli esposti. Ed il terzo settore inizia ad essere percepito vecchio dai giovani. Non solo, la nozione stessa di Terzo Settore è ormai datata. 16

17 Master Per questo ASVI sta portando avanti un progetto di contaminazione internazionale (Europa-Asia) tra sociale e innovazione, in Italia soprattutto con la cooperazione sociale e le ONG. Un impegno per l introduzione del tema social innovation in Italia: nel 2011, con la creazione di I-SIN Italian Social Innovation Network, nel 2012 con il primo Master su Social Innovation, Social Business e progettazione innovativa e a fine 2012 con il libro Social Innovation e Social Business- Nuove relazioni per co-progettare il cambiamento ed uscire dalla crisi, M.Crescenzi, Dicembre Nel con cicli di workshop e convegni, anche relativi ai nuovi fondi europei per la Social Innovation. 17

18 Questo convegno Master Questo convegno nasce dalla considerazione di trend registrati nell ambito di aggiornamenti e riflessioni condotte nell ambito de: Master Internazionali ASVI IMPACT- il Comitato Scientifico, in particolare nella task force dedicata al convegno che ha coinvolto anche F.Marcon già direttore della ONG del Don Gnocchi, A. Bechini di Oxfam Italia, Sandro Calvani, per 25 anni alto dirigente ONU impegnato nei paesi in via di sviluppo attività congressuali ed editoriali ASVI in particolare nella stesura del libro già citato, pubblicato a Dicembre 2012 conversazioni informali con dirigenti del settore culminate con l indagine Innovative thinking to avoid sinking: le ONG italiane verso il futuro tra tradizione ed innovazione sociale. 18

19 DA IMPLEMENTATORI DI PROGETTI PROGETTI Master Trend e Scenari probabili A SERVICE FACILITOR E CAPACITY BUIL. PROGRAMMI, ADVOCACY E LOBBING ASSISTENZIALISMO GENERALISMO INTERVENTO CENTRATO NEI PVS SVILUPPO OCCUPAZIONE, IMPRENDI- TORIALITA E SOCIAL BUSINESS NEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO SPECIALIZZAZIONE o PARTNERSHIP TRA ONG GENERALISTE E SOGGETTI SPECIALIZZATI ONP E FOR PROFIT UN FOCUS ANCHE NAZIONALE SULLE NUOVE POVERTÀ E I WORKING POORS CON COPERTURA DI SPAZI TRADIZIONALI COPERTI DALLA COOPERAZIONE SOCIALE 19

20 DA TIPOLOGIE DI INTERVENTO TRADIZIONALI Master Trend e Scenari probabili SFRUTTAMENTO DELLE OPPORTUNITA TECNOLOGICHE DI PRESENZA SERVIZI NELLE COMUNITA OFFERTE DALL EPIATTAFORME SOCIAL DAL FOCUS SU FONDI TRADIZIONALE PER LA COOPERAZIONE (MAE, EUROPAID ETC.) DALLA RICERCA DI FINANZIAMENTI TRADIZIONALI NUVOI FONDI DELL AGENDA EUROPEA SUL SOCIALE NON TRADIZIONALE SULLA SOCIAL INNOVATION IMPACT FINANACE E CREAZIONI FONDI (es. Opes Fund), FONDI DI GARANZIA DALLE ATTIVITA e dal FARE Ai RISULTATI ED ALLA ACCOUNTABILITY SUGLI IMPATTI, al FARE LA DIFFERENZA Continuate voi! 20

21 Master Dettaglio: scenari probabili e possibili opportunità IMPLEMENTATORI DI PROGETTI SERVICE FACILITOR E CAPACITY BUIL. La Commissione Europea avvisa che il vecchio concetto della ONG che prende i soldi e fa il progetto dalla A alla Z si eclisserà, non si fanno più progetti complessi e di qualità così. Prevarrà un ruolo di service provider e service facilitator, di identificazione dei servizi di eccellenza, di gestione contratti di servizio in cui si prendono i migliori. Il MAE potrebbe avere un ruolo nel portare le ONG generaliste a fare da service facilitator per la qualità, innovazione e specializzazione del progetto. PROGETTI PROGRAMMI, ADVOCACY E LOBBING Sempre più si lavorerà su programmi complessi, e la Commissione Europea (ad. es. Angelo Baglio, Capo dell Unità Civil Society, Local Authorities della Commissione Ue/Devco), chiede alle ONG un ruolo di affiancamento della società civile locale su advocacy e lobbing in una logica di impatto sociale più ampia ed efficace di quella semplicemente di progetto e comunque su richiesta e mai sostitutiva 21

22 ASSISTENZIALISMO SVILUPPO OCCUPAZIONE, IMPRENDI- TORIALITA E SOCIAL BUSINESS nei PAESI IN VIA DI SVILUPPO Molti paesi dell ASIA, Africa e Sud America stanno vivendo boom economico e passeranno da un sistema puramente assistenziale ad un misto pubblicoprivato in vari campi (educazione, sanità, servizi sociali). In questa transizione, ONG europee possono fornire know-how ed assistenza tecnica su sistemi misti di sussidiarietà, su cui abbiamo lavorato negli ultimi 15 anni GENERALISMO e/o SPECIALIZZAZIONE Master Dettaglio: scenari probabili e possibili opportunità Lo sviluppo di questi paesi provocherà da parte loro, una richiesta sempre più alta di professionalità e specializzazione. Le ONG generaliste potrebbero entrare in crisi senza dotarsi di partenariati di know how specializzati e qualificati intra-sector e cross-sector. La più grande ONG del mondo è BRAC, in Bangladesh, massimamente generalista, ma che ha settori e servizi altamente specializzati e gestiti con partenariati tecnici e di know how molto mirati e/o locali. 22

23 SVILUPPO OCCUPAZIONE E IMPRENDITORIALITA. Nei paesi in via di svilupp oggi il maggior bacino di occupazione è l'auto-imprenditorialità piuttosto che il mercato formale. Pertanto, tutto il tema della finanza sociale e dello stimolo alla micro-impresa attraverso finanziamenti ad hoc sarà sempre più centrale. Anche qui alcune ONG possono fornire programmi tailor-made. INTERVENTO CENTRATO NEI PVS La crisi nel sud Europa sta già portando alla richiesta dei pubblici e dei donors UN FOCUS ANCHE NAZIONALE SULLE NUOVE POVERTÀ E I WORKING POORS CON COPERTURA DI SPAZI TRADIZIONALI COPERTI DALLA COOPERAZIONE SOCIALE di lavorare anche in Italia e in generale nel sud europeo, con opportunità sia dal punto di vista del funding che del radicamento con i pubblici nazionali. La crisi culturale e generazionale, progettuale e finanziaria delle cooperative sociali, permette potenzialmente alle ONG una con-correnza -nelle politiche sociali, nei servizi di welfare, nelle attività di sviluppo e cooperazione territoriale in cui le ONG italiane sono competenti. Anche creando cooperative in spin-off, come fatto da OXFAM. Master Dettaglio: Scenari probabili e possibili opportunità 23

24 Master Dettaglio: scenari probabili e possibili opportunità DA TIPOLOGIE DI INTERVENTO SFRUTTAMENTO DELLE OPPORTUNITA TRADIZIONALI TECNOLOGICHE DI PRESENZA e SERVIZI NELLE COMUNITA OFFERTE DALLE PIATTAFORME SOCIAL sia per il reperimento di volontari (piattaforme come Roma/Milano solidale) che di donatori (le APPs di attivismo o di raccolta fondi) sia per la partecipazione ai servizi di economia collaborativa, che per l intervento sul campo, dalla telemedicina tramite smartphone ai Droni per la consegna di farmaci e attrezzature mediche in zone inaccessibili (Haiti). FOCUS SU FONDI TRADIZIONALI. NUVOI FONDI DELL AGENDA EUROPEA PER LA COOPERAZIONE (MAE, EUROPAID ETC.) SUL SOCIALE NON TRADIZIONALE E SULLA SOCIAL INNOVATION quest ultima insieme alla Social Entrepreneurship al centro della nuova Agenda Europea, con grandi programmi quali Social Business Initiative, il PSCI (Social Change Programme, Progress + altri con quasi un mld di euro), soprattutto con

25 Master Dettaglio: scenari probabili e possibili opportunità Horizon 2020 (già VII Programma Quadro, ora esteso anche all innovazione sociale e non solo tecnologica, con una dotazione di circa 80 miliardi), i Fondi Strutturali che premieranno soprattutto la creazione di occupazione qualificata e lo sviluppo locale. Saranno notevolissime le opportunità di sviluppo di progetti e programmi altamente innovativi e di impatto. DALLA RICERCA DI FINANZIAMENTI TRADIZIONALI IMPACT FINANACE E CREAZIONI FONDI (es. Opes Fund), FONDI DI GARANZIA Il ricorso o la creazione di impact finance necessiterà la capacità di fare impresa, di incubazione ed accelerazione imprenditoriale, l assunzione di rischi imprenditoriali in caso di credito o di equity (cioè ingresso nel capitale sociale delle imprese supportate) vedi ancora il caso di Acra- Opes Fund. DALLE ATTIVITA e dal FARE Ai RISULTATI ED ALLA ACCOUNTABILITY SUGLI IMPATTI, al FARE LA DIFFERENZA

26 Indagine Innovative thinking to avoid sinking : le ONG italiane verso il futuro tra tradizione ed innovazione sociale. A cura di Marco Crescenzi, Presidente ASVI NB. File non ancora soggetto ad editing, ci scusiamo per eventuali refusi. 26

27 Master Obiettivo generale dell Indagine Per andare più a fondo sul tema dei rapporti tra Social Innovation e cooperazione, abbiamo coorganizzato questo convegno e condotto un indagine più strutturata con un panel di colleghi autorevoli storicamente impegnati e provenienti da diverse culture della Cooperazione Internazionale italiana, in modo da meglio incrociare e confrontare i punti di vista. 27

28 Master Obiettivi specifici dell Indagine Favorire un focus point sulle percezioni delle sfide, dei punti di forza e debolezza, delle minacce ed opportunità, dell identità e del mandato, delle chiavi di volta (e di svolta) per lo sviluppo delle ONG Italiane. Porsi alcune domande critiche. Creare una base strutturata per un successivo secondo confronto, dibattito ed affinamento delle tesi, secondo la metodologia DELPHI. 28

29 Master PANEL ( volontari obbligati Ai panelist, amici e colleghi con esperienze di direzione pluridecennali, è stato chiesto di esprimersi liberamente a titolo personale senza vincoli di rappresentanza formale delle loro organizzazioni, comunque indicate a fianco per una mappatura più agevole del lettore. Roberto Barbieri (Oxfam Italia) Claudio Ceravolo (Coopi, Link 2007) Luca di Fraia (Action Aid, CINI) Franceso Petrelli (Concord Italia, Oxfam) Chiara Segrado ( Save the Children) Silvia Stilli (AOI-Associazione Ong Italiane) Tommy Simmons (Amref) e Sergio Vecchiarelli (Intersos, Docente Master PMC) Andrea Stroppiana (Ricerca e Cooperazione, Docente Master PMC) Alessio di Carlo (CooperAction, Condirettore Master PMC) 29

30 Master Supporto richiesto ad ASVI FACILITARE IL DIBATTITO e FOCUS POINTS su sfide, best practices, innovazione e nuovi scenari lo stimolo ad un dibattito culturale e la creazione di luoghi per realizzarlo, un collegamento al dibattito internazionale e alle buone pratiche del non profit, Knowledge Sharing, workshop specifici che contribuiscano ad aprire le ONG ai dibattiti internazionali FORMAZIONE E SUPPORTO STRATEGICO Aumentare il supporto strategico e operativo ad organizzazioni e donors, Convolgere le ONG in attività di formazione qualificata e innovativa favorire la professionalizzazione degli staff delle ONG italiane rendendole più competitive nello scenario internazionale Continuare nel lavoro di produzione/diffusione di materiali qualificanti e di attrezzi del mestiere 30

31 Master DOMANDE INDISCRETE Ritieni che nel complesso la Cooperazione Non Governativa allo Sviluppo italiana si stia muovendo in modi adeguati ai nuovi scenari? Ritieni che la Cooperazione Non Governativa allo Sviluppo italiana viva una crisi di identità e di mandato? SWOT: quali sono i tre principali punti di DEBOLEZZA e i tre principali punti di FORZA delle ONG e della Cooperazione Non Governativa italiana? SWOT: quali le tre principali MINACCE e le tre principali OPPORTUNITÀ di rilancio? SFIDE: quali sono le tre principali sfide che le ONG italiane si troveranno ad affrontare nei prossimi 3 anni CHIAVI PER IL CAMBIAMENTO: Focalizza tre chiavi di cambiamento (culturali, strategiche o operative) delle ONG Italiane che permetteranno di entrare o rimanere protagoniste nei nuovi scenari SUPPORTO: Tre azioni concrete che ti aspetti da ASVI per supportare al meglio organizzazioni, dirigenti ed i professionisti del settore 31

32 Abstract Master Il Panel ritiene (pressochè unanimamente) che la Cooperazione Non Governativa allo Sviluppo italiana si stia muovendo in modi non adeguati ai nuovi scenari e che viva una crisi di identità e di mandato. Molto chiaramente percepiti i punti di DEBOLEZZA: in primis nella perdita di spinta culturale, di innovazione, di visione poi nel fare rete e lobbying comune ma anche debolezza economico finanziaria, nella comunicazione, nelle dimensioni troppo piccole e di professionalita' e specializzazione. Forti le MINACCE :in primis la riduzione dei fondi istituzionali - spostamento fondi su altri settori non tradizionali, la concorrenza (in particolare con lo stesso Sud oggetto di supporto), seguito a molta distanza dalla frammentazione, isolamento, perdita credibilita' internazionale e scomparire come interlocutori di rilievo e dal rischio di diventare sterili progettifici, autoreferenziali. 32

33 Abstract Master Chari anche i PUNTI DI FORZA: individuati a stragrande maggioranza nella capacita' di interazione con i partners locali anche in una logica di programmi, poi nella motivazione, impegno, onesta ed infine nella flessibilita', elasticita' operativa e costi ridotti. Poco implementate - rispetto al resto della SWOT-, le OPPORTUNITA : ravvisate in possibili cambiamenti panorama politico-istituzionale e nell ingresso di donatori privati non molto specificati. Le principali SFIDE vengono percepite nella creazione di Partnership Economico-finanziarie e di sviluppo, nella Professionalizzazione e Specializzazione, nella Innovazione, nel raggiungimento di una migliore Comunicazione ed Influenza su pubblici ampi. 33

34 Abstract Master Tra le CHIAVI DI VOLTA, premesse per il cambiamento, lo Sviluppare al massimo reti e partenariati cross sector e intra sector il muoversi su innovazione e ricambio generazionale il passare dalla logica di progetto a quella di programma, di processo, al capacity building e all advocacy, il realizzare una vera accountability sui risultati. La prima ma chiara impressione è che minacce, debolezze, punti di forza (il presente) siano molto più chiare (articolate, precisate) delle opportunità e delle sfide (il futuro). Il che è particolare considerandoci professionisti fortemente orientati al futuro ed ancora degli ottimisti (e realisti) sognatori. Tra le risorse-opportinità le parole fondazioni, impact finance, joint venture, Social Entrepreneurship / impenditoria sociale, social innovation, social business, Agenda Europea e in generale fondi europei e non compaiono mai. 34

35 Abstract Master Inoltre poco avvertita è l esigenza di incidere sulle politiche nazionali ed internazionali (solo da due panelist). Se è ovvio che le ONG sappiano che tra le opportunità vi siano sia i fondi europei che le fondazioni, e che ci lavorino, il fatto tuttavia che queste classi di opportunità non vengano citate ed evidenziate, e forse in qualche effettivamente non conosciute (ad es. le potenzialità del programma Horizon 2020) può far pensare ad un focus maggiore sui problemi che sulle soluzioni, ed una focalizzazione di queste più su ambiti tradizionali (modifiche del quadro politico istituzionale) che non di esplorazione dettagliata a tutto campo. Quindi, più che un problema di risorse in sè, un problema di management. Nel dibattito al convegno ad es. si conferma che il rapporto con i grandi erogatori a la Gates) è visto da alcuni più come problema che come oggetto di schema operativo win win da costruire, da cui scambi di battute di scarsa concretezza da un lato, o di eccessivo pragmatismo dall altro. 35

36 Master Il pericolo viene dal sud? Turbamenti globali e incubi personali Potrebbe affermarsi una cooperazione sudsud che escluda le ONG europee Il mercato fondi istituzionali è molto aperto e competitivo con privilegio diretto per gli attori del Sud Chi ha spostato il mio formaggio? Assistiamo ad uno spostamento dei fondi istituzionali su altri settori non tradizionali (global public goods, human rights, prevenzione disastri) su cui le ONG hanno scarsa esperienza Abbiamo una eccessiva frammentazione operativa ed ideologica ed una (negativa) irrinunciabilità delle singole identità. Stardust? 36

37 Master La minaccia è ovunque! Concorrenza sempre maggiore da parte delle grandi ONG europee ed americane, sempre più organizzate e dimensionate come vere e proprie Agenzie specializzate Maggiore concorrenza da parte di realtà della società civile locale, sempre più organizzate ma anche da parte delle grandi Agenzie internazionali (UNHCR, UNICEF, WFP) Nightmares Rischiamo di scomparire come interlocutori di rilievo di ridurci a sterili progettifici di cedere alla tentazione di isolarci...di perdere di credibilità internazionale di restare il fanalino di coda in Europa 37

38 Master Ritieni che nel complesso la Cooperazione Non Governativa allo Sviluppo italiana si stia muovendo in modi adeguati ai nuovi scenari? Quasi unanimemente NO Ritieni che la Cooperazione Non Governativa allo Sviluppo italiana viva una crisi di identità e di mandato? Quasi unanimemente SI Ottimo, siamo tutti d accordo sull EMERGENZA identitaria! 38

39 Master Con i numeri indicato il numero di scelte del panel CULTURALE, DI INNOVAZIONE, DI VISIONE (8 items) NEL FARE RETE E LOBBYING COMUNE (5) ECONOMICO FINANZIARIA (3) NELLA COMUNICAZIONE (3) CRISI, RIDUZIONE DEI FONDI ISTITUZIONALI - SOSTAMENTO FONDI SU ALTRI SETTORI NON TRADIZIONALI, CONCORRENZA (14) FRAMMENTAZIONE, ISOLAMENTO, PERDITA CREDIBILITA' INTERNAZIONALE E SCOMPARIRE COME INTERLOCUTORI DI RILIEVO (2) DIMENSIONALE (2) DI PROFESSIONALITA' E SPECIALIZZAZIONE (2) DI RICAMBIO GENERAZIONALE (1) DIVENTARE STERILI PROGETTIFICI, AUTOREFERENZIALI (2) LEGISLAZIONE NON ADEGUATA (1) 39

40 Domande Master CULTURALE, DI INNOVAZIONE, DI VISIONE (8 items) Quanto siamo consapevoli di alcuni vecchi paradigmi (assistenzialismo, cultura di dipendenza dal pubblico, piccolo è meglio, le risorse sono poche. NEL FARE RETE E LOBBYING COMUNE (5) E ritenuto realmente vitale? CRISI, RIDUZIONE DEI FONDI ISTITUZIONALI - SOSTAMENTO FONDI SU ALTRI SETTORI NON TRADIZIONALI, CONCORRENZA (14) Siamo sicuri che i fondi siano meno? E possibile invece che siano magari molti di più, ma altrove? FRAMMENTAZIONE, ISOLAMENTO, PERDITA CREDIBILITA' INTERNAZIONALE E SCOMPARIRE COME INTERLOCUTORI DI RILIEVO (2) 40

41 Piccole pro-vocazioni Master ECONOMICO FINANZIARIA (3) E più un problema di risorse o di capacità nell individuarle e gestirle al meglio, e quindi un problema manageriale? NELLA COMUNICAZIONE (3) C è un vero interesse a raggiungere il grande pubblico, al di la del fundraising e, prima, del MAE? DIMENSIONALE (2) Quanti sono disposti ed interessati realmente ad avviare un programma di fusioni o affiliazioni? 41

42 Master RADICAMENTO E COOPERAZIONE TERRITORIALE, VICINANZA AI BENEFICIARI E CAPACITA' DI INTERAZIONE CON I PARTNERS LOCALI anche in una logica di PROGRAMMI (13) MOTIVAZIONE, IMPEGNO, ONESTA (6) CAMBIAMENTI PANORAMA POLITICO-ISTITUZIONALE (6) L'INGRESSO DI DONATORI PRIVATI (3) PARTNERSHIP SOCIALI (2) FLESSIBILITA', ELASTICITA' OPERATIVA E COSTI RIDOTTI (3) INNOVAZIONE IN AMBITO LOCALE (2) FUNDING (1) INTERNAZIONALITA (1) INNOVAZIONE (1) 42

43 Master Sfide percepite 1. PARTNERSHIP ECONOMICO-FINANZIARIE E DI SVILUPPO(10) 2. PROFESSIONALIZZAZIONE E SPECIALIZZAZIONE (4) 3. INNOVAZIONE (4) 4. COMUNICAZIONE E INFLUENZA (3) 5. ACQUISIZIONE DI UNA MAGGIORE DIMENSIONE EUROPEA ED INTERNAZIONALE (2) 6. MAGGIORE COORDINAMENTO DEL SETTORE (3). 43

44 Sfide percepite Master PARTNERSHIP ECONOMICO-FINANZIARIE E DI SVILUPPO (10) Collaborare con il for profit e guadagnare la fiducia degli investitori privati, Differenziare il portafoglio dei finanziatori e del cofinanziamento Confrontarsi con il nuovo scenario di stakeholders -i.e. ruolo sempre più emergente del settore privato, Fare rete con il tessuto sia non profit che for profit sia in Italia sia in Europa e nel Sud del Mondo, Affrontare la competizione internazionale sui fondi ma anche sull accountability, Confrontarsi con il maggiore focus della comunità dei donatori sulla qualità dei programmi, e il focus dei paesi partner sulla efficienza dei programmi 44

45 PROFESSIONALIZZAZIONE E SPECIALIZZAZIONE (4) Specializzazione settoriale contro la tuttologia attualmente imperante Sfide percepite Master Professionalizzazione nei nuovi ambiti di competenza non tradizionali (global public goods, human rights, prevenzione disastri Mantenimento di un diffuso riconoscimento di una rilevanza tecnica sul campo Migliorare le competenze tecniche nella presentazione e nella gestione di proposte progettuali condivise con stakeholders e beneficiari 45

46 Sfide percepite Master INNOVAZIONE (4), Partecipazione al dibattito sull innovazione, Adattamento ad un contesto (italiano e nei PVS) in perenne evoluzione L affermazione di una nuova visione dello sviluppo grazie alla crisi COMUNICAZIONE E INFLUENZA (3) Catturare l'attenzione dei pubblici sui temi internazionali, Capacità di influenzare il processo di riforma tutelando la missione della cooperazione internazionale, tutelare il ruolo delle organizzazioni di società civile quali interlocutori nei processi di decision making MAGGIORE COORDINAMENTO E RETI NONPROFIT (2) ACQUISIZIONE DI UNA MAGGIORE DIMENSIONE EUROPEA ED INTERNAZIONALE (2) 46

47 Master Chiavi di volta per il cambiamento Approcci culturali strategici per superare le debolezze, fronteggiare le minacce e cogliere le opportunita : SVILUPPARE AL MASSIMO RETI E PARTENARIATI CROSS SECTOR E INTRA SECTOR (5), MUOVERSI SU INNOVAZIONE(4), RICAMBIO GENERAZIONALE (1) PASSARE DALLA LOGICA DI PROGETTO A QUELLA DI PROGRAMMA (2) DI PROCESSO, AL CAPACITY BUILDING E ALL ADVOCACY (3) REALIZZARE UNA VERA ACCOUNTABILITY SUI RISULTATI(3) INCIDERE SULLE POLITICHE NAZIONALI ED INTERNAZIONALI (2) PROFESSIONALITA' E SPECIALIZZAZIONE (1) 47

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