Mini Guida. Lotta alle frodi nella RC Auto

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3 LOTTA ALLE FRODI NELLA RC AUTO Le frodi rappresentano un problema grave per il settore della rc auto in Italia. Il comportamento scorretto e illegale di coloro che frodano le assicurazioni crea un grande vulnus soprattutto agli automobilisti onesti e corretti, oltre ad essere giuridicamente e moralmente censurabile. Spesso l azione viene giustificata dai comportamenti non corretti tenuti, a loro volta, dalle assicurazioni. In ordine a questa complessa problematica c è da registrare, almeno finora, lo scarso impegno delle compagnie assicurative nel combattere i comportamenti fraudolenti; le imprese hanno preferito scaricare il costo notevole delle frodi sulle tariffe, a tutto discapito degli assicurati onesti. NUOVE NORMATIVE Come si sa, a partire dalla fine del 2012, il settore delle assicurazioni e, in particolare, la rc auto, è stato interessato da importanti interventi normativi che hanno apportato grandi cambiamenti, anche in materia di lotta alle frodi. Prima di tutto facciamo menzione degli artt. 30 e 31 del decreto legge 24 gennaio 2012, n.1. L art. 30 prevede che le compagnie di assicurazione inviino all IVASS, con cadenza annuale ed in base alle specifiche tecniche stabilite dallo stesso IVASS, una relazione sull andamento del fenomeno delle frodi. In questa relazione dovranno anche essere contenute le misure che le compagnie intendono adottare per contrastare i comportamenti fraudolenti ed una stima dellariduzione degli oneri per i sinistri conseguente agli impegni presi dalle imprese nella lotta alle frodi.

4 E importante sottolineare che le informazioni relative alla possibile riduzione del costo dei sinistri vanno inserite nella relazione da inviare all IVASS o nella nota integrativa al bilancio annuale e sui siti internet delle compagnie. Dunque è bene sapere che ciò che viene fatto dalle imprese per contrastare il comportamento criminale di chi froda le assicurazioni deve essere portato alla conoscenza dell opinione pubblica attraverso i canali di comunicazione stabiliti. A questo proposito i siti internet delle compagnie sono uno strumento alla portata di gran parte della popolazione. L art. 31 del decreto in esame prevede un altro strumento importante per combattere i comportamenti fraudolenti: stiamo parlando della dematerializzazione progressiva dei contrassegni di assicurazione; a questo proposito, nell agosto 2013, è stato emanato un decreto del Ministero dello sviluppo economico che attua quanto disposto nell art. 31 del decreto n. 1 del In pratica, progressivamente ed entro l ottobre del 2015, non avremo più il tagliandino cartaceo sul parabrezza della nostra automobile. I controlli sull effettiva copertura saranno effettuati dalle forze dell ordine in via telematica. In pratica gli agenti svolgeranno la verifica collegandosi a banche dati elettroniche; l art. 31 prevede anche la possibilità di accertare che un auto sia assicurata attraverso i dispositivi di monitoraggio del traffico come, ad esempio, gli occhi elettronici che presidiano i varchi di accesso alle zone a traffico limitato o il TUTOR autostradale o il TELEPASS. Il controllo effettuato attraverso questa modalità dovrà comunque garantire la riservatezza di coloro che vengono controllati; c è da dire che in un primo momento si era stabilito che le verifiche effettuate tramite i dispositivi in questione sarebbero partite dal 15 febbraio 2014, ma, a quanto pare, dovremo ancora aspettare e le auto con assicurazione fantasma o mancante (circa 3,5 milioni) continueranno a girare (quasi) indisturbate! Nel momento in cui si potrà contare su questa modalità di verifica sarà comunque più difficile farla franca. Consideriamo, però, che con l eliminazione dei contrassegni cartacei dovrebbe sparire la truffa dei tagliandi contraffatti: se oggi si esibisce un finto cedolino e si può sperare di essere considerato coperto, dal momento in cui gli accertamenti saranno eseguiti telematicamente non si potrà più sfuggire.

5 E IMPORTANTE SAPERE CHE... Il contrasto alle frodi avviene anche per mezzo di importanti elenchi e banche dati telematiche (e delle conseguenti attività di indagine) di cui ora parliamo. Il primo database al quale facciamo riferimento è l archivio informatico integrato di cui si serve l IVASS per condurre la sua attività: è previsto dall art. 21 del decreto-legge 179 del 2012 ed è la risultante di una connessione tra le varie banche dati in materia di auto esistenti in Italia: solo per citarne alcune ricordiamo banca dati sinistri, anagrafe testimoni, anagrafe danneggiati, Pubblico Registro Automobilistico, banca dati degli attestati di rischio, archivio nazionale abilitati alla guida. L IVASS, tramite le informazioni che ricava dall archivio informatico integrato, esercita le seguenti attività: - analizza i casi di sospetta frode al fine di creare un sistema di allerta; - richiede alle compagnie tutte le informazioni necessarie; - segnala alle compagnie e alle autorità giudiziarie i profili di anomalia e le invita ad inviare le informazioni relative alle indagini avviate; - fornisce alle compagnie e alle autorità giudiziarie le necessarie informazioni al fine di contribuire a perseguire penalmente i comportamenti fraudolenti. Infine, e questa è forse l attività che maggiormente si riflette più direttamente sui consumatori e sull opinione pubblica in quanto da essi maggiormente fruibile, l IVASS stila una relazione annuale sull attività svolta e formula i criteri e le valutazioni sulle imprese in relazione alla loro attività per il contrasto delle frodi; l IVASS rende pubblici i risultati di tali valutazioni.

6 LA SCATOLA NERA Finita la disamina sulle attività antifrode a carico dell IVASS e delle compagnie, è il momento di parlare dell ormai famosa scatola nera, non molto ben vista dalle stesse compagnie. Questo strumento, installato sui veicoli, registra tutte le attività, le accelerazioni, le frenate e la velocità della nostra auto e dovrebbe consentire, dunque, in caso di sinistro, di svelarci come realmente sono andate le cose. Qual è, quindi, l utilità antifrode di questo strumento? Di sicuro questo oggetto ci permette di ricostruire l esatta dinamica dell incidente, non lasciando così spazio ad eventuali comportamenti truffaldini nei confronti delle compagnie e non permettendo più ai criminali di professione di denunciare un sinistro fantasma. In parallelo, non permetterà più alle compagnie ci decidere per il concorso di colpa nei sinistri non ben definiti. Così, con la scatola nera, dovrebbero scendere i costi dei risarcimenti e le imprese non dovrebbero più far fronte ai costi dei falsi incidenti. Nonostante tutto ciò l introduzione della scatola nera ad opera della recente legislazione in materia di rc auto sta portando con sé numerose polemiche e perplessità non soltanto legate al problema della tutela della privacy, ma anche connesse con i doveri delle compagnie di assicurazione; in particolare, la normativa (il decreto legge n. 1 del 2012) che disciplina la scatola nera non è chiara riguardo all obbligo o meno delle compagnie di offrire il preventivo con la black box ; ciò permette ancora diverse interpretazioni in materia, con le assicurazioni che sostengono che non ci sia obbligo e l IVASS che invece ritiene di sì. L ANIA ha addirittura proposto un ricorso al TAR del Lazio contro l obbligo, ma il Tribunale ha respinto il ricorso; l art. 8 del decreto Destinazione Italia, ormai stralciato, aveva trasformato l obbligo in facoltà ed aveva però quantificato gli sconti da praticare, che non avrebbero dovuto essere inferiori al 7%. In ogni caso, se il contraente richiede la polizza con la black box, le imprese sono in questo caso con certezza obbligate, sempre in base al decreto 1/2012, a praticare sconti significativi sulla tariffa. Consideriamo che, sebbene la scatola nera possa essere un buono strumento per la lotta alle frodi, riguardo ad essa sembra esserci molta confusione, soprattutto a livello normativo, a causa dei contrastanti interessi che la sua introduzione tocca.

7 INCIDENTI CON AUTO PIRATA O FANTASMA Uno degli eventi fraudolenti più dannosi soprattutto per gli automobilisti corretti è l incidente causato da un veicolo non identificato (cosiddetto pirata ), non assicurato o con assicurazione fantasma. In questo caso è comunque possibile ottenere un risarcimento attraverso il Fondo di Garanzia per le vittime della strada, istituito presso la CONSAP, la concessionaria di servizi assicurativi pubblici. Vediamo cosa bisogna fare nel caso in cui subiamo un incidente con un veicolo pirata o fantasma. Prima di tutto occorre verificare la data di scadenza dell eventuale copertura assicurativa dell auto responsabile: - se la polizza è scaduta da meno di 15 giorni si potrà ricorrere al normale procedimento per ottenere il risarcimento; - se l assicurazione è scaduta da più di 15 giorni o manca del tutto bisognerà chiamare le forze dell ordine. Una volta che sarà stata stabilita la responsabilità del sinistro, la parte lesa richiederà il risarcimento al Fondo per le vittime della strada inviando una raccomandata oppure per via telematica al Fondo e all impresa convenzionata con la CONSAP, che risarcirà il danno. L elenco delle compagnie convenzionate si trova sul sito Il danno può essere rifuso nel caso in cui si abbia un incidente con le seguenti tipologie di veicolo: - Veicolo non assicurato - Non identificato - Assicurato con una compagnia in stato di liquidazione coatta amministrativa - Assicurato, ma posto in circolazione contro la volontà del proprietario - Straniero con targa non corrispondente al veicolo Infine, è importante dire che l impresa designata liquiderà il danno secondo i massimali di legge, che sono, a partire dal 12 giugno 2012, di euro per i danni alla persona e di euro per i danni alle cose.

8 CONCLUSIONI A conclusione di questa piccola guida sulla lotta alle frodi possiamo dire che il contrasto duro a questi comportamenti criminali avvantaggia prima di tutto gli automobilisti corretti ed onesti che pagano regolarmente le tariffe assicurative spesso salatissime, non fanno incidenti e sono ligi alla guida del loro veicolo. E importante prendere coscienza del fatto che tutti gli attori coinvolti nel settore della rc auto possono e devono impegnarsi nella lotta al fenomeno fraudolento. Prima di tutto le compagnie assicurative, che devono sentirsi maggiormente coinvolte ed adottare una vera strategia di lotta invece di corrispondere immediatamente, anche in casi poco chiari, i risarcimenti i cui costi poi vengono fatti ricadere sui consumatori. A tale proposito pensiamo al fatto che il Codice delle Assicurazioni (art. 148, comma 2-bis), nella disciplina del risarcimento, stabilisce che le compagnie, se consultando la banca dati sinistri riscontrano almeno 2 parametri di significatività ossia elementi che generano sospetto di frode possono decidere di non formulare alcuna proposta di risarcimento motivando tale decisione con la necessità di effettuare ulteriori indagini. Anche il singolo automobilista, con il suo comportamento corretto, può fare moltissimo per sconfiggere le frodi.

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