GVV FORMAZIONE REGIONE PIEMONTE

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1 GVV FORMAZIONE REGIONE PIEMONTE L ASCOLTO Primo passo dell Accoglienza Padre GHERARDO ARMANI C. M.

2 1. La relazione di aiuto La relazione si fonda su un rapporto umano centrato sull incontro di persone e solo secondariamente sui bisogni

3 Relazione significa legame

4 Aiuto significa opera, servizio che si presta ad altri, soccorso

5 Il servizio che si presta all altro, crea un legame con l altro, un vincolo per sostenerlo nel raggiungimento dei fini profondi della vita

6 Comunichiamo non solo con il linguaggio, ma anche con il corpo, i gesti, i silenzi, il comportamento

7 Il contatto con l altro. Siamo lì per l altro. Guardare, ascoltare, comprendere al di là dei propri giudizi morali

8 Il contesto: ogni contesto influenza la relazione

9 La relazione di aiuto è un rapporto asimmetrico, non paritario

10 Aiutare non è una prestazione che risolve il problema al posto dell altro, che non è in grado, ma è un occasione di emancipazione dal bisogno

11 Anzitutto occorre essere consapevoli della propria comunicazione

12 Abilità comunicative Saper stare in silenzio Sospendere il giudizio Osservare gli atteggiamenti, le espressioni, la postura dell altro e propri Prestare attenzione ai contenuti dei discorsi, ai sentimenti, ai toni affettivi, ai temi ricorrenti

13 Attendere prima di rispondere

14 Facilitare la persona ad esprimere: Come percepisce se stessa nello stato attuale Come percepisce il suo problema Quali responsabilità attribuisce a se stesso e agli altri Quali possibilità di azione ritiene di avere Che aiuto si aspetta da voi

15 Riconoscere le proprie reazioni emotive suscitate dal contatto con l altro (ascolto di se stessi)

16 Avere capacità empatica, ma anche capacità di mantenere la distanza necessaria per poter aiutare (ascolto empatico)

17 Tentare di cogliere, affrontare e gestire le reazioni psicologiche dell altro (ascolto delle emozioni)

18 LA COMUNICAZIONE

19 Ogni comunicazione contiene 2 aspetti ciò che si dice (le informazioni) come lo si dice (le emozioni, ciò che si pensa dell altro, il silenzio)

20 Comunichiamo anche con il comportamento (comunicazione non verbale) lo spazio i movimenti del corpo l espressione del volto il tono della voce lo sguardo

21 L ASCOLTO

22 Atteggiamenti: Umiltà Attenzione all altro Attenzione al bisogno dell altro

23 Ascoltare è un azione attiva: Disponibilità ad accogliere Ascoltare la parola e le emozioni (empatia) Ascoltare il come l altro dice o non dice

24 Ascoltare implica Disponibilità di tempo Sospensione della propria attività e dei propri pensieri per accogliere l altro Sospensione del giudizio

25 Lasciarsi permeare dall esperienza dell altro, e mettersi nei suoi panni (empatia) Porsi in una condizione di ignoranza, di accoglienza, di silenzio

26 Ostacoli dell Ascolto: Non si ascolta ciò che ci viene detto perché presumiamo di sapere già

27 Ostacoli all Ascolto Risposta valutativa (l altro è un bambino/incapace) Risposta interpretativa (io sono l occhio di Dio) Risposta di supporto (Coraggio/pensa a chi sta peggio)

28 Ostacoli all Ascolto Risposta investigativa (provoca fastidio e chiusura) Risposta di soluzione immediata del problema (Io farei ) Risposta empatica

29 L Ascolto è il primo passo della relazione E già un servizio che si offre alla persona che si sente accolta, ricevuta, compresa, non giudicata

30 L ASCOLTO DI SE Riconoscere che cosa mi succede dentro

31 L ASCOLTO può implicare disagio solitudine sofferenza senso di vuoto non sentirsi capiti

32 Il disagio a volte può diventare rabbia contro di se o verso l esterno rimorso autosvalutazione abbassamento dell autostima aumento della conflittualità con gli altri

33 L ASCOLTO: Può provocare senso di estraneità Cambia il rapporto con tempo, spazio, ruoli Paura di soffrire Paura di cambiare e non riconoscersi più

34 Ascolto empatico: Disponibilità ad accogliere queste emozioni La condivisione emotiva con l altro è fondamentale Riconoscere in se stessi parte dell emozione che l altro prova che per certi versi io e l altro siamo simili

35 Il coinvolgimento è indispensabile, quando però è eccessivo, si corrono dei rischi

36 Nascono i problemi quando il volontario perde la capacità di distinguere tra i propri problemi e quelli dell altro e prova sensi di colpa e di angoscia

37 Il riconoscersi separati permette di condividere (Io sono con te, ma non sono come te) E importante ascoltare l altro, ma anche se stessi

38 E grazie per l attenzione

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