L evoluzione del Carcere dall Unità d Italia a oggi ( con particolare riferimento alla finalità rieducativa della pena)

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1 L evoluzione del Carcere dall Unità d Italia a oggi ( con particolare riferimento alla finalità rieducativa della pena) Regolamento generale degli stabilimenti carcerari e dei riformatori governativi, primo fondamentale documento delle istituzioni penitenziarie dell Italia post-unitaria. L approvazione del regolamento del 1891 fu il frutto del positivismo criminologico che aveva individuato nel trattamento differenziato, scientifico e individualizzato, il fulcro della politica penitenziaria e che era incentrato sulla realtà umana e sociale del condannato. Il documento distingueva fra Stabilimenti carcerari e Stabilimenti riformatori distinguendo anche due tipologie di delinquenti. L articolo 123 del provvedimento disponeva l obbligatorietà della scuola negli istituti penitenziari. L assenza dei detenuti alle lezioni era sanzionata. Era previsto che i detenuti fossero reclusi solo nelle ore notturne e non in quelle diurne ove dovevano partecipare ad attività quali le lezioni. Con il fascismo la situazione carceraria fu modificata. Innanzitutto la competenza dell amministrazione delle carceri fu sottratta al Ministero dell Interno e fu conferita al Ministero della Giustizia. Le azioni del fascismo circa le istituzioni carcerarie sono contenute nel R.D. 393 del 1922 ( qualche innovazione come colloqui epistolari anche con non familiari e contatti con altri detenuti nel carcere ma no istruzione, considerato un privilegio da riservare agli uomini liberi), nel Codice Penale Rocco ( R.D del 1930) e nel Nuovo Regolamento per gli Istituti di Prevenzione e Pena ( R.D del 1931). Nell aprile 1947 venne creata una Commissione Ministeriale presso la Direzione Generale degli Istituti Penitenziari cui venne affidato l incarico di formulare nuovi progetti legislativi e regolamentari. Nell aprile 1950 l incarico passò alla Commissione Persico che si limitò a confermare i principi della Commissione ribadendo il lavoro, la religione e l istruzione quali pilastri del trattamento penitenziario. In quanto all istruzione la

2 Commissione Persico decise di non attuare un progetto di istruzione coatta ma di lotta all analfabetismo: i detenuti erano liberi di usufruire o meno di un opportunità che l amministrazione penitenziaria forniva loro. Legge 503 del 3 aprile 1958: Istituzione delle Scuole Carcerarie. Obiettivi: Eliminare Analfabetismo e Semianalfabetismo; Recupero Sociale. Legge 72 del 3 marzo 1972: Soppresso il ruolo speciale transitorio degli insegnanti in carcere e introdotto un ruolo speciale per l insegnamento. Quest innovazione ha reso più efficace l istruzione nelle carceri e ha gratificato gli insegnanti nel loro impegno didattico. Legge 354 del 1975:Già nel 1960 il Guardasigilli Gonnella presentò un disegno di legge sulla riforma penitenziaria ma, complici le cadute di Governo, le successioni dei ministri e il succedersi delle Legislature, il Parlamentò non approvò alcun atto volto a una riforma radicale del sistema penitenziario italiano. Con la fine anticipata della V Legislatura si arrivò, nel 1973, ad un mutamento importante nel delicato equilibrio dei rapporti tra governo e parlamento. Un uomo di sinistra, il socialista Mario Zagari, copriva la carica di Ministro di Grazia e Giustizia. Per circa un anno le posizioni del governo risultarono più avanzate di quelle parlamentari e fu il ministro a proporre alcuni degli emendamenti più significativi. Se ne ha una prova nel suo intervento alla commissione giustizia del Senato il 7 novembre 1973, che si apriva con queste affermazioni: "bisogna considerare il carcere non più come una realtà separata" ma come "una delle tante formazioni sociali in cui vivono quei cittadini che, se pure hanno violato la legge penale, non devono per questo, sentirsi definitivamente esclusi dal contesto sociale" e che "bisogna spezzare in modo irreversibile quella spirale di incomunicabilità che aveva caratterizzato in passato i rapporti tra il carcere e il mondo esterno". Il Parlamento non fu sempre compatto ma alla fine, nel luglio 1975 ( quando Ministro di Grazia e Giustizia non era più Zagari ma il

3 repubblicano Reale) approvò la legge n. 354 che costituisce il punto di svolta nella legislazione penitenziaria italiana. Accanto all istruzione, al lavoro e alla religione furono previste anche le attività sportive e ricreative e i rapporti con la famiglia. Fu prevista quindi anche la presenza di educatori, assistenti sociali, psicologi, pedagoghi e psichiatri criminologi: tali operatori sotto il controllo interno del direttore dell istituto e quello esterno del Magistrato di Sorveglianza vennero incaricati di prestare la loro opera attraverso interventi singoli o di gruppo allo scopo di realizzare un percorso atto a facilitare il reinserimento sociale dei detenuti. Lo spirito e le idee guida della riforma sono visibili già dal primo articolo che viene di seguito riportato: Art. 1 - Trattamento e rieducazione Il trattamento penitenziario deve essere conforme ad umanità e deve assicurare il rispetto della dignità della persona. Il trattamento é improntato ad assoluta imparzialità, senza discriminazioni in ordine a nazionalità, razza e condizioni economiche e sociali, a opinioni politiche e a credenze religiose. Negli istituti devono essere mantenuti l'ordine e la disciplina. Non possono essere adottate restrizioni non giustificabili con le esigenze predette o, nei confronti degli imputati, non indispensabili ai fini giudiziari. I detenuti e gli internati sono chiamati o indicati con il loro nome. Il trattamento degli imputati deve essere rigorosamente informato al principio che essi non sono considerati colpevoli sino alla condanna definitiva. Nei confronti dei condannati e degli internati deve essere attuato un trattamento rieducativo che tenda, anche attraverso i contatti con l'ambiente esterno, al reinserimento sociale degli stessi. Il trattamento é attuato secondo un criterio di individualizzazione in rapporto alle specifiche condizioni dei soggetti. La legge n. 354 del 26 Luglio 1975 previde anche le caratteristiche degli edifici penitenziari, regolò il vestiario, l alimentazione, la permanenza all aperto dei detenuti, il servizio sanitario, le attrezzature per l attività di lavoro, di istruzione e di ricreazione. Furono previsti inoltre anche

4 l affidamento in prova ai servizi sociali e l istituto giuridico della semilibertà Ordinamento penitenziario e regolamento di esecuzione Art comma Regolamento di esecuzione: l Amministrazione penitenziaria può solo stimolare la partecipazione dei detenuti ai corsi scolastici. Il Legislatore si è impegnato sia nel 1975 sia nel 1976 a promuovere (N.B. e non a imporre ) la formazione culturale e professionale dei reclusi prevedendo l istituzione di corsi scolastici che accompagnino gli studenti detenuti nei diversi gradi di istruzione, dal livello elementare a quello universitario Legge n. 633 del 10 Ottobre 1986 Detta anche legge Gozzini dal nome del parlamentare del Partito Comunista Italiano (PCI) che la presentò, introdusse i permessi premio della durata massima di 15 giorni ciascuno e per non più di 45 giorni all anno per i detenuti meritevoli, aumentò i casi in cui il magistrato può concedere la semilibertà, l affidamento in prova ai servizi sociali e la detenzione domiciliare e consentì la liberazione anticipata ( con lo sconto di 45 giorni su ogni 6 mesi di pena eseguita) qualora la pena fosse stata scontata senza censure ( la conferma del recupero sociale dei condannati) Regolamento di esecuzione dell Ordinamento Penitenziario ( D.P.R. n. 230/2000) L'art. 40 del Regolamento di esecuzione del 2000 prevede la possibilità di autorizzare il detenuto a tenere nella propria cella gli strumenti quali "computer, lettori di nastri e cd portatili", a lui necessari per fini di lavoro o studio. Con tale disposizione è stata palesata la nuova concezione dell'istruzione che è stata seguita nel testo regolamentare del 2000: un'istruzione libera, degna di essere facilitata in tutte le possibili forme, compatibilmente alle esigenze di sicurezza imposte dall'ambiente carcerario. L'art. 41 del Regolamento del 2000 è dedicato alla disciplina

5 dell'istruzione a livello di scuola dell'obbligo. In merito a tali corsi è stata confermata la necessità di opportune intese tra il Ministero della Pubblica Istruzione ed il Ministero della Giustizia ed è stato individuato, nel protocollo d'intesa, il provvedimento amministrativo con cui tali intese devono essere concordate (art. 41 comma 1-2 reg. esec. 2000). L'art. 43 del Regolamento di esecuzione del 2000 si occupa dei corsi di istruzione superiore. È ribadita la dislocazione, all'interno degli istituti penitenziari, attraverso protocolli d'intesa, di succursali di scuole del suddetto grado presenti all'esterno, garantendo l'attivazione di almeno uno di questi corsi in ogni regione. Nel caso di una mancata attivazione a livello istituzionale di detti corsi, è prevista la possibilità di colmare tale inefficienza con l'intervento del personale volontario. Gli insegnanti volontari sostengono e seguono gli studenti detenuti durante la preparazione annuale degli esami previsti per tali corsi di studio e che i detenuti sosterranno poi da privatisti. L'opera dei volontari può essere autorizzata grazie agli artt. 17 e 78 dell'ordinamento penitenziario ed è sempre attraverso questi tipi di autorizzazione che il personale docente statale può accedere al carcere.. In merito agli studi universitari la nuova regolamentazione ha introdotto rilevanti modifiche dedicando l'articolo 44 interamente a questa materia. Tale articolo prevede che gli studenti universitari, per quanto possibile, siano ubicati in luoghi adatti allo svolgimento dello studio e sia allestito un ambiente dove essi possono incontrarsi tra loro e con i docenti universitari. Inoltre è prevista anche per gli studenti universitari la possibilità di tenere nella propria cella e nei locali destinati allo studio, libri e strumenti didattici necessari a tale attività. Nel testo del regolamento del 2000 è stato confermato il compito, affidato alle direzioni degli istituti penitenziari, di programmare i corsi d'istruzione in orari compatibili con lo svolgimento delle altre attività, soprattutto con il lavoro, sancendo il principio di non sovrapponibilità delle attività offerte dall'istituto di reclusione. All'art. 45 del Regolamento di esecuzione 2000 sono stati confermati i benefici economici per gli studenti detenuti che frequentano i corsi di scuola superiore ed universitari, previsti nel precedente regolamento del '76. Il Regolamento del 200 ha sottolineato l importanza del volontariato e del settore laico nelle carceri per il reinserimento sociale del detenuto e si è posto in continuità con la firma del Protocollo d intesa fra il Ministero di

6 Grazia e Giustizia e la Conferenza Nazionale del Volontariato Penitenziario ( 8 Giugno 1999). Si conclude con il Regolamento del 2000 la breve panoramica sull evoluzione delle legislazione penitenziaria italiana riguardo l attuazione del principio della finalità rieducativa della pena espresso nella Costituzione. Questo paragrafo viene concluso esprimendo la speranza che come si è progrediti dal 1891 al 2000, si possa ancora andare avanti nel processo di attuazione della Costituzione e nella garanzia dei diritti dei detenuti.

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