APPLICAZIONI ENTERPRISE: DOVE SPIRA IL VENTO

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1 APPLICAZIONI ENTERPRISE: DOVE SPIRA IL VENTO Dalla gestione delle prestazioni di business alla rivoluzione digitale nel manifatturiero fino all'integrazione della supply chain a cura della redazione di Computerworld Italia Produzione e Logistica >> Sistemi di Management

2 Sommario L'ora del BPM...4 Una 'nuova' rivoluzione digitale per le aziende manifatturiere...8 Quale integrazione con i partner della propria supply chain?...12 Glossario...14 Pagina 2 di 15

3 Introduzione E' l'ora delle novità per quanto riguarda le applicazioni enterprise. Le imprese hanno infatti a disposizione strumenti sempre più evoluti a supporto del business e dei relativi processi, andando a toccare tematiche varie. Si parte da quella del BPM (Business Performance Management) che oggi è al centro dell'interesse di molte aziende nel nostro Paese. In questo dossier lo affrontiamo presentando un articolo in cui viene spiegato che cosa sono i sistemi di BPM, quali benefici comportano e come stanno affrontando l'argomento le nostre realtà; tenendo comunque presente che per poter portare i risultati migliori non devono essere appannaggio solo degli alti dirigenti. Applicazioni enterprise non vuole però dire solo poter lavorare sui dati per capire come sta procedendo l'attività e prendere le decisioni strategiche del caso, ma anche strumenti che vanno a mettere mano direttamente nella parte di produzione. In tal senso una nuova 'rivoluzione' digitale si appresta a entrare nelle aziende manifatturiere. E' quella che viene abilitata dai software di Product Lifecycle Management (PLM) che coprono tutte le fasi dall'ideazione del prototipo allo sviluppo del prodotto fino alla sua industrializzazione. Affrontiamo quindi l'argomento sia dal punto di vista dell'evoluzione di questo mercato, che sta dimostrando una particolare vivacità, che delle sue novità tecnologiche. In tal senso si nota un sempre maggiore interesse per il modello SOA (Service Oriented Architecture), consentendo alle imprese di comporre con diversi tasselli la soluzione ottimale per la propria realtà. Con una prospettiva futura verso anche un possibile utilizzo dei software tramite servizi on demand. Ultima 'area calda' dello scenario applicativo è infine quello della gestione della supply chain (SCM, Suplly Chain Managemet), dove si sta assistendo al fiorire di opzioni alternative che potrebbero mettere in discussione quanto oggi ritenuto consolidato. Questo partendo dal fatto che sul fronte dell'integrazione dei sistemi informativi delle aziende che partecipano a una stessa supply chain i risultati fino ad oggi ottenuti sono molto pochi. Vediamo quindi che cosa oggi un'impresa ha disposizione per migliorare la comunicazione con i propri partner, e poter scegliere. Pagina 3 di 15

4 L'ORA DEL BPM Le aziende italiane davanti alle applicazioni di Business Performance Management a cura di Paolo Pasini* Da diversi mesi anche in Italia si assiste a un rinnovato interesse da parte delle aziende utenti per il tema del business performance management (BPM). Tutte le ultime iniziative incentrate su questo argomento hanno registrato un alta presenza di imprese utenti e non sono mancate le occasioni di dibattito e approfondimento su casi concreti vissuti da diverse aziende italiane. Per chi si dimostra interessato a questa tematica è utile quindi farsi un idea più precisa di cosa significa oggi BPM e di come questo argomento si inserisce nella storia e nel panorama attuale delle applicazioni aziendali. Il business performance management propone di affrontare, con metodologie e tecnologie nuove rispetto al passato, il tema dei Sistemi Informativi Direzionali (SID) che fin dagli Anni 70 è stato supportato da diverse opzioni tecnologiche/organizzative, molti lettori forse avranno già sentito parlare di acronimi come MIS (management information system), DSS (decision support system) ed EIS (executive information system). I SID sono quella porzione del sistema informativo aziendale dedicato alla produzione di dati e informazioni di supporto a tutte le attività e i processi di controllo e di decisione manageriale che si svolgono in azienda e costituiscono la parte complementare ai sistemi informativi operativi e transazionali, che invece automatizzano i processi caratteristici primari delle aziende (processi amministrativi, di vendita, di produzione, di acquisto, ecc.). Un forte stimolo allo sviluppo dei SID si è verificato nella seconda metà degli Anni 90, quando si è assistito alla diffusione di nuove tecnologie applicative meglio integrabili tra di loro e più facilmente utilizzabili per produrre informazioni manageriali in azienda: le tecnologie di business intelligence (BI) a cui, da qualche anno, sono seguite appunto le soluzioni di BPM. Alla capacità di integrazione applicativa si è da subito affiancata la capacità di integrazione dei dati di input necessari per produrre le informazioni manageriali in output: le architetture di data warehouse (DW) si sono altrettanto affermate quale precondizione della capacità complessiva dell azienda di coprire e soddisfare sofisticate esigenze informative del management aziendale di ogni livello. Cos è un sistema BPM I sistemi di business performance management possono essere definiti dagli elementi che seguono. 1. Mirano all integrazione dei: - processi di definizione degli obiettivi strategici e di pianificazione di medio/lungo periodo; - processi di programmazione/budgeting di breve periodo; - processi di misurazione, controllo, analisi e valutazione integrata delle performance dell azienda. 2. Sono costituiti da una combinazione di: - soluzioni software rientranti nel comparto della BI, del DW e del workflow; - processi di management e di collaborazione; - contenuti in termini di: metodi di misurazione e di controllo strategico (Balanced Scorecards; Activity Based Management; Value Based Management, Customer Value-Based Management, ecc.); Pagina 4 di 15

5 indicatori-misure relativi a: fenomeni aziendali critici (per esempio i fattori critici di successo, FCS), obiettivi di performance, conseguimento degli obiettivi (scostamenti, eccezioni e fuori norma), fenomeni economico-finanziari (cosiddetti financials) e fenomeni fisico-tecnici extra-contabili (cosiddetti non financials). 3. Finora sono stati molto focalizzati su destinatari come l alta direzione (gli stakeholder esterni sono più rari in Italia come destinatari diretti delle informazioni di questi sistemi), ma per una reale efficacia dei sistemi di BPM è necessaria una reale diffusione e adozione anche del middle management aziendale. In letteratura e nella pratica aziendale si fa spesso riferimento oltre a BPM anche a corporate o enterprise performance management (CPM, EPM), tale differenziazione è ormai più accademica che reale e i tre acronimi si possono considerare sinonimi. Discorso diverso vale invece per le sistemi più focalizzati, per esempio Marketing Performance Management o Information System Performance Management, il cui scope di misurazione delle performance rimane ovviamente nei confini dell area di interesse individuata. Identikit del fornitore Un altro aspetto importante nei progetti BPM è che i fornitori delle soluzioni o i loro implementatori devono essere dei partner in tutti i sensi e devono sofisticare i propri modelli di vendita di queste soluzioni: da un lato componentizzando al meglio la soluzione finale in funzione delle reali capacità di adozione dell azienda cliente, dall altro illustrando meglio come il software proposto possa essere un reale veicolo di buone practice di BPM nel settore tipico in cui l impresa opera. E assolutamente necessaria la comprensione reciproca dei business requirement, raramente ben definiti, ma il fornitore deve anche dimostrare una forte capacità progettuale (diretta o mediata da seri business partner), una forte sensibilità organizzativa e una condivisione dei rischi insiti nell implementazione dei sistemi di business performance management. Per quanto riguarda invece le soluzioni di BPM oggi disponibili sul mercato, esiste un offerta articolata su vari modelli architetturali dei sistemi di BPM: le suite BPM pure dei grandi fornitori internazionali specializzati sul tema (che solitamente vengono da una storia di fornitore BI); i moduli BPM dei sistemi ERP sviluppati dai fornitori di questi pacchetti; il best of breed di vari componenti funzionali dei sistemi di BPM con prodotti software di nicchia o general-purpose; lo sviluppo ad hoc (custom) in casa o affidato all esterno. Un indagine che vedrà impegnata SDA Bocconi nel 2007 avrà proprio l obiettivo di cercare di delineare i punti di forza e di debolezza di queste diverse soluzioni architetturali per il BPM. A che punto siamo in Italia Il percorso di introduzione delle soluzioni di BPM nelle aziende italiane segue una curva di esperienza e di sofisticazione piuttosto tipica, da quanto emerge anche dalle ricerche svolte da SDA Bocconi, partendo però dall implementazione delle tecnologie di business intelligence di base. Si comincia con l introduzione di sistemi BI per la produzione di un reporting standard, tipicamente statico, per procedere, con il passare del tempo e l aumento dell esperienza, a soluzioni via via più sofisticate, che vanno, nell ordine, dal query&reporting e OLAP, alla creazione di cruscotti, alla balanced scorecard, alle applicazioni analitiche, al data mining, al modeling e simulazione, fino ad arrivare ai sistemi GIS (Geographical Information Systems). Dal punto di vista della diffusione per aree funzionali, sempre da quanto emerge dalle nostre ricerche, risulta che il percorso più menzionato è quello che parte dall area commerciale, per investire successivamente l area marketing, il controlling, la direzione generale, l area amministrazione e finanza e quella della produzione, l area logistica e acquisti, il risk management fino a giungere all area delle risorse umane. Riguardo, invece, a come viene percepito il ruolo di tali soluzioni all interno delle aziende italiane, a prescindere dal fatto che siano più o meno già implementate, si può affermare che i sistemi direzionali vengono ormai visti come una componente chiave, o comunque importante, della strategia aziendale, mentre per una minoranza rappresentano una conseguenza automatica delle politiche e pratiche di management adottate. In altri termini, per la maggioranza delle aziende coinvolte, la business intelligence e il BPM fanno parte delle modalità e degli strumenti fondamentali necessari per formulare al meglio la strategia aziendale, mentre per una Pagina 5 di 15

6 minoranza delle stesse, questi sistemi vengono impiegati solo dopo aver definito la strategia aziendale, e, quindi, prevalentemente per controllarne i risultati e le prestazioni. Infine, sul grado di strategicità di tali sistemi, si è valutato l investimento in strutture e risorse umane dedicate, anziché i budget di spesa in BI e BPM, difficili da ottenere in modo affidabile. Al riguardo è emerso che all interno delle aziende che hanno implementato queste soluzioni esiste una unità formalmente dedicata a supporto della BI e del BPM, generalmente sotto la responsabilità della funzione IT, specificamente dedicata alle nuove implementazioni e alla manutenzione di tali sistemi. Inoltre per ogni specialista di BI interno esiste sempre almeno una risorsa e mezza full time equivalent (FTE) esterna. Ancora rari sono in Italia i BI Competence Center interni, che rappresentano la soluzione organizzativa più efficace per lo sfruttamento degli investimenti aziendali in BI. I fattori che possono bloccare il BPM Si può quindi affermare che il BPM rappresenta il futuro dei SID anche per le aziende italiane? Una risposta affermativa non è così scontata; oggi infatti non mancano i fattori negativi che possono frenare la diffusione e la crescita degli investimenti in tali sistemi. Per dare più consapevolezza dei rischi che le imprese che intendono investire in soluzioni BPM possono correre, abbiamo identificato una serie di allarmi e i conseguenti suggerimenti per evitare spiacevoli esperienze. - Storicamente pensati per il top management, si osserva che per i sistemi BPM risulta essere molto elevato il gap che si riscontra tra studi di fattibilità/progettazione del modello logicoconcettuale e l effettiva realizzazione, adozione e concreto utilizzo dei sistemi stessi. Bisogna partire da modelli più semplici, e realizzare sistemi BPM con un approccio incrementale, a piccoli passi, ponendosi obiettivi intermedi di breve periodo e una conseguente attività di riscontro dei risultati ottenuti. - Il BPM è una fase avanzata del ciclo di esperienza, ma si potrebbe dire anche uno stadio evolutivo naturale, di ogni azienda nella formalizzazione e razionalizzazione dei processi di management. Nella grande impresa o nelle strutture di gruppo, però, la spinta verso il BPM può innescarsi più velocemente, se viene stimolato da necessità di consolidamento gestionale o di controllo strategico centrale. In ogni caso è importante verificare il grado di readiness (preparazione) aziendale verso i sistemi di BPM, andando a vedere se tutti i prerequisiti organizzativi, tecnologici, amministrativi e di controllo correlati al progetto sono a posto. - I dati sono un elemento critico che in fase di progettazione rappresentano un argomento molto delicato, sotto due aspetti: la capacità di integrare tutti i dati source necessari ad alimentare i sistemi di BPM, provenienti da una varietà sempre più ampia di sistemi transazionali e non, ufficiali e non. la certificabilità reale (o auto-certificabilità ) dei dati riguardanti fenomeni qualitativi che tipicamente non trovano trattamento nei sistemi transazionali ufficiali dell azienda, come per esempio la customer satisfaction o il clima organizzativo interno. - Nel caso esistano in azienda sistemi di budgeting e reporting già attivi da tempo, e che rappresentano in qualche caso lo zoccolo duro del sistema di BPM, il nuovo progetto di BPM rischia di essere troppo sbilanciato sul fronte della programmazione e della consuntivazione, tralasciando tutte le altre componenti. Si perderebbe l occasione di avvicinare e responsabilizzare sul tema delle performance aziendali nuovi utenti interni e si darebbe l impressione a coloro che già utilizzano i vecchi sistemi di proporre solo un nuovo modo per fare le stesse cose che si facevano prima. - Il successo del BPM è legato alla sua diffusione a tutta la popolazione manageriale dell azienda. E necessario estendere il suo utilizzo dal top al middle management. Bisogna Pagina 6 di 15

7 quindi mettere la giusta attenzione e non trascurare aspetti quali la collaborazione, la motivazione, l incentivazione, la trasparenza informativa e la condivisione delle metriche. - Se uno degli obiettivi del BPM è il closed loop (dall analisi alla decisione, all azione operativa e il riporto dei risultati di questa alle basi dati di analisi), non è sufficiente lavorare sulla capacità analitica e decisionale del management, ma occorre lavorare anche sulla fattibilità dei nuovi processi operativi che si possono scatenare, cioè sulla capacità di esecuzione, affinché l output dei sistemi di BPM non resti solo un potenziale inespresso. E fondamentale tenere presente che spesso chi analizza i dati, chi simula, chi programma, chi pianifica e chi prende la decisione finale, sono persone diverse in azienda, e questo mette in evidenza una forte necessità di strumenti di workflow e di collaborazione. Infine, non manca il problema della confusione generata dalle troppe sigle utilizzate per identificare questa categoria di soluzioni (BPM, CPM, EPM, dashboard, cockpit, tableau, cruscotti, scorecard, BI portal, ecc.), che rendono sfumati i confini dei sistemi di BPM. Per il tema del BPM nelle PMI: Siamo solo all inizio del guado!, molto resta da fare soprattutto sul lato della cultura manageriale e sul sistema di offerta di soluzioni e servizi per queste imprese. Conclusione Volendo quindi fare un bilancio di quanto emerso da tutte le ricerche effettuate, risulta che gli spazi potenziali di crescita dei sistemi di business performance management (ma anche di quelli di business intelligence) in Italia sono alti, considerando che la loro diffusione è ancora piuttosto bassa a fronte di una percezione in termini di strategicità decisamente elevata. Inoltre, analizzando i fattori critici che concorrono al successo nella progettazione e realizzazione di tali ambienti, devono spesso maturare alcune pre-condizioni organizzative che riguardano i processi di decentramento decisionale e di delega, ma anche il grado di partecipazione, condivisione, consenso, di empowerment del management aziendale e, non ultimo, di incentivazione/motivazione. Misuro per motivare e per migliorare, non per ispezionare o sanzionare! deve essere lo slogan che guida un progetto di BPM: la capacità di gestire il cambiamento si rivela sempre come la medicina più efficace. * SDA Bocconi School of Management, Università Bocconi, Milano Pagina 7 di 15

8 UNA 'NUOVA' RIVOLUZIONE DIGITALE PER LE AZIENDE MANIFATTURIERE Grazie al PLM è possibile progettare e mantenere un prodotto virtuale in una fabbrica virtuale di Alberto Codrino* Le parole chiave che hanno caratterizzato il mercato del PLM (Product Lifecycle Management) nell anno appena concluso sono state Innovazione, Collaborazione, Integrazione: non a caso gli slogan lanciati da alcuni dei più importanti operatori di mercato parlano di Collaborative Innovation (Dassault Systèmes) o di Powering Global Innovation Networks (UGS). L approccio PLM, e non solo la tecnologia PLM, dopo un percorso ormai ventennale, prima come EDM (Enterprise Data Management) e poi come PIM (Product Information Management) e PDM (Product Data Management), ha saputo finalmente definire una missione chiara e strettamente collegata al core business aziendale. Si propone quindi un messaggio interessante per le direzioni e utile per molti soggetti aziendali, e non solo per una ristretta casta di progettisti: il PLM è alla base della cosiddetta digital revolution, cioè della capacità di immaginare, disegnare, progettare, costruire, mantenere un prodotto virtuale in una fabbrica virtuale. Grazie alle evoluzioni delle tecnologie di base (dal grid computing alla disponibilità di personal computer con prestazioni superiori a quelle delle più potenti workstation di pochi anni fa e con costi contenuti) e delle funzionalità applicative, il PLM consente ora di simulare il comportamento di un oggetto con un incredibile grado di precisione ancor prima che il primo esemplare venga effettivamente realizzato. è quindi possibile rimandare fino all ultimo minuto la produzione, con gli ovvi vantaggi in termini di tempi, costi e qualità. E la digital revolution facilita l innovazione - come capacità di sviluppare prototipi virtuali in tempi e con costi ragionevoli e possibilità di esplorare anche le alternative più creative minimizzando i rischi - e abilita la collaborazione. Oltre i due terzi dei componenti di prodotti complessi sono già oggi realizzati all esterno delle aziende, più della metà viene progettata da fornitori e, secondo una recente indagine IBM, oltre il 50% dei contenuti innovativi non sono più originati dalla ricerca e sviluppo interna ma dai partner. Per garantire che questo modus operandi funzioni è poi indispensabile un elevato livello di integrazione, intesa come interoperabilità tra diversi formati CAD e di visualizzazione (anche e soprattutto in 3D), scambio di informazioni sulle configurazioni dei prodotti, integrazione dell area produttiva e logistica (ERP) tra soggetti che operano in varie parti del mondo utilizzando piattaforme hardware e applicativi software assolutamente eterogenei. L evoluzione del mercato Non sono ancora stati pubblicati i dati consuntivi del 2006, ma tutti gli analisti del settore confermano un andamento positivo, leggermente superiore alle attese. Prendendo come riferimento i dati del 2005 di Cimdata, il mercato complessivo del PLM a livello mondiale è stimato in 18,1 miliardi di dollari con un tasso composto di crescita annuo dell 8,3% che lo porterà a valere 27 miliardi di dollari nel La componente relativa ai sistemi di gestione delle informazioni tecniche (PDM, cpdm), pur essendo meno rilevante rispetto a quella dei tool, è quella che presenta tassi di crescita più elevati: 14,7% composto annuo. La componente dei tool, ovvero dei sistemi per la creazione delle informazioni (CAD, CAE, CAM, EDA, CASE, Technical Publishing, eccetera), è preponderante, ma cresce con un tasso più in linea con quello globale del settore ICT (5%). La vivacità del mercato è comunque testimoniata anche dal successo degli eventi organizzati dai fornitori di software, che negli ultimi dodici mesi hanno registrato un notevole successo di pubblico, se paragonati a quelli degli anni precedenti. Per quanto riguarda il mercato italiano del cpdm/pdm, la tabella 1 riporta le stime di PLM Systems. L elemento di maggior rilevanza nel settore cpdm/pdm è il sempre maggior peso della componente servizi, valutata nel 60% del totale (il mix era 50% software e 50% servizi dieci anni fa); nonostante in questi ultimi anni le soluzioni pacchettizzate abbiano fatto enormi Pagina 8 di 15

9 progressi riducendo in modo assai significativo tempi e costi di sviluppo. A questo proposito non esistono dati statistici al riguardo, ma l esperienza sul campo induce a stimare una riduzione dell effort del 20-30% su progetti di elevata complessità, del 30-40% su progetti di media complessità e del 50% su progetti che richiedono la sola attivazione delle funzionalità di base. La tendenza all aumento dei servizi è probabilmente motivata dal fatto che anche se si riduce progressivamente il fabbisogno di consulenza per la personalizzazione, dovuta alla crescente diffusione di soluzioni package, aumentano in parallelo i servizi di integrazione con altri sistemi aziendali e quelli per il business process reengineering, il change management, la formazione. Tutti indicatori di una sempre maggior diffusione di sistemi PLM di respiro enterprise piuttosto che dipartimentale. Nel settore dei tool rimane discreto il trend di crescita del mercato CAD (anche se molto inferiore al passato); tale fenomeno riguarda principalmente le soluzioni per il CAD meccanico di fascia media e molto meno quelle di fascia alta. Un elemento trainante delle vendite è il mercato di sostituzione delle soluzioni bidimensionali con quelle tridimensionali. Questa migrazione ha anche effetti sul comparto PDM: anche gli operatori più focalizzati sul mercato del CAD come Autodesk ritengono che il forte incremento del 3D farà crescere notevolmente l esigenza di strumenti PLM e del mercato correlato (dichiarazione fatta da Carl Bass, CEO e presidente AutoDesk). Il grafico 1 dettaglia la distribuzione del fatturato del settore PLM tra tool e soluzioni di cpdm/pdm. I mercati geografici Per quanto riguarda la geografia del PLM, sicuramente a oggi il mercato europeo e quello nordamericano si equivalgono (circa il 38,5% del mercato globale ciascuno, con una rimanente quota del 23% per il Far East). Nel medio periodo è ragionevole prevedere che i due mercati storici si mantengano in sostanziale equilibrio, ma che esploda quello orientale, in conseguenza della progressiva delocalizzazione dai Paesi occidentali non solo dei processi produttivi, ma anche di attività di sviluppo prodotto e di ricerca e innovazione: basti pensare che a seguito di un accordo tra UGS e il Ministero dell Istruzione in Cina verranno formati sul PLM oltre studenti di istituti superiori e universitari ogni anno. Il mercato europeo è in buona salute: Germania e Francia continuano a essere i mercati in assoluto più ricchi, seguiti dai Paesi nordici e dal Regno Unito. Tuttavia i maggiori tassi di crescita si riscontrano nell Europa dell Est, grazie ad aziende che si sono inserite nella catena di fornitura di OEM (soprattutto automobilistici) dell Europa Occidentale, e anche in Italia, dove hanno iniziato a investire nel PLM anche aziende medie e medio-piccole (anche da noi spesso inserite in supply chain più complesse), che costituiscono una larga parte nel nostro tessuto industriale. Pagina 9 di 15

10 Le strategie dei fornitori Tutti i principali fornitori continuano ad affinare le soluzioni destinate alla gestione di specifici processi di business oppure a mercati verticali; da citare per esempio MatrixOne, ora divisione di Dassault Systèmes, che ha concluso anche in Italia grossi contratti nei settori dell alimentare e del fashion oppure UGS, per cui oltre i 2/3 dei grandi contratti hanno riguardato aziende utenti nel settore dei prodotti di largo consumo o farmaceutico. I fornitori più piccoli tendono invece a specializzarsi in determinati settori industriali (è il caso per esempio di Prodika o di Lascom, non attivi in Italia) oppure indirizzano specificatamente le PMI (come fanno Arena Solutions e Softech). Tra le aree applicative in maggior crescita si segnalano la simulazione e l analisi strutturale o, più in generale, la realizzazione di modelli per l effettuazione di test nelle varie discipline di progettazione; ottime al riguardo le prestazioni di MSC ed ANSYS. Continua inoltre l evoluzione nelle aree del digital manufacturing, del product portfolio management e dei servizi post vendita. L evoluzione della tecnologia Il trend tecnologico di maggior rilievo nel settore è il crescente interesse dei fornitori PLM per il modello SOA: secondo tale approccio ciascuna enterprise application diventa un fornitore di servizi (si potrebbe dire una libreria di funzionalità) e ciascuna azienda utente, o system integrator, potrà combinare, come in un lego, tali servizi all interno di un ambiente accessibile via web. L approccio riscuote grande interesse da parte di molti market leader e sembra quindi avviato un circolo virtuoso in cui la SOA compliance diventa un elemento competitivo importante. Al termine di tale processo le aziende utenti potranno quindi scegliere componenti non solo realizzati da fornitori PLM concorrenti, ma anche spaziando tra le diverse tipologie di enterprise application (ERP, CRM, SCM) e combinarli in una soluzione ottimale per i propri processi di business. La portata del fenomeno potrà essere rilevante, tanto da modificare gli equilibri di mercato: alcuni prevedono come conseguenza l estinzione del PLM (cannibalizzato dall SCM e in parte dai sistemi di produttività individuale tipo Office); altri la sparizione delle suite SCM, in quanto la gestione della supply chain fisica verrà integrata nei sistemi ERP e quella della proprietà intellettuale nel PLM. Un ulteriore elemento cui viene attribuita grande importanza, almeno da alcuni fornitori quali Dassault Systèmes e UGS, è la stretta integrazione con Windows Vista, che dovrebbe consentire a una platea di utenti molto più vasta di contribuire al processo di sviluppo del prodotto e di beneficiare di tutte le informazioni che vengono generate durante il suo intero ciclo di vita. Attualmente buona parte degli utenti PLM opera in progettazione, mentre molti altri attori in azienda potrebbero prendere decisioni migliori se potessero disporre di un facile accesso a informazioni di prodotto complete e aggiornate e di vederne facilmente rappresentazioni Pagina 10 di 15

11 tridimensionali; ciò sarebbe possibile integrando il mondo delle informazioni strutturate proprio del PLM con quello delle informazioni destrutturate - documenti, presentazioni, fogli elettronici, . Questa convergenza è oggi possibile grazie alla già citata Service Oriented Architecture, all uso estensivo di XML, ai web service e alla possibilità di creare interfacce utente basate su ambienti 3D, caratteristica di Vista. Proprio le modalità e gli standard di visualizzazione dei modelli 3D sono un area in forte sviluppo e presumibilmente un terreno di scontro tra alcuni attori del mercato PLM (Autodesk, Dassault Systèmes e UGS) o dagli outsider come Intel, Adobe, SolidWorks e Microsoft. Un ulteriore possibile evoluzione può essere costituita dal PLM on demand, ovvero fornito a fronte di un canone di noleggio mensile comprendente i costi dell hardware, delle licenze e della manutenzione, che era stato inizialmente proposto alle PMI da Arena Solutions e ora è anche reso disponibile dalla partnership tra IBM e PTC. Resta da vedere se le aziende utenti vinceranno la diffidenza di fronte all idea che la loro proprietà intellettuale (i nuovi progetti di sviluppo, processi e disegni coperti da brevetti, eccetera) risiedano esternamente all azienda, anche se gestiti da esperti e quindi probabilmente in un ambiente molto più sicuro e controllato rispetto a una gestione casalinga. E se le prestazioni e la sicurezza delle reti saranno adeguate per supportare il file transfer di grosse dimensioni dal sito del gestore ai client aziendali. *Amministratore delegato di PLM Systems Pagina 11 di 15

12 QUALE INTEGRAZIONE CON I PARTNER DELLA PROPRIA SUPPLY CHAIN? Emergono nuovi modelli alternativi che mettono in discussione la validità della via più tradizionale Integrazione della supply chain interna o esterna, è ora di cambiare. Sul fronte dei progetti fino a oggi implementati, le cose in termini di costi e tempi di implementazione in questi anni non sono migliorate, tant è che diverse ricerche (Aberdeen, IDC) svolte negli USA l anno scorso hanno comprovato come la comunicazione tra partner sia ancora scarsamente automatizzata e basata prevalentemente su attività manuali (telefono, fax) o su strumenti IT di primo livello (fogli elettronici, ) comunque ad alta intensità di lavoro umano. Visto che l opzione rappresentata dai lunghi e costosi progetti di integrazione viene sempre più messa in discussione da questa bruciante realtà, oggi stanno emergendo dei modelli di alternativi, alcuni non del tutto nuovi, basati sugli ultimi sviluppi tecnologici (SOA). Qui di seguito li vediamo brevemente. Le soluzioni SCM emergenti Multitenant (traduzione letterale: multiinquilino) Definizione: Più aziende partecipanti a una stessa supply chain utilizzano la stessa istanza di software installato su una piattaforma host di un provider esterno. Vantaggi: Costi più bassi di acquisto e manutenzione delle applicazioni SCM, ma anche tempi di implementazione più rapidi rispetto a una soluzione tradizionale di software in house. Costi dell hardware e delle connessioni tra i partner sono condivisi tra gli utenti della soluzione. Svantaggi: Molto difficile riuscire a far migrare su questa soluzione quanto è già stato implementato in casa. Multi-istance Shared Service Definizione: Ogni azienda della supply chain mantiene le proprie istanze software, ma condivide con tutte le altre alcuni servizi messi a fattor comune, come per esempio la piattaforma di integrazione e i modelli di sicurezza. Vantaggi: Garanzia su sicurezza dei dati e flessibilità di utilizzo nelle risorse comuni, come lo storage. Svantaggi: Benefici molto limitati per la comunità rappresentata dalle aziende che partecipano alla supply chain; difficoltà per i servizi condivisi a scalare le prestazioni verso l alto quando cresce tra i partner l adozione del sistema. ASP e Utility ASP Definizione: In questo modello più storico (se ne parla almeno dal 2000), l applicazione è installata, presso il fornitore di software o un provider specializzato, su piattaforme server dedicate a ogni singola azienda. Nel modello Utility ASP la piattaforma server è condivisa tra più aziende. Vantaggi: Tempi di implementazioni più rapidi rispetto allo sviluppo in casa della soluzione SCM; libertà di personalizzazione delle applicazioni. Svantaggi: Nessuna possibilità di condivisione dei costi dell hardware e delle connessioni con gli altri partner di business; nessun beneficio a livello di comunità. Modello ibrido Definizione: Funzionalità preminenti dell applicazione SCM installate in casa (sistema principale), funzionalità supplementari disponibili on demand. Vantaggi: Crea nuovo valore dalle piattaforme SCM presenti in azienda senza dover impegnare lo staff IT interno nell implementazione di un nuovo progetto. Svantaggi: Costi di implementazione e di manutenzione non molto diversi da quelli del sistema SCM principale. Pagina 12 di 15

13 Fornitori di servizi EDI/VAN Definizione: Evoluzione verso un offerta di servizi di integrazione hosted che includono servizi di comunicazione, integrazione, gestione del trading tra partner e applicazioni come servizi. Vantaggi: All offerta tradizionale di servizi si può aggiungerne una nuova a valore aggiunto più alto. Svantaggi: I fornitori cercano di differenziarsi proponendo soluzioni proprietarie. Pagina 13 di 15

14 GLOSSARIO BPM Business Performance Management. Area applicativa che punta a prevedere l andamento dell'impresa racchiudendo in sé tecnologie, processi e metriche per il monitoraggio e l analisi delle performance aziendali, con funzioni di previsione nel breve e medio periodo. La differenza con la Business Intelligence in senso lato sta in questo: l analisi viene eseguita non tanto per capire come l azienda si sia mossa sino a quel momento, ma per prevederne l andamento con una certa attendibilità. CAD Computer Aided Design. Con questo acronimo si intendono storicamente quei pacchetti che includono funzionalità di progettazione assistita al computer, in forma bidimensionale e tridimensionale. Negli anni si è evoluto anche in senso collaborativo. PLM Product Lifecycle Managemt. Evoluzione in senso collaborativo delle soluzioni di progettazione, consente di seguire l'intero ciclo di vita del prodotto grazie alla condivisione dei dati e alla gestione dei relativi processi, coinvolgendo su tutta l'impresa (dipendenti interni e partner esterni) le varie competenze, dall'idea alla realizzazione effettiva fino al supporto. SCM Supply Chain Management. Pacchetti applicativi che permettono di gestire le relazioni esistenti tra la società che propone un prodotto sul mercato e i suoi fornitori, manifatturieri e distributori, e partner in generale. Il tutto mettendo in condivisione le rispettive informazioni. SOA Approccio software che consente l'utilizzo di componenti applicativi riutilizzabili, componibili e integrabili, programmati anche per svolgere solo una particolare funzionalità. Tra questi ci sono i cosiddetti web services. Pagina 14 di 15

15 . Documento reperibile, assieme ad altre monografie, nella sezione Dossier del sito Documento pubblicato su licenza Periodici Italia Pagina 15 di 15

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