LA SINDROME DA IMMUNO-DEFICIENZA ACQUISITA (AIDS) - 3

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1 LA SINDROME DA IMMUNO-DEFICIENZA ACQUISITA (AIDS) - 3 (da: Pagine Mediche.it) Trasmisone dell'aids L'HIV può essere trasmesso tramite trasfuone di sangue infetto o di emocomponenti preparati con sangue di una persona infetta. Infezioni secondarie ad emotrasfuoni era descritte soprattutto prima del 1985, an in cui è reso disponibile il test per lo screening dei donatori. TRASMISSIONE DELL'AIDS Trasmisone L'HIV è stato isolato in tutti i tessuti e liquidi biologici di un soggetto eropotivo (Tabella sottostante). Isolamento HIV Sangue Liquido seminale Secreto vaginale Latte mater Trasmisone accertata Saliva Lacrime Sudore Urine Feci Tuttavia la semplice presenza del virus in un materiale biologico n gnifica che il contatto con quello stesso materiale rappresenti un evento efficace per la trasmisone dell'infezione. Perché ciò avvenga è infatti importante che verifichi due condizioni: - una idonea via di trasmisone - una adeguata quantità di virus Una quantità di virus (carica virale) sufficiente a trasmettere l'infezione può ritrovare solo in determinati liquidi biologici, quali sangue, liquido seminale, secreto vaginale e, in percentuale inferiore, nel latte mater.

2 Altri materiali so conderati a rischio solo se contaminati da sangue, in quanto la concentrazione di HIV è troppo bassa perché la trasmisone possa avvenire. Un soggetto che ha contratto l'infezione in un modo, per esempio tramite contatto con sangue infetto, può trasmetterla per altra via, per esempio mediante un rapporto sessuale. Trasmisone sessuale La trasmisone sessuale dell'hiv rappresenta la modalità di contagio prevalente nel mondo ed è il fattore maggiormente responsabile della rapida espanone dell'epidemia in Pae aatici quali l'india e la Tailandia. La trasmisone può avvenire per contatto a omosessuale che eterosessuale, ed in quest'ultimo caso è più frequente da uomo a donna che n da donna a uomo. E' comunque difficile stabilire con certezza la percentuale di rischio di contagio in seguito ad un rapporto sessuale; infatti ci so persone che so contagiate dopo un ngolo rapporto, mentre altre n han contratto l'infezione anche dopo anni di rapporti con un partner eropotivo. Ci so infatti molti fattori che influenza la posbilità che verifichi effettivamente la trasmisone del virus (Tabella in basso):

3 Fattori associati ad aumento del Rischio - N contatti sessuali - Malattia avanzata - Infezione primaria - Malattie genitali - Contraccettivi orali Uomo-Donna Fattori associati a riduzione del Rischio - Uso del profilattico - Terapia antiretrovirale - Uso di spermicidi Posbile Posbile Donna-Uomo Non to Posbile Non to 1- Fattori comportamentali - Numero di partners diver - Rapporti con persone ad alto rischio (prostitute, toscodipendenti) - Utilizzo del profilattico - Tipo di rapporto - Condizioni pchiche: l'utilizzo di droghe o alcolici può infatti compromettere la capacità di giudizio, e quindi la consapevolezza di utilizzare adeguati strumenti di prevenzione in caso di rapporti a rischio. 2- Concomitante presenza di malattie sessualmente trasmesse La presenza di altre malattie che interessa gli organi genitali, quali per esempio Condilomi, Herpes, leoni ulcerative, ecc., favorisco la trasmisone dell'hiv, per diver motivi: - le leoni sulla cute e sulle mucose costituisco una comoda porta d'ingresso per il virus; - nelle zone infiammate c'è una elevata concentrazione di cellule bersaglio del virus, quali linfociti, mociti e macrofagi, per cui il virus trova subito un terre ideale per la sua moltiplicazione; - i soggetti eropotivi risulta maggiormente infettanti, in quanto nelle loro secrezioni so presenti un maggior numero di particelle virali. 3- Fattori legati al ngolo individuo - Infettività: n tutti i soggetti eropotivi so infettanti allo stesso modo; la posbilità di trasmettere l'infezione infatti dipende anche dallo stadio dell'infezione e dalla quantità di virus presente nel sangue e nelle secrezioni. In particolare la carica virale è solitamente più elevata nel periodo immediatamente succesvo al contagio e nelle fa più avanzate della malattia. L'infettività può iltre variare in relazione alla terapia antiretrovirale: una riduzione della replicazione virale indotta dalla terapia riduce le probabilità di trasmisone del virus. In un recente studio so state osservate per un periodo di circa 3 anni 415 coppie "discordanti" (cioè con solo u dei due partner eropotivo); la trasmisone dell'infezione è verificata in 90/415 coppie (incidenza: 11.8% anni-persona), e è potuto osservare che il contagio avveniva raramente nelle coppie dove il partner eropotivo aveva una carica virale <1500 copie. - Restenza all'infezione: per particolari caratteristiche genetiche e immulogiche alcuni individui so particolarmente restenti all'infezione, per

4 cui n contagia anche se vengo esposti al virus (ciò è stato osservato per individui che posedo variazioni genetiche di particolari corecettori necessari all'hiv per poter infettare le cellule). 4- Fattori legati al virus - Carica virale: come detto prima, dipende essenzialmente dallo stadio dell'infezione e dalla terapia. - Getipo virale: so ti 17 getipi diver di HIV, e vari studi han dimostrato che alcuni di questi han una più elevata trasmisbilità per via sessuale, come per esempio il getipo E, particolarmente diffuso in Thailandia. NB: Questi fattori però n posso essere cosciuti a priori, per cui bisogna sempre conderare che può bastare anche un solo rapporto per contrarre l'infezione. E' stato ampiamente dimostrato che il virus n è presente negli spermatozoi, ma trova libero nel liquido seminale, oppure sotto forma di DNA provirale nel nucleo delle cellule monucleate, anch'esse presenti nel liquido seminale. Per tale motivo è posbile ipotizzare la fecondazione artificiale nel caso di coppie discordanti, con uomo eropotivo e donna eronegativa. In Centri clinici specializzati viene infatti eseguito un particolare trattamento del liquido seminale, in grado di eliminare la parte potenzialmente infetta e di conservare invece gli spermatozoi, i quali vengo poi utilizzati per la fecondazione artificiale. Trasmisone con il sangue L'HIV può essere trasmesso tramite trasfuone di sangue infetto o di emocomponenti preparati con sangue di una persona infetta. Infezioni secondarie ad emotrasfuoni era descritte soprattutto prima del 1985, an in cui è reso disponibile il test per lo screening dei donatori. In seguito le segnalazioni di infezioni secondarie a trasfuone di sangue so divenute sempre più rare; a ciò han contribuito diver fattori, quali lo screening dei donatori, la ripetizione del test su tutte le unità di sangue prelevate, l'abolizione dei donatori profesonali e l'educazione sanitaria dei donatori, in modo che questi eviti volontariamente la donazione se han avuto dei comportamenti a rischio. Recentemente (luglio 1999) in Australia è stato riportato un caso di infezione da HIV avvenuto tramite emotrasfuone, il primo dal 1985; il sangue proveniva da una donatrice che aveva donato il sangue durante il periodo finestra. Attualmente la Croce Rossa Internazionale stima che il rischio che avvenga un contagio con queste modalità a di 1 caso ogni trasfuoni, mentre nel 1995 i CDC di Atlanta riportava un rischio di 1 ogni trasfuoni. Trasmisone parentale La via parenterale è il modo più facile che ha il virus per poter essere trasmesso da un individuo all'altro; l'efficienza della trasmisone parenterale può infatti arrivare fi al 90%. Ciò è dovuto al fatto che il virus, arrivando

5 direttamente nel torrente circolatorio, trova subito moltisme cellule bersaglio, rappresentate essenzialmente dalle cellule monucleate (linfociti e mociti). Il fattore di rischio principale per la trasmisone parenterale dell'hiv è rappresentato senza dubbio dalla toscodipendenza. Questa modalità di contagio è quella prevalente in Italia e in tutta l'europa Occidentale. In Italia, soprattutto nelle grandi città del Nord, so state descritte percentuali di eropotività tra i toscodipendenti di oltre il 60%. La trasmisone del virus tra i toscodipendenti avviene principalmente tramite la contaminazione con sangue infetto di aghi e altri oggetti utilizzati per la preparazione della droga, i quali vengo spesso riutilizzati più volte e scambiati tra persone diverse. U studio condotto nel 1992, basato sull'impiego di un modello matematico costruito analizzando la presenza di HIV nel sangue reduo di ringhe utilizzate da toscodipendenti eropotivi, ha stimato in 1 ogni 150 iniezioni il rischio di contagio. Anche altre pratiche, come i tatuaggi ed il body piercing, so a rischio per la trasmisone dell'hiv; infatti tali mavre vengo spesso eseguite da personale inesperto che igra le corrette procedure di sterilizzazione degli aghi. Quala oggetto che superi l'integrità della barriera cutanea può essere infatti in grado di trasmettere infezioni quali l'hiv ed i virus dell'epatite, per cui tutti questi oggetti devo sempre essere adeguatamente sterilizzati. Espozione accidentale L'HIV è un virus poco restente all'ambiente ester, anche se in condizioni favorevoli può sopravvivere anche per due o tre giorni. L'esccamento provoca una riduzione della carica virale di oltre il 90% in poche ore. In caso di ferita accidentale con materiale contaminato, perchè avvenga effettivamente il contagio so importanti vari fattori: - Carica virale nel sangue reduo; - Tipo di strumento con il quale avviene la contaminazione (per esempio una puntura con un ago cavo è più pericolosa della leone con un ago pie, in quanto il reduo di sangue è maggiore nel primo caso); - Durata del contatto e profondità della leone; - Leoni preestenti dell'operatore e suo stato immunitario. Complesvamente, dopo una espozione accidentale con sangue contaminato il rischio di contrarre l'infezione è di circa lo 0,2-0,3%. Trasmisone verticale L'HIV può essere trasmesso dalla madre al figlio. Questo può avvenire essenzialmente tramite tre modalità: - durante la gravidanza attraverso la placenta (20-40%) - durante il parto (40-70%) - tramite l'allattamento (15-20%) Per ridurre il rischio di infezione del neonato alle donne eropotive viene solitamente praticato il parto cesareo e viene congliato di n allattare. U studio, pubblicato nel 2000 su JAMA, condotto su una coorte di donne eropotive del Kenia, ha dimostrato una riduzione fi al 44% della trasmisone verticale del virus nelle donne che n allattava. Complesvamente il rischio che il neonato resti contagiato è di circa il

6 15-25%, ma questa percentuale è stata tevolmente ridotta (fi a me del 5%) con l'utilizzo di profilas farmacologica durante la gravidanza e dopo il parto. Il rischio di trasmisone dell'infezione varia poi in base ad altri fattori legati alla madre, quali le condizioni cliniche generali, il livello di viremia, il numero di CD4+, la concomitante presenza di altre malattie sessualmente trasmesse. I bambini nati da madri eropotive nasco anch'es eropotivi, in quanto gli anticorpi materni che identifica la eropotività passa nel sangue del neonato durante la gravidanza. Poi, se il bambi n ha contratto l'infezione, questi anticorpi materni pian pia vengo smaltiti, per cui il bambi "diventa" eronegativo. Se invece il bimbo ha contratto l'infezione, allora inizia a produrre anticorpi propri e quindi "resta" eropotivo. Altra conferma della avvenuta infezione può avere con la determinazione della carica virale (HIV- RNA). Quando n trasmette Nella Tabella in basso so illustrate le modalità attraverso le quali n trasmette l'infezione. I comuni contatti sociali NON so idonei alla trasmisone del virus; se così fosse le caratteristiche epidemiologiche dell'infezione sarebbero completamente diverse da quelle attuali. Un semplice bacio NON è a rischio per la trasmisone dell'hiv. L'unico ipotetico rischio è riferito al bacio profondo in presenza di leoni sanguinanti del cavo orale. Una persona eropotiva che ha dei colpi di tosse o degli starnuti NON è in grado di trasmettere l'infezione. Gli oggetti casalinghi quali le stoviglie NON so idonei alla trasmisone del virus. NON c'è rischio di contrarre l'infezione frequentando piscine o bagni comuni. Il cloro uccide l'hiv, e la diluizione rende estremamente bassa la concentrazione del virus. Gli animali domestici NON trasmetto l'hiv; questo infatti è un virus che colpisce solo la specie umana. Le zanzare NON posso trasmettere il virus; se così fosse l'andamento dell'epidemia sarebbe stato molto diverso. L'HIV n è in poi grado di sopravvivere all'inter dell'insetto, ed iltre la zanzare succhia il sangue, n lo inietta.

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