Tecniche di misurazione e gestione del rischio di credito

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1 Insolvenza Tecniche di misurazione e gestione del rischio di credito di Tommaso Zarbo - Dottore commercialista e Revisore contabile Il rischio di credito Il rischio di credito generato dal portafoglio crediti verso clienti ha da sempre rappresentato una delle principali cause che possono determinare per l impresa medio piccola lo stato d insolvenza. Tenuto conto della forte congiuntura economica in atto, oggi il presidio e la gestione adeguata di tale rischio ha assunto una rilevanza centrale nell ambito del mondo imprenditoriale. Ci soffermeremo sugli aspetti che interessano più da vicino il modo delle Pmi e quindi criticità e possibili soluzioni da porre in essere al fine di mitigare e presidiare adeguatamente il rischio. Nel mondo delle grandi corporate negli ultimi anni si è diffuso l utilizzo di sistemi di scoring per la misurazione del merito di credito dei propri clienti, sistemi che difficilmente possono essere replicati per le Pmi, considerato che il portafoglio crediti di questo segmento d imprese è di dimensioni ben più ridotte rispetto al portafoglio di una grande impresa. Nel caso delle Pmi si tratta d individuare soluzioni adatte alle dimensioni delle imprese, che in determinati casi possono essere anche gli stessi sistemi di scoring, si pensi ad esempio alle imprese che operano con contratti di somministrazione per la fornitura di servizi continuativi e quindi hanno un portafoglio clienti assai vasto. È fondamentale che un impresa sia sempre nelle condizioni di poter verificare la qualità del proprio portafoglio crediti e che tali analisi siano dovutamente riportate in una reportistica gestionale interna, oltre che nei documenti societari destinati ad essere consultati dagli stakeholder dell impresa. Inoltre, una puntuale percezione del rischio di credito a cui l impresa è esposta, consente di effettuare politiche di accantonamento al fondo rischi su crediti coerenti alle potenziali perdite, le quali se rispettate negli anni possono rappresentare un ottimo segnale di solidità dell impresa verso l esterno (azionisti, creditori, banche, fornitori ecc...). Nel momento in cui l impresa è nelle condizioni di effettuare analisi attendibili e puntuali sul rischio di credito in portafoglio, il secondo step è rappresentato dalla gestione di tale rischio, con strumenti come: cartolarizzazioni, anticipo pro-soluto, factoring, derivati su crediti ecc... Misurazione e monitoraggio del rischio di credito Saranno analizzare le metodologie di misurazione del rischio di credito, ovvero tecniche quantitative in grado di fornirci un informazione sintetica sul merito di credito del cliente e sulle metodologie utili alla valutazione del rischio di credito sul portafoglio crediti complessivo dell impresa. Gli strumenti di valutazione e monitoraggio del rischio sono differenti in relazione alla natura della controparte da valutare (privati o aziende), dalle modalità con cui il business viene svolto (contratti di somministrazione, vendite periodiche, contratti d appalto o commesse di vario tipo). 19

2 La valutazione Modello di rating 20 In relazione alle diverse caratteristiche del portafoglio crediti sarà necessario valutare soluzioni che consentano di misurare la rischiosità della singola controparte e del portafoglio crediti dell impresa. Un altro rischio legato al portafoglio crediti verso clienti è rappresentato dal rischio di concentrazione, il quale è generato dalla concentrazione del portafoglio crediti commerciale in pochi grandi clienti e di conseguenza l insolvenza di pochi nominativi può comportare delle perdite su crediti rilevanti, con effetti negativi non indifferenti sulla performance dell impresa e sulla sua stabilità finanziaria - patrimoniale. Per loro natura ci sono dei settori, come la nautica o l edilizia, nei quali si lavora prevalentemente su commessa con pochi grandi clienti, dove la mitigazione di tale rischio risulta assai complessa, mentre ve ne sono altri dove la possibilità di frazionare il portafoglio clienti risulta essere non difficoltosa. Come per il rischio di credito puro, anche per il rischio di concentrazione è indispensabile adottare metodologie che consentano di misurare e monitorare tale rischio. In aziende strutturare e di una certa rilevanza, tale rischio andrebbe preventivamente presidiato con delle specifiche policy and proceed adeguate, al fine di individuare dei limiti di concentrazione del portafoglio crediti sui singoli clienti e delle regole di comportamento in presenza di situazioni anomale. L implementazione di un modello di rating interno all interno di una Pmi può essere visto come un tecnicismo eccessivo per la tipologia di attività svolta, sicuramente è impensabile implementare un sistema sofisticato come avviene nel mondo bancario o realizzare un sistema complesso come hanno fatto alcune corporate di grandi dimensioni. La migliore scelta è quella di ricorrere ad un sistema sviluppato in house, il quale utilizzando alcune informazioni sintetiche, ci consente di ottenere un giudizio sulla solvibilità finanziaria della nostra controparte commerciale. A differenza di quanto avviene nel mondo bancario, per le corporate non sono previste regole di alcun tipo nelle scelte da fare per lo sviluppo di un sistema interno di rating, visto che queste ultime non sono sottoposte a vigilanza regolamentare e infatti il modello di rating è esclusivamente uno strumento gestionale interno. La costruzione di un modello di rating solido e attendibile è legata principalmente alla scelta della metodologia quantitativa di calcolo e alle variabili che vengono utilizzate. Con riferimento alla metodologia quantitativa, sul mercato sono presenti diverse soluzioni matematiche che consentono di ottenere in modo semplice un giudizio sintetico sul merito di credito della singola controparte. Per quanto riguarda la scelta delle valibili da utilizzare, un modello di rating sviluppato in una realtà corporate e non bancaria, potrebbe essere sicuramente alimentato da tre tipologie di variabili: informazione sull andamento del rapporto con l impresa, con particolare riferimento alla regolarità nei pagamenti, giudizio sulla solidità finanziaria (analisi su dati di bilancio attinti da info provider esterni) e infine analisi qualitativa dell impresa fondata sulle informazioni che attengono il management, il settore in cui opera l impresa, l area geografica, la propensione ad innovare ecc... Considerato che lo sviluppo di un sistema interno di rating rappresenta un investimento non indifferente, per le imprese di piccole dimensioni, con un portafoglio crediti verso clienti contenuto, sul mercato sono presenti dei pacchetti venduti da società specializzati per la misurazione e gestione del rischio di credito. In particolare, questi software funzionano anche da info provider, visto che dei report sintetici riescono a riprodurre sinteticamente tutte le informazioni che possono interessare una determinata impresa: camera di commercio, bilanci, tribunali, uffici di pubblicità immobiliari ecc... Le soluzioni più evolute di questi pacchetti informatici contengono anche dei software che forniscono un giudizio sintetico sull affidabilità del singolo nominativo, il quale risulta molto utile specie quando si intende acquisire un nuovo cliente. Si tratta di un giudizio sintetico sulla qualità creditizia e non di un vero e proprio rating, considerato che quest ultimo è sempre un giudizio sul merito di credito di una determinata controparte, ma con delle caratteristiche proprie,

3 come l orizzonte temporale con cui si prevede il default, l assegnazione di una probabilità di default che consente di classificare la controparte in una determinata classe della master scale, in parole povere, il rating si differenzia per essere uno strumento con una rilevante componente discriminante del rischio di credito. Oltre ad essere in grado di valutare l affidabilità della singola controparte, l impresa che intende disporre di un presidio adeguato del rischio di credito deve essere in grado di monitorare nel continuo l esposizione generata dal portafoglio crediti nella sua interezza. Rispetto alle tecniche utilizzare nel mondo bancario per il monitoraggio del credito, nel settore delle Pmi ciò che ci interessa è di consentire al top management di disporre di informazioni chiare sulla composizione del rischio che interessa il portafoglio crediti e della sua evoluzione. Un monitoraggio puntuale del portafoglio crediti non può prescindere da un sistema informativo avanzato in grado di gestire informazioni di dettaglio attinenti i singoli clienti dell impresa con cui intrattiene rapporti commerciali, inoltre, il secondo elemento indispensabile è rappresentato dalla reportistica interna, la quale deve essere costruita con metodo al fine di riportare in documenti sintetici ed affidabili tutte le informazioni necessarie per la valutazione della qualità del portafoglio crediti. Un impresa dotata di un efficace sistema di monitoraggio del portafoglio crediti può beneficiare di vantaggi competitivi non indifferenti, essendo nelle condizioni di potere gestire l esposizione al rischio di credito tout-court, si pensi ad una reportistica che permette di suddividere il portafoglio clienti per area geografica o settore e allo stesso tempo disporre dei dati sulle perdite su crediti registrate secondo tale ripartizione, in questo caso l impresa ha la possibilità di pianificare anticipatamente delle politiche commerciali orientate anche alla gestione del rischio di credito, cercando di limitare l esposizione nelle aree territoriali o settori nella quale è già eccessivamente esposta, piuttosto dove l impresa ha subito le maggiori perdite su crediti. L implementazione di un sistema di monitoraggio del credito in una Pmi a primo impatto può essere visto come un costo che si potrebbe evitare, ma negli ultimi anni con la crisi di liquidità che le imprese stanno vivendo e con l incremento esponenziale delle insolvenze, sul successo dell impresa assume una rilevanza non indifferente la componente legata al rischio di credito ed è chiaro che le imprese che intendono attuare processi di crescita hanno la necessità d investire anche nelle implementazioni di queste metodologie. Come visto per la valutazione del merito di credito della singola controparte, anche per la valutazione della qualità del portafoglio crediti sul mercato esistono delle soluzioni informatiche realizzate da software house che consentono di monitorare nel continuo la qualità dei crediti, ricorrendo sia ad informazioni interne all azienda, che ad informazioni attinte da info provider esterni. Sul mercato esistono diverse soluzioni e le metodologie di valutazione del portafoglio crediti, è chiaro che non esiste la soluzione perfetta adatta per tutte le imprese, ma è necessario volta per volta individuare le soluzioni adatte al portafoglio crediti della singola impresa. Esempio Al fine di rendere più chiaro quanto detto fin qui, di seguito sarà trattato un esempio riferito alla valutazione del portafoglio crediti di un impresa e alle possibili strategie da porre in atto al fine di gestire in modo ottimale il rischio di credito a cui l impresa è esposta. Il caso preso a riferimento è quello dell azienda Alfa s.p.a., si tratta di un impresa che opera su base nazionale nel settore dei trasporti, al fine di non legare l andamento dell azienda ad un particolare settore in cui operano i propri clienti, la politica di Alfa s.p.a. consiste nella diversificazione del proprio portafoglio clienti in relazione al settore. Nella Tavola 1 sono riportati i principali dati di sintesi del portafoglio crediti dell azienda in questione. 21

4 Tavola 1 - Sintesi portafoglio crediti azienda Alfa Portafoglio crediti azienda Alfa Valori in euro Crediti vs clienti ,53 Fondo rischi su credito ,00 Importo esposizione scaduta ,75 Credito vs clienti medio , Limite di concetrazione esposizione singola 1,50% Tempi medi incasso portafoglio 54 Crediti deteriorati su capitale proprio 2,76% Crediti deteriorati su portafoglio crediti 10,00% Perdita attesa di portafoglio ,88 Tasso di recupero su posizioni deteriorate 40% Costi del recupero 10% La Tavola 1 ci consente di sintetizzare con un numero di dati contenuto la qualità del portafoglio crediti. Nel caso in oggetto, la qualità del portafoglio risulta essere discreta, considerato che i crediti deteriorati 1 incidono per il 10% circa sul portafoglio crediti complessivo, nonostante i tempi medi d incasso pari a 54 giorni, siano in linea con il settore di riferimento. Visto i buoni livelli di capitalizzazione dell azienda Alfa s.p.a., nettamente più bassa è l incidenza dei crediti deteriorati rispetto al capitale proprio, percentuale che si attesta al 2,76%. L effetto concertazione risulta contenuto, il portafoglio clienti è composto da 100 nominativi che operano in diversi settori e aree geografiche del Paese (in merito si vedano le Tavole 7 e 8), con un esposizione media pari ad euro ,00 circa, al fine di contenere il rischio concentrazione per police aziendale si è deciso di fissare un limite di esposizione per singolo cliente massimo dell 1,50% del portafoglio crediti. Per quanto riguarda il recupero dei crediti deteriorati, si evince un tasso di recupero storico pari al 40%, al quale è necessario sottrarre i costi del recupero pari al 10%. Applicando queste percentuali di recupero al portafoglio crediti deteriorato otteniamo la potenziale perdita complessiva di portafoglio pari a ,00 euro circa, la quale risulta ampiamente copertura del fondo rischi su crediti stanziato in bilancio negli anni precedenti. Al fine di comprendere le dimensioni dell impresa Alfa s.p.a. all interno della Tavola 2 sono sintetizzati i principali dati di bilancio. Tavola 2 - Sintesi dati di bilancio azienda Alfa Dati di bilancio azienda Alfa Valori in euro Fatturato ,00 MOL ,00 1 Nel mondo corporate rientrano nell ambito della definizione di crediti deteriorati quei crediti che non risultano pagati alle scadenze contrattualmente convenute con i propri clienti. 22

5 Dati di bilancio azienda Alfa Valori in euro Reddito operativo ,00 Utile ,00 Totale attivo ,00 Capitale proprio ,00 Nelle Tavole 3 e 4 sono proposte i risultati delle analisi che consentono di valutare la qualità del portafoglio crediti con riferimento a singoli elementi che lo interessano: solidità finanziaria e qualità del management delle imprese che lo compongono. Tavola 3 - Analisi della qualità del management dei propri clienti Qualità management Alta 39 Bassa 21 Media 40 Il giudizio sulla qualità del management dei clienti di Alfa s.p.a. è elevato, visto che il 79% circa è posizionato nella fascia media e alta. Tavola 4 - Analisi della solidità finanziaria dei propri clienti Solidità finanziaria Buona 44 Insufficiente 13 Sufficiente 43 La solidità finanziaria delle imprese con cui opera Alfa s.p.a. risulta essere adeguata, con il 44% delle imprese che presenta un giudizio superiore alla sufficienza. Tale valutazione può essere ottenuta ricorrendo a software offerti da società specializzate che operano nel campo della valutazione del rischio di credito, tali sistemi attingono ad info provider esterni e ci forniscono un giudizio sintetico sulla solidità finanziaria della singola controparte. Con riferimento al rischio concertazione nelle Tavole 6 e 7 è analizzata rispettivamente la distribuzione del portafoglio crediti per area geografica e settore economico. Tavola 6 - Dettaglio del portafoglio crediti per area geografica Area geografica Centro 14 Isole 16 Nord Est 23 Nord Ovest 23 Sud Est 11 Sud Ovest 13 23

6 Tavola 7 - Dettaglio del portafoglio crediti per settore di attività Settore Commercio alimentari e bevande 15 Commercio dettaglio abbigliamento 4 Commercio ingrosso abbigliamento 9 Commercio ortofrutticolo 27 Fabbricazione di macchine utensili 6 Industria farmaceutica 5 Produzione tessuti e confezioni 5 Produzione acqua minerale 9 Produzione infissi 2 Produzione prodotti in legno 5 Produzione succhi di frutta e ortaggi 7 Produzione articoli di carta e cartone 4 Produzione prodotti in ceramica 2 Come si evince dalla Tavola 6, la distribuzione dei clienti risulta essere equamente distribuita sul territorio nazionale, con una particolare concentrazione nel Nord Italia. Anche la ripartizione settoriale del portafoglio crediti risulta essere equa, con un effetto concertazione nel settore del commercio ortofrutticolo, il quale ruba anche una quota rilevante dei crediti deteriorati, ciò ovviamente è un segnale ed è evidente che è necessario riequilibrare il business verso altri settori. Come accennato sopra i crediti deteriorati dell impresa Alfa s.p.a. ammontano a circa ,00 euro e incidono per il 10% sul portafoglio complessivo, per monitorare in modo puntuale tale fenomeno è utile che l impresa si è dotata di un adeguata reportistica. Ai fini esemplificativi, nella Tavola 8 è riportata la distruzione dei clienti con crediti scaduti e del limite di concentrazione della singola posizione. In estrema sintesi, la Tavola 8 ci fornisce un informazione fondamentale sulla qualità del portafoglio cediti, ovvero la distruzione dei crediti deteriorati e il loro peso rispetto al portafoglio legato all indice di contrazione del 1,50%, infatti, se osserviamo l azienda nr. 30, anche se la quota parte di crediti deteriorata risulta essere contenuta, l esposizione ancora buona verso questa controparte risulta essere elevata, quindi è necessario capire se non sono stati effettuati dei pagamenti puntuali per motivi di vario genere o se siamo di fronte ad un primo allert di rischio e quindi necessario rientrare dall esposizione. Se osserviamo invece l impresa 32, si evince già una situazione patologica del credito, considerato che il livello di concentrazione dell 1,50% risulta essere sforato e il credito deteriorato elevato rispetto ai crediti in essere verso questa controparte. Un ulteriore analisi che ci consente di valutare la qualità del portafoglio può essere quella di confrontare per ciascuna posizione l ammontare dell esposizione scaduta (crediti scaduti e non pagati dai clienti) con i crediti in essere (importo dei crediti vs lo stesso cliente non ancora scaduti). È evidente che più si avvicina a 100 il rapporto tra l esposizione scaduta e il credito in essere verso la singola controparte maggiore sarà la probabilità che questa si trovi già in uno stato d insolvenza conclamato. Al fine d individuare una soglia di rilevanza di tale 24

7 fenomeno, per politica interna all impresa Alfa s.p.a. è stata individuata una soglia di tolleranza del 35%, quindi le posizioni che si trovano oltre questa soglia presentano uno stato patologico. Un ulteriore analisi potrebbe essere quella di verificare da quanti giorni le posizioni che hanno superato la soglia del 35% risultano con esposizioni scadute (pagamenti in ritardo). Con riferimento al caso di Alfa s.p.a., del totale di 30 posizioni che presentano esposizioni scadute, il 60% circa di queste supera la soglia di tolleranza del 35% e compongono la parte critica del portafoglio crediti dell impresa, ovvero quella che probabilmente si trasformerà in perdita. Tavola 8 - Confronto tra esposizione scaduta per singolo cliente e limite d esposizione Tavola 9 - Esposizione scaduta su crediti in essere per posizione 25

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