Anno europeo dei cittadini (2013) La cittadinanza europea a livello locale e regionale

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1 Nota informativa Anno europeo dei cittadini (2013) La cittadinanza europea a livello locale e regionale Il presente documento offre una prima introduzione all'anno europeo dei cittadini 2013, di cui esamina la portata e in particolare l'impatto a livello locale e regionale. I membri del Comitato delle regioni e gli altri responsabili politici e soggetti interessati delle regioni e città europee potranno utilizzare le informazioni generali in esso contenute per le attività di comunicazione concernenti/svolte durante l'anno europeo. La cittadinanza europea: una realtà giuridica o un ideale a lungo termine? La cittadinanza europea non è un concetto vuoto, ma un status ben preciso, definito e descritto esplicitamente nei Trattati dell'ue (articoli del Trattato sul funzionamento dell'unione europea). I cittadini degli Stati membri, in quanto cittadini dell'ue, godono di specifici diritti ai sensi del diritto europeo, in particolare: [A] il diritto di circolare liberamente nell'unione europea e di soggiornare in qualsiasi Stato membro, [B] di non subire discriminazioni basate sulla nazionalità; [C] di votare e di candidarsi alle elezioni comunali ed europee nello Stato membro di residenza; [D] di ricevere assistenza presso un'ambasciata o un consolato di un altro Stato membro, quando si trovino in un paese terzo, alle stesse condizioni dei cittadini dello Stato membro; [E] di presentare petizioni al Parlamento europeo, ricorrere al Mediatore europeo e rivolgersi alle istituzioni dell'ue in una qualsiasi delle lingue ufficiali dell'unione; [F] di organizzare o sostenere, insieme ad altri cittadini dell'ue, un'iniziativa dei cittadini per chiedere all'ue di adottare nuove normative in un determinato settore. Rafforzata dalle successive revisioni dei Trattati e dalle sentenze della Corte di giustizia dell'unione europea, la cittadinanza dell'unione, ora sancita anche dalla Carta dei diritti fondamentali dell'ue (titolo V) comprende diritti individuali che si sono sviluppati negli ultimi decenni parallelamente all'integrazione europea. Il loro sviluppo rispecchia la decisa intenzione, sottolineata anche dal Presidente Barroso nel suo discorso sullo stato dell'unione, di andare oltre il mercato unico verso un'autentica unione politica che metta il cittadino al centro del progetto europeo. Noi dell'ue dobbiamo adoperarci a tutti i livelli, unendo i nostri sforzi per fare della cittadinanza dell'unione una realtà concreta nella vita dei cittadini. L'obiettivo ultimo delle azioni per la cittadinanza europea è fare in modo che i cittadini dell'unione si sentano a casa dovunque si trovino nell'ue e che si sentano veramente europei quando sono a casa loro. IT

2 - 2 - Ciò significa rafforzare i loro diritti di cittadini dell'unione e assicurarsi che possano effettivamente esercitarli nella vita quotidiana. Significa anche promuovere la partecipazione attiva dei cittadini alla vita dell'ue, da un lato, tramite la creazione di un'autentica sfera pubblica europea in cui essi possano esprimere le loro idee e preoccupazioni sullo sviluppo dell'ue e, dall'altro, tramite progetti che consentano loro di lavorare, studiare e vivere con i loro concittadini europei, contribuendo a costruire un'identità comune europea parallela alla cittadinanza nazionale e alla loro identità regionale o locale. Date la prospettiva e gli obiettivi a lungo termine, che vanno al di là della "narrazione d'impresa" razionale e funzionale dell'ue, questo dibattito riveste la massima importanza nell'agenda politica e di comunicazione delle istituzioni. Esso è di grande attualità nel contesto della crisi economica e di fiducia che stiamo attraversando e in vista dell'anno europeo dei cittadini (2013) e delle elezioni europee del Perché un Anno europeo dei cittadini? Nel 2010 il Parlamento europeo ha invitato la Commissione europea a dare slancio al dibattito sulla cittadinanza europea e a informare i cittadini europei dei loro diritti, in particolare quelli emananti dal Trattato di Lisbona. Nella Relazione 2010 sulla cittadinanza dell'unione, la Commissione annunciava che, per fare in modo che i cittadini siano consapevoli dei loro diritti e siano in grado di esercitarli nella vita quotidiana, intendeva proporre di designare il 2013 Anno europeo dei cittadini. La proposta della Commissione è stata approvata dal Parlamento europeo e dal Consiglio nel novembre L'obiettivo dell'anno europeo sarà fare in modo che i cittadini conoscano meglio i loro diritti e le opportunità di cui godono nell'ue e intraprendere con loro un dialogo sullo sviluppo della cittadinanza dell'unione e sul progetto europeo in generale. Concentrandosi in modo particolare sui milioni di cittadini che vivono in situazioni transfrontaliere, o che si spostano ogni anno all'interno dell'unione, e puntando alla realizzazione di un autentico spazio europeo dei cittadini, l'anno europeo evidenzierà: - quali sono i diritti dei cittadini dell'ue, - quali benefici questi possono trarne; - quali sono i principali ostacoli all'esercizio di tali diritti; - qual è il potenziale impatto dei diritti conferiti dall'ue; - come e perché i cittadini dovrebbero partecipare alla vita democratica dell'ue. Cosa succederà nel 2013? Attività della Commissione europea L'Anno europeo 2013 verrà inaugurato ufficialmente a Dublino il 10 gennaio, con un "dialogo dei cittadini", in concomitanza con la riunione della Commissione europea e della presidenza irlandese. Altri dialoghi di questo tipo verranno organizzati in tutta l'ue nel corso del 2013, in modo da

3 - 3 - avvicinare il dibattito sulle questioni europee ai cittadini e creare un autentico spazio pubblico europeo nei comuni d'europa. Dato il bilancio previsto per questa iniziativa (1 milione di EUR, da confermare all'atto dell'adozione formale da parte del Consiglio e del Parlamento europeo), la collaborazione con i partner sia istituzionali sarà fondamentale per dare più visibilità all'anno europeo. La Commissione collaborerà con le parti interessate della società civile e con una serie di organizzazioni europee e nazionali che hanno formato una "Alleanza per l'anno europeo dei cittadini". La Commissione ha inoltre sviluppato uno strumento di comunicazione e uno slogan "It's about Europe, it's about you" (Si tratta dell'europa, si tratta di voi), che costituirà il marchio delle attività per l'anno europeo Come azione concreta realizzabile dell'anno, la Commissione adotterà la Relazione 2013 sulla cittadinanza dell'unione in cui farà il punto dei progressi compiuti dal 2010 anno di pubblicazione della prima relazione sulla cittadinanza e avanzerà ulteriori proposte per eliminare gli ostacoli che impediscono ai cittadini di godere appieno dei vantaggi che offre la cittadinanza dell'unione. La relazione si baserà su un'ampia consultazione pubblica che è stata aperta nel maggio 2012 e sui risultati di eventi come i dialoghi dei cittadini e il presente evento. Attività del Comitato delle regioni Il CdR ha partecipato alle attività che hanno preceduto l'avvio dell'anno europeo e il 28 novembre scorso ha organizzato un forum in stretta collaborazione con la Commissione europea (gabinetto della vicepresidente Reding, DG Comunicazione e DG Giustizia). Nel corso di questo forum il CdR ha presentato uno studio sull'impatto della cittadinanza dell'unione a livello locale e regionale e ha messo a disposizione dei suoi membri e delle altre parti interessate a livello locale un insieme di strumenti da utilizzare nella comunicazione sull'anno europeo. Tra questi figura un "passaporto dei cittadini dell'unione": si tratta di una pubblicazione rivolta al grande pubblico sulla diversità dell'europa e sui diritti comuni dei cittadini dell'ue. Rimane da vedere fino a che punto il CdR e i suoi membri saranno attivamente coinvolti nei dialoghi dei cittadini a livello interistituzionale e in altri eventi. Sul fronte politico, il CdR discuterà (e adotterà) un parere d'iniziativa sui diritti elettorali nell'ue a cura di György Gémesi (che verrà discusso in commissione CIVEX il 4 dicembre 2012). Un altro parere collegato all'anno europeo, attualmente in preparazione a cura di Sértı-Radics, riguarda il regolamento sullo statuto e il finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee (anch'esso iscritto all'ordine del giorno della riunione della commissione CIVEX del 4 dicembre). Entrambi dovrebbero essere adottati dalla plenaria del CdR il 31 gennaio/1 febbraio Perché concentrarsi sui diritti dei cittadini dell'unione durante l'anno europeo? I diritti dei cittadini dell'unione sono oggi più che mai un elemento chiave per affrontare i grandi problemi dell'europa di oggi. La cittadinanza dell'unione aggiunge al processo di unificazione

4 - 4 - economica una dimensione politica. I diritti dei cittadini promuovono una migliore comprensione del valore dell'integrazione europea e della partecipazione dei cittadini alla sua definizione. Ad esempio, il diritto di circolare liberamente avrà forti ripercussioni in futuro, data la crescente importanza della mobilità del lavoro, della possibilità di trovare occupazione in un altro Stato membro e dell'apprendimento permanente. Esso è inoltre fondamentale per l'attuazione della strategia Europa Il diritto di votare e di candidarsi alle elezioni comunali ed europee, il diritto di petizione e l'iniziativa dei cittadini europei, che consente a questi ultimi di farsi promotori dell'adozione di nuove normative UE, possono costituire una risposta forte al crescente euroscetticismo. Essi dimostrano chiaramente che nel processo legislativo europeo la prima e l'ultima parola spetta ai cittadini, quale che sia la loro nazionalità o luogo di residenza. I cittadini dell'ue incontrano ancora molti ostacoli nell'esercizio dei loro diritti. La relazione 2010 sulla cittadinanza dell'unione la nuova edizione della relazione verrà presentata dalla Commissione il 9 maggio 2013 individuava tre ambiti in cui era necessario intervenire: il primo era garantire la piena applicazione dei diritti dei cittadini sul campo da parte degli Stati membri e sottoporre a un più attento esame il recepimento a livello legislativo e amministrativo delle direttive UE nell'ordinamento giuridico di ciascuno Stato membro; il secondo, eliminare tutti gli ostacoli burocratici e semplificare l'esercizio dei diritti individuali; il terzo ambito d'azione, e il più urgente, era l'ancora scarsa consapevolezza dei propri diritti da parte dei cittadini, confermata anche da un'indagine di Eurobarometro (EB 294) condotta sempre nel In base a questa indagine, benché una maggioranza pari al 79 % dei cittadini dell'ue dichiari che l'espressione "cittadino dell'unione europea" gli è nota, soltanto il 43 % dice di conoscerne il significato e meno di un terzo (32 %) dei partecipanti dei 27 Stati membri dell'ue si ritiene ben informato sui propri diritti di cittadino dell'unione europea. L'Anno europeo, essendo principalmente una piattaforma di comunicazione, dovrebbe rispondere a questa esigenza e far partecipare agli sforzi di comunicazione e consultazione tutti i soggetti interessati a livello UE, nazionale e locale. Quale ruolo possono svolgere gli enti locali e regionali nel garantire i diritti dei cittadini dell'unione? Gli enti locali e regionali, essendo il livello più prossimo al cittadino, hanno un importante ruolo da svolgere in questo campo. In quanto primo punto di contatto dei cittadini con le istituzioni, essi devono renderli più consapevoli dei diritti e doveri conferiti dalla cittadinanza dell'unione e prendere tutte le misure necessarie per incoraggiarli a esercitare tali diritti, fare in modo che siano applicati correttamente ed eliminare eventuali ostacoli. Sono inoltre in prima linea nell'accogliere i cittadini dell'ue appena arrivati e farli sentire a casa loro nella loro nuova comunità e, viceversa, nell'accompagnare i cittadini europei che desiderano passare parte della loro vita in altre parti dell'ue. Essi sono fondamentali nel mostrare quale preziosa fonte di arricchimento reciproco siano queste iniziative. Nel quadro di una relazione commissionata dal CdR nel 2012, alcuni esperti esterni del Centro di servizi di strategia e valutazione (CSES) hanno stilato un elenco dei ruoli che gli enti locali e regionali possono svolgere in relazione ai diversi diritti dei cittadini UE.

5 - 5 - Diritti dei cittadini dell'unione Libertà di circolazione e di soggiorno all'interno dell'ue Diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni del Parlamento europeo nello Stato membro di residenza Diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni comunali Diritto di ricorrere al Mediatore Diritto di presentare una petizione al Parlamento europeo Diritto a una buona amministrazione; diritto a essere ascoltati; diritto di accedere al fascicolo; diritto/obbligo dell'amministrazione di motivare le proprie decisioni; diritto di chiedere risarcimento dall'unione per i danni provocati dalla sua azione; diritto di ricevere una risposta in una qualsiasi delle lingue ufficiali dell'unione. Diritto di accesso ai documenti Diritto alla tutela diplomatica e consolare in un paese terzo in cui il proprio Stato membro non sia rappresentato Ruolo degli enti regionali e locali Gli enti locali e regionali possono contribuire molto ad aumentare la consapevolezza e facilitare l'esercizio di tali diritti, che sono determinanti per la cittadinanza dell'unione e per il funzionamento del mercato interno. L'iscrizione dei cittadini dell'unione avviene normalmente a livello comunale. Coinvolgere i cittadini di altri Stati membri, renderli più consapevoli della possibilità di iscriversi nelle liste elettorali e promuoverne la partecipazione alle elezioni europee. Iscrivere e coinvolgere i cittadini di altri Stati membri, renderli più consapevoli della possibilità di iscriversi nelle liste elettorali e promuoverne la partecipazione alle elezioni comunali. Sviluppare un senso di appartenenza locale tramite altre misure Fornire informazioni ai cittadini circa la possibilità di ricorrere al Mediatore. L'esistenza di un Mediatore locale/regionale è concettualmente collegata al diritto a una buona amministrazione. Informare i cittadini dell'esistenza di tale diritto. Il diritto si applica direttamente alle istituzioni UE e alle autorità degli Stati membri ai sensi dell'art. 41 della Carta. Ad analogo obbligo di garantire una buona amministrazione sono soggetti, in virtù del diritto nazionale, anche gli enti locali e regionali. Il diritto si applica direttamente alle istituzioni UE e alle autorità degli Stati membri ai sensi dell'art. 42 della Carta. Ad analogo obbligo sono soggetti, in virtù del diritto nazionale, anche gli enti locali e regionali. Informazione e sensibilizzazione.

6 - 6 - Negli ultimi due anni il Comitato delle regioni ha adottato un certo numero di pareri che confermano le raccomandazioni della Relazione 2010 sulla cittadinanza dell'unione. Il suo parere sulla cittadinanza dell'unione (2010) insisteva sulla necessità di una maggiore presenza degli enti locali e regionali nei processi partecipativi che verranno attivati per consentire ai cittadini di contribuire meglio alla definizione delle politiche UE che renderanno effettivi i loro diritti. Il parere sul programma di Stoccolma per la libertà, la sicurezza e la giustizia (2010) ha sottolineato che le regioni e le città aiutano a formare una sana "cultura dei diritti fondamentali", con un particolare impegno a difendere i principi della partecipazione politica sanciti dal Trattato di Lisbona e dalle costituzioni degli Stati membri. In tale parere, come del resto nel parere di iniziativa in via di elaborazione, si raccomanda inoltre di esaminare l'opportunità di dare ai cittadini dell'ue maggiori possibilità di partecipare alle elezioni politiche del paese di residenza. Approfondimenti Commissione europea: - Cittadinanza europea: - Relazione 2010 sulla cittadinanza dell'unione: - Eurobarometro 294: (in inglese e francese) - Proposta per l'anno europeo dei cittadini (COM/2011/0489 final): - Sito tematico dell'anno europeo: Parlamento europeo: - Procedura di adozione, Anno europeo dei cittadini: Alleanza per l'anno europeo dei cittadini: - Rete della società civile: (solo in inglese) Comitato delle regioni: - Pagina sul forum del 28 novembre 2012 e sull'anno europeo 2013 (compresi gli strumenti di comunicazione): (solo in inglese) - Parere sulla relazione 2010 sulla cittadinanza dell'unione (Pella, 2010): - Parere sul programma di Stoccolma (Poppenhäger, 2010): - Progetto di parere sui diritti elettorali dell'unione (Gémesi, adozione prevista per gennaio 2013): - Progetto di parere sui partiti politici e le fondazioni politiche europee (Sértı-Radics, adozione prevista per gennaio 2013):

7 Relazione sulla promozione della cittadinanza dell'unione e dei diritti dei cittadini da parte degli enti locali e regionali (a cura del CSES, 2012): (solo in inglese) Comitato economico e sociale europeo: - Parere sull'anno europeo dei cittadini (GobiĦš, 2012): CDR _00_00_TRA_INFO EN-MAR/Pet/ci

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