PROGRAMMA PROVINCIALE SPERIMENTALE SULLA DISABILITA (L.R. 41/96 ARTT. 5 21) TRIENNIO PIANO DI ATTUAZIONE

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1 PROGRAMMA PROVINCIALE SPERIMENTALE SULLA DISABILITA (L.R. 41/96 ARTT. 5 21) TRIENNIO PIANO DI ATTUAZIONE Definizione obiettivi: descrizione degli obiettivi di piano riferiti agli obiettivi generali Il piano provinciale sperimentale per il triennio è stato formulato per il perseguimento degli obiettivi strategici regionali definiti nel Regolamento approvato in via preliminare con DGR n del e in fase di emanazione, i quali sono stati tradotti in obiettivi specifici direttamente correlati alle esigenze di sperimentazione presenti sul territorio provinciale: Obiettivo strategico a) a.1) promozione di condizioni abitative di vita indipendente o a bassa soglia assistenziale in contesti di vita comunitaria familiare per le persone disabili tramite la sperimentazione di moduli osservativi ed esperienziali rivolti alla costruzione di progetti personalizzati mirati nonché di interventi di carattere educativo finalizzati all autonomia e all integrazione sociale; Obiettivo strategico b) b.1) sperimentazione interventi personalizzati, flessibili e modulari di residenzialità o semiresidenzialità temporanei presso gruppi appartamento, strutture comunitarie di piccole dimensioni o presso centri diurni a supporto alle famiglie dei disabili consentendo loro spazi di recupero personali, favorendo l accompagnamento nel processo del dopo di noi e promuovendo, ove possibile, lo sviluppo delle abilità e dell autonomia dei disabili; b.2) interventi sperimentali personalizzati rivolti a disabili giovani e adulti che non possono usufruire totalmente o parzialmente di altri servizi istituzionali, finalizzati a sostenere le relative famiglie e ad attivare moduli osservativi nel contesto scuola servizi famiglia propedeutici ad una migliore definizione di progetti di vita nonché a sperimentare percorsi di autonomia e inclusione socio lavorativa presso fattorie sociali; b.3) sperimentazione di progetti a sostegno della domiciliarità dei disabili di valenza assistenziale, educativa, di inclusione sociale e socio occupazionale con personalizzazione della risposta sia nella gestione della persona disabile all interno del nucleo familiare sia in funzione della promozione di azioni di socializzazione, integrazione e inclusione sociale tramite la valorizzazione e l integrazione delle risorse e delle competenze presenti sul territorio; b.4) sperimentazione di progetti personalizzati di carattere riabilitativo finalizzati all integrazione socio lavorativa e al reinserimento occupazionale di soggetti con disabilità da cerebrolesione acquisita prevenendo processi di istituzionalizzazione degli stessi; Obiettivo strategico c) c.1) attuazione di un percorso di rilevazione del fabbisogno relativo ai trasporti e collegamenti sul territorio da parte degli utenti disabili giovani e organizzazione di un sistema dinamico di

2 collegamenti che garantisca l accessibilità non solo alle strutture istituzionali ma anche alle diverse opportunità ricreative e culturali; Metodi di costruzione/attuazione del piano (con riferimento alle modalità attuative previste dal regolamento) Il piano è stato definito a seguito di un percorso di condivisione avviato con gli interlocutori dei servizi territoriali che si occupano di disabilità, rispetto agli obiettivi strategici regionali e alle proposte di sperimentazione ad essi correlate, in continuità con quanto già consolidato nella precedente programmazione degli interventi sperimentali per il triennio L'apporto dei servizi territoriali è stato ritenuto di fondamentale importanza per declinare gli obiettivi strategici regionali valorizzando gli orientamenti e l esperienza degli operatori del territorio che quotidianamente affrontano i problemi collegati alla disabilità. I criteri condivisi che hanno portato alla formulazione dei progetti sperimentali sono stati: il consolidamento dello strumento del progetto personalizzato al fine di perseguire il miglioramento della qualità della vita del disabile qualificando le risposte, e l'individuazione di interventi che a medio termine possano, a seguito della sperimentazione, rientrare nell attività ordinaria del sistema dei SSC tramite la diffusione di buone prassi. Sulla base di tali criteri i servizi territoriali hanno individuato alcune linee d azione su cui la Provincia di Udine si è basata per la costruzione di un programma di valenza provinciale che accorpasse gli obiettivi e gli interventi dei singoli soggetti proponenti prevedendo per sé un ruolo di promozione, coordinamento e monitoraggio delle sperimentazioni in esso contenute. Con specifico riferimento all inerente la sperimentazione di modalità innovative di trasporto rivolto ai disabili, è stato attivato un raccordo con il Servizio Trasporti dell Ente che ha predisposto un progetto sperimentale; esso verrà attuato valorizzando da un lato le competenze tecniche e la rete di rapporti esistente con i gestori di servizi di trasporto sul territorio e dall altro il raccordo con i referenti dei Servizi che si occupano di disabilità coinvolti nella definizione e attuazione del piano provinciale. Tempi di realizzazione: cronoprogramma delle diverse fasi attuative del piano triennale A seguito dell approvazione del piano triennale da parte della Direzione regionale competente si prevedono le seguenti fasi attuative: entro marzo 2011: definizione dei progetti sperimentali esecutivi riferiti a ciascuno degli obiettivi di piano più sopra specificati in raccordo con i soggetti gestori degli stessi tramite specificazione di destinatari, reti di soggetti coinvolti nelle azioni progettuali, fasi di realizzazione e costi preventivati per tipologia di spesa e predisposizione piano operativo delle azioni progettuali riferito alla prima annualità di sperimentazione; entro aprile 2011: stipula delle convenzioni annuali con i soggetti esecutori dei progetti sperimentali e assegnazione dei fondi relativi alla prima annualità di sperimentazione; entro gennaio 2012: verifica andamento progetti con i soggetti gestori degli stessi e predisposizione piano operativo delle azioni progettuali riferito alla seconda annualità di sperimentazione; entro aprile 2012: stipula delle convenzioni annuali con i soggetti esecutori dei progetti sperimentali e assegnazione dei fondi relativi alla seconda annualità di sperimentazione a seguito di concessione del finanziamento regionale;

3 entro gennaio 2013: verifica andamento progetti con i soggetti gestori degli stessi e predisposizione piano operativo delle azioni progettuali riferito alla terza annualità di sperimentazione; entro aprile 2013: stipula delle convenzioni annuali con i soggetti esecutori dei progetti sperimentali e assegnazione dei fondi relativi alla terza annualità di sperimentazione a seguito di concessione del finanziamento regionale; Modalità di concertazione con i diversi soggetti pubblici e privati del territorio (indicare anche quali soggetti sono stati coinvolti per l'esecuzione) A seguito dell approvazione preliminare con delibera della Giunta Regionale n del del nuovo Regolamento per la definizione dei criteri e delle modalità di finanziamento alle Province dei programmi triennali finalizzati alla sperimentazione di modelli organizzativi innovativi degli interventi e dei servizi di rete rivolti alle persone disabili, in attuazione dell articolo 21, comma 3, della legge regionale 25 settembre 1996, n. 41 è stato promosso in data un incontro pubblico rivolto ai referenti politici e tecnici degli enti che si occupano di servizi alla disabilità sul territorio provinciale e ai referenti delle associazioni di disabili della provincia. Nel corso di tale incontro sono stati illustrati gli obiettivi strategici regionali riferiti al triennio e i partecipanti, a seguito di una condivisione sui criteri e sulle modalità operativa che la Provincia di Udine intendeva adottare per la definizione del programma di sperimentazione, sono stati invitate a presentare le proprie proposte di intervento entro la metà di gennaio. Le proposte di sperimentazione afferenti gli obiettivi strategici regionali e declinate negli obiettivi di piano sopra riportati sono state accorpate in modo organico nel presente piano a seguito di alcuni incontri tecnici con i referenti dei seguenti soggetti gestori che saranno direttamente coinvolti nell esecuzione del piano stesso: - Provincia di Udine Area Funzionale Mobilità e Sicurezza stradale Servizio Trasporti; - Azienda per i Servizi Sanitari n. 3 Alto Friuli ; - Azienda per i Servizi Sanitari n. 4 Medio Friuli ; - Azienda per i Servizi Sanitari n. 5 Bassa Friulana ; - Ambito distrettuale dell Udinese; - Comunità Piergiorgio onlus Udine. In fase di attuazione del piano sperimentale provinciale si promuoveranno ulteriori incontri pubblici di restituzione al territorio delle attività in corso di realizzazione e degli obiettivi conseguiti.

4 Soggetti esecutori del piano sperimentale provinciale e obiettivi di riferimento: PIANO SPERIMENTALE PROVINCIALE DISABILITA (L.R. 41/96 ARTT. 5 21) art. 11 co. 1 punto a) domiciliarita dei disabili art. 11 co. 1 punto b) sostegno alle famiglie dei disabili art. 11 co. 1 punto c) modalità innovative di trasporto dei disabili obiettivo a.1 A.S.S. n. 3 Alto Friuli obiettivo b.1 A.S.S. n. 3 Alto Friuli Comunità Piergiorgio onlus obiettivo c.1 Provincia di Udine Servizio Trasporti obiettivo b.2 A.S.S. n. 5 Bassa Friulana Ambito distrettuale Udinese obiettivo b.3 A.S.S. n. 5 Bassa Friulana obiettivo b.4

5 PIANO FINANZIARIO FONTI DI FINANZIAMENTO finanziamento Regionale art. 21 L.R. 41/96 fondi provinciali e dei soggetti gestori Totale spesa preventivata ai fini della richiesta di contributo ANNO 2011 ANNO 2012 ANNO 2013 TOTALE FONTE DI FINANZIAMENTO , , , , , , , , , , , ,14 contribuzione utenza , , , ,00 Totale costo complessivo , , , ,14 SISTEMA DI MONITORAGGIO E VERIFICA Nel contesto del piano provinciale sperimentale per il triennio verrà attivata un azione di sistema che riguarderà il monitoraggio dei progetti sperimentali in fase di attuazione. Il monitoraggio verrà effettuato mediante l adozione degli strumenti concordati in sede di Gruppo tecnico regionale, come previsto dall art. 9 del Regolamento, e prevederà le seguenti scadenze: entro marzo 2011: valutazione ex ante per la definizione dei risultati attesi e la rilevazione a preventivo degli indicatori di risultato e del quadro economico afferenti ai singoli progetti; entro marzo 2012: monitoraggio relativo alla prima annualità di sperimentazione con rilevazione al degli indicatori di risultato e degli indicatori economici; entro marzo 2013: monitoraggio relativo alle prime due annualità di sperimentazione con rilevazione al degli indicatori di risultato e degli indicatori economici; entro marzo 2014: monitoraggio conclusivo relativo al triennio di sperimentazione con rilevazione al degli indicatori di risultato e degli indicatori economici.

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