RIVISTA ITALIANA DI ECONOMIA DEMOGRAFIA E STATISTICA

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "RIVISTA ITALIANA DI ECONOMIA DEMOGRAFIA E STATISTICA"

Transcript

1 VOLUME LXII NN. 2-4 APRILE-DICEMBRE 2008 RIVISTA ITALIANA DI ECONOMIA DEMOGRAFIA E STATISTICA COMITATO SCIENTIFICO Prof. LUIGI DI COMITE, Prof. FRANCESCO FORTE, Prof. GIOVANNI MARIA GIORGI Prof. VINCENZO LO JACONO, Prof. MARCELLO NATALE, Prof. ALBERTO QUADRIO CURZIO Prof. GIOVANNI SOMOGYI COMITATO DI DIREZIONE Prof. PIETRO BUSETTA, Prof. CATELLO COSENZA, Prof.ssa SILVANA SCHIFINI D ANDREA Prof. SALVATORE STROZZA, Prof. SILIO RIGATTI LUCHINI DIRETTORE Prof. ENRICO DEL COLLE REDAZIONE Dott. GIOVANNI CARIANI, Redattore capo Dott. CLAUDIO CECCARELLI, Dott. ANDREA CICCARELLI, Dott.ssa PAOLA GIACOMELLO Prof.ssa ANNA PATERNO, Dott.ssa ANGELA SILVESTRINI GABRIELLA BERNABEI, Segretaria di Redazione Direzione, Redazione e Amministrazione Piazza Tommaso de Cristoforis, ROMA TEL. e FAX

2 Stampato da CLEUP sc Coop. Libraria Editrice Università di Padova Via G. Belzoni, 118/3 Padova (Tel. 049/650261)

3 INDICE In questo numero 7 RELAZIONI Onofrio Amoruso, Antonella Rinella, Geopolitica del Mediterraneo: iniziative locali e nuove centralità Youssef Courbage, Perspectives des politiques migratoires en europe a l epreuve de la demographie des deux rives de la mediterranee Vittorio Daniele, Paolo Malanima, Divari di sviluppo e crescita nel Mediterraneo Carlos De Cueto Nogueras, Victoria Eugenia Novoa Buitrago, La influencia de la immigración en las politicas de reclutamiento militar en España Bodo Freund, The mediterranean region from german angles glances at geography, journalism and political science Oscar Garavello, Gli accordi euro-mediterranei verso la zona di libero scambio: il work programme di metà percorso Anna Maria Lazzarino Del Grosso, L Unione Europea e le culture politiche del Mediterraneo Milosav Milosavljević, Poverty in Serbia Eros Moretti, L integrazione economica e sociale degli immigrati albanesi 175

4 Antonio Murolo, Sostenibilità dello sviluppo economico nel Mediterraneo Silvana Schifini D Andrea, Percezione della povertà e dell esclusione sociale nei Paesi mediterranei dell Unione Europea Gheorghe Stoica, La Romania, Bulgaria e il mar Nero; il loro ruolo nell Unione europea 239 COMUNICAZIONI Anna Maria Altavilla, Maurizio Mondello, Analisi della mortalità per causa nell area a rischio ambientale di Milazzo 251 Francesco Antonio Anselmi, Turismo sostenibile e sviluppo economico territoriale 259 Fabrizio Antolini, Francesca Petrei, L indicatore di situazione economica è un indicatore di povertà? Vincenzo Asero, Venera Tomaselli, Specializzazione dell offerta e strutturazione della spesa turistica Giuseppe Avena, Romana Gargano, Indagine conoscitiva sulle abitudini e propensioni alla lettura degli studenti universitari di Editoria e Giornalismo Giuseppe Avena, Santina Pilato, Demetrio De Domenico, Strumenti di statistica testuale e text mining per l analisi di articoli sulla contaminazione delle mozzarelle in Campania Pietro Busetta, Dario Corso, Il mercato del lavoro in Italia e l effetto scoraggiamento 303 Erika Calabrese, Angela Coscarelli, La fecondità delle donne egiziane: un analisi empirica.. 311

5 Erika Calabrese, Angela Coscarelli, Andrea Filella, Partenariato euromediterraneo: obiettivi da raggiungere ed opportunità da cogliere Francesco Chelli, Chiara Gigliarano, Elvio Mattioli, Heterogeneity in household consumptions: the case of Marche Region. 327 Andrea Ciccarelli, Tatiana Gaborin, Politiche di sviluppo e processi di convergenza delle regioni italiane del Mezzogiorno 335 Rosario D Agata, Venera Tomaselli, La localizzazione del comportamento elettorale. Una proposta metodologica per l analisi territoriale dei dati Giuseppe De Bartolo, Manuela Stranges, Stime della fecondità delle straniere in Italia per nazionalità attraverso l applicazione di funzioni matematiche. 351 Enrico Del Colle, Eleonora Scarsella, Flussi turistici effettivi nella regione Abruzzo: un tentativo di misura. 359 Roberto Gismondi, Patrizia Perini, Massimo Alfonso Russo, Variazioni climatiche ed effetti sul turismo interno in Italia. 367 Filippo Grasso, Maria Elisabetta Azzarà, Valutazione dei consumi delle famiglie nelle politiche territoriali Pietro Iaquinta, Alcuni aspetti dei sinistri stradali nella Provincia di Cosenza Letizia La Tona, Angela Alibrandi, The use of hierarchical models for the building abusiveness study. 393 Massimiliano Mascherini, Daniele Vidoni, Caratteristiche della partecipazione sociale in Europa: il caso dell Europa mediterranea 401 Elena Pirani, Silvana Schifini D Andrea, Differenze regionali nei processi di esclusione sociale nell Europa mediterranea Giovanni Portoso, Rilievi ed osservazioni sulla massimizzazione del Chi quadrato

6 Angela Silvestrini, Alcune considerazioni sulla possibile integrazione dei dati derivanti dalle rilevazioni correnti per la stima di alcune caratteristiche dei minori stranieri in Italia Valeria Silvestri, Alessandro Polli, Migrazioni ambientali e unione europea. Quale protezione? Domenico Summo, Tommaso Pepe, Eterogeneità economica tra i paesi del partenariato euro-mediterraneo 443 Informazioni generali, informazioni per gli Autori e regole per la composizione dei testi

7 IN QUESTO NUMERO In questo volume della rivista figurano i contributi presentati in occasione della XLV Riunione scientifica della Società Italiana di Economia Demografia e Statistica tenutasi a Bari dal 29 al 31 maggio 2008 organizzata in collaborazione con il Dipartimento per lo Studio delle Società Mediterranee (DSSM) dell Università di Bari e dedicata alla Geopolitica del Mediterraneo. La riunione si è aperta nel pomeriggio di giovedì 29 maggio con i saluti delle Autorità e la presentazione, da parte del Presidente della SIEDS, dell organizzazione e dei contenuti delle sessioni nelle quali è stata articolata la riunione scientifica. Nella prima parte del volume sono riportate, in ordine alfabetico del cognome dell Autore o del primo degli Autori, le relazioni pervenute alla Redazione della Rivista. In particolare nella relazione di Onofrio Amoruso e Antonella Rinella è evidenziato come, la cooperazione decentrata ha consentito alle Regioni di diventare soggetti sempre più presenti nell ambito delle relazioni internazionali attraverso il coinvolgimento nel mosaico internazionale dei governi sub-nazionali. Youssef Courbage nel suo lavoro evidenzia come il Maghreb stia divenendo una delle principali fonti dell emigrazione internazionale mondiale creando comunità in tutto il mondo. Nella loro relazione Vittorio Daniele e Paolo Malanima delineano il quadro delle disuguaglianze di sviluppo nel contesto del Mediterraneo in una prospettiva globale valutando le prospettive per il prossimo futuro in base alle tendenze degli ultimi anni. Carlos De Cueto Nogueras e Victoria Eugenia Novoa Buitrago nel loro contributo analizzano le tendenze demografiche per i prossimi anni dei giovani di entrambi i generi, sia spagnoli che stranieri, in età compresa tra i 15 e i 29 anni valutandone l impatto nel servizio militare spagnolo. Nel suo lavoro Bodo Freund evidenzia i differenti modi di intendere il Mediterraneo dal punto di vista dei geografi, dei media e della scienza politica.

8 Oscar Garavello, prendendo spunto dagli accordi euro-mediterranei della Conferenza di Barcellona del 1995 ed a solo due anni dalla prevista entrata in vigore della relativa zona di libero scambio prevista per il 2010, mette in luce nel suo contributo quelle forze che maggiormente impediscono alla zona di libero scambio di procedure con la velocità prefissata. Anna Maria Lazzarino Del Grosso nella sua relazione svolge alcune considerazioni sul ruolo delle culture politiche del Mediterraneo nelle varie Tappe del processo di collaborazione e integrazione euro mediterranea. Nel suo lavoro Milosav Milosavljević analizza le principali caratteristiche, aspetti e specificità della povertà in Serbia evidenziando le attuali strategie, le politiche e le misure per affrontarla. Eros Moretti nel suo contributo presenta un quadro dell immigrazione albanese nel nostro Paese con alcuni riferimenti alla Regione Marche. Nel suo lavoro Antonio Murolo evidenzia come lo sviluppo sostenibile debba essere inquadrato in un ottica più ampia che tenga conto anche dell equità, dei diritti civili, della cultura e, più in generale, di tutti gli aspetti che caratterizzano lo sviluppo umano. L obiettivo della relazione di Silvana Schifini D Andrea, con riferimento all indagine Eurobarometro, è quello di definire e caratterizzare il contenuto delle numerose espressioni correntemente utilizzate nei diversi Stati europei per studiare le differenze socio-economiche con particolare riguardo al significato di povertà ed esclusione sociale. Infine Gheorghe Stoica nel suo contributo si sofferma sul ruolo nell Unione Europea della Romania e della Bulgaria e sulle conseguenze dell allargamento della UE verso i Paesi dell Est europeo. Nella seconda parte del volume è riportata, in ordine alfabetico del cognome dell Autore o del primo degli Autori, una selezione delle Comunicazioni dei Soci che trattano principalmente argomenti di demografia ed economia, alcuni dei quali legati al tema della riunione scientifica. Luigi Di Comite Enrico Del Colle

9 R E L A Z I O N I

10

11 Rivista Italiana di Economia Demografia e Statistica Volume LXII nn. 2-4 Aprile-Dicembre 2008 GEOPOLITICA DEL MEDITERRANEO: INIZIATIVE LOCALI E NUOVE CENTRALITA Onofrio Amoruso, Antonella Rinella 1. Prossimità e cooperazione tra gli attori Nelle società pluraliste i processi decisionali sono sempre più il frutto di complessi meccanismi d interazione tra centri di potere diversi, ciascuno dotato di risorse specifiche e operante a scale differenti, indissolubilmente legati alla dimensione territoriale. Sono reti di soggetti che pur avendo interessi diversificati sono accomunati da obiettivi comuni e sussistono in funzione del sussistere di condizioni di prossimità anche territoriale. A questi, e ai sistemi territoriali di cui fanno parte, può essere corretto attribuire lo status di attori collettivi; essi condividono progetti e attivano azioni collaborative/cooperative per la loro realizzazione. In tal modo, si afferma la cooperazione decentrata che rappresenta, l emergere di una logica d azione che non solo segna il riconoscimento della pluralità ed eterogeneità degli attori dello sviluppo, ma trasforma anche le relazioni che tra loro intercorrono, inserendole in un ottica nuova di concertazione, coordinamento e co-sviluppo. Essa, inoltre, rappresenta un alternativa alle abituali forme di collaborazione internazionale, una forma di espressione pluralizzata della politica estera e, contemporaneamente, s identifica sempre più con i processi di sviluppo endogeno e auto centrato riferiti alla scala locale. Secondo Boswell (1990; cit. in Salone, 2007, p. 38), una trama inestricabile di riconoscimenti, affiliazioni e connessioni legherebbe le organizzazioni economiche e gli individui al loro interno con la società, il governo e gli interessi pubblici, attivamente e con continuità, ma anche con elasticità e in coerenza con scelte decentrate. Lo stesso autore fornisce un modello esplicativo della cooperazione fondato su un certo numero di forze-chiave : di natura istituzionale, relative cioè alle strutture economiche e sociopolitiche, di natura attitudinale, inerenti il sistema dei valori e delle credenze degli individui, e di natura congiunturale, connesse con eventi storici capaci di catalizzare e condizionare i comportamenti sociali (ibidem, p. 39). Dal punto di vista economico, infine, la cooperazione può essere definita come un aggregato di processi attraverso i quali le unità di decisione economica collaborano liberamente tra loro e con gruppi esterni o il governo in nome dell interesse pubblico (ibidem, p. 38).

12 12 Volume LXII nn. 2-4 Aprile-Dicembre 2008 La cooperazione decentrata si distingue per alcune specificità: -la pluralità, vale a dire la presenza di geometrie variabili di attori; -la multidimensionalità delle reti; -la prossimità geografica degli interventi; -la processualità che mira a superare le asimmetrie esistenti tra i partners attraverso l implementazione di circoli virtuosi di empowerment dei più fragili e di disempowerment dei più forti. Una caratteristica tipica della cooperazione decentrata è la rilevanza attribuita, nella programmazione e nella costruzione dei progetti, al concetto di prossimità geografica, posta come conditio sine qua non nelle diverse strategie d intervento. L idea di prossimità rappresenta uno snodo fondamentale nell impalcatura esplicativa costruita dalle scienze urbane e regionali, anche se non è condizione sufficiente perché tale vantaggio si manifesti, ma occorre una combinazione di prossimità organizzativa e di prossimità istituzionale. Intorno ad essa ruotano due verità: la prima s identifica con le interpretazioni neo-marchalliane dello sviluppo economico: esso è visto come un fenomeno che si manifesta in ispessimenti localizzati di attività; la seconda assume che alla scala locale le relazioni tra le imprese siano armoniose e che le società locali siano comunità felici (Oinas,2002). Oggi s insiste con una certa enfasi sulle virtù economiche e sociali della prossimità e sui processi cooperativi come modalità prevalenti di relazione tra gli attori alla scala locale; questi elementi rappresentano il meccanismo fondamentale per comprendere e guidare le politiche di sviluppo territoriale. Rispetto alle esperienze di sviluppo locale, i meccanismi della cooperazione, quindi, sussistono anche per il fatto che si dispiegano all interno di un tessuto di relazioni socialmente e territorialmente fondate, che, attraverso la costruzione di una fitta rete di relazioni in grado di tracciare percorsi di collaborazione stabili tra soggetti omologhi, consente sia il coinvolgimento di un maggior numero di attori istituzionali e di stakeholders, sia la sostenibilità dei singoli progetti. Le politiche di cooperazione, infatti, non si sviluppano più attraverso pratiche di tipo assistenziale tra soggetti posti inevitabilmente su piani differenti, spesso incapaci o restii a comunicare tra loro, ma attraverso un rapporto solido, basato sul partenariato, che stimola e rafforza il dialogo. I partenariati territoriali sono, infatti, delle forme di regolazione dei rapporti tra pari e come tali prevedono un sistema di multilevel governance (Grieco, Lenci, 1999; Tommasoli, 2002). L altra componente fondamentale della cooperazione decentrata è la processualità; essa contribuisce a fornire una nuova lettura dello sviluppo che guarda all importanza del processo (process oriented) piuttosto che al singolo progetto (product oriented). Il processo compete alla comunità coinvolta contribuendo a rafforzare il dialogo e la collaborazione tra i vari soggetti che compongono la società e ne fa emergere la capacity development (intesa come abilità di individui e organizzazioni a svolgere in modo efficace, efficiente e sostenibile funzioni relative ad attività di base indirizzate alla soluzione di

13 Rivista Italiana di Economia Demografia e Statistica 13 problemi, alla definizione e raggiungimento di obiettivi e all individuazione delle proprie esigenze di sviluppo). L analisi di questi elementi contribuisce a tracciare una linea di demarcazione tra cooperazione decentrata e cooperazione allo sviluppo tout court, evidenziando la tendenza della prima a privilegiare, in un ottica tipicamente europeista, la microprogettazione, con un approccio per processo e non più per progetto (Parlamento Europeo, 1998). Un altro aspetto innovativo della cooperazione decentrata si lega al concetto di paradiplomazia che, negli ultimi anni, ha consentito alle regioni di diventare sempre più presenti nell ambito delle relazioni internazionali attraverso il coinvolgimento dei governi sub-nazionali nel mosaico internazionale. Il progressivo decentramento di competenze, risorse e rappresentatività, dovuto alle trasformazioni profonde che ridisegnano il quadro politico e le forme di rappresentanza, è caratterizzato dalla tendenza allo spostamento di funzioni specifiche verso settori e livelli territoriali diversi, riservando allo stato centrale il ruolo di regolatore delle autonomie di vario ordine e natura; ciò ridefinisce ed allarga la partecipazione cittadina alimentando una crescita significativa di forme di co-progettazione o progettazione partecipata soprattutto nell area delle politiche sociali. In particolare, la modifica del Titolo V, parte seconda della Costituzione e la legge 131 del 2003, porta al riconoscimento di un vero e proprio potere estero delle Regioni, vale a dire riconosce a queste la legittimità a stabilire accordi con Stati e intese con enti territoriali interni ad altri Stati pur riservando allo Stato centrale le competenze esclusive in tema di politica estera. Il decentramento si rivela, pertanto, parte di un processo più ampio che, attraverso la pluralizzazione dei soggetti, vede l emergere di forme diverse di organizzazione, nuove e non, congiuntamente con la crisi dello Stato nazione. Il contatto tra gli Stati, non avviene più solo ed esclusivamente a livello centrale e governativo ma anche ad un livello trasversale grazie a persone, idee, mezzi di comunicazione, forum, associazioni, tavoli di discussione. In questa prospettiva definita glocale si avvia un processo di ridefinizione sociale, politico e progettuale d azione e insieme di pensiero e di idee. Si propone la creazione di un sistema internazionale -parallelo e complementare a quello esistente- rappresentato da un mosaico di città basato sul bilanciamento di identità, culture e interessi e non meramente sul bilanciamento del potere degli stati-nazione (CERFE, 2003). In questo quadro, la crescita della paradiplomazia delle Regioni ha avuto un primo importante incubatore nella UE che ha contribuito ad originare gran parte delle relazioni estere delle autorità sub statali promuovendo e sostenendo la partecipazione delle regioni alle politiche di cooperazione (Finn, 2000). Una manifestazione istituzionale del nuovo ruolo delle autorità sub statali è rappresentata dal Comitato delle Regioni; questo, pur essendo solo un organo

14 14 Volume LXII nn. 2-4 Aprile-Dicembre 2008 consultivo esercita un azione di lobby politica laddove è riconosciuta una competenza delle Regioni e degli enti locali soprattutto in tema di politica di coesione economica e sociale, di sviluppo sostenibile e di cultura. Il ruolo delle Regioni e degli enti locali è sostenuto, inoltre, dal Consiglio d Europa che ha contribuito a definire la figura delle Euroregioni. Esse sono una forma di paradiplomazia che cerca di rispondere in modo duraturo e secondo piani strategici, attraverso la creazione di nuove forme di governance, a specifiche problematiche ed opportunità di sviluppo trans regionale. Le Euroregioni sono il prodotto delle crescenti interdipendenze e delle limitate capacità di risposta degli Stati e delle organizzazioni internazionali riguardo gli effetti locali delle questioni globali. In questa prospettiva, le Regioni si stanno evolvendo come centri vitali della regolazione economica e dell autorità politica e, come corollario, stanno divenendo il quadro di riferimento per nuovi tipi di comunità sociale e per nuovi approcci a questioni pratiche legate alla cittadinanza e alla democrazia (Barbarella, 1998). 2. I modelli di cooperazione decentrata delle regioni italiane La politica di cooperazione decentrata delle Regioni e delle province autonome delinea due modelli tipici : quello aperto e quello integrato. Il modello aperto viene utilizzato dalla Lombardia, Sardegna e Trentino-Alto Adige e si traduce nell assenza di un ruolo guida e di un potere d indirizzo dell ente; di conseguenza, le Regioni non hanno vincoli nella programmazione delle azioni di cooperazione non presentandosi ambiti geografici e tematici di interesse regionale. L ente regionale, pertanto, svolge compiti di coordinamento e di programmazione, mette a disposizione i fondi ne controlla l utilizzo ma non gestisce direttamente la cooperazione. La quasi totalità delle risorse viene distribuita a ONG e altre associazioni per l esecuzione di progetti di cooperazione di diverso tipo e in diversi paesi; tale apertura risponde al particolare dinamismo delle ONG e delle associazioni territoriali, di conseguenza nel modello di cooperazione aperto non vi è una forte valorizzazione del ruolo dell Ente locale e al contempo si registra l assenza di una programmazione regionale strategica per Paese o per settore ( solo la Sicilia, adottando il criterio della prossimità geografica, recentemente concentra i propri interventi verso la sponda Sud del Mediterraneo: Marocco e Tunisia). Il modello integrato viene adottato dal Piemonte, Toscana, Veneto e in parte dalla Liguria, Emilia-Romagna e, più recentemente, dalla Puglia. Con questo modello l ente regionale ha un potere d indirizzo rilevante sia perché vincola una importante quota di risorse verso iniziative d interesse regionale (Veneto soprattutto, ma anche Puglia), sia perché vengono fissati dei criteri che orientano l azione dei soggetti del territorio verso priorità geografiche e/o tematiche al fine di promuovere aggregazioni di enti diversi. Per es. il Veneto, la Liguria e la Toscana

15 Rivista Italiana di Economia Demografia e Statistica 15 fanno esplicito riferimento all esigenza di creare un sistema di attori coinvolti funzionalmente nella cooperazione decentrata al fine di valorizzare le eccellenze del territorio. In sintesi, gli elementi che caratterizzano il modello integrato sono: - la definizione stretta delle priorità geografiche e tematiche; - l importanza delle iniziative regionali; - l interesse a creare un sistema regionale per la cooperazione; -la rilevanza dei criteri di selezione di progetti/attori; -il crescente potere d intervento-coordinamento della regione. L analisi delle caratteristiche regionali della cooperazione decentrata consente di delineare il ruolo attuale dell ente regione in questo tipo di politica. Significativo è il passaggio dalla semplice distribuzione di contributi al sostegno di progetti promossi da attori del territorio e integrati in una programmazione regionale sempre più articolata e definita. Ciò corrisponde all esigenza di qualificare la cooperazione decentrata come cooperazione tra sistemi territoriali attraverso la costruzione di più ampi partenariati; tale approccio, più sistematico e integrato, promuove lo sviluppo locale e trans locale tra partner territoriali del Sud e del Nord. La Regione assume, dunque, un ruolo politico nuovo di regia o di guida : approva leggi regionali ad hoc sulla cooperazione e nei programmi, nei piani annuali e nei bandi fissa le priorità geografiche e tematiche d interesse regionale e gli incentivi per la promozione di partenariati tra soggetti diversi, in particolare del terzo settore e del mondo imprenditoriale. Se dunque inizialmente la politica regionale di cooperazione decentrata prevedeva la semplice contribuzione a progetti selezionati con criteri larghi, ora le Regioni cercano di promuovere e articolare, in modo più o meno guidato e concertato, progetti di consorzi di reti e programmi integrati d intervento. Il ruolo regionale non si esaurisce,quindi, nell esercizio di alcune fasi della metodologia del ciclo del progetto ma cerca d integrarlo nel processo del dialogo politico sviluppando alcune funzioni: quella relativa alle relazioni internazionali (paradiplomazia) e quella di programmazione e valutazione non solo dei singoli progetti ma dei risultati complessivi rispetto ai protocolli d intesa stipulati. Questo approccio favorisce una maggiore ownership da parte dei partner, i quali possono esercitare con maggior forza la loro voce e sostenere i propri bisogni e interessi in una visione concertata e, per quanto possibile, comune dello sviluppo. In tal modo si contribuisce al rafforzamento dei processi di decentramento e al coordinamento in loco delle diverse iniziative. I partner locali acquisiscono capacità per esercitare la ownership e negoziare con il governo centrale il riconoscimento politico di un ruolo più rilevante per lo sviluppo locale; grazie all aumento delle loro competenze assumono l impegno di coordinare le diverse forme di cooperazione (decentrata e non) in piani integrati di sviluppo locale (Viesti, Prota, 2005). Pertanto, i Paesi (le regioni e le municipalità) partner non chiedono più solo finanziamenti su iniziative singole progettuali, ma

16 16 Volume LXII nn. 2-4 Aprile-Dicembre 2008 impegni di medio e lungo periodo e di confronto sulla programmazione per lo sviluppo locale e per far crescere i rapporti trans locali. Un aspetto di grande rilevanza per il futuro delle politiche estere delle Regioni riguarda la crescente convergenza tra la cooperazione decentrata e la cooperazione territoriale. Per la prima volta, infatti, in una politica esterna quale quella di vicinato (o di prossimità) e di pre-adesione, si assume implicitamente il principio della sussidiarietà verticale prevedendo una nuova linea di azione per la cooperazione transfrontaliera e transnazionale delle Autonomie locali. In questo modo, una politica interna alla UE si estende al raggio di azione della politica esterna: l esperienza e la metodologia del programma di iniziativa comunitaria INTERREG ( che peraltro si fonda sul principio del partenariato) viene aperta alla partecipazione delle Autonomie locali dei paesi vicini e in pre-adesione. Per la prima volta, quindi, le Regioni vengono riconosciute come portatrici di un valore aggiunto specifico per la cooperazione trans-locale che si esprime nella formazione di partenariati territoriali. In questo modo la metodologia della cooperazione territoriale, che viene dalla politica interna di sviluppo regionale, interagisce con quella della cooperazione decentrata, che deriva dalla politica esterna di cooperazione allo sviluppo e le Regioni vedono un opportunità per internazionalizzare l amministrazione e gli attori del proprio territorio, cercando contemporaneamente di rispondere alle esigenze di sviluppo dei partner esterni. Un ultimo aspetto significativo, che emerge dall analisi delle politiche regionali, sta nell individuazione di priorità geografiche (al di là dei sempre più rari modelli aperti) e delle priorità tematiche. In riferimento alle prime si rilevano le concentrazioni geografiche delle attività sostenute da numerose regioni nell area della ex Jugoslavia, in Albania e nel Mediterraneo (in particolare Palestina, Marocco e Tunisia), evidenziando le nuove direttrici geografiche della cooperazione decentrata, orientate soprattutto verso il Mediterraneo e i Balcani occidentali. In queste aree geografiche, infatti, risulta più semplice e naturale per le Autonomie locali, soprattutto per le Regioni, intrecciare la cooperazione decentrata con la paradiplomazia, l internazionalizzazione con il marketing territoriale, in un ottica di co-sviluppo. Per quanto riguarda le priorità tematiche la maggior parte degli interventi (riusciti) si è concentrata sui progetti di formazione per lo sviluppo delle risorse umane, nel campo sociale (educativo e sanitario), con particolare attenzione al ruolo della donna e all infanzia, nelle attività per lo sviluppo della piccola impresa.

17 Rivista Italiana di Economia Demografia e Statistica Il ruolo e l azione della Regione Puglia nella cooperazione decentrata 1 L affermarsi della paradiplomazia e delle funzioni estere delle regioni da un lato, e l articolazione della politica di prossimità dell UE dall altro, hanno portato l attuale amministrazione della Regione Puglia a ripensare la propria azione internazionale. A tal fine, nel 2005, la neoeletta Giunta avvia un percorso di sperimentazione istituzionale, creando un assessorato ad hoc con delega al Mediterraneo, con lo scopo di promuovere e sviluppare la cooperazione economica, sociale e culturale e di sostenere le iniziative di pace e di dialogo tra i popoli. Il Piano Regionale per l Internazionalizzazione della Regione Puglia (PRINT) costituisce il documento di programmazione delle politiche internazionali a livello regionale, con l intento di creare un sistema regionale capace di coordinare le politiche regionali con quelle centrali e di armonizzare tutte le iniziative di internazionalizzazione della regione. Uno degli aspetti più innovativi della strategia regionale è quello di aver messo al centro del processo il territorio. Questi processi postulano una considerazione diversa del ruolo del territorio: da sfondo inerte o, al più, serbatoio di esternalità, esso tende ad assumere una capacità attiva di fronte alle sfide dello sviluppo economico. La scoperta delle differenze, a sua volta, sottolinea la varietà dei percorsi di valorizzazione regionale, che si reggono sull identità irripetibile dei sistemi economici regionali. Tale ottica determina il passaggio dall approccio tradizionale, limitato alla mera instaurazione dei rapporti commerciali e alla realizzazione di interventi una tantum, ad uno nuovo imperniato sulla necessità di fare sistema e sulla coesione degli interventi in campo economico, culturale e sociale. L elemento centrale dell azione pubblica regionale diviene il patrimonio culturale locale in cui gli aspetti economici, sociali, istituzionali coesistono organicamente; di conseguenza, la strategia regionale promuove azioni tese alla riscoperta del valore intrinseco del territorio e alla coniugazione di esso con lo sviluppo locale. Attraverso nuove linee programmatiche la Regione Puglia comprende la necessità di scoprire l identità locale aprendosi ai processi di co-sviluppo. Il milieu, teorizzato dalla teoria dei sistemi locali territoriali, non solo si caratterizza come patrimonio cognitivo, ma si qualifica anche per la sua particolare densità. La varietà dei percorsi di sviluppo, d altra parte, è anch essa funzione della dotazione del milieu ma dipende anche da un altro aspetto, tradizionalmente trascurato dalle teorie dello sviluppo regionale, rappresentato dalla società locale, intesa come attori variamente interagenti tra loro 1 Il paragrafo 3 è di Antonella Rinella.

18 18 Volume LXII nn. 2-4 Aprile-Dicembre 2008 e come insieme di istituzioni. Si tratta di due elementi che, sulla base di processi di interazione mediati dalla dimensione territoriale, concorrono a costituire quei beni relazionali (Storper,1997) che rappresentano il cardine dell autonomia locale, del suo vantaggio competitivo e delle sue politiche di sviluppo. La natura dei profondi legami storici, culturali, sociali ed economici dei popoli del Mediterraneo, supportata dalla prossimità geografica, porta alla riconsiderazione dello spazio mediterraneo, il quale diventa oggetto di sperimentazione delle pratiche di cooperazione (La Puglia nel Mediterraneo, un mare di opportunità è lo slogan che conferma l indirizzo intrapreso). Valori immateriali come la fiducia, la reciprocità, ecc. possono in ultima analisi essere ricondotti a quelli di prossimità culturale (storia comune e poste in gioco comuni) e non sono indipendenti da condizioni relazionali di tipo materiale come quelle garantite dalla prossimità fisica (il quadro locale come mediatore di valori comuni e di relazioni cooperative). Legami di fiducia come forme efficaci di coordinamento sociale in relazione all agire economico. Cooperazione, scambio e conflitto tra gli attori avvengono all interno di contesti territoriali specifici che rivestono pertanto il ruolo passivo di contenitori dell azione. Istruttiva appare la definizione di Badie (1995,p. 11) Il territorio non è un dato, ma un costrutto. Il suo uso come strumento dell azione politica corrisponde a una storia, a un insieme di invenzioni; il suo ruolo sociale non deriva da un imperativo, ma probabilmente da un mondo più condizionale. Il territorio, il luogo, non è dunque qualcosa d indipendente dall azione umana e nemmeno un mero risultato di questa; le pratiche soggettive che territorializzano lo spazio si esercitano su un insieme di elementi di natura materiale e immateriale e sono rese possibili da condizioni di prossimità. Queste relazioni sono quelle legate all interazione faccia a faccia e fondate su valori come la fiducia e la reciprocità. La sussistenza di reti locali stabili è garanzia stessa dell esistenza di un sistema locale territoriale e tale stabilità dipende dall abitudine a fare progetti in comune (Dematteis,2001,p.17). Questo modello prende in conto l inscindibilità della dimensione territoriale ma al contempo rende possibile l analisi e il trattamento separati delle diverse componenti che il modello riconosce come costitutive del sistema locale, di conseguenza evita gli errori della rappresentazione di un territorio senza attori, proprio della visione organicistica, e di attori senza territorio proprio di quella costruttivistica. La Regione, pertanto, diventa protagonista nella costruzione del processo di stabilizzazione e di democratizzazione dell area euro-mediterranea, collocandosi consapevolmente nel più ampio processo di Barcellona lanciato dell UE (Cassano, Zolo, 2007). In questo contesto, importante è la posizione della Puglia nel Corridoio Meridiano. Questo rappresenta l asse d interconnessione marittima tra Mediterraneo, Mar Nero e Balcani, e si configura come area naturale d incontro di

19 Rivista Italiana di Economia Demografia e Statistica 19 merci e persone tra il Nord e il Sud, tra l Est e l Ovest dell Europa; esso porterà alla costruzione, l ampliamento o miglioramento di porti e aeroporti, strade, ferrovie e reti di telecomunicazioni, configurandosi come uno dei futuri pilastri della cooperazione italo-balcanica (Paolini, ). Di pari passo, viene rivalutato il ruolo delle città, luoghi in cui è più forte l innovazione e dove le relazioni tra governi e amministrazioni locali sono più strette. In particolare, il ruolo internazionale delle città si esprime attraverso il rafforzamento e l ampliamento dei rapporti con città partners, l avvio di un rapporto sistematico con i soggetti del proprio territorio promuovendone la partecipazione alla definizione e alla realizzazione della cooperazione, l adesione a campagne e reti internazionali sui temi della pace e dello sviluppo, l individuazione di filoni di azioni sui quali concentrare le scarse risorse e capitalizzare il valore aggiunto, la formazione, la programmazione e la gestione dei servizi pubblici a livello locale, l educazione alla pace e alla interculturalità, la realizzazione di eventi politici e mediatici di alto livello per assumere visbilità e contribuire alla sensibilizzazione della cittadinanza anche attraverso programmi di educazione allo sviluppo nelle scuole. Passando all analisi delle azioni, occorre partire dalle tre leggi regionali che attualmente disciplinano ruoli ed impegni internazionali della Regione (- lr 20 del 2003; -lr 23 del 2000; lr 26 del 2000) e da una breve rassegna degli accordi siglati. Questi ultimi, in particolare, rappresentano una delle manifestazioni del potere estero delle Regioni. Nella fattispecie, la Regione Puglia ha partecipato a due Accordi di Programma Quadro (APQ) del Ministero degli Affari Esteri : il programma di sostegno alla cooperazione regionale con l area balcanica e il programma di sostegno alla cooperazione regionale con l area mediterranea. Questi due programmi sono destinati ad accrescere le capacità istituzionali (institutional capacity) della Regioni italiane, nell ambito dei processi di cooperazione internazionale, in virtù dei nuovi strumenti di prossimità quali l ENPI e l IPA. Nell ambito di questi due accordi, la Regione Puglia è responsabile di alcune macroaree d intervento.: la crescita socioeconomica nell area dei Balcani per la realizzazione di progetti nel settore agro-alimentare, agricolo, dello sviluppo rurale, del turismo e della pesca; il dialogo e la cultura nel Mediterraneo e nei Balcani attraverso interventi tesi alla creazione di reti per la valorizzazione e la gestione del patrimonio culturale materiale e immateriale, al rafforzamento della comunicazione e della formazione. Le azioni previste sono tese a favorire l internazionalizzazione dei sistemi territoriali nel Bacino del Mediterraneo e nell area balcanica, a predisporre il sistema Italia all area di libero scambio mediterranea prevista per il 2010, ad aiutare i sistemi regionali ad accedere con efficacia ai nuovi strumenti comunitari di assistenza esterna.

20 20 Volume LXII nn. 2-4 Aprile-Dicembre 2008 In particolare, l Accordo di Programma Quadro Paesi Mediterranei, riguarda la realizzazione di azioni di cooperazione internazionale di mutuo interesse da realizzare in favore dei Paesi della sponda Sud del Mediterraneo, in partnership con le Regioni e con altri soggetti pubblici e privati anche stranieri. Per l APQ Mediterraneo è prevista l attivazione di Tavoli di coordinamento degli interventi diretti verso i Paesi di prioritario interesse ( Egitto, Marocco, Algeria, Tunisia e Giordania). Responsabile dell attuazione è la Regione Sardegna, ma la Puglia, attraverso il settore Mediterraneo, ha assunto il ruolo di Regione coordinatrice degli interventi progettuali verso l Egitto ed è responsabile degli interventi per la linea tematica Dialogo e Cultura. Un esempio di buona prassi di cooperazione decentrata è, inoltre, il gemellaggio istituzionale-amministrativo, sviluppato nell ambito del programma PHARE, tra Italia e Turchia. La Regione Puglia, in questo programma pilota ha l importante ruolo di esportare il proprio modello di uso dei fondi comunitari, attraverso il coinvolgimento diretto dei propri funzionari, rafforzando le relazioni istituzionali e politiche con la Turchia. La novità di quest esperienza progettuale consiste nella creazione, condivisa dalle regioni italiane e da quelle turche, di strutture per lo sviluppo regionale (le Agenzie di sviluppo regionale) che gestiranno il coordinamento delle politiche di sviluppo migliorandone la capacità d integrazione. Infine, l azione strategica regionale verso i territori esteri si sta indirizzando, sempre più, verso i progetti Paese. Questi sono una modalità innovativa di progettazione territoriale integrata capace di indirizzare le risorse dedicate all internazionalizzazione verso settori e obiettivi specifici, di integrare le esperienze e i programmi dei diversi rami dell amministrazione regionale, di rendere concretamente trasversale la politica regionale di internazionalizzazione a tutte le politiche settoriali. Ogni progetto si articola in cinque fasi: 1) individuazione dei territori e dei settori verso cui indirizzare gli interventi pilota; 2) istruzione del dossier Paese attraverso l istituzione di tavoli tecnici e di concertazione che identificano le potenzialità, i bisogni, gli stakeholders, gli enti con cui costruire il partenariato; 3) realizzazione di missioni istituzionali all estero per intraprendere il percorso di conoscenza che attraverserà l intero progetto pilota; 4) creazione di un solido partenariato multilevel; 5)individuazione e definizione degli interventi progettuali a cui fanno seguito gli accordi istituzionali, commerciali e di assistenza tecnica. Le politiche della Regione Puglia, nell area maghrebina e nell area balcanica, testimoniano la volontà di perseguire una politica di pace, di democratizzazione, avviando processi partecipativi di co-sviluppo e tentando di codificare un modello pugliese di cooperazione internazionale. Attraverso l analisi della cornice programmatica si individua nella Regione Puglia un interlocutore importane, forse

Rivista Italiana di Economia Demografia e Statistica

Rivista Italiana di Economia Demografia e Statistica Volume LXV N. 1 Gennaio-Marzo 2011 Rivista Italiana di Economia Demografia e Statistica 1Organo della SOCIETÀ ITALIANA DI ECONOMIA DEMOGRAFIA E STATISTICA Società italiana di Economia Demografica e Statistica

Dettagli

Ridurre i divari tra il Nord e il Sud del mondo

Ridurre i divari tra il Nord e il Sud del mondo Ridurre i divari Il problema Fino alla fine degli anni sessanta, la cooperazione allo sviluppo si identificava esclusivamente con la cooperazione economica o con l aiuto umanitario di emergenza. Questa

Dettagli

LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO

LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO + DIREZIONE GENERALE PER LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO Coordinamento Cooperazione Universitaria LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO Criteri di orientamento e linee prioritarie per la cooperazione allo sviluppo

Dettagli

IL LABORATORIO SULLA RSI PER LA VAL D AGRI: IL CONTESTO, GLI OBIETTIVI, I TEMPI

IL LABORATORIO SULLA RSI PER LA VAL D AGRI: IL CONTESTO, GLI OBIETTIVI, I TEMPI LA RESPONSABILITÀ SOCIALE UN VOLANO PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE DEL TERRITORIO IL LABORATORIO SULLA RSI PER LA VAL D AGRI: IL CONTESTO, GLI OBIETTIVI, I TEMPI Lucia Briamonte M. Assunta D Oronzio Villa

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA. L anno 2008, il giorno 1 del mese di marzo presso il Comune di Trebisacce (CS) TRA PREMESSO CHE

PROTOCOLLO D INTESA. L anno 2008, il giorno 1 del mese di marzo presso il Comune di Trebisacce (CS) TRA PREMESSO CHE PROVINCIA PROVINCIA PROVINCIA PROVINCIA DI COSENZA DI LECCE DI MATERA DI TARANTO PROTOCOLLO D INTESA PER LA COSTITUZIONE DEL TAVOLO DI CONSULTAZIONE PERMANENTE TRA LE PROVINCE DEL GOLFO DI TARANTO (COSENZA,

Dettagli

EMPOWERMENT OF MIGRANT ASSOCIATIONS FOR CO-DEVELOPMENT Corso di formazione gratuito: ASSOCIAZIONI DI IMMIGRATI PER IL CO-SVILUPPO

EMPOWERMENT OF MIGRANT ASSOCIATIONS FOR CO-DEVELOPMENT Corso di formazione gratuito: ASSOCIAZIONI DI IMMIGRATI PER IL CO-SVILUPPO EMPOWERMENT OF MIGRANT ASSOCIATIONS FOR CO-DEVELOPMENT Corso di formazione gratuito: ASSOCIAZIONI DI IMMIGRATI PER IL CO-SVILUPPO Il corso di formazione, promosso dall Organizzazione Internazionale per

Dettagli

I beni culturali come volano della crescita economica e sociale. del territorio. 4. I beni culturali come volano della crescita economica e sociale

I beni culturali come volano della crescita economica e sociale. del territorio. 4. I beni culturali come volano della crescita economica e sociale I beni culturali Il problema I beni culturali un elemento di estremo rilievo per la crescita della cultura e della qualità della vita dei cittadini - possono favorire lo sviluppo di alcune iniziative economiche

Dettagli

Corso di formazione gratuito. ASSOCIAZIONI DI MIGRANTI PER IL CO-SVILUPPO A.MI.CO. Milano 2015

Corso di formazione gratuito. ASSOCIAZIONI DI MIGRANTI PER IL CO-SVILUPPO A.MI.CO. Milano 2015 Corso di formazione gratuito ASSOCIAZIONI DI MIGRANTI PER IL CO-SVILUPPO A.MI.CO. Milano 2015 Il corso di formazione Associazioni Migranti per il Co-sviluppo, promosso dall Organizzazione Internazionale

Dettagli

CONFINDUSTRIA - CGIL, CISL, UIL TAVOLO SU FORMAZIONE E VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE UMANE

CONFINDUSTRIA - CGIL, CISL, UIL TAVOLO SU FORMAZIONE E VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE UMANE Premessa CONFINDUSTRIA - CGIL, CISL, UIL TAVOLO SU FORMAZIONE E VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE UMANE La formazione è una delle leve cardine per il rilancio di un'efficace politica di sviluppo, dei diritti

Dettagli

CARTA DI INTENTI DELLA RETE ITALIANA DEI SISTEMI TERRITORIALI PER LO SVILUPPO UMANO ~ LA COOPERAZIONE

CARTA DI INTENTI DELLA RETE ITALIANA DEI SISTEMI TERRITORIALI PER LO SVILUPPO UMANO ~ LA COOPERAZIONE CARTA DI INTENTI DELLA RETE ITALIANA DEI SISTEMI TERRITORIALI PER LO SVILUPPO UMANO ~ LA COOPERAZIONE Nell'ambito dei lavori del 3 Forum "Territori in rete per lo sviluppo umano", che si è svolto a Sassari

Dettagli

RIVISTA ITALIANA DI ECONOMIA DEMOGRAFIA E STATISTICA

RIVISTA ITALIANA DI ECONOMIA DEMOGRAFIA E STATISTICA VOLUME LXIV NN. 1-2 GENNAIO- GIUGNO 2010 RIVISTA ITALIANA DI ECONOMIA DEMOGRAFIA E STATISTICA COMITATO SCIENTIFICO Prof. LUIGI DI COMITE, Prof. FRANCESCO FORTE, Prof. GIOVANNI MARIA GIORGI Prof. VINCENZO

Dettagli

Corso di formazione gratuito ASSOCIAZIONI DI MIGRANTI PER IL CO-SVILUPPO A.MI.CO.

Corso di formazione gratuito ASSOCIAZIONI DI MIGRANTI PER IL CO-SVILUPPO A.MI.CO. Corso di formazione gratuito ASSOCIAZIONI DI MIGRANTI PER IL CO-SVILUPPO A.MI.CO. Il corso di formazione Associazioni Migranti per il Co-sviluppo, promosso dall Organizzazione Internazionale per le Migrazioni

Dettagli

Il Piano di comunicazione

Il Piano di comunicazione Il Piano di comunicazione 23 lezione 11 novembre 2011 Cosa è un piano di comunicazione Il piano di comunicazione è uno strumento utilizzato da un organizzazione per programmare le proprie azioni di comunicazione

Dettagli

Manifesto delle Città Metropolitane italiane

Manifesto delle Città Metropolitane italiane Manifesto delle Città Metropolitane italiane Le aree metropolitane sono il motore delle economie nazionali e hanno un ruolo sempre più rilevante negli scenari economici, sociali e istituzionali globali.

Dettagli

LA SPERIMENTAZIONE DEI PIANI LOCALI GIOVANI Sintesi e informazioni

LA SPERIMENTAZIONE DEI PIANI LOCALI GIOVANI Sintesi e informazioni LA SPERIMENTAZIONE DEI PIANI LOCALI GIOVANI Sintesi e informazioni PREMESSA La sperimentazione dei Piani Locali Giovani ha la finalità di sostenere l azione degli enti locali nel campo delle politiche

Dettagli

Sviluppo sostenibile locale: Agenda 21 come processo partecipato e condiviso del nostro territorio

Sviluppo sostenibile locale: Agenda 21 come processo partecipato e condiviso del nostro territorio CoMoDo. Comunicare Moltiplica Doveri (art direction, grafica, fotografia Marco Tortoioli Ricci) Provincia di Terni in collaborazione con i Comuni della provincia Sviluppo sostenibile locale: Agenda 21

Dettagli

CONCLUSIONI CONFERENZA LIBERARE IL POTENZIALE DELL ECONOMIA SOCIALE PER LA CRESCITA EUROPEA: LA STRATEGIA DI ROMA.

CONCLUSIONI CONFERENZA LIBERARE IL POTENZIALE DELL ECONOMIA SOCIALE PER LA CRESCITA EUROPEA: LA STRATEGIA DI ROMA. CONCLUSIONI CONFERENZA LIBERARE IL POTENZIALE DELL ECONOMIA SOCIALE PER LA CRESCITA EUROPEA: LA STRATEGIA DI ROMA 18 Novembre, 2014 In occasione della Presidenza di turno del Consiglio dell Unione Europea,

Dettagli

Liberare il potenziale dell Economia Sociale per la crescita in Europa: la Strategia di Roma

Liberare il potenziale dell Economia Sociale per la crescita in Europa: la Strategia di Roma Liberare il potenziale dell Economia Sociale per la crescita in Europa: la Strategia di Roma Documento basato sui risultati della Conferenza di Roma, 17 e 18 novembre 2014 In occasione della Presidenza

Dettagli

(Atti non legislativi) REGOLAMENTI

(Atti non legislativi) REGOLAMENTI 14.3.2014 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 74/1 II (Atti non legislativi) REGOLAMENTI REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. 240/2014 DELLA COMMISSIONE del 7 gennaio 2014 recante un codice europeo di condotta

Dettagli

Corso di formazione gratuito: ASSOCIAZIONI DI MIGRANTI PER IL CO-SVILUPPO

Corso di formazione gratuito: ASSOCIAZIONI DI MIGRANTI PER IL CO-SVILUPPO EMPOWERMENT OF MIGRANT ASSOCIATIONS FOR CO-DEVELOPMENT Corso di formazione gratuito: ASSOCIAZIONI DI MIGRANTI PER IL CO-SVILUPPO Il corso di formazione Empowerment of Migrant Associations for Co-development,

Dettagli

NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA

NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA Premessa Nel marzo 2007 è stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni

Dettagli

area tematica: QUALITA SOCIALE E WELFARE

area tematica: QUALITA SOCIALE E WELFARE Tabella A. sottotemi Analisi delle dinamiche e delle criticità Fenomeno nuove povertà e precarizzazioni sociali Precarizzazione mercato del lavoro INSICUREZZA SOCIALE E SCENARI SOCIO- ECONOMICI E DEMOGRAFICI

Dettagli

La politica di sviluppo rurale e il PSR 2007-2013 della Lombardia

La politica di sviluppo rurale e il PSR 2007-2013 della Lombardia La politica di sviluppo rurale e il PSR 2007-2013 della Lombardia Roberto Pretolani Dipartimento di Economia e Politica Agraria, Agro-alimentare e Ambientale Università degli Studi di Milano La politica

Dettagli

Approfondimento sui Programmi ENPI CBC MED ENPI Italia Tunisia

Approfondimento sui Programmi ENPI CBC MED ENPI Italia Tunisia DIPARTIMENTO PER LO SVILUPPO E LA COESIONE ECONOMICADIREZIONE GENERALE PER LA POLITICA REGIONALE UNITARIA COMUNITARIA Dipartimento della Qualità Direzione Generale della Programmazione Sanitaria, dei Livelli

Dettagli

INDICATORI, ABILITA /CAPACITA, CONOSCENZE

INDICATORI, ABILITA /CAPACITA, CONOSCENZE BIENNIO BIENNIO 5 ANNO Competenza storico-sociale n. Comprendere il cambiamento e la diversita dei tempi storici in una dimensione diacronica attraverso il confronto fra epoche e in una dimensione sincronica

Dettagli

La Cooperazione allo Sviluppo: il contributo della Regione Sardegna

La Cooperazione allo Sviluppo: il contributo della Regione Sardegna Legge Regionale n. 19/96 Norme in materia di cooperazione con i Paesi in via di sviluppo e di collaborazione internazionale La Cooperazione allo Sviluppo: il contributo della Regione Sardegna Incontri

Dettagli

La programmazione europea. per lo sviluppo della filiera turistica nel Mezzogiorno

La programmazione europea. per lo sviluppo della filiera turistica nel Mezzogiorno La programmazione europea 2014 2020 per lo sviluppo della filiera turistica nel Mezzogiorno POIn (FESR) 2007-2013 - Attrattori culturali, naturali e turismo Asse II - Linea di intervento II.2.1 Intervento:

Dettagli

Policy La sostenibilità

Policy La sostenibilità Policy La sostenibilità Approvato dal Consiglio di Amministrazione di eni spa il 27 aprile 2011. 1. Il modello di sostenibilità di eni 3 2. La relazione con gli Stakeholder 4 3. I Diritti Umani 5 4. La

Dettagli

ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE DEL LAVORO TTMLM/2013/14. Riunione Tecnica Tripartita sulla Migrazione per Lavoro

ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE DEL LAVORO TTMLM/2013/14. Riunione Tecnica Tripartita sulla Migrazione per Lavoro Conclusioni 1 La Riunione Tecnica Tripartita sulla migrazione per lavoro, ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE DEL LAVORO Riunione Tecnica Tripartita sulla Migrazione per Lavoro TTMLM/2013/14 Ginevra, 4-8 novembre

Dettagli

Consiglio informale dei Ministri del Lavoro e degli Affari Sociali. (Varese, 11-12 Luglio 2003)

Consiglio informale dei Ministri del Lavoro e degli Affari Sociali. (Varese, 11-12 Luglio 2003) Ministero del Lavoro e degli Affari Sociali Consiglio informale dei Ministri del Lavoro e degli Affari Sociali (Varese, 11-12 Luglio 2003) Documento della Presidenza Domande per orientare il dibattito

Dettagli

PATTO DI INDIRIZZO PER LE SMART CITY

PATTO DI INDIRIZZO PER LE SMART CITY PATTO DI INDIRIZZO PER LE SMART CITY PREMESSO CHE: Il Panel Inter-Governativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC) ha confermato che il cambiamento climatico é una realtà e la cui causa principale é l utilizzo

Dettagli

POLITICA DI COESIONE 2014-2020

POLITICA DI COESIONE 2014-2020 SVILUPPO URBANO SOSTENIBILE INTEGRATO POLITICA DI COESIONE 2014-2020 A dicembre 2013, il Consiglio dell Unione europea ha formalmente adottato le nuove normative e le leggi che regolano il ciclo successivo

Dettagli

3.6 La mobilità transnazionale e la cooperazione a supporto dell istruzione, della formazione e dell'occupabilità

3.6 La mobilità transnazionale e la cooperazione a supporto dell istruzione, della formazione e dell'occupabilità 3.6 La mobilità transnazionale e la cooperazione a supporto dell istruzione, della formazione e dell'occupabilità Obiettivo globale 6 - Promuovere politiche di mobilità transnazionale e di cooperazione

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA TRA DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA E CONFINDUSTRIA

PROTOCOLLO D INTESA TRA DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA E CONFINDUSTRIA PROTOCOLLO D INTESA TRA DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA E CONFINDUSTRIA Premesso che il programma di Governo ha previsto una legislatura caratterizzata da profonde riforme istituzionali; che tale

Dettagli

HORIZON 2020 E ALTRI FONDI EUROPEI PER IL NON PROFIT E LE IMPRESE SOCIALI I Fondi Europei di Sviluppo Regionale e il Fondo Sociale Europeo

HORIZON 2020 E ALTRI FONDI EUROPEI PER IL NON PROFIT E LE IMPRESE SOCIALI I Fondi Europei di Sviluppo Regionale e il Fondo Sociale Europeo HORIZON 2020 E ALTRI FONDI EUROPEI PER IL NON PROFIT E LE IMPRESE SOCIALI I Fondi Europei di Sviluppo Regionale e il Fondo Sociale Europeo Direzione Generale Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato

Dettagli

Intervento del Prof. Carlo Pace all incontro Il Sud Est d Italia: nuovo polo europeo di attrazione degli investimenti produttivi

Intervento del Prof. Carlo Pace all incontro Il Sud Est d Italia: nuovo polo europeo di attrazione degli investimenti produttivi Intervento del Prof. Carlo Pace all incontro Il Sud Est d Italia: nuovo polo europeo di attrazione degli investimenti produttivi Bari, Fiera del Levante, 12 settembre 2002 Il programma di Sviluppo Italia

Dettagli

DISCIPLINARE PER LA VALORIZZAZIONE E LA GESTIONE DEI SISTEMI AMBIENTALI E CULTURALI (SAC) DELLA REGIONE PUGLIA PREMESSO:

DISCIPLINARE PER LA VALORIZZAZIONE E LA GESTIONE DEI SISTEMI AMBIENTALI E CULTURALI (SAC) DELLA REGIONE PUGLIA PREMESSO: DISCIPLINARE PER LA VALORIZZAZIONE E LA GESTIONE DEI SISTEMI AMBIENTALI E CULTURALI (SAC) DELLA REGIONE PUGLIA PREMESSO: che le strategie della Regione Puglia nel campo della cultura, dell ambiente e del

Dettagli

Protocollo d intesa tra Regione Liguria e Autorità Portuali per. la gestione degli aspetti ambientali e la promozione della

Protocollo d intesa tra Regione Liguria e Autorità Portuali per. la gestione degli aspetti ambientali e la promozione della Protocollo d intesa tra Regione Liguria e Autorità Portuali per la gestione degli aspetti ambientali e la promozione della sostenibilità nel settore delle attività portuali PREMESSO CHE Il Documento di

Dettagli

POLITICA DI COESIONE 2014-2020

POLITICA DI COESIONE 2014-2020 SVILUPPO LOCALE DI TIPO PARTECIPATIVO POLITICA DI COESIONE 2014-2020 A dicembre 2013, il Consiglio dell Unione europea ha formalmente adottato le nuove normative e le leggi che regolano il ciclo successivo

Dettagli

Dichiarazione di Atene sulle Città Sane

Dichiarazione di Atene sulle Città Sane Dichiarazione di Atene sulle Città Sane (Athens Declaration for Healthy Cities) Atene, Grecia, 23 giugno 1998 Mondiale della Sanità possono sostenere le azioni su cui si fonda la salute per tutti a livello

Dettagli

Piano di Azione Educativa sugli OdM attraverso i Gemellaggi Scolastici Nord-Sud. Università Ca Foscari. Venezia, 10 febbraio 2010

Piano di Azione Educativa sugli OdM attraverso i Gemellaggi Scolastici Nord-Sud. Università Ca Foscari. Venezia, 10 febbraio 2010 Piano di Azione Educativa sugli OdM attraverso i Gemellaggi Scolastici Nord-Sud Università Ca Foscari Venezia, 10 febbraio 2010 Premesse In riferimento all obiettivo di sensibilizzare ed educare allo sviluppo

Dettagli

POLITICA DI COESIONE 2014-2020

POLITICA DI COESIONE 2014-2020 SVILUPPO LOCALE DI TIPO PARTECIPATIVO POLITICA DI COESIONE 2014-2020 A ottobre 2011, la Commissione europea ha adottato alcune proposte legislative per la politica di coesione 2014-2020 La presente scheda

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE DEGLI INTERVENTI DI COOPERAZIONE DECENTRATA ALLO SVILUPPO E SOLIDARIETÁ INTERNAZIONALE

PROGRAMMA TRIENNALE DEGLI INTERVENTI DI COOPERAZIONE DECENTRATA ALLO SVILUPPO E SOLIDARIETÁ INTERNAZIONALE CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO (SETTIMA LEGISLATURA) PROGRAMMA TRIENNALE DEGLI INTERVENTI DI COOPERAZIONE DECENTRATA ALLO SVILUPPO E SOLIDARIETÁ INTERNAZIONALE PERIODO 2004-2006 * Allegato alla deliberazione

Dettagli

La nostra filosofia. L impresa crea più valore se lo fa per tutti

La nostra filosofia. L impresa crea più valore se lo fa per tutti La nostra filosofia L impresa crea più valore se lo fa per tutti Nata nel 2008, VerA offre consulenza specializzata nelle Relazioni Istituzionali e fornisce supporto e assistenza a tutte quelle realtà

Dettagli

CreArt RETE DI CITTÀ PER LA CREATIVITÀ ARTISTICA DESCRIZIONE DEL PROGETTO

CreArt RETE DI CITTÀ PER LA CREATIVITÀ ARTISTICA DESCRIZIONE DEL PROGETTO CreArt RETE DI CITTÀ PER LA CREATIVITÀ ARTISTICA DESCRIZIONE DEL PROGETTO MOTIVAZIONE... 3 OBIETTIVI DEL PROGETTO... 5 METODOLOGIA... 6 PIANO DI LAVORO... 8 GRUPPI DI RIFERIMENTO.IMPATTO... 9 2 MOTIVAZIONE

Dettagli

PER UNA RESPONSABILITA SOCIALE D IMPRESA CHE SIA ELEMENTO STRUTTURALE DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE

PER UNA RESPONSABILITA SOCIALE D IMPRESA CHE SIA ELEMENTO STRUTTURALE DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE PER UNA RESPONSABILITA SOCIALE D IMPRESA CHE SIA ELEMENTO STRUTTURALE DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE PREMESSA Per la prima volta quest anno la responsabilità sociale in Italia diventa un tema diffuso di dibattito

Dettagli

Meeting nazionale sulle Politiche giovanili

Meeting nazionale sulle Politiche giovanili Meeting nazionale sulle Politiche giovanili PATTO APERTO PER LA GIOVENTU Oltre la Strategia di Lisbona: la dimensione culturale nello sviluppo sostenibile Urbino 13-14-15-16 Luglio 2005 Investire nella

Dettagli

CITTADINANZA ATTIVA. modo multiforme, di mobilitare risorse. modalità e strategie differenziate per. tutelare diritti, esercitando poteri e

CITTADINANZA ATTIVA. modo multiforme, di mobilitare risorse. modalità e strategie differenziate per. tutelare diritti, esercitando poteri e CITTADINANZA ATTIVA è la capacità dei cittadini di organizzarsi in modo multiforme, di mobilitare risorse umane tecniche e finanziarie, e di agire con modalità e strategie differenziate per tutelare diritti,

Dettagli

Quale futuro per le PMI di Spedizioni Internazionali del Lazio

Quale futuro per le PMI di Spedizioni Internazionali del Lazio CENTRO STUDI Logistica, Trasporto Merci e Spedizioni Progetto Confetra Lazio: Quale futuro per le PMI di Spedizioni Internazionali del Lazio Roma, maggio 2011 PROGETTO REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DELLA

Dettagli

IL BILANCIO SOCIALE E IL SUO RADICAMENTO NELLE ASSOCIAZIONI LINEE GUIDA E RIFLESSIONI SULLE METODOLOGIE

IL BILANCIO SOCIALE E IL SUO RADICAMENTO NELLE ASSOCIAZIONI LINEE GUIDA E RIFLESSIONI SULLE METODOLOGIE di Sergio Ricci 1 IL BILANCIO SOCIALE E IL SUO RADICAMENTO NELLE ASSOCIAZIONI LINEE GUIDA E RIFLESSIONI SULLE METODOLOGIE Intervento per il Convegno Turismo Sociale e Bilancio Sociale : contributi in un

Dettagli

Declinazione dei risultati di apprendimento in conoscenze e abilità per il primo biennio

Declinazione dei risultati di apprendimento in conoscenze e abilità per il primo biennio Allegato A) Declinazione dei risultati di apprendimento in conoscenze e abilità per il primo biennio A.1 Settore economico A.2 Settore tecnologico Il presente allegato è stato redatto con riferimento alle

Dettagli

Governance di sistema e di progetto e possibili canali di finanziamento

Governance di sistema e di progetto e possibili canali di finanziamento Governance di sistema e di progetto e possibili canali di finanziamento di Giorgio Casoni Il concetto di capacità competitiva territoriale è entrato a far parte del linguaggio comune degli amministratori.

Dettagli

INTERVENTO LE AZIONI DI SISTEMA TRA CAPACITY BUILDING E COOPERAZIONE A RETE (ROMA, 10 MAGGIO 2006)

INTERVENTO LE AZIONI DI SISTEMA TRA CAPACITY BUILDING E COOPERAZIONE A RETE (ROMA, 10 MAGGIO 2006) INTERVENTO LE AZIONI DI SISTEMA TRA CAPACITY BUILDING E COOPERAZIONE A RETE (ROMA, 10 MAGGIO 2006) Siamo nell ultimo anno di programmazione, per cui è normale fare un bilancio dell attività svolta e dell

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA tra

PROTOCOLLO D INTESA tra PROTOCOLLO D INTESA tra la Regione Piemonte la Regione Sardegna il Ministero dell Istruzione, Università e Ricerca il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali VISTA la legge 17 maggio 1999 n.144,

Dettagli

Città metropolitane e PON Metro

Città metropolitane e PON Metro Città metropolitane e PON Metro Corso di Pubblica Amministrazione e Sviluppo Locale Massimo La Nave 1 L area delle operazioni del PON Il pilastro del PON Metro è l identificazione dei Comuni capoluogo

Dettagli

da una parte dall altra

da una parte dall altra Area Generale di Coordinamento 17 - Istruzione, Educazione, Formazione Professionale, Osservatorio Regionale Settore 03 - Politiche Giovanili e del Forum Regionale della Gioventù Agenzia Nazionale per

Dettagli

Una piastra logistica verde per l Italia Centrale. Progetti strategici per il Territorio Snodo di Jesi Territorial Center Claudio Calvaresi

Una piastra logistica verde per l Italia Centrale. Progetti strategici per il Territorio Snodo di Jesi Territorial Center Claudio Calvaresi Progetti strategici per il Territorio Snodo di Jesi Territorial Center Claudio Calvaresi TAVOLO TECNICO ALLARGATO Jesi, 19 novembre 2009 Una immagine emergente, un futuro aperto Il territorio che abbiamo

Dettagli

Aspetti economici e strutturali del sistema produttivo veneto in relazione agli assi di trasporto europei

Aspetti economici e strutturali del sistema produttivo veneto in relazione agli assi di trasporto europei Il nuovo Piano nazionale della logistica 2011-2020: effetti sul territorio veneto Aspetti economici e strutturali del sistema produttivo veneto in relazione agli assi di trasporto europei Gian Angelo Bellati

Dettagli

Confi ndustria Modena. Gruppo Giovani Imprenditori

Confi ndustria Modena. Gruppo Giovani Imprenditori Confi ndustria Modena Gruppo Giovani Imprenditori Il Gruppo Giovani Imprenditori Modena CHI SIAMO Il Gruppo Giovani Imprenditori di Modena è elemento integrante della vita associativa di Confi ndustria

Dettagli

Pace, fraternità e dialogo Programma nazionale di Educazione alla Cittadinanza Democratica Anno scolastico 2015-2016

Pace, fraternità e dialogo Programma nazionale di Educazione alla Cittadinanza Democratica Anno scolastico 2015-2016 Pace, fraternità e dialogo Programma nazionale di Educazione alla Cittadinanza Democratica Anno scolastico 2015-2016 Premessa Educare alla pace è responsabilità di tutti ma la scuola ha una responsabilità

Dettagli

COMITATO TECNICO SVILUPPO DEL TERRITORIO

COMITATO TECNICO SVILUPPO DEL TERRITORIO Domenico Merlani COMITATO TECNICO SVILUPPO DEL TERRITORIO Linee di indirizzo Febbraio 2013 «Sviluppo del Territorio» significa lavorare per rendere il Lazio una regione attraente localmente e globalmente

Dettagli

PMI : Conferenza Bologna 2000 Business Symposium. TAVOLA ROTONDA 2 : Partenariati locale, Distretti industriali e Globalizzazione delle PMI

PMI : Conferenza Bologna 2000 Business Symposium. TAVOLA ROTONDA 2 : Partenariati locale, Distretti industriali e Globalizzazione delle PMI PMI : Conferenza Bologna 2000 Business Symposium TAVOLA ROTONDA 2 : Partenariati locale, Distretti industriali e Globalizzazione delle PMI TEMI DI DISCUSSIONE Questa nota è destinata a fornire una base

Dettagli

Progetto: COMUNICA CoLOMBA

Progetto: COMUNICA CoLOMBA Progetto: COMUNICA CoLOMBA 1. Chi siamo CoLOMBA Cooperazione Lombardia, è l Associazione delle Organizzazioni Non Governative lombarde e raccoglie 105 ONG, dalle più grandi alle più minuscole. Il minimo

Dettagli

Strategie di Sviluppo Socio-economico Sostenibile

Strategie di Sviluppo Socio-economico Sostenibile Azioni a carattere innovativo finanziate nel quadro dell'art. 6 del regolamento relativo al Fondo Sociale Europeo, Linea di Bilancio B2-1630,"Strategie locali per l'occupazione e innovazione" Strategie

Dettagli

Moduli formativi per insegnanti DALLE ALPI AL SAHEL Percorsi per educare allo sviluppo sostenibile e alla solidarietà internazionale

Moduli formativi per insegnanti DALLE ALPI AL SAHEL Percorsi per educare allo sviluppo sostenibile e alla solidarietà internazionale Moduli formativi per insegnanti DALLE ALPI AL SAHEL Percorsi per educare allo sviluppo sostenibile e alla solidarietà internazionale In collaborazione con E con il patrocinio di: Iniziativa realizzata

Dettagli

LAUREA SPECIALISTICA IN SCIENZE, TECNOLOGIE E GESTIONE DEL SISTEMA AGRO-ALIMENTARE

LAUREA SPECIALISTICA IN SCIENZE, TECNOLOGIE E GESTIONE DEL SISTEMA AGRO-ALIMENTARE LAUREA SPECIALISTICA IN SCIENZE, TECNOLOGIE E GESTIONE DEL SISTEMA AGRO-ALIMENTARE Classe 78/S - Scienze e Tecnologie agroalimentari Coordinatore: prof. Marco Gobbetti Tel. 0805442949; e-mail: gobbetti@ateneo.uniba.it

Dettagli

Pace, fraternità e dialogo Programma nazionale di Educazione alla Cittadinanza Democratica Anno scolastico 2015-2016

Pace, fraternità e dialogo Programma nazionale di Educazione alla Cittadinanza Democratica Anno scolastico 2015-2016 Pace, fraternità e dialogo Programma nazionale di Educazione alla Cittadinanza Democratica Anno scolastico 2015-2016 Premessa Educare alla pace è responsabilità di tutti ma la scuola ha una responsabilità

Dettagli

MODALITA DI RAPPORTO DELLA TERZO SETTORE OPPORTUNITA

MODALITA DI RAPPORTO DELLA TERZO SETTORE OPPORTUNITA Maria Maimone Direttore Politiche Sociali Comune di Genova MODALITA DI RAPPORTO DELLA CIVICA AMMINISTRAZIONE CON IL TERZO SETTORE REALIZZAZIONE DI UN SISTEMA INTEGRATO DI INTERVENTI E SERVIZI SOCIALI E

Dettagli

Oggi parlare di educazione ambientale significa sempre più aprirsi ad un ampio ventaglio di tematiche tra loro trasversali, con l obiettivo comune di

Oggi parlare di educazione ambientale significa sempre più aprirsi ad un ampio ventaglio di tematiche tra loro trasversali, con l obiettivo comune di Oggi parlare di educazione ambientale significa sempre più aprirsi ad un ampio ventaglio di tematiche tra loro trasversali, con l obiettivo comune di puntare ad una diffusione della sostenibilità sul territorio.

Dettagli

L Impresa Sociale in Europa: Scenari dalla Social Economy Guide Riccardo Bodini

L Impresa Sociale in Europa: Scenari dalla Social Economy Guide Riccardo Bodini L Impresa Sociale in Europa: Scenari dalla Social Economy Guide Riccardo Bodini Mestre, 3 luglio 2013 AGENDA 1. Cosa è Euricse 2. La Social Economy Guide 3. L Impresa Sociale in Europa COSA E EURICSE Euricse

Dettagli

IL PIANO DI VALUTAZIONE DEL POR FESR MARCHE 2014-2020. (Giugno 2015)

IL PIANO DI VALUTAZIONE DEL POR FESR MARCHE 2014-2020. (Giugno 2015) IL PIANO DI VALUTAZIONE DEL POR FESR MARCHE 2014-2020 (Giugno 2015) Premessa Il nuovo ciclo di programmazione dei Fondi strutturali per il periodo 2014-2020 rappresenta un importante occasione per le Amministrazioni

Dettagli

VERSO LA CREAZIONE DEL NUOVO STRUMENTO FINANZIARIO DI PROSSIMITÀ

VERSO LA CREAZIONE DEL NUOVO STRUMENTO FINANZIARIO DI PROSSIMITÀ Conferenza Internazionale Semestre della Presidenza Italiana dell UE IL PARTENARIATO INTERREG IONALE NELLA POLITICA DI PROSSIMITÀ: IL MEDITERRANEO ED I BALCANI Ancona, 17-18 Ottobre 2003 VERSO LA CREAZIONE

Dettagli

Elementi di progettazione europea Le diverse tipologie di finanziamento europeo e le loro caratteristiche

Elementi di progettazione europea Le diverse tipologie di finanziamento europeo e le loro caratteristiche Elementi di progettazione europea Le diverse tipologie di finanziamento europeo e le loro caratteristiche Antonella Buja Coordinatrice Progetto Europa - Europe Direct - Comune di Modena Le diverse tipologie

Dettagli

Seoul Agenda: Goals for Development of Arts Education. Agenda Seoul: obiettivi per lo sviluppo dell educazione all arte

Seoul Agenda: Goals for Development of Arts Education. Agenda Seoul: obiettivi per lo sviluppo dell educazione all arte Seoul Agenda: Goals for Development of Arts Education Agenda Seoul: obiettivi per lo sviluppo dell educazione all arte La Agenda Seoul, obiettivi per lo sviluppo dell educazione all arte è uno dei maggiori

Dettagli

NEWSLETTER DICEMBRE 2009. La valutazione del POR Competitività, 2007-2013. Il Piano di Valutazione del POR Competititivà

NEWSLETTER DICEMBRE 2009. La valutazione del POR Competitività, 2007-2013. Il Piano di Valutazione del POR Competititivà NEWSLETTER DICEMBRE 2009 IN QUESTO NUMERO... si parla di: EDITORIALE 01 La valutazione nel periodo di programmazione Fondi Strutturali 2007-2013 02 La valutazione del POR Competitività, 2007-2013 03 Il

Dettagli

BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 24 DEL 16 GIUGNO 2008

BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 24 DEL 16 GIUGNO 2008 REGIONE CAMPANIA - Giunta Regionale - Seduta del 11 aprile 2008 - Deliberazione N. 661 - Area Generale di Coordinamento N. 18 - Assistenza Sociale, Attività Sociali, Sport, Tempo Libero, Spettacolo N.

Dettagli

L UOMO L ORGANIZZAZIONE

L UOMO L ORGANIZZAZIONE UNITÀ DIDATTICA 1 L UOMO E L ORGANIZZAZIONE A.A 2007 / 2008 1 PREMESSA Per poter applicare con profitto le norme ISO 9000 è necessario disporre di un bagaglio di conoscenze legate all organizzazione aziendale

Dettagli

La dimensione europea. Dalla comunità di prassi alla sostenibilità degli interventi

La dimensione europea. Dalla comunità di prassi alla sostenibilità degli interventi La dimensione europea Dalla comunità di prassi alla sostenibilità degli interventi ESTRATTI DAL DOCUMENTO DELL UNIONE EUROPEA ELEARNING:PENSARE ALL ISTRUZIONE DI DOMANI: Occorre garantire la disponibilità

Dettagli

COMITATO DI DISTRETTO DEL DISTRETTO AGROALIMENTARE DI QUALITA JONICO SALENTINO

COMITATO DI DISTRETTO DEL DISTRETTO AGROALIMENTARE DI QUALITA JONICO SALENTINO del LINEA D AZIONE 6 SCHEDA PROGETTO n. 6.3 PROGRAMMA DI SVILUPPO del TITOLO DEL PROGETTO PROGRAMMA DI INTERNAZIONALIZZAZIONE DEL DISTRETTO AGROALIMENTARE DI QUALITA JONICO SALENTINO. Pagina 1 di 7 del

Dettagli

YEPP International Resource Centre (YEPP IRC)

YEPP International Resource Centre (YEPP IRC) YEPP International Resource Centre (YEPP IRC) Introduzione Il termine YEPP si riferisce all approccio e al metodo, riguardanti l empowerment dei giovani e lo sviluppo di comunità, che sono stati sviluppati

Dettagli

RELAZIONE DESCRITTIVA DEL PROGETTO

RELAZIONE DESCRITTIVA DEL PROGETTO C I R C O L O D I D A T T I C O D I S A N T A G A T A L I B A T T I A T I PROGETTO NO AL BULLISMO Percorso di prevenzione dei fenomeni di bullismo A.S. 2011-2012 RELAZIONE DESCRITTIVA DEL PROGETTO PREMESSA

Dettagli

Special project Newsletter 1

Special project Newsletter 1 PO F.S.E. Regione Abruzzo 2007-23, Obiettivo C.R.O. - Asse V Piano Operativo 2007-2008; Codice Identificativo (CIG) n. 64280FF5 L incremento dei fabbisogni di assistenza per non i autosufficienti ed il

Dettagli

Rapporto Finale Dicembre 2009. Distretti produttivi e nodi logistici lungo il percorso italiano del Corridoio 1 Berlino Palermo

Rapporto Finale Dicembre 2009. Distretti produttivi e nodi logistici lungo il percorso italiano del Corridoio 1 Berlino Palermo Distretti produttivi e nodi logistici lungo il percorso italiano del Corridoio 1 Berlino - Palermo Rapporto Finale Dicembre 2009 Dicembre 2009 pagina 1 Uniontrasporti è una società promossa da Unioncamere

Dettagli

REGOLAMENTO DELLA CONFERENZA CITTADINA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE AUTONOME STATALI E PARITARIE DELL INFANZIA E DEL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE

REGOLAMENTO DELLA CONFERENZA CITTADINA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE AUTONOME STATALI E PARITARIE DELL INFANZIA E DEL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE REGOLAMENTO DELLA CONFERENZA CITTADINA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE AUTONOME STATALI E PARITARIE DELL INFANZIA E DEL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Articolo 1 Finalità 1.1 Il

Dettagli

DECENTRAMENTO DELLE POLITICHE DEL LAVORO E SVILUPPO LOCALE L ESPERIENZA ITALIANA Note introduttive. Giovanni Principe General Director ISFOL

DECENTRAMENTO DELLE POLITICHE DEL LAVORO E SVILUPPO LOCALE L ESPERIENZA ITALIANA Note introduttive. Giovanni Principe General Director ISFOL DECENTRAMENTO DELLE POLITICHE DEL LAVORO E SVILUPPO LOCALE L ESPERIENZA ITALIANA Note introduttive Giovanni Principe General Director ISFOL DECENTRALISATION AND COORDINATION: THE TWIN CHALLENGES OF LABOUR

Dettagli

La Piattaforma EFISIO

La Piattaforma EFISIO Strumenti finanziari e sviluppo urbano sostenibile: dalla finanza di progetto alla finanza di programma La Piattaforma EFISIO INFO DAY ITALIA 14/11/2014 Dimensione urbana e strumen. finanziari nella programmazione

Dettagli

Ricerca scientifica e assistenza tecnica per affrontare con successo i processi di cambiamento

Ricerca scientifica e assistenza tecnica per affrontare con successo i processi di cambiamento Ricerca scientifica e assistenza tecnica per affrontare con successo i processi di cambiamento Edizione 2015 40 anni di analisi e ricerca sulle trasformazioni economiche e sociali in Italia e in Europa:

Dettagli

Struttura del corso e profilo dei docenti

Struttura del corso e profilo dei docenti Novara 15, 16, 22, 23, 29 maggio 2015 Struttura del corso e profilo dei docenti 1 Gli obiettivi del corso Il si pone l obiettivo di aumentare la capacità professionale a livello territoriale di generare

Dettagli

DGR 784 del 14 Maggio 2015 Aziende in rete nella formazione continua Strumenti per la competitività delle imprese venete

DGR 784 del 14 Maggio 2015 Aziende in rete nella formazione continua Strumenti per la competitività delle imprese venete FONDO SOCIALE EUROPEO IN SINERGIA CON IL FONDO EUROPEO DI SVILUPPO REGIONALE POR 2014 2020 Ob. Investimenti a favore della crescita e dell'occupazione DGR 784 del 14 Maggio 2015 Aziende in rete nella formazione

Dettagli

MANI TESE. Report dell incontro

MANI TESE. Report dell incontro MANI TESE Laboratorio di idee sulla cooperazione internazionale 20 settembre - ore 15.00 17.30 Napoli, Fiera dei Beni Comuni, presso la Mostra d'oltremare Via Kennedy n. 54 Report dell incontro Programma:

Dettagli

Ministero dell Interno Dipartimento per le Libertà Civili e l Immigrazione. Marzo 2008

Ministero dell Interno Dipartimento per le Libertà Civili e l Immigrazione. Marzo 2008 Ministero dell Interno Dipartimento per le Libertà Civili e l Immigrazione Marzo 2008 Il Fondo Europeo per l Integrazione di cittadini di Paesi Terzi (2007 2013) 11/04/2011 Flussi migratori ed il contesto

Dettagli

A cura di: AREA FORMAZIONE Istituzione G.F.Minguzzi Provincia di Bologna

A cura di: AREA FORMAZIONE Istituzione G.F.Minguzzi Provincia di Bologna A r e a F o r m a z i o n e U n a p r o p o s t a f o r m a t i v a p e r i l t e r z o s e t t o r e C o m e f a r e p r o g e t t a z i o n e A cura di: AREA FORMAZIONE Istituzione G.F.Minguzzi Provincia

Dettagli

CLUSTER ALISEI, SPECIALIZZAZIONE INTELLIGENTE E INTEGRAZIONE DELLE RISORSE

CLUSTER ALISEI, SPECIALIZZAZIONE INTELLIGENTE E INTEGRAZIONE DELLE RISORSE CLUSTER ALISEI, SPECIALIZZAZIONE INTELLIGENTE E INTEGRAZIONE DELLE RISORSE Anna Allodi Rappresentante pro tempore del Cluster Alisei e Direttore Generale CIRM Le Scienze della vita (1/2) Il settore "Scienze

Dettagli

LA GESTIONE DELL INNOVAZIONE TECNOLOGICA NELLA PICCOLA E MEDIA IMPRESA

LA GESTIONE DELL INNOVAZIONE TECNOLOGICA NELLA PICCOLA E MEDIA IMPRESA LA GESTIONE DELL INNOVAZIONE TECNOLOGICA NELLA PICCOLA E MEDIA IMPRESA Parte III : R&S nella piccola e media impresa Angelo Bonomi PICCOLE E MEDIE IMPRESE E R&S Esistono varie definizioni di piccole e

Dettagli

8 Educare cittadini globali

8 Educare cittadini globali Presentazione Flavia Virgilio è componente (insieme a Davide Zoletto e ad Anselmo Roberto Paolone) del Gruppo di Ricerca in Pedagogia Generale e Sociale dell Università di Udine, da me coordinato. Questa

Dettagli

Progetto di ricerca rilevante di Ateneo (PAR)

Progetto di ricerca rilevante di Ateneo (PAR) Progetto di ricerca rilevante di Ateneo (PAR) UNA CULTURA, UNA TRADIZIONE, UN SISTEMA PRODUTTIVO LOCALE: IL CASO DI CASTELLI (TE) Indicazioni progettuali per un analisi territoriale, per un progetto di

Dettagli

gennaio 2010 ORIENTAMENTI PER UNA STRATEGIA DI SVILUPPO ECONOMICO DELLA PROVINCIA DI MACERATA

gennaio 2010 ORIENTAMENTI PER UNA STRATEGIA DI SVILUPPO ECONOMICO DELLA PROVINCIA DI MACERATA gennaio 2010 ORIENTAMENTI PER UNA STRATEGIA DI SVILUPPO ECONOMICO DELLA PROVINCIA DI MACERATA SCENARI STRATEGIE POLITICHE PROGETTI PER LA PROVINCIA DI MACERATA Questo studio fa parte di un itinerario di

Dettagli

Il materiale ripercorre i presupporti teorici legati al tema del welfare aziendale proponendo quanto emerso in occasione di un intervento in aula.

Il materiale ripercorre i presupporti teorici legati al tema del welfare aziendale proponendo quanto emerso in occasione di un intervento in aula. Il materiale ripercorre i presupporti teorici legati al tema del welfare aziendale proponendo quanto emerso in occasione di un intervento in aula. E possibile approfondire il tema consultando il sito La

Dettagli

Comunicazione d impresa

Comunicazione d impresa Comunicazione d impresa Lorenza Rossini Anno 2005-2006 Programma I concetti fondamentali Le aree della comunicazione d impresa Gli strumenti e i mezzi della comunicazione Il piano di comunicazione Alcuni

Dettagli

Sostenere i disabili e le loro famiglie nella costruzione di prospettive di vita autonoma (dopo di noi)

Sostenere i disabili e le loro famiglie nella costruzione di prospettive di vita autonoma (dopo di noi) Sostenere i Il problema I temi che si definiscono dopo di noi legati alle potenzialità e autonoma dei disabili - hanno un impatto sociale estremamente rilevante. In primo luogo va sottolineato che, per

Dettagli