INCHIESTA GIT - LA PREMESSA. ESCLUSIVA GRADOSPIA.it. di Raffaele Lisco. INCHIESTA GIT S.p.A. - LA PREMESSA.

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1 1 INCHIESTA GIT - LA PREMESSA. ESCLUSIVA GRADOSPIA.it di Raffaele Lisco. INCHIESTA GIT S.p.A. - LA PREMESSA. Come anticipato in precedenza ai lettori di GradoSpia.it, inizia oggi 2 settembre 2014 la pubblicazione dell' Inchiesta sulla gestione della Grado Impianti Turistici, lavoro d'indagine iniziato a partire dall'estate Avevo deciso di pubblicare attraverso la produzione di una serie di "instant movie", purtroppo ho dovuto accettare il fatto di non essere all'altezza, tanto è vero che in due giorni di lavoro sono riuscito a preparare solo 20 secondi di sigla che vi lascio in omaggio. Inutile dire che l'infinita schiera di "amici" pronti a contribuire alla bisogna - con le loro competenze tecniche - si è "misteriosamente liquefatta" adducendo motivi personali, lavorativi, ludici e/o gastrointestinali, tutte giustificazioni legittime che però a poche ore dall'uscita del prodotto, hanno solo confermato l'inesistente affidabilità di certi "rivoluzionari" da colletta. L'errore è stato solamente mio e,anche se ero sicuro di non potermi fidare, ho voluto provarci lo stesso. Per fortuna (o sfortuna, dipende dai punti di vista) nella scrittura trovo soluzione certa, di conseguenza, sono in grado di proporvene i contenuti - il vero valore - ritornando all'utilizzo delle forme espressive di cui mantengo conoscenza proprietaria. In questa prima puntata della serie di capitoli che compongono i risultati del mio lavoro di ricerca (materiale protetto dal DIRITTO D'AUTORE e che di conseguenza potrete leggere in ESCLUSIVA solo seguendo questo spazio), vi illustrerò con dovizia di particolari, il comportamento assunto dagli ultimi due presidenti della Società per azioni - avv.mauro Bigot/avv.Marino De Grassi - in merito alle fondamentali strategie adottate durante la gestione che li ha visti responsabili. Il periodo preso in esame inizia a partire dal 2007 (penultimo anno sotto la conduzione Bigot - ndr) fino ad arrivare ai giorni nostri, attraversando i TRE mandati ricoperti da Marino De Grassi, presidente ancora in carica alla data odierna. Vi racconterò quanto è importante sapere su un'altra fondamentale figura di completamento, il dott. Sergio Schiavi, a partire dal suo "strano" ingresso in Git fino ai giorni nostri, "Direttore" operativo mai totalmente digerito nè dai vertici, nè dalle maestranze e, perfino, neppure dalle altre figure accessorie quali i concessionari. Avrete modo di venire a conoscenza, in maniera ufficiale, della maniera con la quale - durante il periodo preso in esame - fosse stato adottato un metodo (a mio avviso) illecito e clientelare per soddisfare le assunzioni del personale necessario alla gestione della Società Partecipata da Regione FVG/Comune di Grado/Camera di Commercio di Gorizia/Consorzio ITUR. La documentazione in mio possesso, atti, verbali, dichiarazioni, testimonianze dirette audio/video, planimetrie, posta elettronica e quant'altro, riprodurrà fedelmente lo scenario attraverso il quale è stato abbastanza semplice attribuire ogni singola "pezza d'appoggio" alla relativa manifestazione di "presunte" irregolarità, dalle quali ho potuto facilmente togliere il vincolo della "presunzione" non appena trovato conferma attraverso i documenti scritti, firmati e vidimati.

2 2 Esattamente come per l'ospizio Marino - inchiesta prodotta in origine da GradoSpia - anche la Grado Impianti Turistici (secondo me) difficilmente riuscirà a sollevarsi dopo l'abbraccio mortale intrapreso con la cocciuta realizzazione del Ristorante Antiche Terme, manufatto voluto "senza se e senza ma" da De Grassi, sul quale ho trovato una serie di ingiustificate decisioni in merito alle quali si passa dalla "semplice" malagestione al vero e proprio abuso edilizio, con distorsioni attuate da parte dei professionisti nominati in qualità di responsabili del Progetto, il coinvolgimento come complice da parte dell'ufficio Tecnico del Comune di Grado, gli interventi "risolutivi" intrapresi da personaggi completamente estranei (privi di nomina specifica - ndr), quindi anch'essi "abusivi" per titoli, competenze e affidamenti. L'Inchiesta proseguirà con il racconto dedicato al clima aleggiante all'interno della Spiaggia a pagamento, alcune testimonianze rilasciate da clienti "storici" su come l'impianto da loro frequentato per decenni, sotto la gestione De Grassi/Schiavi sia progressivamente scaduto di gradimento, fino a raggiungere il livello più basso in tema di servizi, pulizia, accoglienza e cura. Ultima ma non meno importante, la scoperta di un uso della proprietà pubblica direi "allegro", attraverso il quale la gloriosa ex Azienda Autonoma di Cura e Soggiorno diventa facile depandance per scopi personali di rappresentanza e/o omaggio per attempate "signore". Naturalmente a totale carico dei contribuenti. Le "carte" non mentono e sarà difficile trasformare in tentata calunnia le azioni certificate dagli attori coinvolti in prima persona, a meno che non dichiarino di non essere stati in grado di intendere e volere al momento della sottoscrizione delle stesse. Non leggerete una sola parola o una singola cifra, nè una datazione che non sia accompagnata dal suo allegato scritto. Non intendo svilire un lavoro di questa portata con affermazioni contestabili o facilmente aggirabili, ben consapevole del "rumore" che provocherà la mia divulgazione su quanto scoperto. Concludo questa indispensabile premessa - ultimo scritto prima di entrare nel vivo dell'inchiesta - concedendomi il lusso di levarmi alcuni "sassolini" dalle scarpe. Personalmente, non sono mai stato interessato al modo scelto dai gradesi di appartenere volontariamente (e naturalmente) alla predisposizione nei confronti della sudditanza planetaria, vivo la mia vita (in bilico) moderatamente soddisfatto per quanto la mia famiglia e i miei interessi me lo concedano, cercando di mantenere il cervello in forma anche a discapito del fisico. Facile comprendere, quindi, l'assoluta distanza che mi separa da secondi fini a proprio vantaggio, pratica "compensativa" che chiunque di voi recriminerebbe per aver scelto di interpretare il ruolo del "moralista" fin dal lontano Le conseguenze di una scellerata volontà di continuare a mantenere la condizione di Uomo Libero, coerente con le proprie affermazioni, incapace di truffare i deboli, credibile e affidabile, è il combustibile che mi basta per ritenermi più che saldato nei confronti della Collettività a cui - volente o nolente - appartengo. Rischio del mio quotidianamente, andando a infilare la testa nella bocca del leone, tuttavia, al carattere non si comanda, quindi nato "Signore", proseguo "malato" e morirò "sognatore", cercando fino alla fine di potermi permettere il non dover dipendere da ignobili figuri con i quali non voglio avere nulla da spartire nè oggi nè mai. Il mio premio sarà quello di essere certo (senza bisogno che lo dicano gli altri) di aver messo a disposizione dei giovanissimi tutto quello che ho accumulato come esperienza negli anni, valore - a mio modesto parere - non paragonabile con quattro spiccioli "arrubati" dai "furbetti" per ostentare al bar un'immagine "alta" di sè che, nella realtà, non esisterebbe nemmeno se si coprissero d'oro. La triste realtà, i fatti concreti e dimostrabili, dice che NESSUNO a Grado ha mai ceduto i diritti d'uso sulla propria tranquillità alla Comunità, nemmeno a pagamento, preferendo un sano galleggiare nella melma,

3 3 atteggiandosi a critici "duri e puri" davanti alla favorevole platea di ubriaconi da osteria ma, in realtà, pronti a dissociarsi da chiunque ci metta la faccia. E il culo. Di "chiacchieroni" ne abbiamo un'isola piena, maggioranza conveniente e caciarona buona unicamente per dare l'opportunità ai governi di lamentare la mancanza di stile dei detrattori, "furbi" defilati nel momento dell'azione (quando non addirittura protagonisti di inciuci), utili per gettare fumo negli occhi a una cittadinanza già segnata da una pericolosa mancanza reattiva, di fronte schiena (...) nel momento doloroso della deflorazione. Domani, dunque, inizio a fare sul serio, pubblicando per voi la VERA storia di Mauro Bigot, Marino De Grassi e Sergio Schiavi, analizzata nel contesto GIT. Una buona parte di notizie che aiuteranno a comprendere meglio i caratteri e le azioni dei nominati, a tutti quelli che hanno mantenuto - fino a oggi - una conoscenza "distorta" di queste persone. Ricordo a TUTTI i "colleghi" delle altre testate più nobili di GradoSpia.it che la totalità del materiale pubblicato appartiene al sottoscritto firmatario dell'inchiesta, UNICO delegato alla concessione di utilizzo a favore di terzi, previa richiesta....to be continued... RIPRODUZIONE RISERVATA

4 4 INCHIESTA GIT - BIGOT/SCHIAVI. di Raffaele Lisco. La storia del penultimo presidente della Grado Impianti Turistici e del "direttore" aggiunto. Per arrivare a una comprensione corretta dei fatti accaduti all'interno della GIT S.p.A di Grado è indispensabile conoscere la storia politica dei tre principali attori responsabili del vertice aziendale della società oggetto dell'inchiesta. Oggi esaminiamo i primi due. Mauro Bigot, Sergio Schiavi e Marino De Grassi sono stati - nel bene e nel male - il trio protagonista del progressivo depauperamento economico e strutturale accusato dal complesso balneare presente lungo il litorale gradese. Entriamo nel dettaglio delle prime due figure specifiche: Mauro Bigot, una laurea in Giurisprudenza, classe 1947, imprenditore, ex assessore provinciale a Udine ( ), editore, il 14 febbraio 2007 viene nominato presidente della GIT S.p.A. in quota centrosinistra (Governatore Riccardo Illy - ndr), con l'incarico di subentrare al predecessore Spazzapan, presidente dimissionario a causa di motivi personali sopraggiunti, notevolmente provato dall'impegno di recuperare uno sbilancio di circa 500 mila euro che minacciava l'integrità economica della società. Da subito Bigot si dimostra un decisionista convinto, autore di provvedimenti meritevoli quali il taglio drastico di oltre 400 tessere VIP regalate agli amici degli amici, ottenendo un risparmio immediato quantificabile in 40 mila euro, oltre ad altre prese di posizione mirate alla riduzione dei costi inutili derivanti da agevolazioni e concessioni similari. Contemporaneamente, tuttavia, si rende protagonista di scelte impopolari quali l'eliminazione dello "sconto" sulle tariffe applicato ai residenti, o la mancata concessione delle prenotazioni nella zona centrale della spiaggia (fino a quel momento prelazionabili dagli albergatori - ndr), azione che procura la sollevazione degli utenti abituati da anni a prenotare sempre al medesimo numero l'ombrellone. Nel delicato passaggio tra le amministrazioni Marin (Roberto) e Olivotto (nuovo sindaco di Grado), si ritrova a dover gestire la patata bollente riguardante la possibilità di perdita degli incassi derivati dal pagamento del ticket d'ingresso, atteso il fatto della richiesta (nazionale) di totale liberalizzazione degli arenili, penalità scongiurata grazie all'intervento politico dello stesso Marin (nominato nel frattempo consigliere regionale - ndr) a favore del mantenimento del regime di spiaggia "chiusa" almeno fino al 2014 e, oggi, prorogato. Tralasciando per brevità quant'altro Bigot fece durante il suo mandato (slot machine, rinuncia al Parco delle Rose ecc.), salto direttamente al punto oggetto della magagna inerente l'assunzione del dott. Sergio Schiavi, avvenuta il 1 giugno 2007, esattamente dopo tre mesi dall'accettazione dell'incarico in qualità di presidente della GIT S.p.A., da parte di Bigot. Il neo presidente sa perfettamente di essere stato catapultato alla conduzione di una tipologia aziendale di cui non ha la più pallida conoscenza, di conseguenza necessita di aiuto professionale per portare avanti la gestione di una azienda oltretutto in grave difficoltà generale.

5 5 Ma a chi rivolgersi senza far capire ai propri nemici di soffrire della mancanza di competenza nel merito? Qui si accende la lampadina che gli rammenta di aver conosciuto - attraverso un nipote - un giovane di belle speranze che presta la sua opera come impiegato stagionale presso l'azienda omologa di Lignano, quindi - se non altro - in grado di risolvergli il problema in tempi brevissimi. Convoca il dott. in Scienze Politiche, Sergio Schiavi al quale offre il passaggio di impiego da Lignano a Grado, aumentandone il livello contrattuale e promettendogli una brillante carriera sotto la sua ala protettrice, chiedendo in cambio dedizione totale e fedeltà assoluta che otterrà facilmente, come vedremo in seguito. Grazie al contributo incassato dalla regione che rimpingua le asfittiche casse della GIT S.p.A. con 420 mila euro accreditati in data 18 dicembre 2007, più l'inaspettato rimborso seguente ottenuto dalle assicurazioni per densità di precipitazioni piovose (chissà se De Grassi avrà pagato il premio per il 2014?...) e dalle agevolazioni causa calamità naturale (tornado del 8 agosto ndr) l'avvocato può serenamente iniziare (e poi continuare) a lavorare alla necessaria riorganizzazione aziendale, accanendosi sulle maestranze. Nel 2009, sentendosi il fiato sul collo da parte del governo di centro destra (Governatore Renzo Tondo - ndr) e ormai privo delle coperture politiche "amiche", Bigot decide di blindare il suo fedele scudiero Schiavi e, mantenendo le promesse fatte al momento della sua chiamata, si attiva a suo favore. In una seduta "tra amici" di fine dicembre 2008, il presidente caldeggia la modifica del contratto dello Schiavi il quale nello spazio di 24 ore passa dalla condizione di impiegato stagionale di 1 livello a quella di dirigente a tempo indeterminato, con il sostanzioso aumento di stipendio modificato dai precedenti 21 mila euro/anno ai 51 mila, esclusi rimborsi spese e di chilometraggio, conseguenza che porta a un totale di costo del dipendente per la GIT S.p.A. oltre la considerevole cifra di 80 mila euro attuali. Non basta. La "blindatura" corazzata viene raddoppiata con l'inserimento della clausola (tutt'ora vigente - ndr) che riconosce al dott. Schiavi una somma pari a 36 mensilità in caso di rimozione senza giusta causa. Praticamente una "tangente" di oltre 150 mila euro da versare a titolo risarcitorio più liquidazione e quant'altro. Non male per pochi mesi (effettivi) di lavoro all'anno, sopratutto allorchè si tenga presente che il "Direttore" (figura non prevista all'interno dello Statuto della GIT S.p.A. - ndr) guadagna quasi come il presidente e l'amministratore delegato assieme o, se vogliamo, quanto tre/quattro dipendenti "normali". Alla faccia della crisi e della spending review. Tuttavia, i professionisti di valore meritano la giusta retribuzione a fronte dei risultati positivi ottenuti per l'aziende dove prestano la loro opera, quindi anche l'amico Sergio rientra in questo postulato, a meno che, al contrario, il percepito non sia riconducibile a scarsi risultati operativi, quindi - unicamente - a "marchette" politiche. Nulla di personale contro l'amico Sergio ma come afferma il dott. Tirelli, "...un conto è l'uomo, un altro è il personaggio pubblico..." Non sono assolutamente d'accordo ma mi adeguo al pensiero debole "diffuso". A mio avviso oltre quanto illustrato in precedenza, il contratto proposto al dott. Schiavi contiene altre clausole che possono essere valutate come invalidanti. Ad esempio la mancata registrazione della rinuncia agli emolumenti pregressi, richiesta inoltrata (all'epoca) dal consigliere GIT Rigotto e mai evasa, oppure l'assenza - nell'occasione - del Collegio Sindacale. Un fatto fondamentale compare nell'adozione (ingiustificata) della figura del Direttore, ruolo eliminato da Marin e Bertossi nel 2005 (Comune e Regione) allorchè accogliendo le dimissioni del

6 6 sig. Jugovaz, applicavano la decisione dei soci di non gravare sulle spese dell'azienda con stipendi fuori luogo, atteso il fatto che certificava l'esistenza del presidente con funzioni di A.D. Al contrario, il presidente Mauro Bigot disattendeva quanto deciso (e verbalizzato - ndr) dall'assemblea in tema di riduzione dei costi e concedeva allo Schiavi condizioni di favore, addirittura oltre le richieste dello stesso. Infine (ma ci sarebbe ancora molto da scrivere), Bigot, nel momento in cui concede la "buonuscita" all'abusivo "Direttore", secondo me, non rispetta la norma dello Statuto aziendale che, sostanzialmente, impedisce al presidente di eccedere dal limite massimo di 150 mila euro di spesa a egli consentito (tre anni -36 mesi- x euro/anno= euro - ndr). Ritengo che, a fronte di quanto prodotto, il CDA avrebbe avuto facile vittoria se avesse voluto impugnare il contratto firmato tra Schiavi e la GIT S.p.A. In questa occasione, quindi, Bigot sembra ledere palesemente i diritti dell'azienda per agevolare quelli del neo dirigente "amico", prefigurando la possibilità di ricaduta nel conflitto di interessi e di indagine per danno erariale. Concedere a un collaboratore dei privilegi della portata illustrata, a fronte di un minimo margine operativo (spesa autonoma massima del Direttore: euro - ndr), nel medesimo momento in cui l'azienda è orientata verso una migliore proporzione tra Efficienza e Costi, non attribuisce al presidente avv.mauro Bigot medaglie di merito. All'opposto instaura una serie di dubbi e riflessioni sulle motivazioni che hanno prodotto questa decisione, in chiunque si prenda il disturbo di approfondire la questione. Nel preciso istante nel quale il presidente "scaduto", Mauro Bigot, metteva un piede fuori dalla palazzina della GIT S.p.A., già volteggiavano sempre più bassi gli avvoltoi pronti a spolparsi la carogna del Direttore, pregustando il tanto atteso momento dell'avvio alla competizione denominata "dai un calcio nei denti a Schiavi", gara alla quale si erano iscritti TUTTI, primo della lista il neo presidente avv. Marino De Grassi sulla quale figura vi scriverò domani, poichè meritevole di un capitolo dell'inchiesta tutto suo....to be continued... RIPRODUZIONE RISERVATA

7 7 INCHIESTA GIT - MARINO DE GRASSI. di Raffaele Lisco. E' il turno dell'attuale presidente della Grado Impianti Turistici S.p.A. Tutto quello che c'è da sapere sull'avv. Marino De Grassi. Se si dovesse raccontare della storia completa dell'avv. Marino De Grassi non basterebbero dieci capitoli per scriverne della vita, parole e opere, di conseguenza mi limiterò a tracciarne i punti salienti - a mio modesto avviso - sopratutto contestualizzati nel merito della conduzione della GIT S.p.A. In ogni caso, due righe di curriculum vitae si rendono indispensabili per inquadrare la tipologia di appartenenza dalla quale proviene il politico e l'uomo. Marino De Grassi, oggi sessantottenne, nasce a Grado. Compiute le scuole dell'obbligo si iscrive al Liceo Classico di Gorizia e, in seguito, ottiene la Laurea in Giurisprudenza. Editore e giornalista, collabora con importanti riviste e giornali. Prima da Repubblicano con quattro mandati nel consiglio comunale di Grado e poi da Berlusconiano, attraversa la politica locale occupando posizioni quali Capogruppo per il PDL in Provincia di Gorizia, assessore provinciale alla cultura dal 1980 all'88, responsabile regionale alla cultura per Forza Italia. Esperto in Storia Patria, curatore di Mostre dedicate alla Julia Felix e nostalgico cultore dei bei tempi austroungarici. Grande esperto del pascolo politico, si barcamena alla bene meglio fino al 2009, allorchè decide che è giunto il momento di diventare presidente della GIT S.p.A., anche per prepararsi il terreno in vista del prossimo Polo Termale. La concorrenza è forte e si manifesta attraverso la figura dell'onnipresente Roberto Marin che, dall'alto del suo posto di Consigliere Regionale di maggioranza, spinge per la nomina di Giorgio Clama a presidente e Alberto Guazzetti consigliere. Questa situazione di stallo sulle nomine permette a Mauro Bigot di allungare il suo mandato di ulteriori nove mesi, con le implicazioni di cui vi ho raccontato nel capitolo precedente. De Grassi, però, pur contando sull'appoggio del neo sindaco Silvana Olivotto e di buona parte del suo partito (Forza Italia - ndr), non riesce a "sfondare" contro Marin (Clama) e Alleanza Nazionale, rimanendo al palo per i suddetti nove mesi. Solo grazie al drastico intervento del Governatore Renzo Tondo, Marin viene ricondotto sulla "retta via" e costretto a lasciare la via libera alla nomina di De Grassi. Ad accompagnare il neo presidente il CDA composto da Gallizia e Gordini (Comune di Grado - ndr), Beretta e Guazzetti (Regione FVG). In seguito la figura di Guazzetti - a causa di un presunto contenzioso con la regione - viene sostituita con quella di Ruggero Marocco. Tutti pronti per partire alla riorganizzazione della GIT S.p.A. dato che De Grassi (da subito) non nasconde il proprio disgusto nei confronti della gestione Bigot, quindi si attiva a 360 per stravolgerne l'impianto dalle fondamenta. Primo atto in ordine di apparizione è quello di dare ordine ai consiglieri di trovare un'escamotage indolore per cancellare dall'organico il dott. Sergio Schiavi, Direttore marchiato come "uomo di Bigot" e quindi inutile per la causa, anzi, pericoloso. In seguito, il Direttore si voterà anima e corpo al nuovo padrone. (Franza o Spagna...). Marino De Grassi si distingue subito per l'abilità con cui si destreggia tra Comune di Grado e CDA, organizzando grandiose feste per gli ospiti della spiaggia, sotto l'egida di "Cortesia & Pulizia" (sic!), la creazione del "Turismo del vino" (?), la Banda Civica di Gorizia e di Grado, per sfociare alla grande con la volontà di realizzare una "cittadella dello sport" - in pieno arenile - fornita di arena da posti a sedere. Si capisce da subito

8 8 quanto al presidente sia più gradito puntare sulle strutture che sulla sabbia e la cosa si renderà palese quando vi racconterò del Ristorante Antiche Terme. Da quel momento in poi, la GIT S.p.A. non è più stata la stessa. Non è mio compito dare giudizi nel merito ma certamente posso affermare - visti i risultati postumi - che la spiaggia a pagamento ha progressivamente subito continue azioni di "gigantismo" personale, frutto di cocciute strategie che alla fine hanno dimostrato tutti i loro limiti. Tuttavia il primo anno di gestione De Grassi si chiude con un attivo pari a euro, primo e ultimo periodo confermato in positivo. Mi fermo qui - per ragioni di spazio - con la descrizione "tecnica" dell'insediamento e primi provvedimenti del presidente in carica avv. Marino De Grassi. Ci sarà modo d'ora in poi di esaminare il suo operato nei dettagli, mano a mano che affronteremo i singoli accadimenti occorsi dal 2010 a oggi. Spostando il punto focale in direzione del tema caratteriale dell'uomo, quello che balza agli occhi è l'assoluta e totale dimostrazione tirannica assunta dal presidente nei confronti di chiunque non si fosse piegato ai suoi voleri, congiunta al disprezzo delle norme e regolamenti che "dovrebbero" disciplinare il rispettoso vivere civile, tanto più in presenza di una Società "mista" a fortissima capitalizzazione pubblica. L'avv. Marino De Grassi è uso rispondere alle critiche sul suo operato a colpi di denunce, considerando l'interlocutore come un deficiente al quale non è nemmeno tenuto a dare risposta, talmente intriso dal senso di Divinità da porsi tra coloro esenti da obblighi e/o doveri verso il prossimo. Infatti non passeranno più di 24 ore dalla stesura di questo articolo prima che i Carabinieri di Grado mi chiamino per notificarmi l'avvenuta querela esposta dal De Grassi contro le mie dichiarazioni. Praticamente l'ennesima riproposizione del passato che lo ha già visto soccombente, malgrado la sua ricerca di soddisfazione più vicina alla vendetta che alla giustizia. Naturalmente, fedele al suo credo, egli è invece liberissimo di insultare pesantemente chicchessia, magari davanti a una platea di 150 dipendenti obbligati al mutismo, vomitando con il massimo candore affermazioni irripetibili sulla moralità dei suoi predecessori e/o del sottoscritto, strani esseri (per lui) dediti a ogni forma di vizio immaginabile da mente umana. Non esiste un solo dipendente, concessionario, collaboratore all'interno della GIT S.p.A. che non percepisca il presidente De Grassi come un opportunista, traditore e vendicativo personaggio dal quale guardarsi attentamente, a meno che non si appartenga all'insana categoria dei masochisti. E' notizia di pochi giorni fa della Lista di Epurazione che il presidente "simpatia" ha inteso redigere nei confronti dei dipendenti della GIT S.p.A. rei di aver parlato col sottoscritto, atteggiamento che segnala in quale sprofondo orrido sia precipitata la mente del comandante, "ciapao de le strighe" che gli appaiono davanti agli occhi, facendogli vedere nemici dappertutto. Sopratutto dove non ce ne sono. Curioso comportamento manifestato da chi non ha mai tentennato di fronte alla possibilità di mandare a morte chiunque servisse come merce di scambio per salvarsi le palle la pelle, fossero consiglieri d'amministrazione, dipendenti, "quote rosa" o colleghi politici. Fortunatamente il "cetriolone" gira e, nemmeno il più scafato dei soggetti può evitare il fatto di diventarne "custodia". Gli "esperti" che ho contattato mi hanno informato che agitarsi è peggio....to be continued... RIPRODUZIONE RISERVATA

9 9 INCHIESTA GIT - Il Ristorante ANTICHE TERME/1 di Raffaele Lisco. Eccoci giunti alla prima delle tre parti relative al capitolo riguardante il Ristorante ANTICHE TERME. Doverosamente, inizio col racconto del perchè si decide di realizzare la struttura. Con oggi comincia la vera Inchiesta. Pur con il massimo del gradimento dimostrato quotidianamente dai lettori per la mia inchiesta, fino ad ora mi sono limitato a farvi conoscere meglio i tre personaggi principali della ricerca in oggetto. De Grassi, Schiavi e Bigot - nel bene e nel male - da circa 8 anni ormai (a fasi alterne) gestiscono in maniera scellerata una società al 99% pubblica. Ricordo agli "addetti ai lavori" (che dicono di essere già a conoscenza dei fatti esposti, il che sarebbe gravissimo) che tra i lettori di GradoSpia sono presenti anche semplici cittadini e persone non di Grado, per i quali la conoscenza della storia della GIT S.p.A. non è così scontata, per cui vanno gradualmente introdotti alla materia. Del resto non ho nessuna fretta di anticipare i tempi di divulgazione frutto del mio lavoro di ricerca, casomai questa condizione dovrebbero invece averla i soci che ricordo essere il Comune di Grado, la Regione FVG, il Consorzio Itur e la Camera di Commercio (oltre a Collegio Sindacale e all'organo di Vigilanza della GIT S.p.A. - ndr), coinvolti in solido nell'obbligo di fare chiarezza all'interno di in una gestione della cosa pubblica quantomeno "ad personam. Detto questo, come promesso, oggi introdurrò - attraverso la prima parte - uno dei temi scottanti della gestione De Grassi e cioè la cocciuta, onnipotente ed illogica decisione di edificare il mastodontico locale Antiche Terme sulla principale spiaggia di Grado e per giunta nel pieno di un reparto balneare pregiato come posizione e clientela affezionata. Conti alla mano l idea nasce fallimentare all'origine, in quanto in quella zona vi era già presente il bar-ristorante dei gestori Macuc e De Ciantis che, sotto forma di concessione, pagava alla GIT S.p.A. un canone annuo di circa 35 mila euro, oltre al negozio tabacchi del signor Tortato, in seguito spostato forzatamente. Se detraiamo poi l incasso che davano circa ombrelloni con gli annessi lettini (25 euro/giorno per 30 unità per 90 giorni - ndr) anche non considerando l'indotto derivante dal numero di clienti eliminati dalla fetta di arenile, si arriva facilmente ad una cifra totale che raggiunge le svariate decine di migliaia di euro, importo da sommare ai 35 mila di mancato incasso proveniente dall'affitto del locale pre-esistente. Fatturato facile, comodo e pulito ottenuto senza impegnare un euro della società e indebitare gravemente l'azienda per gli anni a venire. A questo punto però interviene la megalomania del presidente Magno avv. Marino De Grassi che, posseduto dalla fregola di restare nella Storia al pari di un vecchio faraone egizio, intende lasciare un tangibile segno del suo passaggio ai posteri, scimmiottando la Stele di Marin (fronte Basilica - ndr), attraverso la costruzione della "sua" piramide personale. Bisogna riconoscergli che, effettivamente c'è riuscito, portando a termine l'edificazione di una bella tomba privata (politica), anche se non credo fossero quelle le sue intenzioni. Ramsete De Grassi ai primordi della sua idea intendeva addirittura piazzare un Caffè Viennese, aperto tutto l anno (?), ubicato all interno della struttura delle vecchie terme, con un costo stimato dall amico e architetto Del Zotto intorno al milione e 600 mila euro. Se fossi stato io al Governo avrei preferito comprargli una caffetteria a Vienna e mandarlo al confino. Guadagnandoci.

10 10 Esposto quindi il suo mastodontico progetto al CDA, subisce fin da subito le rimostranze dei consiglieri e, per una volta, anche del docile e strapagato direttore (?) Schiavi. Il testardo e inamovibile De Grassi a quel punto, sentendosi avversato da quelle capre arretrate del Consiglio, pretende di misurarsi con i vertici regionali (assessore Seganti e suo staff tecnico oltre a Roberto Marin - ndr) per esporre il gravoso investimento e ottenerne l'appoggio incondizionato, ricevendone, al contrario, risposta negativa. Memorabile lo scontro aspro avvenuto durante un convegno pubblico effettuato presso l'auditorium (Casa Balilla - ndr) tra l'assessore Regionale dell'epoca (Federica Seganti - ndr) e il presidente della GIT S.p.A. Marino De Grassi, occasione durante la quale l'avvocato ha rischiato di venire deposto da qualsiasi carica politica presente e futura. Deluso e scornato ma come sempre ben deciso a soddisfare i suoi capricci, a quel punto l avvocato decide di virare su un più contenuto bar-ristorante sulla spiaggia dal costo di "miseri" 500 mila euro (sic!). Immediatamente affida, quindi, all architetto Del Zotto la seconda progettazione, senza nemmeno degnarsi di ascoltare altri esperti e il direttore, tutti compatti nel cercare di ricondurlo alla ragione suggerendo un semplice manufatto - tipo quello già esistente al primo ingresso (bar Esplanade) - inutilmente. Naturalmente il presidente "egiziano" parte all'attacco senza nemmeno preoccuparsi di indire una gara d appalto fra più professionisti del settore, come da regolamento della GIT S.p.A., adottando felicemente il "Metodo Razzi": "...fatti una ristorante di cazzi tuoi...". D altronde De Grassi aveva già incautamente incaricato Del Zotto della prima progettazione pur se a conoscenza del fatto di non potere contabilizzare la parcella dell'architetto per non incorrere in danno erariale, così come era accaduto a Martinis ed al suo CDA per la progettazione della ristrutturazione del complesso Isola d Oro affidata a quel tempo all architetto Bredeon, (sentenza della Corte dei Conti del giugno 2009 che li condannava a risarcire la somma di euro alla GIT S.p.A.). Accumulando una lunga serie di violazioni, il presidente De Grassi ottiene - a colpi di fiducia - dai suoi esausti collaboratori l'approvazione dello stanziamento di 350 mila euro per la costruzione dell opera anche se, poi, naturalmente con la solita protervia, presenta i documenti al Comune solo nel febbraio del 2012 ricevendone risposta positiva appena il 30 aprile 2012 (Comune di Grado - Area Tecnica - prot.n 11411/UEP), attraverso il permesso a costruire firmato dell architetto del Comune De Luisa, a quel tempo dirigente dell'area Tecnica. La missiva spedita dall'ufficio Tecnico di Grado concede il nulla osta per "...L'esecuzione di lavori di installazione su AREA DI CONCESSIONE DEMANIALE MARITTIMA di un TAVOLATO ATTREZZATO CON TAVOLI E SEDIE e di DUE CHIOSCHI per la somministrazione di cibi e bevande presso l'arenile PRINCIPALE, ambito ANTISTANTE IL COMPLESSO DELLE "VECCHIE TERME MARINE"..." Vedremo presto che molto poco di quanto concesso trova corrispondenza nella realtà. Oltre alla sopracitata allucinante ideazione del ristorante, superata la fase di deliberazione attraverso l'utilizzo di tutto il dubbio repertorio coercitivo di cui il presidente è maestro, ora per la povera GIT S.p.A. cominciano le magagne di tipo operativo che si manifestano immediatamente attraverso un bando di affidamento dei lavori strutturali che viene emanato già il 10 aprile 2012 data in cui i permessi necessari non erano nemmeno pervenuti. Potere di preveggenza del De Grassi o collusione con gli uffici comunali? Questo l'antefatto. Domani si prosegue con il racconto sulle differenze tecniche esistenti tra il "dichiarato" e il "realizzato"....to be continued... RIPRODUZIONE RISERVATA

11 11 INCHIESTA GIT - Il Ristorante ANTICHE TERME/2 di Raffaele Lisco. Dopo l'altissimo numero di accessi effettuati ieri (5 settembre c.a. - ndr) su GradoSpia.it a seguito dell inizio dell inchiesta inerente la costruzione del ristorante Antiche Terme, nella seconda parte di oggi entrerò più nel particolare, ponendo all attenzione degli organi competenti parecchie "presunte" irregolarità o, quantomeno, stranezze che ho riscontrato ai tempi dell apertura dei lavori edili sulla spiaggia, iniziati il 7 maggio del La monumentale dependance per buffet, banchetti, mensa gratuita, concerti privati (Maieron, Capuozzo etc), pallose rappresentazioni storiche (urla in mezzo alla tormenta nella serata sul Futurismo), favori agli amici degli amici (feste sponsorizzate) e omaggi per le "assistenti", voluta a tutti i costi dal presidente Conducator Marino De Grassi, fin dalla fase di inizio lavori presenta, nei confronti dei testimoni in loco, forti motivi di perplessità. A quel tempo quasi tutti a Grado risultarono scandalizzati di fronte alla visione di un cantiere recintato sulla spiaggia - durante la stagione estiva - e parecchie persone protestarono sui social networks e quotidiani. In aggiunta varie foto furono scattate a riguardo. Anche il sottoscritto - per conto di Gradospia.it - era tra i presenti sul posto, impegnato nel seguire la vicenda e ascoltare i commenti della gente e degli addetti ai lavori. Solo in seguito sono riuscito a entrare in possesso delle planimetrie, piantine, specifiche tecniche e la relativa documentazione ufficiale (e non) che potessero comprovare i miei dubbi fondati, attraverso il materiale faticosamente raccolto, inerente alcune presunte irregolarità nella costruzione dell opera. Nel terzo e conclusivo capitolo - per ora - sul ristorante Antiche Terme analizzerò le azioni dei professionisti incaricati (e pagati) dalla GIT S.p.A. in qualità di Responsabili dei procedimenti tecnici e strutturali del progetto, protagonisti ricorrenti all'interno dell'indagine in oggetto, sul quale impegno professionale diretto avrò molto da specificarvi. Indispensabile, tuttavia, mettervi subito al corrente del gravissimo e inspiegabile fatto che - a mio avviso - può essere interpretato come la certificata ammissione sull'illegimità dei ruoli gravate sul ristorante Antiche Terme. Tutto ha inizio nel momento in cui ottengo un documento ufficiale, al quale tutti possono accedere in quanto di libera consultazione, depositato in Camera di Commercio a Gorizia e cioè il verbale di assemblea del 4 marzo 2013 (accessibile però parecchio tempo dopo) della GIT S.p.A., momento in cui il Rais De Grassi - su richiesta di chiarimenti da parte dei soci - scarica la patata bollente sui terzi, (come è solito fare al pari del suo gemello, Edoardo Maricchio) in questo caso, specificatamente sul "prescelto" consigliere di amministrazione Gordini, a quel tempo segretario del PD gradese. Incredibilmente ma seraficamente Gordini, nell'occasione afferma:...i motivi del ritardo di apertura del cantiere sono da attribuire alla burocrazia, colpevole di aver messo il CDA - tra maggio e giugno ( ndr) - in condizioni di emergenza. Senza un PERSONALE IMPEGNO come DIREZIONE LAVORI (?) - dichiara candidamente il consigliere - i ritardi per l apertura sarebbero stati superiori....

12 12 Personalmente non ho nulla da eccepire contro le competenze generali dell'ex consigliere, tuttavia, l incredibile ammissione in sede pubblica di Gordini rientra nella categoria appartenente alle suicide autodenunce. Esattamente nel preciso istante in cui dichiara (a verbale - ndr) alla proprietà - di aver abusivamente sostituito i responsabili tecnici indicati alle Autorità, confessione che avrebbe dovuto portare all immediata richiesta - da parte dei soci stessi - di spiegazioni o di una ispezione (in Italia il direttore dei lavori - soggetto che risponde penalmente e civilmente di fronte alla Legge - deve essere un tecnico abilitato, per esempio, un architetto o ingegnere edile - ndr), invece, salvo prova del contrario, viene lasciato al sottoscritto (sic!) il compito di dover informare il pubblico su come andrebbe applicata la normativa in questa povera Italia. Soprattutto a Grado. Non se ne abbia a male il sig. Gordini ma la notizia è di grande importanza - in sede di inchiesta - e mi stupisco come un buon manager di livello, come lui, abbia potuto scivolare in un trappolone facilmente intuibile. Si consoli pensando che compariranno - nei prossimi capitoli - molti altri nomi di "intrappolati" a seguito della gestione De Grassi. Vediamo chi erano i responsabili - comunicati alle Autorità - per la costruzione dell opera: committente avv. Marino De Grassi, responsabile dei lavori dott. Sergio Schiavi (aridaje), direzione dei lavori e opere strutturali ing. Cristin, direttore opere architettoniche arch. Dario Del Zotto. Il nome di Gordini, quindi, non è compreso in questa lista, di conseguenza la domanda da porsi è fin troppo scontata: a quale titolo, autorizzato da chi e con quali scopi egli svolge un compito non ufficializzato e, soprattutto PERCHE'? Appurato che, se la gara dovesse compiersi su chi è il più cocciuto tra De Grassi e il sottoscritto, mi autonominerei campione per distacco, quindi, trovate le risposte, ne conoscerete i motivi nella prossima puntata. In quel periodo gironzolando attorno al cantiere si notava una grande confusione, anche perché sulla tabella esposta al suo esterno troneggiava la datazione di fine lavori nell ordine delle tre settimane circa, pertanto, oltre a creare disagio ai poveri bagnanti attigui (paganti - ndr), meritevoli di poter usufruire di una spiaggia e non di un cantiere, gli operai ed i tecnici dovevano lavorare molto più del tempo normale previsto dai contratti di lavoro sindacali, condizioni sfavorevoli per i lavoratori, per i clienti e per le maestranze della GIT S.p.A. Per chi? Facile risposta: per sottostare ai voleri dell atterrito presidente De Grassi che temeva per la sua poltrona e relativi accrediti futuri, atteso il malaugurato caso in cui il ristorante non fosse stato inaugurato entro i tempi previsti e dichiarati. Detto questo, dallo studio delle mappe in mio possesso (affidato a un professionista abilitato pagato personalmente - ndr) sorgono forti dubbi sull'applicazione dell'osservanza che impone l'obbligo di l'indire una gara per l assegnazione dei lavori idraulici ed elettrici (come da regolamento GIT S.p.A. approvato nel settembre 2011 e consultabile nel sito web dell'azienda - ndr) In difetto di tutto ciò, decine e decine di migliaia di euro sono andate a chicchessia, disattendendo le più elementari norme di Legge. Un'altra domanda che mi sono posto è come si spieghi che in un opera che viene definita come realizzazione di...un tavolato e due chioschi..., fosse servito edificare una sovradimensionata struttura composta da 88 pali interrati e 75 piastroni di cemento armato di oltre 4 tonnellate ciascuna. Del resto, mentre il responsabile dei lavori (il "solito"direttore della GIT S.p.A. dott.sergio Schiavi - ndr) andava a guadagnarsi un'altra gradita "provvigione", visibilmente annoiato, apparendo ogni tanto sulla sua fiammante e costosa bicicletta con freno a contropedale, io partecipavo - come testimone - alle urla e baruffe tra operai e tecnici, fin da subito in grave difficoltà e ritardo sul cronoprogramma. A me risulta con certezza che ci fosse una sovrapposizione nei disegni, precisamente nell'occasione in cui l impianto elettrico sarebbe dovuto passare dov'era già ubicato l impianto idraulico pre-esistente (conferma della grave difformità dai disegni presentati dalla Società para-pubblica e approvati - senza indugio - dall ufficio tecnico del Comune). Credo sia lapalissiano aspettarsi che, prossimamente, gli organi competenti si rendano parte attiva di un controllo ispettivo, visto che anche mio nipote di cinque anni sa che acqua ed elettricità - mescolati assieme - non sono la miglior garanzia di sicurezza.

13 13 Le infinite discussioni tra tecnici sull ampiezza e portata dei supporti che avrebbero dovuto reggere i quattro angoli delle enormi piastre di cemento appoggiate sui pali, i getti di cemento fatti e non previsti dai disegni per le pavimentazioni dei chioschi, condizione che - se divulgata - avrebbe immediatamente giustificato la chiusura del cantiere da parte della Sopraintendenza, in quanto la concessione è legata alla completa rimovibilità della costruzione e ripristino totale dell'area alla condizione originaria, aggiungono altri elementi poco chiari alla regolarità della costruzione. Non bastasse tutto questo, i gravi problemi di tenuta della struttura "ballerina" che si è subito inclinata, non appena i piastroni sono stati poggiati sui pali, ha costretto a numerosi interventi di "rattoppo", influendo - giocoforza - sui costi in continua lievitazione. Una mattina, per esempio, vidi con i miei occhi due operai - che parlavano slavo e mezzo italiano - intenti con una macchina fresatrice a lisciare le grandi piastre di cemento color terracotta (costate il 30% in più del normale - ndr). Per due giorni li ho seguiti in questo improbo lavoro. Al terzo giorno, ritornato ai margini del cantiere, invece di un bel pavimento color marroncino mi ritrovo una fiammante e costosissima pedana in legno appoggiata sopra i lastroni di cemento color terracotta (e non color cemento). Tutto il lavoro di fresatura dei piastroni che, probabilmente, avrebbero dovuto formare il famoso tavolato su cui edificare i due chioschi è scaduto - in sole 48 ore - a materiale utile per gli archeologi quando troveranno i resti della GIT S.p.A.? Non sarà che il sopravvenuto cedimento strutturale andava mascherato con una costosa pedana in legno? Risparmierò (provvisoriamente) ai lettori di GradoSpia le ulteriori incongruenze - visibili o meno - che si potrebbero riscontrare dall'esame tecnico della struttura, lasciando questa incombenza a chi di dovere. Sempre se ci sarà la volontà, da parte degli Organi di Vigilanza, di determinare eventuali illeciti, oppure di lasciar perdere ignorando in blocco la mia inchiesta informativa. Certamente, da ieri, NESSUNO potrà più nascondersi dietro un provvidenziale "...NON SAPEVO..."....to be continued... RIPRODUZIONE RISERVATA

14 14 INCHIESTA GIT - Il Ristorante ANTICHE TERME/3 di Raffaele Lisco. Concludo il trittico dedicato alla storia del Ristorante Antiche Terme ubicato all'interno della GIT S.p.A. di Grado, con le riflessioni più evidenti che mi auguro, siano sopraggiunte anche a voi dopo essere stati messi a conoscenza dei "segreti" emersi da questa inchiesta. Detto, nella puntata precedente, sulle gravi difficoltà di gestione subentrate con la costruzione del ristorante Antiche Terme nei pochi giorni concessi alla ditta incaricata per la realizzazione dell opera, si rende indispensabile ritornare alla grave affermazione del consigliere di amministrazione Riccardo Gordini, verbalizzata dal "fortunato" (e opportunista) "direttore" dott. Sergio Schiavi, nel corso dell assemblea dei soci del 4 marzo Ci eravamo lasciati con la domanda sul perchè Gordini si fosse sbilanciato in una simile dichiarazione autolesionista. Dilettantismo manageriale? Tendenza al masochismo? Costrizione da ricatto morale? Niente di tutto questo. Molto più semplicemente perché la sua affermazione è reale e provata sulla sua pelle (assieme a quella dell altro consigliere, Ruggero Marocco). Per la maggior parte del tempo di apertura del cantiere infatti l ing. Cristin (direttore dei lavori ufficiale - ndr) risultava in ferie e, quindi, assente dal cantiere per cui, dimostrata la chiara incompetenza tecnica in possesso del "nominato per riconoscenza" responsabile dei lavori dott. Sergio Schiavi (laureato in Scienze Politiche), ai due consiglieri Gordini e Marocco (terzo e quarto Direttore dei Lavori, a loro insaputa - ndr) fu imposto di prendere delle scelte operative non di loro competenza e contro legge (obbligati dal presidente De Grassi). Collaboratori delegati, di conseguenza, a fornire istruzioni agli stralunati e sconcertati operai e tecnici dell azienda appaltatrice, lasciati allo sbando nella direzione di cantiere. A mio avviso, altre difformità si potrebbero nascondere nell'erezione del muretto di cemento dell'altezza di 1,70 metri, che dai disegni di progetto avrebbe dovuto ancorare la struttura nella parte più distante dal mare verso il vialetto, opera muraria per la quale non mi sentirei di rischiare un centesimo sulla sua realizzazione, mentre la diga a mare, - ovvero la protezione posta sotto il bordo della pedana per impedire a una eventuale mareggiata di erodere il sottofondo - sarebbe dovuta essere (secondo i famosi disegni approvati dall'ufficio Tecnico di Grado) di 1,5 metri di profondità e che, invece, a occhio e croce sarà di massimo 75 cm., cioè esattamente la metà del dichiarato. Tra nervosismi, litigi, contrattempi e amenità varie è ovvio quindi che il prezzo del manufatto sia poi uscito dal controllo delle delibere approvate in CDA. La cosa più grave, poi, è che nel documento emanato dal comune di Grado per la realizzazione dell opera si evidenzia chiaramente che:...i disegni di progetto devono essere perfettamente eseguiti in scala e le quote devono CORRISPONDERE A VERITA'. In caso contrario - scrive sempre l ufficio tecnico - il presente permesso di costruire è DA RITENERSI NULLO E DI NESSUN EFFETTO.... Incrociando i dati di cui vi ho informato e la specifica regolamentare sopradetta, si potrebbe ravvisare l'insorgere di un palese abuso edilizio? In un Italia nella quale se, da privato cittadino, sbagli (per dolo o negligenza) ad aprire una veranda, aggiungere un gabinetto o ristrutturare un cornicione a casa tua, rischi di commetere un reato penale, estinguibile - fortunatamente - con l'oblazione di salatissime multe, di tutte queste difformità attuate su demanio statale causate dalla negligenza dei dirigenti di una S.p.A. al 99% pubblica, a quali misure sanzionatorie dovremmo affidarci per ottenere giustizia? Altro fatto che all epoca mi ha lasciato alquanto perplesso è se fosse stata eseguita una analisi idro-geologica (prevista per legge - ndr) del fondale sotto la piattaforma, ricerca indispensabile per la verifica del tipo di composizione dei materiali solidi sui quali appoggiare meglio i pali interrati. Questo sospetto mi è sovvenuto allorchè sono stato informato da fonti più che attendibili, che gli stessi pali sono stati tutti interrati con la lunghezza di 15 metri (quindi presumibilmente nella sabbia), mentre avrebbero dovuto - a mio avviso - essere ridotti, nelle varie parti, in lunghezze

15 15 differenti, adempiendo correttamente al loro utilizzo in funzione della composizione del sottosuolo, come poggiare su fondo duro, per l'appunto. Resta appurato,comunque, che se il costo delle opere strutturali previsto inizialmente era stato dichiarato in euro, come si è arrivati - in corso d'opera - a raggiungere un totale di spesa pari a quasi quattro volte il budget stanziato inizialmente? Logica vuole che se prevedi che i piastroni di cemento dovranno fungere da base e unica piattaforma, li comprerai più belli, costosi e colorati (circa il 30% in più rispetto allo standard - ndr) adottando materiali "speciali" quali - ad esempio - la terracotta. Se però i suddetti "piastroni" poi non li lasci asciugare il tempo necessario per consolidarsi - come prevedono le procedure conosciute anche da un semplice geometra - perché sei pressato dalla fretta di chiudere il cantiere, è chiaro che una volta posizionati poi cederanno crepandosi, come puntualmente è avvenuto. A quel punto non ti resterà altra scelta che ordinare - in tutta fretta - una pedana in legno, obbligandoti a spendere un altra montagna di soldi. Dei contribuenti. Danari che sono al 99% pubblici, provenienti da sanguinose tasse e gabelle e non "mecenaticamente" cacciati dalle tasche dell avv. Marino De Grassi, soggetto notoriamente più incline a "prendere" che a "dare". In attesa di smentita mi sento di affermare che la volontà "unilaterale" del presidentissimo Marino De Grassi di regalarci un baraccone di cui non sentivamo affatto il bisogno, non è stata altro che il solito ripetitivo scandalo gentilmente offerto da coloro che, investiti del potere decisionale, si lasciano assuefare dalla più logora "erezione da potere". Da lunedì alzerò il tiro - asciugando i "petardi bagnati" - raccontandovi di quanto sia facile adottare - senza pericolo di reazioni - il "metodo Razzi", a Grado (provincia di Marte - ndr), cioè di come ci si possa sostituire ai Regolamenti, trasformando una serie di doveri (retribuiti - ndr) in esclusive zone di proprietà privata all'interno delle quali proclamarsi Imperatore con diritto di vita e di morte sui propri sudditi. Non ne sono sicurissimo ma giurerei di "conoscere" almeno un altro personaggio di siffatte caratteristiche. Ci vediamo lunedì. Non perdetevi GradoSpia.it. Vi assicuro che ne varrà la pena....to be continued... RIPRODUZIONE RISERVATA

16 16 INCHIESTA GIT - LAVORARE IN GIT/1 di Raffaele Lisco. Continua l'esposizione di quanto scoperto dall'indagine sulla gestione della GIT S.p.A., durante la gestione presieduta dall' avv. Marino De Grassi, in quota centro-destra. Da oggi iniziano i capitoli inerenti alle condizioni obbligatorie da adottare, per poter lavorare nell'azienda. Terminato, per il momento, l approfondimento sull affaire Antiche Terme, avevo progettato di prolungare l inchiesta per tutto il mese, rendendolo il settembre nero del condottiero avv. Marino De grassi e del dott. Sergio Schiavi ma, come sovente succede, l ispirazione mi ha convinto a prendere una strada diversa "per il bene del paese", anticipandovi il piatto forte del menù sulle malefatte realizzate dal duo composto dal braccio e dalla mente della GIT S.p.A., De Grassi/Schiavi. Accantonerò, provvisoriamente, l enorme mole di materiale in mio possesso inerente al ristorante incriminato, preferendo esporvi le imprevedibili risultanze di una giornata qualunque d'inizio stagione 2014, presso il comprensorio della GIT S.p.A. Come spiegato nelle puntate precedenti dell inchiesta, l avv. Marino De Grassi aveva fortemente voluto (pestando i piedi come un bambino capriccioso), la realizzazione del costosissimo mausoleo enogastronomico - che poi ha gestito ed utilizzato come fosse di sua proprietà - anche se, mai e poi mai mi sarei aspettato nascondesse comportamenti stupefacenti nella maniera che vado a esporre. La mattina di sabato 3 maggio decido di andare a comperare sigarette e giornale dall amico Paolo Tortato (...ora, poveraccio, rischierà di essere espulso dal presidente-dittatore De Grassi, reo di aver parlato con il sottoscritto, come già accaduto ad altri dipendenti della GIT S.p.A.) affittuario - in concessione - del negozio ubicato proprio a lato del Ristorante Antiche Terme. Noto che il chiosco bar risulta aperto ed in piena attività, presidiato da un giovane cameriere che si aggira per i tavoli tra i clienti, coadiuvato da un attempato ma professionale barman che da dietro il bancone prepara le bevande. Il chiosco della cucina risulta, invece, chiuso, come già avevo avuto modo di osservare nei giorni precedenti (gironzolavo in quella zona in vista dell apertura della stagione ufficiale del 1 maggio 2014). Inaspettatamente il chiosco/cucina viene aperto da un signore che ci sembra essere il cuoco del locale, dipendente già in forza nelle stagioni precedenti. Fin qui niente di anormale ma, a un certo punto, sopraggiungono in bicicletta e con tutta fretta, un manipolo di addette alle pulizie della GIT, accompagnate da un capo spiaggia. Immediatamente, un paio di signore si mettono all opera alacremente per pulire di tutto punto la saletta mostre della palazzina attigua al ristorante e, in seguito, iniziano a riassettare anche la cucina. Percepiamo una sensazione di curiosità e avvicinandoci, sentiamo qualche sussurro proferito - a mezza bocca - dalle efficienti lavoratrici che bisbigliano sull'apertura del ristorante per la realizzazione di una festa importante in programma nella serata. Convinto di non aver scoperto nulla di interessante abbandono la spiaggia, ripromettendomi - eventualmente - di ritornare sul posto nel pomeriggio inoltrato, con l'intenzione di capire di quale happening si trattasse. Verso le 18 mi ripresento e, in pieno delirio investigativo, mi accomodo cercando di passare inosservato (sono Spia...) mimetizzato a turno tra i bancali esterni del negozio di Paolo Tortato, oppure in

17 17 fondo al tavolato del ristorante Antiche Terme, dove vi sono dei divani in vimini e, nascosto da occhiali da sole, cappellino ben calcato in testa e quotidiano con i buchi per gli occhi, osservo gli eventi. Quasi subito, scorgo il sopraggiungere del presidente De Grassi accompagnato dalla sua assistente di sempre, la professoressa Marina Bressan con cui si è formata - negli anni - la coppia "culturale" delle ultime estati gradesi. Insieme hanno regalato graditi momenti di spettacolo nei locali della GIT, proponendo al pubblico rappresentazioni austro-asburgiche, siparietti storici e cene di gala ricche di ogni ben di Dio. Una bella coppietta, ben affiatata e complementare l'uno con l'altra. La saletta - ristrutturata - delle vecchie terme, nel frattempo, vista la temperatura non proprio estiva, era stata preparata alla perfezione per uno dei munifici banchetti ai quali ci ha abituato il De Grassi in questi anni e, alla spicciolata, erano arrivati (all'incirca) una trentina di selezionati invitati. Mi era sembrato di capire che si sarebbe trattato della celebrazione del compleanno della prof.ssa Bressan che, gentilmente, faceva gli onori di casa e accoglieva gli ospiti. Giustamente non invitato, ero tornato a gironzolare attorno al semi-aperto chiosco cucina (saracinesche mezze alzate - ndr) scorgendo all interno, il medesimo cuoco visto al mattino e un altro aiutante. In qualità di emarginato, osservavo partire il rinfresco a base di bottiglie di bollicine, stuzzichini e portate varie. Davanti a tanta opulenza mi venne l acquolina in bocca ma, purtroppo, a causa della ferrea dieta alcoolica e alimentare, potevo solo sbavare, consolandomi nel fumare l ennesima sigaretta - anch'essa proibita (sic!) - sedativa. La serata si concludeva con il taglio della torta da parte della festeggiata, con il sempre gagliardo e sbarazzino presidente De Grassi a suo agio nella parte del mattatore, abilissimo nell'intrattenere gli "ospiti" con il suo apprezzatissimo vocione baritonale. Detto questo penserete che sono diventato più matto (e "rosicone") del solito. Invece, come sempre, vi sbagliate. Già durante il rinfresco offerto dalla GIT S.p.A. in occasione dell'inaugurazione della stagione estiva 2014, avvenimento in programma annualmente il 1 maggio, avevo annusato puzza di bruciato (mi aggiravo tra la folla - con taccuino annesso - fasciato nei miei pantaloni rosso fuoco) notando strani movimenti - in entrata ed uscita - dal chiosco cucina delle Antiche Terme che a quel tempo avrebbe dovuto essere chiuso. Torniamo alla "festa di compleanno". La saletta attigua al locale Antiche Terme dovrebbe essere in realtà una "sala mostre", quindi non possiede (probabilmente) l agibilità necessaria per la somministrazione di alimenti e bevande, ne consegue che la stessa sia stata utilizzata "abusivamente" nell occasione (e chissà in quante altre) dal presidente De Grassi, per celebrare il compleanno della sua amica. Ricordo che se un simile comportamento fosse messo in atto da un esercente "privato", il sorpreso imprenditore andrebbe incontro all immediata chiusura del locale, con salata ammenda accessoria. Secondo: i camerieri e barman hanno stazionato nel locale e in servizio fin dalla mattinata, di conseguenza se ne deduce che debbano aver effettuato un monte di ore straordinarie cospicuo per adempiere agli ordini del presidente De Grassi, bisognoso di aprire il ristorante con celerità, fregandosene del fatto che in quel momento fosse ancora chiuso al pubblico, pur di "regalare" il bene pubblico in oggetto alla prof.ssa Bressan, trasformandolo in un pied à terre privato. Incredulo e disgustato dall'essere capace di formulare pensieri così vergognosi, ho cercato di trovare smentita liberatoria e, invece nei giorni seguenti, dopo vari sopralluoghi ho avuto conferma che alle Antiche Terme, nel periodo descritto, si effettuava solo il servizio di bar. Del cuoco individuato non vi era più presenza fino a circa metà maggio, con il chiosco cucina rigorosamente chiuso. I due sospetti più gravi però ve li ho riservati per ultimi e cioè: il cuoco utilizzato per cucinare il rinfresco della prof.ssa Bressan dal presidente De Grassi era regolarmente in servizio e assunto a quell epoca dalla GIT S.p.A.? Dovevo trovare assolutamente risposta a questa domanda, di conseguenza, volli andare a fondo.

18 18 A fine servizio avevo notato i due cuochi sistemarsi le divise ed entrare nella saletta a raccogliere i complimenti della festeggiata e del presidente padrone di casa, per poi dirigersi negli spogliatoi attigui, ergo il presidente era a conoscenza della loro presenza e sarà difficile che nell'occasione scarichi le responsabilità su altri, per esempio il direttore del personale dott. Sergio Schiavi che comunque era comparso un paio di volte a controllare che tutto procedesse per il meglio nella preparazione della cena. Quella sera poi, il presidente ha saldato (come prevede la legge, ed il normale decoro) il conto del rinfresco così gravoso in termini economici per la struttura della GIT S.p.A.? Se non lo avesse fatto immediatamente, come prevede la legge stessa, avrebbe dovuto farsi rilasciare dai baristi/camerieri un documento non fiscale per non incorrere in pesanti sanzioni da parte della Guardia di Finanza, per esempio. Personalmente, dato che mi sono sobbarcato circa quattro ore di appostamento e chiuso il locale con i dipendenti, questo non è apparso evidente ma, giusto per non sembrare il solito "talebano", concederò - provvisoriamente - il beneficio del dubbio e l onere per "qualcuno" di controllare. Incombenza spettante ai Soci, Collegio Sindacale, Organo di Vigilanza, Corte dei Conti, Magistratura etc. Molti consiglieri regionali di tutta Italia sono stati inquisiti in questi anni (giustamente, se colpevoli - ndr) per ingiustificato e controverso utilizzo del denaro (a volte piccole somme) e della cosa pubblica. Come si comporteranno, a riguardo del presidente De Grassi, gli organi competenti? Andranno a verificare la correttezza delle sue azioni intraprese durante la sua gestione aziendale? Dimostreranno il buon operato del dirigente, anche a salvaguardia della sua immagine oggi compromessa (anche) dalla mia Inchiesta? Da oggi inizierà un duro lavoro negli uffici direzione, ragioneria e personale della GIT S.p.A., faticoso sforzo che investirà il "direttore" Schiavi e le vessate addette (chissà quante ne avranno viste) uniti in solido per cercare di mascherare le "presunte" - a mio avviso - gravissime irregolarità di quel sabato 3 maggio presso il ristorante Antiche Terme, luogo di proprietà esclusiva dell avv. Marino de Grassi e in sub ordine della GIT S.p.A. Non pensate che sia finita, dal web mi hanno mandato un video (vedi sopra) - girato durante l'inaugurazione GIT del 1 maggio che, presumo, diventerà presto virale, girato da qualcuno evidentemente molto scontento dell operato che lo "scoperto" presidente Marino De Grassi ha imposto alle maestranze. Uomini e donne tenute alla catena sotto minaccia, attraverso il braccio armato del suo "personale" direttore, Sergio Schiavi. La produzione che vi mostro, non mi vede in alcun modo protagonista, pertanto declino ogni responsabilità, anche se appare evidente che gli autori sono simpatizzanti di GradoSpia, avendo utilizzato del nostro materiale fotografico. Difficile attribuire un volto al regista che diffonde il filmato attraverso servers anonimi. "Anche le formiche nel loro piccolo s incazzano" (Gino & Michele, Matteo Molinari)...to be continued... RIPRODUZIONE RISERVATA

19 19 INCHIESTA GIT - LAVORARE IN GIT/2 di Raffaele Lisco. Siediti lungo la riva del fiume e aspetta: prima o poi vedrai passare il cadavere del tuo nemico (CONFUCIO). Giunti ormai all ottava puntata dell'inchiesta sulle malefatte del trio Bigot (comprimario ma non troppo), Schiavi, De Grassi e altri che incontreremo prossimamente, vi devo commentare - doverosamente - l articolo di ieri (7 settembre) dentro al quale era inserito un video di autore anonimo (visibile sul link Video Inchiesta GIT ) filmato che ha registrato un grandissimo numero di accessi. Per i navigatori curiosi che hanno voluto gustarsi i sei minuti di montaggio diffusi da uno sconosciuto incavolato, il retrogusto deve essere stato sicuramente agro-dolce e ve ne spiego il perché. Dolce, per le scene e lo stile del montaggio (tipo Iene o Lucignolo - ndr) accessoriato dai divertenti inserti ma, allo stesso tempo, agro, perché i contenuti e le accuse sono devastanti in tema di decoro e legalità, al pari di quelle che ho registrato di persona nella giornata del 3 maggio, in occasione della "festa" al ristorante Antiche Terme. Nel video, spiccano le pompose e roboanti dichiarazioni del presidente De Grassi, il quale ribadisce, a più riprese, alla folla di convenuti accomodati ai piedi "suo" pulpito, (agglomerato di spettatori ben separati dalle medesime autorità che a tutt'oggi risultano assenti), di avere governato senza sprechi, impegnato in una gestione simile a quella di un buon padre di famiglia. Non conosco a sufficienza il suo focolare domestico, tuttavia posso senza dubbio certificare che di sprechi non ne ha compiuti, in quanto le sue azioni (pubbliche?) hanno sempre avuto la caratteristica invidiabile del pro domo sua. Da sempre ossessionato dal desiderio di controllare un ristorante d'èlite (costruito con i soldi dei contribuenti - ndr) lussuosa location ove mettere in scena le sue rappresentazioni storiche (Futurismo, Sissi, elogio dell Eros, Asburgo ecc.) coadiuvato dalla fedele assistente" - frau Bressan - ed intrattenere con lauti banchetti, gli ospiti scrocconi - a suo giudizio V.I.P. - il presidente De Grassi è caduto nel pacchiano errore di calpestare - per eccesso di onnipotenza - ogni regolamento e legge vigente sul territorio italiano, comportamento illegittimo per un normale cittadino, quindi, a maggior ragione ingiustificabile se adottato da un amministratore di beni e denari pubblici. Nel corso del rinfresco del 1 maggio, il presidente in carica è solito da sempre concedere il panem - sotto forma di un po di affettati e bibite - ai futuri clienti della GIT S.p.A., bocconi al popolo serviti dai bagnini, mentre ai suoi invitati di prestigio riserva un banchetto ben recintato e protetto, sotto il tendone adiacente la palazzina uffici, al quale noi abbiamo preso parte a distanza, sorseggiando dell acqua minerale portata da casa. Gli ospiti di "rispetto" del presidente De Grassi trangugiano fritture, verdure pastellate, tartine e ogni altro ben di Dio, delicatessen offerte con l'accompagno di vini pregiati del Collio e spumanti d.o.c., naturalmente serviti da professionisti a livello di cuochi e barman. La stagione estiva - ancora distante, a maggio - si permette il lusso di non collaborare col presidente De Grassi impedendo bastardamente l'uso (e abuso) del personale "di livello", professionisti non ancora regolarizzati sul Libro Matricola per ovvi motivi, di conseguenza, l'incauto presidente vorrebbe fare bella figura ma non si può permettere l'assunzione prematura di inutili (e costosi) dipendenti stagionali che già dal 2 maggio diventerebbero superflui, attesa la contrazione turistica esistente. Oltretutto, come farebbe altrimenti a mantenere il suo stipendio, quello obbligatoriamente aggiunto dell'indispensabile neo A.D. Mauro Bigot (quest'anno - ndr) e, soprattutto, le retribuzioni fuori controllo del "direttore" Sergio Schiavi? L'unico mezzo disponibile resta quello della richiesta "libera" ai futuri assunti in GIT, offrendo loro la scelta "autonoma" di venire a prestare servizio gratis - per il bene della causa aziendale - condizione per la quale i "nominati" possono scegliere se rispondere SI o SI. Oppure negarsi e cercare un altro posto di lavoro per l'estate.

20 20 L uso coercitivo e strumentale delle assunzioni, nell Era De Grassiana, è assurto - ultimamente - a vertici inaccettabili, essendo stato tra l altro approvato (settembre ndr) un chiaro regolamento dalla GIT S.p.A. Di questo argomento scriverò nelle prossime puntate, dove scopriremo il sistema del bando ad personam, diabolico sotterfugio congegnato dal duo De Grassi (committente) e Schiavi (esecutore dell opera). Naturalmente, come fatto fino a questo punto, produrrò alcune testimonianze dirette dei partecipanti a un bando che, pur presentando ottime qualifiche sono stati ignorati dagli esaminatori (De Grassi/Schiavi tanto per non essere monotoni) e, in seguito, addirittura sorpassati da emeriti sconosciuti/e (se si eccettua il "padrinaggio" politico), soggetti che i bandi nemmeno sapevano cosa fossero. Il posto di lavoro l'hanno avuto detti "miracolati" (ca va sans dire), grazie al potere delle amicizie senza le quali è impossibile (attualmente) entrare alla GIT S.p.A.. Andando comunque a leggere la normativa in vigore che definisce le sanzioni inflitte al responsabile di un utilizzo in nero del personale, la legge prevede "...l immediata chiusura dell esercizio pubblico dove il lavoratore prestava servizio, quindi un ammenda di 1950 euro per la riapertura, più una sanzione di 4000 euro per ogni persona trovata fuori regola..." (500 euro invece per difformità nell orario di lavoro dei part time), con "...la segnalazione alla banca dati dei datori di lavoro irregolari..." (per monitorare eventuali recidive future). In questo periodo poi il potere ispettivo è stato allargato dal solo Ispettorato del Lavoro anche alle Forze dell Ordine (Guardia di Finanza - ndr) organismi autorizzati ai controlli in ogni azienda. Recentemente, sono assurti alla cronaca parecchi casi di datori di lavoro colpiti dalle inflessibili sanzioni di legge. Prima del termine della mia Inchiesta è prevedibile che, in direzione ed ufficio personale alla GIT S.p.A,. si verificherà un intenso traffico di dipendenti ai quali, secondo la predisposizione, sarà usato il "bastone" terroristico, oppure - al contrario - la "carota" paracula, garanzia per graditi avanzamenti di carriera e stipendio, prossimi venturi. Nel frattempo continuo a domandarmi se le autorità competenti saranno altrettanto inflessibili contro l indifendibile presidente De Grassi (sempre se risulteranno fondate le mie accuse contenute in questa Inchiesta - ndr) che è, oltretutto, avvocato (sic!) quindi, in teoria, di leggi e regolamenti dovrebbe intendersene almeno un po. Siccome ne ho conosciuti tanti in possesso di un titolo accademico valido quanto una "busta di fave", ritengo che per entrambi gli ultimi due presidenti di pari Laurea, i Codici di procedura possano servire unicamente come fermaporta. Chissà cosa pensano di tutto questo presunto marcio i neo eletti consiglieri di amministrazione Della Valle, Bredeon e Lovato e se avranno la voglia e la convenienza di reggere il moccolo al trio fantasia (Bigot/Schiavi/De Grassi) apparendo a loro volta, come utili idioti. Senza nemmeno averne goduto i frutti. E i consiglieri del Comune di Grado, indistintamente raggruppati tra maggioranza e opposizione? Soci fantasma di una partecipata in cui figurano (attualmente) tre azionisti "reali", ben diversi dai quattro "ufficiali", amministratori unici autorizzati all'ingrasso personale, senza limiti? Perchè non cambiare alla GIT il suffisso S.p.A. in S.p.s.a.R.? (Società Privata senza alcuna Responsabilità - ndr). Mi aspetto (senza alcuna polemica) che il dott. Enzo Tirelli vada oltre le tiepide richieste a De Grassi di relazione esplicativa sul suo operato ai consiglieri comunali, sopratutto ora che gli ho servito su un piatto d'argento tonnellate di informazioni che gli permetterebbero - finalmente - di inchiodarlo. Se non coglierà questa golosa occasione, non avrà più alcuna scusa per non aver agito. Dal Partito Democratico non mi aspetto nulla, dato che la Capogruppo/Segretario locale Angela Giorgione è visibilmente immobilizzata dall amicizia con Schiavi, oltre alla conosciuta sponsorizzazione primaria per l'ingresso di Bigot e relative commistioni col Sistema protagonista in GIT. Da Maricchio (PierEdi) ancora meno, dato che se cade uno anche l'altro si sbriciola. Forse i consiglieri di potrebbero sollevare il problema, anche se, il (NON) averli visti all'opera negli ultimi mesi, mi porta a credere che rimarrò deluso dal loro operato, purtroppo ancora lontano - nonostante la buona volontà - dall'assomigliare a un rivoluzionario tentativo di cambiamento. Spero di sbagliarmi e mi auguro che Raugna, Facchinetti e Tognon ci sorprendano in positivo.

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