N.1 Aprile-Maggio 2012 S.Giovanni in P. Castelmaggiore Minerbio. Corso Eda 2011/2012

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1 Corso Eda 2011/2012 Il corso EDA è stato per noi una bella scoperta, abbiamo potuto appurareche la memoria ancora esiste,non ci siamo annoiati, abbiamo imparato cose nuove. I professori sono stati molto accoglienti, pazienti e simpatici.dobbiamo riconoscere che la più grande scoperta sono stati soprattutto i compagni.all inizio pensavamo che sarebbe stata una cosa formale, chiacchiere di circostanza fra un intervallo e l altro. Invece che bel gruppo! Ci sono persone molto gradevoli. C e la simpatia travolgente di Emilia, la riservatezza di Bianca e Fatima, e come non parlare della timidezza di Loksana?La sensibilità di Bruno e poi il sibilo del telefonino di Dixon.Un altro capitolo sono i capelli: quelli lunghi e lucidissimi di Loksana e il caschetto rosso con ciuffo di sbieco di Lin Ciu.C è Faith che ha le extencions e recentemente si è fatta le treccine bionde, sta molto bene.nel nostro gruppo si sono inseriti due giovanissimi ragazzi: Steven e Valentino. Sono molto monelli e simpatici, ci ricordano il gatto e la volpe.abbiamo anche due giovani coniugi marocchini: Ilam e Achim, formano una bella coppia.e poi i nostri professori: il lunedì c e Stefano grande storico, che quando spiega sembra di ascoltare la voce narrativa di superquark.il martedì ci sono Annalisa e Giovanna. Annalisa ci coinvolge con le vignette di inglese rendendo divertente questa materia.giovanna ci massacra con l informatica però, ci ha insegnato tante cose utili.il mercoledì c e Andrea che bella riscoperta la matematica grazie a lui! Quando spiega biologia sembra un enciclopedia vivente, ogni piccolo particolare viene accuratamente descritto.il giovedì c e Ada con italiano, quando la vedemmo la prima volta aveva una folta chioma di capelli ricci, la volta successiva sembrava un altra persona:dove sono finiti i riccioli?ci piace molto quando legge i racconti o i temi, mette molta intensità e ci pare di assistere la scena di un film, trasmette vitalità. Peccato che l anno scolastico sia volto al termine Magari torniamo a rifare la terza media il prossimo anno, chissà che altri non ci seguano? ANNA E SALVATORE 1

2 Non è mai troppo tardi Mi chiamo Gabriella ho 69 anni voglio raccontare la mia esperienza in questa scuola.si chiama EDA IC SANGIOVANNI in PERSICETO CENTRO TERRITORIALE PERMANENTE. Ho trovato un ambiente bello pieno di umanità e professionalità. I professori fanno un lavoro immenso col poco materiale a disposizione. La loro è veramente una missione! Vera passione per l insegnamento. I bidelli e tutto il personale sono sempre gentili e accoglienti. Gli i studenti sono quasi tutti stranieri ed hanno difficoltà con la lingua italiana, questo mi fa un po tenerezza. Ho detto a questi ragazzi che potevano chiamarmi nonna e loro lo fanno veramente e vedo dell affetto nel loro comportamento. Sono contenta se posso aiutarli nella comprensione di un esercizio o se posso suggerirgli qualche parola che loro non conoscono. Ho toccato con mano i veri problemi del loro inserimento a scuola, per la fatica che devono fare a seguire le lezioni. Tutto questo mi fa riflettere. Facciamo abbastanza? Non lo so, Ultimamente abbiamo varato molte leggi razziste e come cittadina italiana me ne vergogno. Ma questo diritto alla licenza media è un diritto conquistato nel passato che ci fa onore. Mi auguro che la saggezza nel prossimo futuro, prevalga sull egoismo e la paura del diverso, e da entrambi le parti sparisca. I conflitti religiosi rimangono un grosso problema e sono convinta che non basti una generazione. Solo la cultura, la conoscenza della storia, la comprensione della lingua e un minimo di benessere, potranno portare serenità,tolleranza e speranza di futuro. La mia esperienza è stata fantastica, il rimpianto per non aver potuto continuare gli studi è sempre stato grande. Vivere l ambiente scolastico, stare in mezzo ai professori era un sogno e ora sono riuscita a realizzarlo. Sono Raffaele Delle Cave mi trovo qui per la licenzia media anche se e un po tardi.provo a scrivere un po di me, nella mia vita o sempre pensato di fare qualcosa E o iniziato a lavorare da piccolo trascurando la scuola, pensando che era il meglio per me.ma sicuramente e stato un errore e lo dimostro frequentando il corso serale. ormai sono un uomo di 33 anni con un mio lavoro e non lo cambierei mai.sono felicemente sposato da 6 anni con una bimba di 4 e un altro in arrivo.sto qui per la mia famiglia, anche se per me e un sacrificio. Dopo 10 ore di lavoro al giorno,ma sicuramente e la cosa più giusta che io posso fare,anche se e poco ma e il giusto esempio che posso dare ai miei angeli. Mia moglie si chiama Carmela e veniamo da Napoli per vivere e crescere i nostri figliqui al nord, sperando per un futuro pieno di pace e serenità.la mia bimba si chiama Nicole e frequenta il primo anno di asilo,cosa dire essere un papà e la cosa più meravigliosa a questo mondolei con un sorriso mi fa dimenticare tutti i problemi,e con un abbraccio mi dà la carica per risolverli.e quindi sono proprio fortunato. Carmela é dolcissima con me e con la nostra Nicole,Ci amiamo ancora come 10 anni fa ansi molto di più.tra poco arriva la pasqua e per noi e la prima festività che rimaniamo a Bologna.a Napoli abbiamo tutti i nostri parenti e quindi saranno molti dispiaciuti forse più di noi passeremo la Pasqua con amici, mia moglie si e organizzata con paura di rimanere da soli,abituati a festeggiare con tutta la famiglia mi terrorizzava un po ma ora e tutto risolto. Comunque va bene così. 2

3 Il Viaggio di un padre Singh Razinder parte dall India, dal Punjab (nord dell India), la regione dei Sikh. I Sikh hanno una religione basata sul sincretismo di Induismo e Islam. Non hanno le caste, sono monoteisti ma considerano le divinità indù emanazioni del Dio unico. Singh parte dall aeroporto di Nuova Delhi con altri 40 suoi compagni, destinazione Mosca. Da Mosca iniziano un odissea fino in Italia. Solo 4 arriveranno. Il viaggio è durato un anno, usando tutti i mezzi possibili, ma la gran parte del viaggio si è svolta a piedi. Per 1 anno e 1 giorno la famiglia di Razinder non ha avuto sue notizie: pensavano fosse morto. Il momento più difficile è stato in Germania, dove sono stati fermati e scambiati per pakistani e quindi, per le autorità tedesche, sospetti terroristi. Razinder e i suoi hanno mostrato le loro divinità, i tedeschi hanno compreso non trattarsi di islamici permettendo loro di proseguire il viaggio. L immigrazione Appena arrivato in Italia Singh ha chiamato la sua famiglia e poi ha trovato lavoro in una stalla. Dopo 10 anni la famiglia l ha potuto raggiungere. Quando racconta Singh ha un attimo di mestizia : il ricordo dei compagni perduti durante il viaggio, fermati, arrestati, ammalati, finiti chissà dove. L'immigrazione è un fenomeno antichissimo,causato da condizione di malessere e disagio. L'uomo si sposta verso zone o paesi più ricchi per trovare un vita migliore. Si parliamo dell'immigrazione verso l'europa i suoi protagonisti provengono dai paesi dell'africa, dell'india e dell'america Latina. Questi paesi per secoli sono state sfruttati per le loro ricchezze dai popoli Europei che li hanno colonizzati. Tutto questo sfruttamento di risorse primarie e manodopera ha impedito la costruzione di una base economica da dove partire. La miseria,la fame e la disoccupazione,tutti queste condizioni spingono quotidianamente questa povera gente ad imbarcarsi su piccole barche e affrontare un lungo viaggio in mare, mettendo la loro vita in pericolo per sbarcare poi sulle Coste dell'europa.essi sperano di trovare un terra migliore che offra loro sopratutto un lavoro ed un integrazione nella società. Ma molti di loro muoiono nel mare mentre viaggiano.negli ultimi tempi la guerra ha aumentato l'immigrazione verso l'italia data la sua posizione geografica nel Mediterraneo.Queste persone danno allo stato italiano gravi problemi,infatti è impossibile accogliere tutta questa povera gente nei centri di accoglienza.ayad 3

4 Crisi in Italia La crisi economica ha avuto avvio nei primi mesi del 2008 in tutto il mondo, in seguito a una crisi di natura finanziaria scoppiata nell'estate del 2007 (negli Stati Uniti). Tra i principali fattori della crisi ci sono gli alti prezzi delle materie prime (petrolio prima di tutto). Circa 2,243 milioni di persone sono senza lavoro. Un milione sono donne, 1,243 milioni sono uomini. Il peggioramento della disoccupazione a dicembre è quasi esclusivamente dovuto alla componente maschile.io adesso vivo in Italia e non mi piace che anche in questo paese ci sia la crisi. La situazione è difficile sia per gli stranieri ma, anche per il popolo italiano. Dobbiamo cambiare qualcosa. Dobbiamo chiedere al Governo italiano che faccia qualcosa per gli stranieri. Mi chiamo Amandeep Singh, ho 22 anni, vivo in ITALIA dal Abito in un appartamento con altre 4 persone e paghiamo di un affitto di 580 euro. Dal 2008 lavoro in una fabbrica come operaio lucidatore di parti d automobili. Sonostato inquadrato con il secondo livello e oggi sono al terzo. Quindi lo stipendio è aumentato un po. Guadagno euro al mese e mi sento sottopagato. Nella fabbrica siamo in maggioranza immigrati di varie nazionalità. Sembra che gli italiani non vogliono fare più questo lavoro in quanto pesante e poco remunerato. Mi sento in ogni caso fortunato rispetto ad altri in perchè ho un contratto da apprendista a 36 mesi. Prima facevo tanti straordinari, ora invece sto lavorando, come gli altri. Insomma, soltanto le otto ore previste dal contratto. Nonostante abbia un lavoro, da quando è iniziata la crisi economica, la vita è diventata più dura anche per me. Sono da solo però devo dividere tutte le spese con i miei amici. Poi c'è anche il costo per lo spostamento per lavoro da San Giovanni in Persiceto a Osteria Nuova. Conta anche il colore della nostra pelle. Il mio capo non ha lo stesso comportamento con stranieri e con gli italiani. I primi anni in ITALIA ero pieno di speranza. Aspetto sempre tempi migliori perché per mantenermi qua servono sempre più soldi. Ed eccomi a far fatica per arrivare alle fine del mese e per di più senza famiglia. E questo solo per sopravvivere. LA VITA ALL ESTERO Mi chiamo BAH HADJA. Sono africana vengo della GUINEA. Voglio parlare di immigrazione. Il mio sogno era quello di venire in Europa per i miei studi e anche per migliorare le mie condizioni di vita perchè pensavo che une volta qui tutto sarà risolto. Vivo qui da un anno. Gli italiani sono molto razzisti. Ogni giorni, noi stranieri siamo vittime di tutti i tipi di discriminazione su tutti i fronti. Non c è un buon lavoro per noi. All estero per esempio, le donne fanno le faccende domestiche perché non c è lavoro qui per noi donne e siamo obbligati a fare questo per sopra vivere in questo paese e inviare denaro alle nostre famiglie in Africa che pensano che qui abbiamo tutto. Ma in realtà abbiamo nulla. Conduciamo due vite qui e li.invece gli uomini lavorano nelle fabbriche dove vengono sfruttati come macchine sono anche tenuti a rispettare perché non hanno altri mezzi. Le loro famiglie si appoggiamo esclusivamente su di loro. ho scelto di venire qui, ma è stata piuttosto una necessità. Viviamo nella speranza e con pazienza.speriamo di avere quello che cerchiamo qui.con il tempo siamo qui soprattutto per lavorare pensando molto à quello che abbiamo lasciato. Le nostre famiglie sono molto povere non hanno nemmeno abbastanza da mangiare e spesso qualcosa con cui vestirsi e non hanno per le case in cui rifugiarsi. Alla fine sono questi i veri motivi per cui siamo qui. 4

5 storie di donne africane Mi chiamo Bebe Adele vengo dal Douala Camerun siamo di abitanti. A casa mia quando un bambino si ammala gravemente lo portiamo all ospedale però bisogna avere i soldi in tasca e darli agli operatori sanitari, dopo di che vengono i medici a visitare. E poi ti danno una impegnativa per continuare la cura con le medicine.la popolazione del Camerun chiede aiuto che non arriva mai al popolo più povero.di conseguenza la mortalità è molto alta.mi auguro che la democrazia arrivi anche nel mio paese. Che sia più giustizia sociale, più umanità e la ricchezza interna venga distribuita al popolo più povero. Ciao mi chiamo Leontine e vengo da un piccolo villaggio che si trova in Costa d Avorio, in Africa. Qui ci sono state molte guerre create del politici. Ho visto gente innocente morire. Purtroppo ci sono altri paesi che fanno ancora la guerra. Spero che nel mondo non ci sia più la guerra ma soltanto la pace e la gioia nel mondo. Amate ciò che è bello. Vi parlerò di me quando sono arrivata in Italia. Ho trovato difficoltà ad esprimermi in lingua italiana, poi con un po di fortuna ho cominciato a lavorare in una famiglia dove ho imparato a parlare Italiano con i gesti. 5

6 Mio nonnomi diceva che l uomo bianco non è capace di fare male neanche a una mosca. Io cosi piccola ci credevo e come, e alla grande. Finché non sono diventata grande, mamma di due ragazze non mi sono mai posta delle domande, non so cosa avesse visto mio nonno nell uomo bianco, da farlo vedere puro come un santo in terra. Non importa. Sono partita da casa mia con questo pensiero preciso: non troverò nessun ostacolo a vivere nel paese del uomo bianco, paese delle favole per la mente del mio nonno. E questo mi ha dato lo spuntoper raccontare la mia storia. Sono nata in Eritrea in un piccolo paesino chiamato Keren a 92 Km dalla capitale (Asmara), verso nord vicino al Mare Rosso. Nella mia terra la temperatura è mite il clima è molto ventilato. Di giorno si sta bene, non è un caldo afoso, alla mattina ci vuole una maglietta con un giubbino di lana, verso mezzogiorno la terra si scalda un po, ma non è mai troppo caldo sista bene con abiti a manica corta. Tutto sommato questa aria mi manca molto. Tuttora qui mi mancano il sorriso dei bambini e le parole sagge degli anziani. Io incosciente arrivai in Italia 20 anni fa con tanta gioia e con un contratto di lavoro avuto tramite persone della mia terra che vivevano in Italia. Ho avuto la fortuna di verificare ciò che diceva il mio grande nonno che ho amato tanto nella mia vita. Pensando a lui arrivai a Roma dove dovevo cambiare aereo per andare a Bologna. Cercando di capire qual era il mio volo persi l aereo. Capii che mi toccava dormire a Roma. Dove non avevo idea. Pensai che lì, comunque, chiunque mi avrebbe aiutato, ero convinta di essere nel paese delle meraviglie. Infatti trovai una persona carina, di origine etiope, ma cittadino italiano, che mi portò in una piccola pensione e mi disse: tranquilla domattina andrai a Bologna. Cosi passai la notte tutta beata. Il giorno dopo ore 11 ero già a Bologna. Bella Bologna un paese sconosciuto diverso dal mio. Non c era tempo da perdere, dopo due giorni andai a lavorare con la signora della mia terra, che mi aveva trovato il posto, che mi spiegò di cosa mi dovevo occupare. E stato molto difficile. Ma non ho perso tempo. Dovevo anche salvare le mie ragazze da tutto ciò che era capitato a me. Perciò andai avanti convinta sicura che nessuno mi poteva far sentire strana. Vivevo come fosse tutto e nella normalità. Mi trovai in difficoltà per la lingua italiana ma, non stavo male mangiavo, bevevo, gustavo la cucina bolognese. Ero trattata bene, mi insegnavano l italiano, come si usa l aspirapolvere, il battitappeti la lavatrice, la lavastoviglie, tutto ciò che serve per mantenere la casa. Tutte cose che non avevo mai visto, mai usato. Cosa dire : è stato bello, mi ha permesso di dare senso alla mia vita. Più passava il tempo più pensavo a ciò che diceva mio nonno cominciavo a capire che non corrispondeva alla realtà. L uomo bianco non era diverso da me. L uomo cattivo c era anche qui, furbo, aveva lo stesso cattiveria dell uomo nero. Tutto uguale. Il buono e il cattivo c erano anche in Italia. Negli occhi e nei pensieri del mio nonno l uomo bianco era un angelo in terra! Chissà chi aveva incontrato mio nonno? L Eritrea è stata ex colonia Italiana. Mio nonno era un uomo credente e aiutava chi aveva bisogno sia per mangiare che per bere. Era talmente buono che c era anche qualcuno che se ne approfittava. A lui non importava che lo sfruttassero, per la sua mente era giusto a fare cosi. A noi nipoti ha insegnato il rispetto e la fede e ad aiutare chi aveva bisogno. Mi ricordo che la domenica, il latte che veniva munto lo portava dove cèrano bambini e mamme. 16 anni fa mio nonno morì con le sua idea dell uomo bianco angelo in terra. Io ancora oggi penso a mio nonno con grande nostalgia guardando e toccando una realtà, molto diversa dalla sua.tsigaye 6

7 Per l'imperialismo è più importante dominarci culturalmente che militarmente. La dominazione culturale è la più flessibile, la più efficace, la meno costosa. Il nostro compito consiste nel decolonizzare la nostra mentalità.» Il Capitano Thomas Sankara è stato un leader molto carismatico, per tutta l Africa Occidentale sub Sahariana. Cambiò il nome di Alto Volta ed è stato il primo presidente del Questi elementi combinati tra loro hanno contribuito a farlo considerare e soprannominare come il Che Guevara africano Dopo un colpo di stato nel novembre 1982, che porta la potere Jean Baptiste Ouedraogo, Sakanra divenne primo ministro. Venne presto destituito dal suo incarico e messo agli arresti domiciliare in seguito alla visita di Jean-Cristophe Mitterrand, figlio del allora presidente francese Francois Mitterrand. L arresto di Sankara e di altri suoi compagni Burkina Faso, e si impegnò molto in favore di riforme di radicali per eliminare la povertà. causòuna rivolta popolare, che sfociò in una vera e propria rivoluzione guidata da egli stesso nel 1983 e divenne dell Alto volta,il cui nome fu cambiato in Burkina Faso. L obiettivo di Sankara era la cancellazione del debito internazionale: gli riuscì invece l obiettivo di dare due pasti e 10 litri di acqua al giorno a ciascun abitante. SAKANDE IBRA Intervista di Valentino ad ChenJIan WEN ZHOU è il nome della sua città natale, dove è vissuto per 14 anni.per quanto riguarda la scuola, quella elementare dura 6 anni, poi ci sono 3 anni di scuola media infine c è la scuola superiore che dura 3 o 5 anni.in CINA le lezioni iniziano alle ore 7 :30 e continua fino alle ore 15, per le elementari, 17 per le medie, 16 :30 per le superiori. C è la possibilità di andare a studiare il sabato pomeriggio ma è a pagamento. Contrariamente alla scuola italiana la intervallo è 30 minuti per mangiare. scuola in Cina è superiore cioè i prof sono più severi. Le classi sono molto più numerose rispetto a quelle italiane infatti ci possono essere dai 30 ai 50 alunni in quelle più grandi.non c e la merenda alle ore 10 ma il pranzo alle ore Anche in Cina alle scuole medie esci senza \genitori.gli sport più praticati nella scuola sono il ping pong, il basket, e atletica:il calcio e molto famoso ma non lo possono giocare perché non ci sono i campi da calcio. Ultima notizia riguarda la durata degli intervalli: dopo ogni lezione ci sono 10 minuti di pausa. 7

8 Un giorno mia nonna... Sono nato nel 1978 in un posto non molto ricco, però molto carino e importante per la mia crescita. I primi 10 anni sono stati i più belli e semplice della mia vita. Insieme con mio fratello [più piccolo] siamo cresciuti in una piccola casa in campagna dove c'erano tutti gli animali domestici, tanti alberi e dei bei fiori. Era un paesaggio fantastico e per molto tempo ho creduto che il sole si svegliava nel bosco alla mattina per giocare con me, e alla sera si nascondeva nei campi di grano dandomi la buona notte. Eravamo una famiglia unita, tranquilla e senza pensieri, dove la rabbia e la noia non esistevano. Quando ero piccolo mi piaceva tanto andare a scuola, giocare a nascondino con mio fratello e a la sera ascoltare la mia nonna raccontare delle favole. Io sono il più grande, e i miei genitori pretendevano più da me, e tante volte sono stato sgridato per colpa di mio fratello piccolino e questo mi rendeva molto triste. E così una sera mia nonna mi racconta una favola triste e voglio che anche voi la sentite.una primavera una quaglia, quasi morta di stanchezza, perché arrivava da lontano (dall'africa) si fermò in un campo verde di grano,vicino a un rovo. Dopo che si fu riposata un paio di giorni cominciò a raccogliere rametti e foglie secche e costruì un nido sopra una collina di terra, in alto rispetto, al terreno per non prendere le piogge. Poi per 7 giorni, ogni giorno fece un uovo e a cominciò a covare come una gallina. La differenza e che la gallina covava sotto il tetto e la quaglia stava fuori a freddo e alle piogge senza muoversi per non far annegare nell'acqua le uova.dopo 3 settimane vennero fuori 7 pulcini carini che cominciarono a camminare alla ricerca di cibo e quando la quaglia li chiamava, subito andavano vicino a lei.in giugno quando i contadini arrivarono per raccogliere il grano, il pollo più grande non corse veloce quando la madre lo chiamò. E non essendo capace di volare, un ragazzino la prese in suo capello. Che paura ebbe quando si senti stretto nella mano di quel ragazzo! Il cuore picchiava più forte del mio orologio. Però fu fortunato. Un uomo vecchio pregò per lui."lascialo giù Mario non vedi quanto e piccolo?" Quando vide che era libero, il quagliotto veloce corse da sua madre raccontando la paura che aveva avuto. La madre gli disse:"vedi cosa succede quando non mi ascolti? Quando sarai grande potrai fare tutto quello che vorrai, adesso sei piccolino devi fare il bravo e ascoltare la mamma." E così il secondo mese imparano a volare. La mamma li faceva uscire solo la mattina e la sera quando era meno pericoloso.alla fine di agosto quando i quagliotti giocavano tranquilli, si sentì una carrozza che si fermava davanti a loro e una voce che diceva: "Nero aport." La quaglia madre capì subito che era un cacciatore. Ordinò ai figli di stare zitti e di non muoversi da terra. Quando il cane si avvicinò a loro, la quaglia spiccò il volo vicino a terra al circa un metro davanti a cane, ingannando il cacciatore che aveva paura di sparare verso di lei per non colpire il cane. Nello stesso tempo il quagliotto più grande senza ascoltare quello che aveva detto la madre, si alzò in volo e il cacciatore lo colpì nell'ala facendolo cadere in un rovo, difficile da raggiungere. Così lo abbandonò riprese la sua strada. Arriva la sera e la quaglia si accorse che le mancava un figlio, cominciò a cercarlo e lo trovo con un'ala ferita. Con il passare dei giorni si rese conto che e impossibilitato a volare, e vedendo i sui fratelli che potevano volare diventò molto triste. Chiese alla madre: "Mamma è vero che un giorno riuscirò anch'io a volare?" "Certo!" Gli rispose la mamma, nascondendo il dispiacere di vedere il figlio soffrire.all'inizio di ottobre le giornate belle e calde, si trasformarono in giornate umide e fredde. Si vedevano nel cielo gli uccellini che emigravano verso le regione più calde. Il cuore della quaglia era spezzato, da una parte voleva andare a passeggiare con i figli sani, e dall'altra rimanere con il suo piccolo malaticcio. La stagione era diventata molto fredda obbligando così la quaglia a prendere una drastica decisione. Pensò: "Invece di far morire tutti i miei figlioli devo col male in cuore, abbandonare questo che ormai è ammalato". E cosi si alzò in volo senza guardare indietro, il figlio le gridava: "Ti prego non mi lasciare qui da solo!" Il piccolo provò a seguire la madre ma, non ce la fece rimanendo sullo stesso posto. Li seguì con gli occhi finché non si 8

9 persero nel cielo. Dopo tre giorni tutto era diventato bianco per la neve e il freddo era più imponente. Mentre il piccolo si immaginava di volare insieme ai suoi fratelli, e di ascoltare la voce della madre cadde morto vicino a quel rovo.oggi ho 33 anni e sono padre di un bambino bello e bravo. E finché i miei genitori saranno vivi, io mi sento un bambino che ascolta sempre i suoi genitori. UTA MARIN Cultura & spettacolo LA MUSICA REGGAE Il reggae è un genere musicale originario della Giamaica essenzialmente discendente dallo ska, ma sviluppatosi propriamente come leggera variante del rocksteady. Esso inoltre, almeno nelle sue forme classiche, trae elementi dalla musica popolare giamaicana (mento, calypso) ma soprattutto dagli influssi R&B e soul nordamericani in voga negli USA in quell'epoca.questa musica è solitamente accostata a periodi e movimenti giunti successivamente deviando e filtrando il genere musicale verso altre strade, 9

10 completamente opposte a quelle delle sue origini e delle primissime diffusioni giovanili. Con l'avvento del culto religioso rasta, capeggiato da Bob Marley, il primo reggae infatti morì definitivamente. Marley trasformò il reggae non solo sotto l'aspetto musicale e ritmico, ma lo diffuse come culto vero e proprio, cambiando notevolmente quelle che erano le radici pure di questo specifico sound. Fu proprio con l'arrivo del roots reggae, che l'autenticità del sound originario scomparve per sempre[1]. In origine sostenuto da rude boy e skinhead, il reggae divenne poi simbolo del culto religioso giamaicano chiamato rastafarianesimo. In italia non è molto conosciuto il reggea, gli adolescenti ascoltano musica House, electro anche se non tutti ma la maggior parte.. il reggea è completamente diverso: ti da, amore ma soprattutto pace.. le persone pensano che solamente perché ascolti il reggea sei un fan di bob marley pensano che sei un drogato Io non ritengo che la marijuana sia una droga, di fatti in alcuni paesi in Olanda, in Spagna, in Canada e in undici stati degli USA l'uso della cannabis a scopo medico è già consentito, in altri paesi europei ed extraeuropei l'argomento è al centro di accesi dibattiti sia sul piano scientifico che su quello etico. la quindi si può dire che non tutti quelli che ascoltano il reggea fanno uso di stupefacenti. Il picco massimo di popolarità a livello mondiale venne raggiunto negli anni settanta, in particolare con il sottogenere roots reggae. La sua popolarità tuttavia continuò durante gli anni ottanta e tutt'oggi gode di un vasto pubblico soprattutto nelle sue forme più moderne come la dancehall. LUMNI CUCALA L abbigliamento tradizionale Marocchino Il Marocco è un paese dove la moda tradizionale è un fenomeno culturale molto importante. L abbigliamento marocchino è molto curato in tutte le occasione. Ci sono abiti tradizionali da donna, uomo e bambino.il kaftan è un vestito lungo composto da 2 o 3 pezzi. Molto spesso è confezionato su misura perché vada a pennello alla donna che lo indossa.i modelli sono tantissimi. Si porta soprattutto nelle feste di matrimonio con delle cinture speciali, spesso d oro, chiamate MDAMMA. Ci sono altre cinture più semplici che si abbinano alla borsa. Va detto che per fare un kaftan si usano tessuto speciali, che vanno dal satin duchessa, passando per taffetas, shantung di seta, organza, sino ad arrivare a preziose tessiture in oro damascate. Anche per i ricami vi é l imbarazzo della scelta. E una professione antica, che si va perdendo e che richiede maestria, colpo d occhio e un gusto eccelso per i particolari anche minimi. Oggi c é un ritorno alle antiche broderie, sovente con ramage di fiori che si chiamano Jarda (giardini), ricamate quasi sempre sul décolleté.se il caftano marocchino colpisce di meraviglia chi lo osserva, la sua creazione non è così semplice come sembra. Dal taglio alla confezione, passando per i ricami, questa ottava meraviglia del mondo esige arte e mestiere. I sarti devono essere minuziosi. Per la creazione è indispensabile una buona mano d opera ma, la scelta del tessuto è quella che decide il modello e la vestibilità finale. Nella Medina di Marrakech si trovano ancora dei bambini che aiutano i loro genitori durante la fase del ricamo. Con le loro piccole dita possono facilmente aprire matasse di seta che si ingarbugliano e incrociare i fili di colori con una facilità esterna.col tempo tutto cambia! Anche il kaftan marocchino è cambiato: alcuni stilisti l hanno modernizzato (anche troppo in alcuni casi) e adesso ci sono kaftan scollati, kaftan jeans etc In ogni caso che sia un vecchio, un 10

11 moderno ogni kaftan ha una sua clientela. NB: ci sono costumi tradizionali anche per uomini( ne parleremo presto).la djiellaba: è un altro abito da donna lungo con un cappuccio. Tradizionale tunica, generalmente di colore blu (ampia, comoda e in grado di difendere dal caldo). La djellaba era l abito prediletto da Lawrence d Arabia nelle sue scorribande, a dorso di dromedario, durante la Rivolta Araba contro l Impero ottomano ne corso della prima guerra mondiale. Richiamando l abbigliamento delle tribù nomadi, la djellaba simboleggia la povertà e la semplicità dell esperienza dei raid di attraversamento del deserto. Il materiale con cui viene confezionata è un particolare tessuto ( tipo gabardine ) filato a mano nei villaggi di montagna. Nella più fantasiosa versione femminile, è spesso ricamata in oro e molto elaborata. C è un modello che si porta per andare a fare la spesa, perchè consente di uscire anche con un pigiama sotto, è molto semplice e il tessuto non è molto caro. Ci sono anche djiellaba molto eleganti che si portano con foulard, scarpe e borsetta abbinati. Sotto la quale si porta spesso il Kaftan. CIERBIL e una scarpa da donna, simile ad una pantofola. Può essere di vari colori: giallo, rosso, grigi, si indossa con certi costumi tradizionali marocchini e anche con la elegante djiellaba. L abbigliamento completo prevede oltre ad una semplice camicia di tela, i serwal, pantaloni ampi sui fianchi e stretti sul fondo. HASNA Storia berbera Mi chiamo Halima è sono nata in Marocco ad Agadir e sono berbera. I berberi si chiamano I Mazighen cioè uomini liberi, sono gli abitanti autoctoni del Nord Africa. II loro territorio si estende dall ovest dell Egitto all Oceano Atlantico e dal Mediterraneo al deserto del Sahara sono presenti in dodici paesi e sarebbero circa 80 milioni di abitanti in tutto il nord Africa. Agadir è una città turistica situata nella regione di Souss dotata di un grande porto, delimitata da una parte dall Atlantico e dall altra parte dalle montagne dell Atlas. È stata ricostruita in seguito al terremoto del 1960 che l ha distrutta quasi completamente. Agadir è il capo lungo Du souss-massa-daraa dove proviene la maggiore parte degli agrumi marocchini per il mercato interno ma, soprattutto per l esportazione. In questa zona del Marocco cresce l antichissimo albero di argane unico nel suo genere al mondo. Il suo olio, prezioso usato nell alimentazione e nella cosmesi è oggetto d interesse di molti e case cosmetiche mondiali. La cucina marocchina è fra le migliore cucine del mondo. Prende forma con una grande varietà di ricette. Le più famose sono il cous cous, il Tagine, la Bestilla, il pollo arrosto, il Kadab e harira la pasticceria marocchina è molto varia. Il pane è un elemento essenziale, si usa molto per accompagnare tanti piatti. Nei piatti marocchini le spezie sono molto presenti e varie tipo lo zafferano che si coltiva sul posto, Il capodanno berbero si festeggia il 13 gennaio. IL 2012 che corrisponde all anno berbero Imilchil è un festival di matrimonio collettivo combinato ad un avvenimento culturale e commerciale che rispecchia la cultura berbera. L importanza della musica nella quotidianità dei marocchini la rende molto ricca e variegata. Nella cultura berbera la donna gode di un gran rispetto e ha potere di decisione nella famiglia. La storia dei berberi è ricca lunga e complessa. Il nord africa ha conosciuto la costituzione di tanti regni berbere di grande influenza nel mediterraneo e nel mondo. Fra i grandi sovrani citiamo Sheshonq I, 10 secolo a.c. faraone egiziano di origine berbero della Libia. Massinissa, a.c. primo re della Numidia unificata e figlio dei Tassili gaia. Grandi storici, scrittori 11

12 N.1 Aprile-Maggio 2012 e viaggiatore berberi tipo Ibno Khaldon, Ibno battuta e Tariq ibno ziad e tanti altri sono spacciati libico-berbero, già attestate nelle iscrizioni libiche del primo millennio a.c. Esempio di scrittura in tifinagh: Agadir: Io slogan amazifh dice: La persona, la terra e la lingua Imazighen, cioè i Berberi, sono una popolazione europoide dell Africa del Nord (tamazgha) Sembra che almeno fino all età del Bronzo (circa 1200 a.c.), tra le popolazioni berbere fosse piuttosto diffusa la S.Giovanni in P. Castelmaggiore Minerbio depigmentazione, come carattere genetico, documentata anche da pitture rupestri del Tassili e in iscrizioni egiziane (vedi Popoli del Mare). La depigmentazione sopravvive in forma residuale ancora oggi particolarmente tra i berberi dell Atlante in Marocco che non raramente hanno occhi azzurri e capelli rossicci, come è anche testimoniato dagli spagnoli per i Guanci delle Canarie. HALIMA IL MATRIMONIO MAROCCHINO Il matrimonio si festeggia quando due ragazzi vogliono sposarsi,oppure quando la famiglia decide che è conveniente unirli. Tuttavia se la fidanzata non vuole, il matrimonio non si celebra invece, se accetta si fissa la data. Se la futura sposa,è giovane viene preferita perchè è più facile che quello sia anche il suo primo fidanzato. Lo sposalizio viene festeggiato in due giorni prima a casa della ragazza. Poi in quella del ragazzo ed è proprio questa ultima la festa più importante.dopo aver fissato la data, il futuro sposo porta alla sposa l anello, il vestite i gioielli che indosserà nei giorni del matrimonio. In quel periodo la sposa chiama una donna anziana che in arabo si chiama ngafa, la quale cerca di renderla la più bella della serata. Durante questi giorni la sposa con l aiuto della ngafa cambia sette volte le vesti. Il primo abito è fatto di pizzo pregiato bianco, ornato d oro e può comprendere il velo. Gli altri vestiti le vengono prestati e sono molto vistosi. Anche le mani sono oggetto di decoro. Infatti la ngafa non dimentica di decorale con una tintura chiamata hennè. Si mangiano diversi cibi: minestra (harra), chibakia. Un dolce bagnato nel miele, una pagnotta (baghrir) e datteri. I festeggiati si scambiano un dattero e del Latte, questo gesto ha un significato di abbondanza, felicità e fecondità. Lo sposo che inizialmente sfoggia un abito classico da cerimonia in seguito indossa una dgelaba bianca. I suoi amici che si raggruppano in un altra stanza o tenda separati dalle donne. Qui la ngafa decora con l hennè la mano destra dello sposo. Questo rito prende il nome d grama,e gli uomini fanno molti regali. le donne invece restano in una stanza separata a chiacchierare a scherzare. È usanza maschile ricevere danzatrici che fanno un piccolo spettacolo.viene chiamato poi un lettore, pagato per leggere pezzi del corano, per ricordare le azioni e i gesti più significativi della loro religione. I bambini per l occasione indossano un abito bianco e tengono in mano un candela. L ultima notte gli sposi vengono caricati su portantine molto belle preziose, e trasportati da familiari fino alla loro macchina.durante il tragitto i parenti cantano una canzone in per di proteggere i giovani per tutta la vita. Gli sposi salgono su una automobile adorna di fiocchi bianchi e fanno il giro del paese suonando il clacson anche se è notte fonda, in modo che tutti sappiamo del loro matrimonio.vanno poi in un albergo in un altro paese, in luna di miele. HILAM 12

13 N.1 Aprile-Maggio 2012 S.Giovanni in P. Castelmaggiore Minerbio Le feste del mio paese che mi porto nel cuore. Gli ucraini amano molto riposarsi e celebrare le feste più diverse - vecchie e nuove, pagane e ortodosse. Ma ci sono le feste del mio paese che hanno il un valore particolare, che hanno attraversato la loro epoca e continuano tutt'oggi rallegrarci. Queste feste mi piacciono tanto e ogni anno io le ho aspetto con grande impazienza. Anno Nuovo - 1 gennaio Sicuramente, una festa amatissima, e più sentita in Ucraina da adulti e bambini è il Capodanno con la quale comincial 'anno nuovo. I protagonisti di questa festa sono il nonno "Moroz" e la sua nipotina "Snegurochka" (una ragazza di neve). Solo loro possono accendere le luci dell'albero di Natale, che sono il simbolo è arrivato l'anno Nuov Si divertono tutti: si scambiano i regali, sparano i fuochi d'artificcio, i credenti esprimono un desiderio. In realtà, il nostro Capodanno è una festa giovane si iniziò a festeggiare in Ucraina dal 1700 per ordine dello zar Pietro che ciede istruzioni come celebrare L'Anno Nuovo. Molti usano festeggiare l'anno Nuovo anche seconda volta gennaio (secondo l'antico calendario). Questa notte è molto particolare. Tra le ragazze e i loro fidanzati c'e una tradizione di farsi predire il futuro.natale Ortodosso - 7 gennaio:come è noto, l'unione Sovietica era un paese di atei, i cittadini sovietici non festeggiavano nè il Natale, nè tanto meno la Pasqua, le feste più importanti della religione ortodossa. Oggi è cambiato tutto: la Pasqua e i Natale sono diventati le feste ufficiale. E anche se non tutti in Ucraina sono credenti la maggioranza della popolazione festeggiano con tutta la famiglia, con gli amici. Secondo il calendario ortodosso, Natale cade il 7 Gennaio. Questo periodo, dal 7 al 19 gennaio ci si diverte, si indossano abiti scherzosi, si va di casa in casa a fare gli auguri e a portare doni. Durante il periodo natalizo tutti cercano di essere più buoni, puri e puliti; è il tempo dei valori e delle buone azioni.adulti e bambini aspettano il Natale con grande impazienza, perche c'e la festa in cui si attende un miracolo, anche se il miracolo non arriva - bello lo stesso. Festa degli Uomini - 23 febbraio. Festa delle Donne 8 marzo.ci sono nel paese due feste interessanti e popolari, molto attese da uomini e donni: l'8 Marzo - giornata Internazionale della Donna;il 23 febbraio - data di nascita dell esercito l Armata Rossa.Ma da tempo 8 Marzo ha perso il suo significo politico e diventata festa per celebrare l'amore, il sacrificio, la pazienza, la bellezza delle donne ucraine: madre, sorella, moglie, figlia, nonna, in generale di tutte le donne. In questo giorno alle donne si offrono fiori e regali, si fanno complimenti a casa e a lavoro. E poiché in Ucraina le donne amano i loro uomini, hanno deciso che era ingiusto lasciarli senza una analoga festa. E così la festa ufficiale del Giorno del Difensore della Patria, il 23 febbraio, si trasformò in giorno degli Uomini (tutti maschi - adulti e bambini), in cui le donne con parole dolce fanno regalini vari ai loro padri, mariti, fratelli, figli, nonni e colleghi. Giorno della Vittoria - 9 maggio.la più importante festa di tutto il popolo è il 9 maggio, Giorno della Vittoria. E il giorno in cui tutti i giornali e le stazioni radio sovietiche annunciarono la totale capitolazione della Germania fascista. Per un paese che nella guerra da noi detta Grande Guerra Patriottica - ha perso più di 27 milioni di persone, si trattò di una vittoria non facile, per questo il Giorno della 13

14 Vittoria fu tanto più felice. Si organizzano belle e maestose parate militari, i veterani della guerra si riuniscono per rincontrarsi, prendono parte alle trionfali parate della Vittoria. Ma il tempo passa, e al giorno d oggi di tali persone non ne sono rimaste e rimasto il RICORDO eterno che non avrà mai fine - di quanti persero la vita per garantire la pace e la serenita di oggi. Festa del Sapere - 1 settembre.ci sono alcune feste nel paese che si guardono il nostro futuro. I bambini sono il futuro dell'umanita. Il domani è nelle loro mani. La grande festa del Saperecalda, i ragazzi tornano a scuola per riprendere la loro strada del Sapere. Crescendo, si rendono conto dell'importanza di questa festa. In questo giorno si aprono le porte di scuole, Università, instituti, licei. Festa dell'insegnante - 5 ottobre.molto amata dagli alunni. In questo giorno tutti gli insegnanti del paese ricevono tanti auguri, ringraziamenti, fiori, regali da parte alunni, studenti e loro i genitori. Tutte le feste sono belle e interessante. Ma con il tempo che passa, alcune feste cambiano il nome, alcune spariscono e rimangono solo le feste preferite, amate, attese dal popolo che continua a celebrarle. Sono queste feste hanno importanza! OLGA SALVARE LA FACCIA Saving face, della regista trentatreenne Sharmeen Obaid-Chinoy, racconta la storia di Mohammad Jawad, un medico pakistano trasferitosi in Inghilterra per studiare e poi ritornato nel suo paese per aiutare le tante donne, SAVING FACE è una storia del mio paese, il Pakistan. Racconta di una donna che viene aggredita con l acido dal marito. C è voluto un solo secondo per distruggere la sua vita. Da quando è successo, vive murata viva in una stanza, non esce più. Sono le voci di Rukhsana e Zakia, entrambe deturpate per aver chiesto il divorzio a raccontare. Entrambe aiutate dal dott. Mohammad a rifarsi un volto,spaventate e arrabbiate perché i mariti, oggi, vivono liberi e impuniti. Loro, gli aggressori, fino a poco fa se la cavavano con pene talmente blande da non riuscire a fermare la loro mano. Dall anno scorso, invece, il parlamento pakistano ha inasprito le condanne per chi aggredisce le donne con l acido: almeno 14 anni di carcere e una multa di un milione di rupie, cioè euro. Lui ha fatto 14 anni di carcere ma, la mia vita è distrutta e così per altre 200 donne morte a causa delle violenze dei mariti. GOD bless him my country and her women. Anche cosi tanti donne aggredite con l acido dal mariti, per esempio fakhira younas e aggredita con l acido dal marito 2000, che venuta qua in 14

15 Italia 2001,lei già fati 39 chirurgia in questi 11 anni par la sua non va bene come prima Lei suicidio dal 6 piano. Ogni anno centinaia e centinaia di giovani donne vengono inesorabilmente sfigurate con l'acido. Accade soprattutto in Bangladesh, in Pakistan, in Nepal, in India. Da qualche decennio la rottura di un fidanzamento, la ribellione ad una prepotenza, la disobbedienza ad una costrizione, possono costare ad una donna una punizione orribile; 1' "acidificazione". Una vendetta atroce, una violenza terribile che toglie la speranza, ruba la bellezza, distrugge per sempre la vita. Non è nemmeno possibile ipotizzare il numero delle persone colpite. La maggioranza delle donne sfregiate vive nelle zone rurali, dove nessuno denuncia queste tragedie e dove le violenze restano nascoste tra le ombre più scure, gelosamente custodite da clan e tribù. Quel poco che emerge scopre un mondo di barbarie che non ha eguali e non ha giustificazioni. Volti di bambine, giovani sorrisi, sguardi misteriosi e dolci di donne, arsi e contorti come ceppi nel fuoco. Visi freschi e ridenti tramutati in maschere atroci che nascondono l'anima non ancora sbocciata. Sagome sfigurate emerse da antiche tragedie per rappresentare inutili crudeltà, per raccontare di nuove colpe e di nuove paure che tormentano il cuore e la coscienza. Eppure, dal buio e dalla barbarie, nascono e fioriscono ancora nuove speranze e nuovi sorrisi. Clarice Felli, romana, imprenditrice, due figli, nel 2000 ha fondato l'associazione "Smileagain" con la missione di ricostruire i volti deturpati e la vita distrutta di queste ragazze. Ali JAVED ll mese del Ramadan è un periodo di preghiera e di raccoglimento spirituale. Al tramonto, quando cala il sole, il digiuno si tramuta in una festa, l'ifitor. Durante l'iftar, la festa che quotidianamente celebra la rottura del digiuno, i musulmani sono soliti cenare in compagnia iniziando, come vuole la tradizione, da un dattero essiccato. Un'altra festa del Bangladesh si chiama eid mubarak. Si celebra ogni anno nel mese di settembre e dura solo un giorno. Fra due settimane precedenti sono dedicate all acquisto dei vestiti nuovi,di Comperiamo anche delle cose per regalare agli amici, genitori, nonni zii, per stupirli. Il giorno dell eid mubarak. indossiamo gli abiti nuove e invitiamo i nostri amici, i vicini di casa, i parenti ecc.. per festeggiare insieme. I giovani si divertono molto, vanno in giro per la città. molti vanno al allo con autobus, treno, taxi, macchina noleggiato, parco e zoo ecc..in quel giorno gli adulti, danno dei regali in danaro ai ragazzi , 50, rupie. Questo giorno è un giorno molto sacro, fortunato. LOCKSANA 15

16 LA LEGGENDA DEL MARTISOR C era una volta,in tempo lontano. Il sole che scendeva a ballare nei villaggi con il viso di un bellissimo giovane. Ad una grande festa, nascosta tra i giovani che ballavano c era in agguato un drago che lo rapì e lochiuse in una prigione scura nel sotterraneo del suo castello. Tutto il mondo s:intristì.il mormorio delle sorgenti, il canto delle fanciulle, il riso dei bambini sparirono. Nella tristezza, anche gli uccelli dimenticarono il loro canto. Nessuno osava affrontare il drago spaventoso e cattivo. Però anche la pazienza ha un limite. Tra i giovani del villaggio, dove il Sole era stato rapito, c era un coraggioso e bel giovane che voleva ridare la luce e la gioia al mondo. Con grande dolore nel cuore tutti gli abitanti del paese lo sostennero e gli augurarono di avere forza di sconfiggere il drago. Il giovane partì per la difficile impresa. Passò l estate, tutto l autunno, e anche il lungo inverno. Quando il giovane, trovò il castello del drago cattivo, iniziò fra di loro una dura lotta per la vita o per la morte. Lottarono senza respiro inzuppando la neve con il sangue e il loro sudore; pieni di ferite avevano i loro petti, le braccia e le spalle. Forte era il drago,forte era anche il giovane. Alla fine il giovane si dimostrò più potente ed il cattivo drago morì sciogliendosi. Con l ultimo sforzo, rompendo le nere mura della prigione, il giovane liberò il Sole che saltò nel cielo sereno. La natura allora si risvegliò, le genti tornarono felici e in armonia tra di loro,ma il nostro giovane non arrivò a vedere la gioia della primavera. Il sangue delle sue ferite caduto a calde gocce sulla neve, la sciolse e nel punto in cui egli si dissolse cominciarono a spuntare fiori bianchi sono i nostri bucaneve. Ancora oggi il BUCANEVE è messaggero della Primavera. L eroico giovane morì, secondo la leggenda il primo marzo e da allora le fanciulle per ricordarlo intrecciano dei fili di canapa, lana o cotone. I fili sono bianchi e rossi e si chiamano Martisor cioè piccolo marzo Marzolino. Le prime Martisuare erano fatte con delle pietre bianche e rosse o con delle monete. Adesso sono di ceramica o plastica. Le Martisuare si offrono alle ragazze, alle bambine e ai bambini, ai familiari a cui si vuole bene. Le ragazze ancora oggi regalano i martisor ai loro innamorati. E cui vuole bene. Le ragazze regolando ancora oggi i martisor ai loro innamorati. E questo un mondo gioioso di festeggiare la PRIMAVERA ; le Martisuare portano con loro fortuna, felicità, ottimismo, gioia di vivere e fede. Adesso l usanza consiste nel donare questo ciondolino con il suo fiocco bianco-rossa. Chi lo ha ricevuto lo dove portare per tutti i giorni del mese di marzo, attaccato al petto vicino al cuore. Il bello di questa festa è la gioia che si sente su tutte le vie delle città, che per l occasione, dai primi giorni di febbraio si riempiono di bancarelle, dove dai piccoli ai grandi, dai giovani ai meno giovani, donne e uomini gareggiano tra di loro, offrendo in vendita una svariata scelta di forme,e colori di martisor. L inventività come anche la semplicità delle piccole creazione, incantano talmente tanto, che nel tumulto della strada ti senti come uno dei colibrì che vanno a predare la linfa da un fioreall altro, nei rami ( le vie del centro ) di un grande albero (la citta) nella primavera rumena.mihaela 16

17 Le feste nigeriane La Nigeria ha molte feste locali che si fanno risalire a prima dell avvento delle maggiori religioni, e sono ancora oggi occasioni per mascherarsi e danzare. Le feste locali coprono una grande quantità di eventi, dalle feste per il raccolto o per un fidanzamento, a quelle per l investitura di un nuovo capo o per i funerali. Per quanto sembri strano festeggiare un funerale, ma per molte tribù la morte significa ricongiungersi con gli antenati, così la fine della vita è vista come un momento positivo.ikhure FESTIVAL.LA FESTA VIENE CELEBRATA IL PRIMO GIORNO DEL NUOVO ANNO IKHURE E DEDICATA AI BAMBINI PER CONSENTIRE LORO DI RINGRAZIARE PER LE LORO VITE E LA LORO BUONA SALUTE.. SOLTANTO I FANCIULLI DEI VILLAGGI VICINI POSSONO PARTECIPARE A QUESTA CELEBRAZIONE. I BAMBINI VENGONO ADORNATI E GLI VENGONO FATTI DEI SEGNI SUL CORPO. ALLA FINE EYOFESTIVAL DELLA CELEBRAZIONE VENGONO ANCHE SACRIFICATI DEGLI ANIMALI COME RITUALI DI FERTILITA.IGUEQuesta è una delle festività tramandateci dai nostri avi. È un festa che augura buona fortuna ed ha avuto inizio nell era di Oba Ewuare il Grande che ha regnato sul Benin nel quindicesimo secolo ( AD). L intero popolo riconosceva Oba come comandante. È la credenza degli Edo che la fortuna della loro monarchia si intreccia con le persone sulle quali la monarchia stessa regna. È per questa ragione che la festa Igue viene celebrata ogni anno.la festa di solito inizia segnando la testa dell Oba con il gesso che simboleggia purezza e con il sangue degli animali sacrificati che vengono di solito uccisi durante la festa caratterizzata da allegria. I capi di solito offrono sacrifici all Oba. Dopo che l Oba ha celebrato il suo Igue, i membri della famiglia reale recitano il loro. Il terzo giorno e dopo 3 giorni, gli Edo celebrano il loro proprio igue Questo è una festa,dove tutti i partecipantiindossare abitibianchi e calzature bianche. Tuttivogliono esserepresentiper vederele personeprovenienti da paesidifferentiedifferenticantonents.inquesto periodo,ci saranno regaliper regnanti, presidenti, leaders e dirigentiprovenienti da diversi paesidifferenti. C è sempre un sacco di gente.in quei giorni le scuole saranno chiuse e ci saràvacanzapubblicaper tre giorni. Il giornodella festail governo garantisce iltrasporto gratuitosia per i nigeriani, che per i forestieri. Nel giorno della festa i prezzi sono più bassi. Eyofestival èla festapiù divertentetra ifestival. Diverse personemascherate siesibisconoprima dell Eyol'angelo bianco. Eyoindossa solo abiti bianchi, tutto ciò cheindossa èbianco puroed è scortato da uomini che lo seguononei suoi giri. Eyoè il pacifico fra tutti imascherati.i genitoriportano i loro figlia visitareil festival. Nel corso della festa il governoannuncianuove politiche. Eyofestival si svolge semprenello stadio della capitale di Lagos(Ikeja) in Nigeria. Eyofestival si celebra una volta all'anno, tra maggio e giugno. Tuttisono felici, perché cisonomolte occasioni di divertimento passeggiando attorno e fuori dallo stadio. C è una legge che tutti devono seguire erispettare: non si combatte e non si interrompe, la pace èla migliore rispostaineyofestival. Per garantire tutto ciòcisono un sacco dipoliziotti esoldati,guardie di diverso tipo,e elicotteriin giro. Eyoesegue molte magieediversi tipi didanza,mentre i seguacicantano canzonieyo. Il festivaleyoè sempre presentato negli esami ditutte le scuole innigeria,il che significa che è un evento molto importante a cui partecipare. Questo un po di Eyo festival DICKSON E FAITH 17

18 LA SAGRA DI SANTA GRECA E conosciuta,venerata e amata, non solo dai decimesi, ma da tutta la Sardegna intera.ogni anno aumenta il numero delle persone che si prostrano ai suo piedi per chiedere delle grazie. Eppure a voler parlare di S.Greca si corre il rischio: di confondere la storia con la leggenda. Lungo il corso dei secoli sono stati dette troppe cose sulla Santa. Molti hanno cercato di provare la sua esistenza e le sue gesta, senza riuscirci per mancanza di documenti, cosa comune a quasi tutti i martiri dei primi secoli. Altri hanno messo tanto impegno per demolirne il culto da mettere addirittura in dubbio la sua esistenza. Ma hanno cozzato contro la plurisecolare tradizione e la fede di centinaia di migliaia di fedeli che, spesso, fanno storia. Penso che la via giusta sia nel mezzo. Secondo la lapide funeraria che sovrasta la sua tomba, ritrovata nel Quando morì era una ragazza di 20 anni, 2 mesi e 19 giorni. I suoi genitori erano probabilmente oriundi della Grecia o esiliati in Sardegna perchè cristiani. E forse proprio per ricordo nostalgico della patria lontana l avrebbero chiamato Greca. Tenendo per buona la tradizione che pone il martirio di S.Greca durante la persecuzione di Diocleziano e Massimiliano; ci avviciniamo alla verità dicendo che S.Greca nacque nell anno284 D.C il 12 ottobre. IL MARTIRIO DI SANTA GRECA: Non esistono gli atti del suo martirio che ci narrino dei suoi tormenti. Dagli "acta" riferiti ad altri martiri sappiamo del metodo romano di trattare i condannati. Si iniziava con le lusinghe, si passava poi ai tormenti, quale la fustigazione al fine di ottenere da loro una abiura della fede. Quando però i cristiani restavano fermi nella loro fede si tentava con altre torture più energiche. La tradizione afferma che una ulteriore tortura inflitta a santa Greca fu quella di conficcarle sul capo, a colpi di martello, tre grossi chiodi, finché il 12 gennaio del 304 venne uccisa mediante la decapitazione. In quattro peducci delle lunette della cupola della chiesa della Santa, viene narrato il suo martirio. BIANCA 18

19 N.1 Aprile-Maggio 2012 S.Giovanni in P. Castelmaggiore Minerbio VIAGGIARE CON IL CORPO E CON LA MENTE Viaggio fra l Europa e l America Una decina di anni fa siamo andati a Nizza e a Barcellona con una gita organizzata. Il viaggio in pullman effettivamente è stato troppo lungo, però ne valeva la pena, altrimenti quando mai ci saremmo andati? In pullman abbiamo fatto conoscenza con una coppia di San Lazzaro, Lorenzo e Giovanna, persone molto simpatiche con le quali abbiamo condiviso il viaggio. La tappa a Nizza è durata 2 giorni, siamo andati a visitare la parte vecchia che è la più caratteristica. Tipica cittadina italiana, con i nomi doppi in italiano e in francese, addirittura certi sono dialetto ligure. I vicoli e le piazze ricordano in tutto e per tutto l Italia, vicino al porto abbiamo visto la casa natale di Garibaldi. Fuori dalla parte antica, troviamo la parte turistica, con le ampie strade, i lungomare con marciapiedi ampi, negozi e tanti casinò. Bella la Promenade des Anglais, un lunghissimo viale sul mare con gli Hotel di lusso, fra cui spicca il Negresco dove andavano i ricchi agli inizi del 900, anche gli Zar di Russia. La ballerina Isadora Duncan morì proprio davanti all Hotel. Era salita sulla sua lussuosa vettura scoperta ma la lunga sciarpa di seta si impigliò in una ruota e la strangolò, un finale da romanzo dell 800. Da Nizza abbiamo poi proseguito per Barcellona. Non saprei scegliere fra le 2 città quale mi è piaciuta di più, le città di mare hanno sempre un fascino incredibile. Tutto parla di Gaudì, i colori, le forme strane, come il parco Guell e le case Batlò e Pedrera dalle forme curvilinee, per non parlare della chiesa incompiuta Sagrada Familia. Alla sera abbiamo assistito allo spettacolo della Fontana Magica, vicino a Piazza Catalunya, che si illumina tutta e comincia un gioco di colori e spruzzi di varie altezze. Tutto dura circa mezz ora, e si ripete ogni ora. La gente si prepara per tempo per prendere posto e godersi lo spettacolo. Nel 1998 abbiamo fatto un viaggio negli Stati Uniti d America, New York, Las Vegas, San Francisco e Los Angeles. 19

20 Prima tappa New York, Central Park, Quinta strada, ponte di Brooklin, giro di Manhattan, fiume Hudson, statua della Libertà. Erano talmente tante le cose da vedere e che abbiamo visto che neanche ce le ricordiamo più, eravamo come storditi, guarda lì, guarda là! sempre col naso all insù, come bambini al luna park, poi nel giro serale la scalata alle Torri Gemelle, eravamo su nella terrazza panoramica con la città ai nostri piedi tutta illuminata. Poi Las Vegas, con gli hotel di lusso e i casinò, gente con secchielli pieni di gettoni che inseriva nelle slot machine, spettacoli lungo la Strip, ogni mezz ora c era la battaglia dei pirati, con tanto di vulcano che eruttava, giochi di luce nei corridoi degli hotel, le lampadine formavano dei disegni animati, guerre stellari. San Francisco, col suo Golden Gate che cambiava colore a seconda delle ore, da rosso ad arancione a giallo, Lombard Street con la sua celebre strada tutta curve e piena di fiori, i Cable Car che percorrevano le colline di Frisco attaccati alle cremagliere delle strade, il Pier 39 con le otarie che si facevano ammirare. Los Angeles ci è piaciuta meno, anzi, è stata deludente. La via della moda, la famosa Rodeo Drive non ha nulla di interessante, case squadrate come magazzini, e anche il quartiere cinese con le impronte degli attori non trasmette niente di emozionante, un piattume disarmante. Il ritorno da Los Angeles fu lunghissimo, interminabile, 16 ore di volo. In aereo trasmettevano diversi film fra cui il Truman Show, che ancora in Italia non era uscito, anticipatore del Grande Fratello. Una volta scesi in territorio italiano, non ci pareva vero di essere a casa, un pezzetto di noi era rimasto là oltre l oceano. Anna e Salvatore Il mio paese d origine: Lesina Vi descrivo il mio paese d origine: Lesina (Foggia) Il nome Lesina venne dato da pescatori provenienti dall altra parte dell Adriatico esattamente da un isola chiamata anch essa Lesina che fa parte dell Albania. E un territorio di origine vulcanica, ancora oggi in alcune posizioni sulla costa marittima sono presenti rocce vulcaniche. E un paese molto caratteristico, in quanto gode della presenza di un grande lago con acque salmastre perchè è alimentato dal mare. Sono famose le anguille, e nulla hanno da invidiare a quelle di Comacchio. Un tempo la sopravvivenza del paese era basata sulla pesca, in quanto il lago offriva molto pesce: anguilla, cefali, spigole, orate, alcuni molluschi, sogliole, seppie e granchi. Lo spettacolo che affascina di più è quando lo si osserva da lontano, sembra immerso nella laguna, alzando lo sguardo un po più su si scorge una lingua di bosco e subito dopo il mare. Oltre alla pesca l economia del paese, in misura minore è basato sull industria estrattiva della pietra. La laguna è anche ricca di selvaggina, in particolare volatili il che attira molti cacciatori provenienti da varie regioni. Particolare molto interessante è la croce di S.Clemente che emerge al centro del lago, probabilmente appartenuta in passato a un convento fondato nel 1100 ad opera dell abate di S.Clemente. Non si possiedono notizie esatte sulla storia del convento e della croce, circolano molte leggende a riguardo. Come tutti i paesi del sud Lesina è molto attaccata alle feste e tradizioni religiose. Il quindici di maggio si festeggia la festa del patrono che è San Primiano. 20

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