Farmacie di Crema e del cremasco

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4 Farmacie di Crema e del cremasco

5 Sommario ALMANACCO Direttore responsabile Vittoriano Zanolli Direzione e redazione via delle Industrie 2 Cremona... Supplemento al quotidiano La Provincia Quotidiano di Cremona e Crema... A cura di Cinzia Franciò e Mariagrazia Teschi... Hanno collaborato Serena Ferpozzi Ivan Ghigi Luca Muchetti Francesco Pavesi... Progetto grafico Tipografia «La Provincia» (Mariagrazia Bertoglio)... Copertina Servis (Simone Maccagnoni)... Fotocomposizione Servis via delle Industrie, 2 Società Editoriale Cremonese S.p.A. via delle Industrie 2... Pubblicità PubliA s.r.l. Largo Paolo Sarpi, Stampa Società Editrice Lombarda s.r.l. via de Berenzani - Cremona... Ricerca fotografica Archivio «La Provincia»... Chiuso in redazione il 12 gennaio 2013 EDITORIALE 5 di Vittoriano Zanolli POLITICA ITALIANA 7 di Gianpiero Goffi IL FATTO 8 di Paolo Gualandris CRONACHE ITALIANE 9 di Livio Pedrini ESTERI 10 di Massimo Schettino ECONOMIA 11 di Luca Puerari ECONOMIA LOCALE 13 di Andrea Gandolfi CREMONA 14 di Gilberto Bazoli CREMONA 15 di Mauro Cabrini CREMONA 16 di Felice Staboli Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno L ANALISI CREMONA 17 di Giuseppe Bruschi CREMONA 18 di Francesca Morandi CREMONA 19 di Giacomo Guglielmone CREMA di Antonio Guerini e Cristiano Mariani CASALMAGGIORE-VIADANA di Marco Bazzani e Andrea Setti PAESI di Fulvio Stumpo e Piero Zanoni CULTURA 27 di Barbara Caffi MUSICA di Roberto Codazzi e Fabio Guerreschi TEATRO 30 di Nicola Arrigoni SPORT di G. Barbieri, G. Ratti e D. Duchi GLI AVVENIMENTI Disastro Concordia Cinque cremonesi si salvano dal naufragio 37 Allarme smog: polveri sottili fuori legge L aria è come un killer 43 Crema ha un grande benefattore È Ernesto Patrini 47 Caso acqua Nubi sul futuro della gestione 53 La terra trema Evacuate le scuole Controlli sul territorio 59 Entro il 2014 smantellati sette passaggi a livello 65 Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre Afa record È l estate più calda che si ricordi 69 Cattedrale restaurata Dopo tre anni si mostra di nuovo 75 Schianto devastante Giovane coppia perde la vita 79 Mondomusica alla conquista dell Oriente 83 Videopoker Monica spegne le slot-machine 87 Gas tagliato Al gelo tante famiglie con anziani e bimbi 91 3

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7 Editoriale Almanacco La crisi colpisce pesantemente anche la nostra provincia Occorre cogliere tutte le opportunità 5 di Vittoriano Zanolli Crisi e chiusure delle imprese, difficoltà crescenti per le famiglie, enti locali costretti ad acrobazie contabili per fare i bilanci: il è stato l anno della recessione economica per l Eurozona. A dispetto delle rassicurazioni e delle promesse che alcuni leader politici, non tutti, inviano al Paese che a fine febbraio voterà per il rinnovo del parlamento, l anno appena iniziato sarà forse ancora più difficile di quello che abbiamo appena archiviato. Non bastano la fiducia nelle nostre capacità, la consapevolezza delle potenzialità italiane e l ottimismo con il quale occorre guardare al futuro per affrontare problemi solo in parte creati dall insipienza dei nostri governanti. Chi avrebbe immaginato che un concetto come lo spread entrasse nel linguaggio comune? Questa nuova consapevolezza ci fa capire quanto la nostra vita quotidiana sia condizionata non solo dalle scelte compiute a Roma, ma anche e soprattutto da ciò che si decide a Bruxelles e a Washington. La globalizzazione ci sta mostrando il suo aspetto più impietoso e brutale. Siamo tutti meno liberi di un tempo e lo saremo sempre meno. Negli anni scorsi abbiamo beneficiato delle ricadute positive dei processi di integrazione economica; oggi paghiamo pesantemente le nostre debolezze strutturali e gli errori del passato. In provincia di Cremona la crisi è arrivata in ritardo rispetto a territori dov è più marcata la presenza industriale, ma nel l impatto è stato preoccupante. Il saldo tra avviamenti e cessazioni delle attività è negativo; il ricorso alla cassa integrazione aumenta vertiginosamente; cresce in modo esponenziale il numero dei disoccupati. Sinora gli ammortizzatori sociali e la fitta rete solidaristica esistente nelle nostre zone sono riusciti ad attutire le conseguenze sociali di uno stato così grave ed esteso di difficoltà. Ma fino a quando si riuscirà a reggere? E vero, la crisi nasce da lontano e si alimenta a causa degli errori e delle omissioni di chi guida il Paese. Tuttavia qualcosa si deve e si può fare anche in sede locale per affrontare una situazione senza precedenti. Ci attendiamo che i Comuni, a partire dal capoluogo, insieme con la Provincia, che almeno per quest anno è salva, adottino misure straordinarie per fronteggiare l emergenza. Il nostro territorio può attrarre investimenti e risultare appetibile per nuove iniziative imprenditoriali. Occorrono progettualità politica, fantasia e coraggio. Nell anno dell inaugurazione del Museo del Violino, il Comune di Cremona deve giocare la carta della cultura, intesa come opportunità economica. Per farlo, deve spingere lo sguardo oltre i confini provinciali e nazionali e ragionare in termini planetari. Occorre superare rivalità e gelosie nonché il localismo che affligge il Paese se si vuole cogliere un opportunità unica per la città, maturata in concomitanza con il riconoscimento della liuteria come patrimonio immateriale dell umanità, concesso dall Unesco. Se vogliamo che il 2013 sia l anno della risalita dopo avere toccato il fondo, il mondo politico, i rappresentanti degli enti locali e quelli delle categorie economiche devono superare le divisioni per trasformare le criticità in opportunità. Pensiamo ai trasporti che sono una delle debolezza del sistema provinciale. Basterebbe rendere efficienti i collegamenti ferroviari per Milano per creare una condizione favorevole alla ripresa. Dopo decenni di attesa, sarebbe sufficiente sciogliere questo nodo per liberare energie nascoste e offrire una prospettiva di ripresa e di sviluppo per la nostra provincia.

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9 Almanacco Politica italiana Monti da tecnico a politico Torna Berlusconi Pd, vince Bersani Gli scandali nelle Regioni e l antipolitica 7 di Gianpiero Goffi principale, conclusivo e per qualche verso sorprendente dell an- L elemento no consiste nella salita in politica di Mario Monti, dopo oltre un anno alla guida di un governo tecnico considerato di emergenza di fronte alla crisi economico-finanziaria, sintetizzabile nelle cifre dello spread e nella realtà della recessione. Ad essa si accompagna, con dichiarazioni altalenanti, la ridiscesa in campo di Silvio Berlusconi quale possibile premier per il Pdl (ma la Lega è contraria), il disciplinato ritorno in seconda fila di Angelino Alfano e l accantonamento delle primarie che l ex guardasigilli intendeva inaugurare nel centrodestra. Più scontata, nonostante l aspra e prolungata sfida con Matteo Renzi, la presenza di Pier Luigi Bersani alla guida dello schieramento di sinistra, composto, oltre che dal Pd, da Sel di Vendola (con i prevedibili condizionamenti di programma) e dal Psi di Nencini; mentre si ritirano dalla corsa elettorale, sull onda della polemica generazionale, i dioscuri del post-comunismo Massimo D Alema e Walter Veltroni. Monti è ora alla testa di una coalizione per le riforme e a vocazione maggioritaria (con una lista civica e quelle di Udc e Fli alla Camera) che intende portare avanti pur con la promessa di qualche riduzione del peso fiscale l «agenda» del governo dimissionario ma che non esclude, dopo le elezioni di fine febbraio, un intesa con il Pd. E stato di fatto sfiduciato, quale presidente del Consiglio, dal Pdl sul dl sviluppo (con un duro discorso di Alfano) a inizio dicembre, e ha, di rimando, chiuso a destra nonostante l arrivo nelle sue fila di una piccola pattuglia di ex Pdl (come del giuslavorista Ichino dal Pd). Monti gode di appoggi e credibilità internazionali, dalla Merkel (che già a gennaio riconosceva al suo governo di aver fatto «cose straordinarie») a Obama; ha il sostegno del mondo imprenditoriale (non a caso il movimento di Montezemolo è fra i maggiori promotori della continuità di governo); ha la fiducia di parte delle gerarchie ecclesiastiche, deluse da Berlusconi (e manifestata in particolare dall «Osservatore romano») pur con qualche richiesta di garanzie sui valori della vita, della famiglia e della sussidiarietà. Si va alle elezioni, con circa due mesi d anticipo rispetto alla scadenza naturale della legislatura, ancora con la legge Calderoli detta Porcellum (liste bloccate e cospicuo premio di maggioranza alla coalizione vincente) perché nonostante i reiterati appelli del capo dello Stato Giorgio Napolitano (a fine mandato) e dopo la bocciatura, da parte della Corte costituzionale, dei due referendum elettorali proposti dall Idv, le forze politiche, tra rinvii e calcoli di convenienza, non sono riuscite o non hanno voluto trovare un compromesso per modificarla. Il ha anche visto, sulla scia delle inchieste giudiziarie su finanziamenti illeciti e appropriazioni di denaro pubblico che hanno investito politici di varia estrazione (Penati, Lusi, Belsito, Fiorito, per citare solo i casi più eclatanti) e diverse regioni (in primis la Lombardia, che va alle elezioni anticipate insieme a Lazio e Molise), un terremoto nella Lega con le dimissioni, in aprile, del leader storico Umberto Bossi dalla segreteria e l elezione, a luglio, di Roberto Maroni, ora candidato del Carroccio (e del Pdl) al Pirellone in competizione con Gabriele Albertini ( Lombardia civica ) e Umberto Ambrosoli (centrosinistra). Altra novità dell anno è il riconoscersi della cosiddetta antipolitica nel Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo, che ha ottenuto ampio successo nelle elezioni amministrative di maggio (conquistando, tra l altro, il comune di Parma) e in quelle autunnali in Sicilia (vinte però dal pd Crocetta) ed appare in grado di ipotecare anche il risultato delle prossime politiche.

10 Il fatto Almanacco di Paolo Gualandris Femminicidio e violenza domestica un fenomeno che attraversa e sconvolge l Italia intera Fatto numero 1. Si mette a saltare sul corpo inerme a terra della convivente che ha appena picchiato (come fa regolarmente) fino a provocarle le fratture pubica bilaterale, dell ala sacrale sinistra e del femore nonchè una lesione della vescica. Protagonista un 32enne di Lecce, filato dritto in cella. Fatto numero 2. E finita in ospedale con prognosi riservata un donna di Como, ferita alla testa, che è stata picchiata dal marito dopo l ennesimo litigio in casa. Anche stavolta l uomo, un 50enne, è stato arrestato. Il 2013 è iniziato esattamente come era finito il, con cronache sempre più allarmanti di violenza domestica contro le donne, fenomeno ormai diventato allarme sociale, tanto che nel suo discorso di fine anno, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano l ha considerata «impressionante», così come «lo stillicidio di barbare uccisioni di donne nel nostro paese». Si riferiva al cosiddetto femminicidio, brutto neologismo per indicare una realtà orrenda. Sono giovani donne o madri di famiglia, tra i 25 e i 54 anni, le vittime elette dell insania dell uomo. Duemilasessantuno le donne morte dal 2000 al 2011, sette su 10 in ambito famigliare, 607 mogli, 207 ex, e la metà novanta giorni dopo aver troncato una relazione. Da quando si è smesso di nasconderli sotto il velo dell omicidio passionale, è evidente come il dato più allarmante dei femminicidi sia che il movente è il possesso patologico in un caso su tre. Ci sono poi il conflitto quotidiano, la litigiosità anche banale, nel 23,8% degli omicidi; il 9,8% è attribuito ad un raptus. E la politica che fa? Rinvia. La legge per punire con l ergastolo chi compie tale crimine era pronta e assegnata alla commissione Giustizia della Camera. «Speravo di poter stringere, ma ormai temo se ne riparlerà nella prossima legislatura. Mi auguro che il prossimo governo, qualunque esso sia, metta la violenza come priorità, cosa che finora non è mai successa», ha commentato una sconsolata Giulia Bongiorno, presidente della commissione. Come dimostrano i due casi citati all inizio, il problema riguarda l intera Italia, senza distinzioni di regione. Un femminicidio su due è al Nord e il triste record spetta alla Lombardia (251 uccisioni in valore assoluto, pari al 17,2% del totale), seguita dall Emilia Romagna (128 e 8,8%), dal Piemonte e dal Lazio (entrambe con 122 vittime nei 12 anni considerati, pari all 8,4% del totale). Numeri drammatici, sui quali molto spesso si preferisce non riflettere. Oppure, è questo è molto peggio, scaricare le colpe sulle donne stesse. Come ha fatto don Piero Corsi, parroco di San Terenzo di Lerici. Ecco il suo incredibile ragionamento. La violenza sulle donne e il femminicidio sono il risultato di continue provocazioni delle donne che vanno dal servire cibo freddo a tavola fino all abbandono dei figli, passando per gli abiti succinti indossati «anche da donne mature». Don Piero ha scatenato una bufera (nella foto in alto la manifestazione di protesta contro le sue tesi) affiggendo questa rilettura sui generis della lettera pastorale Mulieres dignitatem di vent anni fa alla bacheca della sua parrocchia. «Le donne e il femminicidio. Facciano sana autocritica, quante volte provocano?», è il titolo inequivocabile del fogliettone fortunatamente presto rimosso su ordine del vescovo della Spezia monsignor Ernesto Palletti. Il dramma è che don Piero non è solo a pensarla così. Il volantino, riprende un articolo del sito ultraintegralista Pontifex.it nel quale si legge: «Una stampa fanatica e deviata attribuisce all uomo che non accetterebbe la separazione la spinta alla violenza. Possibile che in un sol colpo gli uomini siano impazziti? Non lo crediamo. Il nodo sta nel fatto che le donne sempre più spesso provocano, cadono nell arroganza, si credono autosufficienti e finiscono con esasperare le tensioni». Indifferente alla bufera scatenata, don Piero ha replicato così al giornalista di RadioRai che lo stava intervistando: «Non so se è un frocio anche lei o meno: cosa prova quando vede una donna nuda?». Pensandola come lui, sarebbe stato da assolvere Salvatore Parolisi, che, stando alla ricostruzione del gup uccise la moglie, Melania Rea, dopo il suo «no» ad avere un rapporto sessuale dietro il chiosco di una pineta dove si era ritirata per fare pipì. E cosa c è di più provocatorio di quel gesto? Che ci vada pure lei all inferno dopo averne assaggiato un antipasto quand era ancora in vita grazie alle 35 coltellate con le quali il marito l ha massacrata. 8

11 Almanacco Cronache italiane Si è spenta Rita Levi Montalcini Tragedia-choc della Concordia Sisma impietoso con l Emilia, e tanti altri orrori 9 di Livio Pedrini Amava ripetere: «Se morissi domani o tra un anno sarebbe lo stesso: quel che conta è il messaggio che lasci dietro di te». Il domenica 30 dicembre ci ha portato via Rita Levi Montalcini, a cui l Italia dovrà sempre essere grata. La luminare con il sorriso che tutto il mondo ci ha invidiato se ne è andata dopo 103 candeline spente, in punta di piedi dopo aver dato all umanità importanti scoperte nel campo della medicina (Premio Nobel nel 1986). Ma l anno che si è appena chiuso lascia ai posteri, per quanto riguarda la cronaca italiana, giorni ancora troppo bui. Molti gli omicidi (per soldi, vendette d onore, gelosia, raptus inspiegabili), le violenze, gli abusi su donne e bambini, gli infanticidi. La parola femminicidio è amara consuetudine, mentre tanti giovani non trascorrono nella gioia i giorni migliori della vita perchè maltrattati o allo sbando. Maleducazione e cattiveria sembrano attecchire sempre più nelle nuove generazioni. Nel nostro Paese, poi, si continuano a fare ancora troppe discriminazioni razziali. E in questa brodaglia indigesta non mancano le morti bianche sul lavoro e quelle sulle strade. Nel è una la tragedia che spicca su tutte. Venerdì 13 gennaio, ore 21.42: giorno, data e ora che nessuno dimenticherà. In quell istante la Costa Concordia, troppo vicina all isola del Giglio, urta uno scoglio sommerso e si incaglia su un fianco. Per equipaggio e passeggeri è l inizio di un incubo, per 32 di loro è la fine di una crociera che da sogno si trasforma in morte. Francesco Schettino, il comandante, già colpevole della manovra azzardata, riesce poi a macchiare in modo indelebile la sua divisa. Invece di prendere in mano la situazione per dirigere le operazioni di salvataggio, il prode timoniere è il primo a scappare. Per fortuna, con i fondali bassi, la mastodontica nave da crociera con persone a bordo non va a picco come il Titanic ma si adagia ferita su un lato. Non tutti però sopravvivono, su queste morti pesa come un macigno la mancata immediata attuazione del piano di emergenza. A portare distruzione e morte nel Belpaese, anche in questa annata, ci pensa il terremoto: il 20 e il 29 maggio colpisce duro l Emilia e in particolare la provincia di Modena. La prima scossa è di magnitudo 5.9, l altra di 5.8. La terra trema in modo impressionante (sisma avvertito in mezza penisola), diverse case, fabbriche e chiese si sbriciolano. Gli abitanti più colpiti, terrorizzati, per mesi vivono in tendopoli. Il bilancio delle vittime è contenuto, ma comunque pesante: 25 persone perdono la vita sotto le macerie. Nella lista catastrofi naturali, quasi come moniti di Madre Natura perché le manchiamo di rispetto, non mancano alluvioni, inondazioni e valanghe con immancabili nuove tragedie da Nord a Sud. Il nostro Paese, purtroppo, prende ancora troppo alla leggera gli allarmi lanciati da protezione civile, sismologi e metereologi. Per gli orrori legati a menti malsane, il riferimento del non può non cadere sull attentato compiuto davanti a una scuola a Brindisi. Una ragazza muore, sei i feriti. Una vendetta privata sarebbe dietro il folle gesto, che avrebbe potuto compiere una strage. Arrestato l attentatore. Chi non ha un nome è il killer della 13enne Yara Gambirasio: ancora infruttuose le indagini. Per il secondo illustre omicidio del 2010, quello di Sarah Scazzi, siamo invece al processo: Sabrina Misseri e mamma Cosima (cugina e zia della 15enne) continuano a dichiararsi innocenti, zio Michele che per investigatori e magistrati è innocente davanti ai giudici si professa colpevole. Dagli sviluppi di un delitto all altro, il 27 aprile Raniero Busco è assolto in Appello per il caso di via Poma, mentre per l omicidio di Melania Rea, il tribunale condanna all ergastolo il marito Salvatore Parolisi (26 ottobre). Intanto continua la lotta dello Stato ai boss della mafia, mentre si allunga la lista dei politici indagati e arrestati per una sfilza di imputazioni: truffa, appropriazione indebita di soldi pubblici e collusione mafiosa in primis (in Lombardia dove le cosche si sono insediate nel sistema politico-finanziario Lazio, Calabria, Campania e Sicilia impazza la bufera ). Ma se molti parlamentari e assessori riescono in un modo o nell altro a scampare alla galera, la democratica Italia punisce con 14 mesi di carcere il direttore del Giornale Sallusti per diffamazione aggravata. E magari la stessa pena è inflitta a stupratori, a pedofili e persone ubriache o drogate che al volante seminano sangue.

12 Esteri Almanacco di Massimo Schettino Anno di crisi e disoccupazione se visto dai Paesi occidentali, il è stato un periodo di buone notizie nel resto del mondo Se visto dal mondo occidentale, il è l anno dei tagli, dell austerity, della ricchezza che cala e della disoccupazione che tocca nuovi record. Per combattere la crisi, l Ue vara il 2 marzo il fiscal compact, firmato da 25 Paesi. Il 29 giugno arriva inoltre il patto per la Crescita da 120 miliardi e l 8 ottobre parte il fondo salva-stati da 500 miliardi. Ma oltre a Usa e Ue esistono centinaia di Paesi dove le cose non sono andate male. E secondo il settimanale britannico The Spectator il è stato anzi un anno di buone notizie. Sulla povertà, prima di tutto. Il primo degli obiettivi del millennio annunciati nel 1990 dalle Nazioni Unite era la riduzione a metà del numero di persone in povertà entro il Un risultato, ha rivelato quest anno la Banca Mondiale, raggiunto già nel Anche la diseguaglianza tra Paesi ricchi non è mai stata così bassa. E poi c è la salute. Quest anno, l aspettativa di vita in Africa ha raggiunto i 55 anni. Le vittime della malaria sono diminuite di un quinto negli ultimi cinque anni. Quanto alle guerre, i dati del Peace Research Institute di Oslo rivelano che ci sono stati meno morti nell ultimo decennio nonostante i conflitti in Iraq e in Afghanistan che in qualunque altro analogo periodo del secolo precedente. Di certo nei 27 Paesi dell Unione Europea la guerra è un lontano ricordo e per questo alle istituzioni di Bruxelles è attribuito il 12 ottobre il Nobel per la pace. Un riconoscimento che ha comunque creato polemiche dal momento che sembra aver dimenticato il conflitto nella ex Jugoslavia. E i focolai di guerra non sono comunque mancati. A partire dalla Siria, dove alla fine dell anno, secondo l Onu, il bilancio della guerra civile ha raggiunto le 37mila vittime e 500mila rifugiati. Si tratta dell onda lunga della Primavera araba che ha già abbattuto molti regimi arabi, fra cui quello egiziano. Situazione ancora caotica in Libia dove nell anniversario dell 11 settembre un commando attacca il consolato Usa di Bengasi, uccidendo l ambasciatore Christopher Stevens. Il è stato anno di elezioni libere in Yemen e in Egitto, dove il 21 gennaio i Fratelli musulmani diventano il primo partito e il 16 giugno è eletto Mohamed Morsi. Qualche giorno prima, il 2, l ex rais Hosni Mubarak era stato condannato all ergastolo. La fine dell anno è caratterizzata dalla forzatura di Morsi che il 23 dicembre vince il referendum costituzionale. Morsi ha agito sull onda del suo successo di mediatore nell ennesima crisi mediorientale. Israele il 14 novembre infatti invade la Striscia di Gaza. Al termine dell operazione colonna di Nuvola contro Hamas, sul terreno restano 6 israeliani e 174 palestinesi, fra cui un capo militare degli integralisti. Molti i civili palestinesi uccisi, fra cui almeno 35 bambini e 17 donne. Sempre su questo fronte il 29 novembre la Palestina viene accolta all Onu come Stato osservatore. Tel Aviv come rappresaglia autorizza una grande espansione degli insediamenti nei Territori occupati dal 1967 che suscita le critiche del mondo, Washington compresa. Anno importante il negli Usa, dove a novembre Barack Omaba è confermato presidente battendo Mitt Romney. Pochi giorni dopo il voto, il 9 novembre, il direttore della Cia David Petraeus si dimette ammettendo una relazione extraconiugale. Il 28 giugno la Corte Suprema dà il via libera definitivo allo storico allargamento della copertura sanitaria, bandiera del presidente democratico. Il 20 luglio un folle spara sulla folla al cinema a Denver facendo 12 morti alla prima del film Batman. Il 14 dicembre il Paese è scosso dalla strage di bambini alla scuola elementare Sandy Hook a Newtown, in Connecticut. E l America comincia a discutere sulla libera vendita delle armi. In Russia Vladimir Putin, al potere dal 2000, il 4 marzo è eletto per la terza volta presidente. Per quanto riguarda gli italiani, il 15 febbraio due militari italiani di scorta ad una petroliera sparano contro dei pescatori, scambiati per pirati, uccidendone due. Sono arrestati e accusati di omicidio in India. L 8 marzo un blitz militare britannico per la liberazione di due ostaggi fallisce in Nigeria. Muoiono l ingegnere piemontese Franco Lamolinara e un inglese. Tensione con Londra. Buone notizie invece il 18 luglio, quando dopo nove mesi di prigionia viene liberata la cooperante sarda Rossella Urru. 10

13 Economia Almanacco L Italia piegata dalla crisi e dallo spread Disoccupazione da record I casi Fiat e Ilva tutti da risolvere 11 di Luca Puerari Crisi, crisi e ancora crisi. E poi tasse alle stelle, contrazione dei consumi, aumento dei nuovi poveri e disoccupazione da record. È questa la micidiale combinazione che ha caratterizzato il che per l Italia resterà negli annali certamente come uno degli anni più bui. Senza dimenticare i problemi della Fiat crollo delle vendite, piani industriali da rivedere e tensioni sindacali e il caso del siderurgico Ilva. Ma l anno che ci siamo appena lasciato alle spalle verrà ricordato soprattutto come l anno della crisi e dello spread. Una parola che solo un paio d anni fa conoscevano in pochi addetti ai lavori e che ora, invece, è sulla bocca di tutti. Con il termine spread, letteralmente in italiano differenziale, viene ormai comunemente indicata la forbice di differenza tra il rendimento offerto dal Btp a 10 anni e dal suo omologo tedesco, il Bund. Per questo valore è stato un anno in altalena: il 2 gennaio del il valore era 520, a fine anno il dato era sotto quota 300. Nell anno appena concluso oltre allo spread hanno tenuto banco le agenzie di rating: prima Standard & Poors, poi Fitch e infine Moody s hanno declassato l Italia. Se l Italia è stato un osservato speciale, Grecia e Spagna hanno tenuto col fiato sospeso l Europa e l Euro. Decisivo, lungo tutto il corso dell anno, è stato il ruolo della Banca Centrale Europea, presieduta dall italiano Mario Draghi. A settembre Draghi ha annunciato acquisti di bond illimitati da parte della Bce e lo spread ha iniziato a raffreddarsi. Pochi giorni dopo la Corte Costituzionale tedesca ha dato il via libera al fondo salva-stati permanente Esm. E nel le tasse sono andate di pari passo con la crisi. In un anno, infatti, la pressione fiscale del nostro Paese è salita dal 42,5% al 44,7% e il potere d acquisto conseguentemente è crollato del 4%. È stato calcolato che da gennaio a oggi lo Stato ha incassato mediamente un miliardo di euro al mese, con un impennata a dicembre, frutto del saldo dell Imu, che farà salire di molto questa media, una volta che ci saranno i dati definitivi. E le previsioni per il 2013 in questo senso non sono tranquillizzanti. Il è stato un anno difficile per Fiat. A fronte di risultati importanti Oltreoceano tra Stati Uniti, Canada, Messico e Brasile il mercato interno ha segnato il passo: le vendite sono calate del 19,42%. Un dato preoccupante che certo ha pesato sulla decisione dell amministratore delegato Sergio Marchionne annunciata a settembre di dare l addio al piano Fabbrica Italia. Polemiche roventi con politica e sindacati in campo in una situazione resa ancora più tesa dalle vertenze spinose aperte nello stabilimento di Pomigliano dove il Lingotto è stato costretto da una sentenza della Corte d Appello a riassumere 19 operai della Fiom precedentemente licenziati. Clamoroso e ancora tutto aperto il caso Ilva di Taranto, l impianto siderurgico più grande d Italia e il secondo in Europa. Dopo anni di tensioni e di disposizioni delle istituzioni disattese, il contrasto salute-lavoro è letteralmente esploso con la decisione della procura di Taranto di chiudere l acciaieria perchè fortemente inquinante. Immediata la mobilitazione degli operai stretti nella morsa di due emergenze: quella della salvaguardia del posto di lavoro e quella, non meno importante, della tutela della salute loro e dell intera popolazione del territorio. A questo c è da aggiungere il violento scontro tra politica e magistratura: il governo si è subito impegnato a mettere in campo una legge salva-ilva che la procura stessa ha bocciato definendola incostituzionale.

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15 Almanacco Economia locale Soresina conquista Milano, aziende Ict in rete con il progetto Crit e Arvedi sbarca in Brasile 13 di Andrea Gandolfi La ripresa può attendere. Non poteva certo essere e infatti non lo è stato il a segnare una positiva inversione di marcia per l economia del territorio, sul quale si sono inevitabilmente scaricate le conseguenze di una crisi generalizzata che non accenna a mollare la presa. Anno difficile, con forti criticità e l ennesimo verdetto negativo che arriva dalla consueta indagine condotta da Unioncamere Lombardia, in partnership con Assoindustriali, Confartigianato e Cna: nel terzo trimestre il comparto manifatturiero cremonese ha infatti dovuto registrare la quarta variazione negativa consecutiva della produzione. Complessivamente, nei primi nove mesi la produzione industriale è diminuita del 2,6% (con Cremona comunque al di sopra della media regionale, e solo Sondrio in condizioni migliori con il suo 2%). Scende pure il fatturato a prezzi correnti ( 1%) mentre la prima buona notizia attiva dal versante dell occupazione, in lieve ripresa grazie ad un incremento dello 0,8%. E se la caduta degli ordini interni rappresenta ormai uno scenario tristemente consolidato (cinque i punti percentuali persi fra gennaio e settembre 2011), la domanda estera conferma per fortuna il suo ruolo da salvagente, mettendo a segno un incremento del 5,6%. Mesi di stallo per quasi tutti, aggravati dalla vistosa diserzione degli istituti di credito al loro compito naturale di sostenere imprese e famiglie, e dalle crescenti difficoltà che stringono d assedio il sistema dei confidi. Non a caso dalla Camera di Commercio si continuano ad indicare come un mantra quattro, sole possibili vie d uscita dalle sabbie mobili di una pericolosa involuzione: sostegno al credito, innovazione, formazione, internazionalizzazione. Ma per ora si rema controcorrente, pur non mancando elementi confortanti e realtà che riescono a crescere. L agroalimentare archivia un periodo che affianca pesanti difficoltà a risultati interessanti, quantomeno in alcuni ambiti: e il settore conferma una tenuta significativa, oltre a prospettive di sviluppo. E il caso - per fare un esempio tra i più rilevanti di Latteria Soresina, che in primavera ha presentato un importante partnership con il Consorzio Produttori Latte Milano: l affitto del ramo d azienda del Consorzio porta alla creazione di un polo lattiero caseario ai vertici nazionali (il secondo in Italia per la raccolta del latte). Novità importanti anche su un fronte meno tradizionale ma di grande valore strategico come quello delle aziende Ict: dopo un lungo periodo di gestazione, vede finalmente la luce il Consorzio Crit, rete di sette imprese del settore sostenuta da AemCom e Politecnico, e motore del progetto che deve portare alla realizzazione del Polo delle tecnologie. La generalizzata, crescente attenzione verso le economie del Paesi emergenti si concretizza anche nella nascita di nuovi insediamenti produttivi oltreconfine: emblematico il caso del Gruppo Arvedi, che avvia lo stabilimento Metalfer do Brasil a Salto, 130 km da San Paolo. In ambito sindacale, da segnalare i primi passi del processo di unificazione della Cisl cremonese con le consorelle di Lodi e Mantova: nella primavera di quest anno si terranno i congressi unitari, destinati ad aprire una nuova pagina nel sistema della rappresentanza dei lavoratori. CremonaFiere intanto prepara il grande appuntamento con Mondomusica a New York (in programma dal 15 al 17 marzo), e il Polo della Cosmesi, con Matteo Moretti nuovo presidente al posto del dimissionario Opimio Chironi, scalda i motori della stagione 2013: primo appuntamento, come sempre, a marzo per il Cosmoprof di Bologna.

16 Cremona Almanacco di Gilberto Bazoli Doveva nascere la Provincia del Po ma il matrimonio non si farà Sul Comune l incubo della spending review Fiumi di inchiostro, dibattiti, tavole rotonde con il corredo di polemiche e il trionfo dei campanilismi. Alla fine cosa rimane? Niente o quasi, almeno per ora. Il è stato l anno del riordino mancato delle Province. In nome della spending review istituzionale, il governo voleva abolirle. Poi, sotto la pressione di partiti, partitini e lobbyes trasversali, si era accontentato di aggregare le più piccole e salvare le più grandi. Il presidente della Provincia Massimiliano Salini si è gettato nella mischia lanciando l idea della Provincia del Po, da Lodi a Mantova passando attraverso Cremona, la futura capitale. Lodi è stata al gioco; invece Mantova, ufficialmente, si è chiamata fuori chiedendo la deroga ma, dietro le quinte, trattava con i due partner. Salini è andato controcorrente: mentre i suoi colleghi si stracciavano le vesti per la soppressione dei loro enti, lui, pur considerandola migliorabile, non ha bocciato la riforma. Il resto è storia nota: il decreto non è stato convertito in legge e la riorganizzazione non è entrata in vigore. Potrebbe trattarsi di un rinvio, a sentire Monti, Bersani e Berlusconi, tutti d accordo sull opportunità di tagliare le Province. La riforma abortita ha preso di sprovvista i diretti interessati: gli assessori. Alcuni componenti della giunta di corso Vittorio Emanuele, credendo che con le Province sarebbero finiti (metaforicamente) nel cassetto anche loro, hanno rinunciato all aspettativa chiesta all inizio del mandato e sono tornati al loro lavoro. Assessori part-time, stipendio dimezzato. Sotto il grande ombrello della spending review va collocato anche l accorpamento tra tribunali. In questo caso le parole diventeranno fatti e il progetto realtà: il palagiustizia di Crema si unirà con quello di Cremona. Anche qui i campanilismi si sono fatti sentire. Anno caldissimo pure per il Comune. I tagli del governo lo hanno costretto a tagliare se stesso su tutti i fronti, dalle spese del personale alle consulenze. In questo contesto ha preso sempre più piede l idea della privatizzazione. Si è cominciato con la gestione del tempo prolungato degli asili e si è continuato con quella di sale e palazzi pubblici. La prossima roccaforte da abbattere potrebbe essere il cimitero: la manutenzione del verde è già stata affidata a una cooperativa, c è l ipotesi di applicare lo stesso modello al resto. Necrofori compresi. È diventato, suo malgrado, un ragioniere anche il sindaco Oreste Perri, costretto a passare più tempo su tabelle sull applicazione dell Imu e su grafici con le simulazioni dell aumento dell Irpef che pensare a come realizzare progetti e idee. Nel freddo del Natale, la crisi è esplosa in tutta la sua drammaticità con il caso delle decine di utenti, singoli e famiglie, che si sono visti staccare, perché non riuscivano a pagare le bollette, luce, acqua e gas. Perri, con l assessore alle Politiche sociali Luigi Amore, ha passato la vigilia di Natale negli uffici dell Aem a mettere a punto le contromisure. L emergenza, alimentata da una cronica quota di furbetti che non versano il dovuto salvo poi condurre una vita da Vip e viaggiare su auto di lusso, è una delle eredità più pesanti lasciate dal vecchio anno al nuovo. La scarsità di risorse economiche ha condizionato anche la stesura del piano delle opere pubbliche, il fiore all occhiello di un amministrazione. Rimandata al 2013 la discussa sistemazione di via Dante, la giunta Perri ha fatto del progetto della soppressione dei passaggi a livello (a partire da quelli infiniti di via Brescia e via Persico) della loro sostituzione con sottopassi o sovrapassi, la propria bandiera. In tutto questo il Comune è riuscito a centrare l obiettivo del rispetto del patto di stabilità, evitando il corredo di pesanti sanzioni. Di questi tempi, non è poco. 14

17 Cremona Almanacco L anno orribile dei pendolari Dal collasso delle linee alla class-action un disastro lungo i binari 15 di Mauro Cabrini Ad aprirlo, quasi ad annunciare il futuro indicandone la prospettiva fosca, l immediato disastro di gennaio e febbraio: il primo mese segnato da disservizi e guasti continui, il secondo dalla paralisi dovuta al maltempo, con i treni bloccati dagli scambi ghiacciati e i passeggeri costretti a soste forzate al gelo nei campi. Da record una, interminabile e tutt altro che indimenticabile, tra le colture innevate di Tavazzano. E a chiuderlo, a metà dicembre, il collasso completo delle linee per la rottura del sistema informatico di gestione turni, con la circolazione in tilt a livello regionale e con le direttrici che interessano Cremona quella per Milano soprattutto ma anche quelle per Brescia e Fidenza (l una e l altra occupare per protesta) e la Crema-Treviglio ko, fra decine di convogli soppressi e ritardi superiori alle due ore. Così, dall inizio alla fine, il è stato l anno orribile dei pendolari cremonesi. L anno, per dirla con i viaggiatori, di una «vergogna infinita» che si specchia, volendo guardare esclusivamente ai numeri, nei 142 reclami presentati su 398 viaggi in 202 giorni. Bilancio nero: come dire che una volta su tre salire in carrozza equivale a dover sopportare disagi. Un carico diventato ingestibile: per le ripercussioni che comporta sulla vita privata, con minuti e minuti quotidianamente sottratti alle famiglie, e per gli effetti sul lavoro, con stipendi ritoccati al ribasso causa arrivi oltre l orario previsto. Il tutto nonostante le promesse di miglioramento periodicamente rilanciate da Trenord, l azienda che controlla il servizio, che ha recentemente nominato un nuovo amministratore delegato dopo l arresto di Giuseppe Biesuz e che, a dispetto di un restauro del materiale rotabile effettivamente garantito, sembra non riuscire in alcun modo ad opporsi alle criticità, ormai croniche, del traffico ferroviario. Inevitabile conseguenza: proprio a ridosso delle festività natalizie, è arrivata la reazione dura degli utenti. Doppio fronte di attacco alla società: da una parte la class action promossa da diverse associazioni di consumatori (dal Codacons ad Altro Consumo), con maxi richiesta di risarcimento danni da 3650 euro a testa già sottoscritta da oltre tremila persone, e dall altra la denuncia presentata da Utp alla procura della Repubblica di Torino per interruzione reiterata di pubblico servizio. Le risposte arriveranno nel Sperare in un inversione di tendenza appare ancora un azzardo ma un passo avanti, almeno dal punto di vista infrastrutturale, potrebbe esserci: inizieranno i lavori di raddoppio della tratta fra Cremona e Cavatigozzi e sarà avviata l attesa operazione di smantellamento dei passaggi a livello cittadini. I tartassati del binario si accontenterebbero anche di poco: della normalità.

18 Cremona Almanacco di Felice Staboli Che acqua avremo? A chi sarà affidata la gestione del servizio idrico provinciale? Il tema resta vivo Nata alla fine di novembre, la Padania Gestione spa ha messo insieme le precedenti società che operano nel sistema idrico provinciale: Padania Acque; Aem Gestioni; Scs Gestioni; Apes Pandino e, a breve, Asm Castelleone; Aspm Soresina servizi e Idrodep. Dal 1 dicembre la società opera con oltre 140 dipendenti ed i cittadini dei 112 comuni interessati, riceveranno le bollette con il nuovo logo. E nato così il gestore unico del servizio idrico provinciale. Ma il tema è più che mai vivo. Ci sono tanti Comuni della provincia di Cremona che rischiano pesanti sanzioni da parte della Comunità europea se non adegueranno entro breve tempo i loro impianti di depurazione e le reti fognarie. E questa una delle principali motivazioni che hanno indotto il cda dell Ato (Autorità d ambito territoriale, deputata per la gestione del servizio idrico) ad approvare il piano d ambito da 371 milioni di euro per i prossimi 20 anni e a scegliere il modello di gestione mista pubblico-privato. Ci sono 10 amministrazioni locali per le quali è stata aperta una procedura da parte della Corte di giustizia europea. Di fatto, la loro situazione è ufficialmente inserita nell elenco delle procedure aperte e rischiano sanzioni molto pesanti. Il tema delle sanzioni (che, in teoria, potrebbero essere di diverse migliaia di euro al giorno, dato che la materia è parametrata su grandi disastri ambientali) potrebbe anche riguardare altri Comuni del territorio. I famosi 23 milioni che servono in tempi strettissimi per far fronte alle necessità impellenti riguardano anche i Comuni che potrebbero essere sanzionati dall amministrazione provinciale. I lavori di messa a norma devono essere eseguiti entro il 31 dicembre Poi, sarà l ora delle sanzioni. A metà ottobre dopo che il dibattito sul modello di gestione è andato avanti per tutto l anno e dopo la convergenza in Padania Acque gestioni dei rami delle altre società pubbliche il tema acqua è tornato prepotentemente alla ribalta. Da un lato, l Ato e le prospettive di urgenza nel definire strategie, programmi e interventi. Dall altro, oltre al Comitato acqua pubblica, i gruppi politici (Pd in testa) e la Lega che, a rischio di rompere la maggioranza in provincia, chiede che il modello venga rivisto. Intanto, la Regione Lombardia ha emesso il decreto con cui esprime parere positivo sul piano d ambito, proposto dal consiglio d amministrazione dell Ato, che apre la strada alla società pubblico-privata di gestione del servizio del ciclo idrico integrato. La parola passa al consiglio provinciale sul cui tavolo, probabilmente nella prima seduta del nuovo anno, il piano d ambito, con il corredo del parere della Regione, tornerà per essere approvato o bocciato definitivamente. Nel secondo caso, l iter riprenderà dall inizio. «Non è pensabile ridurre il tema del servizio idrico provinciale ha detto Andrea Virgilio, capogruppo del Pd in consiglio provinciale a mero grimaldello per le difficoltà interne al centro destra, non è nemmeno accettabile considerare un documento di indirizzo votato a maggioranza dal consiglio provinciale come possibile atto reversibile o provvisorio a seconda delle dinamiche politiche interne alla maggioranza e delle alleanze nazionali/regionali fra Pdl, Lega o loro derivati. A nostro parere infatti la volontà espressa il 18 dicembre dai consiglieri, finalizzata a vincolare il governo locale a una gestione interamente pubblica del servizio idrico, è già sufficiente per concludere l esperienza amministrativa del centrodestra in Provincia». Dunque, il tema resta aperto. Vedremo se il 2013 porterà ad una soluzione definitiva. RIPRODUZIONE RISERVATA 16

19 Cremona Almanacco Il Commercio ha subito i colpi della crisi nazionale e le scelte locali Ora si spera nel Museo del violino 17 di Giuseppe Bruschi Un anno duro per il commercio cremonese, che accanto alle note difficoltà economiche nazionali, ha dovuto unire le tribolazioni locali. Passi per l invasione dei cinesi, che dopo aver occupato gran parte del mercato degli ambulanti, stanno per accaparrarsi bar e ristoranti. Quello che Confcommercio, ex Ascom ha cercato di abbattere è il muro dell amministrazione comunale, che si è fatto sempre più alto. E la città, a giudizio del presidente Claudio Pugnoli (che nei marzo di quest anno dovrebbe essere confermato per la terza volta, visto il successo avuto con lo sbarco a Crema e con i distretti commerciali) è sempre più chiusa ed incapace di attirate consumatori dalle zone limitrofe. La Ztl di sera non consente il transito nelle vie centrali, i varchi elettronici sono aumentati (ultima telecamera in corso Mazzini) ed ultima tegola in ordine di tempo la chiusura, il sabato e festivi, dei principali corsi cittadini: Garibaldi e Vittorio Emanuele. L associazione è insorta, ha chiesto, invano, di annullare il provvedimento, ha minacciato ricorso al Tar, ha precisato che si ricorderà di questa vicenda alle prossime elezioni. Il comune non ha cambiato rotta, Confcommercio insiste nella sua tesi. E pensare che proprio l associazione di via Manzoni per incentivare lo shopping aveva trovato un accordo con Aem per la prima ora di sosta gratuita nei parcheggi dell Aem. Ed è stato un Natale minimale, poche le manifestazioni e scarsi gli incassi. E meno male che sono intervenuti i commercianti di corso Garibaldi, riunito in una temporanea associazione, Confesercenti ed Asvicom per salvare il salvabile. Ascom ci ha messo ancora una volta qualcosa di suo producendo il magazine con tutte le manifestazioni. Tanti i negozi che hanno chiuso i battenti, soprattutto nel centro cittadino, alcuni storici, mentre i centri commerciali si sono moltiplicati, soprattutto nei grossi paesi della provincia, e fanno una concorrenza spietata sui prezzi e sulle aperture domenicali, nonostante qualche presa di posizione contraria dei sindacati di categoria. Ma qualcosa di nuovo potrebbe ridare fiato a commercio e turismo e riportare Cremona al centro dell attenzione mondiale. E il Museo del Violino, questa eccellenza, donato alla città dalla Fondazione Arvedi-Buschini e destinato ad essere lo scrigno, ultramoderno, della liuteria che è stata inserita tra il patrimonio immateriale dell umanità dall Unesco. Nomina prestigiosa, che premia gli sforzi di diverse amministrazioni comunali, della regione e dei parlamentari cremonesi. Il Museo del Violino, che verrà inaugurato in primavera dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, conterrà anche la prestigiosa collezione di archi ora in palazzo comunale, ma sarà un motore di iniziative e darà la possibilità, nell auditorium Giovanni Arvedi, di ascoltare i più importanti violinisti del mondo. E non solo. La positiva ricaduta sulle attività commerciali di piazza Marconi si è fatta sentire e continuerà ancora. Ed un ulteriore sostegno al commercio dovrebbe arrivare dallo sport: nel 2013 Cremona sarà città europea dello sport, prestigioso titolo assegnato alla fine del e dopo una accurata visita da parte della Commissione di Bruxelles. Un ricco calendario di manifestazioni che coinvolgeranno non solo gli sportivi, ma tutti coloro che vorranno assistere all esibizione di campioni di fama europea. Per il commercio sarà una occasione da sfruttare e le associazioni si stanno adeguatamente preparando d intesa, questa volta, con il Comune.

20 Cremona Almanacco di Francesca Morandi Accorpamento dei tribunali: polemiche e soluzioni Dopo quattro anni a Cremona, Grillo presidente della corte d appello di Trento Se ne parla da anni. C è voluto il governo Monti, perché l accorpamento dei tribunali e delle procure diventasse concreto. «Una svolta epocale», l ha definita il ministro, Paola Severino, nel giugno dello scorso anno, descrivendo, così, la revisione delle circoscrizioni giudiziarie. Una svolta che cambia la geografia giudiziaria del Paese, ferma al 1861, cioé all epoca dell Unità d Italia, quando si girava con le carrozze e non con i treni ad alta velocità. La rivoluzione tocca anche la nostra provincia: Crema sarà accorpata a Cremona, ma sin dall inizio, il matrimonio voluto dal governo tecnico ha sollevato più di una polemica sul fronte cremasco guidato da Ermete Aiello, presidente dell Ordine degli avvocati. Crema ha, insomma, sollevato le barricate. Intanto, a Cremona dall agosto scorso il vice sindaco Carlo Malvezzi, in vista dell accorpamento, ha messo in agenda una serie di incontri tesi a ridurre i disagi degli utenti cremaschi del servizio giustizia. Risolto il problema (così sembra) degli spazi ricavati nella cittadella giudiziaria di Cremona da destinare ai magistrati e al personale amministrativo che traslocheranno, si guarda al contributo, importante, che potrà offrire l innovazione tecnologica per limitare, appunto, i disagi. Il faro è il giudice Pierpaolo Beluzzi, già ideatore del fascicolo processuale digitale e dell udienza on-line. Da ultimo, ha inventato il sistema di teleconference, già applicato, ad esempio, dal giudice tutelare per collegarsi con l ex Soldi in occasione della nomina dell amministratore di sostegno. Dunque a Crema potrebbe nascere un polo informatico, dal quale collegarsi in teleconferenza. Dove? In una delle riunioni fatte in Comune, il sindaco di Crema, Stefania Bonaldi, aveva lanciato l idea della sede universitaria. All incontro del 15 novembre scorso, aveva partecipato anche il presidente di sezione, Pio Massa «per portare avanti il progetto del collega Beluzzi di teleconference ai fini processuali che noi appoggiamo e che auspico sia approvato in sede ministeriale». Per l accorpamento c è tempo fino al 13 settembre prossimo. Si vedrà. Intanto, nel tribunale di Cremona si sta verificando una situazione che ha del paradossale. Per sopperire alla carenza di toghe, in cui si è trovato il tribunale di Crema (delle quattro in organico, due sono andate in maternità), il gip Letizia Platè e i giudici Alessandra Medea Marucchi, Pierpaolo Beluzzi e Francesco Sora, a turno ogni settimana si recheranno a Crema. A Cremona saranno sostituiti dai colleghi di Mantova. Inoltre, grazie ad un interpello, al personale amministrativo è stata data la possibilità di scegliere la nuova destinazione. In molti guardano più alodi che a Cremona. Si registra un cambio ai vertici del tribunale. Dopo quattro anni, il presidente, Carlo Maria Grillo, ha lasciato la sede di Cremona. Da questo mese presiede, infatti, la corte d appello di Trento. L interregno sarà svolto dal presidente di sezione Massa in attesa che il Consiglio superiore della magistratura nomini il nuovo presidente. In undici hanno presentato domanda. Gli aspiranti sono: Sergio Fusaro, attuale presidente del tribunale di Camerino (che verrà soppresso), Eleonora Fiengo, attuale presidente del tribunale di Voghera (che verrà soppresso), Maria Luisa Ines Marini, giudice alla corte d appello a Milano, Maria Stella Leone, giudice di Crema, Giulio Deantoni, giudice cremonese presso la corte d appello di Brescia, Tito Preioni, per trent anni a Cremona e dallo scorso settembre presidente del tribunale di Lodi, Ambrogio Ceron, presidente di sezione del tribunale di Lecco, Andrea Pellegrino, giudice di Milano, Giuseppe Spadaro, presidente di sezione del tribunale di Lamezia, Pierpaolo Beluzzi, giudice di Cremona, Angelina Silvestri, giudice del tribunale di Lamezia. 18

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