Con le decisioni dell ABF, spunti di dottrina e segnalazioni di giurisprudenza. a cura del Conciliatore BancarioFinanziario

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1 Con le decisioni dell ABF, spunti di dottrina e segnalazioni di giurisprudenza a cura del Conciliatore BancarioFinanziario 2/2014

2 QUADERNI DI AGGIORNAMENTO 2/2014 QUADERNI DI AGGIORNAMENTO Con le decisioni dell ABF, spunti di dottrina e segnalazioni di giurisprudenza Le Disposizioni della Banca d Italia che disciplinano il funzionamento dell Arbitro Bancario Finanziario prevedono che le banche e gli intermediari finanziari adottino un organizzazione interna tale da assicurare che i propri uffici reclami conoscano gli orientamenti dell ABF, si mantengano costantemente aggiornati sugli stessi e valutino i reclami della clientela anche alla luce di tali orientamenti. Per supportare gli intermediari Associati nello svolgimento di tale attività e di quella più propriamente legale, Il Conciliatore BancarioFinanziario ha predisposto una nuova collana dal titolo Quaderni di aggiornamento. Ogni Quaderno contiene, nella Parte I, le Massime delle decisioni ABF, elaborate dagli Uffici del Conciliatore BancarioFinanziario selezionando le decisioni ritenute più significative tra quelle in suo possesso, seguite - per una pronta consultazione - dal testo della decisione stessa. Alla Parte I si affiancano eventuali altre due sezioni dedicate, l una agli Spunti di dottrina, e l altra alle Segnalazioni di giurisprudenza. I Quaderni di aggiornamento, che non hanno alcuna pretesa di completezza ed esaustività, si pongono come obiettivo quello di contribuire - per quanto possibile - all attività di studio e ricerca dei precedenti ABF, nonché di costituire un agevole strumento di consultazione per consentire una adeguata valutazione delle decisioni da assumere. a cura del Conciliatore BancarioFinanziario 1

3 QUADERNI DI AGGIORNAMENTO 2/2014 INDICE PARTE I Massime di decisioni dell ABF Collegio di Coordinamento - ABF Collegio di Coordinamento, n. 1260/14 carta di credito acquisto biglietti aerei inadempimento dell esercente obbligo di rimborso da parte dell emittente - esclusione pag. 4 Competenza - ABF Collegio di Napoli, n. 5736/13 competenza per materia rinegoziazione del finanziamento accertamento del diritto sussistenza limiti pag. 9 Finanziamenti - ABF Collegio di Roma, n. 6735/13 mutuo estinzione anticipata penale a carico del venditore (società) - estinzione da parte dell acquirente/accollante (persona fisica) rimborso ex art. 4 d.lgs 141/ ABF Collegio di Milano, n. 213/14 finanziamento decesso del mutuatario estinzione anticipata penale esclusione - ABF Collegio di Milano, n. 564/14 finanziamento estinzione anticipata rimborso oneri e costi criteri - ABF Collegio di Roma, n. 5918/13 finanziamento contro cessione del quinto conclusione del contratto onerosità della commissione di mediazione violazione dei principi di correttezza e buona fede pag. 14 pag. 18 pag. 22 pag. 28 Conto corrente - ABF Collegio di Napoli, n. 945/14 conto corrente interessi debitori usura e anatocismo onere della prova a carico del ricorrente - ABF Collegio di Napoli, n. 6597/13 conto corrente commissione di istruttoria veloce introduzione ex art. 118 TUB - legittimità pag. 38 pag. 42 Bancomat e carte di credito - ABF Collegio di Milano, n. 1490/14 bancomat tecnologia microchip operazioni disconosciute verifica ATC clonazione esclusione pag. 47 a cura del Conciliatore BancarioFinanziario 2

4 QUADERNI DI AGGIORNAMENTO 2/2014 Assegno - ABF Collegio di Milano, n. 1752/14 assegno circolare mancata riscossione prescrizione importo devoluto al fondo di cui all art. 1, comma 343, L. 226/2005 comunicazione ex art. 3 D.P.R. 116/2007 necessità pag. 50 PARTE II SPUNTI DI DOTTRINA QUARTA F. Estinzione anticipata dei finanziamenti a tempo determinato e modulazioni del costo del credito (commissioni di intermediazione, oneri assicurativi e penalità), in Riv. dir. banc, n. 10/2013 pag. 55 PARTE III SEGNALAZIONI DI GIURISPRUDENZA CONTO CORRENTE COINTESTATO RAPPORTO TRA I COINTESTATARI ART CODICE CIVILE APPLICABILITA CONSEGUENZE DIRITTO DEL COINTESTATARIO DI DISPORRE DELL INTERO - ESCLUSIONE Cassazione, Sezione II civile, 2 dicembre 2013, n pag. 56 CONTRATTI CON I CONSUMATORI CLAUSOLA VESSATORIA INEFFICACIA VALIDITA DELLA RESTANTE PARTE DEL CONTRATTO Cassazione, Sezione II civile, 21 marzo 2014, n pag. 65 a cura del Conciliatore BancarioFinanziario 3

5 QUADERNI DI AGGIORNAMENTO 2/2014 PARTE I Massime di decisioni dell ABF Collegio di Coordinamento CARTA DI CREDITO ACQUISTO BIGLIETTI AEREI - INADEMPIMENTO DELL ESERCENTE OBBLIGO DI RIMBORSO DA PARTE DELL EMITTENTE ESCLUSIONE Il Collegio di Coordinamento con decisione n. 1260/14 del 3 marzo 2014, nell esaminare l eventuale responsabilità della banca emittente la carta di credito, in caso di totale inadempimento (mancata erogazione del servizio) dell esercente, beneficiario del pagamento effettuato con tale carta, ha ritenuto che, l ordine di pagamento, essendo stato correttamente impartito dal titolare e diligentemente registrato ed eseguito dall intermediario, è divenuto irrevocabile, ai sensi dell art. 17, comma 1, d.lgs n.11/2010; di conseguenza non può essere avanzata dall utilizzatore alcuna pretesa restitutoria nei confronti della banca emittente. La disputa dovrà essere risolta, quindi, esclusivamente tra il pagatore e il beneficiario del pagamento. (cfr. decisione di seguito riportata) a cura del Conciliatore BancarioFinanziario 4

6 IL COLLEGIO DI COORDINAMENTO composto dai Signori: Dott. Giuseppe Marziale Presidente del Collegio ABF di Roma Prof. Avv. Antonio Gambaro Presidente del Collegio ABF di Milano Presidente Membro effettivo Prof. Avv. Enrico Quadri Presidente del Collegio ABF di Napoli Membro effettivo Prof.ssa Lucia Picardi Componente del Collegio ABF di Napoli designato dal Conciliatore Bancario Finanziario (per le controversie in cui sia parte un cliente consumatore) Membro supplente Avv. Pierfrancesco Bartolomucci Componente del Collegio ABF di Napoli designato dal CNCU Membro effettivo [Relatore] nella seduta del 18/12/2013, dopo aver esaminato il ricorso e la documentazione allegata; le controdeduzioni dell'intermediario e la relativa documentazione; la relazione istruttoria della Segreteria tecnica, FATTO Il ricorrente, titolare di una carta di credito collocata da un altro intermediario ed emessa dall odierno convenuto, acquistava nel mese di aprile 2012 alcuni biglietti aerei mediante l utilizzo del suddetto strumento di pagamento, per un importo complessivo di euro 295,67. Tuttavia la compagnia aerea annullava i voli per i quali i biglietti erano stati acquistati. Pertanto, dapprima con reclamo e successivamente con ulteriori missive, il ricorrente contestando l addebito dell importo di tale acquisto ne chiedeva la restituzione, non avendo potuto usufruire del servizio per il quale aveva corrisposto tale somma. In riscontro al reclamo, e poi agli ulteriori solleciti del ricorrente, l intermediario affermava che "alle carte di credito non è applicabile l'articolo 125 quinquies del TUB secondo cui, nei contratti di credito collegati, in caso di inadempimento da parte del fornitore di beni o Pag. 2/5 5

7 servizi, il consumatore, dopo aver inutilmente effettuato la costituzione in mora del fornitore, ha diritto alla risoluzione del contratto di credito se, con riferimento al contratto di fornitura di beni o servizi, ricorrono le condizioni d cui all'art cod. civ. (importanza dell'inadempimento)". Insoddisfatto del riscontro ottenuto, il ricorrente adiva questo Arbitro reiterando la propria richiesta restitutoria; a fondamento della propria domanda invocava la clausola presente sul modulo reclami operazioni, perché la transazione è relativa a un servizio che il negoziante non ha voluto rendere e che [gli] è stata addebitata senza [aver] usufruito di tale servizio. Ha sottolineato, infine, che diversi suoi conoscenti avrebbero ottenuto il rimborso dall emittente della carta di credito. Costituitosi ritualmente, l intermediario convenuto, dopo aver rappresentato la fattispecie nei medesimi termini del ricorrente, rilevava che con la sottoscrizione del contratto di accensione della linea di credito, il ricorrente avesse espressamente accettato le Condizioni contrattuali della Carta di Credito [ ] e, in particolare, l articolo 6 delle stesse ove viene stabilito che: il Titolare può utilizzare la Carta, entro il Fido assegnato, presso qualsiasi esercizio commerciale convenzionato con il circuito. Con l uso della Carta, il titolare autorizza irrevocabilmente e delega [ ] a pagare i beni e i servizi acquistati con tale mezzo. Inoltre richiamava per completezza le norme dell art cod. civ., nonché dell art quinquies t.u.b., ritenendoli non applicabili al caso di specie. Pertanto, chiedeva il rigetto del ricorso per difetto di legittimazione passiva. DIRITTO La questione posta in relazione al caso di specie è relativa alla sussistenza in capo all utilizzatore del diritto al rimborso, da parte dell emittente dello strumento di pagamento, dell importo di una transazione disposta mediante carta di credito prepagata per l acquisto di alcuni biglietti, in relazione all inadempimento imputabile all esercente, beneficiario del pagamento medesimo, avendo il vettore annullato i voli per i quali detti biglietti erano stati acquistati. Giova preliminarmente rilevare che, nel caso di specie, appare circostanza non contestata tra le parti che l esercente si sia reso gravemente inadempiente, come risulta peraltro dalla documentazione versata in atti, non avendo né eseguito l obbligazione di consegna dei biglietti, né di rimborso dei relativi importi. In relazione alla domanda di riaccredito presentata dal ricorrente, l odierno convenuto eccepisce per un verso le disposizioni del contratto stipulato tra le parti al fine di regolare l utilizzo della carta e, per altro verso, le norme del testo unico bancario in materia di credito al consumo, con particolare riguardo alle disposizioni in materia di inadempimento del fornitore. Quanto a quest ultimo aspetto, mette conto rilevare che detto richiamo appare ultroneo, vertendo la controversia de qua in tema di servizi di pagamento e non già di credito ai consumatori. Pag. 3/5 6

8 Di contro, l art. 6 del contratto intercorso tra le parti espressamente prevede che il Titolare può utilizzare la Carta, entro il Fido assegnato, presso qualsiasi esercizio commerciale convenzionato con il circuito. Con l uso della Carta, il titolare autorizza irrevocabilmente e delega [ ] a pagare i beni e i servizi acquistati con tale mezzo. Alla luce del testo contrattuale, il pagamento mediante carta in favore del beneficiario ha realizzato un obbligazione con sostituzione dal lato passivo che ben può essere ricondotta nell alveo della delegazione di pagamento, in virtù della quale l intermediario delegato si è limitato a disporre un pagamento nei confronti del beneficiario e su specifico ordine impartito dal ricorrente/debitore (cfr. ex multis Collegio di Milano, dec. n. 1406/2011). L obbligo che grava sull intermediario, infatti, è solo quello di eseguire gli ordini di pagamento impartiti (e quindi appositamente autorizzati) dall utilizzatore dello strumento di pagamento, con la conseguenza che i profili imputabili alla sua responsabilità sono relativi all eventuale inadempimento o inesatto adempimento di detto obbligo, come avviene nel caso di esecuzione di pagamenti non autorizzati, di errori nell individuazione del beneficiario ovvero di indicazione dell esatto importo da addebitare. Nel caso di specie, appare evidente che l ordine di pagamento è stato correttamente impartito dal ricorrente e, di conseguenza, registrato ed eseguito diligentemente dall intermediario, non essendovi stata alcuna contestazione in merito. Deve pertanto ritenersi che detto ordine sia divenuto irrevocabile, ai sensi dell art. 17, comma 1, d. lgs. n. 11/2010, e che non possa quindi essere avanzata dall utilizzatore alcuna pretesa restitutoria nei confronti dell intermediario, inerente al pagamento effettuato per il tramite della carta di credito. Per la verità, il comma 7 del citato art. 17, dispone che L irrevocabilità di un ordine di pagamento non pregiudica il rimborso al pagatore dell importo dell operazione di pagamento eseguita in caso di controversia tra il pagatore e il beneficiario. La sua formulazione, che si ricollega a quella del considerando 39 della direttiva 2007/64/CE sui servizi di pagamento, non esplicita peraltro se obbligato al rimborso è il prestatore di servizi di pagamento del pagatore oppure il beneficiario dell ordine di pagamento. Dall esame della fonte comunitaria emerge tuttavia in modo chiaro che obbligato al rimborso è il prestatore di servizi di pagamento e non il beneficiario del pagamento; ma emerge altresì in modo altrettanto chiaro che il diritto al rimborso non deriva dal fatto che è insorta una disputa tra il pagatore ed il beneficiario, ma può essere attribuito al pagatore nei confronti del prestatore di servizi di pagamento ( in deroga la principio di irrevocabilità) da clausole del contratto quadro, da norme di legge nazionali o da fonti sub legali nazionali, nel caso di disputa tra il pagatore ed il beneficiario del pagamento. Nessuno di tali presupposti ricorre nel caso di specie. Deve pertanto escludersi che il ricorrente possa pretendere dal prestatore dei servizi di pagamento il rimborso della somma corrisposta all esercente in pagamento dell operazione contestata, in quanto la disputa, come si precisa nella direttiva, deve essere risolta in tal caso esclusivamente tra il pagatore ed il beneficiario del pagamento. Il ricorso non può pertanto essere accolto. Pag. 4/5 7

9 P.Q.M. Il Collegio non accoglie il ricorso. firma 1 IL PRESIDENTE Pag. 5/5 8

10 QUADERNI DI AGGIORNAMENTO 2/2014 Competenza COMPETENZA PER MATERIA RINEGOZIAZIONE DEL FINANZIAMENTO SUSSISTENZA - LIMITI Il Collegio di Napoli con decisione n. 5736/13 del 13 novembre 2013, pur ribadendo che la rinegoziazione è frutto dell autonomia negoziale delle parti, che può dar vita ad uno specifico accordo in tal senso, con la conseguenza che deve escludersi che rientri nei poteri dell ABF quello di imporla d autorità agli intermediari (cfr per tutte, dec. n. 2295/2012), ha precisato che in taluni casi la rinegoziazione possa essere intesa alla stregua di un rimedio di natura manutentiva del negozio, il cui programma originario sia frutto di uno squilibrio oggettivamente valutabile; sotto tale profilo, dunque, esso appare anche come una ulteriore manifestazione del principio di buona fede nell esecuzione del contratto ex art cod. civ. (cfr. dec. n. 320/2010). In quanto tale, dunque, il suo accertamento può rientrare nella cognizione dell ABF, seppure nei limiti ora richiamati. (cfr. decisione di seguito riportata) a cura del Conciliatore BancarioFinanziario 9

11 Decisione N del 13 novembre 2013 IL COLLEGIO DI NAPOLI composto dai signori: - prof. avv. Enrico Quadri..Presidente - prof. avv. Giuseppe Leonardo Carriero...membro designato dalla Banca d'italia - prof. avv. Giuseppe Conte...membro designato dalla Banca d'italia - pof.ssa Marilena Rispoli Farina. membro designato dal Conciliatore Bancario Finanziario per le controversie in cui sia parte un cliente consumatore - avv. Pierfrancesco Bartolomucci..membro designato dal Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti (estensore) Nella seduta del , dopo aver esaminato: il ricorso e la documentazione allegata; le controdeduzioni dell intermediario e la relativa documentazione; la relazione istruttoria della Segreteria tecnica FATTO Il ricorrente, titolare di un prestito personale erogato dalla resistente, con del 9 febbraio 2012 formulava una richiesta tesa ad ottenere la rinegoziazione del debito. Contestualmente chiedeva anche la sospensione del pagamento delle rate in base al c.d. Piano Famiglie ABI (misura di cui già beneficiava in relazione ad altro mutuo erogato da diverso intermediario). A fronte di tale richiesta determinata dalla difficoltà di procedere regolarmente all ammortamento del debito, rappresentata dal cliente l intermediario forniva allo stesso, con del 4 e del 10 ottobre 2012 informativa circa gli adempimenti documentali da rispettare al fine di inoltrare corretta istanza di rinegoziazione dello stesso. Successivamente, in seguito alla produzione della documentazione necessaria, l odierno convenuto comunicava telefonicamente l accoglimento dell istanza di rinegoziazione ma, nonostante i numerosi solleciti scritti e telefonici, non forniva alcun riscontro scritto; ciò nonostante, il ricorrente confidava nell avvenuto accoglimento della stessa e restava in attesa di ricevere il piano di ammortamento del nuovo finanziamento. Nel mese di aprile 2013, invece, riceveva una comunicazione di decadenza dal beneficio del termine ed apprendeva così del mancato buon fine della richiesta di rinegoziazione. 10 Pag. 2/5

12 Decisione N del 13 novembre 2013 Inoltrava, di conseguenza un primo reclamo, con il quale contestava il comportamento tenuto dall intermediario e richiedeva la rinegoziazione delle condizioni contrattuali; non avendo ottenuto il riscontro atteso, adiva questo Arbitro per chiedere la sospensione dei pagamenti, nonché la rinegoziazione ed il risarcimento dei danni morali. Costituitosi ritualmente, l intermediario convenuto precisava che il mutuo fosse stato concesso per il consolidamento di precedenti debiti e per finanziare lavori di ristrutturazione abitativa. Precisava che, in seguito ad alcuni disguidi con i pagamento di alcune rate, saldate in ritardo rispetto ai termini contrattualmente convenuti, in data 28 settembre 2012, il ricorrente revocava l autorizzazione all addebito delle rate sul proprio conto bancario e, dalla successiva rata del 1 ottobre 2012 compresa nessun pagamento è stato più effettuato. Parte resistente confermava l esistenza di alcuni contatti telefonici con il ricorrente, al fine di verificare la possibilità di beneficiare di una rinegoziazione del debito subordinatamente alla sussistenza di tutti i necessari presupposti, per fronteggiare le sue difficoltà economiche; tuttavia, nonostante vari solleciti telefonici, questi non produceva la documentazione richiesta, con conseguente impossibilità di portare a termine l istruttoria. Di conseguenza, la richiesta veniva considerata rinunciata e la successiva attività di sollecito dei pagamenti telefonicamente svolta restava infruttuosa a causa della irreperibilità del cliente. A tale riguardo, contestava specificamente la circostanza addotta dal ricorrente, secondo il quale questi non avrebbe avuto più alcuna notizia in merito alla richiesta avanzata; da un lato, infatti, tale circostanza era smentita dal suo ritiro di autorizzazione agli addebiti RID e, dall altro, il fatto che erano stati inviato allo stesso, tra il mese di ottobre e novembre 2012, tre solleciti di pagamento a mezzo Postel. Precisava, quindi, che soltanto in seguito alla reiterata insolvenza comunicava la decadenza dal beneficio del termine, proponendo invano per le vie brevi alla controparte un piano di rientro garantito da titoli cambiari. Da ultimo, rilevava che nella documentazione versata in atti non comparisse il reclamo citato nel ricorso, bensì una lettera predisposta da un associazione di categoria, le cui contestazioni risultavano del tutto generiche e infondate. Ricostruita nei ridetti termini la fattispecie, l intermediario riteneva infondata la domanda, in quanto tesa alla richiesta di una soluzione conciliativa che esula dalla cognizione dell ABF e volta ad intervenire nella rideterminazione delle condizioni contrattuali, che è invece attività rimessa alla sola autonomia negoziale delle parti. Nel merito, precisava che la richiesta di rinegoziazione secondo il c.d. Piano famiglie ABI non potesse neppure essere proposta, posto che parte resistente non aveva aderito a detto piano e che riguardasse comunque fattispecie contrattuali diverse da quelle in esame. Chiedeva, dunque, di dichiararsi l irricevibilità del ricorso o, in via subordinata, il suo rigetto. DIRITTO Il Collegio non può mancare di rilevare che come più volte affermato non sussiste nell ordinamento giuridico un fondamento in relazione al quale possa ritenersi sussistente un diritto alla rinegoziazione, al di fuori delle ipotesi specificamente previste da disposizioni speciali (i.e. art. 1, comma 2, d. l. n. 394/2000, convertito in legge n. 24/2001), ovvero delle ipotesi in cui la ridefinizione dell assetto degli interessi convenuto dalle parti consegua all invalidità di alcune sue clausole, con conseguente sostituzione automatica delle stesse (cfr. ABF, Collegio di Milano, dec. n. 1103/2011). In tutti gli altri casi, la rinegoziazione è frutto dell autonomia negoziale delle parti, che può dar vita ad uno specifico accordo in tal senso, con la conseguenza che deve escludersi che rientri nei poteri dell ABF quello di imporla d autorità agli intermediari (cfr per tutte, dec. n. 2295/2012). 11 Pag. 3/5

13 Decisione N del 13 novembre 2013 Non sfugge tuttavia al Collegio che la rinegoziazione possa essere intesa alla stregua di un rimedio di natura manutentiva del negozio, il cui programma originario sia frutto di uno squilibrio oggettivamente valutabile; sotto tale profilo, dunque, esso appare anche come una ulteriore manifestazione del principio di buona fede nell esecuzione del contratto ex art cod. civ. (cfr. dec. n. 320/2010). In quanto tale, dunque, il suo accertamento può rientrare nella cognizione dell ABF, seppure nei limiti ora richiamati. Affinché possa ritenersi sussistente tale diritto nei confronti del ricorrente e, di converso, l obbligo di esecuzione del contratto in buona fede nei confronti dell intermediario resistente, deve tenersi conto delle circostanze di fatto e della produzione documentale, al fine di addivenire ad una valutazione che si fondi sugli elementi specifici della fattispecie, sia di natura soggettiva sia di natura soggettiva. Peraltro, a confutazione della eccezione sollevata dal resistente, appare evidente già dalla nota del 4 aprile 2013 prodotta ed identificata con il reclamo, che il ricorrente abbia specificamente contestato la mancanza di riscontro alla richiesta di rinegoziazione. Nel caso di specie, dunque, deve valutarsi se possa configurarsi tale diritto inteso, come detto, alla stregua di rimedio manutentivo ad una pregressa violazione dell obbligo di buona fede nell esecuzione del contratto. Per quanto emerge dalle deduzioni delle parti, appare evidente che le reciproche comunicazioni nel corso dell istruttoria finalizzata alla rinegoziazione delle condizioni contrattuali si sono svolte informalmente, per lo più telefonicamente o telematicamente: ciò, se da un lato non consente di ritenere raggiunta un adeguata prova documentale circa eventuali ulteriori richieste istruttorie avanzate da parte dell intermediario, non consente neppure, dall altro lato, di verificare la asserita completezza della documentazione inviata dal ricorrente a supporto della propria richiesta. Al contrario, il Collegio ritiene che la successione temporale di ulteriori eventi, risultanti per tabulas, appaia decisiva nel senso di ritenere il comportamento dell intermediario sostanzialmente immune da censure. È documentalmente provato, infatti, come già nel mese di settembre 2012 il ricorrente abbia revocato l autorizzazione all addebito in RID delle rate del mutuo; e che a partire dal successivo mese di ottobre non abbia più proceduto al pagamento delle rate in scadenza. Nonostante la comunicazione via a metà ottobre 2012, per l invio di un documento previsto per l istruttoria della pratica, lo stesso ricorrente non ha dato alcun seguito ai tre solleciti di pagamento che gli sono stati inviati tra ottobre e novembre Si tratta di comportamenti concludenti che hanno fondato nell intermediario il legittimo convincimento che il ricorrente abbia inteso rinunziare alla richiesta rinegoziazione. Con riferimento alla richiesta di sospensione, pure avanzata col ricorso, pare decisivo osservare, poi, che nessun seguito sarebbe stato possibile dare alla relativa istanza formulata ai sensi del cd Fondo di solidarietà, in quanto, per un verso, la misura in questione è riferita ai mutui destinati all acquisto della prima casa e, per altro verso, il richiedente già beneficiava dell agevolazione in esame con riferimento ad altro mutuo. In base alle risultanze istruttorie e alle deduzioni delle parti, dunque, non sussistono i necessari elementi per poter riscontrare alcuna violazione del principio di buona fede nell esecuzione del contratto da parte dell intermediario convenuto e, di conseguenza, non può essere riconosciuto il diritto alla rinegoziazione dello stesso, che costituirebbe un indebita ingerenza da parte di questo Arbitro nelle scelte imprenditoriali dei singoli intermediari. Da ultimo, con riguardo alla richiesta di risarcimento dei danni morali, il Collegio rileva che non solo non appare ravvisabile in capo al convenuto alcuna condotta lesiva della sfera non patrimoniale del ricorrente, ma inoltre non è stata fornita alcuna prova dell eventuale nocumento che sarebbe derivato dalla condotta lamentata (cfr., per tutte, dec. n. 2210/2011). 12 Pag. 4/5

14 Decisione N del 13 novembre 2013 P.Q.M. Il Collegio non accoglie il ricorso. IL PRESIDENTE firma 1 13 Pag. 5/5

15 QUADERNI DI AGGIORNAMENTO 2/2014 Finanziamenti MUTUO - ESTINZIONE ANTICIPATA - PENALE A CARICO DEL VENDITORE (SOCIETÀ) - ESTINZIONE DA PARTE DELL'ACQUIRENTE/ACCOLLANTE (PERSONA FISICA) RIMBORSO EX ART. 4, D.LGS. N. 141/2010 Il Collegio di Roma con decisione n. 6735/13 del 20 dicembre 2013 ha ritenuto che sussistano tutte le condizioni previste dall art. 4, d.lgs. n. 141/2010, a mente del quale sono nulli i patti o le clausole che prevedono in capo al mutuatario l obbligo di pagare al mutuante una penale o un compenso in caso di estinzione anticipata dei mutui «stipulati o accollati a seguito di frazionamento» laddove l estinzione anticipata del mutuo originariamente gravante sulla porzione d immobile realizzata e poi venduta dalla società ricorrente sia stata effettuata dall acquirente di tale porzione, persona fisica, il quale si sia accollato e contestualmente abbia estinto il mutuo, in sede di rogito, mediante provvista fornita da altro istituto di credito. (cfr. decisione di seguito riportata) a cura del Conciliatore BancarioFinanziario 14

16 IL COLLEGIO DI ROMA composto dai Signori: Dott. Giuseppe Marziale Presidente Avv. Bruno De Carolis Prof. Avv. Pietro Sirena Membro designato dalla Banca d'italia Membro designato dalla Banca d'italia Prof. Avv. Gustavo Olivieri Membro designato dal Conciliatore Bancario Finanziario [Estensore] Prof. Avv. Federico Ferro-Luzzi Membro designato da Confindustria, Confcommercio,Confagricoltura, Confartigianato. nella seduta del 30/10/2013, dopo aver esaminato il ricorso e la documentazione allegata; le controdeduzioni dell'intermediario e la relativa documentazione; la relazione istruttoria della Segreteria tecnica Fatto La società ricorrente che ha venduto un immobile con accollo di quota frazionata del mutuo in capo all acquirente persona fisica chiede il rimborso della penale di estinzione anticipata del mutuo applicata dalla banca convenuta nonostante l estinzione sia avvenuta ad opera della parte acquirente. A sostegno della propria domanda, la ricorrente afferma che: - ha venduto un immobile con accollo in capo alla parte acquirente della quota frazionata di mutuo; - la parte acquirente ha stipulato un mutuo con altro intermediario per estinguere anticipatamente la quota frazionata accollata; - il conteggio estintivo prodotto dalla banca convenuta prevedeva l applicazione di una penale per l estinzione anticipata del mutuo originario. La società ricorrente chiede dunque che l ABF condanni la banca alla restituzione della penale per estinzione anticipata del mutuo ad essa addebitata dalla banca resistente. Pag. 2/4 15

17 Quest ultima, dal canto suo, replica eccependo che: - il finanziamento estinto anticipatamente era una quota frazionata di un mutuo edilizio concesso alla ricorrente per l'edificazione di un complesso immobiliare; - a seguito del frazionamento dell'immobile si è proceduto in data al frazionamento del mutuo originario; - in data la ricorrente, per il tramite di un proprio legale, inviava lettera di reclamo per contestare i conteggi estintivi comprensivi di penale per anticipata estinzione forniti dalla Banca alla medesima; - in data la Banca forniva risposta ricusando la contestazione; - nel frattempo in data la ricorrente addiveniva alla compravendita dell'immobile, contestualmente provvedendo all'estinzione della quota di mutuo mediante parte dell'erogazione di un altro finanziamento, concesso da altro Istituto di Credito al terzo acquirente, il quale, immediatamente dopo l'atto di compravendita, provvedeva a conferire mandato irrevocabile all'incasso alla Banca erogante il nuovo mutuo affinché provvedesse ad estinguere il precedente mutuo intestato alla società venditrice senza che potesse essere in alcun modo formalizzato alcun accollo; - in ogni caso, legittimato a chiedere in questa sede il rimborso della penale non sarebbe la società ricorrente, bensì l acquirente persona fisica dell immobile sul quale gravava il mutuo frazionato. Per le ragioni esposte la resistente chiede che il ricorso sia respinto. Diritto Il ricorso è fondato e merita di essere accolto per i motivi qui di seguito illustrati. Infatti, dai documenti in atti risulta che: - la estinzione anticipata del mutuo originariamente gravante sulla porzione d immobile realizzata e poi venduta dalla società ricorrente è stata effettuata dall acquirente di tale porzione; - l acquirente è una persona fisica che ha acquistato l immobile per adibirlo ad uso abitativo; - il mutuo è stato accollato dall acquirente e contestualmente estinto, in sede di rogito, mediante provvista fornita da altro istituto di credito. Pag. 3/4 16

18 Alla luce di quanto precede sussistono dunque tutte le condizioni previste dall art. 4, d. lgs. n. 141/2010, a mente del quale sono nulli i patti o le clausole che prevedono in capo al mutuatario l obbligo di pagare al mutuante una penale o un compenso in caso di estinzione anticipata dei mutui stipulati o accollati a seguito di frazionamento. Né coglie nel segno la eccezione di difetto di legittimazione attiva sollevata da parte resistente, la quale sostiene che la domanda in parola potrebbe essere avanzata solo dall acquirente dell immobile e non anche dal venditore ricorrente. Si tratta infatti di un argomento che non può essere condiviso laddove si consideri, da un lato, che la penale in contestazione è stata corrisposta dal venditore; dall altra che la nullità in parola colpisce la relativa clausola legittimando chiunque vi abbia interesse a farne accertare la invalidità e a chiedere la restituzione di quanto indebitamente corrisposto. Sotto entrambi i profili è dunque da ritenere che la ricorrente sia legittimata a ricorrere al Collegio per far dichiarare non dovuta e ottenere la restituzione della somma a suo tempo addebitata a titolo di estinzione anticipata del mutuo. P.Q.M. Il Collegio accoglie il ricorso; per effetto condanna la resistente al rimborso della somma riscossa a titolo di penale per l estinzione anticipata. Dispone, inoltre, ai sensi della vigente normativa, che l intermediario corrisponda alla Banca d Italia la somma di Euro 200,00 (duecento/00) quale contributo alle spese della procedura e al ricorrente quella di Euro 20,00 (venti/00) quale rimborso della somma versata alla presentazione del ricorso. IL PRESIDENTE firma 1 Pag. 4/4 17

19 QUADERNI DI AGGIORNAMENTO 2/2014 FINANZIAMENTO DECESSO DEL MUTUATARIO ESTINZIONE ANTICIPATA PENALE - ESCLUSIONE Il Collegio di Milano con decisione n. 213/14 del 15 gennaio 2014 ha ritenuto non dovuta la somma trattenuta a titolo di penale per estinzione anticipata del finanziamento a seguito di decesso del mutuatario. A parere del Collegio infatti, le clausole della specie possono trovare esclusiva applicazione per l esercizio volontario del diritto di recesso. (cfr. decisione di seguito riportata) a cura del Conciliatore BancarioFinanziario 18

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