TRIBUNALE PISA SENT. N. 531/10 DEL 18/11/2010 Il provvedimento in epigrafe, divenuto irrevocabile in data 19/12/2010, viene pronunciato dal Tribunale

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1 TRIBUNALE PISA SENT. N. 531/10 DEL 18/11/2010 Il provvedimento in epigrafe, divenuto irrevocabile in data 19/12/2010, viene pronunciato dal Tribunale di Pisa, in composizione monocratica, a chiusura di un procedimento penale radicatosi dopo il deposito di una querela da parte di un noto parlamentare, a suo dire leso nell'onore e nella reputazione da un sito internet realizzato nel Il sito internet incriminato riproduce, pressoché integralmente, la home page del sito ufficiale del parlamentare, differenziandosene per alcuni contenuti ed in particolare per il collegamento ad un videogioco denominato Operazione Pretofilia, di cui il querelante aveva chiesto al Parlamento la censura, e per la presenza di un fotomontaggio raffigurante, in via caricaturale, il volto del politico. Il Tribunale di Pisa - con una pronuncia alquanto interessante per molteplici aspetti e pressoché unica nel panorama giurisprudenziale, fatta eccezione per Tribunale di Milano, sezione civile, 07/09/ assolve l'imputato, ravvisando l'operatività della scriminante del diritto di satira che, ad avviso dell'organo giurisdizionale adito, può realizzarsi anche attraverso la rielaborazione della home page di un sito laddove - unitamente alla modifica della home page del sito ufficiale - siano utilizzati toni ironici e sarcastici che stravolgano i contenuti concettuali dell'opera parodiata, pur con la realizzazione dei suoi stessi elementi estrinseci e la conservazione della sua forma esteriore. *** *** *** 1

2 Il caso prende dunque le mosse da una querela depositata da un parlamentare ritenutosi diffamato da un sito internet realizzato con l'intento di criticare, secondo quanto dichiarato dall'imputato in sede di esame, un comportamento giudicato censorio e limitativo della libertà di pensiero. Il sito oggetto di contestazione - che riproduce, quasi integralmente, la Home page del sito ufficiale del Parlamentare ed il cui dominio internet contiene il nome e cognome del politico - consente agli utenti di scaricare un videogioco, titolato Operazione Pretofilia, realizzato da un gruppo di programmatori, noti con il nome la Molleindustria e conosciuti per la creazione di videogiochi ispirati a temi di attualità. Il videogioco - considerato sia dall'accusa che dal parlamentare costituitosi parte civile nel procedimento penale veicolo del messaggio diffamatorio - trae ispirazione, quanto ai suoi contenuti, da un documentario della BBC titolato Sex Crimes and Vatican e si pone come finalità quello di spingere l'utente ad interrogarsi sull'atteggiamento tenuto dalle gerarchie ecclesiastiche nell'affrontare i casi di pedofilia scoperti all'interno della Chiesa e di cui, anche in Italia, nel 2007, si cominciava a parlare, se pure in un clima di forti polemiche. Operazione Pretofilia, che è ancora rinvenibile sul portale de La Molleindustria (http://www.molleindustria.org/it/operazione-pretofilia), si apre con una lettera immaginaria a firma Joseph Ratzinger ed indirizzata ai vescovi cui viene richiesto di 2

3 celare i casi di pedofilia, ovviamente quelli riguardanti gli appartenenti al clero. Il giocatore è chiamato ad indossare i panni di un agente silenziatore inviato dalla chiesa per contenere l'attenzione mediatica attorno al caso. L'agente silenziatore ha il compito di evitare che i poliziotti si accorgano dei reati perpetrati dai sacerdoti ai danni dei minori e che i possibili testimoni, le mamme dei minori, si rivolgano ai mass media per denunciare i fatti. Il sito internet oggetto di contestazione nasce per criticare il comportamento del politico che, con un'interrogazione parlamentare, appellandosi alla l. 04/02/2006 n. 38, aveva chiesto al Parlamento la censura del videogioco. La similitudine tra il sito ufficiale e quello clonato è solo apparente giacché: la titolazione della home page del sito clonato differisce da quella del sito ufficiale, giocando ironicamente sul cognome del parlamentare; dalla prima pagina del portale oggetto di contestazione è possibile accedere al videogioco Operazione Pretofilia ; cliccando con il mouse su un qualsiasi link della prima pagina del sito incriminato compare un fotomontaggio con il volto dell'uomo politico e sovrapposta una scena del videogioco, quella in cui un prete si china su un bimbo mimando il rapporto sessuale. Il Giudice, seguendo l'impostazione della difesa 3

4 dell'imputato, con un'indagine puntuale, mantiene separato il piano della tipicità del fatto da quello dell'antigiuridicità, valutando innanzitutto la legittimazione attiva del querelante, poi costituitosi parte civile, a proporre querela e l'obiettiva esistenza dell'illecito, ossia l'offensività intrinseca della condotta del reo, e quindi del contenuto del sito. Ritenuto che il parlamentare può considerarsi bersaglio del messaggio veicolato dal sito incriminato e quindi soggetto passivo del reato di diffamazione contestato, il Giudice si interroga sulla tipicità del fatto costituente reato sostiene ancora la difesa che in ogni caso il sito incriminato non contiene alcun contenuto diffamatorio, posto che non è dato rinvenire alcun insulto od invettiva rivolti al V....rileva sul punto il Tribunale che fermo restando che il bene giuridico specifico tutelato dalla fattispecie incriminatrice di cui all'art. 595 c.p. non è, secondo il più che condivisibile ed ormai consolidato orientamento della Suprema Corte, la considerazione che ciascuno ha di sé, ma la reputazione dell'uomo, intesa come la stima diffusa nell'ambiente sociale. l'associazione mentale che genera l'accostamento del videogioco alla persona del V. è astrattamente idonea ad offendere la reputazione nell'accezione sopra specificata. Invero, essere indicato come persona collusa con gli autori di gravi crimini quali quelli di natura sessuale ai danni di minori ovvero come colui che cerca di aiutarli ad eludere le investigazioni dell'autorità non può non essere considerata, secondo il 4

5 comune sentire, condotta gravemente diffamatoria. Gli elementi costitutivi del fatto tipico, dunque, devono ritenersi sussistenti. Ciò che nel caso di specie manca, a giudizio dello scrivente, è l'antigiuridicità della condotta, in quanto opera l'esimente del diritto di satira.... Ad avviso del Tribunale, dunque, l'accostamento dell'immagine del parlamentare al videogioco in questione deve ritenersi condotta gravemente diffamatoria per via dell'associazione mentale che gli utenti sono portati a fare tra l'uomo politico e quanti, all'interno del clero, si sono attivati al fine di celare i reati di pedofilia commessi da ecclesiastici. Valutata la sussistenza degli elementi del fatto tipico, il Giudice affronta il tema dell'antigiuridicità, chiedendosi se l'offesa arrecata sia giuridicamente lecita o penalmente indifferente per via dell'esimente del diritto di satira. La pronuncia, dunque, si sofferma sulla natura del diritto di critica e di satira, quest'ultimo considerato specificazione del primo e, a tutti gli effetti, diritto soggettivo di rilevanza costituzionale, tutelato, sia, dall'art. 21 della Costituzione, e dunque riconosciuto a tutti i cittadini a prescindere dall'attività svolta, sia dagli artt. 9 e 33 della Carta costituzionale, e sottoposto ai limiti della pertinenza e, sia pure in maniera meno intensa, a quello della continenza: va innanzitutto evidenziato che i diritti di critica e di satira (quest'ultimo costituisce una specificazione del primo, seppure connotata dalle peculiarità di cui si dirà) discendono direttamente, senza bisogno di alcuna 5

6 mediazione, dall'art. 21 della Costituzione e spettano all'individuo uti civis, dunque a prescindere dall'attività svolta (cfr. Cass. V sez. penale 01/07/08 n , p.c. in proc. Alberti). Di conseguenza, essi possono manifestarsi anche in maniera estemporanea, non essendo necessario che si esprimano nelle sedi istituzionali o mediatiche più appropriate, altrimenti verrebbe compromesso il diritto di manifestazione del pensiero che spetta al cittadino comune (Cfr. Cass., V Sez. pen., 4/5/06 n , Ricca) il diritto di satira... trova il suo fondamento normativo oltre che nell'art. 21 Cost., anche negli artt. 9 e 33 Cost. Per cui, come si accennava, si ritengono inapplicabili ad essa i paradigmi di valutazione della liceità propri del diritto di cronaca. Invero, questa forma di espressione generalmente non può rispondere ad esigenze informative e, dunque, in astratto, può non avere un rapporto di coincidenza con la verità del fatto, atteso che non è questo il suo compito, assolvendo la satira ad una funzione di critica sociale. Dunque gli unici limiti cui il diritto di satira è sottoposto sono quello della pertinenza (deve sussistere un interesse sociale per l'argomento trattato) e, sia pure in maniera meno intensa, quello della continenza (non deve trasmodare in espressione scorrette, volgari o in contumelie), nel senso che essendo iperbole, paradosso, ricerca del grottesco e del sensazionale è svincolata da forme convenzionale e non può essere ingabbiata in rigidi schemi precostituiti Questo in generale. Quando, tuttavia, la satira ha anche un contenuto informativo, richiamando fatti ed 6

7 avvenimenti che ne rappresentano il motivo ispiratore, assume i tratti di un veicolo di informazione, con la conseguenza che deve soggiacere anche ai limiti più rigorosi del diritto di cronaca, segnatamente quello della verità dei fatti narrati (cfr. Cass., V sez. penale, 4/6/01 n , Feltri, Cass. V Sez pen. 2712/1999 n Vespa). Dopo questa lunga digressione sul diritto di satira in generale, il Tribunale passa ad esaminare il sito contestato, sulla scorta dei principi sopra riportati, del tema trattato, giudicato di interesse pubblico, e del clima di polemiche che aveva visto la nascita del portale contestato, ravvisando la natura satirica dello stesso e ritenendo così scriminato il comportamento dell'imputato. La pronuncia in esame è interessante perchè, oltre a riconoscere che il diritto di satira può esprimersi anche attraverso la rielaborazione della home page di un sito internet (cfr., in tal senso, anche Trib. Milano, sez. civile, 07/09/2004), seppure incidentalmente, prende in considerazione il contenuto del videogioco Operazione Pretofilia, soffermandosi sulla scriminante in questione con riferimento ad una forma espressiva nuova, quella del videogioco appunto, cui viene riconosciuta dignità pari al disegno caricaturale e alla vignetta; il tutto con riferimento al tema religioso. Ad avviso del Tribunale di Pisa, che si uniforma ad un orientamento già espresso dalle corti di merito (App. Firenze 18/10/1993, Trib. Latina 2410/2006 e Trib. Milano 01/03/2007), è perfettamente riconoscibile anche 7

8 l'esercizio della satira religiosa, sempre che essa non sfoci nel vilipendio inteso come ostentazione di disprezzo e disistima generalizzati verso i dogmi di qualsivoglia confessione religiosa. Non resta che attendere il dissequestro del sito web incriminato disposto conseguentemente all'assoluzione dell'imputato. Bergamo, 10 gennaio avv.ta Maria Teresa Votta 8

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