Progetto MEV-ARPA Manuale di Installazione SpAgent

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1 Progetto MEV-ARPA Manuale di Installazione SpAgent Redatto da A. Mallegni (TAI) e C. Simonelli (TAI) Rivisto da A. Menichetti (TAI), L. Bonuccelli (RT) Approvato da Versione 1.16 Data emissione 14/11/14 Stato Approvato

2 Storia del documento Versione Data Descrizione /02/10 Prima versione /02/10 Inserimento logo Regione /03/10 Aggiunto Glossario, Riferimenti e configurazione avanzata /04/10 Aggiornata la lista delle librerie /05/10 Aggiornato supporto Url Policy /05/10 Aggiornato documento con riferimento a System Properties /06/10 Aggiornato configurazione Cluster /11/10 Esplicitati i requisiti all'istallazione /11/10 Introdotto cap quick-reference /11/10 Riorganizzazione quick-reference ad opera di L. Bonuccelli /11/10 Modifiche alla quick-reference nel senso del deployment in 3 step /11/10 Modifiche al par 2.4 e 4.1 riguardo a CA e CN del certificato del server https dell'sp /01/11 Modifiche alla quick-reference 2.10 in caso di url di accesso con query string /06/11 Aggiornamento per installazione in configurazione shared /05/12 Aggiornate url idp /03/13 Elenco property su cui fare overrride tramite SpConfiguration.properties sotto /apps (par. 3.1 e 3.9) 1,16 14/11/2014 Aggiunto Supporto Tomcat 7 ed 8. 1 Precedente: https://webtest.e.toscana.it/opensso e https://web.e.toscana.it/opensso Attuale: https://accessosicuro-trial.rete.toscana.it/opensso https://accessosicuro.rete.toscana.it/opensso

3 Nuova property per la gestione del charset

4 Indice generale Premessa...5 Glossario e termini...5 Riferimenti...6 Validità...6 Quick-reference: procedura installazione modalità STANDALONE su ambiente standard RT (non esaustiva)...7 Piano di dispiegamento dell'applicazione...7 Componenti necessari per il dispiegamento dell'applicazione...7 Informazioni necessarie...7 verifica dei requisiti ambiente:...7 Configurazione per il dispiegamento iniziale in RT staging:...8 deployment...8 Test di corretta installazione locale...8 Inserimento nel circuito di fiducia...9 verifica della corretta configurazione...9 deployment applicazione definitiva in RT staging...11 Deployment applicazione definitiva in RT produzione...11 Quick-reference: procedura installazione modalità SHARED su ambiente standard RT (non esaustiva)...13 Piano di dispiegamento dell'applicazione...13 Componenti necessari per il dispiegamento dell'applicazione...13 Informazioni necessarie...14 verifica dei requisiti ambiente:...14 Configurazione per il dispiegamento iniziale in RT staging:...14 deployment...14 Test di corretta installazione locale...15 Inserimento nel circuito di fiducia...15 Test e tuning della configurazione SpAgent...15 Deployment applicazione definitiva in RT produzione...16 Installazione e configurazione...17 Requisiti...17 Installazione...17 Installazione all'interno della singola WebApp...17 Installazione condivisa per Application Server...19 Prima Installazione...19 Installazione Configurazioni relative alla singola applicazione...22 Configurazione...23 Configurazione semplice...25 Configurazione file di log...26 Configurazione avanzata...27 Descrizione properties...27 Configurazione avanzata Filtro Web...35 Configurazione avanzate in ambiente cluster...37 Pag. 4 di 41

5 Configurazione Cluster con Jboss e Single Logout Soap abilitato...37 Prerequisiti...37 Configurazione Avanzata...37 Configurazione Cluster con Single Logout Soap disabilitato...38 F.A.Q...39 Risoluzioni problemi comuni dovuti all'installazione...39 Pag. 5 di 41

6 1Premessa Oggetto del presente documento è la descrizione della modalità di installazione del componente software Arpa SpAgent. Tale componente può essere installato in due modalità distinte a seconda del tipo di ambiente di deployment: la modalità shared, tipica degli ambienti in cui tutte (o quasi) le applicazioni web contenute nell'application server sono protette da SpAgent. la modalità standalone, tipica degli ambienti in cui la protezione da SpAgent è richiesta da una o da poche applicazioni web contenute nell'application server. Entrambe le modalità verranno illustrate nei capitoli successivi, mentre i prossimi due capitoli che seguono anticipano sinteticamente (quick-reference) i passi da seguire rispettivamente per il deployment in modalità standalone ed in modalità shared. Glossario e termini SpAgent Arpa Saml XACML J2EE SSO SLO CA IDP SP RT Filtro J2EE basato su standard Samlv2 che viene impiantato su applicazioni che non possiedono propri meccanismi di autenticazione e che intendono trarre vantaggio dai servizi di autenticazione messi a disposizione da ARPA. Autenticazione Ruoli Profili Applicazioni Security Assertion Markup Language. Linguaggio basato su XML utilizzato per lo scambio di informazioni di autenticazione e autorizzazione tra domini distinti, detti Identity Provider e Service Provider extensible Access Control Markup Language. E' una policy access control dichiarativo basato su XML. Java 2 Enterprise Edition Single Sign On Single Logout Certificate Authority Identity Provider Service Provider Regione Toscana Pag. 6 di 41

7 Riferimenti Progetto MEV-ARPA Architettura di SpAgent Validità Il presente documento è valido a partire dalla data di emissione riportata in copertina. Pag. 7 di 41

8 2Quick-reference: procedura installazione modalità STANDALONE su ambiente standard RT (non esaustiva) Piano di dispiegamento dell'applicazione 1.Dispiegamento iniziale in ambiente staging di RT: deployment dell'applicazione d'esempio con la configurazione ARPA dell'applicazione definitiva 2.test 3.Dispiegamento finale in ambiente staging di RT: deployment dell'applicazione definitiva con la configurazione ARPA verificata al passo precedente 4.test applicazione finale in ambiente staging RT 5.Dispiegamento finale in ambiente produzione RT Componenti necessari per il dispiegamento dell'applicazione 6.Applicazione di esempio (http://oscat.rete.toscana.it/projects/spagent-deploy/) 7.Certificato digitale app2app per la firma delle asserzioni SAML 2 inserito in un keystore java formato jks 8.Certificato di autenticazione accettato da RT (ad esempio CSE-CNS) Informazioni necessarie 9.url dell'applicazione (url accesso iniziale e tutte le url coinvolte negli accessi successivi, espresse anche mediante il metacarattere * ) 10.lista delle non enforced url (url che non devono essere soggette a controllo accesso da parte del filtro SpAgent) 11.url di logout dell'applicazione verifica dei requisiti ambiente: Le seguenti verifiche sono a carico del gestore dell'ambiente. 1.verificare che l'istanza del container sia provvista di: a)certificato client per accedere al server opensso b)truststore per accettare il certificato server di opensso 2.verificare che il frontend della webapp sia configurato con la client authentication 3.verificare che il container abbia connettività e se necessario sia configurato correttamente il proxy per le connessioni https (utilizzate nel collegamento verso l'opensso) 2 Il certificato deve essere richiesto dal caproprogetto RT Pag. 8 di 41

9 4.verificare che il certificato server del frontend dell'applicazione protetta da spagent sia firmato da una CA trusted per il server opensso (in caso contrario fornire il certificato pubblico della CA del server ad e che il CN del certificato corrisponda al nome pubblico (quello con cui viene riferito dall'opensso) del server Configurazione per il dispiegamento iniziale in RT staging: Preparazione del pacchetto per il deployment (nell'esempio sono indicati i path per l'ambiente di staging in RT). L'obbiettivo è effettuare il deployment dell'applicazione d'esempio con la configurazione ARPA della nuova applicazione: 1.modificare il nome del war dell'applicazione d'esempio da spagent-test.war a <contesto_applicazione>.war 2.personalizzare i file SpBootstrap.properties e SpConfiguration.properties contenuti in spagent-test.war. In particolare: a)valorizzare le seguenti macro e property in WEB-INF/classes/SpBootstrap.properties: 1.%%CONF_DIR%%=/appsxx/fornitore/data/applicazione 2.%%CONTEXT_PATH%%=/contesto_applicazione 3.%%HOST_URL%%=https://webtrial.rete.toscana.it 4.%%CERTIFICATE_ALIAS%%=applicazione-key 5.com.sun.identity.saml.xmlsig.keystore=%%CONF_DIR%%/applicazione-keystore.jks b)spostare SpConfiguration.properties da WEB-INF/classes di spagent-test.war alla CONF_DIR definita sopra (/appsxx/fornitore/data/applicazione) 1.predisporre il keystore per le asserzioni saml: a)copiare il keystore di tipo jks contente il certificato digitale per la firma e la cifratura asserzioni saml in /appsxx/fornitore/data/applicazione/applicazione-keystore.jks b)inserire la password per il keystore in /appsxx/fornitore/data/applicazione/.storepass c)inserire la password per la chiave contenuta nel keystore in /appsxx/fornitore/data/applicazione/.keypass d)verificare che l'alias della chiave contenuta nel keystore sia applicazione-key deployment Eseguire il deployment del war (ear) dell'applicazione secondo le indicazioni del gestore dell'ambiente. Test di corretta installazione locale 1.verificare l'accesso alla pagina dei metadata (https://webtrial.rete.toscana.it/contesto_applicazione/metadata): a)verificare che la riga relativa all'id 0 (di tipo auto ) sia correttamente visualizzata. Si tratta della riga che riguarda l'sp Pag. 9 di 41

10 b)verificare che la riga relativa all'id 1 (di tipo http ) sia correttamente visualizzata. Si tratta della riga che riguarda l'idp. Nel caso ciò non accada significa che l'spagent non è in grado di comunicare con l'opensso. Inserimento nel circuito di fiducia Richiedere tramite il capoprogetto RT la configurazione in ARPA della risorsa che rappresenta l'applicazione, fornendo i seguenti parametri: c)nome dell'applicazione d)nome del servizio ARPA associato e)descrizione breve di tale servizio f)url di accesso al servizio: corrisponde alla colonna entity id dell'ultima riga della pagina metadata (la riga tipo auto, id 0) g)link per il download dei metadata riguardanti l'sp ricavabile dalla pagina dei metadata (https://webtrial.rete.toscana.it/contesto_applicazione/metadata/0) h)url mapping del servizio (l'insieme delle url che compongono il servizio) i)ruolo a cui assegnare l'accesso j)il codice fiscale di coloro che effettuano il test, se non già associati al ruolo Arpa-help comunicherà l'avvenuto inserimento della risorsa nel circuito di fiducia verifica della corretta configurazione Accedendo all'applicazione devono essere visualizzate le seguenti pagine: Pag. 10 di 41

11 Figura 1: accesso Figura 2: logout Figura 3: metadata Pag. 11 di 41

12 deployment applicazione definitiva in RT staging 1.Nel caso l'url d'accesso all'applicazione finale sia diverso da https://webtrial.rete.toscana.it/contesto_applicazione occorre definire esplicitamente la property relativa all'entity id, ovvero: a)scommentare la property sp.config.service.metadata.provider.entityid[0] in /appsxx/fornitore/data/applicazione/spconfiguration.properties ed impostare direttamente l'url d'accesso desiderata senza la query string (la parte dell'url che va da? in poi, esempio https://webtrial.rete.toscana.it/context/ricerca?id=2&p=3 diventa https://webtrial.rete.toscana.it/context/ricerca) b)accedere di nuovo alla pagina dei metadata (https://webtrial.rete.toscana.it/contesto_applicazione/metadata) c)verificare che alla riga dell'sp ci sia la nuova id (coincide, a meno della query string, con l'url d'accesso appena impostata) d)inviare ad una nuova richiesta per aggiornare: 1.l'url d'accesso all'applicazione con eventuale query string 2.la definizione dei metadata dell'sp, indicando l'url già utilizzata (https://webtrial.rete.toscana.it/contesto_applicazione/metadata/0) 2.modifica del WEB-INF/web.xml per includere il filtro SpAgent (vedi l'applicazione d'esempio oppure il cap 4.3 per i dettagli sulla modifica) 3.inserire nella WEB-INF/lib le librerie della distribuzione di SpAgent (vedi l'applicazione d'esempio oppure il cap 4.3 per i dettagli sulla modifica) 4.copia del file SpBootstrap.properties da WEB-INF/classes/ dell'applicazione iniziale 5.test dell'applicazione finale (accesso, url di logout, etc) 6.eventuale rivisitazione di SpConfiguration.properties relativamente ai parametri indicati nel cap sulla configurazione avanzata SpAgent. Deployment applicazione definitiva in RT produzione A cura del gestore degli ambienti RT vengono eseguiti i seguenti passi: 1)vengono copiati l'applicazione ed i file di configurazione dall'ambiente di staging con le seguenti modifiche: 1.in WEB-INF/classes/SpBootstrap.properties a)%%host_url%%=https://webs.rete.toscana.it (o altra url definita dal gestore ambienti RT) 2.in /appsxx/fornitore/data/applicazione/spconfiguration.properties: a)%%idp_url%%=https://accessosicuro.rete.toscana.it:443/opensso 2)inserimento nel circuito di fiducia in ambiente di produzione 1.a cura del gestore di ARPA (arpa-help) viene riportata in ambiente di produzione la configurazione di staging dell'applicazione e per il download dei metadata relativi all'sp Pag. 12 di 41

13 viene utilizzato il link di produzione https://webs.rete.toscana.it/contesto_applicazione/metadata/0 3)verifica accesso e test 4)disabilitazione pubblicazione dei metadata 1.in /appsxx/fornitore/data/applicazione/spconfiguration.properties viene impostata la seguente property: sp.config.saml2.writer.enabled=false 5)riduzione livello di log dei messaggi generati dall'spagent: 1.in WEB-INF/classes/SpBootstrap.properties viene impostata la seguente property: com.iplanet.services.debug.level=warning Pag. 13 di 41

14 3Quick-reference: procedura installazione modalità SHARED su ambiente standard RT (non esaustiva) Piano di dispiegamento dell'applicazione 1.Dispiegamento in ambiente staging di RT: deployment direttamente dell'applicazione definitiva con la configurazione ARPA ereditata dall'ambiente del web container/application server, caratterizzata da valori di default per le seguenti property: sp.config.notenforced.uri[0]=*.gif sp.config.notenforced.uri[1]=*.jpg sp.config.notenforced.uri[2]=*.js sp.config.notenforced.uri[3]=*.bmp sp.config.notenforced.uri[4]=*.png sp.config.notenforced.uri[5]=*.css sp.config.notenforced.uri[6]=*.ico sp.config.notenforced.uri[7]=%%context_path%%/monitor.jsp sp.config.notenforced.uri.invert=false sp.config.filter.mode=url_policy sp.config.error.page.uri=/errorpage.jsp sp.config.logout.uri=%%context_path%%/logout sp.config.logout.success.uri=%%context_path%%/successlogout.jsp sp.config.login.saml2.assertion.duration.max=300 com.iplanet.services.debug.level=warning sp.config.service.metadata.provider.url[0]=%%host_url%%%%context_path%% sp.config.service.metadata.provider.entityid[0]=%%host_url%%%%context_path%% sp.config.logout.saml2.binding=urn:oasis:names:tc:saml:2.0:bindings:soap sp.config.login.saml2.binding.response=urn:oasis:names:tc:saml:2.0:bindings:http-post sp.config.login.saml2.binding=urn:oasis:names:tc:saml:2.0:bindings:http-post 2.test applicazione in ambiente staging RT ed eventuale tuning della configurazione dell'spagent come specializzazione della configurazione SpAgent del webcontainer/application server. 3.Dispiegamento finale in ambiente produzione RT Componenti necessari per il dispiegamento dell'applicazione A differenza del caso standalone (vedi cap. precedente) ogni componente necessario alla protezione dell'applicazione mediante SpAgent è già contenuto nell'istanza webcontainer/application server. Pag. 14 di 41

15 Informazioni necessarie 1.url dell'applicazione (url accesso iniziale e tutte le url coinvolte negli accessi successivi, espresse anche mediante il metacarattere * ) 2.lista delle non enforced url (url che non devono essere soggette a controllo accesso da parte del filtro SpAgent) 3.url di logout dell'applicazione verifica dei requisiti ambiente: Le seguenti verifiche sono a carico del gestore dell'ambiente. 1.verificare che l'istanza del container sia provvista di: a)certificato client per accedere al server opensso b)truststore per accettare il certificato server di opensso 2.verificare che il frontend della webapp sia configurato con la client authentication 3.verificare che il container abbia connettività e se necessario sia configurato correttamente il proxy per le connessioni https (utilizzate nel collegamento verso l'opensso) 4.verificare che il certificato server del frontend dell'applicazione protetta da spagent sia firmato da una CA trusted per il server opensso (in caso contrario fornire il certificato pubblico della CA del server ad e che il CN del certificato corrisponda al nome pubblico (quello con cui viene riferito dall'opensso) del server Configurazione per il dispiegamento iniziale in RT staging: A differenza del caso SpAgent in modalità standalone, la preparazione del pacchetto per il deployment della nuova applicazione non prevede nessuna particolare modifica al pacchetto war o ear originario, nemmeno per includere le librerie Arpa-common-XX.jar o le altre librerie riferite nel capitolo precedente. Tuttavia nel caso l'url d'accesso all'applicazione sia diverso da https://webtrial.rete.toscana.it/contesto_applicazione occorre definire esplicitamente la property relativa all'entity id, creando (se non esiste già) il file /appsxx/fornitore/spagent/applicazione/config/spconfiguration.properties con la property sp.config.service.metadata.provider.entityid[0] valorizzata con l'url d'accesso desiderata senza la query string (la parte dell'url che va da? in poi, esempio https://webtrial.rete.toscana.it/context/ricerca?id=2&p=3 diventa https://webtrial.rete.toscana.it/context/ricerca) Le property inserite nel file descritto sopra costituiscono una specializzazione delle property di default dell'spagent. deployment Eseguire il deployment del war (ear) dell'applicazione secondo le indicazioni del gestore dell'ambiente. Pag. 15 di 41

16 Test di corretta installazione locale 1.verificare l'accesso alla pagina dei metadata (https://webtrial.rete.toscana.it/contesto_applicazione/metadata): a)verificare che la riga relativa all'id 0 (di tipo auto ) sia correttamente visualizzata. Si tratta della riga che riguarda l'sp b)verificare che la riga relativa all'id 1 (di tipo http ) sia correttamente visualizzata. Si tratta della riga che riguarda l'idp. Nel caso ciò non accada significa che l'spagent non è in grado di comunicare con l'opensso. Inserimento nel circuito di fiducia Richiedere tramite il capoprogetto RT la configurazione in ARPA della risorsa che rappresenta l'applicazione, fornendo i seguenti parametri: c)nome dell'applicazione d)nome del servizio ARPA associato e)descrizione breve di tale servizio f)url di accesso al servizio: corrisponde alla colonna entity id dell'ultima riga della pagina metadata (la riga tipo auto, id 0) g)link per il download dei metadata riguardanti l'sp ricavabile dalla pagina dei metadata (https://webtrial.rete.toscana.it/contesto_applicazione/metadata/0) h)url mapping del servizio (l'insieme delle url che compongono il servizio) i)ruolo a cui assegnare l'accesso j)il codice fiscale di coloro che effettuano il test, se non già associati al ruolo Arpa-help comunicherà l'avvenuto inserimento della risorsa nel circuito di fiducia Test e tuning della configurazione SpAgent In questa fase vengono fatti test d'accesso ed uscita sull'applicazione e vengono valutate eventuali specializzazioni della configurazione dell'spagent nel file /appsxx/fornitore/spagent/applicazione/config/spconfiguration.properties 3. Le property 3 Il file /appsxx/fornitore/spagent/applicazione/config/spconfiguration.properties se esistente va a sostituire l'omonimo file ereditato dal container, che definisce le notenforced uri di default: sp.config.notenforced.uri[0]=*.gif sp.config.notenforced.uri[1]=*.jpg sp.config.notenforced.uri[2]=*.js sp.config.notenforced.uri[3]=*.bmp sp.config.notenforced.uri[4]=*.png sp.config.notenforced.uri[5]=*.css sp.config.notenforced.uri[6]=*.ico sp.config.notenforced.uri[7]=%%context_path%%/monitor.jsp Pag. 16 di 41

17 che normalmente un'applicazione ha l'esigenza di modificare (override) rispetto al default sono le seguenti: 1. notenforced uri: per escludere alcune risorse dalla protezione del filtro SpAgent 2. filter mode: nel caso un'applicazione sia costituita da uri tutte comprese sotto un unico contesto, specificare sp.config.filter.mode=sso_only in modo da evitare i controlli aggiuntivi di tipo XACML sulle uri richieste, dal momento che sono già comprese nell'autorizzazione SAML di login. 3. La pagina d'errore 4. La pagina di logout e la pagina d'atterraggio dopo aver effettuato il logout con successo Deployment applicazione definitiva in RT produzione A cura del gestore degli ambienti RT vengono eseguiti i seguenti passi: 1)vengono copiati l'applicazione ed il file di configurazione SpConfiguration.properties (se presente) dall'ambiente di staging all'ambiente di produzione. In tale ambiente l'spagent Shared è configurato sull'istanza allo stesso modo che in ambiente di staging con le sole differenze che seguono: a)la HOST_URL vale https://webs.rete.toscana.it (o altra url definita dal gestore ambienti RT) b)la IDP_URL vale https://accessosicuro.rete.toscana.it:443/opensso 2)inserimento nel circuito di fiducia in ambiente di produzione 1.a cura del gestore di ARPA (arpa-help) viene riportata in ambiente di produzione la configurazione di staging dell'applicazione e per il download dei metadata relativi all'sp viene utilizzato il link di produzione https://webs.rete.toscana.it/contesto_applicazione/metadata/0 3)verifica accesso e test 4)a seguito del successo dei test al passo precedente il gestore ambienti provvede a disabilitare la pubblicazione dei metadata e a ridurre il livello di log dei messaggi generati dall'spagent, agendo su file di configurazione a livello dell'istanza del webcontainer/application server. Pag. 17 di 41

18 4Installazione e configurazione Requisiti Il componente SpAgent deve poter comunicare in https con il server opensso che richiede la client authentication, pertanto il servlet container contenente la webapp da proteggere deve avere configurato: un certificato client valido per l'accesso al server opensso, https://accessosicurotrial.rete.toscana.it/opensso e https://accessosicuro.rete.toscana.it/opensso per gli ambienti rispettivamente staging e produzione. Un truststore contenente il certificato pubblico della CA issuer del certificato server dell'opensso Inoltre per poter abilitare la property dell'spagent sp.config.certificate.check.client.required specificata nel seguito riguardo il controllo del certificato client occorre che: il frontend dell'applicazione da proteggere richieda la client authentication. Infine deve essere fornito per ogni applicazione da proteggere un un certificato digitale nella forma di keystore jks che verrà utilizzato dall'spagent per firmare e criptare le asserzioni Saml che scambia con l'opensso. Installazione SpAgent può essere installato nel contesto di una webapp oppure a livello application server con JVM>= 1.5 con qualche semplice accorgimento. A seconda del tipo di installazione desiderato proseguire con i paragrafi Installazione all'interno della singola WebApp e Installazione condivisa per Application Server. Installazione all'interno della singola WebApp SpAgent viene fornito come un set di librerie, pertanto è necessario che esse siano presenti nel classpath, nella cartella WEB-INF/lib della webapp da proteggere. Le librerie che costituiscono SpAgent sono le seguenti: activation.jar arpa-common-xx.jar arpa-saml-common-xx.jar arpa-saml-spagent-xx.jar arpa-spagent-common-xx.jar Pag. 18 di 41

19 arpa-spagent-shared-xx.jar arpa-spagent-xx.jar arpa-spagent-jboss-repository-xx.jar (Necessaria in ambienti Jboss Cluster) commons-lang.jar versione su 2.4 commons-codec.jar versione 1.3 httpclient.jar versione 4.0.x (testato su 4.0.1) httpcore versione 4.0.x (testato su 4.0.1) commons logging versione 1.1.x (testato su 1.1.1) idpdiscovery.jar openfedlib.jar stax-api.jar versione 1.0.X (testato su 1.0.1) opensso-sharedlib.jar relaxngdatatype.jar webservices-api.jar webservices-rt.jar xsdlib.jar xmlbeans.jar versione Successivamente è necessario configurare nel web.xml della webapp da proteggere, aggiungendo le seguenti righe: <listener> <listenerclass>it.toscana.regione.arpa.federation.sp.filter.spagentsessionlistener</listener-class> </listener> <filter> <filter-name>sp Filter</filter-name> <filter- class>it.toscana.regione.arpa.federation.sp.filter.spbasefilter</filter-class> </filter> <filter-mapping> <filter-name>sp Filter</filter-name> <url-pattern>/*</url-pattern> </filter-mapping> Dove <url-pattern> descrive quali url proteggere, nel caso portato ad esempio /* significa tutti gli url relativi a questa webapp. Il keystore che contiene il certificato digitale per l'invio delle asserzioni Saml deve essere inserito in CONF_DIR e chiamato applicazione-keystore.jks. Nella stessa directory Pag. 19 di 41

20 creare un file chiamato.storepass con la password dello store e uno.keypass con la password della chiave. Installazione condivisa per Application Server Prima Installazione SpAgent viene fornito come un set di librerie, pertanto è necessario che esse siano presenti nel classpath, ad esempio nella cartella common/lib dell'application server: arpa-common-xx.jar arpa-spagent-common-xx.jar arpa-spagent-shared-xx.jar arpa-spagent-common-deploy-xx.jar arpa-spagent-common-deploy-servlet3-xx.jar (necessario per tomcat 7 ed 8) All'interno della directory di deploy dell'application server (esempio /opt/jbossxx/farm, /opt/tomcatxx/webapps) è necessario inserire e configurare il seguente file war spagent-deploy-xx.war Creare una directory (COMMON_CONF_DIR) con diritti di scrittura e lettura dove verranno inseriti i file di configurazione comuni. All'interno di questa directory possono essere inseriti i certificati se comuni tra tutte le applicazioni e eventualmente un file di bootstrap comune.esempio: /opt/nome_istanza/sp-agent/ Come directory di log (COMMON_LOG_DIR) può essere configurata la directory seguente, nel caso non esista sarà creata automanticamente: /var/logs/nome_istanza/spagent. Il keystore che contiene il certificato digitale per l'invio delle asserzioni Saml deve essere inserito in COMMON_CONF_DIR e chiamato applicazione-keystore.jks. Nella stessa directory creare un file chiamato.storepass con la password dello store e uno.keypass con la password della chiave. Successivamente è necessario modificare il file web.xml comune dell'application server, aggiungendo e configurando le seguenti righe in base alla versione dell'application server: Tomcat <=6 e Jboss <= 7 Pag. 20 di 41

21 <listener> <listenerclass>it.toscana.regione.arpa.federation.deploy.shared.listener.spcommonsessionlistener</listen er-class> </listener> <filter> <filter-name>sp Filter</filter-name> <filterclass>it.toscana.regione.arpa.federation.deploy.shared.filter.spcommonfilter</filter-class> <init-param> </init-param> <init-param> <param-name>context-based-configuration</param-name> <param-value>true</param-value> </filter> </init-param> <filter-mapping> <param-value>true</param-value> <filter-name>sp Filter</filter-name> <url-pattern>/*</url-pattern> </filter-mapping> Tomcat 7 ed 8 <<context-param> <param-name>bootstrap-location-configuration-contextattributeredefine</param-name> <param-name>it.toscana.regione.arpa.spagent.parameter.context-basedconfiguration</param-name> <param-value>true</param-value> </context-param> <context-param> Pag. 21 di 41

22 <param-value>true</param-value> </context-param> <listener> <param-name>it.toscana.regione.arpa.spagent.parameter.bootstrap-locationconfiguration-contextattribute-redefine</param-name> <listenerclass>it.toscana.regione.arpa.federation.deploy.shared.listener.spcommonsessionlistener</listen er-class> </listener> <listener> <listenerclass>it.toscana.regione.arpa.federation.deploy.shared.listener.servlet3listener</listener-class> </listener> Il file web.xml comune di norma si trova: Jboss Tomcat deploy/jboss-web.deployer/conf conf/ All'interno di /opt/nome_istanza/sp-agent/ creare un file sp-agent-deploy.properties che conterrà le configurazioni per il reperimento, applicazione per applicazione dei file di configurazione di SpAgent. Ogni property indicata di seguito può essere personalizzata indicando il nome dell'applicazione alla quale si va riferimento aggiungendo alla property la seguente dicitura [NOME_APPLICAZIONE], dove Per Contesti non ROOT NOME_APPLICAZIONE = nome del contesto dell'applicazione per contesti non ROOT; per contesto di ROOT NOME_APPLICAZIONE = DefaultWebApp Esempio: Pag. 22 di 41

23 bootstrap.file.location=/opt/comune/spbootstrap.properties bootstrap.file.location[sp-agent-test]=/opt/spagent/spbootstrap.properties Questo indica che tutte le applicazioni a meno di sp-agent-test utilizzeranno il file di /opt/comune/spbootstrap.properties mentre sp-agent-test utilizzerà /opt/spagent/spbootstrap.properties. Le property configurabili sono: Nome Descrizione Esempi bootstrap.file.location application.exclude bootstrap.parameter.xxxx Path completo dove reperire il file di bootstrap di SpAgent. Può contenere property definite a livello di System Properties che devono essere indicate con la dicitura $ {sys:nome_system_prope RTY}. Per accedere a file presenti nel classpath indicare classpath:nome_file Indica se la protezione, per una determinata applicazione, deve essere disabilitata. Questo permette di non attivare il filtro SpAgent per determinati path. Valori ammessi: true, false E' possibile aggiungere una serie di parametri che possono essere passati ad SpAgent ed utili da utilizzare all'interno di SpBootStrap. bootstrap.file.location=$ {sys:jboss.server.base.dir}$ {sys:jboss.server.name}/arp a- spagent/spbootstrap.propert ies application.exclude[spagenttest]=false application.exclude=true Questo abilita la protezione solo per spagent-test bootstrap.parameter.applicat ion.base.dir[spagent-test]=$ {sys:instance.base.dir}/tai L'attributo application.base.dir può essere quindi utilizzato all'interno del file SpBootStrap semplicemente utilizzando $ {application.base.dir} Pag. 23 di 41

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