GENDER MAINSTREANING NELLA STORIA DELLA MATEMATICA

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1 Dipartimento di Scienze Economiche, Matematiche e Statistiche Università degli Studi di Foggia GENDER MAINSTREANING NELLA STORIA DELLA MATEMATICA Maria Antonietta De Martinis e Lucia Maddalena Quaderno n. 25/2008 Esemplare fuori commercio per il deposito legale agli effetti della legge 15 aprile 2004 n. 106 Quaderno riprodotto al Dipartimento di Scienze Economiche, Matematiche e Statistiche nel mese di dicembre 2008 e depositato ai sensi di legge Authors only are responsible for the content of this reprint. Dipartimento di Scienze Economiche, Matematiche e Statistiche, Largo Papa Giovanni Paolo II, 1, Foggia (Italy), Phone , Fax

2 Indice Introduzione pag. 1 PARTE PRIMA 4 1.La scienza occidentale: nuova religione 4 2.Una pesante eredità del passato 6 3.Non incapacità, ma suggestione 10 4.Nel presente: 13 o le ragazze in classe 13 o le ragazze all università 14 o le donne nella ricerca 22 PARTE SECONDA 25 Qualche biografia 26 1.ALICE ROTH ( ) 26 2.ANNA STAFFORD HENRIQUES ( ) 27 3.MURRAY BREWSTER ( ) 27 4.ANGELINA CABRAS (1898 -?) 28 5.CORA DE RATTO SADOSKY ( ) 29 6.DOROTHY LEWIS BERNSTEIN ( ) 30 7.DOROTHY McCOY ( ) 30 8.EDNA KRAMER LASSAR ( ) 31 9.ELENA FREDA ( ) GABRIELLA DEL GROSSO ( ) GERTRUDE MARY COX ( ) GIUSEPPINA BIGGIOGERO MASOTTI ( ) HANNA NEUMANN ( ) IRMGARD FLUGGE- LOTZ ( ) KATE SPERLING FENCHEL ( ) MABEL SCHMEISER BARNES ( ) MARGARET JARMAN HAGOOD ( ) MARIA ALES (1899-?) MARIA CINQUINI CIBRARIO ( ) MINA REES ( ) PIA NALLI ( ) 38

3 23.NINA KARLOVNA BARI ( ) OLGA TAUSSKY TODD ( ) LIA PREDELLA LONGHI (1870-?) ROZSA PETER ( ) RUTH MOUFANG ( ) SHEILA SCOTT MACINTYRE ( ) SOPHIE PICCARD ( ) CESARINA TIBILETTI MARCHIONNA ( ) ELDA VALABREGA GIBELLATO ( ) 44 Conclusioni 45 Bibliografia

4 Introduzione I progressi della ragione sono lenti, le radici dei pregiudizi profonde Voltaire Da qualche decennio la pubblicazione di libri o lavori sul tema Donne e matematica richiama l'attenzione della stampa nazionale e non solo. Sheila Tobias, docente di scienze politiche nell'università dell'arizona, laureata alla Columbia di New York, figura di primo piano nel Movimento di Liberazione della donna nel suo libro Come vincere la paura della matematica cerca di combattere il pregiudizio secondo cui le donne sarebbero negate per la matematica. Questa spinta politica non risponde comunque solo ad astratti criteri illuministici ma piuttosto alle esigenze di un mercato del lavoro che ha continue richieste di riqualificazione della manodopera in senso sempre più accentuatamente tecnologico e scientifico. Di recente è apparso sulla rivista Science una ricerca condotta da quattro economisti italiani in cui si evidenzia che non c'è nessuna predisposizione genetica dei maschi ad avere successo in matematica ma si tratta di mancata emancipazione delle donne in termini politici, sociali e culturali. Non bisogna indagare sul DNA ma sulle regole sociali. I quattro economisti non hanno scritto un articolo sociologico sul tema, la loro è stata un'indagine sui sistemi economici i loro punti di forza e di debolezza. Il problema era rispondere alla domanda: come mai metà della forza lavoro (le donne) non ottiene risultati positivi nelle materie scientifiche? Quello che emerge è che il gap tra maschi e femmine nelle materie scientifiche si correla con un altro indice, utilizzato anche dal World Economic Forum che segnala il livello di emancipazione delle donne. L'Italia è al 36 posto su 40 paesi nella graduatoria che misura il gap tra maschi e femmine sulla matematica. Questo gap ha radici storiche lontanissime. Nei testi di Storia della matematica le donne non compaiono. 1

5 Uno dei più famosi libri di Storia della matematica, Men of Mathematics, ignora completamente i contributi piu significativi delle donne nella storia. La storia delle donne nella cultura e nella vita civile dei paesi industrializzati è stata spesso una storia di emarginazione fino alla fine dell Ottocento e in gran parte fino alla metà del Novecento. In molti paesi in via di sviluppo la situazione è ancor più grave perché, come è noto, le donne sono ancora ben lontane dal veder riconosciuti i più elementari diritti umani. Per secoli le donne non hanno avuto accesso all istruzione e ancora all inizio del XX secolo in molti paesi europei alle ragazze era precluso l accesso alle università. Non meraviglia quindi che il numero di donne matematiche presenti nei diversi periodi storici seppure crescente risulti insignificante se confrontato con quello dei maschi. Le donne dedite alla scienza nelle diverse epoche sono state veramente poche e i dati sono sintetizzati nella Tabella 1 Antichità 20 Medioevo 10 Dal 1400 al Donne scienziate nelle diverse epoche Solo di recente, da qualche decennio, ci si è chiesto come mai alle donne fosse stato precluso l accesso al mondo della matematica, della scienza e più in generale dell'istruzione per così tanto tempo. Ancora oggi, nel mondo occidentale in cui si parla tanto di pari opportunità di fatto la discriminazione tra i sessi, spesso indiretta, ha ancora posto nella strutturazione della scienza e influenza lo sviluppo della comunità scientifica. 2

6 A porsi tali domande e a cercare di dare delle risposte che fossero per lo meno un tentativo di introdurre una presa di coscienza del problema hanno cominciato gli americani; in effetti proprio negli USA sono nate le prime associazioni finalizzate alla promozione dell ingresso delle donne nel mondo della scienza, grazie alle quali è stato catalizzato l interesse di alcuni ricercatori (soprattutto donne) a studiare il problema e produrre pubblicazioni per un'opportuna sensibilizzazione. Anche in Europa sono sorte associazioni analoghe, e crescono gli scritti e i documenti che fotografano la realtà. Con questo lavoro vogliamo da una parte approfondire le ragioni di tanti stereotipi, mettere in luce le radici di tanti pregiudizi e cercare di capire quali sono le ragioni storiche di tanta presunta diversità culturale, dall altra vogliamo anche contribuire ad evidenziare come qualcosa sta cambiando. Approfondiremo il presente attraverso dati statistici sullo stato delle cose nelle nostre scuole, nelle università e nel mondo delle carriere. Poiché i nomi di donne che si trovano con ricorrenza nei testi di storia della matematica riguardano essenzialmente matematiche dei secoli passati e le donne in Matematica stanno crescendo, in questo lavoro riporteremo informazioni su donne che in quest'ultimo secolo si sono distinte per aver dato significativi contributi allo sviluppo della matematica. Si tratta quasi sempre di donne che sono riuscite ad affermarsi combattendo non solo contro i pregiudizi, ma soprattutto quotidianamente con i tempi e gli spazi del privato questo perché la vita professionale di ogni donna si mescola indissolubilmente con la propria vita privata. 3

7 PARTE PRIMA Solo due donne matematiche nella storia, Sofia Kovaleskaja e Emmy Noethere: la prima non era una matematica, la seconda non era una donna. Hermann Weyl 1. La scienza occidentale: nuova religione Nel mondo occidentale le donne sono state escluse dalla pratica della scienza seria più sistematicamente che in qualunque altra attività sociale come scrive Sandra Harding e riporta Margatet Wertheim in I pantaloni di Pitagora. Per tentare di spiegarci il perché di tale stortura possiamo partire dalla considerazione che le scoperte scientifiche degli ultimi quattrocento anni hanno influenzato profondamente la nostra vita e il nostro modo di concepire la realtà tutta intera plasmando, insieme ai poteri politici, economici e religiosi la cultura occidentale moderna. La matematica rafforza sempre più il suo ruolo di regina incontrastata di tutte le scienze poiché è con il suo linguaggio che tutte le scienze, non solo quelle naturali, ma anche quelle sociali, cercano di spiegare il mondo che ci circonda. E quindi logico che una cultura profondamente patriarcale come quella occidentale tenga lontane le donne da un così importante centro di potere qual è il mondo scientifico e da una scienza così fondamentale a questo scopo come la matematica. Quattrocento anni fa la visione occidentale del mondo era forgiata non dalle conoscenze scientifiche, ma dalla religione. La concezione del cosmo era, per il Cristianesimo medievale, di natura spirituale, ma tale concezione venne soppiantata da quella della scienza moderna che introdusse una cosmologia fisica. La visione cristiana durò circa un migliaio di anni, poi le spiegazioni religiose della realtà non convinsero più e 4

8 la scienza fondata sulla matematica soppiantò pian piano la religione nella necessità umana di dare qualche risposta alle domande su quelli che i filosofi chiamano i massimi problemi insite nell animo umano. Nonostante la concezione laicista della scienza moderna, essa mantiene tutt oggi una connotazione di stampo religioso. Sin dai tempi della Grecia antica e poi dell Europa medievale, la scienza fondata sulla matematica nacque come assimilazione dei numeri a divinità e delle relazioni matematiche ad espressioni divine. Come scrive Barrow in Perché il mondo è matematico?, anche oggi nella vasta gamma di punti di vista filosofici sulla natura e sull acquisizione delle conoscenze matematiche ce n è uno, quello degli idealisti che crede nell esistenza di un mondo esterno alla nostra mente in cui le cose esistono indipendentemente da noi e la nostra conoscenza è il risultato di un processo di scoperta. Tale concezione idealista venne portata alle sue estreme conseguenze da un nuovo platonismo matematico che scaturisce dal tentativo del progetto Bourbaki, nato nel 1939, di salvare la concezione formalistica della matematica sostenuta da Hilbert secondo cui la matematica non ha alcun significato autonomo: gli assiomi e le regole non sono necessariamente collegati alla realtà. Anche questo era, in realtà, un tentativo di mostrare la coerenza interna della matematica. Tale tentativo fu però minato dal famoso teorema di Godel nel 1931 col quale si dimostrò che la verità matematica va al di la degli assiomi e delle regole e che se si vuole comprendere appieno la matematica occorre uscire da essa. Nonostante le scoperte di Godel, il gruppo Bourbaki cercò di codificare in maniera unificata la parte decidibile della matematica e di organizzarne le parti separate in un unicum. Per essi la matematica è semplicemente una creazione umana, non una rivelazione divina. Ma poi non riescono a spiegare come mai essa, pur essendo solo un prodotto del pensiero umano indipendente dalla realtà, si adatti così sorprendentemente agli oggetti della realtà stessa. Si giunge così a ribaltare le conseguenze dell affermazione che le strutture matematiche formali sono prive di significato e, invece di dire che per questo esse non possono essere applicate a nulla, si sostiene che sono applicabili a tutto ciò che è osservabile. Si giunge quindi alla concezione opposta secondo cui il mondo è profondamente matematico ed i 5

9 concetti matematici esistono e sono scoperti e non inventati dai matematici. Questo nuovo platonismo matematico sostiene l esistenza di un altro mondo fatto di forme matematiche perfette che costituiscono le matrici dalle quali scaturisce la nostra esperienza imperfetta. Tali convinzioni portano a pensare che Dio sia un matematico e che se l Universo materiale può essere descritto dalla matematica deve esistere una logica immateriale più vasta. Gli stessi Einstein e Hawking hanno presentato la loro opera come un tentativo di illuminare il disegno matematico della Creazione, implicitamente riconosciuto di origine divina. Viene spontaneo dunque pensare che in una tale concezione sacerdotale della scienza le donne siano state culturalmente ostacolate e che si rafforzi la vecchia credenza che (proprio come la cura di un culto) la scienza matematica sia di pertinenza prettamente maschile. 2.Una pesante eredità del passato Questa storia di emarginazione ha avuto un carattere eclatante fino alla fine dell Ottocento e in parte fino alla metà del Novecento. Accanto alla concezione mistica della scienza, ci sono altre cause alla base di questo gap: prima fra tutte le differenze biologiche e quindi di ruolo tra uomo e donna, che sono state concepite da sempre come causa di inferiorità sia fisica che intellettuale della donna rispetto all uomo. Heritier in Maschile e femminile, il pensiero della differenza riporta che poco più di un secolo fa, alla voce Donna il Grand dictionaire universel du XIX siecle ( )scriveva: In che cosa consiste l inferiorità intellettuale della donna? Che cosa le manca? Il fatto di non produrre germi e quindi idee, assimilando rapidamente l idea creatrice al seme riproduttore. Viene così postulata l inferiorità intellettuale della donna senza bisogno di ulteriore indagine. Tale (presunta a priori) inferiorità intellettuale della donna deve necessariamente, come la sua inferiorità fisica, comportare conseguenze sociali sul complesso insieme di idee e di valori impiegati per giustificarla e tali conseguenze sono ancora in opera in tutte le società umane. 6

10 Sulla base di tali congetture anche le modalità con le quali, nel passato, venivano istruite le nuove generazioni si sono rivelate fortemente penalizzanti per le donne e per un loro ingresso nella scienza: prima del sorgere dell istituzione scolastica l istruzione veniva impartita all interno della famiglia da maestri pagati privatamente, dando sempre la precedenza o l esclusiva ai maschi. Per secoli l istruzione delle donne è avvenuta all interno dei conventi dove si coltivava quel certo pregiudizio verso le materie scientifiche e quindi le donne si sono dedicate solo a materie umanistiche o artistiche per le quali bastava avere l attitudine e non era necessario, come lo era per le scienze, avere una preparazione di base e la guida di un maestro (significativo è il divieto che gravava sulle donne, anche nei conventi, di dedicarsi allo studio della Teologia, considerata per secoli appannaggio esclusivo degli uomini). Ad emergere sono state solo poche, favorite dall avere un padre, un fratello o un marito scienziato disposto a condividere le proprie conoscenze. Anche a livello superiore le difficoltà di inserimento delle donne sono state tante e durature. Ancora all inizio del XX secolo in molti paesi europei era precluso l accesso alle Università alle ragazze. Negli Stati Uniti, le prime Scuole Pubbliche furono fondate a Boston nel 1642, ma le ragazze vi furono ammesse nel 1789 solo per imparare a leggere e a scrivere Negli USA, il primo college femminile fu Vassar College, fondato nel Harvard College fu istituito nel 1636 per la gioventù inglese indiana ma le donne non furono ammesse fino alla fine del XX secolo: ad Harvard, il Radcliffe College divenne parte ufficiale dell Università nel 1894, ma le studentesse non potevano frequentare le lezioni assieme ai loro colleghi maschi fino al 1943 (la fusione completa tra Harvard e Radcliffe si ebbe solo nel 1999!).E fino al 1967 le ragazze non potevano frequentare alcune delle biblioteche per non turbare i colleghi maschi che studiavano... A Cambridge i primi Colleges femminili furono fondati nel 1869 (Girton) e nel 1872 (Newnham). A Oxford il primo Collages femminile è del A Durham la prima volta che una donna venne iscritta all Università fu nel

11 Nelle Università Svedesi le donne acquisirono il diritto di sostenere l esame di maturità, che definisce lo standard per essere ammessi all Università nel Nel 1873 le donne poterono finalmente studiare e sostenere esami all Università, con l eccezione delle facoltà di teologia e legge, cui venne concesso l accesso assai più tardi e nel 1880 la prima donna studente fu ammessa all Università di Lund, laureandosi in Medicina nel In Polonia alla Jagellonian Università di Cracovia, nel Dipartimento di Filosofia nel 1897/98 c erano 94 donne ammesse come liberi studenti, cioè senza aver dovuto passare l esame di maturità. All Università of Lvov nel 1897/98 due donne furono amesse come studenti regolari e 40 come liberi nel Dipartimento di Filosofia; nello stesso anno furono anche ammesse le donne alla Facoltà di Medicina. L Università di Varsavia fu fondata nel 1816, le donne furono ammesse, in tutte le facoltà, dopo la riapertura dell Università alla fine della Prima Guerra Mondiale. La prima donna Professore all Università di Varsavia fu Cezaria Baudounin de Courtnenay-Ehrnkrtz, Professore di etnografia nel L Università di Poznan fu fondata negli anni ed ammetteva ragazzi e ragazze fin dall inizio. Erano questi gli anni in cui, in queste ed altre Università del Nord Europa la Scienza faceva passi da gigante. Per fare qualche esempio, nel 1820 il fisico danese Hans Cristian Oersted, all Università di Copenhagen, costruì una pila elettrica (basata sul lavoro di Alessandro Volta) contribuendo a far nascere l elettromagnetismo; nel 1871 James Clerk Maxwell ritornò a Cambridge come il primo Cavendish Professor e pubblica il suo fondamentale Trattato sull Elettromagnetismo ; nel 1897, J.J. Thompson, Cavendish Professor of Physics at Cambridge, scoprì l elettrone. Da questi e da altri grandi progressi le donne furono quasi completamente escluse a causa del sistema di istruzione superiore che le relegava fuori dal mondo accademico. La prossima tabella e il relativo grafico mostrano il numero di donne laureate in Italia in campo scientifico dal 1881 al 1970, anno in cui fu liberalizzato l accesso alle università (prima bisognava aver fatto un liceo). 8

12 Donne laureate in Italia in campo scientifico dal 1881 al 1970 DONNE LAUREATE IN ITALIA IN CAMPO SCIENTIFICO DAL 1881 AL 1970 % ANNI TOTALE DONNE DONNE , TOTALE DONNE Potremmo così riassumere le principali cause dell emarginazione femminile nel mondo scientifico - ruolo biologico della donna 9

13 - forme di educazione familiare - diffusione della cultura nei conventi - esclusione delle donne dall accesso ai licei e alle università fino all inizio del XX sec. 3. Non incapacità, ma suggestione Che l inferiorità femminile provenisse da una presunta inferiorità biologica o da una diversità a livello cerebrale tra i due sessi, è stata una idea strisciante nel mondo della scienza e dell istruzione fino a qualche anno fa. Anche se ormai anche la scienza stessa nega certi pregiudizi ci vorranno ancora molte generazioni perché essi possano essere estirpati anche dal sentire comune. Riguarda i tempi moderni l idea che le donne non siano inclini al pensiero astratto e questo sembra scaturire da uno studio condotto alla fine dell Ottocento sul cervello della scimmia. Sulla base di alcune misure inconcludenti sulla dimensione e la densità del cervello della scimmia, si affermarono teorizzazioni selvagge su presunte differenze tra i cervelli dei due sessi (estese, ad libitum, anche alla razza umana) e queste furono tradotte in una minore capacità analitica e di astrazione delle donne. Anche il mito secondo cui l emisfero cerebrale sinistro, più sviluppato negli uomini, sia preposto alle attività logico-matematiche, mentre quello destro, più femminile, alla visione spaziale intuitiva è ormai stato superato da recenti ricerche sulla neurofisiologia del cervello: si è dimostrato che i due emisferi funzionano nello stesso modo nei due sessi. Più recentemente, nell ottobre 2006, la University British Columbia di Vancouver (Canada), ha reso pubblica, sulla rivista "Science", una ricerca dal titolo "Exposure to scientific theories affects women's math performance" sulle presunte differenze congenite tra la mente maschile, considerata da sempre razionale e quella femminile, reputata invece sensibile. Gli psicologi, della University British Columbia, hanno preso in esame per tre anni, 120 donne, di età media compresa tra i 20 e i 25 anni, divise in tre gruppi e le hanno poi sottoposte 10

14 a test. Dai risultati si evince che non esistono differenze genetiche per cui l'uomo sia più portato verso la matematica, sfilze di numeri, complicatissime equazioni e formule indecifrabili. L'elemento che emerge è invece che i pregiudizi e gli stereotipi sulle capacità razionali della mente femminile condizionano fortemente il cervello. La discriminazione, sottolinea Julio Garcia, psicologo dell'università di Yale, ha quindi conseguenze pesanti sia sul rendimento delle studentesse sia sul rapporto che gli insegnanti riescono ad instaurare con gli allievi, maschi o femmine. Lo studio ha dimostrato che nella scienza dei numeri le ragazze che si convincono di essere geneticamente svantaggiate rispetto ai colleghi maschi hanno meno possibilità di sfondare: non esistendo difficoltà naturali che ostacolano il successo delle donne nella matematica, la possibilità di riuscire o meno dipende da come le donne stesse percepiscono l esistenza di un pregiudizio nei loro confronti. I ricercatori dell Università della British Columbia hanno somministrato a ciascun gruppo del campione letture che sostenevano posizioni opposte a riguardo del problema del genere nella scienza. A un gruppo è stata fornita una documentazione che sosteneva e dava spiegazioni sul perché le donne sono geneticamente svantaggiate rispetto alla matematica. All altro gruppo è stato fornito materiale che parlava di come gli insegnanti di matematica trattino diversamente, soprattutto nei primi anni delle elementari, i bambini rispetto alle bambine. A tutte sono stati somministrati test di matematica. Alla fine i ricercatori sono arrivati ad una conclusione netta: il gruppo che riceveva materiale su un presunto handicap genetico di genere aveva performance matematiche peggiori. Al contrario, il gruppo a cui si era spiegato che questo handicap ha esclusivamente ragioni sociali, di pregiudizio verso le donne, aveva le performance migliori. Si tratta quindi non di incapacità, ma di suggestione. Il cervello reagisce ad essa bloccando o potenziando la sua attività. È anche discriminazione, che si avvale di teorie apparentemente scientifiche ma non vere. È la debolezza della mente umana e la prova della forte relazione tra inconscio e azione: se qualcuno ci convince che non siamo 11

15 in grado di fare una cosa non riusciremo mai, se invece proviamo a credere nelle nostre possibilità tutto può succedere. Del resto ciò è noto da secoli a tutti coloro che detengono il potere: suggestione e paura sono le migliori armi di sempre. Nel 2005 il luogo comune dello svantaggio biologico delle donne nel campo scientifico è costato il posto di Rettore della prestigiosa università americana di Harvard all'ex ministro del tesoro di Bill Clinton, il professor Lawrence Summers. In un discorso pubblico aveva infatti sostenuto che ci sono meno donne matematiche e nelle professioni scientifiche in generale, proprio perché esiste un vantaggio biologico a favore degli uomini, furono tali e tante le proteste che diede le dimissioni. In seguito è stato smentito con articoli pubblicati su Science. Purtroppo, però, le difficoltà a fare carriera e a farsi riconoscere i propri meriti scientifici è ancora una realtà per le donne di tutto il mondo. Per esempio, a nessuna donna è stata mai assegnata la medaglia Fields, il massimo riconoscimento per la matematica. Bisogna indagare sulle regole sociali afferma lo studio di Luigi Guiso, Ferdinando Monte, Paola Sapienza e Luigi Zingales pubblicato su «Science» il 30 maggio La ricerca ha preso in esame i risultati di 260mila ragazzi in 40 Paesi che nel 2003 avevano partecipato al Pisa (Programme for international student assessment), test standardizzato a livello internazionale per valutare le capacità matematiche, scientifiche, di lettura e di risoluzione dei problemi. Un'indagine che aveva dimostrato che in generale, in matematica i ragazzi tendono ad avere risultati migliori delle femmine. Analizzando però i dati per Paese, e associandoli al Gender gap index (misura dell'uguaglianza effettiva uomo-donna) hanno visto che dove c'è meno differenza tra i sessi non vi sono disparità tra i due sessi. Anzi, in Islanda o in Svezia le donne battono largamente gli uomini, mentre accade l'opposto in Italia e in Turchia. Non è una questione di ricchezza: lo stesso accade nei Paesi in via di sviluppo a seconda che le donne siano più o meno emancipate. 12

16 Sono, quindi, i fattori culturali che portano le femmine ad essere meno brillanti in matematica, non la composizione dei loro geni. Inoltre, se le ragazze migliorano in matematica, si registra che anche le performance maschili lo fanno in letteratura. Sembra che più donne al potere produca più donne scienziate e più uomini in letteratura. 4. Nel presente le ragazze in classe Dati più o meno aggiornati anche se spesso non raccolti col rigore di una pubblicazione scientifica presentano una amara realtà. I risultati degli esami di maturità in Italia da anni dimostrano una preoccupante disaffezione verso la matematica da parte di entrambi i sessi. Le ragazze si dimostrano più diligenti,resta però il dato che in qualunque campo della nostra società, le donne sono sempre più sottorappresentate man mano che si sale di livello. L analisi di A.M. Caputo e B. Vertecchi La scuola in Italia, anno , dell Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema dell Istruzione, su oltre 5000 quindicenni diceva gia che le ragazze sono più brave dei colleghi maschi in quasi tutte le materie e che risultano più attente ai rapporti interpersonali, meno inclini alle reazioni umorali, più pronte a domandarsi perché hanno sbagliato e a trovare le soluzioni. Se la prendono meno dei maschi con la sfortuna o il destino cinico se un compito in classe non va bene e hanno in genere chiara e costante capacità di affrontare meglio gli episodi negativi della vita scolastica, dei rapporti con i compagni e con i professori, rispetto alla media dei maschi. Le ragazze in classe riescono meno bene dei ragazzi nel problem-solving e in certi test attitudinali evitano la competizione e le gare individuali e preferiscono il lavoro di gruppo. 13

17 Alle Olimpiadi di matematica preferiscono non partecipare. Infatti nell anno 2000 su 300 partecipanti alle finali nazionali di Cesenatico solo 20 erano donne con una percentuale del 6,6%, mentre nel 2005 su 297 partecipanti 33 erano donne cioè l 11%. La situazione è simile anche negli altri stati con una percentuale più alta nelle gare a squadra. le ragazze all università Vediamo ora la situazione nelle Università. Da anni ormai il numero delle ragazze immatricolate è percentualmente superiore a quello dei ragazzi: gia nel 2001/2002 si presentava al 53,5%, con una crescita che rimane costante. Per analizzare la realtà universitaria italiana, è importante valutare sia il numero di immatricolati, cioè quelli che intraprendono la carriera universitaria iscrivendosi al primo anno, sia il numero di iscritti, cioè gli studenti che si scrivono ad anni successivi al primo. Il numero di iscritte agli anni successivi al primo si dimostra superiore alle immatricolate e raggiunge per il 2001/2002 e per il 2003/2004 rispettivamente il 56% e il 55,8%, con una tendenza alla crescita che si è mantenuta costante anche negli ultimi anni. Questa tendenza è interessante perché dimostra come le ragazze siano più stimolate ad allungare il loro percorso di studi, cercando attraverso lo studio maggiori possibilità a livello lavorativo, in un paese come l Italia dove il numero di laureati è ancora piccolo rispetto alla popolazione totale. Le ragazze scelgono maggiormente le facoltà umanistiche, nelle quali sono la maggioranza, rappresentano quasi la metà degli iscritti nelle Facoltà di Architettura (49%), Economia (47%) e Agraria (45%). Nella facoltà di Scienze c è una situazione molto particolare visto che all interno della facoltà è presente il corso di laurea in Scienze e Tecnologie Informatiche che vede ancora molto bassa la partecipazione femminile: nel 2007/2008 su iscrizioni, solo il 14% sono ragazze, ma sono presenti anche i corsi di laurea in scienze della natura e dell universo e i corsi di matematica nei quali il numero di donne iscritte all a.a. 2007/2008, confermando la tendenza di qualche anno, ha superato di parecchio il 14

18 numero dei colleghi maschi. Nel corso di scienze della natura la percentuale di donne iscritte sul totale è del 60%, in quello di scienze dell universo è del 53% e in quello di matematica si arriva al 61%. Se guardiamo poi le iscritte al primo anno vediamo che le percentuali rispetto al totale delle iscritte si abbassano, dato questo che conferma la tendenza delle donne ad allungare il loro corso di studi. Esiste invece una forte disparità nelle discipline più tecniche e tradizionalmente considerate maschili, anche se il numero di ragazze che si iscrivono a queste facoltà tende ad aumentare. Ingegneria e Scienze restano comunque le facoltà con il minor numero di ragazze: sul totale di iscritti nell anno 2007/2008 alla Facoltà di Scienze la percentuale di donne è solo del 32%, dato che precipita al 18% se si considera la Facoltà di Ingegneria. La situazione femminile nel tempo è sicuramente migliorata, anche per quanto riguarda gli ambiti scientifici. Per esempio, considerando gli iscritti alle facoltà di tipo ingegneria, nel periodo che va dal 1984 al 2002 la percentuale di donne è aumentata del 13,8%. Inoltre, sempre considerando questo gruppo di corsi, in dieci anni (dal 1986 al 1996) il numero di donne è più che raddoppiato rispetto alla situazione di partenza, mostrando un incremento del 230% con i valori più alti registrati a ingegneria elettronica, dove l aumento è stato del 389%. 15

19 Iscritti alle facoltà di ingegneria dal 2002 al 2007 Per quanto riguarda, invece, la situazione delle laureate in Italia a conferma della tendenza della maggiore scolarizzazione universitaria delle ragazze ci riferiamo ai dati dei laureati 2007: la percentuale complessiva di laureati nelle aree disciplinari tecnico scientifica e delle scienze umane e sociali non è cambiata negli ultimi 5 anni; si sono invece verificati alcuni importanti mutamenti all interno di ogni area: è diminuito il peso dei gruppi architettura e giuridico, è cresciuto quello dei gruppi politico sociale e insegnamento. Nel passaggio dal vecchio al nuovo sistema universitario si è manifestata una tendenza all aumento della presenza maschile fra i laureati dell area tecnico scientifica, e una parallela diminuzione della presenza 16

20 femminile. Il 63 % dei laureati 2005 appartiene a corsi dell area delle scienze umane e sociali contro il 37 % dell area tecnico scientifica. La netta predominanza della prima area è stabile nel tempo, dal 2000 al Mutamenti rilevanti si sono verificati invece all interno delle aree. Negli ultimi 5 anni, nell area tecnico scientifica, il calo di laureati nei gruppi architettura, chimico farmaceutico e medicina ed odontoiatria è stato compensato da un aumento per i gruppi ingegneria, educazione fisica (quest ultimo ha raddoppiato il suo peso) e delle professioni sanitarie. Nell area delle scienze umane e sociali, si sono contratti di circa quattro punti percentuali i gruppi economico statistico e giuridico, a fronte di un aumento della stessa rilevanza del gruppo politico sociale e di incrementi meno rilevanti dei gruppi insegnamento e psicologico. La tabella seguente mostra i laureati 2007 distinti per gruppi di corsi e per sesso secondo i dati del MIUR al 31/01/08 gruppo di corsi GRUPPO AGRARIO GRUPPO ARCHITETTURA GRUPPO CHIMICO- FARMACEUTICO GRUPPO DIFESA E SICUREZZA GRUPPO ECONOMICO- STATISTICO GRUPPO EDUCAZIONE FISICA GRUPPO GEO-BIOLOGICO GRUPPO GIURIDICO GRUPPO INGEGNERIA GRUPPO INSEGNAMENTO GRUPPO LETTERARIO GRUPPO LINGUISTICO GRUPPO MEDICO GRUPPO POLITICO-SOCIALE GRUPPO PSICOLOGICO GRUPPO SCIENTIFICO laureati donne % donne totale laureate laureate ,38% ,90% ,93% ,75% ,23% ,33% ,74% ,19% ,16% ,70% ,94% ,19% ,50% ,24% ,76% ,19% Le tabelle seguenti mostrano gli iscritti nell anno 2007/2008 e i laureati nel 2007 nelle università italiane nelle facoltà di scienze e di ingegneria distinti per corso di studio e per genere. 17

21 ISCRITTI 2007 FACOLTA DI SCIENZE Dati MIUR al TUTTI GLI ATENEI ISCRITTI TOTALE TOTALE ISCRITTI TOTALE DI CUI DONNE ISCRITTI 1 ANNO TOTALE ISCRITTI 1 ANNO DI CUI DONNE CORSI VECCHIO ORDINAMENTO 25-SCIENZE E TECNOLOGIE DELLA VITA 26-SCIENZE E TECNOLOGIE INFORMATICHE 32-SCIENZE MATEMATICHE 20/S-FISICA 23/S-INFORMATICA 45/S-MATEMATICA 66/S-SCIENZE DELL' UNIVERSO 68/S-SCIENZE DELLA NATURA ISCRITTI a.a. 2007/2008 FACOLTA' DI SCIENZE MM.FF.NN. dati MIUR 31/01/2008 CLASSE E CORSI DI STUDIO ISCRITTI TOTALE ISCRITTI 1 ANNO % DONNE % DONNE TOTALE DI CUI TOTALE DI CUI TOTALE 1 ANNO DONNE DONNE CORSI VECCHIO ORDINAMENTO % 50% 25-SCIENZE E TECNOLOGIE DELLA VITA % 31% 26-SCIENZE E TECNOLOGIE INFORMATICHE % 14% 32-SCIENZE MATEMATICHE % 57% 20/S-FISICA % 33% 23/S-INFORMATICA % 13% 45/S-MATEMATICA % 59% 66/S-SCIENZE DELL' UNIVERSO % 56% 68/S-SCIENZE DELLA NATURA % 59% TOTALE % 30% 18

22 LAUREATI 2007 FACOLTA DI SCIENZE Dati MIUR al TUTTI GLI ATENEI TOTALE DONNE CORSI VECCHIO ORDINAMENTO 25-SCIENZE E TECNOLIGICHE 26-SCIENZE E TECNOLOGICHE INFORMATIVE 32-SCIENZE MATEMATICHE 20/S- FISICA 23/S- INFORMATICA 45/S-MATEMATICA 66/S-SCIENZE DELL' UNIVERSO 68/S-SCIENZE DELLA NATURA TOTALE LAUREATI 2007 FACOLTA' DI SCIENZE dati MIUR 31/01/2008 % DONNE CLASSE DI CORSI DI STUDIO TOTALE DONNE CORSI VECCHIO ORDINAMENTO % 25-SCIENZE E TECNOLIGICHEFISICHE % 26-SCIENZE E TECNOLOGICHE INFORMATIVE % 32-SCIENZE MATEMATICHE % 20/S- FISICA % 23/S- INFORMATICA % 45/S-MATEMATICA % 66/S-SCIENZE DELL' UNIVERSO % 68/S-SCIENZE DELLA NATURA % TOTALE % 19

23 ISCRITTI 2007 FACOLTA DI INGEGNERIA Dati MIUR al TUTTI GLI ATENEI ISCRITTI TOTALE TOTALE ISCRITTI TOTALE DI CUI DONNE ISCRITTI 1 ANNO TOTALE ISCRITTI 1 ANNO DI CUI DONNE CORSI VECCHIO ORDINAMENTO 08-INGEGN. CIVILE ED AMBIENTALE 09-INGEGN. DELL'INFORMAZIONE 10-INGEGN.INDUSTRIALE 30/S-INGEGN.DELLE TELECOMUNICAZIONI 32/S-INGEGN. ELETTRONICA 34/S-INGEGN. GESTIONALE 35/S-INGEGN. INFORMATICA 36/S-INGEGN. MECCANICA ISCRITTI a.a. 2007/2008 FACOLTA' DI INGEGNERIA dati MIUR 31/01/2008 ISCRITTI TOTALE ISCRITTI 1 ANNO % DONNE % DONNE TOTALE DI CUI TOTALE DI CUI TOTALE 1 ANNO CLASSE DI CORSI DI STUDIO DONNE DONNE CORSI VECCHIO ORDINAMENTO % 11% 08-INGEGN. CIVILE ED AMBIENTALE % 27% 09-INGEGN. DELL'INFORMAZIONE % 16% 10-INGEGN.INDUSTRIALE % 19% 30/S-INGEGN.DELLE TELECOMUNICAZIONI % 17% 32/S-INGEGN. ELETTRONICA % 12% 34/S-INGEGN. GESTIONALE % 37% 35/S-INGEGN. INFORMATICA % 14% 36/S-INGEGN. MECCANICA % 8% TOTALE % 19% 20

24 LAUREATI 2007 FACOLTA DI INGEGNERIA Dati MIUR al TUTTI GLI ATENEI TOTALE DONNE INGEGNERIA CIVILE ED AMBIENTALE 09-INGEGNERIA DELL'INFORMAZIONE 10-INGEGNERIA INDUSTRIALE 30/S-INGEGNERIA DELLE TELECOMUNICAZION 32/S- INGEGNERIA ELETTRONICA 35/S-INGEGNERIA INFORMATICA 34/S-INGEGNERIA GESTIONALE 36/S-INGEGNERIA MECCANICA CORSI VECCHIO ORDINAMENTO TOTALE LAUREATI 2007 FACOLTA' DI INGEGNERIA dati MIUR 31/01/2008 % DONNE CLASSE DI CORSI DI STUDIO TOTALE DONNE 08-INGEGNERIA CIVILE ED AMBIENTALE % 09-INGEGNERIA DELL'INFORMAZIONE % 10-INGEGNERIA INDUSTRIALE % 30/S-INGEGNERIA DELLE TELECOMUNICAZIONI % 32/S- INGEGNERIA ELETTRONICA % 35/S-INGEGNERIA INFORMATICA % 34/S-INGEGNERIA GESTIONALE % 36/S-INGEGNERIA MECCANICA % CORSI VECCHIO ORDINAMENTO % TOTALE % 21

25 Le donne nella ricerca Il Gap di genere sembra acquistare una valenza particolare nella realtà della ricerca scientifica e tecnologica, e sta assumendo sempre più rilevanza il problema della carenza di ricercatori nelle discipline scientifiche e di specialisti nel settore delle nuove tecnologie, dall informatica alla genetica. Questo problema è sentito soprattutto in USA e in Europa ed ha rafforzato l'interesse su studi e iniziative mirate a favorire le pari opportunità in questi settori. Sono state condotte numerose indagini a livello italiano, europeo ed extra-europeo: in Italia nel 2000 esce il rapporto Figlie di Minerva, sulla scia del rapporto ETAN del 1999 che indaga le posizioni di ricerca delle donne in area europea. Negli USA esce invece uno studio condotto dal MIT sulla posizione delle donne nelle facoltà di Scienze. I tre rapporti concordano nel mettere in evidenza l esistenza di un fenomeno di genere nel mondo scientifico, caratterizzato da forti squilibri sia numerici, sia squilibri qualitativi nella presenza femminile e maschile nelle università, negli istituti di ricerca e nell industria. Il dato che rimane costante a livello mondiale è che le donne sono presenti in percentuali minori rispetto agli uomini nelle posizioni di ricerca e lo squilibrio infatti si accentua con il progredire dei livelli di carriera. Questa situazione si evince anche dalle tabelle seguenti che mostrano la situazione nelle università italiane al 31/12/2007 dal lato delle carriere con specifico riguardo alle facoltà di scienze e di ingegneria dove il divario si fa sempre maggiore man mano che si sale nelle posizioni di carriera. 22

26 I PROFESSORI NELLE UNIVERSITA ITALIANE AL 31/12/2007 Tutte le aree disciplinari Dati del MIUR-Ufficio di Statistica PROF. ORDINARI PROF. ASSOCIATI RICERCATORI TOTALE DONNE UOMINI TOTALE %DONNE CARRIERE UNIVERSITARIE DATI MIUR AL 31/12/07 DONNE UOMINI TOTALE % DONNE TUTTE LE AREE DISCIPLINARI PROF. ORDINARI ,50% PROF. ASSOCIATI ,50% RICERCATORI ,20% TOTALE ,20% 23

27 TABELLA DELLE CARRIERE UNIVERISTARIE DATI MIUR AL 31/12/07 DONNE UOMINI TOTALE % DONNE SCIENZE MATEMATICHE ED INFORMATICHE PROF. ORDINARI ,10% PROF. ASSOCIATI ,60% RICERCATORI ,40% TOTALE ,40% SCIENZE FISICHE PROF. ORDINARI ,20% PROF. ASSOCIATI ,40% RICERCATORI ,5% TOTALE ,60% SCIENZE BIOLOGICHE PROF. ORDINARI ,70% PROF. ASSOCIATI ,20% RICERCATORI ,50% TOTALE ,20% INGEGNERIA CIVILE E ARCHITETTURA PROF. ORDINARI ,60% PROF. ASSOCIATI ,80% RICERCATORI ,4% TOTALE ,00% INGEGNERIA INDUSTRIALE PROF. ORDINARI % PROF. ASSOCIATI ,10% RICERCATORI ,30% TOTALE ,60% 24

28 PARTE SECONDA Non sono le vite a fornire i modelli, ma le storie. Possiamo soltanto narrare e vivere secondo le storie che abbiamo letto e sentito. Noi viviamo le nostre vite attraverso i testi. Testi che possono essere letti o cantati o diffusi elettronicamente o, ancora, che sono giunti fino a noi con i mormorii delle nostre madri..." Carolyn G. Heilbrun, Scrivere la vita di una donna Qualche biografia In questa seconda parte abbiamo riportato alcune delle biografie di alcune donne di scienza, soprattutto matematiche, vissuto nel corso del XX secolo senza pretesa di completezza e uniformità. La scelta delle donne,i dati e le curiosità sulla loro vita sono lasciate esclusivamente al gusto e al piacere di chi scrive che ha scelto i profili assecondando le proprie predilezioni. Non possiamo permetterci di raccontare la loro storia, la loro tenacia, le difficoltà che sicuramente hanno incontrato, ci limiteremo ad elencare i campi in cui si sono distinte. Ne risulta, non già una piccola enciclopedia, bensì un intreccio di relazioni che permettono a chi legge di entrare in contatto con altre esperienze e quindi riferirsi ad altre donne è il solo modo che abbiamo per realizzare il nostro desiderio nel mondo, modificando l'ordine esistente. 25

29 1. ALICE ROTH ( ) Alice Roth nacque il 6 febbraio 1905, a Berna in Svizzera. Studiò matematica, fisica e lingue straniere a Zurigo e ciò le permise di essere ammessa all università. Dal 1925 al 1929 studiò matematica, fisica ed astronomia all Istituto Federale di Tecnologia Svizzera (ETH) a Zurigo. Nel 1930 finì la sua tesi sul teorema dell approssimazione di Weierstrass in un piano complesso e nell intervallo infinito sotto la supervisione di George Polya. Per i 10 anni successivi insegnò in varie scuole femminili a Zurigo, compresa quella in cui lei studiò da bambina. Insegnò matematica, geometria e contabilità oltre a continuare il suo lavoro sulla funzione all ETH. Ottenne il suo dottorato quando completò la sua tesi sulle proprietà delle approssimazioni e i limiti radiali delle funzioni. Fu un tale successo che ottenne la medaglia d argento. Dal 1940 fino al suo pensionamento nel 1971, insegnò matematica e fisica in una scuola privata a Berna. Pubblicò vari documenti sulla teoria dell approssimazione, inoltre lavorò con Paul Gauthier all Università di Montreal, dove all età di 70 anni diede una conferenza. Purtroppo nel 1976 fu colpita dal cancro e morì il 22 luglio ANNA STAFFORD HENRIQUES ( ) Nell ottobre 1933, Anna Stafford Henriques divenne un membro dell Istituto per lo studio avanzato e della Scuola Matematica di Princeton, in cui condusse un generoso lavoro nel corso degli anni. Fu qui che conobbe Albert Einstein, il quale uni le facoltà dell Istituto formato di recente e la Stafford fu una delle sole due donne ( l altra era Mabel Schmeisen) a lavorare in questo nuovo istituto. Per guadagnarsi da vivere durante quegli anni della depressione, Anna Stafford si organizzò lavorando in una scuola secondaria privata a Mendham, nel New Jersey, lavorando anche nel nuovo istituto di pomeriggio. Anna Stafford nacque a Chicago il 20 agosto 1905, ereditò da sua madre la passione per la matematica sulla quale, 26

30 già a 14 anni, sapeva che avrebbe investito per il suo futuro sognando di diventare astronomo. La svolta per Anna avvenne a Chicago dove fu tenuta una conferenza di topologia dal matematico Raymond, anche lui membro della scuola di matematica nel Amava insegnare e nel 1935 accettò una cattedra nel Nebraska come insegnante di matematica. Dopo 2 anni si trasferì all Università dell Utah, dove conobbe e sposò il giudice amministrativo Douglas. Con la famiglia finalmente si trasferì a Washington. Morì all età di 99 anni per un infarto. 3. MURRAY BREWSTER ( ) Nacque a New York il 9 dicembre Già all età di sette anni mostrava particolare interesse per i dispositivi: smontava sveglie per capire come funzionassero. Ereditò l amore per la matematica da sua madre, che studiava geometria. Suo padre era un assicuratore ben affermato malgrado gli fossero stati amputati entrambi i piedi. Egli proprio in virtù del suo problema fisico. Esortava i propri figli a sfruttare le loro menti per riuscire nei loro intenti. Dal 1923 la sua vita fu legata all Università di Vassar, dove si laureò in matematica e fisica. All età di 23 anni ricevette la laurea in matematica all Università di Yale. Lo stesso anno sposò Vincent, un istruttore inglese. Dal 1931 al 1943 insegnò matematica a Vassar con uno stipendio di 800 dollari all anno. Con lo scoppio della guerra, la sua vita cambiò, perché decise di servire il proprio paese, ma non fu facile soprattutto perché donna, ma anche perché troppo esile per entrare in marina e troppo giovane, quindi le fu consigliato di non arruolarsi. Ma tutto ciò non la fermò e ottenne una licenza speciale dal governo ed una licenza dall Università di Vassar, dove insegnava. Nel dicembre 1943 divenne generale della riserva navale degli Stati Uniti. Elaborò il primo calcolatore digitale per calcolare gli angoli per le pistole navali in cattive condizioni climatiche. Poiché il calcolatore era di una precisione enorme, Murray ed i suoi assistenti furono assunti spesso per operare e controllare il sistema 24 ore su

31 Nel 1946, a 40 anni, era considerata troppo anziana per rimanere in marina, rifiutò un posto di ripiego a Vassar e scelse di rimanere ad Harward come collega civile di ricerca di ingegneria navale fino al Lasciò Harward per entrare nella Eckert-Mauchley Computer Corporation come matematico principale, ma il suo successo rallentò quando nell elaborazione dei dati fu introdotto il BINAC, un calcolatore binario automatico, programmato usando il codice C-10 anziché le schede perforate dalla serie del calcolatore da lei inventato. Ciò fece strada ai nuovi calcolatori commerciali UNIVAC I ed II. Continuò a rimanere a bordo della Remington fino a quando si fuse con la Sperry Corporation. Durante questo periodo si diffuse il primo calcolatore, A-O., che traduceva il codice matematico simbolico in codice macchina. Nel 1952 pubblicò un documento sui compilatori e diede vita al compilatore B-O, che successivamente divenne noto come FLOW-MATIC e poteva essere usato per il calcolo del libro paga e la fatturazione automatizzata. La grande perseveranza e la condotta ineccepibile la portarono a grandi risultati con medaglie e onori per i suoi 47 anni di servizio. Morì il 1 gennaio del 1992 e fu sepolta con tutti gli onori militari nel cimitero di Arlington. 4. ANGELINA CABRAS (1898 -?) Nacque ad Oristano il 23 dicembre Laureata in Matematica a Torino nel 1924 ed in Fisica a Cagliari nel 1927, aveva inizialmente insegnato per alcuni anni nelle scuole medie (tra cui l Istituto Industriale di Cagliari). Successivamente, aveva occupato il posto di assistente (supplente prima ed incaricata poi) di Fisica matematica presso l Università di Cagliari. L aveva lasciato nel 1923 per occupare la cattedra di ruolo presso l Istituto Industriale di Intra. Nello stesso anno aveva conseguito la libera docenza di Meccanica razionale. E stata a lungo professore incaricato a Cagliari dell insegnamento di Istituzioni di Matematiche e di Meccanica razionale (dal 1941 al 1946). La sua produzione scientifica riguarda la teoria matematica della misura delle induttanze, la Relatività e 28

32 la meccanica dei corpi rigidi negli spazi non euclidei ad n dimensioni. 5. CORA DE RATTO SADOSKY ( ) Nacque il 3 gennaio del 1912 in una famiglia borghese, si laureò presso l Università di Buenos Aires, dove era leader del FUA ( Federazione Universitaria Argentina). Si oppose attivamente al fascismo ed al nazismo, tanto che durante la seconda guerra mondiale, subito dopo l invasione nazista dell Unione Sovietica, creò la Junta de la Victoria, un organizzazione di donne che lottavano contro il nazismo. Nel 1945 la Junta de la Victoria aveva aderenti ed aveva aiutato l URSS, la Cina e gli Stati Uniti inviando migliaia di dollari in capi di abbigliamento, prodotti alimentari e materiale da guerra. Nel 1946 Cora e suo marito Manuel Sadosky si trasferirono a Parigi dove lavorarono sotto la direzione del celebre professore M. Frachet. Quando le università argentine riacquistarono autonomia, Cora e Manuel divennero membri della Scuola di Scienze di Buenos Aires. Nel 1958, a 46 anni, Cora divenne Professore Associato di Matematica. Avviò una serie di pubblicazioni di ricerca in matematica e fisica quantistica e contribuì ad organizzare corsi avanzati per matematici e scienziati in varie parti dell America Latina, in Nord America e in Europa. Cora scrisse la sua tesi sull Introduzione all algebra lineare e scrisse molti testi per la preparazione degli insegnanti delle scuole superiori. Uno dei suoi più importanti contributi fu quello di creare la Fondazione Albert Einstein, nata per sostenere economicamente studenti di talento. Era la prima tappa verso la creazione di un sistema di borse di studio. Nel 1966 la dittatura militare assunse il controllo in Argentina. Molte scuole furono assalite e molti docenti dovettero scappare. Cora lottò a lungo per far valere i diritti umani, infatti diede vita al Columna 10 una rivista mensile dove metteva in risalto tutte le ingiustizie della guerra e tutte le atrocità commesse dal regime di Saigon e dagli americani in Vietman. Sotto varie minacce Cora e Manuel dovettero scappare e vissero in esilio a Caracas poi a Barcellona ed il sogno 29

33 di ritornare in patria non si avverò mai. Cora morì il 2 gennaio 1981, un giorno prima del suo 69 compleanno. Lasciò come eredità a tutti i suoi studenti l impegno a cambiare il sistema, la passione per la giustizia, il suo calore umano. 6. DOROTHY LEWIS BERNSTEIN ( ) Fu la prima donna presidente dell associazione matematica d America ( ). Grazie al suo impegno sorse il collegio Goucher, prima scuola femminile a disporre di propri computer. Fu una dei tre fondatori della Maryland Association, scuola per l insegnamento e l uso didattico del computer. Nel corso della sua frequenza all Institute for Advanced Study di Princepton scrisse Esistenza di teoremi di equazioni e derivate parziali. 7. DOROTHY McCOY ( ) Dorothy McCoy nacque nel 1903 nell Oklahoma, vicino ad Enid. Quando Dorothy aveva tre anni, suo padre morì e sua madre si risposò trasferendosi in una piccola città del Missouri insieme all altro figlio piu piccolo, Neal. I due fratelli studiarono con ottimi risultati ed ebbero entrambi il Phd in matematica all Università dell Iowa nel Dorothy fu la prima donna a ricevere il dottorato. Neal McCoy divenne professore di matematica all Università Smith e fu autore del libro Introduzione all algebra moderna. Dorothy insegnò all Università di Belhaven nel Mississipi per 20 anni e divenne professore di matematica all Università Battista di Wayland nel Qui insegnò a lungo e divenne responsabile del dipartimento di matematica e fisica e dal 1949 al 1972 di quello di Scienze fisiche e biologiche. Continuò i suoi studi matematici all Università di Chicago, della Colombia e del Colorado. Cominciò a viaggiare e ad insegnare in Sudamerica, Africa ed Indonesia. Conobbe più di 60 paesi ed in Rodesia (ora Zimbabwe) dedicò una conferenza agli insegnanti della High School elementare. Mentre visitava diverse città 30

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