CERTIFICAZIONE DI QUALITA DEI PROCESSI PRODUTTIVI ED AMBIENTALI 2 a Parte

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1 Corso I.F.T.S. TECNICO SUPERIORE PER IL MONITORAGGIO E LA GESTIONE DEL TERRITORIO E DELL AMBIENTE Modulo CERTIFICAZIONE DI QUALITA DEI PROCESSI PRODUTTIVI ED AMBIENTALI 2 a Parte Dott. Ing. Giuseppe Patti ANNO FORMATIVO

2 I MECCANISMI VOLONTALI PER LA GESTIONE AMBIENTALE

3 I MARCHI AMBIENTALI La politica ambientale prevede strumenti finalizzati a stimolare una maggiore coscienza ecologica da parte delle imprese. Tra questi vi sono i sistemi certificazione ambientale.

4 I MARCHI AMBIENTALI Si tratta meccanismi volontari che consentono alle strutture rispettose dell'ambiente ottenere un vero e proprio marchio che certifica l'eco-qualità: Dei loro processi produttivi (marchio ambientale d'impresa) Dei loro prodotti (marchio ambientale prodotto)

5 IL MARCHIO AMBIENTALE D IMPRESA L'impresa che intende adottare un Sistema Gestione Ambientale (SGA) può farlo decidendo aderire ad uno dei due sistemi: La norma internazionale dettata dalla ISO (a cui si sono aggiunte la Iso sui sistemi gestione ambientale - Linee guida generali su principi, sistemi e tecniche supporto; le Iso per la valutazione delle prestazioni ambientali; le Iso che sciplina versi tipi etichette e chiarazioni ambientali; la Iso per la comunicazione ambientale. La norma comunitaria prevista dal Regolamento EMAS (Eco Management and Aut Scheme, previsto dal regolamento 1836/93/CEE, poi sostituito dal regolamento 761/2001/CE), che ingloba il sistema gestione ambientale conforme alla norma Iso 14001, ma che richiede un impegno maggiore.

6 I SISTEMI DI GESTIONE AMBIENTALE SECONDO LA NORMA UNI EN ISO 14001

7 LA CERTIFICAZIONE ISO La ISO è una norma internazionale carattere volontario, applicabile a tutte le tipologie imprese, che definisce come deve essere sviluppato un efficace sistema gestione ambientale. La versione 1996 della norma è stata rivista e sostituita dalla nuova versione ISO 14001:2004 (recante "Sistemi gestione ambientale - Requisiti e guida per l'uso"), pubblicata il 15 novembre NB. NB. Le Le certificazioni certificazioni conformità conformitàalla alla norma norma UNI UNI EN EN ISO ISO 14001: :1996 (vecchia (vecchia ezione) ezione) hanno hanno cessato cessato avere avere valità valitàil il maggio maggio

8 LA NORMA UNI EN ISO 14001:04 Il Sistema Gestione Ambientale (SGA) definito dalla ISO si basa sul fondamentale impegno dell'alta rezione aziendale verso: La conformità legislativa La prevenzione dell'inquinamento Il miglioramento continuo Il Il numero numero aziende aziende che che hanno hanno scelto scelto operare operare con con questa questa logica logica è è in in continua continua crescita crescita ed ed in in certi certi mercati, mercati, come come l'area l'area asiatica, asiatica, il il Giappone Giappone soprattutto, soprattutto, ed ed in in certi certi settori, settori, come come il il chimico chimico e e quello quello automobilistico automobilistico non non è è più più pensabile pensabile operare operare su su scala scala globale globale senza senza un un SGA SGA sviluppato sviluppato secondo secondo i i requisiti requisiti della della ISO ISO

9 LA STRUTTURA DI UN SGA Ogni Sistema Gestione Ambientale è costituito da: Dichiarazione politica ambientale che mostra la volontà dell Organizzazione farsi carico dei problemi ambientali derivanti dalla sua attività; Analisi Ambientale Iniziale che serve ad identificare gli aspetti ambientali un Organizzazione, cioè quegli elementi della sua attività suscettibili influenzare l ambiente, e identificare fra questi quelli significativi, cioè che danno o possono dar luogo ad una moficazione significativa dell ambiente; Piani miglioramento che dettagliano e traducono in pratica gli obiettivi miglioramento che l Organizzazione si è posta; Manuale non esplicitamente richiesto dalla norma, che funga da guida e da contenitore per le varie procedure; Procedure e Istruzioni Operative che definiscono chi, come, quando vanno svolte le attività che costituiscono i vari requisiti della norma riferimento; Registrazioni per documentare che il sistema ha trovato applicazione concreta.

10 LO SCHEMA DELL ISO Dalla definizione una politica ambientale che chiarisca quali siano gli impegni e la volontà, seguono le seguenti fasi: la pianificazione: in essa si definiscono gli obiettivi miglioramento e ci si pongono traguar; l attuazione e il funzionamento: in essa si esegue quanto stabilito, secondo le modalità definite dal SGA; il controllo e le azioni correttive: in essa si sorveglia che il sistema trovi attuazione secondo le modalità specificate; il riesame della rezione: in questa fase si verifica l adeguatezza del sistema, si inviduano eventuali necessità e mofiche e si fissano nuovi obiettivi.

11 LA SPIRALE DI DEMING (Il ciclo ricomincia partendo da un livello più alto) La ruota Deming Pianifica Esegui UNI EN ISO Riesamina Controlla

12 LA CERTIFICAZIONE Nel sistema accretamento vigente in Europa gli Organismi Certificazione (OdC) vengono accretati dal SINCERT, Ente accretamento che effettua i controlli sulla regolarità dell attività certificazione. La certificazione ISO avviene in due fasi: Visita preliminare (fase 1) Visita certificazione (fase 2) La La certificazione certificazione dura dura 3 anni anni e e richiede richiede visite visite perioche perioche sorveglianza. sorveglianza.

13 I SISTEMI DI GESTIONE AMBIENTALE SECONDO IL REGOLAMENTO EMAS

14 IL REGOLAMENTO EMAS - 1/2 Il Regolamento 761/2001 è uno schema volontario applicabile, a livello UE ed EEA, a tutte quelle organizzazioni - pubbliche o private - che vogliono valutare, monitorare e migliorare le proprie prestazioni ambientali. Rispetto alla ISO 14001, il Regolamento EMAS pone una forte attenzione agli aspetti comunicazione verso l'esterno, che si concretizzano principalmente con la ffusione della Dichiarazione Ambientale, convalidata da un Verificatore Accretato a livello nazionale (per l'italia l'accretamento viene rilasciato dall'apat- Agenzia per la Protezione dell Ambiente e per i servizi Tecnici).

15 IL REGOLAMENTO EMAS - 2/2 Il 27 aprile 2001 è entrato in vigore l EMAS 2 cui al Regolamento europeo n. 761/2001/CE (moficato nel 2002 e nel 2004) che ha sostituito il precedente Regolamento EMAS 1836/93/CEE. Le novità fondamentali introdotte: la partecipazione ad EMAS è aperta a qualsiasi organizzazione (non solo per il settore industriale) che intenda migliorare le prestazioni ambientali complessive; le organizzazioni certificate possono utilizzare il logo EMAS sulle informazioni e sulle chiarazioni ambientali convalidate, sull'intestazione lettere, su informazioni pubblicitarie, per la pubblicità dei prodotti, delle attività e dei servizi; con una serie conzioni assicura l'integrazione tra le norme internazionali ISO e EMAS.

16 IL SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA OHSAS 18001

17 LA BASE GIURIDICA Art del Coce Civile: l imprentore ha l obbligo adottare nell esercizio dell impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l integrità fisica e la personalità morale dei prestatori lavoro. Art. 437 del Coce Penale: Chiunque omette collocare impianti, apparecchi o segnali destinati a prevenire sastri od infortuni sul lavoro, ovvero li rimuove o li danneggia, è punito con la reclusione da 6 mesi a cinque anni. Se dal fatto deriva un sastro od un infortunio, la pena è della reclusione da tre a eci anni. Costituzione della Repubblica Italiana, art. 41: L iniziativa privata economica è libera. Non può svolgersi in contrasto con l utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla gnità umana. L organo L organo preposto preposto al al controllo controllo degli degli adempimenti adempimenti in in materia materia sicurezza sicurezza ed ed igiene igiene del del lavoro lavoro è è il il Servizio Servizio Prevenzione Prevenzione e e Sicurezza Sicurezza degli degli Ambienti Ambienti Lavoro Lavoro dell ASP. dell ASP.

18 D.LGS. 81/2008: Testo Unico in materia sicurezza e salute nei luoghi lavoro La norma, in attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007 n. 123, ha riformato, riunito ed armonizzato abrogandole, le sposizioni dettate da numerose precedenti normative in materia sicurezza e salute nei luoghi lavoro succedutesi nell'arco quasi sessant'anni, al fine adeguare il corpus normativo all'evolversi della tecnica e del sistema organizzazione del lavoro. In ambito legislativo, la denominazione Testo Unico è tra l'altro erronea, in quanto la sicurezza è competenza concorrente tra Stato e Regioni, ai sensi dell'art. 117 comma 3 della Costituzione Italiana; fatti all'art. 1 comma 2 si sottolinea la clausola cedevolezza questo decreto legislativo, ovvero nel caso in cui un soggetto con competenza in materia sicurezza (Regione) legiferi in opposizione al d.lgs. 81/2008, esso viene a decadere sul territorio competenza dell'organo legiferante. Il Il Testo Testo Unico Unico ha ha previsto previsto l'abrogazione l'abrogazione (con (con fferenti fferenti modalità modalità temporali) temporali) numerose numerose normative normative tra tra cui cui il il Decreto Decreto legislativo legislativo settembre settembre n. n

19 PRECEDENTE QUADRO NORMATIVO I NONNI D.Lgs. 547/55 (Prevenzione infortuni sul lavoro) D.P.R. 164/55 (Infortuni sul lavoro nelle costruzioni) D.Lgs. 303/56 (Igiene del lavoro) I FRATELLI D.Lgs. 645/96 (Prevenzione donne e fanciulli) D.Lgs. 532/99 (Lavoro notturno) D.Lgs. 345/99 (Protezione dei giovani sul lavoro) IL SOVRANO D.Lgs. 626/94 (Sicurezza sui luoghi lavoro) I FIGLI D.M. 636/98 (Università) D.M. 450/99 (Settore statale) D.Lgs. 271/99 (Marittimi) D.Lgs. 272/99 (Portuali) D.Lgs. 298/99 (Pesca) I NIPOTI Decreti ministeriali per le sposizioni tecniche Circolari Ministeriali interpretative e chiarimento I CUGINI D.Lgs. 277/91 (Piombo, amianto e rumore) D.Lgs. 494/96 e D.Lgs. 528/99 (Prevenzione nei cantieri mobili)

20 LA CERTIFICAZIONE OHSAS È una Certificazione appositamente stuata per aiutare le aziende a formulare obiettivi e politiche a favore della Sicurezza e della Salute dei Lavoratori (SSL), secondo quanto previsto dalle normative vigenti e in base ai pericoli ed ai rischi potenzialmente presenti sul posto lavoro. La certificazione OHSAS (Occupational Health and Safety Assessment Series) definisce i requisiti un Sistema Gestione della SSL. Tali requisiti verranno implementati dall'azienda e verificati da un Ente qualificato a rilasciare il relativo Certificato Conformità.

21 LA CERTIFICAZIONE OHSAS Lo standard OHSAS 18001, frutto del lavoro congiunto Enti Normazione Nazionali, Enti Certificazione ed esperti consulenti, è stato sviluppato per rispondere ad una precisa domanda del mercato che chiedeva uno standard univoco per i Sistemi Gestione della SSL. Nell'aprile 1999 è dunque nato l'ohsas, uno standard conforme ai principi incati nella specifica BS 8800, la Guida ai Sistemi Gestione della Sicurezza e della Salute dei Lavoratori eta nel 1996 dal British Standards Institution. In seguito, nel gennaio 2000, è stata pubblicata un'apposita guida al nuovo standard dal titolo "OHSAS 18002: Sistemi Gestione della Sicurezza e della Salute dei Lavoratori - Linee guida per l'implementazione dello standard OHSAS 18001".

22 LA CERTIFICAZIONE OHSAS Possono ottenere la certificazione OHSAS le aziende ogni mensione, operanti in qualsiasi settore attività che desiderano: dotarsi un Sistema Gestione della SSL al fine tutelare tutti coloro che si trovano più facilmente esposti a rischi per la salute e la sicurezza nello svolgimento delle rispettive mansioni; implementare, gestire e migliorare nel tempo un Sistema Gestione della SSL; assicurare la conformità con quanto stabilito dalla propria politica SSL; mostrare all'esterno la propria conformità. certificare il proprio Sistema Gestione della SSL avvalendosi un'organizzazione inpendente.

23 LA CERTIFICAZIONE OHSAS I requisiti imposti dallo standard OHSAS dovranno trovare completa applicazione in ogni Sistema Gestione della SSL. L'applicabilità della certificazione penderà da versi fattori, fra i quali la politica SSL definita, il tipo attività svolta e le conzioni nelle quali l'azienda si trova ad operare. La norma OHSAS è pienamente compatibile con gli standard ISO 9001 per i Sistemi Gestione della Qualità e ISO per i Sistemi Gestione Ambientale. In questo modo le aziende che lo desiderano possono integrare agevolmente fra loro questi tre versi sistemi gestione.

24 I COSTI DELLA NON SICUREZZA COSTI DIRETTI: 1. perta produzione 2. danni alle strutture ed ai macchinari 3. formazione per il personale sostitutivo 4. ore straornario per recuperare la perta produzione 5. aumento del premio assicurazione 6. spese legali 7. rimborso danno biologico COSTI INDOTTI: 1. danno immagine 2. insodsfazione del cliente per eventuali ritar o sservizi nella fornitura 3. calo morale e del senso attaccamento del personale 4. problemi giuziari: incriminazione penale ed eventuale condanna I I costi costi sostenuti sostenuti dalle dalle organizzazioni organizzazioni sono sono il il 45 60% 45 60% del del costo costo complessivo. complessivo.

25 I BENEFICI DELLA SICUREZZA miglioramento dell efficacia e dell efficienza dei cicli produttivi; migliore qualità dei prodotti/servizi realizzati; riduzione dell impatto ambientale della produzione; ottimizzazione delle risorse investite in sicurezza; minuzione delle ore lavorative perse per infortuni e malattie; minori danni a strutture, macchine, produzione per incidenti; maggiore attaccamento dei pendenti all azienda; Autorealizzazione; minuzione dei problemi durante i controlli delle autorità vigilanza; creazione una immagine responsabile dell organizzazione.

26 LA RUOTA DI DEMING DO DO (realizzare) (realizzare) implementazione implementazione quanto quanto pianificato pianificato PLAN PLAN (pianificare) (pianificare) analisi analisi del del problema problema e e pianificazione pianificazione delle delle attività attività CHECK CHECK (controllare (controllare e e verificare) verificare) controllo controllo e e verifica verifica dei dei risultati risultati ACT ACT (agire (agire per per correggere) correggere) riesame riesame e e correzione correzione

27 IL SISTEMA DI GESTIONE INTEGRATA

28 SISTEMA INTEGRATO O INTEGRAZIONE DI SISTEMI? La formula più corretta è: SISTEMA DI GESTIONE AZIENDALE che deve avere come obiettivo generale il benessere della società e del territorio appartenenza.

29 I MOTIVI PER L INTEGRAZIONE - 1/2» Sfruttare le sinergie a livello operativo e gestionale;» Ottimizzare la gestione delle risorse;» Eliminare la duplicazione procedure;» Ridurre le seconomie;» Evitare sovrapposizioni e contrasti ruoli;» Minori conflittualità tra gli obiettivi delle varie aree;» Correlare e ridurre la documentazione;» Procedure gestionali e istruzioni operative più chiare e complete;» Razionalizzazione nell organizzazione aziendale;» Disporre un archivio aggiornato e completo norme su ambiente e sicurezza;» Definire un unico Piano aut interni;» Effettuare le verifiche ispettive interne integrate;» Definire azioni correttive e preventive coerenti;» Prevedere e gestire le situazioni emergenza;» Definire programmi globali addestramento;» Maggiore coinvolgimento;» Coinvolgere la Direzione in un unico riesame;» Vantaggio competitivo;» Valorizzazione dell immagine aziendale;» Ridurre i tempi e i costi relativi alle visite dei certificatori.

30 I MOTIVI PER L INTEGRAZIONE - 2/2 Perché la QUALITA del prodotto sodsfi il cliente. Perché l attività dell azienda rispetti l AMBIENTE. Perché l attività dell azienda si svolga in SICUREZZA.

31 LE INTERAZIONI

32 LE PARTI COMUNI ISO 9000 ISO OHSAS Identificazione processi Analisi ambientale iniziale (Esame iniziale) valutazione dei rischi 2 Politica della qualità Politica ambientale Politica SSL 3 Piano della qualità Programma ambientale Programmi SSL 4 Organizzazione e personale 5 Procedure e documentazione Organizzazione e personale Procedure e documentazione Organizzazione e personale Procedure e documentazione 6 Procedure per il controllo operativo Procedure per il controllo operativo Procedure per il controllo operativo 7 Formazione e informazione Formazione e informazione Formazione, informazione, coinvolgimento 8 Aut Aut Aut 9 Comunicazione esterna Comunicazione esterna Comunicazione esterna

33 IL SISTEMA DI GESTIONE DELL ENERGIA NORMA ISO 50001

34 LA NORMA ISO 50001: CENNI Nel 2011 è stata emanata la norma ISO 50001:2011: il nuovo standard internazionale per la gestione dell'energia. La ISO è una norma valida a livello monale e prende il posto della precedente EN 16001:2009 norma emanata dal CEN/CENELEC e valida esclusivamente in ambito europeo. Lo standard ISO focalizza l attenzione sulle prestazioni dell organizzazione, il renmento energetico nello specifico, e soprattutto richiede che la promozione dell efficienza energetica venga considerata lungo tutta catena stribuzione dell organizzazione e, importante novità, che sia un requisito da richiedere ai propri fornitori. La La struttura struttura fondo fondo della della norma norma è è la la stessa stessa delle delle precedenti: precedenti: il il modello modello del del ciclo ciclo Deming Deming e e l'approccio l'approccio Plan-Do-Check-Act. Plan-Do-Check-Act.

35 FINE 2 A PARTE

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