SERVIZI EDUCATIVI MUSEALI E DOMANDA DELLE SCUOLE

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1 1 SERVIZI EDUCATIVI MUSEALI E DOMANDA DELLE SCUOLE Come i musei si aprono alla società: l organizzazione dei servizi educativi I Servizi educativi dei Musei si collocano nel progetto di valorizzazione del patrimonio museale italiano avviato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali nella seconda metà degli anni 90. La legge Ronkey (n. 4/1993 ) e le successive norme applicative, introducono la possibilità di offrire nei musei tutta una serie di servizi volti a rendere più interessante e confortevole la visita, come i seguenti: - servizi di accoglienza, guida e assistenza alla visita stessa, svolto tramite specifiche figure professionali, centri di incontro, ecc.; - distribuzione di materiale informativo, organizzazione di mostre e iniziative culturali. servizi editoriali e di vendita per cataloghi e materiali didattici vari, ogni altro materiale informativo, e riproduzioni di beni culturali. Sono previsti, inoltre, servizi di caffetteria ristorazione guardaroba - per le scuole, inoltre, sono previsti i seguenti servizi: formazione/aggiornamento degli insegnanti mediante corsi svolti da personale dei musei sulle metodologie didattiche attive, (ad es. la pedagogia del patrimonio culturale ); - corsi sugli itinerari di vista esistenti o da progettare; - Sportelli per attività di consulenza agli insegnanti:informazioni teorico-pratiche sui percorsi di ricerca proposti dal museo allo scopo di integrare ed arricchire la progettazione didattica degli insegnanti stessi; costruzione di documenti, materiali e strumenti per l Educazione al patrimonio culturale; raccolta di osservazioni, e suggerimenti riguardanti l organizzazione didattica del museo formulate dagli insegnanti stessi, alimentando,così, uno spazio d incontro tra scuola e museo: - Biblioteca/Emeroteca specializzate nel settore dell Educazione al Patrimonio culturale, organizzata, in particolare, per la documentazione riguardante le attività educative dei principali musei o, anche, interessanti esperienze di didattica museale realizzate nel contesto nazionale ed internazionale; atti di convegni, saggi significativi per questo ambito di studio; - Sito web contenente un ampio repertorio di informazioni sia sulle raccolte di una determinata istituzione museale, sulle attività educative della stessa e sui vari percorsi di visita. I materiali risultano, così,facilmente scaricabili direttamente e in modo autonomo dagli insegnanti, dalle scuole e da chiunque sia interessato.

2 2 L Atto di indirizzo sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei d Italia L Atto di indirizzo emanato dal Ministero per i Beni e le attività culturali sui criteri tecnicoscientifici e Sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei d Italia (D.M. 10 maggio 2001) identifica le funzioni fondamentali per un museo: ricerca, conservazione, divulgazione del patrimonio culturale, cui deve essere garantita la massima accessibilità. Tra le attività più importanti svolte dal museo, ai fini del presente lavoro va evidenziato il rapporto con il pubblico concepito in termini di comunicazione primaria, di interazione tra persone ed istituzione(v. Fenselstein). A sostegno di tale interazione deve intervenire una molteplicità di mezzi. Saper far buon uso di tali mezzi - ove opportunamente predisposti - è fattore determinante la buona riuscita di una vista d istruzione. Vediamone alcuni: La segnaletica E rappresentata da Piante generali contenenti l evidenziazione dei percorsi consigliati, numero di sale e tipologia delle collezioni esposte(secoli, scuole, ecc.). L indicazione dei percorsi di ogni piano. La segnalazione dei servizi British museum Londra Galleria Borghese Museo del Bargello Firenze Musei Vaticani

3 3 L identificazione delle opere. I cartellini didascalici Ogni opera esposta deve essere corredata da informazioni essenziali per la sua identificazione. Ogni oggetto esposto in un museo, sia esso un reperto storico, l oggetto di una collezione, o un esperimento interattivo, ha bisogno di un commento scritto che ne consenta l identificazione, ne giustifichi la presenza e ne indichi sinteticamente il contenuto o il significato. Le prime forme di cartellini didascalici furono utilizzati alla Galleria degli Uffizi verso la fine del Settecento. Si deve all Abate Luigi Lanzi la pubblicazione ( ) della prima Guida per il pubblico, sempre presso la Galleria degli Uffizi di Firenze. Un regolamento del 1913 ha definito istituzionalmente i contenuti di tali cartellini, che dovevano contenere l indicazione del luogo di provenienza dell opera, del soggetto rappresentato, della scuola e del secolo e, per quanto possibile, dell autore. Per gli oggetti di antichità o per gruppi di oggetti: la natura, l epoca e il luogo di provenienza. L elaborazione di un apparato didascalico museale potrebbe sembrare un operazione del tutto banale, ma in realtà, richiede un lavoro qualificato. Si tratta, infatti, di stabilire quali forme esteticamente privilegiare dal punto di vista dell efficacia comunicativa e del senso estetico, dove collocare i vari commenti, stabilire se porre le informazioni ad introduzione (prima) della visione dell opera o successivamente, a completamento dell osservazione, e, inoltre, come realizzare strategie differenti di comunicazione didascalica per i diversi tipi di visitatori, la quantità di informazione scritta da inserire (rischio di eccessiva schematicità v.s. a corredo del materiale esposto (rischio di eccessiva schematicità v.s. ridondanza delle informazioni). E ancora la scelta opportuna di caratteri, dimensioni, colori, illuminazione delle didascalie stesse (in molti musei italiani si vedono cartellini minuscoli, in corpo di carattere 8-10, scarsamente illuminati, praticamente illeggibili. tratto da I musei scientifici e le tecniche di produzione, in )

4 4 Guide brevi e cataloghi generali Le guide brevi sono materiali di documentazione di agile formato, corredate da illustrazioni e disegni didattici che favoriscono forme di apprendimento intuitivo. Sono efficaci, in genere, nel fornire ai visitatori un idea sommaria della mostra, i principali riferimenti culturali e soprattutto un gradito souvenir. Per quanto riguarda i cataloghi generali, invece, si tratta di pubblicazioni particolarmente impegnative, sia dal punto di vista tecnico, sia da quello economico (costo). Sono destinate sia alla documentazione scientifica, sia ad un pubblico di esperti. Per quanto riguarda, invece, il loro utilizzo da parte del grande pubblico, va detto che l alto costo, il linguaggio esclusivo per addetti ai lavori e la stessa massa cartacea (soprattutto per i turisti), portano a dissuadere dall acquisto e consultazione anche i più volenterosi visitatori. Sarebbe sempre opportuno, perciò, prevedere sempre edizioni più agili, dal taglio propriamente didattico, sulla base della documentazione disponibile.

5 5 Pannelli e schede mobili I pannelli e le schede mobili forniscono informazioni e interpretazioni sulle sale e su segmenti di itinerari di visita per una lettura complessiva dell ordinamento di determinate mostre e collezioni. Offrono, altresì, una varietà di chiavi di lettura per mezzo di tavole cronologiche, piante, rilievi, documenti, citazioni, immagini a confronto. Le schede mobili risultano particolarmente utili nelle quadrerie ove le opere sono praticamente inamovibili e presentate nella maniera originaria (quindi senza spazi utili per sussidi vari). Il visitatore può perciò leggere le schede mobili che illustrano ogni opera corrispondente (possibilmente evitando di portarsi poi via le schede..per ricordo. Inoltre i pannelli consentono di presentare informazioni in più lingue, a differenza degli storici cartellini del tutto improponibili da questo punto di vista. Esempio di pannelli illustrativi e schede mobili Museo di Storia Naturale, Ginevra

6 6 Le audioguide Le audioguide sono strumenti portatili per fornire al visitatore di un museo informazioni e guidarlo secondo un preciso itinerario. Esse consentono di Selezionare la lingua, di individuare immediatamente i riferimenti riguardanti una determinata sala ed opera di cui si vuole la spiegazione e/o l'approfondimento. Inoltre, si può ascoltare la spiegazione scelta potendo interrompere (STOP) o riprendere l'ascolto (PLAY). Si possono ascoltare, mediante appositi menù, chiarimenti ed approfondimenti. L'audioguida può accompagnare la visita con musica appropriata di immergendo il visitatore nella più adeguata atmosfera. Cosa importante nel caso di scolaresche, è'possibile collegare alla audioguida un diffusore sonoro aggiuntivo, per spiegazioni collettive (compatibilmente con l ambiente museale e il suo pubblico).

7 7 Le postazioni multimediali Le postazioni multimediali - legate alle potenzialità dell informatica - rappresentano F. Antenucci, Il sistema comunicativo dei Fori imperiali a Roma Mostra su Gentile da Fabriano (Fabriano, An)

8 8 Le visite guidate L Atto di Indirizzo evidenzia la necessità di dotare il museo (o la rete di musei) di un servizio che si dedichi alla elaborazione di programmi e progetti specifici di natura educativa, curi i rapporti con le istituzioni scolastiche e con gli altri soggetti culturali attivi sul territorio raccolga materiale didattico specifico. Si può dire che oggi i Servizi Educativi (le antiche sezioni didattiche ) sono praticamente attivati in tutte le Soprintendenze statali. In pratica i servizi educativi intendono promuovere una più stretta interazione tra l'istituzione museale e quella scolastica. L'attività le attività si realizzano in forma di laboratorio, consentendo di sviluppare conoscenze e competenze a partire dall'esperienza diretta degli alunni. Anche gli insegnanti sono parte attiva: sono chiamati a condividere la proposta educativa, ad affiancare gli operatori nel museo e ad affrontare un autonomo lavoro creativo e di verifica in classe.

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