Indice 1. Premessa 2. Dati ed elementi di indagine acquisiti dal CTU 2.1 Le osservazioni dei consulenti di parte

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1 STUDIO Tribunale di Mantova nel procedimento cautelare promosso con ricorso ex art. 700 c.p.c. DA A. A., con gli Avv.ti omissis, con domicilio eletto presso il primo in CONTRO S., con l Avv. omissis. Consulenza tecnica d ufficio Il sottoscritto omissis, nominato consulente nel procedimento sopra indicato, riferisce delle operazioni svolte e dei risultati dell indagine come segue. Indice 1. Premessa 2. Dati ed elementi di indagine acquisiti dal CTU 2.1 Le osservazioni dei consulenti di parte 3. Il quesito 3.1. Risposta alla seconda parte del quesito: se sia indispensabile il codice sorgente del sito per poter procedere al trasferimento del dominio e alla pubblicazione di un nuovo sito 3.2. Risposta alla prima parte del quesito La frequenza di rimbalzo La eliminazione dei tag metatag keywords e metatag description. La compilazione dei tags è frutto dell opera dell ingegno dei programmatori e come tale coperta dal diritto di autore? Influenza dei siti referral L impossibilità di accedere al sito per un certo periodo di tempo L impossibilità di gestire i contatti con i clienti

2 1. Premessa Con provvedimento in data 11 maggio 2013 (doc.1), l Ill.mo Giudice Designato del procedimento cautelare indicato in epigrafe Dott.ssa Laura De Simone nominava il sottoscritto quale consulente tecnico d ufficio assegnandogli il seguente quesito: Dica il c.t.u. se 1) sono riscontrabili le inadempienze lamentate dal ricorrente; 2) se è indispensabile il codice sorgente del sito per poter procedere al trasferimento del dominio e alla pubblicazione di un nuovo sito. Tenti il c.t.u. la conciliazione della lite All udienza del giorno 28 maggio 2013 (doc.2), il sottoscritto accettava l incarico e prestava il giuramento di rito. Il Giudice concedeva, quindi, al CTU termine di giorni 30 per il deposito dell elaborato stesso, invitandolo a trasmettere ai consulenti di parte bozza dell elaborato peritale almeno dieci giorni prima della scadenza del termine per il deposito della perizia e concedendo altresì a questi ultimi termine di cinque giorni prima della medesima scadenza per la consegna al CTU dei loro scritti di parte. Nel corso dell udienza le parti indicavano i propri consulenti tecnici di parte nelle persone del Dott. Z. L. per il ricorrente Dr. A. A. e del Dott. N. P. per la resistente S.. Per completezza ed opportuna informazione, va precisato che il dott. N. P. è Amministratore delegato della resistente S.. Il CTU indicava quindi per l inizio delle operazioni peritali il giorno 5 giugno 2013, alle ore 10.00, presso la sede della convenuta S. S.r.l., in omissis, ove, come risulta dal verbale che si allega, aveva luogo la riunione dei consulenti e le operazioni peritali si svolgevano senza che sorgessero particolari difficoltà (doc.3). 2. Dati ed elementi di indagine acquisiti dal CTU Esaudendo la richiesta del CTU, la resistente S., tramite l amministratore delegato e consulente di parte in questo Pagina n. 2

3 procedimento dott. N. P., comunicava al CTU i dati necessari allo svolgimento delle indagini con in data 3 giugno 2013, il cui testo si riporta qui di seguito. Testo della mail inviata in data 3 giugno 2013 dal Dott. N. P. al CTU: omissis Nel corso delle operazioni peritali, S., che ha prestato piena e sollecita collaborazione allo svolgimento delle indagini, ha messo a disposizione un terminale di accesso alla rete internet ed anche all area di amministrazione del sito In detta occasione, sono stati visionati, alla presenza dei consulenti di parte, i seguenti servizi: - servizio, fornito da Google, denominato Google Analitics di statistica di accesso al sito - servizi amministrativi del sito, progettati e realizzati da S., accessibili mediante credenziali e che consentono al committente (nel caso specifico il dr. A.) di visionare i contatti sviluppati dal sito ovvero le comunicazioni delle persone interessate ai servizi nello stesso descritti. Detti contatti sono di fatto costituiti da messaggi di posta elettronica che gli utenti possono inviare servendosi di apposito form e sono messi a disposizione del committente tramite strumenti di amministrazione che ne consentono la gestione (lettura, risposte ecc.); - nell ambito dei dati acquisiti dal CTU, vanno anche indicati i codici meta tag keyword e meta tag description che S. ha sviluppato su richiesta del committente. S. ha mostrato ai consulenti alcuni dei codici in questione e che, come si dirà in prosieguo, S. ha rimosso una volta sorte le divergenze e le problematiche esposte negli atti difensivi delle parti. Pagina n. 3

4 2.1 Le osservazioni dei consulenti di parte In data 17 giugno 2013, il sottoscritto CTU ha inviato, come prescritto dall Ill.mo Sig. Giudice, bozza del proprio elaborato ai consulenti di parte Dott. Z. L. e Dott. N. P., i quali, nei termini prescritti, in data 21 giugno 2013, hanno fatto pervenire le loro osservazioni (docc.4-5) delle quali si è tenuto conto nella stesura finale. 3. Il quesito Il quesito posto dall Ill.mo Sig. Giudice si compone di due parti: a) se sono riscontrabili le inadempienze lamentate dal ricorrente; b) se sia indispensabile il codice sorgente del sito per poter procedere al trasferimento del dominio e alla pubblicazione di un nuovo sito Risposta alla seconda parte del quesito b) se sia indispensabile il codice sorgente del sito per poter procedere al trasferimento del dominio e alla pubblicazione di un nuovo sito Nel ricorso ex art. 700 c.p.c., il ricorrente definisce il codice necessario al trasferimento del dominio presso altro maintainer come codice sorgente ed anche come authcode. Il termine esatto è però il secondo, posto che il codice sorgente è in realtà il testo di un algoritmo di un programma scritto in un linguaggio di programmazione da parte di un programmatore in fase di programmazione, testo che, per essere tradotto in un vero e proprio programma per elaboratore, deve essere trasformato in un programma definito eseguibile. L authcode, chiamato anche codice auth-info o authorization code è, invece, il codice che consente di effettuare alcune operazioni sui domini, tra le quali il trasferimento da un fornitore di servizi ad un Pagina n. 4

5 altro. E pertanto evidente che nel caso che ci occupa si dovrà avere riguardo al termine authcode, posto che il Dr. A. lamenta la mancata collaborazione di S. nell operazione di trasferimento del dominio presso altro gestore di servizi, ed afferma che la resistente si è rifiutata di comunicare detto codice. La risposta a questa parte del quesito richiede, tuttavia, un chiarimento di carattere preliminare in ordine alle modalità con le quali è possibile operare il trasferimento di un dominio internet da uno ad un altro maintainer 1. La materia è regolata dalle disposizioni contenute nel regolamento e nelle linee guida reperibili sul sito dell autorità che gestisce il registro dei nomi a dominio raggiungibile all indirizzo tradotta anche in lingua italiana. Su detto sito è possibile consultare l intestazione di ogni dominio e di esso conoscere i vari dati che lo identificano. I dati che rilevano ai fini che ci interessano sono quelli del Registrant, il soggetto che chiede a proprio nome la registrazione del dominio, e del Registrar 2, il fornitore di servizi che ha un contratto con il Registro in base al quale può gestire i domini.it per conto dei propri clienti. Nel caso di specie, come risulta dalla visura estratta dal Registro sopra indicato (doc.6), il Registrant è il Dr. A. A., mentre il Registrar è Dom. S.r.l. 1 Il maintainer è un fornitore di servizi che ha un contratto con il Registro (autorità che gestisce il registro dei nomi a dominio.it) in base al quale può gestire i domini.it in modalità sincrona o asincrona, in proprio o per conto dei suoi clienti. Il Registro non si occupa, infatti, di registrare direttamente domini per conto degli utenti finali. Ciascun maintainer, nella massima autonomia, offre servizi di ogni livello e prezzo, dalla semplice registrazione di un nome a dominio alla realizzazione di siti web, alla fornitura di connettività Internet, all erogazione di servizi altamente specializzati. Ogni maintainer stabilisce in autonomia anche i costi della registrazione e del mantenimento dei domini.it da addebitare ai propri clienti. Dal 1 gennaio 2011 è stata modificata la qualifica del maintainer il quale, in base alla nuova normativa, non può più interagire con il Registro in modalità asincrona ma deve utilizzare la modalità sincrona. Inoltre, da tale data, il nuovo soggetto che interagisce con il Registro assume la posizione di REG in luogo della precedente MNT e viene chiamato Registrar, terminolgia che sostituisce quella di maintainer. 2 Come detto nella nota che precede, il maintainer viene ora denominato registrar. Pagina n. 5

6 Quest ultimo è, quindi, il soggetto che interagisce con il Registro e che ha il potere di operare sul dominio. Ricapitolando: - il Registro è l autorità che custodisce il registro dei domini.it; - il Registrar (prima definito maintainer) è colui che in base ad un contratto con il Registro si occupa delle operazioni relative ai domini per conto proprio o dei propri clienti; - il Registrant è il soggetto che chiede la registrazione di un dominio (nel caso di specie il dr. A.) e che per tale operazione si deve rivolgere ad Registrar accreditato presso il Registro ovvero ad un fornitore di altri servizi che abbia un rapporto contrattuale con un Registrar 3. Tornando al caso che ci occupa, da quanto risulta dagli atti di causa - e la circostanza non è dalle parti contestata - il Dr. A. ha dato incarico a S. di realizzare il sito con tutte le caratteristiche descritte nel contratto e ha anche incaricato la stessa S. di registrare il dominio cosa che S. ha fatto interagendo con Dom. S.r.l., soggetto, come detto, accreditato presso il Registro ed in grado di effettuare dette operazioni. 4 Il Dr. A. non ha quindi alcun rapporto diretto con Dom. S.r.l. A questo punto appare quindi logico chiedersi come possa il Dr. A. ottenere il trasferimento del dominio presso altro maintainer senza la collaborazione di S. che ha, invece interagito con Dom. S.r.l. Ebbene, l operazione di trasferimento di cui si discute, correttamente da definirsi modifica del Registrar 5 (da distinguersi da quella della 3 S..COM non è un Registrar, per cui ha effettuato la registrazione del dominio del dr. A. rivolgendosi a sua volta al Registrar Dominiando S.r.l. 4 Si veda la nota che precede. 5 Art. 4.1 del Regolamento Assegnazione e gestione dei nomi a dominio nel cctld.it, versione 7.0 del 20 marzo Registrazione è l operazione attraverso la quale il Registrar esegue il relativo comando tecnico di creazione del nome a dominio per conto di un suo cliente o per conto proprio. È obbligo del Registrar comunicare al Registrante il codice codice authinfo associato al nome a dominio e mantenerlo informato di eventuali variazioni dello stesso authinfo associato al nome a dominio e mantenerlo informato di eventuali variazioni dello stesso. Pagina n. 6

7 pura e semplice registrazione iniziale del dominio) poteva, fino a poco tempo fa, essere eseguita con due modalità: la modalità definita sincrona e quella definita asincrona. La prima modalità, quella sincrona, consente di apportare direttamente on line e quindi in tempo reale le modfiche al dominio, compreso il suo trasferimento (recte modifica del registrar ) e richiede necessariamente la conoscenza del codice authinfo. Le operazioni su di un dominio.it in modalità sincrona vengono concluse in tempo reale e non richiedono l invio di alcuna documentazione cartacea. Durante il caricamento dell ordine di registrazione il cliente sottoscrive tramite check box (modulo on line) tutte le condizioni previste dal Registro Italiano per l accesso alla registrazione, le quali vengono tradotte in una LAR (Lettera di assunzione responsabilità) elettronica visualizzabile a fine ordine. La seconda modalità, quella asincrona, consentiva di eseguire le medesime operazioni mediante documentazione scritta compilata dall interessato ed inviata al maintainer e da questi al Registro. Le operazioni che erano da effettuare in modalità asincrona sono descritte nel documento, reperibile sul già richiamato sito del Registro, Gestione delle operazioni sui nomi a dominio nel cctld.it in modalità asincrona, Linee guida, versione 1.6 del 1 gennaio In detto documento, a pagina 30, punto 2.3, è contenuta la modulistica che poteva essere utilizzata anche per l'operazione di cui si discute di modifica del maintainer (MNT). Va tuttavia detto che questa modalità asincrona di operare è rimasta attiva ed utilizzabile solo per le operazioni relative a domini gestiti da maintenier secondo lo schema MNT 6, mentre per i domini gestiti da maintainer in posizione REG le operazioni in questione possono Modifica del Registrar è l operazione che permette ad un Registrante di variare il Registrar di un nome a dominio a lui assegnato. Il Registrante comunica al nuovo Registrar il codice authinfo associato al nome a dominio ed il Registrar esegue la richiesta di modifica. Può essere contestuale ad un operazione di Modifica del registrante. 6 Si veda in proposito la nota 2 in ordine alla innovazione del cambio del Maintainer da MNT a REG. Pagina n. 7

8 essere effettuate solo in modalità sincrona, ovvero direttamente on line, in tempo reale, modalità che, per quanto interessa ai fini della soluzione del quesito, presuppone la conoscenza del codice authinfo. Dalla visura relativa al dominio Sito.it emerge che il registrar Dom. S.r.l. interagisce con il Registro in modalità REG, pr cui le richieste dal dr. A. di modifica del registrar avrebbero potuto essere effettuate solo con modalità sincrona che richiede l utilizzo del codice di cui si discute. Questo non significa tuttavia che il Dr. A. non potesse fare a meno della collaborazione di S.. Egli, infatti, avrebbe potuto rivolgersi direttamente al maintainer (ora chiamato registrar) chiedendo tutte le informazioni necessarie alle operazioni che egli, in veste di titolare del dominio, aveva il diritto di compiere. Dom. S.r.l., in osservanza ai principi di correttezza e buona fede nonché alle norme di comportamento definite Norme di buona condotta sottoscritte nel rapporto con il Registro (doc. 7), avrebbe esaudito le sue richieste. Il dr. A. avrebbe quindi potuto, avvalendosi di altro fornitore di servizi, cambiare il maintainer o mantenere lo stesso maintainer chiedendo semplicemente che il dominio fosse trasferito dai server (servizio di hosting) di S. a quelli di altro fornitore di servizi. In aggiunta a ciò, va precisato che qualora il maintenier Dom. S.r.l. non avesse evaso la richiesta del dr. A., questi avrebbe avuto la possibilità di rivolgersi direttamente al Registro in base alle norma di accesso ai dati contenuta nei recenti regolamenti da tale ente emanati. L art del Regolamento in vigore all epoca dei fatti (doc.8) di causa prevede 7, invero, che ogni Registrar (ex maintainer), quando riceve una richiesta di accesso ai dati, la debba subito trasmettere al Registro entro cinque giorni lavorativi e che quest ultimo abbia facoltà di richiedere l invio di ulteriore documentazione ai fini del soddisfacimento della richiesta del terzo. Pagina n. 8

9 La prassi normalmente praticata dal Registro nel caso in cui il registrar non soddisfi le richieste avanzate dall avente diritto è quella di intervenire presso il registrar sollecitandolo ad adempiere. 8 In sostanza, il sistema, al pari di quelli che riguardano altri beni iscritti in registri pubblici, assicura al titolare del dominio.it la possibilità di effettuare sullo stesso le necessarie operazioni. A conclusione di questa indagine può inoltre essere utile ricordare che, come detto, S. non svolge funzioni di maintainer ma di semplice interlocutore per la gestione del dominio con il maintainer Dom. S.r.l. e che tale circostanza avrebbe potuto essere facilmente rilevata se non dallo stesso A. di certo dall eventuale nuovo fornitore di servizi o dal tecnico cui il dr. A. ha chiesto assistenza. 9 Le osservazioni del CTP di parte A. Il dott. Z. L., consulente di parte del dr. A., dopo aver affermato il dovere di S. di collaborare allo scopo di agevolare il trasferimento del dominio, pare ammettere l esistenza di una soluzione alternativa. Va tuttavia precisato che tale soluzione non consiste in un procedimento contenzioso, come sembrerebbe suggerire il termine ricorso utilizzato nella nota, bensì in un procedimento comunemente seguito in tutti i casi di impossibilità di ottenere lo stesso risultato interloquendo con il fornitore di servizi che ha registrato il dominio o con il registrar. * * * * * Quanto esposto, consente di rispondere in senso negativo al quesito se sia indispensabile il codice sorgente [recte authinfo] del sito per poter procedere al trasferimento del dominio e alla 7 Nel nuovo regolamento in vigore dal 20 marzo 2013 la norma è immutata nella numerazione e nel testo. 8 Il sottoscritto CTU ha avuto conferma direttamente dai funzionari incaricati della gestione del Registro di tale modo di procedere del resto è conforme a quanto previsto dai regolamenti. 9 Questo non toglie che nell ambito di una valutazione della correttezza contrattuale e della buona fede, alla quale i rapporti con i clienti dovrebbero ispirarsi, S..COM Pagina n. 9

10 pubblicazione di un nuovo sito Risposta alla prima parte del quesito a) se siano riscontrabili le inadempienze lamentate dal ricorrente; Per rispondere a questa domanda fornendo all Ill.mo Sig. Giudice gli elementi tecnici necessari alla decisione, il sottoscritto CTU ha estrapolato dal ricorso per articolo 700 c.p.c. del dr. A. le doglianze di seguito indicate e che hanno costituito il terreno del confronto con i consulenti di parte durante lo svolgimento delle indagini peritali: La frequenza di rimbalzo Il dr. A. afferma che la progettazione del sito non sarebbe stata effettuata correttamente con specifico riferimento alla frequenza di rimbalzo, troppo alta rispetto a quella ottimale. L accesso al sistema di statistiche Google Analitics 10 ha consentito al CTU di verificare, alla presenza dei consulenti di parte, la frequenza di rimbalzo del sito dalla data della sua pubblicazione in rete. Il dato verificato si aggira intorno al 50 60%. Per valutare la fondatezza del rilievo del ricorrente occorre premettere che la frequenza di rimbalzo (bounce rate) è la percentuale di visite che non vanno oltre la pagina, dopo di che il visitatore esce dal sito. Un bounce (in inglese rimbalzo ) avviene quando l'utente abbandona avrebbe potuto informare di tale facoltà il dr. A., fornendogli le informazioni necessarie al raggiungimento dello scopo dallo stesso richiesto. 10 Google Analitics è un servizio fornito gratuitamente, consultabile e fruibile esclusivamente attraverso la rete internet mediante credenziali riservate all utente che disponga di account Google. Il servizio di statistica consente di monitorare in tempo reale, con report che offrono diverse prospettive di analisi, i dati di accesso al sito da parte degli utenti della rete internet. I dati che questo servizio consente di visionare sono molteplici; quelli di maggior rilievo che possono in questa sede interessare attengono al numero delle pagine viste, al numero delle visite, al numero degli utenti unici assoluti per ogni mese, alla frequenza di rimbalzo, alla lingua degli utenti, alla zona geografica degli utenti, a dati tecnici di efficienza del sito quali frequenza di rimbalzo, pagine di uscita ecc. Il funzionamento di questo servizio presuppone che durante la costruzione del sito venga in ogni pagina dello stesso inserito il cd. codice di monitoraggio, costituito di varie righe di linguaggio di programmazione che svolgono la funzione di trasmettere a Google i dati necessari per la compilazione delle statistiche. Pagina n. 10

11 il sito entro pochi secondi dopo aver preso visione di una sola pagina. Vi sono una serie di fattori che contribuiscono alla frequenza di rimbalzo. I visitatori potrebbero abbandonare il sito dalla pagina da cui sono entrati in presenza di problemi di progettazione o di fruibilità del sito. I visitatori potrebbero anche lasciare il sito dopo aver visto una sola pagina se hanno in detta pagina trovato le informazioni di cui hanno bisogno e non hanno alcuna necessità o alcun motivo per visitare le altre pagine. Una frequenza di rimbalzo elevata può, quindi, essere causata da uno o da molti fattori di diverso tipo, tra cui: a) sito formato da una sola pagina: se il sito contiene una sola pagina, Google Analytics non registra visualizzazioni multiple della pagina, a meno che i visitatori non la ricarichino. Pertanto, generalmente, i siti composti da una sola pagina hanno una frequenza di rimbalzo elevata. b) architettura del sito: al fine di ottimizzare la frequenza di rimbalzo potrebbe essere necessario rinnovare la struttura delle pagine di entrata (o di destinazione) oppure ottimizzare tali pagine in modo che possano abbinarsi meglio ai termini di ricerca che conducono gli utenti al sito, agli annunci o alle parole chiave, ovvero modificare gli annunci o le parole chiave per riflettere meglio i contenuti della pagina. c) comportamento degli utenti; altri fattori possono essere attribuiti al comportamento del visitatore. Ad esempio, se un utente aggiunge una pagina del sito ai cd. segnalibri, la apre e successivamente esce, tale sequenza di operazioni può essere considerata un rimbalzo. Da quanto esposto appare evidente che la frequenza di rimbalzo dipende da moltissimi fattori quali la progettazione, i contenuti del sito, il tipo di sito, il comportamento degli utenti, le parole chiave utilizzate, la pertinenza del contenuto delle pagine con le parole chiave. Non è quindi possibile fornire un dato medio valido in assoluto in Pagina n. 11

12 ordine alla frequenza di rimbalzo, poiché tale dato dipende inevitabilmente dal tipo di sito, dai contenuti e dagli utenti che lo frequentano. Se per esempio un sito ha lo scopo di illustrare brevemente l attività svolta da un azienda, l utente, una volta acquisita l informazione abbandona il sito, ma questo di per sè non significa che la frequenza di rimbalzo sia eccessiva, perché in realtà la pagina e il sito hanno svolto la funzione per la quale sono stati progettati. Se invece il sito offre dei contenuti che richiedono al lettore una lettura che implica la consultazione di più pagine, allora la frequenza di rimbalzo sarà inferiore, perché i lettori sono comunque costretti ad andare oltre la prima pagina, ma questo non significa che i lettori abbiano trovato nelle varie pagine consultate l informazione che cercano. Per quanto riguarda il caso specifico, il sottoscritto CTU non ritiene che il sito del dr. A. abbia una frequenza di rimbalzo troppo elevata e ciò non solo in considerazione dei dati che verranno a breve esaminati, ma anche alla luce delle considerazioni svolte dal consulente di parte S. in ordine all utilizzo delle parole chiave ed allo scopo perseguito dalla progettazione del sito. Il dott. P. ha, infatti, spiegato che nel caso specifico lo scopo del progettista era di raggiungere l obiettivo della massima visibilità presso un pubblico quanto più possibile vasto, costituito non solo da coloro che fossero interessati esclusivamente alla attività del dr. A. (nella bozza inviata ai ctp chiamata di omissis ), ma anche da altri. Questa scelta, se da un lato consente di attirare un grande numero di visitatori, dall altro può comportare l immediato abbandono del sito da parte di molti di loro. Tuttavia, tenendo conto delle caratteristiche del sito e dello scopo perseguito, non si ritiene che una frequenza di rimbalzo del 50-60% sia eccessiva. Pagina n. 12

13 Come ha sostenuto anche Matt Quinn 11, nell ambito delle statistiche di web marketing, un dato del 50% è considerato accettabile mentre quello dell 80% è considerato critico e segno di una errata progettazione del sito web. 12 Le osservazioni del consulente di parte A. Sulla questione della frequenza di rimbalzo, il sottoscritto CTU conferma la propria valutazione iniziale anche alla luce delle osservazioni svolte per il ricorrente dal dott. L.. La frequenza di rimbalzo del 50% è un dato accettabile, generalmente ritenuto tale dagli esperti. I dati forniti dal dott. L. lo confermano. In ogni caso, di fronte alla dettagliata contestazione del consulente di parte, va detto che dagli atti non risulta che S. abbia assunto una specifica obbligazione in ordine alla frequenza di rimbalzo e tanto meno al tasso di conversione delle visite, per cui questi aspetti possono nel caso che ci occupa essere valutati con parametri di carattere generale quali quelli che il sottoscritto CTU ha esposto. * * * * * Con riferimento a questo specifico aspetto, è, quindi, possibile rispondere che la frequenza di rimbalzo del sito in esame rilevata in misura variabile dal 50 al 60% è adeguata e rientra nella media e che, in mancanza di specifica pattuizione, il dato non può essere ritenuto indice di una errata progettazione del sito o di una inadeguata attività di web marketing promotion Matt Quinn contributes to the Wall Street Journal's corporate finance blog. 12 According to Inc.com article: "As a rule of thumb, a 50 percent bounce rate is average. If you surpass 60 percent, you should be concerned. If you're in excess of 80 percent, you've got a major problem.", in così anche Matt Quinn in How to Reduce Your Website s Bounce Rate in 13 Most sites experience bounce rates between 50% and 60%, and these are considered perfectly fine bounce rates. La nota è tratta dal sito specialistico Internet Pagina n. 13

14 La eliminazione dei tag metatag keywords e metatag description Alcune delle inadempienze lamentate dal ricorrente possono essere verificate congiuntamente in quanto sostanzialmente riconducibili ad un unico fattore, quello della rimozione dalle pagine del sito dei tags 14, metatag keywords e metatag description, rimozione volontaria ed ammessa da S. nello stesso ricorso ed anche durante lo svolgimento delle indagini peritali. Le lamentele in questione attengono a: - inadeguato posizionamento del sito sui motori di ricerca conseguente alla rimozione dei tag sopra indicati; - modifica del codice sorgente del sito a causa della eliminazione, nel ricorso chiamata anche sottrazione, dei tag ridetti. Il ricorrente, quando parla di codice sorgente della pagina web, intende evidentemente riferirsi alle righe di codice che lo compongono, ovvero al linguaggio di programmazione in cui la pagina è scritta, linguaggio che comprende anche i metatag keywords e metatag description. 15 I codici in questione appartengono alla più ampia categoria dei tag html, che possono essere sinteticamente descritti come elementi di codici utilizzati per contraddistinguere determinate istruzioni e che possono essere accompagnati da una descrizione tipo description, marketing blog 14 In prosieguo il significato del termine. 15 Si è già detto che il codice sorgente propriamente detto è in realtà il testo di un algoritmo di un programma scritto in un linguaggio di programmazione da parte di un programmatore in fase di programmazione, testo che, per essere tradotto in un vero e proprio programma per elaboratore, deve essere trasformato in un programma definito eseguibile. Tuttavia, l evoluzione dei linguaggi di programmazione utilizzati per la composizione delle pagina web ha fatto sì che gli stessi offrano funzioni evolute e non di sola rappresentazione (mark up) così che possa giustificarsi l estensione del concetto di codice sorgente al codice html o assimilati. Un notevole contributo all utilizzo improprio di questa definizione per definire le righe di programma che compongono la pagine web è stato sicuramente dato anche dal fatto che la maggior parte dei programmi che consentono la visualizzazione lato client delle pagine web (i browser, quali Explorer, Safari, Chrome, Mozilla FireFox ecc.) contengono una funzione che consente di visualizzare il codice della pagina, funzione che è spesso denominata visualizza sorgente. Pagina n. 14

15 keywords, title ecc. 16 Nell ambito di questa indagine, interessano i meta tag description, keywords e title, i quali vengono utilizzati dai programmatori per favorire l indicizzazione delle pagine web da parte dei motori di ricerca. E infatti noto, che la maggior parte delle visite ai siti specialmente nella fase di start up - proviene dai motori di ricerca e solo in minima parte da visite dirette al sito. L obiettivo di chi programma un sito web con funzioni di marketing è quindi quello di fare in modo che il sito compaia tra i primi dieci risultati delle ricerche effettuate dagli utenti. Un corretto utilizzo dei codici di programmazione in esame può, quindi, fare una notevole differenza in termini di visibilità del sito, posto che i motori di ricerca classificano le varie pagine sulla scorta del loro contenuto ma anche rilevando i dati presenti nei tag di cui si discute. Più in particolare va detto che: il tag <TITLE> consente di inserire il titolo della pagina web. I Titoli sono molto importanti e dovrebbero contenere alcune delle keywords (parole chiave) usate. Molti motori infatti per classificare il sito web usano come keywords le parole inserite nel title tag insieme con le meta keywords Per una più approfondita spiegazione del termine si veda 17 Le meta informazioni sono quelle che vengono inserite nei vari tag, tra i quali i keyword e description e sono utili in diversi modi: a) facilitano l'indicizzazione. Utilizzando le meta informazioni si possono specificare quei caratteri come il genere, il tema, o il significato delle immagini che un essere umano è in grado di comprende, ma che una macchina non può estrarre dal semplice testo. Inoltre uno standard per le meta informazioni specifica la composizione e la collocazione di un certo nucleo di caratteristiche base che identificano un documento, come l'autore, il titolo e la data di pubblicazione. In questo modo è possibile recuperare tutti i documenti in base a criteri comuni. Con questi strumenti la catalogazione automatica svolta dai motori di ricerca può diventare precisa ed efficiente quasi come quella manuale. La creazione delle meta informazioni, infatti, è affidata ad esseri umani, mentre la macchina si limita solo a trovarle e ad inserirle in un database; b) facilitano la valutazione. Fornendo un certo numero di informazioni extratestuali le meta informazioni contribuiscono a caratterizzare un documento, e ne facilitano una corretta valutazione; c) specificano le condizioni d'uso. Possono includere le clausole Pagina n. 15

16 Il tag <DESCRIPTION> permette di specificare la descrizione del sito web e viene usato per evitare che i robot dei motori di ricerca (detti anche spider) si limitino ad acquisire quale descrizione del sito i primi 200 caratteri presenti nelle sue pagine. Questa descrizione è quella che sarà mostrata quando una ricerca conduce al sito web, descrizione che deve essere composta da non più di 200 caratteri in lunghezza perché i motori di ricerca ignorano la parte in eccesso. Il Tag <KEYWORD> è il più importante. Le keyword (parole chiave) possono arrivare fino a 1000 caratteri. E' importante non ripetere la stessa keyword troppe volte, per evitare che i motori le ignorino e non indicizzino il sito. E consigliabile inoltre specificare solo quelle parole che identificano in maniera univoca lo scopo del sito web, in modo tale da renderlo reperibile con maggiore probabilità rispetto a quanto cercato dagli utenti. Sulla scorta della sintetica descrizione che precede, è agevole affermare che i codici in questione svolgono un ruolo determinante nel raggiungimento dell obiettivo di ottenere per ogni sito un buon livello di visibilità; essi costituiscono pertanto un aspetto essenziale ed indefettibile di un sito che risponda alle più elementari regole di web sul diritto d'autore, specificando chi e in che modo può utilizzare quella risorsa, pagando quanto e a chi. Le meta informazioni possono essere costruite e associate alle risorse in molti modi diversi. Occorre quindi specificare degli standard che fissino delle regole. Al momento, a parte i meta tag dell'html, non c'è nessuno standard dominante. I meta tag sono un caso particolare di meta informazioni, ovvero di informazioni sulle informazioni. Ogni autore web ha la possibilità di inserire nell'intestazione della propria pagina alcune informazioni sulla pagina stessa, ad esempio un elenco di parole chiave, o una breve descrizione del contenuto. Questi dati non vengono mostrati dal browser ma possono essere letti dagli spider dei motori di ricerca. Il motore di ricerca, quindi, si limita a leggere queste informazioni e ad associarle al documento nel suo database. Questa è una strategia semplice ma estremamente potente perché permette di inserire informazioni che non potrebbero essere recuperate dagli spider. Non esiste, infatti, alcun modo automatico di ottenere un buon riassunto di un testo o di estrarne parole chiave che non siano già presenti al suo interno. Naturalmente, essendo gestiti dagli stessi autori i meta tag si prestano a distorsioni. A parte errori involontari, c'è chi inserisce tra le parole chiave parole non pertinenti ma molto richieste. L'operazione, nota col nome di spamming, serve ad aumentare il numero di contatti sul proprio sito, ad esempio per aumentarne l'appetibilità quale spazio pubblicitario. Imparare ad usare i Meta tag è indispensabile per ottenere un elevato posizionamento nelle liste dei risultati della ricerca nella maggioranza dei motori. Pagina n. 16

17 marketing, poiché la loro mancanza o il loro uso errato hanno una diretta conseguenza sulle modalità di visita del sito ed in definitiva sulla sua fruizione da parte degli utenti della rete. E possibile quindi affermare che il corretto utilizzo di questi codici è essenziale per la Search Engine Optimization (SEO - Ottimizzazione per i motori di ricerca). Quanto ora affermato è anche provato dagli esiti delle indagini svolte dal CTU in presenza dei consulenti di parte. Dalla stampa del report di Google Analitcs relativo al sito oggetto di indagine acquisita durate dette operazioni (consultabile ed in ogni momento riproducibile accedendo al servizio con le credenziali fornite da S.) appare evidente che dal luglio 2012 in poi, da quando cioè S. ha tolto dalle pagine del sito i tags di cui stiamo parlando, le visite al sito si sono ridotte ad un terzo di quelle registrate nel periodo precedente. Dal luglio 2011 al luglio 2012 le visite erano di al giorno, con alcune punte anche di 1000, mentre nel periodo successivo alla rimozione dei tags si sono improvvisamente ridotte a circa 300 al giorno, con rarissime punto di al giorno (doc.9). Il dato in questione non è contestato dalla resistente, la quale sostiene che la eliminazione dei tags è stata effettuata in base ad un preciso diritto ad essa riconosciuto dal contratto stipulato con il dr. A.. * * * * * Con riferimento alla sussistenza di quanto lamentato dal ricorrente dr. A. in ordine alla eliminazione dei tag che facilitano la indicizzazione delle pagine del sito presso i motori di ricerca la risposta al quesito è, pertanto, affermativa. Per quanto attiene alle conseguenze sulla visibilità del sito della iniziativa posta in essere da S., al dato numerico della diminuzione Pagina n. 17

18 delle visite di cui si è riferito, va aggiunto che non può essere escluso l ulteriore danno derivante dal fatto che la permanenza nel tempo del sito in rete con un certo numero di risultati positivi in termini di visite costituisce nella maggior parte dei casi un fattore di per sé stesso incentivante le future visite. Questo significa che il periodo che intercorre dal luglio al 2012 ad oggi, durante il quale le visite si sono ridotte, può ritenersi produttivo di un danno nel tempo consistente in una risposta inferiore in termini di web marketing. Questo effetto è la diretta conseguenza del fatto che i motori di ricerca, all'interno dei risultati di ogni ricerca svolta dagli utenti, tendono ad attribuire una migliore posizione ai siti più visitati i quali, per ciò solo, incrementano e migliorano il posizionamento e di conseguenza le future successive visite. Sotto questo profilo può, quindi, essere valutata con una certa attenzione la richiesta di ripristino urgente dei codici avanzata dal ricorrente. E questa ipotesi parrebbe ancora più avvalorata dai dati raccolti, i quali evidenziano un aumento di visite nell anno 2012 e quindi un trend positivo che è stato bruscamente interrotto nel luglio del 2012 a causa della rimozione dei tags di cui si è più volte detto. A questo punto è però necessario riferire che S. afferma che la compilazione dei tags è frutto dell opera dell ingegno dei suoi programmatori e come tale coperta dal diritto di autore. Questo, secondo la prospettazione contenuta anche nella memoria difensiva, consentirebbe a S. di ritenersi proprietaria di tali codici e, sulla base di apposita clausola presente nel contratto stipulato con il dr. A., di rimuoverli una volta che il committente dovesse rendersi inadempiente agli obblighi assunti o recedere dal contratto. Come è agevole constatare, la creazione di questi tags consiste nel compilare il campo description e keywords con parole che, allo scopo Pagina n. 18

19 di rendere visibile il sito e di cui si è già detto nei paragrafi che precedono, abbiano il più possibile attinenza ai contenuti delle relative pagine, in modo che il visitatore, attratto dal percorso semantico attuato dal motore di ricerca, trovi in ogni pagina concreti riferimenti a quanto prospettato dalle parole e dalla descrizione contenute nei tags. La compilazione di queste righe di codice richiede, quindi, competenza tecnica ed esperienza di web marketing, acquisibili mediante la frequentazione di appositi corsi e perfezionabile grazie al supporto offerto da risorse reperibili in rete. 18 Che la creazione dei tags in esame comporti capacità, impegno e competenza professionale è fuor di dubbio, ma il sottoscritto CTU non ritiene che il risultato di tale opera presenti il requisito della creatività richiesto dalle norme di cui agli artt. da 1 a 5 della legge sul diritto d autore e che su di esse possa quindi formarsi la proprietà intellettuale con tutte le conseguenze di carattere giuridico che questo comporta per quanto concerne la fruizione dei relativi contenuti. Accantonata dunque questa ipotesi, è possibile affermare che l attività di S. è di natura tecnica ed è prestata al dr. A. sulla scorta di apposito contratto. Se così è, se si eslude cioè che S. sia proprietaria dei codici compilati nell ambito della attività di web marketing promotion svolta a favore del dr. A., riesce difficile ritenere che sia legittima l operazione di rimozione dei codici da un sito che era ed è a tutti gli effetti di proprietà del committente dr. A.. Tuttavia, con riguardo a questo specifico aspetto, la cui valutazione compete esclusivamente all'ill.mo Signor Giudice, il sottoscritto CTU si permette di richiamare l attenzione sul contenuto della clausola n. 8 del contratto prodotto da S. 19, la quale, dopo aver affermato che S. è 18 Tra le più note, la comunità SeoMoz, reperibile all indirizzo oltre a specifica documentazione fornita da Google, anche tramite i suoi forum, per i fruitori dei servizi Google Analitics e Google AdSense. 19 Doc. n. 1 di parte S..COM. Pagina n. 19

20 proprietaria dei LINK-Site e degli applicativi e della programmazione generate in funzione dei servizi di web marketing e web promotion, precisa che "S. si riserva il diritto di sospendere la pubblicazione del relativo Link-Site o di intervenire sul sito del cliente per prelevare gli applicativi e la programmazione generati. La parte della clausola sopra riportata potrebbe forse legittimare l'intervento che S. ha posto in essere sul sito prelevando i tag di cui si è più volte detto. Le osservazioni del consulente di parte S. Su questo aspetto, il dott. P., consulente della società resistente, dopo aver ribadito, come affermato anche nella memoria difensiva, di aver interrotto i servizi di web marketing a causa dell inadempimento del dr. A., sostiene che il calo delle visite registrato dal luglio del 2012 non può attribuirsi solo alla rimozione dei tag ma anche alla rimozione del collegamento offerto al sito in questione da quello di S. Il dott. P. sostiene che questo aspetto sarebbe dimostrato dal fatto che il sito S. è il principale referral del sito A. Sul punto il CTU rileva che l affermazione è smentita proprio dai dati relativi ai siti referral rilevabili dalle statistiche Google Analitics del sito Primi di illustrare brevemente tali dati, va precisato che i siti referral rientrano nel più ampio concetto di sorgenti di traffico, ovvero di quei siti che sono in grado di convogliare a loro volta il traffico degli utenti della rete verso altri siti. Siti referral molto noti possono essere famosi blogs, facebook, twitter ecc., tutti quei siti i cui contenuti rimandano per i più disparati motivi ad altri siti. Nel caso che ci occupa, la statistica rilevata dal maggio 2010 al giugno 2013 evidenzia che su visite totali solo il 3,99% proviene da tutti i siti referral (doc. 10) e che benché il sito S. sia il maggiore referral, il traffico dallo stesso proveniente è solamente dello 0,97% del totale (doc. 11). Pagina n. 20

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