Grano tenero, grano duro e orzo: qualità nel complesso discreta

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1 In Emilia Romagna si conferma nel 2003 una consistente dinamica varietale Grano tenero, grano duro e orzo: qualità nel complesso discreta di C. Corticelli (1), A. Ferraresi (1), M. Marchesini (1), B. Silvi Antonini (1), E. Mattioli Valle (1), L. Molendini (1), L. Roversi (1), S. Ciuffoli (1), M. Tabarroni (1), A. Villani (2), G. Avoni (2), A. De Montis (3), L. Mazza (4), M. Zuppiroli (5) Soft wheat s, hard wheat s and barley: the quality is generally good La qualità del raccolto 2003 ha avuto una variabilità di risultati nelle diverse aree monitorate, dovuta prevalentemente all andamento meteorologico dell annata, caratterizzato dalla siccità e dalle elevate temperature del periodo primaverile-estivo. I risultati qualitativi non hanno subito grosse penalizzazioni. indagine sulla qualità del frumento tenero, duro e orzo che presenta i risultati relativi al raccolto 2003 in Emilia Romagna, è stato finanziato dalla Regione E- milia Romagna, dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Bologna, attraverso la Società Produttori Sementi, propria Società Strumentale, e coordinato dell Associazione Interprofessionale Cerealicola (ASS.IN.CER.). Questo monitoraggio, il nono consecutivo per il frumento tenero (l ottavo per il frumento duro, e il settimo per l orzo), realizzato da ASS.IN.CER. con la collaborazione di altri enti e strutture, è stato condotto secondo la metodologia definita dal Dipartimento di E- conomia - Sezione di Economia A- groalimentare dell Università degli Studi di Parma che ha anche fornito gli elenchi delle aziende da campionare. Alla raccolta dei campioni e delle schede che li accompagnavano hanno concorso, oltre ad ASS.IN.CER., altre organizzazioni (Consorzi Agrari Provinciali ed Interprovinciali, Federazione Nazionale Commercianti prodotti per l agricoltura - COMPAG). Sui campioni così raccolti e successivamente preparati da ASS.IN.CER., sono state realizzate le analisi qualitative previste dal protocollo da parte dei laboratori di AGER - Borsa Merci di Bologna e del CONASE di Conselice (RA). In totale sono state monitorate 337 a- ziende e analizzati 507 campioni: 370 di frumento tenero, 73 di frumento duro, 64 di orzo. Le aree monitorate sono le seguenti: Zona A: Pianura romagnola - Comprende le aree di pianura della provincia di Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna e l area di pianura del Comprensorio imolese (BO). Zona B: Pianura deltizia - Comprende la provincia di Ferrara con esclusione dei comuni a occidente di Ferrara. Zona C: Pianura centrale emiliana - Comprende la pianura delle province di Bologna (escluso l imolese), Modena ed i comuni ferraresi non compresi nella zona B. Zona D: Pianura occidentale emiliana - Comprende la pianura delle province di Reggio Emilia, Parma e Piacenza. Zona E: Collina romagnola - Comprende l area collinare delle province di Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna e Bologna. Zona F: Collina emiliana - Comprende l area collinare delle province di Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza. 41

2 L andamento meteorologico Nonostante le avverse condizioni climatiche del periodo autunnale, caratterizzate da piogge abbondanti, abbiano ritardato le operazioni colturali di preparazione del letto di semina, per il frumento tenero e duro, l operazione di semina è avvenuta in generale nei tempi previsti. In alcuni casi, le elevate precipitazioni verificatesi da novembre a gennaio hanno danneggiato lo sviluppo vegetativo del frumento e dell orzo. Le basse temperature dei mesi invernali non hanno determinato particolari danni da freddo. La gelata verificatasi in aprile può avere influito negativamente sulla fertilità delle spighette. Le elevate temperature dei mesi di maggio e giugno hanno condizionato negativamente la fase di accumulo e, conseguentemente, la potenzialità produttiva del frumento tenero e duro, mentre non ci sono stati danni nel caso dell orzo. Orzo Grafico n.1 Il panorama varietale Anche quest anno la varietà maggiormente coltivata rimane Baraka con una superficie pari al 40,3% di quella regionale; seguono Federal, Amillis e Duchess; Federal non ha subito variazioni di rilievo (da 10,1% a 10,3%), mentre Amillis e Duchess sono aumentati in modo consistente rispetto al Express ha subito una notevole riduzione (da 15% a 4.8%); Aliseo, Siberia, Prosa e Arda sono generalmente diminuiti. Marjorie e Sonora sono aumentati. (Grafico n. 1) Considerando l andamento negli anni delle principali varietà coltivate nella Regione, rileviamo una dinamica varietale molto consistente: dal 1998 al 2003 Baraka risultata la varietà maggiormente coltivata, dimostrando un costante e continuo aumento, con un lieve calo soltanto nel 2001; quest anno occupa una superficie maggiore rispetto a tutti gli anni monitorati; Pilastro è caratterizzato da un andamento abbastanza variabile, con un deciso calo nel 1999, un incremento consistente nel 2000 nel 2001, infine un ulteriore calo nel 2002 e 2003; Express ha mantenuto valori abbastanza costanti nei diversi anni considerati, calando in modo consistente nel I risultati delle analisi qualitative Prima di procedere all esame puntuale dei dati dell annata in corso, è interessante osservare l andamento di alcuni dei parametri più significativi negli anni monitorati ed effettuare un confronto tra le varietà distiche e polistiche. Tale confronto, realizzato sulla base dei risultati medi regionali per ciascun anno monitorato, è basato sui seguenti parametri: Proteine: la riduzione del contenuto proteico in termini percentuali, non è da attribuire all andamento meteorologico negativo, che non ha influenzato particolarmente questa coltura, quanto più probabilmente all aumento del peso semi, del peso ettolitrico e dei calibri. I valori più elevati nel 2000 sono causati dai fenomeni di allettamento che hanno determinato una maggiore percentuale di semi striminziti e un conseguente aumento del tenore proteico, sempre in termini percentuali. Peso semi: per entrambi i gruppi (distici e polistici) il parametro in esame fa rilevare valori inferiori del peso semi nel 1999, un aumento nel 2000 ed un successivo calo nel 2001 e 2002, probabilmente a causa dei problemi già evidenziati (allettamenti e problemi fitopatologici). La riduzione è più accentuata nei polistici, probabilmente per l assenza della varietà Nikel nel Quest anno, le migliori condizioni climatiche verificatesi soprattutto nella fase di riempimento della cariosside, hanno determinato un aumento del peso semi sia per i distici sia per i polistici. Calibri: l andamento meteorologico negativo (allettamenti) verificatosi nel 1999 ha causato, per tutte le varietà, una sensibile riduzione del- 43

3 la percentuale delle cariossidi con calibro maggiore di 2,5 mm; si è registrata una lieve riduzione del valore anche nel 2001 e Quest anno i valori sono aumentati (proporzionalmente alle caratteristiche intrinseche dei due gruppi), poiché la minore altezza della pianta e conseguentemente l assenza di allettamento, ed il ridotto accestimento hanno determinato una spiga con semi più grossi e numerosi. Peso specifico apparente: l andamento dell ultimo triennio è abbastanza costante, con valori più elevati per gli orzi distici, che confermano la maggiore uniformità del seme dei distici rispetto ai polistici; i polistici fanno registrare una riduzione più accentuata del parametro nel 2002, (probabilmente a causa dell assenza di Nikel), mentre quest anno si rileva un aumento, determinato dall andamento meteorologico positivo già illustrato. Relativamente ai dati forniti quest anno, vengono mostrati i seguenti risultati: Distici Hanno evidenziato un peso ettolitrico ottimo, un peso semi e un valore dei calibri elevato; valori proteici nella media per queste varietà. Polistici Hanno evidenziato un peso ettolitrico simile a quello degli orzi distici, un buon peso semi e un valore dei calibri abbastanza elevato. Il valore delle proteine non è particolarmente alto ma nella media per queste varietà. Conclusioni Il panorama delle varietà coltivate: anche per il 2003 il monitoraggio della qualità dell orzo ha evidenziato una dinamica varietale molto consistente. Gli aspetti qualitativi - I risultati qualitativi si possono considerare complessivamente ottimi con risultati mediamente superiori rispetto ai precedenti anni monitorati. Frumento duro Il panorama varietale Nel 2003 la varietà maggiormente coltivata è Neodur con una superficie pari al 37,2% di quella regionale e non più Baio che ha fatto registrare una diminuzione consistente rispetto allo scorso anno (da a 19,5% a 1,6%). Seguono nell ordine S. Carlo, Duilio e Orobel; S.Carlo ha più che raddoppiato la propria superficie ( da 7,4% a 19,4%), mentre Duilio e Orobel sono diminuiti rispettivamente da 16% a 12,5 e da 13,4% a 8,6%. Vitron e Vitromax sono aumentati. Latino e Creso sono diminuiti notevolmente. (Grafico n. 2) Se consideriamo l andamento negli anni delle principali varietà coltivate nella regione, rileviamo una dinamica varietale molto consistente: dal 1996 al 2003 Neodur è risultata tra le varietà più coltivate; quest anno occupa una superficie maggiore rispetto a tutti gli anni monitorati; Duilio è caratterizzato da un andamento abbastanza variabile, con cali nel 1997 e 1999, incrementi consistenti nel 2000 e 2001 ed infine un Grafico n.2 ulteriore calo negli ultimi due anni; Appio, che nel 1997 era la terza varietà maggiormente coltivata, è calata progressivamente. S. Carlo è diminuito dal 1999 al 2001, ma è aumentato molto nell ultimo biennio; quest anno è la seconda varietà maggiormente coltivata (19,4% dopo Neodur con il 37,2). Baio è aumentato in modo consistente dal 2000 al 2002, ed è calato nel I risultati delle analisi qualitative Prima di procedere all esame puntuale dei dati dell annata in corso, è interessante osservare l andamento e il confronto di alcuni dei parametri più significativi negli anni monitorati. Questo andamento è stato realizzato in base ai risultati medi regionali per ciascun anno monitorato, ed è stato realizzato sui seguenti parametri: Proteine: quest anno il dato medio è sostanzialmente basso, 12,8%, appena superiore soltanto al valore registrato nel 1997 (12,6%), elemento riscontrato anche nelle altre regioni italiane. I valori più elevati registrati nel 1998, 1999 e nel 2000 sono più alti per la presenza di semi piccoli e striminziti. 45

4 Grafico n.3 Peso semi e Peso Specifico Apparente: quest anno si rilevano valori buoni per il Peso semi. L andamento meteorologico non particolarmente positivo ha determinato negli anni 1999 e 2000 valori leggermente più bassi del Peso semi. Il fenomeno è confermato anche dai valori più bassi del peso ettolitrico per l anno 1999 (77,2 g mentre negli altri anni monitorati è sempre stato maggiore a 80 g) Relativamente ai dati forniti quest anno, vengono mostrati i seguenti risultati: Il peso ettolitrico e il peso semi sono molto buoni per tutte le varietà. Il tenore proteico è buono per S. Carlo e Neodur, medio per Duilio, e al limite dell accettabilità (norma UNI 10709) per Orobel che presenta anche elevati valori di bianconatura. L elevata percentuale di semi volpati (valore medio tra i più elevati negli anni monitorati) presentata da Neodur e Orobel è un elemento negativo da evidenziare. Si rilevano, invece, valori elevati dell Indice di giallo per tutte le varietà indicate e valori medi per Duilio. I valori dell Indice di glutine confermano l elevata qualità di S. Carlo e la minore qualità di Neodur. Complessivamente, i dati dimostrano che S. Carlo è la varietà con i migliori risultati per peso ettolitrico, proteine, indice di glutine e con la percentuale più bassa di semi bianconati e volpati. Conclusioni Il panorama delle varietà coltivate: il monitoraggio della qualità del frumento duro ha evidenziato anche nel 2003 una dinamica varietale molto consistente. Gli aspetti qualitativi: i risultati qualitativi relativi alle caratteristiche merceologiche si possono complessivamente migliori rispetto ai risultati ottenuti per quelle tecnologiche. Frumento tenero Il panorama varietale Anche nel 2003, la varietà maggiormente coltivata è Mieti con una superficie pari a 26,0 %, maggiore rispetto al 2002 (18,4%). Dopo Mieti, a seguire ritroviamo Serio e Nobel, che insieme alla prima occupano il 49,5 % della superficie regionale. Serio è diminuito rispetto al 2002 (da 15,8% a 10,3%), mentre Nobel è aumentato (da 8,3% a 10,3%). Centauro ha pressoché dimezzato la propria superficie (da 11,2% a 5,3%). Vaiolet è lievemente diminuita (da 4,8% a 4,5%). Sagittario non ha subito variazioni. Bolero è aumentato. Isengrain e Guadalupe sono diminuiti in modo consistente. (Grafico n. 3) Considerando l andamento negli anni delle principali varietà coltivate rileviamo una dinamica varietale consistente, in particolare: 1) Centauro è risultata la varietà maggiormente coltivata dal 1995 al 1998, mentre nel 1999 è stato superato da Mieti e nel 2000 da Serio; nell ultimo triennio ha ulteriormente ridotto la propria superficie facendo registrare un lieve aumento nel ) Mieti ha mostrato un costante e progressivo aumento fino al 1999, un lieve calo nel 2000 ed un aumento nel 2003, confermandosi nuovamente la varietà maggiormente coltivata. 3) Serio ha avuto un costante e progressivo aumento fino al 2001, è stata la varietà maggiormente coltivata nel 2000 e nel 2001, mentre nell ultimo biennio è stata superata da Mieti. 4) Nobel, la seconda varietà maggiormente coltivata negli anni 1995, 1996 e 1998, è calata fino al 2001 e lievemente aumentata nell ultimo biennio. I risultati delle analisi qualitative Mieti: varietà di tipo panificabile a tessitura medium, conferma mediamente tali caratteristiche, evidenziando un buon peso ettolitrico e valori complessivamente discreti per tutti i parametri considerati. Relativamente alle singole zone, la Pianura Romagnola, la Pianura Centrale Emiliana e la Pianura Deltizia 47

5 hanno fatto registrare buoni risultati, anche se nella Pianura Deltizia si evidenziano valori più bassi per l Indice di Sedimentazione in SDS. Nella Pianura Occidentale Emiliana sono stati rilevati valori elevati per il contenuto proteico e per l Indice di sedimentazione in SDS, anche se l hardness è più prossimo a quello di una varietà a tessitura hard. Nella Pedecollina Romagnola si registrano valori leggermente più bassi per il contenuto proteico. Serio: varietà di tipo panificabile a tessitura della cariosside medium ; conferma mediamente le caratteristiche della classe di appartenenza, evidenziando un buon peso ettolitrico. Gli altri valori sono complessivamente soddisfacenti, anche se l hardness è abbastanza elevato per una varietà a tessitura medium. Relativamente alle singole zone le migliori caratteristiche qualitative sono state registrate nella Pianura Centrale Emiliana. Nella Pedecollina Romagnola sono stati rilevati valori elevati relativamente al contenuto proteico e al peso semi, anche se l hardness è prossimo a quello di una varietà hard. Nella Pianura Romagnola sono stati rilevati valori mediamente più bassi per il Peso Ettolitrico; nella Pianura Deltizia per l Indice di Sedimentazione in SDS e nella Pedecollina Emiliana per il contenuto proteico e per l indice W. Nobel: varietà di tipo panificabile a tessitura soft ; conferma mediamente tali caratteristiche, anche se il valore dell hardness è più prossimo a quello di una varietà a tessitura medium. Relativamente alle singole zone le migliori caratteristiche qualitative sono state registrate nella Pianura Centrale Emiliana. Nella Pedecollina Romagnola si segnalano valori più elevati del Peso Ettolitrico e dell Indice di Sedimentazione in SDS. Centauro: è una varietà di tipo panificabile a tessitura soft che ha fornito risultati complessivamente soddisfacenti. Le zone che hanno fatto registrare le caratteristiche qualitative migliori sono la Pianura Centrale Emiliana e la Pianura Occidentale Emiliana. La Pianura Romagnola mostra valori più elevati per il Peso semi, mentre nella Pianura Deltizia si registrano valori più bassi per il contenuto proteico e per l Indice di Sedimentazione in SDS. Vaiolet: frumento panificabile a tessitura hard, in linea con le caratteristiche qualitative della classe di appartenenza. Relativamente alle singole zone, nella Pianura Deltizia si segnalano valori elevati per il contenuto proteico e per il peso semi; nella Pianura Centrale Emiliana valori più elevati dell Indice di Sedimentazione in SDS. Nella Pianura Occidentale Emiliana si segnalano valori del peso semi e del contenuto proteico leggermente inferiori. Sagittario: frumento di forza a tessitura medium che conferma mediamente queste caratteristiche, anche se mostra un contenuto proteico non particolarmente alto e un valore di hardness abbastanza elevato. Nelle singole zone: si segnalano valori più elevati nella Pianura Romagnola relativamente a proteine, Indice di Sedimentazione in SDS e Peso semi, e valori più bassi per gli stessi parametri nella Pedecollina Romagnola. Conclusioni Il panorama delle varietà coltivate : il monitoraggio della qualità del frumento tenero ci ha consentito di valutare, quantificandola, l offerta varietale nelle differenti classi, una offerta che estremamente differenziata in funzione delle aree produttive cui si fa riferimento. Si conferma quindi, come negli anni precedenti, una consistente dinamica varietale. Gli aspetti qualitativi: la qualità del raccolto 2003 risulta complessivamente discreta anche se si è rilevata una variabilità dei risultati nelle diverse a- ree monitorate, dovuta prevalentemente all andamento meteorologico dell annata, caratterizzato dalla siccità e dalle elevate temperature del periodo primaverile - estivo. In particolare, le caratteristiche qualitative del frumento tenero raccolto nel 2003 presentano, rispetto ai valori medi varietali ottenuti nei precedenti monitoraggi, buoni pesi ettolitrici e del peso semi in linea con le medie varietali; in particolare il peso ettolitrico è sempre maggiore di 77, ad eccezione di Eureka. I contenuti proteici sono leggermente inferiori, sia rispetto alle medie varietali sia rispetto all anno precedente mentre l Indice di sedimentazione in SDS ha dato risultati generalmente in linea con le medie varietali. La durezza del seme è mediamente in linea con le caratteristiche varietali, anche se più elevato in alcuni casi; per quanto riguarda l indice di Hagberg non si sono verificati fenomeni di pregerminazione. I dati alveografici sono mediamente in linea con le medie varietali. (1) Associazione Interprofessionale Cerealicola (ASSINCER) (2) AGER - Borsa Merci di Bologna (3) Società Produttori Sementi (BO) (4) Consorzio Nazionale Sementi (CONASE) (5) Istituto di Economia Agraria e Forestale - Università degli Studi di Parma. Relazione presentata a GranoItalia il 26 settembre scorso a Bologna. 49

6 Dati relativi agli investimenti - Campagna 2003/2004 La competitività della filiera di grano duro nazionale di Carla Donnini - Resp. Nazionale Ufficio seminativi della CIA Hard wheat s competition in Italy Il tavolo interprofessionale diventato ufficiale lo scorso maggio, ha contribuito a migliorare le norme previste dalla riforma PAC per il grano duro, riuscendo a contenere, per le aziende agricole che coltivano grano duro nelle zone tradizionali, le conseguenze negative derivanti dalla riduzione dell aiuto supplementare. ella campagna 2003/2004, secondo i dati AGEA delle domande PAC, le colture (Cerealicole Oleaginose Proteiche) seminate in Italia hanno interessato circa aziende che hanno investito una superficie complessiva di circa ettari. Pertanto, la superficie ammissibile ai pagamenti dei singoli produttori non sarà ridotta, considerato che anche lo stabilizzatore finanziario è stato usufruito per il 95,11%. Il cereale principe Il grano duro conferma la sua posizione di cereale principe, infatti risultano coltivati ettari pari al 39,71% del totale (di cui con aiuto supplementare delle zone tradizionali ha e ha delle zone non tradizionali. Anche quest anno, quindi si verificherà una riduzione conseguente al supero della SMG di ettari; in particolare le regioni che subiranno una notevole riduzione dell aiuto supplementare sono: l Umbria (-50,90%), la Sardegna (-23,67%), la Toscana (-20,83%), le Marche (-15,06%) il Lazio (-13,54%). La Puglia e la Sicilia subiranno una riduzione minima, infatti l aiuto spettante risulta rispettivamente di 340,38 6/ha e 340,49 6/ha. La produzione si è attestata a circa tonnellate registrando un calo di circa l 8% rispetto alla scorsa campagna. Dai numeri predetti si evince che il grano duro non può non mantenere il suo primato, ma dalle prospettive e dalle conseguenti sfide derivanti dall applicazione della nuova PAC è indispensabile puntare sul miglioramento di 4 punti cardine, senza i quali sarà difficile competere con un mercato sempre più allargato. I quattro punti cardine 1. Una maggiore aggregazione dell offerta; 2. Il miglioramento della qualità; 3. Lo stoccaggio differenziato in base a parametri qualitativi richiesti dal mercato; 4. Il riconoscimento economico della qualità. Valorizzare il comparto Gli strumenti volti a valorizzare il comparto del grano duro sono già stati individuati ed, in parte, avviati: 1. la costituzione di un polo unitario cerealicolo fortemente voluto dalle Organizzazioni professionali agricole, dalle centrali cooperative e da Assocap che ha fatto nascere il 13 febbraio 2003, dalla confluenza di alcune U- nioni già riconosciute (Uiaprof e Unisol), l Unione seminativi, il cui statuto è già stato approvato dal MIPAF; 51

7 2. l avvio ufficiale, dal mese di maggio 2003, di un tavolo interprofessionale finalizzato alla costituzione di un organismo interprofessionale per la valorizzazione della filiera del frumento tenero e duro nazionale. Principali scopi ed obiettivi dell Unione seminativi Le cooperative, associazioni e Consorzi agrari soci dell Unione, in tutto 41, sono presenti in tutte le regioni interessate ai seminativi. Scopi dell Unione sono: di indirizzo e coordinamento, di promozione e di realizzazione di servizi volti a favorire il miglioramento della qualità e a valorizzare le produzioni di cereali e proteoleaginose. In questi primi mesi di attività l Unione seminativi si è maggiormente dedicata all accreditamento presso le Istituzioni pubbliche ed ha implementato collaborazioni con Enti pubblici ed Istituti di ricerca già esistenti (Ismea e ISC). L Unione, inoltre, negli anni passati, come Uiaprof, ha già realizzato una serie di interventi finalizzati al miglioramento qualitativo delle produzioni e ad un più efficace raccordo di filiera attraverso l attuazione di due progetti (SRAI1 e SRAI2) attraverso i quali è stata creata una rete di laboratori di a- nalisi veloci che ha consentito di migliorare il livello di conoscenza della qualità del grano prodotto. Ora l Unione seminativi, con l allargamento della base sociale, è diventata maggiormente rappresentativa a livello nazionale sia in termini di quantità ma anche di prodotti e, per questo motivo, ha presentato al MIPAF un terzo progetto, denominato Rete qualità seminativi. Rete qualità seminativi Il progetto intende: ampliare e potenziare la rete di rilevazione rapida della qualità dei cereali stoccati, in particolare per il grano duro; mettere in rete le strutture nuove socie dell Unione, già in possesso della strumentazione idonea; estendere la rete ad altri cereali commercializzati dai soci, in particolare mais e frumento tenero; accrescere la quantità di prodotto o- mogeneo, differenziato sulla base delle caratteristiche qualitative maggiormente richieste dal mercato; accrescere la finalizzazione delle informazioni gestite nella rete a supporto del miglioramento della qualità delle produzioni e della loro commercializzazione. Ruolo del tavolo interprofessionale Il tavolo interprofessionale è stato costituito principalmente per individuare gli interessi comuni agli operatori agricoli ed industriali, in particolare per concordare le azioni volte a salvaguardare la produzione nazionale di frumento, assicurando un adeguato reddito per tutti i soggetti della filiera. Certamente, questo tavolo, nell ambito del quale sono stati istituzionalizzati i rapporti con l industria molitoria, ha contribuito a migliorare le norme previste dalla Riforma della PAC per il grano duro, riuscendo a contenere, per le aziende agricole che coltivano grano duro nelle zone tradizionali, le conseguenze negative derivanti dalla riduzione dell aiuto supplementare. Organismo interprofessionale Ora, però, è giunto il momento di rafforzare il tavolo interprofessionale trasformandolo in un Organismo interprofessionale e di avviare le a- zioni utili per ottenere il riconoscimento ai sensi di quanto previsto nel D.L.228/01 e nel decreto interministeriale. L Organismo interprofessionale dovrà: promuovere gli accordi interprofessionali nazionali, intesi come accordi quadro; supportare la conclusione di accordi contrattuali di bacino, attraverso anche la sottoscrizione di contratti di coltivazione e vendita volti a riconoscere valore aggiunto alla qualità delle produzioni; monitorare l effettiva applicazione degli accordi tramite la creazione dei necessari supporti operativi; favorire l attuazione di protocolli di coltivazione per migliorare la qualità nelle commodities sia in termini di parametri intrinsechi alla coltura sia in termini di qualità dei servizi (campionamento, analisi, stoccaggio differenziato); favorire la trasparenza del mercato attraverso interventi ad hoc che migliorino i rapporti contrattuali, un esempio per tutti: la revisione del metodo di formazione del listino delle Borse merci nazionali. Il futuro della PAC La politica agricola dei prossimi anni non è più intesa come un mero approvvigionamento dei mercati ma è tesa ad espandere il ruolo multifunzionale dell agricoltura che avrà, sempre più, funzioni mirate a: 1. realizzare produzioni di qualità secondo le esigenze del mercato; 2. adottare comportamenti di coltivazione rispettosi dell ambiente; 3. garantire la sicurezza alimentare dei consumatori. È indubbio, quindi, che è di vitale importanza, nello scenario futuro, favorire la competitività dell impresa agricola, introducendo tutte le misure volte a sostenerne il reddito. Relazione presentata a GranoItalia il 25 settembre scorso a Bologna. 52

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