APPRENDIMENTO E MOTIVAZIONI

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1 APPRENDIMENTO E MOTIVAZIONI PESARO CORSO ISTRUTTORI II ANNO FEBBRAIO 2012 ROBERTA REGIS CTT MARCHE/UMBRIA

2 APPRENDIMENTO Cos e? Modificazione continua del proprio comportamento in relazione all esperienza acquisita Come avviene? Attraverso processi e mutamenti nei modi di comportarsi che si verificano in una persona Con quali fattori si combina? MOTIVAZIONE ed ATTENZIONE

3 DEFINIZIONE INSIEME DI QUELLE MODIFICAZIONI DEL COMPORTAMENTO RELATIVAMENTE STABILI,CHE SONO LA CONSEGUENZA DELLE ESPERIENZE PRESENTI E PASSATE.Acquisizione,consolidamento, perfezionamento,utilizzazione di abilità motorie semplici e complesse..

4 FORME FONDAMENTALI DELL APPRENDIMENTO Apprendimento per imitazione Apprendimento per riflessi condizionati

5 FORME FONDAMENTALI DELL APPRENDIMENTO qapprendimento PER PROVE ED ERRORI qapprendimento PER INTUIZIONE

6 FORME FONDAMENTALI DELL APPRENDIMENTO APPRENDIMENTO PER COMPRENSIONE DEL COMPITO (APPRENDIMENTO COGNITIVO)

7 ATTENZIONE!!!! Il processo dell apprendimento motorio non va identificato con la produzione visibile di un movimento che invece ne costituisce l effetto, ma con il meccanismo cognitivo sottostante..

8 MECCANISMO COGNITIVO PROGETTARE UN AZIONE IN VISTA DI UNO SCOPO RIEVOCARE O COSTRUIRE UN PROGRAMMA MOTORIO ADEGUATO ED ADATTABILE DIFFERENZIARE ED INTEGRARE TALE PROGRAMMA SULLA BASE DI UN NUOVO MODELLO (funzionale al nuovo scopo) CONTROLLARE IL NUOVO PROGRAMMA ATTRAVERSO IL RISULTATO PARZIALE O GLOBALE DELL AZIONE

9 FASI FONDAMENTALI DI UN APPRENDIMENTO MOTORIO Volendo semplificare al massimo sono tre Uno STIMOLO che attiva.. un PROCESSO NEUROFISIOLOGICO che genera. Una RISPOSTA MOTORIA

10 MODELLO TEORICO (semplificato) DELLE FASI DELL APPRENDIMENTO DI UN MOVIMENTO Gli stimoli sono riconosciuti da uno o più organi sensitivo sensoriali; Gli stimoli avanzano per via afferente fino alle aree corticali di integrazione La memoria di breve termine analizza la configurazione percepita e la confronta con altre già possedute nella memoria di lungo termine

11 MODELLO TEORICO (semplificato) DELLE FASI DELL APPRENDIMENTO DI UN MOVIMENTO Nasce il progetto d azione e si programma la risposta motoria Si ordina l esecuzione della condotta,inviando i segnali adeguati per via efferente,agli organi esecutori(apparato muscolare) Si realizza praticamente la condotta motoria Durante il decorso dell azione ed immediatamente dopo,per feedback,si sollecitano tutti gli aggiustamenti neurofisiologici che rettificano o correggono la condotta motoria

12 PAROLA CHIAVE CARATTERISTICA INDIVIDUALE LEGATA ALLA PERSONALITA DELL ATLETA INFLUENZATA DA FATTORI ESTERNI PASSIONE AGGRESSIVITA La motivazione allo sport è un costrutto complesso e articolato in cui entrano in gioco fattori sia individuali che situazionali L. Bortoli

13 MOTIVAZIONI PERSONALI Divertimento Amicizie Successo Approvazione dei familiari Incremento di abilità Apprendimento di nuove abilita SITUAZIONALI Opportunità di gioco Viaggi, premi Relazione positiva con l istruttore Atmosfera di squadra

14 DIVENTO BRAVO E MI DIVERTO Giovanni giugno 2007 Ciò che spinge una persona Ad agire è il desiderio di percepirsi COMPETENTE

15 ORIENTAMENTO MOTIVAZIONALE ORIENTAMENTO SUL COMPITO OBIETTIVI Acquisire abilità e conoscenza Impegnarsi al massimo LA PERCEZIONE DI COMPETENZA E AUTO-RIFERITA ORIENTAMENTO SULL IO OBIETTIVI Superare gli altri, vincere Fare meglio con meno sforzo LA PERCEZIONE DI COMPETENZA E ETERO-RIFERITA

16 ORIENTAMENTO MOTIVAZIONALE Non è un tratto di personalità, ma uno schema cognitivo che può anche modificarsi (Roberts 2001) La predispozione individuale nell orientamento motivazionale è legata in parte allo sviluppo evolutivo in parte (la più significativa) al clima motivazionale vissuto durante la fanciullezza (Ames)

17 CLIMA MOTIVAZIONALE Adulti significativi come Genitori,Insegnanti Istruttori, attraverso quello che comunicano con le loro aspettative, le sollecitazioni, ed i riconoscimenti strutturano un determinato clima motivazionale e contribuiscono ad orientare i ragazzi più sul compito o sull io a seconda di una maggiore rilevanza degli stimoli in una delle due direzioni

18 OBIETTIVI Quando gli allievi vengono coinvolti nella definizione degli obiettivi, si dedicano maggiormente al raggiungimento dello scopo, e solitamente hanno una migliore comprensione delle finalità delle diverse attività. (TUBBS 1986)

19 EFFICACIA PEDAGOGICA Obiettivi difficili (realistici) producono ad una migliore prestazione rispetto ad obiettivi facili Obiettivi specifici determinano una migliore prestazione rispetto ad obiettivi formulati in maniera vaga o addirittura assenti Gli effetti positivi della formulazione degli obiettivi vengono ad essere potenziati se sono fornite informazioni sulla prestazione o sul risultato conseguito Il coinvolgimento del soggetto nella formulazione degli obiettivi conduce a una migliore prestazione Tubbs 1986

20 Quando desideri con tutto te stesso una cosa grande e poi, lottando la ottieni, in quel momento puoi volare. Nel momento in cui tagliavo il traguardo, la mia barca non stava scivolando nell acqua, ma volando verso il mio sogno. (Francesco Rigon)

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