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1 Spett.le Manutencoop Facility Management S.p.A. c.a. Dott. Guido Maria Dealessi c.a. Dott. Claudio Levorato Manutencoop Private Sector Solution S.p.A. c.a. Dott. Stefano Donati c.a. Dott. Simone D Auria Telecom Italia S.p.A. c.a. Dott. Onofrio Capogrosso c.a. Dott. Domenico Cipolletta c.a. Dott. Eduardo Perone Ministero Lavoro e Politiche Sociali Direzione Generale delle Relazioni Industriali e dei Rapporti di Lavoro fax: 06/ OO.SS Nazionali e Territoriali SLC CGIL Segreteria Nazionale FISTEL CISL Segreteria Nazionale UILCOM UIL Segreteria Nazionale UGL Telecomunicazioni Segreteria Nazionale SLC CGIL Segreteria Territoriale FISTEL CISL Segreteria Territoriale UILCOM UIL Segreteria Nazionale UGL Telecomunicazioni Segreteria Territoriale SNATER Segreteria @: UIR fax: 06/85546 A.N.L.E. Trasmissione a mezzo fax e/o 1

2 c.a. Dott. Partito Democratico Matteo Filippo Marianna : Davide : Movimento 5 Stelle On. Gessica Carmen : - Presa - Piazza LAGABBIA quinta colonna L osservatore Romano Il resto del carlino La nazione Oggetto: Manutencoop Private Sector Solution S.p.A. Commessa Telecom Procedura di Licenziamento Collettivo legge 223/91. Inviamo il documento in allegato, redatto dai lavoratori di Manutencoop Private Sector Solution S.p.A. assegnati alla gestione della Commessa Telecom Italia, ex dipendenti della stessa Telecom coinvolti nel 2004, loro malgrado, a Cessione di Ramo d Azienda ed ora in Cassa Integrazione, ma con la prospettiva di essere definitivamente licenziati. Con il citato documento si vuole portare all attenzione delle aziende in indirizzo, delle rappresentanze datoriali, sindacali e politiche e dell opinione pubblica, la strategia del lavoro attuata da Manutencoop, con l avallo di Telecom Italia, che ha avuto esclusivamente l obiettivo di espellere i lavoratori ex Telecom dall Azienda. 2

3 I LAVORATORI MPSS EX TELECOM MANUTENCOOP SCRIVE L EPILOGO DEI LAVORATORI MPSS DEL FACILITY EX TELECOM Il presente documento viene redatto dai lavoratori di MPSS - Manutencoop Private Sector Solutions lavoratori ex Telecom assegnati alla lavorazione dell appalto dei servizi di facility di Telecom, per denunciare la politica lavorativa praticata dalla soc. MPSS sotto la regia ed il coordinamento della sua capogruppo Manutencoop Facility Management S.p.A. (in seguito chiamata MFM) il gigante italiano della cooperazione, operante nel facility, ai danni dei lavoratori citati, in una delle sue controllate, allo scopo di espellere centinaia di lavoratori e così migliorare la sua efficienza, i suoi risultati ed i suoi bilanci aziendali. Noi lavoratori di MPSS ex Telecom avviati dall azienda sulla strada del licenziamento attraverso il ricorso alla legge 223/91, dichiariamo alla MFM e alla MPSS, alla Telecom e alle OO.SS. che siamo fermamente decisi a lottare per: difendere il nostro posto di lavoro; difendere il nostro diritto al lavoro; riprenderci le attività della nostra commessa Telecom, sottrattaci per garantire lavoro e carriere ai lavoratori della capogruppo MFM; riprenderci le responsabilità di coordinamento, controllo e d interfacciamento sottratte ai Responsabili di Aree Operative, Facility Manager e Building Manager; riprenderci l interfaccia con il Cliente Telecom, per le attività manutentive/adeguative, sottratte ai lavoratori MPSS ex Telecom e affidate a personale MFM per la loro riqualificazione; riprenderci da MFM la nuova commessa Telecom appositamente rinnovata a 28 milioni di euro per assicurare il proseguimento del lavoro agli ex Telecom; Per inquadrare compiutamente l agonia lavorativa dei lavoratori iniziata con il gruppo Telecom 10 anni fa, la grave crisi in cui versano e la cancellazione di ogni possibilità lavorativa futura, è necessario ripercorre sinteticamente alcuni passaggi pianificati e realizzati, ripartendo dalle cessioni di ramo di azienda con cui la Telecom S.p.A. ha ceduto centinaia di lavoratori, il loro arrivo nella soc. MP Facility S.p.A. (dal denominazione sociale variata in Manutencoop Private Sector Solutions S.p.A.), la nascita e l evoluzione di MP Facility prima e MP Sector poi, fino alle ultime modificazioni e decisioni. In origine, tutti i lavoratori MPSS oggetto delle attenzioni di espulsione della società erano ex dipendenti del gruppo Telecom. Dopo la scalata a debito della Telecom effettuata dalla Pirelli al prezzo di decine di miliardi di euro, per il nuovo azionista Pirelli è esplosa la necessità di rimborsare il debito e pagare gli interessi. La soluzione più elementare ed immediata è stata quella di aumentare i dividendi agli azionisti (leggi Pirelli e Tronchetti Provera). Occorreva ridurre i costi o incrementare i ricavi (più impegnativo) così da aumentare gli utili da distribuire in dividendi a Pirelli. Il nuovo padrone pensò bene di tagliare gli investimenti e ridurre il costo del lavoro anche scaricando migliaia di lavoratori con studiate cessioni di ramo d azienda con annessi i relativi lavoratori. A parte i progetti economico/ finanziari e i risultati attesi dimostratisi puri sogni riempiti di errori, il gruppo Telecom - facilitato dalla modifica dell art c.c. - procedeva così alla riduzione del costo del lavoro riducendo gli organici come sopradetto, grazie alle opache cessioni di ramo d azienda e di lavoratori alla ex MP Facility attuale MPSS. 3

4 Le cessioni erano effettuate in data per i lavoratori del facility di TIM, IT Telecom e Finsiel alla riesumata Emsa Servizi S.p.A.(100% Telecom) e poi da questa, in data nuova cessione a Facility; sempre in data veniva ceduto il ramo di azienda ed i lavoratori del facility di Telecom. In contropartita della cessione di ramo e dei lavoratori ad Emsa, in data Telecom Italia Mobile assegnava a Emsa un contratto di appalto per la fornitura e la gestione di servizi integrati immobiliari e di funzionamento del valore annuo di euro 38,5 aggiornabili e della durata di anni 5 rinnovabili in ulteriori 5 anni, con il fine non dichiarato di voler garantire ai suoi ex dipendenti ceduti il proseguimento del rapporto di lavoro ed un reddito per 10 anni nella nuova società cessionaria. A luglio 2004 Pirelli (azionista di maggioranza di Telecom ) e Manutencoop Facility Management S.p.A. costituivano la joint venture paritetica al 50% MP Facility S.p.A. per gestire gli immobili del Gruppo Telecom Italia, un vasto patrimonio distribuito a rete sul territorio nazionale. Vedremo che MP Facility costituirà il contenitore entro il quale racchiudere rami di azienda e lavoratori ritenuti in sovrannumero dal gruppo Telecom, sempre dietro importanti contropartite in appalti per enne anni, che alla scadenza giustificheranno MPSS a cassa integrare e licenziare gli ex lavoratori Telecom ancora rimasti. Il Gruppo MFM- Manutencoop Facility Management la capogruppo della MP Facility - nostra attuale società - nasce nel dicembre 2003, a seguito del conferimento da parte della Manutencoop Società Cooperativa (MSC) del proprio ramo di azienda focalizzato nei servizi di facility management, oltre che di alcune partecipazioni in società attive nello stesso settore: BSM-Building Service Management S.r.l., MCB S.p.A., Gico System S.r.l., Archimede 1 S.p.A., ed altre piccole società e consorzi. Manutencoop Facility Management S.p.A ha raccolto l eredità di una parte importante della cooperativa, la ex divisione servizi integrati. Nel dicembre 2008, MFM acquisisce da Pirelli Real Estate e Intesa Sanpaolo la Pirelli RE Integrated Facility Management S.p.A., capogruppo di società specializzate nel settore dei servizi di Facility e Project Management. Con l acquisto diventa proprietaria anche dell altro 50% di MP Facility. A questo punto è importante soffermarsi su MCB S,p.A. in quanto, già agli inizi degli anni 2000 seppur con dimensioni ed affari ridotti - costituiva un vero pioniere nel segmento del facility management per le imprese a rete e di fatto l attività di facility del gruppo nasce come MCB. Dal 1 gennaio 2010 MCB (controllata da Manutencoop) viene fusa per incorporazione in MP Facility S.p.A la società del Gruppo Manutencoop costituita nel 2004per gestire gli immobili del Gruppo Telecom Italia, un vasto patrimonio distribuito a rete sul territorio nazionale e pertanto del tutto affine al core business dell allora MCB. La fusione di MCB in MP Facility comportava l aggregazione dei lavoratori delle due società, che svolgevano come detto le stesse attività di gestione immobili su commesse diverse: gli ex Telecom per le commesse pubbliche (Telecom) e gli ex MCB per quelle private ( banche etc ). Richiamata la provenienza dei lavoratori MP Facility, e gli ex MCB alle commesse di privati, osserviamo che la nuova realtà così determinata, suggeriva alla capogruppo Manutencoop Facility Management S.p.A. una strumentale riorganizzazione da realizzare con nuovi modelli organizzativi, casse integrazioni, mobilità, incentivazioni all esodo e di fatto il trasferimento alla capogruppo MFM ed ai lavoratori ex MCB delle responsabilità fino ad allora attribuite ai lavoratori ex Telecom. Anche le interfaccia con il Cliente Telecom, per le attività manutentive/adeguative, non sono le 133 dipendenti MPSS che lavorano sulla commessa, bensì personale MFM, come dimostrato dalla modifica software all applicativo CRM di Telecom Italia interfacciato direttamente con quello Manutencoop MP2, in modo che gli interventi richiesti dal cliente Telecom Italia venivano acquisiti e lavorati direttamente da MFM. L attuale organizzazione prevede nei 4

5 ruoli di responsabili personale già con la medesima qualifica in MFM, quindi con lo stesso ruolo in ambedue le società, svuotando così i lavoratori della sola MPSS dei ruoli più qualificanti. Osserviamo che i dipendenti di MCB saranno privilegiati e garantiti, forse anche perché dipendenti storici e probabilmente erano o sono tutti soci della Manutencoop cooperativa posta al vertice della piramide e del controllo. Sempre dal 1 gennaio 2010 è avvenuta la fusione in Manutencoop Facility Management delle società Altair IFM S.p.A. (già Pirelli RE Integrated Facility Management S.p.A.) e Teckal S.p.A. Dal MP Facility ha modificato la denominazione sociale in MPSS. Manutencoop Private Sector Solutions S.p.A., società alla quale appartengono i lavoratori della presente vertenza, è la società del Gruppo specializzata nel facility per aziende private con articolazione a rete (filiali bancarie, catene di negozi, sedi operative) e si occupa della gestione in outsourcing dell intero patrimonio immobiliare del Gruppo Telecom Italia. E dichiarato ufficialmente prima ancora di tutte le riorganizzazioni ed accordi sindacali che la gestione del patrimonio Telecom viene effettuata in outsourcing e che la MPSS gestisce il facility di privati a rete. Comunque sia, nelle more delle cessioni di ramo di azienda effettuati da Telecom molti lavoratori si erano appellati al Giudice sostenendo la inefficacia e/o la illegittimità della cessione del proprio rapporto di lavoro a Emsa e/o a MP Facility per inapplicabilità alla fattispecie della disciplina recata dall art c.c., altri avevano rinunciato a proporre azioni legali ed in alcuni casi addirittura a ritirare le azioni già avviate, soltanto dietro richieste, promesse e pressioni della Emsa prima, e MP Facility dopo. Altri ancora avevano rinunciato per tranquillità, per non affrontare spese legali, o perché credevano nella nuova società cooperativa. In molti casi i Tribunali hanno riconosciuto la fondatezza delle denunce, dichiarata la nullità della cessione del contratto di lavoro a Emsa e/o MP Facility e confermata la prosecuzione del rapporto di lavoro nella Telecom, e condannata la stessa Telecom a reintegrare nel posto di lavoro i lavoratori ceduti illegittimamente. Telecom procede alla riammissione nei propri quadri dei lavoratori reintegrati dal Giudice soltanto dopo il passaggio in giudicato delle sentenze (leggi Cassazione) per cui ancora oggi ci sono molti lavoratori nella attuale MPSS vincitori nel 2^ grado di giudizio, che attendono la sentenza definitiva per essere reintegrati. Riprendiamo l oggetto della attuale vertenza illustrando le attività e le procedure sindacali avviate dall azienda quasi in contemporanea alle ultime fusioni e incorporazioni. Primo passo o atto ufficiale è l incontro sindacale all UIR Unione Industriali di Roma del MP Facility S.p.A. ha illustrato in perfetto stile dottrinario o politichese - le linee guida del nuovo piano industriale, consistenti nell abbandono della logica della commessa monocliente ed in altri obiettivi legati alla gestione del portafoglio clienti, al posizionamento sul mercato ed al controllo più accurato della performance lavorativa. Nel contesto del processo di riorganizzazione del Gruppo Manutencoop, viene realizzata la nuova struttura operativa CLIENTI A RETE risultante dalla riorganizzazione delle precedenti strutture presenti in vari settori aziendali ; essa è stata societarizzata in MP Facility S.p.A. e concentra tutte le attività svolte in precedenza nei vari segmenti territoriali. Tralasciati i fini dichiarati in un burocratese tale da non lasciare spazi alla comprensione di ciò che si andava realizzando, si richiamano due dei principali obiettivi della riorganizzazione riallocazione del nuovo perimetro - eliminazione delle sovrapposizioni delle attività e delle responsabilità. 5

6 Tali obiettivi, a nostro parere creano le premesse e anticipano il modo e la volontà di come migliorare efficienza, produttività e risultati aziendali, eliminando le figure che dopo le ultime acquisizioni (leggi MCB) si sovrapponevano o duplicavano. Di fatto dovevano essere eliminati i lavoratori ex Telecom (lavoratori mono commessa) che svolgevano la stessa attività di gestione immobili dei lavoratori di MCB, assegnando loro le attività e la parte più qualificata di coordinamento. Infatti, a corollario di quanto dichiarato, l Azienda comunicava che l attuazione del programma di riorganizzazione comportava il sorgere di insaturazioni di personale. Le OO.SS. richiedevano all azienda di ricorrere agli ammortizzatori sociali, la quale accoglieva immediatamente la proposta in quanto perno e snodo del suo piano industriale e di riorganizzazione strutturale. Veniva concordata la CIGS per un massimo di n. 130 lavoratori a zero ore per 24 mesi a rotazione a partire dal 1^ febbraio 2011 ed un programma di formazione e riqualificazione professionale da svolgersi nel biennio di cassa con il fine di preparare il cambiamento dei ruoli e dell approccio lavorativo. Il tutto era completato dalla gestione degli esuberi con la mobilità per un massimo di 85 persone, dimissioni incentivate, trasferimenti volontari e ricollocazione in ambito extra M.P. Facility. Così, in applicazione degli accordi sottoscritti con verbale del e documento MP Facility alle OO.SS. del , sono stati collocati in CIGS a zero ore i 130 lavoratori individuati dall azienda senza comunicare e/o applicare alcun criterio di scelta. Manutencoop ha proseguito il suo piano, attuando un processo di integrazione e concentrazione delle attività prestate al cliente Telecom, affidando le attività ad altri lavoratori, sia di MPSS che della capogruppo Manutencop a questi ultimi principalmente quelli di coordinamento e controllo, i più qualificanti, a loro dire giustificato dalla necessità di una maggiore focalizzazione sul servizio reso a Telecom e da una migliore efficacia nella gestione della commessa. L abbandono della mono commessa Telecom e l obiettivo di utilizzare il personale su più commesse o clienti, invece di migliorare la professionalità e le possibilità di tutti i lavoratori, compresi quelli ex Telecom, ha consentito artatamente all azienda di trasferire a lavoratori del gruppo storico di Manutencoop gli ex MCB, le attività delle commesse Telecom, l accentramento delle attività in una unica struttura operativa Manutencoop e la conseguente sottrazione di attività delle commesse a chi le aveva sempre svolte. Approfittando dell assenza dei lavoratori ex Telecom cassaintegrati, sono state trasferite attività delle commesse Telecom fin ad allora sempre da loro svolte, per affidarle per sempre a Responsabili e lavoratori Manutencoop, attuando una vera e propria spoliazione delle attività dei lavoratori MPSS ex Telecom, che nel tempo doveva giustificare la mancanza di attività e la loro messa in mobilità. Dal 2010 ci sono state più riorganizzazioni o ristrutturazioni, che hanno sempre perseguito l obiettivo di trasferire attività, specialmente le più qualificanti, da MPSS a MCB o Manutencoop, anche quelle del personale building. Dopo due anni di Cassa integrazione, ecco il tentativo di collocare in mobilità i lavoratori cassintegrati, per l azienda giustificato dal persistere della riduzione delle commesse. La mobilitazione dei lavoratori e la richiesta di misure alternative ha avviato la solidarietà difensiva al 20% per il periodo / interessando come solito malgrado le richieste di rotazione - i soli lavoratori di MPSS commesse Telecom. Rientrati in azienda, causa la riorganizzazione e la spoliazione come sopradetto, ci siamo trovati alcuni con minori e meno qualificate attività, altri senza alcuna attività da gestire ed altri ancora ricollocati in attività anche totalmente diverse da quelle svolte in precedenza. 6

7 Siamo andati avanti per qualche mese, credendo di aver superato il momento più brutto, invece in data MPSS ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per riduzione di personale, legge 223/91 per n. 133 lavoratori operanti sul territorio nazionale nella commessa Telecom scadente il , alla quale procedura i lavoratori e le OO.SS. si sono fermamente opposti. Nelle more della discussione sulla CIGS, Telecom ha assegnato a MPSS una nuova commessa del valore di euro 28 milioni, per consentire ai suoi ex lavoratori Telecom ceduti ed ancora impegnati sulla commessa Telecom a stralcio e sulla nuova commessa, di poter continuare a svolgere il proprio lavoro eliminando o riducendo i motivi che potevano sollecitare la mobilità. Buon senso e correttezza avrebbero voluto che Manutencoop rivisitasse la procedura di ammortizzatori sociali in corso, e restituisse le attività anche a chi ne era stato privato, ma di contro, la società ha invitato quei pochi lavoratori ex Telecom ancora impegnati sulle commesse Telecom, a trasferire a lavoratori di Manutencoop le attività fino a quel momento da loro svolte, escludendo anche gli ultimi mohicani definitivamente dal processo produttivo. Si sono aperti in sede ministeriale gli incontri congiunti Azienda Sindacati previsti dalla procedure 223/91 e MPSS ha proposto di richiedere l impegno di Telecom a ricollocare n. 43 lavoratori MPSS presso i nuovi aggiudicatari di commesse Telecom nelle regioni ove MPSS aveva perso totalmente l appalto. I restanti 90 lavoratori si sarebbero dovuti collocare in una newco con tutte le commesse MPSS del mondo TLC, oppure in attività di data entry da parte di Telecom attraverso un ciclo di ammortizzatori sociali per la formazione del personale sulle diversificate attività appaltate da Telecom. All incontro del 30 dicembre 2013 è intervenuta Telecom che si è dichiarata disponibile ad impegnarsi per fare assorbire dai nuovi assegnatari delle commesse i 43 lavoratori in discussione, ma si è detta altresì indisponibile per riassegnare a MPSS altre attività, vista la politica di reinternalizzazione in atto alla Telecom. Tanto più che la stessa si considera del tutto esente da responsabilità nei confronti delle vicende provocate dalle sue precedenti esternalizzazioni. In mancanza di impegni concreti e a procedura 223 quasi scaduta le OO.SS. con la disponibilità del Ministero del Lavoro, avevano pensato a ulteriori 6 mesi di Cassa integrazione, per maturare il reale coinvolgimento di Telecom e predisporre un piano con MPSS per la piena occupazione del personale ex Telecom sulla ridotta acquisita commessa. Su queste ipotesi in data 7 gennaio 2014 si sono svolte in tutta Italia le assemblee del personale MPSS ex Telecom, ma malgrado la presenza di mozioni presentate dai lavoratori con la richiesta di Cassa integrazione a rotazione per tutti i lavoratori di MPSS, la comunicazione dei criteri di scelta del personale, sono state approvate le proposte sindacali, in particolar modo la concessione della cassa per 6 mesi. Nel successivo incontro MPSS- Telecom e OO.SS. tenutosi l 8 gennaio 2014 al Ministero del Lavoro del quale non abbiamo un verbale o un documento sindacale, veniva concessa la Cassa in deroga a n. 116 lavoratori fino al 7 febbraio 2014 in modo da raggiungere nel quinquennio il periodo massimo di 36 mesi previsti per la concessione della CIGS e l assegnazione ad altre commesse o ad altre sedi di lavoro di n.15 lavoratori. I numeri non sono stati ufficializzati in modo trasparente ma sono stati ricavati da noi lavoratori dalla lista ufficiale del personale in forza sulla commessa Telecom, suddivisa per aree territoriali. Nel frattempo dall apertura della procedura 2 lavoratori avevano dato le dimissioni. MPSS si impegnava a erogare a ogni lavoratore in cassa una integrazione mensile di euro 300, per il mese concordato e per i futuri mesi di cassa in deroga che potranno essere ancora concessi. Inoltre si impegnava ad anticipare l indennità di cassa dovuta dall INPS. L azienda si impegnava esplicitamente ad utilizzare il residuo mese di CIGS per esplorare tutte le possibilità alternative e trovare le soluzioni più morbide e meno traumatiche nel superamento delle difficoltà aziendali. Complessivamente non ci sono stati risultati concreti ma solo promesse. Inoltre, seppur soddisfatti per i 15 lavoratori cancellati dalla procedura di CIGS e riutilizzati su altre sedi ed attività, denunciamo il 7

8 comportamento discrezionale ed antisindacale praticato dall azienda nella individuazione dei lavoratori da salvare, che ci risulta effettuata senza informazione o accordo sindacale alcuno. Restano inconciliabili le posizioni di MPSS e di Telecom che si addebitano vicendevolmente le responsabilità della crisi attuale. MPSS richiede alla Telecom aumenti di commesse per garantire il lavoro ai suoi ex dipendenti, e nel contempo attribuisce alla politica di reinternalizzazioni delle attività della Telecom l effetto delle diminuite assegnazioni di attività. Da parte sua, Telecom, non si ritiene responsabile dell attuale situazione per aver ceduto i rami di azienda del facility ed i suoi lavoratori, non ritiene possibile un aumento delle commesse, valuta che il nuovo appalto sia sufficiente per garantire il proseguimento dell attività ai suoi ex dipendenti, non intende ipotizzare un loro reinserimento nei propri quadri aziendali, ma è disponibile soltanto a favorire il ricollocamento presso i nuovi aggiudicatari della commessa Telecom di n. 43 lavoratori impiegati nelle regioni dove MPSS ha totalmente perso la commessa. Noi lavoratori di MPSS in cassa, riteniamo che gli esuberi di personale di MPSS siano la conseguenza delle esternalizzazioni effettuate dal gruppo Telecom Italia nel 2004 e dell interesse di Manutencoop all acquisto di rami di azienda e dei lavoratori con essa ceduti, esclusivamente per acquisire gli appalti di facility di una grande azienda come Telecom e così allargare il perimetro della attività della società allora priva di una massa critica di ordini e di fatturato. Ripercorsi i più significativi passaggi aziendali e lavorativi, con particolare riferimento alle ultime decisioni sul come migliorare i conti aziendali dopo le preparatorie riorganizzazioni della MFM, ed in vista della pianificata quotazione della società capogruppo (la solleciteranno senz altro i fondi di investimento e di private equity già soci della Manutencoop Facility Management), rifiutiamo l utilizzo della cassa in deroga come ammortizzatore sociale provvisorio, finalizzato ai licenziamenti collettivi. Rammentiamo all azienda che siamo indisponibili ad accettare la mobilità legge 223/91 per il forte impatto sociale che comporterebbe sulla nostra vita in un momento di così grave crisi economica, che ben difficilmente ci consentirebbe di sperare in altre opportunità di lavoro. Sorprende che certe operazioni effettuate sulla pelle dei lavoratori siano pianificate e realizzate da una società cooperativa la cui Mission pone al centro della sua azione la valorizzazione e la tutela del lavoro stesso, non certo solo il lavoro dei suoi soci lavoratori. La MFM orgogliosamente oggi rappresenta il principale operatore italiano nel settore dell Integrated Facility Management e uno dei principali player a livello europeo, con ricavi consolidati pari a oltre 1,1 miliardi di euro. Per questo, riteniamo che i principali attori del sistema produttivo ed industriale italiano debbano coraggiosamente e solidaristicamente farsi carico delle situazioni, sostenere gli impegni e i sacrifici necessari, partecipare in prima persona al rilancio della crescita, dell economia e dell occupazione. Soltanto con questo operare si adempie un preciso dovere etico e sociale e si contribuisce realmente al superamento delle attuali difficoltà di tutto il Paese, non certo con le azioni mirate ad irrigare il proprio orticello con l acqua della collettività. I LAVORATORI MPSS EX TELECOM Roma, 28/01/2014 8

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