Anagrafica. Dati osservazione. parzialmente accolta

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1 Anagrafica n. ID 237 n. Prot Data prot. 05/11/2013 Soggetto proponente Privato Mittente Jonica impianti srl Comune Informazioni catastali Elaborato/i di piano osservati Sistema delle tutele; Linee guida energie rinnovabili (parte prima e seconda) Sistema delle tutele Antropica Struttura Componente Culturale insediativa: paesaggi rurali Istanza Documenti presentati parzialmente accolta Dati osservazione

2 Oggetto: Commenti della JONICA IMPIANTI SRL relativi alla generazione elettrica distribuita da fonte eolica (impianti eolici fino a 60 kw): b1.1.1 Risorse e potenziali punto b1.1.1 Si assiste dunque negli ultimi anni allo sviluppo dell'eolico di piccola taglia (impianti compresi tra 0 e 50 kw e impianti maggiori di 50 KW) che si distribuisce in modo tendenzialmente più omogeneo su tutto il territorio regionale a prevalente servizio diretto delle aziende agricole. Questo aspetto risulta particolarmente interessante se si considera che la produzione energetica per autoconsumo possa divenire obiettivo prioritario della pianificazione energetica regionale. La distribuzione omogenea dell eolico di piccola taglia citata nel PPTR è stata possibile attraverso investimenti di aziende agricole, che hanno individuato nel minieolico una opportunità di integrazione al reddito attraverso la modalità operativa del ritiro dedicato e/o con riconoscimento della tariffa omnicomprensiva. Con l autoconsumo non sarebbe possibile lo sviluppo della microgenerazione eolica e l omogenea diffusione sul territorio pugliese, citata nel testo PPTR, in quanto non regolamentato dalla normativa; anche nella forma dello scambio sul posto l autoconsumo non presenta le condizioni di convenienza economica minime per qualsiasi forma di investimento, infatti, tutte le installazioni di mini eolico in Puglia sono state realizzate negli ultimi anni con ritiro dedicato e/o tariffa omnicomprensiva, nessun intervento, invece, con le modalità dell autoconsumo. Se si vuole veramente favorire lo sviluppo dell eolico di piccola taglia occorre esplicitamente prevedere l utilizzo della modalità del ritiro dedicato e/o tariffa omnicomprensiva. b Criticità Le criticità che gli impianti eolici generano sul paesaggio sono in principal modo legate alle dimensioni delle macchine, alla loro localizzazione e disposizione. Gli effetti di un impianto eolico sul paesaggio possono essere di varia natura: diretti/indiretti, temporanei/permanenti, riducibili, reversibili/irreversibili, positivi/negativi. Tali effetti sono dovuti non soltanto all introduzione nel paesaggio degli aerogeneratori ma anche di tutte le componenti ad esse connesse (cabine di trasformazione, elettrodotti, cavidotti, strade e piste di servizio) e possono verificarsi sia in fase di cantiere che di esercizio dell impianto. La modifica del paesaggio è spesso data dall apertura di nuove strade non attenta ai caratteri naturali del luogo o a problemi di natura idrogeologica, o ai caratteri storici del sito di installazione dell impianto. Da non trascurare tra gli effetti negativi sul paesaggio è l'occupazione di suolo sia diretta che indiretta, che la costruzione di nuovi impianti comporta. Le criticità riportate nel PPTR sono condivisibili: l eolico di piccola taglia fino a 60 kw minimizza tali criticità sia nella destinazione all autoconsumo, comunque non regolamentato dalla normativa nazionale, che nella modalità del ritiro dedicato, di gran lunga la più diffusa e conveniente per i produttori. Il mini eolico fino a 60 kw, infatti, è di solito installato nelle immediate adiacenze di rete elettriche esistenti, viene allacciato alle reti di bassa tensione, in conformità alle norme CEI 021 e richiede, quindi, opere minime di connessione (cabine, elettrodotti, strade e piste di servizio). B1.2 Il progetto B1.2.1 Obiettivi - Eolico come progetto di paesaggio - Articolazione dell eolico verso taglie più piccole maggiormente integrate al territorio. E necessario ad esempio inquadrare le politiche di sviluppo dell eolico in una strategia più ampia rivolta ad articolare ed estendere le sue potenzialità alla media e piccola taglia in un ottica di produzione rivolta all autoconsumo meglio articolata: l eolico di grande taglia a servizio dei Comuni e delle zone industriali, il mini eolico anche di tipo consortile per i singoli utenti o gruppi di essi in aree agricole oltre che industriali. - Orientare l eolico verso forme di parternariato e azionariato diffuso per redistribuire meglio costi e benefici e aumentare l accettabilità sociale degli impianti contribuendo a fornire maggiori rassicurazioni sui profili di tutela ambientale e sociale. L integrazione dell eolico di piccola taglia nel territorio pugliese deve essere resa possibile con tutte le forme commerciali di utilizzo dell energia prodotta, come previsto dalla normativa in materia (scambio sul posto, ritiro dedicato, tariffa omnicomprensiva), per incentivare le forme di partenariato, azionariato diffuso e di tipo consortile, è necessario non escludere nessuna forma commerciale attualmente prevista dalla legge.

3 b Criteri per l individuazione delle aree sensibili Con riferimento alle categorie di impianti riportate nel Regolamento regionale n. 24 sono stati suddivisi gli impianti in due grandi categorie: - impianti di piccola taglia: contengono tutti gli impianti fino a 60 KW; - impianti di media e grande taglia: comprendono gli impianti tra i 60 ed i 200 KW e quelli superiori ai 200 KW. Tale suddivisione è strumentale non solo all'individuazione delle aree non idonee ma anche alla definizione di aree preferibilmente idonee definite sulla base del rapporto tra le dimensioni dell'impianto e il contesto in cui si inserisce. Sono ad esempio sensibili per impianti di media e grande taglia: le aree vincolate, i parchi, le aree a pericolosità geomorfologica, i centri urbani. A queste si aggiungono su suggerimento del PPTR, la costa, la campagna urbanizzata, i pascoli.... Per quanto riguarda la piccola taglia le aree idonee si allargano anche alle zone vincolate, alla campagna urbanizzata, nell ottica di favorire l autoconsumo. Affinchè sia possibile installare gli impianti di piccola taglia, fino a 60 kw, in aree a tal fine ritenute idonee, è necessario estendere la modalità di utilizzo di energia anche a scambio sul posto, ritiro dedicato e/o tariffa omnicomprensiva. b On shore di piccole dimensioni con potenza fino a 60 KW Impianti con potenza fino a 20 KW Fanno parte di questa prima categoria gli impianti con le seguenti caratteristiche: potenza massima 20 KW, numero massimo di generatori 3, altezza massima torre 30m, diametro rotore massimo 18 (rif. E2a, E3a RR 24/2010) Impianti senza opere di connessione. Aree non idonee (come definite nella Parte Seconda delle presenti Linee Guida): riserve naturali statali, riserve naturali regionali + 100m, aree umide, aree protette regionali, SIC, ZPS, siti UNESCO, beni culturali (ex vincolo 1089) +100m, boschi + 100m, prati e pascoli naturali, formazioni arbustive in evoluzione naturale, zone archeologiche + 100m, tratturi + 100m, aree a pericolosità idraulica (insieme degli alvei fluviali in modellamento attivo e delle aree golenali, AP, MP), aree a pericolosità geomorfologica PG2 e PG3, siti censiti dalla Carta dei Beni Regionale + 100m, coni visuali fino a 4 Km, cono visuale del Castel del Monte fino a 6 Km, grotte + 100m, lame e gravine, versanti, geositi, inghiottitoi, cordoni dunari, sorgenti. Impianti con opere di connessione. Aree non idonee (come definite nella Parte Seconda delle presenti Linee Guida): parchi, riserve naturali statali, riserve naturali regionali + 100m, aree umide, aree protette regionali, zone Ramsar, SIC, ZPS, siti UNESCO, immobili e aree dichiarati di notevole interesse pubblico ai sensi dell art. 136 del Dlgs 42/2004, beni culturali (ex vincolo 1089) + 100m, boschi + 100m, prati e pascoli naturali, formazioni arbustive in evoluzione naturale, costa + 300m, laghi + 300m, fiumi e torrenti + 150m, reticolo idrografico di connessione della RER + 100m, zone archeologiche + 100m, tratturi + 100m, aree a pericolosità idraulica (insieme degli alvei fluviali in modellamento attivo e delle aree golenali, AP, MP), aree a pericolosità geomorfologica PG2 e PG3, siti censiti dalla Carta dei Beni Culturali + 100m, coni visuali fino a 4 Km, cono visuale del Castel del Monte fino a 6 Km, grotte + 100m, lame e gravine, versanti. Aree idonee: il PPTR privilegia l utilizzo di impianti eolici di piccole dimensioni finalizzati all autoconsumo. Tali impianti possono essere localizzati sia in aree urbane che extraurbane a servizio delle aziende agricole preferibilmente senza opere di connessione o a servizio di capannoni industriali e di quartieri residenziali. E necessario estendere la definizione di aree idonee anche alle aree agricole rurali e alle modalità di utilizzo di energia con scambio sul posto, ritiro dedicato e/o tariffa omnicomprensiva, in quanto le aree urbane, le aree industriali e residenziali non sono adatte all installazione di mini eolico, a causa delle turbolenze locali che vengono a determinarsi per la presenza di ostacoli artificiali al normale flusso del vento, con significative riduzioni della produzione di energia elettrica. Senza questa determinante modifica il minieolico non può avere alcuna opportunità di insediamento. Impianti con potenza tra 20 e 60 kw Potenza massima 60 KW, numero massimo di generatori 3, altezza massima torre 30m, diametro rotore massimo 18 (E2b, E3b RR 24/2010) Aree non idonee (come definite nella Parte Seconda delle presenti Linee Guida): parchi, riserve naturali statali, riserve naturali regionali + 100m, aree umide, aree protette regionali, zone Ramsar, SIC, ZPS, siti UNESCO, immobili e aree dichiarati di notevole interesse pubblico ai sensi dell art. 136 del Dlgs 42/2004,beni culturali (ex vincolo 1089) + 100m, boschi + 100m, prati e pascoli naturali, formazioni arbustive in evoluzione naturale, zone archeologiche + 100m, costa + 300m, laghi + 300m, fiumi e torrenti + 150m, reticolo idrografico di connessione della RER + 100m, tratturi + 100m, aree a pericolosità idraulica (insieme degli alvei fluviali in modellamento attivo e delle aree golenali, AP, MP), aree a pericolosità geomorfologica PG2 e PG3,siti censiti dalla Carta dei Beni Culturali + 100m, coni visuali fino a 4 Km, cono visuale del Castel del Monte fino a 6 Km, grotte + 100m, Lame e gravine, versanti, geositi, inghiottitoi, cordoni dunari, sorgenti, paesaggi rurali.

4 Aree idonee: sono consentiti impianti eolici on-shore nelle aree definite idonee, comprendenti aree agricole, aree produttive pianificate, aree estrattive, realizzati direttamente dagli enti locali, nonché quelli finalizzati all autoconsumo. Ai fini di agevolare anche la concentrazione degli impianti per autoconsumo è priviliegiata la localizzazione di pale di tipo consortile nelle aree agricole e nelle aree classificate come campagna abitata e urbanizzata (rif Morfotipologie urbane, in Atlante del patrimonio ambientale, territoriale e paesaggistico. Descrizioni strutturali di sintesi) per servire più aziende agricole e /o più abitazioni. E favorita infatti la realizzazione di impianti di tipo consortile, ossia l installazione di un unico generatore, di taglia opportuna, in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di più consumatori limitrofi, visti quali auto produttori/auto consumatori, piuttosto che l installazione distribuita di più generatori di piccola taglia, a servizio dei singoli. - Occorre escludere dalle aree non idonee i paesaggi rurali, che in base alla definizione dell art. 76, comma 4 Consistono in quelle parti di territorio rurale la cui valenza paesaggistica è legata alla singolare integrazione fra identità paesaggistica del territorio e cultura materiale che nei tempi lunghi della storia ne ha permesso la sedimentazione dei caratteri. Essi ricomprendono:..b) paesaggi che contengono al loro interno beni diffusi nel paesaggio rurale quali muretti a secco, siepi, terrazzamenti; architetture minori in pietra a secco quali specchie, trulli, lamie, cisterne, pozzi, canalizzazioni delle acque piovane; piante, isolate o a gruppi, di rilevante importanza per età, dimensione, significato scientifico, testimonianza storica; ulivi monumentali come individuati ai sensi della LR 14/2007; alberature stradali e poderali e verrebbero ad interessare la quasi totalità del territorio rurale pugliese e quindi impedirebbero di fatto qualsiasi insediamento di impianto minieolico; - E necessario estendere, nelle aree idonee definite, le modalità di utilizzo di energia con scambio sul posto, ritiro dedicato e/o tariffa omnicomprensiva, in quanto uniche forme commerciali congruenti con redditività e convenienza dell investimento da parte dei produttori. testo del PPTR Norme Tecniche di Attuazione Art. 76 Definizioni degli ulteriori contesti riguardanti le componenti culturali e insediative 4) Paesaggi rurali (art 143, comma 1, lett. e, del Codice) Consistono in quelle parti di territorio rurale la cui valenza paesaggistica è legata alla singolare integrazione fra identità paesaggistica del territorio e cultura materiale che nei tempi lunghi della storia ne ha permesso la sedimentazione dei caratteri. Essi ricomprendono: a) i parchi multifunzionali di valorizzazione, identificati in quelle parti di territorio regionale la cui valenza paesaggistica è legata alla singolare integrazione fra le componenti antropiche, agricole, insediative e la struttura geomorfologica e naturalistica dei luoghi oltre che alla peculiarità delle forme costruttive dell abitare, se non diversamente cartografati, come individuati nella tavola 6.3.1: a. il parco multifunzionale della valle dei trulli b. il parco multifunzionale degli ulivi monumentali c. Il parco multifunzionale dei Paduli d. Il parco multifunzionale delle serre salentine e. Il parco multifunzionale delle torri e dei casali del Nord barese f. Il parco multifunzionale della valle del Cervaro b) paesaggi che contengono al loro interno beni diffusi nel paesaggio rurale quali muretti a secco, siepi, terrazzamenti; architetture minori in pietra a secco quali specchie, trulli, lamie, cisterne, pozzi, canalizzazioni delle acque piovane; piante, isolate o a gruppi, di rilevante importanza per età, dimensione, significato scientifico, testimonianza storica; ulivi monumentali come individuati ai sensi della LR 14/2007; alberature stradali e poderali - Occorre cancellare, dalla definizione di paesaggi rurali, il punto b del comma 4, art. 76, in quanto, quest ultima definizione estenderebbe la non idoneità a quasi tutte le aree rurali pugliesi e impedirebbe di fatto, qualsiasi installazione di minieolico. - Di conseguenza anche la circolare Linee interpretative per la prima applicazione del nuovo Piano Paesaggistico Territoriale della Puglia adottato il 2/8/2013, dovrà essere emendata, al punto 3, cancellando gli ultimi tre capoversi di applicazione dell art. 76, comma 4, punto b. - Le modifiche proposte sono coerenti con le Linee Guida parte seconda, dove vengono indicate alla UCP - Paesaggi Rurali, i parchi multifunzionali di valorizzazione: Li Paduli, Ulivi Monumentali, Serre Salentine, Valle dei Trulli, Torri e dei Casali del Nord Barese, Valorizzazione del Cervaro. testo del PPTR Norme Tecniche di Attuazione Art. 83 Misure di salvaguardia ed utilizzazione per i paesaggi rurali 1. Nei territori interessati dalla presenza di Paesaggi rurali come definiti all art. 76, punto 4), si applicano le misure di salvaguardia e di utilizzazione: In sede di accertamento di compatibilità paesaggistica di cui all art. 91, ai fini della salvaguardia e della corretta utilizzazione dei siti di cui al presente articolo, si considerano non ammissibili tutti i piani, progetti e interventi in contrasto con gli obiettivi di qualità e le normative d uso di cui all'art. 37 in particolare il punto: a4) realizzazione e ampliamento di impianti per la produzione di energia, fatta eccezione per gli interventi indicati nella parte seconda dell'elaborato del PPTR Linee guida sulla progettazione e localizzazione di impianti di energia rinnovabile;

5 questo articolo impedirebbe qualsiasi installazione in tutti i territori definiti genericamente paesaggi rurali; si rende quindi urgente e indispensabile che l art. 76 delle NTA venga opportunamente emendato escludendo la generica definizione contenuta al comma 4, lettera b. Controdeduzioni Le linee guida Linee guida sulla progettazione e localizzazione di impianti di energie rinnovabili definiscono aree idonee alla istallazione di sole specifiche tipologie e/o dimensione di impianti, recependo disposizioni contenute nel regolamento regionale n. 24/2010 e smi, già oggetto di intesa tra Regione Puglia e i diversi portatori di interesse (associazioni ambientaliste, mondo dell'imprenditoria, ) Il regolamento regionale n. 24/10 inoltre, ha recepito a sua volta nel dettato della norma, tutte le disposizioni contenute nelle leggi nazionali e regionali volte alla tutela dell'ambiente, del paesaggio, del patrimonio storico e artistico, delle tradizioni agroalimentari locali, della biodiversità e del paesaggio rurale. Pertanto gli interventi, le tipologie e/o dimensione di impianti ammissibili nelle aree tutelate dal PPTR conciliano esigenze di tutela paesaggistica con politiche mirate a promuovere e incentivare la sostenibilità ambientale sia nelle trasformazioni territoriali e urbane, sia nella realizzazione delle opere edilizie, pubbliche e private, nel rispetto dei vincoli derivanti dall ordinamento comunitario e dei principi fondamentali desumibili dalla normativa vigente in materia di rendimento energetico nell edilizia e di efficienza negli usi finali dell energia (legge regionale n. 13/08, NORME PER L ABITARE SOSTENIBILE.) Inoltre il Servizio Assetto del Territorio al fine di meglio coordinare alcune scelte dello stesso con la specifica normativa di settore, per la valutazione di alcune osservazione si è avvalsa del contributo di vari servizi regionali. A tal proposito il Servizio Energia rappresenta una serie di problemi all'accoglimento della osservazione, legata alla eliminazione della modalità scambio sul posto per incapacità di assorbimento da parte dell'esistente sistema infrastrutturale energetico. A tal proposito si riportano alcune criticità sollevate dal gestore della rete elettrica ENEL, che evidenzia le difficoltà di gestione della rete elettrica di distribuzione sul territorio regionale per effetto delle numerose sorgenti di energia rappresentate dagli impianti FER. La saturazione della rete esistente renderebbe non tecnicamente possibile l'intervento, poichè la generazione supera il consumo creando forti problemi alla gestione del servizio. Il documento, di cui copia si allega al verbale, rileva che l'energia prodotta dalla Generazione è maggiore dell Energia Consumata dai carichi comportando flusso di energia in risalita dalla rete MT verso la rete AT, con possibile necessità di disconnessione del generatore. L aumento della GD impone l evoluzione delle logiche di gestione della rete per evitare la realizzazione di nuove Cabine ed Elettrodotti che sottraggono spazi al territorio. Fino a quando non sarà implementato un sistema di distribuzione basato su logiche informatizzate e misurazione istantanea di generazione e carico a tutti i livelli di tensione (cosiddette Smart Grids), si ritiene che una proliferazione di impianti minieolici possa da una parte interferire significativamente con i valori paesaggistici dall altro aggravare le difficoltà di esercizio della rete e la sua affidabilità. L'osservazione così come formulata non è accoglibile. Per quanto concerne la richiesta di rettifica degli articoli 76 e 83 è da ritenersi inconferente, poichè superata dai correttivi introdotti dalla DGR n del 29/10/2013 alle norme tecniche di attuazione e alle linee guida linee guida sulla progettazione e localizzazione di impianti di energia rinnovabile ; Istruttore Vittoria Greco

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