Editoriale. Zerozerocinque: una leva per risollevare il mondo

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1 PAGINA 1 Anno 6, Numero 52 IPSIA aderisce a Giugno Newsletter di IPSIA Associazione di promozione di cooperazione comunitaria allo sviluppo Sommario Editoriale Zerozerocinque: una leva per risollevare il mondo America Latina 2 spazioafrica 4 Africa 5 Balcani 6 Volontariato 8 Internazionale Educazione alle 8 Relazioni Giuste DALLE SEDI LOCALI Assemblea soci Milano 9 Cremona 9 Treviso 10 DAL SISTEMA ACLI Milano 11 Bem Viver 11 Le foto di questo numero sono di: Anna Patricia Da Silva Daniela Rana Matteo Fietta Roberto Carnevali Forse per parlare di crisi dovremmo partire da una proporzione che negli ultimi anni ha raggiunto livelli letteralmente fuori dalla realtà: i mercati finanziari hanno ormai volumi centinaia di volte maggiori dell'economia produttiva reale. Si calcola che tra il 1980 e il 2005 gli asset della finanza sono passati dal 109% al 316% del valore della produzione mondiale. Questo è un dato fondamentale da tenere bene a mente quando vogliamo cercare di districarci nelle analisi su cause ed effetti della crisi che stiamo attraversando in questi mesi. Dovere delle organizzazioni della società civile, che si battono per un mondo più equo e per i diritti umani, dovrebbe essere far sì che i cittadini si riapproprino di temi e argomenti che solo apparentemente possono essere lontani ed irraggiungibili, nell'ottica di una sempre maggiore presa di coscienza e responsabilizzazione da una parte; dall'altra ideare soluzioni innovative e strade nuove per fare la propria parte nel tentare di risolvere i problemi provocati da scelte inique e sistemi sfruttatori. Sono conoscenza e responsabilità, individuale e collettiva, che portano alla necessità e all'urgenza di trovare soluzioni alle storture del mondo. E a volte le soluzioni passano per vie all'apparenza banali ma di grande efficacia: una di queste vie è la proposta fatta dalla campagna Zerozerocinque, per introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie. Una proposta che parte proprio dalla proporzione tra economia reale e finanza esposta sopra e dalla consapevolezza che l'attuale crisi economica è causata proprio dagli eccessi di una finanza speculativa senza freni né scrupoli, con la creazione di un evidente squilibrio economico il cui rischio è stato caricato tutto sulla collettività. La proposta e la campagna per sostenerla hanno respiro mondiale e articolazione reticolare: è stata lanciata a marzo in occasione del Summit dei Capi di Stato e di Governo dell UE e del meeting delle Nazioni Unite dedicato a Finanza e Sviluppo e in Italia è promossa dal Social Watch (che riunisce Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Ucodep, Fcre, Lunaria, WWF Italia, Acli, ARCI/ARCS, Mani Tese), Sbilanciamoci, Sistema Banca Etica, ATTAC Italia, FIBA CISL, CISL, Consorzio Goel, Lega Missionaria studenti, CVX, Coalizione Italiana contro la Poverta-GCAP Italia, FOCSIV - Volontari nel Mondo, Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare, Valori, AMISnet, Azione Cattolica. La proposta ha inoltre le gambe lunghe, riprendendo in parte la Tobin Tax, cavallo di battaglia di Attac e forte in Italia di firme raccolte nel 2002 per un disegno di legge di iniziativa popolare. Due i principali effetti della tassa sulle transazioni finanziarie, il cui gettito stimato sarebbe tra i 163 e i 400 miliardi di dollari annui nella sola UE, mentre a livello mondiale sarebbe compreso tra 400 e 946 miliardi. Il primo effetto sarebbe pratico: avere risorse disponibili sia per finanziare i beni pubblici globali, politiche di welfare, la lotta ai cambiamenti climatici e la cooperazione internazionale e allo stesso tempo per ridare fiato ai conti pubblici, colpiti dalla crisi, dai piani di salvataggio delle grandi banche e dalle misure di sostegno all economia rese necessarie per contrastare la pesante crisi economica provocata dagli eccessi della finanza speculativa. Inoltre la tassa sarebbe uno strumento in mano alla politica per poter regolamentare i mercati finanziari: senza scoraggiare gli investitori che operano sui mercati con ottica di lungo periodo, mettendo i propri risparmi a disposizione di aziende che operano nel mondo dell economia reale, sarebbe un valido deterrente per chi usa la finanza solo per speculare, costringendo a pagare lo 0,05% su ogni transazione che compra e vende strumenti finanziari centinaia o migliaia di volte al giorno, rendendo i mercati instabili e volatili. Una piccola leva di giustizia per risollevare il mondo che ha bisogno anche del nostro apporto: per firmare a favore della campagna e avere maggiori informazioni Alberto Fusar Poli Direttivo IPSIA Nazionale

2 PAGINA 2 ARGENTINA Miele per lo sviluppo Inserimento sociale e lavorativo attraverso lo sviluppo dell'apicoltura stanziale (Cofinanziato MAE ed implementato a Santiago del Estero con il supporto di COOPSOL) Promuovere competenze per uno sviluppo locale nelle zone rurali Fotoracconto del trasloco A M E R I C A L A T I N A Questo mese lo staff IPSIA in Argentina si è imbarcato in un viaggio di pochi chilometri, quei pochi chilometri hanno comportato al meno un anno e mezzo di preparazione. Ebbene si, è arrivato il tanto atteso momento del traslocato! Matteo Fietta,cooperante IPSIA a Santiago del Estero, ci racconta, con le sue fotografie, le diverse fasi del trasloco. L arrembaggio al nuovo edificio che finalmente riunisce la parte di uffici ed estrazione del miele si è sviluppata in sei fasi. Fase 1: estrarre tutto ciò che è utile dalla vecchia sede, ma visto che la nostalgia potrebbe fare capolino portiamoci anche tutto ciò che ci eravamo dimenticati che esiste e che in anni si è annidato negli angoli. Fase 2: riempire la nave per il trasbordo: riempirla ancora ed ancora. La parola d ordine? fin che c è spazio c è mudanza (trasloco) è rimasta una bottiglia vuota... porta tutto che non si sa mai! e il tappo? è indispensabile!

3 PAGINA 3 Fase 3: avvicinamento e arrembaggio al nuovo edificio, scarico emozionale e fisico del vuoto creato nella vecchia sede A M E R I C A L A T I N A Fase 4: preparazione e festa con immancabile asado, certo qualche inconveniente c'è ancora... Fase 5: compio gli anni il giorno del trasloco! Fase 6: la nuova sede è mia e guai a chi me la tocca! Impossibile spiegare a Federico che non è il suo regalo di compleanno.

4 PAGINA 4 AMERICA LATINA BRASILE, Salvador Promuovere competenze per la difesa dei diritti e per l'economia solidale Numerose attività per i servizi civili a Salvador Ana Patricia da Silva, servizio civile con IPSIA a Salvador, ci racconta le attività che la impegnano all'interno del progetto. Durante gli ultimi mesi ho continuato a seguire il Corso EPESS (Scuola Permanente di Educatore Sociale). Il corso ha come intuito capacitare gli educatori sociale attraverso la prassi (azioneriflessione-azione), contribuendo a innescare strategie di intervento e di scambio con le comunità e altri soggetti di modo partecipativo, democratico e sostenibile. L utilizzo dei principi della Teologia di Liberazione e della Educazione Popolare ha permesso che il curriculum fosse creato insieme agli educatore, in modo che tutte le discipline sono veramente essenziali a loro, inoltre secondo questi principi ogni persona del corso ha il potere e il dovere di partecipare e collaborare con le proprie esperienze. All interno del corso svolgo diverse attività: l archivio fotografico, controllo della lista presenza, gestione dei pagamenti dei trasporti ai partecipanti, ricevimento del pranzo e delle merende durante gli incontri, organizzazione dello spazio per il pranzo e risolvere i problemi gestionali che possono succedere durante il corso. Partecipo anche alle riunioni infrasettimanali, la prima è di valutazione, dove partecipano due dei trenta educatori Momento di interazione nel corso sociali, che è molto importante per comprendere e valutare l andamento della formazione. La seconda è quella del pedagogico che si svolge con la sola equipe. Il tema principale è la programmazione del corso tenendo presente i problemi e le critiche sollevate dagli educatori sociali. La partecipazione dello SCV all interno del corso ha sicuramente creato una strategia di collaborazione con l EPESS, ma anche mi ha permesso di entrare nella realtà delle diverse comunità di Salvador, rappresentate per gli Educatore Sociale. Ana Patricia da Silva Spazio Africa, spazio di approfondimento e incontro con il continente africano, a cura del tavolo di lavoro tematico sull Africa promosso da IPSIA, ci parla questo mese della campagna Altri Mondiali : un viaggio da Nairobi a Johannesburg a bordo del Matatu, tipico mezzo di trasporto africano attraverso 9 paesi, alla scoperta del vero calcio africano: spontaneo, pulito e inclusivo. ALTRI MONDIALI: DA NAIROBI A JOANNESBURG A BORDO DEL MATATU Immaginare l impatto dei mondiali di calcio 2010 sul Sudafrica e sul continente africano sarà sempre qualcosa di inadeguato rispetto alla realtà. L assegnazione del massimo torneo calcistico al Sudafrica è a tutti gli effetti una promessa che riguarda il futuro di tutto il Continente ed in particolare di quella parte che chiamiamo Africa sub-sahariana. Un grande continente, davvero, da molti punti di vista, tanto da non poter essere riassumibile in una descrizione esaustiva di tutte le sue peculiarità. Per questo ci piace pensare alle tante afriche di cui è composta l Africa: culture, storie, economie, sapori, colori ancora in divenire, le ultime forse da cui ci si possa aspettare un contributo creativo, e non totalmente omologato, in tempi di globalizzazione. Questa Africa non è certo immune dalla seduzione, dalla coercizione o dall omologazione del mercato unico e delle sue regole; e i tanti problemi dovuti al rapporto con un devastante periodo di conquista e poi della complessa via verso l autodeterminazione sono ben lungi dall essere risolti ; ma sarebbe ingiusto appiattirci a nostra volta solo sui problemi di un continente; guardiamo all Africa che cambia le speranze e le aspettative delle tantissime comunità di cui si compone e di noi tutti: insieme a loro, al loro fianco. Viaggiare all interno delle realtà africane, viaggiare all interno della realtà degli africani anche in Italia, utilizzando il calcio come strumento di comunicazione, di partecipazione e di coesione sociale.

5 PAGINA 5 Un evento importante non solo per il continente africano, ma per tutte le comunità africane che vivono nelle città europee e italiane: un evento che vogliamo vivere e raccontare viaggiando attraverso diverse città e regioni italiane, per arrivare a Johannesburg, in Sudafrica, alla riscoperta di un calcio libero, pulito, bello, da giocare. I motori sono però caldi, e il bagagliaio è già pieno: di palloni, di pettorine, di divise, di porte da calcio pieghevoli, di tirarighe. Perché quella del Matatu non è una gita turistica: è un viaggio nelle realtà africane attraverso il vero calcio, quello che si gioca nelle baraccopoli, su terra battuta, scalzi, senza porte regolamentari...un gioco bello, improvvisato, pulito e inclusivo! Ad ogni tappa, ospite di una delle ong del network CoLomba, il Matatu organizzerà partite di calcio, vero strumento di coesione sociale, di partecipazione e di comunicazione. La partenza del Matatu coinciderà a Nairobi con il fischio di inizio di un torneo di street soccer, il calcio di strada. Per tutta la durata del viaggio gli intrepidi viaggiatori attraverso foto, video e racconti sul sito ci descriveranno la strada, gli incontri, le partite di calcio. Non solo: ci faranno vedere come gli africani vivono il loro Mondiale. Anche in Italia il calcio sarà il filo conduttore di un viaggio attraverso le realtà di periferia, nei quartieri degli immigrati, dove si improvviseranno tornei negli oratori, nei centri sociali, nelle palestre, nei parchi. Tutti possono contribuire a realizzare il viaggio del matatu italiano! Partite in viaggio con noi: organizzate iniziative, partite e tornei di calcio, raccontateci com è andata, mandateci le vostre foto e i vostri video. Perché i Mondiali in Sudafrica non siano solo la festa della Fifa, ma quella di tutto il calcio, in Africa e in Italia! Buon viaggio Matatu! KENYA Promuovere competenze per uno sviluppo locale nelle zone rurali Nuove altalene nel Kenya occidentale! Jukumu Letu, asilo per bimbi orfani e vulnerabili di cui abbiamo parlato nello scorso numero di Spazio IPSIA, oltre ad avere un centro a Nairobi, appena rinnovato, è presente con un secondo centro a Bunyore, nella parte occidentale del Kenya, al confine ugandese, che ospita circa 85 bambini in quest'area rurale del paese. A F R I C A Con i soldi ricavati da attività di fundraising tra Kenya, Italia e Olanda, è stato possibile rinnovare il centro completamente: ridipingere la struttura che ospita l'asilo, costruire un piccolo parco giochi con tanto di altalene (che i bambini adorano!), scavare una piccola area per il gioco con la sabbia, sistemare una cisterna per la raccolta di acqua piovana da poter utilizzare per il centro. È stato possibile, inoltre, acquistare un nuovo terreno per ampliare il centro: è stato misurato e recintato e stanno per iniziare i lavori per poter unire il nuovo e il vecchio asilo. Bambini giocano sulle nuove altalene Jukumu Letu è davvero una risorsa importante in quei villaggi rurali: permette ai bimbi di socializzare e stare insieme in un ambiente stimolante e sicuro e lascia liberi genitori e fratelli maggiori di andare a lavorare o a scuola, sistemando i piccoli in un posto allegro, sicuro e...pieno di altalene! MOZAMBICO Promuovere competenze per la difesa dei diritti e per l'economia solidale Mozambico: La violenza è dipendenza? Proponiamo questo mese una riflessione sulla situazione di crescente violenza in Mozambico, a cura di Sara Braga, servizio civile con IPSIA a Inhassoro. Il degrado che la crisi economica sta acutizzando nel mondo, si riflette negli ultimi giorni anche in Mozambico. Sino ad oggi il paese è stato considerato in un certo senso anche a ragione un paese tranquillo, dove i tassi di violenza erano tutto sommato contenuti rispetto ai più agitati vicini; è un dato

6 PAGINA 6 A F R I C A concreto infatti che rispetto ai paesi che lo circondano, Sud Africa, Angola, Tanzania e Zimbabwe, esso abbia sempre presentato flussi e picchi di criminalità meno intensi e più controllati. Ultimamente però una escalation di violenza sta lasciando traccia della sua presenza, da nord a sud e da sud a nord diffondendosi ancora, per fortuna, a ritmi non troppo allarmanti. Da una parte c è il riflesso dell acutizzarsi della diseguaglianza approfonditasi e resa più insopportabile dalla recente crisi economica e dall altra parte invece la restrizione delle norme sull immigrazione in Sud Africa che ha costretto molti mozambicani ad un rientro forzato e frustrante dopo anni di discriminazione in terra sudafricana. Questi due elementi hanno generato, insieme al malcontento presente soprattutto al nord, dove la componente d opposizione RENAMO è più forte e trascina con se anni di frustrazione politica, la crescita esponenziale di episodi di violenza che vedono coinvolti bande armate che attaccano senza eccezion fatta la cittadinanza. L ultimo episodio risale a pochissimi giorni fa e ha allarmato gli occhi più critici. È stata infatti attaccata la missione cattolica di Mocoduene, piccolissimo centro della provincia di Inhambane e ferito, a colpi di arma da fuoco, padre Thiago conosciuto e stimato dalla comunità per il suo pluriennale impegno. A spaventare infatti non è semplicemente l attacco personale, il furto o la perdita di beni, seppure importanti; a spaventare è che in questi attacchi non si riconosce la benché minima attenzione a discernere tra chi è impegnato attivamente nella stesse comunità in cui i ladroni sono nati e cresciuti e il comune mzungu bianco. Questo può significare diverse cose e pone diversi interrogativi: si sta perdendo il legame con la comunità? Non siamo più in grado di farci conoscere dal popolo dei villaggi dove lavoriamo? La povertà è l unica artefice dell allargarsi a macchia d olio dei target dei ladri? Il fatto che sempre più spesso siano le missioni o le organizzazioni non governative l obiettivo di questi furti, significa che ad ampliarsi, oltretutto, è anche il divario tra il lavoro dei padri o degli operatori locali e le comunità. C è, forse, un problema di comunicazione e quindi di percezione e ricezione del messaggio che queste istituzioni portano attraverso il loro nostro lavoro. E quindi necessario interrogarsi sull opportunità di ridefinire gli strumenti di dialogo e coinvolgimento delle comunità locali per chiarificare che la nostra presenza, con alcune eccezioni, non è una nuova presenza colonizzatrice o per lo meno non solo, secondo quanto si sta dibattendo ultimamente in Europa. A mio avviso è importante che il primo passo parta da noi agenti dello sviluppo e in possesso dei mezzi per ridefinire e calibrare il coinvolgimento delle comunità nei nostri progetti. Poiché se un bug nelle comunicazioni c è o c è stato, parte delle responsabilità sono anche nostre. In fondo la sfida è attuale e la posta in palio è la stessa riuscita dei nostri progetti, nonché sul lungo periodo lo sviluppo. Sfidiamo noi stessi e la nostra stessa evoluzione filosofico-politica che ci ha portato a negare da decenni l etnocentrismo in favore di un approccio aperto alla conoscenza, alla comprensione dell altro e allo scambio con lui. Sara Braga B A L C A N I KOSOVO Formazione, microcredito e sviluppo agricolo (Cofinanziato MAE. In partnership con CELIM Milano, PRODOCS, RTM) Promuovere competenze per uno sviluppo locale nelle zone rurali Viaggio-studio in Albania A fine aprile IPSIA ha organizzato un viaggio studio in Albania per i rappresentanti delle tre MFI s. Così il 27 aprile il project manager dell area economica e agro zootecnica Afrim e il logista Blerim insieme ai rappresentanti delle tre MFIs Abaz Qazimi Executive Director, Mështekna, Resul Ahmeti Credit Officer, Mështekna, Zef Hasanaj Credit Analyst, Qelim Kosovë, Mentor Hasanaj Administration Officer, Qelim Kosovë, Nexhat Elezaj Credit Officer/ Accountant, Perspektiva 4, sono partiti con il furgoncino IPSIA verso il paese delle aquile. Lo scopo di questo viaggio è stato quello di ottenere informazioni a proposito della situazione del settore di microfinance sector and micro-financial institutions in Albania. In Albania sono registrate ufficialmente cinque MFIs. La delegazione ha visitato quattro di queste MFIs, eccetto Union Jehona, che statisticamente risulta essere la più debole.

7 PAGINA 7 Oltre alle MFIs, la delegazione ha visitato una federazione di contadini e un agenzia di sviluppo economico locale che fornisce piccoli prestiti attraverso sicure condizioni finanziarie. Il viaggio di istruzione in Albania secondo le parole di Afrim è stato un successo, necessario e importante per i partner di IPSIA conoscere altre MFIs e confrontarsi con loro. B A L C A N I Un grazie particolare sia a Patrizia Dodaro Responsible for Microfinance, IPSIA, Albania che ha seguito con attenzione il gruppo per quasi tutta la settimana accompagnandoli con professionalità nelle diverse MFIs, sia all ospitalità di tutto lo staff IPSIA-Albania. BOSNIA ERZEGOVINA Una valle rinasce (Cofinanziato MAE. In partnership con ICEI - capofila -) Promuovere competenze per uno sviluppo locale nelle zone rurali IPSIA in Bosnia: inizia una nuova avventura! Foto di gruppo durante il viaggio in Albania Il progetto Una valle rinasce mira ad un azione integrata di sviluppo agricolo, turismo sostenibile e inclusione sociale, il tutto nella cornice geografica del Cantone di Una-Sana, unità amministrativa situata nel nord-ovest del Paese e comprendente la città di Bihać nonché l idilliaca valle del fiume Una. Intervenendo su tre tematiche distinte ma fortemente interallacciate (turismo sostenibile, agricoltura e giovani) il progetto propone un modello di sviluppo sostenibile e un sostegno all occupazione, soprattutto giovanile; inoltre vuole contribuire al miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni rurali, valorizzando quelle risorse naturali, sociali e culturali che troppo spesso si trovano ad essere trascurate dalle istituzioni ma anche dalla stessa società civile. Per lo sviluppo turistico verranno svolte attività di sensibilizzazione e formazione in turismo ecosostenibile, sviluppati percorsi turistici, migliorate le infrastrutture di ricezione e realizzato un ampio lavoro di promozione sia localmente sia a livello internazionale. Per la componente agricola si svilupperà una filiera produttiva ad alto valore aggiunto, per favorire l aumento del reddito delle famiglie interessate (formazione, produzione, commercializzazione, assistenza tecnica e sperimentazione di tecniche agricole alternative). I giovani saranno attivamente coinvolti trasversalmente in tutte le attività delle sopracitate componenti, e saranno protagonisti di iniziative sociali, culturali e produttive volte a fornire loro nuove opportunità e prospettive future. IPSIA Milano ha ricevuto una richiesta dalla scuola elementare di Stolac, in Bosnia. La richiesta di contribuire all'acquisto di una carrozzina per disabili per facilitare la partecipazione alle normali attività scolastiche di un bambina di 6 anni che ha avuto una paralisi cerebrale. La bambina inizierà a settembre la sua, speriamo felice, carriera scolastica ma per farlo deve abbattere le barriere architettoniche della antiquata e semidistrutta cittadina di Stolac. La cifra totale necessaria è di 900 euro. IPSIA Milano ne ha già trovati metà: 450 euro. Per il resto viene promossa una piccola raccolta fondi e chiunque voglia aiutare, con quanto vuole e può, ben venga! La cifra da raggiungere non è alta e unendo gli sforzi ce la si può sicuramente fare. La prima parte dei soldi verrà portata in Bosnia il 15 giugno, data in cui era già prevista una missione per preparare Terre e Libertà e in cui verrà incontrato il Direttore della scuola. La seconda parte potrà essere consegnata ad agosto dall'equipe dei volontari di Terre e libertà che partirà il 30 luglio. Ricordando che Stolac, piccolo gioiello dell'erzegovina, è la cittadina natale di Mak Dizdar, il grande poeta che ci ricorda il gesto amicale di una mano aperta, con queste parole. Questa mano che germoglia da pietra E' muta ma non priva di parola Questa mano ti dice: fermati Esaminati le mani con attenzione T invita a riposare Delle mani, pensaci È possibile contribuire brevi manu c/o IPSIA Milano o a mezzo bonifico, sul conto intestato a IPSIA Milano: IT49B causale: stolac

8 PAGINA 8 VOLONTARIATO INTERNAZIONALE SERVIZIO CIVILE NAZIONALE Continua il consueto appuntamento con il blog dei ragazzi che hanno preso servizio civile con IPISA in Brasile, Argentina, Kenya, Mozambico, Bosnia Erzegovina, Kosovo e Albania. Questo mese troviamo un testo scritto da Ellen Belardi, con IPSIA in Bosnia. Sul blog tutte le testimonianze, video, e tante immagini. Riflessione sulla libertà Libertà di movimento. Questo è uno dei diritti di cui i cittadini della Bosnia Erzegovina si sentono maggiormente privati. Su due diversi fronti. Il primo riguarda l attesa della liberalizzazione dei visti che porterà all entrata del paese nell area Schengen, ma a tutt oggi sempre e soltanto promessa (le ultime voci parlano del 2 giugno prossimo). Questa situazione pesa ancor di più dal momento che i paesi confinanti e tutti i cittadini bosniaci con passaporti serbi o croati non sono invece soggetti a tale restrizione.. Il secondo, per me ancor più meschino perché frutto dell assurdità e crudeltà della guerra, è l impossibilità di essere liberi di percorrere in lungo e in largo il paese. La presenza di mine in gran parte del territorio rende quindi la libertà di movimento preclusa anche all interno dei confini nazionali! Vedere pianure e valli sconfinate, montagne affascinanti che suscitano la voglia di avventurarsi alla loro scoperta, o anche semplicemente il poter ruzzolare e correre in un campo aperto e poi dover rinunciare perché situate in zone minate, fa riflettere su come debba essere difficile dover convivere con questo pericolo costante e quindi dover rinunciare ingiustamente a godersi le meraviglie della natura di questo paese! La sensazione che ho potuto captare nel parlare con i locali è risultata essere una sorta di limitazione, quasi segregazione, in aree ben confinate all interno e verso l esterno del loro paese. Questa riflessione vuole essere solo uno spunto per meditare sulla libertà di cui noi godiamo quotidianamente, ma che spesso diamo per scontata e scordiamo di considerare preziosa e non alla portata di tutti! Ellen Belardi, Servizio Civile a Bihać (Bosnia Erzegovina) aprile 2010 E A R G EDUCAZIONE ALLE RELAZIONI GIUSTE Combattere la povertà (Titolarità ISCOS, in collaborazione con ARCS, IPSIA, Progetto Sviluppo e Progetto Sud. Cofinanziato MAE) Si è tenuta lunedì 24 maggio presso la sede romana di Progetto Sud/UIL una tavola rotonda durante la quale Sindacati, Movimenti Associativi, Università e Istituzioni si sono confrontati sul tema del lavoro dignitoso e della partecipazione sociale quali strumenti per combattere la povertà. La tavola rotonda rientra nel progetto promosso in partnership dalle ong di ACLI, ARCI, CGIL, CISL, UIL, fra le più grandi organizzazioni italiane, sindacali o associative. Da oltre 25 anni IPSIA e le altre ONG promosse da queste organizzazioni si impegnano nei Paesi in via di sviluppo sugli stessi temi che i loro promotori portano avanti in Italia e in Europa - la difesa dei diritti, la crescita economica e sociale delle persone e delle comunità con la consapevolezza che lo sviluppo delle persone, delle comunità e dei paesi passa attraverso il lavoro e la partecipazione ai processi economici, sociali e politici.

9 PAGINA 9 DALLE SEDI LOCALI ASSEMBLEA SOCI IPSIA 2010 A Firenze nella cornice di Terra Futura, consueta mostra-convegno Internazionale delle buone pratiche di sostenibilità, si è svolta l'annuale assemblea dei soci di IPSIA, momento di approfondimento e dibattito. Su sono disponibili i materiali. M I L A N O C R E M O N A Costituito il nuovo direttivo di IPSIA Milano Aperitivo della legalità Nuovi stili di vita Il mese di maggio ha visto concludersi il mandato del vecchio Direttivo di IPSIA Milano e il costituirsi del nuovo Direttivo. Silvia Maraone è stata eletta dai nuovi membri del Direttivo in qualità di Presidente, Daniele Socciarelli e Silvio Ziliotto saranno invece i nuovi Vice Presidenti. I nostri tre rimarranno in carica fino al Già dal primo incontro il gruppo ha iniziato a confrontarsi e, come in un laboratorio creativo, pensare alle iniziative da promuovere nel futuro, privilegiando sempre momenti (in)formativi che rispondano alle esigenze del territorio e dei cittadini. Per quanto riguarda le attività promosse da IPSIA nell'immediato, ricordiamo che nel mese di giugno, prenderà il via il corso di degustazione "TERRE, VINI E LIBERTA'", a sostegno del progetto Terre e Libertà. Sarà articolato in sei appuntamenti sulle tracce olfattive e gustative dei vini della penisola. Il corso si svolgerà presso le ACLI in Via della Signora 3, a partire dal 10 Giugno, tenuto da Lucia Santucci, sommelier dell'a.i.s. Lombardia. Sabato 22 maggio, a margine dell'annuale assemblea dei soci, IPSIA Cremona, in collaborazione con il Coordinamento Provinciale Libera Cremona e la cooperativa La Siembra, ha proposto un aperitivo della legalità. L'occasione è stata data dall'adesione al neonato Coordinamento Provinciale di Libera Cremona, costituitosi lo scorso 6 marzo a Cremona alla presenza di don Luigi Ciotti: nella prima iniziativa pubblica del Coordinamento nel territorio cremasco dalla sua costituzione si è quindi scelto di proporre un aperitivo della legalità, una degustazione dei vini prodotti dalle cooperative di Libera Terra, che lavorano sui terreni confiscati alle mafie. Ad arricchire senso e gusti di questo aperitivo, accompagnando i vini di Libera Terra, ci ha pensato il progetto Filiera Corta Solidale, attraverso la degustazione di alcuni prodotti da agricoltura biologica, provenienti da produttori partecipanti al progetto promosso da AVAL-ACLI, che gode del sostegno e contributo di molte realtà dell'economia solidale locale. Durante l'aperitivo sono intervenuti Silvia Camisaschi, referente provinciale del Coordinamento di Libera, e Marco Tacchini, presidente di GAS sul Serio, GAS aderente al coordinamento del progetto Filiera Corta Solidale. Domenica 23 maggio si è tenuto il terzo incontro del percorso di 'secondo livello' per i volontari Nuovi stili di vita - un nuovo rapporto con le cose: equo, etico e solidale, promosso da Caritas di Crema, Ufficio Missionario, La Siembra e IPSIA Cremona. Il terzo incontro è stato dedicato al tema dell'economia solidale: sono intervenuti Marco Servettini, responsabile dell'associazione comasca L'Isola che c'è e animatore e anima della locale rete di economia solidale, e Laura Rossi, coordinatrice del progetto Filiera Corta Solidale.

10 PAGINA 10 DALLE SEDI LOCALI Parole e musica per riflettere su cooperazione e cosviluppo Un buffet etnico, una tavola rotonda e uno spettacolo di musica dall Europa dell Est hanno chiuso nella serata del 22 maggio scorso il progetto di IPSIA Treviso Impresa donna: un nuovo modo per cooperare allo sviluppo, realizzato in rete con due associazioni di migranti, alcune organizzazioni non governative e il contributo del CSV. Un progetto importante che ha messo al centro la donna straniera in Italia e il suo ruolo attivo nello sviluppo sociale ed economico anche dei paesi d origine ha ribadito Andrea Citron, vicepresidente delle Acli di Treviso, introducendo la serata -. Sono stati realizzati diversi eventi sul territorio, dei laboratori formativi ed un calendario ricco di iniziative che hanno coinvolto persone interessate a conoscere le realtà immigrate, le loro potenzialità ancora poco espresse e soprattutto il capitale umano e sociale di cui le donne possono farsi portatrici nelle comunità di partenza e di arrivo. T R E V I S O La serata conclusiva, in particolare, ha dato spazio all associazione Ucraina Più che ha curato il buffet etnico e lo spettacolo di musica e canti tradizionali. Un modo per far conoscere aspetti delle abitudini e delle tradizioni di queste donne, che in Italia sono sempre più numerose e rappresentano un vero capitale sociale, se pensiamo al lavoro di cura con i nostri anziani di cui si fanno carico. Con l occasione hanno anche potuto presentarci il Telo dell unione nazionale ucraina, sostanzialmente il Telo dell unità, ricamato da persone per circa due anni: racconta la storia dell Ucraina e per questo ha un forte valore simbolico, sacramentale e culturale. Credo che sia molto interessante costruire azioni di cosviluppo a partire dal ruolo della donna immigrata ha spiegato Mauro Montalbetti di IPSIA nazionale, intervenendo durante la tavola rotonda -, non fosse altro perché rappresenta una risorsa per noi e per il suo popolo. Sullo scambio e il dialogo reciproco dobbiamo continuare a lavorare, non in termini di bisogni, quanto piuttosto di diritti, perché qui si giocano le sfide del nostro prossimo futuro. Dopo le associazioni Nat s per Treviso che si occupa in particolare dei diritti dei bambini lavoratori in America Latina e Ovci/La nostra famiglia che segue progetti di assistenza sanitaria in Sudan ed Ecuador -, è intervenuta Tamara Pozdnyakova, presidente dell Ucraina Più, associazione impegnata con uno sportello informativo e una scuola di lingua ucraina per bambini accreditata presso il ministero. Ma tentiamo di fare anche altro: di favorire il dialogo fra le culture e di realizzare il bene per il nostro Paese. Non possiamo essere solo le loro galline dalle uova d oro ha detto riferendosi alle tante donne ucraine immigrate nel mondo che lavorano e mandano i soldi a casa -. Penso ad esempio a tutti i nostri figli, orfani sociali, che crescono con il nostro denaro, studiano, vivono ma senza di noi; dobbiamo riportare al centro una cultura dei diritti, che passa primariamente per quella dei bambini a vivere con i loro genitori. La condivisione si è poi spostata sul valore e le modalità di fare rete nei progetti di cooperazione internazionale, sul ruolo dei migranti in special modo nelle forme associate soggetti attivi nei territori e coinvolti in modo concreto in azioni di sviluppo per le loro comunità di appartenenza. Particolare attenzione è stata posta a ribadire la necessità che le azioni di cooperazione allo sviluppo siano incentrate sul principio di sussidiarietà e soprattutto sostenibili nel tempo, per operare realmente in dialogo tra popoli e culture. In tutta Italia è in corso la raccolta firme per i referendum per la ripubblicizzazione dell'acqua. Sono già le firme raccolte!!! Per informazioni

11 PAGINA 11 DAL SISTEMA ACLI SENZA BIGLIETTO DI RITORNO ACLI Milano Le ACLI di Milano hanno organizzato per giovedì 27 maggio un incontro con Emiliano Bos giornalista inviato della Radiotelevisione Svizzera. L'incontro dal titolo Senza biglietto di ritorno - Volti di migranti, storie di profughi in fuga dalla povertà. aveva come obiettivo quello di analizzare le cause degli attuali flussi migratori per considerare gli stretti collegamenti esistenti tra lo sviluppo sociale ed economico delle diverse aree del mondo, parlare di migrazioni per tematizzare il concetto di interdipendenza e approfondire i grandi squilibri demografici, politici ed economici che caratterizzano l odierna situazione mondiale. M I L A N O Ogni anno milioni di persone sono costrette a migrare. La povertà, il degrado ambientale, l'assenza di pace e sicurezza, le violazioni di diritti umani che ne sono la causa, richiamano l impegno e la nostra responsabilità per porre fine alla povertà attraverso il raggiungimento degli Obiettivi del Millennio. INCONTRO CON AHLAM MAHADI ACLI Milano L'Ufficio Internazionale e il Coordinamento Donne delle Acli Provinciali di Milano - Monza e Brianza hanno organizzato un incontro con Ahlam Mahadi, approfittando della sua presenza in Italia, in quanto invitata al Forum per la pace e alla marcia Perugia-Assisi del 16 maggio. Ahlam Mahadi è fondatrice e direttrice dell'ong sudanese Ahlam Charity Organization attiva in Darfur a protezione di donne e bambini, una delle ONG attive nel programma di capacity building portato avanti dalla Campagna Italiana per il Sudan a sostegno del ruolo della società civile sudanese nel consolidamento di una pace sostenibile. Ahlam è una esponente qualificata e riconosciuta della società civile darfuriana; ha partecipato ai colloqui di pace che hanno portato alla firma del DPA (Darfur Peace Agreement) nel maggio del 2006; ha rappresentato le donne del Darfur in diverse occasioni internazionali; negli scorsi mesi ha partecipato anche ai colloqui di Doha, come rappresentante della società civile darfuriana. KINGASANI - mostra fotografica sul Congo ACLI Milano È stata esposta dal 3 al 16 maggio Kingasi, una mostra fotografica sul Congo. Realizzata da Claudia Giambelli e Monica Franciol la mostra racconta il viaggio in una missione in Congo, immagini ed emozioni condivise da due volontarie per raccontare una terra difficile, ove è possibile seminare raccogliere coraggio e speranza. BEM VIVER SPAGHETTATA DELLA PACE Bem Viver Cafè In occasione della Marcia della Pace Perugia e Assisi il Bem Viver Cafè ha organizzato per la sera del 15 maggio una spaghettata con i prodotti dell'associazione Libera. Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" è nata il 25 marzo 1995 con l'intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia. Attualmente Libera è un coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità. La legge sull'uso sociale dei beni confiscati alle mafie, l'educazione alla legalità democratica, l'impegno contro la corruzione, i campi di formazione antimafia, i progetti sul lavoro e lo sviluppo, le attività antiusura, sono alcuni dei concreti impegni di Libera. Libera è riconosciuta come associazione di promozione sociale dal Ministero della Solidarietà Sociale. Nel 2008 è stata inserita dall'eurispes tra le eccellenze italiane. È finalmente disponibile su il 4 numero (maggio 2010) della newsletter dell Area Immigrazione delle ACLI Fogli di vita migrante nella sua veste grafica tutta nuova.

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