AFFIDAMENTO AL TERRITORIO DEL PAZIENTE KPC DR. MARIO MARIN RESPONSABILE U.O. RESIDENZIALITA TERRITORIALE

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1 AFFIDAMENTO AL TERRITORIO DEL PAZIENTE KPC DR. MARIO MARIN RESPONSABILE U.O. RESIDENZIALITA TERRITORIALE

2 AFFIDAMENTO AL TERRITORIO DEL PAZIENTE KPC Residenzialità extraospedaliera (17 Centri Servizi, SVP, SAPA, 4 CS per religiosi, 4 CD per non autosuff.) Capacità ricettiva al p.l p.l. per religiosi + 64 posti di semiresidenzialità

3 AFFIDAMENTO AL TERRITORIO DEL PAZIENTE KPC Paziente dimissibile a domicilio: 1. Paz. che non necessita di interventi assistenziali domiciliari dimesso con lettera di dimissione e stampato esplicativo 2. Paz. che necessita di interventi assistenziali domiciliari attivazione U.V.M.D per presa in carico domiciliare (indicazioni MMG, ai familiari, all infermiere domiciliare )

4 Enterobatteri produttori di carbapenemasi La regola più semplice ed efficace per evitare il contagio è una scrupolosa igiene delle mani. Informazioni per pazienti portatori A cura del: Gruppo di Controllo delle Infezioni Ospedaliere ULSS 3 Bibliografia: Area Rischio Infettivo (ASSR) Regione Emilia Romagna

5 Che cosa sono gli enterobatteri produttori di carbapenemasi? Gli enterobatteri sono germi che normalmente fanno parte della flora intestinale ma che, in condizioni particolari, possono provocare infezioni anche gravi. Alcuni sono resistenti a quasi tutti gli antibioticia disposizione, rendendo molto difficile trovare una terapia efficace. Le situazioni più problematiche si hanno quando questi batteri diventano resistenti a un particolare tipo di antibiotici: i carbapenemi. In questo caso si parla di enterobatteri produttori di carbapenemasi. La diffusione di tali batteri resistenti è favorita da un utilizzo non appropriato degli antibiotici. Chi è il paziente portatore? Il portatore è una persona che può trasmettere ad altri un germe pur non avendo alcun sintomo di infezione. Nulla distingue esternamente il portatore da un non portatore; è di fondamentale importanza che il portatore conosca e rispetti le regole per ridurre il rischio i contaminare l ambiente che lo circonda ed evitare così di contagiare altre persone. La regola più semplice ed efficace è quella di una scrupolosa igiene delle mani.

6 Come si trasmettono? Gli enterobatteri produttori di carbapenemasi si trasmettono principalmente in due modi. Direttamente da un paziente portatore a un altra persona, attraverso le mani. Questo può succedere, ad esempio, se una persona tocca il portatore con le mani e poi le porta alla bocca o tocca qualunque oggetto o i suoi indumenti prima di aver lavato accuratamente le mani. Attraverso l ambiente circostante. Questo si verifica, ad esempio, se il paziente portatore con le mani non pulite tocca la superficie di un mobile o di un corrimano o qualunque altro oggetto nella stanza e questo a sua volta prima di essere pulito e disinfettato viene toccato da un altra persona. La regola basilare per evitare il contagio è quindi un accurata, scrupolosa e tempestiva igiene delle mani. Un singolo paziente portatore può infatti contagiare molte altre persone. Gli enterobatteri possono essere presenti nell intestino senza provocare nessuna infezione e nessun sintomo anche per molti mesi: per questo alle persone che sono venute a contatto con pazienti portatori possono essere proposti esami (un tampone rettale) per verificare se sono stati contagiati oppure no.

7 Durante il ricovero in ospedale Per evitare che gli enterobatteri si diffondano è importante che i pazienti portatori e anche le persone che si occupano di loro seguano alcune semplici regole igieniche. Il paziente deve curare scrupolosamente la propria igiene personale: dovrà cambiare la biancheria (indumenti e asciugamani) tutti i giorni e dovrà utilizzare solo il bagno a lui dedicato. I familiari e i conoscenti in visita devono lavarsi accuratamente le mani oppure igienizzarle con un gel idroalocolico ogni volta che entrano o escono dalla camera, evitando di portare le mani alla bocca durante la permanenza nella camera. Inoltre non devono sedersi sul letto del paziente e devono utilizzare esclusivamente il bagno per i visitatori (e non quello riservato al paziente). Inoltre il paziente non dovrà stupirsi nel vedere che anche medici e infermieri si attengono ad alcune norme precise: infatti, oltre all igiene delle mani, gli operatori sanitari sono tenuti a usare i guanti e indossare un sovra-camice durante le visite e i contatti ravvicinati con il paziente.

8 Quando si torna a casa Non è indicata nessuna precauzione particolare. E possibile riprendere le normali attività relazionali e professionali, anche se è necessario l igiene personale quotidiana e lavarsi le mani ogni volta sia opportuno (ad esempio dopo aver utilizzato i servizi igienici) e prima di ogni attività in cui si viene a contatto con alimenti (ad esempio prima di mangiare o di cucinare). E consigliato l uso di gel alcolico per la disinfezione delle mani. I servizi igienici vanno disinfettati con Amuchina all 1% (si può trovare in farmacia o al supermercato). Gli indumenti possono essere lavati in lavatrice utilizzando i comuni programmi di lavaggio. Importante: ogni volta che il paziente deve effettuare una qualunque cura o terapia (anche cura dentistica, fisioterapica, ecc ) deve segnalare a chi lo assiste (infermiere, dentista, fisioterapista, medico ) di essere portatore di un enterobatterio altamente resistente agli antibiotici, perché l operatore possa prendere le precauzioni necessarie. In caso di nuovo ricovero In caso di un nuovo ricovero, il paziente deve segnalare di essere portatore di un enterobatterio altamente resistente agli antibiotici in modo tale che vengano attuate le precauzioni necessarie già al momento del ricovero.

9 AFFIDAMENTO AL TERRITORIO DEL PAZIENTE KPC In caso di non dimissibilità a domicilio, richiesta di accoglimento in Centro Servizi: 1. Accoglimento temporaneo 2. Accoglimento definitivo

10 AFFIDAMENTO AL TERRITORIO DEL PAZIENTE KPC Pazienti ricoverati nei Reparti Ospedalieri Modalità di presa in carico per l accesso ai Centri Servizi: U.nità V.alutativa G.eriatrica O.spedaliera Geriatra - Ass. Sociale Sportello Integrato - Medico del Reparto di degenza-infermiere/coord. Inf.

11 AFFIDAMENTO AL TERRITORIO DEL PAZIENTE KPC Criteri per accoglimento temporaneo in Centro Servizi (ex RSA) 1) Condizione di non autosuff. (perdita di autonomia recente e/o importante) 2) Mancanza di rete familiare

12 AFFIDAMENTO AL TERRITORIO DEL PAZIENTE KPC Attualmente 4 p.l. c/o Centro Servizi Tulipano Marostica (2 stanze singole, 1 doppia) Attuato percorso formativo per il personale del Centro Servizi

13 AFFIDAMENTO AL TERRITORIO DEL PAZIENTE KPC ORGANICO INDICAZIONI REGIONALI PER GLI STANDARD DI ORGANICO DA ATTRIBUIRE (Dgr n complemento di attuazione della L.R n. 22) persone anziane non autosufficienti con maggior bisogno assistenziale ORGANICO INDICAZIONI REGIONALI PER GLI STANDARD DI ORGANICO DA ATTRIBUIRE (Dgr n complemento di attuazione della L.R n. 22 persone anziane non autosufficienti con ridotto-minimo bisogno assistenziale ORGANICO GERIATRIA S. BASSIANO POSTI LETTO RSA TULIPANO 62 su due piani POSTI LETTO CENTRO SERVIZI 48 su due piani POSTI LETTO 48 su un piano INF. M 2 - P 2 - N 1 OSS M 8 - P 8 - N 3 INF. M 1 - P 1 - N 1 OSS M 6 - P 4 - N 1 INF. M 4 - P 3 - N 2 OSS M 5 - P 4 - N 1

14 AFFIDAMENTO AL TERRITORIO DEL PAZIENTE KPC Rapporto del personale in fascia diurna RSA TULIPANO persone anziane non autosufficienti con maggior bisogno assistenziale CENTRO SERVIZI persone anziane non autosufficienti con ridotto-minimo bisogno assistenziale GERIATRIA S. BASSIANO. Infermieri 1/31 ospiti Infermieri 1/48 ospiti Infermieri 1/14 ospiti OSS 1/8 OSS 1/10 OSS 1/11

15 AFFIDAMENTO AL TERRITORIO DEL PAZIENTE KPC Monitoraggio viene effettuato attraverso l esecuzione di tampone rettale ogni tre mesi.

16 AFFIDAMENTO AL TERRITORIO DEL PAZIENTE KPC Criticità 1. Dimissione a domicilio 2. Accoglimento definitivo

17 AFFIDAMENTO AL TERRITORIO DEL PAZIENTE KPC Accoglimento definitivo? Paz. ad elevato carico assistenziale (impegnativa di residenzialità di livello medio). Individuazione dei CS autorizzati per la gestione di pazienti ad elevato carico assistenziale. Percorso formativo per il personale coinvolto (MMG, infermieri, operatori, ecc.)

18 AFFIDAMENTO AL TERRITORIO DEL PAZIENTE KPC Scenari 1) Dimissione dall ospedale di un paziente colonizzato: -invio/ritorno in struttura socio-sanitaria -ritorno nella propria abitazione 2) Nuova diagnosi a domicilio di infezione/colonizzazione

19 AFFIDAMENTO AL TERRITORIO DEL PAZIENTE KPC Il paziente a rischio procedure invasive (catetere intravascolare, ventilazione meccanica) immunodepressione/ patologie croniche scompensate trattato a lungo con antibiotici lungo ricovero in ospedale Gli ambiti assistenziali a rischio proporzione elevata di pazienti esposti a procedure invasive, immuno-depressi, trattati con antibiotici, colonizzati da KPC

20 AFFIDAMENTO AL TERRITORIO DEL PAZIENTE KPC Persone in buona salute generalmente non sviluppano infezioni cliniche da KPC

21 AFFIDAMENTO AL TERRITORIO DEL PAZIENTE KPC Differenze tra ospedale e territorio Ospedali per acuti Rischio elevato di: esposizione a pazienti colonizzati/ infetti da KPC sviluppare infezione invasiva,con letalità elevata Strutture residenziali esposizione a pazienti colonizzati meno frequente (solo pazienti trasferiti da ospedali per acuti) Rischio di infezione invasiva più basso rispetto a pazienti ospedalizzati

22 AFFIDAMENTO AL TERRITORIO DEL PAZIENTE KPC Differenze tra ospedale e territorio Domicilio Il rischio di trasmissione è basso se è noto lo stato di colonizzazione del convivente trasferito dall ospedale (igiene delle mani) I conviventi in buona salute generalmente non sviluppano infezioni da KPC

23 AFFIDAMENTO AL TERRITORIO DEL PAZIENTE KPC Differenze tra ospedale e territorio A fronte di un elevata prevalenza di MDRO, la frequenza delle infezioni causate da questi patogeni rimane bassa nelle strutture residenziali per anziani. Se in ambiente ospedaliero, un infezione si sviluppa nel 30% dei soggetti colonizzati, ciò si verifica solo nel 5-15% degli anziani istituzionalizzati. Tratto da: IL CONTROLLO DELLE INFEZIONI NELLE STRUTTURE RESIDENZIALI SOCIOSANITARIE (2008) Dora Buonfrate Paola Mantoan Giampietro Pellizzer Romina Cazzaro Ugo Fedeli Paolo Spolaore

24 AFFIDAMENTO AL TERRITORIO DEL PAZIENTE KPC Differenze tra ospedale e territorio La potenzialità di trasmissione è determinata dalla consistenza più o meno ampia del numero di soggetti colonizzati o infetti ( pressione di colonizzazione ) e naturalmente, anche dall accuratezza nell applicazione delle misure di prevenzione. Tratto da: IL CONTROLLO DELLE INFEZIONI NELLE STRUTTURE RESIDENZIALI SOCIOSANITARIE (2008) Dora Buonfrate Paola Mantoan Giampietro Pellizzer Romina Cazzaro Ugo Fedeli Paolo Spolaore

25 AFFIDAMENTO AL TERRITORIO DEL PAZIENTE KPC Differenze tra ospedale e territorio La presenza di KPC in ambiente ospedaliero è particolarmente pericolosa poiché vi è una elevata concentrazione di pazienti con aumentata suscettibilità ad essere colonizzati e a sviluppare infezioni invasive da questi microrganismi a causa di: dispositivi invasivi immunodepressione/malattie croniche scompensate terapie antibiotiche prolungate Nelle strutture residenziali per anziani vi è una minor probabilità che i microrganismi multiresistenti si trasmettano e causino infezioni invasive. Le risorse disponibili in molti di questi contesti non rendono inoltre possibile adottare le stesse misure indicate per gli ospedali per acuti.

26 DOCUMENTO REGIONE EMILIA ROMAGNA Indicazioni pratiche per la sorveglianza e il controllo degli enterobatteri produttori di carbapenemasi in SanitàPubblica e nel territorio: strutture sociosanitarie, residenze private Paziente colonizzato da KPC che viene dimesso da ricovero Ospedaliero Comunicazione dello stato di colonizzazione agli operatori del territorio Ammissione/riammissione del paziente in strutture socio-sanitarie territoriali Ritorno del paziente al proprio domicilio Visite ambulatoriali In caso di nuovo ricovero in ospedale Nuova diagnosi di infezione o colonizzazione da KPC in pazientea domicilio o residente in struttura socio-sanitaria territoriale Diagnosi di KPC in ambito territoriale Comunicazione della nuova diagnosi agli operatori del territorio Gestione terapeutica del paziente

27 Paziente colonizzato da KPC che viene dimesso da ricovero ospedaliero Comunicazione dello stato di colonizzazione agli operatori del territorio La struttura di provenienza dovrà: -informare il paziente colonizzato e suoi familiari -segnalare lo stato di colonizzazione nella lettera di dimissione - informare il MMG, il personale ADI se necessaria l assistenza domiciliare o il personale della struttura se residente in RSA o CS

28 Paziente colonizzato da KPC che viene dimesso da ricovero ospedaliero Ammissione/riammissione del paziente in strutture socio-sanitarie territoriali -non vi sono controindicazioni specifiche alla ammissione/riammissione -devono essere implementate misure di controllo della trasmissione di minor intensità rispetto a quelle utilizzate in ospedale

29 Ammissione/riammissione del paziente in strutture socio-sanitarie territoriali Misure indicate per i residenti colonizzati igiene delle mani prima e dopo il contatto con il residente uso dei guanti per assistenza nelle attività quotidiane oltre che per le indicazioni standard uso di sovracamice quando è previsto un contatto ravvicinato con il residente copertura delle eventuali ferite quando il residente lascia la stanza igiene dell ambiente relativo alla stanza del residente

30 Paziente colonizzato da KPC che viene dimesso da ricovero ospedaliero Ritorno del paziente al proprio domicilio (1) -non vi sono controindicazioni specifiche alla dimissione a causa della colonizzazione -è possibile la ripresa delle normali attività relazionali e professionali -non sono necessarie precauzioni particolari; è indicato rispettare l igiene personale quotidiana e lavarsi le mani ogni volta sia opportuno (es. dopo aver utilizzato i servizi igienici, prima di mangiare o di cucinare).

31 Paziente colonizzato da KPC che viene dimesso da ricovero ospedaliero Ritorno del paziente al proprio domicilio (2) -se nell ambiente di vita del paziente vi sono persone con aumentata suscettibilità alle infezioni da opportunisti (presenza di dispositivi invasivi, soluzioni di continuo della cute, dialisi peritoneale, neoplasie in fase avanzata, grave immunodepressione), valutare l opportunità di implementare misure analoghe a quelle indicate per le strutture socio-sanitarie (fare riferimento a MMG, personale ADI) -non è necessario valutare la persistenza della colonizzazione (no ad ulteriori tamponi rettali)

32 Paziente colonizzato da KPC che viene dimesso da ricovero ospedaliero Visite ambulatoriali -è necessario istruire il paziente e chi lo accudisce di segnalare lo stato di colonizzazione da KPC al personale sanitario -il personale sanitario dovrà eseguire igiene delle mani prima e dopo il contatto con il paziente nelle comuni visite ambulatoriali: lavaggio con acqua e detergente o frizione con una soluzione alcolica - potrà risultare necessario implementare misure analoghe a quelle indicate per le strutture socio-sanitarie in casi selezionati: valutazione in base alle condizioni del paziente e alla tipologia/invasività della prestazione ambulatoriale

33 Paziente colonizzato da KPC che viene dimesso da ricovero ospedaliero In caso di nuovo ricovero in ospedale -è necessario istruire il paziente e chi lo accudisce di informare il personale della struttura ospedaliera ricevente della presenza di colonizzazione da KPC

34 Nuova diagnosi di KPC in paziente a domicilio o residente in struttura sociosanitaria territoriale Diagnosi di KPC in ambito territoriale -non è necessario effettuare tamponi rettali per la ricerca attiva dei pazienti colonizzati da CRE al di fuori dell ospedale; ciò vale anche per i contatti dei casi di infezione individuati nelle residenze socio-sanitarie

35 Nuova diagnosi di KPC in paziente a domicilio o residente in struttura sociosanitaria territoriale Gestione terapeutica del paziente -l isolamento di KPC in assenza di sintomi clinici non costituisce indicazione al trattamento né al ricovero -in presenza di infezione sintomatica da KPC, la necessità di terapia antibiotica e di un eventuale ricovero andrà concordata con uno specialista infettivologo

36 AFFIDAMENTO AL TERRITORIO DEL PAZIENTE KPC GRAZIE PER L ATTENZIONE

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