FORUM QUARTIERE MAZZINI

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1 FORUM QUARTIERE MAZZINI Milano aprile 2004 PIANO STRATEGICO PER LA RIQUALIFICAZIONE EDILIZIA E SOCIALE DEL QUERTIERE MAZZINI. Premesso che: UNA PROPOSTA COSTRUITA DAL BASSO. - la Regione Lombardia con deliberazione del Consiglio Regionale n.605 dell 8/10/2002 ha definito il Piano Regionale Edilizia Residenziale Pubblica ( che d ora in avanti chiameremo P.R.E.R.P.); - le linee guida per la politica della casa e l abitare nella nostra regione per i prossimi anni contengono indicazioni agli Enti Locali, Istituzioni Pubbliche e Operatori privati per realizzare interventi di offerta abitativa in diverse direzioni al fine di rispondere alla domanda alloggiativa in affitto e al disagio abitativo e sociale fortemente presente nella nostra Regione; - le ultime risorse finanziarie nazionali ( derivanti anche dalle contribuzioni ex Gescal ) e quelle regionali destinate al settore ammontano complessivamente a circa ; - le delibere successive hanno riguardato l indizione di diversi bandi di Concorso ai quali i Comuni sono chiamati ad aderire entro il mese di marzo e aprile c.a. riguardanti nuovi alloggi per l emergenza abitativa, la costruzione di abitazioni a canone sociale e a canone moderato; - in particolare la Giunta Regionale con D.G.R. 29//2003 n.7/13861 ha deciso di approvare il Bando attuativo per avviare il Programma nazionale Contratti di Quartiere II che è stato pubblicato sul BURL il 13/10/2003 con scadenza il 13/4/2004 per la presentazione da parte dei Comuni di proposte coerenti alle indicazioni in esso contenute, la cui dotazione finanziaria con il principio del cofinanziamento ammonta a ; - le finalità contenute nel bando regionale dei C.d.Q II devono tendere a : - riqualificare il tessuto sociale ed edilizio dei quartieri di E.R.P; - attualizzare e incrementare la dotazione infrastrutturale dei quartieri; - prevedere misure ed interventi per favorire l integrazione sociale e l occupazione; - promuovere processi di partecipazione degli abitanti alla definizione degli obiettivi da raggiungere; - attraverso i seguenti obiettivi: - capacità di proporre soluzioni tese a risolvere in modo definitivo il degrado edilizio e sociale del quartiere; - fattibilità e rapidità della realizzazione; - sviluppo del partenariato tra soggetti pubblici e privati; - capacità di generare addizionalità di risorse pubbliche/private. - secondo le seguenti azioni e indirizzi: - programmi coordinati di interventi tesi a valorizzare e incrementare il patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica; - incrementare la funzionalità del contesto urbano; - introdurre destinazioni d uso di utenze diversificate all interno dei quartieri;

2 - adeguare e/o accrescere la dotazione di opere infrastrutturali e servizi a scala di interesse urbano; - incentivare soluzioni costruttive tese ad assicurare la qualità del manufatto edilizio e del servizio residenziale offerto attraverso interventi finalizzati al risparmio energetico sia degli impianti che degli edifici; - migliorare la qualità abitativa e insediativa dei quartieri degradati; - promuovere la partecipazione ed il coinvolgimento degli abitanti nell individuazione, nella definizione e anche nella gestione degli interventi previsti; - promuovere l approccio integrato e coordinato delle problematiche sociali e di bisogno degli abitanti. - il Comune a partire da gennaio 2004 ha avviato con ALER- Milano l iter di preparazione delle proposte selezionando fra le aree della città cosiddette critiche, un gruppo di cinque quartieri di E.R.P. fra i quali il MAZZINI. - Che il FORUM QUARTIERE MAZZINI si è costituito con le finalità di: a) individuare i bisogni espressi ed inespressi degli abitanti del quartiere e dotarsi di progetti compiuti d intervento per rispondervi in maniera adeguata e conforme, al fine di un possibile contenimento del malessere esistente e di contrastare il senso di abbandono unitamente allo sviluppo di forme di disagio oggi diffuso nella popolazione b) coordinare le iniziative presenti sul territorio, nel rispetto dell autonomia delle singole realtà aderenti e dei loro specifici ambiti d intervento, al fine di raggiungere concreti risultati volti al miglioramento della qualità della vita nella zona Sulle modalità di attuazione e di attivazione della partecipazione degli abitanti e delle Associazioni ai processi decisionali: Il Comune, l Aler ed il DIAP del Politecnico hanno finora organizzato alcuni incontri con le Associazioni presenti sul territorio, in cui sono stati spiegati sommariamente i contenuti del Bando regionale per i Contratti di Quartiere II. Hanno poi invitato i rappresentanti delle Associazioni più disponibili, a fare una sorta di lista della spesa sulle problematiche che secondo la loro esperienza riscontrano nel quartiere, oggetto del possibile intervento. Infine stanno organizzando dei momenti pubblici in cui informano la cittadinanza che il Comune ha deciso di candidare il loro quartiere e che il contratto di quartiere del loro è stato elaborato e individuato, almeno nei suoi tratti essenziali, dall ente pubblico in questione. Prendiamo atto che, la tanto auspicata e sollecitata PARTECIPAZIONE, secondo la filosofia di questi interventi, si stia concretizzando in una sorta di CONSULTAZIONE PREVENTIVA e niente altro, vogliamo credere che tale metodologia sia motivata dal tempo estremamente limitato a disposizione. Chiediamo e, se necessario, rivendichiamo invece il diritto di partecipare a pieno titolo e in maniera reale sia alla elaborazione che all attuazione del progetto come tra l altro è nella logica delle cose e come previsto dalla normativa in materia. Auspichiamo che in questa direzione venga avviata, anche successivamente ai necessari passaggi istituzionali, una forma di consultazione periodica calendarizzata con tutte le forme associative e di aggregazione presenti ed operanti nel quartiere Mazzini. Per noi l obiettivo generale del Contratto è quello dell elaborazione partecipata di un PIANO STRATEGICO DI SVILUPPO LOCALE a scala di quartiere e/o di area, costruito assieme agli abitanti, alle Associazioni e a tutte le realtà locali, nel quale si possano coniugare organicamente qualità della vita, sviluppo economico, coesione sociale, tutela ambientale e servizi di prossimità senza perdere di vista il contesto globale di riferimento.

3 Il C.d Q. viene assunto anche da parte nostra, come ci insegnano altre esperienze, secondo una logica incrementale come un piano strategico a scala locale che cerca di collocare nell arco dei prossimi 10 anni una serie di azioni contrattate con le comunità locali e articolate temporalmente in azioni a breve medio e lungo termine. Per operare in tal senso è, a nostro parere, inoltre necessario l Istituzione di una CONSULTA CITTADINA PER LE PERIFERIE con ruolo di discussione e verifica degli obiettivi generali e di LABORATORI PERMANENTI D AREA O DI QUARTIERE che compongano e coordinino le decisioni e le azioni indicate da tali strumenti di pianificazione partecipata. Nel merito del progetto le nostre proposte si articolano nel modo seguente: 1. Incremento del patrimonio pubblico prevalentemente a canone sociale. Data la nota e oramai cronica scarsità di offerta di alloggi pubblici a canone sociale nella città di Milano, il contratto di quartiere in elaborazione non può prescindere dall obbiettivo di incremento la quantità di alloggi disponibili in primo luogo a canone sociale. a) nuove costruzioni nella zona da edificare nelle aree pubbliche e private esistenti e disponibili da acquisire; b) recupero degli alloggi sottosoglia e inutilizzabili; c) recupero e messa in disponibilità degli alloggi sfitti; d) recupero di alloggi dai sottotetti e aumento delle volumetrie; e) contenimento al minimo delle perdite numeriche di alloggi negli stabili da ristrutturare a seguito dell accorpamento di alloggi di piccole dimensioni non assegnabili; f) assegnazione di alloggi con funzioni di prima accoglienza; g) frazionamento degli appartamenti più ampi per creare nuovi appartamenti di più piccola pezzatura; h) recupero di volumetria attraverso la sopraelevazione degli stabili; 2. Recupero e riqualificazione edilizia degli stabili e degli alloggi. In primo luogo questo risultato si dovrà raggiungere attraverso un delicato e quanto mai meditato contemperamento del primario obbiettivo del risanamento edilizio con l altro obbiettivo, altrettanto importante, del minimo disagio alla cittadinanza già abitante nel quartiere. Insomma la ristrutturazione deve da una parte intervenire per risolvere il più possibile i grossi problemi edilizi esistenti ma allo stesso tempo questa operazione deve essere effettuata tenendo in debito conto il fatto che in questi stabili e in questi alloggi vi abitano persone e famiglie ( per lo più di anziani ) che non possono e non debbono essere trattati come pacchi da spostare. a) ristrutturazione degli stabili ( tetti, facciate, balconi, cortili interni, spazi comuni, cantine ecc. ) il più possibile generalizzata e totale anzichè integrale e/o a macchia di leopardo; b) ristrutturazione interna degli alloggi ( rifacimento dei pavimenti, rifacimento e adeguamento dei servizi igienici e/o del servizio docce, degli infissi, dei soffitti ecc. ); c) abbattimento delle barriere architettoniche esistenti;

4 3) Adeguamento degli impianti elettrici, idrico sanitario, del riscaldamento ed installazione degli ascensori. Adeguare gli impianti elettrici, idrico sanitari, del riscaldamento secondo le norme vigenti. Prevedere l installazione di impianti di areazione per quegli appartamenti che potrebbero essere assegnati a persone anziane. 4) Inserimento e potenziamento dei servizi pubblici alle categorie disagiate e in generale alle persone; PERSONE ANZIANE: Il Piano di Zona dei servizi sociali deliberato nel 2003 dal Consiglio comunale indica come prioritario lo sforzo di diffondere la cultura della domiciliarità. Le cura domiciliari sono uno degli ambiti in cui il Comune di Milano è stato anticipatore e stimolo di rinnovamento istituzionale (P.d.z., pag 154). Come si articola questo principio secondo gli obiettivi del P.d.Z.: sostenere la persona anziana la proprio domicilio sostenere le famiglie nella cura al domicilio di persone anziane non autosufficienti innovare e diversificare l offerta dei servizi ed interventi riconoscere il diritto dell anziano a scegliere da chi farsi assistere Questi concetti devono, secondo noi, trovar spazio anche nel programma del Contratto di Quartiere Mazzini, un territorio che vede una presenza significativa in termini numerici di persone anziane, attraverso la declinazione di proposte attente a questi obiettivi. Sostenere la persona anziana al proprio domicilio significa permettere ad essa di compiere in autonomia tutte le funzioni della vita quotidiana: quindi ripensare la struttura degli edifici in termini di abbattimento delle barriere architettoniche, ancora presenti negli stabili interessati dall intervento affinché sia garantita una sufficiente mobilità. Naturalmente questi interventi devono interessare anche gli spazi comuni, le strade, le zone pedonali e l accesso ai negozi. Inoltre occorre garantire un sistema di controllo a distanza che sia in grado di prevenire situazioni di bisogno che potrebbero insorgere da un momento all altro: in questa direzione si deve intervenire per potenziare le custodie (portinerie) la dove assenti, e per concordare con gli operatori presenti dei protocolli di cooperazione in cui siano presenti anche azioni che si riferiscano a questi obiettivi (es.:consegna a domicilio della posta, consegna a domicilio della spesa, ritiro dei rifiuti). Per innovare e diversificare l offerta dei servizi si dovrebbe prevedere, all interno del recupero di spazi in disuso ed abbandonati, la realizzazione di un centro di aggregazione del cortile: di piccole dimensioni, capace di fornire spazi e momenti di aggregazione sociale, ricreazione fra generazioni diverse. Utile in queste situazioni anche l attivazione di momenti di terapia occupazionale rivolta a coloro che frequenteranno il Centro. Il Centro potrebbe inoltre garantire quelle piccole prestazioni sanitarie e sociali, dal basso profilo medico/sanitario (prelievi, podologia, misurazione della pressione, servizio di lavanderia) e permetterebbe di assicurare anche un luogo, possibilmente dotato di impianto di climatizzazione, capace di ospitalità nei mesi estivi fornendo una risposta all emergenza caldo che ha colpito la scorsa estate la nostra città ed in particolare le persone anziane. a) realizzazioni di centri per il ricovero temporaneo di soggetti e famiglie in condizioni di urgenze abitative; b) realizzazione e potenziamento di servizi sociali esistenti, anche in termini di organici, destinati alle categorie disagiate ( servizi sociali per la famiglia, gli stranieri, per i

5 minori, i disabili, gli anziani, adulti in difficoltà, famiglie monogenitoriali, i malati di mente ecc. ), realizzazione di un centro di ascolto socio/sanitario; c) Mediazione dei conflitti: in questi quartieri vuoi per la carenza strutturale di servizi, vuoi per l'eterogeneità degli abitanti, vuoi per le situazioni sociali spesso al limite della normalità, le difficoltà di convivenza, le incomprensioni, i conflitti vengono amplificati da quelle carenti condizioni di vita e spesso sono causa del deterioramento delle stesse. Una ristrutturazione urbana deve quindi prevedere un intervento che vada a toccare anche questo difficile e delicato aspetto. Attivare all'interno del quartiere uno o più sportelli sperimentali di mediazione dei conflitti potrebbe essere, unitamente al rinforzo della rete sociale dei servizi sociali, un metodo efficace per tentare un approccio diverso a queste situazioni. Si contribuirebbe inoltre a diffondere una cultura della legalità, dell'integrazione tra diversi in cui le differenze non vengono cancellate ma rispettate e mantenute e della sicurezza nel quartiere; d) Considerata la significativa presenza di persone con disagi psichici o con problematiche latenti ci sembra opportuno prevedere nel progetto la destinazione di uno spazio adeguato per accogliere queste persone. Il Centro diurno così inteso, attrezzato gestito da personale qualificato favorirebbe l inserimento sociale, diminuirebbe l esclusione e l emarginazione di queste persone; 5) Creazione e recupero di nuovi spazi da destinare alle relazioni sociali, al tempo libero e allo sport. a) Per minori; come prevenzione di disagio minorile, occorre pensare a una specie di agenzia che analizzi i casi e smisti i ragazzi verso quelle associazioni del territorio che più rispondono ai loro interessi ( cioè realizzazione di una rete fra scuole, oratori, gruppi sportivi, palestre, gruppi musicali, biblioteca ecc ) tenendo conto che è nella scuola il primo punto di percezione del disagio giovanile e che quindi parte da lì la possibilità di un recupero. Su questo tema si potrebbe pensare ad un progetto partendo dalle esperienze dell associazione Giorgetti che opera nella scuola media Corrado Alvaro. una particolare attenzione deve essere posta anche verso questa fascia della popolazione del Quartiere Mazzini. Le esigenze di questa categoria di persone sono note: nel quartiere mancano spazi di aggregazione, se si esclude l oratorio presente ed operante attivamente sul territorio. Pensare ad un luogo in grado di fornire ospitalità, gestito delle famiglie, che possa corrispondere alle esigenze di socializzazione primaria e che avvii verso forme più istituzionalizzate potrebbe essere una risposta adeguata. Un luogo dove poter avviare forme di Doposcuola, con la presenza di operatori specializzati, magari in convenzione con il Comune ed in rete con il sistema scuola, potrebbe prevenire forme di abbandono scolastico, abbassare la soglia di insuccesso scolastico, creare occasioni di socializzazione con situazioni di normalità sociale. Ampliare l asilo nido presente nel quartiere per fornire l accoglienza di bambini in quell età; b) Realizzazione di centri per l integrazione e la formazione per le persone immigrate; significativa la presenza in termini numerici di queste persone all interno del quartiere. Secondo noi è indispensabile che all interno del contratto di quartiere venga previsto un intervento che preveda una stabile risposta in termini di mediazione culturale. La presenza di questi operatori potrebbe garantire quei processi di

6 integrazione indispensabili (come i corsi di lingua) per una comunità multietnica dove si possa coniugare solidarietà a responsabilità civili. Prevedere anche l affissione di cartelli multilingua con indicate le regole dei condomini, le norme di convivenza. c) Realizzazione di centri per lo svago e lo sport per i giovani d) Recupero e messa a disposizione di spazi pubblici a favore di associazioni e soggetti operanti nel sociale; e) Dall analisi del questionario si evince che il problema più sentito è la sicurezza, Per evitare che sin dalla età minore comincino ad innescarsi episodi di prepotenza occorre organizzare i cortili impiegando persone che stiano sempre presenti in loco che siano organizzatori di giochi, amici e non guardiani, ciò darebbe altresì la possibilità di un controllo sullo spaccio interno 6) Piano per il risparmio energetico e di contenimento dell impatto ambientale. a) Rifacimento della Centrale Termica e di tutta la rete di distribuzione attraverso sistemi innovativi di calore e basso impatto ambientale. b) Rifacimento della rete fognaria di quartiere e delle reti di distribuzione e scarico, degli edifici con sistemi di recupero e riutilizzo uso delle acque bianche domestiche. c) Uso di materiali ecologici negli interventi di risanamento edilizio. 7) Recupero, gestione e valorizzazione degli spazi verdi e dei cortili interni al complesso ALER Mazzini. Questi spazi comuni sono oggi spesso abbandonati, non vissuti e luogo di deposito di rifiuti anche ingombranti, e non risulta chiaro a chi sia affidata la pulizia dei corridoi verdi tra le case. Un piano di manutenzione e recupero, che veda il coinvolgimento dei residenti nella loro gestione regolamentata (anche degli anziani) crediamo che vada nel segno di una politica volta al presidio e alla partecipazione in contrasto con quella dell'abbandono e del degrado. A titolo esemplificativo, si citano i corridoi verdi che partono dalle vie Mompiani, Panigarola e Cinquecento e che convergono su una grande corte interna. Inoltre negli anni 60 i cortili venivano usati dai bambini per giocare (una recente ricerca universitaria calcola che il 60% dei bambini giocava nei cortili); oggi anche i bambini fanno paura, vengono vissuti come disturbatori, come soggetti che insidiano il proprio spazio vitale. Ridare dignità agli spazi verdi collettivi affinchè diventino opportunità di gioco e socializzazione 8) Piano per il traffico. a) Riduzione del traffico a dimensione del quartiere delle vie Polesine, San Dionigi, Mompiani; b) Creazione di percorsi pedonali e piste ciclabili di collegamento del quartiere ai parchi limitrofi. Prevedere la collocazione nei cortili di rastrelliere per il parcheggio di biciclette; c) Creazione di parcheggi sotterranei; d) Creazione di percorsi pedonali;

7 9) Piano per la mobilità necessaria degli inquilini. Fermo quanto detto sopra al punto 2, bisognerà ottenere le massime garanzie e tutela per l utenza che saranno costrette eventualmente a traslocare dai loro alloggi per quelli ristrutturati. In particolare bisognerà garantire alle famiglie: A. il principio della rioccupazione dell alloggio abitato a fine lavori ; B. il principio della rotazione nel caseggiato in alternativa, e a scelta dell inquilino, al trasferimento in alloggio già sistemato fuori dal quartiere; C. il principio dello spostamento in alloggi temporaneamente sistemati solo se strettamente necessario; D. il principio del sostenimento di tutti i costi per il trasloco e per le spese a carico dell ente pubblico; E. il principio della pianificazione e della esecuzione dei traslochi necessari attraverso una consultazione e decisione continua tra i soggetti attuatori e gli inquilini attraverso le loro rappresentanze; F. il principio della determinazione concordata e calmierata degli affitti degli alloggi ristrutturati e assegnati a fine lavori; Nell ambito della mobilità necessaria va anche individuata una soluzione per le famiglie che si trovano negli alloggi pubblici del quartiere Mazzini in condizione di occupazione abusiva: soluzione che non può essere quella dello sgombero indiscriminato e di massa perché socialmente insostenibile. Il problema della occupazione abusiva degli alloggi pubblici è infatti anche un problema di carattere sociale conseguenza della estrema carenza di offerta abitativa e della eccessiva onerosità dei canoni di locazione privati. Questo problema è delicato ed insieme complesso nel quale spesso si inseriscono comportamenti speculativi e delinquenziali, di chi sfrutta il bisogno altrui, situazioni queste che vanno represse e non sanate. Sarà invece necessario considerare i casi di famiglie occupanti per necessità alle quali garantire l assegnazione ed il trasloco in alloggi definitivi. Valutate singolarmente le varie situazioni di occupazione si procederà alla regolarizzazione delle posizioni contrattuali dei nuclei familiari che : 1. abbiano le condizioni familiari reddituali per poter accedere all edilizia residenziale pubblica secondo le normative vigenti 2. si impegnino, a condizioni da definire, a recuperare, anche in maniera graduale ed agevolata, le eventuali morosità maturate nel periodo trascorso 3. abbiano occupato l alloggio entro una data determinata 10) Piano per la prevenzione e la sicurezza. Una strada interessante da percorrere è quella relativa al "Patto locale di sicurezza urbana" dove crediamo che le proposte di merito debbano riguardare il presidio del territorio (vigili di quartiere) ma che non debbano trascurare anche e soprattutto funzioni di valorizzazione dello spazio pubblico, socializzazione, mediazione culturale. 11) Piano per il sostegno e il rilancio delle attività produttive, commerciali e artigianali. Valorizzare il piccolo commercio, utile presidio del territorio, che potrebbe in sinergia con la presenza di custodi sociali rispondere in maniera adeguata all esigenze di fornire la spesa al domicilio di persone anziane o disabili; coerentemente con questo sforzo occorre stabilire

8 importi di canone di locazione che siano sostenibili dalle attività commerciali ed artigianali e che incentivino l apertura di nuove attività; 12) Piano per l occupazione. Per rispondere in modo adeguato a questa obiettivo crediamo importante sviluppare e favorire la creazione di cooperative di lavoro, per piccoli lavori di manutenzione e la gestione ordinaria degli stabili, che potrebbero vedere impegnati gli stessi residenti; 13) Piano per l integrazione e la diversificazione demografica e sociale dell utenza Evitare nell assegnazione degli alloggi la concentrazione di situazioni sociali disagiate ed emarginate, favorendo l armonizzazione sociale e demografica degli inquilini diversificandone per generi, età e condizione; Promotori del Forum Quartiere Mazzini: Sicet, Sunia, Unione Inquilini, Comitato Inquilini Via Comacchio 4, Comitato inquilini Via Polesine 2, Comitato Inquilini Via Polesine 6, SPI C.G.I.L. Lega Oglio, FNP CISL zona 4, CGIL Giambellino-Corsico, Società San Vincenzo de Paoli, Caritas Decanato Vigentino, Caritas Parrocchiale, Circolo culturale Insieme,

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