MANGIA (BENE) CHE PERDI PESO Sentirsi in forma con la dieta di segnale

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1 MANGIA (BENE) CHE PERDI PESO Sentirsi in forma con la dieta di segnale Mercoledì, 29 gennaio 2014 dalle 18 alle 20 OLTRE LE CALORIE L alimentazione come segnale per attivare il metabolismo e ridurre la massa grassa Mauro Mezzogori, naturopata professionista

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3 1. Per la naturopatia, l organismo umano non è una macchina meccanica ma un sistema complesso capace di autoregolarsi per mantenere la propria omeostasi. 2. L omeostasi è l insieme dei meccanismi automatici che permettono di mantenere costanti (in relazione a dei valori di riferimento) le proprie caratteristiche interne nonostante le variazioni, anche notevoli, dell ambiente esterno. 3. Per ogni specie animale i valori di riferimento o set-points, sono determinati geneticamente e controllati dal Sistema Nervoso Centrale (SNC) e più precisamente dai nuclei ipotalamici.

4 L IPOTALAMO REGOLA L OMEOSTASI DELL ORGANISMO tramite le connessioni con Sistema Nervoso Autonomo Nuclei del SNA tronco encefalico. Sistema Endocrino Adenoipofisi e neuroipofisi Sistema Immunitario Sia attraverso la circolazione sanguigna che mediante le connessioni con il nervo Vago

5 1. Il termine omeostasi deriva dall antico greco: òmoios "simile" e stasis "posizione". 2. Fu proposto, nel 1932, dal fisiologo americano W. Cannon ( ) per indicare la capacità dell organismo di mantenere costanti, in modo automatico, i propri parametri vitali in riferimento a valori predefiniti o set-point. 3. Cannon riprese ed ampliò gli studi del padre della fisiologia moderna il francese Claude Bernard ( ) che evidenziò come la costanza del milieu interieur o ambiente interno (ossia la stabilità delle condizioni chimico-fisiche del liquido interstiziale) permettesse il funzionamento delle cellule e quindi dell intero organismo.

6 1. Attualmente il concetto d omeostasi, quale risposta automatica d autoregolazione, è stato integrato con quello di allostasi. 2. Con allostasi si indica la capacità dell organismo mediata dal Sistema Nervoso Centrale - di adattare intorno a nuovi set-points i propri parametri vitali (accomodazione allostatica), rendendosi più idoneo (fitness) ad affrontare le sollecitazioni provenienti dell ambiente.

7 ❶ Ciò significa che un organismo sotto stress NON si sforza di riportare i suoi sistemi omeostatici ai loro valori normali di equilibrio ma mette in atto un ampia gamma di modificazioni fisiologiche finalizzate al raggiungimento di un nuovo equilibrio, capace di metterlo nelle migliori condizioni per affrontare le nuove sfide ambientali. R. Sapolsky Perché alle zebre non viene l ulcera? ed. Orme

8 ❷ In breve, è il cervello, nella sua totalità, che valuta e decide se attivare lo stato d allerta. Nella reazione d allarme i sistemi neuro-endocrino, cardiovascolare e immunitario sono regolati per rispondere anticipatamente ad una possibile richiesta o minaccia. Tuttavia, il prezzo da pagare è che uno stato d allerta ripetuto o costante (ansia d anticipazione e di prestazione) può indurre modificazioni fisiologiche che sebbene vantaggiose nel breve periodo possono causare, se mantenute troppo a lungo, l insorgere di stati patologici (sovraccarico allostatico).

9 ph del sangue: 7,35 7,45 Temperatura corporea: 36,8 C ± 0,4. Pressione arteriosa: diastolica mmhg, sistolica mmhg. Glicemia: mg/dl. Valore percentuale di massa grassa del peso corporeo: uomini 8-15%, donne 15-23%. Durata del sonno notturno: 7-8 ore. Ritmi circadiani degli ormoni: ad esempio del cortisolo, che ha il suo picco di massima concentrazione (zenith) al mattino e quello minimo (nadir) la sera.

10 1. L omeostasi è mantenuta dall organismo mediante i circuiti di retroazione o feedback. 2. Il feedback può essere negativo o positivo. 3. Il feedback negativo è l interazione che s instaura tra due componenti, X e Y, di un sistema, in cui X stimola Y e quest ultimo retroagisce su X inibendolo. Nel feedback negativo la retroazione è inibitoria. Questo permette di mantenere un circolo virtuoso. 4. Il feedback è positivo se la retroazione è eccitatoria. Invece, in questo caso si può innescare un circolo vizioso. 5. Il principali meccanismi di controllo dell omeostasi sono costituiti da circuiti a retroazione negativa o feedback negativo. feedback negativo X STIMOLAZIONE (+) Y INIBIZIONE (-)

11 Il circuito a feed-back negativo è composto da: un sensore o recettore di segnale (2), un centro di regolazione (4), un effettore (6). SET POINT 29 C N.B. Tuttavia, questo circuito garantisce un omeostasi PARZIALE, poiché s attiva solo quando la temperatura scende ma non quando aumenta.

12 FAME ASSUNZIONE DI CIBO GLUCOSIO INSULINA LEPTINA

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14 1. Negli Stati Uniti d America alla fine degli anni 70 quasi il 50% della popolazione era in sovrappeso di cui il 15% obeso. Ad oggi il 75% è sovrappeso di cui più del 30% obeso. 2. Nel Regno Unito nel 1980 circa il 40% della popolazione era in sovrappeso di cui meno del 10% obeso. Ad oggi oltre il 65% è sovrappeso di cui più del 20% obeso. 3. In Italia, attualmente (Studio PASSI 2012), il 31% della popolazione adulta è sovrappeso di cui 11% obeso.

15 1. La tendenza al sovrappeso/obesità colpisce sempre di più l età infantile ed adolescenziale predisponendo i bambini di oggi ad una riduzione dell aspettativa di vita. 2. Per la prima volta si sta verificando, nelle società industrializzate, una riduzione della speranza di vita, da quando i governi hanno iniziato a misurarla, nel XIX secolo. S.J. Olshansky et al. - "A Potential Decline in Life Expectancy in the United States in the 21st Century - New England Journal of Medicine; March 17, 2005; 352;11; pp

16 Tutti i regimi alimentari ipocalorici più che favorire il dimagrimento, cioè la riduzione della massa grassa, determinano un vero e proprio deperimento: costante senso di fame, nervosismo, cattivo umore, stanchezza, freddolosità, irregolarità del ciclo mestruale, abbassamento delle difese immunitarie, demineralizzazione ossea, unghie e capelli fragili, ipotrofia muscolare (de-muscolazione).

17 Stephanie Naumoska Altezza 180 cm, peso 49 kg. Miss universo (Australia, 2009). Federica Pellegrini Altezza 179 cm, peso 65 kg. Medaglia d oro di nuoto (Pechino, 2008).

18 La nostra storia evolutiva ci ha insegnato a temere la fame e non l abbondanza, evento che in natura è piuttosto raro. Il nostro organismo è un genotipo risparmiatore per cui si adatta rapidamente ad un regime restrittivo, riducendo i consumi, mediante: 1. il rallentamento della velocità metabolica. Questo rallentamento permane per molto tempo anche dopo l interruzione della dieta ipocalorica. Inoltre, una volta terminato il periodo di restrizione calorica, il corpo, temendo una nuova carestia, trasforma subito le calorie reintrodotte in grasso (energia di riserva). 2. La riduzione della massa muscolare (40% del peso corporeo) poiché il tessuto muscolare è quello che ha il maggior consumo energetico.

19 inizio Le diete ipocaloriche, alla lunga, non funzionano! *Ricercatori dell'ucla (University of California, Los Angeles) dopo aver preso in esame 31 studi incentrati su regimi alimentari ipocalorici, dichiarano che dopo un'iniziale perdita di peso, peso kg alcune volte anche considerevole, cioè il 10-15% del peso iniziale, si registra nella stragrande maggioranza dei casi, una successiva e rapida riacquisizione del peso perso. E spesso ci si trova, più grassi di prima! *Mann T. et al. - Medicare's search for effective obesity treatments: diets are not the answer - American Psychologist, Vol 62(3), Apr. 2007,

20 A livello fisico 1. Rapido recupero del peso. 2. Aumento del rischio cardiovascolare. 3. Sovraccarico di scorie metaboliche. A livello psicologico 1. Senso di frustrazione e di rinuncia: ho fatto mille diete e non ne posso più! 2. Il proprio corpo è vissuto come un nemico. 3. Il rapporto con il cibo diventa ambivalente: da una parte pericoloso dall altra consolatorio. 4. Spesso prevale il comportamento bulimico.

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22 ❶ In teoria, il bilancio energetico umano è espresso dall equazione: ENERGIA INTRODOTTA = E. SPESA + E. DI RISERVA Quindi l energia di riserva (tessuto adiposo) rappresenta un eccesso di energia rispetto a quella spesa. Tuttavia, nella pratica, questa equazione può trarre in inganno perché ignora le seguenti variabili : 1. non tutta l energia introdotta viene ugualmente assimilata (processo digestivo e flora batterica intestinale). 2. ma soprattutto, perché l omeostasi energetica tende a conservare le scorte di riserva (grasso addominale).

23 ❷ 3. Quindi, la restrizione volontaria dell assunzione di cibo (dieta ipocalorica) è contrastata dall automatica e involontaria riduzione della spesa energetica, inficiando quanto postulato dall equazione iniziale. 4. Di fatto il bilancio energetico è regolato soprattutto da segnali di tipo ormonale e nervoso oltre che dalle abitudini individuali e dal contesto socioculturale. 5. Ad oggi, la comunità scientifica ritiene che uno dei segnali più importanti nella regolazione del bilancio energetico sia un ormone rilasciato dal tessuto adiposo: la leptina.

24 1. Le cellule adipose, che contengono il nostro grasso corporeo, oltre ad essere il deposito delle riserve energetiche dell organismo sono anche un potente organo endocrino in grado di condizionare la velocità metabolica dell organismo. 2. Esse quando sono piene, ossia quando mangiamo una caloria in più del nostro fabbisogno giornaliero, aumentano la secrezione di un ormone, la leptina che arrivando direttamente al cervello (nuclei ipotalamici) lo informa sul buon stato nutrizionale dell organismo. 3. Se il segnale è di abbondanza (leptina alta) l organismo attiva il consumo energetico viceversa se il segnale è di carestia (leptina bassa) lo inibisce.

25 1. Nel 1953 il biochimico *C. G. Kennedy aveva formulato la teoria lipostatica: il cervello riceve informazioni sulla quantità di grasso accumulato e su questa base orienta l organismo verso il risparmio o la spesa energetica. 2. La domanda a cui cercava di rispondere era: da chi riceveva l informazione l ipotalamo? E, di conseguenza, quali erano i segnali molecolari che modificavano l assetto metabolico? 3. Nel 1994, J.M. Friedman, scoprì un ormone prodotto dal tessuto adiposo bianco in grado d interagire direttamente con il nucleo arcuato (centro della sazietà) dell ipotalamo: la leptina. *C. G. Kennedy - The role of depot fat in the hypotalamic control of food intake in the rat. - Proceedings of the Royal Society of London Biological Sciences. Vol. 140;

26 Ipotalamo e regolazione del comportamento alimentare CENTRO DELLA FAME 1. Nucleo paraventricolare, 2. Area laterale dell ipotalamo. 3. Il centro della fame è sempre attivo. CENTRO DELLA SAZIETA 1. Nucleo ventromediale, 2. Nucleo arcuato. 3. L assunzione di cibo, stimola il centro della sazietà con un inibizione transitoria del centro della fame (rifiuto del cibo).

27 Il comportamento attivo di ricerca o rifiuto del cibo dipende da una complessa rete di segnali molecolari, provenienti dagli organi periferici (stomaco, intestino, tessuto adiposo) che inizialmente vengono elaborati dai nuclei ipotalamici e quindi integrati a livello corticale per tradursi nelle azioni corrispondenti.

28 ORESSIGENI ANORESSIGENI Ghrelina Orexina Galanina Leptina Insulina Peptide YY (PYY) Endocannabinoidi CCK (Colecistochinina) Oppioidi endogeni beta-endorfine (?) Dinorfine Encefaline CRH (Corticotropin Releasing Hormone) e Urocortina NPY (Neuropeptide Y) CART (cocaine -anphetamine-regulatedtranscript) MCH (Melanin Concentrating Hormone) POMC (Pro-opiomelacortina) a-msh (Melanocyte Stimulating Hormone)

29 SAZIETA Stomaco Pieno, Colecistochinina (CCK) Insulina, Leptina. Ormone Melanocitastimolante (alfa MSH) FAME Stomaco vuoto, Noradrenalina, Ghrelina. Neuropeptide Y La regolazione della fame e della sazietà alfa-msh NeuropetideY F. Bottaccioli PsicoNeuroEndocrinoImmunologia ed. RED

30 1. Nel 1994 J.M. Friedman* e il suo gruppo di lavoro della Rockefeller University (New York City U.S.A.) individuarono il gene chiamato OB che codificava per l ormone leptina. 2. Friedman chiamò questo ormone dimagrante Leptina dal greco, leptos = magro. 3. Egli scoprì il segnale che mette in contatto diretto il magazzino delle scorte (le cellule adipose) con il centro di regolazione dell organismo: l ipotalamo. 4. Il segnale leptinico è ritenuto il più potente segnale d attivazione metabolica attualmente conosciuto. *[Zhang Y., Proenca R., Maffei M., Barone M., Leopold L., Friedman JM. - Positional cloning of the mouse obese gene and its human homologue. - Nature Dec 1;372(6505):425-32]

31 Il topo a sinistra ha subito una mutazione del gene per la leptina che determina la codifica di una forma inattiva della proteina. Esso presenta: iperfagia per mancanza di senso di sazietà, iperglicemia, iperinsulinemia, ipotermia e cortisolemia elevata. La leptina svolge due compiti fondamentali: da una parte blocca la fame attraverso l'inibizione del Neuropeptide Y (NPY è un segnale oressigeno). Dall'altra attiva i più importanti assi endocrini. E' da questa funzione, e non dall'altra relativa alla sazietà, che nasce il valore dimagrante di questo ormone.

32 IL1, IL6 TNF-alfa NFkB ADIPOCITI LEPTINA inibisce Neuropeptide Y (NPY) SENSO DI SAZIETA stimola la produzione di POMC (beta-lph, alfa-msh, CRH) TRF, GnRF, GHRF PROOPIOMELANOCORTINA beta-lph betaendorfine analgesia alfa-msh azione anti infiammatoria ACTH NORADR. adrenalina tono TRF TSH f T3, f T4 aumento metabolismo GnRF FSH e LH testoster. estrogeni progestr. fertilità GHRF GH IGF-1 muscoli ossa cartilag.

33 1. E un forte segnale leptinico, il fattore determinate l aumento della produzione degli ormoni tiroidei. 2. I quali aumentando la velocità metabolica dissipano una parte dell energia prodotta in calore. 3. Le calorie, accumulate nell organismo sottoforma di grassi (e glicogeno) sono solo i substrati energetici che gli ormoni tiroidei utilizzano per produrre ATP (la molecola essenziale per i processi energetici cellulari) e calore. Cellule adipose, leptina ipotalamo, TRF ipofisi, TSH ( mclu/ml) tiroide, ft4 e ft3 tessuti, energia (ATP) e calore Le calorie non c entrano! S ingrassa perché un segnale leptinico debole non è in grado d incrementare la produzione degli ormoni tiroidei.

34 Lechan RM, Fekete C. The TRH neuron: a hypothalamic integrator of energy metabolism. Prog. Brain Res. 2006;153: Tupper Research Institute and Department of Medicine, Division of Endocrinology, Diabetes and Metabolism, Tufts-New England Medical Center, Boston, MA 02111, USA. Gli autori evidenziano che i neuroni ipotalamici, dotati di recettori per la leptina, mandano segnali monosinaptici, cioè diretti, ai neuroni ipotalamici secernenti TRH (ormone di rilascio della Tireotropina). Ovvero se mangio a sufficienza la tiroide produce una maggior quantità di ormoni tiroidei, aumentando il metabolismo e quindi il consumo energetico.

35 PubMed è un database bibliografico contenente informazioni sulla letteratura scientifica biomedica dal 1949 ad oggi; la cui prima versione online è del gennaio del PubMed, con oltre 18 milioni di riferimenti bibliografici derivati da circa periodici biomedici, consente l accesso al MEDLINE (Medical Literature Analysis and Retrieval System), l'archivio bibliografico on-line del sistema MEDLARS. Secondo uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Science, circa il 43% degli articoli è stato annullato perché conteneva dati fittizi o manipolati, il 14% è stato cancellato perché lo studio è apparso in più di una pubblicazione, mentre il 10% è stato tolto a seguito di accuse di plagio. Dal 1975, ha inoltre aggiunto, il numero degli studi ritirati per frode è aumentato di 10 volte. Di oltre 2mila pubblicazioni prese in considerazione, solo il 21% è stato ritirato perché contenente errori (Adnkronos News mer 3 ott 2012)

36 Dieta IPOcalorica Fame Riduzione LEPTINA Riduzione della spesa energetica Ipotalamo Tessuto adiposo Aumento LEPTINA Sazietà Aumento della spesa energetica Alimentazione NORMO-calorica

37 1. Dieta ipocalorica: il metabolismo rallenta. Il termostato ipotalamico viene regolato verso il basso. Si perde poco grasso ma molto muscolo. Spesso, il risultato è rapido ma non duraturo. 2. Dieta di segnale: il metabolismo aumenta, anche se lentamente. Il termostato ipotalamico viene regolato verso l alto. Il grasso viene utilizzato dal muscolo a fini energetici, alla lunga si perde massa grassa. Il risultato è lento ma duraturo.

38 1. Nell anoressia lo stimolo della fame viene represso da un enorme sforzo mentale volontario. Nell anoressica il segnale leptinico è assente, di conseguenza, tutti gli assi ormonali sono in deficit. 2. Nell obesità, viceversa, il segnale leptinico è eccessivo ma proprio per questo motivo i recettori cellulari diventano sordi, sviluppando resistenza alla leptina che quindi agisce poco. 3. In entrambi i casi si manifestano gli stessi sintomi: fame da lupo, tendenza all ipotiroidismo, estremità fredde, atrofia muscolare, riduzione della fertilità, aumento dello stato infiammatorio e depressione.

39 segnale/recettore ormone recettore Il legame tra una molecola/segnale, detta ligando, ed il suo recettore a livello cellulare è alla base dei processi biochimici (o effetti biologici) che regolano il funzionamento dell organismo. Normalmente produciamo una giusta quantità di segnali molecolari, ad esempio gli ormoni, sufficiente per farci star bene.

40 ormone recettore x x x La sovrapproduzione di un ormone, ad esempio la leptina, determina a livello cellulare la riduzione degli specifici recettori (downregulation). Questo meccanismo di difesa è detto resistenza ed in questo modo la cellula evita una sovra-stimolazione e cerca di mantenere il suo equilibrio interno o omeostasi.

41 ANORESSIA Dieta ipocalorica. Carenza di grasso OBESITA Ipernutrizione. Eccesso di grasso Carenza di leptina Eccesso di leptina. Resistenza leptinica Ipotalamo: segnale leptinico debole AUMENTA Neuropeptide Y (NPY) SENSO DI FAME INIBISCE POMC Alfa-MSH: + infiammazione ACTH: surrene ipo TSH: tiroide ipo FSH: ovaie, testicoli ipo GH: muscoli, ossa ipo

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43 1. Il modo più efficace e fisiologico per perdere l eccesso di massa grassa acquistando tono psicofisico e massa muscolare è quello di adottare quei comportamenti in grado d attivare il metabolismo, ovvero: un alimentazione normocalorica e normoproteica, una minima ma regolare attività fisica. 2. Questi sono le due regole elementari capaci di dare ai nostri centri di regolazione ipotalamici i corretti segnali d attivazione metabolica.

44 ❶ 1. Se l apporto calorico complessivo è insufficiente (segnale di carestia) anche la produzione di leptina lo sarà. 2. La carenza di leptina sarà letta dall ipotalamo (la centralina di regolazione dell organismo) come deficit di riserve energetiche ed indurrà un rallentamento della velocità metabolica. 3. Un recente lavoro di *Sainsbury evidenzia che l organismo risponde alla restrizione calorica innescando delle risposte adattive orientate ad una marcata riduzione della spesa energetica ed al recupero del peso perso. 4. Tali modificazioni si manifestano anche in individui obesi o sovrappeso che abbiano perso anche solo una piccola percentuale di peso corporeo (6-7%) e persino quando la perdita di peso è raggiunta applicando modesta restrizione calorica con o senza attività fisica. *Sainsbury and Zhang Role of the hypotalamus in the neuroendocrine regulation of body weight and composition during energy deficit. - «Obesity Reviews» 2011.

45 ❷ * La restrizione dietetica porterà inizialmente le persone in eccesso ponderale a una perdita di peso e di grasso (nei primi mesi), ma contemporaneamente attiverà uno stato neuroendocrino che si ripercuoterà negativamente sulla composizione corporea promuovendo l accumulo di grasso a livello viscerale (con un maggior rischio di malattie dismetaboliche ad esso correlate come il diabete mellito tipo II e l aterosclerosi) e la riduzione della densità ossea e della massa muscolare, predisponendo ad affezioni strutturali come l osteoporosi e la sarcopenia. *Sainsbury and Zhang Role of the hypotalamus in the neuroendocrine regulation of body weight and composition during energy deficit. - «Obesity Reviews» 2011.

46 FABBISOGNO CALORICO GIORNALIERO (F.C.G) Attività fisica Scarsa Leggera Moderata Intensa Kcal Peso in Kg Kcal per tipo di attività = F.C.G. Esempio: 58 kg 35 Kcal = 2030 Kcal/die Alimenti Carboidrati 60% Lipidi 30% Proteine 10% Kcal 1218 Kcal (:4)= ca. 304 gr. 609 Kcal (:9)= ca. 67 gr. 203 Kcal (:4)= ca. 50 gr. FABBISOGNO PROTEICO GIORNALIERO L Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia un apporto proteico giornaliero di: 0,8-1 g./kg (46,4-58 gr/die) dato un soggetto normopeso o relativo al peso ideale.

47 1. Per l attivazione del metabolismo è importante assumere una sufficiente quantità di proteine. 2. Nel 2004 *Polson et al. evidenziò lo stretto rapporto tra l assunzione di proteine e la leptina l ormone che innesca il consumo energetico. 3. Un alimentazione ricca di carboidrati raffinati determina un rapido picco leptinico seguito però da una repentina caduta (analogo all andamento dell insulina). 4. Invece a parità di calorie introdotte riducendo i carboidrati e aggiungendo un adeguata quantità di proteine, la leptina sale più lentamente dopo il pasto ma rimane stabile per molto più tempo. 5. L azione prolungata della leptina oltre a garantire il senso di sazietà esercita un effetto positivo a livello ipotalamico permettendo l attivazione del metabolismo (ormoni tiroidei) e la sintesi della massa muscolare (GH). *Polson et al. Macronutrient composition of the diet differentially affects leptin and adiponutrin mrna expression in response to meal feeding.- J Nutr Biochem Apr.

48 30% kcal GRASSI 60% kcal CARBOIDRATI 10% kcal PROTEINE

49 LIVELLI DI ASSUNZIONE RACCOMANDATA DI PROTEINE (g./kg./die) Società Italiana di Nutrizione Umana Età 0-1 anno 1-18 anni adulti g./kg/die 1,87-2,09 (latte materno) 1,00-1,5 0,8-1,00 Tipo di attività sedentaria sportiva Alimento 100 gr. Due uova intere Latte e yogurt intero Formaggi magri: ricotta, Jocca Formaggi grassi: parmigiano, emmenthal Carne: vitello, maiale, pollo, tacchino Pesce: salmone, sgombro, merluzzo Semi oleosi: mandorle, noci, nocciole Legumi secchi: soia, ceci, fagioli, Cereali integrali: riso, orzo, pasta, pane 0,8 1,00 1,5 gr. di proteine , (soia 35-38) 8 12

50 Livelli di assunzione giornalieri raccomandati di Nutrienti per la popolazione italiana (L.A.R.N.) - Società Italiana di Nutrizione Umana, revisione 1996 Categoria Lattanti Bambini Maschi Femmine Gestanti Nutrici Età (anni) 0, Peso (kg) Proteine (g)

51 DIETA GIFT TRIPARTIZIONE MONOPIATTO CARBOIDRATI Cereali integrali: pasta, riso, pane o altri cereali. Legumi: ceci, fagioli, piselli, lenticchie. Patate, se possibile con la buccia. 1/3 CARBOIDRATI 1/3 VERDURA 1/3 PROTEINE PROTEINE ANIMALI O VEGETALI Carne, pesce, pollame, uova, latte e formaggi, soia gialla, tofu, seitan, semi oleosi (noci, mandorle, nocciole). VERDURA CONDITA Verdura cruda o cotta condita con olio extravergine di oliva o burro. Oppure, una porzione di macedonia addolcita con un po di miele. FRUTTA E VERDURE CRUDE, FRESCHE E SENZA CONDIMENTI possono essere mangiate liberamente prima dei pasti o durante la giornata.

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53 1. L'Indice di Massa Corporea, IMC o BMI (Body Mass Index) è il rapporto tra il peso in chilogrammi ed il quadrato dell altezza espressa in metri. 2. L'IMC è considerato un indice più attendibile del semplice peso corporeo per definire le caratteristiche fisiche di una persona. 3. Per questo motivo viene di solito usato a livello internazionale per la diagnosi delle patologie nutrizionali.

54 Calcolo dell Indice di Massa Corporea 1. Prendete il vostro peso in chilogrammi. 2. Dividetelo per la vostra altezza espressa in metri ed elevata al quadrato. 3. Il quoziente sarà il vostro IMC. IMC = Peso (kg) Altezza (m) 2 Il mio IMC Peso: 57,5 kg. Altezza: 1,69 m. (1,69) 2 = 2,85. 57,5:2,85 = 20,1

55 Indice di Massa Corporea IMC = kg/m 2 UOMINI DONNE Sottopeso Normopeso Sovrappeso Obeso 1 grado Obeso 2 grado Obeso 3 grado < > 40 < 18,5 18, > 40 Tra 25 e 29 è sovrappeso. Rischio di diabete, ipertensione arteriosa, dislipidemie. Oltre 30 è obesità. Riduzione dell aspettativa di vita.

56 Queste due donne hanno all incirca lo stesso BMI ma la loro composizione corporea è molto diversa.

57 Un metodo semplice per misurare la percentuale di massa grassa, oltre alla plicometria, è la bilancia impedenziometrica.

58 CALCOLO DELLA MASSA GRASSA O M.G. % M.G. VALORE MINIMO VALORE IDEALE VALORE MASSIMO VALORE MEDIO EUROPEO UOMO 8% 12% 15% 23% DONNA 15% 20% 23% 32% ESEMPIO: donna alta 160 cm del peso di 66 kg Massa Grassa 25% dal VALORE IDEALE di M.G. del 20% = + 5 % Kg. di Massa Grassa da perdere 66 X 5 = 330 : 100 3,3 kg

59 Buona nutrizione e tono Denutriti e disidratati IPERNUTRITI ED EDEMATOSI Ipernutriti ed edematosi Malnutriti ed edematosi

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61 1. Il tessuto adiposo localizzato nella regione addominale, che caratterizza il sovrappeso a mela, è associato ad un più alto rischio (rispetto al grasso periferico, ad esempio quello nella zona gluteo-femorale) di sindrome metabolica e quindi di mortalità cardiovascolare. 2. La sindrome metabolica è caratterizzata da: eccesso di adipe addominale, insulino-resistenza, iperglicemia o diabete di tipo II, dislipidemie, ipertensione arteriosa e malattie cardiovascolari. 3. La misura della circonferenza addominale permette di valutare, anche se in modo approssimativo, la massa adiposa addominale.

62 LA DISTRIBUZIONE DEL GRASSO CORPOREO ANDROIDE a mela o centrale. Il grasso si localizza a livello addominale e attorno ai visceri addominali. GINOIDE a pera o periferica. Il grasso si accumula a livello sottocutaneo nella regione dei glutei, sui fianchi e sulle cosce. MISTA a tronchetto o mista. Unisce le caratteristiche sia dell obesità androide che ginoide.

63 CIRCONFERENZA ADDOMINALE E SINDROME METABOLICA Genere Rischio moderato Rischio elevato Maschi > 94 cm > 102 cm Femmine > 80 cm > 88 cm

64 1. Le cellule adipose, quando sono ipertrofiche, aumentano la produzione non solo di leptina ma anche quella di citochine infiammatorie, quali l IL6 e il TNF-alfa. 2. L IL-6 ha come bersaglio il fegato, dove induce la sintesi di una proteina della fase acuta dell infiammazione: la Proteina C Reattiva o PCR. 3. Nell organismo si determina un infiammazione sistemica di basso grado che al momento non produce danni ma può predisporre a seri rischi. 4. Studi recenti evidenziano che persone in apparente buona salute, con valori costanti di PCR >5-6 mg/l pur essendo nel range di normalità (0,5 10 mg/l) hanno un maggior rischio di aterosclerosi, ictus e infarto rispetto a quelle con PCR <1.

65 Tara L. Gruenewald, Teresa E. Seeman, Carol D. Ryff, Arun S. Karlamangla and Burton H. Singer Combinations of biomarkers predictive of later life mortality PNAS : ; published online on September 18, 2006, /pnas Proceedings of the National Academy of Sciences of United States of America

66 In questo studio, sono stati esaminati 13 biomarkers quali predittori di mortalità in un campione di 328 uomini e 339 donne tra i 70 e i 79 anni seguiti per un periodo di 12 anni 1. L obiettivo dello studio è stato quello d identificare i livelli subclinici di biomarkers che caratterizzano condizioni ad alto rischio. 2. I biomarkers selezionati rappresentano i mediatori primari dei sistemi di regolazione biologica del nostro organismo. I BIOMARKERS ESAMINATI SONO STATI, PER LA FUNZIONE: Cardiovascolare: pressione diastolica e sistolica. Neuroendocrina: adrenalina, noradrenalina, cortisolo, deidroepiandrosterone (DHEA). Metabolica: rapporto col. Tot/HDL, col. HDL, emoglobina glicata. Immunitaria: Interleuchina-6, Proteina C Reattiva, fibrinogeno e albumina.

67 STRESS BIOMARKERS (1) Sistema cardiovascolare Pressione sistolica Pressione diastolica Sistema neuroendocrino Adrenalina urinaria notturna Noradrenalina urinaria notturna Cortisolo urinario notturno Dhea s siero Fattori di rischio Fattori di rischio

68 STRESS BIOMARKERS (2) Metabolismo Rapporto Col. Tot/HDL Colesterolo HDL Emoglobina glicata Sistema immunitario Interleuchina 6, IL-6 Proteina C Reattiva, PCR Fibrinogeno Albumina Fattori di rischio AA.VV. Combinations of biomarkers predictive of later life mortality Fattori di rischio

69 1. I livelli di IL-6 sono il doppio negli individui obesi rispetto a quelli normopeso. 2. Tuttavia il grasso viscerale può essere presente anche nei falsi magri ed è per questo che è importante misurare la percentuale di massa grassa. 3. Questi individui presentano solo un po di pancetta hanno braccia e gambe magre e poco grasso sottocutaneo, ma elevato grasso viscerale. 4. Inoltre hanno bassi livelli di colesterolo HDL e le transaminasi (AST, ALT) leggermente elevate. 5. Questi individui corrono gli stessi rischi degli individui sovrappeso o obesi. 6. Comunque, una dieta corretta e l attività fisica possono ridurre questo rischio.

70 Il sistema alimentare Dieta GIFT o dieta di segnale è stato messo a punto dai fratelli Attilio e Luca Speciani del Servizio Medici Associati di Milano. Le quattro lettere dell acronimo GIFT stanno per: Gradualità, Individualità, Flessibilità e Tono. I tre cardini di questo sistema sono: 1. Attivazione Metabolica 2. Calma Insulinica 3. Qualità dei Nutrienti

71 1. Apporto normocalorico e normoproteico. Corretta distribuzione dei pasti durante la giornata ossia colazione ricca e cena povera. 2. Masticazione prolungata. 3. Attività fisica regolare. 4. Carboidrati a basso indice e carico glicemico. 5. Abbinamento di carboidrati e proteine ad ogni pasto. 6. Gestione delle intolleranze da sovraccarico alimentare. 7. Apporto generoso di acqua e fibra (alimenti integrali). 8. Frutta e verdura in libertà. 9. Eliminazione dei cibi spazzatura. 10. Equilibrio psicofisico.

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