Relatore: Dott. Massimo Spattini - Medico Chirurgo Specialista in Scienza dell Alimentazione - Specialista in Medicina dello

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1 Relatore: Dott. Massimo Spattini - Medico Chirurgo Specialista in Scienza dell Alimentazione - Specialista in Medicina dello Sport Board Certified in Anti-aging & Regenerative Medicine (ABAARM USA) Docente all Università Sapienza di Roma al Corso Benessere e stili di vita

2 Se fossimo in grado di fornire a ciascuno la giusta dose di nutrimento e di esercizio fisico nén in eccesso nén in difetto, avremmo trovato la strada della salute. Ippocrate ( a.c.)

3 E possibile la "Spot reduction" cioè la perdita di grasso localizzato tramite l allenamento dei muscoli in prossimità dell area dove è presente l accumulo l di grasso?

4 Le correnti conoscenze sul rifornimento di energia indicano che l esercizio l fisico stimola la mobilizzazione dei grassi attraverso ormoni che agiscono sui depositi di grasso tramite la circolazione sanguigna

5 Le aree in cui vi è maggior concentrazione di grasso o maggior attività enzimatica probabilmente forniscono le maggiori quantità di energia

6 Non c erano c sono evidenze che gli acidi grassi siano rilasciati in misura maggiore dalle zone adipose situate sopra i muscoli stimolati dall esercizio fisico

7 Per dimostrare l inconsistenza della "Spot reduction" sono state confrontate le pliche cutanee (cioè lo spessore dello strato pelle-grasso) degli avambracci destro e sinistro di alcuni giocatori di tennis ad alto livello

8 Grasso sottocutaneo nell arto dominante, che tra l altro era significativamente più ipertrofico a causa dell allenamento continuo dovuto al tennis, simile a quello nell altro avambraccio

9 Per alcuni autori questa sarebbe la chiara dimostrazione che l esercizio non causa una riduzione del grasso di deposito nella zona allenata (tratto da "Nutrition, exercise and healt" Frank Katch William Mc Ardle 1993)

10 Limiti di questo approccio sperimentale tennisti ad alto livello atleti con una bassa percentuale di grasso corporeo la plica a livello dell avambraccio èmolto modesta a prescindere dall effetto dell allenamento

11 Migliore sarebbe stato un confronto tra atleti provvisti più o meno della stessa percentuale corporea di grasso distinti in due gruppi: uno che utilizza prevalentemente gli arti superiori (p.es. canoisti) l altro gli arti inferiori (p.es. sciatori)

12 Ma allora èpossibile la Spot Reduction In letteratura esiste uno studio condotto dal Dott. Marco Neri, noto tecnico del settore "Fitness" e dal Prof. Antonio Paoli dell Istituto di Fisiologia dell Universit Universitàdi Padova, e pubblicato dall "European Journal of Phisiology".

13 Sono stati allestiti due gruppi di lavoro composti sia da uomini che da donne (uno di studio, l altro l di controllo) e sono stati sottoposti ad allenamenti tri-settimanali simili come tipo di esercizi, ma diversi nell impostazione degli stessi

14 Gruppo di studio: minuti di allenamento a circuito dove si allenano in triset i gruppi nei quali si vuole verificare l eventuale l perdita di grasso localizzato (tricipiti, addominali, fianchi), intervallati da una stazione aerobica (step o cyclette).

15 Il gruppo di controllo eseguiva invece un circuito di sole stazioni aerobiche (step, cyclette, tapis roulant) sempre per un totale di minuti Entrambi i gruppi alla fine dell allenamento allenavano i muscoli non sollecitati nel circuito precedente con serie e pause di 60 secondi

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17 Cyclette Step Tapis roulant Cyclette Step Tapis roulant Cyclette Panca inclinata con 2 manubri Trazioni lat machine davanti Alzate laterali braccia Bicipiti alternati da seduto Tricipiti su panca Crunch addominali Torsioni con asta da seduto x1060 3x1060 3x1060 3x1060 3x2050 3x2050 1x200

18 A tutti i soggetti era stato chiesto di mantenere il loro regime alimentare abituale Alla fine dell esperimento, esperimento, dopo 6 settimane, entrambi i gruppi erano significativamente dimagriti

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21 Èinteressante notare come gli spessori delle pliche erano diminuiti in maggior misura sui muscoli inseriti nel circuito del gruppo di studio (tricipiti, addome, fianchi) Interessante èanche il fatto che nelle donne èrisultato molto significativo anche il calo riguardante le pliche delle cosce

22 Alternanza di esercizi che riguardano gli arti superiori, il tronco e gli arti inferiori RISULTATO maggiore azione di stimolo sul sistema circolatorio che consente una maggior mobilizzazione dei liquidi dove sono in eccesso

23 Per anni, gli scienziati hanno detto agli atleti che la spot reduction non funziona. Per esempio, non potete perdere grasso nelle braccia eseguendo curls ed estensioni del tricipite. Queste conclusioni erano basate su studi volumetrici che hanno valutato le variazioni della massa magra e della massa grassa nelle braccia e nelle gambe, dopo aver eseguito esercizi specifici per queste zone per diverse settimane.

24 I ricercatori danesi, guidati dal Dr. Bente Stallknecht del Panum Institute di Copenhagen, hanno dimostrato che la spot reduction è efficace. I ricercatori hanno utilizzato un tracciatore radioattivo (133Xe) per misurare le variazioni della massa grassa durante l esecuzione l di un elevato numero di ripetizioni di estensioni del ginocchio, che risulta essere il più sensibile rispetto alla misurazione della variazione di densità ottenibile dalle braccia e dalle gambe.

25 I ricercatori hanno inoltre studiato la circolazione sanguigna e la riduzione del grasso nel tessuto adiposo dei muscoli che vengono allenati e nel tessuto adiposo attorno ai muscoli della gamba che non viene allenata. Dopo 30 minuti di estensioni a una gamba, i soggetti hanno cambiato le gambe ed hanno eseguito delle ripetizioni per 120 minuti utilizzando più peso. La circolazione sanguigna e la riduzione del grasso migliorano attorno ai muscoli che lavorano.

26 Lo studio dei ricercatori ha portato alla conclusione che specifici esercizi possono determinare la spot reduction in quanto la circolazione sanguigna ed il grasso utilizzato sono elevati nel tessuto adiposo adiacente ai muscoli utilizzati. La spot reduction è più efficace durante gli allenamenti ad alta intensità in quanto genera più calore nei muscoli e innesca un elevato numero di catecolamine (ormoni quali l adrenalina).

27 L eccesso di grasso locale, aumenta il grasso perivascolare cioè il grasso dentro le arteriole. Questo, produce molecole di segnale che interferiscono con l insulina e alterano il flusso sanguigno in risposta all insulina. (Yudkin Js. Vasocrine signaling form perivascular fat: a mechanism linking insulin resistance to vascular disease)

28 In un recente studio pubblicato nel Journal of Physiology èstata provata l esistenza l di un ormone, l Angiotensina II,, prodotto dal tessuto adiposo in grado di ridurre l afflusso di sangue e causare l inibizione della combustione dei grassi nel tessuto adiposo e muscolare scheletrico. Quando il flusso sanguigno èbasso, aumenta la produzione di ANG II. Molte persone con pressione alta sono curate con ACE-inibitori che diminuiscono la produzione di ANG II.

29 L Angiotensina II, stimola l aumento l del grasso non solo tramite la riduzione del flusso sanguigno, ma anche tramite altri meccanismi: - ANG II causa la stimolazione degli adrenorecettori alfa2, che inibiscono la mobilizzazione dei grassi - ANG II aumenta l attivitl attivitàdegli enzimi che accumulano i grassi (glicerofosfato deidrogenasi e acido grasso sintetasi) - ANG II aumenta la resistenza insulinica - I livelli di ANG II sono aumentati dal cortisolo, dal fumo, dalla dieta ad alto apporto di grassi e dagli estogeni.

30 Le basi fisiologiche della E risaputo che quando una persona si mette a dieta perde il grasso più rapidamente nelle zone dove ègià più magra

31 Per esempio un uomo che si mette a dieta per evidenziare gli addominali diminuiràsì il suo giro vita, ma le "maniglie dell amore" e quel grasso che nasconde gli addominali tenderanno a resistere

32 La maggior parte del grasso perso èa discapito del grasso intraddominale viscerale e non di quello sottocutaneo che "copre" gli addominali

33 non ci sono spiegazioni fisiologiche di come si possa bruciare di più il grasso adiacente al muscolo Inoltre come si può distinguere il grasso viscerale da quello sottocutaneo; come può l allenamento l del muscolo orientare la lipolisi verso quest ultimo? ultimo?

34 L energia del muscolo proviene da due fonti: 1. dal glicogeno e dai trigliceridi depositati nelle cellule muscolari, che sono poi trasformati in ATP; 2. dal sangue, che apporta glucosio che deriva dalla nutrizione e acidi grassi che derivano anch essi dalla nutrizione o dalla lipolisi del tessuto adiposo

35 Il grasso ènormalmente depositato sotto forma di trigliceridi nelle cellule adipose Per svuotare questi adipociti si deve indurre un processo chiamato lipolisi

36 Durante una dieta ipocalorica si stimolano due differenti processi: 1.la lipolisi del tessuto adiposo che fa sìs che il grasso sotto forma di acidi grassi passi dalle cellule adipose nel sangue

37 2.lo stimolo della B-ossidazione B dei grassi, cioè quel processo tramite il quale gli acidi grassi trasportati nel sangue e captati da cellule come quelle muscolari vengono bruciati per produrre energia

38 I principali ormoni che stimolano lalipolisi lipolisi sono: l adrenalina e la noradrenalina, che agiscono su degli specifici recettori che sono distinti in Recettori Alpha-adrenergici adrenergicie RecettoriBeta Beta-adrenergiciadrenergici

39 Quelli che interessano per il tessuto adiposo sono gli Alpha(α)-2-adrenergici adrenergicied i B1, B2 e B3 adrenergici Il tessuto adiposo presenta sia i recettori αche quelli B Quando si legano ai Brecettori stimolano la lipolisi, invece quando si legano agli α la inibiscono

40 Nell uomo il tessuto adiposo nella regione addominale ha in proporzione una minor percentuale di recettori Beta adrenergici e maggiore di Alpha

41 nella donna sono maggiormente presenti i Beta nella regione addominale e gli Alpha nella zona dei glutei e delle cosce

42 Noi possiamo in parte migliorare la situazione usando delle sostanze che stimolino direttamente i recettori B (clenbuterolo, efedrina, caffeina) e altre che inibiscono il recettore α-2 (yoimbina)

43 Fattore importante per la distribuzione di grasso corporeo sono gli ormoni: il testosterone fa accumulare nel giro vita e gli estrogeni nella parte inferiore del corpo, ma esiste anche un 2 2 fattore molto importante: la circolazione

44 Quando la circolazione è rallentata aumenta la esterificazione degli acidi grassi cioè tre acidi grassi NEFA vengono strutturati con una molecola di glicerolo in un trigliceride che è la forma di deposito del grasso nelle cellule adipose

45 Il grasso contenuto negli adipociti non èstabile ma èin continuo rinnovamento Bloccando l ingresso l dei grassi nella cellula adiposa in specifiche zone si avrebbe un maggiore effetto di dimagrimento localizzato

46 Ogni qualvolta il flusso di sangue èridotto, nuovi acidi grassi possono entrare più facilmente nella cellula adiposa L obiettivo: incrementare in maniera importante il flusso del sangue in una determinata zona, per squilibrare il rinnovamento degli acidi grassi

47 Per ottenere questo effetto non èsufficiente aumentare il flusso del sangue anche di molto ma saltuariamente, ma bisogna farlo in maniera quasi permanente

48 Bisogna attaccare quella zona più volte al giorno, se si vuole vedere un notevole dimagrimento localizzato, almeno tre volte per un minimo di 15 in maniera da stimolare il flusso sanguigno

49 Per evitare un sovrallenamento di tipo psicologico e fisico (con conseguente catabolismo) la strategia migliore per un dimagrimento localizzato èuna combinazione di interventi mirati a migliorare il flusso sanguigno in quella zona in maniera attiva ma anche passiva.

50 Utile è quindi l utilizzo l di: apparecchi elettrostimolatori massaggi manuali Idromassaggi Integratori che abbiano un effetto drenante e benefico sulla circolazione (equiseto, betulla, Ginko Biloba, flavonoidi, niacina) Creme ad uso topico con principi attivi lipolitici e vasoattivi (yoimbina, capsaicina, caffeina, aminofillina, forskolina)

51 Dobbiamo utilizzare tutte le armi a nostra disposizione per vincere la battaglia contro il grasso localizzato e la cellulite iniziandola il più presto possibile

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55 DIMINUZIONE DELLA STIMOLAZIONE INSULINICA - Modifiche alimentari che riducono il rilascio di insulina: Fibre Grassi buoni a favore di quelli cattivi Carboidrati buoni a favore di quelli cattivi AUMENTO DELLA CAPACITÁ DI RISPOSTA CELLULARE ALL INSULINA - Agenti che modificano la risposta di insulina a livello cellulare: Cromo Acido Lipoico Magnesio CoQ10

56 Due diete isocaloriche uguali variate solo in quantitàe tipo di fibre (50 g a 1:1 solubile/insolubile contro 1:2 solubile vs. insolubile) per 6 settimane in pazienti con diabete di tipo 2 (alto contenuto di fibre contro scarso contenuto di fibre). La dieta ricca di fibre ha diminuito l'area sotto la curva delle 24 ore della glicemia e la concentrazione di insulina del 10% e 12%, rispettivamente. La dieta ricca di fibre ha ridotto la concentrazione totale di colesterolo plasmatico del 6.7%, la concentrazione dei trigliceridi del 10,2%, e la concentrazione del colesterolo LDL del 12,5%.

57 Dopo il consumo di nove porzioni di fibre arrichite con pane (pane bianco arricchito con 31,2 g di fibre insolubili al giorno) o di controllo (pane bianco) per un periodo di tempo di 72 ore, è stata valutata la sensibilità all'insulina in tutto il corpo. La maggiore assunzione di fibre alimentari insolubili per 3 giorni, ha migliorato significativamente la sensibilità all'insulina del corpo intero.

58 Diete ad alto contenuto di grassi monoinsaturi riducono i trigliceridi a digiuno e la concentrazione di colesterolo LDL del 19% e del 22%, rispettivamente, e causano un aumento modesto delle concentrazioni di HDL senza alterare le concentrazioni di LDL. Non ci sono prove che diete ricche di grassi monoinsaturi possano indurre un aumento di peso nei pazienti con diabete mellito,, a condizione che l'apporto energetico sia controllato.

59 162 soggetti sani sono stati scelti a caso per un controllo con dieta isoenergetica per 3 mesi contenente un alta percentuale di acidi grassi saturi e monoinsaturi. La sensibilità all'insulina è stata significativamente compromessa con la dieta di acidi grassi saturi (-10%, p = 0.03), ma non è stata modificata dalla dieta con acidi grassi monoinsaturi (+2%, NS) (p = 0.05 per la differenza tra le diete). La secrezione di insulina a non è stata influenzata. Gli effetti favorevoli di sostituire una dieta di acidi grassi monoinsaturi,, con una dieta di acidi grassi saturi nella sensibilità insulinica, sono stati osservati soltanto per un assunzione di grassi sotto la media (37%).

60 Una diminuzione della stimolazione insulinica, richiede modificazioni dietetiche che riducono l'assunzione di alimenti che provocano un aumento degli zuccheri nel sangue e quindi di insulina. I carboidrati (e in misura minore, le proteine ) sono i macronutrienti principali che causano aumenti di zuccheri nel sangue. Pertanto le opzioni sono: - cambiare la quantità dei carboidrati e sostituirli con i grassi (che non determinano alcuna risposta glicemica) e/o - cambiare la qualità dei carboidrati

61 Cibi con un basso GI hanno anche un basso GL, mentre cibi con un medio o alto GI possono variare il GL da molto basso a molto alto,, dipende dai carboidrati presenti in una porzione. Pertanto, si può ridurre il GL nella dieta limitando alimenti che hanno sia un GI alto e un elevato contenuto di carboidrati. Il GL permette quindi una valutazione della quantità e della qualità del carboidrati nella dieta.

62 Cromo Acido α-lipoico CoQ10 Vitamina D Magnesio Vitamina C,E e altri antiossidanti Acidi grassi Omega 3 Vanadio

63 Una supplementazione con cromo migliora la glicemia, l insulina, l il colesterolo, HbA1c nel diabete di tipo 2 in modo dose-dipendente. dipendente. Una dose di cromo superiore (1000 mcg) può essere più efficace nei casi più gravi di resistenza insulinica. Il meccanismo d d azione del cromo coinvolge un aumento del legame con l insulinal insulina,, un maggiore numero di recettori dell insulina, e una maggiore fosforilazione del recettore dell'insulina.

64 mg di acido α-lipoico al giorno, possono migliorare la sensibilità insulinica in pazienti con diabete di tipo mg di acido α-lipoico al giorno possono migliorare la microcircolazione e polineuropatia diabetica.

65 120 mg di CoQ10 al giorno, migliorano il controllo glicemico e la pressione arteriosa in pazienti con diabete di tipo mg di CoQ10 al giorno, migliorano HbA1c e la pressione arteriosa in pazienti con diabete di tipo 2.

66 Correlazione positiva tra concentrazioni di 25 (OH)D e sensibilità all insulina. Effetto negativo di ipovitaminosi D sulla funzione delle cellule beta. Soggetti con ipovitaminosi D sono a maggior rischio di insulino resistenza e Sindrome Metabolica. Aumentando 25(OH)D da 10 a 30 ng/ml, può migliorare la sensibilità insulinica del 60%.

67 Una supplementazione con Magnesio, è stato dimostrato essere associata a: - Rischio inverso di malattie cardiovascolari negli uomini - Rischio inverso di Sindrome metabolica - Miglioramenti nel metabolismo del glucosio e dell'insulina - Miglioramenti nelle aritmie cardiache

68 L olio di pesce nella dieta, ha effetti benefici sull insulinemia,, sui lipidi plasmatici,, e sul metabolismo del glucosio insulino-stimolato stimolato in ratti diabetici lievemente insulino-resistenti.

69 Moderato, e costante esercizio aerobico (aumento del metabolismo basale e brucia grassi) Aumento della massa muscolare (esercizi contro resistenza) Smettere di fumare Perdere peso (5-10% del peso iniziale è in grado di dimostrare un significativo miglioramento) Diminuire lo stress cronico (adeguato sonno etc.) Dieta mediterranea a basso GL

70 Cromo: generalmente 1000 mcg al giorno se insulino-resistenti; probabilmente più efficace, se carente, ma difficile da provare Vitamina D: test di 25(OH)D e supplemento a seconda dei casi (o integrare UI al giorno) Magnesio: generalmente mg; se presenti sintomi di deficienza, aumentare il dosaggio CoQ10: mg al giorno; generalmente integrare in pazienti con sindrome metabolica o diabete anche se ipertesi Acido α-lipoico: 600 mg se pazienti diabetici o specificamente con neuropatia periferica; probabilmente utile a dosaggi più bassi nel migliorare la resistenza all'insulina

71 EPA/DHA: 1 gr al giorno come prevenzione cardiovascolare (o nella dieta come due porzioni di pesce); se l innalzamento l dei TG non rientra, 3 g al giorno Vanadio: non più di mg a lungo tempo; preoccupazioni in merito ad alte dosi a lungo termine Biotina: 4-88 mg; sembrano sicuri Antiossidanti: una miscela di antiossidanti è specificamente raccomandata: - Vitamina C: mg - Zinco: mg - Selenio: 200 mcg

72 Tè verde: consumare nella dieta e/o 200 mg o più al giorno di polifenoli (catechine del tèt verde) Cannella: consumare nella dieta e/o 1 gr al giorno Fieno Greco: consumare nella dieta (alquanto complicato consumare 15 gr al giorno); uno studio di controllo ha dimostrato risultati positivi con 1 gr al giorno di estratto idroalcolico Gymnema, Coccinia Grandis, Aloe, Panax: studi hanno dimostrato un aumento della secrezione di insulina come meccanismo di azione American Ginseng: dati positivi presi in punti temporali specifici prima di un pasto; effetti variabili a seconda del contenuto in estratto di ginsenosidi

73 La resistenza insulinica e la risultante iperinsulinemia, causano una cascata di eventi che predispongono al rischio cardiovascolare, al diabete, all ipertensione, all infiammazione, alla sindrome dell ovaio policistico (PCOS), alla steatosi non alcolica (NASH) alla demenza, al tumore del colon e della mammella, e ad altri tipi di tumori. L attenzione dovrà essere rivolta verso l identificazione di quei pazienti insulino resistenti,, per iniziative aggressive e interventi mirati Dieta, corretto stile di vita, e un integrazione nutrizionale/botanica mirata (medica nutrizionale) può influenzare positivamente la sensibilità all'insulina e portare a risultati migliori.

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76 Carico tossico opprimente (esogeno + endogeno) Alterata escrezione (stitichezza o diminuzione del tempo di transito; disfunzione renale) Combustibili inefficienti (macronutrienti non bilanciati) Carenza di sostanze disintossicanti (antiossidanti,, cofattori, agenti coniuganti) Sregolazione degli enzimi disintossicanti

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80 I supporti nutrizionali per la disintossicazione,, includono: - Vitamina B2 (riboflavina) - Vitamina B3 (niacina) - Vitamina B6 (piridossina) - Acido Folico - Glutatione tripeptide - BCAA (leucina, glicina, isoleucina) Supporti antiossidanti di protezione sono necessari per la gestione dell ossigeno reattivo; ; includono: - β-carotene (pro vitamina A) - Acido Ascorbico (vitamina C) - Tocoferoli (vitamina E) - CoQ10 (ubichinone) - Minerali (selenio, zinco, rame, manganese)

81 Composti tiolici presenti in aglio, cipolle, verdure crocifere, flavonoidi, silimarina e antocianidine forniscono anch essi supporto antiossidante. Questi composti includono aminoacidi: - Cisteina - N-acetil cisteina - Metionina - Taurina - Glicina - Glutammina - Ornitina - Arginina - Acido glucuronico necessari nei loro rispettivi pathways - Glutatione

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